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ANALISI TECNICO-TATTICA DI UN MODELLO NUOVO

nel CALCIO ITALIANO: il "3-3-4"


Mentalizzazione del gruppo ed allenamento specifico dei sottogruppi

di Marco Proto

Fino a pochi anni fa, nel panorama del calcio italiano, si registrava una diffusa ed unanime
refrattarietà nei confronti di una possibile applicazione del modello "Ajax" e la conseguente
attuazione di un "3-3-4 puro" (ma credo sia più giusto, se intendiamo il modulo come
disposizione base dei giocatori in campo, definirlo un "3-3-3-1"). Penso che tale impostazione
ideologica sia derivata da due fattori generali:
- il sistema di gioco in questione necessita di elevate qualità mentali,tattiche ed atletiche
combinate insieme; logicamente non tutti i gruppi o squadre possono in gran parte sviluppare
tali caratteristiche; a questo punto meglio affidarsi a moduli più "classici" ma altrettanto
spettacolari se interpretati nella maniera giusta (4-3-3, 4-4-2, 3-4-3)
- un contesto tattico basato essenzialmente sulla copertura degli spazi e sulla ripartenza medio
- lunga compensa al grande problema di un tecnico in generale: la "paura di perdere" (e
dunque il conseguente esonero, che logicamente lascia tracce indelebili nella valutazione
professionale di componenti esterne)
Tornando al primo punto (valutazione generale del gruppo a disposizione) credo che il 3-3-4
abbia bisogno dei seguenti "uomini-chiave":

a) le ali devono essere brevilinee e


rapide: abili nel giocare in spazi ristretti
(quasi allargate sulla linea del fallo
laterale per motivazioni di seguito
proposte) , intelligenti e veloci
nell'aggredire lo spazio centrale con i
tagli in diagonale
b) il centrocampista centrale deve
disporre di una visione di gioco ampia ma
essenziale
c) i "cursori" di centrocampo devono
essere dotati di notevoli capacità
atletiche
d) la punta centrale deve essere abile
nella difesa della palla col corpo e nel
gioco di appoggio davanti alla linea della
palla

Come si può notare dalla


rappresentazione grafica sul campo, il
"3-3-4" presenta i seguenti vantaggi:
• il campo viene sfruttato nell'interezza della sua ampiezza
• La disposizione dei centrocampisti e delle ali ricalca lo "scaglionamento" del 4-3-3 (con
relativa profondità del gioco) , pur mantenendo 2 punte (e non una) centrali in asse che si
orientano in spazi diametralmente opposti, come nei movimenti offensivi di un classico 4-4-2.
• gli inserimenti "da dietro" (diagonale e/o verticali) sono effettuati mediante molteplici
soluzioni
• il movimento senza palla presenta un elevato tasso creativo di "combinazioni" e varianti
• Il movimento coordinato dei giocatori crea sempre,e in ogni zona del campo, una sorta di
"reticolato" nei pressi del proprio compagno in possesso palla

Di contro, sono noti i seguenti svantaggi:


• L'eventuale sovrapposizione del difensore laterale comporta eccessivi rischi (soprattutto se
effettuata davanti alla linea della palla)
• La difesa è spesso costretta a rischiosi 1>1,1>2 o 2>2:ciò perché deve applicare una
diagonale difensiva eccessivamente "lunga" (non essendoci facili ed immediati scalamenti
difensivi ,delle ali e dei cursori, sulle fasce laterali del campo)
• Il margine di errore nell'impostazione della manovra deve essere ridotto ai minimi termini
(alta concentrazione durante la fase del possesso-palla)

Proprio quest'ultima considerazione, comunque, costituisce il "marchio di fabbrica" di questo


sistema di gioco: tutti e 11 i giocatori (compreso il portiere) devono far avanzare il baricentro
della propria squadra, rendendola compatta e sicura nel possesso-palla. Ecco i movimenti
principali nella fase iniziale della manovra:

1) il portiere, ceduta la palla al difensore


centrale, si fa immediatamente avanti per un
eventuale appoggio e conseguente scarico della
palla con i piedi sulle fasce o in avanti
2) il centrocampista centrale si propone sfalsato
o quasi in linea per ricevere palla e smistarla sui
difensori laterali
3) i difensori laterali si allargano il più possibile in
diagonale

