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Itinerari romani

Comune di Roma
Turismo

2 La Roma monumentale
Da via dei Fori Imperiali al Colosseo
Roma per te
Collana di informazioni del Comune di Roma

Realizzazione a cura: Cosmofilm spa - Elio de Rosa editore


Testi: Alberto Tagliaferri, Valerio Varriale
(Associazione Culturale Mirabilia Urbis)
Coordinamento editoriale: Emanuela Bosi
Progetto grafico e impaginazione: Marco C. Mastrolorenzi

Foto: C. De Santis: copertina, pag. 2, 13 in basso, 17, 35 a sinistra; A. Idini: pag. 31, 32, 34,
35, 38 in alto; L. Mozzano: pag. 21, 22, 23, 24, 25; P. Soriani: pag. 14, 27, 28, 36, 37,
38 in basso; Spazio Visivo: pag. 3, 9, 10 a destra, 11, 12, 13 in alto, 15 in basso, 16, 18,
19 in alto; Archivio Cosmofilm: pag. 10 a sinistra, 15 in alto, 19 in basso. Disegni alle
pag. 8, 20, 29 di P. Pinchera per Mirabilia Urbis

In copertina, il Tempio di Vespasiano all’interno del Foro Romano


In questa pagina, colonne del Tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto
Itinerari romani
Comune di Roma
Turismo
• Il Foro Romano 8
1. L’area occidentale 9
2. L’area orientale 14
3. Passeggiando, passeggiando... 19

• L’area del Colosseo 20


4. L’Arco di Costantino 21
5. Passeggiando, passeggiando... 22
6. L’Anfiteatro Flavio, o Colosseo 23
7. Passeggiando, passeggiando... 26

• I Fori Imperiali 29
8. Il Tempio, o Foro, della Pace 30
9. Il Foro di Nerva, o Transitorio 31
10. Il Foro di Augusto 32
11. Il Foro di Traiano 33
12. Passeggiando, passeggiando... 36

La Curia

2 La Roma monumentale
Da via dei Fori Imperiali al Colosseo

Stampa: GRAFICA PONTINA - Pomezia - ord. n. 6821 del 17-3-08 (c. 30.000)
Uno scorcio del Foro Romano verso il Campidoglio in un’incisione settecentesca di G. Vasi.
L’area del Foro non era ancora stata scavata ed era utilizzata come pascolo per le vacche.

Il Colosseo e l’Arco di Costantino in un’incisione secentesca di L. Cruyl. I monumenti sono


visti dall’area del Tempio di Venere e Roma, allora adibita a orti.
La Roma monumentale
Presentazione

I
tinerari romani costituiscono una serie di percorsi per chi desi-
deri approfondire la conoscenza della Città.
Agli itinerari del grande Rinascimento romano già realizzati - Cara-
vaggio, Raffaello, Michelangelo e a quelli dell’arte barocca delle archi-
tetture di Bernini e Borromini si aggiungono, ora, altri percorsi apposita-
mente studiati per accompagnare e agevolare il visitatore alla scoperta
“metro per metro” di una Città d’arte così sintetizzata.
In tal modo in un unicum - distinto è rappresentata e “letta” la città in
un mosaico che si ricompone e si scompone secondo le esigenze del visi-
tatore, che potrà scegliere tra La Roma Monumentale (via dei Fori Impe-
riali e Colosseo), Il Colle della poesia (l’Aventino e dintorni), Tra boschi e
acquedotti (il Celio), Agli albori della Roma Cristiana (San Giovanni in La-
terano e Santa Croce in Gerusalemme), da La Suburra (Rione Monti e
Santa Maria Maggiore) a Quasi un set cinematografico (via Veneto e din-
torni), ecc.
Un’impresa difficile, pur tuttavia felicemente riuscita, anche sul piano
dell’immagine della tradizione e dell’identità culturale della nostra Città
e che, con semplicità rispetta i contenuti scientifici del patrimonio stori-
cizzato, con una narrazione che unisce l’impostazione grafica con la li-
nea editoriale dei contenuti.
Un sistema di comunicazione efficace per la comprensione del più va-
sto e incredibile patrimonio storico-artistico di Roma, che permette al tu-
rista di individuare, immediatamente, il significato principale dell’itine-
rario prescelto permettendogli, nel contempo, l’immediata collocazione
della propria posizione logistica in rapporto all’area che si desidera visi-
tare.
I percorsi così condensati e raccolti possono ben rappresentare un
simbolico “taccuino d’artista” e apparire agli occhi del visitatore come
una grande vetrata - a più specchi - sul cui sfondo vi è un orizzonte cul-
turale che non potrebbe essere più romano, suggestivo e ricco di valori
mai tramontati.
Roma ti aspetta!

L’Ufficio Turismo
del Comune di Roma 5
La pianta

12 11

10
9

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8
2

Legenda
1. L’area occidentale del Foro Romano
2. L’area orientale del Foro Romano
3. Passeggiando, passeggiando...
4. L’Arco di Costantino
5. Passeggiando, passeggiando...
6. L’Anfiteatro Flavio, o Colosseo
7. Passeggiando, passeggiando...
8. Il Tempio, o Foro, della Pace
9. Il Foro di Nerva, o Transitorio
10. Il Foro di Augusto
11. Il Foro di Traiano
12. Passeggiando, passeggiando...
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La pianta

7
6
5

4
3
7
2° Itinerario

…Inizia la
passeggiata...

Il Foro Romano
L
a valle in cui sorse il Foro Ro- no specchio del cambiamento delle
mano trae la sua origine dall’a- istituzioni politiche. Dopo i grandi
zione erosiva del Tevere lungo templi del V e IV secolo, simbolo della
i fianchi di quelle lave vulcaniche dal- straordinaria importanza che la città
le quali si sarebbero originati i sette assunse sin dalla prima fase della pro-
colli. La parte bassa di questa conca, pria storia, a partire dal III secolo co-
all’incirca dall’area centrale fino qua- minciarono a sorgere le basiliche,
si al fiume, era occupata da una palu- edifici che svolgevano la funzione di
de detta Velabro. Al limitare di questa offrire ai cittadini uno spazio coperto
palude, ai piedi del Palatino, sorsero per lo svolgimento di affari e assem-
alcuni dei monumenti della Roma blee in alternativa alle aree all’aper-
più antica, come la Regia, sede degli to. Le prime furono la Basilica Por-
antichi monarchi. Verso la fine del VI cia e la Sempronia sostituite, in tem-
secolo a.C., sotto i re Tarquini, la valle pi più recenti, dalla Basilica Emilia e
fu bonificata e le acque drenate nel dalla Giulia. L’età imperiale, a parti-
Tevere tramite un collettore, la Cloa- re dall’epoca di Augusto, vedrà la de-
ca Massima. In tal modo l’area fu finitiva trasformazione dell’intera
pronta per accogliere le genti che già area in una piazza monumentale a
vivevano sui colli circostanti, e che carattere celebrativo, ricca di marmi
qui trovarono il luogo per riunirsi, ma ormai svuotata delle sue antiche
scambiare le merci e svolgere le prin- funzioni.
cipali attività della vita quotidiana:
era nato il Foro Romano, che per tutto
il periodo della Repubblica, fino al I h
secolo a.C., sarà lo scenario principa-
le della storia di Roma. Gli edifici re-
pubblicani furo-
g

b e
d
a c
La valle del Foro Romano in età imperiale: a) Curia Iulia - b) Basilica Emilia - c) Basi-
8 lica Iulia - d) Tempio dei Dioscuri - e) Tempio del Divo Giulio - f) Tempio di Romolo -
g) Basilica di Massenzio - h) Tempio di Venere e Roma
La Roma monumentale
1. L’area occidentale

