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Le scuole poetiche e i grandi scrittori del Medioevo - domande

1. Lirica comico-realistica

Si sviluppa in Toscana nel 1260. I maggiori rappresentatori sono Rustico Filippi e Cecco
Angiolieri. I temi di queste poesie sono popolareschi e legati al dato realistico (la vita,
l'amore),e vengono resi in uno stile comico. L'amore diventa in questi autori rapporto fisico,
meno spirituale. Vengono esaltati i piaceri del gioco, del vino, della taverna, delle feste. Di
solito prevale il tono comico o giocoso, la tendenza allo scherzo. Il linguaggio è sempre di
registro basso e popolare, e viene usato quasi sempre il sonetto.

2. C. Angiolieri
E stato un poeta e scrittore italiano, contemporaneo di Dante Alighieri. La poetica di Cecco
Angiolieri rispetta tutti i canoni della tradizione comica toscana. Usa la parodia. La donna
angelo diventa una creatura terrena. La sua poesia caratterizza l'anticlericalismo. Nei suoi
sonetti emergono l'attenzione per la vera realtà della vita borghese, e la rappresentazione
realistica della amore. I suoi sonetti spesso contengono allusioni autobiografiche, dove lui si
confessa.

3. Scuole poetiche siciliana e toscana


La Scuola Siciliana fu una corrente filosofico-letteraria che si sviluppò in Sicilia alla corte di
Federico II nel Duecento. I poeti di questa letteraria appartenevano all'alta borghesia, ed erano
tutti che lavoravano presso la corte di Federico. Celebrava l'amore cortese, l'uomo fedele. La
poesia lirica della scuola, in volgare siciliano aulico, ebbe anche il merito di introdurre il
sonetto. Rappresentati: Giacomo da Lentini, Federico II e i suoi figli, Pier della Vigna.

Lirica toscana riflette la realtà della città comunale ed i suoi poeti. Si ricollegava alle
esperienze siciliane e quelle provenzali. I poeti provengono dalle varie citta e sono diversi fra
loro. Il caposcuola maggiore e Giuttone d'Arezzo. Loro inchinavano a una concezione
dell’amore più spirituale. Scrivevano nel volgare toscano. Rappresentati: Cino da Pistoia,
Guido Cavalcanti, Guido Guinizzelli, Dante Alighieri.

4. Rappresentanti principali e dottrina degli Stilnovisti


Il dolce stil novo, conosciuto anche come stilnovismo, è un importante movimento poetico
italiano sviluppatosi tra il 1280 e il 1310 a Firenze. L'amore come obiettivo principale. La
poetica stilnovista acquista un carattere qualitativo e intellettuale più elevato: il regolare uso
di metafore e simbolismi. La figura femminile evolve verso la figura donna-angelo,
intermediaria tra uomo e Dio, le celebrazioni delle doti spirituali dell'amata. I principali autori
sono Guido Guinizzelli (precusore del movimento),Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo
Gianni, Gianni Alfani, Cino da Pistoia.

5. Opere e significato degli Stilnovisti


I principali autori sono: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Cino
da Pistoia, Dino Frescobaldi e infine Guido Guinizzelli. Di questi Dante e Cavalcanti hanno
dato il maggior contributo, mentre Cino da Pistoia svolse l'importante ruolo di mediatore tra
lo Stil Novo ed il primo Umanesimo, tanto che nelle sue poesie si notano i primi tratti
dell'antropocentrismo. Al cor gentil rempaira amore è famosa canzone del Guinizelli
considerata il manifesto, perché sviluppa gli elementi dottrinali della nuova poesia. Guido
Cavalcanti rappresentatore della lirica cortese (stile aristocratico e dotto), Donna mi prega
L'amore vede come realtà terrestre e sensibile.

