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Religione

Kant parla di Dio in diverse opere, e identifica la religione come una ragionevole speranza,
perchè è un’esigenza dell’uomo andare a fondo delle cose, e Dio può dare la speranza di
riuscirci. La religione inoltre è un insieme di consigli, e non è frutto di una realtà estranea,
ma una volontà moralmente corretta che ognuno ha dentro di sè.
Kant fa la distinzione tra religione rivelata e religione razionale, che Kant ci presenta come
2 cerchi concentrici.
La religione razionale comprende solo quegli aspetti della religione che noi consideriamo
razionali.
La religione rivelata è quella che comprende anche delle affermazioni irrazionali e
incomprensibili, ed è il cerchio più largo tra i due, perché comprende sia la religione
razionale, ma anche tutto ciò che è rivelato, cioè che viene da un’ispirazione divina, e ci
può dare delle spiegazioni che quella razionale non ci può dare, e si riferisce all’interezza
dell’uomo, non solo alla parte razionale.

PERCHÉ ESISTE IL MALE


Anche Kant affronta il problema del male, e della sua compatibilità con un Dio buono. Kant
dice che nell’uomo c’è un insopprimibile tendenza al negativo che lo porta necessariamente
a seguire il male, che esiste dentro l’uomo, e questo Kant lo definisce male radicale (uomo
cattivo per natura), e dice che si può osservare tutti i giorni.
Questa tendenza ad andare verso il male si distingue in 3 gradi, con il successivo più grave
del precedente: la fragilità di non rispettare i precetti morali che ha dentro di sè,
il secondo grado è quello dell’impurità, cioè che il bene e il male si mescolano
continuamente e quindi nell’uomo si mischiano comportamenti giusti e sbagliati, a volte
anche confondendoli.
Il grado peggiore, quindi quello del male peggiore è la malvagità, secondo la quale l’agire
dell’uomo è governato dalle azioni volontariamente malvagie dell’uomo, che le antepone
alle leggi morali.
Il male quindi deriva dal libero arbitrio, perché così come l’uomo può fare il bene, fa anche il
male.
Kant però dice anche che l’uomo può fare un percorso che lo porti a migliorare, e ad
aderire alla legge morale quanto più possibile, tramite una conversione, che si manifesta
nella volontà di passare da una disposizione al male, a una disposizione al bene. In questa
conversione il “modello” a cui ispirarsi è Cristo, che rappresenta l’uomo che raggiunge il
bene, allontanandosi dal male.
Questa conversione porta a un altro concetto importante per Kant, cioè la Chiesa: in
particolare dice che questa è una comunità etica, ed esiste una Chiesa visibile e una
Chiesa invisibile. Quella visibile è composta da quello che si vede, come le varie funzioni e
messe. La Chiesa invisibile è quella composta dagli uomini che sono nel processo di
conversione.