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Un farmaco che ne vale tre


Posted On : 1 Marzo 2016 Published By : Riccardo Segato

di Alberto Ferrari

È in commercio la prima triplice terapia per la cura dell’ipertensione. La novità è che si


tratta di una sola compressa che garantisce una copertura farmacologica ottimale per le 24
ore. È ideale per quei pazienti costretti alla multiterapia farmacologica. Una sola pastiglia al
posto di due-tre dovrebbe ridurre il rischio di fare confusione, specie se la terapia per la
pressione non è l’unica

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Si chiama Tripliam ed è la prima terapia per la cura della pressione arteriosa che combina in un’unica compressa
tre principi attivi. Il farmaco è ora disponibile anche in Italia. Dal 1° ottobre è presente in tutte le farmacie, dove
viene venduto su prescrizione del medico. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) l’ha da poco collocato in classe A,
quella dei cosiddetti farmaci “salvavita”, il cui costo è a carico del Servizio sanitario nazionale, fatto salvo il ticket
che la Regione di residenza può eventualmente imporre all’acquirente. Data la necessità di ricorrere a più farmaci
combinati per il controllo ottimale della pressione nelle 24 ore, Tripliam potrebbe essere un valido incentivo per
aiutare i pazienti ipertesi ad assumere la terapia prescritta ricorrendo a una sola compressa. ‹‹La riduzione del
numero di compresse è sempre ben accetta dal paziente, che viene così favorito nell’assunzione dei farmaci e, di
conseguenza, nella compliance›› – è il parere del dottor Rosario Ariano, del Laboratorio per la Diagnosi e la
Terapia dell’ipertensione arteriosa, facente capo all’U.O. di Nefrologia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, che
aggiunge – ‹‹Alcuni dati della letteratura sembrano indicare un ruolo favorevole della triplice terapia soprattutto
nei pazienti a rischio cardiovascolare elevato››.

Detta fuori dai denti, i tre farmaci insieme rappresentano quanto di meglio si può prescrivere in triplice
combinazione, avendo introdotto l’ACE inibitore (perindopril), il diuretico (indapamide) e il calcioantagonista
(amlodipina) con completa copertura delle 24 ore. Il dosaggio più basso disponibile è il 5/1,25/5 mg e si arriva no
al 10/2,5/10 mg rispettivamente in ordine dei tre farmaci. ‹‹Ciascun principio attivo riduce la pressione arteriosa e,
insieme, agiscono per controllarla›› si legge sul foglio illustrativo del farmaco, prodotto e commercializzato dalla
francese “Les Laboratories Servier”. Sul medesimo documento di informazione per il paziente è speci cata

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l’azione che ciascun principio attivo ha sugli apparati cardiaco e vascolare. Il perindopril, inscritto alla classe di
farmaci che agiscono inibendo l’enzima dell’Angiotensina (ACE), provoca una dilatazione dei vasi sanguigni che
rende più facile per il cuore il lavoro di pompaggio del sangue. L’indapamide è invece un diuretico, che raggiunge
l’e etto ipotensivo sull’organismo aumentando la produzione di urina. In ne l’amlodipina, un bloccante dei
canali del calcio, interviene sui vasi sanguigni facendoli rilassare, allo scopo di rendere più agevole lo scorrimento
del sangue.

‹‹L’unico dubbio è che, aumentando a tre il numero di farmaci in un’unica compressa, può essere scomodo
modi care la posologia di ogni singolo componente, costringendo il medico a nuove prescrizioni ogni volta››
suggerisce il dottor Ariano. Una perplessità ragionevole, senonché, come puntualizza il dottor Sergio D’Addato,
del Centro per la cura delle dislipidemie presso l’ospedale sant’Orsola di Bologna: ‹‹Il Tripliam è proposto in più
dosaggi, per cui dovrebbe adattarsi piuttosto bene alle varie esigenze di calibratura per ciascuno dei tre principi
attivi››.

