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CONSERVATORIO STATALE DI MUSICA “F.

VENEZZE”
ROVIGO

DIPLOMA ACCADEMICO DI I° LIVELLO IN

Batteria e Percussioni Jazz

“YELLOWJACKETS”
25 ANNI DI MUSICA E PIÙ

RELATORE:
Prof. Marco Tamburini

Candidato: Gianpaolo Gallian

ANNO ACCADEMICO 2013/2014

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Yellowjackets
25 anni di musica e più

Gianpaolo Gallian
Tesi di Laurea in Musica Jazz


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Ringraziamenti

Vorrei ringraziare i docenti del dipartimento di musica jazz del Conservatorio di


Musica "F. Venezze" di Rovigo per aver contribuito alla mia crescita in questi
anni, indirizzandomi verso le scelte giuste e lasciandomi quel margine di libertà
che tanto è importante nello sviluppo di un'abilità creativa.

Vorrei ringraziare il direttore, Mº Vincenzo Soravia, per aver lavorato spalla a


spalla con me durante il tempo passato insieme, ed aver creduto nelle mie idee.

Ringrazio anche tutti i musicisti con cui ho lavorato fino ad ora, che hanno
contribuito, in un modo o nell'altro, alla mia crescita umana e professionale.

Infine, ringrazio i miei parenti ed i miei amici, che mi sono stati vicini in tutti i
momenti durante questi anni.

Un grazie speciale a mamma e papà, per avermi permesso di inseguire il mio


sogno. Vi amo!

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Indice

Ringraziamenti ....................................................................................... 3

Introduzione ....................................................................................... 5

La storia ....................................................................................... 6

Vivere nella band ..................................................................................... 24

Discografia ..................................................................................... 29

Conclusioni ..................................................................................... 53

Sitografia ..................................................................................... 54

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Introduzione

Questo saggio vuole essere un tributo ad uno dei gruppi che ha influenzato di
più la mia crescita come musicista, un gruppo il cui sound mi catturò fin dal
primo ascolto e rimane tuttora dentro di me: ancora adesso, quando penso a
creare un suono per un esibizione dal vivo, o durante una sessione di
registrazione, la mia mente si sofferma a contemplare quell'incredibile armonia
di parti, così ben strutturate, che si può ascoltare nei loro dischi, ma che ancora
più incredibilmente si può ritrovare nelle loro esibizioni dal vivo.

Non c'è da meravigliarsi che dietro ad un profilo artistico di tale spessore, si trovi
un fitto intreccio di rapporti umani basati su valori di non secondaria
importanza, e che il segreto della longevità del gruppo risieda proprio in una
miscela di elementi personali e relazionali difficili a descrivere almeno quanto a
vivere.

Con questo in mente, andiamo a vedere, attraverso le parole degli stessi


componenti del gruppo, come esso si sia formato, sviluppato, e abbia prodotto
durante un arco di tempo di oltre venticinque anni una discografia importante,
ma soprattutto abbia saputo creare un sound originale, credibile, che ha
definitivamente influenzato il modo in cui il jazz viene concepito nel panorama
internazionale odierno.

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La storia
La storia degli Yellowjackets parte da un contatto preesistente
del chitarrista Robben Ford con il pianista Russell Ferrante, in
California, durante gli anni '70; ma sentiamolo direttamente
dalle sue parole:

Stavo cercando una band basata su un contatto con Russ: lui


ed io siamo amici di vecchia data e veniamo dalla Bay Area
(tra San Francisco e San Jose), ed è sempre stato il mio
musicista preferito di lì, nonostante mi sembrasse un po' più
evoluto di me. Non suonavamo proprio "assieme" all'inizio, ma ne eravamo
consapevoli: Russ era un vero jazzista nella mia prospettiva ed io mi sentivo più
un bluesman. Ad un certo punto, ho ottenuto un ingaggio con Jimmy
Witherspoon e ho messo su una band per suonare con lui. Avevamo un tour in
Europa già fissato e il tastierista ha lasciato il gruppo: se n'è andato, per qualche
ragione, non voleva venire in Europa. Così ho pensato: questa è una grande
occasione per chiamare Russell Ferrante; l'ho fatto, e Russ ha accettato, cosa che
mi ha fatto molto felice. Da quel momento in poi, Russ ed io abbiamo avuto un
buon rapporto, è sembrato disposto a suonare la musica a cui ero interessato, e
abbiamo cominciato a suonare insieme con regolarità, sempre intorno alla Bay
Area. Suonavamo prevalentemente materiale originale che stavo scrivendo, e un
po' di brani suoi; non abbiamo suonato un numero maggiore di questi ultimi
perché erano troppo difficili per me! Abbiamo suonato un paio d'anni per
"Spoon", e quando non suonavamo per lui suonavamo per conto nostro, poi, nel
1974, sono stato chiamato ad unirmi ai L.A. Express, in tour con Joni Mitchell.
Allora, mentre vivevo nell'area di Los Angels, avevo chiesto a Russell se fosse
disposto ad unirsi a me nel caso avessi ottenuto un contratto discografico; lui
aveva risposto di sì, così riuscii a firmare un contratto con l'Elektra Records, lo
chiamai chiedendogli se era pronto, e lui rispose "Ok!". Andai a cercare una
band, e il mio compagno di stanza, che al momento stava facendo da tour
manager per Flora Purim e Airto, mi disse: "Devi venire a vedere la band!". Io
risposi che mi sarebbe piaciuto, e andai là: Jimmy Haslip stava suonando il basso
e Ricky Lawson la batteria. Riuscii a mettere Jimmy in stato d'attesa (per

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qualche motivo non riuscii a farlo anche con Ricky da subito, forse era
impegnato con qualcosa, non ricordo), ed egli venne a casa mia: cominciammo
a jammare un po' e nel tempo di suonare alcune note capii che Jimmy era il tipo
che stavo cercando, e anche lui fu entusiasta! Poi Russell venne a Los Angeles, e
incominciammo a provare diversi batteristi. Per qualche motivo, Ricky non deve
essere stato disponibile, non ricordo (Jimmy potrebbe essere in grado di
spiegarvelo) ma alla fine siamo stati in grado di avere la sua disponibilità:
abbiamo cominciato una jam noi quattro ed è stato come una rivelazione, quella
era la band! Così ebbi la formazione per fare il mio primo album da solista, con
l'Elektra ("The Inside Story", ndr), e l'idea nella mia mente era quella di farci un
tour, ma Jimmy e Ricky erano stati chiamati per suonare con Al Jarreau, credo,
ed io certamente non potevo fare un'offerta migliore. Con Russell disponibile
per il tour, chiamammo un bassista ed un batterista di rimpiazzo, e così più o
meno partì il gruppo. Ho sentito subito un rapporto con quei ragazzi, e sono
sicuro che si tratta di una cosa reciproca: era davvero una grande cosa suonare
assieme! Russ e io ritornammo dal tour, passò un po' di tempo, mentre Jimmy e
Ricky tornarono dal tour con Al, e cominciammo a suonare insieme nei
dintorni. Ma io iniziai in qualche modo ad allontanarmi dal genere fusion, e in
fretta, dopo il mio primo cd solista; volevo veramente fare qualcosa di più
vocale, orientato all'R&B, e riportare un po' di quelle sonorità dentro ciò che
stavo facendo, mentre loro, ovviamente, erano molto più interessati a ciò che
stavano combinando nel mondo del jazz. In ogni caso, questo è il modo in cui
più o meno gli Yellowjackets sono nati: il ragazzo che mi faceva da manager ad
un certo punto ci chiese perché non facessimo una demo strumentale del
gruppo; io ero già sotto contratto con l'Elektra e stavo cercando di sviluppare
nuova musica per il mio secondo album con loro, e così il mio manager suggerì
di fare una demo, una cosa strumentale, che caratterizzasse ciò che facevamo in
quel senso. Lo facemmo, e ottenemmo subito un contratto con la Warner Bros.,
grazie a Tommy LiPuma; io divenni un artista ospite col gruppo, il gruppo cercò
un nome, venne fuori col nome Yellowjackets, andò in studio e registrò il suo
primo album. Credo sia incredibile che il gruppo sia rimasto insieme così tanto,
lo credo veramente: credo che poche cose siano destinate a durare così a lungo,
pochissime band restano unite per così tanto tempo, è incredibile! C'è
indubbiamente del sangue forte dietro a tutto questo, una connessione molto
forte. Siamo rimasti buoni amici fino ad oggi, e suonare con questi ragazzi è
sempre una gioia! La musica degli Yellowjackets è ancora un po' troppo

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complessa per me, rispetto alla maniera naturale che ho di fare musica, che è
molto più spigliata. Io lavoro con forme più semplici, non uso musica scritta, la
uso raramente; loro hanno la loro tecnica, scrivono musica, la musica di Russ è
molto complessa: sono stato invitato a suonare ad alcuni loro spettacoli durante
gli anni (per due volte), e ragazzo, ci ho dovuto lavorare su quella musica prima
di salire sul palco! E faccio ancora errori! Perciò, la cosa migliore è che loro
facciano ciò che fanno ed io ciò che faccio, e che tutto vada bene! Sai, in effetti
abbiamo trovato altri modi di suonare insieme: Russ ha suonato su tutte le
registrazioni che ho fatto tranne una, Jimmy ha suonato dal vivo in tour con me
ed il mio gruppo... è proprio una bella associazione a lungo termine, ed è
meraviglioso avere degli amici musicisti così!1

A questa colorita testimonianza, si aggiunge quella del primo batterista del


gruppo, Ricky Lawson:

Prima degli Yellowjackets io e Jimmy Haslip ci


incontrammo lungo il vialetto che conduceva da Flora
Purim andando a sostenere le audizioni per la sua band,
ci presentammo, io sistemai la mia batteria nel
soggiorno di Flora, Jimmy sistemò il suo basso e lei,
mentre stava seduta mangiando su un divano, ci disse:
"Suonate!". Io e Jimmy ci guardammo e cominciammo
a suonare, e le piacque alla follia! Così ci unimmo alla
sua band, a quella è seguita la band di George Duke,
Jimmy ha fatto "Brother To Brother" di Gino Vannelli e così via... A un certo
punto credo che Robben e Jimmy si conoscessero e Rob volesse che Jimmy si
unisse a lui e alla sua band, e inoltre conosceva Russell, mentre Jimmy
conosceva me, così Jimmy disse a Robben: "Ho questo batterista!" e così ci
mettemmo assieme e cominciammo a fare da back-up band per Robben.
Facemmo un po' di concerti nell'area urbana: il Golden Bear, il Roxy;
suonammo lungo tutta la costa nord e sud perché Robben (come Russell) viene
dalla Bay Area, così suonammo là, alle spalle di Robben. Poi Gary Borman, che
è un manager di grande successo ora, entrò in contatto con alcune persone
credo della Record Plant: loro avevano alcune macchine per la registrazione
digitale ed accadde che ci invitarono a venire a suonare da loro, per registrare su
1 Yellowjackets, 25 (DVD), Heads Up International, 2006, HUCD 3112 (sez. Interviste)

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quelle macchine, in modo da provarle. Così facemmo la nostra demo, con
l'accordo che avremmo ottenuto i nastri, Gary li portò a Tommy LiPuma che
allora era uno dei ragazzi più importanti alla Warner Bros., lui li ascoltò e un
mese più tardi avevamo un contratto discografico come Yellowjackets, mentre
Robben aveva ancora il suo contratto con l'Elektra; noi lo rendemmo lo stesso
una parte del gruppo perché era ed è uno dei fratelli, e così facemmo la nostra
demo, ottenemmo un contratto e il resto è storia. Jimmy, Russell ed io eravamo
davvero buoni amici, ci piaceva stare assieme e suonare assieme, e abbiamo
semplicemente deciso di farlo, e ciò che successe col nome Yellowjackets fu che
avevamo una certa quantità di nomi (da 50 a 100) su un pezzo di carta, Jimmy
cominciò a leggerli e quando disse "Yellowjackets", fu quello che emerse, nel
senso che si tratta di un piccolo insetto (Yellowjacket è il termine americano che
si usa per indicare una specie di vespa, ndr), molto potente, molto energetico, che
in queste qualità descrive ciò che rappresentavamo: un piccolo gruppo,
energetico, con molto colore e quando dicemmo questo nome risaltò subito,
davvero fu come se risuonasse nell'aria, e così fu il nome che scegliemmo per il
gruppo.

