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Meditazione – Studio 123

amicidongio
...è la meditazione il tempo migliore perché uno giunga a sapere chi sia?
Temi conciliari
Quarant’anni dopo : 1965-2005
E-mail: dongiodimichele@libero.it

Come accostarsi alla Sacra Scrittura

La svolta della Dei Verbum


la Chiesa non ha più paura delle Scritture in mano ai laici

Che cos’è la Dei Verbum?

La Dei Verbum è il documento conciliare che, nell’intenzione di Papa Giovanni XXIII e di Paolo
VI, doveva segnare la svolta più sostanziale della vita della chiesa e di tutti i fedeli.
La Dei Verbum è la costituzione dommatica sulla divina rivelazione e conseguentemente il documento
fondamentale del Concilio per la vita della chiesa.

La Dei Verbum : documento fondamentale del Concilio

Nella prima stesura, quella dello schema preconciliare, mancava del tutto ogni menzione della
Scrittura come regola della predicazione e della religione. Anzi, tutto il capitolo dello schema preconciliare
che trattava della Scrittura nella Chiesa (cioè il capitolo V dello schema « de fontibus revelationis » non solo
non comprendeva queste parole o parole analoghe, ma non aveva alcun cenno sulla funzione attiva della
S.S. nella vita della Chiesa.
A partire dallo schema I elaborato dalla Commissione mista nominata da Giovanni XXIII, dopo che
il 21 novembre 1962 lo stesso Sommo Pontefice aveva disposto il ritiro del primo schema, la Scrittura
comincia a venire considerata come un soggetto attivo. In lei:
« il Padre parla agli uomini »; essa è « sostegno della Chiesa, forza della fede, cibo dell’anima,
fonte di vita spirituale » (21).
Queste espressioni, introdotte nel testo dalla commissione mista, che terminava il suo lavoro nel
marzo 1963, rimarranno acquisite al testo definitivo.

La novità dell’affermazione conciliare

La Sacra Scrittura è proclamata, dalla Dei Verbum, nutrimento e regola della religione.C’era stato,
non si può negare, negli ultimi secoli della Chiesa un certo distacco pratico, soprattutto nel popolo, dalle
Scritture. Non era sempre stato così. Per tutta l'antichità cristiana, cioè per il periodo dei Padri e ancora per
buona porte del Medio Evo, la Scrittura era stata il libro base della formazione dei fedeli.
Non esisteva catechismo e neppure esistevano veri e propri trattati di teologia.
La formazione dei catecumeni, l'istruzione ordinaria dei fedeli e degli studiosi di teologia si facevano
a partire dalla Sacra Scrittura. ( C.M.Martini, o.c.)

Il compito del cristiano contemporaneo

È un compito assai alto quello che la Chiesa ci assegna, raccomandando caldamente a tutti la lettura
della Bibbia. Quello di fare ogni sforzo, perché questa accresciuta cultura biblica sia fruttuosa, affinché
« con la lettura e lo studio dei Sacri Libri la parola di Dio compia la sua corsa e sia glorificata, e
il tesoro della rivelazione affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini ».
Infatti

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« come dall’assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è
lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale dall’accresciuta venerazione della parola di Dio,
che permane in eterno » (Dei Verbum, n. 26).

La “ Dei Verbum” e la centralità della Parola di Dio

Il padre Henri De Lubac, in “ Storia e Spirito” così titola un suo splendido capitolo: “ Il primato
della Parola”, chiarendo, magistralmente, quanto la parola abbia ad avere la preminenza per
l’evangelizzazione e per la vita della fede di ogni credente e di ogni uomo. La Parola, conosciuta e sempre
più approfondita, è di per sé evento salvifico. È la Parola che vivifica e trasforma continuamente cuore e
mente.
La “ Dei Verbum” : documento della svolta e documento affascinante

Il Concilio ha molti documenti interessanti e innovativi per la vita della chiesa e del mondo. Io direi
tutti hanno una ricchezza straordinaria. Ma la Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione, Dei Verbum,
del 18 novembre 1965, è il documento della svolta.
Svolta copernicana, vorrei dire. Da un atteggiamento di diniego della Scrittura in mano ai fedeli ad un
atteggiamento di premura, di calda preghiera perché “tutti i fedeli” attingano al “ tesoro della divina
rivelazione”.
Un documento affascinante per il suo contenuto. Ogni credente vi troverà una chiave giusta per
entrare nel patrimonio della sua fede. Gli argomenti trattati sono infiniti ma il documento è inoltre un gioiello
di brevità.

La storia della chiesa nei riguardi della Scrittura è dunque cambiata radicalmente e ritorna alle origini. Ora
dovranno mutare la mentaltà e i comportamenti dei credenti nei riguardi delle Scritture.
Il Concilio Vaticano II, con la Dei Verbum, invoca ed educa ad una nuova spiritualità tutti i fedeli.