I
l nostro itinerario inizia da via dei sul lato sud.
Fori Imperiali dove, sulla destra, Lungo il percorso basolato della Via
provenendo da piazza Venezia, si Sacra, la via più importante dell’an-
trova l’ingresso all’area archeologica tica Roma, che attraversa tutta l’area
del Foro Romano. Superato il cancel- del Foro, raggiungiamo il lato occi-
lo, si scende per la breve rampa che dentale della Basilica Emilia dove tro-
costeggia il fianco sinistro del Tempio viamo l’antico sacello di Venere
di Antonino e Faustina e che, sulla Cloacina, del quale resta il basa-
destra, ha l’area della Basilica Emi- mento circolare in marmo. Il sacello
lia; edificata a spese della gens Ae- era costituito da una bassa recinzio-
milia, da cui prende il nome, essa fu ne nella quale erano collocate le sta-
eretta dai censori Marco Emilio Lepi- tue delle dee Cloacina e Venere, ed
do e Marco Fulvio Nobiliore nel 179 era un rifacimento d’età imperiale di
a.C. Sul lato meridionale, verso la una costruzione antichissima eretta
piazza del Foro e la Via Sacra, la basi- nel punto in cui la Cloaca Maxima
lica si presentava con una facciata entrava nella piazza.
porticata su due ordini di pilastri or- Nella stessa area, all’incrocio tra Via
nati da semicolonne. Sotto il portica- Sacra e Argiletum, la via che condu-
to della basilica era una serie di ta- ceva al popoloso quartiere della Su-
bernae, in cui si aprivano gli uffici de- burra, sono i resti di un piccolo edifi-
gli argentarii, i cambiavalute. Si en- cio in laterizio che è stato riconosciu-
trava nella basilica attraverso tre in- to come il Tempio di Giano, divinità
gressi posti sul lato lungo. Il vasto in- bifronte, protettrice dei passaggi,
terno era diviso in quattro navate,
una maggiore, centrale, due minori
sul lato nord e un’unica minore

9
La Basilica Emilia
2° Itinerario

L’Arco di Settimio Severo Il Tempio di Saturno

dell’inizio e del termine di tutte le co- semblee popolari e dove l’araldo


se. Il tempio doveva essere a pianta pubblico preannunciava il mezzo-
quadrata, ed era caratterizzato da giorno e il tramonto. Su un lato del
due porte che venivano chiuse in Comizio era la Graecostasis, tribuna
tempo di pace e tenute aperte in dove prendevano posto gli amba-
tempo di guerra. sciatori stranieri, in gran parte di lin-
Nell’area prospiciente l’Arco di Setti- gua greca. Un ulteriore spazio era la-
mio Severo, all’interno di un’area re- sciato ai Rostra, cioè alla tribuna, or-
cintata da una ringhiera, si trovano i nata dai rostri catturati alle navi ne-
resti del cosiddetto Lapis Niger: un miche, dalla quale gli oratori arringa-
tratto di pavimentazione in marmo vano il popolo. Il Comizio fu intera-
nero, circondato da lastre di marmo mente ridisegnato durante le siste-
bianco, di cui ci restano frammenti. mazioni cesariana e augustea del Fo-
Nel corso degli scavi del 1899, si rin- ro e venne svuotato della sua antica
venne sotto la pavimentazione, oltre funzione legata agli ordinamenti del-
ad un altare, anche un cippo recante la Roma repubblicana.
un’iscrizione in latino arcaico con mi- A partire dal 54 a.C., infatti, Cesare
nacce nei confronti dei profanatori diede il via alle grandi trasformazioni
del luogo, riservato ai sacrifici cele- dell’area politica del Foro. La vecchia
brati dai re. Si trattava dunque di un sede del Senato, la Curia Hostilia, fu
piccolo santuario databile al VI secolo chiusa e trasformata in un tempio,
a.C., che forse indicava il sito della mentre la nuova Curia venne eretta
mitica morte di Romolo, ucciso, se- dove la si vede ancora oggi, a destra
condo la tradizione, presso il Volca- del Lapis Niger, a mezza via tra il Foro
nal, un antico tempio dedicato a Vul- Romano e quello che Cesare vi fece
cano. Il Lapis Niger faceva parte, in- costruire accanto. Il grande edificio
sieme ai tribunali e ad altri edifici, in laterizio fu inaugurato da Augusto
dell’antica area che costituiva il Co- nel 29 a.C. e nel corso del tempo
subì numerosi restauri, ultimo quello
10 mizio, il vero centro politico della
eseguito sotto il principato di Diocle-
città, nel quale convenivano le as-
La Roma monumentale
ziano. La costruzione, realizzata se- mo dinanzi a noi l’Arco di Settimio
condo le misure canoniche traman- Severo. Questo imperatore d’origi-
date da Vitruvio, ha pianta rettango- ne africana immortalò il ricordo delle
lare, con quattro pilastri angolari e proprie gesta militari contro i Parti
tetto a doppio spiovente. Le pareti con la costruzione, nel 203, di un
esterne erano rivestite fino a metà al- grandioso arco trionfale. Il monu-
tezza da lastre di marmo, sormonta- mento, alto circa 21 metri, aveva sul-
te da un bugnato in stucco. La fac- la sommità una quadriga di bronzo
ciata presenta tre grandi finestre e con le statue del condottiero e dei fi-
un portale, sul quale erano montati i gli Caracalla e Geta. Quando nel 211
battenti poi trasferiti alla porta cen- Caracalla uccise il fratello allo scopo
trale di S. Giovanni in Laterano. An- di restare l’unico erede al trono, ogni
che i Rostri vennero spostati: la tri- riferimento a Geta venne eliminato
buna divenne un vero e proprio pal- dalla costruzione.
co, dal quale l’uomo politico, non Sulla destra, oltrepassato l’arco, è il
più impegnato ad ottenere il consen- podio monumentale, con scarsi
so dei votanti, si esibiva con il suo se- frammenti architettonici, del Tem-
guito alla folla. pio della Concordia. Edificato nel
Proseguendo la nostra passeggiata 367 a.C. da Furio Camillo, l’edificio
in direzione del Campidoglio, trovia- doveva celebrare la composizione

11
L’area del Lapis Niger
2° Itinerario

delle lotte tra patrizi e plebei me- mitica Età dell’oro, all’interno del
diante l’approvazione delle leggi Lici- podio del tempio si trovava l’Aera-
nie Sestie e la conseguente equipa- rium, dove era conservato il tesoro
razione dei diritti politici. Al tempo di dello Stato. Dal tempio iniziava il Cli-
Tiberio divenne una sorta di museo vo Capitolino, l’ultimo tratto della
d’arte greca. Via Sacra, percorso nell’antichità dai
Alla dinastia dei Flavi risalgono inve- cortei dei generali vittoriosi che sali-
ce le tre colonne angolari, con capi- vano al Tempio di Giove Capitolino.
telli in stile corinzio e un tratto di tra- Oggi del Tempio di Saturno possia-
beazione, a sinistra del basamento mo ancora ammirare l’alto podio e
del Tempio della Pace. Si tratta dei re- le otto colonne di granito, con capi-
sti del Tempio di Vespasiano, che telli in stile ionico, risalenti ai rifaci-
in seguito Domiziano dedicò anche a menti del III secolo d.C. Sul fregio re-
Tito. Restaurato sotto Settimio Seve- sta l’iscrizione che ricorda il restauro,
ro e Caracalla, il tempio sorgeva su mentre sulla facciata orientale del
un podio, era lungo 33 metri, largo podio, verso la piazza, è visibile una
22, e aveva un pronao con sei colon- serie di fori che reggevano il grande
ne corinzie sulla fronte e due sui lati. pannello sul quale venivano esposti
Ancora a sinistra, vediamo le impo- atti e documenti dello Stato.
nenti rovine del Tempio di Satur- Alle falde del Campidoglio sono visi-
no, sorto nelle vicinanze dell’antico bili i resti dell’ultimo grande tempio
Volcanal. Eretto nel 498 a.C., e dedi- dedicato alla tradizione pagana: si
cato al dio che aveva fondato il pri- tratta del cosiddetto Portico degli
mo villaggio sul Campidoglio, fu la Dèi Consenti, coppie di divinità gre-
prima grande costruzione che assunte nella religione romana. Il
d’età repubblicana. portico, costituito da due file di co-
Poiché Saturno lonne congiunte ad angolo ottuso,
era anche la precede una serie di celle doppie nel-
divinità le quali venivano conservate le im-
della magini sacre. L’edificio, dopo i re-
stauri di età flavia, venne ricostruito
nel 367 dal prefetto Vettio Agorio
Pretestato.