Va poi precisato che il Tripliam è indicato come terapia di sostituzione per il trattamento dell’ipertensione
essenziale, in pazienti già controllati con l’associazione a dose ssa dei tre principi attivi assunti alla stessa dose.
Che cos’è l’ipertensione essenziale è presto detto. Fatta la premessa che l’ipertensione arteriosa non è una vera e
propria malattia, ma rappresenta il fattore di rischio più grave per ictus, infarto, aneurismi, arteriopatie
periferiche, insu cienza renale e cronica, e retinopatia, possiamo aggiungere che nel 90-95% dei casi
l’ipertensione non ha una causa evidente e per questo motivo viene detta “essenziale”. La di erenza è con il
restante 5-10% dei casi, in cui l’ipertensione è secondaria a qualche altra malattia, in genere una a ezione del

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sistema endocrino, un’alterazione della tiroide o un cattivo funzionamento dei reni, quando non è l’e etto
collaterale dei farmaci prescritti al paziente per la cura di altre manifestazioni sintomatiche. In Italia si stima che
siano 15 milioni le persone che so rono di ipertensione essenziale, la metà dei quali ne è praticamente
inconsapevole, questo perché la pressione arteriosa elevata di solito non dà sintomi, ragion per cui riferendosi a
essa a e ai danni che procura spesso la si de nisce “killer silenzioso”. È come dire che la pressione elevata agisce
senza clamori, in un lavoro certosino di erosione delle pareti delle arterie. Solo in caso di crisi ipertensiva
importante, con valori di pressione maggiori di 180/110 si è messi sul chi va là da cefalee violente, nausee, crisi di
vomito, alterazioni visive, vertigini e ronzii alle orecchie. In tutti gli altri casi, l’ipertensione viene scoperta
occasionalmente a seguito di una misurazione fatta dal medico o dal farmacista.

‹‹Il Tripliam è ideale per il paziente iperteso con una severa ipertensione essenziale – ci ricorda il dottor D’Addato
– se la massima è oltre 160 mmHg e la minima sopra i 90/100 mmHg. Ciò nonostante, le linee guida suggeriscono
che l’aggiunta e il dosaggio di più principi attivi combinati avvenga per gradi e nel tempo, a fronte di un controllo
ottimale dei valori pressori. Nel senso che prima si prova con un farmaco, poi con due, poi con tre, no a che la
pressione non si stabilizza entro valori che mettano il soggetto in sicurezza››.

Se questo è l’iter, alla ne di esso il medico è autorizzato a passare al Tripliam nel dosaggio ottimale. ‹‹In caso di
ipertensione essenziale severa – continua D’Addato – è possibile incominciare la terapia introducendo insieme
due farmaci, che di solito sono ACE inibitore e calcioantagonista, di cilmente si comincia subito con tre. Al terzo
farmaco, sia che si tratti di un diuretico o di un altro farmaco speci co, si arriva più in là nel tempo, quando è
sicuro che la pressione non si è ancora stabilizzata con due››.

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Del resto, gli e etti collaterali di Tripliam, sono quelli dei tre singoli farmaci. In altre parole, non deve assumere
Tripliam chi è allergico a qualsiasi ACE inibitore a base di perindopril o a uno qualsiasi dei diuretici a base di
indapamide o dei calcioantagonisti ricavati dall’amlodipina.

Inoltre, Tripliam è inadatto ad alcune condizioni patologiche. Per esempio, non va bene per chi è a etto da
malattia epatica grave oppure in chi so re di encefalopatia epatica (una malattia del cervello che si sviluppa in
second’ordine a una malattia di fegato). Dal farmaco deve mantenersi alla larga anche chi ha una insu cienza
cardiaca con problemi di scompenso complicati da ritenzione idrica e di coltà respiratoria. Stesso discorso per
chi presenta un restringimento della valvola aortica (stenosi aortica), per chi so re di insu cienza cardiaca
motivata da un pregresso attacco di cuore. Lo stesso dicasi per chi, a un esame ematico, manifesta alti valori di
potassio per e etto di malattia renale grave o diabete. ‹‹Nell’insu cienza renale c’è una tendenza all’aumento
della potassiemia e questa può essere favorita dall’ACE inibitore, cioè dal perindopril presente nel preparato –
a erma il dottor Ariano, specialista in nefrologia, che aggiunge – È per questo motivo che, soprattutto nei primi
periodi di uso di un farmaco che contiene perindopril, come qualsiasi altro ACEi, si consigliano periodici controlli
della potassiemia, soprattutto nei pazienti nefropatici, allo scopo di evitare l’iperpotassiemia››. Di contro, il calo di
potassio è sempre siologico nei pazienti che fanno uso di farmaci diuretici (indapamide), tant’è che le linee guida
raccomandano dosi supplementari di potassio per bilanciare il continuo impoverimento di questo elemento vitale
per il nostro organismo. Da un recente studio condotto negli Stati Uniti, è emerso che, n dalla prescrizione del
dosaggio minimo di diuretico, la diminuzione dei rischi dovuti a ipopotassiemia ha fatto registrare un calo
incoraggiante della mortalità. Il potassio è da tenere sotto controllo anche in chi assume litio (in auge per la cura di
ansia, depressione e problematiche psichiatriche) o altri farmaci risparmiatori di potassio. Ragion per cui chi

