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‘L PREMIàT ZANICHèDI.

Il primo dizionario aperto


Carrarino / Italiano Accademico
3 marzo 2011 alle ore 17:04
‘L PREMIàT ZANICHèDI
Dizionario Carrarino – Italiano Accademico

(per ricercare dei termini all'interno del dizionario è consigliabile usare Ctrl+F e digitarli per intero o in parte)

Foto: Carrara, riflessi in Piazza del Duomo (Già Piazza Drènt) © Gianluca Boni, 2010.

001. T'ha le visiòn come Benassi ?


Ti faccio sommessamente notare che ciò che vai affermando non aderisce troppo precisamente al reale stato delle
cose.
(Benassi era un tizio che, negli anni '50, vedeva la Madonna in quel di Remola, quartiere di Massa sito poco prima
dell'incrocio tra "viale vecchio" (Via Marina Vecchia) e Via Carducci, divenuto famoso anche oltre foce. A Massa
si usa anche "T' sèn miso màlo come Benassi!").

002. Ti l'ha 'n t'l cùl come Cioncio!


Ritengo tu sia pressoché spacciato e te lo comunico con il mio squisito tatto.
003. T’sèn d’l gàt!
Hai le spalle al muro. Pur sforzandomi, non intravedo per te motivi di speranza.

004. T’sén cùnz com’ San Lazaro!


E’ probabile che sia finito il toner nel momento in cui, sul tuo invito, stavano stampando la frase “E’ gradito
l’abito scuro”…

005. Sòn’t i badoti!


Le chiedo cortesemente se può evitare di clacsonare a sproposito.

006. Luchì i magn anch’ ‘l frisc al treno !


Il soggetto non denota alcun sintomo di inappetenza.

007. I vegn’n zù anch’ i bodèdi!


Le precipitazioni pluviali si aggirano attorno ai 60 millimetri cubi per ora.

008. A son zùp com’ un p’lìn!


A causa della mia sbadataggine devo aver dissennatamente dimenticato l’ombrello (‘"l paràcqua" v. voce n. 123)
da qualche parte.

009. T’ sén lùng com’ la via d’ Cod'na!


a) Sei fastidiosamente prolisso nell’esprimere concetti in realtà piuttosto semplici.
b) Noto che ti stai preparando con calma olimpica.
Anche "T' sèn stòrt com' la via d' Cod'na!": fondamentalmente si può asserire che tu non sia sobrio; "T' sén lùng
com' la fàma!": vedi a) e b)

010. A vài a far ‘l vèrs ai morti.


Ho bisogno di riposare: mi corico abbandonandomi tra le braccia di Morfeo.

011. I è sparìt com’ Mateoti!


Sebbene fosse un habituè, da qualche tempo non lo si vede più.

012. Ma t’ha vist i gufi?


Vedi voce n. 001

013. A i ho vist la pòta al lùp!


Ritengo di averla scampata bella e di essermi abbastanza spaventato.

014. T’ magn pàn e golpa, la matìna?


Non mi sembri dotato di lucidissima furbizia.

015. E po’? Cos’t’ vò… Un fiasc’ d’oli?


Non mi capacito che tu ancora non ritenga sufficiente l’impegno che ho profuso per te/Sei incontentabile. (Anche
nella versione bovina: "E cos' t' vò... Un bò?")
016. I l’ha piàt la golpa.
Vedi voce n. 011. Utilizzabile nella forma augurale "Ch'a t' piàss la golpa!", quando si è subito un torto dal
destinatario.

017. Lelì a l’è fata col p’nàt!


Non è prettamente una bellezza canonica.

018. Lelì a l’è ‘n bòzz!


Vedi voce n. 017

019. A i ho fàt ‘l bùc al lèt!


Ho dormito saporitamente per un numero adeguato di ore.

020. ‘N dòv’ t’ha piàt ‘l sòl t’ pì la guàza!


Hai vissuto di rendita in modo improvvido ma, prima o poi, i nodi giungono al pettine. (Nel detto completo c'era
una piccola rima: "Fiòr d' vnàza, 'n dòv’ t’ha piàt ‘l sòl t’ pì la guàza!".

021. E sòrt d’n mèz’, che a t’ dài ‘na rotata!


Se lei insite nell’occupare indebitamente la carreggiata si espone al rischio di essere investito dal mio veicolo, non
necessariamente in modo accidentale.

