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Diagonalizzazione - esercizio standard n.

Risoluzione di un generico esercizio per la risoluzione del terzo compitino


 
1 −1 2
Sia data la matrice A =  0 2 0 
1 1 0

A) Determinare gli autovalori della matrice

1. scrivere il polinomio caratteristico (corrispondente per definizione al determinante


A − λI, ovvero della
della matrice   matrice ottenuta dalla differenza tra la matrice
1 −1 2 λ 0 0
A = 0 2 0  e la matrice λI =  0 λ 0 )
1 1 0 0 0 λ


1−λ −1 2
= = − (λ + 1)(λ − 2)2

det (A − λI) = 0 2−λ 0
1 1 −λ

2. gli autovalori sono le radici del polinomio caratteristico:

• λ=−1 con molteplicità = 1

• λ=2 con molteplicità = 2 (perché elevato alla seconda

B) Determinare la dimensione degli autospazi (solitamente espressa come dim (Vλ))

Di fondamentale importanza è la regola generale qui espressa:


1 se mλ = 1
dim (Vλ) =
n − ρ(A − λI) se mλ ≥ 2

1. se λ = − 1 ⇒ dim (V−1) = 1 (e ottengo questo risultato, senza calcoli semplicemente


presuppondendo il fatto che l’autovettore − 1 aveva molteplicità 1.
se λ = 2 ⇒ dim (V2) = n − ρ(A − 2I). Prima di poter dire la dimensione di questo
autospazio dovrò quindi calcolare la caratteristica del secondo autospazio.

2. ρ(A − λI) = ρ(A − 2I)



⇓  
⇓ 
1−λ −1 2 −1 −1 2
 0 2−λ 0  =  0 0 0  = 1
1 1 −λ 1 1 −2

dim (V2) = n− ρ = 3−1 = 2

C) Dire se A è diagonalizzabile

Esistono 2 differenti metodi per dire se A è diagonalizzabile

• dimensione dell’autospazio uguale alla molteplicità dell’autovalore corrispon-


dente;

• somma delle dimensioni degli autospazi deve essere uguale all’ordine della
matrice, n.

1
P
1. dim (Vλi) = dim (V−1) + dim (V2) = 1 + 2 = 3 = n

D) Determinare una base per ogni autospazio

1. La dimensione dell’autospazio corrisponde al numero di basi di quell’autospazio

• Base di V2
 
−1 −1 2
i. scrivo la matrice A − λI = A − 2I = 0 0 0 
1 1 −2
 
−1 −1 2
ii. la riduco utilizzando l’algoritmo di Gauss, ottengo Gλ=2 = 0 0 0 
0 0 0

iii. risolvo il sistema omogeneo associato ha come matrice dei coefficienti


Gλ=2.

 − 1x − 1y + 2z = 0
0x + 0y + 0z = 0 ⇒ x = − y + 2z
0x + 0y + 0z = 0

le soluzioni sono quindi ( − y + 2z , y, z)

iv. trovo le basi


y z V
1 0 ( − 1, 1, 0)
0 1 (2, 0, 1)

⇒ Basi(V2) = {( − 1, 1, 0), (2, 0, 1)}

• Base di V−1
 
2 −1 2
i. scrivo la matrice A − λI = A − ( − 1)I =  0 3 0 
1 1 1
 
2 −1 2
ii. la riduco utilizzando l’algoritmo di Gauss, ottengo Gλ=−1 = 0 3 0 
0 0 0

iii. risolvo il sistema omogeneo associato come matrice dei coefficienti


Gλ=−1.

 2x − 1y + 2z = 0 1
⇒x= y −z
0x + 3y + 0z = 0 2
0x + 0y + 0z = 0 ⇒ y = 0

le soluzioni sono quindi (z, 0y, − z)

iv. trovo le basi


z V
1 (1, 0, − 1)
⇒ Basi(V −1) = {(1, 0, − 1)}

E) Dire se esiste una base di R3 (nel caso generale di Rn dove n è l’ordine della matrice)
costituita da autovettori di A, nel caso se ne verifichi l’esistenza scriverle

2
P
La rispostà è Sì ⇔ A è diagonalizzabile (cioè dim (Vλ) = dim (V −1) + dim (V2) = n)

• siccome avevamo già verificatoPal diagonalizzabilità di A non abbiamo nemmeno


bisogno di eseguire il calcolo dim (Vλi) = dim (V−1) + dim (V2) = 1 + 2 = 3 = n

In questo caso basta unire le basi degli autospazi ⇒ BR3 = {( − 1, 1, 0), (2, 0, 1), (1, 0, − 1)}

F) Scrivere tutti gli autovettori di A

• autovettori di V2: soluzioni del sistema A − 2I ⇒ v = ( − y + 2z, y, z)

• autovettori di V−1: soluzioni del sistema A − ( − 1)I ⇒ w = (z, 0, − z)

G) Scrivere la matrice P (invertibile) e D (diagonale) ⇒ P −1 · A · P = D


   
−1 2 1 2 0 0
P =  1 0 0  D = 0 2 0 
0 1 −1 0 0 −1

P → matrice che si ottiene incolonnando le basi degli autospazi


D → matrice che ha come diagonale gli autovalori nello stesso ordine in cui ho scritto gli
autovettori in P (circondati da 0)