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Il primissimo album degli Yellowjackets (dal titolo omonimo, ndr) fu un prodotto
dell'entusiasmo, perché stavamo conducendo il nostro progetto personale,
facendo ciò che volevamo per quanto riguardava la musica e le composizioni, e
questo era una vera benedizione: avevamo uno dei più grandi produttori di jazz
a quel tempo, Tommy LiPuma, e uno dei più grandi ingegneri del suono a
registrarlo, Al Schmitt, e poi c'era un altro gentiluomo di cui non ricordo il
nome... ma stava succedendo, eravamo entusiasti, pronti ad andare, e poi
avevamo suonato durante i concerti molta della musica che in seguito
registrammo, perciò si trattava solo di suonarla, sai, e non era proprio un grande
scoglio per noi, perché comunque l'avevamo suonata per così a lungo! La parte
dura fu produrre il secondo album ("Mirage A Trois", ndr) perché non hai tutto
quel tempo che hai avuto per il primo, per il quale avresti potuto scrivere brani
per 5 anni: al secondo album devi scrivere buone canzoni come se avessi avuto 5
anni per farlo, mentre in realtà hai avuto solo 6 mesi, perché è quello il tempo
che era intercorso tra i due dischi. Ma quel primo album era andato veramente
alla grande e avevamo un sacco di gente eccezionale che ci aiutò ad assemblare
il secondo, e così ci riuscimmo, eravamo pronti! Non c'erano così tanti session
players a prendere parte a quelle registrazioni, perché dovevamo riprodurre
quella roba dal vivo, ma uno di quelli veramente in gamba era un percussionista,
Paulinho Da Costa. Avevamo fatto molte registrazioni insieme, ed eravamo
veramente molto amici: una persona veramente meravigliosa, e sono stato
capace di tirarlo dentro alla situazione. È stato piuttosto intenso, nel senso che
eravamo noi a dover fare il disco, poi portavamo dentro questi ragazzi giusto per
dare un sapore, rendendolo assai diverso da una situazione come quella di
gruppi come gli Steely Dan, per esempio, dove ci sono tutti questi session players...
Eravamo una band e dovevamo restare tale, ma abbiamo chiamato Paulinho
perché era un eccellente sapore aggiunto, e un meraviglioso percussionista. Noi
sappiamo, in quanto band e come individui, che se qualcuno porta qualcosa al
tavolo non sta cercando di avere la meglio o di scompigliare tutto: sta cercando
di migliorare quella cosa, perciò noi diciamo "Ok, che cos'hai?", e anche se non
dovessimo usarla, la potremmo usare da qualche altra parte. Per questo andava
tutto bene, abbiamo sempre avuto quell'attitudine a lasciare il nostro ego alla
porta, stavamo solo cercando di suonare e di divertirci insieme, così non
abbiamo mai avuto dispute di un certo tipo, facevamo quello che era meglio per
il gruppo e questo andava bene per tutti. Come unità tutti avevano qualcosa da
portare al tavolo: Russ ha un'incredibile concetto armonico e accordale, e tra lui

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e Jimmy alcune delle melodie e strutture armoniche possono deviare un po' per
la tangente, perciò il mio lavoro era quello di ritirarle dentro e renderle musicali,
accessibili a chiunque, non solo a veri musicisti ma anche a gente a cui piaccia
semplicemente ascoltare della buona musica, e di solito ai ragazzi piaceva quello
che facevo. Se non piaceva, semplicemente muovevo le cose un po' qua e là o
optavo per qualunque cosa facesse al caso: non è mai diventato un "Io voglio
fare questo, io voglio fare quell'altro...", non è mai stato questo, perché ci
amiamo troppo come individui per arrivare a quel punto. Come ho già detto,
avevamo cura l'uno dell'altro, perciò, con questo in mente, qualunque cosa
stessimo per fare, ci chiedevamo prima che effetto avrebbe avuto sull'altra
persona. E questa era una delle cose belle a proposito dell'essere nella band, che
tutti avevano cura dell'altro, e questo veniva fuori nella musica! Sono veramente
stato fortunato nell'incontrarli, come individui e come musicisti, e loro sono
davvero stati una benedizione per me e la mia famiglia, e per molte altre
persone là fuori, e questo merita un elogio, perché molti ragazzi non si prendono
del tempo per tutto questo, perciò li ringrazio per tutto ciò che hanno fatto per
me e per le persone a cui voglio bene. Ragazzi, vi amo!2

Dunque, alla volta del 1983, il gruppo aveva già pubblicato i suoi due primi
album, e stando alle parole del bassista Jimmy Haslip, l'ultimo gli aveva fruttato
una nomina al Grammy, cosa che li motivò molto quando il chitarrista Robben
Ford lasciò definitivamente la band, per inseguire la propria carriera da solista (il
Grammy non fu poi vinto da loro)3. Dopo essersi presi una breve pausa per
seguire altri progetti, si riassemblarono in tempo per il Playboy Jazz Festival nel
1984, aggiungendo ancora una volta il percussionista Paulinho Da Costa, e
questa volta il loro nuovo frontman, il sassofonista Marc Russo4.

Direttamente prima di essere negli Yellowjackets — racconta il sassofonista —


ero con i Tower Of Power, e ancora prima, avevo fatto il mio ingresso ufficiale
nell'industria della musica con Narada Michael Walden; lui stava uscendo dal
suo periodo "fusion", aveva un paio di hits R&B e stava cercando un giovane

2 Ibidem
3Yellowjackets, New Morning - The Paris Concert, in-akustik GmbH & Co. KG, 2009, INAK 6470-2 DVD (sez.
Soundcheck Sketches)
4 Cfr. http://www.yellowjackets.com/biographies/bio.php?id=1 [Yellowjackets History], ultima consultazione
03/08/2014

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sassofonista: credo che quello che intendesse
con questo fosse di trovare qualcuno che
lavorasse a basso prezzo! Sono stato
abbastanza fortunato da ottenere l'ingaggio
con lui, e quando sono tornato dal tour, ho
cominciato a lavorare con i Tower Of Power.
Era un sogno che si avverava, e quando ho
avuto l'ingaggio ho pensato: "È fatta, adesso
sono a posto!", poi ho incontrato Russell e
Jimmy e, in effetti, decidermi è stata un'agonia!
Arrivò il momento in cui dovetti scegliere se
restare con i T.O.P. o unirmi agli Yellowjackets,
e penso che feci la scelta giusta, perché ho
vissuto il momento migliore della mia vita suonando con loro, e lo penso tuttora.
La mia prima impressione degli Yellowjackets fu: "Sono un po' fuori dalla mia
portata, qui!". Era bello, perché venendo dalla scena musicale della Bay Area di
San Francisco, avevo fatto molte cose diverse, dal suonare ai matrimoni, alle
funk bands, alle cover bands oltre che suonare poi come ho detto con i T.O.P., e
quando per la prima volta mi sono unito agli Yellowjackets e ho visto il livello di
musicalità e l'intensità con cui suonavano ho pensato: "Cavolo, qui devo
mettermi d'impegno!". La prima prova è stata un concerto vicino a casa mia,
per me era incredibile, era davvero grandioso, stimolante, entusiasmante, molto
piacevole musicalmente e una grande occasione per imparare! Penso che gli
elementi chiave del successo degli Yellowjackets e del loro sodalizio duraturo
siano stati ovviamente Russell e Jimmy, che sono lì fin dall'inizio, poi il desiderio
costante di creare, la voglia di continuare a crescere, la pazienza necessaria per
trattare con diverse personalità e con il modo in cui la gente interagisce, ed
infine il voler continuare a farlo: gli elementi chiave nel tenere unita qualunque
band, probabilmente, sono proprio la pazienza e la perseveranza! Avevamo uno
scherzo che girava tra di noi: qualcuno veniva fuori con un accordo, una frase
musicale, o un'idea, e noi dicevamo: "Dalla a Russell e ci farà un brano!", e così
succedeva! Chi aveva tirato fuori l'idea iniziale poteva dire di aver almeno
collaborato a quel brano! Ma quella situazione si sviluppò: all'inizio, molti brani
erano stati scritti da Russ, poi cominciammo a provare insieme: a volte poteva
essere un brano completo che qualcuno scriveva e consegnava ai membri della
band (e allora lo si suonava e magari si faceva qualche cambiamento), altre volte

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poteva essere un brano come "Oz" (dall'album "Politics", ndr), che è stato
costruito senza che ci fosse qualcuno a metterlo per iscritto prima, o a prendere
un'idea portandola a casa per lavorarci su. È stato molto divertente, ed è così che
si è evoluto il tutto per un certo periodo: cominciavamo a provare, qualcuno
portava un'idea, ci lavoravamo su e venivamo fuori con un bel brano,
nonostante in definitiva fosse Russ a portare i brani migliori!

