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Laboratorio di Fisica Sperimentale

CdL Matematica
PARTE I

Dr. Riccardo Cerulli


http://users.lngs.infn.it/~cerulli/didattica.html
Note

• Le trasparenze che seguono sono quelle utilizzate durante le lezioni del


Corso di Laboratorio di Fisica Sperimentale del CdL Matematica;

• Queste trasparenze sono solo un ausilio ed un compendio per lo studio


del Corso che deve essere, comunque, integrato sia con gli appunti
presi durante le lezioni che con i testi consigliati.

• Segnalazioni di sviste, suggerimenti e proposte di miglioramento sono


benvenute.

Riccardo Cerulli
Info Generali ed Argomenti del Corso
Crediti: 3 (1CFU = 8 h LF, 20 h Lab)
Numero lezioni: 11 (3 f + 8 es)
Giorno: Mercoledì, 14,30-18,30

Argomenti generali Esperienze di Laboratorio


1) Lo studio di fenomeni naturali 1) Studio del periodo di un pendolo
2) Le grandezze fisiche semplice (parte 1)
3) La misura 2) Studio del periodo di un pendolo
4) Unità di misura semplice (parte 2)
5) Strumenti di misura 3) Studio della traiettoria di un proiettile
6) Incertezze e propagazione con il cannoncino balistico
7) Analisi dei dati 4) Studio della forza elastica
8) Grafici e tabelle 5) Studio della legge di Gay-Lussac e di
9) Fit Boyle
10) Test di ipotesi 6) Misura del calore specifico di una
sostanza solida
7) Studio della carica e scarica di un
condensatore
8) Studio di fenomeni di diffrazione
Regolamento del Corso

Lezioni frontali (LF): finalizzate alla preparazione dell'attività principale del corso
che è costituita dell'espletamento delle Esercitazioni pratiche di Laboratorio

Esercitazioni pratiche di Laboratorio (ES): avranno come oggetto lo studio di


fenomeni fisici già noti dai corsi di Fisica Generale (aula 24 ore 14-18)

La frequenza alle lezioni è obbligatoria. Alla fine di ogni Esercitazioni pratiche


di Laboratorio gli studenti dovranno consegnare la relazione, preparata durante
l'esercitazione e redatta su fogli protocollo, che riassume l'attività svolta e i
risultati conseguiti.

Recupero: in caso di forzata assenza per ragioni gravi documentate,


l'Esercitazione di Laboratorio deve essere recuperata dal singolo in data da
concordarsi col docente.

Numero massimo di assenze permesse è, di norma, pari a uno sull'intera durata


del Corso. Per eventuali deroghe è necessario rivolgersi al docente
Regolamento del Corso – Norme Covid

Le esercitazioni pratiche di laboratorio sono svolte in gruppi di 1 studente.


Ogni Esercitazione di Laboratorio sarà divisa in turni da 2 ore; ogni
Esercitazione si concluderà in 2 Esercitazioni.

La votazione finale sarà il risultato della valutazione del lavoro svolto


nelle esercitazioni, dalle relazioni consegnate ed, eventualmente, da una prova
scritta inerente gli argomenti del corso.

Il corso di Laboratorio di Fisica (3 CFU) e Fisica 2 (7 CFU) verranno


verbalizzato insieme. La verbalizzazione avverrà, ovviamente, dopo aver
sostenuto entrambi gli esami; il voto finale verrà calcolato come media pesata
(con insindacabili approssimazioni) tra i due voti.

Contatto: riccardo.cerulli@roma2.infn.it
Il Metodo scientifico

• Fenomeno naturale da descrivere

 descrizione qualitativa
• individuazione grandezze fisiche
caratterizzanti e misurabili
• misura oggettiva delle grandezze
(numero!)
 descrizione quantitativa • studio delle relazione fra quantità
misurate i fenomeni osservati
• elaborazione legge fisica (teoria)
• validazione della teoria attraverso
ulteriori misure e verifiche su altri
fenomeni
La misura
Procedura che permette di associare un valore numerico ed una unità di misura
ad una grandezza fisica

• L’operazione di misura può essere:

- diretta: confronto con campioni di riferimento


(grandezze dette fondamentali) o con strumenti
tarati (output da strumento)

