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Caehtel, angelo 8, dei nati fra il 26 e il 30 aprile

Cahetel, o Kahetheel, o Kahethe’el è l'ottavo Soffo e ultimo raggio angelico nel Coro nettuniano degli
Angeli Serafni guidato dall’Arcangelo Metatron, nel quale governa le energie della Luna. Il suo elemento
è la Terra; ha domicilio Zodiacale dallo 5° al 10° del Toro ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 26 e il 30
aprile.
I sei Angeli Custodi del Toro, collettivamente, fanno dei loro nati persone serie, responsabili, gradevoli e
meritevoli di fducia; inoltre accordano loro la sicurezza materiale.
Il nome di Cahetel signifca "Dio adorabile"

Il dono dispensato da Cahetel è la PROSPERITA'


Questo Angelo amministra le energie della Luna; di conseguenza, benché il suo elemento sia la Terra, egli
è anche un Angelo delle Acque. L'energia che accorda fertilizza, espande e fa progredire tutto ciò che
viene intrapreso. Invocandolo e assecondandolo i suoi protetti potranno avere successo in tutto ciò che
concerne la fecondità e l'agricoltura, in tutte le professioni legate all'acqua e alla navigazione, nonché nel
commercio (che è anch’esso un campo lunare) e in tutto ciò che deriva da questi ambiti.
Secondo Haziel Cahetel è anche l'Angelo del focolare e favorisce tutto ciò che riguarda la famiglia e il
suo miglioramento. Conferisce inoltre estrema lucidità alle emozioni, alle cause dei nostri sentimenti di
molteplice natura, alle loro origini, al loro potenziale. Di conseguenza, e per analogia, quest'Angelo è colui
che permette di scoprire i veri sentimenti che animano le persone a noi vicine, nonché di interpretare le
autentiche emozioni della Società (...). Da un punto di vista spirituale quest'angelo induce nell'uomo un
senso di profonda gratitudine verso il Creatore per le ricchezze naturali presenti sulla Terra.
Cahetel secondo Sibaldi
Sibaldi osserva che nei giorni del Serafno Kahethe’el nacque il duca di Wellington: quello che a Waterloo
assestò il colpo defnitivo alle ambizioni imperiali di Napoleone e si dedicò poi serenamente
all’amministrazione delle colonie indiane; sotto quest'angelo nacquero anche Edward Gibbon, l’autore della
monumentale Storia del declino e della caduta dell’impero romano e Saddam Hussein, che volle un impero
e fnì per distruggersi, pressando troppo i popoli dell’Iraq con il suo pesante regime. E per quanto
diversissimi tra loro, sia il duca, sia lo storico, sia il dittatore rappresentano altrettanti aspetti del
principale talento dei Kahethe’el, che è quello di saper criticare spietatamente i sogni – i propri o quelli
altrui, per loro non fa differenza. Come fossero tutti quanti lettori appassionati di Gibbon, anche i più
idealisti tra i protetti di questo Serafno hanno la tendenza, l’ansia anzi, di individuare in qualsiasi ideale i
sintomi della sua fatale decadenza, e di potersi impedire così di crederci. Come Wellington, provano un
senso di sollievo più o meno dissimulato ogni volta che qualche idolo ormai invecchiato cade, che qualche
sogno che ha fatto il suo tempo si infrange: «Lo sapevo, io» dicono annuendo, e si sentono saggi e in pace
con se stessi. Ma questa severa attitudine rischia di eccedere nel tener d’occhio e frenare il proprio
animo (e quello degli altri), spegnendo all'origine sogni e speranze. Molti invece osano, assecondano le
proprie ambizioni, specie nella loro giovinezza, e appaiono affascinanti, brillanti, belli anche nel fsico,
pieni di fducia nel loro prossimo e ricambiati da eguale fducia, complimentati, e tanto radiosi da dissolvere
ogni forza ostile, visibile o invisibile, che possa trovarsi nel loro raggio d’azione . Ma attenzione: controllino
bene che in loro stessi non sia in agguato una controparte interiore che segretamente scommette contro
di loro, in attesa della sconftta e di poter dire «Lo sapevo, io»... Invece questi non sono certo esiti fatali
del loro destino: si muovano per tempo per impedire a se stessi di preparare tranelli. E' bene che i
Kahethe’el prendano assolutamente sul serio tale loro lato nascosto e se ne tutelino. Non devono diventare
gli oppressori di se stessi. Tutte le volte, per esempio, che si scoprono in fagrante a cullare il pensiero di
una piccolissima felicità domestica, di un posto di lavoro sicuro e subordinato, di vacanze banali, e
sospirano pensando a come se ne staranno tranquilli in pensione, sappiano che il loro lato peggiore sta
agendo a loro danno, restringendo la loro visuale, inclinandoli a quelle poche pretese il cui unico pregio
kaeteliano è di somigliare pochissimo a desideri propriamente detti . Quelli che cedono a queste inclinazioni
svilupperanno un conformismo irritabile, pieno di sarcasmi rancorosi o di quella particolarissima ipocrisia
che è tipica delle persone che si sono imposte di non sperare e non gioire mai. E se si considera che i
Kahethe’el amano esercitare un certo potere su chi li circonda, e sono generalmente dotati di un buon
talento comunicativo, è facile capire quali ombre possano rischiare di irradiare sugli animi altrui. Eppure,
spesso non possono farci nulla: quella strana modestia si impossessa di loro come una nevrosi, facendoli
sentire meschini, insignifcanti, e costringendoli, davvero, ad annientare tutti i traguardi che potrebbero
invece facilmente raggiungere.
Non per niente nel geroglifco del Nome del loro angelo si nasconde il messaggio 'io domino i profondi
desideri dell’anima'.
Come affrontare ed esorcizzare questo demone? Come sempre si deve fare con le proprie zone d’ombra:
ascoltandole, intendendone la profonda ragione, che è in realtà nobilissima. Come altri protetti dai
Serafni, i Kahethe’el si trovano fn dalla nascita in quel punto chiave della crescita spirituale in cui l’io
comincia a detestare tutto ciò che è egoistico. Il loro animo sta per librarsi ad altre altezze, è alla soglia
di un nuovo modo di essere, più aperto, generoso, luminoso, e li indispettisce, li offende addirittura, ogni
tratto dell’io ordinario che sappia badare soltanto al proprio vantaggio, alla propria piccola affermazione. I
sogni di felicità che i Kahethe’el si sentono spinti a censurare e a schiacciare sono in realtà quelli dell’io
limitato, poco evoluto: se ne accorgano, e non cedano alla tentazione di fare di ogni erba un fascio,
rifutando ogni sogno a priori. Se si rendono conto che può esserci qualcosa di nuovo in cui valga la pena
di credere, possono divenire splendidi strumenti dell’evoluzione umana, con la loro capacità di annientare
tutto ciò che non sia altrettanto nuovo e valido e pretenda soltanto di esserlo. Tra i Kahethe’el illuminati
si contano critici geniali delle vanità della loro epoca, come il polemicissimo Karl Kraus, tanto temuto nella
Germania prehitleriana; o critici della flosofa, come Ludwig Wittgenstein, tanto rigoroso, nel suo pensiero
da dar torto persino a se stesso: ripudiò infatti nella seconda parte della vita quel che aveva teorizzato
nella prima; e felicissimi, wellingtoniani distruttori di miti esagerati o scaduti (...). Come educatori,
benefattori e promotori, poi, i Kahethe’el possono essere splendidi, se sanno prendere a modello la fata
che annichila le sorellastre di Cenerentola aiutando a far emergere in lei quelle doti che le altre avevano
cercato di soffocare. E' questo, appunto, quel che ogni Kahethe’el deve fare anche per se stesso, per la
propria Cenerentola interiore: tentarla costruttivamente, senza temere l’ascesa alle più alte sfere della
scoperta di sé.
Qualità di Cahetel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Cahetel sono risveglio spirituale, pollice verde, amore per la natura, gli animali e
per i lavori della terra; immaginazione, modestia, riconoscenza; dona mentalità fortemente pratica,
propensa agli affari e al lavoro, successo in qualsiasi tipo d'attività che produce sostentamento per gli
uomini; potere di allontanare gli spiriti malvagi e le energie negative.L'Angelo dell’Abisso a lui contrario si
chiama Akariel e rappresenta le attività sterili. Induce ingratitudine, cattivo carattere, rifuto della natura;
causa fallimenti commerciali, danni ai frutti della terra, rischi di aborti.
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Cahetel si chiama "neutralizzare l'energia negativa e lo stress". Secondo la
Kabbalah, infatti, la vibrazione di queste lettere agisce sull'ambiente che ci circonda (intendendo con ciò
sia il nostro personale "campo energetico", sia l'energia dell'ambiente fsico in cui ci troviamo o quella
trasmessa dalle persone), liberandolo dalla cupezza e da possibili infuenze nocive. Meditazione: ora,
concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e,
lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo signifcato, pronuncia questa intenzione: per il
potere di questo Nome, la luce che purifca cancella le forze invisibili che mi minacciano e disattiva ogni
energia potenzialmente dannosa, comprese quelle che si annidano dentro di me. Lo stress si dissolve. La
pressione si libera. Il mio ambiente è in equilibrio e pervaso di energie amiche.L'energia equilibrata e
positiva permea il mio essere e il mondo.
Esortazione angelica
Cahetel esorta a riconoscere, dentro di sè, il dono che dispensa ai suoi protetti di saper sedurre e
persuadere, per attingere sicurezza e stima di sè e dedicare le proprie doti a sostenere la verità e la
giustizia.

