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Il Rinnovamento delle British Galleries

7.1 Shema generale

ll Museo è dedicato alle arti maggiori e minori provenienti da tutto il


mondo.
Sorto nel 1852 per iniziativa del principe Alberto quale Museo delle
Arti Ornamentali fu successivamente conosciuto come Museo di South
Kensington.
Nel 1899 la regina Vittoria pose la prima pietra del nuovo edificio,
dalla facciata neorinascimentale che all’inaugurazione fu denominato
Victoria and Albert Museum.
Fu a quella epoca che la sezione scientifica andò a formare lo Science
Museum.
Questo è il museo più grande del mondo sulle arti decorative.
Qui possiamo ritrovare le arti, le tecniche ed il design dall’anno 3000
a.C. fino ad oggi.
Nell’ ultimo decennio il museo ha subito un calo fortissimo nel numero
di visitatori; è stato monitorato tra il 1999 ed il 2000 che questi erano
scesi a 32000 mila, meno di quanto era il target visitativo di
1.600.000 mila.
Già nel 1996 era stata avanzata la proposta di rinnovare le British
Galleries, ala sud est del museo perché in esse ormai erano contenuti
un surplus d’oggetti, ben 3000, tali da coprire un arco di tempo di 400
anni e con un carico di storia da raccontare, il Design in Gran
Bretagna, tanto vasto quanto complesso. L’idea di rinnovare le Briths
Gallery ha dato lo spunto per riorganizzare l’intero museo, è stata
fatta una nuova “mappatura” di esso che ha portato a suddividere
l’immenso patrimonio organizzandolo in due grandi sezioni:
1) Art and Design Galleries

