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Istituto Universitario di Architettura di Venezia A.A.

2002-2003

L’Aria Umida

9.1 Introduzione
Come è già stato ampiamente trattato nel capitolo 7, il comportamento di un sistema gassoso
che può essere considerato gas ideale viene descritto dell'equazione di stato:

R*
T pv = (9.1)
M
in cui R* = 8314,3 J/(kmol ⋅ K) è la costante universale dei gas e M la massa molare della
specie chimica considerata.
Un tale comportamento può essere assunto valido, con approssimazione accettabile per i
calcoli tecnici, per un gas reale che si trovi in uno stato sufficientemente disperso (bassa
densità, cioè bassa pressione e/o elevata temperatura). Se si considera poi una miscela
omogenea di (N) specie gassose che non reagiscono chimicamente tra di loro e si mantengono
in un rapporto fisso di massa, il fluido termodinamico che esse costituiscono è soggetto alla
Regola delle Fasi (Variabili indipendenti = Componenti – fasi + 2).
Essendo N il numero di componenti e 1 il numero delle fasi il sistema è determinato quando si
conoscono (N + 1) coordinate termodinamiche intensive indipendenti, tra le quali devono essere
considerate anche quelle che descrivono la composizione.
Se la miscela si trova in stati termodinamici tali che il volume effettivamente occupato
dall'insieme delle molecole è trascurabile rispetto al volume totale a disposizione, che la
distanza media tra le molecole sia tale da render irrilevante le possibilità di urto tra particelle e
trascurabili le mutue forze di attrazione reciproca, l'energia interna è legata alla sola energia
cinetica media statistica delle molecole. In tale situazione la miscela gassosa si comporta come
gas ideale e vale la legge di Dalton - Gibbs secondo la quale la pressione totale p della
miscela è pari alla somma delle pressioni parziali pi che ciascun componente eserciterebbe se,
da solo, occupasse l'intero volume V dell'insieme alla stessa temperatura T e l'energia interna
totale U è la somma delle N energie interne Ui di ciascun componente ciascuno considerato
come se occupasse il volume totale V alla temperatura T della miscela. Ovvero:

N
p= ∑ pi
i =1 (9.2)

N
U= ∑Ui
i =1 (9.3)

Per la miscela così ipotizzata, ciascun gas, se considerato nell'intero volume V alla temperatura
T si comporta come gas ideale. Si parla di miscela ideale di gas ideali per la quale varrà come
equazione di stato la relazione (9.1) considerata nella forma:

p V = nR * T (9.4)

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in cui n rappresenta il numero di moli totali componenti la miscela. In una miscela di questo tipo
indicato con ni il numero di moli del componente i-esimo definiamo frazione molare del
componente i-esimo il rapporto:

n
xi = i (9.5a)
n

N
Risulta ovviamente: ∑ xi = 1
i =1

p
ed anche: xi = i (9.5b)
p
La massa totale della miscela è calcolata come:

N N
m= ∑ mi = ∑ ni M i (9.6)
i =1 i =1
in cui: Mi = massa molecolare del componente i-esimo [kg/ kmole];
mi = massa del componente i-esimo [kg]

La massa molare equivalente o media, Mm, della miscela risulta pari al rapporto tra la massa m
della miscela ed il numero di moli totali n componenti la stessa:

m N
Mm = = ∑ xi Mi
n i =1
(9.7)
La relazione (9.4) può essere resa come:

R*
p V = nR * T = m T (9.8)
Mm
Sempre con riferimento ad una miscela ideale di gas ideali vale la legge di Amagat - Leduc: il
volume totale di una miscela ideale di gas ideali è la somma dei volumi parziali Vi che ciascun
componente occuperebbe se considerato da solo alla pressione totale p ed alla temperatura T
della miscela. Risulta che:

