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Università degli Studi di Firenze

Facoltà di Ingegneria

Corso di laurea in
Ingegneria Elettrica e dell’Automazione
Corso di
Macchine ed azionamenti elettrici

Analisi prestazionale di un
trasformatore

Elaborato di
C. Fantacci, S. Gennaioli, A. Martini

Supervisione:

Ing. Francesco Grasso

Prof. Maurizio Monticelli

Dicembre 2009

Anno Accademico 2009/2010


Indice

Introduzione 1

1 Strumenti di misurazione 2
1.1 Multimetro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.2 Wattmetro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

2 Trasformatore monofase 4
2.1 Assemblaggio del trasformatore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

3 Misure sul trasformatore monofase 6


3.1 Misura del rapporto di trasformazione . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.2 Misura della resistenza serie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.3 Prova a vuoto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.4 Prova in cortocircuito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.5 Perdite nel rame, variazione di tensione e rendimento . . . . . . . 14

Conclusioni 19

Appendice A: Modello del trasformatore reale 20

Appendice B: Propagazione degli errori di misura 24

I
Elenco delle figure

2.1 Componenti del trasformatore da assemblare . . . . . . . . . . . . 5


2.2 Trasformatore assemblato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5

3.1 Alimentatore da banco utilizzato per la misura della resistenza


serie del primario del trasformatore. . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
3.2 Prova a vuoto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.3 Andamento delle grandezze elettriche nella prova a vuoto . . . . . 10
3.4 Prova in cortocircuito. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.5 Andamento delle grandezze elettriche nella prova in cortocircuito. 13
3.6 Andamento del rendimento in relazione al fattore di potenza ed al
fattore di carico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
3.7 Modello del trasformatore reale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
3.8 Circuito risultante per la prova a vuoto. . . . . . . . . . . . . . . 21
3.9 Il contributo di R1 e L1 è trascurabile rispetto al parallelo di Rm
e Lm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
3.10 Circuito risultante per la prova in cortocircuito. . . . . . . . . . . 22
3.11 Riflessione dell’impedenza del secondario sul primario nella prova
in cortocircuito. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.12 Circuito semplificato per la prova in cortocircuito. . . . . . . . . . 23

II
Introduzione

Lo scopo di questo elaborato è quello di caratterizzare un trasformatore mo-


nofase.
Inizialmente, sono presentati gli strumenti utilizzati per la misura delle gran-
dezze elettriche ed il trasformatore stesso, che deve essere assemblato accurata-
mente per ottenere delle misure significative.
Tutte le prove effettuate sono spiegate dettagliatamente descrivendo la loro
preparazione preliminare e successivamente i risultati ottenuti con la precisio-
ne data dagli strumenti di misura. I risultati sono quindi raccolti in tabelle e
commentati alla luce della conoscenza del funzionamento del trasformatore stesso.
In appendice, è presentata un modello dettagliato del trasformatore monofase,
che aiuta a comprendere le ragioni e gli obiettivi delle prove precedenti.

1
Capitolo 1

Strumenti di misurazione

Si presentano brevemente gli strumenti di misura utilizzati, con le relative


precisioni.

1.1 Multimetro
Il multimetro utilizzato in laboratorio è il DM-334 della Goldstar. Le sue spe-
cifiche per quanto riguarda la misura di tensione e corrente DC e AC di interesse
sono le seguenti:

Range Risoluzione Accuratezza


DC Voltage 400mV - 4V 0, 1mV - 1mV ± (0, 5% + 1dgt)
40V - 400V 10mV - 100mV ± (0, 5% + 3dgt)
AC Voltage 400mV - 4V 0, 1mV - 1mV ± (1, 0% + 3dgt)
DC Current 40mA - 400mA 10µA - 0, 1mA ± (1, 5% + 2dgt)
AC Current 40mA - 400mA 10µA - 0, 1mA ± (1, 5% + 3dgt)

Tabella 1.1: Specifiche DC del multimetro.