12
Il Portico degli Dèi Consenti
La Roma monumentale
Tornati sulla piazza del Foro, dinanzi
all’angolo destro dei Rostri, troviamo
la base di una colonna eretta nel
303 per celebrare il decennale della
Tetrarchia, la suddivisione in quattro
aree dell’impero voluta da Dioclezia-
no. La base è decorata con bassori-
lievi raffiguranti Vittorie alate, barba-
ri prigionieri e il tradizionale sacrificio
del maiale, dell’ariete e del toro. Nel-
l’area dietro il basamento, è in parte
visibile l’antica pavimentazione del
Foro, voluta da Augusto nel 14 a.C. e Basilica Iulia, particolare della scacchiera
realizzata in lastricato di travertino incisa su uno dei gradini
dal pretore Lucio Nevio Sordino.
L’ultimo monumento ad essere eret- Per realizzarla demolì una precedente
to nella piazza fu la Colonna di basilica, la Sempronia, eretta da Tibe-
Foca. Posta su un basamento a gra- rio Sempronio Gracco, padre dei fa-
dini, conserva parte dell’iscrizione in mosi tribuni della plebe, i fratelli Tibe-
onore dell’imperatore bizantino Fo- rio e Gaio. Il grande edificio, lungo
ca, la cui statua è andata perduta. La 101 metri e largo 49, era diviso in cin-
colonna venne dedicata nel 608 al- que navate. Della costruzione, all’in-
l’imperatore dalla Chiesa di Roma terno della quale si tenevano cause in
come ringraziamento per la donazio- materia ereditaria, restano solo il
ne del Pantheon, che da allora diven- grande podio, le gradinate, e le basi di
ne la chiesa di S. Maria ad Martyres. alcuni pilastri. Sui gradini che circon-
Con la costruzione della Basilica dano la basilica sono state trovate al-
Iulia, Cesare com- cune tabulae lusoriae, sorta di scac-
pletò l’area del Foro chiere incise sulla superficie, utilizzate
sul lato meridionale. forse da coloro che dovevano atten-
dere d’essere chiamati in giudizio.

13
La piazza del Foro e, al centro, la Colonna di Foca
2° Itinerario

2. L’area orientale

N
el 29 a.C. Augusto dedicò un Augusto con i Parti. Sul lato meridio-
tempio a Giulio Cesare, primo nale del Tempio di Cesare sono visibili
cittadino romano ad essere di- dei resti di piloni centrali, mentre
vinizzato. Del Tempio del Divo Giu- frammenti della decorazione attribui-
lio, collocato sul lato orientale del Fo- ta al cosiddetto Arco Partico sono
ro, nel luogo dove il corpo del dittato- stati rinvenuti poco discosti.
re venne cremato, resta il massiccio A destra del Tempio di Cesare vedia-
nucleo del podio, in opera cementi- mo i resti del Tempio dei Dioscuri.
Quello di Castore e Polluce, che i Ro-
zia, caratterizzato al centro da un
mani chiamavano i Càstori, era un
emiciclo con ara circolare. Nello stes-
culto greco introdotto a Roma dalla
so anno, Augusto eresse un arco ad
classe aristocratica. Il tempio, eretto
un solo fornice, per celebrare la vitto-
nel 484 a.C. dal figlio di Aulo Postu-
ria di Azio. Dieci anni più tardi, nel 19 mio, trionfatore nel 499 a.C nella
a.C., l’arco fu sostituito da un altro, battaglia del lago Regillo, subì vari ri-
più imponente, a tre fornici, in onore facimenti fino alla ricostruzione di Ti-
della politica di trattative avviata da berio nel 6 d.C. Di esso ci restano, sul-
l’alto podio, tre maestose colonne
scanalate in marmo di Paro dai grandi
capitelli corinzi.
La chiesa di S. Maria Antiqua, si-
tuata dietro il Tempio dei Castori, è
una trasformazione di VI secolo di un
ambiente dell’ampio vestibolo dei
palazzi imperiali. La chiesa, che ven-
ne detta Antiqua dopo la costruzio-
ne di S. Maria Nova (oggi S. France-
sca Romana), fu costruita su tre na-
vate con un’abside sulla parete di
fondo. Fu decorata da affreschi tra il
VI e il IX secolo e abbandonata nel IX a
causa dei danni provocati da una se-
rie di terremoti.
La Fonte di Giuturna, il Lacus Iutur-
nae, era la sorgente che riforniva
d’acqua l’antico abitato della città.
Qui, secondo la leggenda, Castore e
Polluce, abbeverando i loro destrieri,
14 diedero l’annuncio della vittoria ro-
Colonne del Tempio dei Dioscuri mana al lago Regillo. Oggi questa
La Roma monumentale
S. Maria Antiqua, veduta d’insieme della decorazione della parete sinistra

fonte è rappresentata da una vasca, marmoreo dei gemelli divini. Presso la


posta tra il Tempio di Vesta e quello fonte era la sede della Statio Aqua-
dei Castori, con al centro il piedistallo rum, l’Ufficio delle Acque, qui trasfe-
che un tempo sosteneva il gruppo rito nel 328 dal Campo Marzio.

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Il Tempio di Vesta
2° Itinerario

Il circolare Tempio di Vesta, circon- rex Sacrorum e dal Pontifex Maximus.


dato da 20 colonne corinzie, fu re- In uno degli ambienti erano conserva-
staurato nel 1930 e oggi presenta la ti gli ancilia, gli scudi sacri portati in
sezione ricostruita dove i frammenti processione dai sacerdoti Salii.
originali, risalenti al periodo di Setti- Ad Antonino Pio e alla moglie Fausti-
mio Severo, sono inseriti nel traverti- na Maggiore fu dedicato il monu-
no moderno impiegato per la rico- mentale Tempio di Antonino e
struzione. Questo tempio doveva Faustina, che s’affaccia sul lato
avere una copertura conica con aper- nord-est del Foro, a fianco della ram-
tura centrale per permettere al fumo pa di accesso per i visitatori. Questo
del fuoco sacro di uscire all’esterno. tempio dimostra la definitiva affer-
Dietro il tempio, sul lato orientale, si mazione del culto della divinità impe-
accede all’interno della Casa delle riale e quindi dello Stato, che nella
Vestali. Nella sua fase più antica la persona dell’imperatore aveva la sua
Casa delle Vestali era costituita da sei prima identificazione. Al centro della
ambienti paralleli, riservati alle sacer- moderna scalinata resta il nucleo in
dotesse, affacciati su un cortile orien- laterizio dell’antico altare mentre il
tato secondo i punti cardinali. I rifaci- pronao del tempio conserva le dieci
menti traianei e severiani portarono colonne di marmo proveniente dalle
ad un edificio sviluppato intorno a un cave dell’isola Eubea, alte 17 metri e
vasto cortile interno lungo 69 metri. con capitelli corinzi. All’interno del
Profondamente legata alla fase mo- pronao sorge la facciata della chiesa
narchica è la Regia, i cui ruderi sono di S. Lorenzo in Miranda che un
visibili dietro il podio del Tempio del tempo, prima degli scavi ottocente-
Divo Giulio. Secondo la tradizione sa- schi nel Foro, si trovava a livello della
rebbe stata fondata dal strada. Alcuni solchi scavati nelle
secondo re di Roma, colonne e destinati all’allog-
Numa Pompilio, e giamento delle corde ci par-
servì da residenza lano del tentativo di far
ufficiale del re che crollare l’edificio per re-
fu poi, in età re-
pubblicana,
sostituito dal

16
Il Tempio di Antonino e Faustina
La Roma monumentale
cuperarne e vendere i materiali edili- quella relativa a suo figlio Romolo,
zi. La costruzione della chiesa di S. Lo- morto bambino nel 309 e divinizzato
renzo in Miranda preservò in seguito dal padre. Si tratta del cosiddetto
il colonnato da altri tentativi demoli- Tempio di Romolo: a pianta circola-
tori. La chiesa, edificata una prima re, con copertura a cupola, è ornato
volta intorno all’VIII secolo, fu conces- da una fronte leggermente concava,
sa da papa Martino V all’Università decorata da nicchie per statue, men-
degli Speziali e degli Aromatari e oggi tre accanto al portale originale in
appartiene al Nobile Collegio Chimi- bronzo stanno due colonne di porfi-
co-Farmaceutico. Intorno ai primi del do con capitelli di marmo. Alcuni stu-
Seicento fu riedificata su progetto di diosi interpretano il monumento co-
Orazio Torriani, che inserì l’elegante me il Tempio dei Penati, qui trasferito
facciata all’interno del pronao del per l’edificazione della Basilica di
Tempio di Antonino e Faustina, Massenzio. Procedendo in lieve salita
creando uno dei monumenti più em- sulla Via Sacra, una deviazione sulla
blematici della capacità di Roma di sinistra ci porta ad un grande spiazzo,
coniugare antico e moderno. A de- dove troneggiano i resti della Basili-
stra del podio del tempio, alcune ca di Massenzio. Quest’imperatore
aiuole erbose disegnano la pianta iniziò sull’altura della Velia la costru-
delle circa trenta tombe a pozzo e a zione di una gigantesca basilica, divi-
fossa appartenenti al sepolcreto ar- sa in tre navate da quattro colossali
caico scoperto nel 1902. Nel sito, uti- pilastri e coperta da volte a botte. La
lizzato dagli abitanti del Palatino, si è navata centrale era lunga 80 metri e
ritrovato materiale relativo al periodo larga 25 e toccava in altezza i 35 me-
che va dal X all’VIII secolo a.C. tri; era coperta da tre crociere, pog-
Lungo la Via Sacra un edificio, sulla si- gianti su otto colonne scanalate di
nistra della strada, conserva la me- marmo proconnesio l’ultima delle
moria di Massenzio e in particolare quali, nel 1613, venne posta da papa