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assume Tripliam dovrà ciclicamente monitorare sia i valori di potassio sia di creatinina nel sangue. Un
abbassamento dell’una e dell’altra di queste sostanze ematiche sono indicatori di possibile disfunzione grave a
carico dei reni.

Tripliam o non Tripliam, è impensabile adottare una qualsiasi terapia farmacologica per combattere la pressione
elevata senza associare uno stile di vita sano protratto nel tempo, cosa che raccomandata lo stesso Ministero della
Salute, alla voce “Prevenzione” del paragrafo dedicato all’ipertensione arteriosa
(www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5). Le linee guida sono concordi nell’indicare che l’ipertensione arteriosa
può essere prevenuta e curata adottando uno stile di vita corretto. Più precisamente, bisogna rifarsi a
un’alimentazione ricca di bre (frutta e verdure) e pesce ma povera di calorie derivanti dai grassi saturi
(condimenti di origine animale, carne rosse, insaccati e formaggi) e povera di sale aggiunto. Com’è noto, il sale è
un potente ipertensivo, presente in maniera surrettizia e in quantità o limits in parecchi alimenti. Una dato su
tutti: mentre il consumo di sale ideale è di 5 g al giorno, questa stessa quantità è contenuta in un ettogrammo di
prosciutto. Dal che si intuisce che la stretta sul consumo di sale è alla base di qualsiasi dieta che ha di mira la cura
del fattore di rischio numero uno per cuore e arterie, rappresentato appunto dall’ipertensione. Il controllo dei
valori pressori si esercita anche moderando la quantità di alcolici (non più di tre dosi giornaliere nell’uomo, due
nella donna) ed evitando del tutto di fumare, causa il danno a livello vascolare (ispessimento e invecchiamento
precoce delle arterie) causato sia dall’uno sia dall’altro fattore di rischio. Inoltre, non si può prescindere
dall’introduzione di una pratica sportiva costante, meglio se di tipo aerobico, per almeno 30 minuti al giorno, da
ripetersi 2/3 volte la settimana. È dimostrato che l’aumento dell’attività sica regolare riduce la pressione
arteriosa di valori che oscillano fra 4-9 mmHg. Fare sport unitamente a una dieta calibrata signi ca calo

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ponderale. Sport vuole anche dire maggior produzione di endor ne, una potente sostanza che produciamo
autonomamente, dagli e etti bene ci su psiche e organismo. Le endor ne servono a tenere a bada lo stress e gli
altri fattori di rischio che sono alla base di impennate improvvise della pressione arteriosa e che meglio di tanti
altri parametri caratterizzano la vita frenetica e sedentaria che, chi più chi meno, appartiene un po’ a tutti.

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12 THOUGHTS ON “UN FARMACO CHE NE VALE TRE”

Luciano Bertoni
12 Maggio 2016 alle 23:19

sto usando tripliam da 5/1,25/5 da circa un mese e ho rimediato la pressione che prima era molto alta ma
purtroppo ho degli e etti collaterali 1) stanchezza debolezza e dolore serale alle gambe ma il disturbo più
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forte è il bruciore fortissimo solo alla sera degli occhi!!! attenti a TRIPLIAM

Rispondi

Ra aele
20 Giugno 2016 alle 22:52

Lo uso da circa un mese ho problemi di in ammazioni alle parti basse e all’ano penso che il problema sia
il ( tripliam)non so….hnk

Rispondi

Leo Terranova
24 Giugno 2016 alle 0:00

sto usando trilpiam dal 19/12/2015.Avevo,nonostante che già facessi uso di una dosa composta da due
principi attavi diversi, la mia presione restava elevata. Dopo diversi mesi di assunzione TRILPIAM
10/2,5/10 e\’ accettabile. Con l\’arrivo dell\’estate assumo TRIPLIAM 5/1.25/5. Gli e etti collaterali? Tutto
sommato ritengo sopportabili i possibili e etti collaterali.

