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N.B.

Le schede di Diritto dell’Unione Europea qui contenute costituiscono materiale per uso del docente. Non sono dispense e non sostituiscono il libro di testo consigliato. Non sono state riviste e possono contenere errori.

Prima di concretarsi in un vero e proprio progetto politico e di divenire un obiettivo permanente della politica di governo degli Stati membri, l'idea d'Europa era patrimonio di una cerchia ristretta di filosofi

e di idealisti. La prospettiva degli Stati Uniti d'Europa, secondo la formula di Victor Hugo,

corrispondeva a un ideale umanista e pacifista al quale i tragici conflitti che sconvolsero il continente

nella prima metà del XX secolo inflissero una brutale smentita.

Si sono dovute attendere le idee scaturite dai movimenti di resistenza ai totalitarismi, durante la

seconda guerra mondiale, per vedere affiorare il concetto di un'organizzazione del continente in grado

di superare gli antagonismi nazionali. Altiero Spinelli, federalista italiano, e Jean Monnet, ispiratore del

piano Schuman che ha creato la prima Comunità europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, sono all'origine delle due principali correnti di pensiero che hanno dato il via al processo d'integrazione comunitaria: da una parte, il progetto federalista basato sul dialogo e su un rapporto di complementarità fra i poteri locali, regionali, nazionali ed europei; dall'altra, il progetto funzionalista basato sulla delega graduale di parti di sovranità dal livello nazionale al livello comunitario.

Queste due tesi si fondono oggi nella convinzione che, a fianco dei poteri nazionali o regionali, debba sussistere un potere europeo basato su istituzioni democratiche e indipendenti, in grado di gestire quei settori per i quali l'azione comune si rivela più efficace di quella svolta da Stati che agiscono separatamente: il mercato interno, la moneta, la coesione economica e sociale, la politica dell'occupazione, la tutela dell'ambiente, la politica estera e di difesa, la creazione di uno spazio di libertà e di sicurezza.

L'Unione europea rappresenta il risultato degli sforzi compiuti fin dal 1950 dai promotori dell'Europa comunitaria. Essa costituisce l'organizzazione più avanzata d'integrazione multisettoriale esistente, con capacità di agire nel settore economico, sociale, politico, dei diritti dei cittadini e delle relazioni esterne dei 15 Stati che ne sono membri.

Il trattato di Parigi, che istituì la CECA nel 1951 e quelli di Roma che istituirono la Comunità

economica europea (CEE) e la Comunità europea per l'energia atomica (EURATOM) nel 1957, modificati nel 1986 dall'Atto unico europeo, nel 1992 dal trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht e dal trattato di Amsterdam firmato nel 1997, sono le basi costituzionali di questo insieme che crea fra gli Stati membri vincoli giuridici che vanno molto oltre le normali relazioni contrattuali esistenti fra Stati sovrani.

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE ANNO ACCADEMICO 2003 - 2004 RIEPILOGO DELLE NOZIONI ESSENZIALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE L’Unione Europea è una Organizzazione internazionale, che, come tale, trova il suo fondamento

giuridico nel Diritto Internazionale e, segnatamente,nei Trattati Istitutivi, quindi nella volontà degli Stati membri. Le Fonti del Diritto Internazionale La Consuetudine Regola non scritta obbligatoria per i soggetti di un ordinamento

Elementi costitutivi

- Diuturnitas

Reiterazione costante di comportamenti da parte delle generalità degli Stati Opinio Iuris

Convincimento dell’obbligatorietà Stati di nuova formazione Fonti ulteriori del Diritto Internazionale Atti unilaterali

Riconoscimento

Protesta

Rinuncia

Promessa

Condizioni di efficacia: Emanati da organi competenti secondo regole costituzionali

Forma e validità: qualunque, purché sia comunque manifesta e palese la volontà di obbligarsi

Effetti: obbligo di comportamento tutela del legittimo affidamento

Fonti ulteriori del Diritto Internazionale - segue Jus cogens

Principi generali di diritto riconosciuti dalla Nazioni Civili

Accordi di codificazione del diritto consuetudinario

Giurisprudenza : non è fonte, ma influenza notevolmente l’interpretazione delle norme di diritto internazionale (CIG)

Equità: adattamento di una norma giuridica alla fattispecie concreta in base al comune senso della giustizia (Trib. Arbitrali Internazionali che pronunciano ex aequo et bono)

Diritto dei Trattati

i Trattati

Nozione: incontro di volontà per creare, modificare o estinguere norme giuridiche internazionali

Classificazione:

Bilaterali / Multilaterali Aperti /chiusi Politici / commerciali / navigazione Creano regole materiali (disciplina comportamenti Stati)

formali (istituiscono fonti)

Codificazione Convenzione di Vienna 1960 (eff. 1980) sul diritto dei Trattati Ambito di applicazione:

- accordi tra Stati

- stipulati per iscritto

- accordi soggetti al DI

Non applicabile, se non richiamata, alle Org. Int.li Accordi tra Stati e Società straniere sono contratti non soggetti al DI

Procedura di conclusione

A) Formazione dei Trattati

- Libertà di forma con procedimento solenne Negoziazione Firma Ratifica Scambio delle ratifiche In forma semplificata (firma)

B) Adesione

Segue : procedura di conclusione

C) Riserve

Nozione: atto unilaterale mediante il quale uno Stato dichiara di non accettare alcune disposizioni

dell’accordo Tipologia: - non accettazione di clausole

- accettazione di clausole con modifica

- accettazione solo di determinate interpretazioni

Effetti: - senza obbiezioni: l’accordo con lo Stato obbiettore si forma sulla base della riserva

- con obbiezioni: non si forma l’accordo tra lo Stato che ha posto la riserva e lo Stato che vi ha obbiettato

D) Entrata in vigore

Applicazione e interpretazione dei Trattati Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Interpretazione:

Oggettivistica Soggettivistica Teoria Poteri Impliciti

Trattati in più lingue

Emendamenti Procedura: notifica a tutti gli Stati contraenti Effetti: efficacia solo nei confronti delle parti che accettano Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Modifiche

Concernono solo alcuni Stati parti di accordo multilaterale Compatibili con oggetto e scopo del trattato Non devono pregiudicare i diritti degli altri Stati Non devono essere espressamente vietate dal trattato Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Successione degli Stati nei trattati

Principi:

- Trasmissibilità trattati localizzabili i reali (relativi a diritti reali o territoriale) Intrasmissibilità dei trattati di natura politica Mobilità delle frontiere dei trattati Prassi della tabula rasa (per trattati non localizzabili) Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati successione Ipotesi di successione :

- Distacco

di una parte di territorio che

a) va a formare un nuovo stato

b) si aggiunge a stato preesistente

Smembramento

 

si formano più stati e si estingue la soggettività internazionale dello stato

originario

Incorporazione

 

si estingue lo stato incorporato

Fusione

 

si estinguono due o più soggetti e danno vita a nuovo soggetto

Rivoluzione

non si estingue la personalità dello stato; cessano trattati di natura politica

Cause di estinzione e di invalidità Per volontà delle parti

Iniziale

Termine Raggiungimento scopo condizione risolutiva Denuncia o recesso Revisione o emendamento

b) Successiva

Nuovo accordo incompatibile Desuetudine

Segue: estinzione Per volontà delle parti

Violazione del trattato Conflitto armato

trattato confliggente con Consuetudine preesistente / formatasi successivamente

b) Per circostanze sopravvenute

Impossibilità sopravvenuta di dare esecuzione al trattato Rebus sic stantibus Invalidità Cause di invalidità:

Errore su fatto o situazione che costituivano base essenziale del consenso Dolo condotta fraudolenta di un altro stato Violenza sugli organi dello stato (individui) o sullo stato come tale Corruzione dell’organo Soggetti del Diritto Internazionale Elementi costitutivi di uno Stato:

- Popolo

- Territorio

- Governo

Rilevanza agli effetti internazionali: effettività

Soggettività internazionale Soggettività internazionale Capacità di assumere diritti e obblighi a) STATI Si esprime attraverso i Governi Caratterizzati da Effettività indipendenza

Riconoscimento – atto politico

Soggetti del Diritto Internazionale

B) Individui

Rilevanza sempre maggiore, ma all’interno degli ordinamenti di

Dotate di

- finalità proprie - capacità di concludere accordi che vincolano la sola Organizzazione (intervento

degli Stati membri

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA FACOLTA’ DI INGEGNERIA ANNO ACCADEMICO 2003 - 2004 RIEPILOGO DELLE NOZIONI ESSENZIALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE L’Unione Europea è una Organizzazione internazionale, che, come tale, trova il suo fondamento giuridico nel Diritto Internazionale e, segnatamente,nei Trattati Istitutivi, quindi nella volontà degli Stati membri. Le Fonti del Diritto Internazionale La Consuetudine Regola non scritta obbligatoria per i soggetti di un ordinamento

Elementi costitutivi - Diuturnitas Reiterazione costante di comportamenti da parte delle generalità degli Stati Opinio Iuris

Convincimento dell’obbligatorietà Stati di nuova formazione Fonti ulteriori del Diritto Internazionale Atti unilaterali

Riconoscimento

Protesta

Rinuncia

Promessa

Condizioni di efficacia: Emanati da organi competenti secondo regole costituzionali

Forma e validità: qualunque, purché sia comunque manifesta e palese la volontà di obbligarsi

Effetti: obbligo di comportamento tutela del legittimo affidamento

Fonti ulteriori del Diritto Internazionale - segue Jus cogens

Principi generali di diritto riconosciuti dalla Nazioni Civili

Accordi di codificazione del diritto consuetudinario

Giurisprudenza : non è fonte, ma influenza notevolmente l’interpretazione delle norme di diritto internazionale (CIG)

Equità: adattamento di una norma giuridica alla fattispecie concreta in base al comune senso della giustizia (Trib. Arbitrali Internazionali che pronunciano ex aequo et bono)

Diritto dei Trattati

i Trattati

Nozione: incontro di volontà per creare, modificare o estinguere norme giuridiche internazionali Classificazione:

Bilaterali / Multilaterali Aperti /chiusi

Politici / commerciali / navigazione Creano regole materiali (disciplina comportamenti Stati) formali (istituiscono fonti)

Codificazione Convenzione di Vienna 1960 (eff. 1980) sul diritto dei Trattati Ambito di applicazione:

- accordi tra Stati

- stipulati per iscritto

- accordi soggetti al DI

Non applicabile, se non richiamata, alle Org. Int.li Accordi tra Stati e Società straniere sono contratti non soggetti al DI

Procedura di conclusione

A) Formazione dei Trattati

- Libertà di forma

con procedimento solenne Negoziazione Firma Ratifica Scambio delle ratifiche In forma semplificata (firma)

B) Adesione

Segue : procedura di conclusione

C) Riserve

Nozione: atto unilaterale mediante il quale uno Stato dichiara di non accettare alcune disposizioni dell’accordo Tipologia: - non accettazione di clausole

- accettazione di clausole con modifica

- accettazione solo di determinate interpretazioni

Effetti: - senza obbiezioni: l’accordo con lo Stato obbiettore si forma sulla base della riserva

- con obbiezioni: non si forma l’accordo tra lo Stato che ha posto la riserva e lo Stato che vi ha obbiettato

D) Entrata in vigore

Applicazione e interpretazione dei Trattati Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Interpretazione:

Oggettivistica Soggettivistica Teoria Poteri Impliciti Trattati in più lingue

Emendamenti Procedura: notifica a tutti gli Stati contraenti Effetti: efficacia solo nei confronti delle parti che accettano Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Modifiche

Concernono solo alcuni Stati parti di accordo multilaterale Compatibili con oggetto e scopo del trattato Non devono pregiudicare i diritti degli altri Stati Non devono essere espressamente vietate dal trattato Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati Successione degli Stati nei trattati

Principi:

- Trasmissibilità trattati localizzabili i reali (relativi a diritti reali o territoriale) Intrasmissibilità dei trattati di natura politica Mobilità delle frontiere dei trattati Prassi della tabula rasa (per trattati non localizzabili) Segue: Applicazione e interpretazione dei Trattati successione Ipotesi di successione :

- Distacco

di una parte di territorio che

a) va a formare un nuovo stato

b) si aggiunge a stato preesistente

Smembramento

 

si formano più stati e si estingue la soggettività internazionale dello stato

originario

Incorporazione

 

si estingue lo stato incorporato

Fusione

 

si estinguono due o più soggetti e danno vita a nuovo soggetto

Rivoluzione

non si estingue la personalità dello stato; cessano trattati di natura politica

Cause di estinzione e di invalidità Per volontà delle parti

Iniziale

Termine Raggiungimento scopo condizione risolutiva Denuncia o recesso Revisione o emendamento

b) Successiva

Nuovo accordo incompatibile Desuetudine

Segue: estinzione Per volontà delle parti

Violazione del trattato Conflitto armato

trattato confliggente con Consuetudine preesistente / formatasi successivamente

b) Per circostanze sopravvenute

Impossibilità sopravvenuta di dare esecuzione al trattato Rebus sic stantibus Invalidità Cause di invalidità:

Errore su fatto o situazione che costituivano base essenziale del consenso Dolo condotta fraudolenta di un altro stato Violenza sugli organi dello stato (individui) o sullo stato come tale Corruzione dell’organo Soggetti del Diritto Internazionale Elementi costitutivi di uno Stato:

- Popolo

- Territorio

- Governo

Rilevanza agli effetti internazionali: effettività

Soggettività internazionale Soggettività internazionale

Capacità di assumere diritti e obblighi

a) STATI

Si esprime attraverso i Governi Caratterizzati da

Effettività

indipendenza

Riconoscimento – atto politico

Soggetti del Diritto Internazionale

B) Individui

Rilevanza sempre maggiore, ma all’interno degli ordinamenti di

C) Organizzazioni Internazionali

Dotate di

- finalità proprie - capacità di concludere accordi che vincolano la sola Organizzazione (intervento

degli Stati membri)

Diritto dell’Unione Europea - 3

I Soggetti del Diritto Internazionale

2 -Le Organizzazioni Internazionali Le Organizzazioni Internazionali

costituzione: trattato istitutivo conferenza multilaterale ove sono delineati scopi e struttura dell’OI

- non soggetto a riserve

- superiorità trattato istitutivo rispetto a trattati conclusi dagli stati membri (es. sent. CIG Lybia Vs USA + GB, 1992 – membri ONU sono obbligati ad accettare ed applicare decisioni del CdS, che, conformemente all’art. 103 della Carta, prevale su obblighi assunti con ogni altro accordo internazionale – Conv. Montreal 1971 repressione illeciti contro sicurezza aviaz civ)

Le Organizzazioni Internazionali Classificazione:

Per area geografica Planetarie (ONU) Regionali (UE)

Per finalità Universali (ONU, UE) Settoriali (OIL, ICAO, WTO)

Segue: Organizzazioni Internazionali Status di Membro Acquisto Originario Ammessi successivamente (appartenenza ad area geografica; coerenza sistemi politici; compatibilità struttura economica e sociale) Perdita Recesso Espulsione (in caso di palesi violazioni del trattato istitutivo: no prassi)

Segue: Organizzazioni Internazionali Organi

Rappresentativo (tutti gli Stati membri) Collegiale (Consiglio ristretto solo ad alcuni membri) Esecutivo (es. Segretario Generale) Segue: Organizzazioni Internazionali Votazione

Unanimità

Maggioranza

semplice qualificata ponderata (FMI: partecipazione spese) Consensus (non obbiezioni) Segue: Organizzazioni Internazionali Finanziamento

Contributi obbligatori fissi/ variabili – v. diritto voto sanzioni Risorse proprie Prestiti

Segue: Organizzazioni Internazionali Atti In generale:

non vincolante raccomandazione – effetto di liceità Dichiarazioni di principi

Vincolanti: solo in ambito UE

Segue: Organizzazioni Internazionali Personalità internazionale Capacità di essere destinatarie di diritti e obblighi internazionali indipendentemente dagli stati membri (Caso Bernadotte - parere CIG 1949) In quanto dotate di Finalità proprie diverse da quelle degli stati membri Capacità di concludere accordi che vincolano la sola O.I. Diritto di legazione attivo e passivo Immunità dalla giurisdizione civile e penale Agenti delle OI godono delle stesse immunità degli agenti diplomatici

Segue: Organizzazioni Internazionali Personalità di diritto interno

Capacità di agire di diritto privato

all’interno degli Stati membri (prevista dall’accordo costitutivo) all’interno di Stati terzi (va risolta secondo il diritto interno – responsabilità solidale stati membri) Segue: Organizzazioni Internazionali Privilegi e Immunità

Stabiliti da

Trattati istitutivi accordi di sede con stato territoriale consuetudine

Segue: Privilegi e Immunità

Contenuto:

Inviolabilità delle sedi Immunità dalla giurisdizione civile (per tutti gli atti) Privilegi fiscali Protezione funzionale (diritto dell’OI di chiedere il risarcimento per danni arrecati alla funzione)

Immunità funzionari

Immunità dalla giurisdizione Immunità fiscale

Segue: Organizzazioni Internazionali Le Organizzazioni Internazionali Non Governative

Associazioni create su iniziativa di privati e volte alla creazione di legami fra enti o persone di stati diversi

Assenza scopo di lucro

fini umanitari (CRI; Medici senza frontiere) Religiosi (Consiglio Ecumenico delle Chiese) Scientifici (Istituto Diritto Internazionale) Sociali (Greenpeace)

NON hanno personalità giuridica internazionale

Segue: OING Consiglio d’Europa

Prevista possibilità di consultare OING Possono partecipare ai lavori dell’Assemblea

Comitato Economico e Sociale ONU

può attribuire status consultivo

Requisiti:

Condivisione ideali ONU Attività senza fini di lucro Interesse nelle materie di competenze Consiglio Promozione attività ONU presso opinione pubblica

Segue: OING Status consultivo generale (lavorano sulla generalità delle attività del Consiglio Ec. Soc.) Status consultivo speciale (Operano solo in alcuni campi)

Roster status (Occasionali contributi di lavoro)

Segue: OING Croce Rossa Internazionale:

Neutralità assistenza alle vittime di conflitti armati controllo rispetto dei diritti umani (Convenzioni Ginevra)

Amnesty International Denuncia e controllo violazione diritti umani

Medici senza frontiere ( e OING Umanitarie) risoluz. Ass. Gen. ONU 1988 che invita Stati a facilitare ingresso nel territorio.

