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Congressi Nazionali

di Archeologia Medievale

7.1
ISSN 0000-0000
ISBN 978-88-7814-629-7
e-ISBN 978-88-7814-635-8
© 2015 All’Insegna del Giglio s.a.s.
Edizioni All’Insegna del Giglio s.a.s.
via del Termine, 36; Sesto Fiorentino (FI)
tel. +39 055 8450 216; fax +39 055 8453 188
e-mail redazione@insegnadelgiglio.it; ordini@insegnadelgiglio.it
sito web www.insegnadelgiglio.it
Stampato a Firenze nel luglio 2015
Società degli Archeologi Medievisti Italiani

VII
CONGRESSO NAZIONALE
DI ARCHEOLOGIA MEDIEVALE
Volume 1
Sezione I. Teoria e Metodi dell’Archeologia Medievale
Sezione II. Insediamenti Urbani e Architettura
Sezione III. Territorio e Ambiente

a cura di
Paul Arthur, Marco Leo Imperiale

Palazzo Turrisi
Lecce, 9 - 12 settembre 2015

All’Insegna del Giglio


CONGRESSO

Enti promotori

Società degli Archeologi Medievisti Italiani

in collaborazione con

Università del Salento

Dipartimento di Beni Culturali

Scuola di Specializzazione
in Archeologia “Dinu Adamesteanu”

Città di Lecce Regione Puglia

Il Congresso e gli Atti sono stati realizzati nell’ambito del progetto “Storia e Archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra
Tardoantico e Medioevo. Sistemi integrati di fonti, metodi e tecnologie per uno sviluppo sostenibile” finanziato dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Universita e della Ricerca, entro i “Programmi di ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale” (PRIN
2010-2011)

Main sponsors

Monte dei Paschi di Siena Grand Hotel Tiziano e dei Congressi

Capriello Vincenzo Restauri Rotary Club Lecce

Corte di Nettuno
Quarta Caffè
Maritime Museum Hotel Otranto

Si ringraziano inoltre per il sostegno:


Inklink – Cultural Heritage Communication, Firenze; Altraweb – Agenzia di comunicazione e web
marketing, Mesagne; Infotab Tours – Travel Agency, Lecce
Organizzazione del Congresso
Paul Arthur, Mario Lombardo
con Brunella Bruno, Elisabetta Caricato, Rino D’Andria, Marco Leo Imperiale
e la collaborazione di Stefania Alfarano, Patricia Caprino, Antonio Casarano, Simona Catacchio, Deborah
Lagatta, Giuseppe Muci, Basel Sai, Andrea Starace.

PRE-TIRAGE

Cura Redazionale
Paul Arthur e Marco Leo Imperiale
con Brunella Bruno, Rino D’Andria, Giuseppe Muci, Marisa Tinelli
Concept di copertina Marisa Tinelli
Programma
VII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (SAMI)
Lecce, Palazzo Turrisi
9 - 12 settembre 2015

Sezione I – Teoria e Metodi dell’Archeologia Medievale Pausa Pranzo


Sezione II – Insediamenti Urbani e Architettura Riunione del Consiglio Direttivo SAMI
Sezione III – Territorio e Ambiente
Sezione IV – Luoghi di Culto e Archeologia Funeraria 15,00 Sezione IV – LUOGHI DI CULTO E ARCHEOLOGIA
Sezione V – Economia e Società FUNERARIA (Coordinatore Federico Marazzi)
Sezione VI – L’Italia Bizantina Assemblea dei Soci SAMI
Lectiones magistrales di Gian Pietro Brogiolo, Sauro Gelichi
Premiazioni
Cena sociale
Programma

mercoledì 9 settembre venerdì 11 settembre

15,30 Saluti delle Autorità 9,00 Sezione V – ECONOMIA E SOCIETÀ


Saluto e Relazione Introduttiva (Paul Arthur) (Coordinatore Marco Milanese)
Prolusione (Giuliano Volpe, Presidente SAMI) 11,00 Partenza per escursioni su prenotazione e numero minimo di
iscritti
16,30 Sezione I – TEORIA E METODI DELL’ARCHEOLOGIA ITINERARIO: Muro Leccese ed Otranto
MEDIEVALE (Coordinatore Marco Valenti) 18,00 Visita al Castello Carlo V.

