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S

Giotto, Dono del mantello, dopo il 1292.


Assisi, Basilica superiore di San Francesco.
studio del mese

Papa Francesco,
la Chiesa e i
cambiamenti culturali

Riformare
per fedeltà

Il capitolo 6 degli Atti degli apostoli «presenta


un esempio paradigmatico di come i mutamenti
socio-culturali esigano dalla comunità cristiana
di ripensarsi e ristrutturarsi continuamente
nella dottrina e nella prassi, per fedeltà al
Vangelo, che le richiede l’attenzione ai bisogni
storico-concreti della comunità in cui vive e a cui
deve l’annuncio della Parola e la testimonianza
d’impegno solidale nel compito di promozione
umana, soprattutto dei più poveri e sofferenti».
L’ampio commento di don Giovanni Ferretti
parte da qui per porre un parallelo tra il testo
e gli obiettivi di riforma che il pontificato di
Francesco si è dato. Obiettivi che rispondono
a una serie di sfide: lo spostamento dallo
scontro con alcuni temi della postmodernità
all’assunzione della sfida della povertà e in
generale d’ogni forma d’esclusione (eco-nomico-
sociale); la sfida del pluralismo religioso e
culturale; quella del potere e del clericalismo;
quella della lettura dei segni dei tempi; quella
– forse la principale – della misericordia come
«forma della testimonianza cristiana».

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ome avvio ad alcune riflessioni sul mitiva comunità cristiana descritto in At 4,32; e, ac-
grande compito che spetta alla Chie- canto a quella, sulla questione del potere nella gestione
sa di discernere oggi, come sempre, i della comunità, in particolare su chi deve presiedere
«segni dei tempi» per annunciare e l’assistenza ai poveri.
S
testimoniare nella concretezza della – Gli apostoli intervengono e inventano un nuovo
storia il Vangelo come dono credibi- elemento strutturale della comunità, senza precedenti
le e amabile per l’uomo di ogni tem- nella tradizione evangelica: il ministero dei diaconi ac-
po, inizierò, come mi è stato suggerito dal titolo affida- canto a quello degli apostoli, per meglio adempiere,
tomi, dal testo di At 6,1-7: «In quei giorni, aumentan- oltre al compito dell’annuncio della Parola – l’evange-
do il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mor- lizzazione –, anche quello dell’assistenza ai poveri – la
morarono contro quelli di lingua ebraica perché, promozione umana –.
nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro Da notare che gli apostoli non scelgono diretta-
vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei di- mente i sette uomini «pieni di fede e di Spirito Santo»,
scepoli e dissero: “Non è giusto che noi lasciamo da ma invitano il gruppo dei discepoli a fare tale scelta, li-
parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, mitandosi a investirli dell’incarico con l’imposizione
fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazio- delle mani; una prassi, quella della scelta dei candidati
ne, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo ai ministeri dalle comunità a cui sono destinati, che
questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla pre- permase a lungo nella Chiesa antica e la cui abolizione
ghiera e al servizio della Parola”. Piacque questa pro- già Rosmini criticava ne Le cinque piaghe della Chiesa
posta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno per i suoi effetti negativi.
di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Come pure è interessante sapere che tutti e sette
Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. portano nomi greci e uno è addirittura un proselito,
Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, im- cioè un non ebreo. Il che significa che siamo di fronte a
posero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il una differenziazione creativa non solo di compiti ma
numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava anche della stessa comunità, con il gruppo ellenistico
grandemente; anche una grande moltitudine di sacer- che diventa autonomo da quello ebraico, senza per
doti aderiva alla fede». questo rompere la comunione, anzi salvaguardandola:
ne potremmo trarre un’indicazione anche per la valu-
La prima crisi della Chiesa tazione dell’esigenza di pluralismo all’interno della
e una geniale soluzione Chiesa oggi, che papa Francesco si propone di realiz-
Propongo alcune brevi osservazioni sul senso para- zare superando il centralismo romano.
digmatico del racconto: In ogni caso il testo ci presenta un esempio paradig-
– La comunità cristiana primitiva è messa in crisi matico di come i mutamenti socio-culturali esigano
dal mutamento delle sue condizioni storiche: in con- dalla comunità cristiana di ripensarsi e ristrutturarsi
creto l’aumento del numero dei discepoli e il coesistere continuamente nella dottrina e nella prassi, per fedeltà
di discepoli di lingua ebraica e di lingua greca (altra al Vangelo, che le richiede l’attenzione ai bisogni stori-
l’organizzazione di una piccola comunità, altra quella co-concreti della comunità in cui vive e a cui deve l’an-
di una grande comunità; altra la dinamica di un grup- nuncio della Parola e la testimonianza d’impegno soli-
po omogeneo, altra quella di un gruppo eterogeneo dale nel compito di promozione umana, soprattutto
culturalmente pluralistico; la questione del pluralismo dei più poveri e sofferenti.
si è presentata quindi nella Chiesa fin dall’inizio e co- E ritengo che abbia anche la forza provocatoria di
me sappiamo è ritornata quanto mai attuale con il dif- richiamare la nostra attenzione su quelle che sono for-
fondersi dei fenomeni della secolarizzazione e della se, oggi, le sfide prioritarie che la Chiesa ha di fronte.
globalizzazione.
– L’occasione della crisi: nella prassi d’assistenza ai La sfida viene dai poveri
poveri della comunità si finisce per trascurare l’assi- Papa Francesco profeticamente ha spostato l’indi-
stenza delle vedove dei discepoli di lingua greca e que- viduazione della sfida prioritaria che la Chiesa deve
sti esprimono il loro malcontento nei confronti di quel- oggi affrontare: dalla sfida dell’Illuminismo alla sfida
li di lingua ebraica, che dovevano quindi essere preva- della povertà.
lenti nell’organizzazione della comunità; del resto gli Dalla sfida dell’Illuminismo, con i problemi dei
apostoli erano tutti di lingua ebraica. Ne nasce un dis- rapporti tra scienza e fede, immanenza e trascenden-
senso divisorio, noi e loro, voi detenete il potere e di- za, verità o valori assoluti e verità o valori relativi – che
scriminate i nostri poveri. È interessante notare che la pur permangono tutti e con la postmodernità a partire
divisione sorge sulla questione dei poveri che mette in dagli anni Sessanta del Novecento si sono aggravati, in
crisi l’ideale (e la prassi) di piena comunione della pri- particolare per quanto riguarda la rivendicazione del-