Effetto di liceità: deroga al principio di non ingerenza negli affari interni di uno Stato.

FIN QUI.

Diritto dell’Unione Europea 4 - Introduzione Cenni introduttivi L'Unione europea (UE) è una famiglia di paesi europei democratici che si sono impegnati a lavorare insieme per la pace e la prosperità. Non è uno Stato che si propone di sostituire gli Stati esistenti, ma è qualcosa di più rispetto alle altre organizzazioni internazionali.

Cenni introduttivi L'UE è infatti qualcosa di unico. I suoi Stati membri hanno creato una serie di istituzioni comuni a cui delegano una parte della loro sovranità in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo ("integrazione europea“).

Origini storiche

Storicamente, le radici dell'Unione europea risalgono alla seconda guerra mondiale. L'idea dell'integrazione europea è nata per far sì che non si verificassero mai più massacri e distruzioni. Il primo a proporlo nel discorso del 9 maggio 1950 è stato il ministro degli Affari esteri francese Robert Schuman. Tale data, che può essere considerata il "compleanno" dell'attuale UE, viene festeggiata ogni anno come la Festa dell'Europa. Fondamenti filosofici Due correnti di pensiero:

- federalista (Altiero Spinelli) – dialogo e rapporti di complementarietà fra poteri locali, regionali, nazionali ed europei

- funzionalista (Jean Monnet) – delega graduale di parti della sovranità dal livello nazionale a quello

comunitario

Le 5 Istituzioni

Il

Parlamento europeo (eletto dai cittadini degli Stati membri);

Il

Consiglio dell'Unione europea (che rappresenta i governi degli Stati membri);

La Commissione europea (motore ed organo esecutivo); La Corte di giustizia (che garantisce la conformità con il diritto);

La Corte dei conti (che verifica che la gestione del bilancio dell'Unione europea sia sana e corretta ). Altri organi

A

tali istituzioni si affiancano altri cinque organi importanti:

Il

Comitato economico e sociale europeo (che è il portavoce delle opinioni della società civile organizzata su questioni economiche e sociali);

Il

Comitato delle regioni (che è il portavoce delle opinioni degli enti regionali e locali);

Segue: Altri organismi La Banca centrale europea (che è responsabile della politica monetaria e della gestione dell'euro);

Il

Mediatore europeo (che tratta le denunce presentate dai cittadini contro i casi di cattiva amministrazione nell'azione

di

un'istituzione o di un organo dell'Unione europea);

La Banca europea per gli investimenti (che contribuisce al conseguimento degli obiettivi dell'Unione europea tramite il finanziamento

di progetti di investimenti).

Democrazia e stato di diritto Lo Stato di diritto è un concetto fondamentale per l'Unione europea. Tutte le decisioni e le procedure

dell'UE si basano sui trattati che sono approvati da tutti i paesi dell'UE. Adesioni Inizialmente, l'UE consisteva in soltanto sei paesi: il Belgio, la Germania, la Francia, l'Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. La Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito hanno aderito nel 1973, la Grecia nel 1981, la Spagna e il Portogallo nel 1986, l'Austria, la Finlandia e la Svezia nel 1995. Nel 2004 avverrà il più grande allargamento mai realizzato con l'adesione di dieci nuovi paesi.

Obbiettivi

Nei primi anni, la maggior parte della cooperazione tra i paesi dell'UE ha riguardato il commercio e l'economia, ma ora l'UE si occupa di molte altre questioni di primaria importanza per la nostra vita quotidiana come i diritti dei cittadini, HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/justice/index_it.htm" la libertà, la sicurezza e la giustizia HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/socio/index_it.htm" la creazione di posti di lavoro HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/reg/index_it.htm" lo sviluppo regionale HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/env/index_it.htm" la tutela dell'ambiente HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/comm/index_it.htm" una globalizzazione

al servizio di tutti.

Successi L'Unione europea ha assicurato mezzo secolo di stabilità, pace e prosperità. Ha contribuito a migliorare il tenore di vita, a HYPERLINK "http://europa.eu.int/pol/singl/index_it.htm" costruire un mercato unico europeo , ha introdotto una moneta unica europea, HYPERLINK "http://www.euro.ecb.int/it.html" l'euro e ha consolidato la voce dell'Europa nel mondo.

Valori comuni Unità nella diversità: L'Europa è un continente con molte diverse tradizioni e lingue, ma condivide anche un patrimonio di valori comuni da salvaguardare. Essa dà impulso alla cooperazione tra i popoli d'Europa, promuovendo l'unità nel rispetto della diversità e garantendo che le decisioni vengano prese il più possibile a contatto con i cittadini.

La moneta unica

L'euro è la denominazione della moneta unica europea che è stata messa in circolazione il 1° gennaio

2002.

L'euro ha sostituito le vecchie monete nazionali in 12 paesi dell'Unione europea: l'Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l'Irlanda, l'Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il

Portogallo e la Spagna. Libert

di circolazione

I cittadini dell'UE possono viaggiare, studiare e lavorare dove vogliono in uno dei 15 paesi dell'Unione

europea. L'UE è costantemente al lavoro per garantire ai suoi cittadini il diritto fondamentale ad una maggiore libertà di movimento e per eliminare qualsiasi discriminazione sulla base della nazionalità. Libert

di circolazione

I cittadini dell'UE possono viaggiare nella maggior parte del suo territorio senza passaporto e senza doversi fermare per controlli alle frontiere. Tranne rare eccezioni, possono comprare quello che

vogliono in qualsiasi luogo e portarselo a casa. Libert

di circolazione

L'UE non decide cosa debbano studiare, ma lavora per fare in modo da garantire che i loro titoli di studio e le loro qualifiche professionali siano equamente riconosciuti negli altri paesi dell'UE. Si sta inoltre adoperando per garantire a tutti la possibilità di studiare, nel proprio paese e all'estero, grazie a partenariati e a programmi di scambio e per rimuovere gli ostacoli burocratici. Più di un milione di giovani ha beneficiato di programmi dell'UE come "ERASMUS" per proseguire gli studi e la formazione personale in un altro paese europeo.

Politica estera e di sicurezza

Grazie all'unità che è stata costruita negli ultimi 50 anni è ora impensabile che vi sia una guerra tra i paesi dell'UE. Dopo tale successo, l'UE si dedica sempre di più a preservare la pace e a promuovere la stabilità nei paesi confinanti.

.

Politica estera e di sicurezza L'Unione europea vuole prevenire i conflitti ed è il maggior donatore di assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà nel mondo. Promuove attivamente la salvaguardia della pace e realizza molti progetti per l'affermazione concreta dei diritti umani e della democrazia. Politica estera e di sicurezza Per permettere ai suoi Stati membri di esprimersi e di agire all'unisono sulla scena mondiale l'UE sta elaborando una politica comune in materia di affari esteri e di sicurezza e sta progettando una maggiore cooperazione nel settore della difesa

Sono problemi come il terrorismo internazionale, il traffico e l'abuso di droga, la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento illegale delle donne straniere ai fini della prostituzione. I paesi dell'UE sono determinati a combattere tali flagelli adottando norme comuni e promuovendo la cooperazione tra le polizie, le dogane e i tribunali. Politica estera e di sicurezza

Aspiriamo tutti a vivere in un clima di sicurezza. Alcuni dei problemi che possono turbare la vita quotidiana nel nostro contesto locale sono di matrice internazionale e i paesi europei si stanno impegnando insieme per cercare di risolverli. Politica estera e di sicurezza L'UE svolge un ruolo anche nell'ambito della politica d'asilo e della migrazione. Garantisce il rispetto del diritto di chiedere asilo. Inoltre, i paesi dell'UE stanno coordinando le loro politiche per i rifugiati e cercando di affrontare il problema alla fonte combattendo la povertà e prevenendo i conflitti nei paesi dai quali gli abitanti potrebbero voler fuggire.

Politica del lavoro Salvaguardare l'occupazione in Europa e creare nuovi posti di lavoro è uno dei compiti

fondamentali dell'Unione europea. L'industria europea non sarà in grado di garantire più posti di lavoro se le condizioni economiche non saranno buone. Per questo l'Unione europea sta cercando di ottenere che vi siano tali condizioni. Segue: Politica del lavoro Con la creazione di un mercato unico senza frontiere e l'introduzione della moneta unica, l'euro, l'UE ha già dato un notevole impulso al commercio e all'occupazione in Europa. Ha elaborato una strategia per incrementare la crescita e creare posti di lavoro più numerosi e migliori. I posti di lavoro di domani saranno creati mediante la ricerca, la formazione e l'istruzione, sulla base dello spirito imprenditoriale, dell'adattabilità ai nuovi metodi di lavoro e di pari opportunità per tutti. Segue: Politica del lavoro Un terzo dell'intero bilancio dell'UE è utilizzato dai Fondi strutturali che promuovono la crescita e i posti di lavoro nelle regioni meno ricche al fine di garantire una distribuzione più equa della ricchezza in Europa.

Società dell'informazione

In un mondo di rapidi cambiamenti tecnologici, l'UE è sempre più attiva nell'aiutare la ricerca europea a raggiungere un livello scientifico di eccellenza. In numerosi settori che coprono l'intero spettro della tecnologia moderna, l'UE finanzia i progetti presentati dai centri di ricerca, dalle università e dall'industria. Societ dell'informazione Ciò a cui si punta è far sì che la ricerca e l'innovazione operino al servizio di obiettivi socioeconomici precisi come la creazione di posti di lavoro e il miglioramento della qualità della vita. Tra le priorità dell'UE nella ricerca scientifica vi sono le scienze della vita, le nanotecnologie, lo spazio, la qualità dei cibi, lo sviluppo sostenibile e la società basata sulla conoscenza. Societ dell'informazione Inoltre, la UE cerca di creare condizioni che permettano di utilizzare concretamente le nuove tecnologie nella nostra vita quotidiana. È grazie alle decisioni dell'UE sulle norme tecniche dei 'GSM' che gli Europei sono ormai i leader mondiali nell'uso e nella produzione dei telefonini.

La tutela dell'ambiente L'inquinamento non rispetta i confini nazionali. L'Unione europea ha quindi un ruolo di primo piano da svolgere per la tutela dell'ambiente. Sono molti i problemi ambientali in Europa che non potrebbero essere affrontati senza un'azione comune di tutti i paesi dell'UE. La tutela dell'ambiente L'UE ha adottato oltre 200 direttive sulla tutela dell'ambiente che sono applicate in tutti gli Stati membri. La maggior parte delle direttive è finalizzata a prevenire l'inquinamento atmosferico e idrico e ad incoraggiare lo smaltimento dei rifiuti.

Tra gli altri temi affrontati si ricordano la protezione della natura e la vigilanza sui processi industriali pericolosi. L'UE vuole che i settori dei trasporti, dell'industria, dell'agricoltura, della pesca, dell'energia e del turismo siano organizzati in modo da potersi sviluppare senza distruggere le nostre risorse naturali- in altre parole, vuole uno sviluppo sostenibile. La tutela dell'ambiente Respiriamo già un'aria più pulita grazie alle decisioni dell'UE degli anni '90 di introdurre marmitte catalitiche in tutte le automobili ed eliminare il piombo dalla benzina. Nel 1993, l'Unione ha istituito l'Agenzia europea per l'ambiente, con sede a Copenaghen. L'Agenzia

raccoglie informazioni sulla situazione del nostro ambiente in modo da far sì che le misure e le leggi di tutela si basino su dati concreti.

L'allargamento

Fino al maggio 2004 gli Stati membri dell'UE sono 15 con un totale di 380 milioni di cittadini. Altri

dieci paesi, prevalentemente dell'Europa centrale e orientale, aderiranno all'UE nel 2004. Nel 2007 dovrebbero aderire la Bulgaria e la Romania portando la popolazione totale dell'UE a circa 500 milioni

di cittadini. Anche la Turchia è un paese candidato e dovrebbe aderire successivamente, quando

saranno soddisfatte tutte le condizioni per l'adesione. Allargamento Per poter aderire all'UE, un paese deve avere una democrazia stabile che garantisca lo stato di diritto, i

diritti umani e la tutela delle minoranze e deve avere un'economia di mercato funzionante e un'amministrazione in grado di applicare e gestire le leggi dell'UE. Allargamento L'UE fornisce una considerevole assistenza finanziaria e consulenza per assistere i paesi candidati nei preparativi per l'adesione. Tale cooperazione senza precedenti ha apportato benefici ai cittadini degli attuali e futuri Stati membri. Il commercio è aumentato enormemente ed è diventato più facile affrontare problemi che riguardano tutti, come l'inquinamento internazionale, e combattere contro la criminalità. Allargamento

Si tratta dell'allargamento più ambizioso mai realizzato dall'UE. L'UE non aveva mai compreso così

tanti paesi, non era mai cresciuta così tanto in termini di superficie e di popolazione e non aveva mai abbracciato così tante storie e culture. Tale opportunità storica riunirà il continente europeo consolidando la pace, la stabilità e la democrazia e permettendo ai cittadini di condividere i benefici del progresso e della prosperità apportati dall'integrazione europea.

Problemi istituzionali L'UE, allargandosi da 15 a 25 ed eventualmente più membri, deve poter disporre di un sistema decisionale semplificato ed efficiente, equo per tutti gli Stati membri, vecchi e nuovi, grandi e piccoli. Votazioni Ciascun paese dell'UE dispone di un certo numero di voti da utilizzare quando il Consiglio dei ministri prende le sue decisioni. I cittadini di ciascun paese eleggono inoltre un certo numero di membri del Parlamento europeo. Tale numero è in funzione dell'estensione della popolazione del paese e cambierà nel 2004 dopo l'adesione dei dieci nuovi paesi e a seguito delle elezioni del Parlamento europeo. L'Unione europea ha inoltre bisogno di un trattato più semplice - una costituzione che stabilisca chiaramente gli obiettivi e i valori dell'UE e che specifichi chi è responsabile in ciascun settore. Per redigere tale documento è stata creata nel 2002 una convenzione che riunisce i rappresentanti di tutti gli Stati membri e dei paesi candidati nonché delle istituzioni dell'UE. La convenzione promuoverà una conferenza intergovernativa durante la quale i capi dei Governi dei paesi dell'UE firmeranno il nuovo trattato.

FIN QUI???

