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1. La lessicologia ѐ lo studio scientifico del sistema lessicale di una lingua.

Non trascura la forma delle parole e si


riferisce a una lingua non considerata nella sua fase attuale. La lessicologia descrive e cataloga le parole, studia la
struttura e la variazione del lessico italiano.
2. Marchio di registrato – si riferisce al lemma seguito dal simbolo ® oppure la voce porta la menzione ''nome
commerciale'' nella sezione semantica o nell'etimologia
3. Tavola di nomenclatura – insieme delle parole che rinviano agli oggetti di un particolare settore di un'attività
umana

4. Il lessicologo ѐ colui che compie allo studio di lessicologia, studia il sistema lessicale di una lingua. Il lessicografo si
dedica alla compilazione dei dizionari, cioѐ alla lessicografia.
5. Il lessico di una lingua ѐ l'insieme delle parole per mezzo delle quali i membri di una comunità linguistica
comunicano tra loro. Tra il lessico e vocabolario si distingue l'aspetto generale da quello particolare, l'aspetto
sociale da quello individuale, l'aspetto essenziale da quello accessorio. Il vocabolario ѐ un settore determinato dal
lessico; per esempio – il vocabolario di un autore, di un parlante, di una scienza. Voce ѐ l'insieme delle
informazioni che il dizionario dà di un vocabolo posto in ordine alfabetico. Lemma ѐ il vocabolo che si trova
all'inzio della voce. Il lessema ѐ l'unità di base del lessico che contiene un significato autonomo.

6. Il dizionario ѐ opera che raccoglie i vocaboli di una lingua, di una scienza o tecnologia, ordinati alfabeticamente,
accompagnati da definizioni e spiegazioni e talora dalla traduzione in altra lingua. Il dizionario presenta il lessico
di una lingua, raccolto in ordine alfabetico e corredato di un determinato numero di informazioni: pronuncia,
etimologia, categoria grammaticale, definizione o traduzione, esempi d'uso.

7. Il dizionario storico raccoglie e registra l'intero patrimonio lessicale di una lingua, dà di ogni parola lo sviluppo
semantico diacronico, ѐ un dizionario diacronico. Dizionario dell'uso registra il lessico attuale di una lingua,
raccoglie la lingua di oggi, ѐ un dizionario sincronico. Dizionario enciclopedico oltre la parte lessicografica
comprende una vera e propria enciclopedia, raccoglie voci di carattere enciclopedico, comprende anche nomi
propri. Il dizionario etimologico ricostruisce la storia di una parola, l'origine della parola.

8. Il segno linguistico ѐ un 'qualcosa' che sta al posto di un 'altro qualcosa', può essere una frase, una parte di essa o
una parola. Ciascun segno linguistico possiede due facce – l'immagine acustica e il concetto. Sincronia ѐ uno stato
di lingua considerato nel suo funzionamento in un dato momento del tempo. Diacronia ѐ l'evoluzione nel tempo
di una lingua.

9. La denotazione ѐ il significato fondamentale di una parola, quello che si trova descritto nei dizionari. La
connotazione ѐ l'insieme dei valori affettivi che circondano la parola.

10. I principali rapporti di significato sono:

Sinonimia – la relazione semantica tra due parole che fondamentalmente hanno lo stesso significato; padre-pap à,
avvertire – avvisare ,camera –stanza

Antonimia – la relazione semantica in base alla quale il significato di una parola si oppone al significato di un'altra
parola; felice – triste, buono – cattivo, alto – basso

Polisemia – la possibilità di un segno linguistico di avere più significati; PENNA – organo cutaneo degli uccelli, tipo
di pasta, strumento per scrivere ; INDICE – dito della mano, elenco dei capitoli di un libro

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Omonimia – la relazione semantica che risulta quando due o più parole hanno lo stesso significante ma diverso
significato. Ci sono:

- omografi: parole che si scrivono nello stesso modo ma si pronunciano diversamente  àncora – ancóra, sùbito
– subíto , dì - di

- omofoni: parole che si pronunciano nello stesso modo ma si scrivono diversamente  anno – hanno, l'ago –
lago, a - ha

- omografi e omofoni – hanno diverso significato e appartengono a categorie grammaticali differenti  diritto (A)
– diritto(N) , regolare (A) – regolare (V), parco (A) – parco (N)

Il rapporto di inclusione (iperonimia e iponimia) – la relazione semantica che intercorre tra una parola di
significato più esteso e generico (iperonimo) e una di significato più ristretto e specifico compreso nel primo
(iponimo) – es. albero e l'iperonimo di quercia.

