Sei sulla pagina 1di 19

Annuncio di Avvento 2018

ANNUNCIO DI AVVENTO
Roma, Seminario Redemptoris Mater
28 novembre 2018

Sono presenti le comunità:


1 SS. Martiri Canadesi
2 SS. Martiri Canadesi

1 S. Francesca Cabrini
2 S. Francesca Cabrini

1 S. Luigi Gonzaga
2 S. Luigi Gonzaga

1 Natività
2 Natività

1 S. Bartolo in Tuto di Firenze


2 S. Bartolo in Tuto di Firenze

1 Ivrea

Le équipes itineranti delle regioni d'Italia


Le équipes itineranti delle nazioni d'Europa
Presbiteri e Seminaristi del “Redemptoris Mater” di Roma

-1-
Annuncio di Avvento 2018

ANNUNCIO DI AVVENTO
Roma, Seminario Redemptoris Mater
28 novembre 2018

Kiko:
− Preghiera iniziale (Kiko)
− Canto: “Viene il Signore vestito di maestà”

− Lettura: I Tess. 5, 1-11

Kiko:
Bene, fratelli, coraggio, spero che Dio mi dia forza per resistere, perché mi
manca la salute e dico al Signore che mi fermi.
Ecco, questo è l’Annuncio dell’Avvento, perché dobbiamo prepararci
all’Avvento, che è qualcosa che viene, qualcosa che avviene. La Chiesa vuole che
questo tempo liturgico sia diverso dal tempo di Quaresima che è un tempo di
preparazione alla Veglia Pasquale e al tempo di Pasqua; dice S. Agostino che la
Quaresima è immagine della vita terrestre e il tempo pasquale immagine della vita
celeste. L’Avvento ha un altro aspetto molto importante, che è perenne nel cristiano,
cioè ha un aspetto che si chiama escatologico, dice che la vita dell’uomo è tutta unita
all’escatologia, all’eschaton che deve venire. Tutti noi siamo creati dal Signore per
partecipare alla sua felicità escatologica, eterna, celeste, e dovremmo vivere la nostra
vita in questa dimensione: dimensione celeste, o dimensione escatologica. Per questo
l’Avvento ricorda all’uomo che è un essere celeste e deve prepararsi perché il Signore
viene, viene con la nostra morte e viene anche con la seconda venuta che ogni anno i
cristiani aspettano, fondamentalmente nella Veglia Pasquale. Magari il Signore venisse
sulla terra in questo 2019! Tutti i cristiani lo desiderano perché quando verrà il Signore
ci porterà con lui: noi non abbiamo nessuna paura perché sappiamo che il Signore è
buonissimo con noi, lo abbiamo tutti già sperimentato, abbiamo visto che ci ha
perdonato i peccati, ci ha dato il suo Spirito e con il suo Spirito ci aiuta costantemente,
se qualche volta soffriamo, Lui viene in nostro soccorso, se cadiamo ci rialza, è
sempre pieno di tenerezza e di amore per tutti noi. Per questo la nostra anima è
innamorata di Lui e sappiamo che quando verrà sarà una gioia immensa, piena di luce,
perché siamo stati creati per essere con il Signore eternamente.
Sappiamo che la natura divina, l’essenza divina, è che Dio è immensamente
felice in se stesso, è pieno di amore e come amore vuole donarsi, amare, e ci ha creato
per amarci: questa è la natura stessa di Dio, volerci bene, amarci. Quando Dio ama,
ama totalmente, non si riserva nulla. Tanto è così che l’amore di Dio ci fa uno. Così
come il Padre ama il Figlio totalmente, in modo che il Padre sta nel Figlio totalmente,

-2-
Annuncio di Avvento 2018

così Cristo ama noi: si dona totalmente a noi, non si riserva nulla. Noi magari
rispondiamo come possiamo, perché questo tesoro indicibile e inestinguibile lo dà a
noi che siamo tutti di creta, che siamo poveri.
L’Avvento è un tempo che ci ricorda questo, che siamo uomini celesti, e che la
nostra vita è tutta in funzione del Signore che viene, perché viene il Signore, “viene
vestito di maestà – come abbiamo cantato – cinto di forza si ammanta di splendore,
viene sulle nubi e tutti lo vedranno, anche quelli che lo trafissero”. Così dice la Parola
di Dio: Verrà e quando verrà nessuno lo sa, solo il Padre. Forse entro un anno, forse tra
cinquemila anni, non si sa quando verrà; sappiamo che viene e tutti i cristiani sempre,
in ogni generazione, hanno aspettato che venisse. Anche S. Paolo stava desiderando la
Sua venuta, e lo dice lui stesso: Vi annuncio un mistero, che la generazione che sarà
presente sulla terra quando il cielo all’improvviso si riempirà di luce, le stelle
spariranno e tutto si trasformerà, la generazione dei cristiani che viva in quel momento
non passerà attraverso la morte, ma in questa luce meravigliosa che apparirà saranno
elevati improvvisamente, e man mano che vanno elevandosi si trasformeranno, si
trasformeranno esattamente “come viene Cristo”: il vestito con cui viene Cristo sarà
dato a noi e saremo uniti a Lui per vivere eternamente con Lui in cielo, perché siamo
stati creati per partecipare eternamente della felicità celeste. Questo è il nostro destino,
il cielo: così è rivelato.
Ma questa felicità ha un problema, questa donazione totale di Dio ha un
problema, un unico problema. Qual è? Che Dio è amore e non può amarci senza
chiederci il consenso, perché l’amore non si impone. Dio non può amarci in questo
modo, perché sarebbe un’imposizione, deve chiederci il permesso per amarci, come un
fidanzato si dichiara a una fidanzata, fa una dichiarazione. E la dichiarazione che Dio
sta facendo, la fa durante la nostra vita, per questo tutti gli eventi della nostra vita,
della nostra storia, hanno questa dimensione escatologica: abbiamo un incontro con il
Signore. E questo Avvento ce lo ricorda e ci fa riflettere. Per questo nella prima
settimana di Avvento tutte le letture sottolineano con forza l’escatologia della nostra
vita, ed è importantissimo che noi viviamo la vita in questa dimensione celeste. Tutti i
fatti che ci accadono hanno una dimensione celeste, perché sono inviati da Dio per la
nostra santificazione. E come dice S. Paolo il corpo dell’uomo non è stato creato per la
fornicazione, ma per la santità, per la santificazione, per essere santo. Ecco, questa è la
nostra speranza. La vita dei cristiani è una vita piena di luce e di felicità, per questo la
morte fisica non è un momento di pianto o di separazione, no! E’ il dies natalis, come
lo chiamavano i primi cristiani, il giorno della nostra nascita celeste; siamo stati creati
per partecipare della felicità eterna, per questo posso dirvi: Congratulations! Molta
gente non lo sa, non conosce questa dimensione, non crede che esista un Dio, né che
esista il cielo, che esista una felicità eterna. Ma voi siete stati eletti: “Non voi avete
scelto me, vi ho scelto Io e vi ho scelto perché diate frutti, frutti, e un frutto che
rimanga” (cf Gv 15,16). Questo frutto è mostrare a tutti gli uomini la felicità per la
quale tutti gli uomini sono stati creati. E molti uomini hanno una vita miserabile, sono
pieni di sofferenze, di malattie, non capiscono cosa succede, stanno aspettando forse
che siamo noi a comunicarglielo.
Ma sapete che per comunicare bisogna aprire l’orecchio, perché altrimenti la
gente non ascolta niente, ha l’orecchio chiuso per i problemi della vita. Per questo
-3-
Annuncio di Avvento 2018

