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IL SISTEMA SOLARE ---e come dobbiamo osservarli

Francesco Marsili
Società Astronomica Fiorentina

LA NASCITA

La teoria prevalente circa la nascita del nostro sistema solare è quella di una nube in
fase di contrazione, lo confermerebbero le recenti scoperte di giovani stelle in
formazione contornate da un disco di materia composta da gas e polveri in rotazione,
simile a quella che si suppone essere esistita nei primi momenti del nostro sistema
solare.
La nebulosa primordiale era composta soprattutto da idrogeno ed elio, (gas di cui vi è
maggiore abbondanza nell'universo) successivamente si arricchì di particelle più
pesanti come; carbonio,ossigeno, ferro ed altri, (indispensabili per lo sviluppo della
vita sulla terra), sintetizzate nel cuore delle stelle per nucleo sintesi e restituite allo
spazio nella loro fase terminale e quindi catturate dalla nube primordiale quando
attraversò il braccio a spirale della galassia dove queste particelle abbondano.
Di recente sono state formulate nuove ipotesi a seguito della scoperta di nuovi sistemi
planetari e attuali simulazioni al computer circa la nascita dei pianeti, che rimettono
in discussioni alcune delle passate teorie.
Tenuto conto però che alcuni pianeti sono solidi ed altri gassosi e che questi ultimi
sono i più lontani dal Sole, vi è accordo tra i ricercatori per il ruolo avuto dal vento
solare e dalla gravità, il primo avrebbe trasportato le particelle più leggere (idrogeno
e elio) dal centro alla periferia dove si sarebbero formati i grandi pianeti gassosi,
(eluso Plutone) Giove, Saturno, Urano, e Nettuno , alla gravità sarebbe toccato il
compito di trattenere le particelle più pesanti (del tipo metallico) più vicino al Sole,
dove sono nati i pianeti rocciosi tipo il nostro e l'aggregarsi fra loro di queste
particelle avrebbe dato origine ai singoli pianeti.

LE ORBITE e LE LEGGI DI KEPLERO

Il moto dei pianeti è ancora oggi il moto inerziale originato dalla rotazione della
primitiva nebulosa, i pianeti nonostante siano chiamati vagabondi , girano da sempre
rigorosamente attorno al Sole trattenuti dalla sua forza di gravità che è di gran lunga
superiore (circa un migliaio di volte) a quella di tutti i pianeti messi assieme, tanto da
esserne il centro gravitazionale e motore di tutto il sistema.
Infatti la diversa velocità orbitale dei pianeti è regolata dalla forza di gravità del Sole
che aumentando quando un corpo si avvicina diminuendo quando si allontana in base
al quadrato della distanza, fa muovere più rapidamente i pianeti vicini, più lentamente
quelli lontani.
Nei primi anni del 1600 Keplero dimostro per mezzo di calcoli matematici che le
orbite planetarie non sono circolari, come si era sempre creduto ma ellittiche e ne
riassunse i punti essenziali in tre leggi nella prima afferma: le orbite dei pianeti sono
ellittiche e non circolari e il Sole occupa uno dei due fuochi, conseguentemente vi
saranno due punti; uno di minima distanza Perielio ed uno di massima distanza
Afelio
La seconda afferma: la velocità di un pianeta non è costante, minima all'Afelio,
massima al Perielio, differenza dovuta alla gravità che aumentando o diminuendo,
secondo la distanza, costringe i pianeti ora a far prevalere la forza d'inerzia con un
aumento della velocità, quando il pianeta è più vicino al Sole per bilanciare
l'attrazione gravitazionale e non cadervi sopra, ora a far prevalere l'energia potenziale
diminuendo la velocità orbitale quando il pianeta è più lontano, impedendo di
svincolarsi dalla forza attrattiva del Sole e disperdersi nello spazio siderale.
Queste variazioni di velocità hanno diverse ripercussioni, in particolare sulla durata
delle stagioni.
La terza legge regola il periodo di rivoluzione di un pianeta attorno al Sole in base
alla sua distanza, determinando la durata dell'anno e afferma tanto più lungo è il
periodo di rivoluzione, tanto più grande è il diametro dell'orbita planetaria.

