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Meditazione 122

amicidongio
...è la meditazione il tempo migliore perché uno giunga a sapere chi sia?
E-mail: dongiodimichele@libero.it

Non lasciamo che le lampade


si spengano
Vangelo di Matteo 25, 1-13

La lampada e il vasetto dell’olio

Il centro d’interesse di tutta la parabola, delle cinque ragazze sagge e cinque stolte, si
concentra su quel vasetto d’olio di riserva.
Tanto importante quel vasetto da far definire le une, che hanno il vasetto, sagge e le altre,
che non hanno il vasetto, stolte.
Che significato dobbiamo dare a quel vasetto, a quel rifornimento così prezioso per
continuare ad avere luce, sui nostri passi e sulla strada di chi ha bisogno come noi di luce?
Che significato ha quel vasetto che alementa la lampada che illumina il nostro cammino
dinanzi ai nostri problemi, dinanzi alla morte, dinanzi alle sofferenz e alle domande angosciose e
terribili che la vita ci pone costantemente?

Io credo che quel vasetto ha una molteplicità di significati: proviamo a carpirne qualcuno.

In un’epoca fredda, come la nostra abbiamo bisogno della calore di quella lampada
In questo nostro tempo occorre calore.
In un tempo, talora disperato, come il nostro occorre gioia.

In un’epoca come la nostra occorre coraggio


Ed entusiasmo.E slancio.
L’inerzia è la malattia del nostro tempo. L’inerzia è diventata anche la malattia del nostro
cristianesimo. Oh! l'immobilismo del nostro cristianesimo!

Nel nostro tempo occorre soprattutto riscoprire una fede piena di luce
La fede in lui, Lumen gentium: Luce delle genti.
E invece?
Com’è questo nostro cristianesimo?
“ Oh, il vostro cristianesimo” gli dico.
“O crepato trabocca in tutto l’altro, sia pure il deserto,
oppure è un fiumicello da nulla
che stagna fra gli orti sotto casa e li ammorba”
( Mario Luzi)

In questo nostro tempo occorre riscoprire la Sua luce: la luce del Cristo
Luce di un visionario, ha detto qualcuno.
Questa etichetta del Cristo non fa paura.
Per Visionario si intende chi crede in idee non realizzabili o a visioni, a sogni? I sinonimi si
visionario sono: sognatore, utopista, idealista, illuso?
In qualche modo Cristo è stato tutto questo e molto di più ancora…
“Le mie vie non sono le vostre vie,

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i miei pensieri non sono i vostri pensieri”

Cristo non ha timore di indicare a Nicodemo di puntare alto, di là degli angusti confini
umani che il dottore della legge s’era prefissato…
Neppure ha timore il Cristo di indicare ai suoi discepoli mète ardue e inimmaginabili: in
psichiatria chi è affetto da allucinazioni. Contrario positivo, pratico, realista, prosaico)

Cristo il primo visionario?


Dalla lucidità spietata, dinanzi alle tenebre del male?

In apparenza la nostra è una società frenetica ( rock….) frettolosa, nevrotica…


In realtà la nostra è una civiltà che rischia l’inerzia totale
La stanchezza è il nostro male
La delusione…il nostro tarlo.

Mi sento continuamente ripetere: i nostri ecclesiastici sono oggi privi di ideali

I nostri Vescovi bloccati in un cerimonialismo ripetitivo e privo di slancio

I nostri preti…impegnati solo in continue cerimonie

I nostri credenti…passivi e senza entusiasmi

Gesù è il più grande visionario della storia ( dopo di lui c'è Don Chisciotte)

Quale olio? La Sacra Scrittura e il Concilio


Io non credo ci siano alternative oggi per risvegliare un cristianesimo sopito, addormentato,
talora immobile, troppo immobile, in certezze senza vita...
“ Gente che come voi si crogiola
nella certezza della buona norma ignorando il resto mi offende”
( Mario Luzi)
Lo stato di veglia è invece prontezza, tensione, amore operoso e intelligenza alla realtà delle
cose e agli ideali da riscoprire e proporre...

L'antitesi sonno - veglia

Non lasciamo che la lampada si spenga

La lampada è tenuta accesa oggi dalla sacra Scrittura e Dal Concilio Vaticano II.
Il vasetto che fa da scorta a questa lampada deve essere costantemente riempito da quest’olio.

Se non torniamo alla Scrittura


Se non torniamo alla fonte che è Cristo: il nostro cristianesimo non parla più all’uomo e non
comunica nemmeno una morale, perché il cristianesimo non

Se non ritorniamo al Concilio e ai suoi altissimi ideali


in questa Chiesa che andiamo costruendo
si radicano delusione, stanchezza e apatia…
Soprattutto, in questa chiesa, l’uomo ha la sensazione di non sentirsi amato,
come l’ha amato Cristo che per ogni uomo ha donato la sua vita.

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Sentiamo sul tema dell’amore per l’uomo, lo straordinario documento conciliare, Gaudium
et Spes:

“ Per una più accurata e profonda conoscenza della fede…i fedeli vivano in strettissima
unione con gli uomini del loro tempo e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di
pensare e di sentire…”( G.S. 62)

per annunciare chi, il Cristo:

“ ha versato per tutti il suo Sangue


in remissione dei peccati”

Sacra Scrittura e Documenti del Concilio

Questa è la sintesi di questa mia meditazione oggi.


Questo è il vasetto dell’olio che noi dobbiamo riempire giorno dopo giorno, notte dopo notte.

C’è un cristianesimo senza nutrimento, vuoto di pensiero e di ideali, privo di gioia e di entusiasmo.

Cristo non è mai spettatore inerte

La Parola di Cristo non è conosciuta, non è proclamata e non è meditata,


perché si ignorano Sacra Scrittura e i Documenti del Concilio che parlano di Cristo all’uomo
d’oggi.
Senza la Sua Parola circola un cristianesimo falso.
Senza il suo messaggio d’amore,
circola un cristianesimo moralistico…
Il cristianesimo prima d’essere una morale è “ vangelo”…
ossia è una bella notizia,
un evento portentoso:
è l’annuncio del Cristo.
Il cristianesimo è Cristo stesso
E il suo messaggio.
Il cristianesimo è un annuncio di amore infinito per l’uomo.
Solo se amo l’uomo, come amo Dio, io posso dirmi cristiano, e posso dire di aver conosciuto la
Parola del Cristo. Altrimenti il mio cristianesimo non viene da Lui. Solo conoscendo
profondamente la sua Parola…e vivendola, io posso dirmi suo discepolo

È questo il supremo annuncio, o comando, del Cristo


Il suo è un insegnamento molto concreto esemplice. Attuarlo è certamente difficile.
Ma nessuno, una volta saputolo, può dire di non averlo capito.
Amare Dio e amare l’uomo: alla stessa maniera: questo ci dice il Cristo.
Questa è la sua luce: una luce sfavillante per il bene del genere umano.
È Lui stesso questa luce.
E se noi, attraverso le Scritture e gli insegnamenti del Concilio, conosciamo la sua Parola,
diveniamo come Lui, perché:

“ A quella luce cotal si diventa”


Ossia noi diveniamo come Cristo.
Questo significa essere cristiani.
Somigliare a Cristo nella capacità di amare.