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DELIRIUM

Il delirium è una sindrome neuropsichiatrica grave, caratterizzata da un deficit acuto e fluttuante


dell’attenzione, che si sviluppa in associazione ad altri deficit cognitivi e percettivi ed è scatenata da un
problema clinico o dall’uso di farmaci potenzialmente nocivi. Tale problematica riguarda moltissime
tipologie di pazienti e può avere molteplici cause.

Il delirium è molto frequente in ospedale: 1pz su 5 ne è affetto. La condizione sia significativamente più
comune tra gli anziani e tra quanti sono affetti da demenza. Pertanto, in ragione del progressivo
invecchiamento della popolazione, è ragionevole attendersi l’incidenza del delirium siano destinate a
crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Il delirium è gravato da numerose complicanze, quali cadute e lesioni da decubito, da un elevato rischio di
istituzionalizzazione in strutture di lungodegenza (cod 60) e da un aumento della mortalità.

Il delirium non è un evento inevitabile, ma anzi può essere prevenuto e curato con successo nella grande
maggioranza dei pazienti.

la neurofisiopatologia del delirium è sconosciuta. Spesso vi è un aumento dell’attività colinergica sierica,


probabilmente a causa di fattori endogeni o della terapia farmacologica. Gli anziani sono particolarmente
vulnerabili alla riduzione della trasmissione colinergica.

nella prevenzione il primo passo è l’identificazione dei pazienti a maggior rischio di sviluppare delirium.

I fattori di rischio sono l’età molto avanzata, demenza pre-esistente, ricovero ospedaliero, un
funzionamento compromesso, una comorbidità per malattie, ecc. dunque, in tutti i pazienti fragili,
soprattutto in presenza di fattori di rischio, devono essere messi in atto interventi di prevenzione quali:

- riorientamento spazio-temporale: perché i cambiamenti ambientali possono influenzare negativamente


l’orientamento del paziente;

- Mobilizzazione precoce, perché riduce la durata del delirium

- Limitato utilizzo di farmaci psico-attivi

- Igiene del sonno (attraverso determinate accortezze in reparto)

- Mantenimento di adeguata idratazione e nutrizione

- Forniture di protesi visive e uditive, se necessarie.

Il segno caratteristico del delirium è una disfunzione cognitiva acuta con compromissione dell’attenzione,
che si sviluppa improvvisamente o in breve tempo. Possono verificarsi alterazioni dell’orientamento, della
memoria e del pensiero astratto, ma da sole non possono fare diagnosi. Possono essere presenti
allucinazioni, deliri, tremore, alterazioni del ritmo sonno-veglia. Il delirium può persistere per molte
settimane o mesi.

i pazienti anziani o fragili, specie se con fattori di rischio, devono essere valutati sistematicamente per la
presenza di segni o sintomi di delirium al loro arrivo in ospedale. Una rivalutazione a intervalli regolari,
specie in occasione di nuovi eventi clinici o terapie, deve far parte del piano assistenziale. Alla comparsa dei
primi segni o sintomi di delirium è necessario indagare le possibili cause.

Il delirium si può presentare in tre differenti varianti:

1. forma ipercinetica o iperattiva, caratterizzata da agitazione psicomotoria, stato di iper-allerta e, talora,


illusioni e allucinazioni;
2. forma ipocinetica o ipo-attiva, caratterizzata da rallentamento psicomotorio, tendenza all’assopimento,
ridotta risposta agli stimoli esterni ed apatia;

3. forma mista, caratterizzata da un’alternanza di fasi di tipo ipercinetico ed altre di tipo ipocinetico.

La variante ipercinetica è la più facile da riconoscere, ma è anche la meno frequente. La variante


ipocinetica, invece, è la più comune, soprattutto tra gli anziani, ma è la più difficile da riconoscere ed è
correlata a una prognosi peggiore. I sintomi del delirium ipocinetico possono infatti essere erroneamente
attribuiti a demenza, depressione, farmaci sedativi o, cosa ancor più preoccupante possono essere ritenuti
“normali” in considerazione dell’età e della complessità biologica del paziente.

La distinzione tra delirium e demenza non è sempre chiara, e le caratteristiche delle due sindromi talvolta si
sovrappongono. L’esordio del delirium è rapido, mentre la demenza di solito di sviluppa lentamente. Nel
delirium è colpita prevalentemente l’attenzione, mentre negli stadi iniziali della demenza, è colpita la
memoria piuttosto che l’attenzione. Tuttavia, la durata del declino cognitivo è probabilmente la maniera più
chiara per distinguere questi disturbi.

Gli interventi non farmacologici prevedono:

-garantire un sonno adeguato: l’ambiente intensivo non è favorevole al paziente: le luci sono accese per la
maggior parte del giorno, vi è un altissimo livello di rumorosità, di stimoli monotoni e molte persone
diverse di affaccendano attorno al letto del malato. Nel reparto di terapia intensiva spesso la notte è simile
al giorno e ciò può aumentare la confusione del paziente,

-il livello delle luci: nelle unità di cura intensive permane l’illuminazione artificiale al neon per gran parte
delle 24h, ciò costituisce un ostacolo al sonno e una iposecrezione di melatonina, determinando quindi uno
stato di veglia più prolungato di quello di sonno.

-gli stimoli rumorosi: durante la notte l’infermiere può selezionare un livello di allarme delle
apparecchiature più basso.

-riorientamento spazio-temporale: ricordare al paziente la data il luogo in cui si trova e cosa è accaduto. La
presenza dei familiari può essere utile in quanto, dopo un’adeguata preparazione, possono essere
rassicuranti per il paziente Il trattamento farmacologico del delirium dovrebbe essere utilizzato soltanto
quando il paziente rappresenta un pericolo per se stesso o quando i sintomi sono particolarmente
importanti e/o mettono a rischio la possibilità di intraprendere terapie essenziali.

COMUNICAZIONE: una comunicazione lacunosa tra medici, infermieri, pazienti e familiari impatta
negativamente sulla qualità delle cure prestate ai pazienti con delirium in ospedale. Poiché le performances
cognitive (e motorie) dei pazienti affetti da delirium possono variare notevolmente nell’arco di poche ore o
giorni è importante che tutti i componenti dello staff medico e infermieristico in ospedale trasmettano nelle
consegne dettagli precisi sulla presenza di disturbi del comportamento e sulle variazioni dello stato
cognitivo del paziente.