giovedì 10 settembre sabato 12 settembre

9,00 Sezione II – INSEDIAMENTI URBANI E ARCHITETTURA 9,15 Sezione VI – L’ITALIA BIZANTINA


(Coordinatore Andrea Augenti) (Coordinatore Enrico Zanini)
11,00 Sezione III – TERRITORIO E AMBIENTE 11.15 Relazione finale (Vera von Falkenhausen)
(Coordinatore Girolamo Fiorentino) 12.00 Saluti e conclusione lavori
Indice
IX Lecce 2015 e il VII Congresso della Società degli Archeologi Me- 117 La forma urbanistica della ‘terra’ fortificata di Muro Leccese (LE),
dievisti Italiani, Paul Arthur Stefania Alfarano
122 Il palatium altomedievale di Valva (Corfinio, AQ): forme e
funzioni, Sonia Antonelli, Maria Carla Somma
Sezione I
126 L’atlante delle cittá italiane dall’Antichitá al Medioevo: genesi e
Teoria e Metodi dell’Archeologia Medievale linee-guida del progetto, Andrea Augenti, Mila Bondi
3 Archeosismologia, architettura e terremoti, Andrea Arrighetti 129 Da Antivari a Ragusa. Litotecnica dell’edilizia medievale in
7 L’archeologia dei monasteri femminili in Italia (VII-XIV secolo): Dalmazia, Riccardo Belcari
uno stato della questione e un caso di studio alla luce di una 135 Aspetti litotecnici e gliptografici della chiesa di S. Giovanni
lettura “di genere”, Monica Baldassarri Battista a Traù (Trogir, Croazia), Riccardo Belcari
13 Documentare in 3D in archeologia: una proposta di valorizzazione 140 L’atlante delle cittá italiane dall’Antichitá al Medioevo. Primi
per l’area del cantiere medievale del Castrum Brinae (SP), Mo- risultati del progetto: Italia settentrionale e centrale, Mila Bon-
nica Baldassarri, Francesca Lemmi di, Maria Benassi
18 Processualismo critico: un approccio allo studio delle relazioni 145 Lo scavo archeologico al Palazzo Pignatelli di Menfi (AG): dal
spaziali ed economiche (paesaggi, insediamenti, merci), Stefano solacium federiciano alla residenza del Duca, Valentina Ca-
Bertoldi, Gabriele Castiglia, Angelo Castrorao Barba minneci, Maria Serena Rizzo
23 O(pen) F(abrics): un portale di impasti on-line, Federico 150 Produzione e uso del mattone a Siena tra XIII e XIX secolo,
Cantini, Beatrice Fatighenti, Marzia Gabriele Marie-Ange Causarano
27 L’alimentazione dallo studio archeozoologico: una scheda per 155 Monte San Martino/Lomaso (Trentino occidentale). Scavi 2004-
inserire i dati e un programma che calcola i risultati – spunti di 2014, Enrico Cavada
ricerca, Erika Ciammetti
161 Archeologia dell’edilizia a Padova e nel suo territorio: metodologie
33 Verso un’archeologia della sostenibilità, Carlo Citter
innovative di registro, analisi e comunicazione del dato storico,
38 Contesti insediativi rupestri tra archeologia, restauro e con- Alexandra Chavarría, Federico Giacomello, Francesca
servazione: alcuni casi studio in Puglia, Giuseppe Donvito, Giannetti
Roberto Rotondo, Pietro Baraldi 165 Effetti del dissesto idrogeologico antico nella trasformazione
43 OpenArcheo2. Da base di dati a base della conoscenza, Vittorio tardoantica e altomedievale di Aquae Statiellae (Acqui Terme),
Fronza Alberto Crosetto
48 Pensare in grande: la sfida dei Big Data, Gabriele Gattiglia 169 Cosenza medievale. L’area della Motta tra evidenze archeologiche
52 A scuola dallo stregone o dall’archeologo? Alcune riflessioni sulla e fonti documentarie, Francesco A. Cuteri
fine della storia, il neo-attualismo ed il mal celato nuovo storici- 174 La datazione dei portali genovesi tra cultura materiale e storia
smo, Vasco La Salvia dell’arte, Anna Decri, Isidoro Parodi, Stefano Roascio,
57 Applicazione diagnostica archeologica a Corfinio (AQ), Vasco Giulia Rosatto
La Salvia, Marco Moderato, Loredana Pompilio 179 From Salapia to Salpi: the Middle Ages of the City of Salt,
61 Per piacere a tutti: mediazioni dell’archeologo nel vivere contem- Giovanni De Venuto, Roberto Goffredo, Darian Marie
poraneo, Umberto Moscatelli Totten, Giuliano Volpe
65 Analisi quantitative per l’interpretazione delle dinamiche so- 185 Dal municipium di Forum Sempronii alla civitas vescovile sul
cioeconomiche in atto tra Medioevo ed Età Moderna nel basso colle di Sant’Aldebrando. Lo scavo: primi dati, Anna Lia Ermeti,
Salento, Giuseppe Muci Daniele Sacco, Siegfried Vona
71 Archeologia Pubblica in Toscana e museologia per l’Archeologia 191 Montecorvino: parabola insediativa di una cittadina dei Monti
Medievale. L’allestimento del castello di Arcidosso (Monte Amia- Dauni fra XI e XVI secolo, Pasquale Favia, Roberta Giulia-
ta, GR), Michele Nucciotti, Marianna De Falco, Laura ni, Cinzia Corvino, Marco Maruotti, Paola Menanno,
Lazzerini, Katarzyna Radziwiłko Vincenzo Valenzano
76 The Norman link: dati storici ed archeologici a confronto per lo 197 Il Castello di Modica (RG): primi dati sulle strutture architet­
studio dei Normanni in Italia, Sabrina Pietrobono, Michele toniche. Campagne di scavo 2008-2011, Salvina Fiorilla,
Fasolo Anna Maria Sammito, Giuseppe Terranova
82 Archeologia Pubblica in tempo reale, Luciano Pugliese 202 Archeologia del paesaggio urbano a Firenze: i tetti medievali, da
85 Archeologia e Piani Paesaggistici: progressi e problematiche lapidei a laterizi, Marco Frati
irrisolte attraverso l’analisi dell’esperienza toscana, Federico 208 La tecnica a grandi blocchi di reimpiego nella valle del Volturno
Salzotti (IX-XII secolo), Alessia Frisetti
90 Archeologia e Piani Paesaggistici: riflessioni e suggerimenti 214 Fasi edilizie del villaggio altomedievale di Noli (SV) – Area 17
per il superamento di cronici problemi e per un più proficuo – sulla base della sequenza di scavo, Alessandra Frondoni,
monitoraggio della risorsa archeologica, Federico Salzotti Valentina Parodi, Paolo de Vingo
94 Il caso cistercense: approcci teoretici allo studio del paesaggio 220 Cosenza nel Medioevo. Nuovi dati alla luce dei recenti scavi e
monastico nel basso Medioevo, Alba Serino progetti di recupero urbano, Luciano Garella, Alessandro
98 Archeologia delle terre di uso collettivo: approcci di studio per D’Alessio, Rossana Baccari, Cristiana La Serra
la ricostruzione degli usi multipli e dei conflitti nella montagna 226 Ricerche archeologiche sulle architetture di Capitanata: dalla fase
europea, Anna Maria Stagno analitica alla ricostruzione degli edifici, dei cantieri e dei contesti
103 Progetto Archeodromo di Poggibonsi (SI). Materialità della storia produttivi e sociali, Roberta Giuliani, Angelo Cardone,
e storytelling, Marco Valenti Nunzia Maria Mangialardi
232 Il cantiere medievale del complesso valvense (Corfinio, AQ): la
fabbrica di Trasmondo, Vasco La Salvia, Maria Carla Somma
Sezione II
237 Alcune riflessioni sulle trasformazioni di Privernum tra tarda
Insediamenti Urbani e Architettura Antichità e alto Medioevo, Antonio Leopardi
111 Un’altra “torre pendente” a Pisa. Il campanile di San Nicola, 242 Indagini archeologiche presso il Palazzo Ducale di Andria (BT),
Antonio Alberti, Marco Lezzerini, Luca Parodi Ruggero G. Lombardi, Daniela Tansella
247 Trani dal Tardoantico al Medioevo: indagini archeologiche presso 379 I Cistercensi in Calabria: lo sfruttamento delle risorse minerarie
Palazzo Mondelli-Morola, Ruggero G. Lombardi, Daniela e l’attività metallurgica, Francesco A. Cuteri
Tansella, Michela Rizzi 384 Da Canossa a Luni. Archeologia della mobilità tra Appennino
252 “Pietra di Finale”: lavorazione, destinazioni funzionali, area di tosco-emiliano ed Alpi Apuane, Massimo Dadà, Sascha Biggi
distribuzione e ambiti cronologici di un litotipo della Liguria di 389 Le analisi fisico-chimiche territoriali ed “intra-sito” nelle Colline
Ponente, Giovanni Murialdo Metallifere: aspetti descrittivi, “predittivi” e prima interpretazione
258 Il castrum di Monterano (Canale Monterano, Roma). Archeologia storica dei dati, Luisa Dallai, Giovanna Bianchi, Alessan-
e storia di un insediamento medievale dell’Alto Lazio, Giuseppe dro Donati, Marcello Trotta, Vanessa Volpi
Romagnoli 395 Risorse del sottosuolo e cicli produttivi: allume, rame e argento. Il
263 Archeologia medievale a Cerreto Sannita: dati dagli scavi 2012- sito delle allumiere di Monteleo e l’organizzazione della produ-
13, Marcello Rotili, Maria Raffaella Cataldo zione fra tardo Medioevo e prima Età Moderna, Luisa Dallai,
271 Dal castrum tardoantico di Mons Fereter alla fortezza di San Vanessa Volpi
Leo: diacronia dei processi di trasformazione attraverso un esteso 401 Bioarcheologia in un sito di potere altomedievale (VII-X secolo):
progetto di archeologia degli elevati, Daniele Sacco, Alessan- il caso di Miranduolo, Lisa Dall’Olio, Manuele Putti
dro Tosarelli
406 L’archeologia del paesaggio in alta Val Tanaro e il sito di Santa
277 Edilizia abitativa a Capaccio Vecchia (SA): nuovi dati da vecchi Giulitta a Bagnasco (CN): aggiornamenti e prospettive di ricerca,
scavi, Gianluca Santangelo Paolo Demeglio, Micaela Leonardi
282 Da Corfinio a Valva: lo sviluppo urbano di un municipio romano 411 Insediamenti rupestri e popolamento: l’area della Tuscia tra i
tra Tardantichità e alto Medioevo, Maria Carla Somma monti Cimini e il Tevere, Elisabetta De Minicis, Giancarlo
287 Archeologia urbana a Prato: le nuove indagini in piazza delle Pastura
Carceri. Verso un progetto di Archeologia Pubblica per la città 417 Il progetto “Archeologia medievale in alta Valle Scrivia”. Strategie
medievale, Guido Vannini, Chiara Marcotulli, Francesca e dati per la ricostruzione storica delle aree rurali dell’Appenni-
Cheli, Lapo Somigli, Elisa Pruno no ligure tra Tardoantico e basso Medioevo, Paolo de Vingo,
293 Le piazze e gli spazi pubblici storici come bene culturale complesso: Giovanni Battista Parodi
metodi interpretativi e di analisi per la tutela e la valutazione 423 Orgères (La Thuile, AO): un abitato nei pressi della strada del
del potenziale archeologico. Le piazze storiche della Sardegna, valico del Piccolo San Bernardo. Prima campagna, luglio 2014,
Laura Zanini Giorgio Di Gangi, Chiara Maria Lebole, Gabriele Sar-
298 La torre di Rossenella (Canossa, RE): dal mito matildico alla torio, Antonio Sergi
cronologia archeologica, Federico Zoni 428 Niscemi (CL) – La tenuta della Marfisa e la migrazione dei
Vandali di Genserico in Sicilia, Salvatore Distefano
Sezione III 433 Progetto “Prope castello Planisi”: ricerche archeologiche 2013-2014
nel territorio di Sant’Elia a Pianisi (CB), Carlo Ebanista
Territorio e Ambiente
440 I “castelli matrice” nel panorama normanno dell’Abruzzo aqui-
307 Momenti di cambiamento nell’organizzazione territoriale del lano: morfologia degli insediamenti e dinamiche insediative,
paesaggio medievale nella Sicilia occidentale: le valli dei fiumi Jato Alfonso Forgione
e Belìce Destro (IX-XIII secolo), Antonio Alfano, Viva Sacco
445 Indagini preliminari nell’ager praetutianus: metodologie di
313 Guerra e territorio: ‘cultura della difesa’ nella Valle Sublacense, approccio multidisciplinare per lo studio del paesaggio teramano
Giorgia Maria Annoscia tra Tardoantico e alto Medioevo, Emilia Gallo, Davide Ma-
318 “Castrum” medievali della pianura centropadana, Eliana Ber- stroianni
tamoni, Piermassimo Ghidotti 449 La Puglia centrale in età tardoantica: nuovi dati dal territorio
326 Controllo viario, castelli e conflitti nell’Appennino ligure. Il caso di Polignano a Mare (BA), Camilla Ladisa
di Torriglia, Aurora Cagnana, Simona Caleca, Carla M. 454 Per una storia del popolamento della Puglia centrale nel Medio-
Risso evo: indagini ricognitive in località Sant’Angelo (Santeramo in
331 Insediamenti rurali nella Puglia centrale tra tarda Antichità e Colle, BA), Caterina Laganara, Luciano Piepoli, Patrizia
Medioevo (secc. IV-XI): nuovi dati da ricerche sistematiche nel Albrizio, Anna Garavelli
territorio di Terlizzi (BA), Marco Campese, Paola De Santis, 459 L’alta valle del Sauro e il Tempa Rossa Project (Basilicata, Cor-
Maria Rosaria Depalo, Mariateresa Foscolo
leto Perticara, PZ): alcuni dati per la ricostruzione del paesaggio
338 La Calabria meridionale dal IV al VI secolo. Territorio ed tra Tardoantico e Medioevo, Erminia Lapadula
insediamenti, Iolanda Cito
465 “La fine delle ville” in Friuli Venezia Giulia: un interessante
343 Insediamenti, produzioni e commerci nella Calabria medievale. esempio di continuità nel territorio di Forum Iulii, Chiara
Il territorio tra Reggio Calabria e Motta San Giovanni tra V e Magrini, Lorenzo Passera, Lisa Zenarolla
XV secolo, Giuseppe Clemente
470 Per le antiche vie della Calvana medievale. Prime indagini sull’e-
348 Orti medievali in contesti urbani e peri-urbani dell’Abruzzo dilizia medievale del territorio di Vaiano (PO), dalla conoscenza
interno: inquadramento storico- archeologico e agronomico, alla valorizzazione, Chiara Marcotulli, Francesca Cheli,
Annalisa Colecchia, Aurelio Manzi Lapo Somigli, Chiara Molducci, Marianna De Falco
354 Il castello di Medusa (Lotzorai, OG): primi dati e prospettive di 476 Il paesaggio storico di Corfinio (AQ) tra Tardantichità e alto
ricerca sull’assetto insediativo dell’Ogliastra (Sardegna orientale) Medioevo, Marco Moderato, Marzia Tornese
in età medievale, Daniele Corda, Fabio Pinna
481 Castelli, ponti e mulini a Cetica e nella Valle del Solano fra XI
359 Castelli e paesaggi agrari nel Salernitano: i casi dell’Agro nocerino e XIV secolo: un progetto di archeologia leggera e archeologia
e della piana di Paestum, Angela Corolla pubblica, Chiara Molducci, Riccardo Bargiacchi, Chiara
364 Archeologia dei paesaggi e Medioevo. Spunti per un inquadra- Marcotulli
mento teoretico e per una definizione metodologica nel contesto 487 Dal potenziale minerario alla risorsa agricola: le forme del potere
italiano, Cristina Corsi a Miranduolo fra VII e VIII secolo. Il perfezionamento di un
368 L’area calabrese dello Stretto: trasformazioni insediative e am- modello socio-economico, Alessandra Nardini
biente tra alto e basso Medioevo, Adele Coscarella 493 The Making of the Silk Road in Armenia (C7th-C14th): Vaiots
374 Paesaggi rurali e dinamiche insediative nel territorio di Cani- Dzor and Arates Monastery, Michele Nucciotti, Hamlet
cattini Bagni e nel bacino del torrente Cavadonna (SR) in età Petrosyan, Cecilia Luschi, Francesca Cheli, Marianna
tardoantica e medievale, Santino Alessandro Cugno De Falco, Lapo Somigli, Tatiana Vardanesova
499 Dinamiche di formazione e trasformazione del paesaggio fra Tar- 515 Piana e Colle S. Marco di Castel del Monte (AQ). Un insedia-
dantichità ed alto Medioevo. Il caso di Monterotondo Marittimo mento agropastorale di lungo periodo alle falde del Gran Sasso
(GR), Elisabetta Ponta aquilano, Fabio Redi, Roberto Montagnetti, Paolo Rosa-
505 Paesaggi rurali della Toscana meridionale: un approccio multi-
ti, Daniela Lallone, Valeria Amoretti, Erika Ciammetti
disciplinare e diacronico alla storia di un territorio, Manuele 522 La via Traiana e le vie francigene di Puglia, Pierfrancesco Rescio
Putti 527 L’insediamento fortificato nella Garfagnana e nella media Valle
509 L’altopiano di Baullo di Gagliano Aterno (AQ) e la presenza del Serchio fra VIII e XIV secolo, Enrico Romiti
francescana nel territorio del Parco Regionale “Sirente-Velino”, 532 Evoluzione del paesaggio dal tardoantico al basso Medioevo nella
Fabio Redi, Roberto Montagnetti, Paolo Rosati, Daniela Romagna meridionale/Marche settentrionali. Un bilancio su un
Lallone ventennio di studi, Daniele Sacco
LECCE 2015
e Il VII Congresso della Società degli Archeologi Medievisti Italiani