6. Poesia religiosa – tipi di canti religiosi e rappresentanti


La poesia religiosa è un tipo di poesia tipica della religione cristiana. Si sviluppa nell'Italia
centrale. Il componimento tipico è la lauda – sorta di cantilena che cantava le lodi di Dio,
della Vergine e dei santi. Avevano una metrica semplice con elementi ripetuti. Le altre forme
sono le cronache, testi mistici e devoti, opere filosofiche, teologiche. Caratteristico di questo
tipo di poesia è l'espressione della fede. Rappresentante è San Francesco con "Cantico delle
creature", forse il primo testo letterario italiano in volgare. Iacopone da Todi, S. Caterina da
Siena, Bonaventura.1200-1300

7. Caratteristiche della poesia religiosa


La poesia religiosa è un tipo di poesia tipica della religione cristiana. Si sviluppa nell'Italia
centrale, scritta in volgare Umbro. Caratteristico di questo tipo di poesia è l'espressione della
fede, i motivi sono religiosi e mistici: negatività della vita e del mondo. Il verso più usato e il
settenario che spesso forma l'alessandrino. Riprendono motivi tradizionali, contrasto tra
l'anima e il corpo, il vivo e il morto. La poesia religiosa è considerata la prima forma di
letteratura italiana in cui si sviluppa il poemetto didattico. Principali autori di questo
movimento sono Giacomino da Verona e Bonvesin de la Riva.

8. Dante e i suoi tempi – contesto


Dante Alighieri è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il padre della
lingua italiana. La sua Divina Commedia e considerata la più grande opera scritta in lingua
italiana.
Opera di Dante sia una sintesi, quasi simbolo di quella età. Ci sono presenti tutti i temi, i
motivi, i modi espressivi che negli altri scrittori si presentano divisi e tutti i modi di
sentimento che caratterizzarono la vita italiana nel Duecento e nel primo Trecento.
Nei tempi di Dante a Firenze erano le due fazioni politiche opposte: Guelfi e Ghibellini.
Ghibellini appoggiavano le idee del impero, gli altri del papa. Egli prese parte alla battaglia di
Campaldino e alla resa del castello di Coprona dopo cui inizia la sua attività letterarie. La citta
si divise nuovamente all’interno del gruppo guelfo in due fazioni: Neri e Bianchi. Dante fu
vicino ai Bianchi, che si opponevano tanto all’ingerenza del papa Bonifacio VIII che diede
Firenze in mano ai neri e fece andare Dante in esilio.

9. Dante - vita e opere


Dante Alighieri è stato un poeta, scrittore e politico italiano. Nacque nel 1265 e muore a
Ravenna nel 1321. È considerato il padre della lingua italiana. La sua Divina Commedia e
considerata la più grande opera scritta in lingua italiana. E il capolavoro di Dante. E composta
da tre cantiche, ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi. Il
ruolo della lingua volgare fu fondamentale per lo sviluppo del suo programma letterario. Il
suo primo e più importante maestro di arte e di vita è Brunetto Latini. Dante cresce in un
ambiente "cortese" ed elegante. Conosce Beatrice (figura femminile centrale nell’opera del
nostro poeta), a cui Dante è forte innamorato. La Vita Nuova e un romanzo in prosa da
liriche. Nasce dall’amore del giovane Dante per Beatrice ed è una raccolta delle poesie
giovanili. Con il trattato De Vulgari Eloquentia, scritto in latino, Dante vuole dare agli
scrittori delle regole sull’arte dello scrivere in italiano volgare. Dante scrive il Convivio nei
primi anni dell’esilio, in lingua volgare, con lo scopo di ricordare alle persone che governano.
Nel trattato De Monarchia, scritto in latino, Dante affronta il tema a lui più caro: quello
politico. Per il poeta, l’unica forma di governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la
monarchia. Le Rime e raccolta dei componimenti poetici ch Dante scrive nel corso della sua
vita e che sono legati alle varie esperienze di vita del poeta.

