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Istituzione della Eucaristia

Ora santa I, 2001

Martino Lutero, ispirato da Satana, per poter distruggrere la Chiesa Romana dalle sue
fondamenta si proposseproposeaccani specialmente in predicare contro il Santo Sacrificio della
Messa, contro, , l’Eucaristia e contro il Sacerdozio cattolico. Ed è giustamente su queste verità di
fede cattolica chesulle qualli noi vogliamo meditatare in quest’ora santa, davanti a Nostro Signore
Sacramentato.

Oggi la Santa Chiesa si propone di rinnovare, con una solenitàsolennità tutta particolare,
l’azione che il Salvatore compi nell’ultima Cena, cioè l’istituzione della Eucaristia e del Sacerdozio
Cattolico.

Infatti dopo aver lavato i piedi agli Apostoli, simbolo della purezza dell’ anima richiesta per
accostarsi all’augusto Sacramento dell’Altare, Gesù prendendo allora del pane azzimo avanzato dalla
cena precedente, ed elevando gli occhi al cielo, lo benedice, lo spezza e lo distribuisce ai discepoli,
dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. Gli Apostoli riecevono dalle mani di Gesù il
pane divenuto suo corpo, se ne cibano, e Gesù non è solo a tavola con loro, ma dentro di loro.
Quindi, essendo questo divino mistero non solo il più augusto Sacramento, ma anche il più vero

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Sacrificio, fino all’effusione del sangue, Gesù prende il calice e , trasformato nel proprio sangue il
vino che contiene, lo passa ai discepoli, dicendo: “Bevetene tutti, perchèperché è il sangue della
Nuova Alleanza che sarà sparso per voi”. Uno dopo l’ altro, gli Apostoli partecipano di questa
divina bevanda.

Tali sono le circonstanzecircostanze della Cena del Signore, il cui anniversario oggi ci unisce
tutti; ma non è sufficiente ciò che abbiamo narrato, sie non aggiungiamo un particolare essenziale.
Ciò che oggi si compie nel Cenacolo non è un avvenimento isolato della vita del Figlio di Dio, nèné
sono soltanto gli Apostoli i privilegiati invitati della Mensa del Signore. Nel Cenacolo, come vi è di
più che una cena, così vi è di qualche altra cosa oltre al sacrificio, per quanto sia divina la vittima
offerta dal sommo Sacerdote: vi è qui l’istituzione del nuovo Sacerdozio.

¿Come avrebbe potuto dire Gesù agli uomini: “Se non mangerete la mia carne e non berrete il
mio sangue, non avrete in voi la vita” (Gv. 6, 54), se non intendeva di costituire sulla terra un
ministero, mediante il quale riennovare fino alla fine dei secoli ciò che ha compiuto alla presenza dei
dodici? Ora ecco ciò che egli ha detto agli uomini da lui scelti: “Fate questo in memoria di me” (Lc.
22, 19). Con tali parole il Signore diede anche a loro il potere di transustanziare il pane nel suo corpo
ed il vino nel suo sangue; ed un tale potere si sarebbe trasmesso nella Chiesa, mediante l’ordinazione
sacerdotale, fino alla fine dei secoli. Attraverso il ministero di uomini peccatori, Gesù continuerà ad
operare la meraviglia che compì nel Cenacolo; e, mentre arrichìarricchì la Chiesa dell’unico
Sacrificio, dà a noi, secondo la sua promessa, con questo Pane celeste, il lmezzo di “rimanere in lui,
e lui in noi”. Noi, dunque, dobbiamo celebrare oggi un altro anniversariioanniversario non meno

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meraviglioso del primo: l’istituzione del Sacerdozio cristiano.

La Messa del Giovedì Santo, che è stata celebrata alcune ore fàfa, è fra le più solenni di tutto
l’anno; sebbene l’istituzione della Festa del Corpus Domini abbia per oggetto d’onorare con maggior
splendore il medesimo mistero, pure la Chiesa non vuole che l’anniversario della Cena del Signore
perda niente degli onori cui ha diritto. Il colore dei paramenti sacri, in questa Messa è il bianco,
come nei giorni di Natale e di Pasqua; ogni segno di lutto scompare.

Tuttavia, molti dei riti straoridinaristraordinari mostrano che la Chiesa teme ancora per il suo
Re Sposo, e solo per un momento sospende la tristezza che l’opprime. Il Sacerdote all’altare ha
intonato l’Inno angelico: “¡Gloria a Dio nel più alto dei cieli!” e le campane lo hanno accompagnato
fino alla fine, suonando giosamentegioiosamente a distesa; ma a partire da questo momento
rimarranno mute, ed il loro silenzio, per lunghe ore, stenderà sul la paese un’impressione
d’abbandono; come se la santa Chiesa volesse farci sentire che questo mondo, testimone dei
patimenti e della morte del suo divino autore, ha perduto ogni dolcezza e melodia, ed è divenuto
deserto e melanconico; e più particolarmente ci vuol ricordare che gli Apostoli, voce di Cristo,
figurati nelle campane che col loro suono chiamano i fedeli alla casa di Dio, sono tutti fuggiti,
lasciando il Maestro in preda ai suoi nemici.
Sebbene la Chiesa sospenda per alcune ore l’offerta dell’eterno Sacrificio della Messa, tuttavia
non permette che siano negati al suo divino Re gli omaggi a lui dovuti nel Sacramento dell’ Altare. I
momenti in cui l’Ostia santa pare divenuta inaccessiblileinaccessibile alla nostra indegnità, la

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pietapietà cattolica ha saputo trasformarli in un vero trionfo all’augusta Eucaristia, allestendo in
ogni chiesa un altare-sepolcro, dove, dopo la Messa, la Chiesa rinchiuderà il corpo del Signore. Esso
rimarrà nascosto sotto alcuni veli; ma i fedeli si affolleranno ugualmente ai suoi piedi ad adorarlo.

Tutti accorreranno ad onorare il sepolcro dell’Uomo-Dio, perchèperché “ovunque sarà il suo


corpo s’aduneranno le aquile” (Mt. 24, 28); e da ogni punto del mondo cattolico s’eleverà a Gesù,
come un felice compenso degli oltraggi di cui fu fatto segno in queste medesimi ore dai Giudei, un
vivno concerto di fervoresofervorose preghiere, come mai accade in altri tempi dell’anno. Là si
daranno convegno e le anime ferventi nelle quali Gesù già vive, e i peccatori convertiti dalla grazia e
avviati alla riconciliazione”

Quindi, adesso davanti a nostro Re Sacramentato, rendiamogli grazie per l’immenso beneficio
che ci ha fatto col rimamererimanere tra noi nelle nostre chiese e darsi in alimento alle nostre anime
sotto le apparenze del pane e del vino. E infine, nel giorno dell’istituzione del Sacerdozio Cattolico
preghiamo speciamentespecialmente il Signore qui presente, di concedere la perseveranza e
santificazioni dei suoi sacerdoti, e di aumentare il loro numero.

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Non soltanto contro queste verità essenziali della fede cattolica si imbatte

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