1.2 Wattmetro
Il wattmetro utilizzato in laboratorio è l’Analizzatore Dossena Multiver
3S. Le misure delle grandezze principali, all’interno delle portate dello strumento,
hanno le seguenti precisioni:

• Tensione: ± 0,5 % del valore letto;

• Corrente: ± 0,5 % del valore letto da 10 mV a 1V. ± 2 % del valore letto


da 1mV a 10mV;

• Frequenza: ± 0,1 % del valore letto;

• Tempo: ± 1 minuto al mese (orologio interno).

2
CAPITOLO 1. STRUMENTI DI MISURAZIONE

Le misure di corrente risentono anche dell’errore del trasduttore amperome-


trico, errore che va sommato a quello dello strumento. Per le misure che saranno
fatte, si assumerà che l’errore assoluto associato alla misura di fase sia di 1,5¡,
che porta ad un fattore correttivo per la corrente pari a ± 1,5 % del valore letto.

3
Capitolo 2

Trasformatore monofase

Il trasformatore monofase in esame ha le seguenti specifiche:

Tensione Nominale Primario [V1n ] 230 V


Tensione Nominale Secondario [V1n ] 6V
Potenza Nominale [Sn ] 50 V A
Corrente Nominale Primario [I1n ] 0, 22 A
Corrente Nominale Secondario [I2n ] 8, 33 A
Temperatura di Funzionamento [θf ] 30 !‘C

Tabella 2.1: Dati di targa del trasformatore

2.1 Assemblaggio del trasformatore


Per poter eseguire le misurazioni si è prima dovuto assemblare il trasformatore,
costituito dai seguenti componenti (Figura 2.1):

• lamine del nucleo ferromagnetico;

• morsettiera con sede in plastica per le lamine;

• sostegni in metallo per le lamine del nucleo;

• viti.

4
CAPITOLO 2. TRASFORMATORE MONOFASE

Figura 2.1: Componenti del trasformatore da assemblare

Le lamine, che costituiscono il nucleo ferromagnetico del trasformatore, vanno


montate in modo alternato, ponendo attenzione alla formazione di traferri che
portano a perdite di flusso e quindi di rendimento del trasformatore stesso.
In figura 2.1 si nota, oltre alle lamine, anche la morsettiera per collegare
primario e secondario del trasformatore rispettivamente all’alimentazione e a un
eventuale carico, ed il cortocircuito che verrà utilizzato nella corrispettiva prova.
ll trasformatore montato è mostrato in Figura 2.2.

Figura 2.2: Trasformatore assemblato

5
Capitolo 3

Misure sul trasformatore


monofase

3.1 Misura del rapporto di trasformazione


Si connette il trasformatore alla linea e si effettuano 3 misurazione al 50%,
75% e 100% della tensione nominale sul primario. Dalla misura della tensione sul
secondario si ottiene, facendo il rapporto in tensione, il rapporto di trasformazio-
ne:
V1
k0 =
V2

Tensione primario V1 [V] Tensione secondario V2 [V] k0 = V1 /V2


115 ± 1, 450 3, 086 ± 0, 034 37, 265 ± 0, 0167
172 ± 2, 020 4, 800 ± 0, 051 35, 833 ± 0, 0158
230 ± 2, 600 6, 320 ± 0, 066 36, 392 ± 0, 0154

Tabella 3.1: Misurazione del rapporto di trasformazione.

Effettuando la media delle tre misure, si ottiene k0 = 36, 497 ± 0, 0277.

3.2 Misura della resistenza serie


Per effettuare questa prova si è alimentato il primario del trasformatore con
una tensione continua, utilizzando un alimentatore da banco (Figura 3.1) e mi-
surando, con l’ausilio di due multimetri da banco, tensione e corrente ai capi del
primario.
La misura della resistenza serie del primario si può effettuare solo alimentando
il circuito in continua proprio perchè, in tali condizioni, sul secondario non scorre
corrente; pertanto, in queste condizioni, l’unica caduta di potenziale rilevabile è
quella sulla resistenza degli avvolgimenti di rame (si rimanda all’Appendice A per
maggiori dettagli).