022. A l’ brontòl com’ un paròl d’ badòti!


Ha uno spiccato senso critico e lo esprime con continuità (rammentando figurativamente il ribollire dei marroni
nel paiolo).

023. T’ pàr ‘na batorèda!


Mi accorgo che lei non disdegna affatto la conversazione.

024. T’ sén scàrs com’ la réna.


Non la ritengo propriamente all’altezza della competizione.

025. Far dal fùlm’n.


Adempiere celermente. (Anche: "fàr 'l fòc")

026. Mùs a gòm’t d’ canàla.


Espressione non stilnovistica. Di uomo/donna non bellissimi.

027. Mùs a émbr’z.


Vedi voce n. 026. Si noti il ricorso ai materiali per l’edilizia (embrice, gomito di canala) nelle similitudini.

028. Si… E la coa!


Non me la sento di prendere quel che lei asserisce come oro colato. (Anche “Sé… Bonaaa!”; “Ovi!” e
“Bomboloni!”)

029. Sèèa!
Nemmeno per sogno.
030. Se a n’ i n’è a fiàn senza com’ a L’Avenza.
Facciamo di necessità virtù, come nella ridente località apuana, sita tra il centro storico e il mare.

031. Lelì a l’è ‘na smerdaviòli!


Trattasi di pettegola incallita.

032. I/A l’ pàr un tre fàt a l’esìlo!


Non è dotato/a di eccessiva grazia.

033. A l’ voré durata!


La spiacevole situazione si sta protraendo da un lasso di tempo che, a mio avviso, si sta rivelando eccessivamente
lungo.

034. Barzelletta: A i è 'n fànt sulle sponde d'l Cariòn ch' al pì d'acqua d'l torént con le màn e i fà p'r berla... I
pass un vecèt d'l Baluard dalla Lùnzina e, dal pònt, i s' mèt a urlàr: "O bèloooo! Ma cos't' fà! T' sén màt? No
bérlaaa! A l'è av'linàta! No bérlaaa!". 'L fànt, asordàt dal rumòr d' d'acqua i n' sènt bén: "Oddà! Gos' d'ha
ddito?"... E 'l vecét: "Niént! Bev'la piàn ch' a l'è fréda!"

035. Andàr a rut'la


Precipitare nella scarpata. Es. traduzione letterale di "Rolling Stones" = Badòni a rut'la.

036. 'ndar volta


Ribaltarsi.

037. Mì che lulì i è a far la bòda a tò soreda!


Ti porto a conoscenza del fatto che quel tale sta, con ogni evidenza, corteggiando tua sorella.

038. A son sfàt com' un capèd!


Non vi nego di essere abbastanza provato.

039. I ha fàt un crèp


Ha perso l'equilibrio, rovinando platealmente a terra.

040. T' l'ha magnàt 'l salàm? E mò t' càg' 'l curdìn!
Vedi voce n. 20. Locuzione molto più rara, ma parimenti efficace.

041. A m' pàr mil' ani!


Non vedo l'ora che la cosa volga al termine

042. Al vén dì mò?


Non le pare di essersi attivato con un ritardo che non sarebbe appropriato definire impercettibile?

043. Robe da urli!


Considero che la situazione che mi si para davanti agli occhi non rientri precisamente nei canoni della normalità.
044. Dèn-Dèn e Zizòla!
Di personaggi (che circolano, di solito, in coppia) non dotati di fervida intelligenza e/o di persone dal prestigio
sociale non eccelso.

045. Fànti e pòdi i smèrd'n' la cà.


Proverbio di facile traduzione. A differenza del pollame, i bambini lo fanno anche in senso figurato, riportando
all'esterno discorsi privati sentiti tra le mura casalinghe e così danneggiando, talvolta, l'immagine della famiglia.

046. Giò Pitipò, quel ch' i vèd i vò...


Di persona estremamente volubile. (La cruda versione completa è, come in molti altri detti dialettali carrarini, a
sfondo inequivocabilmente scatologico: "Giò Pitipò, quel ch'i vèd i vò. I vèd 'na cagàta i vò darì 'na licàta!")

047. Frustamùri.
Soprannome locale (Carrara Centro) dovuto all'atteggiamento del compianto Carlo Alberto Baldini (Carlalbè),
ultimo clochard, scomparso nella primavera del 2009 e libero fino alla fine, che si appoggiava sempre ai muri
della città con la schiena e con una gamba.

