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Lelahel, angelo 6, dei nati fra il 15 e il 20 aprile

Lelahel, o Lelehe’el, è il sesto Soffo e sesto raggio angelico nel Coro nettuniano degli Angeli
Serafni guidato dall’Arcangelo Metatron, nel quale governa le energie di Venere. Il suo elemento
è il Fuoco; ha domicilio Zodiacale dal 25° al 30° dell'Ariete ed è l’Angelo Custode dei nati fra il
15 e il 20 aprile.
I sei Angeli Custodi dell'Ariete, collettivamente, assicurano ai loro nati un'energia intensa e
focosa, generoso entusiasmo e un acceso desiderio di rigenerazione.
Il nome di Lelahel signifca "Dio lodevole"

Il dono dispensato da Lelahel è la LUCE


Dice Haziel che questo Angelo rivela alla persona il modo più fruttuoso di utilizzare le proprie
risorse; ma al tempo stesso rende coscienti dell’esistenza di tali risorse e del modo di accedervi.
In tal modo conferisce il potere di mettere a frutto grandi opportunità. Inoltre, dato che
Lelahel dispone del potere venusiano di abbellire ogni cosa, grazie a lui, la persona potrà
valorizzare la propria bellezza naturale, godere di buona salute, ottenere felicità in amore; ma
anche fare buoni affari e intraprendere con successo una carriera artistica. Lelahel domina
tutto ciò che riguarda la sfera sentimentale e quella della notorietà, delle scienze e della salute.
Concede dunque ai suoi protetti la possibilità di diventare famosi per le proprie azioni e le
proprie capacità, specie in campo artistico e medico, e perfno di ottenere una clamorosa
fortuna fnanziaria.
Lelahel secondo Sibaldi
Secondo Sibaldi, la radice lamed-lamed-he cela il concetto: la mia energia vitale cresce, ed
eccede. In effetti, dice, i Lelehe’el crescono, e sicuramente fanno crescere: questo è il loro
compito. Si estendono, prendono, superano, desiderano e prendono ancora, sempre: non hanno
eppure una direzione precisa – poiché la conquista, per loro, è una necessità insaziabile, senza
altro scopo che non sia il conquistare stesso. Sono insomma come una famma (lehav, in ebraico)
che cerca ovunque alimento, e dove ne trova divampa e si ingrandisce. Solo così i Lelehe’el
riescono a essere veramente se stessi, e a portare nel mondo questa ventata di volontà onnivora.
Non perdano tempo a domandarsi perché, né tantomeno se sia giusto o sbagliato; non
troverebbero risposta, e non farebbero che intralciare quell’impetuosa forza della natura che in
loro cerca espressione, felice di produrre sempre nuovi bisogni.
Se non si spaventano della loro stessa rapacità, possono diventare utilissimi: perfetti esempi di
ottimismo, coraggio, e di fducia in se stessi. I loro campi d’azione più congeniali sono quelli
dell’Energia Yod: se si dedicano alla medicina, comunicano ai loro pazienti una carica
straordinaria; se preferiscono invece il palcoscenico, diventano fatalmente divi e – più ancora –
trascinatori di folle ipnotizzate dal loro impeto. Ma a loro questo ancora non basterà; sono
iperattivi, devono assolutamente trovare applicazione a una vera e propria folla di ottime qualità:
il desiderio di conoscenza, l’abilità organizzativa, strategica, fnanziaria, l’astuzia da lupi, il
gusto della sfda, la concretezza, la chiarezza intellettuale, e il colpo d’occhio, che in loro si
somma a una brillante capacità di pensare sempre in grande, di intuire quasi magicamente le
passioni della loro epoca, e di usarle a proprio vantaggio. Devono perciò trovarsi tre, quattro,
cinque attività parallele (e aver successo in tutte), oppure una professione multiforme, come
quella del politico, dello scienziato, dell’inventore. Troviamo così, tra i Lelehe’el, estremi che
vanno da Adolf Hitler a Leonardo da Vinci: irresistibili entrambi, uno nella rapacità criminale,
l’altro nella scoperta delle dinamiche del reale. Devono conquistare vette, non importa se nelle
gerarchie o nella natura, purché la gente li veda e li ammiri (come potrebbero infatti sopportare
di non essere notati?): ed ecco allora i perfetti Lelehe’el Joseph Ratzinger e Lucrezia Borgia;
Ardito Desio, che scalò il K2, e William Wright, che inventò il volo a motore; un ambiziosissimo
presidente-imperatore come Napoleone III, che fu tra i monarchi più aggressivi dell’Europa
moderna, e un prodigioso artista come Charlie Chaplin, che attraverso il cinema conquistò le
platee del mondo intero. Naturalmente si sentono eroi – esclusivamente nel senso di eroi
acclamati – e si prendono tremendamente sul serio. Possono ironizzare su tutto, ma non su se
stessi; possono relativizzare qualsiasi cosa, ma non il loro diritto (che per loro è un dovere) di
imporsi all’attenzione generale. Capita facilmente che sembrino insensibili alle esigenze di chi
vive accanto a loro: ma non hanno scelta, devono seguire gli impulsi del loro ben più esigente,
affannoso destino, e non possono fermarsi né a dare spiegazioni, né tantomeno a chiedere
permessi. I loro famigliari e amici possono solamente adorarli, se non vogliono perderli di vista; e
i loro partner riusciranno a tenerli legati a sé soltanto incoraggiandoli a puntare sempre più in