17
La Basilica di Massenzio
2° Itinerario

Paolo V Borghese a sostenere la sta- bienti comunicanti, sormontati da


tua della Madonna a piazza di S. Ma- possenti volte a botte ornate da lacu-
ria Maggiore. La basilica, alla quale si nari e illuminate finestroni; i resti tut-
accedeva dal lato orientale, era con- tora visibili appartengono alla navata
clusa sul lato ovest da una profonda di destra. Ritornando sulla Via Sacra e
abside. Scavi effettuati nel XV secolo continuandone l’ascesa, si giunge
vi rinvennero i resti della statua colos- all’Arco di Tito.
sale di Costantino: la testa, alta 2,60 L’arco, che fu dedicato a Tito dal fra-
metri è conservata, insieme ad altri tello Domiziano, ha un solo fornice e
frammenti, nel cortile del Palazzo dei sulle due facciate principali presenta
Conservatori al Campidoglio. Mas- coppie di semicolonne con capitelli
senzio, infatti, non vide mai la con- compositi. Nelle chiavi dell’arco sono
clusione dell’opera, che, dopo la bat- rappresentate, sul lato orientale, la
taglia di Ponte Milvio, fu terminata personificazione di Roma e, su quello
dal suo vincitore. Le due navate late- occidentale, il Genio del popolo ro-
rali erano costituite mano, mentre negli archivolti sono
da tre am- raffigurate vittorie alate che recano
insegne. Nella fronte orientale resta
una parte del fregio a bassorilievo
raffigurante il corteo trionfale
che fu concesso a Vespa-
siano e Tito dopo la
vittoria della guerra
giudaica, nel 70
d.C., e la presa di
Gerusalemme. A
questo trionfo si ri-
feriscono anche i
due rilievi posti
all’interno del for-
nice: in quello sul
lato sud è il cor-
teo dei legionari
che recano i te-
sori predati dal

18
Arco di Tito, lato ovest
La Roma monumentale
Tempio di Salomone: la menorah, il
candelabro sacro a sette bracci e le
trombe d’argento. Sul lato opposto è
un altro pannello con Tito sulla qua-
driga trionfale, preceduto dai fasci lit-
tori, mentre la dea Roma regge i ca-
valli per il morso e una Vittoria alata
incorona il vincitore. Seguono la per-
sonificazione togata del senato e
quella del popolo romano a torso nu-
do. Al centro della volta è un pannel-
lo più piccolo dove Tito appare tra-
sportato in cielo da un’aquila. Duran- La Via Sacra verso l’Arco di Tito
te il Medioevo l’arco venne incluso
nel sistema di fortificazioni che i Fran- tanto nel 1822 fu liberato e restaura-
gipane costruirono nella zona e sol- to da Giuseppe Valadier.

3.
Passeggiando, losseo, quella di Ve-

D
iscendendo
la Via Sacra nere. Ben conserva-
verso la valle passeggiando... ta è la cella rivolta
del Colosseo, incon- verso il Foro, già parte
triamo sulla sinistra una del convento di S. France-
delle absidi, alcune colonne e le so- sca Romana e ora annessa alla So-
struzioni del Tempio di Venere e printendenza archeologica di Ro-
Roma, eretto dall’imperatore ma e all’Antiquarium forense.
Adriano, che, insieme a quello di Proseguiamo il nostro percorso lun-
Serapide sul Quirinale, fu il mag- go la Via Sacra, fino a giungere alla
giore di tutta la Roma antica, con valle del Colosseo.
un podio lungo 145 metri e largo
100. Questa estesa piattaforma era La cella dedicata a Venere del Tempio di
porticata sui lati lunghi con alte co- Venere e Roma
lonne di granito. Due brevi scale
angolari erano collocate dalla parte
del Colosseo, mentre un grande
scalone si apriva nel podio verso l’a-
rea del Foro Romano. Il tempio, cir-
condato da gradinate, era peripte-
ro, ossia aveva un giro di colonne su
tutti e quattro i lati, secondo i mo-
delli tradizionali dell’architettura
greca prediletta dall’imperatore.
L’interno era costituito da due cel-
le contrapposte per le absidi che
ospitavano a occidente la statua del-
la Dea Roma e a oriente, verso il Co- 19
2° Itinerario

…continua la
passeggiata...

L’area del Colosseo


L’
area oggi occupata dal Co- mente, il più grande anfiteatro e, in
losseo costituiva, ai tempi di assoluto, il massimo monumento del
Nerone, il fulcro di tutto il mondo romano, simbolo stesso di
complesso della sua Domus Aurea. In Roma e della sua immortalità, come
particolare, il punto dove poi sorse dice la profezia del VII secolo del mo-
l’anfiteatro era occupato da un lago naco anglosassone Beda: «Finché
artificiale, che venne prosciugato al- esisterà il Colosseo esisterà anche
la morte dell’imperatore per consen- Roma; quando cadrà il Colosseo, ca-
tire la costruzione del nuovo grande drà anche Roma; quando cadrà Ro-
monumento. Per realizzarlo, gli ar- ma cadrà anche il mondo».
chitetti accostarono tra loro le piante Nella valle del Colosseo trovarono
di due teatri, ottenendo un edificio collocazione, oltre alla statua di Ne-
di forma ellittica, che venne destina- rone, la fontana detta Meta Sudante
to alle cacce agli animali selvatici (ve- e il celebre Arco di Costantino, che
nationes) e ai combattimenti di gla- costituì una sorta di “canto del ci-
diatori (munera). Il suo vero nome è gno” dell’architettura pagana, in
Anfiteatro Flavio, perché costruito quanto il suo assemblaggio, avvenu-
dagli imperatori Flavi, mentre quello to nel 315 con pezzi prelevati da mo-
di Colosseo gli venne dato solo nel- numenti più antichi, venne seguito,
l’Alto Medioevo, probabilmente in in quegli stessi anni, dalla costruzio-
ricordo della vicinanza della statua ne delle prime basiliche cristiane.
colossale dell’imperatore Ne-
rone. Il Colosseo è,
natural-
f

e
d
a
c
b

20 La valle del Colosseo: a) Colosseo - b) Arco di Costantino - c) Meta Sudante - d) Colosso


di Nerone - e) Tempio di Venere e Roma - f) Terme di Traiano
La Roma monumentale
4. L’Arco di Costantino

P
osto accanto al Colosseo, è il più zione: «All’imperatore Cesare Flavio
famoso di tutti gli archi antichi Costantino Massimo, Pio Felice Au-
di Roma. Iniziato nel 312 per ce- gusto, il senato e il popolo romano
lebrare la vittoria di Costantino a dedicarono l’arco insigne per i trion-
Ponte Milvio, venne completato nel fi, perché su ispirazione della divinità
315, in occasione del decennale del e con grandezza d’animo, con il suo
regno di Costantino, divenuto tetrar- esercito e con giusta guerra, liberò
ca in Britannia nel 305. L’arco è a tre contemporaneamente lo Stato dal ti-
fornici, con quello centrale maggiore ranno e da ogni divisione».
dei due laterali e vi si accedeva trami- Al di sopra degli archi laterali corrono
te una gradinata, oggi non più visibi- le sei sezioni del fregio a bassorilie-
le. Per renderne più rapida la realiz- vo che narra la storia della campagna
zazione venne adornato nelle fronti, militare contro Massenzio, dalla par-
nell’attico e dentro il fornice centrale tenza da Milano all’arrivo a Roma,
con opere d’arte prelevate da altri unica decorazione realizzata espres-
monumenti romani, forse già in sta- samente per l’occasione. Al di sopra
to di abbandono. Sull’attico è l’iscri- di questa teoria di bassorilievi, sem-

21
L’Arco di Costantino
2° Itinerario

tondi a rilievo d’età adrianea che


raffiguravano originariamente
Adriano e che vennero rila-
vorati per fare di Costan-
tino il nuovo protagoni-
sta delle scene. All’al-
tezza dell’attico, ai lati
dell’iscrizione, furono,
invece, rilavorati pan-
nelli alti oltre tre metri,
provenienti, probabil-
mente, da un arco eretto
a Marco Aurelio dal figlio
Commodo. Essi fanno rife-
rimento alle campagne militari
che l’imperatore filosofo condus-
se contro i Quadi e i Marcomanni. Al-
Tondo laterale con raffigurazione del dio tre decorazioni a bassorilievo e le sta-
Apollo sul carro solare tue dei Daci prigionieri provengono
pre sui fornici minori, sono posti dei invece dall’area del Foro di Traiano.