- indiretta: da relazioni algebriche tra altre


grandezze misurate direttamente

• Strumento di misura: dispositivo che permette di


eseguire una misura di una grandezza fisica
Unità di misura
Grandezza fisica:
M = {M} [M]

M grandezza fisica, {M} valore numerico, [M] unità di misura

• Grandezze misurabili per confronto con un campione si possono definire


fondamentali; ad esse si associano unità di misura;
es: lunghezza, unità di misura: metro, abbr. m, simbolicamente [L]
tempo, unità di misura: secondo, abbr. s, simbolicamente [t]
massa, unità di misura: chilogrammo, abbr. kg, simbolicamente [M]

• Si definiscono, quindi, grandezze derivate, quelle che si ottengono tramite


relazioni algebriche definite a partire dalle grandezze fondamentali; la relazione
algebrica definisce anche l’unità di misura della grandezza derivata
es: velocità (lunghezza / tempo), accelerazione (velocità / tempo),
forza (massa x accelerazione)

Velocità: [v] = [L] [t]-1 [M]0


Accelerazione: [a] = [L] [t]-2 [M]0
Densità: [ρ] = [L]-3 [t]0 [M]

La scelta di determinate grandezze fondamentali equivale all’adozione di


un Sistema di Misura
Unità di misura
Sistema Internazionale (S.I.) delle unità di misura

http://www.bipm.org/en/home/
Strumenti di misura
Strumento: dispositivo per misurare una grandezza fisica

- sensore (rivelatore) sensibile alla grandezza da misurare


- trasduttore trasforma la sollecitazione in un’altra
grandezza più facilmente misurabile
- uscita (display) visualizza il risultato
Es:
Bilancia Termometro

sensore Piatto e molla di richiamo Mercurio (Hg)

trasduttore spostamento del piatto variazione colonna di Hg

uscita Posizione ago Altezza colonna di Hg

Analogici (scala di lettura continua), digitali (incremento digitale)


Strumenti di misura
• Taratura: si ricava valutando la risposta, R, dello strumento quando viene
sollecitato da grandezze fisiche di valore noto (es: termometro, bilancia, ...); non si
interviene sullo strumento
• Calibrazione: si stabilisce differenza tra la risposta R e lo stimolo V di valore noto
• Caratteristiche dello strumento
 intervallo di funzionamento, valore min-max della grandezza fisica che
può misurare
 prontezza, tempo necessario, τ, per reagire alla sollecitazione:
τ(termometro) ~ 100s; τ(oscilloscopio) ~ 10-9 s; τ(voltmetro) ~ 1 s
 sensibilità, S=dR / dV risposta/sollecitazione (valore vero); Se R
proporzionale a V: S=costante. Es: S=0.5div/mm; 0.5div/mg;
 precisione, variazione della risposta R ripetendo le misure e mantenendo
costante la sollecitazione V; R non dipende solo da V (valore vero). R non
è sempre la stessa
 accuratezza (o giustezza), vicinanza tra valore Vero e valore Misurato,
nel limite campione →∞. Assenza di errori sistematici.
 risoluzione, la più piccola differenza dell’output che può essere
apprezzata
Esempio di strumenti di misura