Mi fa particolarmente piacere introdurre questi Atti del VII dalla pubblicazione del primo romanzo gotico, The Castle of
Congresso della Società degli Archeologi Medievisti Italiani, Otranto (1764), pubblicato dapprima in modo anonimo da
che quest’anno è ospitato a Lecce, all’interno dell’incantevole Horace Walpole, commemorato alla British Library di Londra
Palazzo Turrisi, edificio seicentesco sito nel pieno centro storico con l’illuminante mostra ‘Terror and Wonder: The Gothic Ima-
della città. Il Congresso è stato organizzato dal Dipartimento gination’ (Townshend 2014), attraverso l’esposizione di più di
di Beni Culturali e dalla Scuola di Specializzazione in Beni 200 oggetti. Certamente il Salento non è particolarmente noto
Archeologici ‘Dinu Adamesteanu’ dell’Università del Salento, per il gotico, e tanto meno per il neo-gotico, ma piuttosto per
e dai rispettivi direttori, Prof. Mario Lombardo e il sottoscritto. essere un’importante porta d’ingresso all’Europa, soprattutto
In origine, avremmo voluto far svolgere il Congresso nella grazie al controllo del Canale d’Otranto e del mare Adriatico,
sala principale (Sala d’Enghien) del castello Carlo V, all’interno nonché tappa importante per raggiungere l’arco ionico, la Sicilia
del quale, da oltre dieci anni, l’Ateneo salentino sta conducendo e Roma dall’Oriente. Fu per questo motivo che Bisanzio volle
proficui scavi archeologici, grazie ai quali sono state portate alla esercitare un controllo tenace dell’area per oltre cinquecento
luce le origini normanne della fortezza, databile intorno alla anni, suggerendomi di proporre, in questa edizione del Con-
metà del XII secolo, e le ristrutturazioni di età sveva ed angioina, gresso, l’inserimento di una sezione sull’Italia bizantina, accanto
fino alla sua sostanziale rimodellazione architettonica durante a quelle più consuete, come specifico richiamo al territorio in
il ’500. Il castello è, inoltre, oggetto di una grande stagione di cui si svolge.
restauri da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Per la natura stessa della manifestazione, parte inscindibile
Paesaggistici della Puglia. Sfortunatamente, le manifestazioni di del Congresso è l’edizione tempestiva degli Atti. Chi ha avuto
cui la città è protagonista, come una delle capitali della cultura l’occasione di curare i lavori realizzati a più mani, e per giunta
italiana 2015, hanno impedito lo svolgimento del Congresso in pochissimo tempo, conoscerà le grandi difficoltà da supe-
presso questo prestigioso edificio, per la concomitanza di un’al- rare, anche sotto l’aspetto redazionale. Mi hanno affiancato in
tra importante iniziativa. Ciò nonostante, il castello e i relativi questo lavoro Marco Leo Imperiale, per la cura generale dei due
scavi, particolarmente quelli tuttora a vista nella piazza d’armi volumi, e un comitato editoriale composto anche da Brunella
e nell’annessa chiesa di S. Barbara, saranno oggetto di visita Bruno, Rino D’Andria, Giuseppe Muci e Marisa Tinelli. A
durante lo svolgimento del Congresso (cfr. Arthur, Tinelli, Marisa si deve anche l’eccellente design grafico che da un lato
Vetere 2008; Canestrini, Cacudi 2014). richiama i nostri svariati lavori sull’archeologia medievale in
Lecce, in questi anni, va divenendo sempre di più un Terra d’Otranto, dall’altro allude anche a recenti tentativi di
fervente centro di attività culturali, fra manifestazioni, restauri impiegare la network analysis per la comprensione dei dati ma-
ed anche archeologia. Sul fronte medievale, a parte il castello, teriali (cfr. Leidwanger et al. 2014; Arthur, Leo Imperiale,
un imponente tratto della sua cinta muraria sul lato nord- Muci c.s.). Vorrei anche ringraziare gli amici e colleghi Giu-
occidentale, caratterizzata da particolari bastioni a pinza, è seppe Ceraudo, Carlo De Mitri e Gino Fornaciari per alcuni
oggetto di indagini archeologiche, restauri e valorizzazione, a utili consigli. Ovviamente, il grande sforzo è stato condiviso
cura del Comune di Lecce, con la direzione generale dell’Arch. con lo staff di All’Insegna del Giglio, a cui va la mia stima ed
Patrizia Erroi, e sotto la mia direzione scientifica, in accordo un grande grazie per quello che hanno fatto per il Congresso,
con la Soprintendenza per i Beni Archeologici, guidata dal per la redazione dei Atti e per l’archeologia medievale in Italia.
Soprintendente dott. Luigi La Rocca. Mentre scrivo, stanno Infine, alcuni testi sono stati sottoposti a dei referee anonimi,
emergendo numerose evidenze di età medievale, tra le quali che ringrazio vivamente.
alcuni scarichi di fornace di ceramiche invetriate policrome, Abbiamo cercato di accogliere le indicazioni della maggior
indicatori del fatto che questa parte della città fosse dedita ad parte degli autori dei singoli articoli riguardo alla collocazione
attività produttive intorno al XIV secolo. È nostra speranza che, dei loro lavori all’interno delle varie sezioni in cui il Congresso
sebbene a lavori non ancora ultimati, possano essere resi fruibili è stato articolato, sebbene, per esigenze di uniformità tematica
ai congressisti della SAMI, in anteprima: il fossato, svuotato abbiamo dovuto, in alcuni casi, assumere decisioni diverse. Non
dei riempimenti che sono stati accumulati, in particolare nel è stato possibile, infatti, applicare logiche ferree alla composi-
corso del XIX secolo; la cinta muraria fatta realizzare da Ferrante zione delle aree tematiche, anche perché il lavoro archeologico
Loffredo (come confermato da un’iscrizione monumentale), è spesso poliedrico o addirittura globale, per usare un termine
governatore delle province di Terra d’Otranto e di Bari dal particolarmente caro al compianto Tiziano Mannoni (da ultimo
1542; l’interno dei bastioni e le altre testimonianze materiali. Manacorda 2014).
In fase di ultimazione è anche la sezione archeologica del nuovo Infine, insieme All’Insegna del Giglio, abbiamo deciso
museo comunale (MUST), che, con l’esposizione di reperti di di accettare anche qualche contributo eccedente la lunghezza
età classica e medievale, andrà ad affiancare il Museo Provinciale stabilita, almeno nei casi in cui vi fosse un minore numero di
Sigismondo Castromediano e il Museo Storico-Archeologico immagini.
dell’Università del Salento (MUSA). Il Congresso è entrato a far parte delle manifestazioni di
Nel territorio salentino, l’escursione programmata offre Lecce Capitale della Cultura 2015, grazie al sostegno del Co-
ai congressisti la visita sia del primo museo medievale in mune, del Sindaco Paolo Perrone, dell’Assessore alla Cultura
Italia meridionale, il Museo di Borgo Terra a Muro Leccese Luigi Coclite e all’Arch. Nicola Elia, direttore del MUST.
(Arthur, Bruno 2009), sia della città di Otranto. La visita Voglio sottolineare che non sarebbe stato possibile organizzare
a Muro Leccese illustrerà la terra fortificata realizzata alla fine il Congresso senza la grande sensibilità e generosità anche degli
del Medioevo dalla famiglia feudataria Protonobilissimo, il loro altri sponsor, pubblici e privati, ed in particolare dell’Università
castello/palazzo e il vicino frantoio oleario, dove è custodita una del Salento, guidata dal Magnifico Rettore Vincenzo Zara, e
rappresentazione graffita della battaglia di Lepanto (1571). Ad della Banca Monte dei Paschi di Siena, della Regione Puglia,
Otranto, invece, si potrà visitare la cattedrale con il magnifico come pure del Rotary Club Lecce e del suo Presidente Isabella
pavimento musivo di età normanna, la famosa chiesa bizantina Oztasciyan Bernardini D’Arnesano, Antonio Quarta (Quarta
a croce greca di San Pietro (Safran1992) e il castello, futura Caffé e Corte di Nettuno – Maritime Museum Hotel di Otran-
sede del museo della città. Proprio il castello cinquecentesco to) e Marco Capriello (Capriello Vincenzo s.r.l.). Contributi
è recentemente venuto alla ribalta in occasione dei 250 anni finanziari sono stati anche gentilmente offerti da Altraweb s.n.c.

