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12 SECOLO D’ITALIA

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DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011
LA RIVOLTA
SUI SECOLI

La rivoluzione egiziana rischia di mandare in rovina un patrimonio


artistico dell’umanità. Quel che succede riguarda tutti noi

SALVIAMO
TUTANKAMON

I ◆ Domenico Naso
mmaginate migliaia e migliaia di persone in stra-
da, nel centro di Roma. Immaginate una rivolta di
piazza insomma, come nel nostro paese, fortuna-
tamente, non vediamo da decenni. Immaginate la
stessa folla a razziare e danneggiare il Foro roma-
no o il Colosseo, l’Ara Pacis o la Domus Aurea. Ec-
co, oltre alle ovvie drammatiche conseguenze per
la gente, uno dei patrimoni artistici più grandi del
mondo verrebbe fortemente danneggiato. Ora che
ci siamo resi conto della portata di un evento del
genere, cerchiamo di metterci nei panni degli egi-
strutto centinaia di siti archeologici di inestimabi-
le valore, primo fra tutti quello che custodiva le
magnifiche statue di Buddha, fatte esplodere con
la dinamite spinti da una furia intollerante e ico-
noclasta senza precedenti. Invece no, gli stessi egi-
ziani scesi in piazza per protestare contro il regime
trentennale di Hosni Mubarak, alla notizia dei
danni al museo, hanno formato un cordone di si-
curezza per proteggerne l’entrata e nei giorni suc-
cessivi hanno organizzato dei turni spontanei di
sorveglianza ventiquattro ore al giorno.
La cosa che ha stupito di più è che tra gli scia-
calli c’erano alcune guardie regolarmente assunte
ziani e del rischio che il loro immenso patrimonio al museo. Il perché lo ha raccontato Wafaa el-Sad-
artistico venga danneggiato e deturpato in questi dik, archeologa egiziana che ha diretto il museo
esaltanti ma confusi giorni di rivoluzione popola- del Cairo dal 2004 al 2010: «Una guardia di sicurez-
re. Il rischio, come si è visto, c’è tutto. Non fosse za – ha raccontato alla tedesca Zeit – guadagna cir-
altro perché l’epicentro della protesta è la centra- ca 250 sterline egiziane al mese, meno di trenta-
lissima piazza Tahrir, al Cairo, proprio dove si af- cinque euro». Comprensibile ma non giustificabi-
faccia l’entrata del Museo Egizio della capitale, il le, dunque, che abbiano tentato di approfittare di
più importante al mondo, ovviamente, per quanti- L’epicentro della protesta una fase di caos per guadagnare qualcosa. Gli in-
tà e qualità di reperti ospitati. Aperto nel 1858 con cendi che nei giorni scorsi hanno minacciato le sa-
le collezioni raccolte dall’archeologo francese Au-
è la centralissima piazza Tahrir, le del museo egizio del Cairo, hanno fatto temere il
guste Mariette, il museo custodisce nelle sue sale proprio dove si affaccia peggio. Una fetta cospicua della storia dell’umani-
ben 136mila reperti archeologici dell’antico Egit- l’entrata del Museo Egizio tà ha rischiato seriamente di sparire per sempre.
to, oltre a molte altre centinaia di migliaia stipati Pericolo scongiurato, almeno per il momento.
del Cairo, il più importante Ma altrove, lontano dall’attenzione mediatica
nei magazzini. C’è tutta l’epopea della civiltà dei
faraoni in quelle stanze orgogliosamente custodi- al mondo per reperti ospitati della capitale, non è andata esattamente allo stes-
te da un popolo fiero del proprio passato glorioso. so modo: se ad Alessandria, alcuni gruppi di gio-
C’è il tesoro di Tutankhamon, innanzitutto, il fa- vani si sono organizzati per dirigere il traffico e
raone più conosciuto, quello che ha goduto di più war Sadat l’aveva chiusa al pubblico e solo nel 1985 proteggere i quartieri residenziali e gli edifici di
“stampa”, se così si può dire. Il faraone bambino, è stata riaperta, con una selezione di mummie del pubblico interesse, come la Biblioteca e a Luxor
il faraone “pop”, il faraone della maledizione, uno Nuovo Regno, di cui è visibile solo il volto. sono state formate delle barricate per impedire i
dei personaggi storici più studiati del mondo. La Il museo del Cairo, dunque, è quello che ha ri- saccheggi a Menfi invece il museo a cielo aperto
sua maschera funebre, interamente realizzata in schiato di più, vista la vicinanza al cuore delle ma- della capitale dell’antico Egitto poco più a sud del
oro, è l’attrazione principale del museo, è come la nifestazioni di protesta. E qualche sciacallo, nono- Cairo è stato praticamente svuotato. Il sito – di cui