alto nel loro lavoro, e intanto rinnovandosi di continuo, mostrando sempre nuovi aspetti del
proprio carattere, crescendo insomma insieme con loro. Viene in mente a questo proposito il
matrimonio più felice di Chaplin, quello con Oona O’Neill, di trentasei anni più giovane di lui; con
lei, l’attempato genio continuò a crescere ben oltre la fne della sua carriera, ritrovò
adolescenza, poi giovinezza, e ridivenne ancora adulto quando anagrafcamente era già vecchio.
La loro unione fu un’ininterrotta crescita anche dal punto di vista aritmetico, dato che ne
nacquero ben otto fgli. D’altra parte, ben poche persone riescono a frenare a lungo i Lelehe’el
che abbiano cominciato a scoprire se stessi: può provarci soltanto qualcuno che li odi davvero.
Chi li ha conosciuti sa che è suffciente ignorarli un po’ per incupirli, e che basta un’innocente
presa in giro per renderli furiosi: costringerli a limitare la loro vitalità li farebbe soffrire troppo,
scatenerebbe tragiche crisi depressive, si ammalerebbero o, invertendo l’effetto della loro
Energia Yod, vi farebbero ammalare. Ha gioco più facile chi, invece, decide di sfruttarli. Pur di
essere protagonisti, infatti, i Lelehe’el sono disposti a tutto, anche a obbedire e addirittura ad
asservirsi a chi offra loro possibilità di azione. Non è alla libertà che aspirano, ma alla riuscita;
non sono rivoluzionari, non cercano tanto il nuovo, quanto piuttosto l’utile. Possono perciò
trovarsi perfettamente a loro agio in un ambiente conservatore, in un regime o in un partito
autoritario, o in un’azienda patriarcale, purché chi li circonda li stimi e si fdi di loro. Se si
sentiranno adeguatamente utilizzati, non c’è neppure il rischio che la loro passione per le vette
li spinga tutt’a un tratto a prendere il posto di chi li comanda: in fondo al cuore lo potrebbero
desiderare, sì, ma tutto sommato preferiranno essere lodati come vice. Intuiscono che una volta
arrivati in cima si annoierebbero, non avendo altre mete a cui mirare, e che disponendo di
troppo potere faticherebbero a controllare se stessi, come avvenne appunto a Hitler, che in
pochi anni impazzì del tutto e cominciò a correre verso la rovina. Meglio ministri che presidenti,
meglio attori che produttori, meglio sognare sempre qualcos’altro più in là, piuttosto che
guardare dall’alto altri sognatori che comincino a crescere più rapidamente di loro.
Qualità di Lelahel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Lelahel sono ambizione e talento; illuminazione spirituale; lucidità e
comprensione intuitiva di tutto, creatività, fedeltà agli ideali; capacità di rappacifcare i
contendenti, desiderio di guarire gli altri. L’angelo dona amore e concede ai suoi protetti rapida
guarigione dalle malattie ma anche il dono di propiziare una guarigione o comprendere
argomenti e materie normalmente ostici. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Arédros e
rappresenta la stanchezza e la malattia. Causa ambizione smodata e presunzione. Ispira la
tentazione di compiere atti illeciti pur di primeggiare sugli altri o arricchirsi. Fa perdere il senso
della misura e dell'empatia.
Meditazione associata al Nome: stato di sogno
La meditazione associata a Lelahel si chiama “stato di sogno” in quanto questo angelo guida ad
attingere saggezza attraverso i sogni, e aiuta a scegliere bene fra le ispirazioni, tenendosi
lontani dagli inganni che possono portare a scelte sbagliate. Secondo la Kabbalah la realtà in cui
viviamo non è che una delle tante dimensioni possibili; alle altre dimensioni si può accedere in
vari modi, uno dei quali è passare attraverso il sogno. Quando ci addormentiamo la presa della
materialità si allenta, lasciando che la nostra anima ascenda al mondo spirituale dove riceve
nutrimento, forza e ispirazioni. Queste esperienze notturne avvengono in una dimensione che
trascende il tempo e lo spazio, nel quale passato, presente e futuro sono compresenti; si
abbraccia dunque l’intera vastità della vita, nella sua complessità materiale e spirituale. Qui si
colgono visioni che vengono trasmesse alla coscienza attraverso la forma di sogni: tali infuenze,
operando poi a livello del subconscio, hanno impatto sulle decisioni che prendiamo nella vita di
tutti i giorni. Ma le visioni veritiere sono frammiste ad elementi di pura fantasticheria: le
persone di forte spiritualità ricevono sogni prevalentemente veritieri mentre l’egocentrismo li
deforma e restituisce false immagini. Più sono sinceri i sogni più sagge le nostre scelte e
viceversa; nel tempo possiamo imparare a interpretare le visioni che riceviamo e a trarne
l’ispirazione migliore. • Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della
radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a
lungo dal suo signifcato, pronuncia questa intenzione: per il potere di questo Nome ricevo sogni
veritieri. Durante la notte la mia anima ascende a luoghi sicuri e pieni d’amore; ogni mattina mi
sveglio ricaricato, rinvigorito, rinnovato nel corpo e nello spirito e più saggio.