2) Materials and Techniques Galleries

La prima contiene tutti i tipi di oggetti per illustrare l’arte ed il design


di un particolare periodo e paese di provenienza. Come: dall’Europa
del 1500-1600, The Islamic Gallery, arti del mondo islamico tra il
700-1800,ancora The Dress Collection, collezione di abiti in Europa dal copre 3400mq. Costate 30 milioni e mezzo di sterline, offrono il 25%
1600 ad oggi; la Raphael Galley, dove sono esposti i sette disegni in più di spazio mostrando più di 3000 oggetti dal 1500 al 1900,
realizzati da Raffaello per gli arazzi della Cappella Sistina; The TTT sui rappresentano principalmente un progetto innovativo all’interno del
Gallery of Chinese Art , nella quale ritroviamo oggetti provenienti dalla sistema museografico proprio perchè hanno stabilito dei nuovi
Cina dell’anno 3000 A. C. fino ad oggi.; The Cast Court , contenente standard per l’esposizione e l’interpretazione dell’arte decorativa
modelli in grandezza naturale in gesso di capolavori di architettura e senza compromettere l’importanza della collezione. Inoltre
scultura europea, fra cui il Davide di Michelangelo e la colonna di l’introduzione di accessi gratuiti al museo ha alzato il numero dei
Traiano. visitatori solo nel primo mese al 300%, in seguito si è stabilizzato su
un aumento del 60%, nel 2002 è arrivato complessivamente a
La seconda contiene oggetti particolari classificati in base alle varie 500.000 mila.
tecniche di costruzione: scultura, pittura, ceramica, raccolta di L’architettura del museo non è stata sovratata dal design del nuovo
stampe, disegni, fotografie e dipinti del museo. Come: oggetti in progetto. . Lo schema architettonico è stato disegnato da Alastair
Argento o in Ceramica Gourlay di Associates : le novità principali sono delle stanze create
Ad esempio in questa sezione del museo avremo The Jewellery Gallery come aree di studio e degli affacci su ogni piano che permettono ai
nella quale ci sono prevalentemente gioielli ed in generale articoli visitatori di traguardare il piano superiore o inferiore
ornamentali personali provenienti da tutto il mondo, dal 2000 A. C. ad contemporaneamente.
oggi; The Silver Gallery, contenente la raccolta Nazionale dell’Argento L’ installazione di due nuovi ascensori che per la prima volta
Inglese dal 1300 al 1800; The Devonshire Hunting Tapestries , arazzi permettono l’accesso a tutti i visitatori a tutti i piani del museo.
del Devonshire sulla caccia, tessuti in lana nella prima metà del XV Primal’uso delle scale era necessario per raggiungere tutte le parti del
secolo, raffiguranti dame e nobiluomini riccamente vestiti, a caccia di museo. L’installazione di un sofisticato sistema di area condizionata
cinghiali, orsi, cervi e lontre; the Glass Gallery, contenente per far fronte agli alti livelli di inquinamento ambientale lungo
un’esposizione che illustra tutta la storia e lo sviluppo del vetro negli Cromwelt road, è installato ad un piano rialzato permettendo all’aria
ultimi 4000 anni, infine The Ceramic Gallery, contenente esempi di di entrare ad un livello basso ed è l’ideale per gli oggetti delicati del
ceramiche, realizzate in vari periodi e con tecniche diverse dall’antico museo. Sono stati installati dei doppi infissi per preservare il museo
Egitto ad oggi. dall’inquinamento acustico e per proteggere l’ambiente. Il progetto
The Henry Cole Wing, sezione che prende il nome del primo direttore d’interni delle gallerie è un lavoro di Casson Mann un team innovativo
del museo, contiene dipinti di Jhon Constable, essa è la più grande di designer allestitori, con a capo Dinah Casson. Il loro è un design
collezione del mondo, donata dalla figlia del pittore inglese; abbiamo chiaramente moderno, loro hanno utilizzato materiali e colori che si
anche la Frank Lloyd Wright Gallery. accordano piacevolmente con l’ampia gamma di oggetti storici in
Fra le principali opere : sculture di Donatello, bronzi del Gianbologna, mostra.
cartoni di Raffaello sulla vita di S. Pietro e S. Paolo. Il principio guida che il museo vuole trasmettere a chi lo visita è molto
Oggi le nuove British Gallerie del V&A, aperte nel novembre del 2001 chiaro e allo stesso tempo forte: coinvolgere il pubblico
sono l’equivalente di un museo completamente nuovo, sia per permettendogli là dove è possibile di sentire i materiali e toccare gli
grandezza che per prospettiva, occupando interamente due piani oggetti.
dell’ala sud est del museo, con 15 gallerie in totale, la cui superficie
7.2 Descrizione del progetto computer. Inoltre egli ha progettato anche le140 nuove vetrine
fabbricate dalla società Italiana Goppion di Milano.
Le gallerie sono allestite per descrivere il design Britannico tra 1500 e L’edificio è sviluppato nell’alzato in quattro piani, ognuno dei quali è
il 1900 e sono progettate secondo un percorso cronologico che segue sfalsato in due. All’interno vi è una corte con un giardino: the Pirelli
quattro tematiche principali: Garden, allestito con giochi per i bambini. Ci sono due ingressi
Style; principali ,il primo dei quali è situato su Cromwell Road , l’altro su
Fashionable Exhibition Road, questo ultimo, creato per risolvere i problemi di
Living; Who Led Taste? accessibilità. In entrambi gli ingressi sono stati collocati dei punti di
What Was New?. informazione e di accoglienza. E’ stata infatti dedicata un’attenzione
L’esposizione è distribuita in 15 gallerie, come abbiamo detto, su due particolare alle problematiche dell’accesso sia fisico che intellettivo.
piani e copre un’area di 3400 mq rappresentando circa il 10% Tutte le gallerie sono raggiungibili da coloro che utilizzano sedie a
dell’allestimento del museo. Le nuove gallerie hanno il fine di rotelle, mediante passerelle ed ascensori.
dimostrare l’importanza che la Gran Bretagna segnò per il design Braille e libri con caratteri con punti più grandi del normale, sono
durante quel periodo, poichè nel 1500 questa era una nazione un pò stati resi disponibili in tutte le sale, nelle quali ritroviamo anche del
ai margini della vita artistica europea, si è tentato di spiegare anche il personale di assistenza disponibile per qualsiasi domanda.
motivo di tanto interesse della nazione per le culture d’oltremare. All’
epoca si può dire che tutto il design era di provenienza straniera, ma
nel secolo scorso il 1900 questa nazione abbastanza repentinamente
si è trasformata nel laboratorio del mondo per tutte le arti ed il
design, aumentandone il manufatto enormemente.
Le gallerie sono ricche di oggetti e di strumenti interpretativi. Sono
state allestite:
5 sale di periodo,
4 aree di scoperta,
2 sale studio
2 sale film.
Le valutazioni sui visitatori hanno messo in luce che le persone spesso
trovano nell’architettura e nel costume dei validi ausili per identificare
i periodi storici, così tutto ciò che riguarda abiti ed edifici è presente in
tutta l’esposizione.
Casson Man ha disegnato il layout ( disposizione) delle gallerie,
combinando display dedicati a 90 differenti oggetti con film rooms,
discovery areas e study area, stanze cerniera in quando situate
all’incrocio dei due bracci delle British Galleries, che offrono spazio per
la lettura, lo studio, il riposo, la ricerca e l’uso interattivo dei
7.3 Direttive seguite prendere il “tea”, fu così che vennero scelti e identificati i pezzi più
significativi della collezione e si decise su quale livello interpretativo
Nel marzo del 1996, all’inizio del progetto di riallestimento, Cristopher bisognava porre l’accento. Inoltre furono condotte ricerche d’ispezione
Wilk, il curatore a capo del progetto definì gli obbiettivi principali da all’interno del museo, organizzate discussioni formali riguardo a tutto
raggiungere. Sostanzialmente questi possono essere schematizzati in ciò che evidenziava lo spirito britannico,come: le varie etnicità si
tre linee guida: erano create nel paese , furono raccolte tutte le informazioni visive
- Attirare quanti più visitatori differenti possibili essenziali (immagini) per ogni oggetto, organizzate sessioni di
- Essere quanto più apertamente didattiche addestramento per i gruppi di lavoro sulle teorie dell’ apprendimento,
- Fare in modo che i nuovi strumenti per l’interpretazione si per la redazione dei testi per l’accessibilità; fu costruito di volta in
integrassero elegantemente nel contesto generale. volta un quadro documentato per ogni unità espositiva, che ha
Il concept team fu formato da tre persone,un curatore interno al rappresentato peraltro lo strumento principale nello sviluppo dei
museo, un pedagogista e un uno storico, ed essi sono stati : lo stesso contenuti delle gallerie. In esso erano elencati: le unità espositive
Wilk, Gail Durbin, allora a capo della Gallery education, Sarah correlate, dichiarazione degli intenti da raggiungere, l’elenco degli
Medlam, vice curatore del progetto, scelta per la sua conoscenza del oggetti, le idee per l’interpretazione, le note , gli oggetti nuovi e quelli
periodo storico. Essi hanno svolto per i primi sei mesi ricerche in tutti esclusi. Questo lavoro è durato quattro anni.
i musei della Gran Bretagna e del nord America in particolare in Dunque il primo degli obbiettivi da raggiungere che il museo aveva
Canada. Wilk e Durbin descrivono, in un’ intervista rilasciata alla posto nelle priorità di partenza, era quello di coinvolgere quanti più