bisogna aprire l’orecchio, e si apre l’orecchio – come il Signore ha detto nel Vangelo –
in questo modo: “Amatevi come Io vi ho amato” (cf Gv 13,34), in questo amore che è
un amore particolare, un amore perfettissimo, che ha una dimensione celeste.
“Amatevi come Io vi ho amato”: Cristo ci ha amato offrendo la sua vita per noi quando
eravamo nemici. Nella nostra relazione con l’altro sempre appare la morte,
l’inimicizia, sempre l’altro è altro, è diverso, e questo sempre ti genera morte. Ma
Cristo ha vinto la morte per noi e ci ha dato di partecipare della sua vittoria sulla
morte: una cosa immensa, avere dentro vita eterna! Quando siete stati battezzati, il
presbitero ha chiesto: “Cosa chiedi alla Chiesa santa di Dio?” E il vostro padrino, a
nome vostro, ha detto: “La fede”. E il prete ha detto: “Che cosa ti dà la fede?” E voi –
il vostro padrino – avete detto: “La vita eterna”. La vita eterna che attua in noi, la vita
che ha vinto la morte. Per questo dice S. Giovanni che chi odia un fratello non ha vita
eterna dentro (cf 1Gv 2,9-11). Tutti i cristiani hanno la vita eterna dentro, ma se un
cristiano, per la circostanza che sia, odia un altro, la vita eterna sparisce, entra di
nuovo nella morte. Noi abbiamo vita eterna, eterna! Cristo ci ha dato di partecipare
della vita immortale, della vita eterna. Per questo i primi cristiani facevano una festa
quando un fratello passava al Padre, si congratulavano tutti perché era arrivato il
giorno più importante della sua vita, l’ingresso nel cielo, nella Gerusalemme celeste!
Come dice il Talmud, l’uomo sulla terra sta come in un albergo, perché non è questa la
sua vera casa. Così dice tutto l’ebraismo: non è questa la nostra casa, siamo qui in un
albergo. Dio ci ha preparato una casa, che è la sua casa. Ma credete veramente che
esiste la felicità, la felicità eterna, immensa, che Dio ci dà?
L’essenza fondamentale di Dio è amarci, e chi ama l’altro lo vuole fare felice.
Dio è diffusivo, l’amore divino è diffusivo di Sé, ha creato questo universo, ha creato
noi per partecipare della sua vita immortale. Come sarà il nostro aspetto nel cielo? Non
lo sappiamo. Dice S. Paolo che questo si rivelerà nel giorno in cui Cristo verrà, perché
così come è lui così saremo anche noi, e saremo rapiti in cielo con lui (cf 1Ts 4,16-17)
e mentre saliamo all’incontro con lui di colpo il nostro corpo si trasformerà in un
corpo che non può sperimentare più la corruzione né la morte, un corpo di luce. Non
sappiamo come sarà questo corpo, avremo l’aspetto che ha lo stesso Cristo quando
viene (cf Fil 3,21). Per questo esiste l’universo, esistiamo noi: Dio è contentissimo di
noi perché in noi Dio si realizza come amore donandosi, facendoci felici. Tutto quello
che ci accade sulla terra, nel nostro vivere, ha una dimensione così, celeste,
escatologica; non dobbiamo avere paura, e se abbiamo qualche sofferenza dobbiamo
essere contenti di partecipare con Cristo alla salvezza di tutta l’umanità, perché
formiamo parte del Corpo di Cristo, siamo le sue membra. Ricordate quando S. Paolo
dice che chi va con una prostituta si fa un solo corpo con lei, perché l’atto sessuale
implica che sono due in una sola carne; e dice S. Paolo: “Prenderò io le membra di
Cristo e ne farò le membra di una prostituta? Non sia mai” (1Cor 6,16-17). Ecco,
guardate, dice che noi siamo le membra di Cristo, il suo Corpo. Cioè è una cosa
veramente meravigliosa la vita cristiana, la nostra vita.
L’Avvento è un tempo in cui la Chiesa sottolinea questo aspetto celeste,
escatologico, e vorrebbe che fosse per noi un tempo di preghiera, di canto a Dio, un
tempo di grazie, un tempo meraviglioso. Il Signore ci ha ispirato che nella prima
settimana di Avvento, che è tutta piena di escatologia, ci alziamo la notte a pregare;

-4-
Annuncio di Avvento 2018

durante tutto l’Avvento ci riuniamo in comunità e cantiamo i salmi, facciamo un


tempo di preghiera. L’Avvento è un tempo forte e meraviglioso in cui il Signore ci
sottolinea la dimensione celeste che abbiamo tutti. Tutti siamo stati creati per il cielo, e
Dio si compiace nel farci felici, perché questa è l’essenza divina, amarci, e chi ama
una persona la vuole fare felice. Dio vuole donarsi completamente a noi e ci dona della
sua natura. Ma la sua è una natura divina e questa sua natura può fare una cosa: può
permetterci di essere adottati. Nessuno può adottare come figlio un cane perché ha
un’altra natura, è un animale; neanche Dio può adottare noi perché siamo uomini e lui
ha una natura diversa, divina. Ma Cristo ci dona la sua natura, e al donarci la sua
natura il Padre può adottarci come figli. Come figli siamo eredi e coeredi con Cristo
(cf Rom 8,17) di tutto quello che Dio ha preparato nell’universo, E’ impressionante
guardare da una nave spaziale quello che è l’universo: le galassie, le stelle… bene, non
c’è bisogno di salire su una nave spaziale, basta vedere le meraviglie del corpo umano.
Dicono che Ramon y Cajal, un medico spagnolo, premio Nobel, quando studiava il
corpo umano si metteva in ginocchio e ringraziava Dio, più che meravigliato. Ramon y
Cajal era un medico cristiano, contemplava la perfezione del corpo umano, la
meraviglia che è tutto, e ringraziava il Signore al vedere come Dio ha inventato
l’occhio in modo che possiamo vedere. Se analizziamo l’occhio umano, come è
costruita questa macchina, c’è da mettersi in ginocchio tutti! Se analizziamo come
siamo fatti, la bellezza di tutto, la perfezione di tutto, c’è da mettersi in ginocchio.
Purtroppo siamo persone un po’ stupide, siamo incoscienti. Dovremmo vivere come
vivono i monaci nella preghiera costante a Dio, nella presenza costante di Dio, avendo
un amore presente e costante a Lui; perché Dio vorrebbe questo, che tutti fossimo
coscienti del suo amore, della sua creazione, della sua presenza, della sua bontà.

Bene, fratelli, se Dio mi ispira vi dirò una parola che vi aiuti a vivere meglio
questo tempo. Sapete che la Chiesa ha stabilito nell’anno i tempi liturgici: c’è la
Quaresima, c’è il Tempo Pasquale, e c’è un tempo liturgico molto bello e molto
importante che è l’Avvento, un tempo di preghiera e di riflessione, di preparazione
all’Avvento di Cristo, alla venuta di Cristo. Cristo viene, e tu dovresti pensare: “E se
viene domani, che succede? Come è la mia vita? Sono preparato per accoglierlo?”
Perché dopo la morte – ha detto S. Paolo – tutti gli uomini vanno direttamente al
tribunale di Cristo, tutti dovremo andare al tribunale di Cristo dove si vedranno le
nostre opere (cf 2Cor 5,10). E che succederà in questo tribunale? Dio ci ha dato la vita,
una sola volta si vive e i fatti che accadono sono tutti pensati da Dio, la nostra storia:
alcuni fatti sono belli, altri sono meno belli, ci sono momenti di sofferenza, momenti
di gioia. Ma tutti hanno una dimensione escatologica, cioè noi siamo stati creati per
essere santi e Dio aspetta da noi che siamo tutti santi, santi.
Questo è molto importante: l’Avvento dovrebbe aiutarci a riflettere sulla nostra
vita, come viviamo la vita, cosa significa essere santi, concretamente. Posso
domandare a uno di voi: “Tu sei santo?”. Sì, sei santo per il Battesimo. “Ai santi della
Chiesa di Colossi” (Col 1,2), diceva S. Paolo. In che consiste la santità? Dio ti ha
rivestito della sua santità e questa santità implica delle conseguenze concrete, e quelle
conseguenze concrete le stai realizzando? Davvero? In che consiste essere santo?
Partecipare della santità di Cristo. E in che consiste la santità di Cristo? Ecco,
-5-
Annuncio di Avvento 2018