Esortazione angelica
Lelahel esorta a fare tesoro dei preziosi doni che elargisce per trasferire vitalità, grandezza e
bellezza al mondo, senza perdere equanimità e compassione, in modo scevro da ogni
compiacimento verso il proprio potere personale.
Giorni e orari di Lelahel
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Lelahel è sempre in ascolto per te; ma in
particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti
sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 14 gennaio, 26 marzo,
8 giugno, 22 agosto, 3 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le
energie dalle h. 1.40 alle 2.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in
questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono
invocare. La preghiera rivolta specifcamente a Lelahel è il 12° versetto del Salmo 9: Psallite
Domino, qui habitat in Sion; annuntiate inter gentes studia eius (Sal.9,12 - Cantate inni al
Signore, che abita in Sion, annunciate le sue opere fra i popoli).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori


A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire
associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi;
questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano
dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i
corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque, la radice (lamed-
lamed-he) del Nome risponde alla confgurazione: "l’Impiccato – l’Impiccato – il Papa". Da qui la
rifessione che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede per ben due volte
l'Appeso (sosta, meditazione, dono di se stessi) che cosa devo sacrifcare? che cosa devo dare di
me stesso? cosa devo fermare? cosa devo ascoltare? chiede il Papa (il mediatore, il ponte,
l’ideale): cosa dice la Tradizione, la Legge? che cosa comunico e con quali mezzi? sto
trasmettendo qualcosa a qualcuno? ho un ideale?

CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA


Rimando infne al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano infuenze ai nati fra il 15 e il
20 aprile. L'angelo Lelahel appartiene al Coro degli Angeli Serafni guidato dall' Arcangelo
Metatron. Questa decade in particolare (10-20 aprile) è dominata dal gioioso Arcangelo Hesediel,
mentre il segno dell'Ariete nel suo complesso cade sotto il severo infusso dell'Arcangelo Kamael.
Con questi link reinvio dunque a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a
consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Lelahel. Infatti anche le energie di questi
Arcangeli sono al loro fanco. Infne bisogna ricordare che una specifca infuenza sulla persona
è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo: i "santi laici" di questi giorni sono Stefano e Virgilio
Mattei, cittadini; Ugo Venturini, attivista politico; Andrea Campagna, della Polizia di Stato e
Francesco di Cataldo, della Polizia Penitenziaria.