Diritto dell’Unione Europea - 5 Evoluzione storica Evoluzione storica 1946 dottrina TRUMAN – riassetto politico ed economico dell’Europa per - contrastare espansionismo URSS

- creare mercato per sovrapproduzione USA

1947 Piano MARSHALL

– aiuti ai paesi europei (tutti, est compreso)

- condizione: creazione di un organismo comune per ripartizione aiuti segue

1948 – OECE (Organizzazione per la Cooperazione Economica)

Firmatari: 6 fondatori CEE (per Germania firma USA+GB+Fr) + Austria, Danimarca, Gran Bretagna, Grecia,Portogallo Irlanda, Islanda, Svezia, Svizzera, Turchia Finalità: - riduzione restrizioni quantitative

- Liberalizzazione movimenti di capitale

segue Limiti: collaborazione estesa a tutta la politica economica – eccessiva disparità delle economie

Adozione decisioni all’unanimità Assenza di strumenti istituzionali per assicurare esecuzione decisioni Creazione UEP (Unione Europea dei Pagamenti) per compensazioni a periodi fissi segue

1948 – creazione UEO

Organizzazione a carattere militare, politica ed economica

Francia, GB + Paesi bassi, Belgio, Lux segue

1949 – creazione COMECON (Paesi est europeo)

Finalità di cooperazione economica in alternativa ad OECE Divisione Europa in blocchi

segue 1949 creazione NATO (Paesi europei + USA e Canada)

- integrazione strategico – militare

Organizzazione a carattere nettamente politico difensivo

segue

1949 – creazione Consiglio d’Europa

Collaborazione per salvaguardia ideali di libertà e democrazia Creazione accordi fra stati membri in campo economico, sociale, culturale, giuridico, amministrativo

(escluso militare)

1950

Convenzione Europea Diritti dell’Uomo

segue

1950 – dichiarazione Schuman

Messa in comune fra Francia e Germania di produzione carbone e acciaio Aperta a tutti i paesi europei

GB rifiuta Paesi Bassi, Belgio Lux accettano ed Italia si inserisce per evitare isolamento CECA

1950 iniziano negoziati

1951 firma trattato istitutivo CECA a Parigi

Base dell’Europa comunitaria – prima struttura sovranazionale (diversa da internazionale)

– poteri propri con proprie istituzioni:

- Assemblea parlamentare (con poteri consultivi e di controllo politico)

segue

- Alta Autorità – poteri esecutivi e normativi (sia verso gli Stati membri che verso le imprese e loro associazioni) Consiglio dei Ministri – con poteri consultivi sulle proposte Alta Autorità

Corte di Giustizia (poteri giurisdizionali) Riconoscimento personalità giuridica internazionale (nomina amb. USA) segue Primo esempio di rinuncia (anche se limitata a settore carbo siderurgico) al principio della sovranità nazionale Creazione di un nuovo diritto sovranazionale diverso da quello internazionale classico (apparati istituzionali ad hoc per creazione norme e controllo applicazione) Segue: CED

1952 – creazione CED (Comunità Europea Difesa) – modello CECA per settore difesa

Integrazione corpi d’armata dei 6 Paesi membri sotto comando comune di Commissariato nominato di

comune accordo Assemblea + Consiglio Ministri Controllo Corte di giustizia CECA segue Problema: riarmo Germania in funzione difensiva da URSS Sostenuto da USA

Contrarietà GB (non ne faceva parte) e Francia (non ratifica) Fallimento del progetto CED CEE ed EURATOM

1955 – conferenza di Messina dei Ministri degli Esteri Paesi CECA

Obbiettivo: integrazione europea con base creazione mercato comune e energia atomica

1956 Rapporto Spaak – negoziati per sua trasformazione in trattati

1957 – firma dei trattati di Roma

segue

Caratteristiche:

Abolizione dazi doganali e importazioni ed esportazioni all’interno delle Comunità Libera circolazione delle merci, servizi, capitali e persone Unione doganale (tariffa doganale comune) verso l’esterno

Periodo transitorio Opzione di gradualità : 3 tappe di 4 anni Progressi:

Ravvicinamento delle legislazioni Accordi con Grecia e Turchia e 17 stati africani (ex colonie francesi)

1960 – creazione EFTA GB + 6 stati (rapporti con Commonwealth)

1961 – domanda adesione GB – no Francia (ragioni politiche – penetrazione USA)

Fusione Esecutivi

1965 – trattato sulla fusione degli esecutivi

Rimanevano 3 distinte comunità, ma Consiglio, Commissione e Corte di Giustizia divenivano organi unici Bilancio unico Accelerazione processo di integrazione Crisi del 1965 Commissione propose bilancio autonomo Comunità (finanziamento con dazi doganali e prelievi) + rafforzamento poteri Parlamento Europeo Ostilità Francia (sedia vuota) Termine crisi dic. 1965 per insuccesso elettorale Gen. De Gaulle Compromesso di Lussemburgo

1966 – compromesso di Lux – criterio di maggioranza sostituito da unanimità in occasione di

discussione su interessi nazionali molto importanti anche di uno solo dei Paesi membri

Non data definizione di interessi molto importanti Aspetto negativo: disaccordo su numerose questioni Aspetto positivo: ripresa del processo di integrazione segue

1968 – entrata in vigore dell’Unione doganale

1969 –termine del periodo transitorio

Capi di Stato e di governo emanano risoluzione per unione economica e monetaria Trattato di Lussemburgo 1970 Nuova domanda di adesione GB Eliminazione ostacoli tariffari residui alla unione doganale

Piano Mansholt per agricoltura Vertice dell’Aja 1969 – Pompidou apertura verso GB, fine gollismo, appoggio a Brandt su unione monetaria e coordinamento politiche economiche a breve e medio termine segue

1970 – formalizzazione accordo di Lussemburgo sostituzione contributi finanziari con risorse proprie

Autonomia finanziaria e indipendenza dai poteri nazionali

Superato il problema dei paesi “pagatori netti”

1975 – istituzione Corte dei Conti

Rapporti con Paesi terzi

1975 firma della prima convenzione di Lomè con 46 stati Africa, Caraibi e Pacifico

1976 -77 Politica mediterranea globale

accordi con Paesi Maghreb (Algeria, Marocco, Tunisia) Maschrak (Egitto, Siria, Giordania, Libano), Israele Primo allargamento

1967

– nuove domande di adesione GB, Irlanda, Danimarca (+ Norvegia)

1972

firma trattati di adesione

(Norvegia rinuncia per referendum)

Effetti dal 1.1.1973 Elezione diretta PE

1975 – Consiglio Europeo di Roma

fissata data prima elezione a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo (primavera 1978)

Impatto su opinione pubblica - Cittadini protagonisti nell’Europa Secondo allargamento Grecia – accordo di associazione 1962 Congelato 1967 per regime Colonnelli

1974 – crisi Cipro – caduta regime

Domanda adesione 1976 adesione 1981 segue Portogallo Accordo di associazione 1973 1974: rivoluzione dei garofani

Nuovo regime

1977

domanda adesione

1986

adesione

segue

Spagna Accordo di associazione (limitato per regime)

1975-78 fine del regime franchista e passaggio a democrazia

1977 domanda adesione

Forti resistenze di altri paesi (agricoltura)

1986 adesione

Diritto dell’Unione Europea - 6 Le Istituzioni Istituzioni Parlamento Europeo – partecipa al processo di adozione degli atti comunitari Funzioni consultive e di controllo Consiglio dell’Unione Europea – potere legislativo Commissione – funzione esecutiva Corte di Giustizia – funzione giurisdizionale Istituzioni Corte dei Conti – controllo gestione finanziaria

Con funzioni consultive:

Comitato Economico e Sociale Comitato delle Regioni

SEBC – Sistema Europeo di Banche Centrali Banca Centrale Europea Banca Europea per gli Investimenti Istituzioni Non c’è parallelismo con ripartizione tradizionale dei poteri negli Stati Solo funzione giurisdizionale è attribuita a Corte di Giustizia come negli stati Funzione legislativa Stati – espressione volontà popolare Unione Europea – Consiglio + Parlamento Europeo Istituzioni Funzione esecutiva Stati: governo Unione Europea: Commissione (iniziativa normativa + controllo)

Il “deficit democratico” Si riferisce alla carenza di poteri che, negli Stati sono attribuito al Parlamento, quale espressione diretta della volontà dei cittadini, rispetto a Consiglio e Commissione nominate dai governi.

Parlamenti nazionali:

Potestà legislativa Potere di sfiduciare il governo segue

1975 – Rapporto Tindemans

Sottolineava la mancanza dell’equilibrio istituzionale nella Comunità In origine Parlamento Europeo aveva solo funzioni consultive (emanazione di pareri su richiesta) e di controllo politico. segue Controllo politico del Parlamento

Si esplica mediante Interrogazioni al Consiglio o alla Commissione Dibattiti parlamentari

Relazione generale sull’attività presentata annualmente dalla Commissione al Parlamento segue Unico potere più rilevante: mozione di censura che costringe Commissione alle dimissioni

Possibilità di interferire sull’attività normativa: proposte di risoluzione sollecitavano Commissione a presentazione di proposte (iniziativa dell’iniziativa) Trattato di Maastricht Porta modifiche istituzionali necessarie perché:

Trasferimento dei poteri dai Parlamenti nazionali alla Comunità legislazione comunitaria era efficace all’interno degli ordinamenti Legislazione adottata senza controllo parlamentare a livello comunitario segue Novità:

Iter legislativo Procedura cooperazione (consultazione Parlamento, Commissione, Consiglio) Procedura codecisione (Consiglio e Parlamento sullo stesso piano, con i successivi trattati) segue Altre novità:

Parlamento esprime assenso sul nome del Presidente della Commissione e sull’intera Commissione (entrambi nominati dagli Stati membri) Cittadinanza europea: diritto di petizione diretta al PE dei singoli (persone fisiche e giuridiche) segue Mediatore – controllo di buona amministrazione Commissione di inchiesta – esame di denunce di cattiva amministrazione e infrazioni Trasparenza Trattato dispone che atti devono essere motivati e pubblicati Consiglio Europeo Birmingham 1992: Comunità più vicina ai cittadini Consiglio Europeo Edimburgo dic. 1992: maggiore accessibilità atti del Consiglio (dibattiti aperti su programmi, pubblicazione proposte legislative e verbali di voto) Diritto di accesso 1993 Consiglio e Commissione adottano Codice di Condotta per consentire l’accesso del pubblico agli atti delle istituzioni Soggetto a limitazioni:

Procedure per la richiesta Possibilità di respingere la richiesta per pregiudizio all’interesse pubblico o alla segretezza segue Trattato di Amsterdam ha formalizzato tale diritto, che è limitato solo da:

Interesse pubblico (sicurezza pubblica, difesa, informazioni militari, relazioni internazionali, politica economica e finanziaria sia della Comunità che di uno stato membro) Vita privata e integrità dell’individuo segue Interessi commerciali di persone fisiche e giuridiche (brevetti) Procedure giurisdizionali e consulenza legale Obbiettivi dell’attività ispettiva, di indagine e di revisione contabile

In ogni caso contemperazione delle eccezioni con interesse pubblico alla divulgazione Privacy Direttiva 95/46 (diretta agli stati) sulla tutela dei dati personali in relazione alla creazione del mercato interno (dati personali trasmessi a organi comunitari trattati in modo da assicurare il rispetto dei diritti e libertà fondamentali degli interessati) segue Trattato Amsterdam aggiunge art. 286 che costituisce base giuridica per adozione di un provvedimento vincolante per la Comunità in materia di privacy. Regolamento 45/2001 – regole in vigore negli stati applicabili anche alle istituzioni segue Istituzione Garante Europeo della protezione dei dati Omologo del garante negli stati membri Nominato di comune accordo tra Consiglio e Parlamento

segue Riceve denunce e ricorsi Provvede ad accertamenti Svolge indagini Tiene registri trattamenti notificati Ordine rettifica o distruzione dati non correttamente acquisiti Vieta trattamenti di dati Collabora con garanti nazionali Interviene nei procedimenti giurisdizionali

Parlamento Europeo Ciascuno dei 3 trattati istitutivi delle Comunità prevedeva istituzione di Assemblea rappresentativa dei popoli Trattato di Roma 1957 : Assemblea unica per le tre comunità Denominazione Parlamento Europeo 1962 Primi membri erano membri dei parlamenti nazionali – modalità di designazione non uniformi: ogni stato era libero Segue ripartizione dei seggi fra gli stati membri: in proporzione a peso politico e demografico All’inizio:

Italia, Francia e Germania 36 Belgio e Paesi Bassi 14 Lussemburgo 6 (variazioni con ampliamenti) segue Da giugno 1979 membri parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto Durata del mandato: 5 anni Divieto di mandato imperativo e di ricevere istruzioni vincolanti segue Dal 2002 Obbligo per gli stati di adottare il sistema elettorale proporzionale Incompatibilità della carica di parlamentare europeo con quella di parlamentare nazionale Possibilità per gli stati membri di adottare soglia di sbarramento non superiore al 5% segue

Incompatibilità disposta per sottolineare l’importanza del ruolo del Parlamento Europeo in relazione all’ampliamento delle competenze Altre incompatibilità:

Membro del governo di uno stato membro Membro della Commissione Giudice o avvocato generale o cancelliere della Corte di giustizia

segue Membro del Comitato esecutivo della BCE Membro della Corte dei Conti Mediatore Membro del Comitato economico e sociale Membro del Comitato delle regioni Dipendente o amministratore BEI o agente delle Comunità segue Periodo di svolgimento delle elezioni deve essere simultaneo in tutti gli stati per garantire unità della campagna elettorale ed evitare influenza della conoscenza dei risultati elettorali in un altro paese. In Italia prima volta voto agli italiani residenti all’estero (nei consolati) segue Elettorato attivo e passivo nelle elezioni europee e comunali concesso ad ogni cittadino europeo residente in un paese diverso da quello di cui ha la nazionalità Conseguenza della cittadinanza europea Cittadini UE in Italia:

Elettorato attivo – necessaria iscrizione liste elettorali Elettorato passivo: possesso dei requisiti per essere eletti nel Parlamento italiano e non decaduti dal diritto nel paese di origine

Diritto dell’Unione Europea - 7 Parlamento Europeo P.E. Regolamento interno – adottato autonomamente dall’istituzione ( 15 versioni) Modifica proposta anche da un solo deputato – esame da parte commissione PE competente – votazione con speciale maggioranza Disciplina tutta l’attività del PE (status deputati, svolgimento lavori, organizzazione interna, rapporti con altre istituz., esercizio poteri controllo ecc.) P.E. Lavori dell’Assemblea Legislature – (5 anni) periodo durata mandato Sessioni ( durata annuale) Tornate (singole riunioni del PE – 12 tornate plenarie mensili a Strasburgo – le aggiuntive a Bruxelles) P.E. Concetto di sessioni e immunità Parlamentari godono di immunità per la durata delle sessioni (prot. Su privilegi e immunità Com Eur) Sul territorio nazionale – equiparati a parlamentari nazionali Negli altri stati: esenzione da provvedimenti detenzione e procedim giudiziario P.E. Corte di Giustizia – caso Wybot 1985

PE faceva coincidere sessione con anno – parlamentari avevano immunità permanente Questione: immunità doveva valere solo per periodi in cui PE era effettivamente riunito Corte: PE è in sessione fino a quando non dichiara la chiusura delle sessioni annuali o straordinarie P.E. Lavori sono pubblici:

Sono pubblicati:

processo verbale della seduta (sommario – approvato nella seduta successiva) e resoconto integrale della seduta – completo di decisioni adottate e interventi deputati, allegato alla GU

P.E. Lavori effettuati soprattutto in Commissioni

- affari esteri, diritti dell’uomo, sicurezza comune, difesa Per i bilanci // controllo bilanci Libertà e diritti dei cittadini, giustizia e affari interni Problemi economici e monetari Giuridica e per il mercato interno P.E. Industria, commercio, ricerca, energia Occupazione e affari sociali Ambiente sanità pubblica e diritti consumatori Agricoltura e sviluppo rurale Politica regionale trasporti e turismo Cultura istruzione, gioventù e sport Diritti della donna e pari opportunità Comm. Per le petizioni P.E. Organi del P.E. Ufficio di presidenza, Conferenza dei Presidenti, Conferenza dei Questori; Conferenza dei Presidente delle Commissioni; Conferenza Presidenti delegazioni (previste per partecipare ai lavori Comitato Parl. Comune previsto da ciascun Accordo di associazione) infine P.E. Ufficio di Presidenza 1 presidente; 14 Vice pres.; 5 Questori (compiti ammin. e finanz. riguardanti i deputati) In carica 2 anni + ½ Compiti:

Decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo relativo e deputati, organizzaz. Interna e segretariato segue P.E. Disciplina questioni relative alle sedute Nomina Segretario Generale Decide sulla richiesta delle Commissioni in merito a organizzazioni riunioni altrove Stabilisce progetto preliminare stato di previsione PE P.E.