Nell'ipotesi in cui il pressing degli avversari sia


aggressivo già ai limiti della nostra area, un
difensore laterale compie un movimento di
appoggio-copertura per ricevere eventualmente
palla: tale movimento crea spazio per lo
smarcamento esterno del cursore a lui vicino.
Completano il tutto il movimento d'incontro
(dalla parte opposta) del centrocampista
centrale e lo smarcamento esterno,in avanti,
dell'altro difensore laterale. Il denominatore
comune di ogni smarcamento è dunque sempre
lo stesso: "circondare" il portatore di palla di
propri compagni liberi.
Una volta impostata la manovra si procede all'applicazione dei movimenti di gioco provati
durante le sedute tecnico-tattiche, che come ho avuto già modo di specificare, si basa su un
possesso-palla effettuato per linee orizzontali (spesso dall'ala all'altra ala, passando per i
centrocampisti) , il quale ha due scopi principali:
- avanzamento progressivo ma graduale del baricentro di gioco dell'intera squadra
- fase preparatoria,che con opportuni movimenti offensivi, fa sbilanciare la difesa della squadra
avversaria verso il lato forte dell'azione, e libera invece l'uomo giusto (o gli uomini giusti) nel
lato debole dell'azione; ciò, ripeto, è a mio avviso molto facile se si ha il "coraggio" di sfruttare
il vantaggio di poter attaccare contemporaneamente con le modalità offensive tipiche delle 2
punte e delle 3 punte (di cui due molto larghe); il gioco aumenta sensibilmente il proprio tasso
di mobilità ed imprevedibilità, e può mettere in difficoltà anche le squadre dotate di ottimi
meccanismi difensivi e di pressione (ovvero la maggior parte delle squadre)
Ecco alcuni esempi dei movimenti
offensivi possibili:
Con palla al centrocampista centrale:
palla al cursore destro che allarga sull'ala
destra. A questo punto vi sono 2
soluzioni:
a) appoggio al difensore laterale destro
che immediatamente cede palla verso il
taglio verticale della "seconda punta"
b) passaggio in verticale sulla corsa di
deviazione della punta centrale
c) movimenti di integrazione: inserimento
entrale del cursore sinistro e taglio diagonale
dell'ala sinistra
Con palla al centrocampista centrale:
movimento d'incontro della punta centrale che
appoggia di prima sul cursore destro, il quale ha
3 soluzioni:
a) passaggio verticale per il taglio in diagonale
dell'ala destra
b) passaggio filtrante per l'inserimento della
seconda punta
c) cambio di gioco medio - lungo per l'ala
sinistra che scatta verso la linea di fondo per
un eventuale cross

Con palla al centrocampista centrale:


a) movimento di sovrapposizione del difensore
laterale sinistro che riceve palla
b) movimento di incontro dell'ala destra, la quale
crea spazio per lo smarcamento esterno del
cursore sinistro,il quale riceve il passaggio
filtrante. Il cursore ha due soluzioni:
c1) appoggiare palla sul taglio della seconda
punta
c2) cross per l'inserimento in velocità del'ala
destra

Con palla al centrocampista centrale:


a) movimento di allargamento del cursore destro,
mentre l'ala destra compie un taglio interno "a
ricevere".
b) Tagli della seconda punta e dell'ala sinistra,
agevolati dal movimento ad uscire (portandosi
dietro almeno un difensore avversario, poiché
potrebbe ricevere palla dalla stessa ala destra)
della punta centrale.

Con palla all'ala destra: il cursore destro si


sovrappone, creando spazio per la conversione
dell'ala. Mentre l'ala compie questo movimento
con la palla, la seconda punta compie il tipico
movimento di taglio diagonale. A questo punto si
creerà una situazione favorevole per il tiro dal
limite dell'area da parte del cursore sinistro, che
riceve palla sull'inserimento centrale. Nel
momento in cui la difesa avversaria "esce" per
contrastare l'eventuale tiro, il cursore con un
passaggio rasoterra o medio - alto (a seconda
della pressione e della posizione della linea avversaria) gira il gioco verso il taglio dell'ala
opposta.
I 5 movimenti offensivi, qui proposti in maniera esemplificativa, hanno lo scopo di dimostrare:
- l'alto grado di creatività offensiva( a livello collettivo ed individuale) che permette tale
sistema di gioco
- l'alto grado di variabilità e di soluzioni all'interno di un singolo movimento offensivo
- l'alto grado di imprevedibilità dei movimenti offensivi proponibili, poiché si combinano in uno
stesso movimento, i vantaggi di poter attaccare sia con i tipici schemi a due punte che con tre
punte, disorientando l'organizzazione difensiva avversaria (spesso abituata ad affrontare i
diffusi 4-4-2,4-3-3,3-4-3, nei quali evidentemente si "attacca" in un "solo modo" stereotipato)

Principali mezzi di allenamento

L'intero gruppo deve essere naturalmente mentalizzato alla proposizione di un gioco positivo
ed offensivistico. Per ottenere ciò si ricorre a specifiche esercitazioni tecnico-tattiche.