rivista Museum Practice, questo processo, come qualcosa di visitatori possibile. Gail Durbin ricercò nuovi modi per raggiungere i
fondamentale innanzitutto per la coesione venutasi a creare del team potenziali futuri visitatori. Egli innanzitutto raccolse le ricerche
e soprattutto per aver dato loro il tempo per poter sviluppare delle esistenti del museo sui visitatori , e notò che questa non era stata
idee lontano dalle pressioni esterne. utilizzata a pieno:l’ analisi aveva focalizzato principalmente tutto ciò
Nell’ottobre del 1996 il programma di riallestimento era pronto per che il museo voleva offrire al pubblico, piuttosto che porre l’attenzione
partire. Tutto il personale fu diviso in tre squadre ciascuna delle quali su ciò che il pubblico cercava nel visitare il Victoria and Albert
copriva un periodo storico: Museum.Tutti i questionari sono stati rifatti ex-novo ed hanno iniziato
Tudor e Stuart 1500-1714, a circolare nel museo in maniera estensiva. Alla base di tutta la
Epoca Georgiana 1714-1837, ricerca vi è proprio una valutazione sul pubblico, perché questo è
Epoca Vittoriana 1837-1914; l’unico strumento efficace per poter soddisfare le esigenze degli utenti
ciascuna squadra era capitanata da un coordinatore, affiancato da un dei musei. In appendice sono riportati i dati relativi alle valutazioni
ricercatore ,un pedagogista ed infine da un assistente curatoriale che che il V&A ha condotto. In seguito alle ricerche condotte i visitatori
corrisponderebbe ad un nostro sovrintendente. Inoltre due vennero classificati in otto gruppi.
sovrintendenti anziani partecipavano dando consigli ma non erano 1 Adulti che desiderano imparare
direttamente coinvolti nella gestione del progetto. 2 Specialisti (sia professionisti che dilettanti)
Ogni squadra ricercò i quattro temi per le proprie gallerie, ad esempio 3 Studenti universitari e post-universitari
per Fashionable Living nel 1800 , la squadra si domandò se fosse 4 Comunità locali
appropriato evidenziare nella mostra l’usanza allora in voga di 5 Visitatori stranieri
6 Minoranze etniche (gruppi provenienti dall’Asia Meridionale,
cinesi per i quali il museo già realizzava programmi speciali) 7.4 I programmi Video e l’interazione ad alta tecnologia
7 Gruppi scolastici
8 Famiglie La più ovvia differenza tra le British Galleries e il resto del Victoria and
Dall’analisi condotta si è evinto che molti visitatori non cadono in una Albert Museum è il numero di schermi computer sparsi in giro. Casson Man
singola categoria, ma è di aiuto pensare che le persone possono avere ha progettato l’alloggiamento per i video e per gli schermi computer,
alcune caratteristiche in comune sul modo nel quale usufruiscono del questi sono sottili e discreti nel design e non ingombrano se sono fuori
museo. I ricercatori si ritengono comunque soddisfatti per aver “ servizio.
coperto” tutte le categorie di visitatori presi come campione, e i Piccoli schermi proiettano brevi film mentre, i più grandi che funzionano al
risultati delle valutazioni condotte nel luglio 2002 ne daranno la contatto, proiettano programmi interattivi che spiegano i diversi stili del
conferma. design. In particolare ve ne sono due creati appositamente per studiare la
La seconda maggior decisione presa dal team fu quella di dividere i società , i costumi e gli oggetti dell’epoca, attraverso un’analisi che va dal
visitatori a seconda del loro stile di apprendimento, questa è una particolare al generale, nel programma è riprodotto un dipinto, che può
teorizzazione sviluppata da David Kolb accademico, il quale divide i “ essere analizzato nei dettagli mediante zumate sui particolari e così
learners” persone desiderose di apprendere, in quattro diversi gruppi: risalire all’analisi sociale della rappresentazione.
1 Coloro che imparano attraverso l’esperienza Hand-on Sono stati progettati anche dei punti di ascolto, gli hand-seat è
2 Persone immaginative e creative, ai quali piace un approccio da più possibile maneggiare degli oggetti, l’interazione si trasforma in gioco
punti di vista quando offre la possibilità di costruire una sedia o di imparare a fare il
3 Persone analitiche che focalizzano su concetti astratti. La maggior “nodo” ad una cravatta; libri riprodotti con caratteri più grandi offrono
parte delle esposizioni è creata per questo gruppo di persone la possibilità a chi ha difficoltà visive di leggere più agevolmente; in
4 Persone comuni, interessati alle teorie per risolvere i problemi giro per tutte le gallerie è disponibile materiale di lettura nelle panche
di riposo. La società Edge Picture Company ha prodotto tre brevi
Sia il tipo di interattività, sia il suo contenuto possono essere adattati serie di video , il museo ha deciso che questi dovessero essere
per soddisfare questi stili di apprendimento. Il team servendosi silenziosi per evitare un sovraccarico di rumori, all’inizio del video è
dell’approccio di Kolb escogitò nuovi modi per coinvolgere nuovi specificato il tempo della durata di proiezione: può variare dai due
visitatori e questo fu fatto proprio attraverso l’uso e l’invenzione di minuti e mezzo ai cinque minuti. Alcuni dei titolo per i video sono :
strumenti interpretativi, mai visti prima al V&A Museum. Anche se la The object In Focus, the How Was It Made.
scelta degli stili di apprendimento può essere criticabile, è risultata Ad esempio The object In Focus, riguarda la descrizione di otto oggetti
essere però molto appropriata alla ricreazione nei musei, perché ha in particolare, ciascun video funziona con il Touch-screen cioè al
aiutato realmente a creare varietà nell’interpretazione. Inoltre c’è da contatto ed in genere è collocato accanto all’oggetto, così che il
sottolineare che tutto questo è stato fatto contro il volere della critica visitatore è incoraggiato a guardare dal video all’oggetto per imparare
inglese che sosteneva la non utilità dell’interazione nei musei di arte l’uso che di esso veniva fatto e il perché era considerato alla moda in
decorativa. quel periodo.
La serie the How Was It Made invece si concentra sul come e il perchè
di sei mestieri, in particolare un video di due minuti e mazzo spiega il
tessere su un telaio Jacquard, il materiale tessuto e quello da acquistato. I pochi handsets. che tuttora funzionano, restituiscono un
maneggiare sono alloggiati lì accanto. Ritroviamo ancora, video che senso di ottima qualità sia per il suono che per il contenuto; gli
includono la ricostruzione virtuale del letto Melville e del giardino di argomenti principali dei punti di ascolto riguardano una dozzina di
notte Vauxhall ,riprodotti in forma di modellino. articoli sul design della durata di 90’ secondi ciascuno. Il poeta
Sono stati creati anche dei Manuali di Stile in formato sempre Benjamin Zephaniah ad esempio discute di un dipinto chiamato “Lo
elettronico, il concept team consapevole della difficoltà di dover scolaro Giamaicano”, poi ci sono le “ Telling Tales” che raccontano
spiegare un movimento quale il Gothic Revival ha ritenuto comunque sotto forma di favoletta ciò che è raffigurato su nove oggetti diversi ed
necessario farlo, in quanto la ricerca effettuata sui visitatori aveva infine si possono ascoltare una serie di musiche dell’epoca.
messo in luce quanto per essi era gratificante apprendere ed imparare Per le Film rooms sono stati prodotti tre programmi Audiovisivi: Art
sugli stili. Questi manuali sono stati prodotti dalla società multimediale Design and Empire, Un giorno alla Grande Esposizione, e Le case di
Oyster Partners, i video funzionano anch’essi a contatto e si trovano Campagna, che risultano essere di grande interesse sia informativo
accanto ai rispettivi oggetti e non solo, li ritroviamo anche nelle due che di intrattenimento, durano circa quindici minuti ciascuno. Un
aree studio e presto saranno disponibili on-line. Il manuale di stile quarto programma sulla Corte Tudor si pensa che verrà fatto in
Jacobean è tipico , esso chiede al visitatore di cercare le chiavi di stile futuro.
per gli oggetti posti accanto allo schermo. Nel programma si trovano
anche informazioni sui personaggi di spicco dell’epoca, come ad
esempio Inigo Jones, nonchè i movimenti culturali e architettonici. Al
termine del percorso esplorativo si può rispondere ad un test e
verificare cosa si è appreso, così che il valore premiante per il
visitatore è immediato.
Tornando ai posti di ascolto come abbiamo detto prima, il concept
team decise che l’audio in tutte le gallerie avrebbe disturbato la visita
ma in generale riteneva che la musica e la conversazione tra i
visitatori avrebbe particolarizato l’esperienza della visita, per cui si è
scelto di consentire l’emissione sonora solo nelle due sale Film rooms,
che conducono alle gallerie principali, mentre nel resto delle Briths
Galleries sono stati collocati punti di ascolto in piedi e due nei quali ci
si può comodamente sedere, gli handsets. L’alternativa scelta dal
team, l’audio tour, fu scartata perchè vi erano troppi ingressi alle
gallerie e questo avrebbe generato certamente confusione. Casson
Man è sempre il designer degli hansets mentre tutti i pezzi di cui sono
composti sono stati fabbricati da ben sette industrie diverse. Sono
emerse parecchie difficoltà nel montaggio ma soprattutto queste si
sono evidenziate nel malfunzionamento degli hansets, il museo infatti
sta pensando che un nuovo sistema totalmente diverso debba essere
7.5 L’ Interazione a bassa tecnologia