IX
(Andrea Tenore e Tiziano Vantaggiato), Inklink (Simone Boni) and Byzantine maritime trade, in J. Leidwanger, C. Knappett
ed Infotab Tours (Michelangelo Mazzotta). (a cura di), Networks of Maritime Connectivity in the Ancient
La pianificazione e l’organizzazione del Congresso sono Mediterranean, Oxford.
state particolarmente facilitate dai consigli dell’amico Fabio Arthur P., Tinelli M., Vetere B. 2008, Archeologia e storia nel
Redi, responsabile del VI Congresso della SAMI, dal presi- castello di Lecce: notizie preliminari, «Archeologia Medievale»,
dente della Società Giuliano Volpe e dal Consiglio Direttivo, XXXV, pp. 333-364.
nonché dal grande lavoro del responsabile tecnico della Scuola Canestrini F., Cacudi G. 2014 (a cura di), Il Castello Carlo V. Tracce,
di Specializzazione in Beni Archeologici Rino D’Andria, e del memorie, protagonisti, Galatina.
segretario amministrativo del Dipartimento di Beni Culturali, Leidwanger et al. 2014 = Leidwanger J., Knappett C., Arnaud P.,
Elisabetta Caricato, coadiuvati da Marco Leo Imperiale. Arthur P., Blake E., Broodbank C., Brughmans T., Evans
T., Graham S., Greene E.S., Kowalzig B., Mills B., Rivers
Grazie a tutti. R., Tartaron T.F., Van de Noort R., 2014, A manifesto for the
study of ancient Mediterranean maritime networks, «Antiquity»,
Lecce, 1 luglio 2015
342 online, pp. 1-5.
Paul Arthur Manacorda D. 2014, Archeologia globale e sistema della tutela, «Ar-
cheologia Medievale», XLI, pp. 141-148.
Bibliografia Safran L. 1992, San Pietro at Otranto, Pietro at Otranto: Byzantine.
Art in South Italy, (Collana di Studio di Storia dell’Arte, 7.) Rome.
Arthur P., Bruno B. 2007, Alla scoperta di una Terra Medievale, Townshend D. 2014 (a cura di), Terror and Wonder: The Gothic
Muro Leccese, Galatina. Imagination, London.
Arthur P., Leo Imperiale M., Muci G. c.s., Amphorae, networks Walpole H. 1764, The Castle of Otranto, London.