Esercitazione n.1 - finalità: sviluppo nel gruppo di una mentalità offensiva comune

Partitina 7>7
Questo tipo di partitina è stata già proposta ed
illustrata in altra sede.

Regolamento:
1) dimensioni campo: a seconda dell'intensità
dell'allenamento; indicativamente comunque
una metà campo divisa in due
2) tocchi possibili: 1/2
3) gol valido solo quando la squadra in fase
offensiva avrà portato tutti i suoi componenti
oltre la linea bianca. La squadra in fase
difensiva, qualora dovesse subire gol, si vedrà
penalizzata di ulteriori punti, quanti sono i suoi
giocatori non rientrati oltre la linea bianca
(ovvero la propria metà campo) al momento
della realizzazione in rete degli avversari.

Esercitazione n.2 - finalità: sviluppo nel gruppo di una mentalità offensiva

Regolamento:
Questa partitina 8>8 senza portieri, si gioca in
una porzione di campo determinabile a seconda
dell'intensità voluta per l'allenamento. La palla si
passa solo al compagno che proviene dalle
retrovie. Il giocatore che in possesso palla
riuscirà a superare la linea della "meta"
(individuata nel disegno dalle linee bianche) farà
assegnare un punto alla propria squadra. Il
giocatore in possesso ha palla ha a disposizione
soltanto 2 tocchi.
Il regolamento così disciplinato (passaggio solo a
chi scatta dietro alla linea della palla + max 2
tocchi), oltre a mentalizzare i giocatori al gioco
d'attacco continuo, aumenta, a mio modo di
vedere, anche l'acquisizione di quei processi
cognitivi del gioco offensivo che un portatore di palla (e in particolare un centrocampista) deve
avere, ai fini di un gioco veloce e fluido. Essi sono in generale:
- reazione immediata (passaggio) all' "informazione" visiva (aggressione dello spazio libero del
compagno)
- abitudine a giocare "a testa alta"
- apprendimento del concetto del c.d. "mutuo soccorso": ovvero proporsi sempre in maniera
attiva per facilitare il proprio compagno in possesso palla
Sedute tecnico-tattiche specifiche per sottogruppi
L'allenamento tecnico-tattico generalizzato per l'intero gruppo assume, come già detto, una
valenza importantissima nel processo di apprendimento di quelle nozioni di tattica individuale
che sono utilissime per formare nel singolo una mentalità di gioco basata su concetti quali il
collettivo, l'aggressione degli spazi, la copertura degli spazi. Tuttavia penso che sia altrettanto
importante individuare, nell'intera "rosa" della squadra, dei c.d. sottogruppi, da allenare in
maniera specifica a seconda dei ruoli che interpretano nel proprio sistema di gioco.
Logicamente questa metodologia trova applicazione soprattutto nella preparazione atletica.

Individuazione dei sottogruppi


Consiste nell'individuare quelle categorie di giocatori che in un determinato sistema di gioco
hanno dei compiti specifici diversi da altri, e quindi da allenare a parte o con maggiore
intensità in precisi "settori" di tattica individuale e collettiva.
Nella pianificazione del sistema ora trattato, il "3-3-4", si ottiene la seguente ripartizione:

Esercitazioni tecnico-tattiche specifiche per i DIFENSORI

Le esercitazioni per questo sottogruppo devono essere mirate a:


a) abituare i difensori al presidio degli spazi in situazioni di inferiorità numerica di tipo
individuale (1>2)
b) abituare i difensori al presidio degli spazi in situazioni di inferiorità numerica di tipo collettivo
(2>3,3>4)
c) allenamento della valutazione spazio-tempo nell'uscita della linea difensiva per il fuorigioco

a) Esercitazione n.3 - finalità: acquisizione del concetto di TEMPOREGGIAMENTO

Il difensore (colore rosso) affronta due


"attaccanti" (colore blu)
Dimensioni porticina: 2 birilli distanti 1m-1,5m
Dimensioni campo: 5-8m X 10-12m
Varianti: attaccanti obbligati a max 2-3 tocchi;
attaccanti non possono disporre del "dribbling"
b) Esercitazione n.4 - finalità: acquisizione dei concetti di TEMPOREGGIAMENTO e di
COPERTURA reciproca