Si trova raro che molte band stiano insieme per un lungo periodo di tempo, o lo
si pensa, perché di solito la curva d'interesse del mercato nei loro confronti è
piuttosto breve, ma, se ci pensi, ci sono gruppi come gli Aerosmith o gli Stones
nel mondo del rock&roll, e nel mondo del jazz, la band di Pat Metheny è più o
meno rimasta insieme, la band di Count Basie suona ancora più o meno
interamente sotto un altro leader, mentre con gli Yellowjackets i membri sono

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cambiati come in molti altri casi: tutto sommato è abbastanza raro che una band
resti unita per sempre, voglio dire, ora lavoro con i Doobie Brothers e sono
rimasti assieme per 35 anni, anche se ogni tanto c'è stato un cambio... e, non lo
so, credo che la cosa più difficile a proposito sia il fatto di mantenere coesa
un'unità dove si va d'accordo, e non si diventa indisposti gli uni verso gli altri,
probabilmente è questo il motivo per cui sembra così strano il fatto che una
band resti unita. Quando ho lasciato la band, ho pensato: ”Che cosa ho fatto...":
è stata davvero molto dura, non è stata una decisione facile! La situazione dietro
tutto questo per me era: eccesso di lavoro e mio figlio che, a 3 anni, si era
gravemente ammalato e, ironicamente, tutto questo è successo proprio in un
periodo in cui la band non avrebbe potuto suonare meglio! Avevamo appena
finito di suonare in Europa e scendere dal palco non era mai stato così bello, era
grandioso, sentivo come se avessimo appena cominciato a tracciare la nostra
strada, e non ho avuto alcun problema con i ragazzi o altro, ho solo deciso:
"Devo tagliare: terrò i miei ingaggi pop con Kenny Loggins e Huey Lewis e
starò a casa, guardando mio figlio crescere". In retrospezione, probabilmente
non è stata la migliore scelta che avrei potuto fare, ma mi ha fatto capire ed
apprezzare gli Yellowjackets molto di più quanto avrei fatto se fossi rimasto, e
ripeto, è stato molto difficile per me e so di essere uscito così, all'improvviso, di
averli lasciati persino disorientati, il che mi ha fatto sentire veramente male, in
quel momento. Alla fine penso sia stata davvero una buona scelta, penso che
Bob (Mintzer, successivo sassofonista degli YJ, ndr) sia il partito perfetto per un
gruppo del genere: è un musicista incredibile, io non sono mai stato davvero un
jazzista, sai, mentre loro avevano sempre desiderato andare verso quella
direzione straight-ahead, e quando Bob è entrato in scena ho semplicemente
pensato che fosse il compagno perfetto per loro, che hanno continuato con la
loro musica a crescere, mentre io non vedo l'ora che esca il prossimo album degli
Yellowjackets per essere il primo a comprarlo! Mi tengo in contatto con questi
ragazzi almeno un paio di volte all'anno, ma spesso di più: chiamo per sentire
cosa fanno e così via... Io, Will (Kennedy, batterista successivo a Ricky Lawson e
attuale batterista, ndr), Russ e Jimmy abbiamo suonato assieme un paio di anni fa
ad un concerto di beneficenza che tengo ogni anno ed è stato come indossare il
mio vestito preferito: è così naturale e bello suonare con loro, entri veramente in
contatto con il sound e il feeling degli Yellowjackets, che non ti lascia mai, è stato
davvero molto divertente! Credo che sia molto importante che la gente sappia
che c'è ancora una buona relazione, perlomeno per quello che ne so, tra tutti:

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voglio dire che ogni tanto mi capita di incontrare Rob (Robben Ford) o Ricky
(Lawson, ndr) e passiamo sempre dei bei momenti divertendoci, abbiamo cari
ricordi del tempo passato assieme. Uno degli elementi più importanti che credo
di avere appreso, l'ho imparato dopo aver lasciato gli Yellowjackets: al momento,
stavamo lavorando molto ed io stavo facendo molte altre cose, ed in una
situazione simile pensi semplicemente ad andare dal punto A al punto B al
punto C, di andare di volata dal primo all'ultimo, ma nel periodo che ho passato
a riflettere ciò che ho imparato è che la loro musica è davvero bella e stimolante,
e che talvolta non realizzi quanto una cosa che hai sia grande o quanto sia
divertente finche ci sei nel mezzo e tutto ciò che ci vuole, dopo un po', è fare un
passo indietro, osservare quella cosa, e dire: "Aah!!..". Mi sento sempre a casa,
con loro!5

Nel frattempo, come già accennato, gli Yellowjackets avevano attraversato un


altro cambiamento, come ci racconta il batterista Will Kennedy:

Io e Marc Russo, il primo sassofonista nella


band, siamo della stessa area, nel nord della
California, a Oakland. Quando seppe che
Ricky Lawson sarebbe stato impegnato per un
po' in tour con Lionel Ritchie, decisero di
provare a prendere qualcuno che potesse
sostituirlo nella band, questo fu nell'85, allora
ero un giovane di 25 anni. Il tempo di Ricky
con Lionel si estese a un po' di tempo in più con
Michael Jackson, e fu allora che i ragazzi della
band decisero di prendermi in disparte per un
attimo e chiedermi se volessi unirmi a loro.
Questa fu un'opportunità da sogno per me,
avevo ascoltato la band fin dalle loro prime
registrazioni, e cercare inserirmi in un'opportunità come questa, mettendosi nei
panni di Ricky Lawson, era un'esperienza pazzesca, ero semplicemente
sconvolto, e desideravo solo di fare il meglio che potevo per la band! Questa era
una delle cose meravigliose in proposito: mi volevano per ciò che avevo da dire
dietro alla batteria! Era un ingaggio da sogno per un batterista, perché si doveva
5 Yellowjackets, 25 (DVD), cit. (sez. Interviste)

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essere a proprio agio con un sacco di differenti stili musicali, e non puoi
sperimentare altro che crescita positiva quando espandi la tua conoscenza di
quello che fai e di come questo completa la musica che stai suonando. Ci sono
molti musicisti oggi che in qualche modo sperimentano molto successo con poco
investimento sulla crescita in ciò che fanno, e non voglio dire che tutti siano così,
ma è semplicemente un fenomeno interessante del nostro tempo. In generale,
credo sia benefico, nel lungo termine, essere consapevoli di ciò che si fa, avere
una buona comprensione della propria arte, e io dovevo arrivare a quel punto,
come batterista, come musicista, come compositore, e c'è ancora molto da
imparare a proposito di queste cose, ma i Jackets sono stati un'ottima
opportunità per me di crescita, come uomo, come musicista e come autore. Sai,
quando hai gente come Bob o Russell, puoi facilmente dire: "Ok, uomo, vai
avanti per conto tuo e lasciami capire ciò che stai scrivendo, e sono sicuro che
andrà tutto bene!". Il fatto è che ci hanno incoraggiato, ci hanno dato il
benvenuto (e quando dico "ci", intendo a me, Marc Russo, Jimmy, e sono sicuro
anche al loro attuale batterista, Marcus Baylor). Tendo a separarci un po' da
Russell e Bob perché sono degli artigiani talmente incredibili, per così dire, nel
costruire e orchestrare una melodia: è davvero una forma d'arte in cui si sono
distinti molto. Ho parlato di un'atmosfera familiare, e noi avevamo sessioni di
scrittura "famigliari": qualcuno avrebbe portato la sua piccola idea nella forma
di una demo scritta, o registrata, e noi mettevamo semplicemente le nostre teste
assieme cercando di farne venir fuori qualcosa e di vedere se si adattava
all'album che ci accingevamo a fare. A volte eseguire i brani dal vivo prima che
venissero registrati è stato una grande risorsa, ed è stato molto divertente
ottenere la reazione del pubblico e farsi un'idea di come sarebbe stato il nuovo
materiale mentre lo si eseguiva. Come band, abbiamo stabilito spesso come
obiettivo di creare un'atmosfera di performance live in una registrazione, così
che non ci fosse una tale distanza tra ciò che si sentiva nel disco e ciò che si
vedeva durante il concerto. Questi sono più o meno i nostri obiettivi, le nostre
linee guida nel nostro approccio all'assemblare un disco. Abbiamo deciso di
stabilire il corso di ciò stavamo facendo, così da creare ed eseguire soltanto
musica che amavamo e non cercare di designare musica che fosse popolare, per
così dire... È stato un momento meraviglioso e una mossa coraggiosa da parte
nostra: non è la prima volta che viene fatta, c'è una lunga storia di autori e
bands che hanno stabilito il proprio corso e sono stati sinceri con sé stessi, noi
abbiamo solo raggiunto quel punto e deciso di fare allo stesso modo, ed è stato

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fantastico, è stato incredibile vedere il risultato, che fu di mantenere comunque
un contratto discografico, avere ancora dei fans che hanno continuato a seguirci
e a crescere con noi e avere l'opportunità di continuare a fare tour, andando là
fuori a suonare: è stato veramente forte! È stata una grande combinazione di
anime, per così dire, che ha dato movimento alla nostra band, e credo che i fans
che abbiano percepito la nostra sincerità, il nostro amore per ciò che facciamo e
il nostro impegno nel tirar fuori la migliore musica che potevamo al momento.
Vedendo le nuove registrazioni e come la band continua quella tradizione, è una
cosa meravigliosa constatare che alcuni musicisti sinceri danno il loro contributo
all'industria, e tirano fuori un po' di musica al meglio delle loro possibilità. Uno
dei momenti più memorabili per me fu gestire i viaggi: avevamo la meravigliosa
opportunità di andare in giro per il mondo per fare le nostre performances e a
volte è un'arte in sé stessa quella di comporre un tour e compilare assieme tutti i
dettagli di viaggio... una volta decidemmo di fare meno viaggi in aereo e più in
treno in Europa e a un certo punto puntammo i piedi e spingemmo perché il
nostro agente di viaggio, il management e la nostra casa discografica rendessero
le cose più agevoli per un tour in treno. Gli orari dei treni in Europa sono
davvero puntuali, e devi essere alla tua stazione al momento giusto, perché
altrimenti partiranno, e così siamo finiti in una situazione dove trasportavamo
dell'attrezzatura e dovevamo cambiare treno e fare delle scale, ed eccoci là a
trascinarci dietro tutti quei racks, attrezzatura da batteria e giocattoli: ci
ritrovammo a ridere cercando di trasportare tutta quella roba fino al prossimo
treno, pentendoci dell'idea dopo un po'. Abbiamo uno scherzo che va ancora
nella nostra band, specialmente se si è in studio: qualcuno potrebbe fare un lick,
o un bel solo, e noi usare la frase: "Sì, uomo, ecco il Grammy, proprio là!", e ci
siamo divertiti con questo, che era abbastanza in relazione con la nostra vincita
del Grammy (Jimmy è quello per le categorie di questo tipo, io penso solo:
"Abbiamo vinto un Grammy!", e mi dimentico in che categoria è, è stata quella
in cui Pat Metheny ha vinto 20.000 volte!) Quello è stato un altro elemento
interessante a proposito dell'essere nei Jackets, credo che il rispetto o la visibilità
che abbiamo avuto all'interno della nostra industria, i riconoscimenti e il
rapporto con i nostri pari siano stati una bella cosa davvero, vincere il Grammy
e camminare sul palco, e... oh, un'altra storia buffa! In effetti, non abbiamo
camminato proprio su quel palco, stavamo viaggiando, e, a proposito di relazioni
con i media: a volte quello che dici può essere estrapolato dal contesto e riferito,
comunicato, in maniera differente. Un certo giornalista che lavorava per un

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quotidiano, scrisse il titolo: "Troppo occupati per partecipare!", in riferimento ai
Grammy, mentre noi eravamo sommersi di lavoro... abbiamo visto quell'articolo
qualche giorno dopo, e ci abbiamo riso su! Uno di noi era stato intervistato
precedentemente a proposito dei Grammy e aveva detto: "Sì, ci piacerebbe
molto essere là, ma abbiamo un tour che ci vincola!" o qualcosa del genere, e
l'hanno presa come: "Oh, troppo impegnati per partecipare!", perciò è stato
davvero uno spasso... È stato davvero molto difficile per me lasciare gli
Yellowjackets, ma ho compreso che ogni cosa segue il suo corso, ogni cosa ha un
ciclo, e il mio tempo era arrivato. Ci è voluto un buon anno, il mio ultimo anno
con loro, per capirlo davvero a fondo, ma c'erano cose che avevo bisogno di fare,
nella mia carriera, e non potevo continuare a restare con loro e perseguire allo
stesso tempo quegli obbiettivi che mi ero fissato. Uno di questi era realizzare un
cd da solista: non c'era semplicemente abbastanza tempo nella giornata per
concentrarsi e creare qualcosa che mi rappresentasse completamente,
mantenendo allo stesso tempo la mia posizione nella band.