CONFIGURAZIONI PLANETARIE--opposizioni-congiunzioni-elongazioni

L'OPPOSIZIONE è quando un pianeta visto da terra si trova in direzione opposta a


quella del Sole, il che vuol dire che sulla sfera celeste vi saranno due punti, uno
occupato dal Sole, l'altro a 180° da questo dal pianeta, la Terra si troverà esattamente
nel mezzo tra questi due punti. Naturalmente le opposizioni riguardano solo i pianeti
esterni e non quelli interni come Venere e Mercurio ed è il momento migliore per
osservarli per i seguenti motivi:
1)- sono alla minima distanza da noi,
2)- sono più luminosi per cui vi si può scorgere maggiori dettagli,
3)- culminando a mezzanotte possono essere osservati per tutta la notte.

CONGIUNZIONI: un pianeta che si trova nella medesima direzione e al di là del


Sole si dice in congiunzione superiore e rimane inosservabile a causa della luce
solare, i pianeti interni Venere e Mercurio hanno una seconda congiunzione quando si
trovano a transitare tra il Sole e la Terra e si chiama congiunzione inferiore.
Questi due pianeti data la vicinanza al Sole non possono mai distaccarsene più di un
dato angolo 28° per Mercurio e 48° per Venere, quando sono alla massima distanza
loro consentita, e si dice che si trovano in elongazione che può essere sia orientale
che occidentale.
Solo in questa collocazione laterale si possono vedere in fase come la Luna.

OSSERVIAMO I PIANETI
MERCURIO

Osservare Mercurio presenta notevoli difficoltà; incrociando il suo movimento


attorno al Sole con quello della Terra, il pianeta in un mese e mezzo passa dalla
massima visibilità mattutina a est, alla massima visibilità serotina ad ovest e rimane
sull'orizzonte per 2h e 15m, sia prima del sorgere che dopo il tramontare del Sole.
Essendo così vicino al Sole (48 mil.di Km) Mercurio è sempre molto basso
sull'orizzonte, per cui i bassi strati atmosferici da una parte, la luce solare non del
tutto affievolita dall'altra ed infine la scarsa riflessione della luce per il forte
assorbimento da parte della superficie del pianeta, rendono l'osservazione
difficilissima anche se effettuata con strumenti professionali.
Perciò per una dettagliata cartografia di Mercurio si è dovuto aspettare l'invio della
sonda americana Marines che à rivelato una superficie piena di crateri, molto simile a
quella della Luna. Non vi è atmosfera, le temperature variano da più 350° nella parte
esposta al Sole, a meno 170° quella in ombra.

VENERE

Venere è completamente avvolta da nubi molto dense che impediscono l'osservazione


telescopica della superficie solida, in compenso è l'astro più luminoso del cielo dopo
il Sole e la Luna, perché le nubi riflettono notevolmente la luce solare, la riflessione
della luce di un pianeta si chiama Albedo che vuol dire bianchezza e si misura tra 0 e
1, la riflessione di Venere è molto alta 0,59.
Per il combinarsi dei moti del pianeta con quelli della Terra, Venere è osservabile per
sette mesi come stella della sera e per altrettanti come stella del mattino, resta
invisibile (offuscata dai raggi solari) per circa due mesi quando si trova in
congiunzione superiore ed altrettanti quando si trova in congiunzione inferiore.
Individuare Venere è semplice dato lo splendore, la possiamo rintracciare nel
crepuscolo serale ad occidente subito dopo il tramonto del Sole e rimane visibile per
circa 4 h., oppure brillantissima prima dell'alba nel cielo d'oriente sempre per 4 h.
Quando è molto luminosa vuol dire che è alla massima elongazione e se ne possono
osservare le fasi.

LA LUNA

Tra una lunazione e l'altra (Luna Nuova) trascorrono 29 giorni e mezzo (detto mese
sinodico) perché la Luna ritorna in congiunzione con il Sole .
In questo periodo la Luna spostandosi di 13° ogni giorno attorno alla Terra mostrerà
il fenomeno delle fasi.
LUNA NUOVA--verso la fine di ogni mese il satellite rimane invisibile perché
congiunto con il Sole, con il quale sorge e tramonta.

PRIMO QUARTO--un giorno dopo la lunazione la sera a ponente appare la prima


falce di Luna crescente,dopo 7 giorni circa la Luna sarà a 90° dal Sole e forma con
questo un angolo retto e si ha la fase di 1° quarto, la migliore per l'osservazione
poiché nella linea che divide la parte illuminata da quella scura detta terminatore, nei
suoi dintorni si possono osservare nitidamente anche con un semplice strumento da
pochi ingrandimenti, crateri, montagne e valli.

LUNA PIENA--dopo altri 7 giorni e circa 14 giorni e mezzo dal novilunio, la Luna
sarà in opposizione al Sole ed è la fase di Luna Piena, sorge quando il Sole tramonta,
tramonta quando il Sole sorge. Per l'osservazione, la Luna è visibile interamente,
l'inconveniente dell'eccessiva riflessione della luce solare che tende ad abbagliare chi
la osserva, sfumandone un po i dettagli, può essere eliminato montando degli appositi
filtri agli strumenti.

ULTIMO QUARTO--continuando il moto attorno alla Terra (spostamento 13° al


giorno) si troverà nuovamente a 90° dal Sole, in fase di ultimo quarto ed è visibile
nelle prime ore del mattino nel quadrante occidentale del cielo, nei giorni seguenti la
Luna avvicinandosi sempre di più Sole sorgerà sempre più tardi concludendo il giro
attorno alla Terra, presentandosi sotto forma di falce subito dopo il tramonto del Sole
per sparire completamente quando si porterà in congiunzione con il Sole.
E' opportuno procurarsi una carta della Luna dove siano indicati i particolari più
interessanti.

MARTE
Marte ha un diametro di 6794 km, circa la metà di quello terrestre, compie una
rivoluzione attorno al Sole in 23 mesi, i periodi migliori per l'osservazione sono
durante le opposizioni che per il combinarsi dei moti orbitali di Marte e della Terra si
succedono ogni 2 anni e 50 giorni ed appare spostato 60° rispetto alle stelle verso est,
(il che vuol dire che a distanza di un anno terrestre va individuato nella costellazione
zodiacale che segue).
Le grandi opposizioni con Marte distante dalla Terra a soli 56 mil.di km, (la distanza
massima è di 99 mil. di km.) avvengono ogni 15-17 anni.
All'osservazione telescopica il pianeta appare come un piccolo dischetto di colore
rosso ocra per la presenza sulla superficie di ossido di ferro, del tipo della
comunissima ruggine. Con un cannocchiale da 75 mm. ed un centinaio di
ingrandimenti in condizioni favorevoli si possono osservare le calotte polari, ora
quella nord ora quella sud dato che si allargano o si ritirano secondo le stagioni che
su Marte durano il doppio che da noi.
A volte si osservano vaste zone di un colore giallastro, si tratta di fenomeni di bassa
quota dovute a tempeste di polvere sollevate dai deserti e queste nubi di polvere
possono restare sospese nell'atmosfera per lungo tempo a causa della debole gravità
del pianeta.

GIOVE-- e i satelliti di Galileo

Giove torna in opposizione ogni anno ed ogni anno e visibile per circa sei mesi nel
cielo notturno, appare spostato di 34° verso est, passa quindi da un segno zodiacale a
quello che segue. Secondo la posizione che occupa sul piano dell'orbita può essere
osservato appena annotta, o nelle ore mattutine ed in diverse stagioni.
Già con un semplice binocolo si possono osservare aspetti interessanti;
1)-l'appiattimento del pianeta ai poli ed il rigonfiamento equatoriale, (8000 km. di
differenza fra diametro polare e quello equatoriale) causato dalla forza centrifuga
generata dalla rapida rotazione di Giove (9 h e 50 m).
2)-le spettacolari fasce equatoriali nord e sud.
3)-gli spostamenti dei quattro satelliti Galileniani, Io,Europa, Ganimede e Callisto
che sembrano danzare attorno al pianeta.
Con uno strumento di 80 mm. ed un centinaio di ingrandimenti si possono osservare;
la grande macchia rossa e a seconda delle mutevoli condizioni atmosferiche,
nodosità o filamenti, i bianchi ovoli ecc..
Per avere un'idea quanto sia caotico Giove, basta dire che l'enorme mole del pianeta
(142.800 km. di diametro) ruota in meno di 10 h. alla velocità di 45.000 km. orari.

SATURNO--ed i suoi anelli

Anche Saturno torna in opposizione ogni anno con un ritardo di soli 13 giorni rispetto
al precedente, lo si può ritrovare (in mesi ed ore diverse) nella medesima
costellazione zodiacale ò in quella che segue.
Anche se distante quasi il doppio (1507 mil.di km) e luminoso circa un terzo di
Giove, Saturno offre all'osservatore particolari interessanti, il pianeta appare di un
colore rosato assai compatto per la densa atmosfera a base di idrogeno, elio e
metano, gas volatili che rendono Saturno voluminoso ma leggero, la densità e minore
di quella dell'acqua, se esistesse un oceano tanto grande da contenerlo vi
galleggerebbe. Di tanto in tanto appaiano delle macchie: probabili perturbazioni
atmosferiche e si osserva il forte schiacciamento polare, di cui diametro è più corto
del 10% di quello equatoriale.
Ma Saturno offre all'osservatore qualcosa di veramente speciale rispetto agli altri gli
(ANELLI). Lo avvolgono interamente sul piano equatoriale , posseggono una
larghezza di 275.000 km., per uno spessore di soli 3 km., composti di blocchi di
ghiaccio frammisti a polveri, di svariate misure, da pochi centimetri a qualche decina
di metri, probabili resti di un pianeta non formato o distrutto dalle potenti forze di
marea gravitazionale di Saturno.
Con un telescopio di appena 70 mm. di diametro si può cogliere la divisione fra gli
anelli principali. Gli anelli ad intervallo di tempo possono scomparire
all'osservazione, perchè giacendo sullo stesso piano equatoriale del pianeta che ha
l'asse di rotazione inclinato di 26°,44' accadrà che in un punto dell'orbita sarà esposta
la faccia sud un'altra la faccia nord degli anelli, tra questi due punti si presenteranno
di taglio e quindi inosservabili.

URANO NETTUNO PLUTONE

Di questi ultimi tre pianeti l'unico osservabile con modesti strumenti è Urano, che
dista dal Sole 2869 mil. di km e rimane molto al limite dall'osservazione ad occhio
nudo, per rintracciarlo è necessario consultare la posizione nelle effemeridi annuali.
Al telescopio appare come un piccolo disco di colore verde azzurro, con tracce di
macchie regolari a banda che possono essere moti dell'alta atmosfera.
Per Nettuno e Plutone (declassato secondo alcuni a semplice satellite) occorrono
strumenti ad alta risoluzione, per l'enorme distanza alla quale si trovano; 4496 mil. di
km. il primo, 5900 mil. di km. per il secondo.
STRUMENTI PER L'OSSERVAZIONE----PLANETARIA

Per osservazioni finalizzate ad una normale conoscenza dei pianeti e già sufficiente
un binocolo -7x 50- montato su un cavalletto da fotografia. Se invece desideriamo
approfondire alcuni dettagli è necessario munirsi di un telescopio.
Essendo i pianeti insieme alla Luna gli astri più luminosi, rispetto agli oggetti stellari
del profondo cielo (Nebulose, Galassie ecc..) è più efficiente un telescopio con
minore luminosità, ma con maggiore capacità risolutiva negli ingrandimenti.
Queste caratteristiche le posseggono i telescopi a lenti "rifrattori" ve ne sono vari tipi
e di diverse aperture. Per non spendere cifre esorbitanti (i rifrattori sono più cari dei
telescopi riflettori) un 70 mm. di diametro è già sufficiente per risolvere in dettaglio
alcuni particolari.