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Io dico una cosa vera, verissima e certa, lontana dalla menzogna.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è
come ciò che è in basso per compiere i miracoli di un'opera unica.
E come tutte le cose provennero dall'Uno
per opera dell'Uno, così tutte son nate da quell'unica cosa,
per adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna sua madre;
il vento l'ha portata nel suo ventre,
la Terra è la sua nutrice.
e raccogli in unità la forza delle cose superiori e di quelle
inferiori: conquisterai così la gloria di tutto il mondo
e allontanerai da te tutte le tenebre.
in questa maniera sono state compiute. Io sono stato chiamato
Ermete Trismegisto perché posseggo le tre parti della filosofia
cosmica. E qui finisce ciò che dovevo dire sull'opera del Sole.
SOMMARIO
13
I. LO SPIRITO E LA MATERIA

37
n. I MAESTRI E LA GRANDE RICERCA

65
m. IL FUOCO E LA PIETRA FILOSOFALE

97
TESTIMONIANZE E DOCUMENTI
Genesi di un nome
I miti delle origini
I Maestri arabi
L'Europa cristiana e l'età d'oro
L'inizio della fine
La clandestinità
L'alchimia oggi
Incontri eccellenti
Dal caos alla luce
Alchimia & Co.

152
APPARATI
Tavola dei simboli alchemici
Indice delle illustrazioni
Indice dei nomi
Bibliografia
ALCHIMIA
L'ORO DELLA C O N O S C E N Z A

Andrea Aromatico

UNIVERSALE ELECTA/GALLIMARD
STORIA E CIVILTÀ
I. LO SPIRITO E LA MATERIA

'alchimia emerge tra le maglie


L del tempo come una chimera
dai contorni incerti, una Fata
Morgana dal profilo reso diafano da
fumi e vapori in costante esalazione
da forni e alambicchi. Molte sono le
leggende e pochi i dati certi. Ma cosa
fu in realtà l'alchimia? Chi furono gli
alchimisti? Si deve poi continuare a
credere che lo scopo ultimo dei loro
sforzi, delle loro veglie laboriose,
sia stata la semplice ricerca
di una qualche "formula
per fabbricare Toro"?

Idelndella
questo particolare
pavimentazione
Duomo di Siena
mito di Ermete che
i filosofi di Alessandria
fusero conoscenze
(a fronte| un sapiente iniziatiche d'Oriente
orientale e uno e d'Occidente in una
occidentale rendono sinossi concettuale
omaggio a Ermete che da subito
Trismegisto. caratterizzò l'alchimia
Fu nella creazione del e il suo simbolismo.
Dalla sua comparsa sulla Terra l'uomo si è
interrogato sul perché dell'esistenza, il perché del
vivere e del morire. È per rispondere a tali domande
che sono nate le scienze. E sempre per rispondere
a tali domande sono nate le religioni. Ecco dunque
la fisica e la metafisica: l'una territorio della
certezza, l'altra territorio della fede.
Sin dagli albori dell'epoca storica tuttavia
furono prodotti misteriosi documenti che rivelarono
l'esistenza di una forma di conoscenza che volle porsi
come vero e proprio termine medio. Erano il frutto
di una disciplina che seppe divenire contigua eppure
diversa dalle altre due.
I testi delle origini
Erano strane pergamene, papiri,
K 7942+ .^asO^-VS tavolette che comparvero
pressoché simultaneamente
in quasi tutte le culture
del mondo, da Oriente
a Occidente. Parlavano di
spiritualizzare la materia
iiE »T JBT UTiSf e materializzare lo spirito,-
^fesT^ff^ J F « * ® di purificare la natura
estimonianze
k m W X I Z * * và dell'operatore affinché T di una tradizione
che fu sicuramente
i materiali potessero orale, i primi testi
^ j r * OT-CWHar-tr % a loro volta essere propriamente
Hi"¿tìf i^CT f^T purificati e viceversa. alchemici si
presentano sotto
fjpif^^ ^¡--^f Vi comparivano strani forma di documenti
disegni raffiguranti dall'aspetto assai
peculiare. La
% té fornaci e apparati trattazione scritta
distillatori, simboli è ridotta al minimo,
arcani e polisemici. quasi ovunque si fa
riferimento a universi
Vi si leggevano parole grafici e visivi
che affermavano fosse fortemente simbolici:
possibile conoscere "La ecco dunque che sin
dagli albori l'alchimia
Verità" attraverso una inizia a velarsi dietro
<jnir "T" irjmr tecnica segreta, tramite "libri muti" per i più,
ma assai eloquenti per
fp w m iir il padroneggiamento gli iniziati. Ecco che
di una "metafisica già nelle sue prime
— ¡ ¡ P T ^ J Ì teir mm'ìl tracce l'alchimia
sperimentale" velata
>f— <r f=- : f di mistero. Già presente comincia ad
ammantarsi di mistero.
"re-w.fr forse da millenni come
"LIBRI MUTI" 15