Adesso il 2006 è alle porte e non sono ancora riuscito a finirlo, ma ci sto
lavorando su, e mi sto divertendo moltissimo a comporlo e ad assistere alla sua
nascita, è come osservare un fiore che sboccia!

!18
Tornando ai Jackets, è stato molto difficile: molte emozioni mescolate, un fattore
emozionale incredibile, davvero, mentre mi staccavo da loro, ma siamo riusciti a
comprenderlo e abbiamo realizzato che sì, era giunto il tempo! È stata
un'esperienza molto positiva, c'era un'atmosfera davvero molto positiva con i
Jackets, e questo ci ha portato avanti!6

Come già detto dai protagonisti, un altro cambiamento era avvenuto nel
frattempo all'interno della formazione: il sassofonista Marc Russo aveva lasciato
la band e i Jackets erano divenuti un trio, ma alla volta del 1990, per il disco
"Greenhouse", si aggiunse come guest star il sassofonista Bob Mintzer, che di lì a
poco diventò membro ufficiale della band. «La nostra prima registrazione con
Bob è stata "Greenhouse", la quale venne pure nominata per il Grammy: in
totale, abbiamo avuto fino ad ora 14 nomine per il Grammy, e ne abbiamo vinti
due (uno nel 1986 — migliore registrazione strumentale R&B per "And You
Know That", dall'album "Shades" — e uno nel 1988 — migliore performance
Jazz Fusion per l'album "Politics", ndr)»7, racconta il bassista Jimmy Haslip. Con
Bob Mintzer, la formazione raggiunse l'apice della maturità e del successo,
trovando un proprio sound caratteristico, più vicino alle sonorità acustiche del
post-bop e del jazz moderno che a quelle fusion dei primi dischi (strada che
avevano già cominciato ad intraprendere con Marc Russo negli ultimi due
dischi: "Politics" e "The Spin"). La nuova formazione registrò anche uno dei
progetti di Bob Mintzer per la dmp Records, "One Music", uscito nel 1992,
considerato da molti "il grande album mancato degli Yellowjackets". "Live
Wires", dello stesso anno, cattura il gruppo in concerto con il neosassofonista al
comando. Entrambi questi album si contraddistinguono per l'incredibile qualità
audio e l'energia fresca e genuina che convogliano, sia nelle composizioni, che
risentono dell'apporto della maturità musicale di Mintzer, sia nelle perfomance,
energetiche ed esplosive ma precise e nitide. I due album a seguire, "Like A
River" e "Run For Your Life", riflettono l'interesse crescente per la band nel jazz
acustico straight-ahead. Con "Dreamland", il gruppo torna alla propria prima
etichetta, la Warner Brothers, per produrre quello che è considerato da molti il
proprio disco migliore8. "Blue Hats", del 1997, rappresenta un punto di svolta

6 Ibid.
7 Yellowjackets, New Morning - The Paris..., cit. (sez. Soundcheck Sketches)
8 Vedi anche http://www.allmusic.com/album/dreamland-mw0000175372 [Review by Jim Newsom], ultima
consultazione 05/08/2014

!19
sonoro e concettuale per il gruppo: si abbandonano molto i synthesizers (con
l'eccezione di qualche pad) in favore del piano, non si fa uso di loops e sequenze
preregistrate e non vengono chiamati session men esterni al gruppo. Soprattutto, i
brani stavolta nascono in maniera molto spontanea, durante delle jam svoltesi
nelle due settimane precedenti alle registrazioni e fissate su nastro DAT, che
costituiranno il terreno di base per lo sviluppo del disco. Il risultato è uno dei
dischi più pregevoli dal punto di vista acustico ed esecutivo, caratterizzato da
una qualità audio superba, grazie al supporto logistico dei compianti Sony
Studios di New York, dove è stato registrato.

Club Nocturne, uscito nel 1998, prosegue nella direzione più acustica
intrapresa, aggiungendo ai brani i talenti dei vocalists Kurt Elling, Jonathan
Butler e Brenda Russell. Questo album sarà anche il canto del cigno per William
Kennedy, che all'inizio del 1999, come già anticipato, lascia la band per seguire
altri interessi.

!20
Il batterista Peter Erskine si unisce al gruppo per la durata di un anno. Erskine
aveva suonato con Bob Mintzer su alcune delle registrazioni della sua big band e
del suo combo, perciò fu una cosa naturale che diventasse un membro della band.
Sfortunatamente, il calendario molto denso del batterista sarebbe entrato in
conflitto con quello della band, ed egli sarebbe partito entro la fine dell'anno
senza aver mai registrato un album col gruppo.

Agli inizi del 2000, gli Yellowjackets erano ancora una volta un trio, con Russell,
Jimmy e Bob che usavano differenti batteristi mentre continuavano ad andare in
tour durante l'anno: tra i batteristi con cui avevano allacciato un rapporto
continuativo c'erano Marcus Baylor e Terri Lyne Carrington. Per il 2000, il
gruppo vide anche un cambio del management, e il lungamente atteso (e
ritardato) secondo album solista di Jimmy Haslip, "Red Heat", fu rilasciato più
tardi durante l'estate.

!21
Nel 2001, la band rilasciò sotto etichetta propria l'album di svolta "Mint Jam",
registrato dal vivo al Mint di Los Angeles il 24 e 25 Luglio dello stesso anno, con
Marcus Baylor ora essenzialmente a tempo pieno batterista della band. Da
allora, i Jackets hanno firmato un contratto con l'etichetta Heads Up
International, e hanno con loro pubblicato gli album "Time Squared", "Peace
Round" (a tema natalizio), "Altered State", "25" (che festeggia il 25esimo del
gruppo con una doppia release cd/dvd da cui queste interviste sono tratte, ndr), e
"Lifecycle" (con la collaborazione del chitarrista Mike Stern).

Il 2010 porta grandi novità, prima tra tutte il ritorno del batterista Will
Kennedy: con lui il dream team torna alla ribalta e firma, lo stesso anno, un nuovo
contratto discografico con la Mack Avenue Records, collaborazione che dura
tuttora. Con loro, nel 2011, pubblicano l'album "Timeline", che celebra il
30esimo anniversario del gruppo, e che presenta anche, nel brano "Magnolia", il
ritorno di Robben Ford come special guest alla chitarra.

!22
Con la formazione quartetto storica (Mintzer, Ferrante, Haslip, Kennedy), il
gruppo torna in tour in tutto il mondo.

Ma non passerà molto tempo che il bassista Jimmy Haslip annuncerà di volersi
prendere una pausa, poi confermata come permanente, per focalizzarsi su altri
progetti e passare più tempo con la propria famiglia. A sostituirlo sarà il bassista
Felix Pastorius (figlio del più famoso Jaco), con cui il gruppo rilascerà l'album "A
Rise In The Road", nel 2013, prodotto dai tre elementi restanti della formazione
storica. Attualmente il gruppo è in tour con quest'ultima formazione.

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Vivere nella band

Quella che segue è una raccolta di brevi commenti registrati durante delle
interviste alla band a proposito della vita al suo interno.

Sul nome Yellowjackets:

Il nome Yellowjackets è la storia dietro lo il nome stesso, e sai, non è una storia
molto stravagante. Nel 1980 c'erano molti cambiamenti sulla scena musicale e la
musica punk era molto popolare, la band è sempre stata una band sperimentale
e penso che Yellowjackets sia un tipo di nome sperimentale, con un significato
ampio, aperto. In effetti, aveva a che fare con l'insetto, che fa parte della famiglia
delle vespe (wasps): ci sono le hornets, ci sono le black wasps e ci sono le yellowjackets,
e sono tutte parti di una stessa famiglia di insetti. Comunque, ecco da dove viene
fuori il nome. Sia Russell che io praticavamo degli sports, stando con diversi
team sportivi e crescendo con loro abbiamo sempre avuto una mascotte, nei
team di pallacanestro c'erano i Bobcats, i Wildcats, le Panthers, tutti i diversi tipi
di nome, perciò penso che Yellowjackets sia cascato dentro quel motif, dove noi lo
vedevamo come un'unità, un gruppo o un team sportivo, e noi siamo là fuori sul
palco a comunicare, a suonare insieme e ad improvvisare, proprio come in un
team di pallacanestro o di hockey. Questa band ha presentato una sfida
definitiva per me, nella mia carriera musicale, che abbraccia ora una quarantina
d'anni circa, e apprezzo così tanto il fatto di farne parte.9 — Jimmy Haslip —

Sul processo creativo e lo spirito di gruppo:

Devi arrenderti quando porti una canzone agli Yellowjackets, perché nel
processo in cui ognuno ci mette le mani sopra cambierà, questo è il fatto.10 —
Bob Mintzer —

9 Yellowjackets, New Morning - The Paris..., cit. (sez. Soundcheck Sketches)


10 Yellowjackets, 25 (DVD), cit. (sez. Interviste)

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Per trarre davvero il massimo da un'atmosfera collaborativa come questa, devi
lasciar andare ogni cosa.11 — Jimmy Haslip —

Devi arrendere le tue idee ed essere disposto ad abbandonare il modo in cui


pensi che tutto dovrebbe andare, devi in un certo senso rinunciare al controllo.12
— Russell Ferrante —

Se scrivo un brano, per esempio, ne farò una registrazione dimostrativa, e sai, si


lavora duramente per ottenere una bella linea di basso, e un buon groove di
batteria e questo e quello, e alla fine presenti con orgoglio la tua demo alla band,
e allora, appena cominciano a suonare, se ne va tutto fuori dalla finestra...13 —
Russell Ferrante —