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la libertà individuale nell’ambito della vita sessuale, cativa, includente, ospitale, secondo il modello della
delle relazioni affettive, delle decisioni circa la propria «santità ospitale» di Cristo (come la chiama Theo-
vita personale: contraccezione, divorzio, aborto, con- bald).6
vivenze, inizio e fine vita ecc., indici di una vera e pro-
pria trasformazione antropologica,1 o comunque di La sfida del potere
una profonda mutazione del quadro di valori condivisi La Chiesa ha perso potere nella società secolarizza-
in Europa, tanto da portare a una vera e propria scis- ta, dato che i vari sistemi sociali si sono resi autonomi
sione tra i valori della cultura cattolica tradizionale e dall’egemonia della religione (scienza, politica, econo-
quelli della cultura più diffusa. mia… e ora sempre più la morale e le relazioni affetti-
In proposito il teologo Christoph Theobald ha par- ve o familiari…). E non dovrebbe cercare di ricuperar-
lato di una «situazione di esculturazione» del cristiane- lo per altre vie con ambigue collusioni con il potere
simo in Europa, dato che è ormai fuori della cultura politico o economico, anche per poter essere libera di
europea più diffusa.2 denunciare profeticamente i poteri terreni quando
Una situazione che sarebbe vano e antievangelico tendono a essere egemoni a loro volta (come lo stato,
pensare di ribaltare cercando d’imporre per legge i va- l’economia, la burocrazia, il sistema scienza/tecnolo-
lori della cultura cristiana tradizionale anche se non gia ecc.), e invece di servire il bene comune servono
sono più condivisi dalla cultura dominante – tramite il solo a se stessi, opprimendo i più deboli e indifesi, i
potere politico e in ambigua collusione con i populisti senza poteri.
identitari che ne fanno dei «marcatori culturali» in Una denuncia profetica del potere che andrebbe
funzione xenofoba –, invece di cercare di reinterpre- testimoniata anche con la rinuncia al potere all’inter-
tarli nella nuova cultura e di testimoniarli come l’ideale no della Chiesa. Ad esempio del clero sui laici, degli
di un’umanità compiuta. uomini sulle donne, dei teologi illuminati sul popolo,
Si tratta indubbiamente di un grande compito at- della Chiesa romana sulle Chiese locali sparse nel
tuale, ma in quell’«ospedale da campo» – come lo mondo, e poi dei vescovi sui preti, dei parroci sulle co-
chiama papa Francesco – in cui la Chiesa si trova oggi munità parrocchiali, con una cascata autoritaria ben
a operare, vi sono delle ferite dell’umanità che sfidano poco evangelica, ricuperando non solo la funzione di
con ancora maggiore urgenza la Chiesa, come, appun- servizio dell’autorità nella Chiesa ma anche il suo eser-
to, la questione della povertà. cizio in forma «sinodale». Una forma di cui si va oggi
Per sfida della povertà va intesa, in sintonia con molto parlando ma ben poco praticando, se non con
papa Francesco, soprattutto la sfida degli effetti di gli esempi significativi, ma ancora acerbi e limitati, del
povertà, disuguaglianza, esclusione, conflitti, disuma- Sinodo sulla famiglia e di quello sull’Amazzonia.
nità crescente ecc., indotti dall’economia capitalisti-
co-finanziaria globale; con la connessa sfida ecologi- I «segni dei tempi»
ca, per la stretta connessione tra grido dei poveri e La lettura o interpretazione dei mutamenti socio-
grido della terra.3 culturali, e delle esigenze di ristrutturazione o riforma
della Chiesa che sollecitano, non può essere fatta dalla
La sfida del pluralismo comunità cristiana ponendosi esclusivamente da un
religioso e culturale punto di vista sociologico o filosofico. Indubbiamente
In proposito mi limito a osservare come la globaliz- importante e ineludibile, ma non sufficiente. È neces-
zazione ha moltiplicato l’interconnessione comunica- sario uno sguardo di fede su tali mutamenti, che sia a
tiva e la mobilità tra i vari paesi – anche tramite trasmi- un tempo contemplativo e profetico, quale è stato
grazioni di massa – coinvolgendoci tutti nella situazio- espresso, soprattutto a partire dal Vaticano II, con la
ne di pluralismo e d’interdipendenza globali, che mo- categoria di discernimento dei «segni dei tempi». Cosa
dificano profondamente il nostro «spazio d’azione»4 e s’intende con la categoria «teologica» dei «segni dei
al tempo stesso fanno emergere l’esigenza di «globaliz- tempi» e quali criteri abbiamo per discernerli? Mi li-
zare l’umanità» dopo aver globalizzato i capitali, le mito di necessità a poche osservazioni.
merci, le notizie e le immagini,5 reagendo ai vari popu- Per individuare la categoria teologica dei «segni dei
lismi nazionalistici e sovranisti, sempre più diffusi in tempi» è necessario rifarci anzitutto al Vangelo, ove se
Europa e non solo, che tendono a compattare le comu- ne parla (cf. Mt 16,3) come dei segni dei tempi messia-
nità per contrapposizione ed esclusione: noi/loro, nici: le gemme del fico che preannunciano l’estate del
amici/nemici ecc. regno di Dio.
Una reazione che deve aver ben chiara la distin- A ben vedere nel testo evangelico il grande segno
zione tra identità cristiana quale intesa dai populisti: dei tempi da scorgere e interpretare è Cristo stesso e la
contrappositiva, escludente, soltanto culturale; e l’i- sua vita, annuncio e inizio dei «tempi nuovi» o dell’av-
dentità cristiana evangelica o di fede, che è comuni- vento del regno di Dio.