X
La forma urbanistica occidentale del borgo, permette di ipotizzare l’ubicazione del
della ‘terra’ fortificata tracciato in questa zona.
di Muro Leccese (LE) Questi dati permettono di ricostruire in maniera parziale
l’andamento del muro di cinta e di quantificare la superficie
di occupata dal borgo tardo-quattrocentesco pari ad un’area di
circa 5245 m², equivalente ad oltre il 50% dell’attuale esten-
Stefania Alfarano sione del centro storico.
L’opera di fortificazione del borgo prevedeva anche un fos-
sato che correva parallelamente alla cinta muraria circondando
I tessuti urbani dei centri storici sono caratterizzati da una l’abitato per intero. Un breve tratto è stato rinvenuto all’interno
sostanziale tendenza alla conservazione dell’assetto tardo me- e nell’area attigua il Palazzo, esso ha una profondità massima
dievale fino all’età contemporanea e solo in pochi casi hanno di 4 m e presenta chiari segni connessi alla cavatura dei blocchi
subito modifiche tali da precluderne una ragionevole lettura (ibid., pp. 365-378). Tra la fine del XVI secolo e l’inizio del
attraverso lo studio stratigrafico delle attività edilizie succedutesi secolo successivo il fossato fu gradualmente colmato e sfrutta-
nel corso di differenti fasi abitative (Parenti 1992, pp. 7-62; to, in alcune zone del borgo, per alloggiare cantine e cisterne.
Bianchi, Nardini 2000). Una ricognizione delle abitazioni attuali e la lettura dell’atto
Un esempio di conservazione è l’impianto della Terra di catastale hanno infatti evidenziato che gran parte delle cantine
Muro (fig. 1), tuttora intuibile nella forma del centro storico, degli edifici moderni si dispongono lungo la fascia prossima al
che risale alla seconda metà del XV secolo e si inserisce in quel perimetro del circuito.
fenomeno di riorganizzazione urbanistica del territorio salen- Il sistema difensivo fin qui descritto era completato dal
tino tra la metà del XIV e il XVI che comportò l’abbandono castello, collocato nell’angolo sud-orientale del borgo, che oc-
di numerosi villaggi/casali e la fondazione di molteplici borghi cupava una porzione considerevole della Terra, una superficie
pianificati, le cosiddette Terre Murate di solito al posto di pre- pari a circa 1141,59 m² corrispondenti al 14,42% dell’intera
cedenti villaggi. La sua costruzione si colloca cronologicamente area del Borgo pur tenendo conto degli ampliamenti che hanno
tra il 1438, anno della concessione del territorio a Florimonte caratterizzato la struttura castellare durante i secoli. Sul finire del
Protonobilissimo, fondatore e principale committente dell’o- XVI sec., infatti, la demilitarizzazione ed un nuovo gusto per
pera, e il 1481 quando in un iscrizione funeraria la città viene l’edilizia signorile portarono ad un radicale cambiamento della
menzionata come luogo già fortificato. struttura non solo del castello ma dell’intero impianto fortilizio,
La Terra di Muro, costruita ex novo, occupa un’area di anche se l’abbattimento delle mura cittadine e il riempimento
circa 1 ettaro e presenta una pianta quadrangolare racchiusa del fossato si sono protratti nel tempo.
in un perimetro di 400 m organizzata in insulae rettangolari, Anche l’edificio di culto doveva rivestire un ruolo di rilievo:
delimitata da strade ortogonali e circondata da cinta muraria considerando l’estensione ridotta dell’abitato è ipotizzabile la
e fossato (fig. 2). presenza di una sola chiesa, probabilmente di piccole dimen-
Il lavoro da cui prende spunto l’attuale studio, parte dal sioni, all’interno della Terra, come riscontrato nella maggior
progetto Borgo Terra diretto dal prof. Paul Arthur, ed eseguito parte delle nuove fondazioni salentine.
sul campo dalla prof.ssa Brunella Bruno, negli anni dal 1999 al Gli edifici ecclesiastici oltre ad avere una posizione privi-
legiata, erano spesso in stretto rapporto con i luoghi di potere.
2009. Esso ha interessato l’analisi dei depositi orizzontali (scavo
Gli scavi condotti all’interno della Terra hanno messo in luce
stratigrafico) e dei depositi verticali (analisi degli elevati) e lo
tre sepolture di neonati databili al XVI secolo. In questa stessa
studio della cartografia storica.
zona sono stati rinvenuti numerosi frammenti di intonaco
Quest’ultima ha fornito chiavi di lettura importanti ai dipinto. La chiesa sarà stata inglobata dalle costruzioni attuali
fini di una maggiore comprensione dello sviluppo della Terra, che hanno spesso riutilizzato quelle preesistenti, modificandone
caratterizzato da una crescita che ha progressivamente occu- profondamente l’aspetto. Purtroppo l’assenza di evidenze e
pato gli spazi disponibili spostandosi sempre più verso la zona l’impossibilità di scavare all’interno delle strutture, trattandosi
perimetrale. di proprietà private, non forniscono elementi archeologici certi.
Analizzando tutte le sue caratteristiche planimetriche e La pianificazione urbanistica doveva prevedere anche un
strutturali si può notare che, come spesso accade nella mag- piazza pubblica. L’analisi della cartografia storica permette di
gior parte delle Terre salentine, l’impianto urbano, di forma individuare uno spazio aperto attualmente adibito a giardino
quadrangolare, presenta una stretta relazione con gli elementi privato, in prossimità del castello e collegato con esso per mezzo
di fortificazione. di una delle strade di maggiori dimensioni che attraversa il
Quest’articolo è finalizzato all’analisi e alla comprensione borgo.
dei rapporti esistenti tra le componenti principali che caratte- Un ulteriore elemento costitutivo dell’impianto del borgo
rizzano la fondazione di un borgo nuovo: pianificazione degli era l’edilizia abitativa che occupa gran parte dell’area edificabile
spazi; localizzazione e costruzione di fortificazioni e strutture all’interno del centro storico. Solo due case sono state indagate,
legate al potere politico, organizzazione economica e sociale. la cosiddetta Casa Fiorentino (Arthur, Tagliente 2004) e una
Le indagini archeologiche effettuate nel 1999 all’interno del adiacente; le case erano a schiera e avevano presumibilmente
cortile del Palazzo del Principe, l’originario castello di Muro, una pianta rettangolare di circa 23 m² con ingresso disposto su
hanno portato alla luce due setti murari orientati rispettivamen- uno dei lati corti, tetto a doppio spiovente, copertura in coppi
te NO-SE e SO-NE (fig. 2). Entrambi i muri presentano una e probabilmente intonacate all’esterno.
larghezza massima di circa due metri e sono realizzati secondo Come in altre Terre, anche a Muro Leccese, le case non
una tecnica muraria caratterizzata da un paramento esterno in saranno state edificate tutte contemporaneamente ma facendo
grandi blocchi di forma regolare e sacco interno costituito da seguito all’aumento della popolazione. Nel corso dei secoli il
blocchetti appena sbozzati e pietrame (Tagliente 2001, pp. materiale utilizzato per le abitazioni è sempre lo stesso, pietra
365-378). calcarea e terra rossa o bolo utilizzata come legante. Nell’impian-
La prosecuzione degli scavi al’interno della Terra ha per- to originario di Casa Fiorentino, le murature sono composte da
messo di evidenziare due ulteriori tratti del circuito murario. Il blocchetti informi di calcare appena sbozzati di medie dimen-
primo, rinvenuto nell’angolo nord-orientale, misura 2,5 m di sioni (h. 13-21 cm, largh. 13-46 cm) con l’impiego sporadico
lunghezza ed è orientato in senso NO-SE; questo presenta la di blocchi più grandi semi lavorati, specie in corrispondenza
stessa tecnica edilizia delle porzioni precedentemente descritte degli angoli. L’apparecchiatura segue filari pseudo-orizzontali,
e potrebbe costituire il prolungamento del setto murario in- anche se in alcuni punti il materiale da costruzione è stato
tercettato durante le indagini all’interno del cortile del Palazzo posto in opera in maniera piuttosto sommaria. L’inserimento
(fig. 2). Il secondo, identificato solo in sezione lungo il lato di zeppe calcaree e sporadici laterizi ha favorito la posa in