I difensori (colore rosso) affrontano tre


"attaccanti" (colore blu)
Dimensioni porticina: 1m-1,5m
Dimensioni campo: 5-8m X 10-12m
Varianti: difensori possono attuare il fuorigioco;
attaccanti obbligati a max 2 tocchi

c) Esercitazione n.5 - Ricerca ed affinamento del sincronismo nei movimenti e nei


scalamenti difensivi
L'azione del fuorigioco, come noto, deve essere consequenziale ad una giusta valutazione (in
pochi micro-secondi) dei seguenti elementi:
- posizione del portatore di palla avversario
- portata spaziale dell'eventuale soluzione di gioco del portatore di palla avversario
- portata temporale dell'eventuale soluzione di gioco del portatore di palla avversario
- posizione dei giocatori avversari che possono ricevere la palla
- efficacia dell'azione di pressione dei propri compagni nei pressi della palla
Tutto ciò inoltre deve essere valutato ,da ogni individuo del reparto difensivo, con i medesimi
parametri: l'azione del fuorigioco deve essere attuata all'unisono. Come si suole dire: "il
reparto deve pensare con una testa sola".

Preparazione:
a) si dispongono 2 linee di 9 birilli
b) la linea inferiore è composta da 4 birilli
equidistanti
c) la linea superiore è composta da 5 birilli
equidistanti
d) le distanze dei birilli sono determinate in
base all'intensità voluta per l'allenamento
e) indicativamente le distanze variano da 5m
a 10m
Esecuzione:
f) lo "scivolamento" di un difensore-guida su
un determinato birillo, viene seguito dai due
compagni di reparto che dovranno
posizionarsi sul birillo successivo, sulla stessa
linea. Il birillo può anche essere chiamato
dall'allenatore: di conseguenza il primo movimento sarà del difensore più vicino.
L'esercitazione, come si può notare:
1) è effettuata senza palla: ciò perché è prevalentemente finalizzata all'apprendimento di un
unico movimento motorio, prima che tattico, di un intero reparto;
2) è effettuata senza avversari in movimento (con e/o senza palla): ciò perché i giocatori
impegnati nell'esercitazione dovranno coglierne principalmente il fondamentale rapporto
"informazione visiva - movimento", nel quale non dovrà interferire l'elemento prettamente
situazionale.
Esercitazione n.6 - finalità:ottimizzazione del sincronismo e del tempismo nell'uscita
della linea difensiva per il fuorigioco

Preparazione:
a) si dispongono 3 birilli intorno (molto vicini) ad
un giocatore "attaccante" (colore blu); variante:
il numero dei birilli può variare da 2 a 5,con
disposizioni adatte a limitare le direzioni della
giocata del giocatore.
b) In una porzione di campo racchiusa in uno
spazio di 10m si muove, senza marcatura, un
attaccante
c) Due giocatori "blu" si passano la palla in
posizione arretrata
d) I difensori (colore rosso) non possono
superare la linea che delimita i 3m (e quindi
cercare di mettere in fuorigioco l'attaccante blu)
finchè la palla è in possesso dei giocatori senza
birilli attorno; variante: il numero degli
attaccanti può variare da 1 a 3

Esecuzione:
e) appena uno dei due giocatori attorniati dai birilli (simulando quindi una situazione di
"pressing" più o meno ravvicinato, ma che comunque limita la portata spazio-temporale della
giocata avversaria) riceve la palla, i difensori sono autorizzati a superare la linea che delimita i
10 metri, per cercare di porre in fuorigioco l'attaccante.