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Per una prima trasposizione analogica, si può però ti caratteristici dello stile o modi vivendi forma (Gestalt)
dire che sono «segni del tempo» tutti quegli eventi sto- di Cristo, facendo così della misericordia il criterio
rici che in qualche modo, per la loro valenza messiani- fondamentale per il discernimento o interpretazione
ca, prefigurano, anticipano o concorrono allo sviluppo sia della parola di Dio, quale ci perviene tramite il
S
del regno di Dio, compresa una migliore comprensio- Vangelo, sia dello stesso mondo o umanità moderna
ne del Vangelo di Cristo e una migliore fedeltà a esso nei suoi aspetti di «segni dei tempi» che interpellano la
da parte della comunità dei credenti, la Chiesa. Que- Chiesa a ripensarsi e rinnovarsi. E al tempo stesso co-
sta di quel Regno è e dovrebbe essere il segno efficace me la forma principale della testimonianza cristiana
per eccellenza nella storia.7 Per cui, nella storia «post nel mondo odierno. Proporrei cioè la misericordia co-
Christum», «segno» dei tempi messianici è e dovrebbe me la categoria o atteggiamento chiave per entrare in
essere anzitutto proprio la Chiesa, quale corpo mistico modo evangelicamente corretto nel circolo ermeneuti-
di Cristo presente nella storia. co di Vangelo e umano.
Sempre per trasposizione analogica, si può di con- Ove per misericordia non intendo un particolare
seguenza chiamare «segno dei tempi» anche tutto ciò attributo di Dio, accanto ad esempio alla giustizia, o
che, nella storia, aiuta, stimola e provoca la Chiesa a un aspetto parziale dell’amore di Dio e dell’amore del
svolgere nel modo migliore la sua missione di «segno» prossimo, ma la qualifica fondamentale di Dio, la sua
dei tempi messianici, sintonizzandosi non solo con l’e- essenza più intima; se vogliamo la nota caratteristica di
vento del Gesù storico ma anche con l’azione dello quell’agape o amore che egli essenzialmente è e in cui
Spirito del Risorto nella storia. ci vuole coinvolgere per essere in comunione con lui.11
Ed è su questo ultimo significato analogico che mi Quale criterio di discernimento dei segni dei tem-
pare ci indirizzi il concilio Vaticano II invitando la teo- pi, la misericordia non deve essere evidentemente ri-
logia e tutto il popolo di Dio a prestare particolare at- dotta a un vago sentimento emotivo o a un benevolo
tenzione ai «segni dei tempi» in funzione di un rinno- piegarsi dal superiore verso l’inferiore, confermando-
vamento della Chiesa – a una sua «conversione» o ne l’inferiorità. A ben vedere, essa è infatti, evangeli-
«autoriforma» – al fine di meglio adempiere la sua camente, un sentimento che scaturisce e s’intreccia
missione salvifico-evangelizzatrice nel mondo.8 con il riconoscimento della dignità «sacra» o assoluta
di ogni persona, che in quanto tale ci appella a un do-
La misericordia come discernimento vere incondizionato nei confronti della sua salvezza,
Il criterio di discernimento dei segni dei tempi9 nei soprattutto nel momento del bisogno o del pericolo,
due significati analogici indicati, e in particolare nell’ul- cioè in quanto «misero».
timo, non può che essere, a ben vedere, la figura (Gestalt) Emmanuel Lévinas parla efficacemente, in propo-
di «Gesù Cristo» stesso, cioè la figura dell’umanità com- sito, della «maestà» del volto del povero,12 appellando-
piuta e felice quale incarnata nella forma o stile della sua si a Mt 25 ove il Signore dice «l’avete fatto a me», tra-
persona. Un criterio che si manifesta ed è riconoscibile sferendo così nei bisognosi tutti la sua stessa signoria.
nella sua «verità» per la corrispondenza a quella forma
dell’umanità compiuta che pulsa nel cuore di ogni uo- Non sacrifici
mo (creato a immagine e somiglianza di Cristo!). Questo nesso tra misericordia e dignità della perso-
Giustamente possiamo quindi dire (parafrasando na risulta in modo quanto mai evidente – oltre che dal
Franz Rosenzweig) che «il Vangelo e il cuore dicono la complesso della predicazione e della prassi di vita di
stessa cosa», e che di conseguenza, per «dissotterrare» Gesù – dal combinato delle due espressioni presenti
l’umano che dorme nei nostri cuori (come si esprime nelle celebri controversie sul sabato:13 «Misericordia io
Etty Hillesum) e cogliere l’autentica verità di Cristo, voglio e non sacrifici» (Mt 9,13 e 12,7, che citano Os
bisogna fare una lettura incrociata di cuore e Vangelo, 6,6);14 «Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il
leggendo l’uno alla luce dell’altro. In altri termini, en- sabato» (presente in tutti e tre i sinottici).
trare nel circolo ermeneutico di Vangelo e umano, con Con la prima Gesù eleva la misericordia, che rende
la coscienza che il Vangelo non s’impone all’umano attenti e competenti a interpretare e soccorrere le con-
dall’esterno ma vi si rivolge in funzione maieutica, per crete esigenze di vita del prossimo (nel caso, la fame dei
favorirne l’emergere in consapevolezza e pieno svilup- discepoli, la malattia del paralitico…), a criterio per
po;10 e l’umano non si contrappone al Vangelo come al discernere nel caso concreto la portata oggettiva e non
suo altro alienante ma come la sua immagine riflessa solo soggettiva della Legge di Dio.
pienamente disvelata. Egli contrappone così il criterio misericordia al cri-
Tentando una lettura sintetica del Vangelo (del terio del sacrificio del proprio desiderio di vita, o alla
«cuore del Vangelo», come si esprime papa France- condanna della trasgressione per meccanica applica-
sco), che resta inesauribile, come inesauribile è il cuore zione della norma generale,15 con annessa richiesta di
dell’uomo, concentrerei nella «misericordia» gli aspet- una pena/castigo/sacrificio espiatorio per risarcire la

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giustizia violata ed essere perdonati, secondo quella – non vuole anzitutto insegnare ma ascoltare e im-
mentalità sacrificale diffusa allora e poi purtroppo per parare dall’altro; anche nel caso della cultura moderna
molto tempo nello stesso cristianesimo. Non senza e postmoderna, da cui la Chiesa peraltro ha già tanto
aver influenzato gran parte del pensiero moderno che imparato: ad esempio dalla coscienza storica e dalla fi-
l’ha fatta propria portandola a esiti estremi, come la lologia critica per una corretta esegesi biblica, libera
valutazione della funzione dialettica positiva del nega- da ogni residuo di fondamentalismo, dalle dichiarazio-
tivo di cui parla Jean-Luc Nancy.16 ni sui diritti umani e dal sorgere dei regimi democrati-
Con la seconda, «il sabato è fatto per l’uomo e non ci, dal rispetto della libertà religiosa, dalla valutazione
l’uomo per il sabato», Gesù chiarifica e in qualche mo- in positivo dei valori del corpo e dei sentimenti, dell’at-
do giustifica la prima affermazione, facendo della per- tenzione alla diversità ecc;
sona, cioè della sua salvezza o pienezza di vita, il fine di – sa commisurare – come già osservato – la valuta-
ogni istituzione o legge, divina, ecclesiastica e umana. zione delle persone (e della società o cultura) non in ri-
Anticipando e certamente anche ispirando il nucleo ferimento a norme etiche o canoniche generali, astrat-
dell’umanesimo moderno quale venuto a coscienza te dalle situazioni e dalle intenzioni, ma in riferimento
nella celebre espressione di Immanuel Kant: «La per- a ciò che effettivamente è di vantaggio alla pienezza di
sona è da considerare sempre come un fine, mai unica- vita della persona e della società; come ha fatto Gesù
mente come mezzo».17 nel caso del sabato e come ripetutamente richiamato
È in base a queste coordinate evangeliche che mi da papa Francesco, in particolare nell’Amoris laetitia,
pare di poter dire che il criterio della misericordia è il tanto criticata; come lo fu del resto già Gesù stesso dai
criterio dell’assoluta dignità dell’uomo. L’uomo è in- farisei e dai maestri e custodi della Legge di allora.
fatti il fine di ogni norma etica, il fine stesso dell’etica, E vorrei ricordare, a proposito della portata og-
come di ogni altra norma giuridica o ecclesiale.18 Tra gettiva del criterio della misericordia, il caso emble-
criterio della misericordia e criterio della dignità asso- matico dell’apostolo Paolo nei confronti del coniuge
luta dell’uomo vi è un nesso circolare, che concretizza che si converte alla fede cristiana e ha problemi con il
quello sopra ricordato tra Vangelo e umano. partner che non si converte: il caso del cosiddetto
«privilegio paolino». In verità, più che un «privile-
Forma della testimonianza cristiana gio» accordato dall’autorità dell’Apostolo, esso non è
Per avere una visione più completa della portata altro che l’interpretazione con misericordia della
della misericordia quale criterio di discernimento sia portata della legge sull’indissolubilità del matrimo-
del Vangelo che della realtà umana, è inoltre necessa- nio, che «risale alla creazione» (come ricordato nien-
rio vederla accompagnata da tutta la costellazione di temeno da Gesù stesso).
atteggiamenti che vi sono associati, da cui emerge co- Per cui mi pare non fondato teologicamente il dire
me essa possa essere anche la forma tipica della testi- che non vi sono casi oggettivi in cui la legge dell’indis-
monianza cristiana nel mondo d’oggi. Essa infatti: solubilità del matrimonio può avere eccezioni in vista
– ha di mira non la condanna ma la salvezza della pienezza di vita delle persone, o dire che tale leg-
dell’uomo («Non sono venuto per condannare il mon- ge vale in modo assoluto solo per il matrimonio tra
do, ma per salvare il mondo»: Gv 12,47); cristiani rato e consumato (a proposito appunto del
– non sacrifica ma promuove («Misericordia io vo- cosiddetto «privilegio petrino» di dispensare dal matri-
glio e non sacrificio»); monio rato e non consumato, se non si tenesse presen-
– non guarda solo al negativo da criticare, ma so- te il criterio della misericordia si tratterebbe di una pa-
prattutto al positivo da valorizzare (pagliuzza e trave), lese violazione della lettera delle parole di Cristo).21
nei singoli e nella società. Superato ormai l’extra Eccle-
sia nulla salus, sappiamo che non è compito dei cri- Un modello teologico-ermeneutico
stiani portare Dio o la sua salvezza nel mondo secolare Perché la misericordia possa effettivamente esse-
ma metterli in luce, evidenziarli. Secondo l’efficace re il criterio di discernimento della parola di Dio e
espressione di Theobald, la Chiesa va intesa come una dei segni dei tempi del suo Regno, come pure la for-
«rabdomante missionaria», nel senso che «con sensibi- ma della testimonianza cristiana che ci è oggi richie-
lità spirituale scova ciò di cui si parla nel Vangelo come sta, ritengo che vada portato avanti quell’ampio la-
già presente nell’altro»;19 voro teologico di ripensamento della dottrina e della
– non si tiene a distanza, ma si coinvolge (buon sa- prassi cristiana che ormai da tempo è in atto, che il
maritano); Vaticano II ha fatto proprio e rilanciato per tutta la
– non rifiuta ma accoglie (i pubblicani, i peccato- Chiesa, e che oggi va ripreso con coraggio, come ci
ri…). E certamente l’accoglienza è tra le forme di testi- invita a fare papa Francesco nel nuovo contesto sto-
monianza evangelica oggi più comprensibili e necessa- rico in cui viviamo. In particolare ricorderei i se-
rie, se pensiamo al grande problema delle migrazioni;20 guenti tre punti.