La Sacra Scrittura per una spiritualità ecclesiale

La nuova spiritualità, indicata dal Concilio, è sintetizzata in modo sublime dalle parole con cui la Dei
Verbum conclude:
“In tal modo dunque, con la lettura e lo studio dei sacri libri, « la parola di Dio compia la sua corsa
e sia glorificata» (2Ts 3,1), e il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il
cuore degli uomini.
Come dall'assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è lecito
sperare nuovo impulso alla vita spirituale dall'accresciuta venerazione della parola di Dio, che
«permane in eterno » (Is 40,8; cfr. IPt 1,23-25).
E le parole del De Lubac mi sembrano un ottimo commento al nuovo atteggiamento che ogni credente
dovrà assumere nei confronti della Parola di Dio:
“La Scrittura è dunque già come la venuta del Figlio dell’Uomo, perché ha in sé lo spendore della
verità. E la Chiesa ricevendola, raccoglie questo splendore. ( o.c. p.395).
Il salto qualitativo che l’ecclesiologia del Vaticano II ha compiuto va sottolineato particolarmente, poiché la
chiesa è vista come una realtà di “comunione” nutrita dalla Parola.
È la nuova concezione ecclesiale che anima tutto il Concilio. Cristo, lumen gentium, è il centro che ricapitola
la storia.

“ L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo”

L’affermazione amara di San Girolamo tratta dal Commentario di Isaia, ci conduce alla ragione più
profonda per conoscere più in profondità le Scritture: è Cristo che conosciamo in esse.
Trascurare la Sacra Scrittura o farne poco conto è trascurare e far poco conto del Cristo, è tradire il Cristo.
Afferma la Dei Verbum :
“…perciò e necessario conservare un contatto continuo con le Scritture mediante la sacra lettura e lo studio
accurato” ( cap. VI, 25)
“ Affinché non diventi “vano predicatore della Parola di Dio all’esterno chi non l’ascolta di dentro”
( S.Agostino Sermo 179,1 )

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“ In tal modo dunque, con la lettura e lo studio dei Sacri Libri “ la parola di Dio compia la sua corsa e sia
glorificata” ( 2 Tessalonicesi 3, 1) e il tesoro della rivelazione, affidato( non nascosto dalla Chiesa) alla
Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini”
( Dei Verbum,cap. VI, 26)

“Il colloquio tra Dio e l’uomo

Nelle Sacre Scritture si realizza il colloquio di Dio con noi…tanto sognato dall’uomo di tutti i
tempi. È il sogno di Giobbe.
Continua la Dei Verbum, il sublime documento conciliare sulla divina rivelazione, che è bene diventi il libro
di meditazione più prezioso per capire la decisiva importanza delle Sacre Scritture per la nostra fede
cristiana…
“ la lettura della sacra Scrittura deve essere acompagnata dalla preghiera ( biblica), affinché possa
svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo; poiché “ quando preghiamo, parliamo con Lui; Lui
ascoltiamo quando leggiamo la sua Parola”
( S.Ambrogio, De Officiis ministrorum I , 20 ).
La Sacra Scrittura “ letta e studiata”

Lo aveva capito molto bene il filosofo danese Soren Kierkegaard quando scriveva a proposito della
Scrittura:
“ è di me che si parla, è a me che parla”.
Lo ha capito la chiesa che con il Concilio Vaticano II e la Dei Verbum ha comunicato al mondo intero uno
spirito nuovo nei riguardi della Scrittura. E le colpe passate? Mi consola al riguardo un pensiero - non
ricordo da chi espresso- ma che faccio mio: “La Chiesa vale non per quello che è, ma per quello che è
chiamata a essere”.
È così anche per noi. Siamo chiamati ad altezze infinite. “ Voi siete il sale”…” Voi siete la luce”… Mi
colpisce quel verbo, quel siete…La Parola di Dio ci spinge a diventare “ciò che non siamo ciò che non
vogliamo”…A “rinascere dall’alto”. Lo voglio ripetere con un verso del poeta italiano vivente, Mario Luzi,
di cui sono più che ammiratore, fedele studioso.
Vola alta parola, cresci in profondità
sii luce, non disabitata trasparenza...
Nei riguardi della Parola di Dio si avveri in noi il sogno della profondità e della luce.
Diceva Carlo Maria Martini a proposito della Bibbia, come libro di spiritualità per il Vescovo
( che vale anche per il catechista):
Quando leggo la Sacra Scrittura anziché dirmi:
“Ora che cosa dirò di questa parola letta?”
Debbo dirmi:
“ Che cosa dice a me questa parola letta?”
“ Che cosa dice a me il Signore con la Parola che in questo momento sto leggendo e studiando ?”