Le Briths Galleries usano semplici aggeggi a bassa tecnologia buon


effetto, quelle che risultano essere le migliori sono le” targhe”di
metallo con cerniere fissate davanti alle vetrine espositive. Ciascuna
targa è appena sulla sinistra dell’oggetto o degli oggetti a cui si
riferisce. Superiormente vi è una domanda e sollevando la linguetta
metallica viene rivelata la risposta. Altre invitano il visitatore ad
esaminare da vicino un oggetto, mentre altre ancore chiedono loro di
capire la differenza tra due oggetti simili, come ad esempio di
osservare tra le due ceramiche di Meissen e di Bow.
Il gioco è la caratteristica principale dell’interazione nelle British
Galleries, qui è possibile costruire il Crystal Palace della Great
Exhibition manualmente con piccoli blocchetti e graficamente
rispondendo ad una serie di domande computerizzate. L’interazione a
bassa tecnologia include anche oggetti misteriosi, oppure articoli da
maneggiare come cocci di porcellana accompagnati da tasselli per il
supporto Braille. Inoltre fax simili di libri rari appartenenti alla
Biblioteca del V&A, come i Quattro libri sull’Architettura di Palladio.
Ancora è possibile intraprendere una discussione sul design, su una
tabella laminata viene chiesto al visitatore di osservare degli oggetti
specifici in mostra e poi di porre domande dirette sull’ argomento,
seguono alcune pagine di informazioni sul Gotico, lo stile Nazionale; le
risposte possono essere trascritte su un blocco di appunti oppure sui
display dei computer. In tutto i dispositivi interpretativi sono 97.

7.6 Le aree studio

Le Clore Study sono posizionate su entrambi i piani a metà di esse.


