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Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)

L’IVA è l’imposta sul valore aggiunto ovvero la principale imposta indiretta attualmente in vigore
in Italia e nell’Unione Europea. Il modello è stato tracciato nel 1967 da due diverse direttive
comunitarie, ad oggi confluite nella direttiva 2006/112/CE (la cosiddetta «Direttiva rifusione»). In
Italia, il riferimento normativo fondamentale dell’IVA è il d.p.r. 633/1972.

Caratteristiche
L’IVA è caratterizzata dal fatto di essere:
 Indiretta: perché non colpisce direttamente la capacità contributiva del contribuente, ma
soltanto una sua manifestazione (il consumo);
 Proporzionale: perché il suo ammontare dipende dal prodotto tra il prezzo del bene e
l’aliquota relativa;
 Neutra: perché colpisce il maggior valore che ciascuna fase del processo aggiunge al
bene/servizio considerato;
 Generale: perché colpisce tutti i contribuenti, senza alcuna distinzione;
 Sui consumi: poiché il suo meccanismo applicativo finisce col gravare esclusivamente sul
consumatore finale.

Aliquote
Le aliquote IVA sono:
 4% - aliquota minima, sui generi di prima necessità;
 10% - aliquota ridotta, su servizi turistici, alimentari e edili;
 22% - aliquota ordinaria, in tutti gli altri casi.

Regimi IVA
L’Imprenditore Agricolo, ai sensi dell’articolo 34 del DPR n 633/72 può adottare, a scelta, uno tra
tre diversi tipi di regimi IVA.

Volume d’affari
Il volume d’affari è il totale complessivo delle operazioni effettuate dall'azienda e registrate durante
un anno solare. Si tratta di un dato importante ai fini dell'IVA che viene calcolato sommando le
operazioni imponibili di iva, non imponibili di iva, esenti iva ed escluse iva. Esso si compone di:
 Fatturato: relativo alle fatture emesse in corso d’anno;

 Valore degli autoconsumi: relativo ai prodotti destinati alla vendita, ma sottratti a questa a
causa del consumo;
 Ammontare dei corrispettivi: relativo alla cessione di prodotti mediante vendita diretta al
consumatore finale.
Sono esclusi dal volume d’affari la cessione di beni strumentali, nonché gli aiuti di stato ed i
finanziamenti.
Regimi fiscali IVA

Regime speciale di esonero


È il regime per gli imprenditori agricoli con volume d’affari annuo non superiore a € 7.000. Per
poter applicare questo regime il volume d’affari deve essere costituito per almeno due terzi dalla
cessione di prodotti agricoli.
Il regime speciale di esonero consente all’imprenditore agricolo di essere esonerato da qualunque
adempimento ai fini IVA. L’unico adempimento a cui sottostare è la conservazione e la
numerazione progressiva di tutte le fatture e delle autofatture. Gli acquirenti dell’imprenditore in
Regime di Esonero devono emettere autofattura, in luogo dell’emissione della fattura da parte del
cedente; inoltre, l’agricoltore in regime di esonero non è tenuto all’iscrizione al Registro delle
Imprese.
Nell’autofattura deve essere indicata la relativa imposta, determinata applicando le aliquote
corrispondenti alle percentuali di compensazione. L’IVA dovrà, quindi, essere scorporata
dall’importo totale pagato all’imprenditore agricolo ed eventualmente documentato dal documento
di trasporto (DDT) redatto dal cedente.

Regime speciale di non esonero


È il regime per gli imprenditori agricoli con volume d’affari annuo superiore a € 7.000 che
effettuano cessioni di prodotti rientranti nella Tabella A, parte I del DPR n. 633/72. Questo
regime prevede la detrazione dell’IVA, non sulla base degli acquisti effettuati, bensì sulla base di
percentuali di compensazione, ossia di stime, determinate da apposito Decreto Ministeriale (DM
del 12 Maggio1992, DM del 30/12/97 e DM del 23/12/2005). L’imprenditore agricolo che adotta
questo particolare regime è chiamato ad applicare alle cessioni di prodotti agricoli l’aliquota
prevista per il bene ceduto versando solamente l’IVA che risulta a debito dopo l’applicazione della
percentuale di compensazione. Le fatture di vendita vengono emesse applicando le aliquote IVA
ordinarie (4%, 10% e 22%). Tuttavia, all’Amministrazione finanziaria viene versata la differenza
fra l’aliquota ordinaria e quella di compensazione, che è più bassa o al massimo uguale a quella
ordinaria.

Esempio di applicazione:
Aliquota IVA ordinaria = 22%
Percentuale di compensazione = 12,30%
Totale vendite del periodo = € 1.000,00
IVA a debito del periodo = € 220,00 (22% di 1.000,00)
IVA detraibile del periodo = 1.000,00 (Vendite del periodo) X 12,30% (percentuale di
compensazione) = euro 123,00
IVA dovuta = 220,00 – 123,00 = 97,00
Regime ordinario
È un regime opzionale, applicabile qualora l’imprenditore agricolo ceda beni non presenti nella
tabella A, parte I del DPR n. 633/72. Tale regime si caratterizza per il fatto che l’IVA dovuta si
determina sulla base della differenza tra l’IVA a debito derivante dalla cessione di beni o servizi e
l’IVA a credito sugli acquisti, anche di beni strumentali, inerenti tali cessioni.
Per valutare la convenienza per il regime normale occorre considerare l’ammontare delle spese che
si ritiene di dover sostenere, e confrontare l’ammontare dell’IVA detraibile in base alle percentuali
di compensazione con l’IVA sulle fatture di acquisto. In generale, nel caso di investimenti, quali
l’acquisto di un trattore o la costruzione di stalle, risulta conveniente applicare il regime normale
IVA. L’esercizio dell’opzione del regime ordinario impone, inoltre, la redazione del libro degli
inventari.

Regime forfettario
La Legge n. 190/2014, così come modificata dalla Legge n. 208/2015, ha introdotto il regime
fiscale forfettario. Si tratta di un regime fiscale per le imprese e i professionisti di minori dimensioni
che prevede agevolazioni fiscali e contributive, a patto di rispettare i requisiti di accesso e
permanenza nel regime. Questi è un regime fiscale agevolato, volto ad incentivare l’apertura e la
gestione di attività commerciali o professionali di dimensioni minori. Per questo motivo prevede
minori adempimenti e oneri da sostenere.
Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi e compensi percepiti nel periodo d’imposta
il coefficiente di redditività previsto in funzione del codice attività svolta; sul reddito così
determinato, al netto dei contributi previdenziali versati, andrà applicata un’imposta sostitutiva
dell’Irpef corrispondente al relativo codice attività ATECO, che nel caso delle attività comprese
nell’Art. 2135 CC è pari al 25%.
Il regime forfettario è stato modificato dalla legge di bilancio 2020, secondo la quale possono
accedere al Regime Forfettario i contribuenti che hanno percepito ricavi o compensi non superiori a
€ 65.000.