6
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Figura 3.1: Alimentatore da banco utilizzato per la misura della resistenza serie
del primario del trasformatore.

Le misure sono state eseguite alimentando il primario con una tensione tale
da far scorrere sul circuito una corrente pari a 1/20 , 1/10 e 1/5 della corrente
nominale del primario, ottenendo cosı̀ le misure riportate in tabella 3.2.

Corrente [A] Tensione [V] Resistenza [Ω]


Ip1 = 0, 01 ± 0, 0002 Vp1 = 0.684 ± 0, 004 Rm1 = 67, 79 ± 1, 20
Ip2 = 0, 02 ± 0, 0003 Vp2 = 1, 36 ± 0, 007 Rm1 = 68, 00 ± 1, 14
Ip3 = 0, 04 ± 0, 0006 Vp3 = 2, 7 ± 0, 014 Rm1 = 67, 50 ± 1, 10

Tabella 3.2: Misurazione della resistenza serie al primario

Facendo una media dei risultati ottenuti, si è infine ricavato la resistenza


Rm1 = 67, 76Ω ± 1, 99Ω, misurata alla temperatura di prova di 23, 2!‘C. Per
completezza si è anche effettuato la misura della resistenza serie sul seconda-
rio; il procedimento seguito è analogo a quello per la misurazione sul primario
ma, ovviamente, questa volta l’alimentatore è stato collegato al secondario del
trasformatore.
Si è quindi applicato al circuito una tensione tale da far scorrere sul circuito
una corrente pari a 1/20 , 1/10 e 1/5 della corrente nominale del secondario. Si
sono ottenuti i risultati riportati in tabella 3.3.

7
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Corrente [A] Tensione [V] Resistenza [Ω]


Is1 = 0, 08 ± 0, 0012 Vs1 = 0.034 ± 0, 0001 Rm2 = 0, 0424 ± 0, 0016
Is2 = 0, 17 ± 0, 0026 Vs2 = 0, 0072 ± 0, 0001 Rm2 = 0, 0423 ± 0, 0010
Is3 = 0, 33 ± 0, 0050 Vs3 = 0, 0142 ± 0, 0002 Rm2 = 0, 0430 ± 0, 0008

Tabella 3.3: Misurazione della resistenza serie al secondario.

La resistenza media ottenuta da queste misurazioni è Rm2 = 0, 0426Ω ±


0, 0021Ω.

3.3 Prova a vuoto


La prova a vuoto è stata effettuata collegando il primario del trasformatore
alla rete e variando la tensione. Per questa prova, ovviamente, i morsetti del se-
condario sono stati lasciati in circuito aperto, come si vede in Figura 3.2, in modo
da non far scorrere corrente sul secondario; in questo modo si riescono infatti a
calcolare le perdite dovute alla magnetizzazione del nucleo ferromagnetico.
I valori riportati in tabella 3.4 sono stati letti sul display di un Wattmetro da
banco attaccato alla stessa rete di alimentazione a cui è stato collegato il primario
del trasformatore.

Figura 3.2: Prova a vuoto.

8
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Sono state effettuate 10 misurazioni a diverse tensioni di alimentazione, com-


prese tra 1,2 V1n e 0,3 V1n ; è importante partire dalla condizione di sovraccarico
per evitare, cosı̀, un eccessivo surriscaldamento del circuito, tale da influenzare le
resistenze sotto misura.
La tabella in 3.4 riporta i risultati ottenuti.