Presidente -

eletto a maggioranza assoluta dei voti

Funzioni:

Protocollo e rappresentanza Dirige lavori e dibattiti del PE e esercita poteri disciplinari per discussioni

Si esprime all’apertura del Consiglio Europeo

Dichiara adottato il bilancio

P.E. Procedura di voto Normale: per alzata di mano

Appello nominale: obbligatoria per elezione Pres. Commissione; nomina membri della Commissione; votazione su mozione di censura; su richiesta di un gruppo pol. o 32 parlam. segue P.E.

A scrutinio segreto: per le nomine; può esser richiesta da 1/5 deputati

Elettronica: in qualunque momento su decisione del Presidente – normalmente adottata per maggiore

rapidità

Quorum per validità seduta: 1/3 Presenza numero minore contestabile solo con verifica numero legale P.E. Gruppi politici

Sono transnazionali e raggruppano parlamentari politicamente affini Maggiore forza politica Maggiore accesso a risorse economiche Minimi per costituzione gruppo:

23

parl x 2 st membri

18

parl x 3 st membri

14

parl x 4 o più st membri

P.E. Ogni gruppo ha un proprio statuto, regole di funzionamento e bilancio le cui risorse sono assegnate da PE – è, quindi, indipendente dai partiti nazionali

Dal 1.7.04, con allargamento a 25, un gruppo (min. 16 deputati) dovrà essere formato da deputati eletti

in almeno 1/5 dei paesi membri

P.E. Poteri deliberativi 3 fasi 1° - dalla costituzione all’Atto Unico (1987)

Solo poteri consultivi – emanazione parere 2° - dal 1987 al Trattato sull’Unione Eur. (1992) Recupero legittimazione democratica – procedura di cooperazione (consultazione con Commiss. e Consiglio) P.E. Procedura di parere conforme – deliberaz. Consiglio deve conformarsi al parere del P.E., ma limitatamente ad accordi di adesione e associazione

3° dal Trattato sull’UE al Trattato di Nizza

Inserimento pieno nel processo legislativo. Non esclusivo, ma nella codecisione alla pari con Consiglio

Potere di iniziativa (formalizzazione invito a Commissione di proporre atti e questa deve provvedere) Iniziativa dell’iniziativa, unito a potere di censura, rafforza potere del PE P.E. Poteri di controllo Carattere eminentemente politico, privo, quindi, di effetti giuridici vincolanti, ma con effetti indiretti tutt’altro che trascurabili. Controllo si esercita:

Sugli atti delle istituzioni (risultato dell’azione) Sui comportamenti delle istituzioni Sul bilancio Sul complesso dell’apparato amministrativo dell’Unione P.E.

In particolare:

Sugli atti Del Consiglio: essenzialmente il Bilancio (ripartizione dei fondi – importantissimo per le risorse proprie) Della Commissione (Relazione generale – a posteriori) ora anche sul programma annuale di attività che viene esaminato insieme al bilancio, quindi anche a priori P.E. Controllo sulle istituzioni Commissione – controllo giuridico mediante mozione di censura (prima non aveva peso significativo in quanto PE non poteva incidere sulla composizione della Comm che poteva essere riproposta nella sua composizione precedente – ora, con l’approvazione del Presidente e degli altri membri, il potere di controllo diviene effettivo) P.E. Consiglio – non esiste una disposizione precisa in proposito (infatti Cons. è composto da governi degli Stati membri, il cui controllo è disciplinato dalla varie costituzioni) Ma controllo politico si attua attraverso interrogazioni, proposte di risoluzione, partecipazione al processo legislativo.

Consiglio Europeo – organo di cooperazione politica – deve presentare periodicamente al PE una relazione sulla sua attività P.E.

Controllo sull’apparato amministrativo – finalità: assicurare la corretta applicazione del diritto comunitario verso i suoi destinatari.

A tal fine il PE può

1) costituire Commissione d’inchiesta Compito: preparare relazione sui fatti oggetto di indagine non inficia poteri di Commissione e Corte di Giustizia Modalità di esercizio diritto inchiesta sono fissate concordemente da PE, Consiglio e Commissione

P.E. 2) nomina Mediatore Abilitato a ricevere denunce di qualsiasi cittadino (nonchè persona fisica o giuridica che risiede o ha sede nell’UE) relative a casi di cattiva amministrazione (tale è quando un’istituzione omette di compiere un atto dovuto, opera in modo irregolare o agisce in maniera illegittima) P.E. Nomina Mediatore:

Candidature appoggiate da almeno 32 parlamentari di almeno 2 stati Votazione a scrutini segreto a maggioranza voti espressi Incompatibilità con qualsiasi altra carica e attività professionale, retribuita o meno Agisce di iniziativa o su denuncia Istituzione interessata deve rispondere con parere entro tre mesi

P.E. Denuncia deve essere presentata entro due anni dall’avvenimento dei fatti contestati

E deve essere preceduta dai passi amministrativi appropriati presso le istituzioni interessate

Mediatore trasmette rapporto al PE sulla denuncia dei cui risultati viene informato il denunciante Annualmente il mediatore presente relazione al PE sui risultati della sua attività P.E. Diritto di petizione Spetta a qualsiasi cittadino nonché a persona fisica o giuridica residente o o con sede nell’UE Petizione trasmessa alla Commissione per le Petizioni che valuta richiesta PE non è organo giurisdizionale: può solo trasmettere petizione (se ritenuta fondata) a Commissione perché investa la Corte di Giustizia con ricorso per inadempimento P.E. Rapporti tra PE e Parlamenti nazionali Parlamenti nazionali espropriati di molte competenze e chiamati a trasporre all’interno degli ordinamenti nazionali norme che non hanno contribuito ad adottare. Legge comunitaria P.E.

Dopo vari tentativi si è giunti al Protocollo adottato ad Amsterdam che ha formalizzato una procedura

di cooperazione:

Comunicazione di informazioni da PE a Parlamenti nazionali Trasmissione di tutti i documenti di consultazione della Commissione Governi devono trasmettere a Parlamento eur proposte legislative affinchè ne prenda visione

P.E.

COSAC (Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari europei – istituita a Parigi nel 1989) può sottoporre al PE ogni contributo che ritenga appropriato in materia di realizzazione di spazio

di liberta, sicurezza e giustizia che potrebbero avere impatto su diritti e libertà dei cittadini.

Contributi del COSAC non vincolano i Parlamenti nazionali

Diritto dell’Unione Europea - 8 La Commissione

Commissione

Commissione, nata col Trattato di fusione degli esecutivi (1965), è unica per le tre Comunità – erede competenze di Commissione CEE e Euratom e Alta Autorità CECA

Caratteri di originalità della istituzione si rinvengono soprattutto nella sua indipendenza da governi

Commissione

Caratteri generali:

Organo esecutivo:

- Vigila su applicazione dei trattati e degli atti comunitari Gestisce politiche comuni

Organo indipendente:

- Commissari nominati a titolo personale (non rappresentano né gli stati di cui sono cittadini, né interessi particolari – solo interesse della Comunità)

Commissione Organo collegiale

- Tutte le delibere si riferiscono alla istituzione nel suo complesso

Organo a tempo pieno

- Almeno una riunione per settimana (ne consegue incompatibilità con altre cariche) Commissione Procedimento di Nomina

A) Consiglio, a livello di Capi di Stato e di Governo, con delibera a maggioranza qualificata, designa

Presidente Comm.; Parlamento Europeo approva designazione;

Commissione

B) Consiglio (nella composizione di cui sopra e a maggioranza qualificata), con l’accordo del

Presidente designato della Commissione, adotta l’elenco dei nominativi del Commissari redatto su

proposta degli Stati membri

Parlamento Europeo esamina e approva nominativi dei Commissari

Commissione

C) Consiglio (Capi di Stato e governo) con deliberazione a maggioranza qualificata nomina Presidente

e membri della Commissione

Sotto un profilo formale la nomina della Commissione é fatta nell’ambito delle istituzioni comunitarie (ovviamente deve esistere accordo politico tra stati) Commissione Con Trattato di Nizza rafforzato il ruolo di Presidente:

Coopera attivamente nella scelta degli altri Commissari Art. 217 dispone che la Commissione agisce nel quadro degli orientamenti politici del Presidente (confini entro i quali agisce l’organo) Commissione Funzioni del Presidente:

- decide l’organizzazione interna della Commissione

- struttura e ripartisce fra i membri le competenze della Commissione e può variare la ripartizione nel

corso del mandato. I membri agiscono sotto la sua autorità; Commissione Segue – Poteri Presidente Nomina dei vice presidenti (numero a sua scelta, tra i membri) previa approvazione del collegio (dal 1° Nov. 2004) Un membro della Commissione rassegna le dimissioni se il Presidente, previa approvazione del collegio, glielo richiede Commissione Composizione: fino al 31 Ottobre 2004: 2o membri (Italia, GB, Francia, Germania, Spagna – 2

ciascuno) Dal 1° Novembre 2004: 25 membri; 1 cittadino per ogni stato membro Successivamente (27 stati) il numero non varierà, ma vi sarà una rotazione paritaria decisa dal Consiglio all’unanimità.

Commissione Durata del mandato dei membri: 5 anni, rinnovabile Sono eletti a titolo individuale e devono esercitare il mandato in piena indipendenza Per assicurare la massima trasparenza sono stati adottati 3 atti:

Commissione

Segue:

Codice di condotta dei commissari – mira ad eliminare qualsiasi tipo di conflitto di interesse

Codice di condotta relativo alle relazioni fra i commissari e i loro gabinetti e i servizi che mira a coordinare e rendere più efficiente il lavoro dell’istituzione Commissione Segue Codice di condotta riguardante le regole deontologiche dei funzionari

- due principi fondamentali:

Divieto del cumulo tra cariche elettive e direzione partito politico Obbligo per i commissari di dichiarazione del reddito e patrimonio proprio e del coniuge Commissione Commissione è istituzione formata (come Parlamento europeo e Corte di Giustizia) da individui e non da rappresentanti degli stati (come il Consiglio) ed agisce solo nell’interesse della Comunità. Le volizioni dei commissari che concorrono a formare la volontà del collegio non sono riferibili agli stati di appartenenza, ma restano volizioni individuali. Solo la volontà collegiale viene in rilievo e diviene così imputabile alla Comunità. Commissione Per i commissari e il Presidente esiste incompatibilità assoluta di esercitare attività retribuite solo attività didattiche e scientifiche, purché non a livello professionale – tempo pieno, conflitti di interesse Commissione

Cessato il mandato il commissario può svolgere attività comunque compatibili con la carica ricoperta in seno all’istituzione Valutazione della compatibilità lasciata al Commissario che deve decidere in base a doveri di onestà e delicatezza (non si dice quali siano, né quali funzioni o vantaggi dovrebbe rifiutare) Commissione Regime delle responsabilità:

Conseguenze della violazione degli obblighi professionali (lealtà e integrità) ed extraprofessionali (esclusività del servizio)

- colpa grave: dimissioni d’ufficio con perdita diritto a indennità e pensione

- colpa non grave: alternativamente: perdita pensione o altri vantaggi

Commissione Mozione di censura Membri della Commissione non possono essere rimossi né dai governi nazionali né dal Consiglio Solo Parlamento con mozione di censura può provvedere in tal senso. Provvedimento deve essere adottato dal PE non prima di tre giorni dal deposito della mozione

Commissione

Segue

Parlamento Europeo delibera a maggioranza di 2/3 dei voti espressi che rappresentino la maggioranza dei membri del PE Dopo adozione della mozione di censura i membri della Commissione sono tenuti a dimettersi Commissione Segue Membri nominati in sostituzione durano in carica fino alla fine del mandato dei sostituiti (per non sfalsare durata in carica del Parlamento e della Commissione) Commissione Trattato stabilisce elenco tassativo cessazione delle funzioni dei commissari:

scadenza del mandato Decesso Dimissioni volontarie Dimissioni d’ufficio Commissione Segue:

Dimissioni volontarie devono essere presentate per iscritto al Consiglio e al Presidente della Conferenza dei rappresentanti dei governi, indicando i motivi delle dimissioni

Commissione Dimissioni d’ufficio Sono dichiarate dalla Corte di Giustizia su istanza di Consiglio o Commissione, quando un Commissario:

Non è più cittadino dell’Unione Ha perduto requisiti indispensabili a ricoprire la carica Per colpa grave del commissario Commissione Sostituzione del commissario dimissionario effettuata con procedura semplificata (deliberazione a maggioranza qualificata del PE) Sino alla nomina dei sostituti i dimissionari restano in carica con pienezza di funzioni Quando si ha mozione di censura commissione resta in carica solo per l’ordinaria amministrazione Commissione Prassi – casi Santer e Bonino 1999 I due commissari avevano dato dimissioni perché eletti nel Parlamento Europeo per il quale avevano optato Chiesta decisione entro 10 giorni per poter partecipare alla riunione costitutiva del PE Commissione Conflitto tra dovere di continuare la loro funzione e dovere di partecipare ai lavori del PE Trattato non prevedeva alcunchè Consiglio ha stabilito che non era necessaria la sostituzione Nuova regola: Commissari restano in carica fino alla sostituzione o fino a quando Consiglio decide che non è necessaria la sostituzione Commissione Dimissioni collettive 1999 – dimissioni della Commissione Santer Non previste dai trattati se non per censura Quindi si considerano Somma di più dimissioni individuali Assimilare dimissione collettive a censura

Commissione Assimilazione a somma dimissioni individuali problemi Permanenza in carica con pienezza di poteri fino alla sostituzione ? Procedura di sostituzione semplificata (senza intervento del Parlamento Europeo)? Commissione Assimilazione a dimissioni per censura La Commissione dovrebbe rimanere in carica solo per l’ordinaria amministrazione (ma non è stata sfiduciata dal PE) Nuova commissione dovrebbe ricevere fiducia del PE (ma le dimissioni sono volontarie)

Nel 1999 i commissari dichiararono di autolimitare la propria attività all’ordinaria amministrazione

Commissione Il funzionamento è disciplinato dal Regolamento interno che la Commissione adotta in piena autonomia (in allegato Codice di buona condotta amministrativa del personale della Commissione con il pubblico) Disciplina modalità di lavoro dell’organo collegiale (riunioni, modalità formazione decisioni, esecuzione deliberazioni) Commissione Struttura: divisa in Direzioni Generali e uffici assimilati Ogni Commissario ha la supervisione su una Direzione Generale (suddivisa in direzioni) Commissari sono relatori dinanzi alla Commissione per le materie di loro competenza

Commissione Commissari rappresentano per materia la Commissione nelle varie istanze dove la materia venga in rilievo

Delibere assunte a maggioranza assoluta dei voti (per prassi non comunicato il numero dei voti al fine di sottolineare la collegialità della decisione ed evitare fratture politiche) Commissione Struttura

Servizi generali Politiche Relazioni esterne Servizi interni Commissione Servizi generali Segretario generale – sotto l’autorità del Presidente della Commissione coordina l’attività dell’istituzione, non solo interna ma anche con le altre istituzioni (Parlamento, Consiglio, Comitato Economico e sociale e Comitato delle Regioni) Commissione Stampa e comunicazione Ufficio delle pubblicazioni Ufficio Europeo per la lotta antifrode

Servizi interni Servizio giuridico Traduzioni Personale Bilancio Controllo finanziario Commissione Politiche Concorrenza Fiscalità Giustizia e affari interni Agricoltura Ambiente Affari economici e finanziari Occupazione e affari sociali Salute e tutela consumatori Politica regionale Commissione Relazione esterne Allargamento Commercio Cooperazione Aiuti umanitari Commissione Attribuzioni e poteri Funzioni di iniziativa, esecutiva, rappresentanza

Funzione di proposta Proposta legislativa in via esclusiva: è condizione perché il Consiglio possa emanare atti vincolanti Commissione Funzione esecutiva

A) emanazione atti esecuzione

B) custode dei trattati

Emana regolamenti di esecuzione di regolamenti del Consiglio quando questi lo prevedano Emana regolamenti veri e propri su delega del Consiglio Commissione