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1. Superare il modello fondamentalistico-sacrale cro, del 1917, rivista nel 1936). Commistione ampia-
della Scrittura e anche dei dogmi della Chiesa, passan- mente presente nell’Antico Testamento, di cui per-
do al modello teologico-ermeneutico, che è attento a mangono tracce nel Nuovo Testamento, che ha perva-
discernere la verità, che in essi ci è comunicata e ci in- so tutta la storia del cristianesimo fino ai tempi recenti
S
terpella, dai condizionamenti storici delle formulazio- e che è ancora molto presente in credenti e non cre-
ni letterali che vi si trovano, al fine di darne una formu- denti in riferimento al cristianesimo.
lazione nuova, tramite il linguaggio (con connessa vi- Si tratta della concezione di Dio a due facce, quella
sione del mondo e coscienza etica che porta con sé) che benevola e quella minacciosa, quella con cui promette
ci appartiene come uomini della cultura attuale. premi a chi osserva le sue leggi e quella con cui minac-
Mi ha colpito, nell’Evangelii gaudium, la consape- cia castighi a chi le infrange e non si pente espiando il
volezza che papa Francesco mostra dell’importanza di delitto con la giusta pena. Un Dio capace quindi di
questa svolta ermeneutica nella missione evangelizza- misericordia ma anche d’estrema violenza nelle sue
trice della Chiesa, certamente sulla scia del Vaticano punizioni.
II, ma direi con più chiarezza e precisione. Così, ad La disambiguazione consiste nel «lieto annuncio»
esempio, parlando del rinnovamento del linguaggio che il Dio di Gesù Cristo ha un’unica faccia, quella
che si richiede in relazione ai mutamenti culturali, egli dell’incondizionato amore, misericordia, benevolenza
dice che ciò è necessario per esprimere più fedelmente per l’uomo. Un lieto annuncio che rompe ogni connes-
la sostanza del Vangelo22 e non rischiare di comunica- sione di Dio con la violenza e anche con quella menta-
re, anche con formule ortodosse, «un falso dio o un lità sacrificale secondo cui la sofferenza umana può
ideale umano non veramente cristiano».23 avere in se stessa un valore religioso positivo, inviata da
Un’espressione, quest’ultima, indubbiamente mol- Dio come pena o castigo che ristabilisce la giustizia,
to forte, che non ricordo sia mai stata usata dal magi- come prova educativa o riabilitativa, e anche come sa-
stero: una formula «ortodossa» (biblica, dogmatica o crificio gradito a Dio con cui farci dei meriti.
tradizionalmente in uso; e direi anche – in relazione a La liberazione dalla sottomissione al «sacro» così
Evangelii gaudium, n. 39, ove si mette in guardia dal inteso è certamente fra le intenzioni di fondo dell’etica
rischio che l’edificio morale della Chiesa diventi «un moderna, consapevole della maggiore età cui l’uomo è
castello di carte» [EV 29/2145] – un’etica nelle sue giunto con la coscienza della propria dignità di sogget-
formulazioni tradizionali, sia pur consolidate) può co- to morale libero, che non può tollerare di essere indi-
municare, in un nuovo contesto culturale, qualcosa di rizzato con promesse di premi e minacce di castighi al
evangelicamente «falso» riguardo a Dio e all’uomo. posto di convinzioni personali. Ma è anche via per ri-
La maggior parte delle incomprensioni e delle av- scoprire quello che papa Francesco chiama «il cuore
versioni che nei riguardi di papa Francesco ne denun- del Vangelo».25
ciano il pervertimento della dottrina e della morale
cattolica, sono a mio avviso dovute proprio a questa Rivelazione e morale
carenza di coscienza teologico-ermeneutica, che im- 3. Ripensare il rapporto tra rivelazione biblica e
pedisce la corretta applicazione del criterio miseri- morale. Per un verso alla luce della nuova coscienza
cordia; quando addirittura lo dimentica o non ne co- ermeneutica che evidenzia quanto le norme etiche
glie la portata (oltre, ovviamente, il suo aver indicato concrete presenti nella Bibbia (sia Antico sia Nuovo
nella problematica della povertà, con le sue cause Testamento) siano debitrici della cultura del tempo.
strutturali, la principale sfida che oggi la Chiesa deve Per altro verso cercando di discernere il senso positivo
affrontare).24 della rivendicazione moderna dell’autonomia razio-
nale della morale (sulla scorta del pensiero di I. Kant).
Un Dio evangelico Certamente la rivelazione biblica ha progressiva-
2. Ripensare, purificandola, la concezione «arcai- mente sollecitato a prendere coscienza del piano divi-
co-sacrale» di Dio; cosa che il modello ermeneutico no sull’uomo, culminante nella conformazione al mo-
rende possibile e la nuova coscienza etica della moder- dello d’uomo perfetto impersonato da Gesù Cristo.
nità rende necessario, pena il comunicare e testimo- Ma tale modello – come in generale i principi etici
niare un’idea di Dio non evangelica oltre che né credi- presenti nella Bibbia – non è qualcosa di estrinseco,
bile né amabile. imposto arbitrariamente all’uomo da un potere ester-
Si tratta, in sintesi, di disambiguare – riscoprendo il no. Esso è infatti «iscritto» nel cuore (cf. la nuova alle-
cuore del messaggio e dello stile di Cristo sollecitati anza di Ger 31-33: «Porrò la mia legge dentro di loro,
dalla miglior coscienza morale moderna – l’ambigua la scriverò nel loro cuore»).
commistione di «mysterium fascinans» e di «mysterium Se bene intesi, tali principi corrispondono quindi
tremendum» che caratterizza il sacro arcaico (come all’intimo desiderio di pienezza di vita dell’uomo (co-
descritto da Rudolf Otto nella sua celebre opera Il sa- me afferma papa Francesco: «Il Vangelo risponde alle