Vp [V ] I0 [A] P0 [W ] cos ϕ0
1 70 ± 0,35 0,00442 ± 0,0001 0,226 ± 0,0074 0,715 ± 0,0018
2 92,7 ± 0,464 0,0053 ± 0,0001 0,36 ± 0,0115 0,73 ± 0,0018
3 115 ± 0,575 0,00647 ± 0,0001 0,525 ± 0,0177 0,7 ± 0,0019
4 137 ± 0,685 0,0082 ± 0,0002 0,72 ± 0,0271 0,639 ± 0,0020
5 160 ± 0,801 0,0108 ± 0,0002 0,977 ± 0,0430 0,558 ± 0,0022
6 182 ± 0,910 0,0155 ± 0,0003 1,22 ± 0,0713 0,432 ± 0,0024
7 207 ± 1,035 0,0239 ± 0,0005 1,57 ± 0,1267 0,318 ± 0,0025
8 227 ± 1,134 0,0332 ± 0,0007 1,916 ± 0,1958 0,253 ± 0,0025
9 240 ± 1,200 0,0405 ± 0,0008 2,16 ± 0,2512 0,223 ± 0,0026
10 270 ± 1,350 0,0657± 0,0023 3 ± 0,4675 0,17 ± 0,0026

Tabella 3.4: Risultati della prova a vuoto.

Dalle misurazioni effettuate è possibile disegnare i grafici, riportati in Figura


3.3, che rappresentano gli andamenti di, rispettivamente, corrente, potenza e
fattore di potenza al variare della tensione di alimentazione.

9
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Figura 3.3: Andamento delle grandezze elettriche nella prova a vuoto

10
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Dai grafici si può osservare come corrente e potenza a vuoto aumentino al


crescere della tensione di alimentazione, a differenza del fattore di potenza, il
quale, invece, diminuisce; ciò è dovuto al fatto che, all’aumentare della tensione
di alimentazione cresce in maniera più significativa la componente reattiva della
potenza assorbita dal trasformatore rispetto a quella attiva. L’effetto è molto
accentuato a causa probabilmente della scarsa qualità del trasformatore e del suo
assemblaggio.

3.4 Prova in cortocircuito


Per realizzare questa prova il primario del trasformatore è stato collegato alla
rete e, per misurare tensione, potenza e fattore di potenza in cortocircuito al
variare della corrente di alimentazione, si è utilizzato lo stesso Wattmetro della
prova a vuoto.
Questa volta si è, però, cortocircuitato il secondario del trasformatore, come
mostrato in Figura 3.4, in maniera tale che vi ci scorresse corrente.

Figura 3.4: Prova in cortocircuito.

11
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

In questa prova sono state effettuate 7 misurazioni comprese tra 1,2 e 0,1 volte
la corrente nominale sul primario e i risultati ottenuti sono riportati in tabella
3.5.

Ip [A] Vcc [V ] Pcc [W ] cos ϕcc


1 0,135 ± 0,0027 21,82 ± 0,0109 2,514 ± 0,0657 0,852 ± 0,014
2 0,146 ± 0,0029 23,58 ± 0,0118 2,932 ± 0,0767 0,852 ± 0,014
3 0,177 ± 0,0035 28,62 ± 0,0143 4,32 ± 0,1130 0,852 ± 0,014
4 0,195 ± 0,0039 31,55 ± 0,0158 5,22 ± 0,1365 0,852 ± 0,014
5 0,224 ± 0,0045 36,39 ± 0,0182 6,94 ± 0,1815 0,852 ± 0,014
6 0,234 ± 0,0047 38,25 ± 0,0191 7,64 ± 0,1988 0,855 ± 0,014
7 0,263 ± 0,0053 43,09 ± 0,0215 9,68 ± 0,2519 0,855 ± 0,014

Tabella 3.5: Risultati della prova in cortocircuito.

I grafici ottenuti da questa prova sono riportati in Figura 3.5.

12
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Figura 3.5: Andamento delle grandezze elettriche nella prova in cortocircuito.