117
opera dei blocchi (fig. 3). Una ricognizione dei paramenti e classica contenenti materiale ceramico databile tra XIII e XIV.
leggibili degli elevati e l’analisi architettonica dei prospetti L’evidenza più importante di questo periodo è stata portata alla
di casa Fiorentino ha permesso una registrazione preliminare luce nella zona centrale della Terra dove è stato intercettato
delle principali tecniche costruttive all’interno del borgo. Le un crollo di laterizi con andamento NS, avvenuto in due fasi
tipologie edilizie riscontrate all’interno di Casa Fiorentino sono differenti ma temporalmente vicine, probabilmente pertinente
per lo più databili tra fine XV e XVI secolo, dunque coeve alla alla copertura di un’abitazione precedente alla fondazione del
costruzione del Borgo. borgo. Una grande fossa di forma cilindrica sembra essere in
La viabilità era caratterizzata da un ordito di strade che si fase con questo edificio, al suo interno sono stati rinvenuti grossi
incrociavano perpendicolarmente e percorrevano il borgo da Est contenitori da cucina associati a ciotole invetriate monocrome
a Ovest, con una larghezza che oscillava tra 1,70 e 2,50 m, e da databili alla fine del XIV secolo (Caliandro, Tinelli 2007).
Nord a Sud. Un’analisi topografica ha permesso di ricostruire, Gli scarsi rinvenimenti di strutture ascrivibili a questo
seguendo l’andamento degli spazi rimasti aperti, tre principali periodo pone alcuni quesiti sulla modalità di occupazione del
assi viari che attraversavano il borgo longitudinalmente, oggi sito e potrebbero essere interpretati in due modi differenti: il
parzialmente obliterati da quei corpi di fabbrica che, tra il XIX villaggio medievale era spostato rispetto al borgo; l’esistenza
e XX sec., hanno modificato l’impianto urbanistico originario. di un insediamento con case sparse, spazi aperti fra di loro ed
Considerando la larghezza delle carreggiate e la presenza una bassa incidenza di pianificazione regolare (Arthur 2006,
alternata dei silos, è difficile ipotizzare che vi si potesse transitare pp. 97-121; Id. 2010, pp. 31-58).
per le vie del borgo con carri. Un confronto in tale direzione La bassa percentuale di reperti medievali anteriori al ’400
ci viene offerto da Roca dove le strade centrali, anch’esse mu- rinvenuti potrebbe anche essere legata al fatto che in conco-
nite di silos, pur essendo più ampie (3 m di larghezza) non mitanza con la costruzione del borgo il villaggio medievale fu
presentano tracce di carraie, identificate invece lungo le strade probabilmente rasato. Inoltre la pianificazione piuttosto rego-
a ridosso delle mura (De Pascalis 2004, pp. 304-314; Güll lare della Terra suggerirebbe l’assenza di strutture imponenti o
2008, pp. 381-426). Questo fa presupporre che il transito dei che ne potessero influenzare l’ordito.
carri interessasse le aree limitrofe ai circuiti murari. Il vantaggio di questa nuova forma di villaggio “chiuso”,
La maglia stradale determinava probabilmente 5-6 insulae voluta dal feudatario, era infatti dato dal maggior controllo che
di forma più o meno regolare che occupavano la parte centrale esso poteva esercitare sulla forza lavoro, sulla produzione e sulla
del borgo secondo un modello insediativo che rispondeva a difendibilità dell’insediamento, rispetto ai precedenti villaggi
precise esigenze progettuali e di organizzazione degli spazi ‘aperti’ (Massaro 2004, pp. 177-191; Arthur, Gravili 2006,
abitativi all’interno delle mura. p. 80-86; Gravili 2007, pp. 337-34).
Le analisi archeologiche hanno dimostrato che le strade L’analisi degli elevati e la classificazione dei diversi tipi
attuali insistono sui tracciati viari più antichi, sono stati infatti edilizi riscontrati nel borgo (fig. 3) insieme con le analisi vo-
portati alla luce una serie di piani stradali che si sovrappon- lumetriche di tutti quegli elementi strutturali che dovevano
gono fin dalla fase originaria. I primi piani stradali sono stati caratterizzare la nuova fondazione possono inoltre essere con-
realizzati in tufina pressata, terra battuta o la semplice roccia, vertiti in dati concreti sulla forza lavoro utilizzata e chiarire
e soggetti a numerosi rifacimenti, mentre a partire dal XVII la progettualità, gli sforzi economici e i cambiamenti nello
secolo almeno una parte delle arterie stradali sono state lastricate sfruttamento agricolo che le Terre nuove riflettono.
con basoli in pietra. Il territorio del basso Salento offriva infatti un banco roc-
Nella pianificazione deve aver avuto un ruolo importante cioso affiorante che dava una base solida sulla quale edificare,
anche la costruzione dei silos. Probabilmente il loro numero al una buona possibilità di reperire pietra, un’ampia opportunità
momento dell’impianto del borgo era ridotto rispetto a quello di recuperare terra rossa, bolo, facilmente plasmabile e la pos-
rintracciato negli scavi (sono stati rinvenuti oltre 100 silos) sibilità di reperire legno.
(fig. 2). Inoltre, essi furono disposti seguendo una specifica Per quanto riguarda la Terra di Muro non esiste una docu-
volontà organizzativa, concentrandosi lungo le strade principali mentazione scritta relativa alle fasi di cantiere, però le analisi fin
e in un’area esterna alle mura destinata principalmente allo qui effettuate permettono di ricostruire parzialmente il progetto
stoccaggio di granaglie. edilizio, di individuare le varie fasi di cantiere e, applicando
L’analisi urbanistica e quella stratigrafica hanno permesso allo studio del borgo un approccio logistico-energetico, di
dunque una restituzione parziale di quella che doveva essere la quantificare la forza lavoro necessaria e di conseguenza la spesa
planimetria della Terra di nuova fondazione. totale dell’azione costruttiva.
Oggi è possibile riconoscere in essa quasi tutti gli elementi L’area scelta per l’insediamento fu verosimilmente deter-
che determinano l’insediamento: fortificazioni, viabilità, edilizia minata da due fattori logistici fondamentali. Il primo potrebbe
pubblica, edilizia privata, strutture di conservazione, rimane essere legato alle caratteristiche del sottosuolo: la posizione del
la grande incognita relativa all’individuazione dell’edificio di borgo ricade su una propaggine di territorio caratterizzato dalla
culto. presenza di calcari biancastri stratificati in depositi di spessore
Lo studio effettuato sugli altri centri e sui mutamenti eco- variabile da 10 cm a 50 cm, con intercalati livelli marnosi
nomici e agricoli che interessarono questo periodo, chiariscono (Margiotta, Pennetta 2002). Questa caratteristica potrebbe
la progettualità per così dire ideologica che comportò la nascita aver influenzato la scelta del luogo di fondazione permettendo
di questa Terra e degli altri abitati pianificati sorti in questo uno sfruttamento diretto della materia prima a disposizione e
periodo in tutta la regione. abbattendo i costi di trasporto.
Nonostante le analisi condotte, non si hanno informazioni Il secondo fattore potrebbe essere legato all’assenza, o quan-
circa il tipo e l’estensione dell’insediamento medievale prece- to meno alla scarsa presenza di strutture più antiche: la scelta
dente e come esso si rapportasse al borgo di nuova fondazione. di un’area quasi completamente sgombra influiva sia sui tempi
Al di fuori delle mura è stato scoperto un vaso contenente e i costi di demolizione, sterro e sgombero, sia sul progetto
un tesoretto composto da oltre 200 monete databili tra l’inizio stesso di pianificazione la cui realizzazione era in qualche modo
del XIV secolo alla prima metà del XV secolo, la moneta più facilitata e non influenzata dalla presenza di strutture pregresse.
recente, un Pierreale o Carlino di Alfonso I il Magnanimo, è Il fossato fu probabilmente la principale cava di estrazione
datata al 1436 terminus post quem per l’occultamento del te- della pietra considerando la morfologia e i segni degli strumenti
soretto (Arthur, Bruno 2007, pp. 80-86; Mangieri 2010). da taglio lasciati sulle superfici e i resti delle vicine mura messa-
Sempre extra moenia, in seguito ai lavori di ristrutturazione di piche furono utilizzati come cave a costo zero, come confermato
un’abitazione, è stato rinvenuto un silos il cui riempimento è dai conci reimpiegati e risagomati rinvenuti all’interno delle
databile tra la fine del XIV e il XV secolo. All’interno dell’abitato tessiture murarie del castello.
invece la fase pre-borgo è attestata soprattutto da numerose bu- Per calcolare i tempi di lavoro sono state prese in considera-
che o fosse di scarico tagliate attraverso strati di età protostorica zione le informazioni storiche locali disponibili e per ricavare i