10. Il pensiero politico di Dante


Il pensiero politico di Dante si divide in due periodi, ma sempre mettendo l’idea di fondo fissa
cioè che il comune doveva avere autonomia dal Papa, e che l’impero e la Chiesa dovevano
restare ben separati. Nel 1.periodo, quello prima dell’esilio, Dante difende fermamente
l’autonomia dei Comuni. Nel 2.periodo afferma che la Chiesa e l’impero si completano a
vicenda perché il potere del Papa aiuta quello dell’ imperatore a garantire la serenità e la vita
eterna agli uomini.
La sua carriera politica raggiunge l’apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca,
viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino). Il poeta è un politico
moderato, sostenitore dell’autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle
ingerenze del potere del Papa. Quando Carlo di Valois entra nella città, sostiene il potere dei
guelfi neri: il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, è condannato ingiustamente
all’esilio. Per Dante l’esilio rappresenta un momento di sofferenza e di dolore e al tempo
stesso uno stimolo per la sua produzione letteraria e poetica. Per il poeta, l’unica forma di
governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la monarchia.

11. Commedia – caratteristiche principali


È un poema allegorico - didattico. La Commedia è l'opera più celebre di Dante. La Divina
Commedia è il capolavoro di Dante e l’opera che racchiude tutta la sua esperienza umana,
civile, politica, spirituale e poetica. E ‘composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e
Paradiso), ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi, eccetto
l’Inferno che contiene un canto in più quale prologo all’intera opera. Tuttavia Dante lavora
sulla Commedia fino alla morte. Dante rappresenta cielo e terra, ma la terra trova nel poema
una rappresentazione nuova. Un tema ricorrente nella Commedia è la profezia. Il profetismo
era largamente diffuso ai tempi del poeta. Dante ha trentacinque anni (nel mezzo, cioè a metà
della sua vita) quando si ritrova, avendo smarrito la "giusta via" (retta via), in una selva
oscura, allegoria della perdizione e del peccato. Più egli si incammina, più questa via diventa
cupa, buia e paurosa. Dante sceglie Vergilio come guida.

12. Inferno – struttura e atmosfera, tipi di peccati/ peccatori


I cerchi dell'Inferno sono aree circolari concentriche. Essi sono nove, in ciascuno dei quali
vengono puniti coloro che in vita si sono macchiati di un ben definito tipo di peccato. La
suddivisione in nove rimanda al pensiero aristotelico-tomistico. Prima di accedere ai cerchi
veri e propri incontriamo la Selva e il Colle dove Dante si viene a trovare smarrito «nel mezzo
del cammin di nostra vita, un momento di "sonno „».Dietro questo colle si trova la città di
Gerusalemme. Vi entra quindi attraverso la Porta dell'Inferno e penetra così nell'Antinferno.
Superando il fiume Acheronte sulla barca di Caronte, entra infine nell'Inferno vero e proprio.
• 1 Primo cerchio – Limbo
• 2 Secondo cerchio - Lussuriosi
• 3 Terzo cerchio - Golosi
• 4 Quarto cerchio - Avari e prodighi
• 5 Quinto cerchio - Iracondi e accidiosi
• 6 Sesto cerchio - Eretici ed epicurei
• 7 Settimo cerchio - Violenza
• 7.1 Primo girone - Omicidi
• 7.2 Secondo girone - Suicidi e scialacquatori
• 7.3 Terzo girone - Bestemmiatori, sodomiti e usurai
• 8 Ottavo cerchio - Fraudolenza (Malebolge)
• 8.1 Prima bolgia - Ruffiani e seduttori
• 8.2 Seconda bolgia - Adulatori e lusingatori
• 8.3 Terza bolgia - Simoniaci
• 8.4 Quarta bolgia - Maghi e indovini
• 8.5 Quinta bolgia - Barattieri
• 8.6 Sesta bolgia - Ipocriti
• 8.7 Settima bolgia - Ladri
• 8.8 Ottava bolgia - Consiglieri fraudolenti
• 8.9 Nona bolgia - Seminatori di discordia
• 8.10 Decima bolgia - Falsari
• 9 Nono cerchio - Tradimento
• 9.1 Prima zona - Caina
• 9.2 Seconda zona - Antenora
• 9.3 Terza zona - Tolomea
• 9.4 Quarta zona – Giudecca

