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La ricevuta bancaria contiene:

§ gli estremi dei due soggetti interessati,


§ il numero di fattura cui fa riferimento,
§ la somma da incassare
§ l’importo dovuto.
Tutte queste informazioni servono ad individuare il rapporto sottostante tra creditore e debitore.
Vi sono due modalità di utilizzo della Ricevuta Bancaria:

w Clausola “al dopo incasso”


In base ad essa la banca accredita l’importo delle ricevute quando alla scadenza prevista il debitore
effettua il pagamento. Nel dettaglio le fasi sono:
1. Il creditore compila la fattura e contestualmente la RiBa
2. La fattura viene inviata al debitore con la dicitura “seguirà RiBa” in questo modo chi deve
pagare sa che dovrà effettuare il pagamento verso la banca e non verso il creditore.
3. La Ricevuta Bancaria viene inviata alla propria banca, apponendo una girata con l’indicazione
“valuta per l’incasso”. In tal modo la stessa banca avviserà il debitore qualche giorno prima
della scadenza.
4. Il soggetto debitore, una volta ricevuto avviso da parte del proprio istituto di credito, è tenuto a
effettuare il pagamento entro il termine indicato.
5. Una volta effettuato il pagamento il debitore potrà ritirare la RiBa, che essendo stata firmata
dal creditore costituirà quietanza di avvenuto pagamento.
6. La banca che ha riscosso il credito fornisce comunicazione alla banca del creditore di avvenuta
riscossione e procederà poi a versare le somme riscosse alla banca del creditore o al creditore
stesso.

Nel caso di mancata estinzione del debito, la banca avviserà il debitore e nel caso il pagamento venga
effettuato a distanza di pochi giorni, l’istituto di credito provvederà ad addebitare al debitore interessi
e spese accessori.
Se invece, nonostante l’avviso, il debito non venisse saldato, allora la banca procederà per vie legali
alla riscossione dell’importo.
Tale modalità permette al creditore di avere qualche garanzia in più circa il pagamento di un importo
che, ad esempio, è in capo ad un soggetto di cui non si conosce la solidità finanziaria.
w Clausola salvo buon fine (SBF)
In base ad essa la banca, previo affidamento, accredita in via anticipata, salvo buon fine, l’importo
delle RiBa all’atto della loro presentazione. Tale modalità rappresenta una vera e propria forma di
finanziamento.
La modalità “salvo buon fine” è simile alla prima, ma presenta alcune differenze sostanziali:
1. Può essere presentata in banca prima della scadenza in modo da ottenere il versamento
anticipato della somma da parte dell’ente creditizio “salvo buon fine”. In tal caso l’importo
incassato viene decurtato della commissione e degli interessi relativi al periodo tra il giorno
dell’anticipo e il presunto giorno di pagamento effettivo.
2. Se alla scadenza, il debitore non estingue il debito, il creditore deve restituire l’intero importo
anticipatogli dalla banca assieme ad eventuali interessi e penali addebitategli.

Questa modalità trova la sua applicazione, ad esempio, in crediti la cui estinzione è prevista a N
mesi, in tal caso il creditore può beneficiare del pagamento immediato senza aspettare la scadenza
(coi rischi del caso, ad esempio l’insolvenza del debitore).

Infine, la Ricevuta Bancaria va a sostituire la vecchia “cambiale tratta” che presentava due problemi:
• I costi elevati (ovvero i fissati bollati su cui doveva essere iscritta la cambiale).
• Il fatto che la cambiale tratta non era valida senza la firma di accettazione del debitore.

Purtroppo nemmeno le RiBa risolvono il secondo problema, poiché esse possono essere rigettate dal
debitore.

Una casistica in cui i rapporti creditore-banca-debitore sono invertiti è quella del vecchio RID
(rapporti Interbancari Diretti) oggi SDD (Sepa Direct Debit) . In tal caso è il debitore stesso che
autorizza preventivamente il proprio istituto di credito a pagare le fatture che arrivano da un
determinato creditore.
L’esempio per eccellenza di questa modalità è rappresentata dalla domiciliazione bancaria delle
bollette, ad esempio, di utenze domestiche o aziendali. In tal caso il debitore autorizza la banca ad
effettuare il pagamento entro scadenza all’ente che eroga il servizio per proprio nome e conto. La
banca deve comunicare all’ente erogante il servizio che dispone del mandato e che le fatture (bollette)
devono essergli recapitate.