Sei sulla pagina 1di 2

15 ottobre

DISCORSO ESSENZIALISTA E PROCESSUALE: cap 7 Baumann


→ due discorsi, entrambi razionali nei loro diversi contesti
Produzione di un discorso essenzialista per stimolare le appartenenze, le identificazioni, per avere
un seguito che si identifica con una certa appartenenza etnica comune
→ convinzione del leader (fa riferimento alla stessa appartenenza etnica) dell'unità di una cultura,
eredità del passato. Nel passato l'unità era dormiente, nel presente si è risvegliata per diventare
reale e potente, gratificante e liberatoria. Ciò comporta un'azione creativa perchè l'unità, di fatto,
non è mai esistita
→ la politica si nutre dello spaesamento e dell'incertezza che caratterizza la quotidianità della base
→ la retorica è essenzialista nel definire gli altri o se stessi, l'attività è processuale, quindi le due
teorie non sono opposte, piuttosto, la teoria processuale (accurata) è implicita in ogni retorica
essenzialista
→ retorica che stimola il riconoscimento a una stessa appartenenza (obbiettivo per avere
consenso politico)
→ la maggior parte delle persone praticano una duplice competenza discorsiva quando si tratta
dei loro discorsi sulla cultura
→ in termini psicologici il fatto che 'siamo sempre stati cosi' e delle identificazioni come un
continuum nella storia questo tranquillizza e rassicura contro l'imprevedibilità

popolo nazione minoranza → etnicità politicizzata e istituzionalizzata (il concetto di cultura non si
limita a un popolo, ma è più ampio in senso analitico)

VIOLENZA E IDENTITA':
concezioni primordialiste dell'appartenenza e del conflitto
'Quando gli uomini entrano in conflitto è per conquistare il potere, non perchè hanno costumi o
culture diverse, e quando lo fanno seguendo schieramenti etnici è perchè quello dell'etnicità
diventa il mezzo più efficace per farlo'
(enfatizzata anche la diversità religiosa, linguistica, accesso al potere, classi sociali, agi economici)
casi del Ruanda e dell'ex Jugoslavia

CONFLITTO ETNICO GLOBALE:


non abbiamo a che fare con strutture antropologiche (separazioni etniche, divisioni identitarie)
che rendono impossibile l'accordo politico e che, venuto meno l'oppressivo dominio comunista
(Balcani) o coloniale (Africa) esplodono producendo disgregazione politica e conflitti violenti.
La violenza è l'unico modo in cui i nazionalismi (etnicità politica istituzionalizzata) possono imporre
il proprio modello ideale di uniformità etnica su una realtà sociale e su strutture antropologiche
che sono divenute multietniche.
'Vittime reale per comunità immaginate' -Anderson
→ nazione immaginata non perchè inventata ma perchè è immaginata la connessione, familiarità,
vicinanza con persone che non conosco, non ho mai visto
→ rafforzamento dei legami attraverso l'idea di nazione
{nazionalismi hanno creato la nazione (manipolazione ideologica forte) a creare le nazioni e non
viceversa}

SINTASSI DELLA VIOLENZA:


non è il permanere di un'antica conflittualità radicata nelle appartenenze locali che fonda i conflitti
etnici, ma essi vanno compresi nel quadro delle trasformazioni indotte dalla globalizzazione e in
relazione al fenomeno del culturalismo, definito come 'deliberata mobilitazione delle differenze
culturali al servizio di più vaste politiche nazionali o transnazionali'

cap 14 fabio dei


Appadurai, non si può pensare semplicemente alla dimensione strumentale manipolatoria della
mobilitazione etnica, bisogna catturare la frenesia della violenza etnica senza ridurla ai sentimenti
profondi e primordiali, tenere presente uno scenario più ampio per capire un certo tipo di violenza
… foto

tentativo di spiegare perchè e perchè in quel modo la base segue il leader

legare la furia della violenza etnica... foto


ataviche = sempre uguali nel tempo

come restituire il passato soggettivo, non dimenticare la dimensione temporale, denunciare la


tendenza a fissare gli 'altri' in una dimensione senza storia?
→ contestualizzazione della profondità storica, ricerca etnografiaca + ricerca di archivio/racconti
orali
→ interviste, conversazioni, colloqui
→ materiale etnografico che incorpora un idea del tempo come processo e non come realtà
fissa/istantanee senza storia, mobilità sociale nello spazio, cambiamenti delle strutture di vincoli
sociali

Potrebbero piacerti anche