048. Odiomé! Quante mòze!


Lei, con un invidiabile puntiglio, trova regolarmente dei problemi in qualsiasi soluzione le venga prospettata.

049. T' sén quel da le sète bonasére?


Constato che lei indugia nell'accomiatarsi...

050. A i è 'n sòl scozòn!


Vi è, con tutta evidenza, un'insopportabile canicola.

051. T' sén pién d' potàte!


Lei manifesta talune difficoltà nel concentrarsi sui problemi concreti.

052. Mò a sbrìs nicò!


Adesso, avendo perso la pazienza che solitamente mi contraddistingue, mi accingo a provocare danni irreparabili
a tutte le suppellettili presenti in questo vano.

053. I ha un oc' ch'i mìr al fìc.


E' affetto da un riconoscibile strabismo. (Vedi Maurizio Gasparri)

054. Fòra 'l lòz!


Siete pregati di accomodarvi all'uscita in quanto il locale è frequentato in via esclusiva da una clientela
selezionata.

055. I dùr com' un zuchèd 'n boca al pòrc!


Stimo, per l'oggetto in questione, un'aspettativa di vita non lunghissima.

056. Al mòr anzi 'na vaca a 'n pov'r òm...


Il destino è cieco, cinico e beffardo.
057. T' sén nér com' un tìz!
a) La tua abbronzatura è invidiabile.
b) Sei adirato: lo si evince in quanto somatizzi notevolmente.

058. "Che càn i è ch'l lì?" - "I è un Lèsi, i n' t'l vèd?".
"A quale razza appartiene quel cane?" - "Non vedi che si tratta di un collie?" (Proprio come il famoso Lassie)

059. Tra 'n po' al vegn'n zù anch' le salàgre!


Le previsioni del tempo non sono troppo favorevoli per le gite fuori porta. (vedi anche voce n. 007)

060. I và ch'i pàr ch'i vén...


Si è incamminato di buon passo (letterale); E' alquanto convinto delle sue azioni (figurata)

061. Bèla me òsa!


a) Compatisco la tua ipocondria
b) Quantunque io creda che le tue lamentele siano palesemente infondate, fingo platealmente di consolarti.

062. A siàn pù che Cod'na...


Registriamo un numero molto alto di partecipanti, checchè ne dica la questura! (ritorna il riferimento alla ridente
frazione pedemontana)

063. A n' l'ho mia mòrt me Crist?


Chissà perchè capitano tutte a me.

064. I ha fàt zinqui e tre, òt!


Si è macchiato del reato di appropriazione indebita; è affetto da cleptomania (deriva dal gesto della mano aperta a
cinque dita che poi divengono tre e poi si chiudono a pugno roteando)

065. Piccolo trattato di zoologia del Zanichèdi, vol. I: a) Parpajòn; b) Tarpòn; c) Pirancùli.
a) Chirottero; b) Ratto comune; c) Lepidottero di solito impietosamente sottoposto a torture rettali. I primi due
vocaboli si rivolgono anche come appellativi nei confronti di persone la cui migliore qualità non è l'intelligenza
(in modo peraltro erroneo, in quanto i mammiferi succitati non scarseggiano di questa virtù).

066. Adora t' sén propi zuchèd!


Guardi... prendo atto che, nonostante gli sforzi di cui mi sono fatto carico per farle comprendere il concetto, la sua
limitata elasticità di pensiero continua ad avere la meglio.

067. A t'dài 'n lerfòn...


A breve ti colpirò con un forte schiaffo tra naso e labbro superiore. Es. intrecciato con la voce n. 036: A t' dài 'n
lerfòn ch' a t' mànd vòlta!

068. A fiàn a batacùli?


Ci cimentiamo nel gioioso giuoco delle capriole?
069. Moza!
Tengo a sottolineare l'ovvietà di quel che hai testè asserito (E grazie!). Nome dell'organo sessuale femminile,
usato anche come imprecazione comune. (Presente nella classica locuzione: "Al tìr pù 'n pèl d' moza che 'n car
d'bò!") Altro significato alla voce n. 048.