22 Rilievi delle imprese di Marco Aurelio: a sinistra, distribuzione di denari; a destra, l’impe-
ratore davanti alla porta trionfale
La Roma monumentale
5.
Passeggiando, Proseguendo lun-

T
ra l’Arco di
Costantino go l’antico basola-
e il Colos- passeggiando... to stradale che fian-
seo troviamo i resti cheggia l’area della
delle fondazioni della cosid- Meta Sudante si passa ac-
detta Meta Sudante. Era questa canto ad una grande aiuola rial-
una fontana monumentale in zata, ornata da un gruppo di lec-
forma di tronco di cono da cui ci, che disegna con precisione
sgorgava l’acqua come trasudan- l’area del basamento della colos-
do. Di essa, fino al 1936, restava il sale statua di Nerone. La statua,
nucleo in laterizio che venne de- opera dello scultore greco Zeno-
molito per facilitare il passaggio doros, era alta più di trenta me-
delle parate militari del Venten- tri, e rimase nei secoli la più
nio nella zona dell’Arco di Co- grande statua di bronzo mai fusa,
stantino. La fontana, che era po- nella quale Nerone si fece ritrar-
sta all’incrocio di quattro delle re con le fattezze radiate del dio
quattordici regioni in cui era Sole. Nel periodo di Adriano,
suddivisa la Roma imperiale, per la costruzione del Tempio di
venne detta Meta perché costrui- Venere e Roma, la statua fu spo-
ta sul luogo di uno dei cippi del stata dall’altura della Velia al luo-
primitivo pomerio di Romolo. go indicato dall’aiuola attuale.

La base circolare della Meta Sudante di fronte all’Arco di Costantino

23
2° Itinerario

6. L’Anfiteatro Flavio, o Colosseo

O
riginariamente occupata, nell’80 d.C. con una serie di spetta-
come si è visto, dal lago arti- coli che durarono cento giorni e vi-
ficiale della Domus Aurea dero l’uccisione di oltre cinquemila
neroniana, l’area nella quale sorse il belve. Anche Domiziano, fratello e
Colosseo venne restituita all’uso successore di Tito, si occupò del
pubblico dagli imperatori della di- monumento, decorandolo usque
nastia dei Flavi. Vespasiano fu il pri- ad clypea, ossia fino al suo corona-
mo imperatore che si occupò, negli mento con motivi a scudi bronzei.
anni 72-79, della costruzione del- Venne inoltre allestito un velario
l’edificio, elevandolo per due terzi. mobile, manovrato da un’apposita
Il figlio di Vespasiano, squadra di marinai al fine di recare
Tito, lo ombra alle gradinate. Nel sottosuo-
inaugurò lo, rinun-

24
I sotterranei dell’Anfiteatro Flavio
La Roma monumentale
ciando alla possibilità di allagare
l’arena, venne realizzato un sistema
di passaggi con attrezzature per
l’avvicendarsi rapido degli animali e
degli scenari. L’anfiteatro, funesta-
to da terremoti e incendi, fu restau-
rato più volte nel tempo e nel 523
ospitò l’ultima caccia alle fiere. Nel
Medioevo fu trasformato in fortez-
za prima dai Frangipane, quindi da-
gli Annibaldi. Il decadimento del
monumento si accentuò dopo il
terremoto del 1349, quando ebbe
inizio il sistematico smantellamento
dei marmi e delle parti in bronzo e
in ferro. Per secoli Colosseo si tra-
Ricostruzione, errata, del settore riservato sformò in una vera e propria cava
ai senatori cittadina. Per salvarlo, nel 1744 pa-

Sotterranei dell’Anfiteatro Flavio: l’ingresso orientale, collegato con la caserma dei gladia- 25
tori, il Ludus Magnus
2° Itinerario

pa Benedetto XIV lo dichiarò luogo sito degli spettatori. La famiglia im-


sacro per il sangue versato dai mar- periale e le più alte cariche dello
tiri, e sistemò attorno all’arena 14 Stato si avvalevano di accessi riser-
edicole della Via Crucis eliminate vati ai cortei privi di scalini e cam-
nel 1874. I restauri del monumento minamenti. La struttura architetto-
cominciarono nel corso dell’Otto- nica dell’opera era costituita da tre
cento e soltanto dopo il 1870 le ordini sovrapposti, ognuno di ot-
condizioni del monumento miglio- tanta arcate, inquadrate da semi-
rarono notevolmente. colonne poste al centro di pilastri. Il
L’anfiteatro ha pianta ellittica, con primo ordine era caratterizzato dal-
l’asse maggiore di 188 metri e il mi- lo stile tuscanico, quello mediano
nore di 156, e venne realizzato in dallo ionico, e l’ultimo ordine dallo
travertino nelle parti esterne e nelle stile corinzio. Nell’attico sono pre-
strutture portanti. Notevole è la cu- senti finestroni che si alternavano
ra con la quale fu progettata la ca- anticamente a scudi bronzei. A due
vea, con gradinate tramate su muri terzi dell’attico sono ancora visibili
radiali, con una pendenza di circa grosse mensole sulle quali poggia-
37 gradi, che potevano contenere vano i pali utilizzati per sostenere il
ben 50.000 spettatori. Le gradina- velario. Nei sotterranei erano pre-
te, che ai livelli inferiore e mediano senti magazzini, montacarichi, pia-
erano di marmo, e corrispondeva- ni inclinati, botole, gabbie per le
no ai posti occupati dagli spettatori belve e vari servizi; inoltre esisteva
di maggior riguardo, erano sosti- un passaggio sotterraneo attraver-
tuite da strutture lignee nel settore so il quale i combattenti potevano
alto della cavea. Razionali sistemi di raggiungere l’anfiteatro dalla vici-
accesso e di numerazione degli in- na caserma gladiatoria del Ludus
gressi consentivano un rapido tran- Magnus.

7.
Passeggiando, si raggiunge facil-

L
asciando il
Colosseo alle mente, salendo per
nostre spalle, passeggiando... il Clivo di Venere Fe-
imbocchiamo il lato si- lice, la chiesa di S. Ma-
nistro di via dei Fori Impe- ria Nova, più conosciuta
riali. Tra il 1924 e il 1936, distrug- dai romani come chiesa di S. Fran-
gendo il fitto tessuto edilizio che si cesca Romana. Sorgeva qui, su
estendeva da piazza Venezia al Co- questo punto della Velia, una più
losseo, si aprì la via dell’Impero, antica e piccola chiesa che il papa
che alla fine della seconda guerra Paolo I aveva dedicato ai Ss. Pietro
mondiale prese il nome attuale. e Paolo, là dove, secondo la leg-
Nella via si svolge ogni anno la sfi- genda, sarebbe precipitato Simon
lata delle Forze Armate in occasio- Mago dopo un volo magico effet-
ne della Festa della Repubblica del tuato per sfidare pubblicamente S.
2 giugno. Pietro. All’interno della chiesa so-
26 Percorrendo la via sul lato sinistro, no infatti conservati i silices apostoli-
La Roma monumentale
ci, cioè un basolo sul quale sareb- mento per metà restaurato, resti
bero le impronte delle ginocchia dell’originale cosmatesco. L’altare
di Pietro, lasciate dall’apostolo della Confessione, di Gian Loren-
quando vi si inginocchiò per pre- zo Bernini, conserva le spoglie del-
gare Dio di punire Simon Mago. la santa portate da Tor de’ Spec-
La chiesa venne detta Nova perché chi. Nel catino absidale è un mo-
eretta, verso la fine del X secolo, in saico del XII secolo con la Madon-
sostituzione di S. Maria Antiqua, na in trono tra i Ss. Giacomo, Gio-
che le frequenti inondazioni del vanni, Pietro e Andrea. Tornati su
Tevere avevano reso impraticabile. via dei Fori Imperiali, incontria-
Nel 1425, in questa chiesa, s. Fran- mo, alla nostra sinistra, un tratto di
cesca Romana e le sue seguaci si fe- muro sul quale sono state poste
cero oblate. Dopo il 1870 una par- quattro lastre marmoree che docu-
te del convento passò al demanio e mentano l’estensione delle con-
oggi è usata come sede degli uffici quiste di Roma antica, a partire
della Soprintendenza archeologi- dalla città dei sette re fino al tempo
ca di Roma e dell’Antiquarium fo- di Traiano, quando, tra il 98 e il
rense. La facciata, in travertino, è 117, l’impero raggiunse la sua
opera del 1615 di Carlo Lombardi. massima espansione.
Alle estremità superiori della fac- Poco oltre si raggiunge la basilica
ciata sono cinque statue di santi, dei Ss. Cosma e Damiano, fatta co-
fra cui quella della titolare. Sorge struire nel VI secolo da papa Felice
accanto la torre campanaria roma- IV, all’interno del Tempio di Ro-
nica del XII secolo, a cinque ordini, molo. Cosma e Damiano erano
di cui gli ultimi tre ornati da bifo- due fratelli medici martirizzati al
re, che alla sommità reca un’edico- tempo di Diocleziano e molto ve-
la mariana ornata da una coppia di nerati a Bisanzio. Tra i restauri a
colonnine. L’interno della chiesa, cui fu sottoposta la basilica il più
a navata unica, conserva, nel pavi- importante è quello avvenuto sot-

