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CONTROLLI AMMINISTRATIVI SUGLI ATTI, SUGLI ORGANI E SULL’ATTIVITÀ;

CONTROLLI ESTERNI ED ESTERNI.

L’attività di controllo consiste nel riesame degli atti o attività posti in essere da un soggetto diverso
da quello che li ha realizzati, al fine di verificarne la conformità alla legge o ai criteri di buona
amministrazione
Il riesame degli atti di amministrazione attiva, dunque, è finalizzato all’accertamento della
conformità a determinate disposizioni di legge (cd. controllo di legittimità), cioè alla
corrispondenza ai criteri di opportunità e di convenienza a cui la P.A. deve ispirarsi nell’esercizio
dei suoi poteri discrezionali (cd. controllo di merito).
Questa attività di controllo può svolgersi, giuridicamente, a diversi livelli: politico, costituzionale,
amministrativo, contabile etc.

I controlli amministrativi, in particolare, sono diretti ad esaminare l’operato di organi con


funzioni di amministrazione attiva. Essi si distinguono in:

1. CONTROLLI SUGLI ATTI


Sono diretti a valutare la sola legittimità o anche l’opportunità di un singolo atto amministrativo e
si distinguono in:
§ preventivi, se intervengono su di un atto già formato (e possibilmente anche perfetto) ma
prima che produca i suoi effetti.
Essi si configurano, quindi, come condizione sospensiva dell’efficacia del provvedimento
stesso (es: sono preventivi, fra i controlli di legittimità c’è il visto, fra quelli di merito c’è
l’approvazione).
Essi distinguono fra
• antecedenti se intervengono su di un atto non ancora perfezionato
• susseguenti se intervengano su di un atto perfetto ma non ancora efficace.
§ successivi se intervengono dopo che l’atto sia divenuto efficace: in questo caso si può avere
l’annullamento in sede di controllo;
§ sostitutivi, quando l’autorità gerarchicamente superiore, dotata del relativo potere (cd.
potere di sostituzione), accertata l’inerzia dell’autorità inferiore, si sostituisce ad essa
nell’emanazione del relativo provvedimento. In tali casi, l’autorità controllante emana il
provvedimento in luogo dell’autorità controllata, direttamente o a mezzo di commissari ad
acta.

2. CONTROLLI SUI SOGGETTI O ORGANI


Sono diretti a riesaminare e valutare l’operato, i comportamenti, la funzionalità di un organo o di
un ente pubblico. Si tratta di un controllo che attiene alla gestione ed è qualificato, pertanto,
controllo funzionale.
Mirano a garantire il buon andamento e il buon funzionamento di un organo o di un ente, in
ossequio al principio sancito dall’art. 97 Cost.
I controlli sugli organi si distinguono in:
§ il controllo ispettivo:
consiste in un’attività di vigilanza e accertamento consentendo all’attività statale o regionale di
sorvegliare l’andamento della amministrazioni locali ed accertare la corrispondenza alla
legittimità e alle norme di opportunità per il raggiungimento del pubblico interesse.
Quindi è il potere dell’autorità dello Stato (o della Regione) di disporre ispezioni ed
accertamenti sull’attività delle amministrazioni controllate. L’ispezione è, dunque, il
presupposto logico per l’espletamento della funzione di controllo;
§ il controllo sostitutivo-semplice
consiste nella sostituzione di un organo superiore ad uno inferiore in caso di inerzia o ritardo
nel compimento di certi atti da parte di quest’ultimo;
§ il controllo sostitutivo-repressivo:
consiste nella contemporanea sostituzione dell’organo controllato e nell’applicazione al titolare
di esso di sanzioni (sospensione, revoca, sanzione disciplinare etc.);
§ il controllo repressivo
consiste nell’applicazione di particolari sanzioni amministrative o disciplinari al titolare
dell’organo controllato.

3. CONTROLLI SULL’ATTIVITÀ,
Sono finalizzati a valutare non il singolo atto, bensì l’attività amministrativa nel suo complesso
svolta in un dato arco temporale. Essi, a loro volta, si distinguono in:
§ controlli di gestione se sono posti in essere da un organo interno all’ente)
§ controlli sulla gestione se sono realizzati da un organo esterno

I CONTROLLI INTERNI
La disciplina dei controlli interni è contenuta nel D.Lgs. 286/1999, che ne individua quattro diversi
tipi:

§ il controllo di regolarità amministrativa e contabile,


è volto a garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa.
Esso è svolto dagli organi di revisione, cioè dagli uffici di ragioneria, e dai servizi ispettivi
§ il controllo di gestione,
è volto a verificare l’efficacia, l’efficienza ed economicità dell’azione amministrativa al fine di
ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati;
§ la valutazione dei dirigenti,
è diretta a valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale;
§ il controllo strategico,
è volto a valutare l’adeguatezza delle scelte compiute dai dirigenti in sede di attuazione dei piani,
programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza
tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti. Deve supportare l’attività di programmazione
strategica e di indirizzo politico ed è svolta da strutture che rispondono direttamente agli organi di
indirizzo politico-amministrativo.

Il D.Lgs. 150/2009, di attuazione della riforma Brunetta, è intervenuto massicciamente sul sistema
dei controlli interni così come delineato dal D.Lgs. 286/1999.
Infatti, dal 30 aprile 2010 è abrogata la disciplina sulla valutazione della dirigenza (art. 5 D.Lgs.
286/1999) che viene sostituita da quella relativa alla misurazione e valutazione della performance
svolta dagli Organismi indipendenti di valutazione della performance, i quali sostituiscono a loro
volta i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al D.Lgs. 286/1999.

I CONTROLLI ESTERNI E IL RUOLO DELLA CORTE DEI CONTI


La L. 20/1994 ha introdotto un controllo esterno della Corte dei conti sulla gestione delle singole
amministrazioni, ivi compresi enti locali e Regioni, al fine di valutare la corrispondenza dei risultati
dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti per legge.
Si tratta di un controllo esercitato da un organo terzo ed imparziale, in cui è evidente l’alterità fra
controllo e gestione appunto, controllo sulla gestione. In particolare, la citata legge ha:

§ previsto il controllo preventivo di legittimità limitato ai soli atti fondamentali del Governo;
§ generalizzato a tutte le amministrazioni, compresi gli enti locali, il controllo successivo sulla
gestione, da svolgere in base ad appositi programmi elaborati dalla Corte dei conti;
§ attribuito alla Corte dei conti il compito di verificare la funzionalità dei controlli interni
all’amministrazione.

Al fine di garantire il coordinamento della finanza pubblica l’art. 7 L. 131/2003 ha attribuito alla
Corte dei conti il potere di verifica del rispetto degli equilibri di bilancio da parte delle Regioni e degli
enti locali (Comuni, Province e Città metropolitane), in relazione al patto di stabilità interno e ai
vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.
È poi previsto che, nell’ambito di ciascuna Regione, le sezioni regionali di controllo della Corte dei
conti verifichino, nel rispetto della natura collaborativa del controllo sulla gestione, il perseguimento
degli obiettivi posti dalle leggi statali o regionali di principio e di programma, secondo la rispettiva
competenza, nonché la sana gestione finanziaria degli enti locali ed il funzionamento dei controlli
interni e riferiscono sugli esiti delle verifiche esclusivamente ai consigli degli enti controllati.