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COME ALLONTANARE INCOERENZITE, LAMENTITE, SCUSITE ALTRUI

Nella vita di tutti i giorni vedo, ascolto e leggo continuamente di persone


che, a parole, ambiscono a obiettivi ambiziosi e poi, nell'intimo della vita
vera, quella in cui ti guardi in faccia e ti misuri con quello che fai oltre che
con quello che dici di fare, si perdono in pochezze delle quali nemmeno si
rendono conto.

La maggior parte delle persone parla, parla, parla. Farò questo e farò quello.
Farò così e farò cosà. Bla Bla e Bla Bla. E poi continuano con le solite cose
di sempre, e poi lasciano il piede in due scarpe, e poi rimandano, e poi
accampano scuse. Questi individui sono sempre pronti a filosofeggiare sui
massimi sistemi della vita, su ciò che è giusto, su ciò che è sbagliato e su
cosa gli altri dovrebbero fare per migliorare.

Ascolto persone che dispensano consigli sulle relazioni sentimentali, mentre


sono consapevoli che il partner va a letto con le amanti e loro hanno scelto
di convivere, titanicamente parlando, con questa “avversità”.

Ascolto persone che dispensano consigli su come avere successo nella vita
professionale, mentre campano con le paghette dei nonni portandosi sulle
spalle sacchi di debiti.

Ascolto persone che dispensano consigli su come crescere personalmente,
mentre queste oramai sono malate croniche di incoerenzite, scusite e
lamentite.


Sei veramente sicuro che ascoltare o stare in presenza di queste persone sia
utile?


Quando una persona è affetta da incoerenzite, scusite e lamentite,


inevitabilmente tenderà a trasmettere questi virus a chi gli sta intorno.

Per questo è importante scegliere e selezionare con cura le persone da


frequentare, in modo di essere contagiato solo da entusiasmo, tenacia e
serenità.

Solitamente, ci troviamo in mezzo a persone che sono frutto di incontri


casuali, che frequentiamo per abitudine o perché “è sempre stato così”.

Invece è importante scegliere. Perché quando scegli sei libero di sentirti
come vuoi.


Il gruppo dei pari deve essere composto da persone coerenti che non solo ti
sostengono quando ne hai bisogno ma che, soprattutto, ti spronano a dare il
meglio di te.

Devi lasciar andare le persone che non rispondono a questi criteri e, a volte,
può esser complicato, anche perché spesso queste persone portano il tuo
stesso cognome. 

Ma tant'è: siamo qui, in questo mondo e in questo viaggio, per far qualcosa
di magnifico e grande, qualsiasi cosa significhi. E per far qualcosa di grande
abbiamo bisogno di compagni di viaggio che siano all'altezza, qualsiasi essa
sia.

La vita è come un viaggio in treno: quando arrivi al capolinea non puoi dire
"al ritorno andrà meglio". Il viaggio è quello, punto. Sta a te decidere con
quali compagni vuoi farlo, chi vuoi avere nello scompartimento. Soprattutto,
ricorda che lo scompartimento non deve per forza esser pieno: a volte,
qualche posto libero è utile per sgranchire le gambe.

Scegli con cura. Perciò, a tutti coloro che sono felici per te quando sei felice
e che gioiscono del tuo successo, a tutti coloro che invece di compiangerti ti
spronano e che sono sinceri con te a costo di far male, spalanca le braccia
in un caloroso abbraccio.


Sei ad un bivio: puoi continuare a portati dietro gli untori di incoerenze e
psicopaturnie, oppure lasciare andare la paura del giudizio altrui, il senso di
colpa e scegliere di intraprendere uno splendido viaggio, solo con le persone
che meritano la tua compagnia.


PS. se, d’ora in poi, dovessi malauguratamente trovarti in una situazione in


cui qualcuno cercherà di scaricarti addosso i suoi problemi o ti vorrà dare dei
consigli incoerenti….non pensarci troppo, passaci sopra….con un camion a
rimorchio….più volte.

Ricorda: se nella stanza in cui ti trovi non hai nulla da imparare con i presenti,
allora significa che hai sbagliato stanza.

La faccenda secondo cui gli opposti si attraggono è la scusa per chi non ha
abbastanza coraggio di ammettere di avere rapporti personali poco felici!


Il grande Annibale, quando approdava a una nuova terra da conquistare,


faceva bruciare le navi con cui era arrivato. In tal modo, per i suoi soldati
esisteva solo una possibilità: mettercela tutta e, vincere.

Se davvero vuoi qualcosa, nella tua vita, brucia le navi. Crea le condizioni
perché tu possa concentrarti interamente su quel che desideri.

La verità è che chi si accontenta... passa la vita a tenere sogni nel cassetto e
rimpianti da spolverare sul comodino.

solitamente, le persone che pubblicano le frasette di qualcun altro, sono


quelle che non hanno le risposte per la loro vita.

"Se incontriamo qualcuno che ci deve gratitudine, subito ricordiamo il


motivo. Ma quante volte incontriamo qualcuno cui siamo noi a dovere
gratitudine, e non ricordiamo più nulla!"

-Goethe-

Grazie è una parola che spesso viene pronunciata con un certo


automatismo, o magari come intercalare per dire qualcos'altro. Invece
merita di essere osservata per la sua ricchezza di significato. Perché, oggi, in
un mondo sempre più distratto e colmo di insignificanze ci si dimentica di
ringraziare tutto ciò che veramente ha importanza. Per tutti quegli aspetti che
forse prima non possedevi, mentre ora ti rendono felice.

Piccoli tasselli della vita che troppo spesso diventano scontati, e con il
passare del tempo, dimenticati.

Aspetti di cui ci si accorge troppo tardi: solo nel momento in cui li si


perdono. Anche perché le "cose" più importanti della vita, non sono cose.

Tutto questo perché oramai non siamo più abituati a rendere gratitudine
quotidiana per tutto ciò che, anche nei momenti meno facili, ti aiuta a
pensare diversamente, ti aiuta ad andare oltre alle "cose", e ti aiuta a vincere
le sfide del pquotidiane.

Il grazie è un pensiero del pensiero, un meta pensiero. Quando noi diciamo


grazie, omettiamo la parola “rendere” perché l’atto è proprio quello di
“rendere grazie” a qualcuno.

Nella parola “ringraziare”, esprimere gratitudine, “grazia” è preceduto dal


prefisso “ri” che esprime intensità, ripetizione e restituzione.

Provare gratitudine e non esprimerla è come incartare un regalo e non darlo.

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« Mi sarei vergognato moltissimo a mostrarmi uomo capace solo di parole e incapace di


mettere in atto le proprie idee. »

Platone, “Lettera VII”

Meno quantità, più qualità

Alcune persone acquistano eccessive quantità di cibo invece di scegliere il


meglio per il loro corpo.

Alcune persone pensano che avere centinaia di "amici" sia importante,


mentre quelli che veramente contano si possono contare, forse, sulle dita di
una mano.

Alcune persone cercano di mettere più tempo nella loro vita, mentre
dovrebbero mettere più vita nel loro tempo.

Meno quantità, più qualità, è oggi un imperativo fondamentale.

Meno pensieri sterili, meno oggetti inutili, meno persone futili.

Tutto questo significa: avere meno, per avere di più.