Esercitazioni tecnico-tattiche per i CENTROCAMPISTI (centrocampisti centrali e


cursori)
Nel sistema di gioco in analisi, la prerogativa fondamentale dei centrocampisti deve essere
quella di saper mantenere un efficace possesso - palla. Per ottenere ciò è necessario allenare:
- le capacità tecniche individuali (in caso di macroscopiche lacune tecniche)
- la visione di gioco
- la scelta del tempo giusto nello smarcamento individuale
- la scelta dello spazio giusto nello smarcamento individuale
- la capacità di valutare il compagno più favorevole per ricevere la palla
- la direzione giusta del passaggio
- la scelta del momento giusto in cui effettuare la verticalizzazione dell'azione

Esercitazione n.7 - finalità: sviluppo dei concetti di smarcamento e fluidità del gioco

Preparazione:
a) dimensioni porzione di campo utile: 40m X 30m
b) giocatori da utilizzare: da 3 a 6
c) disperdere per il campo ( e comunque sempre più
numerosi al centro) un numero variabile di birilli (da
11 a 15)
d) giocatori hanno a disposizione max 1-2 tocchi
Svolgimento:
e) i giocatori in non possesso-palla si smarcano negli
spazi vuoti (cercando di non occupare quelli dei
compagni). Il giocatore che riceve palla dopo lo
smarcamento, deve arrestare la sua corsa (con 1
stop,che equivale a 1 tocco), e cedere palla ad un altro compagno che si "smarca" (eccetto a
colui da cui ha ricevuto precedentemente).
Esercitazione n.8 - finalità: ottimizzazione
nella scelta del tempo di smarcamento

Preparazione:
a) 3 giocatori
Esecuzione:
b) i giocatori A e B si passano la palla a vicenda.
B, comunque, è ha sempre le spalle rivolte verso
C. Quando B dopo aver ricevuto palla si gira (ciò
può verificarsi "a sorpresa" o su segnale
dell'allenatore), i quel momento inquadrerà nel
suo cono visivo C. Solo adesso quest'ultimo
effettuerà il movimento in profondità. Questa
semplice esercitazione vuol far capire il senso
del tempo giusto dello smarcamento: quando il
compagno in possesso palla può apprendere l'informazione visiva del movimento altrui. Troppo
spesso, per frenesia o insicurezza, vedo giocatori che si propongono in profondità prima che
effettivamente il "radar" visivo del compagno possa essere attivo;questo errore tattico
comporta un rallentamento del gioco.

Esercitazione n.9 - finalità: ottimizzazione nella scelta dello spazio di smarcamento

Preparazione:
a) 5 giocatori, di cui: 2 in possesso palla, 2 senza
palla, 1 "difensore" (colore rosso)
b) pre-individuazione di 2 "zone di pressione" del
difensore (laterale alla palla - zona nera, di
fronte alla palla - zona gialla)
Esecuzione:
c) come nell'esercitazione precedente, A e B si
scambiano la palla a vicenda, sempre con B che
ha le spalle rivolte a C; quando B si gira, il
difensore sceglie tra 2 movimenti di pressione, a
seconda dei quali C e D decidono le direzioni in
cui smarcarsi, con lo scopo di facilitare il
passaggio veloce di B.
d) Se il giocatore impegnato nella fase difensiva si pone nella zona "nera":
- C taglia in profondità per dare profondità e verticalizzazione alla manovra
- D crea spazio per l'inserimento di C (oppure riceve per giocare d'appoggio)
Se il giocatore impegnato nella fase difensiva aggredisce lo spazio identificato con la zona
"gialla"
- C si propone esternamente per ottenere l'ampiezza necessaria alla manovra
- D si propone con un taglio in diagonale per ricevere da C

Avrete notato come questa semplice situazione simuli i seguenti movimenti di gioco del
sistema "3-3-4":
1) taglio dell'ala (in questo caso "ala destra"), con una delle due punte che viene incontro alla
palla
2) smarcamento esterno dell'ala con conseguente taglio della punta (il taglio ha una funzione
attiva se riceve palla, ed una funzione "passiva" se permette all'ala di puntare con palla al
piede verso il centro dell'area)
Esercitazione n.10 - finalità: utilizzazione
del "cambio di gioco"

Preparazione:
a) dimensioni campo: 60m X 40m
b) squadre: 2
c) componenti per squadra: 5
d) tocchi possibili: 1-3
Esecuzione:
e) entrambe le squadre attaccano e difendono 2
porte disposte diagonalmente (per un totale di 4
porte)
f) la squadra impegnata nella fase offensiva
impara a sfruttare adeguatamente i cambi di
gioco (improvvisi e verticalizzati spesso da un
uomo di sostegno dietro la linea della palla) ,
per colpire nella zona della porta meno coperta
g) la squadra impegnata nella fase difensiva apprende, mediante un attività di tipo agonistico, i
concetti di "lato forte" e "lato debole" nel pressing, di scalamento difensivo, e di presidio degli
spazi attuato in inferiorità numerica.