La pagina che metti sul leggio non è per niente il prodotto finito, è solo un
modello o una bozza, e allora, non è più il tuo pezzo, diventa come dire
proprietà della band e andrà dovunque vuole: devi arrenderti davanti a questo
fatto, e ci vuole giusto un attimo... ci ho messo un po' all'inizio, ma poi ho
pensato che la direzione che prendevano certi brani in questo modo era forte,
suonavano come brani degli Yellowjackets!14 — Bob Mintzer —

Gli Yellowjackets, per quanto ne so, sono una delle poche band di sempre che
sono state una compagnia fin dall'inizio, dove ognuno è un membro equo, non
c'è mai stato un leader e c'è una filosofia impostata che fa funzionare tutto ciò
molto bene.15 — Bob Mintzer —

11 Ibidem
12 Ibidem
13 Ibidem
14 Ibidem
15 Ibidem

!25
Sulle influenze musicali:

Gruppi come i Weather Report, o gli Steps Ahead, o la Mahavishnu Orchestra,


gli Head Hunters di Herbie Hancock, Miles ovviamente, quello elettrico, tutti
questi gruppi costituiscono influenze principali sul modo in cui approcciamo la
musica.16 — Jimmy Haslip —

Sono un prodotto degli anni '60 e '70, era allora che ascoltavo intensamente
musica, voglio dire, più allora che ora, ed era musica R&B. Sono cresciuto a San
Jose, così c'era l'R&B e poi ho amato il jazz e sono cresciuto suonando in chiesa
(mio padre era il direttore del coro), perciò sentivo musica gospel, inni, e tutta
quella roba...17 — Russell Ferrante —

Sui rapporti con le case discografiche:

Quando mi sono unito agli Yellowjackets non c'era questa natura invadente nelle
relazioni delle case discografiche con la band. Semplicemente, la band pensava a
un programma, un concetto musicale, magari una direzione, assemblavamo la
musica, andavamo e la registravamo, ci lavoravamo su duramente, e alla fine
venivamo fuori con una sorta di prodotto finito che passavamo alle case
discografiche, e penso che il banco di prova o l'accordo fin dall'inizio fosse che
gli Yellowjackets sono sempre stati un gruppo autoprodotto, e sai, venivamo
fuori con qualcosa che aveva molta integrità artistica, e avrebbe certamente
suonato in maniera originale.18 — Bob Mintzer —

La maggior parte delle compagnie discografiche ha rispettato ciò che abbiamo


fatto, ha fornito piccoli suggerimenti e a volte ci ha esercitato un po' di pressione,
ma siamo stati capaci di fare proprio ciò che facciamo, e li abbiamo soddisfatti.
Li ascoltiamo, li rispettiamo, ma se c'è qualcosa che non va, sai, come gruppo
prendiamo una posizione.19 — Russell Ferrante —

16 Ibidem
17 Ibidem
18 Ibidem
19 Ibidem

!26
Sull'essere nella band:

Essere ancora negli Yellowjackets, 15 anni dopo il mio ingresso, in un certo


senso mi sorprende, in un altro non mi sorprende affatto perché è la band che
ho sempre cercato, dove puoi semplicemente essere te stesso, dove non c'è un
leader, dove puoi portare idee al tavolo e vengono discusse sensatamente e ciò
costituisce un vero sforzo di collaborazione, molto divertente, ed è qualcosa che
posso vedermi fare per molto, molto a lungo.20 — Bob Mintzer —

Per me essere in una band del genere è un'esperienza davvero nuova, dal
momento che prima di unirmi ai Jackets facevo molta attività come sideman
suonando al fianco di molti artisti diversi, e questo era godibile, molto
interessante; ma l'essere con gli Yellowjackets mi ha dato più di una possibilità
per essere coinvolto a tutti i livelli: la produzione, l'arrangiamento, lo scrivere e
anche il collaborare coi ragazzi per creare qualcosa.21 — Jimmy Haslip —

Ecco cosa vuol dire essere negli Yellowjackets: è per gente che ha parità di
parola, voglio dire, abbiamo diversi ruoli, e a volte qualcuno prenderà la guida,
se è un brano di Bob, sarà lui a dirigerlo, e così via...22 — Russell Ferrante —

Russ mi aveva mandato una lista di musica con una registrazione e delle parti, e
quando ci ho dato un'occhiata, ho detto: "Dio mio, ti ringrazio dell'opportunità,
ma non so se sono il ragazzo per questo!", voglio dire, ho guardato la musica e...
sai, una cosa a proposito degli Yellowjackets è che ci sono delle cose molto
intricate sullo sfondo, ma ciò che si percepisce è un unico pezzo musicale,
tuttavia quando l'ho guardato c'erano 5, 6 o 7 differenti sezioni e io mi chiedevo:
"Man, come le unisci tutte assieme?", perché non suona in quel modo quando lo
ascolti, sai, è semplicemente bella musica!23 — Marcus Baylor —

20 Ibidem
21 Ibidem
22 Ibidem
23 Ibidem

!27
Sui membri della band:

Marcus Baylor, il più recente membro della band, nonostante sia in quest'ultima
da soli 8 anni, è un'incredibile batterista! É un ragazzo meraviglioso e molto
molto responsabile, si prende veramente cura degli affari ed è un musicista
fantastico e un'anima integra. Bob è per me è un uomo incredibile ma è anche
un musicista straordinario perché suona così tanti strumenti diversi e tutti molto
bene: suona tutti i sassofoni, tutti i clarinetti, l'EWI (strumento a fiato elettronico
della Akai, ndr), è un maestro nella composizione, un arrangiatore, ha una sua
big band da più di 20 anni, ha un Grammy come leader di quest'ultima, ed è un
meraviglioso collaboratore. Ho imparato molto standogli vicino sul palco. Russ è
il mio fratello in anima, siamo stati insieme per 29 anni, è stato il mio insegnante
per quanto riguarda l'armonia e la composizione, abbiamo scritto moltissimi
brani assieme, è un incredibile pianista ed un fantastico compagno e socio nella
band, siamo molto amici da moltissimi anni, ci piace suonare insieme, ed è
proprio un persona stupenda con cui passare il proprio tempo: sono davvero in
paradiso!24 — Jimmy Haslip —

24 Cfr. Ibidem e Idem, New Morning - The Paris..., cit. (sez. Soundcheck Sketches)

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Discografia

Riportiamo qui di seguito una tavola sinottica di tutti gli album pubblicati del
gruppo, ad esclusione delle compilations:

Artista Titolo Anno

Yellowjackets Yellowjackets 1981

Yellowjackets Mirage A Trois 1983

Yellowjackets Samurai Samba 1985

Yellowjackets Shades 1986

Yellowjackets Four Corners 1987

Yellowjackets Politics 1988

Yellowjackets The Spin 1989

Yellowjackets Greenhouse 1991

Bob Mintzer One Music 1992

Yellowjackets Live Wires 1992

Yellowjackets Like A River 1993

Yellowjackets Run For Your Life 1994

Yellowjackets Dreamland 1995

Yellowjackets Blue Hats 1997

Yellowjackets Club Nocturne 1998

Yellowjackets Mint Jam 2001

Yellowjackets Peace Round: A Christmas Celebration 2003

Yellowjackets Time Squared 2003

Yellowjackets Altered State 2005

Yellowjackets Twenty Five 2006

Yellowjackets Lifecycle 2008

Yellowjackets Timeline 2011

Yellowjackets A Rise In The Road 2013

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Riportiamo invece, qui di seguito, l'elenco degli album sopracitati in dettaglio:

Yellowjackets
Yellowjackets

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 3573-2
Anno di rilascio: 1981

Produttore/ori: Tommy LiPuma


Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Ricky Lawson, batteria. Con:
Robben Ford, chitarra; Lenny Castro, percussioni; Paulinho Da Costa,
percussioni; Bobby Lyle, piano in "Sittin' In It"; Roland Bautista, chitarra in
"Sittin' In It"; Larry Williams, sax tenore e flauti; Jerry Hey, tromba e flicorno
(solo di flicorno in "The Hornet"); Ernie Watts, sax tenore in "Matinee Idol";
Bill Reichenbach, tromboni; Gary Herbig, sax tenore e flauto; Kim Hutchcroft,
sax tenore e baritono.

Track List:

1. Matinee Idol {Russell Ferrante} [5:13]


2. Imperial Strut {Russell Ferrante} [5:33]
3. Sittin' In It {Ricky Lawson/Bobby Lyle} [5:13]
4. Rush Hour {Russell Ferrante/Robben Ford} [5:19]
5. The Hornet {Jimmy Haslip/Russell Ferrante} [5:36]
6. Priscilla {Jimmy Haslip/Robben Ford/Chris Palmaro} [5:17]
7. It's Almost Gone {Russell Ferrante} [6:01]

Note: L'album fu una delle prime registrazioni digitali del suo tempo.

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Yellowjackets
Mirage A Trois

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 23813-2
Anno di rilascio: 1983

Produttore/ori: Tommy LiPuma


Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Ricky Lawson, batteria. Con:
Richard Elliot, Lyricon, sax in "Man In The Moon"; Robben Ford, chitarra in
"Top Secret", "Goin' Home", "Man In The Moon", "Pass It On"; Mike Miller,
chitarra in "Elamar", "Man In The Moon", "Nimbus", "I Got Rhythm";
Paulinho Da Costa, percussioni; James Newton Howard, sintetizzatori; Randy
Crawford, Yolan Fischer, Max Gronenthal, Bruce Hornsby, Bill Labounty,
Brenda Russell, Marilyn Scott, Pauline Wilson, voce; Anthony McShear e Scott
Page, consulenti sequencer in "Claire's Song".

Track List:

1. Claire's Song {Ferrante} [5:11]


2. Top Secret {Ferrante/Haslip/Lawson} [6:11]
3. I Got Rhythm {G. & I. Gershwin} [4:34]
4. Pass It On {Ferrante} [6:15]
5. Goin' Home {Ferrante} [5:39]
6. Man In The Moon {Ferrante/Haslip} [4:38]
7. Elamar {Mike Miller} [4:11]
8. Nimbus {Ferrante} [4:46]

Note: Con quest'album gli Yellowjackets ricevono la loro prima nomina al


Grammy. Il più rimarchevole brano dell'album è probabilmente "Claire's Song",
che avrebbe anticipato il futuro suono del gruppo con i suoi elementi ritmici e
sequencers, e sarebbe diventato un favorito dal vivo.

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Yellowjackets
Samurai Samba

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 25204-2
Anno di rilascio: 1985

Produttore/ori: Tommy LiPuma &


Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Ricky Lawson, batteria acustica ed elettronica; Marc Russo, sax
alto. Con: Carlos Rios, chitarra; Michael Landau, chitarra; Paulinho Da Costa,
percussioni; Bobby Caldwell, Marilyn Scott, Paulinho Da Costa e Carl Caldwell,
voce; Bobby Caldwell, voce solista in "Lonely Weekend"; Paulo Da Costa Jr.,
voce in "Los Mambos".

