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4 – monsignore DEDIER NOBELS

Abbiamo trattato della nascita del Roma 51, nascita voluta


fortemente dal suo fondatore monsignore Dedier Nobels e da tutti
chiamato semplicemente don Desiderio (italianizzando il suo nome),
che si diede molto da fare per fondare il primo Riparto scout d’Italia
del dopoguerra a cui l’Organizzazione Nazionale ASCI diede il
numero ROMA 51.
Era sua ferma intenzione trasferire a noi quanto aveva ricevuto
dallo scoutismo durante i suoi studi a Londra e nel periodo in cui
era stato scout proprio nel Riparto il cui Capo era sir Robert Baden
Powell, fondatore dello scoutismo.
Infatti monsignor Nobels, belga di nascita (1899), ma italiano e
soprattutto romano di adozione, era un sacerdote di circa 45 anni,
molto ben portati, di grande carisma, dall’aspetto burbero e severo,
di grande personalità, che incuteva rispetto solo a vederlo, ma dal
cuore d’oro, generosissimo di una carità signorile che ho potuto
constatare di persona in occasione del Jamboree de la Paix 1947 e
di cui ho accennato in precedenza.
Un uomo di grande cultura, parlava correttamente quattro lingue e
prestava servizio come vice segretario generale nella Pontificia
Opera di S. Pietro Apostolo a Propaganda Fide in piazza di Spagna.
Coltivava molti hobby, la sua passione era la musica, suonava
l’organo ed ha composto, per gli scout, le più belle canzoni-
preghiera tra cui: l’inno mattutino, il commovente inno della sera,
la preghiera per il pasto, l’inno alla Madonna degli scout, ecc…
Ad ogni campo eseguiva una serie di disegni che poi venivano
litografati e di cui ne conservo diverse copie.
Componeva anche piccole rappresentazioni, soprattutto religiose e
relative alle Parabole, che poi noi mettevamo in scena sotto la sua
regia.
Oltre al suo impiego presso Propaganda Fide, iniziò l’Opera degli
Oratori Romani, che si sviluppò soprattutto nelle parrocchie
periferiche della Capitale, svolgendo così il suo Apostolato tra i
giovani dedicandosi soprattutto ai più poveri ed iniziando l’attività
presso la “chiesetta” di S. Giuseppe all’Arco del Travertino.

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Coraggioso e amante della libertà, durante la 2^ guerra mondiale,
accolse centinaia di militari sbandati dopo l’armistizio dell’8
Settembre 1943 e con alcuni Ufficiali delle Forze Armate Italiane
costituì una formazione partigiana denominata “TRAVERTINO” per
partecipare alla Resistenza nella zona Sud di Roma.
Nel museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma è esposta
la relazione dell’attività svolta dalla formazione partigiana
“Travertino”. Per questo disinteressato aiuto alla lotta di liberazione
ha ricevuto un Attestato e medaglie dagli Alleati.
Sulla scrivania dello studio della sua abitazione in via Aventina 7,
c’era una grande cornice d’argento con la foto del tenente Maurizio
Giglio che faceva parte della formazione “Travertino”. Questi venne
arrestato nel marzo 1943 dalle SS tedesche mentre trasmetteva
messaggi agli Alleati. Trasferito a via Tasso venne ripetutamente
torturato per non voler confessare il nascondiglio di monsignor
Nobels da tempo ricercato. Alla fine, ridotto in condizioni pietose,
venne trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1943.
Monsignor Nobels non ne voleva mai parlare, ma quando si faceva
qualsiasi riferimento si commuoveva ritenendosi moralmente
colpevole per la fine di quella giovane vita.
Per tutti noi monsignor Nobels è stato un grande educatore che ci
ha trasmesso l’essenza dello scoutismo, esigendo da noi, con il suo
esempio: Onore, Sincerità. Onestà, Rispetto per le Istituzioni,
Dignità, Umiltà, Generosità e Amore per il prossimo. Inoltre
pretendeva da noi un contegno sempre corretto e cura della
persona.
Però don Desiderio (mi piace chiamarlo così – vedere sua lettera
indirizzata a me allievo Ufficiale A.M.) era anche molto originale.
Durante il breve campo a Trisulti nell’agosto ’47 si presentò a noi in
divisa scout, con pantaloni corti e una grossa croce cucita sul petto,
in sella ad un mulo.
Un altro episodio un po’ strano fu quello che capitò in occasione di
una delle nostre primissime gite domenicali. Dopo un pomeriggio
trascorso nella campagna di Cinecittà salimmo sul tram per fare
ritorno alla Sede dell’Arco del travertino. Don Desiderio passa vicino
ad un giovane che era con la sua ragazza e questi rivolgendosi ad
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un suo amico gli grida “acciacca sto bacarozzo”. Monsignore
nonostante l’abito da prete afferra il malcapitato per il bavero quasi
a sollevarlo chiedendogli se si riferiva a lui. Questi preso alla
sprovvista e non aspettandosi certamente tale reazione tentò
inutilmente di liberarsi dalla presa, farfugliando qualche parola. Tra
i due intervenne immediatamente il Capo Arturo Vasta per separare
i contendenti, e monsignore ebbe la sua dose di applausi da parte
dei presenti.
Altro episodio fu quello che si verificò a OPI durante la S. Messa e
di cui abbiamo parlato in precedenza.
Don Desiderio era anche questo!!
Il 26 gennaio 1985 monsignor Dedier Nobels moriva a Roma. La
sua salma riposa nel cimitero di Carpineto Romano. Il Comune di
Roma ha intitolato a Lui il parco antistante la chiesa di S.Filippo
Neri in via delle Sette Chiese.
Io, insieme a centinaia di altre persone che abbiamo avuto la
fortuna di conoscere monsignor Dedier Nobels alias don Desiderio e
che oggi, sparse per tutto il mondo, troviamo dentro di noi quel
seme che è poi germogliato nella vita. Per questo Gli rinnoviamo la
nostra gratitudine per averci preso da ragazzini e trasformati in
uomini. Grazie, grazie e ancora grazie!

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