guardiamo a Cristo crocifisso. Per questo noi cristiani abbiamo sempre un crocifisso
con noi, in cucina, nella sala, nella camera da letto, sempre un crocifisso, sempre
guardando Cristo crocifisso. O siete pagani, e non avete neanche un crocifisso nella
vostra casa? Avete un crocifisso in camera da letto, o in cucina? Cristo crocifisso!
Cristo è stato crocifisso per noi, ha dato la vita totalmente, fino alla morte, con un
amore tanto immenso, tanto grande che ha dato la vita quando eravamo tutti peccatori,
peccatori (cf Rom 5,8). Non gli è importato che la nostra violenza lo mettesse in croce,
ha offerto le sue sofferenze per noi, e le sofferenze dei crocifissi erano immense. Dice
Cicerone che non c’è stata mai e mai ci sarà una tortura così orribile come quella della
croce, che Roma ha inventato per sottomettere i barbari; un orrore, una sofferenza
atroce tale che un cittadino romano non poteva essere crocifisso.
Il Figlio di Dio si è fatto uomo, ha preso la nostra carne, si è umiliato facendosi
servo al Padre, obbedendo in tutto al Padre anche se come uomo poteva non capire né
comprendere perché, perché lo odiavano…, ma ha accettato tutto, ha obbedito in tutto
al Padre fino alla morte. Il Padre voleva che lui si offrisse per tutti noi, perché il Padre
è pieno di amore per te, e sta desiderando di averti in cielo con lui, perché in questo
consiste Dio, nell’amarti; è felicissimo se può abbracciarti, tenerti con sé, in cielo, con
sé, Adesso ti può abbracciare, ma tu non lo vedi, però nel cielo ti darà un altro corpo e
potrai abbracciare Dio, una cosa impressionante! Saremo trasformati: questo è il
mistero della nostra vita.
Coraggio, fratelli, siamo stati creati per essere felici in cielo, tutti, è una cosa
veramente meravigliosa. E l’Avvento vorrebbe che noi riflettessimo su questo e
ringraziassimo Dio, e vivessimo la nostra vita alla presenza di Dio dandogli grazie:
“Sia che mangiate, sia che beviate, qualunque cosa facciate rendete grazie a Dio” (cf
1Cor 10,31), vivendo una vita di allegria, di gioia, e offrendo a Cristo le piccole
scomodità e le sofferenze piccole o grandi che lui ti presenta.
Bene, adesso presentiamoci come sempre, così vi vedo. Ecco, siete tutti belli,
tutti giovani! Non vi preoccupate troppo delle vostre mancanze perché Cristo è morto
per noi peccatori, per me peccatore.

Presentazioni
− Comunità di Kiko, Carmen e p. Mario
1 SS. Martiri Canadesi
2 SS. Martiri Canadesi
1 S. Francesca Cabrini
2 S. Francesca Cabrini
1 S. Luigi Gonzaga
2 S. Luigi Gonzaga
1 Natività
2 Natività
1 S. Bartolo in Tuto di Firenze
2 S. Bartolo in Tuto di Firenze
1 Ivrea

-6-
Annuncio di Avvento 2018

− Le équipes itineranti delle regioni d'Italia


− Le équipes itineranti delle nazioni d'Europa
− Presbiteri e Seminaristi del “Redemptoris Mater” di Roma
Bene, fratelli, sarò breve. Penso che già ho detto abbastanza: siamo contenti che
venga il Signore. Come dicevo, il tempo di Avvento è un tempo molto importante
perché ha una dimensione che è perenne nei cristiani. Così come la Quaresima è un
tempo che ci ricorda che la vita cristiana è un itinerario di conversione, e un esempio
di questo tempo di conversione è la Quaresima che porta verso la Veglia Pasquale,
verso il tempo della Resurrezione di Cristo e invita il cristiano a prepararsi a morire e
resuscitare con Cristo: questa è la Pasqua! E a vivere 50 giorni di festa, in figura della
vita celeste, lodando il Signore per quanto è buono con noi, grande e santo. Così come
la Quaresima ha una dimensione lineare, va verso la Pasqua e la Pasqua ha un’altra
dimensione, così l’Avvento è perenne nella vita del cristiano, ricorda che tutta la vita
del cristiano è escatologica, è tutta improntata alla dimensione celeste.
E’ molto importante ricordare questo, viverlo, per dare una dimensione celeste
ai fatti della nostra vita. Sappiamo dare una dimensione celeste? No. Non è che noi
dobbiamo dare ai fatti una dimensione celeste, è che ce l’hanno! Cioè tutta la nostra
vita ha una dimensione escatologica, celeste. Per questo i fatti della storia hanno
un’importanza immensa e hanno questa dimensione celeste. Allora, io ho una gamba
malata, con una ferita che non rimargina: ecco, anche questo ha una dimensione
celeste e se soffro un pochino ha una dimensione celeste. Tutto quello che ti accade ha
una dimensione escatologica, è tutto pensato da Dio per la tua santificazione, la tua
santità, per prepararti a partecipare della Gerusalemme celeste. Non so se sapete che
esiste una Gerusalemme celeste che è tutta piena di luce, come una sposa adorna per il
suo sposo, è una cosa impressionante, e siamo stati chiamati a partecipare di essa. Per
questo la nostra vita ha una dimensione celeste, per questo non c’è tristezza nei
cristiani, la tradizione cristiana dice che un santo triste è un tristo santo. Noi abbiamo
dentro la gioia della vita immortale, la presenza di Gesù Cristo in noi attraverso lo
Spirito Santo che ci ha donato, che abita in noi e che ci aiuta a vivere.
Ho fatto un inno allo Spirito Santo nell’anno 1989, che dice:
“Lo Spirito Santo è il giogo soave, è pieno di comprensione, pieno di
misericordia per i nostri peccati, è pieno di tenerezza e compassione, di amore
senza limiti.
Abitando nell’uomo ci perdona sempre, spera sempre, comprende tutto,
scusa tutto. La sua bontà si spande come profumo che tutto inonda, fa sentire la
sua presenza e ci dà coraggio mentre ci rende testimonianza dell’amore totale
di Dio per noi. Conferma al nostro spirito che il dono più grande è l’amore di
Dio e che il vero male e la vera sofferenza in questa vita è il peccato. Per
questo è pieno di compassione per i peccatori, non giudica mai, rialza il
peccatore, lo aiuta e lo aiuta sempre a ricominciare di nuovo. Mostra sempre
Cristo come sommo sacerdote eterno per tutti gli uomini.
Lo Spirito Santo è paziente, è benigno, è il sommo bene, è il dono di Dio,
è la garanzia della vita eterna, lui è il Paraclito perché ci difende sempre, ci
-7-
Annuncio di Avvento 2018

insegna ad essere pazienti con noi stessi e con i nostri peccati. Ci dice chi
siamo, dove andiamo, qual è il cammino e perché soffriamo. Ci mostra la croce
gloriosa di Cristo e ci invita a salire su di essa come il luogo del vero riposo.
Ci dice che tutta la nostra vita è santa, la nostra storia è santa, e ci conduce
soavemente all’abbandono totale in Cristo Crocifisso. In lui nulla si pretende,
nulla si esige, si accetta tutto, si sopporta tutto perché assomigliare al Signore
sulla croce è il nostro vanto, è la nostra gloria, è la verità, è la salvezza, è la
santità, è il nostro essere cristiano. Come non evangelizzare perché gli uomini
trovino l’unico Dio vero e il suo Figlio amato, e ricevano lo Spirito Santo?
Spirito divino, perla preziosa, in lui amiamo il Padre come lui ama il
Figlio, amiamo il Figlio come lui ama il Padre, Spirito Santo che ci fa persona,
è più me che me stesso, più noi di noi stessi, è tutto in tutti, è la Chiesa, la santa
koinonia, l’amore perfetto di Dio.
Padre carissimo, come non benedirti, esaltarti, lodarti, cantarti, tu che ci
hai chiamato a un ministero sacerdotale, che ci hai riempito del tuo amore in
noi, che ci hai dato te stesso, che ci hai rivelato il mistero dell’universo, il tuo
totale amore per noi fino a morire, croce gloriosa, vittoria sulla morte, umiltà,
santa comunione, Chiesa di Dio”.

Bene, fratelli, spero che questo tempo di Avvento sia per tutti voi un tempo di
preghiera. Nella prima settimana di Avvento vi invitiamo ad alzarvi qualche notte, due
o tre notti, a rompere il sonno; mettete la sveglia e fate l’Ufficio delle Letture nella
notte, e fate un minimo di15 minuti di preghiera di quiete. Questa preghiera notturna,
che viene consigliata nella prefazione del Salterio come cosa importantissima, sta in
tutta la tradizione della Chiesa. Gesù Cristo, che ci ama tantissimo, è desideroso di
questo momento in cui tutto il mondo sta dormendo, nel silenzio della notte, sta
desiderando che arrivi il momento in cui ti siedi e cominci a fare la preghiera del
cuore: “Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di noi”. Cristo sta desiderando di
amarvi in quel momento in cui entrate in voi stessi, sta desiderando di abbracciarvi, di
dirvi che vi ama. Questa preghiera è importantissima anche per la nostra vita, per la
nostra santificazione e soprattutto perché in questa notte il Signore ti invita con lui a
pregare per tutta l’umanità, a pregare per l’Italia, per i governanti, per la politica, a
pregare per i paesi in guerra, per il mondo intero; a pregare per i carcerati, per i malati,
a pregare per i figli, per i tuoi nipoti, per tutti, per la tua comunità, per tutti i fratelli. La
preghiera notturna ha un peso speciale e forte, perché non so se sapete… che i cristiani
pregano. Sapete che i cristiani pregano? Vi dico una frase di S. Teresa di Gesù:
“Quando un cristiano si mette in ginocchio trema il mondo, il mondo trema perché la
preghiera di un cristiano può tutto”. Questa è una frase di S. Teresa. Quando un
cristiano si mette in ginocchio trema il mondo intero. Forse tu non sai l’importanza che
ha la tua preghiera, hai pochissima fede o forse poco amore a Gesù Cristo, ma io te lo
dico: tutto ti è concesso se preghi. I tempi e i momenti li sa Dio, ma tu puoi pregare
perché si converta una nazione, per esempio, e la preghiera sarà esaudita nel tempo che
Dio voglia. Tutto può la preghiera! Forse non avete mai pregato, non avete nessuna
fede o pochissima, forse avete avuto un catechista non molto bravo che non vi ha
insegnato il potere della preghiera. Allora in questa preghiera notturna, in cui sei solo
-8-
Annuncio di Avvento 2018

con il Signore, pensa che quando tu preghi il mondo trema perché tutto quello che
chiedi, Dio lo può realizzare, tutto. Pregate! Cosa diceva S. Paolo? “Pregate per me” –
come dicono tutti i santi – “Pregate per me perché si apra la porta della Parola, per
annunciare il mistero di Cristo” (cf Col 4,3). Pregate e si apriranno le porte di una
nazione, pregate! La preghiera tutto può, per questo cito la frase di S. Teresa di Gesù:
quando un cristiano si mette in ginocchio trema il mondo, il mondo trema perché tutto
si può realizzare.
E’ importante pregare per tutti, per i governanti, perché cambi la politica di una
nazione, perché guarisca un familiare: puoi pregare, e te lo può concedere il Signore,
perché i tuoi figli credano, perché i tuoi nipoti ritornino alla Chiesa, per tutto, per tutto
il mondo. La preghiera è importantissima, ricordatelo! Allora questo momento della
prima settimana di Avvento in cui vi diciamo di pregare durante la notte, questo
momento è privilegiato per pregare e tutto è possibile. Pregare per l’Italia, perché
abbia governanti cristiani, perché la scuola non degeneri con tutto il conflitto che c’è
per l’ideologia del genere, dove insegnano ai bambini a masturbarsi, dove dicono che a
5 anni deve decidere se vuole essere maschio o femmina, deve decidere lui e quello
che decida sarà appoggiato dal governo, anche contro i genitori. Questo è così: se un
ragazzino vuole essere una ragazzina, lo Stato lo appoggia e i genitori non possono
fare niente. Viviamo in questa situazione. E perché quel ragazzino vuole cambiare
sesso? Perché la maestra lo ha indotto, perché stanno desiderando creare una società
dove non ci siano discriminazioni. In questa menzogna, di pensare di creare in questo
modo una società senza discriminazione, si invitano i ragazzini a cambiare sesso, a
fare il gioco del rispetto – e vi ricordate il macello che è successo a Trieste, perché
molti genitori si sono ribellati – che consiste nel fatto che un ragazzino deve vestirsi da
ragazzina, e devono toccarsi i genitali per vedere come sono fatti, perché gli dicono
che deve scegliere lui se continuare ad essere maschio o se vuole essere femminuccia.
E questo non si può impedire, perché lo Stato si fa garante, e con questo pensano che
finiamo con la discriminazione verso i transessuali, gli omosessuali, ecc. Questa è la
distruzione del sesso, vorrebbero che fossero tutti asessuati, senza differenza tra
maschio e femmina, perché, in certo modo, c’è sempre una discriminazione tra un
maschio e una femmina. Ci sono tutte queste aberrazioni che si trasformano in
aberrazioni ideologiche, e quando in una cosa si mette l’ideologia è molto difficile
cambiare, perché nella politica c’è molta ideologia e dobbiamo subire questo cambio
della società, società pagana, non cristiana.
Noi cristiani dobbiamo abituarci a vivere in mezzo ai pagani, intorno a noi
esistono i pagani, ma dobbiamo offrirci come riscatto per tutti i pagani e non sentirci
migliori di loro, anzi sentirci parte del mondo, degli uomini, e offrire il nostro corpo
come vittima di propiziazione, come ha fatto Cristo, per la salvezza del genere umano,
per tutti gli uomini. Ecco, la missione che Dio ci dà è grande, grande. “I cristiani
rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo”, come dice la Lettera a
Diogneto; siamo l’anima della società. Per questo come il corpo è contro l’anima
perché vorrebbe soddisfare le sue concupiscenze e l’anima protesta – così il mondo
vuole vivere le sue voglie, i peccati, le orge, e i cristiani sono lì presenti come l’anima
al corpo.

-9-
Annuncio di Avvento 2018

L’Avvento è molto importante perché è un tempo in cui la Chiesa vuole che tu


ed io riconsideriamo la nostra dimensione celeste, escatologica. Alla luce di questa
riconsiderazione correggiamo la nostra vita, la mettiamo in ordine, aspettando Gesù
Cristo. Preghiamo la notte nel tempo di Avvento insieme alla comunità, preghiamo il
Signore, lascia che Lui ti parli, ti dia forza per la missione che ci affida, missione
bellissima e grande: la salvezza per tutto il genere umano. Cristo ha bisogno di te, ha
bisogno di un corpo, la Chiesa è il corpo di Cristo. Ti ha scelto! Guarda un po’, come
possiamo ringraziare il Signore: non avete scelto voi a me ma io ho scelto voi! (cf Gv
15,16). Ti ho detto: entra in quella comunità! E adesso che ti ho donato il mio Spirito,
questo va ad illuminare la tua storia, vai a vedere tutti i fatti della tua vita in una
dimensione celeste perché Io ti ho scelto affinché partecipi del cielo con Me. Tutto ciò
che capiterà ha questa dimensione escatologica, la tua vita ha una dimensione di
“escaton”, escatologica, del cielo. Siamo così stupidi che possiamo dimenticarci, puoi
essere distratto e vivere la vita pigramente, distrattamente. In questo Avvento il
Signore vorrebbe che ti fermassi, riprendessi la tua vita e riconoscessi che sei
peccatore, riconoscerlo seriamente: sei molto poco cristiano.
Dovresti essere un santo e non lo sei per niente: non accetti l’ingiustizia, non
accetti la sconfitta, non accetti la sofferenza… Dio in Cristo ha reso la sofferenza
sacra. Ha reso sacra la sofferenza, la cosa più sacra nel mondo è la sofferenza. Tu la
vuoi rifiutare? Non la vuoi, vero? Hai un crocefisso sopra il letto? Hai un crocefisso in
cucina? Tu? La sofferenza la detesti! Detesti la croce! No, illuminati nella nostra
anima dallo Spirito Santo, dovremmo avere un rispetto immenso per la sofferenza
umana, tanta gente vive nella sofferenza.
Immaginate che in Spagna ci sono 200 divorzi al giorno, le famiglie tutte
distrutte, tanti bambini nelle scuole hanno i genitori separati. I bambini soffrono da
morire. In Inghilterra, vedendo la sofferenza dei bambini tra i 5 e i 12 anni – che
arrivavano anche ad uccidersi, di fronte a questa tragedia enorme –, hanno pensato che
se qualche coppia aveva bambini dell’età tra i 5 e i 12 anni, gli fosse impedito di
divorziare. Questa legge, portata in Parlamento, è stata bocciata. Gli psicologi, i
medici avevano dimostrato il danno che i bambini ricevevano quando i genitori si
divorziano, soprattutto verso 5 o 6 anni. Dicevano che in questa età l’affettività viene
ferita profondamente e non si riprende, non guarisce, è tale la ferita che riceve un
bambino di 6 anni quando vede i genitori litigare in casa, gli insulti che il padre dice
alla madre, ecc. resta in lui una ferita enorme. In Inghilterra hanno provato a mettere
un freno a questo ma non è stato possibile. La legge è stata respinta e non si è potuta
applicare e oggi tutti si divorziano: i bambini feriti, con ferite gravi, profonde,
sanguinanti perché sono figli di coppie distrutte. Si dividono il padre e la madre, che
sono immagine dell’amore, e loro sono frutto di quell’amore. Macché, figli
dell’amore! Tutti si divorziano, si separano, si rompono le coppie. Se andate nelle
scuole, il 30% dei ragazzini hanno i genitori separati. Questo significa una grande
ferita all’affettività di questi bambini… Dicevano che a 5 anni questo tipo di ferita è
inguaribile. Non possiamo vivere senza l’affetto, senza l’amore e improvvisamente
vedere che i tuoi genitori si separano, si odiano, si insultano questo atterrisce il
bambino, perché non ha l’età per superarlo, per assimilarlo, è una enorme crudeltà
della società. La società ha provato a mettere mano alla situazione, vedere come

- 10 -
Annuncio di Avvento 2018

potevano aiutare tutti questi bambini perché gli vogliono bene, ma non è stato
possibile. Agli uomini, anche se feriscono i figli, non importa niente, l’odio alla donna,
insulti. Quante donne sono morte quest’anno in Italia? 495 donne uccise. In Spagna?
Quanti hanno assassinato? Una cosa terribile. Si uccidono le donne, per l’odio che c’è
nella coppia. Noi non siamo meglio di nessuno, ma, fratelli, noi siamo stati scelti da
Dio con un amore enorme. Prima della creazione del mondo, Dio ha pensato a noi per
renderci partecipi della sua infinita bontà, di se stesso. Per questo dovremmo vivere
una vita di ringraziamento al Signore, essere contenti se il Signore ci manda qualche
sofferenza: è importante non detestare la sofferenza. La sofferenza che ci manda il
Signore è perché possiamo offrirla insieme a suo Figlio per tanta gente che ha bisogno
di noi.
L’Avvento è un tempo di riconsiderazione, per prepararci alla seconda venuta di
Cristo, di ripensare alla nostra vita, di correggerla. Devi fare il proposito che in questo
Avvento devi cominciare ad essere più santo. Cosa dovresti fare per essere più santo?
Vediamo: cosa ti occorre? Quale è il primo pensiero che ti viene alla mente per essere
più santo? Una domanda importantissima. Che vorresti fare per essere più santo, a
imitazione di Cristo? Dovresti imitare Gesù Cristo, il quale ha dato la vita per noi
quando eravamo malvagi e peccatori. Cosa pensi di fare per essere più santo? Pensaci
bene, e diventerai più santo. Adesso non sai rispondere. Dovresti fare questa domanda
allo Spirito Santo, domandarglielo nella preghiera e lo Spirito Santo poco a poco te lo
dirà e ti dirà cosa devi fare per essere più santo e più concorde alla volontà divina.
Se Dio ti chiama, per es., ad essere monaco o ad evangelizzare, anche a lasciare
la famiglia, tutto, e di andare nel deserto, se non lo fai, metti a rischio la tua salvezza
eterna. Fare la volontà di Dio è la salvezza eterna. Cosa ti può dire Dio? Molti monaci
hanno lasciato tutto, famiglia, figli e sono andati nel deserto per stare in una grotta con
Gesù Cristo e la Scrittura, pregando tutto il giorno, facendo la preghiera del cuore,
dicendo: “Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me che sono un peccatore”. Una
preghiera costante che fanno i monaci. Loro sono come sentinelle del mondo. I monaci
sono la barriera che non permette ai demoni di passare. Se vogliono entrare in un
villaggio, e lì c’è un monaco, non possono entrare. I demoni aspettano alla porta del
paese, aspettano che il monaco lasci di pregare, ma lui continua a pregare e i demoni
non possono entrare. Questa è la missione dei monaci nel mondo, la loro preghiera
salva il mondo dai demoni. I demoni, quando entrano in un paese, lo radono al suolo,
lo distruggono, cominciano con gli adulteri delle coppie, poi con i ladri, si gioca a
carte durante la notte…, pieno di distruzione. Il demonio entra in un villaggio e lo rade
al suolo, lo distrugge con i peccati, con gli adulteri, con il gioco, e le famiglie si
odiano. Tutto pieno di odio, una cosa terribile se entrano i demoni. Mancano monaci e
monache. Nel vostro paese avete un monaco o una monaca che s’immola nel deserto
per la vostra salvezza e non permette che il demonio entri? Se il demonio non entra in
quel villaggio non ci sono adulteri, ladri…, perché il monaco non gli permette di
entrare. È la missione enorme che ha la preghiera dei monaci nel mondo. Siete mai
andati in monastero, una volta? Avete ringraziato i monaci? No, chi vi ha parlato dei
monaci e del monachesimo, della loro missione nel mondo, dell’importanza della
preghiera, dell’importanza della difesa contro i demoni? Esistono i demoni? Sì, a
migliaia, a milioni. Un padre del deserto vide i demoni e restò terrorizzato di fronte

- 11 -
Annuncio di Avvento 2018

alla loro quantità. Cominciò a gridare a Dio: che orrore, chi ci potrà salvare? Dio gli
risponde: guarda dietro di te. Il monaco guardò dietro di lui e vide una legione di
angeli, immensa, superiore ai demoni.
Questa è la nostra vita. Esistono gli angeli e ti hanno portato qua. Gli angeli
hanno impedito a te che tu fossi un ladro, che andassi in galera, fanno sì che tu possa
essere fedele a tua moglie, perché tu sei una canaglia, un assassino, un peccatore, un
adultero: questo è quello che siamo tutti noi! Ma il Signore ci ha protetto. È chiaro che
il Signore non s’impone, fa tutto rispettando la nostra libertà, per questo è
meraviglioso che siete qua, per esempio. Perché siete qui? Il Signore vi ha portato qua
stasera a sentire una parola. Fantastico! E vorrebbe che guardassimo la nostra vita alla
luce dell’Avvento, alla luce dei tempi liturgici – l’Avvento, la Quaresima, la Pasqua,
ecc. – dobbiamo ringraziare il Signore per la sua elezione, per come ci difende, per
come ci aiuta, per la comunità. Una delle cose più grandi che Dio ha dato a voi è una
comunità cristiana. È importante che vediate come vive la gente nel mondo, come
vivono i pagani. Tutti separati, pieni di adulteri, pieni di odio… Che orrore la vita
quando l’uomo viene assoggettato alla tirannia del denaro. Il denaro: succubi! Il
denaro, il denaro e rubano e mentono, sono pieni di sofferenze, di invidie, di odio.
Odiano la famiglia a causa dell’eredità e hanno ricevuto una ingiustizia, questo mia
moglie non lo sopporta ed ha giurato che non entrerà più in casa di quel parente; tutto
è pieno di questo, il denaro e l’amore al denaro.
Il denaro! Non si può amare Dio ed il denaro (cf Mt 6,24). Per questo è stato
importantissimo nel cammino quando vi abbiamo parlato della schiavitù al denaro, di
vendere i vostri beni. Non so se e in che misura l’avete fatto ma è importantissimo fare
un gesto di disprezzo al denaro che domina il mondo. Il denaro! Il denaro è l’arma del
demonio ma noi, per essere cristiani, siamo poveri perché non abbiamo alcuna
schiavitù al denaro. Non si può essere cristiani se non abbiamo venduto tutti i beni.
Voi li avete venduti, altrimenti non sareste qua. È chiaro che vendere i beni non
significa che te ne vai a vivere nella strada. È un fatto spirituale profondo, non potete
amare Dio ed il denaro, è impossibile! È impossibile! Per questo è importate prendere i
tuoi beni e darli ai poveri, vai al bancomat, prendi i soldi e resta senza niente e non
morirai di fame… L’importante è che tu sia libero, libero dal denaro, non puoi essere
uno schiavo, questo vorrebbe dire che non sei figlio di Dio, ma figlio del demonio,
succube del denaro, denaro, denaro! Voi siete cristiani, non siete pagani, siete cristiani!
Non siete innamorati del denaro, sono i pagani che fanno questo. Voi non siete pagani,
ma cristiani e questo si nota nel vostro rapporto con il denaro. Per questo è
importantissimo che vendiate i vostri beni e li diate ai poveri, dateli ai poveri e state
con Gesù Cristo e Dio vi darà il 100 per 1. Non puoi avere il tuo cuore attaccato al
denaro, non è possibile! Se questo ti succede vuol dire che non sei cristiano e lo Spirito
Santo non può abitare in te. Dove sta l’amore al denaro non può esserci lo Spirito
Santo. Lo Spirito Santo ama Dio non il denaro. Il denaro lo amano i demoni e coloro
che sono figli del demonio di cui il mondo è pieno. Lo ha detto Gesù Cristo nel
vangelo, il mondo si divide in due: i figli del demonio ed i figli di Dio.
Sono contento di questo tempo di Avvento, spero che tutti andiate in comunità,
vi alziate la notte durante la prima settimana rompendo il sonno sapendo che questo
piccolo sacrificio lo offrite per la redenzione del mondo, forse grazie a voi non viene la
- 12 -
Annuncio di Avvento 2018

terza guerra mondiale, grazie a voi non arrivano malattie terribili sui vostri figli. Noi
conteniamo i demoni, non lasciamo che entrino e che distruggano la famiglia, la
società. No, non possono passare perché voi state pregando, vi alzate la notte, state
salvando il mondo. Abbiamo una missione grande, enorme.
Mi diceva Padre Mario di dire una parola sul Natale. Il tempo di Avvento dura
fino al 16 dicembre, il 17 inizia la novena di Natale. Anche se sono pochi giorni,
questo tempo ha una dimensione escatologica. Dopo inizia la novena di Natale. Noi
cristiani accogliamo il Natale con grande gioia, perché commemoriamo che nostro
Signore si è fatto uomo. Dio ha voluto che nascesse come un povero. Sapete che al
tempo dell’imperatore Tiberio si è voluto fare un censimento di tutto l’impero. Questo
ha significato un macello impressionante: ogni persona ha dovuto ritornare al paese di
origine e la Famiglia di Nazareth, che si trovava in Galilea, si è messa in cammino per
ritornare a Betlemme, dove erano nati. C’era un grande movimento di persone e
quando sono arrivati a Betlemme non c’era posto da nessuna parte. Non perché li
volessero rifiutare, ma perché c’era tutto questo grande movimento. La Vergine Maria
era sul punto di partorire, non potevano rimanere all’aperto perché faceva molto
freddo, alla fine hanno trovato una stalla. Si sono sistemati lì e, mentre erano in quella
stalla, la Vergine Maria ha dato alla luce nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio: è
nato così in una stalla per gli animali. Ma non sappiamo se c’erano animali, nel
presepio mettono un bue e un somaro perché il profeta Isaia dice: il bue riconosce la
mangiatoia dove mangia, l’asino riconosce il suo padrone, ma Israele non ha
conosciuto il Signore! (cf Is 1,3). Come segno che Israele non ha riconosciuto Cristo,
si mettono il bue e l’asino. Ci basta sapere che il Figlio di Dio, fatto uomo, è venuto
alla luce in una stalla.
Tutti dobbiamo amare Cristo: “Maledetto colui che non lo ama”, dice S. Paolo
(cf 1Cor 16,22). Amare Cristo è l’unica verità ed il resto è tutto vanità, dicono i Padri
della Chiesa. Amare Cristo! Io come vostro catechista sono obbligato a dirvi queste
cose, obbligarvi ad amare Cristo. Dovresti chiedere a Cristo: cosa devo fare per amarti
di più? Come devo vivere? Devo essere più umile? In cosa consiste l’umiltà
concretamente nel mio caso? Che sono sposato, che ho nipoti: in che consiste essere
umili? Senza umiltà non c’è vita cristiana, non c’è santità: se non sei umile, non sei
cristiano! Che cosa è l’umiltà. Secondo S. Teresa è la verità. Qual è la verità? Dicono i
Padri della Chiesa: considerati l’ultimo ed il peggiore di tutti. Questa è la verità!
Considerarsi l’ultimo ed il peggiore di tutti. Dire: io qui non dovrei stare, il mio posto
è in galera! Avete sentito Papa Francesco quando è andato al carcere di Rebibbia? Ha
detto ai prigionieri: io dovrei stare al vostro posto, con voi! Non sono meglio di
nessuno di voi, dovrei stare in carcere con voi. Questo è molto “kikiano”! Sempre vi
ho detto che dovremmo stare in galera, lì è il nostro posto perché siamo tutti dei
poveracci.
Il Tempo di Natale è anche il tempo della famiglia. Facciamo il presepe: è
importante farlo per amore ai figli, ai nipoti, anche se non hai figli. Fai il presepe e ti
ricordi che è nato il Signore. In quella notte, davanti al presepio, si cantano i canti di
Natale, si apre la Scrittura e si fa una preghiera tutti insieme. Il Tempo di Natale è un
tempo importantissimo per la famiglia. Anche Capodanno è importantissimo.
Facciamo l’Eucarestia, non andiamo a ballare, non siamo pagani! Vogliamo passare da
- 13 -
Annuncio di Avvento 2018

un anno all’altro rendendo grazie a Dio per l’anno passato e chiedendo aiuto per l’anno
che viene. È chiaro che è difficile trovare i preti per tante comunità, le comunità sono
costrette ad unirsi in una casa grande o in una sala. Vediamo come il Signore ci aiuta a
farlo.
Questo è un tempo ricchissimo. In Spagna celebriamo in forma solenne l’arrivo
dei Re Magi. Insegniamo ai bambini ad aspettare la notte in cui passano i Re Magi che
vanno a Betlemme, passando per la loro casa lasciano dei regali. Tutti i bambini
aspettano quella notte. È molto importante! Mi ricordo che da bambino ero
nervosissimo il giorno prima dell’arrivo dei Magi. Mi alzavo al mattino e trovavo un
camion bellissimo. Per tutti i bambini è una notte magica. È una tradizione fortissima,
specialmente in Spagna.
Dobbiamo vivere il Natale con la Parola di Dio, con la preghiera. Non si può
cenare la sera di Natale o di Capodanno o il giorno di Natale senza andare
all’Eucarestia, senza la presenza del Signore.
Fino al 16 dicembre è il Tempo di Avvento, dopo inizia il Tempo di Natale che
è importantissimo viverlo alla presenza di Gesù Cristo, con la Parola di Dio, con i figli.
Anche se siete rimasti solo in due, già anziani, dovete aprire la Scrittura, pregare a
voce alta, ringraziare il Signore, pregare per i nipoti, per tutti. Noi siamo cristiani e
abbiamo la missione di pregare per tutti gli uomini del mondo, voler bene ai vicini, ai
famigliari. Chiedere al Signore: donami amore agli uomini, ai miei famigliari che è
tanto tempo che non vedo i miei nipoti, ecc., aiutami e donami amore per i fratelli
della comunità.
“Amatevi” questo ha detto Cristo alla comunità. “Amatevi come io vi ho amato
da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”. Noi dobbiamo mostrare al mondo
che Cristo esiste e che siamo suoi discepoli nell’amore ai fratelli. Amore crocefisso,
perché la relazione con l’altro implica sempre sofferenze, malintesi, incomprensioni. Il
Signore ci ha dato una parola veramente sorprendente: Amatevi! Una rivoluzione,
perché normalmente nei paesi le famiglie si odiano e passano l’odio alla seguente
generazione per motivi dell’eredità, perché non è stato invitato al battesimo…, per i
motivi più diversi le famiglie si detestano e i paesi sono pieni degli odi tra una famiglia
a l’altra. Pensano che è normale avere nemici, detesta quello, parlare male di
quell’altro…, pensano che questo è normale. Non così per noi, non siamo del mondo,
non siamo pagani, siamo cristiani. Siamo cristiani perché nostro Signore Gesù Cristo
ha trovato meraviglioso abitare dentro di noi, venire in noi, la presenza della Vita in
noi comporta di volerci bene, di amarci, portando i pesi, i peccati degli altri perché
nella convivenza sempre è difficile. Sartre diceva che: l’altro è l’inferno! C’è un’opera
teatrale di Sartre che s’intitola “Huis Clos”, “A porte chiuse”, dove presenta l’inferno
in due famiglie che si detestano e sono condannate ai propri difetti per tutta l’eternità:
uno attacca l’atro, l’altro risponde, condannate eternamente a detestarsi. Sartre diceva:
l’altro è l’inferno! La convivenza con l’altro, se non fosse per Gesù Cristo, anche il
matrimonio diventa un inferno. Il Signore ci aiuta con la sua bontà e misericordia.
Bene, fratelli, coraggio. Cosa devo dirvi di più sull’Avvento?
S. Bernardo di Chiaravalle parla delle tre venute di Cristo. La prima venuta è
nella carne, nasce in una stalla, come un povero. La seconda venuta di Cristo sarà nella
- 14 -
Annuncio di Avvento 2018

gloria. Ma S. Bernardo dice che c’è una venuta intermedia di cui fa parte questo
incontro. Dio viene sempre nei sacramenti, nella preghiera. Quando la Chiesa fa una
messa, una novena, una predicazione, sempre viene Cristo. La chiamano la venuta
intermedia. In questo incontro, attraverso le mie parole, Cristo viene qui, a stare con te.
Magari tu lo accogliessi e promettessi di amarlo! Ascoltando le mie parole,
interiormente hai detto a Cristo: donami amore a te, Signore! Qualcuno lo ha detto? Vi
importa amare Cristo? Non lo so. Forse è una grazia che non avete ricevuto. Una
grazia è desiderare amare Cristo. All’improvviso Cristo ti può mandare una grazia ed
esci di qua trasformato, desiderando di amare Cristo.
Amarlo! Amatevi, amatevi! Amare Dio: amerai il Signore Dio tuo con tutto il
tuo cuore, con tutta la tua intelligenza, con tutte le tue forze, amare Dio al di sopra di
ogni cosa. È l’amore! Siamo stati scelti da Dio per amarlo e per sperimentare il suo
amore. Come si ama Cristo? Nella liturgia, nella messa, pregando il rosario: come si
ama Cristo? È sufficiente? Come si ama Cristo? È una domanda interessante. Amare
Cristo! Amarlo al di sopra di ogni cosa. I Padri della Chiesa dicono: ama Cristo e fai
ciò che vuoi. Ama Cristo e ti seguiranno a migliaia. Se ami Cristo ti seguiranno a
migliaia, se ami Cristo. Amare Cristo.
Nei diari di Carmen abbiamo letto che amore aveva lei a Cristo. Adesso capisco
perché abbiamo tanta gente nel Cammino: grazie all’amore che Carmen aveva a
Cristo. Un amore nascosto, mi ha sopportato con pazienza per amore a Cristo.
Costantemente, ogni giorno, diceva: “Ti amo, Gesù mio, ti amo!” Non posso leggere
questi scritti perché mi fanno soffrire al pensiero di quanto ha sofferto con me e quanto
amava Gesù Cristo. Carmen è la vostra catechista, ha scelto Dio per la tua fede.
Speriamo che Dio la abbia nella sua gloria e che la Chiesa un giorno riconosca l’amore
immenso che aveva a Cristo. Questa è l’unica verità, il resto è vanità. In tutti i diari di
Carmen, tutti i giorni dice: “Ti amo, Signore mio!”. Costantemente. È stata con me per
amore a Cristo e a voi. Vedeva che parlavo bene, lei si sentiva complessata in questo.
Vedendo che ero positivo si è unita a me ed ha vissuto una vita completamente
contraria a quella che era la sua idea. Il suo rapporto con me passava per l’amore a
Gesù Cristo. Per l’amore a Cristo che in Carmen era enorme! Voi siete tutti qua per il
grande amore che Carmen aveva a Gesù Cristo. Tutte le notti scriveva nel diario: “Ti
amo, Signore, ti amo!”.
Amare Cristo, ama Cristo e ti seguiranno a migliaia. Tale è l’amore a Cristo che
risplende nei suoi scritti, tutti i giorni scriveva, tutti i giorni. Per amore a Lui mi ha
sopportato con pazienza, per amore a Gesù Cristo. Mi ha accompagnato stando al
secondo posto, annullandosi. Lei mi chiamava: “Yo, yo, yo = Io, io, io!”. Lei per
amore a Cristo e a voi collaborava con me.
(Parlando direttamente a Carmen) “Carmen, non ti arrabbiare! Abbiamo
collaborato insieme, tu meglio di me, io non ho nessuno scritto pieno di amore a Cristo
come sono i tuoi. Con questo mi hai superato ampiamente e avevi ragione in tanti tuoi
pensieri: che ero abbastanza stravagante, artista…, le cose che pensavi seriamente di
me erano vere. Nel tuo caso, tutto ciò si è trasformato in fonte di santità! Perché non
me lo hai mai detto? L’ho scoperto dai tuoi scritti che tenevi nascosti. Lì è scritta la
verità di quello che pensavi di me e di quello che facevamo”.

- 15 -
Annuncio di Avvento 2018

Bene, è un mistero la mia collaborazione con Carmen, come è un mistero la


vostra collaborazione con noi. È un mistero che sono vostro catechista. E’ un mistero il
bene che avete ricevuto da me, attraverso me ed il P. Mario, attraverso Carmen e
adesso attraverso Ascensión. Il Tempo di Natale è il tempo della famiglia, tempo per
aprire la Scrittura, per parlare ai vostri figli, nipoti…, dell’amore che Dio ha mostrato
facendosi uomo, nato sulla terra, in Galilea, ha camminato sul mare, ha fatto miracoli,
ma il miracolo più grande è stato salire sulla croce che è una ignominia, con sofferenze
inimmaginabili per amore a te e per amore a me.
Come possiamo ripagare questo? Come possiamo ringraziarlo? Questo è nella
misura delle nostre povere forze. Io non posso soffrire molto per amore a Cristo, non
sono capace, siamo tutti debolissimi e peccatori. Lui non ha bisogno di ricevere niente
da noi, gli basta volerci bene, amarci. Possiamo però riconoscere che ci vuole bene e
volere bene a Lui. Volere bene a Cristo vuol dire voler bene alla comunità. La
riconoscenza più grande che possiamo avere a Cristo è di essere quello che Lui vuole
da noi: amatevi! Amare i fratelli: come si amano i fratelli? Per telefono? Che significa
amare i fratelli? Salutarli in comunità? Che altro? Se sei malato ti vengo a visitare?
Senza dubbio. In che consiste amarsi? Non è facile. Gesù Cristo ci dice una cosa:
“Come io vi ho amato!”. Speriamo che ce lo spieghi perché non è facile.
Che significa amare l’altro come Cristo ci ha amato? L’altro mi crocefigge?
Non lo so. Qualcuno ti odia? Non so. “Amatevi, come io vi ho amato!”. Che ha voluto
dire Gesù Cristo con questo? Che vuol dire esattamente? Non lo capisco, non lo
comprendo. “Amatevi, come io vi ho amato!”. Come ci ha amato Cristo? Ci ha amato
quando ha offerto la sua vita per riscattare la mia: devo amare gli altri fino alla morte,
offrendomi totalmente. Questo come si fa? Ci vediamo in comunità, qualche volta?
Che significa: “Amatevi, come io vi ho amato!”. È una domanda interessante,
importantissima. Altrimenti che andiamo a fare se Dio non ci spiega in che consiste.
Kiko, vuoi che te lo spieghi? Domani ti mando una malattia, una persecuzione e vedrai
come lo capisci subito. Vedrai cosa succederà. Dovete prepararvi perché può
succedere di tutto. È vero! Amare l’altro, offrendo la tua vita per i fratelli. Il mio corpo
è tutto per voi. Allora non puoi odiare un fratello. Odiarlo? Invidiarlo? Parlare male di
lui? Un cristiano non parla mai male di nessuno. Sparlare dell’altro: proibito!
Giudicare l’altro? Proibito ai cristiani! Non possiamo giudicare, lo ha detto Cristo
stesso: “Non giudicate!”. Con questo volevo dire che essere cristiano significa pregare,
domandare al Signore: Come vuoi che agisca? Cosa vuoi che faccia? Insegnami a
voler bene ai fratelli, aiutami tu! Che non viva più la mia vita. Vuoi vivere in me? Io ti
accetto, entra dentro di me e vivi per me. Il mio vivere sia Cristo, il mio mangiare sia
Cristo, il mio dormire sia Cristo, vivi dentro di me! Se questo lo facciamo tutti, qui
saremo uno: “Siate perfettamente uno ed il mondo crederà” (Gv 17,23). Abbiamo detto
che Dio ama così, donandosi totalmente fino a farsi uno, il Padre non si riserva nulla
come Padre, si dona totalmente nel Figlio, ed il Figlio per il Padre. Questo, che è la
forma di amare di Dio, lo fa con noi, Cristo vive in me totalmente uno, perfettamente
uno in me: chi vede me vede Cristo! Vive in me, totalmente, non si è riservato nulla, si
è donato totalmente a me. Per questo dice Cristo: “Amatevi, come io vi ho amato!”. Se
siete come comunità perfettamente uno, il mondo crederà. Come Cristo ci ha amato,
così Cristo vorrebbe che ci amassimo. Ossia che non devo riservare nulla, sono tutto

