Sei sulla pagina 1di 9

IL MOTO DELLE STELLE

Francesco Marsili
Società Astronomica Fiorentina

Oggi la visione del cielo stellato è quasi scomparsa dalla vita quotidiana dell'uomo,
sia per l'inquinamento luminoso prodotto dalle moderne città, sia per un fatto
culturale l'osservazione delle stelle non ha più l'importanza del passato per
l'orientamento, o per trarne auspici.
Recuperare questa antica cultura osservativa è ancora possibile sarà sufficiente
allontanarsi da sorgenti luminose troppo inquinanti e volgere lo sguardo al cielo per
riconoscere pianeti e costellazioni, con l'uso di un modesto binocolo è possibile
individuare oggetti invisibili ad occhio nudo: come nebulose, galassie, ammassi
stellari ecc. ecc.
Alcuni suggerimenti di questa dispensa potranno essere utili per le future
osservazioni.

COSA VEDIAMO

Ogni osservatore in qualunque luogo si trovi sulla Terra, avrà la percezione visiva di
trovarsi al centro di un cerchio delimitato dalla linea dell'orizzonte terrestre
sovrastato dalla sfera celeste, sede di stelle e pianeti.
Se reale è la linea dell'orizzonte e la presenza in
cielo di stelle e pianeti, illusione ottica è la cupola
del cielo, come anche la distanza delle stelle e dei
pianeti, vista la limitata profondità di campo del
nostro occhio,che percepisce gli oggetti lontani tutti
alla medesima distanza, pure apparente è il moto
delle stelle, corrispondente a quello reale del nostro
pianeta.
Tuttavia poiché le distanze e la posizione degli oggetti celesti non possono essere
misurati direttamente con riferimento ai moti della terra, risulta infinitamente più
comodo ed immediato ( anche per il puntamento di un telescopio )considerare gli
astri come disposti su una superficie di una sfera di cui l'0sservatore occupa il centro.

COME SI OSSERVA IL CIELO

Con il trascorrere delle ore un' osservatore posto nell'emisfero boreale, vedrà le stelle
muoversi attorno ad un centro quasi immobile detto "perno del mondo",
rappresentato dalla stella polare (la più brillante della costellazione del piccolo carro)
compiendo dei cerchi più o meno ampi, secondo la distanza da questo punto in 24 ore
circa.
Il cerchio maggiore è quello che dista 90°dal polo ed è quello che divide la sfera
celeste in: Emisfero Boreale ed Emisfero Australe.
L'immobilità della polare è dovuto alla congiunzione che la stella ha con l'asse di
rotazione della terra, che proiettato in cielo ne dista meno di un grado.
In modo analogo un osservatore che si trovi in una località dell'emisfero Australe,
individuerà un'altra stella (una stellina molto debole della costellazione dell'Ottante),
attorno al quale ruotano le stelle, di cui moto però procede in senso contrario a quello
delle nostre latitudini (orario anziché antiorario) pertanto dal momento che esistono
solo questi due punti fissi sulla sfera celeste, sarà opportuno ad ogni percorso
esplorativo fra le stelle individuare per prima cosa la propria stella polare.

COME SI TROVA LA POLARE

La stella polare, o "Alfa" (lettera dell'alfabeto Greco che indica la stella più luminosa
di ogni costellazione) dell'Orsa Minore, non è facilmente individuabile a causa della
scarsa luminosità di buona parte delle stelle di questa costellazione; si utilizza invece
la costellazione dell'Orsa Maggiore facilmente individuabile nel quadrante Nord del
cielo e costituita da sette stelle assai più luminose.
Quattro di queste stelle compongono un rettangolo, tre hanno una posizione
curvilinea simile ad un timone, le ultime due stelle per l'esattezza le prime due stelle
del rettangolo opposto al timone, aiuteranno a risalire alla polare.
Basta tracciare un ideale linea retta partendo da queste (denominate non a caso
"puntatori") conducono direttamente alla prima stella che si incontra: quella è la
polare.