tradizione orale, era così


che finalmente mostrava
il suo volto l'alchimia.
Quali furono le
caratteristiche che
in epoca prestorica
iniziarono a differenziare
l'alchimia dalle altre
attività antropiche?
Quali i caratteri
peculiari che
oggi permettono
d'individuare la cultura
alchemica in seno alle
singole civiltà?
È possibile ricondurli
- scrive Lucarelli - alla
coesistenza provata di
quattro punti principali:
"La convinzione che
esistesse un'energia
vivificante intelligente,
ovvero consapevole,
che permeava ed
era all'origine della
manifestazione
universale e in
particolare della
vita; la credenza in
una possibile forma
d'immortalità fisica
dell'essere umano; una
rappresentazione del mondo sottomesso a una legge trattati alchemici
tangibile e ineluttabile (fato, destino, heimarmene
Ipostulano
delle origini
questioni
ecc.); infine l'esistenza di una tecnologia metallurgica assai interessanti sotto
il profilo antropologico;
sufficientemente evoluta". il corvo, il serpente, la
Fu in seno a grandi civiltà, quali l'egizia e la greca, rosa, le aquile ecc. sono
simboli che compaiono
l'araba e la mesopotamica, l'indiana e la cinese, nei manoscritti ai
che queste condizioni ebbero modo di realizzarsi, tutto il mondo.
Sembra quasi
consentendo così ai primi nuclei di sapere che l'universo
propriamente alchemico di staccarsi come scintille imagopoietico
e culturale di
fiammeggianti dalle fucine dei fabbri per iniziare riferimento sia
il loro cammino verso il cielo. stato il medesimo.
16 LO SPIRITO E LA MATERIA
Dall'Estremo-Oriente all'Occidente

I testi vedici e buddisti accennano a un "succo


hataka capace di trasmutare il bronzo in oro puro";
Guru Nagarjuna parla nel suo Trattato della
grande virtù di saggezza di quattro sistemi per
la trasmutazione dei metalli e nelle scuole
yajurvediche da tempo immemorabile si perfezionano
le conoscenze naturali attraverso l'alchimia. Alcune
leggende vogliono che in Cina già dal 4500 a.C. si
praticasse l'alchimia; vere o false che fossero, è un
dato di fatto che il Taoismo di Lao-Tse avrà poi tra
i suoi scopi un elisir di lunga vita per portare gli
esseri umani a un elevatissimo grado di perfezione
fisica e spirituale.
Ma fu fra le genti che abitarono migliaia di
anni fa le terre attraversate dal Nilo e dall'Eufrate,
e altrettanto fra quelle che popolarono il continente
e gli arcipelaghi bagnati dal mare Egeo, che
l'alchimia crebbe e si sviluppò divenendo là forma
principe d'esoterismo del mondo occidentale.
Fu presso questi popoli infatti che si sviluppò
una raffinata metallurgia all'unisono con sistemi
dottrinali e religiosi assai articolati, tutti
caratterizzati da una visione dell'Universo e conoscenze
in senso unitario e pampsichista da un lato, e L tecniche dell'Egitto,
la sua lingua
dall'altro da una predilizione del simbolo quale misteriosa, la sua
sistema specifico di trasmissione del sapere. religione simbolica
ed enigmatica
Furono le civiltà in cui fiorirono la magia naturale portarono l'Occidente
di pari passo con l'astronomia e l'astrologia, le medievale e
rinascimentale
scienze e le forme artistiche in stretta connessione a considerarlo
con la religione. quale culla di ogni
conoscenza segreta,
La loro stessa tecnologia, figlia legittima di quelle prima fra tutte
età in cui i misteri delle arti erano segretamente l'alchimia. Vero è
trasmessi di padre in figlio, di quelle ere in cui tuttavia che i primi
documenti alchemici
- come osservava Alleau - l'uomo era ancora ebbero specifica
homo divinans e di conseguenza ogni sua attività era provenienza proprio
dall'Egitto ellenizzato.
investita di sacralità, non ebbe difficoltà a trasferirsi
all'interno dei templi. E l'alchimia prima fra tutte,
trasmigrata da quelle confraternite di fonditori
detentori dei segreti pratici della manipolazione del
fuoco e delle operazioni in grado di lavorare i metalli
e le loro leghe, proprio nei templi d'Egitto, Grecia e
IL METALLO E IL FUOCO 17

