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Educazione all’uso della comunicazione nel digitale

Dott.ssa Ponti:
Le persone che hanno problemi con la realtà digitale sono sempre più piccole. I maschi si
approcciano prevalentemente ai videogiochi, le femminucce piattaforme comunicative.
Il bullismo oggi ha assunto una portata maggiore, perché la presa in giro può diventare facilmente
virale. In un sistema dove nulla si cancella e tutto rimane, sia al di fuori che dentro la persona.
Glia adescatori frequentano i social network, si nascondono dietro nickname improbabili e con
immotivato atteggiamento di disprezzo avvelenano discussioni con commenti improntati all’odio,
spesso rivolti verso il sesso femminile. Sono i cosiddetti “haters”.

Piercarlo peroni:
Convenzione ONU sui diritti del fanciullo: è diritto e dovere dei genitori mantenere, istruire ed
educare i figli.
Secondo l’un di bari uno studente su due delle scuole superiori di bari ha fatto esperienza i sexting
il 58 % di età dai 14 ai 18 anni. Il sexting consiste nello scambio di messaggi audio immagini e
video a sfondo sessuale o sessualmente espliciti attraverso smartphone. La suprema corte dice
nell’educazione ciò che conta non è solo la comunicare nozioni e informazioni tecniche ma vivere
esperienze di vita con i figli per trasmettere loro amore, valori e sicurezza.

Dott.ssa Mariagrazia Sarno:


L’era di internet è probabile che sia il maggio cambiamento globale avvenuto negli ultimi 3 secoli:
l’evento che ha cambiato il modo di vivere e pensare di un’intera società.
La dipendenza da interne ha ripercussione sulla vita quotidiana influenzando aspetti socio_affettivi
della vita quotidiana.
E’ dunque necessario che l’educatore maturi un approccio disciplinato e critico all’uso funzionale
della rete.
“Educare significa sapersi fermare” dice pedagogista Lorenzo Braina.
Non tutte le forme di dipendenza con evidenze di interesse psichiatrico. I fenomeni di dipendenza
vanno situati lungo un continuum che va dal normale al patologico.
Alla base di qualsiasi dipendenza non vi è solo la ricerca di appagamento ma anche un’esperienza
dissociativa nella quale si cerca rifugio dai problemi personali.
L’oggetto della dipendenza da internet è il comportamento o l’attività lecita, per tae otivo è più
impegnativo riconoscerlo come patologico.
Tre condotte patologiche:
- glioco d’azzardo online compulsivo;
- cybersessso;
-cyber relazioni.
Il percorso del genitore e dell’educatore non è un percorso in cui i grandi sanno e dicono, il vero
percorso è dato dalla consapevolezza ce i grandi accompagnano i piccoli inesperti.