I QUATTRO PUNTI CARDINALI


E LE CIRCUMPOLARI

Se lo sguardo è rivolto alla polare, i piedi dell'osservatore saranno allineati sulla linea
meridiana-- Nord-Sud-- la testa sarà attraversata dal meridiano (linea che indica la
parte più alta del cielo) del luogo da dove si osserva, a destra vi è il punto cardinale
Est alla sinistra l'Ovest.
Il moto rotatorio delle stelle attorno alla polare avviene
in senso antiorario: sorgendo da Est percorrono tutto il
quadrante orientale in fase "ascendente", culminano
quando raggiungono il "meridiano", tramontano ad
Ovest in fase "discendente".
In questa posizione possiamo osservare le sei
costellazioni circumpolari: le due Orse, Cassiopea
, Cefeo, Drago e la Giraffa, chiamate anche le
intramontabili perché alle nostre latitudini queste
costellazioni sono visibili tutto l'anno.
Ad esempio se prendiamo come riferimento le stelle giacenti sull'equatore celeste
(proiezione in cielo dell'equatore terrestre) noteremo che queste compiono il loro
cammino esattamente per 12 ore sopra l'orizzonte, ed altrettante sotto, per cui il
periodo di osservabilità in ore ed in giorni andrà progressivamente aumentando via
via che queste occuperanno regioni sempre più vicine al polo celeste, fino alle
circumpolari che data la loro vicinanza al polo non tramontano mai, viceversa il
tempo di permanenza delle stelle diminuisce per quelle che si collocano verso
l'emisfero Australe.

ALTEZZA DELLA POLARE SULL'ORIZZONTE

Ogni osservatore a qualunque latitudine si trovi, vede solo la metà del cielo e la
polare sarà alta sull'orizzonte quanto la latitudine del luogo di osservazione.
Esempio:da Firenze latitudine 43°-45' la polare dista dall'orizzonte di 43°-45',
collocandosi in una zona centrale del cielo, compreso fra l'orizzonte del punto Nord e
lo Zenit, ciò comporta la massima esposizione del cielo verso Sud, questo dovuto alle
dimensioni trascurabili della terra rispetto
all'universo, per cui l'asse di rotazione (o asse
del mondo)data la grandezza infinita della sfera
celeste è come se passasse esattamente per
l'osservatore ovunque questo si trovi.
Pertanto se per la polare e le intramontabili
dobbiamo rivolgerci a nord, sarà necessario fare
un inversione di 180° per le costellazioni che
distano di molti gradi dal polo celeste che
occupano regioni del cielo più meridionali, come gran parte delle costellazioni
stagionali.

STRUMENTI PER L'OSSEVAZIONE

LE CARTE DEL CIELO

Per riconoscere le varie costellazioni è necessario


utilizzare delle carte che riproducano le costellazioni
visibili in quel mese (la carta del cielo del mese). Si
possono trovare come inserti nelle riviste di
astronomia, in vendita mensilmente nelle edicole.
L'osservatore procederà quindi nel seguente modo: solleverà la carta al disopra della
testa, per allineare la riproduzione della polare con la stella, con una pila individuerà
le costellazioni rappresentate in quel periodo sulla carta e successivamente in cielo,
per le stagionali che tramontano a sud come già detto dovremo fare un dietrofront di
180°, avendo cura che la carta resti sempre allineata sulla polare.

IL MOTO DIURNO DELLE STELLE

Altro riferimento fondamentale è lo spostamento orario e


giornaliero delle stelle, i 360° di circonferenza del cielo
vengono percorsi in circa 24 ore, quindi tutte le stelle
avanzano di 15° ogni ora verso occidente, per cui in ore
diverse, diverse saranno le stelle che occuperanno una
determinata regione del cielo.
Inoltre, indipendentemente dalla rotazione diurna, per la differenza tra giorno solare
(culminazione del sole in meridiano ogni 24 ore), e giorno siderale (rotazione della
terra in 23 ore e 56 minuti) dovuto al moto orbitale della terra, le stelle pur sorgendo
sempre nel medesimo punto dell'orizzonte anticipano di 4 minuti ogni sera la loro
levata,ciò provoca un ulteriore avanzamento di un grado al giorno di tutte le stelle,
sempre verso occidente.
Questa è la ragione (escluso le circumpolari che non tramontano mai) dell'alternanza
delle costellazioni ad ogni stagione.
Sarà opportuno controllare l'orologio ed il calendario prima dell'osservazione.