13. Paradiso e purgatorio - struttura


Il Purgatorio è la seconda delle tre cantiche. Il Purgatorio dantesco è diviso in
Antipurgatorio, Purgatorio e Paradiso terrestre. La struttura del Purgatorio segue la
classificazione tomistica dei vizi dell'amore mal diretto, e non fa più riferimento a singole
colpe. Esso è suddiviso in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati capitali: superbia,
invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria.
 ANTIPURGATORIO: 1)prima schiera Spiaggia: negligenti: morti scomunicati
2)primo balzo, seconda schiera: negligenti: pentirsi in fine di vita
3)secondo balzo: terza schiera: negligenti: morti per violenza
4)valletta fiorita, quarta schiera: negligenti: principi
 PURGATORIO: 1)primo cornice: superbi
2)secondo: invidiosi
3) terzo: iracondi
4)quarto: accidiosi
5)quinto: avari e prodighi
6)sesto: golosi
7)settimo: lussuriosi
Il Paradiso è la terza delle tre cantiche. Al centro dell'universo sta la Terra e intorno ad essa
nove sfere concentriche. Mentre l'Inferno e il Purgatorio sono luoghi presenti sulla Terra, il
Paradiso è un mondo immateriale, etereo, diviso in nove cieli: i primi sette prendono il nome
dai corpi celesti del sistema solare (nell'ordine Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove,
Saturno), gli ultimi due sono costituiti dalla sfera delle stelle fisse e dal Primo mobile. Il tutto
è contenuto nell'Empireo.

14. Commedia – canto introduttivo


Il canto primo dell'Inferno di Dante Alighieri funge da proemio all'intero poema, e si svolge
nella selva e poi sul pendio. E canto introduttivo dell’ intera opera. Alla meta della sua vita il
poeta prende coscienza di essersi smarrito in una selva che rappresenta il peccato. Giunto al
limite della selva Dante scorge la sommità di un colle, simbolo della faticosa salita verso il
bene e verso l’espiazione dei propri peccati. Inizia cosi a dirigersi verso il colle, ma il suo
cammino viene sbarrato da una lonza, simbolo della lussuria. Qui Dante incontra Virgilio, che
lo accompagnerà nella visita dell'Inferno, prima tappa della sua purificazione dal peccato.

15. Numerologia in Dante


Nella Divina Commedia ripetuti e importanti sono i riferimenti ai numeri, che rispondono a
una duplice funzione: strutturale e simbolica. L’uno rappresenta l'origine di tutte le cose, la
perfezione, l'assoluto e la divinità. Il tre rimanda alla Trinità cristiana: rappresenta dunque la
coincidenza in Dio di unità e molteplicità. E’ associato alla Perfezione, alla Fede e alla
Conoscenza. Il nove, che era considerato un numero sacro dagli antichi, rappresenta il
cambiamento e la perfezione massima poiché quadrato del numero tre. Il sette è il numero
della perfezione umana.
Dante riprende tale numerologia: 3 sono le cantiche, 9 sono i cerchi dell’inferno, 9 sono le
cornici del Purgatorio, 9 sono i cieli del Paradiso, 100 sono i canti del poema, 33 sono i canti
per ogni cantica( e primo iniziale).