Calibro a cursore Calibro Palmer

Termometro a mercurio

Multimetro digitale
Misurare una grandezza con uno strumento: incertezza di sensibilità
• Per ogni lettura del valore misurato di una grandezza in uno strumento posso
associare un valore M che corrisponde al valore letto; sapendo però che sotto
un certo limite di sollecitazione la risposta dello strumento resta la stessa
associo (almeno!) questa incertezza alla mia misura; questo accidente può
contribuire aumentando o diminuendo la risposta; dalla definizione di
sensibilità, S, si ottiene :
∆V = ∆R/S pertanto posso scrivere che la mia misura è
M ± ∆V/2, con ∆V incertezza di sensibilità
• Esempio: immaginiamo di misurare la lunghezza di un cavo con un metro a
nastro. Leggendo la risposta dello strumento posso apprezzare se la
lunghezza del cavo è compreso fra due divisioni successive (tacche), ta e tb,
della scala graduata. Pertanto potrò scrivere la misura come
tb< M <ta e | tb – ta | = 1 mm,
V Quindi la migliore stima L’incertezza
M = (A + ∆V/2) ∆M ha le
incertezza ∆M = ∆V/2 stesse unità di
misura di M!!!
A Risultato M ± ∆V/2
∆V
Attenzione: valutazione pessimistica!! Un buon sperimentatore può fare meglio
Misurare una grandezza con uno
strumento: incertezze casuali
• Misure ripetute della stessa grandezza non possono fornire sempre lo stesso risultato
perché:
- molti fattori influenzano ogni misura e tali fattori contribuiscono casualmente al
valore misurato
- ogni strumento reale ha una precisione finita
• Si immagini di misurare ripetutamente (Mi) la stessa grandezza con lo stesso
strumento, nelle stesse condizioni; riportiamo le misure su un ISTOGRAMMA
(distribuzione di valori) e sia la larghezza bin istogramma = ∆V incertezza di sensibilità

Caso A: Mi tutti uguali, incertezza di Caso B: Mi sono distribuiti, incertezza di


sensibilità maggiore dei contributi casuali e sensibilità minore dei contributi casuali e
dell’incertezza di precisione dello strumento dell’incertezza di precisione dello strumento

σ « ∆v σ » ∆v

La larghezza delle distribuzioni (σ) è una misura della precisione dello strumento
Misurare una grandezza con uno strumento:
incertezze sistematiche
Incertezza Sistematica: è possibile che la procedura di misura o gli strumenti a
disposizione forniscano un valore misurato sistematicamente diverso dal valore
reale della grandezza e che la differenza tra valore misurato M e valore reale V
resti costante nelle misure ripetute;

Sorgenti di Incertezze Sistematiche:


• Limitazione dello strumento
• Problema di calibrazione
• Cattiva definizione di quello che si misura
• Effetti esterni
• Perturbazione della misura

Per loro natura tali effetti sono subdoli e difficili da scovare.

misure con metodi differenti


Sensibilità e Precisione di uno strumento

Nel costruire uno strumento occorre bilanciare sensibilità e precisione.

1. Una precisione elevata non è necessaria quando


si è limitati dalla sensibilità dello strumento

2. Una misura in cui si utilizza uno strumento con una


sensibilità elevata necessita un gran numero di
prove ed un’analisi statistica dei dati
Esempio di misura:
- lunghezza di uno spessore metallico:
15.4 – 15.5 cm con metro a nastro (sensibiltà 0.5 mm)
15.413 – 15.414 cm con calibro palmer (sensibilità 10 µm)
15.418 – 15.419 cm con calibro palmer in un altro punto
15.416 – 15.417 cm con calibro palmer stesso punto
ma dopo 3 ore (dilatazione termica?)
15.396 – 15.397 cm con un altro calibro palmer
stesso punto stessa ora (almeno uno dei due calibri è scalibrato!)

Incertezze sulle misure di spessori con calibro palmer con sensibilità di 10 µm:
1. ~ 10 µm → limitazione lettura;
2. ~ 70 µm → calibrazione strumento
3. ~ 30 µm → dilatazione termica
4. ~ 50 µm → rugosità della superficie
Incertezze della Misura
1. Incertezza di sensibilità > Incertezza da precisione
finita dello strumento + incertezze intrinseche
della misura

sempre lo stesso risultato

Incertezza = Incertezza di sensibilità ∆M = Incertezza massima

2. Incertezza da precisione > Incertezza da sensibilità


Misure ripetute della stessa grandezza con
la stessa precisione non danno lo stesso
risultato
Incertezze casuali: valore Misurato, M, differente da valore Vero, V, per quantità che
varia casualmente al ripetere della misura (fluttuazioni delle misure)
Incertezza = Incertezza statistica ⇒ analisi statistica dei dati
σM = incertezza statistica
3. Incertezza sistematica: M – V quantità che rimane costante al ripetere della misura
Se conosciuto se ne può tenere conto opportunamente; è comunque difficile da
stimare

Es: errata taratura dello strumento


Misura di una grandezza
1) Fornire il miglior valore di una grandezza M

2) Valutare l’incertezza, ∆M o σM, da associare alla misura:


