Sei sulla pagina 1di 3

Contaminazione da mercurio da amalgama dentaria.

Introduzione
L’amalgama dentale è uno dei materiali maggiormente utilizzati in odontoiatria ricostruttiva, nonostante le
preoccupazioni per la salute legate al suo contenuto in mercurio. Questo materiale, utilizzato da più di 150
anni è apprezzato per le ottime caratteristiche meccaniche, la facilità di utilizzo e la relativa economicità.
L’amalgama dentaria è costituita per più del 50% da mercurio nella sua forma elementare. L’annoso dibattito
sulle conseguenze dell’utilizzo dell’amalgama dentaria, solo dagli anni 90’ del secolo scorso, si è avvalso di
studi scientifici mirati, fino a quel momento carenti, alla valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute.
Successivamente si è assistito all’imposizione di limitazioni di varia entità in diversi paesi, in particolare del
primo mondo.
In paesi come la Norvegia e Svezia l’amalgama è bandita dagli studi dentistici, mentre in Danimarca,
Finlandia, Estonia ed Italia il suo utilizzo si verifica per meno del 5% di tutti i lavori di odontoiatria ricostruttiva.
Il recente Regolamento (UE) 2017/852 che ne norma e limita l’utilizzo, prevede che non possa essere usata
su ragazzi al di sotto dei 15 anni di età e su donne in gravidanza, così come già avviene in paesi come Austria
e Germania. Il suddetto regolamento, inoltre, impone l’adozione di dispositivi, chiamati separatori di
amalgama, definendone anche una efficienza minima richiesta (95%).
Il 14 giugno 2017 l’Agenzia per la Preservazione Ambientale (EPA) negli Stati Uniti ha emesso il documento
40 CFR 441 (Effluent Limitations Guidelines and Standards for the Dental Category) con il quale viene reso
obbligatorio l’uso di separatori di amalgama per le cliniche odontoiatriche e gli studi dentistici.

Il mercurio
Il mercurio elementare (Hg, numero atomico 80), è l’unico metallo della tavola periodica caratterizzato da un
punto di ebollizione relativamente basso (356,73 C°). Nella sua forma elementare liquida (Hg0) non viene
praticamente assorbito per via gastrointestinale. Tuttavia, i vapori, che si formano già a temperatura
ambiente vengono facilmente assorbiti per inalazione. Una volta assorbito, in virtù dell’alta lipofilia, il Hg
supera rapidamente la barriera ematoencefalica o la placenta ed attraversa le membra e cellulari. All’interno
della cellula viene ossidato enzimaticamente in mercurio inorganico (Hg2+) sotto forma di sali, ed a causa
delle caratteristiche tossicocinetiche può permanere per anni all’interno dei tessuti.
Un sistema enzimatico particolarmente sensibile al Hg sembra essere quello della piruvato deidrogenasi a
causa della forte dipendenza dai diversi gruppi nucleofili dei cofattori, come i gruppi solfato nella tiamina.
L’amalgama dentaria emette vapori di Hg i quali dopo inalazione vengono assorbiti e raggiungono il circolo
sanguigno. L’esposizione al mercurio organico avviene principalmente sotto forma di metilmercurio (CH 3Hg+)
dal consumo di pesce ed etilmercurio (CH3CH2Hg+) dal Thimerosal usato come antisettico ed antifungino nei
vaccini e la cui sicurezza è ad oggi al centro acceso dibattito.

Il mercurio nell’ambiente
I maggiori depositi di mercurio si localizzano in siti precedentemente caratterizzati da intensa attività
vulcanica. E presente naturalmente nella biosfera a seguito di sublimazione dalla crosta terrestre e dagli
oceani.
Globalmente circa 10.000 tonnellate di mercurio all’anno vengono prodotte per uso antropico, e di queste
circa il 3-4% viene utilizzato in odontoiatria. All’inizio degli anni 90’ del secolo scorso, come risultato
dell’attività umana, ogni anno, tra le 20.000 e le 30.000 tonnellate di mercurio vengono scaricate come rifiuti,
ma già si assistite ad una significativa riduzione dei quantitativi immessi nell’ambiente rispetto alle decadi
precedenti.
Nell’ambiente il mercurio si accumula nelle catene alimentari, sia acquatiche che terrestri. Si è calcolato che
la magnitudine del bioaccumulo può corrispondere ad un aumento di 100.000 volte, della concentrazione di
Hg, dalle alghe ai predatori in cima alla catena alimentare. Tra i pesci dunque, in acque inquinate, i livelli di
metilmercurio aumenteranno all‘aumentare della taglia e dell’età del pesce. Anche il mercurio elementare,
una volta introdotto negli ambienti acquatici, può essere convertito in metilmercurio, tramite batteri e
funghi. Per tale motivo, tra le maggiori preoccupazioni legate all’amalgama dentaria ci sono quelle relative al
suo smaltimento negli ambienti acquatici.
Tossicità del Hg nella pratica odontoiatrica
Diversi studi, utilizzano campioni di urine, siero e unghia come biomarkers di esposizione ai vapori di Hg. Le
urine sono considerate il fluido biologico più affidabile.
Tali indagini hanno dimostrato che il personale dentistico mostra concentrazioni di Hg nelle urine maggiori
rispetto alla media della popolazione. Alcuni dentisti scozzesi mostravano concentrazioni di urina quattro
volte superiori rispetto ai controlli.
Uno studio prospettico in Norvegia condotto dal 1960 al 1990 ha evidenziato una diminuzione delle
concentrazioni di Hg nelle urine dei dentisti, ma ha evidenziato come durante le decadi di riferimento il
personale infermieristico odontoiatrico mostrasse concentrazioni maggiori rispetto ai medici dentisti. È da
sottolineare come le concentrazioni di Hg nelle urine possono diminuire significativamente al cessare
dell’esposizione senza che ciò corrisponda ad una diminuzione delle concentrazioni dagli accumuli negli
organi critici (cervello e reni). Le emivite del Hg sono molto differenti da un organo all’altro in virtù del
complesso metabolismo di questo elemento. Non esiste al momento un indicatore affidabile per la
concentrazione negli organi critici.
Bersagli principali dell’esposizione cronica ai vapori di Hg sono il sistema immunitario ed il sistema nervoso
centrale, con sintomi che includono debolezza, affaticamento, anoressia e perdita di peso.
Uno studio del 2011 ha riportato una correlazione statisticamente significativa tra disturbi muscolari e
neurofisiologici e la quantità di amalgama utilizzata giornalmente.
Abbondanti sono gli studi che evidenziano come malattie a carico dei reni insorgano con maggiore frequenza
(anche 10 volte) nel personale dentistico rispetto a popolazioni controllo.
Data l’alta lipofilia, che permette al Hg di attraversare facilmente la placenta, è ragionevole considerarlo
come un potenziale inquinante ambientale fetotossico.