Antico Testamento e Nuovo Testamento


due Testamenti un solo nome:Gesù il Cristo
Riporto qui alcuni passi del testo del Documento Conciliare DEI VERBUM, che vi aiuta a capire, in modo
mirabile, che cos’è per il credente l’Antico Testamento e che cos’è il Nuovo Testamento.
E che cosa sono per il cristiano i due Testamenti.
Diceva già Pascal:
“ I due Testamenti riguardano Gesù Cristo:
del Primo è l’Attesa,
del Secondo il Modello,
di entrambi il Centro.”
Le parole che vi riporto di seguito dalla Dei Verbum,( numeri 14,15,16,17 ) sui due Testamenti, sono di una
sintesi tale da rimanere sbigottiti, di una così alta chiarezza da esserne illuminati, di una tale profondità da
esserne magistralmente ammaestrati… Continueremo questo studio, con alcune prossime meditazioni, fino a
terminare tutto il documento della DEI VERBUM. Spero vi appassionerà…Io vi condurrò per mano…
perché vi accostiate, con amore, alle Scritture. Ve lo auguro per la vostra ricchezza umana e spirituale
Ecco di seguito dalla DEI VERBUM alcuni passaggi che vi riporto circa la descrizione

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dell’Antico Testamento e Nuovo Testamento, in una sintesi sublime…

( dalla Dei Verbum)

La storia della salvezza nei libri dell’Antico Testamento

14. Iddio, intendendo e preparando nel suo grande amore la salvezza del genere umano, si scelse con
singolare disegno un popolo, al quale affidare le promesse.
Infatti, mediante l'alleanza stretta con Abramo (cfr. Gn 15,18), e col popolo d'Israele per mezzo di
Mosè (cfr. Es 24,8), egli si rivelò al popolo che così s'era acquistato come l'unico Dio vivo e vero, in modo
tale che Israele sperimentasse quale fosse il piano di Dio con gli uomini e, parlando Iddio per bocca dei
profeti, lo comprendesse con sempre maggiore profondità e chiarezza e lo facesse conoscere con maggiore
ampiezza alle genti (cfr. Sai 21,28-29; 95,1-3; Is 2,1-4; Ger 3,17).
L'economia della salvezza preannunziata, narrata e spiegata dai sacri autori, si trova in qualità di
vera parola di Dio nei libri del Vecchio Testamento; perciò questi libri divinamente ispirati conservano
valore perenne: « Quanto fu scritto, per nostro ammaestramento fu scritto, affinché mediante quella pazienza
e quel conforto che vengono dalle Scritture possiamo ottenere la speranza» (Rm 15,4).

Importanza dell’Antico Testamento per i cristiani

15. L'economia del Vecchio Testamento era soprattutto ordinata a preparare, ad annunziare profeticamente
(cfr. Le 24,44; Gv 5,39; IPt 1,10) e a significare con vari tipi (cfr. ICor 10,11) l'avvento di Cristo redentore
dell'universo e del regno messianico.
I libri poi del Vecchio Testamento, secondo la condizione del genere umano prima dei tempi della
salvezza instaurata da Cristo, manifestano a tutti la conoscenza di Dio e dell'uomo e il modo con cui Iddio
giusto e misericordioso si comporta con gli uomini.
I quali libri, sebbene contengano cose imperfette e temporanee, dimostrano tuttavia una vera pedagogia
divina.
Quindi i fedeli devono ricevere con devozione questi libri, che esprimono un vivo senso di Dio, nei
quali sono racchiusi sublimi insegnamenti su Dio, una sapienza salutare per la vita dell'uomo e mirabili
tesori di preghiere, nei quali infine è nascosto il mistero della nostra salvezza.

L’unità dei due testamenti

16. Dio dunque, il quale ha ispirato i libri dell'uno e dell'altro Testamento e ne è l'autore, ha sapientemente
disposto che il Nuovo fosse nascosto nel Vecchio e il Vecchio diventasse chiaro nel Nuovo.
Poiché, anche se Cristo ha fondato la nuova alleanza nel sangue suo (cfr. Le 22,20; 1Cor 11,25),
tuttavia i libri del Vecchio Testamento, integralmente assunti nella predicazione evangelica, acquistano e
manifestano il loro pieno significato nel Nuovo Testamento (cfr. Mt 5,17; Le 24,27; Rm 16,25-26; 2Cor
3,14-16), che essi illuminano e spiegano.

Importanza del Nuovo Testamento

17. La parola di Dio, che è potenza divina per la salvezza di chiunque crede (cfr. Rm 1,16), si presenta e
manifesta la sua forza in modo eminente negli scritti del Nuovo Testamento.
Quando infatti venne la pienezza del tempo (cfr. Gai 4,4), il Verbo si fece carne ed abitò tra noi
pieno di grazia e di verità (cfr. Gv 1,14).
Cristo stabilì il regno di Dio sulla terra, manifestò con opere e parole il Padre suo e se stesso e portò
a compimento l'opera sua con la morte, la risurrezione, la gloriosa ascensione, e l'invio dello Spirito Santo.
Sollevato in alto attira tutti a sé (cfr. Gv 12,32 gr.), lui, che solo ha parola di vita eterna (cfr. Gv 6,68).
Ma questo mistero non fu palesato alle altre generazioni, come adesso è stato svelato ai santi
apostoli suoi e ai profeti nello Spirito Santo (cfr. Ef 3,4-6 gr.) affinché predicassero l'Evangelo, suscitassero,
la fede in Gesù Cristo e Signore e congregassero la Chiesa.
Di tutto ciò gli scritti del Nuovo Testamento sono testimonianza perenne e divina.

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E ora non abbiate timore di prendere le Scritture in mano…per una Lettura e Studio…
entusiasmanti!
dongio