Ciascun area è caratterizzata da un banco con dei computer, delle
poltrone e una piccola libreria dove è possibile consultare liberamente
libri di riferimento agli oggetti in mostra. Nei primi sei mesi dopo
l’apertura soltanto sette libri sono mancati. in ogni area studio
ritroviamo otto terminali e cinque dei programmi su detti, gli schermi
sono grandi e piatti, gli assistenti di sala sono a disposizione del
pubblico per rispondere a qualsivoglia domanda. Nelle Cloro Una particolare attenzione è stata rivolta alle esigenze dei visitatori
ritroviamo anche i set point, piccoli agganci dove è possibile riporre o non vedenti o in generale a tutti gli ipovedenti. il pubblico è invitato a
prendere degli sgabelli da portare in giro per le Gallerie. comparare delle finiture in ceramica, come la qualità dell’intaglio e la
Di questi cinque programmi che il visitatore può utilizzare struttura dei materiali. Per aiutare in questa attività , le indicazioni del
ritroviamo ,un manuale di stile, un programma che esplora particolare cliente hanno richiesto un ampio utilizzo del Braille, le ricerche del
dipinti , brevi video,si può partecipare ad un forum on-line del museo hanno evidenziato che i lettori Braille, le cui dita sono più
museo,ed infine vi è un database su circa 3000mostre, il visitatore sensibili degli altri visitatori, non amano leggere su fredde superfici
può mandare anche un e-mail. metalliche, quindi sono stati progettati dei fogli estraibili in
polipropilene rigido, di colori caldi al tatto e vivaci. Inoltre all’interno
7.7 Le aree di scoperta degli espositori sono stati utilizzati dei disegni in rilievo cioè tattili con
un’interfaccia Braille, per illuminare e descrivere vividamente una
Anche le Clore Discovery, aree di scoperta, sono state progettate due serie di oggetti fuori scala e fuori dalla portata dei visitatori.
per piano, ma queste ultime sono state posizionate in ambienti in un L’esposizione di tali oggetti è accettabile per chi è dotato di una vista
certo qual modo separati dalle gallerie principali, proprio per non normale , ma non è alla portata di chi ha gravi accessibilità visive.
distrarre i visitatori dal percorso cronologico in mostra. Abbiamo etto Sono stati inoltre realizzati dei disegni in rilievo, come aiuto per
all’inizio che queste aree , Tudor e Stuart, furono pensate per quella comprendere la scala di rappresentazione e per comprendere come
categoria di pubblico che apprendono attraverso l’esperienza ed il tali elementi si inseriscono nel contesto urbano di origine. Anche per
coinvolgimento, quindi compiendo delle azioni, come quelle artigianali. questi disegni si sono serviti di una consulenza specialistica in questo
All’interno di queste sezione i visitatori sono invitati a partecipare a caso però italiana. I plastici a cui si fa riferimento sono dei modelli di
numerose attività educative a bassa tecnologia. Queste attività edifici architettonici quali : il Marble Arch, il Memorial Albert ed il
includono la possibilità di : indossare il guanto di un’ armatura, di un Crystal Palace.
guerriero e verificarne, il peso, oppure si può assemblare una sedia
con tre pioli o ancora indossare una sottogonna, tessere un telaio, 7.8 l progetto grafico al V&A
fare una treccia sistemata accanto da un libro antico che ne mostra i
disegni. Disegnare un guerriero con un’armatura, stamparne il Nel 1989 è stato progettato un primo restyling del Museo Londinese,
disegno e, portarlo con se,oppure spedirlo via e-mail ad un amico. lo studio grafico Pentagram si è occupato del progetto del logotipo e
Ciascuna area di scoperta comprende una teca con degli oggetti del sistema della segnaletica. Data la grandezza del museo hanno
misteriosi, qui il pubblico è invitato a indovinare lo scopo e l’utilizzo scelto di dividerlo in base a quattro colori, la scelta non è casuale
reale di una varietà di oggetti privi di nome e non correlati. Le infatti ad ogni colore corrisponde un punto cardinale, abbiamo il rosso
risposte sono nascoste dietro a delle porte munite di cardini che per il nord, il verde per il sud, il blu per l’ovest ed il giallo per l’est. Il
fiancheggiano le estremità delle teche. Per aiutare nella comprensione carattere tipografico scelto è stato il Bodoni disegnato nel XIIX secolo
di tutte queste attività , sono state espressamente commissionate ben da Giambattista Bodoni.
175 illustrazioni per accompagnare l’apprendimento per gradi. Come Nel 2002 sono stati apportati notevoli cambiamenti al sistema di
ausilio didattico le attività manuali si sono rivelate quella di maggior segnaletica. E’ stata fatta una nuova mappatura del territorio e i
successo tra i commenti del pubblico. designer Stephen Greenberg e Christine Hanway della società
Metaphor hanno immaginato di ricondurre il museo ad una città, una buona leggibilità quando il testo è disposto in grandi blocchi,
dividendolo in quartieri e sottoquartieri che prendono il nome però da mentre i caratteri true serif , spesso ne risentono se riprodotti in
nazioni se non continenti, quindi abbiamo : l’Europa, L’ Asia, la Cina, corpo piccolo, in particolare se sono serigrafati. Il team era alla ricerca
India, Italia, America etc. Oltre a queste denominazioni abbiamo di un tipo di carattere che fosse di” transizione”- qualcosa a metà
anche denominazioni per i materiali in mostra, quindi. le sale dei strada tra il serif e il sans serif- un carattere raffinato che nell’insieme
tessuti , sale degli Argenti e sale dedicate a mostre fotografiche. Ad fosse congeniale al soggetto. Il tipo prescelto doveva avere caratteri
un esame più attento vediamo che ad ogni sala corrisponde un ben proporzionati e perfette caratteristiche di crenatura (lo spazio
numero ed una lettera che ci indicano su una brochure a parte ‘indice proporzionale fra le lettere). Essere gradevole da leggere, e doveva
completo della catalogazione di tutti i manufatti del museo. Per coloro permettere una riproduzione eccellente con metodi digitali e
che visitano il V&A oggi non ci sono grosse difficoltà nel trovare la convenzionali (cioè la serigrafia), in corpi sia grandi che piccoli. Lo
strada di ciò che desidera vedere. Tutto questo è in parte stato voluto sviluppo del disegno è stato effettuato in stretta collaborazione con il
dal museo stesso , infatti il principio guida per il design grafico nelle Consulente per le accessibilità, e durante il processo di verifica della
nuove Brithsh Galleries è stato la “Chiarezza”; vi era la necessità che leggibilità, con il museo e con il pubblico non avendo trovato nulla di
il design grafico contribuisse al piacere, al comfort e all’informazione appropriato si è pensato di sviluppare un nuovo tipo di carattere
offerti dalle nuove sale espositive, e che quindi risultasse elegante e ibrido, denominato V&A.
caratterizzato da un tratto originale; le nuove British Galleries
dovevano distinguersi dalle altre sale espositive del museo. 7.10 L’ ekarving