Track List:

1. Homecoming {Ferrante} [5:14]


2. Deat Beat {Ferrante/Haslip/Lawson/Russo} [5:26]
3. Daddy's Gonna Miss You (Ferrante/Haslip/Lawson/Russo} [4:35]
4. Sylvania {Ferrante/Haslip/Lawson} [4:15]
5. Silverlake {Ferrante} [5:47]
6. Lonely Weekend {Ferrante/Curiale/Lawson/Caldwell} [4:23]
7. Los Mambos {Ferrante/Russo/Da Costa} [4:26]
8. Samurai Samba {Ferrante} [5:21]

Note: Grazie all'aggiunta del sassofonista alto/soprano Marc Russo (dalla


sezione fiati dei Tower Of Power), gli Yellowjackets guadagnarono una voce
riconoscibile e un front man fisso per il gruppo. Uno dei meglio conosciuti tra i
primi brani dei Jackets, "Homecoming", fa la sua comparsa come traccia
d'apertura del disco.

!32
Yellowjackets
Shades

Etichetta: MCA
Nº Catalogo: MCAD-5752
Anno di rilascio: 1986

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Ricky Lawson, batteria e
percussioni; Marc Russo, sax alto. Con: Paulinho Da Costa, percussioni; Bruce
Hornsby, fisarmonica in "Sonja Sanfonia"; Perri, voce in "Revelation".

Track List:

1. And You Know That {Lawson/Ferrante} [5:36]


2. New Shoes {Russo/Ferrante} [5:18]
3. One Family {Ferrante} [5:40]
4. Revelation {Ferrante/Perry} [5:13]
5. Oasis (Theme From The Film "Booby Trap") {Ferrante} [5:28]
6. Regular Folks {Ferrante} [5:03]
7. Black Tie {Ferrante} [5:46]
8. Sonja's Sanfonia {Haslip/Gable} [6:28]
9. Shades {Donald Fagen} [5:15]
10. Wildcats & Cougars {Haslip/Ferrante/Robben Ford} [5:35]

Note: Con quest'album gli Yellowjackets firmano un contratto con la MCA.


Notevoli sono il brano dal sapore gospel "Revelation" (diventato poi uno dei
favoriti dal vivo, specialmente per la chiusura concerti) e il brano
"Shades" (originariamente intitolato "Rough Stuff"25), scritto da Donald Fagen,
già co-leader degli Steely Dan. La traccia "And You Know That" vinse un
Grammy come migliore registrazione strumentale R&B nello stesso anno.

25 Cfr. http://www.yellowjackets.dds.nl, [Yellowjackets Fansite - FAQ], ultima consultazione 12/08/2014

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Yellowjackets
Four Corners

Etichetta: MCA
Nº Catalogo: MCAD-5994
Anno di rilascio: 1987

Produttore/ori: Yellowjackets & David


Hentschel
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi; Marc Russo, sassofono alto e soprano; William Kennedy, batteria e
percussioni. Con: Alex Acuña, percussioni; Bill Gable, violoncello e percussioni
in "Wildlife", voce in "Sightseeing"; Brenda Russell, Alex Acuña, Diana Acuña,
Bill Gable e Jimmy Haslip, voce in "Wildlife".

Track List:

1. Out Of Town {Ferrante/Haslip} [5:05]


2. Wildlife {Ferrante/Haslip/Acuña} [6:07]
3. Sightseeing {Ferrante/Haslip} [5:56]
4. Open Road {Ferrante} [3:40]
5. Mile High {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy/Gable} [4:15]
6. Past Ports {Ferrante} [5:34]
7. Postcards {Ferrante/Haslip} [5:32]
8. Room With A View {Ferrante} [4:32]
9. Geneva {Haslip} [2:29]
10. Indigo {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy} [5:30]

Note: Quest'album presenta alcune novità: prima di tutto, l'entrata del batterista
Will Kennedy che rimpiazza il precedente Ricky Lawson. Secondariamente, ma
non meno importante, i pezzi si fanno più complessi, con l'aggiunta di
poliritmie, dense sezioni di percussioni e influenze dalla world music, creando un
sound che per molto tempo sarà quello contraddistinguente del gruppo.

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Yellowjackets
Politics

Etichetta: MCA
Nº Catalogo: MCAD-6236
Anno di rilascio: 1988

Produttore/ori: Yellowjackets & David


Hentschel
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Marc Russo, sassofoni; William Kennedy, batteria. Con: Alex
Acuña, percussioni; Steve Croes, Synclavier.

Track List:

1. Oz {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy} [4:46]
2. Tortoise & The Hare {Ferrante/Haslip/Russo} [5:36]
3. Local Hero {Russo/Ferrante/Haslip} [4:41]
4. Galileo (For Jaco) {Haslip} [5:08]
5. Foreign Correspondent {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy} [5:44]
6. Downtown {Ferrante} [4:03]
7. Helix {Ferrante/Kennedy} [5:01]
8. Avancé {Ferrante} [5:21]
9. One Voice {Ferrante} [4:00]
10. Evening Dance {Ferrante} [5:12]

Note: In quest'album, le ultime quattro tracce presentano un suono decisamente


più acustico: c'è solo un delicato sintetizzatore sullo sfondo, uno stile che anticipa
gli album a seguire. La traccia "Galileo" è dedicata al bassista Jaco Pastorius, da
poco scomparso. La traccia "Local Hero", oltre che apparire qui al suo debutto,
apparirà in seguito anche in un album di un altro artista, come canzone
completa di testo, sotto lo stesso titolo, e più tardi, sempre come canzone (con
testo scritto e cantato da Michael Franks), nell'album "Live Wires" degli
Yellowjackets, sotto il nuovo titolo di "The Dream". "Politics" vinse il Grammy
Award nello stesso anno come miglior performance Jazz Fusion.

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Yellowjackets
The Spin

Etichetta: MCA
Nº Catalogo: MCAD-6304
Anno di rilascio: 1989

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi; Marc Russo, sassofoni; William
Kennedy, batteria e percussioni.

Track List:

1. Geraldine {Ferrante} [6:45]


2. The Spin {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy} [4:49]
3. Storytellers {Ferrante} [6:47]
4. Prayer For El Salvador {Ferrante} [6:03]
5. Whistle While You Walk {Ferrante} [5:16]
6. Enigma {Ferrante/Haslip} [4:49]
7. Dark Horses {Haslip/Ferrante/Barry Coates} [5:02]
8. Blues For Nikki {Russo} [4:20]
9. Medley: A Flower Is A Lovesome Thing {Billy Strayhorn}/
Hallucinations {Earl Bud Powell} [8:48]

Note: Con quest'album, i Jackets proseguono quanto cominciato con la fine


dell'album precedente, e per farlo viaggiano fino ad Oslo, in Norvegia, dal noto
ingegnere del suono Jan Erik Kongshaug (ben conosciuto per il suo lavoro con
l'etichetta ECM): il risultato è un sound acustico ancora più convincente, che
getterà le basi per il suono della maturità del gruppo. Il brano "Geraldine"
sarebbe diventato uno dei brani favoriti dal vivo. "The Spin" costituisce anche il
canto del cigno di Marc Russo, che di lì a poco avrebbe lasciato la band.

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Yellowjackets
Greenhouse

Etichetta: GRP
Nº Catalogo: GRD-9630
Anno di rilascio: 1991

Produttore/ori: Yellowjackets
C r e d i t i : Ru s s e l l Fe r r a n t e , p i a n o ,
sintetizzatori; Jimmy Haslip, basso; William
Kennedy, batteria. Con: Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto
basso, flauto contralto, EWI (Electronic Wind Instrument, della Akai, ndr); Alex
Acuña, percussioni; Steve Croes, Synclavier; Bill Gable, voce in "Invisible
People"; Stuart Canin, violino in "Freda". Orchestra in "Greenhouse", "Indian
Summer" e "Freda" arrangiata e diretta da Vince Mendoza.

Track List:

1. Freedomland {Ferrante} [6:15]


2. Greenhouse {Ferrante/Haslip} [9:03]
3. Seven Stars {Ferrante/Haslip/Kennedy} [7:42]
4. Indian Summer {Ferrante} [5:41]
5. Spirits {Bob Mintzer} [6:07]
6. Brown Zone {Steve Khan} [4:55]
7. Liam/Rain Dance {Haslip/Steve Croes/Ferrante} [6:34]
8. Invisible People {Ferrante/Haslip/Kennedy} [5:49]
9. Freda {Baker/Wynwood} [5:27]
10. Peace {Bill Gable} [3:23]

Note: La vera novità dell'album è rappresentata, oltre che dalla partecipazione


in molte tracce del plurisassofonista, arrangiatore e direttore di big band Bob
Mintzer (che al termine delle sessioni di registrazione entrerà ufficialmente a far
parte del gruppo), dalla partecipazione in alcuni brani di un ensemble
orchestrale diretto dal ben noto Vince Mendoza. Da segnalare anche il brano
"Freda", originariamente scritto ed eseguito come pezzo bluegrass per fidola.
L'album raggiungerà ben presto la posizione numero 1 nella Billboard Jazz Chart.

!37
Bob Mintzer
One Music

Etichetta: dmp
Nº Catalogo: CD-488
Anno di rilascio: 1992

Produttore/ori: Bob Mintzer & Tom Jung


Crediti: Bob Mintzer, sax tenore, clarinetto
basso, EWI; Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; William Kennedy, batteria; Don Alias, congas.

Track List:

1. One People {Mintzer} [4:13]


2. One Music {Mintzer} [6:40]
3. City Of Hope {Mintzer} [5:46]
4. Navajo {Kennedy/Haslip/Ferrante} [5:53]
5. Old Friends {Ferrante} [6:13]
6. Rich & Poor {Mintzer} [5:24]
7. Look Inside {Mintzer} [5:12]
8. The Big Show {Mintzer} [4:19]
9. The Song Is You {Kern/Hammerstein} [5:36]
10. The Challenge {Mintzer} [5:55]

Note: Chiamato da molti "Il grande album mancato degli Yellowjackets", pur
essendo un album solista di Bob Mintzer, presenta la formazione dei Jackets al
completo a sostenere solidamente le composizioni, perlopiù autografe. Un
album non facilissimo da reperire, e tuttavia consigliato per la freschezza e la
qualità delle performance e del suono.

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Yellowjackets
Live Wires

Etichetta: GRP
Nº Catalogo: GRD-9667
Anno di rilascio: 1992

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; William Kennedy, batteria; Bob
Mintzer, sassofono, clarinetto basso ed EWI. Con: Michael Franks, voce solista
in "The Dream"; Take 6, voci in "Revelation"; Brenda Russell and Marilyn
Scott, cori in "The Dream"; Paulinho Da Costa, percussioni; Steve Croes,
Synclavier; Vince Mendoza, arrangiamento archi in "Geraldine".

