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Nel primo periodo i neumi venivano scriti in campo operto, owero lungo una linea immaginaria, per cui solo la loro forma, ancora simile agli accenti grammaticali (tanto che i paleografi li definiscono general mente “‘neumi-accenti”) poreva indicare le silabe su cui la voce si alzava © si abbassava, e l’andamento della melodia veniva indicato da gesti della mano: questa la cosiddetta notazione chironomica(dal greco chéiros = S,mane) che non era altro che an appunto musicale memonico pet chi gil ben conosceva la melodia (per interpretare i manoscritti neuma. tici di questo tipo necessario poterli confrontare con manoseritei po- steriori provvistivdi rigo) (Tav. 1-2-3). Quando i neumi cominceranno ad essere séritti pitt in alto o pid in basso a seconda dell’andamento della melodia, si passa ad una serit- ura diastematica (che indica cio’ Tintervallo tra un svono ¢ T'al- tro). We pe exo dill scricors aascemtin's quella diastematica non av- viene perd in uno stesso periodo nei vari paesi e nei vari “‘scriptoria”: al cuni pid conservatori mantennero a lungo i neumi “in campo aper- to” (Germania), altri passarono alla diastemazia pit: rapidamente (Fran- cia, Inghilterra). La corrente diastematica parti probabilmente da Roma gia al principio del X sec., si sviluppd in Inghilterra verso la fine del se- colo, in Francia ed in Italia nell’XI sec. e divenne universale nel XII. Solo in Germania si diffuse pitt tardi. Generalmente, in questi primi esempi di scrittura diastematica (Tav. 4-5-6), veniva tirata una linea @ secco {cioé senza inchiostra), lun- p la quale si scrivevano i neumi, che a loro volta comineiavano ad uni- ficarsi nella forma, assumendo gradatamente il sistema a punti sourap- posti, tipo di scrittura intermedia tra i neumi-accenti e la notazione quadrata. Questa prima linea, che generalmente indicava il FA, fu pitt tardi colorata in rosso, ¢ ad essa fi aggiunta un’altra linea superiore di diver- to colore per indicate iI DO. In seguito il numero dalle ince aument® © per meglio distinguerle luna dall'altra si us® porte all'inizio le lettere-chia- vi. L'uso della colorazione tuttavia durd in alcune regioni, accanto a quel- lo delle chiavi, anche fino al XII sec. (Tav. 7). Con il determinarsi del rigo in forma di tetragramma (= rigo di quattro linee) (Tav. 8), fu raggiunta anche una forma definitiva det neu- mi con la serittura quadrata o guidoniana (dal nome del teorico Guido d'Arezzo, X sec.), che ¢ quella adotcata dai Benedettini di Solesmes per le edizioni ufficiali del Canto Gregoriano, del quale clencheremo ora gli clementi teorici. ‘TEORIA DEL CANTO GREGORIANO Segni musicali Le chiavi che si possono trovare all’inizio del tetragramma sono due. chiave di DO trasformazione dell'ancica lettera C) — chiave di FA (trasformazione della letcera F La chiave di DO si pud crovare sulla quartae sulla terza linea, rara mente sulla seconda: la chiave di FA si pud trovare sulla terza e sulla seconda linea, raramente sulla quarta chiave di DO chiave di FA Le stanghette che tagliano verticalmente il rigo servono nel gregoria- no ad indicare i fraseygio del testo ¢ della melodia. Esse non hanno quindi nulla in comune con Ia stanghetea della notazione moderna. Vi sono quat- tro tipi di stanghetia: 4) il quarto di stanghetta, che indica la fine di un inciso musicale: si pud respirare ma senza sospendere il canto: b) la mezza stanghetta, che indiea la fine di un membro musicale, com- posto da due o pitt incisi: si pud prendere sufficientemente respira ‘ma senza dar luogo a pause; ¢) la stanghetta intera, che indiea la fine di una frase musicale, compo. sta da incisi e membri: si fa una pausa della durata di un tempo; 4) Ta doppia stangherta ha lo stesso significato musicale ‘della stanghet ta intera e si usa alla fine di un brano, All'interno del brano indica Palternarsi degli esecutori (1). (1) Rte forse osservre che quest stanghette non hanno mulla ache vedeee con seami, grafiamente molto sil, usati nels musica mensurata per indicare le pase pay 24) pol gel soo un vor drab ee Ininato, mentre qui come dicevamo, le tanghette indicano i feseggi, ela dra idle cveneal operon dl cao afta al gua ed al eso musede dettesecutore (v. anche Te nontre onervarioni sul tio del canto geegoriano page 13-14)