Commissione è assistita nell’esercizio del potere esecutivo da Comitati incaricati dal Consiglio di darle assistenza (Comitologia):

- comitati consultivi (parere non vincolante)

- comitati di gestione (parzialmente vincolante: Commissione può discostarsi dal parere comunicandolo al Consiglio che può approvare atto difforme, respingerlo, non pronunciarsi) – si occupano di atti relativi a politiche comuni o con implicazioni sul bilancio Commissione

- comitati di regolamentazione (parere vincolante; se Commissione intende discostarsene deve

formulare proposta al Consiglio) – si occupano di misure di portata generale destinate a dare applicazione ad un atto

- comitati di salvaguardia – quando Commissione deve decidere su misure di salvaguardia Commissione

Commissione può emanare decisioni che consentono agli Stati di mantenere in vigore ovvero adottare atti palesemente in constrasto con il diritto comunitario. Commissione misure provvisorie (Misure di salvaguardia o di protezione) destinate a non pregiudicare una situazione all’interno di uno stato membro, ma che divengono legittime solo con l’assenso della Commissione (a differenza che nel diritto internazionale) ulteriore limitazione del potere degli stati – Commisssione può adire la Corte di Giustizia per far constatare infrazione

Commissione Funzione di vigilanza Commissione vigila sulla applicazione del Trattato e degli atti delle istituzioni

A) intervento diretto – potere di emanare decisioni vincolanti (previsto dai trattati o da regolamenti; es.:

concorrenza – decisioni direttamente applicabili con sanzioni pecuniarie a carico delle imprese) Commissione Costituisce espressione della funzione di vigilanza anche il potere non limitato di emanare raccomandazioni e pareri (non vincolanti)

- intervento indiretto: propone ricorsi alla Corte di Giustizia contro gli Stati e le istituzioni che abbiano violato i trattati o atti derivati Commissione Funzione di rappresentanza In tutti gli stati membri UE gode di capacità giuridica (di diritto interno) per compiere atti necessari ad acquistare o alienare beni immobili e stare in giudizio; è rappresentata dalla Commissione Rappresenta l’UE all’esterno:

- negozia accordi (che saranno conclusi dal Consiglio)

- mantiene rapporti con altre Organizzazioni internazionali

Diritto dell’Unione Europea - 9 Il Consiglio Consiglio E’ l’organo decisionale della comunità Istituzione composta dagli Stati membri Ciascuno stato designa il proprio rappresentante che deve far parte della compagine governativa (ministro o sottosegretario) e munito dei poteri necessari ad impegnare il proprio governo Consiglio Nella prassi opera a livello di Consiglio Affari Generali (Ministro degli Esteri)

Consigli settoriali (per materia – es. ECOFIN)

Nel Consiglio gli Stati fanno valere i propri interessi particolari I rappresentanti degli stati tutelano i loro interessi – possono avere mandato vincolato

Consiglio Atto adottato dal Consiglio non è imputabile ai singoli stati, ma all’istituzione (organo della comunità) Come tale è soggetto al controllo della Corte di Giustizia Consiglio Organizzazione interna disciplinata dal regolamento Il Consiglio è presieduto per 6 mesi dal Capo del Governo di uno dei paesi membri, a rotazione, secondo un ordine stabilito all’unanimità dal Consiglio Consiglio Il Presidente

- rappresenta il Consiglio in tutte le sedi

- convoca il Consiglio su propria iniziativa o di altro Stato o di Commissione

- risponde alle interrogazione del Parlamento per conto del Consiglio

- cura le relazioni internazionali della Comunità

Consiglio Consiglio è assistito da Segretariato Generale composto da Segretario Generale (Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune) Vice segretario generale – cura la gestione amministrativa del segretariato Nominati dal Consiglio a maggioranza qualificata Consiglio Consiglio si riunisce a periodicità variabile, generalmente a Bruxelles o Lussemburgo Un calendario dei lavori viene predisposto anno per anno Consiglio COREPER – Comitato dei rappresentnati permanenti degli stati Nato per mantenere più stretto contatto fra Consiglio e Commissione – formalizzatocon Trattato di fusione degli esecutivi (1965) Costituito dalle rappresentanze diplomatiche permanenti

Consiglio Il Coreper è responsabile della preparazione dei lavori del Consiglio e dell’esecuzione dei compiti che questo gli assegna Opera a due livelli:

- COREPER II – ambasciatori rappresentanti permanenti – trattano affari politici e relazioni esterne Consiglio COREPER I – plenipotenziari - per affari correnti, tecnici o di procedura Non c’è subordinazione fra i due livelli, che sono indipendenti Attività:

- coordina attività di gruppi di lavoro formati da esperti nazionali su materie specifiche Consiglio

- predispone agenda e ordine del giorno del Consiglio

- organizza comitati permanenti o ad hoc per argomenti specifici

- adotta decisioni di procedura

Consiglio Gruppi di lavoro, in accordo con la Commissione, elaborano gli atti su cui il Consiglio dovrà deliberare, li trasmettono al COREPER per inserimento nell’ordine del giorno Se COREPER ha raggiunto un accordo, inseriti nei “punti A” dell’Ordine del giorno Altrimenti nei “Punti B”

Consiglio Punti A – ratificati dal Consiglio Punti B – all’ordine del giorno – se necessario adottare una decisione: maratona (seduta continua fino all’adozione di decisione) Consiglio Sistemi di votazione:

Unanimità (era la regola, ma le recenti modifiche ne hanno ridotto i casi). Unanimità si ha quando non ci sono voti negativi: astensione di membro presente non impedisce possibilità di adozione di deliberazioni per le quali è prevista l’unanimità. Consiglio Unanimità prevista per:

- armonizzazione fiscale

- ravvicinamento legislazioni nazionali

- politica estera e di sicurezza comune

- cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale

- aspetti cittadinanza europea

Consiglio Ricordare: Compromesso di Lussemburgo (1966) – unanimità avrebbe sostituito maggioranza quando sarebbero stati in gioco interessi molto importanto di uno stato membro Consiglio Maggioranza semplice È la regola per l’adozione delle deliberazioni del Consiglio ( in realtà utilizzata per poche materie) Si calcola il numero dei componenti l’istituzione e non dei presenti Consiglio Maggioranza qualificata Necessario un certo numero di voti per l’adozione di una deliberazione Stati membri dispongono di numero di voti diverso, in base al loro peso demografico e politico Maggioranza qualificata 62 su 87 Consiglio Germania, Francia, GB, Italia – 10 Spagna - 8 Be, NL, Pt Grecia – 5 Austria, Svezia – 4 DK, Irl, Fin – 3 Lux 2 MAGGIORANZA QUALIFICATA 62 Consiglio Se Consiglio delibera su proposta della Commissione è sufficiente maggioranza qualificata dei voti positivi, indipendentemente dal numero di Stati che hanno votato a favore Se Consiglio delibera (quando previsto dai trattati) senza proposta della Commissione maggioranza qualificata deve comprendere almeno 10 stati, per tutela stati minori Consiglio Qualora trattato (art. 104 – disavanzo eccessivo) preveda maggioranza 2/3 dei membri, astensione equivale a voto negativo (quorum rimane fissato a 62 voti – possibile minoranza di blocco) Consiglio Ponderazione e adesione nuovi stati Bilanciamento di interessi piccoli stati che non vogliono essere schiacciati e di grandi stati che non vogliono subire decisioni di coalizioni di piccoli Con trattato di Nizza introdotte due reti di sicurezza per evitare contrapposizioni Consiglio Rete di sicurezza 1 Con trattati di adesione (Atene – aprile 2003) si prevede che dal 1 novembre 2004:

Adozione deliberazioni su proposta Commissione – adottate con 232 voti favorevoli della maggioranza degli stati Altri casi maggioranza di 232 che comprendano i 2/3 degli stati Consiglio Rete di sicurezza 2 Ciascun membro del Consiglio può chiedere di verificare che la maggioranza comprenda almeno il 62% della popolazione dell’Unione (verifica demografica) – se tale condizione non si verifica l’atto non può essere adottato. Procedura applicabile solo su richiesta espressa di uno stato Consiglio

Attribuzioni e poteri:

Potere decisionale vero e proprio (manifestazione definitiva della potestà normativa – adozione atti vincolanti per gli stati membri) Formazione a approvazione del bilancio Conclusione accordi con stati terzi (negoziati conclusi da Commissione) Competenze generale a promuovere ricorsi davanti a Corte di Giustizia

Consiglio Europeo Istituito dal summit di Parigi del dicembre 1974 e formalizzato nell’Atto Unico Europeo – subentrato alla prassi dei Vertici, periodici, ma senza scadenze precise

Riunisce Capi di stato e di governo + ministri degli affari esteri + Presidente Commissione + 1 membro

Commissione

Consiglio Europeo

Ha funzione di cooperazione politica, quindi agisce sia come organo extra-unione che come organo

comunitario

Stimolo per le più importanti iniziative politiche dell’Unione Luogo di composizione delle controversie di rilevanza politica ed economica

Periodicità trimestrale Consiglio Europeo

Art. 4 : Consiglio Europeo dà all’Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti politici generali. Riunioni possono essere ordinarie (giugno e dicembre) in una città dello stato che ha la presidenza

dell’Unione

o speciali ( si tengono generalmente a Bruxelles – trattano argomenti su cui non si può discutere

adeguatamente nelle riunioni ordinarie o quando in queste non si è raggiunto accordo) Consiglio Europeo

Presenta al Parlamento europeo un rapporto su ogni sua riunione e, annualmente, un rapporto sui progressi realizzati dall’Unione Formalmente non è una istituzione dell’UE in quanto non viene elencato tra le istituzioni, ma ha un peso estremamente rilevante:

Consiglio Europeo Tolto poteri al Consiglio dell’Unione, perché le decisioni di maggior rilievo vengono discusse e risolte

a livello di cooperazione intergovernativa

Commissione viene vincolata da direttive e inviti a presentare proposte

Parlamento Europeo vede ridotto potere di controllo perché Consiglio Europeo agisce a livello non istituzionale ma di cooperazione intergovernativa Consiglio Europeo Funzione di bilanciamento di interessi e di compromesso ne ha sottolineato l’importanza La sempre maggiore istituzionalizzazione (Trattati di Maastricht e Amsterdam) e attribuzione di specifici poteri lo riconduce pian piano nell’ambito delle istituzioni Consiglio Europeo

Competenze:

Data la sua composizione può intervenire su qualsiasi materia. Tuttavia gli sono attribuiti:

Compito di definire orientamenti generali e strategie comuni dell’attività del Consiglio dell’Unione in materia di politica estera e di sicurezza comune Consiglio Europeo Opera le scelte fondamentali per la politica comune di difesa

Quando in ambito del Consiglio dell’Unione uno stato, per importanti motivi di politica interna, si opponga a una decisione che richiede la maggioranza qualificata, il Consiglio dell’UE può chiedere che sia investito della questione il Consiglio Europeo (che si pronuncia all’unanimità – appello) Consiglio Europeo Segue competenze Esamina la situazione dell’occupazione e adotta le conclusioni del caso Sulla base della relazione del Consiglio dell’Unione, decide in merito agli indirizzi delle politiche economiche degli Stati e dell’Unione Consiglio Europeo Speciali competenze quando Trattati di Maastricht e Amsterdam prevedono decisioni adottate da Consiglio dell’Unione riunito nella composizione di Capi di stato e di Governo (coincidenza tra Consiglio Europeo e Consiglio dell’UE) Nell’ambito dell’unione economica e monetaria – identificazione degli stati che possono passare alla moneta unica Consiglio Europeo Segue:

Tutela dei diritti umani – delibera all’unanimità, su proposta di 1/3 degli stati membri o della Commissione e su parere conforme del Parl Eur (maggioranza 2/3), per constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente di uno o più principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo, dello stato di diritto Consiglio europeo Segue Procedura prevede invito a stato incolpato a presentare osservazioni Nella votazione non si tiene conto del voto dello stato interessato L’astensione non osta all’adozione della decisione (sospensione) Consiglio Europeo Natura giuridica degli atti Quando espressamente previsti nei trattati gli atti hanno forza giuridica vincolante; quando è prevista la composizione del Consiglio dell’UE nelle persone dei Capi di stato e di Governo, si tratta di atti comunitari Negli altri casi si propende per la valenza politica dell’atto Diritto dell’Unione Europea - 10 La Corte di Giustizia CdG Creata con il trattato CECA (1952) e dal 1958 divenuta unica istanza giurisdizionale delle tre Comunità Ha contribuito, con storiche sentenze, a determinare natura e portata del diritto comunitario Aumento numero stati e mole lavoro ha fatto costituire Tribunale di 1° grado (1988) CdG La Corte di Giustizia, attraverso l’esercizio della funzione giurisdizionale, assicura il rispetto del diritto comunitario nell’interpretazione e nell’applicazione del trattato e degli atti normativi derivati

Sede Lussemburgo CdG Differenze da altri organi giurisdizionali internazionali:

Possono adire la Corte non solo gli Stati membri (regola nelle Corti internazionali), ma le istituzioni comunitarie e a determinate condizioni anche le persone fisiche e giuridiche Cdg Tutte le controversie hanno origine in ambito comunitario e sono risolte in base al suo diritto, inteso come complesso di norme scritte che regolano organizzazione e sviluppo delle Comunità

europee e i rapporti tra le Comunità e gli stati membri, nonché sulla base di un diritto non scritto costituito dai principi generali comuni degli ordinamenti giuridici degli stati membri e dei principi generali propri del diritto comunitario

CdG la Corte ha funzione giurisdizionale vera e propria (non natura arbitrale come le corti internazionali) e competenze sono ampie e differenziate

CdG Composizione e funzionamento Attualmente 15 giudici (aventi ciascuno la nazionalità di uno stato membro – dal 1° nov. 2004: 25 giudici) e 8 avvocati generali; il numero degli Avvocati può essere incrementato su richiesta della Corte, mediante deliberazione motivata del Consiglio CdG Nominati di comune accordo dai Governi degli stati membri Sono scelti fra personalità che offrano tutte le garanzie di indipendenza e che rivestano le qualifiche necessarie per esercitare nei rispettivi Paesi le più alte funzioni giurisdizionali, ovvero giureconsulti di notoria competenza CdG Indipendenza – Stati devono effettuare proposta basandosi sulle qualità della persona e non nella sua funzione di organo dello stato; essenziale tenere presente l’assoluta autonomia dalla stato di appartenenza Indipendenza è garantita da Protocollo su privilegi e immunità della Corte (immunità dalla giurisdizione; incompatibilità con funzione politica, amministrativa o professionale) CdG Avvocati generali Figura mutuata dal diritto francese Ruolo: servire interesse generale del diritto comunitario, fornendo garanzie di equilibrio e preparazione tecnica alla Corte Sono inseriti organicamente nella struttura della Corte Devono presentare pubblicamente, con assoluta imparzialità e indipendenza, le loro conclusioni motivate nelle cause CdG La loro funzione si è rivelata essenziale Corte ha spesso affrontato oggetti nuovi e di notevole complessità La relazione sintetizza la discussione scritta ed orale, la depura e analizza giurisprudenza e dottrina, indirizza la Corte verso la soluzione sulla base della puntualizzazione degli elementi essenziali di fatto e di diritto CdG La Corte non è vincolata a conformarsi alle conclusioni dell’Avvocato Generale, né ci è obbligo di motivare eventuale decisione difforme Influenza, tuttavia è notevole Carattere non vincolante delle conclusioni giustifica il rifiuto della Corte di consentire alle parti di replicare alle stesse CdG Durata del mandato Sei anni per giudici e avvocati generali, con parziale rinnovo ogni tre anni Mandato rinnovabile

Presidente nominato dalla Corte ogni tre anni, dirige lavori della Corte e le udienze CdG Segue Presidente assegna la cause ad una delle sezioni composte di tre giudici e nomina il relatore Può decidere in merito a provvedimenti sospensivi, provvedimenti provvisori, o sospensione dell’esecuzione forzata CdG Con Trattato di Nizza le sedute plenarie (tutti i giudici) sono un’eccezione (dimissioni d’ufficio del Mediatore, membri della Commissione o della Corte dei Conti) ovvero quando un giudizio dinanzi ad essa rivesta un’importanza eccezionale Di regola la corte si riunisce in sezioni (da tre a cinque giudici) e in grande sezione (11 giudici) quando richiesto da stato membro o istituzione comunitaria parti in causa Cdg Procedura