Gioconda per il Louvre o la volta della Cappella Si- stante gli egiziani stessi siano molto gelosi del loro non si ha ancora un’inventario aggiornato – è ce-
stina per i Musei Vaticani. E ancora statue lignee, patrimonio artistico e per nulla al mondo lo di- lebre per la grande statua del faraone Ramses II e
i sarcofagi del corredo funerario, canopi in alaba- struggerebbero volontariamente, è riuscito a infi- altre sculture. Altri musei – tra cui il Museo Cop-
stro. Ben millesettecento reperti che raccontano larsi tra i corridoi dei due piani, tentando di ruba- to e il Museo al Manial del Cairo, o il Museo dei
l’epopea del Re dei Re, quel bambino che a dieci re qui e là, sperando magari di guadagnare qual- Gioielli Reali e il Museo Nazionale di Alessandria
anni già era seduto sul trono più prestigioso e in- cosa rivendendo i reperti al sempre fiorente mer- – sono stati assaltati. In tutto ciò, mentre l’Egitto
vidiato dell’epoca. cato nero delle antichità. ribolle e i suoi tesori rischiano di scomparire, un
Ma il museo egizio del Cairo non è solo Tutan- Le immagini viste in tv di statue e mummie dan- ruolo fondamentale da analizzare è quello di Zahi
khamon: c’è molto di più e ogni piccolo reperto, an- neggiate ha provocato un’ondata di forte preoccu- Hawass, ministro delle Antichità e da anni grande
che quello che sembrerebbe più insignificante, pazione nell’ambiente artistico, archeologico e cul- capo del patrimonio archeologico del paese nor-
racconta una pagina di storia leggendaria. Basti turale di tutto il mondo, perché cominciava a ser- dafricano. Potentissimo, conosciuto e stimato in
pensare alla Sala delle mummie, che contiene ven- peggiare il timore di un bis di ciò che successe in tutto il mondo, guida di eccezione di vip e capi di
tisette mummie reali perfettamente conservate. Afghanistan all’epoca del colpo di Stato dei tale- Stato in visita ufficiale tra le Piramidi, Hawass si è
Poco prima di essere assassinato, il presidente An- bani. I barbuti fondamentalisti, infatti, avevano di- speso molto nei giorni delle proteste per sensibi-
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lizzare la popolazione e l’opinione pubblica mon- bile di reddito per una popolazione che già così non fa ritrarre con un volto idealizzato e un fisico gio-
diale sul destino dei tesori artistici egiziani. Cio- riesce a vivere in maniera decente. vane e muscoloso come i suoi predecessori, ma ha
nonostante, qualcuno inizia a pensare che il suo Tutankhamon, dunque, sarà anche stato un de- un aspetto stranamente effeminato, la pancetta e
ruolo egemone di ras dell’arte nazionale possa es- spota o un infedele ante-litteram. Le donne-farao- un viso lungo dalle labbra carnose. Caratteristi-
sere messo in discussione a breve, vista la lunga e ne saranno state troppo libertine per i dettami del- che fisiche inusuali che hanno anche affascinato
gloriosa carriera consolidatasi proprio sotto il re- l’Islam. Ma quelle piramidi, quei geroglifici, quel- generazioni di “complottisti” e fantasiosi studiosi
gime di Mubarak. Eppure il vecchio Hawass, for- le mummie, sono parte fondamentale del bagaglio di ufologia, secondo i quali Akhenaton non era al-
se proprio per costruirsi una nuova reputazione culturale dell’Egitto di oggi. Ed è per questo che tro che un “visitatore” extraterrestre.
democratica, o forse semplicemente perché il suo anche mentre la gente muore per strada e nei ne- Fantasie fantascientifiche a parte, la fine del re-
amore per il patrimonio artistico egiziano è fuori gozi non c’è più niente da vendere e comprare, c’è gno di Akhenaton è avvolta nell’incertezza. Per un
discussione, si è impegnato fino allo stremo delle chi pensa alle maschere d’oro di un ragazzino mor- breve periodo il potere venne gestito probabil-
forze, ha parlato con i giornalisti stranieri, ha con- to migliaia di anni fa. Ma le vicende che racconta- mente da due sovrani, che regnarono insieme ad
cesso interviste, è apparso su Al Jazeera, tutto per no quelle sale, quei sarcofagi, quelle mummie, af- Akhenaton oppure dopo la sua morte. Forse regnò
difendere il più grande museo a cielo aperto del fascinano, turbano e conquistano ancora oggi. proprio lei, quella Nefertiti che per bellezza e fa-
mondo (paragonabile solo all’Italia e alla Grecia Passeggiando per le sale del museo del Cairo, si ri- scino è diventata un mito. C’è un vuoto storico,
per valore archeologico e storico). costruisce davanti ai nostri occhi quella affasci- dunque, che avvolge una delle pagine più affasci-