I separatori di amalgama
Negli studi odontoiatrici l’amalgama viene utilizzata per
nuove otturazioni o è presente come materiale di risulta
da vecchie otturazioni. Le particelle di maggiore entità
vengono raccolte e destinate a riciclaggio mentre le
particelle più piccole, prodotte durante trapanazioni,
fresature e lucidature, vengono allontanate
dall’aspiratore chirurgico. Una parte sedimenterà nei
condotti e un’altra porzione, dipendentemente dalla
presenza o meno di un separatore di amalgama, sarà
scaricata con i liquami della clinica.
La principale fonte di Hg dagli studi dentistici è dunque
costituita dai liquami. Quando le concentrazioni di
inquinanti nei liquami sono sopra una certa soglia, Quantità di mercurio da campioni di acque reflue prelevati durante una
questi non possono più essere riciclati come fertilizzanti giornata lavorativa in 20 cliniche dentistiche Danesi. Sono indicate con un
punto le cliniche equipaggiate con dispositivo separatore di amalgama (pre
e devono essere accantonati come rifiuti. Per questo ISO 11143) (Arenholt-Bindslev 1992)

motivo già dagli anni 90’ del secolo scorso in diversi


paesi europei l’utilizzo dei separatori di amalgama è
obbligatorio per gli studi dentistici e le cliniche
odontoiatriche. Questi dispositivi, installati a valle del
sistema di aspirazione, permettono di separare il
mercurio proveniente dalle amalgama dentarie tramite
filtrazione, sedimentazione, centrifuga o una
combinazione di questi.
La norma ISO 11143:2008 riporta esattamente le
caratteristiche ed i requisiti che il dispositivo deve Schema generale di funzionamento dei separatori di amalgama.
Sx:filtrazione/sedimentazione; Dx:centrifugazione (Arenholt-
possedere e soddisfare. Bindslev 1992)
È importante considerare, inoltre, che il mercurio presente nelle amalgama è principalmente nella forma
elementare, ma l’utilizzo di disinfettanti e sostanze con potere ossidante potrebbero portare alla formazione
di composti che potrebbero essere trattenuti dal filtro con minore efficienza.
Quanto ottenuto per separazione dei liquami dovrà
successivamente essere recuperato e smaltito
adeguatamente. La manutenzione regolare dei
separatori è un fattore imprescindibile per il corretto
funzionamento, e maggiore efficienza, dei separatori
di amalgama.

Alcuni prodotti (detergenti, disinfettanti) possono ossidare il Hg con


formazione di prodotti di reazione mercuriali, che non vengono trattenuti
dalle membrane dai filtri con la stessa efficienza

Letterartura di riferimento
D.Arenholt-Bindsley Dental Amalgam Environmental Aspects Adv Dent Res (1992) 6:125-130

G. Chin, J.chong, A. Kluczewska, A. Lau, S. Gorjy, M. Tennant the environmental effect of dental amalgam
Australian Dent Jur (2000) 45;246-249

Scientific Committee SCHER, J.Linders, C. Jansen, E. Testai, M. Vighi, W.Dekant, J. Month, N. Pirrone, M.
Richardson Opinion on environmental risks and indirect health effects of mercury from dental amalgam
Regulatory Toxicology and Pharmacology (2015) 72: 85-86

J. As ETH, B. Hilt, G. Bjørklund Mercury exposure and health impacts in dental personnel Environmental
Research (2018) 164:65-69

Potrebbero piacerti anche