118
valori minimi di riferimento in termini di quantità di materiali, deposizionali delle rocce, le tradizioni tecniche locali e la qualità
di manodopera e durata del cantiere, si è fatto ricorso ai modelli degli strumenti utilizzati.
stabiliti dagli approcci logistici ed energetici (Abrams 1989; Non è possibile ricostruire il volume di terra scavata per la
De Laine 1997; Amici 2008, pp. 17-38; Papi, Camporeale, creazione del fossato né tantomeno quantificare i blocchi estratti
Passalacqua 2008, pp. 283-306) e ai manuali per la stima durante la sua costruzione. Secondo gli studi citati un operaio
dei lavori edili (Pegoretti 1865) in età preindustriale. Questi poteva estrarre 0,75 t di blocchi e scavare 2,6 m³ di terreno
calcoli sono però soggetti a numerosi variabili ‘ambientali’ al giorno (Abrams 1989). Se si prendono in considerazione i
quali la quantità di ore di luce, la qualità e le caratteristiche capitolati e i conteggi di spese dei lavori di ristrutturazione del
castello Carlo V di Lecce, databili comunque alla seconda metà
del XVI secolo, i cavatori lavoravano in squadre di circa 20
operai. Considerata l’entità della Terra di Muro probabilmente
le squadre erano composte da un numero di operai inferiore.
Fondamentale ai fini della ricerca è la stima del volume
totale dei materiali impiegati nel cantiere (fig. 4). Per le mura
di cinta è stato possibile calcolare l’entità dei paramenti e del
sacco interno sulla base dei dati ricavati dalle porzioni di setti
murari rivenuti negli scavi (le dimensioni medie dei blocchi
dei paramenti, calcolate in base al campione rinvenuto sono di
32,5×55,8×25,4 cm). Per il castello è stata considerata solo la
parte della struttura relativa alla fase cinquecentesca, inglobata
nell’edificio attualmente visibile, mentre per l’edilizia abitativa
il calcolo dei volumi è stato effettuato sulla ricostruzione del
lotto abitativo di casa Fiorentino moltiplicato per 40 abitazioni
complessive, dato numerico ricavato dal numero di fuochi
registrati nel 1447 a Muro (Arthur, Bruno 2007).
Per le attività a bassa qualificazione, come l’estrazione della
pietra, la preparazione della calce e della malta, il trasporto dei
materiali e la costruzione di muri con semplice malta e pietri-
sco, sono stati applicati sperimentalmente determinati indici di
quantità di lavoro calcolando una minima supervisione specia-
listica. Per le attività richiedenti elevata capacità costruttiva o
per i compiti specifici sono state applicate le stime illustrate nei
rendiconti artigianali preindustriali. Considerando i pochi dati a
disposizione non è stato possibile valutare le variazioni dei pesi e
della densità nei materiali, che incidono sulla velocità con cui può
essere estratta la pietra, la cui determinazione presuppone uno
studio archeometrico e chimico fisico degli elementi del costruito.
Per la stima dei tempi di lavorazione e posa in opera dei
fig. 1 – Distribuzione delle Terre fortificate nella penisola salentina blocchi dei paramenti del muro di cinta sono stati presi come
(Elaborazione LAM).

fig. 2 – Ricostruzione della Terra fortificata quattrocentesca di Muro Leccese e planimetrie di dettaglio delle mura di fortificazione rinvenute durante
gli scavi.