070. I è 'ndàt 'n fulìna.


Parrebbe non essere nelle condizioni per funzionare ulteriormente. (Meno canonico, principalmente nei paesi: "I è
sfulinàt")

071. T'pàr 'n mìc' a bér al fiàsc!


A mio giudizio, non sei particolarmente abile nel tuo attuale cimento. (Nota anche la versione: "T' pàr 'na simia a
bèr al bicér!")

072. Mò al và...
Temo che la situazione si stia complicando pesantemente.

073. Fòc al fòc!


Orsù! Rompiamo gli indugi!

074. A sòn bisénfi.


Ho mangiato una quantità di cibo tale da potermi ritenere sufficientemente sazio.

075. I è slimacàt!
Al mio palato questa leccornia risulta esageratamente dolce e la sua mangiabilità ne esce nettamente
ridimensionata. (Anche di persona con modi sdolcinati e mielosi)

076. Lulì i è struv'dàt!


Il signore non ha un fisico atletico.

077. Lelì a l'è 'na sgrénd'na!


La signora non è eccessivamente aggraziata.

078. A vài a sfurzinàr.


Mi accomodo a tavola, ove mi attende un pranzo luculliano.

079. Sàng’ d' la Madona!


Esprimo tutto il mio incontenibile stupore!

080. I è sagatàt!
L'oggetto mi pare un po' sciupato/Il signore non è in condizioni di salute adeguate.

081. Piccolo trattato di botanica del Zanichèdi, vol. I: a) Purpòd'la; b) Zizérb'da; c) Puriòl.
a) Mazza di Tamburo (Macrolepiota Procera); b) Cicerbita (Sonchus Olreaceus); c) Cipollaccio (Hyacinthus
Comosus)

082. Piccolo trattato di zoologia del Zanichèdi, vol. II: a) Bord'lòn; b) Rùt'lamerda; c) Bodaréc'.
a) Coleottero qualsiasi e/o falena; b) Scarabeo stercorario (Circellium Bacchus); c) Serpe che si nutre di rane.
083. "Va piàn, uo sém!"
Cartello "stradale" fai da te, installato negli anni '80 nei pressi della sua bottega di Pontecimato da "Il Baffo", noto
personaggio carrarese, a cui possiamo attribuire questo significato: Stante il fatto che la strada è stretta e
considerata la presenza di una curva cieca, sarebbe opportuno che voi automobilisti moderaste, in zona, la velocità
dei veicoli che andate conducendo"

084. I'n fà gòl nemànc con la canàla!


Dalle statistiche in nostro possesso, le sue doti realizzative non risultano evidentissime/Non è uno spietato
predatore dell'area di rigore.

085. O bèlo! Và da Carmagnola!


Nonostante il tuo impegno agonistico, non sei dotato di una sopraffina tecnica calcistica e la nostra squadra ne sta
pagando pesantemente conseguenze. (Carmagnola era lo storico calzolaio di Via Ghibellina)

086. A t' dài 'n patòn ch' 'l mùr a t' n' rdà quàtr!
Adesso mi sto adirando: ove passassi alle maniere forti, ti colpirei con tale violenza che rimbalzeresti per ben
quattro volte contro le pareti della stanza.

087. I và c'hi pàr 'n lanzòn!


Sta spostandosi ad una velocità ragguardevole.

088. Arguajàr.
Sistemare (Dàt n'arguajàta = Ricomponiti; accomoda le tue vesti) e/o raccogliere gli ultimi rimasugli (ad esempio,
nel piatto).

089. Baconàta.
Batosta. Il termine è utilizzato anche per definire un colpo secco, molto violento. Sui campi di calcio, identifica un
tiro fortissimo, così come "Tizonàta". Una volta, durante un torneo di ping-pong campeggiava, un cartello: "Non
vale sbacconare".

090. E chi t'sén, l' Mag' Busteli?


Poffarbacco! Debbo dire che lei ha appena effettuato un exploit assolutamente degno di nota!
(Il riferimento è al noto illusionista Ranieri Bustelli, detto "Il Mago in Frac", nato a Tuscania nel 1898 e morto a
Firenze nel 1974. Fu notissimo negli anni '50 (quando Carrara era uno splendore), periodo in cui eseguì anche
tournee internazionali. Quando qualcuno riusciva in un'impresa fuori dal comune, anche in piccole attività, come
nel giuoco delle carte, un tiro perfetto alla bocciofila, ecc. lo si accostava a questa mitica figura. Il detto è poi
rimasto negli anni a venire.)