13
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

3.5 Perdite nel rame, variazione di tensione e


rendimento
Per poter calcolare le perdite nel rame è necessario prima determinare il coef-
ficiente di riporto Kθ che permetta di riportare le misure dei parametri alla
temperatura di funzionamento θf attraverso l’espressione in (3.1).
234, 5 + θf
Kθ = = 1, 030 ± 0, 004 (3.1)
234, 5 + θp
dove θp è 23, 2!‘C, ossia la temperatura di prova. A questo punto si estraggono
dalla tabella 3.5 della prova in cortocircuito i valori di Pcc,n , che è la potenza
attiva in cortocircuito assorbita dal trasformatore in corrispondenza del valore
nominale di corrente sul primario, ossia I1n = 0, 22A, e V1n , che è la tensione
sul primario, sempre nella prova in cortocircuito, corrispondente a I1n . I valori
di questi due parametri sono:

Pcc,n = 6, 94W
V1n = 36, 39V
Nelle seguenti espressioni sono riportate le formule per il calcolo della perdite
addizionali e di quelle per effetto Joule alla temperatura di prova.

Padd,θp = Pcc,n − PJ,θp = 0, 78W ± 0, 47W


con

2 2
PJ,θp = Rm1 I1n + Rm2 I2n = 6, 16W ± 0, 43W
Entrambi questi valori devono essere riportati, però, alla temperatura di
funzionamento mediante il coefficiente di riporto

Padd,θf = Padd,θp /Kθ = 0, 76W ± 0, 46W


PJ,θf = Kθ PJ,θp = 6, 32W ± 0, 45W
Le perdite totali nel rame sono date dalla somma delle perdite per effetto
Joule PJ,θf e di quelle addizionali Padd,θf , entrambe riportate alla temperatura di
funzionamento, cioè:

Pcu,θf = PJ,θf + Padd,θf = 7, 08W ± 0, 64W


Si procede quindi con il calcolo della variazione di tensione sul primario ∆V1 ,
la cui formula è riportata nell’espressione (3.2).

∆V1 = I1 (R1cc,θf cos ϕ + X1cc sin ϕ) (3.2)


dove R1cc,θf e X1cc sono resistenza e reattanza equivalenti al primario. Questi
due valori si possono ricavare attraverso le seguenti formule:

14
CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Pcc,θf
R1cc,θf = 2
= 149, 87Ω ± 13, 50Ω
In1
s 2  2
q
2 2 V1cc,n Pcc,n
X1cc = Z1cc − R1cc,θ = − 2
= 80, 35Ω ± 7, 23Ω
f
I1n I1n
Dalla (3.2) si nota che il valore della variazione di tensione dipende dalla
corrente che scorre sul primario I1 e dal fattore di potenza cos ϕ; essa varierà
quindi al variare delle condizioni di carico. Nelle tabelle seguenti, la variazione di
tensione è riportata in misura percentuale rispetto al valore nominale di tensione
V1 = 230V .
Il rendimento del trasformatore può essere, infine, calcolato mediante la for-
mula in (3.3):
V1n I1 cos ϕ
η= (3.3)
V1n I1 cos ϕ + Pf e + R1cc,θf I12
dalla quale è immediato notare che anche il rendimento è, come la variazione
di tensione, in funzione della corrente sul primario e del fattore di potenza.
In tabella 3.6 si riportano i valori di ∆V1 percentuale, η e V2 (tensione sul
secondario) al variare del fattore di carico FC e, di conseguenza, della corrente
che scorre sul primario, con un fattore di potenza pari a quello della prova a vuoto
in corrispondenza del valore di tensione nominale, ossia cos ϕ = 0, 253.

FC I1 [A] η ∆V1% V2 [V ]
1/4 0,05 0,57 ± 0,07 2,73 ± 0,59 6,13 ± 0,57
1/2 0,11 0,63 ± 0,08 5,47 ± 1,17 5,96 ± 0,58
3/4 0,16 0,62 ± 0,07 8,20 ± 1,76 5,79 ± 0,56
4/4 0,22 0,58 ± 0,07 10,93 ± 2,34 5,61 ± 0,54
5/4 0,27 0,55 ± 0,07 13,66 ± 2,93 5,44 ± 0,53

Tabella 3.6: Rendimento, variazione di tensione e tensione sul secondario in


funzione del fattore di carico con cos ϕ = 0, 253.