119
fig. 3 – Classificazione delle tipologie edilizie delle strutture abitative.

fig. 4 – Calcolo del volume complessivo delle strutture edificate.

riferimento i valori più bassi per tre operazioni: squadratura,


perfezionamento delle facce e degli spigoli e adattamento delle
facce combacianti dei blocchi nella muratura (Pegoretti 1865,
pp. 429-431). Nella fase di lavorazione è ipotizzabile che uno
scalpellino potesse lavorare 1,16 m³ di blocchi al giorno e fosse fig. 5 – Calcolo dei tempi di lavorazione e messa in opera dei materiali.
assistito da un operaio specializzato che impiegava ¼ del tempo di
lavoro rispetto al primo; nella messa in opera, invece, un operaio
specializzato riusciva a tessere nella muratura 4,8 m³ di blocchi al Per la lavorazione dei blocchi delle mura, del castello e
giorno (Papi, Camporeale, Passalacqua 2008, p. 298). delle abitazioni in una stagione lavorarono al cantiere squadre
Un discorso a parte va fatto per la costruzione di elevati di 10 operai con un rapporto tra maestranze specializzate e non
composti da blocchetti in pietra appena sbozzati e bolo. In specializzate di 1:1 (uno scalpellino aiutato da un operaio).
questo caso infatti è molto probabile che non sia stata utilizzata Per la messa in opera delle murature le squadre impegnate sul
manodopera specializzata dato che le pietre utilizzate presentano cantiere erano composte da circa 20 uomini con un rapporto
solo in alcuni casi una rozza lavorazione delle superfici. Inol- tra manodopera specializzata e non di 1:3. Nella fabbrica di
tre, in queste murature sono presenti, così come accade nelle Muro Leccese, considerato un periodo di lavoro annuo di
porzioni di sacco di mura di cinta pervenute, scaglie dotate di 300 giorni, dovevano operare quasi simultaneamente circa 40
bulbo di percussione che testimoniano un riutilizzo degli scarti uomini: 10 impiegati nell’estrazione della materia prima, 10
della sbozzatura dei blocchi e la probabile presenza in cantiere nella lavorazione e 20 nella realizzazione vera e propria degli
di manodopera addetta al recupero del materiale da riutilizzare elevati, di questi la percentuale di operai specializzati era del
a seconda delle necessità (Mannoni, Boato 2005, pp. 39-53). 27% circa (fig. 5).

120
I dati raccolti testimoniano una presenza maggiore sul Arthur P., Tagliente P. 2004, Intervento di scavo archeologico presso
cantiere di manodopera non specializzata e non è da escludere l’abitazione di proprietà comunale in via Terra a Muro Leccese
che parte di essa fosse composta dagli agricoltori che si appre- (Le), Report del Laboratorio di Archeologia Medievale, Lecce.
stavano, per volere del feudatario, a trasferirsi all’interno del Arthur P., Gravili G. 2006, Approcci all’analisi degli insediamenti e
nuovo borgo. loro confini territoriali nel medioevo, in R. Francovich., M. Va-
In conclusione bisogna evidenziare che i dati volumetrici lenti (a cura di), IV Congresso nazionale di archeologia medievale
(Chiusdino, Siena 2006), Firenze, pp. 31-36.
convertiti in energia umana, riguardano soltanto le parti degli
edifici costruite in muratura. Non è stato possibile calcolare l’en- Arthur P., Bruno B. 2007, Alla scoperta di una Terra Medievale,
Muro Leccese, Galatina.
tità energetica della costruzione delle coperture né tantomeno
quantificare il lavoro necessario e i costi relativi agli elementi Bianchi G., Nardini A. 2000, Archeologia dell’architettura di un
centro storico. Proposta per una elaborazione informatica dei dati su
in legno utilizzati nei vari edifici. piattaforma G.I.S. bidimensionale, in G.P. Brogiolo (a cura di),
In base alle volumetrie delle singole strutture è possibile II Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Brescia 2000),
calcolare indicativamente la durata dei due cantieri: per le mura Firenze, pp. 1-8.
e le 40 abitazioni furono impiegati circa 7 anni, per la costru- Bruno B. (a cura di) 2007, Archeologia Urbana a Borgo Terra, Mesagne.
zione del castello invece circa 3 anni. Bisogna considerare che Caliandro E., Tinelli M. 2007, Frammenti di Medioevo, in B. Bruno
la quantificazione del tempo edilizio era soggetta a numerose (a cura di), Archeologia Urbana a Borgo Terra, Mesagne.
variabili: il cantiere infatti poteva essere sospeso per periodi di De Laine J. 1998, The baths of Caracalla: a study in the design, con-
tempo medio brevi tali da consentire il lavoro nei campi a quella struction, and economics of large-scale building projects in imperial
manodopera non specializzata che faceva dell’attività agricola Rome, Portsmouth.
la principale fonte di sussistenza; inoltre, per ottenere un buon De Pascalis D.G. 2001, L’arte di fabbricare e i fabbricatori: tecniche
tiraggio delle malte, la fabbrica poteva arrestarsi nei momenti costruttive tradizionali e magistri muratori in Terra d’Otranto dal
più caldi e più freddi dell’anno. Ciononostante è possibile che in medioevo all’età moderna, Nardò.
questi periodi l’attività non si arrestasse del tutto ma proseguisse De Pascalis D.G. 2004, Una città di fondazione tra XIII e XIV secolo:
a favore di altri tipi di interventi: produzione degli elementi in il caso di Roca in Terra d’Otranto, in A. Casamento, E. Guidoni
ferro (chiodi e attrezzi), dei laterizi per le coperture e i lavori di (a cura di), Le città medievali dell’Italia meridionale e insulare,
carpenteria in generale. Roma, pp. 304-314.
Questa progettualità dell’azione costruttiva e di conseguen- Gelichi S., Guštin M. (a cura di) 2005, Stari Bar. The Archaelogical
za dello sforzo economico ad essa legato evidenziano il ruolo Project 2004. Preliminary Report, Firenze.
fondamentale del committente nella gerarchia del cantiere: i Gravili G. 2007, Un sistema per l’analisi del paesaggio medievale, in S.
borghi fortificati tardo medievali nel Salento nascono infatti Patitucci Uggeri (a cura di), Archeologia del paesaggio medievale.
da un’esigenza prettamente privata di controllo della forza Studi in memoria di Riccardo Francovich, Quaderni di Archeologia
lavoro e della produzione agricola. Un enorme sforzo edilizio Medievale, IX, Firenze, pp. 337-346.
strettamente connesso ad un’altrettanta ingente trasformazione Güll P. (a cura di) 2008, Roca nel basso Medioevo. Strutture abitative
del territorio agricolo. e cultura materiale in un centro urbano dell’Adriatico meridionale,
«Archeologia Medievale», XXXV, pp. 381-426.
Note Mangieri G.L. 2010, Tornesi Gigliati e Pierreali in un tesoretto rinve-
Il fenomeno delle Terre fortificate giungerà all’apice, all’inizio nuto a Muro Leccese, Spoleto.
del XV secolo decretando la scomparsa di ¼ dei casali attestati nella Mannoni T., Boato A. 2005, Archeologia e storia del cantiere di costru-
Terra d’Otranto. zione, «Arqueologìa de la Arquitectura», 4, pp. 39-53.
Per il calcolo delle quantità di materiali e dei tempi necessari al Margiotta S., Pennetta L. (a cura di) 2002, Carta geolitologica
completamento del progetto sono state prese in considerazione solo della Provincia di Lecce. Studio e valutazione dei rischi idrici e
le murature principali, quelle che costituiscono lo ‘scheletro’ delle idrogeologici della provincia di Lecce, Accordo di programma tra
costruzioni esaminate: mura di cinta, castello ed edifici abitativi. la provincia di Lecce, l’Università degli Studi di Lecce (Osser-
Si ringrazia il Prof. B. Vetere per le informazioni riguardanti i vatorio di chimica, fisica e geologia ambientale) e l’Università
capitolati per la costruzione del Castello Carlo V di Lecce. degli Studi di Bari.
Desidero ringraziare il Prof. Paul Arthur per avermi affidato questa
Massaro C. 2004, La “politica economica” di Tancredi, in B. Vetere,
ricerca e per i costanti consigli dati durante la stesura di questo lavoro,
H. Houben (a cura di), Tancredi, Conte di Lecce, Re di Sicilia.
la Prof.ssa Brunella Bruno, vera e propria ‘anima’ del progetto Borgo
Atti del Convegno internazionale di studio (Lecce, 19-21 febbraio
Terra, e tutto il Laboratorio di Archeologia Medievale dell’Università
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del Salento.
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