091. I ha pù àni d'l prim' tòp d'l Cafàz!


Appartiene indiscutibilmente alla terza età (di persona)./E' piuttosto datato e non più al passo coi tempi (di
oggetto).

092. O' ch' d'òm... (O' ch' la dòna...)


Senta, scusi...
093. D'acqua al fà la rùz'na!
Secolare convinzione dei migliori bevitori apuani che continuano a preferire le "proprietà organolettiche" del vino
a quelle dell'acqua: "T' la vò 'na po' d'acqua?", "T' sèn màt? D'acqua al fà la rùz'na!".

094. A sòn drocàt!


Le mie ossa risentono dell'ingente sforzo fisico odierno.

095. Finché a n'è, viva lulè. Quand' a ni n'è pù, viva lulù!
Godiamone finchè dura, poi dovremo arrangiarci come meglio si potrà.

096. Piccolo trattato di zoologia del Zanichèdi, vol. III: Zortèda; Bòda; Pìt.
Lucertola (Lacertilia); Rospo (Bufo bufo) di grosse dimensioni; Tacchino (Meleagris gallopavo).

097. T' pàr quél ch'i n'avév còlpa!


Il tuo atteggiamento da cane bastonato risulta smaccatamente evidente.

098. O Cerù, but'l zù! Dài 'n ficòn ch'i 'n s'alz pù!
Forza Cerù, sconfiggi il tuo avversario tramite knock out! (Storico slogan di sprone al più grande pugile carrarese
della storia dopo Enrico Bertola: Piero Cerù).

099. Ficòn, ficonàta.


Pugno vigoroso. Es. "A t' dai 'na ficonàta che tò moja/to' mà a n' t'arèpr pù la pòrta" (Ti sferro un tale pugno sul
volto che, per effetto delle tumefazioni che ne scaturiranno, tua moglie/tua madre, non riconoscendoti, non ti
aprirà la porta di casa)

100. Da ruvìna a ruvinàti...


Facciamo ancora questo piccolo sforzo economico...

101. Lé, lé!


Ritengo sufficiente la quantità di liquido che lei sta mescendo nel mio bicchiere./La avverto che, a mio parere, la
manovra di retromarcia deve terminare ratto per evitare l'impatto dell'autovettura con il muro e/o con l'altra
autovettura. (Anche "Bòn, bòn!")

102. A t' daré 'na ruf'làta...


Permettete, Madamoiselle? Trovo che voi siate particolarmente graziosa...
(Più raro e più diretto: "Lelì a la met'rè a gàt maòn!": Sono infatuato delle grazie di quella gentile pulzella)

103. E non m' la armuginàr!


Potresti, cortesemente, evitare di insistere su questo argomento, al quale, come già ti ho dimostrato, non sono
particolarmente sensibile?

104. T'ha piàt 'l léss!


Hai subito una notevole batosta (sei stato ripetutamente percosso; hai subito una cocente sconfitta).

105. Uò lòz!
Hey, tu, faccia di tolla non avvezza alle docce!
106. Uò baltrò!
Hey, tu, poco di buono!

106. Uò rumbàmbìt!
Hey, tu che non hai nell'intelligenza la tua qualità più evidente!

107. Uò semalò!
Hey, tu, ingenuo scioccherello!

108. Tanòc'
Pertugio, buco. Anche italianizzato: tanocchio. Es. "A i hò fàt 'n crèp e a m' sòn fàt 'n tanòc' a la fanèla!" (Ho fatto
un capitombolo da cui è scaturito un ragguardevole danno da lacerazione alla mia maglietta!".

109. Fanèla.
Indumento. Nella maggior parte dei casi indica la maglietta della salute.

110. I v'han fàt un taròl cusì!


Vi hanno sconfitti non proprio di misura, procurandovi un visibile scorno.

111. Monti 'n zìm!


Ti faccio sberleffo con le mie eccellenti prestazioni, che stanno sovrastando le tue. (Salici sopra!)

112. E vén'm a piàr!


Vedi voce n. 111 (Anche "E ven'm arèt!")

113. Gira e prilla, la borbàt'la al và sempr' al lùm!


L'epilogo della vicenda in questione è inesorabile e facilmente pronosticabile.

114. Al cuntadìn tant' i è sonàr 'l còrn com' 'l viulìn.


Gli agricoltori apuani non sono di gusti difficili e sofisticati.