Track List:

1. Homecoming {Ferrante} [5:35]


2. Bright Lights {Bob Mintzer} [6:54]
3. The Dream {Franks/Ferrante/Haslip/Russo} [5:09]
4. Freedomland {Ferrante} [6:27]
5. Downtown {Ferrante} [4:53]
6. Claire's Song {Ferrante} [7:41]
7. Geraldine {Ferrante} [7:21]
8. The Spin {Ferrante/Haslip/Russo/Kennedy} [9:48]
9. Wildlife {Ferrante/Haslip/Acuña} [9:26]
10. Revelation {Perry/Ferrante} [6:27]

Note: In quest'album dal vivo, il vocalist Michael Franks aggiunge un testo a


"Local Hero" (da "Politics"), rinominata "The Dream". In seguito, ai Jackets si
unisce il supergruppo vocale Take 6 per un'ipercarica versione di "Revelation".
In generale, tutti i brani beneficiano di un nuovo e fresco apporto energetico,
arrangiamenti che si spingono oltre i limiti immaginabili, e una sonorità che,
oltre a rappresentare bene la gamma hi-fi del periodo, regge ancora molto bene
la prova del tempo.

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Yellowjackets
Like A River

Etichetta: GRP
Nº Catalogo: GRD-9689
Anno di rilascio: 1993

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi e voce; William Kennedy,
batteria; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto basso ed EWI.
Con: Nana Vasconcelos, percussioni e voce; Tim Hagens, tromba; Steve Croes,
Synclavier; Bill Gable, voce.

Track List:

1. Man Facing North {Ferrante/Haslip/Kennedy/Mintzer} [6:29]


2. My Old School {Ferrante/Haslip} [7:17]
3. River Waltz {Ferrante/Haslip/Kennedy} [6:01]
4. Dewey (For Miles) {Ferrante/Haslip} [5:42]
5. Memoirs {Mintzer} [6:21]
6. Azure Moon {Ferrante/Haslip} [6:04]
7. Sueños {Gable/Ferrante/Haslip} [6:38]
8. 1998 {Ferrante/Haslip/Kennedy} [7:01]
9. Sandstone {Ferrante/Haslip/Kennedy} [5:33]
10. Solitude {Ferrante} [5:05]

Note: Il brano "My Old School" diventerà uno dei favoriti durante i concerti,
mentre il brano "Dewey" è dedicato al compianto Miles Davis, scomparso non
molto tempo prima. Con questo album, il sound dei nuovi Jackets è ormai
compatto e definito, e il supporto logistico fornito dall'etichetta GRP (pioniera
della registrazione digitale), con cui sono ormai al terzo disco, è assai notevole.

!40
Yellowjackets
Run For Your Life

Etichetta: GRP
Nº Catalogo: GRD-9754
Anno di rilascio: 1994

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi e voce; William Kennedy,
batteria; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto basso ed EWI.
Con: Robben Ford, chitarra; Steve Croes, Synclavier; Judd Miller,
programmazione sintetizzatori.

Track List:

1. Jacket Town {Ferrante/Kennedy} [5:29]


2. Even Song {Ferrante/Haslip/Kennedy} [6:37]
3. Runferyerlife {Mintzer} [4:26]
4. The Red Sea {Mintzer} [5:48]
5. Muhammed {Ferrante/Haslip} [6:50]
6. City Of Lights {Ferrante} [7:00]
7. Sage {Mintzer} [5:07]
8. Ancestors {Mintzer} [5:03]
9. Wisdom {Ferrante/Haslip} [7:31]

Note: Il brano "Runferyerlife" è diventato negli anni un punto fisso durante le


performance dal vivo della band, e lo stesso vale per il brano "Jacket Town",
vero marchio di riconoscimento del gruppo.

!41
Yellowjackets
Dreamland

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 45944-2
Anno di rilascio: 1995

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi e voce; William Kennedy,
batteria; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto basso ed EWI.
Con: Chuck Findley, tromba in "The Chosen" e "Father Time", tromba e
trombone in "A Walk In The Park"; Luis Conte, percussioni in "The Chosen" e
"Small Town"; Bobby McFerrin, voce e percussioni in "Summer Song".

Track List:

1. The Chosen {Ferrante/Haslip} [4:59]


2. Blacktop {Ferrante/Haslip/Mintzer} [5:04]
3. Summer Song {Ferrante/Haslip} [6:38]
4. Small Town {Ferrante/Haslip} [6:33]
5. A Walk In The Park {Mintzer} [5:23]
6. Turn In Time {Ferrante/Haslip} [5:08]
7. Father Time {Mintzer} [4:47]
8. New Lullaby (For Gabriela) {Haslip/Ferrante} [4:32]
9. Dreamland {Kennedy/Haslip/Ferrante} [5:47]
10. Take My Hand {Kennedy/Ferrante} [4:32]

Note: Con quest'album, i Jackets tagliano molta della complessità degli album
precedenti per ritornare all'essenzialità, alla forma e alle strutture. Notevole è il
contributo fornito dal celebre vocalist Bobby McFerrin al brano "Summer
Song". Definitivamente, un album della maturità.

!42
Yellowjackets
Blue Hats

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 46333-2
Anno di rilascio: 1997

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi e voce; William Kennedy,
batteria; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto basso ed EWI.

Track List:

1. Capetown {Ferrante/Haslip/Kennedy} [5:38]


2. With These Hands {Ferrante/Kennedy} [6:58]
3. Prayer For Peace {Mintzer} [6:48]
4. Statue Of Liberty {Ferrante} [6:12]
5. Coal Minor Blues {Ferrante} [5:57]
6. Savanna {Ferrante/Haslip/Kennedy} [7:10]
7. New Rochelle {Mintzer} [6:10]
8. Coquimbo {Kennedy/Ferrante/Haslip} [4:33]
9. Angelina {Haslip/Ferrante} [7:15]

Note: Quest'album, composto principalmente in sede di prove, presenta il


quartetto senza elementi aggiunti e senza sovraincisioni in una delle migliori
prove fino a quel momento: il sound, rigorosamente live ed acustico, gode dei
contributi tecnologici forniti dai Sony Studios di New York, dove è stato
registrato. I brani sono ricchi di nuovi elementi poliritmici e ritmi africani forniti
dal batterista Will Kennedy, in particolare "Capetown" e "Savanna". Una delle
produzioni più significative dal punto di vista sonoro.

!43
Yellowjackets
Club Nocturne

Etichetta: Warner Brothers


Nº Catalogo: 47031-2
Anno di rilascio: 1998

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, bassi e voce; William Kennedy,
batteria; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano, clarinetto basso ed EWI.
Con: Kurt Elling, voce in "Up From New Orleans" e "All Is Quiet"; Brenda
Russell, voce in "Love And Paris Rain"; Jonathan Butler, voce in "Even The
Pain".

Track List:

1. Spirit Of The West {R. Ferrante} [5:09]


2. Stick_To_It_Ive_Ness {R. Ferrante} [5:34]
3. Up From New Orleans {B. Mintzer} [5:35]
4. The Evening News {R. Ferrante/W. Kennedy/B. Mintzer} [4:17]
5. Even The Pain {R. Page} [5:29]
6. Love And Paris Rain {R. Ferrante/W. Kennedy/B. Russell} [5:07]
7. The Village Church {R. Ferrante} [4:52]
8. Twilight For Nancy {R. Ferrante/J. Haslip} [5:26]
9. Automat {R. Ferrante/J. Haslip} [7:00]
10. All Is Quiet {B. Mintzer/K. Elling} [5:45]

Note: Quest'album rappresenta una svolta temporanea per il gruppo, che


prende una direzione più orientata alla musica vocale, impiegando i talenti dei
cantanti Kurt Elling, Brenda Russell e Jonathan Butler. Notevoli sono i brani
strumentali "Stick_To_It_Ive_Ness" e "The Village Church", dove gli incastri
ritmici tra piano, basso e batteria creano un tappeto sicuro e di rara solidità per
il solista. Ancora una volta, come nella tradizione della Warner Brothers, la
produzione è di ottima qualità. Questo fu anche l'album di commiato
(temporaneo) per il batterista Will Kennedy.

!44
Yellowjackets
Mint Jam

Etichetta: Yellowjackets Ent.


Anno di rilascio: 2001

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Bob Mintzer, fiati; Marcus
Baylor, batteria.

Track List:

1. Les Is Mo (Ferrante) [4:59]


2. Boomtown (Ferrante/Haslip) [5:35]
3. Motet (Ferrante/Haslip) [9:30]
4. Mofongo (Mintzer) [7:18]
5. Blues For KJ (Ferrante) [5:25]
6. Runferyerlife (Mintzer) [7:33]
7. Song For Carla (Mintzer) [5:37]
8. Tortoise And The Hare (Ferrante/Haslip/Kennedy/Russo) [7:26]
9. Mosaic (Mintzer) [6:28]
10. New Jig (Ferrante) [7:15]
11. Statue Of Liberty (Ferrante) [9:49]
12. Evening News (Mintzer) [6:54]

Note: Alla fine del 1999, una revisione aziendale all'interno della Warner
Brothers spazzò via il team creativo che aveva firmato la band. Un nuovo regime
era in carica. Con queste premesse e il mancato rinnovo del contratto, i Jackets
decisero di finanziare e produrre un disco in proprio: il risultato è Mint Jam, un
doppio CD registrato dal vivo al "Mint" di Los Angeles il 24 e 25 Luglio 2001. Il
disco include 8 pezzi inediti più 4 riarrangiati; inoltre, questa è la prima
registrazione a presentare Marcus Baylor, entrato ufficialmente nel gruppo
l'anno prima. Notevoli tutte le perfomance e gli assoli estesi, in particolare in
"Motet" e nell'eccellente interpretazione di "Tartoise And The Hare", ancora
più intensa dell'originale.

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Yellowjackets
Peace Round: A Christmas
Celebration

Etichetta: Heads Up International


Nº Catalogo: HUCD 3090
Anno di rilascio: 2003

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso e sintetizzatori; Bob Mintzer, sassofono tenore e soprano; Marcus
Baylor, batteria. Con: Jean Baylor, voce in "The First Noel".

Track List:

1. Little Drummer Boy (Davis/Onorati/Simeone) [5:23]


2. Silent Night (Gruber/Mohr) [3:47]
3. Deck The Halls (Traditional) [5:20]
4. Have Yourself A Merry Little Christmas (Blane/Martin) [5:09]
5. Peace Round (Trad./Ritchie) [4:49]
6. The First Noel (Traditional) [5:49]
7. God Rest Ye Merry Gentlemen (Traditional) [4:52]
8. Oh Little Town Of Bethlehem (Brooks/Redner) [5:58]
9. Winter Wonderland (Bernhard/Smith) [3:16]
10. In A Silent Night (Gruber/Mohr/Zawinul) [3:33]

Note: Nonostante avessero già partecipato ad altre registrazioni a tema natalizio


per conto terzi, questa è la prima registrazione ufficiale a proprio nome del
gruppo, composta esclusivamente da brani della tradizione natalizia riarrangiati
per l'occasione. Il brano "The First Noel" presenta la voce di Jean Baylor (moglie
di Marcus), mentre "In A Silent Night" è un tributo al brano "In A Silent Way"
di Joe Zawinul, reso celebre da Miles Davis. L'album inoltre suggella l'inizio di
un nuovo rapporto discografico con la Heads Up International.