Corte di Giustizia opera con l’assistenza di un Cancelliere con funzioni amministrative e di natura giudiziaria

Procedimento inizia con il ricorso di una parte Fase scritta: scambio di memorie tra le parti Fase orale introdotta da relazione del giudice relatore CdG Corte dispone di poteri istruttori abbastanza estesi, anche negli stati membri Può richiedere assistenza giudiziaria delle autorità nazionali degli stati membri per l’espletamento delle attività istruttorie (obbligo di cooperazione) CdG Udienze pubbliche Deliberazioni sono segrete Lingua processuale propria dello stato o degli stati implicati nella controversia Nella stessa lingua viene redatto originale della sentenza Sentenze e ordinanze pubblicate nella raccolta ufficiale edita periodicamente CdG Sentenze, firmate da Presidente e Cancelliere, sono motivate e lette in pubblica udienza Sono definitive Hanno efficacia vincolante per le parti Decisioni che portano obblighi pecuniari a carico di privati hanno forza esecutiva negli ordinamenti degli stati membri

CdG Principali attribuzioni della Corte:

Esame ricorsi in tema di inadempimento degli stati Controllo sulla legittimità degli atti comunitari Competenza a pronunciarsi, in via pregiudiziale sulla interpretazione dei trattati e sulla validità e interpretazione degli atti delle istituzioni CdG Segue:

Decide controversie tra Comunità e agenti Decide ricorsi contro le sanzioni pecuniarie Decide controversie su base di clausola compromissoria

CdG Assicura unità di giurisdizione e di interpretazione, presupposto necessario di una effettiva integrazione Principio di unicità della giurisdizione non contraddetto da istituzione di Tribunale di 1° grado, perché Corte di Giustizia mantiene alcune competenze esclusive e funziona da giudice di appello (ma limitatamente a motivi di diritto) CdG Ulteriori attribuzioni:

Corte si pronuncia in via pregiudiziale sulle controversie tra stati membri relative ad interpretazione e applicazione degli atti adottati nel quadro della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale CdG Segue Decide, su ricorso dello stato interessato, su eventuali violazioni delle regole procedurali nel corso dell’adozione dell’atto con il quale sono state adottate sanzioni a carico di uno stato che non rispetti i principi fondamentali dell’Unione (esame limitato alla legalità del procedimento – non si entra nel merito)

Tribunale di 1° grado Istituzione del Tribunale prevista dall’Atto Unico Europeo e demandata ad una decisione del Consiglio, approvata, poi nel 1988. Trattato di Nizza ha definitivamente disciplinato assetto istituzionale:

Condivide con la Corte la funzione di assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione ed esecuzione del trattato

Tribunale di 1° grado Composizione e funzionamento 15 giudici – uno per stato membro Criteri di nomina, requisiti di competenza e professionalità, garanzie, privilegi e immunità: analoghi a quelli della Corte

Tribunale di 1° grado Opera generalmente in sezioni composte di tre o cinque giudici i Presidenti di sezione sono nominati annualmente dal Tribunale Opera anche in seduta plenaria (minimo 9 giudici assistiti da Avvocato generale – non nominati, viene designato un giudice per tale funzione) quando difficoltà in diritto, importanza della causa o circostanze particolari lo richiedano

Tribunale di 1° grado Opera a mezzo di giudice unico in diverse situazioni: controversie tra Comunità e agenti, quando previsto da clausola arbitrale Giudice unico non può pronunciarsi su questioni concernenti concorrenza, aiuti di stato, agricoltura, imprese ecc Tribunale di 1° grado Competenze Esame ricorsi presentati da persone fisiche e giuridiche (esclusi Stati membri, istituzioni della Comunità e BC che rimangono di competenza della Corte) Per annullamento Per carenza Per risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale della Comunità

Tribunale di 1° grado Segue:

controversie tra Comunità e agenti quando designato in clausola compromissoria (es.: contratti di finanziamento) In sostanza la competenza del Tribunale è limitata all’esame dei ricorsi presentati da perone fisiche e giuridiche

Tribunale di 1° grado Trattato di Nizza introduce per la prima volta competenza pregiudiziale a favore del Tribunale, rinviando allo Statuto per determinare le materie (ancora non è stato deciso alcunché) Problemi: le sentenze del Tribunale sono appellabili, quindi la procedura potrebbe dilatarsi eccessivamente Rischio di difformità di interpretazione Tribunale di 1° grado Per ovviare: Tribunale rinvia direttamente alla Corte o sono impugnabili davanti alla Corte quando la causa richieda una decisione di principio che potrebbe compromettere l’unità e la coerenza del diritto comunitario Tribunale di 1° grado Procedura: analoga a quella davanti alla Corte Fase scritta: scambio di memorie Fase orale: relazione del giudice relatore, discussione Udienze pubbliche Deliberazioni segrete Tribunale di 1° grado Tribunale funge da giudice d’appello per le cause decisa dalle Camere Giurisdizionali (v. infra). Tali sentenze del Tribunale possono essere impugnate – ma non dalle parti - dinanzi alla Corte solo in via eccezionale, quando possano essere compromesse unità e coerenza del diritto comunitario Tribunale di 1° grado Trattato di Nizza ha introdotto nuovo istituto:

Impugnazione del Primo Avvocato Generale (uno degli 8 della Corte di Giustizia che esercitava essenzialmente compiti amministrativi) Rimedio esperibile contro alcune decisioni del Tribunale relative a pronunce pregiudiziali e decisioni delle Camere giurisdizionali Tribunale di 1° grado Primo Avv Gen può proporre impugnazione quando ritenga che esista un grave rischio per l’unità e la coerenza del diritto comunitario Il rimedio è posto nell’interesse del diritto comunitario Corte ha facoltà di accettare la richiesta di riesame

Camere giurisdizionali Trattato di Nizza ha creato possibilità per il Consiglio, su proposta della Commissione o della Corte di Giustizia, di istituire Camere Giurisdizionali per conoscere in primo grado alcune categorie di ricorsi proposti in materie specifiche da determinarsi nello Statuto Novità più importante nel quadro del sistema giurisdizionale Camere giurisdizionali Ancora non in funzione Saranno camere specializzate Avverso le loro decisioni sarà possibile interporre appello Tratteranno di contenzioso relativo a:

Pubblico impiego europeo Proprietà immateriale comunitaria Concorrenza Cooperazione giudiziaria in materia civile Diritto dell’Unione Europea – 11 Corte di Giustizia segue Corte di Giustizia Giurisdizione contenziosa Giurisdizione sul comportamento degli Stati membri

- oggetto: giudizio della Corte su inadempimenti degli Stati membri derivanti dalla violazione dei trattati o da obblighi posti da atti vincolanti delle istituzioni

Corte di Giustizia Procedura promossa da Commissione Competenza della Commissione deriva dal potere di vigilanza sull’applicazione del trattato e degli atti Fase precontenziosa (dinanzi alla Commissione):

- lettera di messa in mora (deriva da prassi) Corte di Giustizia

Commissione evidenzia la violazione commessa dallo Stato e lo invita a presentare le sue osservazioni entro un termine stabilito Lettera di messa in mora costituisce fase essenziale del procedimento (CdG 1983) perché delimita l’oggetto del contendere e permette allo Stato incolpato di organizzare la sua difesa Corte di Giustizia Violazioni possono essere commesse da qualsiasi organo dello Stato, perché è lo Stato in quanto tale, che risponde della osservanza degli obblighi Violazione dell’obbligo ha luogo anche se non si è prodotto alcun danno Corte di Giustizia

A

seguito delle osservazioni dello stato o in assenza delle stesse – quando non c’è accordo tra lo stato e

la

Commissione - questa esprime Parere Motivato

Parere indica la permanenza della violazione esponendo motivi di diritto e di fatto che addotti dalla Commissione.

Corte di Giustizia Motivazione esauriente necessaria per la ricevibilità del ricorso da parte della Corte

Parere motivato non deve indicare esattamente le misure da adottare perché è sempre possibile un successivo ricorso della Commissione per inadempimento Corte di Giustizia

Quando lo stato non si è conformato al parere della Corte in tempo utile viene avviata la fase contenziosa. Non c’è obbligo della Commissione di adire la Corte Non è possibile agire con ricorso in carenza se la Commissione non agisce Corte di Giustizia Persone fisiche e giuridiche non possono agire per far annullare una decisione della Commissione di non instaurare una procedura di infrazione nei confronti di uno stato membro

Si tratta di un potere discrezionale attribuito solo a Commissione e Stati membri

Corte di Giustizia Limiti temporali per rimediare all’inadempimento sono fissati discrezionalmente dalla Commissione Infatti: oggetto del ricorso non è inosservanza del parere motivato (che è solo presupposto dell’azione giudiziaria), ma la violazione degli obblighi del trattato

Corte di Giustizia Procedura promossa da uno Stato membro Anche in questo caso la violazione lamentata può non esse produttiva di danni Azione degli stati, quindi, fondata non su tutela degli interessi nazionali, ma su quello generale della Comunità ad ottenere il rispetto degli obblighi Corte di Giustizia Procedura:

Prima di adire la Corte lo Stato deve – a pena di irricevibilità del ricorso – rivolgersi prima alla Commissione Stato ricorrente presenta alla Commissione le sue motivazioni Davanti alla Commissione si instaura una procedura volta a tentare la conciliazione Corte di Giustizia Stati presentano osservazioni scritte e orali Al termine Commissione presenta un parere motivato, nel quale

- a) non reputa fondate le posizioni dello Stato ricorrente

- b) condivide le posizioni dello Stato convenuto Corte di Giustizia

- c) condivide tesi stato ricorrente

- d)non formula alcun parere entro tre mesi dalla domanda

Conseguenze:

Casi a) e b) ricorso alla Corte sempre possibile Caso c) : analogo a procedura su iniziativa della Commissione Corte di Giustizia Caso d) (Commissione non si esprime entro 3 mesi): possibile azione dinanzi alla Corte

Scopo della procedura è di evitare un coinvolgimento della Corte e di comporre prima la controversia.

Corte di Giustizia Intervento della Commissione serve a tenere sempre presente l’interesse preminente della Comunità nel suo complesso Generalmente, anche se violazione denunciata da Stato, il ricorso viene proposto dalla Commissione

Corte di Giustizia Effetti della sentenza della Corte Corte constata che lo Stato ha violatogli obblighi derivantigli dal Trattato e che è tenuto ad adottare le misure necessarie per porre rimedio all’inadempimento Sentenza è di mero accertamento: constata la violazione, ma non può indicare le misure necessarie per far cessare la violazione o stabilire risarcimento dei danni Corte di Giustizia Lo stato è libero nella scelta dei mezzi per ottemperare alla sentenza, ma c’è obbligo degli stati di dare esecuzione alla sentenza della Corte Le misure possono essere ritenute insufficienti e dare inizio ad una nuova fase contenziosa Corte di Giustizia Giudizio sulla mancata esecuzione della sentenza Fase precontenziosa Commissione invia Lettera di messa in mora con raccomandazioni per far cessare inadempimento Stato o si conforma o persiste nell’inadempimento Corte di Giustizia Se illecito permane Commissione emette un parere motivato con indicate le misure omesse

Commissione ha discrezionalità in ordine ai tempi per ottenere l’adempimento Fase contenziosa

Commissione adisce con ricorso la Corte e precisa la penale a carico dello stato per l’inadempimento

o

Corte di Giustizia Irrogazione delle penalità o di una somma forfettaria è nuovo rilevante potere attribuito alla Corte da

trattato di Maastricht Commissione ha stabilito criteri di calcolo per la sanzione:

€ 500 al giorno per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione della sentenza Corte di Giustizia

Tale somma, uguale per tutti, sarà moltiplicata per coefficienti adeguati alla durata e alla gravità

dell’infrazione

Il risultato verrà poi moltiplicato per un ulteriore coefficiente fisso relativo a PIL e nume ro di voti dello Stato in Consiglio Corte di Giustizia

Giudizio sul comportamento delle Istituzioni Giurisdizione contenziosa sul comportamento delle istituzioni relativamente alla emanazione di atti

vincolanti

In senso attivo: emanazione atti illegittimi In senso passivo: omissione di emanazione atti dovuti Corte di Giustizia

Controllo di legittimità su atti vincolanti adottati da PE e Consiglio congiuntamente

Consiglio

Commissione

BCE

Parlamento Europeo

Corte di Giustizia Legittimati a proporre ricorso:

Stati membri, Commissione, Consiglio, PE Persone fisiche e giuridiche, solo contro decisioni prese nei loro confronti o contro decisioni o regolamenti che le riguardino direttamente e individualmente Corte di Giustizia Il concetto di persona direttamente e individualmente interessata è stato precisato da Tribunale di 1° grado (2002):

La disposizione comunitaria di portata generale la riguarda direttamente e individualmente se incide in modo diretto e attuale sulla sua situazione giuridica restringendo i suoi diritti o imponendole obblighi (l’esistenza di una pluralità di soggetti individualmente interessati non è ostacolo)

Corte di Giustizia Corte dei Conti e BCE possono agire per la salvaguardia delle proprie prerogative

Parlamento incluso recentemente coerentemente all’evoluzione giurisprudenziale (legittimazione passiva – può emanare atti che vincolano terzi) e alla evoluzione istituzionale (difesa prerogative) Corte di Giustizia Vizi degli atti comunitari

Incompetenza

- territoriale

- temporale

- per materia (Corte ha ammesso che se la competenza non è espressamente prevista dal trattato può

desumersi da altre disposizioni dello stesso o da atti delle istituzioni) Corte di Giustizia Violazione delle forme sostanziali (mancata richiesta parere al PE da parte del Consiglio) Violazione delle norme del trattato e delle norme relative alla sua applicazione (residuale, ma il più usato) si estende anche ai principi del diritto comunitario e alle norme internazionali vincolanti per la Comunità Corte di Giustizia Sviamento di potere – esercizio di un potere per fine diverso da quello per cui era stato conferito (poche applicazioni)

Corte di Giustizia Sospensione cautelare dell’atto impugnato Va domandata con atto separato in qualsiasi momento del procedimento Provvede il Presidente con ordinanza modificabile in qualsiasi momento Effetto: rende atto provvisoriamente inapplicabile

Corte di Giustizia Condizioni per la concessione:

Fumus boni iuris Periculum in mora Urgenza nel provvedere (evitare danno grave e irreparabile) Valutazione interessi contrapposti

Può essere richiesta cauzione Corte di Giustizia

Effetti della sentenza di accoglimento:

Annullamento dell’atto con efficacia

- erga omnes

- ex tunc

Il provvedimento è di accertamento: l’istituzione deve dare esecuzione alla sentenza della Corte (ripristino situazione preesistente, revoca atti, risarcimento del danno) Diritto dell’Unione Europea – 12 Corte di Giustizia Corte di Giustizia Ricorso in carenza Corte adita per accertare che le istituzioni hanno omesso di emanare atti dovuti Legittimazione attiva: stati membri, istituzioni (compresi dopo Trattato di Maastricht: PE e BCE); persone fisiche e giuridiche se l’atto le riguarda direttamente e individualmente Corte di Giustizia Procedura: ricorrente deve mettere in mora l’istituzione carente; se questa, nei due mesi successivi, non ha preso posizione è possibile rivolgersi alla Corte Effetti della sentenza di accertamento della illegittimità della omissione: obbligo della istituzione di adottare i provvedimenti per dare esecuzione alla sentenza Possibilità di agire contro inosservanza di tale obbligo

Corte di Giustizia Controversie in materia di responsabilità extracontrattuale (per danni causati da agenti e istituzioni

nell’esercizio delle funzioni) Il risarcimento del danno è dovuto in conformità ai principi generali comuni di diritto degli Stati membri (riferimento solo a materia di responsabilità extracontrattuale) Competenza esclusiva della Corte (per uniformità di decisioni in materia di responsabilità)

Corte di Giustizia Corte rileva principi generali comuni per stabilire presupposti oggettivi e soggettivi della responsabilità:

Presupposti oggettivi:

- Effettiva esistenza del danno

- Nesso di causalità

Corte di Giustizia Presupposti soggettivi:

- Comportamento colposo

- Illiceità del comportamento

- Rapporto interno diretto tra Comunità e agenti (danno provocato da agente nell’esercizio delle sue funzioni – diversamente competenza dei giudici nazionali)

