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Riflessioni sul primo paragrafo dell'epistula I,1 di Seneca

Seneca nel primo paragrafo dell’epistola che abbiamo letto parla del tempo,
e di come questo, secondo lui, non deve essere sprecato, ma soprattutto non
deve essere soggetto alla trascuratezza e alla negligenza.

Il tempo secondo me è, insieme all’amore e all'amicizia, uno dei beni più


importanti che ognuno di noi ha a disposizione: se non ci fosse il tempo
infatti, non esisterebbe nient’altro. Probabilmente nessuno ci pensa
abbastanza, perchè è una cosa data per scontato da tutti, ma basta fermarsi
un attimo a riflettere per comprendere che il tempo è alla base della vita di
tutti e tutto, ma è proprio il suo essere immenso, il suo comandare su
qualsiasi cosa che impedisce di pensarci; è Sublime, avrebbero detto i
romantici.
Distaccandosi però dal semplice aspetto “filosofico”, è molto semplice dire
che il tempo non deve essere sprecato perché è prezioso, ma io credo che
ogni minuto, e ogni secondo che passiamo serva a farci capire la sua
preziosità. Anche “sprecando” il tempo infatti, capiamo di come in futuro non
dovrà essere spiegato: se non studio perchè ho sprecato il tempo, la sera mi
renderò effettivamente conto di ciò che ho fatto, e mi aiuterà a non rifarlo; è
chiaro però che questo dipende dalla singola persona.
Di conseguenza si può dire che non esiste in realtà lo spreco di tempo,
proprio perché in ogni caso servirà da insegnamento, ma anche se non
dovesse essere così nel momento in cui lo stiamo “sprecando” non ci
sembrerà di farlo: se io gioco al telefono al posto di studiare, nel momento in
cui gioco non sto, nella mia mente, perdendo o sprecando tempo, perchè io
ho scelto di giocare, di conseguenza era quella la cosa da fare.