Giorni e orari di Cahetel


Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Cahetel è sempre in ascolto per te; ma in particolare
le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo
della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 16 gennaio, 28 marzo, 10 giugno, 25 agosto, 5
novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 2.20 alle 2.40.
Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita,
ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specifcamente a Cahetel
è il 6° versetto del Salmo 94: Venite, adoremus et procidamus et genua fectamus ante Domino, qui fecit
nos. (Venite, adoriamo. Prostrati e in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori


A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate
anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere
interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. Mentre le
lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a
destra. In questo caso, la radice kaph-he-thaw del Nome risponde alla confgurazione: "la Forza - il Papa
- il Matto"; da cui la rifessione interiore che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede la
Forza (inizio creativo, nuova energia) qual è, e dov'è, la mia forza? cosa devo domare? chiede ilPapa: che
cosa comunico agli altri e con quali mezzi? ho un ideale?chiede il Matto: da cosa mi sto liberando? da cosa
devo liberarmi? Come posso canalizzare la mia energia?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infne al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano infuenze ai nati fra il 26 e il 30 aprile.
L'angelo Cahetel appartiene al Coro degli Angeli Serafni guidato dall' Arcangelo Metatron.Questa decade
in particolare (21-30 aprile) cade sotto l'infuenza dell'Arcangelo Binael, mentre il segno del Toro nel suo
complesso cade sotto il dolce infusso dell'Arcangelo Haniel.
Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a
quella del loro Angelo Custode Cahetel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fanco.
Infne bisogna ricordare che una specifca infuenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che
aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Gaetano Amoroso, attivista
politico; Vito Stassi, segretario Camera del Lavoro; Enrico Pedenovi, consigliere provinciale; Pio La Torre,
politico.

da http://tuttigliangeli.blogspot.it/2011/04/caehtel-angelo-8-dei-nati-fra-il-26-e.html