In tabella 3.7 sono, invece, riportati i valori di rendimento, variazione di


tensione percentuale e tensione sul secondario in funzione sempre del fattore di
carico, ma questa volta con un fattore di potenza pari a 0, 852, ossia il cos ϕ che
si può leggere in tabella 3.5 in corrispondenza del valore di nominale di corrente
sul primario.

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

FC I1 [A] η ∆V1% V2 [V ]
1/4 0,05 0, 82 ± 0, 02 4, 01 ± 0, 82 6, 05 ± 0, 56
1/2 0,11 0, 85 ± 0, 02 8, 02 ± 1, 64 5, 80 ± 0, 54
3/4 0,16 0, 84 ± 0, 02 12, 03 ± 2, 45 5, 54 ± 0, 51
4/4 0,22 0, 83 ± 0, 02 16, 04 ± 3, 27 5, 29 ± 0, 49
5/4 0,27 0, 80 ± 0, 02 20, 06 ± 4, 09 5, 04 ± 0, 47

Tabella 3.7: Rendimento, variazione di tensione e tensione sul secondario in


funzione del fattore di carico con cos ϕ = 0, 852.

Con i risultati riportati nelle due tabelle precedenti è possibile tracciare dei
grafici che rappresentano gli andamenti del rendimento, della caduta di tensione
percentuale e della tensione al secondario in funzione del fattore di carico e del
fattore di potenza ( Figura 3.6 ).

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Figura 3.6: Andamento del rendimento in relazione al fattore di potenza ed al


fattore di carico.

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Dal grafico del rendimento, si nota che, al variare del fattore di carico, il ren-
dimento resta pressocchè costante, con un picco intorno a un fattore di carico di
1/2, mentre cambia notevolmente al variare del fattore di potenza; in particolare
il rendimento cresce all’aumentare del fattore di potenza, come era ovvio aspet-
tarsi, dato che la potenza utile, ossia quella attiva, aumenta al crescere del fattore
di potenza.
Il grafico della caduta di tensione sul primario evidenzia invece che, per bas-
si valori del fattore di carico, la differenza tra i due andamenti è molto piccola.
Al crescere, però, del fattore di carico, il fattore di potenza assume una rilevan-
za sempre maggiore, determinando infatti un evidente discostamento tra i due
andamenti riportati.
Per quanto riguarda invece la tensione sul secondario, essa diminuisce al cre-
scere del fattore di carico; inoltre, diversamente dagli andamenti di rendimento
e caduta di tensione, la tensione sul secondario è, a parità di fattore di carico,
tanto maggiore quanto più piccolo è il fattore di potenza.

18
Conclusioni

Sono state effettuate le prove tipiche sul trasformatore monofase in esame. In


particolare, sono state effettuate due prove:

• prova a vuoto;

• prova in cortocircuito.

Entrambe le prove hanno evidenziato un fattore di potenza al di sotto degli stan-


dard dei trasformatori di questa famiglia. Ciò è molto probabilmente dovuto ad
un assemblaggio non ottimale del nucleo ferromagnetico, dove i numerosi traferri
formatisi in seguito ad una non corretta sovrapposizione delle lamine ha portato
a numerose perdite di flusso.
Ciononostante, questo elaborato ha permesso di evidenziare le procedure da
seguire per una corretta analisi di questo dispositivo, per la misurazione delle
grandezze elettriche e per trattare correttamente la propagazione degli errori.
D’altro canto, un simile trasformatore non sarebbe certamente utilizzabile in
applicazioni pratiche dato il suo scarso rendimento.

19
Appendice A

Il circuito equivalente del trasformatore è riportato in Figura 3.7.

Figura 3.7: Modello del trasformatore reale.

• R1 è la resistenza degli avvolgimenti sul primario;

• R2 è la resistenza degli avvolgimenti sul secondario;

• L1 è l’induttanza che modella il flusso disperso negli avvolgimenti del pri-


mario;

• L2 è l’induttanza che modella il flusso disperso negli avvolgimenti del se-


condario;

• Rm è la resistenza del nucleo ferromagnetico;

• Lm è l’induttanza di magnetizzazione del nucleo.

