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L'abbagliante fulgore dei ghiacci è forse lo scenario che più rimanda al fascino profondo dell'alta montagna.

La sua suggestione è profondissima, difficilmente esprimibile. idee diverse vengono suscitate dai recessi
dell'animo umano. La purezza ed insieme la morte. Strano connubio. Eppure un ghiacciaio sembra avere il
potere di evocarle entrambe. Alcune leggende legate ai ghiacciai sembrano confermarlo.

Il ghiacciaio dei Forni. Foto di Massimo Dei Cas www.paesidivaltellina.it


Ghiacciaio del Forno

Se di ghiacciai dobbiamo parlare, partiamo dal più imponente, il più esteso in Lombardia, quel ghiacciaio
dei Forni che pure ha subito un arretramento impressionante in un secolo e mezzo, almeno due chilometri,
pur conservando ancora gran parte del suo fascino. Una leggenda parla della sua vita segreta.
Più e più volte i forbaschi avevano sperimentato quanto potesse essere rovinosa la furia delle acque del
Frodolfo. Ed allora un giorno convennero da tutta la Valfurva e tennero consiglio sul da farsi. A qualcuno
venne l’idea che in fondo il fiume non vien fuori dal nulla, ma dal ghiacciaio dei Forni, e che quindi a quello
ci si doveva rivolgere per implorare che per il futuro alla valle fossero risparmiate le tragiche alluvioni.
L’idea parve buona ed una delegazione eletta si incamminò su per la Valle dei Forni, fino alla località dei
Forni, dove, in passato, giungeva la fronte dell’imponente ghiacciaio. Messo piede sui suoi primi lembi,
gridarono, a gran voce, che desideravano avere udienza dallo Spirito del Ghiacciaio, che da sempre ne
governa la vita e le vicende. Nessuna risposta. Non si persero d’animo, gridarono ancora ed ancora, finché
una voce, sottile e dolce, rispose che lo Spirito non poteva ascoltarli, perché dormiva di quel sonno
misterioso che rigenera nel profondo la linfa del ghiacciaio. Era la voce della pronipote dello Spirito, gentile
creatura che gli uomini chiamavano Reginetta Blu, cioè la giovane regina che viveva nei riflessi azzurrini ed
indaco del grande ghiacciaio. Gli uomini di Valfurva esposero a lei il loro problema, raccontando di tanti
lutti, di tante distruzioni, di tanti timori. Non ci vollero molte parole per toccare nel profondo l’animo della
figlia dei ghiacci. Ma che poteva fare? Non svegliare lo Spirito, questo non era possibile. Non disporre della
vita del ghiacciaio, di questo non era capace. Pensò, allora, che l’acqua del Frodolfo vien fuori dal sole, che
la strappa ai ghiacci con il suo morso implacabile. Il sole avrebbe potuto, dunque, in qualche modo regolare
la furia del torrente. Pensiero ingenuo, ma nobilissimo. Per ingraziarsi il sole, la Reginetta decise di
scarificare la sua stessa vita. Non si sottrasse alle sue lame di luce e ne venne liquefatta. Lo stesso fecero le
sue numerosissime ancelle, che non potevano più vivere senza la grazia della loro signora. Tutto questo
accadde fra il muto stupore degli uomini, che nulla poterono fare per impedirlo e dovettero tornarsene al
fondovalle, muti e tristi.

Il Morteratsch. Foto di Massimo Dei Cas www.paesidivaltellina.it


Vedretta del Morteratsch

Quando venne il tempo del risveglio, lo Spirito del Ghiacciaio venne a sapere quello che era successo. Ne fu
sconvolto. Con dolore atroce pianse, e chiamò silfi, silfidi e folletti dei morti attorno a sé, perché la fanciulla
avesse il più solenne dei funerali. Così fu, e come segno della sepoltura vennero plasmati steli di ghiaccio, di
tutte le forme, che con i loro bagliori ricordassero il sacrificio della Reginetta e delle sue ancelle. Agli uomini
di Valfurva parvero, quegli steli, quasi braccia protese al cielo, quasi pinnacoli di una chiesa. Li battezzarono,
dunque, “Guglie dei Forni”. Lo Spirito del Ghiacciaio non volle che il sacrificio della giovinetta fosse stato
invano, e dispose che quelle guglie stessero a protezione della valle: di fronte ad esse la furia del Frodolfo,
che fuoriesce da segreti canali nel cuore del ghiacciaio, si placava, e non vi furono più alluvioni in Valfurva. E
così fu. Ma non per sempre. Purtroppo il crudele sole, non pago del sacrificio che gli era stato offerto,
proseguì nella sua lotta contro il ghiacciaio. A nulla valse la resistenza dello Spirito: i ghiacci arretrarono,