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«Si potrebbe dire che al vecchio diritto di far morire o di lasciar vivere si è
sostituito un potere di far vivere o di respingere nella morte»
(Michel Foucault, La volontà di sapere, Feltrinelli, 1978)

Il termine biopolitica (composto da bìos "βίος", vita e da polis "πολις", città)


ricorre con vari significati nella storia della filosofia e nella politologia.
Usato ad esempio in una concezione organicistica negli anni venti da Rudolf
Kjellén, oppure da Georges Bataille all'inizio del Novecento[1], diviene centrale
nel dibattito filosofico in seguito all'uso che ne ha fatto Michel Foucault a
partire dalla metà degli anni settanta del Novecento.
Indice

1 Rapporto con la vita come fattore economico


2 Note
3 Bibliografia
4 Voci correlate

Rapporto con la vita come fattore economico

Per Foucault la biopolitica è il terreno in cui agiscono le pratiche con le quali


la rete di poteri gestisce le discipline del corpo e le regolazioni delle
popolazioni. È un'area d'incontro tra potere e sfera della vita. Un incontro che si
realizza pienamente in un'epoca precisa: quella dell'esplosione del capitalismo[2].

Il biopotere, potere sulla vita, si è sviluppato nei secoli XVII e XVIII in due
direzioni principali e complementari:

la gestione del corpo umano nella società dell'economia e finanza capitalista,


la sua utilizzazione e il suo controllo
la gestione del corpo umano come specie, base dei processi biologici da
controllare per una biopolitica delle popolazioni

Il controllo delle condizioni della vita umana diventa un affare politico. Si


rovescia la vecchia simbologia del potere, legato al sangue e al diritto di morte,
in una nuova, in cui il potere garantisce la vita. In questo modo il potere, più di
prima, ha accesso al corpo. Ma al contempo il Novecento mostra che nella modernità
più che mai nella storia la politica mette in gioco la vita delle persone[3].
Conseguenza dell'irruzione del biopotere è che la legge concede spazio alla norma:
la struttura rigida della legge permette di minacciare la morte, ma la norma è più
adatta a codificare la vita. Per questo il Liberalismo è il quadro politico che fa
da sfondo alla biopolitica. In questo, secondo Foucault, si inserisce l'azione di
resistenza al potere: rivendicare la vita, piena, non alienata, la soddisfazione
dei bisogni e dei desideri, la salute e la felicità.

Discipline che vanno dalla chimica e biologia alla genetica e alla scienza
statistica, saperi quali la demografia, la psichiatria, la sociologia, la
criminologia, la sessuologia hanno contribuito a tratteggiare le linee della
"normalità" e a fornire alle sfere di potere gli strumenti concettuali per la
gestione delle attività biologiche.

Foucault, continuando e approfondendo la riflessione di Georges Canguilhem,


individua nell'affermazione del binomio normale-patologico (o deviato) nella
scienza medica, nell'imposizione di sistemi di previdenza o assicurazione in sfera
economica, nell'avvento di igienismo e eugenetica, le tappe fondamentali attraverso
le quali si attua questo passaggio alla biopolitica.
Altri autori, come Giorgio Agamben[4] e Toni Negri[5], hanno utilizzato e
reinterpretato il concetto di biopolitica, divenuta parola chiave del dibattito
sulla filosofia politica degli ultimi anni, con un significato che ha d'altronde
relativamente poco a che fare con quello in cui la parola è stata originariamente
usata da Foucault, ma con legami stretti con il concetto marxiano[6] di dominio
reale[7] tematizzato già nei primi anni settanta da Jacques Camatte e Giorgio
Cesarano. Il filosofo Byung-Chul Han sostiene che alla società attuale non è più
applicabile il paradigma della biopolitica, bensì quello della “psicopolitica”: il
potere non disciplina più i corpi ma plasma le menti, non costringe ma seduce,
sicché non incontra resistenza perché ogni individuo ha interiorizzato come propri
i bisogni del sistema.
Note

^ Foucault e la biopolitica. Archiviato il 25 aprile 2007 in Internet Archive.