La misura in DC permette di ricavare la resistenza degli avvolgimenti sul


primario in quanto, alimentando in tal modo il circuito, non viene prodotto alcun
campo magnetico; non si induce pertanto nessuna tensione al secondario, dove
quindi non scorre corrente e non si hanno cali di tensione dovuti al secondario.
Inoltre, sulla resistenza di magnetizzazione non si hanno cadute di tensione in
quanto l’induttore in continua si comporta come un cortocircuito: la Rm che è il
parallelo all’induttanza viene quindi cortocircuitata.
La prova a vuoto permette invece di misurare il parallelo tra la resistenza
Rm e l’induttanza di magnetizzazione Lm : sul secondario non ci sono cadute di
tensione non scorrendovi corrente, dato che è in circuito aperto.

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Risulta quindi per la prova in esame il seguente circuito:

Figura 3.8: Circuito risultante per la prova a vuoto.

Il parallelo Rm \\Lm ha valore considerevolmente più alto della serie dovuta


agli avvolgimenti in rame del primario; la tensione ai capi del primario si considera
quindi dovuta al solo Rm \\Lm , che può essere quindi calcolato.

Figura 3.9: Il contributo di R1 e L1 è trascurabile rispetto al parallelo di Rm e


Lm .

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Infine la prova in cortocircuito permette il calcolo della serie di R1 , L1 , e


R2 , L2 , con quest’ultime due riportate al primario per mezzo del rapporto di
trasformazione. Si consideri il circuito equivalente per questa prova in Figura
3.10 e la successiva riflessione sul primario di Figura 3.11:

Figura 3.10: Circuito risultante per la prova in cortocircuito.

Figura 3.11: Riflessione dell’impedenza del secondario sul primario nella prova in
cortocircuito.

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CAPITOLO 3. MISURE SUL TRASFORMATORE MONOFASE

Il parallelo di Rm e Lm è molto maggiore della serie di R2 , L2 riflesse sul


primario, pertanto nel conseguente parallelo è quest’ultimo fattore a prevalere.
Si ottiene cioè il circuito in Figura 3.12.

Figura 3.12: Circuito semplificato per la prova in cortocircuito.

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Appendice B

Quando si effettuano più misure di una grandezza per migliorarne la precisio-


ne, l’incertezza della media delle misure deve essere calcolta secondo la seguente
espressione
v
u n
u1 1 X
Incertezza sulla media := t (xi − x̄)2
n (n + 1) i=1

dove n è il numero di ripetizioni della misura effettuate e x̄ è la media delle


misure precedentemente calcolata.
All’incertezza cosı̀ ottenuta vanno sommate in quadratura le incertezze rela-
tive agli strumenti di misura utilizzati. Sia α l’incertezza sulla media e sia β
l’incertezza dello strumento di misura fornita dal costruttore, allora l’incertezza
risultante ρ sarà:
p
ρ= α2 + β 2
A questo punto risulta spesso necessario effettuare delle operazioni tra misure
dotate ciascuna di incertezza; in casi come questo si ha il bisogno di calcolare la
ripercussione delle incertezze sulla nuova grandezza.
In particolare la misura media di una grandezza Q, dipendente da un numero
qualsiasi di altre grandezze, per esempio N , si ricava effettuando l’operazione
tra le medie delle grandezze indipendenti tra di loro, mentre l’incertezza ∆Q si
ottiene attraverso la formula espressa in (3.4) nel caso generale:
s 2  2
∂q ∂q
∆Q = ∆x1 + ... + ∆xN (3.4)
∂x1 ∂xN
Le xi sono le grandezze da cui Q dipende, mentre le ∆xi sono le loro incertezze
assolute.

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Bibliografia

[1] A.Hambley: “Elettrotecnica”.

[2] Appunti del corso di “Macchine ed azionamenti elettrici” tenuto dall’ Ing. F.
Grasso per l’Università degli Studi di Firenze.
http://www.pml.unifi.it/CMpro-v-p-23.html

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