Le parole chiave del cliente: L’ekarving è un metodo di presentazione dei testi introdotto per
“…..La grafica deve aiutare il visitatore a comprendere e a la prima volta in Svezia da Margareta Ekarv, e richiede un nuovo
partecipare, fornendo strati di informazioni e diverse attività che approccio alla scrittura, che evidenzia l’adozione di ritmo e semplicità
possano essere comprensibili ai differenti livelli….” di linguaggio con interruzioni di riga che riflettono le interruzioni
ma contemporaneamente doveva essere chiara, forte ed elegante. La naturali della frase. Si ritiene che l’ekarving faciliti la comprensione
grafica doveva avere un ruolo di supporto e non poteva dominare, del testo attraverso una lettura più rapida da parte del lettore.
competere o distrarre dalle teche espositive. Tuttavia dal punto di vista tipografico, l’inconveniente è che il testo
risulta essere piuttosto irregolare nella lunghezza delle righe di testo,
7.9 Il carattere tipografico e la leggibilità alcune brevi altre molto lunghe. Il problema principale è che le
lunghezze di riga così differenti tra loro richiedono molto più spazio e
Per trovare il giusto tipo di carattere da utilizzare in tutte le nuove misure del carattere superiori. Questo comporta dei riquadri
sale espositive e in ciascuno dei vari tipi di componenti grafici sono d’argomento più grandi , mentre l’aspetto visivo del testo stesso inizia
state condotte moltissime ricerche e prove. Il tipo di carattere perfetto a rassomigliare all’irregolarità della poesia concreta piuttosto che
per le esigenze del V&A doveva essere leggibile in tutti i corpi. all’uniformità della prosa.
Secondo l’intenzione dei progettisti il carattere doveva essere senza Sono stati approntati dei prototipi a grandezza naturale ed è stato
tempo pur mantenendo un aspetto puro ed elegante. I caratteri Sans effettuato un esauriente collaudo sul pubblico. Per i visitatori
serif ( cioè i caratteri sprovvisti di grazie) generalmente non hanno
ipovedenti il testo sottoposto a ekarving si è rilevato difficile e che sono stati progettati come alti monoliti(600 mm di larghezza x
faticoso da leggere; 2100mm di altezza), allo scopo di garantire un riconoscimento
Per il museo, l’uso dell’ekarving avrebbe richiesto un approccio costante da parte del visitatore nell’ambito di ciascun soggetto
completamente nuovo allo stile di scrittura del testo, gran parte del esposto. La serigrafia è stata altresì utilizzata per i pannelli orientativi.
quale era già stato completato in bozza da numerosi autori Per tutte le didascalie delle teche e dei piedistalli(colonne) è stata
specializzati. Se l’ekarving può rilevarsi adatto a brevi testi telegrafici impiegata la stampa digitale, che ha consentito di utilizzare fotografie
in alcuni musei, esso si dimostra ben poco pratico per musei che a colori e altro materiale illustrativo. Rispetto alla serigrafia, la stampa
richiedono prosa e resoconti accademici notevolmente più lunghi. Per digitale, è relativamente economica e permette una sostituzione
ragioni evidenti, questo metodo non è adatto per l’utilizzo in semplice e rapida; un requisito vitale per le etichette di oggetti che
didascalie di oggetti più articolati. Il test sul pubblico ha avuto esito possono richiedere la sostituzione a lungo termine.
negativo e anche secondo il parere del team grafico, il museo ha I Dispositivi interpretativi, che comprendono la maggior parte delle
preso la saggia decisione di abbandonare l’idea di utilizzare testi attività manuali, richiedevano dei materiali di facile impiego e
sottoposti ad ekarving. resistenti all’usura.

7.11 Il colore 7.12 Le Applicazioni

Per enfatizzare la presenza visiva di oggetti in teche individuali e per 1. Pannelli di soggetto ( per soggetto si intende quello della sala )
far si che ciascuno di essi diventasse una ” gemma lucente”
nell’ambiente circostante, è stata creata una tavolozza di colori Novanta espositori posizionati nelle sale o all’interno delle vetrine. I
piuttosto ampia per gli espositori in 3D. L’intento era di mantenere un pannelli dei “ soggetti “ hanno innanzitutto ospitato una delle quattro
legame tra tutti i tipi di espositori, una sorta di filo rosso invisibile, intestazioni tematiche che seguono : Cosa c’è di nuovo ? ; Chi o cosa
tale che conservasse in armonia i colori dei primi con i colori dettava il gusto ? ; Lo stile ; Vivere seguendo la moda.
circostanti all’interno degli stessi espositori. Sono stati sviluppati Le intestazioni tematiche sono seguite dal titolo del soggetto e dal testo di
pertanto una scala di grigi utilizzando per lo sfondo del grigio scuro o accompagnamento. I pannelli dei soggetti sono stati prodotti come testo
chiaro, a seconda dell’intensità dei colori scelti per gli espositori serigrafato su alluminio spruzzato di cellulosa.
circostanti. Il colore del carattere, cambia in base al colore dello
sfondo: carattere grigio scuro su sfondo grigio chiaro o viceversa. 2. Pannelli didattici
Per i componenti grafici che non erano direttamente correlati alle In aggiunta ai pannelli dei soggetti, sono incorporati dei pannelli didattici
teche 3D, hanno proposto una tavolozza più colorata, che per fornire informazioni più dettagliate su argomenti specifici. Questi
comprendeva dei pannelli di orientamento che richiedevano una pannelli recavano tutti del materiale illustrativo e sono stati prodotti come
presenza più forte e più immediata. stampe digitali montate su alluminio.
Tutti i componenti grafici sono stati accuratamente valutati in base
alla loro posizione , forma e funzione. Componenti grafici diversi 3. Pannelli di orientamento
richiedevano metodi di produzione diversi su differenti tipi di L’orientamento ha rappresentato una sfida nella serie delle lunghe gallerie,
materiale. La serigrafia è stata utilizzata per i pannelli dei soggetti, che hanno ben 14 vie d’accesso al pubblico per un totale di due piani. Le
piantine ideate assicurano che i visitatori siano ottimamente informati del 6.Libri nelle sale d’epoca
punto in cui si trovano e anche , nella misura del possibile, delle sale Le cinque sale restaurate e ricostruite all’interno delle British Galleries,
espositive su entrambi i piani. Esse forniscono altresì un’indicazione del hanno rappresentato anch’esse una sfida importante per il team, in quanto
contenuto di ciascuna galleria. in esse non era possibile affiggere o appendere alcunché direttamente
sulle superficie delle pareti originali. Così per ogni sala sono stati creati dei
4. Didascalie per gli oggetti libri di formato più grande. Per la copertina di ognuno di essi si è scelto di
Le location di queste etichette ,più di 3000, variano : display aperti raffigurare un dettaglio del soffitto, in modo da incoraggiare i visitatori a
( etichette montate su piedistalli e sulle pareti delle sale espositive); guardarsi intorno ma anche al di sopra del loro capo. I libri, rilegati in
all’ interno delle teche .A seconda della posizione e dell’altezza rispetto al modo ben saldo e realizzati in acrilico e nailon rigido antigraffio, per durare
suolo, sono state progettate sagome tipografiche per vari formati in diversi a lungo, informano sulla disposizione e sulla storia di ciascuna delle cinque
corpi di font per ciascuna didascalia. E’ stata sviluppata una disciplina sale. In essi ritroviamo fotografie dl prima e del dopo restauro , nonché
tipografica per ottenere la massima chiarezza nel veicolare la gerarchia dettagli del restauro, mappe e piante dei piani.
delle informazioni del contenuto del testo. Hanno preferito l’impiego di
lunghe strisce di didascalie, stampate digitalmente per i piedistalli e le 7.Segnaletica direzionale
teche. Laddove è stato possibile, hanno evitato l’utilizzo di didascalie Lungo le pareti perimetrali delle gallerie principali correvano un certo
individuali che nel corso del tempo portano sempre a giunture sgradevoli numero di sale laterali più piccole, ed era importante attirare l’attenzione
da vedere nonché a delle differenze di colore con le altre didascalie, su di esse, ma queste comunque non dovevano disturbare il resto del
magari posizionate esternamente. L’uso di didascalie individuali è stato percorso. E’ stato quindi necessario progettare un sistema di segni che ne
riservato unicamente per quelle riferite ad oggetti montati a parete. In sottolineasse l’esistenza. In generale già era stato deciso che tutta la
teche ricche di oggetti, dove lo spazio si è dimostrato insufficiente si è segnaletica direzionale dovesse essere intergrata, per quanto possibile,
scelto di optare per dei cataloghi, e poiché si è pensato che sarebbero nello spazio circostante, senza però sovrastare la mostra, quindi che
stati maneggiati da un gran numero di persone si è pensato soprattutto dovesse essere elegante e discreto. Tutti i pannelli direzionali sono stati
alla curabilità di questi ed è per questo motivo che si è scelto di fabbricarli incassati, montati a filo all’interno delle spallette laterali delle porte. Per i
con il metodo tradizionale della serigrafia su polipropilene. colori si è pensato di riprodurre quelli delle superfici parietali. Inoltre per
enfatizzare e accentuare l’accesso a ciascun atrio degli ascensori, sono
5. Libri con caratteri di grandi dimensioni. state scelte delle scritte semplici in alluminio presso fuso, con una morbida
Nelle gallerie sono stati messi a disposizione del pubblico singoli libri con finitura metallica ed opaca, che si integrano in maniera armoniosa nella
caratteri più grandi, all’interno ritroviamo trascritti tutti i pannelli di struttura architettonica preesistente.
soggetto con caratteri extra-large, e tutti i testi delle didascalie degli
oggetti. I libri con caratteri più grandi consentono ai visitatori soprattutto a 8. Date sul pavimento
quelli ipovedenti di poter leggere in primo piano le informazioni in modo Tutte le nuove sale espositive mettono in mostra l’arte Britannica dal 1500
più agevole. Questi libri sono stati stampati interamente su carta pesante al 1900 e a rammentare il periodo , nelle mattonelle del pavimento sono
e rilegati esternamente con anelli in cartelle di polipropilene. state inserite delle date in acciaio inossidabile, per puntualizzare
silenziosamente il ritmo di studio contemplativo e lo spazio di passaggio di
comunicazione.
Bibliografia
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the Victoria and Albert Museum
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http://www.vam.ac.uk/vastatic/acrobat_pdf/research/gail_durbin.pdf
Bridget Mitchell
Book Display in the British Galleries Gail Durbin
Using the Web for Participation and Interactivity
Charlotte Hubbard Paper given at the Museums and the Web 2003 conference
Too Big For His Boots – The Relocation of the Wellington Monument http://www.archimuse.com/mw2003/papers/durbin/durbin.html
Model
Frances Lloyd-Baynes
Christine Powell, Fi Mallinson and Zoe Allen Managing the Unmanageable: Lessons in Content Management from the
An Overview of the Gilded Objects Treated for the British Galleries V&A's British Galleries Project [includes descriptions of the British
Shayne Rivers Galleries high-tech interactives, an overview of the interactives
East Meets West: the Althorp Triad development process and a summary of lessons learnt in content
management while working on the BGO.]
Simon Metcalf, Anthony R E North and Derek Balfour Paper given at the workshop 'Dramaturgy in Museum Communication:
A Gun-Shield from the Armoury of Henry VIII: Decorative Oddity of The Change of Meaning in Virtual Spaces', (Swiss National Museum,
Important Discovery? Zurich 15-16 Sept 2003), to be published December 2003

Christopher Powell and Sophy Wills British Galleries Visitor Research Reports available via the V&A website
Conservation or Restoration? The Treatment of an 18th Century Clock
British Galleries Baseline Study
Nicola Costaras http://www.vam.ac.uk/exploring/cons_research/evaluation/bg_baseline
The British Galleries Project from a _study/

Web-based information British Galleries Formative Studies


http://www.vam.ac.uk/exploring/cons_research/evaluation/bg_form_stu
Nick Brod, (IT manager for the British Galleries) dies/
Diving in at the Deep End - The British Galleries at the V&A
Paper given at the Museums and the Web 2002 conference British Galleries Prototyping: Computer Interactives
http://www.archimuse.com/mw2002/papers/brod/brod.html http://www.vam.ac.uk/exploring/cons_research/evaluation/evaluation_c
i/
Gail Durbin
Interactive learning in the British Galleries 1500-1900 British Galleries Prototyping: AV, Low-Tech interactives and Text
http://www.vam.ac.uk/exploring/cons_research/evaluation/bg_eval_av_
lowtech_text/

British Galleries Summative Evaluation


http://www.vam.ac.uk/exploring/cons_research/evaluation/bg_summ_eval/
8 Documenti originali allegati Keywords: Museum Websites, Victoria and Albert Museum, Education,
Interactivity, Participation, Activity, learning styles, exhibition
Using the Web for Participation and Interactivity development, web audiences
Gail Durbin, Victoria and Albert Museum, United Kingdom Introduction
http://www.vam.ac.uk One of our tasks as people running websites is to stop new media
Abstract being used to replicate traditional museums. Even when traditional
People developing museum websites need to avoid replicating traditional museums move on and find new ways of communicating with their
museums and creating sites that take little account of how people learn. audiences the website can retain a conservative air. There are various
In developing the British Galleries, the Victoria and Albert Museum characteristics that I associate with traditional museums.
identified eight audience types and their needs and four learning styles Traditional Museums  
and used these to audit ideas for interpretation. 'Variety' became a key Traditional' Websites
to ensuring people with a wide range of backgrounds, needs and
preferred learning styles found something they could relate to in the new Large numbers of objects
galleries. We now wish to apply some of the lessons learnt in developing Large databases
the British Galleries to the development of the V&A website, although
lack of research in the way people use museum websites to learn about Minimal information
objects is an obstacle. Minimal or huge amounts of information
The V&A website needs more than simply collections information on the
site. Using interactivity (where visitors have the power to influence Let the objects speak for themselves
outcome) and participation (where visitors can feel involved) can Focus on individual objects. Lack of contextual information
broaden the base of people who feel that the website has something for
them that fits in with their own needs and learning styles. One means of Displays pitched at museum peers 
creating variety and balance within the interactivity on the site is to Use of specialist or internal collections information sys Using the Web for
provide a range of activity relating to a continuum that runs from the Participation and Interactivity
museum as expert through to putting the visitor in the role of expert. Gail Durbin, Victoria and Albert Museum, United Kingdom
Examples are taken from the V&A website showing how different part of http://www.vam.ac.uk
the site work. Some activities occur solely on the website and others Abstract
have been generated as a combination of gallery activity and web People developing museum websites need to avoid replicating traditional
activity. Some of the most successful events have been those where museums and creating sites that take little account of how people learn. In
both museum and visitor have offered expertise. Other seemingly developing the British Galleries, the Victoria and Albert Museum identified
frivolous events have generated levels of creativity, commitment and eight audience types and their needs and four learning styles and used these
enthusiasm entirely appropriate to the aims of the museum. We need to to audit ideas for interpretation. 'Variety' became a key to ensuring people
do more research and welcome collaboration with others to increase the with a wide range of backgrounds, needs and preferred learning styles found
variety of activity on our site. something they could relate to in the new galleries. We now wish to apply
some of the lessons learnt in developing the British Galleries to the
development of the V&A website, although lack of research in the way Minimal information
people use museum websites to learn about objects is an obstacle. Minimal or huge amounts of information
The V&A website needs more than simply collections information on
the site. Using interactivity (where visitors have the power to influence Let the objects speak for themselves
outcome) and participation (where visitors can feel involved) can Focus on individual objects. Lack of contextual information
broaden the base of people who feel that the website has something
for them that fits in with their own needs and learning styles. One Displays pitched at museum peers 
means of creating variety and balance within the interactivity on the Use of specialist or internal collections information sys
site is to provide a range of activity relating to a continuum that runs
from the museum as expert through to putting the visitor in the role of
expert.
Examples are taken from the V&A website showing how different part
of the site work. Some activities occur solely on the website and others
have been generated as a combination of gallery activity and web
activity. Some of the most successful events have been those where
both museum and visitor have offered expertise. Other seemingly
frivolous events have generated levels of creativity, commitment and
enthusiasm entirely appropriate to the aims of the museum. We need
to do more research and welcome collaboration with others to increase
the variety of activity on our site.
Keywords: Museum Websites, Victoria and Albert Museum, Education,
Interactivity, Participation, Activity, learning styles, exhibition development,
web audiences
Introduction
One of our tasks as people running websites is to stop new media
being used to replicate traditional museums. Even when traditional
museums move on and find new ways of communicating with their
audiences the website can retain a conservative air. There are various
characteristics that I associate with traditional museums.
Traditional Museums  
Traditional' Websites

Large numbers of objects


Large databases