di Domenico Turco
^ Engelmann, Stephen G., Queer Utilitarianism: Bentham and Malthus on the
Threshold of Biopolitics. Theory & Event. Vol. 17 Issue 4. 2014.
^ Scartabellati Andrea, Il dovere dei medici italiani nell'ora presente :
biopolitica, seduzione bellica e battaglie culturali nelle scienze umane durante il
primo conflitto mondiale, Firenze : Firenze University Press, Medicina & storia :
rivista di storia della medicina e della sanità : 7, 14, 2007.
^ Snoek, Anke; Fry, Craig L., Lessons in Biopolitics and Agency: Agamben on
Addiction. New Bioethics. Nov2015, Vol. 21 Issue 2, p128-141.
^ Just, Daniel. A Biopolitics of Immaterial Labor. Political Studies. Jun2016,
Vol. 64 Issue 2, p401-416.
^ Kierans, Ciara. Biopolitics and Capital. Body & Society. Sep2015, Vol. 21
Issue 3, p42-65.
^ Il dominio reale viene definito come «il passaggio del valore alla sua
autonomia completa, vale a dire l'oggettivazione della quantità astratta in
processo nella comunità materiale. Il capitale, come modo sociale di produzione,
realizza il proprio dominio reale quando perviene a rimpiazzare tutti i presupposti
sociali o naturali che gli preesistono, con forme di organizzazione specificamente
sue, che mediano la sottomissione di tutta la vita fisica e sociale ai propri
bisogni di valorizzazione» (Jacques Camatte e Gianni Collu, «Transizione», in
appendice a: Giorgio Cesarano e Gianni Collu, Apocalisse e rivoluzione, Dedalo,
1973).

Bibliografia

AA.VV., Lessico di biopolitica, Manifestolibri, 2006, ISBN 9788872854310


Nedoh, Boštjan, Alive or Undead? Biopolitics between Esposito's Vitalism and
Lacanian Psychoanalysis, Paragraph. 2016, Vol. 39 Issue 1, pp. 65-81.
Carlo Casini, Biopolitica: l'ora è venuta, Cantagalli, 2007, ISBN 8882723496
Giorgio Cesarano e Gianni Collu, Apocalisse e rivoluzione,Dedalo, Bari, 1973.
ISBN 8822001176.
Antonella Cutro (a cura di), "Biopolitica. Storia e attualità di un concetto",
ombre corte, 2005. isbn 88-87009-70-8.
Roberto Esposito, Bíos. Biopolitica e filosofia, Einaudi, 2004. ISBN
8806171747.
Michel Foucault, La volontà di sapere, traduzione di Pasquale Pasquino e
Giovanna Procacci, Feltrinelli, 1978.
Michel Foucault, Nascita della biopolitica (corso al collège de France anni
1978-1979), a cura di François Ewald, Alessandro Fontana e Michel Senellart, trad.
Mauro Bertani e Valeria Zini, Feltrinelli, Milano 2005.
Guyer, Sara; Keller, Richard C., Life after Biopolitics., South Atlantic
Quarterly. Apr2016, Vol. 115 Issue 2, p227-230.
Nitzan Lebovic, The Philosophy of Life and Death: Ludwig Klages and the Rise of
a Nazi Biopolitics, 978-1-349-46528-6, 978-1-137-34206-5 Palgrave Macmillan US
2013.
Carlos Mario, Cano Ramírez, La biopolítica y los dispositivos de control de la
opinión pública en la era del ciberespacio / Biopolitics and the Mechanisms of
Control of Public Opinion in the Era of Cyberspace, Estudios Políticos. Jun 2016
0(48):224-242; Universidad de Antioquia.
Carla Oliveira, Fernandes; Cláudio, Melo; Vera Lopes, Besset; Pedro Paulo,
Bicalho, Biopolitics and Pain: Approximations between Foucault and Lacanian
Psychoanalysis PsicoUSF. Apr 2016 21(1):189-196; Universidade São Francisco.
Prozorov, Sergei, Foucault and Soviet biopolitics. History of the Human
Sciences. Dec2014, Vol. 27 Issue 5, p6-25.

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