Ma non ci sono solo i musei da difendere. È sta- nante e misteriosa vicenda di 3500 anni fa, che rac- nanti della storia dell’antico Egitto. Un velo di mi-
to necessario, infatti, approntare un piano di vigi- conta di eresie, turbolenti successioni al trono e stero che si squarcia improvvisamente quando sul
lanza militare anche in alcuni luoghi simbolo co- trono c’è un bambino di nove anni:
me le piramidi di Giza o di templi di Luxor e Abu Tutankhaton (“l’immagine vivente
Simbel. Eppure l’attenzione che esercito e cittadi- Anche mentre la gente muore dell’Aton”). Nei primi due anni di re-
ni hanno dedicato a questo argomento, che poteva gno, il sovrano e la sua sposa Ankhe-
sembrare minore rispetto all’ordine pubblico, alla per strada e nei negozi senpaaton (figlia di Akhenaton e Ne-
destabilizzazione politica, ai rischi insurrezionali non c’è più niente da vendere fertiti) lasciano Amarna e tornano a
e militari, è segno di un tratto distintivo del popo- e comprare, c’è chi pensa Tebe, dove riaprono i templi, ai quali
lo egiziano, che proprio Zahi Hawass ha sottoli- restituiscono gloria e ricchezza. I rea-
neato in un’intervista: “La civiltà è dentro gli egi-
alla maschera d’oro li consorti cambiano nome e diventa-
ziani”. Vero, innegabile. Anche se mercoledì scor- vecchia migliaia di anni no Tutankhamon e Ankhesenamon,
so, proprio mentre tutto il mondo celebrava l’im- ripudiano l’eresia di Akhenaton e
pegno dei dimostranti a difesa dell’arte e dei resti rinnovano la propria fedeltà al culto
archeologici, qualche esagitato, non si sa bene se
pro o contro Hosni Mubarak, ha pensato bene di
misteriose morti. È la vicenda umana e storica di
Akhenaton, il faraone eretico, l’uomo-dio che mi-
di Amon. Dieci anni dopo l’ascesa al
trono, Tutankhamon è già morto e
ZAHI HAWASS
lanciare bombe molotov proprio contro l’edificio se in crisi un’intera tradizione religiosa e politica. non lascia eredi. Viene sepolto fretto-È IL POTENTE MINISTRO
del museo egizio del Cairo, con conseguente in-
cendio, subito domato dai reparti dell’esercito.
Amenhotep IV, questo il suo nome originario, fu
un personaggio singolare e sognatore, che abban-
losamente in una piccola tomba pro-
gettata in origine non per un sovra-
A DELLE NTICHITÀ
Episodi gravi ma che non cancellano il legame donò il culto di Amon e delle altre divinità del pan- no, ma per un privato. E per reazio- E DA ANNI GRANDE CAPO
fortissimo, viscerale, che lega quel popolo alle sue theon ufficiale per abbracciare quello di un dio ne all’eresia di Akhenaton, i suoi suc- DEL PATRIMONIO STORICO
radici culturali e storiche. Tutto ciò nonostante unico: l’Aton, ovvero il disco solare. Nel quinto an- cessori riescono a cancellare dalla
l’Egitto di oggi, arabo e musulmano, sia diverso da no del suo regno decise di cambiare nome e diven- storia quasi ogni traccia dei sovrani DEL PAESE NORDAFRICANO
quello dell’antichità, per etnia, religione, lingua, ne Akhenaton, “colui che è utile all’Aton”. Si au- di Amarna, Tutankhamon compreso.
usi e costumi. Distante anni luce, ovviamente, dal toproclamò dio vivente e lasciò Tebe, la capitale Ma la potenza del personaggio e il
sistema socio-economico, distante anni luce anche religiosa della tradizione, per andare a costruire mistero che ne avvolge la figura han-
da quell’approccio alla vita. Ma la furia intolle- una grande città di culto 290 chilometri più a nord, no fatto il resto, mandando in frantumi il proposi-
rante di quelle frange minoritarie dell’Islam che in una località oggi chiamata Amarna. Qui visse to di cancellare Tutankhamon dalla storia e ripor-
altrove ha cancellato il passato, non ha diritto di con la sposa, la grande e bellissima Nefertiti, e con tando in vita una figura che ancora oggi affascina
cittadinanza sulle rive del Nilo. Gli egiziani sanno lei assunse il ruolo di sommo sacerdote dell’Aton, e spaventa, conquista e inquieta. Devono averlo
bene che i loro retaggi antichi sono fondamentali assistito dalle sei figlie. La classe sacerdotale de- capito anche gli egiziani di oggi che tra una mani-
per il paese: da un punto di vista artistico e cultu- vota ad Amon venne privata di ogni potere e ric- festazione di protesta e uno scontro tra fazioni op-
rale ma anche, e forse soprattutto, da quello eco- chezza. Rivoluzione che si nota anche nell’arte di poste, hanno trovato il tempo di difendere le sue
nomico, visto che il turismo è una fonte insostitui- quel periodo, arrivata fino a noi: il faraone non si spoglie, le sue reliquie, i suoi tesori.