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necessità più profonde delle persone, perché tutti sia- Come già accennato, papa Francesco dice che Dio
mo stati creati per quello che il Vangelo ci propone: vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fra-
l’amicizia con Gesù e l’amore fraterno»).26 ternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia; e ag-
La funzione rivelativa della Bibbia in campo etico giunge: «Questa presenza non deve essere fabbricata,
non è quindi di tipo impositivo, ma maieutico. I princi- ma svelata».27
pi etici generali che essa enuncia possono infatti essere
colti da tutti, apprezzati da tutti, avvertiti da tutti nella Ripensare il trascendente
loro portata incondizionata o assoluta. Non così le A questo punto si aprirebbe il vasto campo del di-
norme storico-concrete di carattere etico e giuridico, e scernimento concreto dei segni dei tempi presenti
tanto più gli usi e costumi tramandati per tradizione, nella nostra cultura, per individuare le provocazioni
che sono condizionati dal contesto storico-culturale e che ne derivano per la nostra vita di fede e di testimo-
quindi mutevoli e plurali. nianza.
Già nella sacra Scrittura si può riscontrare tale di- Mi limiterò a pochi accenni in riferimento a quelli
versità di livello tra il piano dei principi generali, assolu- che mi pare siano i «segni dei tempi» più vistosi nel
ti, e quello delle norme storiche concrete, relative, an- nostro panorama europeo: la secolarizzazione; la post-
che se tale diversità non vi è espressamente teorizzata. modernità; la globalizzazione; le reazioni identitarie, na-
Si pensi, ad esempio, a un imperativo come quello zionalistiche e populistiche che la globalizzazione sta
di Es 22,20 e 23,9.12: «Non molesterai il forestiero né innescando.
lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese Del complesso fenomeno della secolarizzazione il
d’Egitto», che si situa chiaramente a livello di principio cristiano non può evidentemente valutare positiva-
di fondo, e a cui fanno riferimento i profeti per denun- mente e far proprio l’umanesimo esclusivo di ogni tra-
ciare con vigore le ingiustizie sociali dilaganti. Indub- scendenza che spesso l’accompagna. Ma può e deve
biamente si tratta di un imperativo ideale più fonda- ripensare seriamente la natura della trascendenza divi-
mentale e «assoluto» che non le norme concrete che si na, perché non sia alienante dell’umano, e valutare
trovano nel Levitico riguardanti questioni come il positivamente, oltre che accettare, il differenziarsi e
mantenimento e l’affrancamento degli schiavi, la ripa- rendersi autonomi dalla religione dei vari sistemi so-
razione di lesioni fisiche operate da uomini o da ani- ciali, che ha portato alla fine, o meglio all’esodo libera-
mali, l’indennizzo in caso di furto, le condizioni per il torio, dal regime di cristianità, con le sue collusioni tra
divorzio, i rapporti con i genitori ecc. Norme legate fede e potere.
alla situazione storico-culturale del tempo, che saran- Il Vaticano II lo ha fatto a suo tempo per la scienza,
no variate o lasciate cadere in seguito, soprattutto con la politica, l’economia; oggi ci tocca il compito di farlo
il Nuovo Testamento. per il sistema morale e quello familiare o delle relazio-
Si può quindi teologicamente sostenere che la rive- ni affettive di coppia, non senza forti resistenze all’in-
lazione biblica non riguarda direttamente il contenuto terno della Chiesa.
concreto delle norme morali – e tanto meno quello In proposito mi pare che alla comunità cristiana
delle norme giuridiche o degli usi e costumi –, anche se sia comunque richiesta la testimonianza dell’effettiva
può dare alla vita morale dei contributi rilevanti, sia rinuncia a ogni forma di potere sulla società o di col-
per la sua funzione maieutica riguardo alla visione del- lusione con il potere politico ed economico. Nello
la dignità dell’uomo e della sua pienezza di vita, sia spazio pubblico la parola della Chiesa non può essere
contribuendo a fondare nell’assoluto di Dio il carattere di tipo autoritativo e impositivo, ma deve presentarsi
vincolante della legge morale, sia pur scoperta autono- come l’offerta/dono gratuito del Vangelo alla libertà
mamente dalla ragione. della persona; come la condivisione di un’esperienza
Si tratta di un contributo che i cristiani hanno il vivificante, accompagnata dall’impegno disinteressa-
compito di offrire e testimoniare al mondo moderno, to per la promozione dell’uomo in tutte le sue dimen-
invece d’insistere ad accusare la morale cosiddetta sioni; in sincero dialogo con quanti l’hanno a cuore,
laica o autonoma d’essere priva di fondamento e anche se da diversi punti di vista e con diverse visioni
quindi senza senso o consistenza, dato che il carattere antropologiche.
vincolante assoluto della legge morale non può deri- Senza dimenticare che la rinuncia al potere nella
vare esclusivamente da noi, dalla nostra realtà finita o società andrebbe testimoniata anche con la rinuncia al
dalla nostra libera scelta. Un argomento che è certa- potere all’interno della Chiesa: ad esempio del clero
mente vero ma non può servire a squalificare la digni- sui laici, degli uomini sulle donne, dei teologi illumina-
tà morale dei nostri fratelli non credenti, spesso since- ti sul popolo. Una questione indubbiamente quanto
ramente impegnati nel campo della giustizia e della mai aperta nella nostra Chiesa e di grande rilevanza
solidarietà non meno dei credenti e talora anche più testimoniale. Ne va infatti anche in questo caso dell’i-
di tanti credenti. dea di Dio che annunciamo e testimoniamo, spesso ri-

Il Regno - at t ua l i t à 6/2020 183


tudio del mese

fiutata proprio perché annunciata e testimoniata in che non ci può essere né un atto morale né un atto reli-
forma poco credibile e amabile – «falsa», la direbbe gioso o di fede senza la libertà. La cosiddetta indivi-
papa Francesco. dualizzazione del soggetto moderno – da tenere ben
distinta dall’individualismo – non è contraria al Van-
S
Provocati dalla postmodernità gelo, anzi si può dire che trova in esso la sua stessa na-
Del complesso fenomeno della postmodernità, qua- scita in Occidente.
le esplosa con gli anni Sessanta, e indipendentemente Gesù ha infatti invitato alla scelta di fede le singo-
dal nome che le si voglia dare, non possiamo certa- le persone, anche a costo di rompere con la religione
mente accettare acriticamente la completa frammen- della famiglia, del clan, della nazione. Il riconosci-
tazione del senso sfociante nel relativismo, ma possia- mento della libertà religiosa cui si è giunti con il Vati-
mo coglierne la provocazione al rispetto e alla valoriz- cano II anche da parte della Chiesa cattolica è stata
zazione della pluralità e dell’alterità, quali espressioni il frutto della riscoperta di tale radicamento evange-
dell’inesauribile amore universale di Dio. lico, provocati delle rivendicazioni del pensiero mo-
Non possiamo valutare positivamente l’ipertrofia derno, indubbiamente acuitesi con l’avvento del
della soggettività impulsivo-vitale o affettivo-senti- postmoderno.
mentale sfociante in forme di individualismo emotivo
e per natura sua libertario, dimentico che la libertà Le globalizzazioni e i rischi
umana non è infinita ma originariamente investita dal Del complesso fenomeno della globalizzazione nel
bene in quanto responsabile nei confronti dell’altro, suo senso specifico29 non possiamo certamente accet-
come ben messo in luce da Lévinas.28 tare l’egemonia dell’economia, nell’odierna versione
Ma possiamo coglierne la provocazione a una mag- del capitalismo finanziario,30 con i suoi esiti di crescen-
giore valorizzazione della vita affettivo-sentimentale te disuguaglianza, di esclusione dei più deboli, di mol-
come dimensione umana fondamentale, superando la teplici forme di povertà, e con i suoi peculiari presup-
visione ascetico-sacrificale che ha caratterizzato il cri- posti antropologici, quale l’individualismo competiti-
stianesimo storico e riscoprendo la visione biblica di vo e il paradigma tecnocratico dell’homo faber.
Dio «amante della vita» (Sap 11,26). In proposito, la denuncia profetica di papa Fran-
Non possiamo certamente apprezzarne l’indivi- cesco nei riguardi di questa struttura perversa, con i
dualismo narcisistico ed egoistico, ma dobbiamo ac- celebri quattro «no» dell’Evangelii gaudium, rimane
cettarne la provocazione a un assoluto rispetto della li- un punto di riferimento esemplare per la Chiesa a
bertà individuale in campo etico e religioso, coscienti tutti i livelli, da riprendere e far risuonare nelle situa-

1
 Di «nuova antropologia» parla pertinentemente O. Roy, (ivi
ivi);); nella terminologia di Ignazio di Loyola: riconoscere e inter
inter--
chrétienne?, Seuil, Paris 2019; trad. it. L’Europa è
L’Europe est-elle chrétienne?, pretare le mozioni dello «spirito buono» e quelle dello «spirito
religiose, Feltrinelli,
ancora cristiana? Cosa resta delle nostre radici religiose, cattivo» e poi scegliere quelle dello spirito buono e respingere quel-
quel-
Milano 2019, 43. le dello spirito cattivo. Ed è interessante notare come tra ciò che
2
 Cf. C. Theobald, L’Europe terre de mission,mission, Cerf, Paris nuoce ai progetti di Dio vengono in particolare citati i «processi
2019, 26ss. Roy, parallelamente, parla di «deculturazione» della di disumanizzazione» (n. 51; EV 29/2157), lasciando intendere
fede cristiana in Europa (R (Roy, L’Europa è ancora cristiana?,
cristiana?, 30). che l’avvento del regno di Dio si concretizza in un processo di
3
 Cf. Francesco, lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della umanizzazione che contrasta la disumanizzazione.
casa comune, 24.5.2015, n. 49. 9
 Riprenderò qui in sintesi quanto più ampiamente esposto e
4
 U. Beck, The Metamorphosis of the World. How Climate argomentato nel mio Il criterio misericordia. Sfide per la teologia e
Change is Transforming Our Concept of the World, World, Polity, Cam-
Cam- la prassi della Chiesa, Queriniana, Brescia 2017.
bridge 2016; trad. it. La metamorfosi del mondo,mondo, Laterza, Bari – 10
 Cf. concilio Vaticano II, decreto Ad gentes sull’attivi-
Roma 2017, 11ss. tà missionaria della Chiesa, 7.12.1965, n. 7, ove il fine dell’at-
5
 Cf. Z. Bauman, Retrotopia
Retrotopia,, Polity, Cambridge 2017; trad. it. tività missionaria non è più visto nel portare la salvezza di Cri- Cri-
Retrotopia,, Laterza, Bari – Roma 2017, 74, con rimando a M.
Retrotopia sto ove non è presente (extra (extra ecclesia nulla salus),
salus), ma nel far sì
Agier, Le couloir des exilés: être étranger dans un monde commun,commun, «che gli uomini accolgano in forma consapevole e completa
Éditions du Croquant, Bellecombe-en-Bauges 2011, 95. Un’ope- Un’ope- (conscie et plene)
plene) l’opera salvatrice che Dio ha compiuto nel Cri
Cri--
ra, fra l’altro, in cui s’avverte che sulle basi delle stime attuali per i sto» (EV (EV 1/1106).
prossimi 40 anni si prevede nel mondo 1 miliardo di «sfollati». 11
 Il card. Walter Kasper parla espressamente della misericor-
misericor-
6
 Cf. Theobald, L’Europe terre de mission,
mission, 67-73 e passim.
passim. dia come «principio ermeneutico» della parola di Dio. Dopo aver
7
 Cf. Concilio Vaticano II, costituzione dogmatica Lumen detto che teologicamente non ha senso mettere la misericordia in
gentium sulla Chiesa, 21.11.1964, n. 1. opposizione alla verità o ai comandamenti, osserva: «È invece
8
  Francesco, esortazione apostolica Evangelii gaudium corretto, nel senso della gerarchia delle verità, intendere la mise-
mise-
sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, 24.11.2013, ci pare ricordia, che è la proprietà fondamentale di Dio e la più grande
si ispiri a tale concezione conciliare dei «segni dei tempi» là ove, delle virtù (Evangelii
(Evangelii gaudium,
gaudium, n. 37), come principio ermeneutico
ermeneutico,,
in ordine all’azione evangelizzatrice, invita al «discernimento non per sostituire o scalzare la dottrina o i comandamenti, ma per
evangelico» del nostro contesto storico-culturale (n. 50; EV comprenderli e realizzarli nel modo giusto secondo il Vangelo»:
29/2156), ovvero a «studiare i segni dei tempi» (n. 51; EV W. Kasper, Papa Francesco. La rivoluzione della tenerezza e dell’a-
dell’a-
29/2157), facendolo consistere nel «chiarire ciò che può essere more, Queriniana, Brescia 2015, 54. Più in generale, sulla miseri-
miseri-
un frutto del Regno e anche ciò che nuoce al progetto di Dio» cordia, cf. l’ampia trattazione che ne dà in W. Kasper, BarmherBarmher--

