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Atlante digitale del '900 letterario

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mediante un flessibile metodo di indagine


che valorizza particolarmente il
ragionamento di tipo induttivo.
Sono innumerevoli le occasioni in cui mette
in evidenza come il suo modo di ragionare
Umberto Eco sia fondato sullo studio della natura e dei
Il nome della rosa segni che la diretta esperienza
incessantemente fornisce, e uno dei più
Milano, Bompiani, 2016 significativi è sicuramente l’episodio del
cavallo Brunello, nel capitolo Primo giorno,
Prima.
Poco prima dell’arrivo presso l’abbazia,
Guglielmo contro Jorge viene incontro a Guglielmo il cellario,
preoccupato per la scomparsa di un
Il nome della rosa di Umberto Eco spazia cavallo. Guglielmo riesce a descrivere
fra numerosi generi, fra cui il romanzo perfettamente l'animale, pur non avendolo
filosofico e il romanzo giallo. Al di là della mai visto, attraverso l'osservazione delle
trama avvincente del giallo e dello scenario impronte sulla neve, dei crini rimasti sui
storico in cui le vicende sono ambientate, rami e di altri particolari dell’ambiente
due fra i personaggi principali, Guglielmo circostante. Con gli stessi strumenti, riesce
da Baskerville e Jorge da Burgos, inoltre a capire quale direzione il cavallo ha
incarnano due visioni divergenti della preso. Stupendo poi tutti i presenti, riesce
conoscenza. Attraverso l'analisi seguente si ad indovinarne persino il nome: Brunello. Il
considereranno l'uno e l'altro personaggio protagonista afferma qui significativamente
per illustrarne la diversa concezione del di voler «studiare i segreti della natura,
mondo e giustificare alla luce di questa usare del sapere per migliorare il genere
l'opposta visione della verità. umano» (pp. 80-81).
L'episodio del cavallo Brunello aiuta il
1. STUDIARE I SEGRETI DELL A NATURA lettore a capire che Guglielmo concepisce
Il francescano Guglielmo da Baskerville, la conoscenza come alimentata da un
recatosi all'abbazia benedettina teatro della intreccio sapiente di conoscenze teoriche
vicenda in occasione della disputa sulla ed esame dell'esperienza, tema
povertà nella Chiesa, che dovrà svolgersi quest'ultimo di particolare rilievo all’interno
fra le due opposte delegazioni, papale e della tradizione francescana, in particolare
francescana-imperiale, viene incaricato nella visione di Ruggero Bacone, cui
dall'Abate di indagare sulla serie di omicidi Guglielmo più di una volta si riferisce con
che insanguinano quel luogo. Rivestendo il ammirazione.
ruolo di detective – mansione in cui il Il suo pensiero può essere accostato per
giovane Adso, novizio benedettino, gli fa diversi punti di contatto a quello di
da assistente – Guglielmo si avvale dello Guglielmo da Ockham, a cui Umberto Eco
strumento della ragione, applicandola rimanda implicitamente attraverso la scelta
continuamente ai dati dell'esperienza stessa del nome. Il celeberrimo filosofo