115. A m' sòn stronfionàt!


Mi sono sufficientemente nutrito. (Vedi anche voce n. 074)

116. A m' sòn impitàt!


Sto trangugiando cibo con eccessiva foga e il mio esofago non riesce a smaltirlo adeguatamente. (Deriva da "pìt",
tacchino che si usa nutrire all'eccesso quando si avvicina la sua ora: vedi voce n. 096)

117. A i ho 'n gavòn...


Sono così triste ed angosciato...

118. A i ho 'l cagaròn massès.


Sono un po' disturbato d'intestino.

119. A m' sént 'na spàla ('n ginòc', 'na gamba, 'l còd...)
Italianizzato: mi sente una spalla (un ginocchio, una gamba, il collo...)
Provo dolore alla scapola.
120. Domàn da sera
Domani, al crepuscolo.

121. Bona!
Arrivederla, le auguro una buona serata.

122. Fùraboschi
Sveglio, perspicace. "Lu là i è 'n fùraboschi!" (Quello è un tipo che afferra i concetti senza sforzi intellettivi di
sorta)

123. Piutésa
Saputella, pettegola istrionica. "O piutèsa! T'sà sempr' nicò?" (La trovo sempre perfettamente aggiornata sugli
affari altrui)
Spesso utilizzato per definire, in modo divertito, bambine sveglie e ciarliere.
Spesso impropriamente italianizzato in "piutessa".

124. Dar fòc a la cà d'l falc.


Andare alla radice del problema. (Detto contadino. Quando il falco decima il pollaio e i conigli è necessario
armarsi e andare a dar fuoco al suo nido)

125. Piccolo trattato di botanica del Zanichèdi, vol. II (segue dalla voce n. 81): a) Puv'rìn; b) V'rdiòla e/o
V'triòla.
a) Origanum vulgare; b) Parietaria officinalis

126. Càmi.
Sostantivo plurale che identifica mezzi di trasporto del tipo autocarro, furgone, autoarticolato, tir.

127. Acquéta.
Ipoclorito di sodio (candeggina).

128. Neveìna.
Vedi voce n. 127.

129. Da mò lì.
Da un considerevole lasso di tempo. "I càmp sempr' Vitò?" - "SEA! E' da mò lì ch'i è mòrt!"

130. Quélo?
Di grazia... Quale?

131. E no che no!


Nonostante lei manifesti perplessità sulla mia versione dei fatti, gliela ribadisco in modo perentorio.

132. Fàrs' i ràgi.


Sottoporsi (indifferentemente) ad esame radiologico, a tomografia assiale computerizzata, risonanza magnetica
e/o scansione ecografica. "A m' sènt 'na spàla... a m' dèv fàr i ràgi" (tipico combinato delle voci 119 e 132).
133. Orti!
Quasi sempre nella locuzione "Orti 'n còlp!'": Richiedo solennemente l'ufficiale, temporanea interruzione della
discussione (e/o qualsivoglia altra attività) in corso, in quanto devo puntualizzare alcune questioni
improcrastinabili ad essa connesse.
Qualcuno, a volte, diceva "fido!" e, giustamente, non veniva considerato.

134. A n' la toc'ré nemànc' con la canàla!


Il mio giudizio estetico sulla rappresentante del gentil sesso di cui disquisiamo non è precisamente entusiastico.
Collegabile alle voci 017, 018, 077. In contrasto con la voce 102.

135. Mì còm' i pàs grenz grenz al mùr!


Egli è pienamente consapevole di averla fatta grossa e tenta vanamente di defilarsi per evitarne le conseguenze.
(Grenze, in tedesco, significa limite, confine)

136. I è 'n trolòlò!


Pur applicandomi, non riesco ad individuare nel soggetto in questione doti di alcun genere.

137. T'sén un tàca p'nàt!


La tua fama di provetto professionista disturbatore/attaccabrighe ti precede ovunque.

138. Pass'm 'n po' dò fulminànti che a n'ho d'azénd'r!


Essendo purtroppo sprovvisto di strumenti adibiti ad innescare il processo di combustione della mia sigaretta, le
chiedo se può elargirmi una coppia di fiammiferi di tipo svedese.

139. Omamè! T' sèn smostràt!


Oh, mamma mia! Il danno di natura traumatica che lei ha testè subìto, fa sì che i suoi connotati risultino
riconoscibili a fatica.