Esercitazione n.11 - finalità: possesso palla con sganciamento in profondità con


ripartenza medio - lunga

Preparazione:
a) Dimensioni campo: 60m X 40m - varianti: a
seconda dell'intensità dell'allenamento
b) Dimensioni porte: regolari
c) Squadre: 2
d) Componenti per squadra: 6 + 1 portiere -
variante: 7 + 1 portiere
e) Zona neutrale, in cui è vietato giocare, di
dimensioni variabili a seconda dell'intensità
dell'allenamento
Esecuzione:
f) La squadra che avrà recuperato palla nella
propria "zona di difesa", dovrà contrattaccare
obbligatoriamente mediante sganciamenti oltre
la zona neutrale (c.d. "ZONA N)
g) Variante: il contrattacco può avvenire soltanto dop aver effettuato, nella propria "zona di
difesa", almeno 3 (o 4 o 5) passaggi consecutivi (con max 1-2 tocchi). Quest'ultima variante
simula la situazione di gioco che prevede il possesso di palla prolungato (anche in spazi
ristretti), finalizzato alla verticalizzazione improvvisa.

• In ogni caso mi preme sottolineare che le esercitazioni in materia di possesso-palla sono a dir
poco innumerevoli; inoltre spesso, molte esercitazioni in materia risultano facilmente
combinabili ed interscambiabili tra loro. Tutto ciò a vantaggio del mestiere di allenatore, il
quale, a tutti i livelli ed in tutte le categorie, deve saper stimolare positivamente il suo gruppo,
cercando di inserire in ogni microciclo settimanale degli elementi diversi ed innovativi
nell'apprendimento; facendo ciò si eviterà una probabile stereotipizzazione eccessiva
nell'esecuzione di determinate esercitazioni.
Esercitazioni tecnico-tattiche per le ALI

Nel sistema di gioco "3-3-4" le ali devono:


- possedere notevoli qualità atletiche di forza dinamica
- in molte situazioni di gioco allargarsi fino alla linea del fallo laterale
- saper scegliere il momento giusto per inserirsi con dei tagli diagonali
- saper dare profondità alla manovra
- essere abili nel cross da fondo
- essere abili nell' 1 vs 1
- essere abili nel puntare palla al piede l'area avversaria
- saper scegliere il giusto movimento di smarcamento , a seconda della posizione del difensore
diretto (allargamento esterno se il dif. attende in zona, taglio alle spalle se dif. cerca l'anticipo,
taglio davanti se il dif. si posiziona frontalmente o "a uomo")

Esercitazione n.12 - finalità: ottimizzazione delle caratteristiche tecniche e tattiche


delle "ali" coinvolte in situazioni di gioco tipiche della gara

Preparazione:
a) dimensioni campo: metà campo
regolamentare
b) dimensioni porte: regolamentari
c) squadre: 2
d) componenti per squadra: 8 + 1 portiere + 2
ali
Esecuzione:
e) le "ali" giocano con entrambe le squadre nella
fase offensiva
f) Il numero dei tocchi: variabile da 1 a 3
g) A seconda dell'obiettivo "didattico" proposto,
vi sono le seguenti varianti:
1) le ali non possono essere contrastate
2) le ali possono essere contrastate nell' 1 vs 1, e prima di crossare,passare o tirare, devono
obbligatoriamente dribblare il diretto avversario
3) le ali in situazione di 1 vs 1 possono ricevere l'aiuto di un compagno (con sovrapposizione
laterale o con sovrapposizione con taglio)

Fig.1: sovrapposizione laterale Fig.2: sovrapposizione con taglio

4) gol è valido soltanto quando la conclusione è preceduta da passaggio o cross dell'ala