Rispondi

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Antonio
25 Giugno 2017 alle 7:35

Sto usando tripliam ho piedi gon tutta la giornata e possibile che sia questo farmaco.

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massimo
7 Ottobre 2017 alle 14:22

uso tripliam da solo un mese e oltre ad aver resettato i miei valori pressori ho guadagnato anche in
funzione delle funzioni erettili….straordinario, per ora nessun e etto collaterale negativo

Rispondi

1. Carlo
20 Gennaio 2018 alle 13:07

Ciao Massimo volevo sapere se dopo oltre tre mesi era cambiato qualcosa in merito all’utilizzo del
tripliam,se sono sorti e etti collaterali fastidiosi.
Lo chiedevo a te perché vorrei passare dal norvasc al tripliam in quanto il norvasc mi fa gon are

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molto le caviglie e mi procura una disfunzione erettile.
Ti ringrazio sin da ora,buona giornata.

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SILVANO CAVALLARI
24 Novembre 2017 alle 17:23

Sto usando Tripliam 5/1.25/5 da cinque mesi ed i valori pressori si sono assestati attorno a 75/80 –
135/145.
Alla ne della minzione, mi sembra di dovere espellere un’ulteriore quantità di urina, la espello, la
sensazione si ripete e così per due/tre minuti.
Può essere una conseguenza dell’uso del farmaco?
Di notte vado in bagno al massimo una volta, se la sera prima ho bevuto più abbondantemente.

Rispondi

massimo coscareli
19 Settembre 2018 alle 22:25

ottimo farmaco per ora….. caviglie non più gon e come con il Norvasc 10 …..unico piccolo problema… a
volte una tossettina stizzosa ma dura poco e capita solo ogni tanto

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Rispondi

sai
25 Dicembre 2018 alle 1:06

Attualmente è introvabile, ogni farmacista mi ha dato una spiegazione diversa… Lo hanno tolto dal
commercio?

Rispondi

Augusto AMBRA
2 Febbraio 2019 alle 11:50

Salve sono Augusto è volevo porvi il problema che adesso é presente qui a Bari circa il reperimento del
farmaco che risulta essere BLOCCATO…qualcuno ha notizie a riguardo?Io come scheda terapeutico uso
questo dosaggio 10mg/2.5mg/5mg in attesa che ritorni disponibile (lo spero) esiste in commercio
farmaco speculare?Un Grazie sentito a tutti e buona giornata

Rispondi

Gerardo
17 Marzo 2019 alle 22:02

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Buona sera ,uso TRIPLIAM 5/1,25/5 da quasi 4 mesi pressione ottima , nessun e etto collaterale descritto
nelle recensioni che ho letto ,il mio e etto collaterale è una bruttissima e fastidiosa tachicardia battiti
95/103 , uso congescor prima 2,5 mg poi sono passato al 3,75 mg ma ancora non basta sono arrivato al 5
mg , ad esempio oggi non mi ah dato tregua ho dovuto prendere 10 gocce xanax 2 volte nella intera
giornata , sono stufo , il mio cardiologo mi prescrisse l’holter dinamico cardiaco, mi cambiò subito il
tripliam x problemi 166 battiti al ventricolo, sinistro in ben due occasioni ,pomeriggio e notte in 24 ore
,con lercaprel 20/20 , ma dopo 8/9 giorni tachicardia 95/110,sono ritornato al tripliam 5/1,25/5 ma tra
qualche giorno farò un’altra visita cardiologica . (si intende altro cardiologo )

Rispondi

Orlando
17 Agosto 2020 alle 15:29

Uso Triplam 5/1,25/5 da due anni. Pressione stabile. Solo qualche capogiro quando mi rialzo dopo essermi
abbassato e forse saltuariamente un po’ di tosse secca di breve durata. Faccio molto sport.

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