V
xi = i (9.9)
V
Una miscela gassosa multicomponente, per la quale si possa assumere il comportamento di
gas ideale, può contenere una specie molecolare che, nel corso di una determinata
trasformazione si separa dallo stato di aggregazione gassoso condensando. Si parla in tale
frangente di miscela di gas e di vapore condensabile.
Quando la solubilità della specie considerata della fase aeriforme nella fase condensata è
modesta, si stabilisce equilibrio di fase indipendentemente dalla presenza di altri gas. Il
componente considerato non si separa in fase liquida fintanto che la sua pressione parziale di
vapore pi si mantiene minore della pressione di saturazione ps(T) che il componente
considerato ha alla temperatura della miscela. La massima quantità di vapore del componente
condensabile che può essere contenuta in fase aeriforme nella miscela gassosa è quella che si
raggiunge quando il componente possiede pressione parziale pari alla pressione di saturazione
alla temperatura T della miscela. Oltre si ha separazione di fase liquida. Si ha separazione di

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fase solida se la temperatura è inferiore a quella del punto triplo. Il componente condensabile si
può considerare nello stato di vapore surriscaldato quando nella fase aeriforme, la sua
pressione parziale è inferiore alla pressione di saturazione per quella temperatura T della
miscela.

9.2 Psicrometria
Con le considerazioni fatte nel paragrafo precedente si può analizzare una miscela di gas e
vapori molto interessante dal punto di vista applicativo nel campo della fisica tecnica e della
climatizzazione: l’aria che costituisce la troposfera e in cui l’uomo vive e svolge le sue attività.
Questa è infatti una miscela di vapore acqueo, in quantità variabile, e di una serie di gas
incondensabili nelle condizioni ambientali standard le cui proporzioni reciproche sono costanti;
la Tabella 9.1 presenta i principali costituenti e le loro concentrazioni volumetriche. Per
comodità si sceglie di considerare tutti i componenti dell’aria, eccetto il vapore, come un unico
componente indistinto a cui si suole dare il nome di aria secca e di pensare l’aria, detta di solito
aria umida, come una miscela di aria secca e vapore d’acqua.

Tabella 9.1. Composizione dell'aria atmosferica secca [Harrison - Humidity and Moisture]
Costituente Concentrazione volumetrica (%) Massa molecolare [kg/ kmol]
Azoto (N2) 78,084 28,0134
Ossigeno (O2) 20,9476 31,9988
Argon (Ar) 0,934 39,948
Anidride Carbonica (CO2) 0,0314 44,00995
Neon (Ne) 0,001818 20,183
Elio (He) 0,000524 4,0026
Krypton (Kr) 0,000114 83,80
Xenon (Xe) 0,0000087 131,30
Idrogeno (H2) 0,00005 2,01594
Monossido di azoto (N2O) 0,00005 44,0128
Estate: 0 - 0,000007
Ozono (O3) 47,9982
Inverno: 0 - 0,00002
Metano (CH4) 0,00015 16,04303
Biossido di Zolfo (SO2) 0 - 0,0001 64,0628
Biossido di Azoto (NO2) 0 - 0,000002 46,0055
Ammoniaca (NH3) Da 0 a tracce 17,03061
Monossido di Carbonio (CO) Da 0 a tracce 28,01055
Iodio (I2) 0 - 0,000001 253,8088

Ricordando che per una miscela ideale di gas la frazione molare è equivalente alla frazione
volumetrica [relazione (9.9)], e utilizzando i valori di tabella 1, l'aria secca atmosferica ha massa
molecolare equivalente (9.7), pari a:
N
Ma = ∑xi Mi = 28,97 kg/ kmole
i =1

Per caratterizzare lo stato termodinamico dell'aria umida, alla luce di quanto sopra esposto,
occorre tuttavia considerare oltre a quelle già note, nuove grandezze di stato, necessarie in
particolare a definire nella miscela i rapporti quantitativi reciproci aria secca-vapore d’acqua, e
delle quali occorre fornire la definizione.

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Umidità specifica x
Caratterizza il tenore in vapore d'acqua dell'aria umida. Viene definita da:

mv
x=
mas (9.10)
mv = massa di vapore contenuta in un certo volume di aria umida [kg]
mas = massa di aria secca contenuta nello stesso volume di aria umida [kgas]

Poiché fintanto che la pressione parziale del componente condensabile (il vapore acqueo)
rimane inferiore al valore della pressione di saturazione, non si ha condensazione, esso è
considerato a tutti gli effetti un gas ideale. Si ottiene allora, data la validità della Legge di
Dalton-Gibbs, la seguente espressione:

R * M v pv pv
x= ⋅ ⋅ = 0,622 ⋅
M a R * pa p − pv (9.11)
considerando che:
Mv = 18,01534 kg/ kmol Ma = 28,97 kg/ kmol
E con:
pv = pressione parziale del vapore acqueo [Pa];
pa = pressione parziale dell'aria secca [Pa];
p = pressione totale della miscela = pa + pv [Pa].

Umidità relativa
L'umidità relativa ϕ è il rapporto, in genere espresso in percentuale, tra la pressione parziale
del vapore pv e la pressione del vapore saturo ps valutate alla stessa temperatura:

pv
ϕ= ⋅ 100
ps (T ) T
(9.12)
L'umidità relativa è anche il rapporto tra la massa di vapore acqueo mv contenuto in un certo
volume V di aria e la massima massa di vapore ms contenibile nello stesso volume (condizioni
di saturazione), entrambe valutate alla stessa temperatura T:

mv
ϕ=
ms T (9.13)
L'umidità relativa può variare tra un minimo di 0% (assenza di vapore acqueo) ad un massimo
del 100% (aria satura). Le condizioni alla saturazione sono tali che, un qualsiasi aumento in
massa della quantità di vapore acqueo in fase aeriforme non è più possibile ed il vapore si
separa dalla miscela condensando. La pressione di vapor saturo è ricavabile dalla Tabella 9.2
oppure dalla relazione:

A ⋅t
log ps = +C (9.14)
B +t

-40 °C < t < 0 °C: A = 22,376; B = 271,68; C = 6,4146


0 °C < t < +40 °C: A = 17,438; B = 239,78; C = 6,4147

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con t [°C] e ps [Pa]. Tale relazione è proposta dal CETIAT [Tables de l'air humide - CETIAT
Villeurbanne, 1976]. La relazione (9.12), consente di mettere in relazione l'umidità specifica con
l'umidità relativa:

ϕ ⋅ ps
x = 0 ,62198 ⋅ (9.15)
p −ϕ ⋅ ps

Entalpia dell'aria umida


Prima di affrontare una sua qualsiasi trasformazione termodinamica occorre definire l'entalpia
dell'aria umida. Nell'ipotesi di miscela ideale, l'entalpia può essere espressa come somma
dell'entalpia parziale dell'aria secca e del vapore acqueo.
Poiché nei processi termodinamici sarà la portata di aria secca a rimanere inalterata (non
potendo separarsi in un altro stato di aggregazione) risulta comodo esprimere l'entalpia
specifica dell'aria umida non con riferimento all'unità di massa totale della miscela, ma piuttosto
con riferimento ad una massa totale di miscela che contiene l'unità di massa d'aria secca. Dalla
definizione di umidità specifica, tale massa è pari a (1 + x) unità di massa. Risulta pertanto:

h = ha + x hv (9.16)
ha = entalpia dell'aria secca [J/kgas], hv = entalpia del vapore d'acqua [J/kg]. Si assume come
stato di riferimento convenzionale nullo per l'entalpia, ha,o = 0 J/ kgas, quello a temperatura T0 =
273,15 K. Risulta:

ha = cpa (T - T0) (9.17)


in cui si può assumere per il calore specifico dell’aria cpa un valore costante pari a 1,006 kJ/(kgas
K). D’altra parte il calore specifico dell'aria secca può essere calcolato in funzione della
temperatura, grazie all'espressione seguente, con T in [K] compreso tra 275 e 600K; cpa è
espresso in kJ/(kgas K):

cpa = 1,04694 - 3,189 10-4 T + 0,7442 10-6 T2 - 2,9730 T3 (9.18)


Il valore di hv può essere ricavato dalle tabelle del vapor d'acqua (tabella 9.2) in condizioni di
vapore saturo secco. Nei calcoli si preferisce tuttavia, facendo riferimento per hv = 0 allo stato di
liquido saturo a T = 273,15 K ( = 0°C), ricorrere all'espressione:

hv = r0 + cpv (T - T0) (9.19)


r0 = calore di vaporizzazione a 273,15K = 2501 kJ/kg;
cpv = calore specifico = 1,875 kJ/(kg K)

L'entalpia dell'aria umida può essere determinata con l'espressione:

h = cpa (T - T0) + x [r0 + cpv (T - T0)] (9.20)

Densità dell'aria umida


La massa di aria umida contenuta nell'unità di volume è definita da:

ma + mv
ρau =
V
Essendo entrambi i componenti gas a comportamento ideale:

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T T
paV =ma R p v V =m v R
Ma Mv
e quindi:

Ma Mv
ma = pa V mv = pv V
RT RT
IIn definitiva essendo Mv/ Ma = 0,622:

p a M a +p v M v Ma
ρ au = *
= (p a + 0,622 p v )
R T R* T
Per l'aria secca, gas ideale nelle condizioni di riferimento, To , po , ρ o , si ha:

M a p0
ρ0 =
R * T0
e dal rapporto tra le due relazioni si ottiene:

T0 p − (1−0,622)p v T p − 0,378 pv
ρ au = ρ0 = ρ0 0
T p0 T p0

Ricavando pv in funzione dell'umidità specifica x:

pv x ⋅p
x = 0,622 p v = 0,622
p − pv x + 0,622
si ottiene infine:

T0 p 0,622 (1+ x) 1 T p0 (0,622 + x)


ρau = ρ0 v au =
T p0 (0,622 + x) ρ0 T0 p 0,622 (1+ x)

fissati T e p, il volume specifico dell'aria umida aumenta al crescere dell'umidità specifica x


dell'aria. Si noti che, se T = T0 e p = p0, la densità delI’aria umida è minore (di poco) rispetto alla
densità dell’aria secca ρ au < ρ o .

Temperatura di rugiada (dew point)


Per una massa di aria umida in un determinato stato termodinamico, si definisce temperatura di
rugiada Tr la temperatura alla quale occorre raffreddare tale massa di aria umida per ottenere la
saturazione, mantenendo costante il valore dell'umidità specifica e la sua pressione totale p. A
questa temperatura Tr, si ha:

pv = ps(Tr).

Temperatura a bulbo bagnato


E' la temperatura cui si porta una massa d'acqua in condizioni di equilibrio di scambio termico e
di massa con aria in moto fortemente turbolento.

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Quando l'aria in condizioni di temperatura ed umidità qualsivoglia, ma non satura, lambisce a


velocità sostenuta (oltre 3 m/s) un termometro il cui bulbo (elemento sensibile) è mantenuto
opportunamente bagnato da una garza umida (vedi Figura 9.1), si assiste alla vaporizzazione
dell'acqua della garza, ciò comporta una diminuzione di energia interna, e perciò di
temperatura, della fase liquida sulla garza. Il flusso termico necessario per il cambiamento di
fase è compensato, all'equilibrio, dal flusso termico convettivo verso la garza. All'uscita dalla
garza l'aria si presenta satura ed a temperatura inferiore detta a bulbo bagnato Tbb; si può
ritenere, con buona approssimazione, che tale temperatura, sia quella che si ottiene quando
l'aria diventa satura mediante una trasformazione in cui il l’entalpia resta costante.

Figura 9.1.
Termometro a bulbo umido; la garza che
avvolge il bulbo del termometro tb è
permanentemente bagnata.

9.4 Il Diagramma Psicrometrico


Attraverso le grandezze termodinamiche e le relazioni definite e ricavate nel paragrafo
precedente è possibile individuare un qualsiasi stato termodinamico dell’aria umida e valutare le
variazioni delle diverse grandezze in conseguenza delle diverse trasformazioni. Risulta però
utile poter rappresentare i diversi stati dell’aria umida in un diagramma di stato tracciato in ogni
caso proprio sulla base delle relazioni viste nel paragrafo 9.2. Un diagramma di questo tipo
viene chiamato diagramma psicrometrico e esistono alcune diverse versioni ricavate in ambiti
tecnici differenti ma che per le nostre applicazioni sono del tutto equivalenti. In particolare
considereremo due diversi diagrammi di stato dell’aria umida. In essi viene fissata la pressione
totale (in genere 1 atm = 101325 Pa) vengono scelte due grandezze termodinamiche da
rappresentare lungo gli assi coordinati (t e x, h e x) e vengono tracciate le curve isovalore per le
altre grandezze termodinamiche (umidità relativa, volume specifico, …….). La Figura 9.2 riporta
il più classico diagramma di Mollier dell’aria umida (anch’esso riferito a p = 1 atm). La lettura dei
punti di equilibrio nei due diagrammi è identica. La Figura 9.3 riporta un diagramma
termodinamico dell'aria umida con p = 1 atm (= 101325 Pa) di derivazione nordamericana.

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Figura 9.2. Diagramma di Mollier dell’aria umida

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Figura 9.3. Diagramma Carrier dell’aria umida

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9.5 Le Trasformazioni termodinamiche dell'aria umida

Miscelamento adiabatico
Con riferimento alla Figura 9.4, la miscelazione di due differenti portate di aria umida richiede
che siano soddisfatti i bilanci di energia e di massa espressi dalle relazioni seguenti:

m & a, 2 = m
& a,1 + m & a, tot (9.21)

& a, 1 ⋅ x 1 + m
m & a, 2 ⋅ x 2 = m
& a, tot ⋅ x out (9.22)

& a, 1 ⋅ h1 + m
m & a, 2 ⋅ h 2 = m
& a, tot ⋅ hout (9.23)

Mettendo a sistema le tre relazioni, si ottiene:


f =m
a , 2 / ma , tot = 1 − f
& &
a ,1 / ma , tot
&
m &
h1 ⋅ f + h2 ⋅ (1 − f ) = hout se f = 0 hout = h2 , se f = 1 hout = h1

si tratta di una equazione di primo grado, quindi la sua rappresentazione è una retta passante
per h1, h2 e lo stato della miscela è un punto di tale retta determinato dalla frazione f di aria
entrante all’ingresso rapportata al totale.
Si può anche ottenere il rapporto delle portate in funzione delle grandezze di ingresso-uscita:

& a, 1
m x out − x 2 h out − h 2
= = (9.24)
& a, 2
m x 1 − x out h1 − h out

& a,1 , h1, x1


m 1

1
& a, tot ,hout, xout
m
2

out

& a, 2 , h2, x2
m 2

Figura 9.4. Miscelamento adiabatico

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Il punto di miscelamento si può determinare grazie al rapporto tra le portate di massa di aria
secca m & a ,1 ed m
& a , 2 che arrivano alla miscelazione ed il punto di uscita sarà più prossimo alla
condizione con portata maggiore. La Figura 9.5 riporta il valore risultante nel diagramma
termodinamico.

h x
2
out ϕ = 100%
ϕ = 100%
1 2

out
1
x T

Figura 9.5. Miscelamento adiabatico

Riscaldamento (raffrescamento) a umidità specifica costante (x = costante)


In questo processo, si dice che avviene un riscaldamento (o raffrescamento) sensibile: la
miscela non cambia il contenuto di vapore acqueo ma solo la temperatura.
Nel processo di riscaldamento sensibile, oltre ad aumentare la temperatura, diminuisce il valore
dell'umidità relativa; nel processo di raffrescamento sensibile, oltre a diminuire il valore della
temperatura cresce il valore dell'umidità relativa.
Il processo avviene quando la portata d'aria viene inviata verso una serie di resistenze
scaldanti, all'interno di una batteria alettata (scambiatore di calore) per scambiare una data
potenza termica Q&12 con un fluido a temperatura più elevata (riscaldamento) o più bassa
(raffrescamento). Tale potenza termica è così determinabile:

riscaldamento

Q&12 = m
& a [h2 - h1 ] = m
& a (cp,a + x1 cp,v ) (T2 - T1) (9.25)

raffrescamento

Q&13 = m
& a [h3 - h1 ] = m
& a (cp,a + x1 cp,v ) (T3 - T1) (9.26)

La Figura 9.6 riporta i processi di riscaldamento (1-2) e di raffreddamento (1-3) sensibile.

h 2 x
ϕ = 100% ϕ = 100%
1

3 2

3 1

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x T

Figura 9.6. Riscaldamento (1 -2) e raffreddamento (1 -3) ad umidità specifica costante.


Nel raffreddamento sensibile la temperatura della superficie di scambio (batteria alettata) deve
essere in ogni punto superiore alla temperatura Tr di rugiada del punto 1 per evitare
condensazione di vapore sulla batteria.

Raffreddamento e deumidificazione
E’ il processo richiesto nella maggior parte degli impianti di condizionamento estivo dell’aria. In
questo caso, a differenza del caso precedente, l’aria viene a contatto con una superficie la cui
temperatura è inferiore a quella di rugiada, valutata per le condizioni all’ingresso 1 (vedi figura
9.7): all’uscita l’aria è satura.

Batteria di
raffreddamento

T1, ρ1, m
&a
T2 < T1, m
&a

ρ 2 = 100% Condensa

Scarico condensa (T = T2)

Figura 9.7. Schema di una batteria di raffreddamento ed umidificazione

Risulta diminuita sia la temperatura che il contenuto di vapore acqueo (ovvero l’umidità
specifica x). La potenza termica Q&12 , prelevata dalla batteria di raffreddamento, può essere
suddivisa in sensibile Q& sens (dovuta alla differenza di temperatura) ed in potenza termica latente
Q& sens (dovuta alla differenza di umidità specifica).
Q& 12 = m
& a ⋅ [ h2 − h1 ] = Q& sens + Q& lat (9.27)

Con riferimento alla Figura 9.7, è possibile valutare i due termini:

Q& sens = m
& a ⋅ [ h2 − h1 ] =

& a [cp,a TA + xA (r0 + cp,v TA) - cp,a T2 - x2 (r0 + cp,v T2)]


= m (9.28)

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ed essendo xA = x2 , T1 = TA, ne segue:


Q& sens = &
m a [cp,a ( TA - T2) + xA cp,v (TA – T2)] (9.29)
Il termine [xA cp,v (TA – T2)] può essere trascurato rispetto al valore assunto dal primo termine.
La potenza termica latente è calcolata dalla relazione:

Q& lat = m
& a ⋅ [ h1 − h A ] = m
& a ⋅ [c p,a T1 + x1 ⋅ (r0 + c p,v T1 ) - c p,a T A - x A (r0 + c p,v T A )] (9.30)

Ma: xA = x2 e T1 = TA

Q& lat = m
& a [r0 (x1 - x 2 ) + c p,v T1 (x1 - x 2 )] (9.31)

In questo caso è il termine [cp,v T1 (x1 – x2 )] che può essere trascurato.

h 1
A x
T1 ϕ = 100%
ϕ = 100%

E x1 1
Tsup 2 x2 E
2 A

x2 x1 x T2 T1 T

Figura 9.8. Processo di raffreddamento con deumidificazione

Nota
Il punto di uscita del processo non corrisponde in realtà ad una condizione di saturazione; una
certa portata (vedi Figura 9.9) può riuscire a by-passare il processo e le condizioni all’uscita non
corrisponderanno pertanto al punto 2. Un punto maggiormente indicativo potrebbe essere il
punto E di Figura 9.9. Si definisce come Fattore di by-pass il rapporto tra le portate di aria:

m& 'a
BF = (9.32)
& out
m

in cui la portata m & ' a è la portata di aria che bypassa la batteria, mentre m& " a è la portata che
realmente compie la trasformazione. Il punto E potrebbe pertanto essere determinato come
miscelamento (adiabatico ed isobaro) delle due portate di cui solo la m & " a in condizione di
saturazione: il risultato è la condizione E.