• una misura ha in generale incertezze casuali + incertezze sistematiche
• una buona misura ha: incertezze sistematiche << incertezze casuali

valore Vero – valore Misurato = V – M = incertezza

Migliore stima del valore Vero = M ± incertezza di misura ∆M o σM

Incertezze Relativa = ∆M/ M


Propagazione delle incertezze
Le incertezze di misure dirette si propagano nelle misure indirette; es.:

Misure indirette: A=f(B,C) con B±∆B e C±∆C o B±σB e C±σC

Incertezze massime Incertezze statistiche

∂f ∂f
∆A = ∆B + ∆C
∂B ∂C

Se più variabili: Se più variabili:

∂f 2
∆A = ∑i ∆Gi ∂f
∂Gi σA = ∑ i
∂Gi
σ G2i
Cifre Significative
Il risultato di una misura si riporta come un valore numerico con le corrette unità di misura e la
sua incertezza (con le stesse unità di misura!). I valori vanno riportati con il corretto numero di
cifre significative

cifre significative (c.s.) = numero delle cifre scritte contate da destra verso sinistra

Esempio
135 3 c.s. , 10 2 c.s.
0.10 2 c.s., 0.012 2 c.s
0.023006 5 c.s., 1.405 4 c.s.
0.123 3 c.s.

L’ultima cifra a destra rappresenta il grado di precisione della misura. Non si può conoscere una
grandezza fisica con un numero arbitrario di cifre perché ogni misura è affetta da una incertezza
(che a sua volta è una grandezza fisica!) che ci fornisce il grado di indeterminazione della misura
stessa.
Incertezza ⇒ non più di 2 cifre significative (2 cifre per err. statistici, 1 cifra per err.
massimi)
Misura ⇒ con l’ultima cifra espressa nella stessa posizione
dell’ultima cifra dell’incertezza

⇒ Esempio: se ∆M = 0.05 mm
posso esprimere M fino al centesimo di mm, es M = 12,17 mm

Se M è frutto di calcoli allora devo arrotondare il suo valore alla cifra che mi interessa, per
eccesso o difetto secondo il caso (12,134 mm diventa 12,13, 12,127 diventa 12,13 !)
• Cifre significative su misure e su incertezze ... Esempi ...
NO SI
(15.23±0.3) cm (15.23 ±0.02) cm
(15.23±1.32) cm (15.23 ±0.13) cm
(15.±0.02) cm (15. ±1.) cm
(15.±3.2) cm (15.0 ±3.2) cm
(1234523±2543) cm (1234500 ±2500) cm
(15.898932±0.02) cm (15.90 ±0.02) cm

errori relativi ↔ cifre significative


Cifre sign. Errore rel.
1 10%
2 1%
3 0.1%
Consigli utili per i calcoli e le valutazioni

Propagazione incertezze relative per monomi: A = f ( B, C ) = B β C δ

• Errore massimo

∆A ∆B ∆C
ε r ( A) = =β +δ
A B C

• Errore statistico

2 2
σA 2σ B  2σC 
ε r ( A) = = β   +δ  
A  B   C 
Incertezza Statistica
Errore di sensibilità << Errore dalla precisione dello strumento (fluttuazioni delle misure)
Istogramma delle N singole misure: x1, x2,..., xN

Si può dimostrare che la migliore stima della


grandezza che si vuole misurare, date le N
misure di valore x1, x2,..., xN è la media aritmetica:
N

∑x i
x= i =1
N
Incertezza ∝ larghezza della distribuzione

1. Errore massimo ∆x = (Xmax –Xmin ) / 2, semidispersione


massima, con
P(x – ∆x < x VERO < x + ∆x ) ≈ 1
N

∑ (x − x)
i
2

2. Scarto quadratico medio s = i =1


(stima della
N −1
deviazione standard) con

P(x – s < x VERO < x + s ) ≈ 68%


Consiglio pratico:
2
s =
N 2
(2
x −x =
N 
 ∑ k
x 2
k
−x )