LE COORDINATE ASTRONOMICHE

SISTEMA ALTO - AZIMUTALE

In astronomia si usano vari sistemi di coordinate che


differiscono tra loro per la scelta de due piani di
riferimento fondamentali (orizzonte e zenit-equatore e
poli celesti).
L'alto-zimutale è quello più vicino alle nostre abitudini
quotidiane; in questa coordinata i riferimenti astronomici
sono : l'orizzonte e lo zenit
L'orizzonte è il cerchio massimo perpendicolare al filo a
piombo, della superficie terrestre.
Lo zenit e l'intersezione della direzione del filo a piombo
con la sfera celeste.
Per calcolare la posizione di un astro occorrono queste due coordinate,dette appunto
altezza e azimut.
L'altezza si misura positivamente contando da 0° a + 90° partendo dall'orizzonte
verso lo zenit; si misura negativamente contando da 0 a - 90° partendo dall'orizzonte
verso il nadir.
L'azimut si misura sul cerchio dell'orizzonte partendo dal punto Sud (0°) e
muovendosi in senso orario in direzione Ovest, Nord ed Est per 360°. che è
nuovamente il punto Sud; individua così i 4 punti cardinali con azimut 0° (sud), 90°
(ovest), 180° (nord), 270° (est).
Questo sistema (antichissimo) è tuttavia inutilizzabile per l'osservazione
astronomica,perché non è solidale con la rotazione della terra in quanto le stelle
compiono un percorso non parallelo con l'orizzonte, con il risultato che altezza ed
azimut di un astro variano continuamente per cui, se vogliamo osservare a lungo il
cielo con un telescopio che può essere ruotato attorno ad un asse verticale ed ad uno
orizzontale, dobbiamo correggere continuamente i movimenti dello strumento,
rendendo faticosa l'osservazione.

SISTEMA EQUATORIALE

In questa coordinata i riferimenti fondamentali sono:


l'equatore ed i poli celesti, e si utilizzano le seguenti
misure: la declinazione, cioè la distanza angolare di
una stella dall'equatore celeste (equivalente alla
nostra latitudine) e l'ascensione retta,
cioè la distanza dell'astro dall'intersezione
dell'equatore con l'eclittica detto Punto D'ariete
(equivalente alla nostra longitudine) e si misura sia
in ore da 0 a 24 (tempo siderale) sia in gradi da 0 a
360, pertanto al ruotare della sfera celeste la
posizione delle stelle restano immutate,dal momento che la distanza dall'equatore
(declinazione) non varia, come non varia la misura longitudinale (ascensione retta)
perché al girare delle stelle, insieme gira anche il punto d'Ariete.

IL PUNTO D'ARIETE

LA GREENWICH DEL CIELO

Sul nostro pianeta le coordinate si riferiscono al


Meridiano Centrale dell'Ossevatorio di
Greenwich, origine della misurazione della
longitudine terrestre e dei 24 fusi orari.
L'osservatorio è il riferimento visibile che
indica con esattezza il Meridiano Centrale.
Anche il cielo è stato suddiviso con le
medesime coordinate utilizzate sulla terra, ma
poiché non esiste nessun punto visibile che
contrassegni la posizione del Punto d'Ariete, viene usato il seguente metodo: gli
astronomi osservano il percorso del sole sull'eclittica e misurato la distanza angolare
dallo zenit, ottenendone così la declinazione; ripetuta più volte durante l'anno,
permette di determinare l'istante in cui la declinazione del sole è 0°, che è il momento
in cui l'equatore celeste divide in due il disco del sole. Ciò accade due volte ogni
anno, agli Equinozi, ed individua con precisione il Punto d'Ariete.
Possiamo dire che il Punto d'Ariete è la Greenwich del cielo.

STRUMENTI PER L'OSSEVAZIONE-----LE COSTELLAZIONI

Le costellazioni hanno una estensione in gradi molto ampia, nessuno strumento è in


grado di inquadrarle per intero nell'oculare, nemmeno un binocolo a grande campo.
Inoltre quando si fanno ricerche di questo tipo è necessario aver sott'occhio dei
riferimenti fissi, come la stella polare ed i quattro punti cardinali, per cui l'unico
strumento idoneo è l'occhio.

LE COSTELLAZION CIRCUMPOLARI

.
PRINCIPALI COSTELLAZIONI STAGIONALI
p rim a v e ra
e s ta te

a u tu n n o in v e rn o