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Batteria di raffreddamento

& 'a
m m'
&a

m"
& a m"
& a

Figura 9.9. Schema di by - pass

Saturazione adiabatica
Il processo di saturazione adiabatica avviene a pressione totale p costante in regime
stazionario, trascurando le variazioni di energia cinetica e potenziale. Si ipotizzi quindi che una
portata in massa di aria secca m & a ovvero [(1 + x) m& a unità di aria umida], nelle condizioni 1
(non sature) venga inviata in un saturatore.
In un tale apparecchio, una portata d’acqua viene opportunamente nebulizzata al fine di
saturare la portata m & a : nessuno scambio termico viene effettuato con l’ambiente esterno.
Inoltre, se si eccettua il lavoro per la circolazione dell’acqua, non vi é scambio di lavoro con
l’esterno. Il Primo Principio della Termodinamica applicato al volume di controllo indicato in
Figura 9.10, fornisce:

& a [ha,1 + x1 hv,1 + (xsat - x1) hacqua ] = m


m & a [ha,2 + xsat hv,2] (9.33)

ugelli nebulizzatori separatore di gocce

T1, x1, h1 T2, xsat, h2

&a
m

acqua reintegro

& a (xsat - x1)]


[m

Pompa

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Figura 9.10. Saturatore adiabatico

essendo la portata di acqua evaporata che quindi deve essere continuamente fornita al
saturatore pari a:

m & a (xsat - x1)


& acqua = m (9.34)
xsat = umidità specifica nelle condizioni di saturazione (condizioni all’uscita);
hacqua = entalpia specifica dell’acqua di reintegro al sistema.

La relazione (9.35) può essere anche scritta come:

x1 [hv,1 - hacqua ] = cp,a [T2 - T1] + xsat [hv,2 - hacqua ] (9.35)

Poiché le condizioni in 2 sono di saturazione, ed essendo:

h2 = ha,2 + xsat hv2 (9.36)


si può anche scrivere:

h1 - x1 hacqua= h2 - xsat hacqua (9.37)


Per semplicità, infine, sia:

hacqua = cliq (T2 - T0) (9.38)


con T0= 273,15 K (= 0°C).

Se si fissa il valore della temperatura di saturazione T2, restano pertanto fissate le seguenti
variabili:

a) il valore di hacqua [vedi relazione(9.38)];


b) il valore dell’umidità specifica alla saturazione:

p sat (T2 )
x sat = 0,622 ⋅ (9.39)
p − p sat ( T2 )

essendo psat(T2) determinata da Tabelle o con la relazione (9.14);

c) l’entalpia alla saturazione essendo:

h2 = cp,a [T2 - T0] + xsat [r0 + cpv (T2 - T0)] (9.40)

Fissato il valore di T2, viene fissato quindi il valore di:

Σ = h2 - xsat hacqua (9.41)


Vi è un infinito numero di miscele aria-vapore acqueo, tutte aventi lo stesso valore di umidità
relativa, che lasceranno il saturatore alla stessa temperatura; esse possono variare dall'aria
completamente secca all'aria satura.
E' possibile ottenere il valore dell'umidità specifica della miscela al punto 1, risolvendo la
relazione (9.35), ottenendo in funzione di T2 e T1 i valori delle diverse umidità specifiche:

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x sat ⋅ ( hv ,2 − hacqua ) − c p ,a ⋅ (T1 − T 2 )


x1 =
hv ,1 − hacqua
(9.42)
Inoltre, dalla relazione (9.41), si ricava che:

h2 = h1 + hacqua (xsat - x1) (9.43)


ovvero, nel processo di saturazione adiabatica, l'entalpia dell'aria uscente in 2 (satura) è
maggiore dell'entalpia dell'aria all'ingresso (condizioni 1) della quantità d, detta deviazione:

d = hacqua (xsat - x1) (9.44)


Poiché la deviazione è molto piccola, si ipotizza per la maggior parte dei processi che tale
grandezza sia trascurabile; ovvero il processo diviene, con questa ipotesi, isoentalpico. In tali
ipotesi, la temperatura di saturazione T2 coincide con la temperatura a bulbo bagnato Tbb.

Bibliografia

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G. Guerra, J. Merigoux, Tables de l'air humide, ETIAT - Villeurbanne - Juin 1976

AA.VV., Mésure d'humidité dans les gaz - Documents de stage de formation continué, CETIAT -
Villeurbanne - 1990

ASHRAE, Handbook of Fundamentals, ASHRAE - 1997

C. Pizzetti, Condizionamento dell'aria e refrigerazione, Masson Italia, 1980

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