Via dei Fori Imperiali

27
2° Itinerario

Ss. Cosma e Damiano, facciata e parete nei quali erano collocati i


su cui era collocata la Forma Urbis perni di bronzo che sostene-
vano le lastre marmoree del-
la Forma Urbis, la pianta di
Roma incisa all’epoca di Set-
timio Severo. All’interno
della chiesa è da ammirare
lo splendido mosaico absi-
dale del VI secolo con Cristo
tra i Ss. Pietro, Paolo, Cosma
e Damiano accompagnati da
S. Teodoro e papa Felice IV.
Sull’arco trionfale l’Agnello
mistico fra sette candelabri,
angeli, simboli degli evange-
listi e i 24 seniori dell’Apoca-
lisse. Dal 1939 si conserva
nella basilica un presepe na-
to Urbano VIII nel 1632 durante il poletano del Settecento.
quale il pavimento fu sopraelevato Usciti della basilica e giunti di nuo-
di sette metri, trasformando il vo al largo della Salara Vecchia, por-
Tempio di Romolo in una sorta di tiamoci sul lato destro di via dei Fo-
cripta. Di particolare interesse è il ri Imperiali e attraversiamo al se-
muro a sinistra dell’ingresso alla maforo d’incrocio con via Cavour.
chiesa, nel quale sono ben ricono- Alla nostra sinistra si estende l’area
scibili i fori disposti in file regolari delle vestigia dei Fori Imperiali.

Ss. Cosma e Damiano, mosaico absidale: Il Redentore tra i Ss. Pietro e Paolo e
28 Cosma, Damiano e Teodoro e il papa Felice IV; in basso i dodici agnelli
La Roma monumentale
…continua la
passeggiata...

I Fori Imperiali
A
lla fine del periodo repubblica- to “Foro Transitorio”, completato dal
no, l’antico Foro Romano ri- successore Nerva e che da quest’ultimo
sultò insufficiente ad ospitare prese poi il nome. Quando Traiano
tutte le funzioni – politiche, religiose, giunse al potere, non trovò più un’area
amministrative e di rappresentanza – abbastanza ampia per accogliere un Fo-
che fino ad allora ne avevano fatto il ro degno delle sue conquiste, ragion
motore della città. Roma, ormai al cen- per cui decise di sbancare la sella che
tro di un vero e proprio impero, aveva la univa il Campidoglio con il Quirinale,
necessità di progettare un ampliamento fino a creare lo spazio necessario per
dello spazio forense. La zona più adatta realizzare quello che è di gran lunga il
allo scopo venne identificata nell’am- più grande e il più spettacolare dei Fori
pia area pianeggiante situata a nordove- Imperiali. Con questa operazione, pe-
st della vecchia piazza. Qui esisteva da raltro, Traiano congiunse l’antica città,
secoli un intricato dedalo di viuzze, bot- cresciuta all’interno della cerchia dei
teghe e mercati; Giulio Cesare fu il pri- colli, con quella più recente sorta nella
mo ad intervenire su questo terreno, pianura esterna del Campo Marzio.
realizzando quello che poi diventò il Nel giro di circa un secolo e mezzo si at-
“prototipo” dei Fori Imperiali: il Foro di tuò dunque a Roma la più grande ri-
Cesare. Augusto seguì l’esempio di Ce- strutturazione urbanistica e monumen-
sare, aggiungendo, perpendicolarmen- tale dell’evo antico, che allontanò defi-
te a quello del predecessore, un altro nitivamente le principali funzioni com-
Foro, che penetrò profondamente nel merciali ed economiche dall’antico Fo-
cuore della Suburra. Toccò quindi a Ve- ro. Con la realizzazione di una serie di
spasiano realizzare più a sud, per cele- grandi piazze circondate da portici, ar-
brare la conquista della Giudea, il gran- ricchite da templi e basiliche e dotate di
de complesso del Tempio della Pace, altri edifici, la città si diede un nuovo
che in pratica assunse le funzioni di una centro politico-amministrativo, giudi-
piazza pubblica. ziario e monumentale. Da esso il Foro
Fra questo e il Romano rimase inevitabilmente isola-
precedente Fo- to, ridotto a una funzione celebrativa
ro di Augusto di memoria storica delle origi-
era rimasto un ni e delle prime vicen-
angusto spazio, de della città.
che Domiziano
si curò di riem- a
pire con il cosiddet- c
b d
I Fori Imperiali: a) il Foro di
Traiano; b) il Foro di Cesare; c) il e
Foro di Augusto; d) il Foro di Nerva; e)
il Foro della Pace 29
2° Itinerario

8. Il Tempio, o Foro, della Pace

I
l primo dei Fori Imperiali che si in- Questa piazza monumentale, una
contra provenendo dal Colosseo è delle più belle della Roma antica, era
in realtà il meno visibile, in quanto i dominata dalla presenza del tempio
suoi resti sono quasi totalmente se- dedicato alla Pace, che trasmise la
polti sotto il manto stradale. Solo stessa denominazione all’intero com-
una piccola parte di esso, oggetto di plesso architettonico, chiamato quin-
scavi tuttora in corso, è visibile nell’a- di Templum Pacis e, più tardi, Foro
rea compresa tra la chiesa dei Ss. Co- della Pace. Il tempio venne edificato
sma e Damiano e largo della Salara per celebrare la conquista di Gerusa-
Vecchia. lemme nel 70 d.C. e, secondo la tra-
Sotto l’imperatore Vespasiano, padre dizione, nella sua cella, oltre a nume-
di Tito e Domiziano e fondatore della rose opere d’arte greca, erano con-
dinastia dei Flavi, iniziò la costruzione servati gli oggetti sacri alla religione
di un’enorme area occupata da giar- ebraica, tra i quali la famosa
dini e delimitata da un quadriportico. menorah, il candelabro a sette bracci.