Esercitazione n.13 - finalità: esecuzione del
taglio in diagonale

Preparazione:
a) dimensioni campo: 40 - 50m X 20 - 30m
b) dimensioni porte: regolamentari o due birilli
distanti 4m
c) squadre: 2
d) componenti per squadra: 4 + 1 portiere
e) due linee demarcano le "zone laterali", che
sono di esclusiva competenza delle ali
f) una linea mediana verticale divide il campo in
due
g) due linee orizzontali delimitano le "zone di
difesa di ciascuna squadra"
Esecuzione:
h) i giocatori deputati a segnare sono soltanto le ali (mediante tagli in diagonale) - variante: i
gol sono validi solo dopo passaggio di un ala, dopo che questa abbia effettuato un taglio
i) sono applicabili le varianti di gioco dell'esercitazione precedente
j) durante la fase difensiva, se la palla si trova nella propria "metà verticale" (identificabile con
il concetto di "lato forte"), l'ala di questa metà è obbligata a rientrare dietro la linea della "zona
di difesa" (oppure al limite di essa, anche se non può contrastare l'ala avversaria); l'altra
invece,si posizionerà nel modo migliore per sfruttare un eventuale fase di transizione del gioco
(passaggio dalla fase difensiva a quella offensiva): si comporterà dunque come un giocatore
nel c.d. "lato debole" dell'azione

Esercitazioni tecnico-tattiche per le PUNTE

Prima di proporre delle esercitazioni esemplificative, vi è una precisazione importante da fare


sul ruolo della c.d. "seconda punta" (quella per intenderci più arretrata); essa, molto più che
negli altri moduli (4-4-2, 3-4-1-2), deve svolgere una funzione di "raccordo" fra centrocampo
ed attacco. Spesso e volentieri deve trasformarsi in vero e proprio centrocampista centrale
(seppur posizionato qualche metro più avanti; in ciò ricordo De La Pena nel Barça di Crujiff o
Litmanen nell'Ajax di Van Gaal).

Nel sistema di gioco 3-3-4 le punte devono:


- smarcarsi verso spazi diametralmente opposti
- tagliare (come per es. nella figura 2) esternamente per creare superiorità numerica sulle
fasce
- giocare d'appoggio (davanti alla linea della palla, con spalle rivolte alla porta avversaria)
- effettuare continue corse di smarcamento (che sono di 3 tipi: verticale,diagonale,di
deviazione)
- saper difendere la palla con il corpo
- essere abili nello stacco aereo
- essere abili nel dribbling in spazi ristretti Qualità tecniche generali da sollecitare
continuamente
- essere abili nel tiro in porta con semplici ma meticolosi allenamenti
Esercitazioni tecnico-tattiche per le PUNTE

Esercitazione n.14 - finalità: ottimizzazione della reattività motoria in seguito


all'informazione visiva

Preparazione:
a) piattaforma costruita con materiale che non
alteri il rimbalzo della palla + 2 birilli distanti 2-3
metri
b) due giocatori
Esecuzione:
c) il giocatore con la palla scarica (più o meno
forte) la palla sulla piattaforma (potrebbe essere
anche un comune muro di cemento, presente
spesso sui campi minori dietro le porte)
d) l'attaccante si muove verso la palla e dovrà
centrare con una conclusione diretta la porticina
Varianti:
- prima della conclusione, l'attaccante ha a
disposizione uno stop della palla
- il giocatore in "possesso palla" effettuerà
soltanto "rimbalzi" alti (idonei a simulare lanci lunghi che scavalchino il difensore e la linea
difensiva)
- ci sono 2 attaccanti: uno va sulla palla, l'altro si smarca nella direzione migliore per ricevere
palla e segnare (vedi fig.3)

Fig.3: variante n.3 - obiettivo: smarcamento delle due punte verso spazi diversi e/o
diametralmente opposti

Logicamente non sempre si dispone di una


speciale piattaforma (fatta costruire per esempio
su speciale commissione della società) o di un
comune muro di cemento dietro le linee di fondo
(soprattutto sui campi delle società
professionistiche). E' necessario allora ricorrere
alla seguente variante (vedi fig.4)
Fig.4: Variante n.4

In sostituzione della piattaforma si posizionano


in linea 5 giocatori (2 esterni, 2 intermedi, uno
centrale). Come nella variante n.3, può esserci
un secondo attaccante che debba ricevere e
segnare. Tuttavia, con questa variante,
preferisco fornire un ruolo attivo ai 5 uomini in
linea. Quando l'attaccante si sposta su in lato, il
giocatore esterno dell'altro lato si sgancia per
concludere a rete. (vedi fig.5)

Fig.5: Variante n.5 - finalità: sganciamento dietro la linea della palla per aiutare
l'attaccante e/o per concludere a rete