Corte di Giustizia Responsabilità come conseguenza della emanazione di atti normativi illegittimi (non è conseguenza immediata di annullamento, ma azione autonoma) Corte ha individuato violazione di norme fondamentali a tutela dei singoli come fonte di responsabilità extracontrattuale della Comunità Corte di Giustizia Tali norme, rilevabili da trattati e da principi generali di diritto:

Principio di non discriminazione Rispetto del legittimo affidamento Non retroattività Rispetto dei diritti quesiti Proporzionalità Corte di Giustizia Giurisdizione non contenziosa Interpretazione pregiudiziale (necessaria a giudice nazionale per risolvere controversia) Competenza esclusiva sulla interpretazione dei trattati (ivi compresi protocolli, allegati, trattati modificativi, atti di adesione ecc) e degli atti delle istituzioni (ivi comprese sentenze della Corte, accordi) e sulla validità degli atti

Corte di Giustizia Scopo assicurare uniforme interpretazione del diritto comunitario per sua corretta e uniforme applicazione

Procedura La questione deve essere sollevata dinanzi ad una giurisdizione nazionale ed è solo il giudice che rinvia alla Corte quando reputa che sia necessario per emanare sentenza

Corte di Giustizia Rinvio facoltativo per giudici di merito Obbligatorio per giudici di legittimità

Organo giurisdizionale abilitato (nozione comunitaria: organo deve avere le seguenti caratteristiche:

Origine legale Carattere permanente Obbligatorietà della giurisdizione Procedimento in contraddittorio Organo applica norme giuridiche indipendenza

Corte di Giustizia Corte fornisce al giudice nazionale solo interpretazione, non indica le misure per la corretta applicazione, che spettano al giudice nazionale

Effetti della sentenza

- vincola il giudice di rinvio

- opera ex tunc

- costituisce precedente

Corte di Giustizia Sentenze che accertano invalidità di un atto non lo annullano; invalidità opera solo nel caso concreto Può però legittimamente costituire motivo per consentire ad altro giudice che atto è invalido e non applicarlo Istituzioni provvedono all’annullamento e alla sostituzione dell’atto

Corte di Giustizia Funzione consultiva Può fornire pareri alle altre istituzioni, ma in ipotesi determinate (compatibilità di accordi con disposizioni del trattato) Funzione arbitrale Controversie tra stati membri attribuite in virtù di compromesso scritto Contratti di diritto pubblico Diritto dell’Unione Europea – 12 Corte di Giustizia Corte di Giustizia Ricorso in carenza Corte adita per accertare che le istituzioni hanno omesso di emanare atti dovuti Legittimazione attiva: stati membri, istituzioni (compresi dopo Trattato di Maastricht: PE e BCE); persone fisiche e giuridiche se l’atto le riguarda direttamente e individualmente Corte di Giustizia Procedura: ricorrente deve mettere in mora l’istituzione carente; se questa, nei due mesi successivi, non ha preso posizione è possibile rivolgersi alla Corte Effetti della sentenza di accertamento della illegittimità della omissione: obbligo della istituzione di adottare i provvedimenti per dare esecuzione alla sentenza Possibilità di agire contro inosservanza di tale obbligo

Corte di Giustizia Controversie in materia di responsabilità extracontrattuale (per danni causati da agenti e istituzioni

nell’esercizio delle funzioni) Il risarcimento del danno è dovuto in conformità ai principi generali comuni di diritto degli Stati membri (riferimento solo a materia di responsabilità extracontrattuale) Competenza esclusiva della Corte (per uniformità di decisioni in materia di responsabilità)

Corte di Giustizia Corte rileva principi generali comuni per stabilire presupposti oggettivi e soggettivi della responsabilità:

Presupposti oggettivi:

- Effettiva esistenza del danno

- Nesso di causalità

Corte di Giustizia Presupposti soggettivi:

- Comportamento colposo

- Illiceità del comportamento

- Rapporto interno diretto tra Comunità e agenti (danno provocato da agente nell’esercizio delle sue funzioni – diversamente competenza dei giudici nazionali)

Corte di Giustizia Responsabilità come conseguenza della emanazione di atti normativi illegittimi (non è conseguenza immediata di annullamento, ma azione autonoma) Corte ha individuato violazione di norme fondamentali a tutela dei singoli come fonte di responsabilità extracontrattuale della Comunità Corte di Giustizia Tali norme, rilevabili da trattati e da principi generali di diritto:

Principio di non discriminazione Rispetto del legittimo affidamento Non retroattività Rispetto dei diritti quesiti Proporzionalità Corte di Giustizia Giurisdizione non contenziosa Interpretazione pregiudiziale (necessaria a giudice nazionale per risolvere controversia) Competenza esclusiva sulla interpretazione dei trattati (ivi compresi protocolli, allegati, trattati modificativi, atti di adesione ecc) e degli atti delle istituzioni (ivi comprese sentenze della Corte, accordi) e sulla validità degli atti

Corte di Giustizia Scopo assicurare uniforme interpretazione del diritto comunitario per sua corretta e uniforme applicazione

Procedura La questione deve essere sollevata dinanzi ad una giurisdizione nazionale ed è solo il giudice che rinvia alla Corte quando reputa che sia necessario per emanare sentenza

Corte di Giustizia Rinvio facoltativo per giudici di merito Obbligatorio per giudici di legittimità

Organo giurisdizionale abilitato (nozione comunitaria: organo deve avere le seguenti caratteristiche:

Origine legale Carattere permanente Obbligatorietà della giurisdizione Procedimento in contraddittorio Organo applica norme giuridiche indipendenza

Corte di Giustizia Corte fornisce al giudice nazionale solo interpretazione, non indica le misure per la corretta applicazione, che spettano al giudice nazionale

Effetti della sentenza

- vincola il giudice di rinvio

- opera ex tunc

- costituisce precedente

Corte di Giustizia Sentenze che accertano invalidità di un atto non lo annullano; invalidità opera solo nel caso concreto Può però legittimamente costituire motivo per consentire ad altro giudice che atto è invalido e non applicarlo Istituzioni provvedono all’annullamento e alla sostituzione dell’atto

Corte di Giustizia Funzione consultiva Può fornire pareri alle altre istituzioni, ma in ipotesi determinate (compatibilità di accordi con disposizioni del trattato) Funzione arbitrale Controversie tra stati membri attribuite in virtù di compromesso scritto Contratti di diritto pubblico Diritto dell’Unione Europea – 12 Corte di Giustizia Corte di Giustizia Ricorso in carenza Corte adita per accertare che le istituzioni hanno omesso di emanare atti dovuti Legittimazione attiva: stati membri, istituzioni (compresi dopo Trattato di Maastricht: PE e BCE); persone fisiche e giuridiche se l’atto le riguarda direttamente e individualmente Corte di Giustizia Procedura: ricorrente deve mettere in mora l’istituzione carente; se questa, nei due mesi successivi, non ha preso posizione è possibile rivolgersi alla Corte Effetti della sentenza di accertamento della illegittimità della omissione: obbligo della istituzione di adottare i provvedimenti per dare esecuzione alla sentenza Possibilità di agire contro inosservanza di tale obbligo

Corte di Giustizia Controversie in materia di responsabilità extracontrattuale (per danni causati da agenti e istituzioni

nell’esercizio delle funzioni) Il risarcimento del danno è dovuto in conformità ai principi generali comuni di diritto degli Stati membri (riferimento solo a materia di responsabilità extracontrattuale) Competenza esclusiva della Corte (per uniformità di decisioni in materia di responsabilità)

Corte di Giustizia Corte rileva principi generali comuni per stabilire presupposti oggettivi e soggettivi della responsabilità:

Presupposti oggettivi:

- Effettiva esistenza del danno

- Nesso di causalità

Corte di Giustizia Presupposti soggettivi:

- Comportamento colposo

- Illiceità del comportamento

- Rapporto interno diretto tra Comunità e agenti (danno provocato da agente nell’esercizio delle sue funzioni – diversamente competenza dei giudici nazionali)

Corte di Giustizia Responsabilità come conseguenza della emanazione di atti normativi illegittimi (non è conseguenza immediata di annullamento, ma azione autonoma) Corte ha individuato violazione di norme fondamentali a tutela dei singoli come fonte di responsabilità extracontrattuale della Comunità Corte di Giustizia Tali norme, rilevabili da trattati e da principi generali di diritto:

Principio di non discriminazione Rispetto del legittimo affidamento Non retroattività Rispetto dei diritti quesiti Proporzionalità Corte di Giustizia Giurisdizione non contenziosa Interpretazione pregiudiziale (necessaria a giudice nazionale per risolvere controversia) Competenza esclusiva sulla interpretazione dei trattati (ivi compresi protocolli, allegati, trattati modificativi, atti di adesione ecc) e degli atti delle istituzioni (ivi comprese sentenze della Corte, accordi) e sulla validità degli atti

Corte di Giustizia Scopo assicurare uniforme interpretazione del diritto comunitario per sua corretta e uniforme applicazione

Procedura La questione deve essere sollevata dinanzi ad una giurisdizione nazionale ed è solo il giudice che rinvia alla Corte quando reputa che sia necessario per emanare sentenza

Corte di Giustizia Rinvio facoltativo per giudici di merito Obbligatorio per giudici di legittimità

Organo giurisdizionale abilitato (nozione comunitaria: organo deve avere le seguenti caratteristiche:

Origine legale Carattere permanente Obbligatorietà della giurisdizione Procedimento in contraddittorio Organo applica norme giuridiche indipendenza

Corte di Giustizia Corte fornisce al giudice nazionale solo interpretazione, non indica le misure per la corretta applicazione, che spettano al giudice nazionale

Effetti della sentenza

- vincola il giudice di rinvio

- opera ex tunc

- costituisce precedente

Corte di Giustizia Sentenze che accertano invalidità di un atto non lo annullano; invalidità opera solo nel caso concreto Può però legittimamente costituire motivo per consentire ad altro giudice che atto è invalido e non applicarlo Istituzioni provvedono all’annullamento e alla sostituzione dell’atto

Corte di Giustizia Funzione consultiva Può fornire pareri alle altre istituzioni, ma in ipotesi determinate (compatibilità di accordi con disposizioni del trattato) Funzione arbitrale Controversie tra stati membri attribuite in virtù di compromesso scritto Contratti di diritto pubblico

Diritto dell’Unione Europea - 13

Finanziamento dell’UE - Corte dei Conti Finanziamento UE bilancio integralmente finanziato con risorse proprie (art. 269) Sistema operante dal 1971 (ma effettivamente dal 1979) coincidente con Istituzione Tariffa Doganale Comune Maggiore partecipazione del PE alla procedura di bilancio Finanziamento UE l’autonomia finanziaria rappresenta la originalità nel campo delle Organizzazioni internazionali, che dipendono integralmente da contributi degli Stati membri, e la maggior differenza da queste. Autonomia finanziaria presenta due aspetti:

- Diritto di disporre di risorse proprie

- Diritto di regolarne il gettito per finanziare integralmente il bilancio

Finanziamento UE Trattato Lussemburgo 1970 e trattato Bruxelles 1975 hanno concesso maggiori poteri al Parlamento Eur in materia di bilancio. Tratt Bruxelles ha dato potere al PE di respingere in toto il bilancio e chiedere al Consiglio di presentarne uno nuovo e ha istituito Corte dei Conti Finanziamento UE Quadro generale delle risorse proprie aggiornato con cadenza quinquennale. Adottato con decisione del Consiglio che deve essere approvata dai Parlamenti nazionali come un accordo internazionale Finanziamento UE

1984 – vertice Fontainebleau

- versamento IVA da 1% a 1,4%

- Compensazioni alla Gran Bretagna

1988 – Pacchetto Delors (accordo PE, Consiglio, Commissione) rafforzamento della disciplina del

bilancio e creazione nuove risorse basate sul PNL di ciascuno stato

1992 – Pacchetto Delors 2 – Vertice di Edimburgo – presentazione di ulteriori misure

Finanziamento UE

1999 – Consiglio Europeo di Berlino – Aagenda 2000 (quadro finanziario dal 2000 al 2006):

- Riduzione incidenza IVA (0,75% nel 2002 al 0,50% nel 2004)

- Incidenza Quarta risorsa (PNL) invariata: 1,27%

- Incremento costi di raccolta da 10% a 25% a favore degli Stati

- Risparmi (razionalizzazione spese e riordino PAC e fondi strutturali) Finanziamento UE

Risorse proprie :

- prelievi su importazioni di prodotti agricoli (provenienti da stati terzi e fissati dalle istituzioni comunitarie)

- dazi doganali

- proventi da IVA (0,50%)

- quarta risorsa (PNL 1,27%) – carattere complementare: applicata solo se altre risorse non coprono

integralmente il bilancio Finanziamento UE Esazione risorse spetta agli Stati, quindi UE non ha potere autonomo per il recupero dei dazi e dei prelievi evasi, ma si avvale degli stati, ma ciò non sminuisce portata della decisione del 1970 sul principio dell’autonomia finanziaria Bilancio Procedura di approvazione del bilancio vede coinvolti principalmente Consiglio e PE È necessario distinguere tra Spese obbligatorie (decise dal Consiglio – consentono alla Comunità di far fronte agli impegni interni o esterni previsiti da trattati o da atti delle istituzioni)

Bilancio Spese facoltative (PE può intervenire) Poteri del Parlamento non si estendono alle entrate, che vengono deliberate dal Consiglio

Procedura di approvazione

- Progetto preliminare di bilancio: tutte le istituzioni trasmettono a Commissione stato di previsione spese

Bilancio Progetto preliminare predisposto da Commissione con una sezione per istituzione ove questa provvede ad illustrare le sue richieste Commissione non può contestare le previsioni, ma può emanare un parere divergente Disposizioni vigenti (accordo interistituzionale 2002) impongono riunione PE, Consiglio e Commissione per discutere le priorità del bilancio e definire il Progetto preliminare (predisposto da Commissione) Bilancio 1° fase Consiglio, a maggioranza qualificata approva progetto di bilancio, consultando le altre istituzioni qualora intenda discostarsi dal progetto preliminare (concertazione con PE e Commissione)

Bilancio Progetto preliminare trasmesso a PE il quale può:

- approvare senza emendamenti (bilancio adottato)

Proporre emendamenti a spese non obbligatorie (maggioranza assoluta dei membri) emendamenti a spese obbligatorie (maggioranza assoluta voti espressi) Respingere progetto di bilancio (maggioranza membri e 2/3 voti espressi) Bilancio 2° fase Qualora il PE abbia modificato il progetto di bilancio esso torna al Consiglio Se modifiche comportano incremento spese Consiglio approva a maggioranza qualificata Se non apportano incrementi: rigetto Consiglio a maggioranza qualificata Bilancio Qualora il Consiglio abbia accettato le modifiche (o non ne siano state proposte) il bilancio viene

approvato Qualora il Consiglio non approvi le modifiche apportate agli emendamenti, il progetto di bilancio torna

a PE per seconda lettura

PE può approvare (anche non pronunciandosi nei 15 giorni) o ancora emendare o rigettare a maggioranza assoluta dei membri e 2/5 voti espressi Bilancio Qualora non si riesca ad approvare il bilancio nei termini ( e comunque entro il 1° gennaio) si opera in regime di 12° provvisori (spese mensili nei limiti di 1/12 dei crediti aperti nel bilancio dell’esercizio precedente e di 1/12 del progetto di bilancio) Corte dei Conti

Composizione: 1 cittadino per ciascuno Stato membro nominato da Consiglio entro lista presentata da ciascuno stato previa consultazione PE (voto magg qualificata) Durata 6 anni Adeguata qualificazione Corte dei Conti Competenze Esamina tutti i conti di entrata e spesa della Comunità nonché di ogni suo organismo Controllo formale di legittimità Relazione annuale sull’esercizio finanziario (due parti: bilancio generale; fondi europei di sviluppo) Lotta alle frodi Problema sempre aperto Riscossione attribuita alla competenza degli stati membri che versano le somme alla Comunità Erogazione avviene per il tramite di intermediari nazionali Lotta alle frodi comunitarie parificata a quella alle frodi nazionali

Lotta alle frodi Regolamento 2988/95 per la tutela degli interessi finanziari della Comunità Definisce principi generali, individua sanzioni amministrative (non penali), svolgimento controlli e suddivisione competenze tra stati membri e Comunità Regolamento 2185/96 per controlli e verifica sul posto effettuati dalla Comunità Lotta alle frodi OLAF(ufficio Europeo anti frode) Istituito nel 1999 dalla Commissione Esercita competenze in materia di indagini amministrative negli stati membri e all’interno delle istituzioni Compiti: Lotta alle frodi, corruzione e qualsiasi atto illecito che pregiudichi interessi finanziari della Comunità Lotta alle frodi Lotta ha trovato base giuridica definitiva nei Trattai di Maastricht e Amsterdam che la hanno istituzionalizzata ponendo a carico degli stati membri obbligo di adottare le medesime misure che adottano per tutelare i loro interessi finanziari (principio di assimilazione) Lotta alle frodi Trattato di Amsterdam: Maggior coinvolgimento delle istituzioni comunitarie per impulso e coordinamento anche per frode su scala internazionale

Diritto dell’Unione Europea - 14 Le fonti del diritto comunitario Le fonti Sistema giuridico comunitario: insieme di norme che regolano organizzazione e sviluppo Comunità Europee e loro rapporti con Stati membri:

- diritto comunitario originario: atti istitutivi e loro modifiche + principi generali elaborati da Corte di

Giustizia Le fonti

- diritto comunitario derivato: atti tipici (regolamenti, direttive, decisioni e pareri) e atti atipici (atti

interni e atti sviluppatisi nella prassi).

