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Cappella Sistina (Affresco; 1508 – 1512; Musei Vaticani, Roma)

La Cappella Sistina è dedicata a Maria Assunta in Cielo, fu costruita tra il 1475 e il 1481 ovvero
all’epoca di Sisto IV Della Rovere.
Nel 1505 Michelangelo venne chiamato a Roma per realizzare una sepoltura monumentale da
collocarsi dentro la basilica di San Pietro, su commissione del papa Giulio II Della Rovere.
Michelangelo scelse personalmente i blocchi di marmo a Carrara e ci vollero 8 mesi per estrarli ma
l’opera non venne mai realizzata.
Nel 1508 venne chiamato nuovamente dal papa Giulio II che gli commissionò la prestigiosa
impresa di ridecorare la volta della Cappella Sistina, la quale era rovinata a causa di una crepa.
Il programma iconografico ideato da Michelangelo racconta la storia dell’umanità prima delle
Tavole della Legge (= 10 comandamenti). Al posto dei 12 apostoli, presenti nel primo progetto,
mise sette Profeti e cinque Sibille seduti su troni. Lo spazio centrale è diviso in nove
scompartimenti nei quali sono raffigurati episodi tratti dal libro della Genesi:
1- Separazione della luce dalle tenebre
2- Creazione degli astri e delle piante
3- Separazione della terra e delle acque
4- Creazione di Adamo
5- Creazione di Eva
6- Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre
7- Sacrificio di Noè
8- Diluvio universale
9- Ebbrezza di Noè
Sono presenti anche degli Ignudi che reggono ghirlande con foglie di quercia, che alludono allo
stemma della famiglia Della Rovere (quella del papa).
Nelle lunette e nelle vele sono rappresentate le generazioni degli Antenati di Cristo riprese dal
Vangelo di Matteo.
La ricchezza delle immagini diminuisce con l’avanzare delle scene difatti le prime storie di Noè
sono ricche di personaggi e particolari per arrivare all’ultima scena in cui è presente un’unica
figura.
I colori sono vivaci e i contorni sono marcati, inoltre le figure richiamano quelle del periodo
ellenistico (ultima fase dell’arte greca) sia per la vicinanza di Michelangelo verso le sculture sia
perché voleva esprimere il loro valore morale.

Raffaelo Sanzio
Il suo primo maestro fu il padre che era a capo di una fiorente bottega e fu lì che Raffaelo apprese
le nozioni di base delle tecniche artistiche. Raffaelo perse il padre a soli 11 anni e venne mandato a
Perugia nella bottega di Perugino (Pietro di Cristoforo Vannucci).
Le fasi artistiche di Raffaelo sono tre:
1. La fase perugina in cui realizza delle opere che superano il suo maestro.
2. La fase fiorentina in cui riprende le tecniche artistiche sia di Leonardo, come lo schema
piramidale, lo sfumato, il gioco dei gesti tra le figure, sia da Michelangelo come il
plasticismo. Verrà criticato da Vasari (storico dell’arte del ‘500) per aver ripreso le tecniche
di questi autori.
3. La fase romana in cui gli viene commissionata dal papa la decorazione di quattro stanze
all’interno del Vaticano con affreschi.
A Roma crea una bottega molto fiorente e riceverà diverse commissioni dal papa Leone X,
tra le quali catalogare antichi marmi, la decorazione delle logge vaticane con scene
bibliche, ecc.

Sposalizio della Vergine (Olio su tavola; 1504; Pinacoteca di Brera, Milano)


L’iconografia è tratta dai vangeli apocrifi. Nel dipinto è raffigurato il matrimonio tra Maria e
Giuseppe. Maria, come è possibile vedere dietro a Giuseppe, ha tanti pretendenti e viene affidata
a Dio la decisione di chi dovrebbe scegliere come sposo: ad ogni pretendente viene data una verga
(ramo secco) ma solo quello di Giuseppe fiorisce.
I personaggi sono allineati in primo piano e dietro di loro si estende la piazza pavimentata,
semivuota, costruita con prospettiva centrale.
Sullo sfondo un tempio di pianta centrale ed un paesaggio all’orizzonte.
Le figure hanno eleganti anatomie allungate con ovali perfetti dai lineamenti dolci.
Raffaelo Perugino
- Inverte la posizione dei personaggi e - Le figure sono rigide.
degli sposi. La posizione dei soggetti è - Il punto di fuga prospettico è basso e
più naturale. dà all’osservatore una visione
- Il punto di fuga prospettico si alza all’altezza dei personaggi.
dando all’osservatore una visione - La cupola del tempio è parzialmente
dall’alto della scena. visibile.
- Il tempio è tutto visibile compresa la - Il tempio rappresenta solo uno sfondo
cupola, è a pianta circolare. Il tempio è del dipinto.
inglobato nello spazio. - La luce è fredda.
- Il tempio è il fulcro unificatore perché lì
convergono tutte le linee di fuga.
- La luce è calda e dorata.

Madonna del cardellino (olio su tavola; 1506; Galleria degli Uffizi, Firenze)
Appartiene alla 2° fase di Raffaelo.
È raffigurata Maria con San Giovannino e Gesù. La Vergine è seduta
su una roccia ed ha un libro in mano e richiama il Tondo Doni di
Leonardo, un altro particolare che richiama Leonardo è il paesaggio
lacustre (lago) sullo sfondo presente nella Gioconda.
Il nome del dipinto si rifà a San Giovannino che tiene in mano un
cardellino, ovvero un piccolo uccello di colore rosso che
simboleggia la passione di Cristo. Un altro richiama all’aspetto
religioso è dato dal fatto che il cardellino si ciba di cardo, la pianta
con cui fu realizzata la corona di spine di Cristo.
Alcune tecniche pittoriche riprese da Leonardo sono: le figure
sfumate e fuse con il personaggio, la prospettiva aerea e gesti tra le
figure. Mentre da Michelangelo è ripreso il plasticismo.