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zioni concrete. Egli infatti dice no a un’economia dobbiamo valutare positivamente le possibilità di co-
dell’esclusione; a una nuova idolatria del denaro; a un municazione globale, sia pure con tutti i rischi che
denaro che governa invece di servire; all’iniquità che presentano le nuove forme di social media digitali; esse
genera violenza.31 ci aprono infatti la prospettiva di un’effettiva ecumene
Denuncia valida se accompagnata dalla testimo- umana di cui la dimensione cattolica del cristianesimo
nianza di una Chiesa povera e per i poveri (prospettiva deve essere «segno e strumento».32 Una visione di
che non prevalse al Vaticano II, e che ora Francesco Chiesa in funzione della comunione universale dei di-
rilancia) con particolare attenzione per gli ultimi e gli versi popoli del mondo che ci chiama a lavorare anche
esclusi, fra cui i migranti disperati. Ricordando che per come resistenza e alternativa alle attuali tendenze di
la comunità cristiana i poveri non sono solo una cate- reazione alla globalizzazione.
goria sociologica, sia pure importante e da studiare
con accuratezza, ma una vera e propria categoria teo- Umanità plurale
logica, in quanto voce di Dio che ci interpella con l’as- In riferimento a questi recenti fenomeni di reazioni
soluta maestà del Signore, che vuole avere in noi gli identitarie, sovraniste e populiste alla globalizzazione
strumenti vivi del suo amore provvidente, e anche sal- nel senso stretto sopra indicato,33 va anzitutto rilevato
varci tramite il loro vivente appello a convertirci dalle che essi non ce ne fanno uscire in quanto ne condivido-
nostre chiusure egoistiche. no gli stessi presupposti individualistici e competitivi.
Alcuni teologi della liberazione, come Ignacio El- Anzi, ne aggravano gli esiti negativi con i loro ritorni
lacuría e Jon Sobrino, ne hanno addirittura parlato nostalgici a forme di tribalismo e di sovranismo nazio-
come del «popolo crocifisso», che ci salva con la sua nalistico, riproponendo caratteri d’identità e di comu-
sofferenza. nità per esclusione, sul modello della separazione ami-
Come sopra accennato in riferimento alla novità co / nemico, noi / gli altri.
del pontificato di papa Francesco, la sfida della po- Questa situazione altamente critica costituisce oggi
vertà va effettivamente riconosciuta come la sfida – come osserva pertinentemente Zygmunt Bauman
principale che la Chiesa ha di fronte, anche nel no- nell’opera citata – una grande sfida all’umanità: quella
stro Occidente; essa ci impegna a ripensare la valen- di costruire un’umanità integrata a livello globale sen-
za salvifica del Vangelo, il senso del Vangelo per l’u- za passare attraverso il modello della separazione. In
manità attuale e la prassi concreta della nostra testi- pratica la sfida di veramente «globalizzare l’umanità»
monianza di fede. dopo aver globalizzato i capitali, le merci, le immagini
Della globalizzazione nel suo senso più generale e le informazioni.

zigkeit: Grundbegriff des Evangeliums – Schlüssel christlichen Le- Le- ne della metafisica dei costumi [AK IV 429]; trad. it. a cura di V.
bens,, Herder, Freiburg im Breisgau 2012; trad. it. Misericordia.
bens Mathieu, Rusconi, Milano 1982, 126).
Concetto fondamentale del Vangelo, chiave della vita cristiana, cristiana, 18
 Cf. Francesco, Evangelii gaudium,
gaudium, n. 39: «Il Vangelo in- in-
Queriniana, Brescia 2013. vita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva,
12
 Sul tema levinassiano della «maestà» del volto, che mi am- am- riconoscendolo negli altri e uscendo da se stessi per cercare il be- be-
maestra con la sua vulnerabilità e indigenza comandandomi in ne di tutti. Questo invito non va oscurato in nessuna circostanza!
modo incondizionato di aiutarlo a vivere, a «non ucciderlo», e in Tutte le virtù sono al servizio di questa risposta di amore» (EV (EV
cui quindi traspare l’infinita trascendenza di Dio, cf. E. Lévinas, 29/2145). Ed è importante notare che per papa Francesco vi è
l’extériorité, Martinus Nijhoff, La Haye
Totalité et infini. Essai sur l’extériorité, uno stretto nesso tra il rifiuto di Dio e il rifiuto dell’etica del ri- ri-
1961; trad. it. Totalità e infinito. Saggio sull’esteriorità,
sull’esteriorità, a cura di spetto della persona. L’etica che il papa ha in mente è infatti
A. Dall’Asta, introduzione di S. Petrosino, Jaca Book, Milano «un’etica in favore dell’umano», un’etica che «condanna la ma- ma-
1990, 73, 77, 205, 217, 305 e passim.
passim. nipolazione e la degradazione della persona». Mentre il Dio che
13
 Mi riferisco in particolare al racconto della controversia, egli ha in mente è un Dio non manipolabile economicamente,
presente in forma parallela in Mt 12,1-8, Mc 2,23-28 e Lc 6,1-5, che «chiama l’essere umano alla sua piena realizzazione e all’in- all’in-
innescata dal fatto che i discepoli di Gesù in giorno di sabato ave- ave- dipendenza da qualsiasi tipo di schiavitù» (Evangelii
(Evangelii gaudium
gaudium,, n.
vano strappato delle spighe di grano dai campi; controversia cui 57; EV 29/2164). Più avanti egli dice che al sistema economico
segue immediatamente, in tutti e tre i sinottici, quella originata attuale «dà fastidio che si parli di etica (...) dà fastidio che si parli
dalla guarigione, in giorno di sabato, di un uomo dalla mano pa- pa- di un Dio che esige un impegno per la giustizia» ((ivi ivi,, n. 203; EV
ralizzata (Mt 12,9-14; Mc 3,1-6; Lc 6,6-11; Lc 14,1-6). 29/2309).
14
 Cf. Os 6,6: «Voglio l’amore (ebr. hesedh = amore; LXX 19
 C. Theobald, «Mistica della fraternità. Lo stile nuovo del- del-
éleos = misericordia, compassione) e non il sacrificio». la Chiesa e della teologia nei documenti programmatici del ponti- ponti-
15
 «Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io vo- vo- ficato», in Regno-att
Regno-att.. 9,2015,587. Il rimando a questa immagine
sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa»
glio e non sacrifici, di Theobald mi è stato suggerito da D. Albarello, La grazia
(Mt 12,7). cultura, Queriniana, Brescia 2018, 96. Nell’Evangelii
suppone la cultura, Nell’Evangelii
16
 J.-L. Nancy, Une pensee finie,
finie, Galilée, Paris 1991; trad. it. gaudium papa Francesco dice che Dio vive tra i cittadini pro- pro-
finito, a cura di L. Bonesio, Marcos y Marcos, Mila-
Un pensiero finito, Mila- muovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di veri-
veri-
no 1992. tà, di giustizia e aggiunge: «Questa presenza non deve essere fab- fab-
17
 «Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona bricata, ma svelata» (n. 71; EV 29/2177).
come nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come 20
 Cf. il bel libro di R. Mancini, La scelta di accogliere, Qiqa
Qiqa--
un fine e non mai unicamente come mezzo» (I. Kant, Fondazio Fondazio-- jon, Magnano (BI) 2016.