11. La composizione delle parole consiste nel riunire due o più morfemi lessicali autonomi o liberi in un'unità lessicale
più grande. Il risultato ѐ la parola composta o il composto. I tipi di composti sono: composti veri e propri che si
suddividono in nomi composti, verbi composti, aggettivi composti e tipi di composti moderni (unità lessicali
superiori, parole macedonia, conglomerati).

12. COMPOSTI VERI E PROPRI


nomi composti:
N + N – capoclasse ,capogruppo
A + N, N + A – l'altorilievo, la pastasciutta
V + N – i composti verbo più nome si possono dividere in 4 gruppi :
nomi d'agente – il portabagagli
nomi di nuovi oggetti e utensili – il tostapane
nomi d'agente ai quali si possono aggiungere i semi [+ ironico] e [+ peggiorativo] – lo scansafatiche
i composti che significano prevalentemente l'arnese che para da ... – il parafulmine

V + V – il fuggifuggi, il lavasciuga
V + Avv – il buttafuori, il tiratardi
Prep + N – il dopodomani, il senzatetto
Avv + Partic. pass. – il benestante

aggettivi composti :
A + A – verdescuro, verdechiaro, sordomuto
A + N – verde bottiglia, verde oliva, rosso fuoco
N + A – teledipendente, tossicodipendente, videodipendente
Avv + A – sempreverde

verbi composti :
l'elemento verbale di tali formazioni ѐ generalmente un verbo di senso ampio, con pochi semi specifici, ad
esempio il verbo fare – fare una telefonata, far uso, far finta

13. COMPOSTI MODERNI


Le unità lessicali superiori sono unità lessicali composte di più elementi e non insiemi liberi di parole, e non si può
introdurre un qualsiasi altro elemento nella sequenza. Possono essere formate:
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-sia da una successione di nomi collegati da preposizioni - ferro da stiro, cucina a gas, pasta al sugo

-sia da successioni di nomi senza nessi di collegamento – conferenza stampa, scuola guida, calcio mercato

-sia da unità di due parole in cui la seconda ha funzione di aggettivo qualificativo – guerra lampo, cane poliziotto,
divano letto

I conglomerati sono più parole saldate insieme in modo da formare un tutto unico – un nontiscordardimé , un
altolà , un tiramisù

Le parole macedonia – il risulato del rinuire degli spezzioni di due o più parole – fantascienza, informatica,
cioccovo

14. Il prefisso ѐ un morfema formativo che precede la base e non ha la capacità di trascategorizzare. La prefissazione ѐ
formazione delle parole mediante prefissi, aggiungendo un prefisso all'inizio della base. Secondo il loro significato i
prefissi si dividono in : prefissi con significato temporale/spaziale/concettuale. Secondo la categoria grammaticale
possono essere : prefissi nominali/aggettivali/verbali.
Prefissi con significato temporale: ante– (anteguerra,antipasto,anteporre), post- (postvocalico,postbellico), pre-
(preavvisare,preistoria,prevedere), sopra- (sopradetto,soprannominato), su- (sudetto,surricodato)
Prefissi con significato spaziale: a- (accorrrere,affluire,apporre), fra- (framettere,fraporre), inter-
(interlinea,internazionale,interporre), pos- (poscritto), oltra/e- (oltralpe,oltremare,oltremonti)
Prefissi con significato concettuale: bi- (bicolore, biscotto, bilingue), dis- (disonore, dispari, disattento) mal-
(malsicuro, malasorte, malcontento), para- (paranormale) , stra – (strafare, strapagare, straperdere, straparlare)