9. Il Foro di Nerva, o Transitorio

L’
ultimo dei Flavi, Domiziano, fe- Domiziano era fervente devoto, del
ce erigere nello spazio ancora quale resta il podio riportato alla luce
libero tra il Templum Pacis, il durante gli scavi degli anni Trenta del
Foro di Augusto, il Foro di Cesare e il Novecento. Le colonne e i marmi resi-
lato nord-orientale del Foro Roma- dui del tempio furono utilizzati da pa-
no, un proprio foro monumentale. pa Paolo V, nel 1606, per la costruzio-
Si trattava di una grande piazza lunga ne della Fontana dell’Acqua Paola sul
e stretta ornata da colonne formanti Gianicolo. All’interno di questo foro
uno pseudo-portico e sostenenti rilie- furono sistemate grandi statue di im-
vi forse collegati al mito di Aracne, di peratori, ma Domiziano non poté ulti-
cui ci resta una sezione con una figura mare la sua opera perché fu ucciso nel
di Minerva e scene di lavori femmini- 96 d.C. in una congiura di palazzo. Fu
li. In corrispondenza dei rilievi, restano il suo successore, l’anziano imperato-
due colonne che nei secoli passati re Nerva, a inaugurare nel 97 la piaz-
vennero dette “le Colonnacce”. Sul- za, che per la sua funzione di passag-
30 lo sfondo si trovava il tempio dedicato gio e di collegamento con i fori prece-
alla dea Minerva, divinità della quale denti fu detta Foro Transitorio.
La Roma monumentale
La raffigurazione di Minerva nel Foro di Nerva

31
Le cosiddette “Colonnacce” del Foro di Nerva
2° Itinerario

10. Il Foro di Augusto

P
roseguendo su via dei Fori Impe- te al podio del Tempio di Marte Ul-
riali si può ora ammirare il foro tore, che terminavano sotto due ar-
inaugurato nel 2 a.C. da Augu- chi onorari. Al centro, sul lato di fon-
sto per consacrare il proprio ruolo do è ancora oggi il podio del tempio,
politico e quello della dinastia Giulia. con una scalinata sulla fronte che
Il foro è separato dall’abitato circo- conduceva all’altare. Ogni lato del
stante, come lo era in antico dal tempio presentava otto colonne sca-
quartiere della Suburra, da un pos- nalate con capitelli corinzi: ne resta-
sente muro in blocchi di peperino no tre del fianco sinistro, più il pila-
con elementi in travertino, che aveva stro di fondo, mentre alcune colonne
la funzione di proteggere la piazza sono state rialzate sulla fronte del
dagli incendi frequenti nelle zone tempio. L’ambiente terminava con
popolari. Gli accessi attraverso il mu- un’abside nella quale erano le statue
ro erano due: uno a tre fornici e l’al- di Marte, Venere e Cesare. Marte Ul-
tro ad uno solo. Quest’ultimo nei se- tore, cioè “il vendicatore”, celebrava
coli successivi fu detto Arco dei Pan- la vendetta che Augusto aveva fatto
tani, o Pantano di S. Basilio, poiché lì della morte di Cesare sconfiggendo-
le acque facilmente ristagnavano. ne gli assassini nel 42 a.C. nella bat-
Con la sistemazione moderna è stata taglia di Filippi; la dea Venere, geni-
eliminata la via che passava sotto trice di Enea, sottolineava invece il le-
l’arco, ancora visibile in alcune foto- game della famiglia Giulia con l’eroe
grafie del primo Novecento. troiano dal quale si vantava di di-
Dai due ingressi parti- scendere. Alle spalle delle statue, sul
vano due scale, fondo dell’abside, era una nicchia
affianca- nella quale Augusto fece sistemare le
insegne militari che i Parti avevano
tolto a Crasso nel 53 a.C. nella batta-
glia di Carre e che

32
Il Foro di Augusto
La Roma monumentale
Augusto, con un’abile azione diplo- complesso doveva trovarsi anche
matica, aveva riottenuto. una statua colossale dell’imperatore,
La piazza, edificata su un’area di cir- alta circa 14 metri; in fondo al porti-
ca 125 metri per 118, presentava un co di sinistra, in un’ampia sala qua-
portico a colonne di cipollino sui tre drata, è infatti visibile il frammento
lati, completato nella parte superiore del piede di una grande statua mar-
da un attico a cariatidi. In fondo ai la- morea. La testa dell’imperatore è
ti lunghi del portico si aprivano due probabilmente quella oggi conserva-
grandi esedre con una serie di nic- ta lungo la parete orientale del corti-
chie dove erano sistemate statue di le della Pigna in Vaticano. All’interno
bronzo dorato dedicate ai protago- della sala che conteneva il colosso
nisti del leggendario ciclo troiano e a sappiamo che furono sistemate ta-
quelli della storia di Roma monarchi- vole dipinte dal famoso pittore greco
ca e repubblicana. Al centro del foro Apelle, raffiguranti le imprese del
era posta la statua di Augusto sulla condottiero macedone Alessandro
quadriga trionfale. All’interno del Magno.

11. Il Foro di Traiano

T
Traiano affidò l’incarico di rea- te furono riutilizzate per l’Arco di
lizzare la sua piazza monu- Costantino. Sui lati lunghi della
mentale e gli annessi Mercati piazza si aprivano due esedre, di cui
Traianei al più grande architetto del- è visibile quella verso i Mercati Traia-
l’epoca, Apollodoro di Damasco. Il nei. In queste esedre erano colloca-
più grande fra tutti i Fori Imperiali fu te le effigi degli imperatori a partire
realizzato fra il 107 e il 113 utiliz- da Augusto. Sul fondo della piazza
zando la zona fra la Velia, la Subur- si ergeva la Basilica Ulpia, così
ra, la valle del Foro Romano e il Qui- chiamata dal nome dell’imperatore
rinale, di cui si tagliò la cosiddetta Marco Ulpio Traiano, la più grande
sella, che lo univa al Campidoglio. tra le basiliche dell’antichità. Sulla
Al foro, lungo 300 metri e largo sommità dell’edificio era un’altra
185, si accedeva attraverso un arco quadriga monumentale con Traiano
onorario sormontato dalla statua e sulla facciata erano apposte le in-
dell’imperatore sulla quadriga. An- segne delle legioni imperiali. Sull’at-
che il centro della piazza era domi- tico un grande fregio ad altorilievo
nato da una gigantesca statua narrava la partenza di Traiano per la
equestre di Traiano, mentre i lati guerra e i momenti salienti delle
porticati del foro erano adorni di battaglie; una parte di questo fre- 33
statue di Daci prigionieri, che in par- gio, suddiviso in quattro pannelli,
2° Itinerario

venne utilizzato per decorare l’Arco armi e oggetti in miniatura. All’in-


di Costantino. In una delle absidi terno del basamento era antica-
della basilica si era trasferito l’A- mente custodita l’urna aurea conte-
trium Libertatis, la sala nella quale nente le ceneri dell’imperatore; alla
erano ufficialmente liberati gli sommità era invece la statua di
schiavi. La Colonna Traiana, alta Traiano, scomparsa nel Medioevo e
39,83 metri, la stessa altezza della sostituita nel Cinquecento con la
sella sbancata per la costruzione del statua di S. Pietro. Secondo le teorie
foro, è costituita da grandi rocchi di accreditate in passato, la colonna si
marmo lunense e da una base qua- innalzava tra le biblioteche latina e
drata ornata da rilievi con le armi di greca. Tuttavia la tradizionale rico-
daci vinti e aquile che reggono fe- struzione di questo foro, e l’esatta
stoni. Sulla colonna si svolge, come posizione di alcuni suoi importanti
una sorta di lungo papiro, il bassori- elementi, è stata attualmente mes-
lievo che narra le due campagne di sa in discussione dagli studi più ag-
Dacia combattute da Traiano nel giornati. Anche il complesso dei
101-102 e nel 105-106. I rilievi Mercati Traianei fu progettato
erano dipinti a colori, come si da Apollodoro di Dama-
usava nella scultura antica, e i sco, che li adattò al ta-
circa 2500 personaggi erano do- glio della sella che
tati di univa il Campidoglio
al Quirinale. L’in-
gresso antico si tro-
vava presso una del-
le esedre del Foro di

34
La Colonna Traiana e, in primo piano, le colonne della Basilica Ulpia
La Roma monumentale
Colonna Traiana, particolare dei legiona- Basamento della Colonna Traiana
ri che attraversano un ponte di barche sul
fiume Danubio, di cui si nota in basso la da timpani alternativamente interi e
personificazione spezzati. All’interno dell’esedra era-
no delle botteghe, le tabernae, e
Traiano. Qui si sviluppava la fronte
delle scale che portavano ai piani
principale della complessa struttura
superiori. La parte alta era costituita
architettonica, costituita da una
da una terrazza sulla quale correva
grande esedra concentrica a quella
una strada affiancata da tabernae,
del foro e ad essa collegata median-
ancora oggi esistente, ribattezzata
te una strada. Nella facciata si apri-
nel Medioevo via Biberatica, da bi-
vano ordini di finestre inquadrate
ber, bevanda, o forse per corruzio-
da pilastrini con capi-
ne del termine piperatica riferito al
telli e sormontate
mercato del pepe.