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tudio del mese

Quali segni dei nostri tempi, tali fenomeni di rea- alla conversione nel segno di una profonda ristruttura-
zione costituiscono indubbiamente anche una grande zione della propria fede e della propria prassi di vita,
sfida ai cristiani, per la loro costitutiva solidarietà con individuale e comunitaria, per essere veramente, come
l’umanità e la loro responsabilità di servire la promo- loro richiesto per vocazione, segno e strumento di sal-
S
zione integrale e globale dell’uomo. vezza per l’umanità attuale.
Essi provocano i cristiani a riscoprire in sé e a testi-  
moniare nella società e per la società quelle motivazio- Giovanni Ferretti*
ni spirituali fondamentali che sono di salutare antidoto
a tali derive disumanizzanti e al tempo stesso di effica- * Giovanni Ferretti, presbitero della Chiesa di Torino, è do- do-
cente emerito di Filosofia dell’Università di Macerata, di cui è stato
ce contributo verso l’utopia di un’umanità integrata e per sei anni rettore (1985-1991). Riproduciamo qui la sua relazio-
relazio-
riconciliata, che rispetti la pluralità e diversità delle ne «Discernere e testimoniare. “In quei giorni sorse un malconten-
malconten-
culture dei popoli, senza omogeneizzarle o appiattirle to…” (At 6,1)» che egli ha tenuto al III Convegno nazionale della
su di un unico modello, ma mettendole in relazione Rete dei viandanti, «“Lo spirito e noi…”. Dottrina e pastorale:
continuità nel cambiamento», a Bologna, il 26 ottobre 2019.
reciproca arricchente. L’Associazione «Viandanti» è un’iniziativa di laici cattolici. Vi
A tal fine, come indicato da papa Francesco,34 è in- aderiscono attualmente 32 soggetti: Associazione «Amici don Ger- Ger-
dispensabile una «cultura del dialogo e dell’incontro», mano» – Venezia; Casa della solidarietà – Quarrata (PT); Chiesa
tra le cui condizioni vi sono il rispetto reciproco, il mu- oggi – Parma; Chicco di Senape – Torino; Città di Dio – Invorio
(NO); Comunità del Cenacolo – Merano (BZ); Comunità ecclesiale
tuo riconoscimento della uguaglianza di status unita a di sant’Angelo – Milano; Dialoghi – Lugano (Svizzera) [rivista];
una giusta distribuzione dei beni e il passaggio a una Esodo – Mestre (VE) [rivista]; Fine Settimana – Verbania; Fraterni-
Fraterni-
«economia sociale». A cui aggiungerei, come già sopra tà degli Anawim – Roma; Gruppo Davide – Parma; Gruppo ecu- ecu-
menico donne – Verbania; Gruppo per il pluralismo e il dialogo –
accennato, la necessità di ripensare l’identità cristiana, Colognola ai Colli (VR); Koinonia – Pistoia; Il concilio Vaticano II
non in senso sostanzialistico, esclusivo e contrappositi- davanti a noi – Parma; Il filo – Napoli; Il foglio – Torino [rivista]; Il
vo, ma in senso comunicativo e ospitale, che ne eviden- Gallo – Genova [rivista]; Il tetto – Napoli [rivista]; In dialogo –
zi il carattere relazionale e comunionale, sul modello Quarrata (PT) [rivista]; Itinerari e incontri – Fonte Avellana (PU);
Laboratorio di Sinodalità Laicale (LaSiLa) – Milano; L’altrapagina
della «santità ospitale» di Cristo.35 – Città di Castello (PG) [rivista]; Lettera alla Chiesa fiorentina – Fi-
Fi-
Il compito è arduo e faticoso, ma siamo di fronte a renze; Matrimonio – Padova [rivista]; Nota-M – Milano [rivista on-
un aut aut: «Scegliere se prenderci per mano o finire ]; Oggi la Parola – Camaldoli (AR); Oreundici – Civitella San
line];
line
in una fossa comune», come si esprime Bauman.36 Paolo (Roma) [rivista]; RomanintornoallaParola – Roma; Sostene-Sostene-
re, non sopportare – Bologna; Tempi di Fraternità – Torino [rivi- [rivi-
Un monito dal sapore profetico che i cristiani in sta]. Sul sito www.viandanti.org si possono reperire tutte le infor-
infor-
prima fila dovrebbero avvertire come urgente invito mazioni sulle finalità dell’associazione e sulle sue attività.

21
 Per questo ritengo, salvo miglior giudizio, che il criterio 25
 Sul tema ci permettiamo di rinviare al nostro Spiritualità
della misericordia potrebbe essere usato dalla Chiesa anche per cristiana nel mondo moderno. Per un superamento della mentalità
interpretare la portata «oggettiva» della legge dell’indissolubilità sacrificale, Cittadella, Assisi 2016.
del matrimonio nei casi, oggi discussi, circa i divorziati e risposati, 26
 Francesco, Evangelii gaudium,
gaudium, n. 265; EV 29/2372.
qualora la sua meccanica applicazione comporti una situazione 27
 Ivi
Ivi,, n. 71; EV 29/2177.
di intollerabile mortificazione della persona. In analogia con 28
 Ci permettiamo di rinviare, in proposito, al nostro Emma Emma--
quanto fatto da Paolo con la decisione di sciogliere dal vincolo teologici, Queriniana, Bre-
nuel Lévinas. Un profilo e quattro temi teologici, Bre-
matrimoniale il credente abbandonato dal coniuge non credente scia 2016.
(cf. il cosiddetto «privilegio paolino» in riferimento a 1Cor 7,12- 29
 Nel fenomeno della «globalizzazione» è importante, per
15, regolato nel Codice di diritto canonico ai cann. 1143-1147) e evitare confusioni, distinguere «la globalizzazione in senso speci- speci-
con quanto ritiene di poter fare la Chiesa cattolica in virtù del fico, che è l’estensione mondiale dell’economia a egemonia finan- finan-
medesimo «privilegio petrino» (ivi (ivi,, cann. 1148) nel caso di matri-
matri- ziaria», dalla globalizzazione nel senso generale di interdipen-
interdipen-
monio «rato e non consumato» (ivi (ivi,, cann. 1697-1706). Altro in- in- denza tra tutti i popoli e le culture del mondo che i più recenti
fatti è dire che la Chiesa non valuta urgente e opportuna una tale mezzi di comunicazione stanno rendendo possibile (cf. Mancini,
applicazione del criterio misericordia in questo caso, altro dire accogliere, 53).
La scelta di accogliere,
che non lo può fare senza contravvenire alla legge evangelica 30
 Cf. L. Gallino, Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in
dell’indissolubilità del matrimonio; il che mi parrebbe una chiara crisi,, Einaudi, Torino 2011. La definizione, coniata dallo studio-
crisi studio-
forma di legalismo che assolutizza la lettera della legge invece di so marxista d’inizio Novecento Rudolf Hilferding, è stata rilan- rilan-
interpretarla con misericordia, come invece fatto da Gesù con la ciata nel 2005 da Paul Windolf. Essa aggiorna quella classica di
legge del sabato in modo paradigmatico per ogni legge. «capitalismo industriale».
22
 In nota si rimanda alla celebre distinzione tra sostanza e 31
 Cf. Francesco, Evangelii gaudium, gaudium, nn. 53-60; EV
forma espressiva delle verità di fede fatta da Giovanni XXIII nel 29/2159-2166.
discorso d’apertura del concilio Vaticano II (G (Giovanni XXIII, 32
 Vaticano II, Lumen gentium,gentium, n. 1; EV 1/284.
discorso Gaudet mater Ecclesia alla solenne apertura del concilio 33
 Una buona analisi di questo fenomeno reattivo ci è offerta
Vaticano II, 11.10.1962, n. 6.5; EV 1/55*). in Bauman, Retrotopia
Retrotopia..
23 
Francesco, Evangelii gaudium,
gaudium, n. 41; EV 29/2147. 34
 Cf. Francesco, Discorso per il conferimento del premio Carlo
24
 Cf. il già citato Evangelii gaudium,
gaudium, n. 203, ove egli dice che Magno,, 6.5.2016; Regno-doc. 9,2016,279; la bella citazione è ri
Magno ri--
al sistema economico attuale «dà fastidio che si parli di etica etica,, (...) presa in Bauman, Retrotopia
Retrotopia,, 166-168.
dà fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giu- giu- 35
Theobald, L’Europe terre de mission,
mission, 67-73 e passim
passim..
stizia» (EV
(EV 29/2309). 36
 Bauman, Retrotopia
Retrotopia,, 169.

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