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ACCIAI INOSSIDABILI

Gli acciai inossidabili sono leghe base ferro contenenti un tenore rilevante di cromo; in molti casi, oltre al
cromo, vengono volutamente aggiunti anche altri particolari elementi chimici quali il nichel e il molibdeno.
La principale caratteristica di questa famiglia di acciai è la resistenza alla corrosione a umido, o corrosione
elettrochimica, in ambienti aggressivi quali acque dolci, acqua di mare, soluzione acquose contaminate,
ambienti acidi e basici ed atmosfere industriali. Un’ulteriore e importante caratteristica di questa famiglia di
acciai è la resistenza all’ossidazione ad alta temperatura come tipicamente si manifesta nei gas caldi di
processo. I tipici ambiti di impiego degli acciai inossidabili sono legati all’industria chimica, petrolchimica,
alimentare e della fabbricazione della carta, al settore farmaceutico, biomedicale e dei trasporti, alle
strutture off-shore, agli elettrodomestici, all’applicazione per l’edilizia e l’arredo urbano.

La composizione chimica degli acciai inossidabili, e le rispettive caratteristiche fisiche, sono contenute nella
normativa europea “EN 10088” secondo la quale sono denominati acciai inossidabili (stainless steels) quelle
leghe ferrose che contengono almeno il 10,5% in peso di cromo ed al massimo l’1,2% di carbonio.

Nella quasi totalità degli acciai inossidabili presenti sul mercato, tuttavia, il tenore di cromo è ben maggiore
della soglia sopraindicata, attestandosi, per i tipi più comuni, a valori compresi tra il 13% e il 18%: all’atto
pratico, infatti, è necessario un tenore di almeno il 12% di cromo per avere una discreta resistenza alla
corrosione.

Con tenori sufficientemente alti di Cr si forma infatti sulla superficie dell’acciaio una pellicola molto sottile
(pochi nanometri di spessore) costituita prevalentemente di ossidi (Cr2O3 )e idrossidi di Cromo (Cr(OH)3 ).
Questo film è denominato film passivo ed è insolubile in acqua, compatto e ben aderente al substrato,
esercita quindi un’azione protettiva per il materiale su cui si forma. La presenza di cromo in lega garantisce
la possibilità di formare sulla superficie dell’acciaio un film passivo sottile e aderente che protegge il
materiale sottostante da ulteriore ossidazione, poiché non permette all’ossigeno di arrivare al substrato.

Il film passivo di ossido/idrossido di cromo ha anche un’altra importante caratteristica: nel caso venga
scalfito, abraso o danneggiato meccanicamente, si riformerà spontaneamente sulla superficie del
componente, ostacolando nuovamente l’azione corrosiva La capacità auto-cicatrizzante del film passivo
tuttavia si solo se il tenore di cromo è maggiore del 10.5%. Come mostra la “curva di Tamman”, infatti, al di
sopra di questa percentuale di cromo si riduce notevolmente la corrosione misurata come perdita di peso
per unità di superficie.

Con tenori sufficientemente alti di Cr si forma infatti sulla superficie dell’acciaio una pellicola molto sottile
(pochi nanometri di spessore) costituita prevalentemente di ossidi (Cr2O3 )e idrossidi di Cromo (Cr(OH)3 ).