15. I prefissoidi e i suffissoidi sono elementi formativi di origine latina e greca, sono parole autonome e hanno
significato proprio.
5 esempi di prefissoidi: aero- (per aria), auto- (da solo), foto- (relativo alla luce), moto- (che si muove grazie a un
motore), tele- (che e relativo a distanza)
5 esempi di suffissoidi: -algia (dolore di), -cida (uccisore), -fero (che porta), -grafia (scrittura), -teca (raccolta di)

16. L'alterazione ѐ un tipo particolare di suffissazione, per mezzo della quale il significato della parola di base non
cambia nella sua sostanza, ma viene alterato. Ci sono 4 tipi di alterati:

Accrescitivo – un sostantivo alterato formato con l'aggiunta di un suffisso di accrescimento (bambinone, casona,
librone, barcone)

Diminutivo – l'alterazione di un sostantivo mediante un suffisso indicante diminuzione o sfumatura vezzeggativa (


tavolino, prestino, zainetto, alberello)

Peggiorativo – affisso o morfema lessicale che implica un giudizio negativo (poetastro, casaccia, giovinastro,
amarognolo)

Vezzeggativo – una forma alterata che esprime l'affetto e simpatia (calduccio, bambinello, campicello, stupidello)

17. La derivazione ѐ formazione delle parole con l'aggiunta di un elemento che non esiste come termine che abbia
significato autonomo, detto morfema o affisso. La derivazione consiste nell'aggiunta di un morfema formativo al
morfema lessicale. Possiamo avere 9 tipi di derivati – nomi derivati da nomi, nomi derivati da aggettivi, nomi
derivati da verbi, verbi derivati da verbi, verbi derivati da nomi, verbi derivati da aggettivi, aggettivi derivati da
aggettivi, aggettivi derivati da nomi e aggettivi derivati da verbi.

Nomi derivati da nomi:


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Libro-libraccio – ''cattivo, brutto'' , nuvola-nuvolaglia – ''insieme di'' , dantismo-dantista - ''studioso di'' , pizza-
pizzeria – ''negozio'', Africa-africano – ''abitante''

Nomi derivati da verbi: lavare – lavaggio, ignorare – ignoranza, passeggiare – passeggiata, telefonare – telefonata,
perdere – perdita, potere – potenza

Nomi derivati da aggettivi: stupido – stupidaggine , lontano – lontananza, avaro – avarizia, vero – verità, scemo –
scemenza

Verbi derivati da nomi: azione – azionare, neve – nevicare, veste – vestire, vetro –vetrificare, alcool –
alcoolizzare/alcolizzare

Verbi derivati da verbi: dormire – dormicchiare, parlare – parlucchiare, parlare – parlottare, tagliare – tagliuzzare,
girare - girellare

Verbi derivati da aggettivi : alto – alzare, bianco – biancheggiare, zoppo – zoppicare, chiaro – chiarire, fertile –
fertilizzare

Aggettivi derivati da nomi: carta – cartaceo, centro – centrale, regola – regolare, unversità – universitario, amore –
amorevole

Aggettivi derivati da verbi: cantare – cantabile, pesare – pesante, piacere – piacevole, informare – informativo,
durare – durevole

Aggettivi derivati da aggettivi: avaro – avaraccio, cattivo – cattivello, piccolo – piccoletto, bello – bellino, pigro -
pigrone

18. I parasinteti sono i derivati che si ottengono quando a una parola di base si aggiungono contemporaneamente uno
o più prefissi e uno o più suffissi e possono essere un nome, un aggettivo o un verbo.

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DRUGI DIO

19. La famiglia lessicale ѐ l'insieme di parole che hanno in comune la forma e una parte di significato in quanto
derivano dalla stessa base. Per esempio: cane, canaio, canile, canino formano una famiglia lessicale;
lavoro/lavorare come base lessicale  lavoratore, lavorazione, lavorante, lavorio, lavorativo; idea  ideale,
idealista, idealizzare, idealistico, idealizzabile

20. Supplettivismo o polimorfia lessicale ѐ il fenomeno per cui una parte di formati ha una base e un'altra parte
un'altra base. Per es.  il paradigma del verbo andare, con forme collegate ad and- (andiamo, andate, andavo,
ecc.) e altre collegate ad vad- (vado, vai, vada, ecc.)