2

N −1 
N −1  N 

Altro simbolismo: s2 =
N
N −1
(
x2 − x
2
)
Stima della media e della deviazione standard a
partire dalla distribuzione dei dati

nb nb nb

∑n x k
b
k ∑n x k
b
k
2
∑ n (x k
b
k − x )2
x= k =1
nb
= k =1
s = k =1
nb
N
∑n k =1
k ∑n
k =1
k −1

Dove:
xkb è il valore centrale del bin k-esimo
nk è il numero di conteggi nel k-esimo bin
nb è il numero totale dei bin
Incertezza Statistica
Misura periodo del pendolo

Cronometro con errore di sensibilità ∆t = 0.1 s,


comandato a mano

Cronometro digitale con errore di sensibilità


∆t = 0.5 ⋅ 10-2 s, comandato a mano

Stesso cronometro digitale con errore di


sensibilità comandato con quadranti ottici a
fotocellula con riproducibilità ∆t = 10-4 s,
Distribuzione di Gauss

Si può dimostrare che misure ripetute della


stessa grandezza fisica nel caso in cui:
errore di sensibilità << Errore dalla precisione
dello strumento (fluttuazioni delle misure) tendono
alla distribuzione di Gauss

( x−µ )2
1 −
p( x) = e 2σ 2

2π σ

P( µ – σ < x < µ + σ ) = 68%


σ
P( µ – 2σ < x < µ + 2σ ) = 95.5%
P( µ – 3σ < x < µ + 3σ ) = 99.7% µ

• Incertezza massima ≅ 3σ
Sommario sulle INCERTEZZE CASUALI

• Possono essere osservati solo se lo strumento è


sufficientemente sensibile.

• Possono essere ridotti utilizzando strumenti più precisi,


ma non possono essere eliminati del tutto.

• Possono essere stimati e trattati con l’analisi statistica


degli errori.

• Possono essere ridotti all’aumentare del campione (del


numero delle prove).
Tabelle e grafici
Tabella: i risultati di varie misure vengono utilmente riportati in tabelle che
permettono di visualizzare e di accedere facilmente (ad esempio per calcoli o
grafici) ai valori delle misure; nelle tabelle ad ogni valore, riportato con l’opportuna
unità di misura, deve essere associato l’errore della misura.

Grafici: permettono di visualizzare sinteticamente le informazioni ottenute dalle


misure e di dedurne altre; ne esistono di diversi tipi

Istogramma di frequenza Istogramma di frequenza Dipendenza funzionale a


(1 variabile) + fit (2 variabili): lego plot partire da un istogramma
Andamenti funzionali y vs x

Istogrammi di frequenza
(1 variabile)

Andamento funzionale Studio di correlazione tra


(estrapolazione valori) due variabili
Scale dei grafici non lineari
Asse lineare: suddivisioni dell’asse proporzionali al loro valore
Asse logartimico: suddivisioni dell’asse proporzionali al logaritmo del valore

Scala semi-logaritmica Scala doppio-logaritmica (log-log)

y=A e-αx y=A x-α


ln y = ln A – α x
ln y = ln A + α ln x
∆x (cm)

Carta millimetrata scala lineare


Dipendenza funzionale lineare

m (g)
Carta millimetrata scala lineare
Dipendenza funzionale lineare

Studio della dipendenza funzionale


y=ax + b

y − yB x − xB
=
y A − y B x A − xB

y A − yB
a= ; b = y B − axB
x A − xB
Dipendenza lineare y vs x
 rette minima/massima pendenza (caso degli errori massimi):

min : y = amin ⋅ x + bmin


 a + amin  amax − amin
max : y = amax ⋅ x + bmax a =  max
 2
±
 2
migliore stima: con
b +b  b −b
b =  max min  ± max min
y = a⋅x+b  2  2

Tale metodo presentato in molti corsi non ha adeguata giustificazione logica...


Meglio applicare un metodo di ragionevolezza!!!

 metodo dei minimi quadrati (caso degli errori casuali), statisticamente ben
motivato (vedi dopo)
Altre dipendenze funzionali:

Casi in cui la dipendenza si può linearizzare:


• y=1/2 a t2 → z=t2: y=1/2 a z
• y=a cos(αt) → z= cos(αt): y= a z
• ecc.

Uso di carta millimetrata con scale logaritmiche: semi-log, log-log