140. Pov'ra me a m'è mòrt 'l mul/ a l'è armàsa la sonajera/ la sonajera a m' la mèt al cùl/ pov'rà me a m'è mòrt
'l mul
Filastrocca manifesto della corrente letteraria pragmatico-realista apuana.

141. Piccolo trattato di botanica del Zanichèdi, vol. III - a) Pomàta; b) Cagabùz
a) Solanum lycopersicum (pomodoro); b) Chelidonium majus (Celidonia)

142. Musaròòòòòòlaaaaaa!
Essendo ormai un fatto acclarato, le comunico che, nella nostra querelle, lei sta dalla parte del torto.

143. Magnalàmpi.
Detentore di apparecchio ortodontico.

144. Tombulànza.
Veicolo destinato al trasporto urgente dei malati e dei feriti, spesso attrezzata per i primi soccorsi; autolettiga.

145. Sbàrica.
In gran numero; parecchi; innumerevoli; moltitudine. "A i è 'na sbàrica d' fantòti fòra dalle scòle": c'è una
moltitudine di ragazzetti dirimpetto alle scuole.
146. "I hà le vipere 'n sacòza!"
Di soggetto micragnoso, restìo a pagare. Es. "Luchì i hà le vipere 'n sacòza!" (ha le vipere in tasca): "Costui si
dimostra privo di slanci di generosità".

147. "Blò"
Di persona non dotata di fulminea perspicacia. Es. Credendo di guardare la TV: "A i è semp'r 'l solìt zìr!Tùt un
magna-magna!" - "Uò blò! Mì che t' stà mirànd 'l microonde!"

148. "Lelì a l'è sbozàta"


La signorina che ci sta transitando di fronte ha un fisico morbido, direi "curvy".
(Altri giudizi estetici non prettamente stilnovistici alle voci 017, 018, 026, 027, 032, 077, etc.)

149. "Nova!"
Con virtuoso ermetismo, ti faccio sommessamente notare l'annosa ripetitività del tuo fallace comportamento.
Es. "A i ho pèrs ìl paràcqua!" - "Novaaa!"

150. "Covàr le sfèrze"


Aver contratto il virus del morbillo.
Es. Diagnosi: "'L m'nin i còv' le sfèrze": Il minore è affetto da malattia infettiva esentemica altamente contagiosa,
causata da Paramyxovirus.

151. "T' bàt 'l cùl com' le zicàle!"


Non Le nego che Lei sta protraendo in modo ostile la sua insistenza sull'argomento, fino al recarmi un qual certo
disturbo.

152. "Uò Cot'nòn!"


La rendo edotta del fatto che lei non è dotato di guizzante comprendonio. (Duro come la cotenna del suino).

153. "Quarcò e quàrc Pì"


Gioco alfabetico. "Quarcò" = Qualcosa.
Es. "A i è armàs quarcò p'r me?" - "T'ha voja! Quarcò e quàrc Pì" : Sono, per caso, avanzate delle vettovaglie? Si
serva, ve ne sono in abbondanza!

154. "Erba luz'ca"


Di cosa introvabile/inesistente.
Es. "O bèlo! Z'rcàrt te a l'è com' z'rcàr d'erba luz'ca!": Ho provato più volte a contattarti ma non sei agevolmente
reperibile.

155. "Fàr quarcò a la barù"


Agire alquanto disordinatamente. (Da "baruffa": rissa, mischia scriteriata in cui si sferrano colpi alla cieca).
Es.: "O fànti! Ma 'n dòv' 'ndàt tuti cusì a la barù! A i ho dìt 'n fila indiana! Mòva!"
("Signorini, non credo sia utile procedere con tale caotica guisa: mi permetto di suggerirvi una celere adozione
della fila indiana)

156. "A piét"


Nell'atto della scelta, affidarsi al caso anziché ad un preciso criterio.
Es.: "O Giusè, t' vò 'mica 'na pomàta?" - "Grazie. Qual' a pì?" - "Odiomè! Quante mòze! (*) E pì'n una a
pièt!" - (*) voce n. 048 -
("Signor Giuseppe, gradisce per caso un pomodoro (Solanum lycopersicum, v. voce 141)?" - "Grazie. Quale
potrei scegliere?" - "Non si ponga troppi problemi: opti per uno qualsiasi di essi!")

157. "A té!"