16. Virgilio – simboli e personaggi virgiliani


Il ruolo di Virgilio nella Commedia dantesca è di quelli centrali. Virgilio è presente e ‘conta’
per Dante sia in riferimento alla sua opera sia come presenza personale: quella di un autore,
anzi dell’autore per eccellenza, sulle cui pagine l’Alighieri si è formato.Possiamo affermare
che senza Virgilio Dante non avrebbe potuto compiere il suo viaggio nell’Oltretomba e,
dunque, scrivere la Commedia.Virgilio, in quanto allegoria della ragione umana, è colui che è
in grado di guidare il poeta fiorentino. Virgilio è per Dante un maestro di vita e di arte.
Nella Commedia V.rappresenta il simbolo della ragione. Non poteva entrare nel pardiso
perche fu pagano e non batezzato. Dante credeva che V.possedeva 4 virtu cardinali: prudenza,
fortezza, temperanza e giusticia. Suo posto e limbo.
17. Figure femminili nella Commedia
Dante parla con alcune donne. In suo aiuto si sono mosse tre donne benedette: Beatrice, S.
Lucia e la Vergine Maria. Lui descrive anche Francesca da Rimini nell’Inferno ( canto V), Pia
de’ Tolomei nel Purgatorio ( canto V) e Piccarda Donati nel Paradiso (Canto III).
Beatrice Portinari e la figura femminile centrale. Fu ragazza fiorentina che Dante amava tutta
la vita, protagonista delle sue poesie. Lei e donna angelo, può portare l’uomo alla salvezza
eterna. Possiede tre virtù: fede, speranza, carità. Accompagna Dante al Paradiso.
Maria Vergine, madre di Gesù. Beatrice parla di lei come una donna gentile. Dante la vede nel
Paradiso circondata dagli angeli nella luce eterna.

18. Paolo e Francesca – vita e morte


Loro sono protagonisti del V canto d’Inferno, posti fra i lussuriosi. Lei era la figlia di Guido
da Polenta. Si sposo con fratello di Paolo Malatesta. Entrambi erano sposati e nella relazioni
molti anni fino al momento quando li scopri e uccise il marito di Francesca. Francesca parla,
Paolo tace e piange.

19. Adulterio nella Commedia


Adulteri sono posti nel secondo cerchio. Questo è la zona dell'Inferno dove sono puniti i
peccatori carnali, che hanno sottomesso la razionalità agli impulsi sessuali. Ci sono: Paolo e
Francesca, Semiramide (la regina degli Assino-Babilonesi), Didone( regina di Cartagine, si
innamora di Enea), Cleopatra ( regina dell' Egitto, amante di Cesare e Marco Antonio), Elena
( amante di Paris), Achille( eroe della mitologia greca)

20. Personaggi storici nella commedia


Arcangelo Michele (vendicò il superbo stupro, ovvero sconfisse Lucifero dopo la sua
ribellione contro Dio); Bruto e Cassio (i due principali cesaricidi colpevoli di tradimento),
sono terrorizzati da Lucifero; Giulio Cesare (tra gli «spiriti magni» del Limbo, dove è definito
armato con gli occhi grifagni); Ercole (protagonista vittorioso di lotte con creature
mostruose); Federico II di Svevia (trascorre l'eternità in bare infuocate, nel girone degli
eretici); Brunetto Latini ( settimo cerchio tra i sodomiti, era omosessuale); Ovidio (Dante lo
include tra le anime del Limbo, insieme ai poeti Omero, Orazio e Lucano); Farinata degli
uberti (uno dei capi ghibellini in Firenze. Nel sesto cerchio parla con Dante della situazione in
Firenze); Cavalcante dei Cavalcanti ( padre si Guido, Dante lo colloca tra gli eresiarchi del
sesto cerchio, membro di una vecchia famiglia fiorentina e guelfa)
Pluto (È il custode del IV Cerchio infernale (avari e prodighi); San Giovanni Battista (soffrì il
deserto e il martirio e, dopo la morte, rimase due anni nel Limbo; sotto di lui si trovano poi
san Francesco, san Benedetto e sant'Agostino, e altri santi sotto di essi, che formano una linea
divisoria analoga a quella delle donne ebree dirimpetto); l pontefice Bonifacio (fece decadere
le speranze di una riforma all’intero della Chiesa e come il fautore delle nuove divisione fra le
fazioni politiche dell’epoca, peccatore simoniaco)