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francescano valorizza la specificità libri della scrittura, e pensavano attraverso
dell’esperienza e la singolarità di quelli» (p. 35).
dell’esistenza individuale ed è uno dei primi
pensatori a concepire l’uomo 2. «IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA
essenzialmente in quanto individuo, che VITA, DISSE NOSTRO SIGNORE»
nasce dotato di diritti intangibili, fra i quali Jorge da Burgos, che Adso, attraverso un
la libertà, in primo luogo di coscienza. È evidente richiamo al Caronte dantesco,
inoltre consapevole che ogni esperienza è descrive come «un monaco curvo per il
unica e differenziata da qualunque altra e, peso degli anni, bianco come la neve, non
dunque, dovrebbe essere accettata come dico solo per il pelo, ma pure il viso, e le
naturale anche la varietà di opinioni ed pupille» (p. 98), è un personaggio centrale
interpretazioni fra gli individui. nella vicenda, ma anche di fondamentale
Nel suo agire e nel suo ragionare rilievo per la riflessione filosofica.
Guglielmo da Baskerville rimanda al Esprimendo una visione del mondo statica
pensiero di Ockham più volte come si può ed immutabile, Jorge incarna un’idea
capire, ad esempio, dalle pagine di dogmatica della conoscenza fondata
particolare interesse in cui, parlando della sull’auctoritas religiosa, la cui parola
sua passata esperienza di inquisitore, si rivelata non può essere messa in
dichiara ora contrario a tale pratica, poiché discussione. Nel capitolo Primo giorno,
essa priva l’uomo di ogni possibile Dopo nona, con l’intento di far riflettere i
discussione razionale e di margine monaci sulla gravità dei fatti che
interpretativo rispetto ai dogmi della insanguinano l'abbazia, Jorge si esprime
religione cristiana. Significativamente, a chiaramente riguardo alla verità: «La
Ubertino che lo invita a «non costruire un custodia, dico, non la ricerca, perché è
castello di sospetti su una parola», proprio del sapere, cosa umana, essere
Guglielmo controbatte: «Ho smesso di fare stato definito e completato nell’arco dei
l’inquisitore proprio per non fare questo» secoli che va dalla predicazione dei profeti
(p. 82). alla interpretazione dei padri della Chiesa.
Naturalmente Guglielmo, uomo di fede, Non vi è progresso, non vi è rivoluzione di
conosce le Scritture, eppure non vi si evi, nella vicenda del sapere, ma al
richiama come all'auctoritas; al contrario, massimo continua e sublime
con spirito laico, ironizza sulla fede ricapitolazione. (…) Io sono la via, la verità
dogmatica dei monaci. È ancora l'episodio e la vita, disse Nostro Signore» (p. 98).
di Brunello a dimostrarlo. Quando Adso gli Con questa premessa si comprende la
chiede come abbia potuto riferire i posizione del personaggio sul tema della
particolari della corporatura e addirittura liceità del riso, che, anch'esso centrale per
intuire il nome senza aver mai visto il comprendere la visione del mondo del
cavallo, risponde di averne ricordato le personaggio, viene da lui condannato
descrizioni in Isidoro di Siviglia e in poiché, a suo dire, allontana l’uomo da Dio
Buridano, precisando con malizia che «un e, di conseguenza, dalla Verità, mettendo
monaco (…) non può non vederlo così in ridicolo quest’ultima e sovvertendo
come le auctoritates glielo hanno l’ordine immutabile e perfetto che risponde
descritto» (p. 35). Adso, ammirato alla volontà divina. Basti leggere la scena
dall'intelligenza del suo maestro, dello scriptorium, ancora in Primo giorno,
commenta che «non soltanto sapeva Dopo nona. Notando le risa di alcuni
leggere nel gran libro della natura, ma monaci scatenate dai marginalia della
anche nel modo in cui i monaci leggevano i prima vittima, l'esperto miniaturista