35
La grande esedra dei Mercati Traianei
2° Itinerario
12.
Passeggiando,
P
roseguiamo la sbiterio, e la volta de-
nostra passeg- corata a stucchi dora-
giata entrando passeggiando... ti. Alle pareti sono sei
nello slargo a destra di statue di marmo, tra
piazza Venezia. Piazza Ma- cui la S. Susanna, capola-
donna di Loreto prende il nome voro di François Duquesnoy, e la
dalla chiesa di S. Maria di Loreto, la S. Cecilia, di Giuliano Finelli, ambe-
prima delle due chiese situate alla no- due risalenti al 1630. Sull’altare mag-
stra destra. Iniziata intorno al 1507 giore, realizzato da Onorio Longhi,
dall’architetto toscano Antonio da una tavola dipinta della scuola di An-
Sangallo il Giovane, essa venne com- toniazzo Romano raffigura La Ma-
pletata da un’allievo di Michelange- donna tra i Ss. Sebastiano e Rocco.
lo, Jacopo del Duca. La chiesa è impo- A fianco di S. Maria di Loreto, si trova
stata su un massiccio basamento qua- un’altra chiesa dalla struttura a prima
drato in mattoni, spartito da lesene vista simile. Si tratta della chiesa del
composite accoppiate. Su questo SS. Nome di Maria, edificata nel 1736
massiccio cubo si innesta un alto tam- dall’omonima confraternita formata-
buro ottagonale con finestre, che so- si a seguito della vittoria cristiana con-
stiene la cupola, ripartita in otto spic- tro i turchi durante l’assedio di Vien-
chi. Si entra attraverso un alto portale na del 1683. I lavori furono diretti
sormontato da un timpano triangola- dall’architetto francese Antoine Déri-
re, che racchiude un pregevole basso- zet, che si ispirò alla struttura della vi-
rilievo con la Madonna col Bambino e cina chiesa cinquecentesca. L’inter-
la Santa Casa, risalente al 1580 e attri- no, dall’aspetto piuttosto semplice, è
buito allo stesso del Duca o ad Andrea a pianta ellittica con sette cappelle ri-
Sansovino. L’interno è a pianta otta- vestite di marmi policromi: sull’altare
gonale, con cappelle, profondo pre- maggiore è l’antica immagine della
Vergine Maria, proveniente dall’ora-
torio di S. Lorenzo in Laterano.
Attraversando via dei Fori Imperiali
all’altezza del semaforo, si raggiungo-
no i resti del Foro di Cesare, riportato
alla luce con gli interventi del secolo
scorso che demolirono il quartiere ri-
nascimentale cresciuto sull’area. La
parte scavata è costituita dal portico
occidentale e dai resti del podio e del
tempio. La piazza venne edificata dal
dittatore su un’area precedentemen-
te occupata da abitazioni e acquistata
nel 54 a.C., con un’ingente spesa. No-
nostante l’inaugurazione nel 46 a.C.,
la piazza fu completata da Augusto
dopo la morte di Cesare. Il Foro, che
costituì il prototipo delle piazze im-
periali, era costituito da un’area ret-
S. Maria di Loreto. Antonio da Sangallo tangolare di 160 per 75 metri, in mez-
il Giovane e Jacopo del Duca, tamburo e zo alla quale sorgeva la statua eque-
36 cupola stre del condottiero. Il lato corto
La Roma monumentale
S. Maria di Loreto, La Madonna
tra i Ss. Sebastiano e Rocco (part.)

SS. Nome di Maria, interno

nord-occidentale era occupato dal in bronzo dorato raffigurante Cleo-


Tempio di Venere Genitrice, votato patra. A fianco del Foro di Cesare cor-
da Cesare nel 48 a.C., alla vigilia di reva il Clivus Argentarius, la via degli
Farsalo, la battaglia decisiva contro argentarii, i cambiavalute, da dove
Pompeo. Venere, in quanto progeni- un’antica scala scendeva al livello del-
trice di Enea, poteva essere conside- la piazza.
rata all’origine della famiglia Iulia. Il Oggi il clivo conduce a uno spiazzo su
tempio aveva un pronao con otto co- cui affaccia la chiesa di S. Giuseppe
lonne corinzie sulla fronte. All’inter- dei Falegnami, che prende il nome
no erano conservati una statua di Ve- dalla omonima confraternita che nel
nere di Arcesilao, due celebri quadri 1540 aveva preso in affitto la preesi-
di Timomaco di Bisanzio e una statua stente chiesa di S. Pietro in Carcere.
Il Foro di Cesare

37
2° Itinerario

La nuova chiesa dei Falegnami, rea-


Carcere Mamertino, interno
lizzata tra il 1597 il 1663, venne rifatta
internamente dopo il 1860, e nel
1941, con l’abbassamento della piaz-
za, assunse all’esterno l’aspetto attua-
le. All’interno, a metà della parete de-
stra, si accede all’Oratorio dei Fale-
gnami, con soffitto secentesco in oro
zecchino.
La chiesa sorge sopra l’antico carcere
del Tullianum, un’antica cisterna uti- rata da Alessandro IV nel 1256, fu con-
lizzata dai romani come luogo di de- cessa nel 1588 da Sisto V all’Accade-
tenzione e di esecuzioni capitali, che mia del disegno, intitolata a S. Luca
dal Medioevo fu detto anche Carcere dal 1577. Fu allora che si avviò la rico-
Mamertino. Qui furono uccisi Giu- struzione della chiesa, affidando i la-
gurta, Vercingetorige, i sostenitori vori all’architetto bolognese Ottavia-
dei Gracchi, quelli di Catilina e Seia- no Mascarino. L’aspetto definitivo
no con i suoi figli. La tradizione cri- della chiesa si deve però a Urbano VIII
stiana vuole che qui siano stati impri- e al nipote cardinal Francesco Barbe-
gionati, prima del martirio, gli apo- rini, che affidarono nel 1643 i lavori
stoli Pietro e Paolo. La facciata in di ricostruzione a Pietro da Cortona,
blocchi di travertino, risalente a metà il quale, a sue spese, restaurò la cripta
del I secolo, conserva l’iscrizione dei e realizzò la splendida facciata e la cu-
consoli Vibio Rufino e Cocceio Ner- pola. L’interno è a croce greca e pre-
va. A sinistra dello spiazzo si erge la senta alle estremità absidi semiellitti-
maestosa chiesa dei Ss. Luca e Marti- che. Sul pavimento della navata è la
na. La chiesa era dedicata in origine tomba di Pietro da Cortona. Sull’alta-
solo a S. Martina, ed è probabile che re maggiore è una copia del quadro
sia stata fondata nel VII secolo sotto di Raffaello S. Luca che dipinge la
papa Onorio I utiliz- Vergine eseguita da Antiveduto
zando ambienti del vici- Grammatica. La chiesa fu completata
no Foro di Cesare. La nel 1669, anno della
chiesa, re- morte dell’arti-
stau- sta cortonese.

38 Ss. Luca e Martina, la facciata vista dal Foro Romano


Come arrivare a…

Piazza Venezia:
H - 30 - 40 - 44 - 46 - 60 - 62 - 63 - 64 -
70 - 81 - 84 - 85 - 87 - 95 - 117 - 119 -
130 - 160 - 170 - 175 - 271 - 492 - 571 -
628 - 630 - 715 - 716 - 780 - 781 -810 -
850 - 916

Piazza del Colosseo:


3 - 60 - 75 - 81 - 85 - 87 - 117 - 175 - 271
- 571 - 673 - 810 - 850 - Metro B

Linee Turistiche:
110

Legenda:
I numeri in neretto indicano i capolinea (es. 70)
quelli sottolineati indicano i tram (es. 3)
quelli in verde le linee solo feriali (es. 30)
quelli in rosso le linee solo festive (es. 130)
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Turismo
Via Leopardi 24
00185 Roma

Punti Informazione Turistica


Tutti i giorni ore 9.30-19.30
• Castel Sant’Angelo - Piazza Pia
• Santa Maria Maggiore - Via dell’Olmata
• Piazza Sonnino
• Via Nazionale - altezza Palazzo delle Esposizioni
• Piazza Cinque Lune
• Via Minghetti
• Visitor Centre - Via dei Fori Imperiali | Tutti i giorni ore 9.30-18.30

• Fiumicino Aeroporto Leonardo Da Vinci


Arrivi Internazionali - Terminal C | Tutti i giorni ore 9.00-19.00
• Stazione Termini - Via Giolitti, 34
Interno Edificio F / Binario 34 | Tutti i giorni ore 8.00-21.00
• Aeroporto “G.B. Pastine” di Roma (Ciampino)
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