Diritto primario comunitario (fonte 1° grado): Diritto comunitario originario e accordi con Stati terzi (basati su atti istitutivi) – le sue norme non possono essere disattese dalle istituzioni comunitarie Le fonti Diritto comunitario derivato è fonte 2° grado, subordinata agli atti istitutivi Fonte 3° grado: regolamenti della Commissione, attuativi di quelli dl Consiglio Le fonti Il problema della gerarchia Non è in alcun modo disciplinato nei Trattati, né per natura dell’atto, per sua finalità o modalità di adozione. Problema più volte affrontato, ma mai risolto per differenza culture e tradizioni giuridiche

Le fonti Obbiettivo della gerarchizzazione: atti di rango costituzionale adottati con procedura più complessa e con voto unanime del Consiglio; poi procedure sempre più semplici per atti che dettano disciplina di principio per settore e materie, e ancora più semplificate per atti di esecuzione

Le fonti Autonomia Ordinamento giuridico comunitario è autonomo rispetto a quello degli Stati membri CGCE sent 26/62 Van Gend en Loos (1963): “la Com. Econ. Eur. Costituisce un ordinamento di nuovo genere nel campo del diritto internazionale, a favore del quale gli Stati membri hanno rinunciato, seppure in settori limitati, ai loro poteri sovrani ed al quale sono soggetti non soltanto gli Stati membri, ma pure i loro cittadini” Le fonti CGCE ha poi precisato (sent. 6/64 – Costa c. ENEL): “a differenza dei comuni trattati internazionali, il Trattato CEE ha istituito un proprio ordinamento giuridico, integrato nell’ordinamento giuridico degli Stati membri all’atto dell’entrata in vigore del Trattato e che i giudici nazionali sono tenuti ad osservare. Le fonti Segue Istituendo una Comunità senza limiti di durata, dotata di propri organi, di personalità, di capacità giuridica, di capacità e rappresentanza sul piano internazionale, ed in inspecie di poteri effettivi provenienti da una limitazione di competenza o da un trasferimento di attribuzioni degli Stati alla Comunità, questi hanno limitato, seppur in campi circoscritti, i loro poteri sovrani e creato quindi un complesso di diritto vincolante per i loro cittadini e per loro stessi”. Le fonti Principio dell’autonomia del diritto comunitario necessario perché sia applicato e interpretato uniformemente in tutti gli Stati membri Qualora gli Stati limitassero, con loro provvedimenti, il diritto comunitario, ciò lederebbe il fondamento giuridico della Comunità Le fonti

I principi generali di diritto comunitario

Individuazione operata dalla Corte di Giustizia, formando un diritto non scritto. Fanno parte delle fonti di 1° grado del dir com e si distinguono in:

- principi generali di diritto mutuati da sistemi giur. nazionali (certezza del diritto, irretroattività della

legge penale, proporzionalità dell’azione amministrativa, rispetto dei diritti quesiti, tutela affidamento terzi, forza maggiore ecc) Le fonti Principi generali propri del diritto comunitario: desumibili dai trattati e dagli atti comunitari, ovvero dalla natura e finalità dell’organizzazione (solidarietà fra Stati membri, primato del diritto comunitario, mutuo riconoscimento, applicabilità diretta del dir. Comunitario ecc) Le fonti Nucleo centrale principi generale di dir comunitario: tutela diritti fondamentali Trattati istitutivi non dicevano nulla di specifico: le libertà di circolazione di merci, servizi, capitali e divieto di discriminazione erano funzionali alla realizzazione del mercato comune. Le fonti In origine la Comunità doveva essere solo la regolamentazione giuridica di una integrazione economica degli Stati membri L’individuo non era visto come “persona”, ma solo sotto l’aspetto economico (lavoratore dipendente, professionista, imprenditore, ecc) Ciò si spiega perché la prima organ. Eur (CECA) aveva caratteri meramente tecnici che non avrebbero interferito con tutela diritti fondamentali di cui si discuteva in sede di Consiglio d’Europa Le fonti Inoltre gli Stati temevano che una tutela anche dei diritti politici avrebbe ampliato enormemente il campo d’azione degli organi comunitari, e la limitazione di sovranità sarebbe stata ancora maggiore.

Tuttavia nasceva un problema di carattere politico e giuridico: i diritti fondamentali erano tutelati a livello costituzionale nei vari Stati, che ora trasferivano parte dei loro poteri sovrani ad una organizzazione che non prevedeva in alcun modo la tutela di tali diritti Le fonti La tutela dei diritti fondamentali a livello comunitario avviene per opera della Corte di Giustizia. Anni ’50-’60: la Corte afferma che norme costituzionali degli stati membri non hanno efficacia nell’ordinamento comunitario; sono tutelati a livello comunitario solo quei diritti fondamentali riconosciuti nei trattati e nelle norme derivate Le fonti Nel 1970 (sent Stauder) CGCE, tuttavia, affermava che i diritti umani fanno parte dei principi generali del diritto comunitario di cui la Corte garantisce l’osservanza. Ma le Corti Costituzionali italiana e tedesca sottolineavano la mancata soluzione del problema i maniera netta:

Le fonti Segue Qualora si avessero violazioni dei diritti inalienabili della persona, si avrebbe una violazione dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale che metterebbero in dubbio la persistente compatibilità del trattato con i principi costituzionali (Frontini 1973) Le fonti La corte costituzionale tedesca, invece, affermava che, in caso di contrasto tra norme comunitarie

derivate e norme costituzionali relative ai diritti umani, queste ultime sarebbero state applicate (Solange I, 1974) La Corte di Giustizia (Rutili, 1975) fa riferimento alle norme internazionali e in particolare alla Conv. Eur. Dir. Uomo Le fonti Problema di adesione formale a CEDU discusso negli anni ’80,

1979 – Commissione presenta a PE e Cons memorandum dichiarandosi favorevole ad adesione a

CEDU –Consiglio non favorevole

1990 – Commissione propone nuovamente adesione formale a CEDU

Le fonti Consiglio chiede parere a Corte di Giustizia che (1994) dà responso negativo perché determinerebbe l’inserimento della Comunità in un diverso sistema istituzionale e una modifica di rilevanza costituzionale che implicherebbe una revisione dei trattati

Le fonti Atto Unico 1986: nel Preambolo si dichiara la volontà degli Stati membri di promuovere la democrazia basandosi sui diritti fondamentali riconosciuti dalle Costituzioni degli stati membri, dalla CEDU e dalla Carta sociale europea. Trattato di Maastricht: art F – L’Unione rispetta i diritti fondamentali quali garantiti dalla CEDU oltre alle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, come principi generali del Dir. Comunitario

Le fonti Ancora una volta, però, la Comunità non si sottopone alla CEDU, eliminando un meccanismo di tutela per i cittadini, e non iene attribuita alla CGCE un esplicito potere in tal senso. Questione dell’adesione alla CEDU (con conseguente formale obbligatorietà della stessa) non risolta Le fonti Trattato Amsterdam (entrato in vigore 99) inserisce principi in art. 6: L’Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto,

principi che sono comuni agli Stati membri. Art. 7 : procedura di accertamento violazione grave e persistente principi art. 6 da parte di uno Stato membro Le fonti Carta dei diritti fondamentali dell’UE Proposta per la prima volta da Commissione 1979 Consiglio Europeo di Colonia 1999 decide di procedere alla stesura della Carta perché tutela dei diritti umani è presupposto di legittimità dell’’Unione Le fonti Carta proclamata da Consiglio, Commissione e PE a vertice di Nizza 2000. Natura giuridica controversa (non ha ancora carattere vincolante), ma essenziale perché si pone quale nucleo di una futura costituzione europea (nella bozza è stata recepita integralmente).

Le fonti Carta costituisce l’elaborazione di natura strettamente comunitaria dei diritti fondamentali; non solo tutela i diritti tradizionali (come la CEDU), ma anche i diritti economici e sociali, e quelli di terza generazione (ambiente, consumatori) e nuovi diritti (protezione dati personali, bioetica) Diritto dell’Unione Europea - 15 Le fonti - segue Le fonti - segue

Poteri impliciti Comunità, a differenza degli Stati, può agire solo nei limiti delle competenze conferite e degli obbiettivi del Trattato (principio delle competenze di attribuzione) Infatti non è (come gli Stati) un soggetto originario di DI, ma un soggetto derivato (dalla volontà degli Stati) Le fonti - segue L’obbligo di motivare gli atti vincolanti rende necessaria l’indicazione della relativa base giuridica, cioè quale sia la norma sulla quale la Comunità fonda i suoi poteri CGCE ha però mitigato tale rigidità, interpretando estensivamente i poteri delle istituzioni Le fonti - segue Il Trattato prevede, però, una norma di carattere eccezionale (art. 308 – ex 235) per la quale il Consiglio, deliberando all’unanimità, su proposta della Commissione, sentito il PE, adotta le decisioni del caso quando per raggiungere un obbiettivo del Trattato non sono stati previsti i poteri necessari. Le fonti - segue Tale norma è stata interpretata estensivamente dalla CGCE e il Consiglio ne ha fatto un uso sempre più ampio prassi:

- quando istituzioni hanno iniziato politiche non previste dal trattato (riferimento a preambolo ecc)

Le fonti - segue

- b) quando una disposizione del trattato non è più applicabile

- c) quando una disposizione non è sufficiente a garantire il risultato voluto (es.: potere di emanare

direttiva, ma necessario regolamento) Le fonti - segue Il diritto comunitario derivato art. 249: per l’assolvimento dei loro compiti e alle condizioni contemplate dal presente Trattato, il PE congiuntamente con il Consiglio, il Consiglio e la Commissione adottano regolamenti e direttive, prendono decisioni, formulano raccomandazioni e pareri. Le fonti - segue Regolamenti

Caratteri:

Portata generale Obbligatori in tutti i loro elementi Direttamente applicabili negli ordinamenti degli Stati membri Deve essere motivato; pubblicaz. su GUCE

Le fonti - segue Portata generale:

Carattere dell’astrattezza (non specificati i destinatari degli effetti giuridici dell’atto, che sono tutti i soggetti giuridici comunitari: Stati membri e persone fisiche e giuridiche) Secondo CGCE un regolamento può contenere disposizioni che riguardano direttamente e individualmente i singoli e, pertanto, li legittima ad impugnarlo Le fonti - segue Obbligatorio in tutti i suoi elementi Deve essere applicato nella sua interezza negli ordinamenti degli Stati membri, che non possono limitarne in alcun modo l’applicazione Qualora il regolamento non sia completo, le necessarie disposizioni di esecuzione possono essere adottate o dalle istituzioni comunitarie ovvero dagli Stati membri

Le fonti - segue

Diretta applicabilità negli Stati membri Acquista efficacia negli ordinamenti degli stati membri senza che sia necessaria alcuna norma di adattamento Da ciò discende:

- reg. si inseriscono direttamente negli ordinamenti legislativi degli Stati membri

Le fonti - segue

- Non possono essere applicati, negli Stati membri, atti interni incompatibili con i regolamenti

- Stati membri non possono ostacolare l’applicazione diretta dei regolamenti, compromettendo la

simultanea ed uniforme applicazione dei regolamenti nell’intera Comunità Le fonti - segue

- producendo effetti immediati (carattere che non deve in alcun modo essere nascosto dagli stati – es.

riproduzione) attribuiscono ai singoli diritti che i giudici nazionali devono tutelare

- qualora i regol. avessero necessità di atti interni per essere eseguiti, gli Stati devono provevdere

Le fonti - segue Direttive Vincolano gli Stati membri per quanto riguarda i fini da raggiungere, mentre gli Stati sono liberi di scegliere i mezzi e la forma Notificate ai destinatari (ma per prassi sempre pubblicate su GUCE) Da ciò discende che gli Stati membri Devono scegliere mezzi e forme più idonee a garantire la reale efficacia delle direttive alla luce del loro scopo Le fonti - segue Devono adottare atti vincolanti e rispondere a criteri di chiarezza e certezza (non sufficiente prassi amministrativa) Efficacia: mediata tuttavia CGCE ha riconosciuto che possono avere effetti diretti (attribuire diritti ai singoli che i giudici devono tutelare) Le fonti - segue Direttive dettagliate

Nella prassi si riscontrano direttive che specificano quali atti interni devono essere adottati dagli Stati Sembrerebbero illegittime, perché comprometterebbero i poteri residui degli Stati, ma Si ritengono legittime se emanate in materie disciplinabili indifferentemente con regolamento o direttiva Le fonti - segue Si ritengono illegittime quando la materia va disciplinata con direttiva, (ma prassi in senso opposto) Tale illegittimità si ritiene sanata quando lo Stato membro ha emanato gli atti di esecuzione della direttiva dettagliata e ha, di fatto, prestato acquiescenza Le fonti - segue Decisioni Obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa indicati Generalmente emanate da Commissione Motivazione assume particolare importanza trattandosi di atto a portata individuale Notificate ai destinatari

Le fonti - segue Quando decisione importa obbligo di pagamento di sanzione pecuniaria a carico dei privati essa costituisce titolo esecutivo negli ordinamenti interni (previa apposizione formula esecutiva) Decisione rivolta a Stati, qualora non ottemperata, può comportare avvio procedura di infrazione Le fonti - segue Atti non vincolanti: Raccomandazioni e pareri Raccomandazioni (sollecitano comportamento) possono essere emanate da tutte le istituzioni Pareri (esprimono punto di vista) anche da Corte di Giust. e dai Comitati Economico e Sociale e delle Regioni Parere motivato della Commissione per procedura di infrazione ha rilievo particolare nell’ambito della procedura di infrazione Le fonti - segue Atti atipici Sempre più frequentemente utilizzati da istituzioni comunitarie Decisioni e risoluzioni adottate dal Consiglio Europeo (accordi in forma semplificata) Accordi interistituzionali Dichiarazioni comuni (rispetto dei dir. Umani 1977) Le fonti - segue Risoluzioni e conclusioni del Consiglio Comunicazioni della Commissione (informare dei propri orientamenti; precisare evoluzioni giurisprudenziali, ecc) Codici di condotta Dirittodell’Unione Europea - 16 Procedimento di adozione degli atti Adozione degli atti Ruolo delle istituzioni:

- Commissione: potere generale di proposta

- Consiglio: compito di adottare l’atto

- Parlamento Europeo: (secondo la procedura:) partecipare all’adozione dell’atto / partecipare alla procedura con emanazione di pareri Com. econ. e soc. /Com.Regioni: parere Adozione degli atti Procedura tradizionale

Consiglio adotta gli atti proposti da Commissione previo parere Parl. Eur. Proposte non sono semplici progetti liberamente modificabili, ma hanno una portata vincolante, ancorchè limitata, perché non possono essere stravolti Adozione degli atti Prassi: Consiglio ha spesso chiesto a Commissione di fare proposta. Tale richiesta non è vincolante:

l’inerzia della Commissione impedisce l’adozione dell’atto da parte del Consiglio

Trattato Maastricht: iniziativa dell’iniziativa:

Parl. Eur. Chiede a Comm. di presentare di proposte su questioni che necessitano di essere disciplinate.

A tal fine:

Adozione degli atti Parl. Eur. presenta richiesta di proposta: