Sei sulla pagina 1di 22

Sottospazi vettoriali

Sia V uno spazio vettoriale sul campo numerico K e sia U uno


sottoinsieme non vuoto di V. Diremo che U è un sottospazio
vettoriale di V se U risulta essere a sua volta uno spazio
vettoriale sul campo K con le operazioni che eredita da V.
Deve dunque accadere che U deve essere “chiuso” rispetto alle
operazioni presenti in V. Più precisamente:
i) Per ogni u, u0 ∈ U deve risultare che anche il vettore
u + u0 ∈ U.
ii) Per ogni α ∈ K, per ogni u ∈ U deve risultare che anche il
vettore αu ∈ U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Sottospazi vettoriali

Sia V uno spazio vettoriale sul campo numerico K e sia U un


suo sottospazio vettoriale.
Dimostriamo innanzitutto che il vettore nullo di V appartiene
al sottospazio vettoriale U.
Poichè U è non vuoto esso contiene almeno un vettore u. Per
la ii) abbiamo allora che anche il vettore 0u deve appartenere
a U.
Ma il vettore 0u è il vettore nullo, quindi il vettore nullo deve
appartenere a U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Sottospazi vettoriali

Dimostriamo che U risulta chiuso rispetto alle combinazioni


lineari di suoi elementi.
Se u1 ∈ U e se α1 ∈ K allora per la proprietà ii) dei sottospazi
vettoriali risulta α1 u1 ∈ U.
Se u1 , u2 ∈ U e se α1 , α2 ∈ K allora per la proprietà ii) dei
sottospazi vettoriali ciascuno dei vettori α1 u1 , α2 u2 appartiene
di nuovo a U. Quindi, per la proprietà i) dei sottospazi
vettoriali, possiamo concludere che anche il vettore
α1 u1 + α2 u2 = (α1 u1 ) + (α2 u2 ) deve appartenere a U in
quanto somma di due vettori che appartengono a U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Sottospazi vettoriali

Se u1 , u2 , u3 ∈ U e se α1 , α2 , α3 ∈ K allora per quanto appena


visto, anche i vettori α1 u1 + α2 u2 e α3 u3 devono appartenere
a U. Quindi, di nuovo per la proprietà i) dei sottospazi
vettoriali, possiamo concludere che anche
α1 u1 + α2 u2 + α3 u3 = (α1 u1 + α2 u2 ) + α3 u3 deve
appartenere a U.
Reiterando il ragionamento possiamo concludere che anche
una combinazione linere di 4, 5, ..., n vettori di U continua ad
appartenere a U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Sottospazi vettoriali

Viceversa, se V è uno spazio vettoriale sul campo numerico K


e U è un sottoinsieme di V il quale contiene il vettore nullo e
risulta chiuso rispetto a combinazioni lineari di suoi elementi,
allora U è un sottospazio vettoriale di V.
Per dimostrare la proprietà i) possiamo osservare che per ogni
u, u0 ∈ U possiamo scrivere il vettore u + u0 come la
combinazione lineare 1 · u + 1 · u0 . Quest’ultimo vettore deve
appartenere a U in quanto combinazione lineare di vettori di
U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Sottospazi vettoriali

Per dimostrare la proprietà ii) possiamo osservare che per ogni


u ∈ U e per ogni α ∈ K possiamo scrivere il vettore αu come
combinazione lineare α · u + 1 · 0. Quest’ultimo vettore deve
appartenere a U in quanto combinazione lineare di vettori di
U.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali

Tra i sottospazi vettoriali di uno spazio vettoriale V ve ne sono


sempre almeno due.
Il primo è il sottospazio vettoriale {0} costituito dal solo
vettore nullo, il secondo è il sottospazio vettoriale V stesso. In
ciascun caso basta pensarci un attimo per rendersi conto che
effettivamente abbiamo a che fare con sottospazi vettoriali di
V.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali

Il sottospazio vettoriale {0} costituito dal solo vettore nullo


viene spesso detto appunto il sottospazio vettoriale nullo.
Questo è il più piccolo tra tutti i sottospazi vettoriali di V, nel
senso che esso risulta contenuto in ogni sottospazio vettoriale
di V.
Il sottospazio vettoriale V è il più grande tra tutti i suoi
sottospazi vettoriali, nel senso che esso contiene per
definizione ogni altro sottospazio vettoriale di V.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali

Posto V = Kn , spazio vettoriale numerico standard costituito


da tutte le n-uple di numeri, e scelti arbitrariamente dei numeri
α1 , α2 ,. . . , αn ∈ K, si verifica immediatamente che l’insieme

U = {(x1 , x2 , . . . , xn ) : α1 x1 + α2 x2 + . . . + αn xn = 0}

è un sottospazio vettoriale di V.
In altre parole, l’insieme delle soluzioni di una equazione
lineare omogenea in n incognite a coefficienti in K è un
sottospazio vettoriale di Kn .

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali
La verifica dell’affermazione precedente è molto semplice
Innanzitutto il vettore nullo di Kn cioè la n-upla (0, 0, . . . , 0)
appartiene certamente a U in quanto soddisfa certamente
l’equazione lineare omogenea assegnata.
Supponiamo ora che le due n-uple (x1 , x2 , . . . , xn ) e
(y1 , y2 , . . . , yn ) appartengano a U, dunque supponiamo che
siano vere entrambe le relazioni

α1 x1 + α2 x2 + . . . + αn xn = 0

α1 y1 + α2 y2 + . . . + αn yn = 0

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali
Scriviamo la combinazione lineare

λ(x1 , x2 , . . . , xn ) + µ(y1 , y2 , . . . , yn )

dove λ e µ sono numeri arbitrari.


Risulta evidentemente

λ(x1 , x2 , . . . , xn ) + µ(y1 , y2 , . . . , yn ) =

= (λx1 + µy1 , λx2 + µy2 , . . . , λxn + µyn )


Calcoliamo
α1 (λx1 + µy1 ) + α2 (λx2 + µy2 ) + . . . + αn (λxn + µyn )

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali

Di nuovo
α1 (λx1 + µy1 ) + α2 (λx2 + µy2 ) + . . . + αn (λxn + µyn ) =
α1 λx1 + α1 µy1 + α2 λx2 + α2 µy2 + . . . + αn λxn + αn µyn =
= α1 λx1 +α2 λx2 +. . .+αn λxn +α1 µy1 +α2 µy2 +. . .+αn µyn =
= λ[α1 x1 + α2 x2 ) + . . . + αn xn ] + µ[α1 y1 + α2 y2 + . . . + αn yn ] =
=λ·0+µ·0=0
Concludiamo che la combinazione lineare

λ(x1 , x2 , . . . , xn ) + µ(y1 , y2 , . . . , yn )

appartiene a U, il quale dunque risulta essere un sottospazio


vettoriale di Kn

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
Esempi di sottospazi vettoriali

Quindi, ad esempio, l’insieme

U = (x, y , z) ∈ R3 : 2x + y − 4z = 0


è un sottospazio vettoriale di R3 .

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali
Un modo standard di “fabbricare” sottospazi vettoriali di uno
spazio vettoriale V è di usare dei procedimenti “standard” che,
a partire da due o più sottospazi vettoriali assegnnati,
producano un nuovo sottospazio vettoriale di V
La prima idea che viene in mente è di provare con le cosiddette
“operazioni insiemistiche”.
DOMANDA. Dati due sottospazi vettoriali U e W di uno
spazio vettoriale V, possiamo affermare che la loro intersezione
U ∩ W sia ancora un sottospazio vettoriale di V?
La risposta è affermativa. Infatti il vettore nullo 0 appartiene a
U ∩ W, in quanto ciascuno dei sottospazi vettoriali U e W
contiene 0.
Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali
Inoltre se v, v0 sono vettori che appartengono a U ∩ W e α, α0
sono numeri in K allora la combinazione lineare αv + α0 v0
appartiene tanto a U quanto a W (in quanto ciascuno di
questi due sottoinsiemi, essendo un sottospazio vettoriale,
risulta essere chiuso rispetto alle combinazioni lineari dei propri
vettori)
Più in generale, possiamo affermare con un ragionamento
analogo che se abbiamo una lista U1 , U2 , . . . , Uh di
sottospazi vettoriali dello spazio vettoriale V, allora anche la
loro intersezione U1 ∩ U2 ∩ . . . ∩ Uh risulta essere un
sottospazio vettoriale di V. (Questa proprietà si estende anche
a una “lista infinita” di sottospazi vettoriali)
Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali
Pertanto, ad esempio, l’insieme
n √ o
H = (x, y , z) ∈ R3 : 2x + y − 4z = 0, x + 3y − 2z = 0

è un sottospazio vettoriale di R3 . Infatti, posto


U = (x, y , z) ∈ R3 : 2x + y − 4z = 0

n
3
√ o
W = (x, y , z) ∈ R : x + 3y − 2z = 0
abbiamo che tanto U quanto W sono sottospazi vettoriali di
R3 . Pertanto, poichè risulta evidentemente
H=U∩W
possiamo dire che H è un sottospazio vettoriale di R3
Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali

Generalizzando l’esempio precedente, consideriamo lo spazio


vettoriale numerico standard Kn . Sia m un intero positivo. Per
i = 1, 2, . . . , m scegliamo arbitrariamente dei numeri
ai1 , ai2 ,. . . ,ain ∈ K, e definiamo

Ui = {(x1 , x2 , . . . , xn ) ∈ Kn : ai1 x1 + ai2 x2 + . . . + ain xn = 0}

Per quello che abbiamo detto in precedenza, per ogni indice


i = 1, 2, . . . , m l’insieme Ui risulta essere un sottospazio
vettoriale di Kn .
Pertanto anche l’intersezione U1 ∩ U2 ∩ . . . ∩ Um è un
sottospazio vettoriale di Kn .

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali
Gli elementi di questa interesezione non sono altro che le
n-uple che soddisfano simultaneamente tutte le equazioni
ai1 x1 + ai2 x2 + . . . + ain xn = 0
Abbiamo pertanto stabilito che l’insieme delle soluzioni di un
sistema omogeneo di equazioni lineari


 a11 X1 + a12 X2 + . . . + a1n Xn = 0
 a21 X1 + a22 X2 + . . . + a2n Xn = 0

.. ..


 . .
 a X + a X + ... + a X = 0
m1 1 m2 2 mn n

forma un sottospazio vettoriale di Kn .

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
L’intersezione di sottospazi vettoriali
Questo è un fatto importante. ricordiamoci che abbiamo
stabilito di considerare i vettori di Kn di volta in volta come
righe oppure come colonne, a seconda di come possa tornare
più comodo per i nostri scopi.
Quindi ad esempio l’insieme delle soluzioni del sistema
omogeneo di equazioni lineari

(1 + i)X +2Y −Z = 0
(2i)X +(1 − i)Y +Z = 0
è un sottospazio vettoriale dello spazio vettoriale C3 delle
terne di numeri complessi. Ovviamente la determinazione delle
soluzioni può essere portata a termine con il metodo di
Gauss-Jordan che abbiamo già imparato
Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
E l’unione di sottospazi vettoriali?

DOMANDA. Dati due sottospazi vettoriali U e W di uno


spazio vettoriale V, possiamo affermare che la loro unione
U ∪ W sia ancora un sottospazio vettoriale di V?
La risposta è stavolta negativa, nel senso che non sempre
l’unione di due sottospazi vettoriali risulta essere un
sottospazio vettoriale. Lo vediamo facilmente con un esempio.

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
E l’unione di sottospazi vettoriali?

Posto
U = (x, y ) ∈ R2 : x = 0


W = (x, y ) ∈ R2 : y = 0


abbiamo che ciascuno tra U e W è un sottospazio vettoriale


dello spazio vettoriale R2 .

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica
E l’unione di sottospazi vettoriali?
Per dimostrare che U ∪ W NON è un sottospazio vettoriale di
R2 , osserviamo che posto

u = (0, 1) w = (1, 0)

abbiamo

u∈U⊂U∪W w ∈W ⊂U∪W

mentre evidentemente u + w = (1, 1) ∈


/ U∪W
(la coppia (1, 1) non presenta 0 nè in prima posizione, nè in
seconda posizione)

Arrigo BONISOLI
Algebra Lineare - CdL Informatica e Matematica