21. Allotropi sono derivati appartenenti alla stessa parte del discorso, prodotti dalla derivazione dotta e da quella
popolare. Esempi: cerchio/circolo, pieve/plebe, fragile/frale, vizio/vezzo, nitido/neto.

22. Il campo linguistico ѐ l'insieme di unità lessicali appartenenti a un medesimo settore della conoscenza o attività
umana connesse da relazioni sintagmatiche o paradigmatiche. È stato sviluppato dal linguista tedesco Jost Trier.
Comprende l'insieme dei termini che indicano le parti del corpo umano, i colori e i rapporti di parentela.

23. Il campo semantico ѐ stato sviluppato da altri teorici come Ipsen o Porzig. Essi si chiamano strutturalisti e pensano
che il campo sia un modo di strutturare un'area concettuale. All'interno del campo la descrizione del significato ѐ
fatta attraverso tratti semantici. Un sema o un tratto semantico ѐ l'unità minima di significato. Con altri semi forma
un semema, che ѐ l'insieme di semi o fascio di semi.

24. Il prestito linguistico si ha quando una lingua utilizza e finisce per assumere un tratto linguistico che esisteva
precedentemente in un'altra lingua. Ci sono due tipi di prestiti: a) prestiti non adattati, non adeguati o non
integrati (bar,film,leader,lager) e b) prestiti integrati, adeguati o adattati ( treno, bistecca dall'inglese train,
beefsteak)

25. Tipi e caratteri del prestito linguistico

Un tipo di prestito ѐ il calco che si può distinguere in due varietà: a) calco semantico - che si ha quando una parola
italiana assume un nuovo significato da una parola di una lingua straniera (autorizzare  'rendere autorevole' 
permettere) b) calco traduzione – si forma una parola composta o derivata, traducendo alla lettera gli elementi di
un composto o di un derivato di una lingua straniera ( grattacielo da skyscraper)

Prestito di necessità – si ha quando si prende la parola insieme con il suo referente perch é nella lingua che la
accoglie non esiste il termine adatto a designare quel nuovo oggetto o idea. (ananas, patata, cacao, tabacco)

Prestito di lusso – ha un fine stilistico e di promozione sociale, serve a evocare una civiltà, un modo di vita
considerati prestigiosi (leader/capo, budget/bilancio, show/spettacolo)

26. Il foriesterismo si riferisce di solito alle lingue moderne, non al latino e al greco. Sono di solito dei prestiti non
integrati, conservano la grafia e, nei limiti del possibile, la pronuncia della lingua straniera. Esempi: GERMANISMI –
sapone, guerra, guardia, guarire, scherzare, brindisi; ARABISMI – limone, carciofo, zucchero, cotone, zero, azzuro;
GALICISMI – cavaliere, dama, cuscino, viaggio, passaggio

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27. Le parole dotte o latinismi ricompaiono nella lingua italiana dopo secoli di silenzio. A differenza delle parole
popolari, i latinismi conservano più fedelmente l'originaria forma latina. (befana/epifania, straniero/estraneo,
chiusura/clausura)

28. Il prestito interno ѐ il dialettalismo che si ѐ italianizzato per entrare nel lessico italiano. Due sono le categorie di
dialettalismi: termini tecnici e parole espressive.  Lombardia: risotto, panettone, gorgonzola; Venezia: arsenale,
lido; Napoli: pizza,mozzarella, lava.

29. I proverbi sono frasi complete di cui non si può modificare né struttura né i tempi verbali. Paremiologia ѐ lo studio
dei proverbi.

30. La fraseologia ѐ l'insieme dei modi di dire, delle frasi fatte, delle espressioni idiomatiche, e anche dei proverbi di
una lingua. Le espressioni idiomatiche sono cristalizzate, non amettono variazioni, possono avere degli equivalenti
in altre lingue, quasi mai hanno una traduzione letterale. Esistono espressioni:

a) con funzione di sostantivo (patata bollente, cintura nera),

b) con funzione di aggettivo (ragazza acqua e sapone),

c) con funzione di avverbio ( di sana pianta),

d) con funzione di verbo (tirare la cuoia, tagliare la corda)