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Adelmo, nei quali la realtà è presentata Dopo sette giorni di indagini, Guglielmo e
come capovolta, dando luogo ad un Adso riescono finalmente a decifrare
«mondo rovesciato» (p. 99), Jorge l’enigma della biblioteca-labirinto e ad
interviene dicendo ironicamente, ma, entrarvi, ma, a custodire il fatale
precisa il narratore, senza sorridere: «Ogni manoscritto del Secondo libro della Poetica
immagine è buona per invogliare alla virtù, di Aristotele, trovano Jorge, che li sta
perché il capolavoro della creazione, messo aspettando: «“Felice notte, venerabile
a capo in giù, diventi materia di riso» (p. Jorge,” disse. “Ci attendevi?” La lampada
99). ora rischiarava il volto del vecchio, che ci
Più oltre, nel capitolo Settimo Giorno, guardava come se vedesse. “Sei tu,
Notte, nel contesto dello scontro finale fra i Guglielmo da Baskerville?” chiese. “Ti
protagonisti, Guglielmo chiederà a Jorge attendevo da oggi pomeriggio prima di
perché abbia voluto proteggere il secondo vespro, quando venni a rinchiudermi qui.
libro della Poetica di Aristotele arrivando a Sapevo che saresti arrivato.”» (p. 533).
provocare la morte di coloro che lo In una scena di grande tensione,
avessero voluto leggere, e questi spiegherà Guglielmo e Jorge, qui nell'evidente ruolo
che, essendo il libro dedicato al riso e alla di protagonista ed antagonista, danno
commedia, esprime «la debolezza, la avvio ad un vero e proprio scontro verbale,
corruzione, l’insipidità della nostra carne», che Adso commenta dicendo: «Mi resi
e proseguirà precisando: «Il riso libera il conto, con un brivido, che in quel
villano dalla paura del diavolo, perché nella momento quei due uomini, schierati per
festa degli stolti anche il diavolo appare una lotta mortale, si ammiravano a
povero e stolto, dunque controllabile. Ma vicenda, come se ciascuno avesse agito
questo libro potrebbe insegnare che solo per ottenere il plauso dell’altro» (p.
liberarsi della paura del diavolo è sapienza. 544).
(…) Il riso distoglie, per alcuni istanti, il Il culmine del dibattito, che costituisce il
villano dalla paura. Ma la legge si impone cuore dell’intero romanzo, si raggiunge
attraverso la paura, il cui nome vero è proprio quando i due personaggi, in poche
timor di Dio» (p. 546). battute, sintetizzano due opposte visioni
Le parole di Jorge risultano rivelatrici di del mondo senza possibilità di
una visione del mondo diffusa nel conciliazione: «Il male non si esorcizza. Si
Medioevo e sostenuta dalla Chiesa, che distrugge» osserva Jorge, al quale
utilizzava la paura come strumento di immediatamente Guglielmo risponde: «Tu
controllo nei confronti dei semplici e degli sei il diavolo, (…) Il diavolo non è il
incolti. Sfruttando il senso della precarietà principe della materia, il diavolo è
della vita e l’ignoranza del popolo, Dio è l’arroganza dello spirito, la fede senza
rappresentato come il temibile giustiziere sorriso, la verità che non viene mai presa
che salva e destina al Paradiso o punisce dal dubbio. (pp. 549-550).
con le eterne sofferenze dell'Inferno. Il “venerabile Jorge” tenta qui di uccidere
Guglielmo per mezzo del veleno posto sulle
3.TU SEI IL DIAVOLO pagine del tanto ambito libro, ma
Il contrasto ideologico fra i due personaggi quest'ultimo, avendo capito, lo sfoglia con i
diventa via via più riconoscibile guanti di Severino, l’erborista dell’abbazia,
proseguendo nella lettura del romanzo, ma riuscendo così a proteggersi e a
raggiunge il suo apice nel momento sorprendere non solo Jorge, ma anche il
conclusivo, in cui i nodi della vicenda lettore. Con la sua altissima capacità di
vengono sciolti. ragionamento ed intuizione, Guglielmo

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prima dimostra di aver sciolto l'enigma
della vicenda e subito dopo formula la
sentenza conclusiva nei confronti di Jorge:
«Cerchi di convincerti che tutta questa
storia abbia proceduto secondo un disegno
divino per celare a te stesso il fatto che sei
un assassino» (p. 542).
Subito prima dell’ecpirosi finale, lo scontro
fra i due si chiude su una scena
raccapricciante di ispirazione biblica: come
Giovanni nell’Apocalisse, Jorge divora,
strappandole una ad una, le pagine del
libro proibito, riuscendo così ad impedire
per sempre la lettura del libro che nella
tradizione risulta infatti perduto. Per contro
Guglielmo compie l’estremo tentativo di
salvare il maggior numero di libri dal rogo
che, a causa della caduta del lume, sta
sviluppandosi nella biblioteca: l'ultimo
gesto con cui il protagonista ribadisce la
necessità dell'emancipazione dal
dogmatismo e il valore della libertà di
conoscere.
BIBLIOGRAFIA
M. OLDONI, Culture del medioevo, Roma,
1999.

CONTRIBUTO
Clémence Charrey, Ilaria Nicosia,
Massimiliano Zenato, Riccardo Amato
(classe III B, L. Sc. E. Bérard, Aosta)

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