- 16 -
Annuncio di Avvento 2018

per la mia comunità, sono tutto per voi, non ho vita, la mia vita siete voi! Il mio vivere
è Cristo, la sua volontà, volervi bene.
Che significa volervi bene? Venire qui a fare quest’incontro, con un dolore alla
gamba, non avendo voglia di farlo, stanchissimo, sono vecchio. Venire oggi: un vero
sacrificio! L’ho fatto per amore a Gesù Cristo, sinceramente. Non ci guadagno nulla
stando qua, non mi gratifico con questo. L’unica cosa che sento è che venire qua per
me è stato difficile, ma sono venuto, portato dal Signore. Non vi scandalizzate, vorrei
volervi bene, vorrei. L’amore non è un sentimento ma devo dimostrare l’amore che ho
per voi con i fatti. Sono qua ed è un fatto di amore a voi! Facendo questo non sto
provando a guadagnarmi fama, niente di questo. Sono un peccatore, un essere debole,
un artista con una mentalità tutta particolare, con una sensibilità tutta particolare. Va
bene. La prima cosa che devo accettare è me stesso, come Dio mi ha fatto. Diceva S.
Teresina di Lisieux che il primo grado della santità è accettare con pazienza noi stessi,
i nostri difetti, accettarli con pazienza e con umiltà. Accettare come Dio mi ha fatto,
ecc., non vivere al di fuori di me stesso, della mia realtà, di ciò che sono
concretamente. Sono un peccatore, un poveraccio, uno che fa fatica a fare qualsiasi
cosa. Non importa. Ma oggi sono contento che il Signore ci ha unito a voi, Padre
Mario e Carmen, e in qualche modo sono stato collaboratore con lo Spirito Santo
perché voi cresciate nella fede e abbiamo formato comunità, percorso un itinerario di
crescita nella fede, un catecumenato. Non sono stato io: il Signore ha fatto con noi
un’opera enorme. Abbiamo dietro di noi migliaia e migliaia di uomini che stanno
vivendo quello che voi state vivendo. Milioni possiamo dire, siamo forse un milione e
mezzo di fratelli.
Dio con noi ha fatto un cammino di crescita nella fede meraviglioso, avete una
comunità cristiana! Fuori, nel paganesimo, la gente è sola! Tremendamente sola.
Adesso che stiamo facendo catechesi nelle famiglie stanno venendo i pagani. Dopo
che hanno finito la catechesi questi pagani non vanno via. Passano le ore e non vanno
via. E abbiamo capito cosa succede: hanno trovato nella famiglia cristiana un
calduccio comunitario, l’amore. Nelle loro case non c’è nessuno, sono soli e non
vogliono ritornarci. Fanno fatica ad andare via da quell’ambiente perché sono
desiderosi che si formi la comunità, perché la gente vive sola. Come sapete in
Scandinavia il governo non sa più che fare, perché la coppia in sé è un totale
fallimento. L’uomo divorzia una volta, si risposa, divorzia una seconda volta, la terza
volta non si sposa più, convive con una donna, litiga perché lei non accetta che lui
beva e litigano, si separano e non hanno più alcuna relazione. Lui decide di vivere solo
e non vuole più altre sofferenze con altre donne. Il risultato è che in poco tempo
l’aumento di gente sola è enorme. Non sanno più che fare. La coppia è un totale
fallimento. Parlare di gente sola quando hanno 50 anni è una cosa, ma quando ne
hanno 80 è una tragedia perché non riesci a fare nulla, immaginate se uno cade. La
gente è sola, una vera tragedia, un nuovo tipo di povertà inimmaginabile. Il massimo
che può fare il governo per gli anziani soli è mandare un’assistente 2 volte a settimana
che fa la pulizia della casa e fa un po’ di spesa. È successo che quando questi assistenti
arrivano li trovano già morti, da soli. Tanto è forte questo impatto che la vita sembra
una mostruosità e la gente si uccide, una bestemmia contro il creatore: la vita non
merita di essere vissuta. Questa è la società moderna, il numero dei suicidi è altissimo.

- 17 -
Annuncio di Avvento 2018

I governi si spaventano quando i suicidi toccano i giovani. Non sanno che fare. Nel
Regno Unito si suicidavano ragazzi di 11, 12 anni per la separazione dei genitori. Non
sapevano che fare, ma erano talmente alto il numero dei suicidi che hanno pensato di
fare una legge in cui si proibiva ai genitori che aveva figli piccoli di separarsi. Ma il
Parlamento non l’ha approvata. Il governo voleva aiutare i ragazzi perché la società
all’improvviso appariva come una mostruosità, le grandi città mostruose! Vivere è
difficilissimo. Piene di gente sola, dove non esistono ideali, non c’è alcuna religione.
Le persone che vanno in chiesa sono 50 e anziane e la gente pagana pensa che sono
cose religiose, magiche, una stupidaggine, non esiste Dio, non esiste il cielo. Una
società moderna che ha delle caratteristiche di sofferenza enormi e una delle
caratteristiche è la solitudine.
Dio è amore, amatevi! Ma le città sono in mano al demonio, che è il principe di
questo mondo. Il demonio non può amare, ve lo dico. Chi cade nelle grinfie del
demonio non può amare, è un egoista, ama i soldi e amando i soldi pensa di amare se
stesso, i soldi! Ma, grazie a Dio, possiamo vedere tutte queste cose del paganesimo,
immaginate l’aberrazione del paganesimo: si creavano orfanotrofi per vendere i
bambini agli omosessuali. I Padri della Chiesa hanno protestato contro le aberrazioni
del mondo pagano, dove compravano bambini nei paesini e li vendevano ai pervertiti
per denaro, per soldi. Lasciamo stare.
Fratelli, coraggio, vi auguro buon Natale a tutti. Pregate per me, per P. Mario –
ricordiamo Carmen – e per Ascensión.
Dobbiamo fare il canto finale: Rivestitevi dell’armatura di Dio. Dice:

Rivestitevi dell'armatura di Dio, indossando le armi della luce, perché la
nostra lotta non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro gli
spiriti del male che abitano nel mondo delle tenebre.
Per questo vi dico: cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la giustizia della
croce, che non resiste al male (Ef 6:11-15).
Siamo pazzi? Devo non opporre resistenza al male? Stai scherzando? Come si
fa? Cioè vedo arrivare il male contro di me e non devo opporre resistenza? No!
Scappo? No! Dice:
Rivestiti della giustizia della croce che non resiste al male, ma che prende su di
sé i peccati degli altri. Calzati con lo zelo per annunciare il vangelo.
“Lo zelo per annunciare il vangelo” i Padri della Chiesa dicono che queste
calzature, che sono lo zelo, fanno sì che il serpente che è sulla terra non possa mordere
il calcagno dell’uomo, perché è rivestito da una calzatura luminosa: lo zelo per
annunciare il Vangelo.
Ma soprattutto dello scudo della fede che ti dice che Cristo ti ama veramente.
Che è morto sulla croce per te, quando eri malvagio e peccatore. Con la Spada
dello spirito che è la Parola di Dio e con l’elmo della salvezza che ti dice: che
Cristo resuscitò che è Kyrios, il Signore, che ritornerà e ci porterà con lui.

Alleluia! Cantiamo questo canto:


- 18 -
Annuncio di Avvento 2018

− Canto: “Rivestitevi dell’armatura di Dio”


− Preghiere
− Padre Nostro, Ave Maria
− Pace
− Benedizione
Buon Avvento e buon Natale.
Pregate per il P. Mario, perché Dio gli dia salute e non andare al Padre con
Carmen.

- 19 -