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Yellowjackets
Time Squared

Etichetta: Heads Up International


Nº Catalogo: HUCD 3075
Anno di rilascio: 2003

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Bob Mintzer, sassofono tenore e
soprano, clarinetti, flauto, EWI; Marcus Baylor, batteria e percussioni. Con: Jean
Baylor, voce in "Healing Waters".

Track List:

1. Go Go (Mintzer) [5:34]
2. Monk's Habit (Ferrante) [5:14]
3. Smithtown (Ferrante/Haslip) [5:19]
4. Healing Waters (Ferrante/Marcus Baylor) [6:12]
5. Time Squared (Mintzer) [6:47]
6. Gabriela Rose (Ferrante/Haslip) [4:56]
7. Sea Folk (Ferrante) [6:34]
8. V (Ferrante) [5:28]
9. Claire @ 18 (Ferrante) [5:26]
10. The Village Gait (Mintzer) [5:33]
11. My 1st Best Friend (Ferrante) [4:49]

Note: Questo è il primo album di inediti in studio con il batterista Marcus


Baylor, che firma anche il brano "Healing Waters", cantato dalla moglie Jean.

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Yellowjackets
Altered State

Etichetta: Heads Up International


Nº Catalogo: HUCD 3097
Anno di rilascio: 2005

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Bob Mintzer, sassofono tenore e
soprano, clarinetto basso, EWI; Marcus Baylor, batteria. Con: Michael Shapiro,
percussioni in "Suite 15" e "Hunter's Point"; The Perry Sisters, cori in "The
Hope"; Jean Baylor, voce solista in "The Hope".

Track List:

1. Suite 15 (Ferrante) [4:52]


2. March Majestic (Mintzer) [5:21]
3. The Hope (Haslip/Ferrante/Jean Baylor) [5:06]
4. Hunter's Point (Ferrante) [6:14]
5. Mother Earth (Mintzer) [4:44]
6. Youth Eternal (Haslip) [5:09]
7. Free Day (Marcus Baylor) [5:28]
8. Cross Current (Mintzer) [5:29]
9. Aha (Mintzer) [5:50]
10. 57 Chevy (Ferrante) [6:24]
11. Unity (Marcus Baylor/Mintzer) [5:29]

Note: La formazione col nuovo batterista, che contribuisce anche a due pezzi, è
al suo secondo album di inediti in studio. Tutto sommato, un disco di
transizione, che non ha lasciato dietro di sé pezzi memorabili.

!48
Yellowjackets
Twenty Five

Etichetta: Heads Up International


Nº Catalogo: HUCD 3112
Anno di rilascio: 2006

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Bob Mintzer, sassofono ed
EWI; Marcus Baylor, batteria.

Track List:

CD DVD

1. Revelation (Ferrante) [7:39] 1. My Old School (Ferrante/


2. Geraldine (Ferrante) [9:07] Haslip)
3. Jacketown (Ferrante/Kennedy) 2. The Red Sea (Mintzer)
[10:56] 3. Matinee Idol (Ferrante)
4. Sea Folk (Ferrante) [11:06] 4. Out Of Town (Ferrante/
5. Free Day (Marcus Baylor) Haslip)
[7:38] 5. Geraldine (Ferrante)
6. My Old School (Ferrante/ 6. Imperial Strut (Ferrante)
Haslip) [5:27] 7. Sea Folk (Ferrante)
7. Greenhouse (Ferrante/ Haslip) 8. Greenhouse (Ferrante/Haslip)
[11:09] 9. Time Squared (Mintzer)
8. RunFerYerLife (Mintzer) [9:40]

Note: Questo doppio packaging CD/DVD cattura la formazione con Marcus


Baylor al top della forma, in due concerti, rispettivamente al New Morning di
Parigi e al Naima Club di Forlì, Italia. Il DVD contiene anche una sezione di
interviste ai membri (passati e presenti) della band, da cui sono tratte molte delle
informazioni presenti in questo saggio.

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Yellowjackets Feat. Mike Stern
Lifecycle

Etichetta: Heads Up International


Nº Catalogo: HUCD 3139
Anno di rilascio: 2009

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy
Haslip, basso; Bob Mintzer, sassofono tenore e
soprano, clarinetti, EWI; Marcus Baylor, batteria. Con: Mike Stern, chitarra.

Track List:

1. Falken's Maze (Mintzer) [6:26]


2. Country Living (Haslip) [6:26]
3. Double Nickel (Stern) [6:44]
4. Dreams Go (Stern) [6:50]
5. Measure Of A Man (Ferrante) [7:35]
6. Yahoo (Mintzer) [4:54]
7. I Wonder (Mintzer) [6:02]
8. 3 Circles (Mintzer/Haslip/Baylor/Ferrante) [7:33]
9. Claire's Closet (Ferrante) [5:07]
10. Lazaro (Mintzer/Haslip) [5:16]

Note: Per quest'album il chitarrista Mike Stern si unisce alla band come special
guest in sette tracce, di cui ne firma due. Il sound generale risente del nuovo
arrivato e la band si mette subito al suo servizio, al punto da rendersi poco
riconoscibile. Definitivamente, sia prima che dopo, i Jackets hanno collaborato
con chitarristi con risultati più organici e godibili.

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Yellowjackets
Timeline

Etichetta: Mack Avenue Records


Nº Catalogo: MAC-1058
Anno di rilascio: 2011

Produttore/ori: Yellowjackets
Crediti: Russell Ferrante, tastiere; Jimmy Haslip, basso; Bob Mintzer, sassofono
tenore e soprano, clarinetto basso; Will Kennedy, batteria e tastiere; Robben
Ford, chitarra in "Magnolia"; John Daversa, tromba in "Tenacity" e "Like
Elvin".

Track List:

1. Why Is It (Mintzer) [5:07]


2. Tenacity (Mintzer) [6:10]
3. Rosemary (Kennedy) [4:57]
4. Timeline (Ferrante) [5:14]
5. Magnolia (Haslip/Ferrante) [4:39]
6. A Single Step (Ferrante) [7:08]
7. Indivisible (Ferrante) [5:25]
8. Like Elvin (Mintzer) [5:35]
9. My Soliloquy (Mintzer) [6:25]
10. Numerology (Ferrante) [5:59]
11. I Do (Ferrante) [6:01]

Note: Questa pubblicazione degli Yellowjackets festeggia i 30 anni insieme, con


lo storico batterista Will Kennedy di nuovo nella formazione, per un risultato al
top della forma. Le composizioni sono moderne, ricche di poliritmie e tempi
dispari, eppure il suono globale è rilassato, pieno e maturo. Numerosi sono i
riferimenti al periodo be-bop o post-bop (come in "Like Elvin", o "Tenacity”),
ma non si disdegnano nemmeno nuove avventurose incursioni in zone più
ritmicamente moderne ed inesplorate. Il disco ha forse bisogno di qualche
ascolto in più per essere apprezzato pienamente, ma rappresenta una garanzia
di qualità nel lungo termine. Uno dei dischi più maturi dei Jackets.

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Yellowjackets
A Rise In The Road

Etichetta: Mack Avenue Records


Nº Catalogo: MAC-1073
Anno di rilascio: 2013

Produttore/ori: Ferrante, Mintzer, Kennedy


Crediti: Russell Ferrante, tastiere; William
Kennedy, batteria e tastiere; Bob Mintzer,
sassofono; Felix Pastorius, basso; Ambrose Akinmusire, tromba in "Can't We
Elope", "An Informed Decision" e "An Amber Shade Of Blue".

Track List:

1. When The Lady Dances (Mintzer) [5:08]


2. Civil War (Mintzer) [5:48]
3. Can't We Elope (Ferrante) [5:28]
4. An Informed Decision (Ferrante) [6:30]
5. Longing (Ferrante) [7:18]
6. Thank You (Mintzer) [5:47]
7. Madrugada (Kennedy) [5:09]
8. An Amber Shade Of Blue (Ferrante) [6:58]
9. (You'll Know) When It's Time (Ferrante) [4:53]
10. I Knew His Father (Mintzer) [4:53]

Note: Non potrebbe esserci titolo più adatto per questa pubblicazione degli
Yellowjackets: "Una salita lungo la strada"! Dopo 32 anni insieme al gruppo, il
bassista Jimmy Haslip decide di prendersi una pausa per concentrarsi su altri
progetti e sulla famiglia, e il bassista Felix Pastorius (figlio di Jaco, a cui è
dedicato il pezzo "I Knew His Father") prende il suo posto. Indubbiamente, il
bilancio generale del gruppo risente molto di questa partenza, e la solidità e la
credibilità di un sound importante come quello dei Jackets non risistemano in un
battito di ciglia. Ciononostante, si intravedono qua e là sprazzi interessanti, che
lasciano pensare che qualcosa potrebbe succedere... Se son rose...

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Conclusioni
Dopo aver visto la storia, le testimonianze, la discografia del gruppo, restano
senz'altro poche cose da dire: la maggior parte di ciò che resta andrà affidato alle
orecchie e all'intelligenza dell'ascoltatore, per valutare se almeno alcune delle
informazioni qui contenute possano avere qualche fondamento.

Come si potrà notare, ho omesso in questo trattato alcune produzioni del


gruppo (come partecipazioni ad album di artisti terzi, colonne sonore, raccolte, o
videoconcerti più o meno ufficiali): ne sono consapevole, ma la necessità di
mantenere il racconto coeso ha alla fine avuto la meglio, e ho preferito trattare
solo quegli elementi che il gruppo stesso riporta sul proprio sito alla voce
discografia, in modo da mantenere un continuum cronologico-contestuale.

Il lettore è comunque invitato ad approfondire le tematiche qui trattate tramite i


link presenti nella sezione sitografia. Ricordo che al momento della stesura non
esiste una bibliografia ufficiale del gruppo, né per quanto ne so alcuna
trattazione monografica o biografica su carta stampata, e che pertanto le fonti
più autorevoli in merito restano quelle disponibili sulla rete, opportunamente
segnalate nel prossimo capitolo.

A questo punto, non mi resta che augurarvi buon ascolto,

Gianpaolo

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Sitografia
http://www.yellowjackets.com Yellowjackets Online [Sito ufficiale]
http://www.yellowjackets.dds.nl Yellowjackets Fansite [Fan site autorizzato]
http://www.allmusic.com AllMusic [Recensioni, informazioni album]

Per le scansioni si ringrazia Gert Gerrits.


Tutte le immagini dei rispettivi proprietari.

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