Intercalare espresso con tono risoluto con l'intento di attirare l'attenzione dell'interlocutore e conferire la statura di
sentenza alla frase che si sta per pronunciare o al concetto che si vuole esprimere: "Ascolta me!". Spesso seguita
da un "o bèlo", ulteriormente rafforzativo.

158. "Tant' al siré..."


Sottolineatura del comportamento di una terza persona quando provoca disappunto disattendendo le previsioni e/o
la parola data.
Es.: "T'avev' dìt che t' m' lasàv 'na po' d' fugazìna con la mundiòla ma, tant' al siré, t' t' la sén sgolpàta tùta te!
Malaìt 'l porc!" (Mi avevi promesso di accantonare per me una porzione di focaccia con la mortadella di bologna
IGP ma, alla fine della fiera, l'hai consumata avidamente per intero! Perdindirindina!"

159. "A sù"


Verso un qualsiasi luogo posto genericamente più in alto (sul livello del mare).
Es.: "'N dòv i è 'ndat Robè?" - "Boh? I ha piàt a sù!" ("Scusi, dove si è recato il Signor Roberto?" - "Non so
risponderle con esattezza, ma ha imboccato quella strada (indicando una salita da 0,01° a 45°)"

160. "Timilìn timiléra"


Tra una cosa e l'altra.
Es.: "Un bicerét, 'na ciac'ra, un tòc d' pàn, timilìn e timiléra, a l'ha fàt dal fulm'n (*) a v'nir mezanòta!" (Tra una
cosa e l'altra, a causa del buon vino, della conversazione, dell'atmosfera conviviale, è giunta mezzanotte senza che
ce ne rendessimo neppure conto).
(*) voce n. 025

161. "Biasciaòstie"
Cattolico fervente, praticante. (Lett.: Colui che biascica le ostie)

162. "Dò" (con l'accento sulla o)


Orifizio terminale dell'intestino retto.
Es.: "T'i l'ha 'n t'l dò!" (Le faccio notare, se non le risultasse già evidente, che lei è spacciato senza possibilità di
appello)

163. "Ridersi" (riflessivo)


Manifestare una spontanea e per lo più improvvisa reazione di ilarità.
Es.: "Miì un po' lulì come SI ride!"; "Dai! Fallo te, che poi MI rido!"

164. "Trìnz com' l'tabàc"


Di modi e apparenze ineleganti.
Es.: "Lulì i è trìnz com' 'l tabàc" (Il sarto del signore non dev'essere affermatissimo)

165. "Film di amazaménti"


Lungometraggio di genere (indistintamente) thriller, poliziesco, azione, horror.
166. "Sciolàre"
Allontanarsi velocemente dal raggio visivo di chi utilizza questo verbo rivolgendosi a terzi con intento esortativo e
vagamente minaccioso.
Es.: "Oh bèlo, scióla!" (La invito a dileguarsi immantinente)
Fuggire a gambe levate.

167. "Pìchio"
Sinistro stradale di qualsiasi tipologia e con qualsiasi veicolo: tamponamento, frontale, uscita di strada, testacoda.
Es. "O Albè! Ma t'ha la machina 'n fulìna? (voce n. 070)" - "E no? A i ho fàt un pìchio l'altr' dì, ch'a i ho vist' la
pòta al lùp! (voce n. 013)"

168. "Marochìno"
Operatore di commercio ambulante in forma itinerante, regolare o meno, proveniente da qualsiasi stato del
continente africano (indifferentemente Senegal, Tunisia, Nigeria, Gambia, Algeria, Egitto, Togo, Mali, Marocco).
Qualche volta anche italiano o albanese e, in alcuni casi storici, incredibilmente, polacco.
Es. "Bèla 'sta fanèla (voce n. 109), Giovà! A l'è 'na Lacoste?" - "EA! A l'ho piàta dal marochìno (indicando un
senegalese) a vintimila franchi: a l'è 'na Lagroste!" - "Ahah! Diocai (voce n. 169), t'sèn pròpi 'na sagoma!"

169: "Diocai!"
"Caspita!"; "Perbacco!" Sfruttatissimo intercalare imprecativo (pressoché ai limiti della congiunzione).

© Gianluca Boni, 2011-2017

Foto: Carrara, riflessi in Piazza del Duomo (Già Piazza Drènt) © Gianluca Boni, 2010.