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Mesopotamia, trovò quel terreno fertile che gli "I misteri relativi a
era necessario per fiorire e dare vita a tutti i riti una teurgia del Fuoco
sono stati improntati
nascosti, a tutte le pratiche incentrate intorno alle tradizioni di una
a un simbolismo taumaturgico e improntate civiltà estremamente
antica alle quali,
alla conoscenza della natura che ne fecero ulteriormente, si
l'Arte Sacra per eccellenza. sovrapposero nozioni
e riti diversi tra i quali
Sarà da qui che gli alchimisti cominciarono l'apporto indo-europeo
a essere considerati come i "sacerdoti del fuoco esercitò senza dubbio
eterno", casta separata di uomini dediti un'influenza
determinante. Sembra
religiosamente a rituali teurgici che, nella quiete legittimo designare il
delle strutture templari, tra pratiche devozionali gruppo dei Dactili Idei,
dei Coribanti frigi, dei
e operazioni manuali, in possesso di chissà quali Cabiri di Samotracia,
segreti, cercava di sondare l'insondabile. dei Carcini e dei Sinti
Basta altresì ricordare il ruolo iniziatico e di Lemnos, dei Telchi
di Rodi e dei Curiti
complesso che tuttora, presso alcune popolazioni di Creta sotto il nome
africane, continua a rivestire la figura del fabbro- di 'teurghi del fuoco'.".
sciamano, temuto e disprezzato, ammirato e odiato René AHeju
poiché proprio questa sarà la veste che nel corso
dei secoli ammanterà la figura dell'alchimista.
Sincretismo e panteismo in "Ermete[...] chiama
una dottrina di sapere unificato microcosmo l'uomo
perché l'uomo, o
il 'piccolo mondo',
L'approccio nei confronti contiene tutto ciò
che rinchiude il
dell'alchimia deve avvenire per macrocosmo, o il
gradi, a poco a poco, tenendo 'grande mondo' [...],
sempre presente che assimilare il macrocosmo ha due
luminari, il Sole e la
— le nozioni, i concetti cardine Luna; e anche l'uomo
dell'ermetismo, vuol dire ha due luminari:
l'occhio destro, che
nutrire la mente con il sale di un sapere quant'altri rappresenta il Sole,
mai estraneo alla corrente mentalità. e l'occhio sinistro la
Luna. Il macrocosmo
Occorre armarsi di pazienza e di sagacia per seguire ha monti e colline:
i concetti dell'alchimia, consci di entrare in contatto l'uomo ha ossa e
con un sistema filosofico che nel suo insieme appare carni. Il macrocosmo
ha il cielo e gli astri:
affatto alieno ai vuoti razionalismi di questo secolo. l'uomo ha la testa e gli
Non bisogna tuttavia spaventarsi: le fantastiche orecchi. Il macrocosmo
immagini evocate dagli alchimisti, le straordinarie ha i dodici segni dello
zodiaco: e anche
iperbole concettuali degli Adepti non possono l'uomo li possiede,
che conquistare, trasportando in una dimensione dal padiglione delle
orecchie sino ai piedi,
spirituale appena tangente il turbinare caotico che si chiamano pesci."
della "storia degli uomini", perché in realtà queste (Ms. CCXCIX,
raccontano la "Storia dell'Uomo", e cioè quell'eterno Bibl. Marciana]
cammino di ricerca del singolo individuo
al cospetto dei misteri della creazione.
Il sistema filosofico su cui si basa tutta
l'alchimia - a dispetto di quanto per
lungo tempo si è creduto - è
di una semplicità sconcertante.
Questo non toglie però che
una volta accettato finisce
per spalancare inevitabilmente
vette concettuali da vertigine.
L'idea-base fu indubbiamente
che alle spalle di tutte le
manifestazioni naturali, di tutto
l'esistente, ci fosse una causa
prima della vita in tutte le
sue varie manifestazioni,
animali, vegetali o minerali.
La chiamarono Spirito Universale,
e fu per gli alchimisti quel principio
base dell'intera Creazione, "che è diffuso
nelle opere della Natura come per continua
UN'ALTRA CONCEZIONE DEL MONDO 19

infusione, e che muove ogni universale e ogni


particolare secondo il suo genere, per mezzo di n un cammino
un atto segreto e perenne", scrisse D'Espagnet.
Iconcentriche,
progressivo, per sfere
tramite
Ecco perché chi, sino a oggi, ha studiato il pensierc la perfetta "conoscenza
di se stessi" e della
alchemico quasi mai lo ha capito, o in ogni caso, "Natura", l'alchimia
lo ha affrontato da una prospettiva che comunque consentiva all'Adepto
è sempre stata parziale. di squarciare il velo
delle apparenze e
Viviamo in un'epoca in cui tutto il nostro sapere penetrare così i misteri
è smembrato in varie branche, suddivise a loro volta delle meccaniche
celesti; i segreti
in specie e sottospecie. di come tutte le
Per l'alchimia tale posizione non solo era cose furono create
dall"'Uno" e di come
inconcepibile, ma addirittura dannosa per qualsiasi a questo dovessero
tentativo di penetrazione dei misteri eternamente fare
di quell'insieme formato dalla Natura. ritorno. "Uno è il
tutto, e da esso il tutto,
Siamo astronomi e fisici, chimici e biologi, e in esso il tutto, e se
medici, filosofi e letterati. L'alchimista era non contiene il tutto,
il tutto è nulla."
tutto questo assieme e fors'anche di più. ( Crisopeia di
Per il filosofo ermetico, uno era lo Spirito, una Cleopatra)
la Natura e una sola la conoscenza possibile fondata
* ».-•--» w1
tuttavia su di una capacità analitica indispensabile
per cogliere e percepire la rete di simpatie che ogni
cosa esistente stabiliva con tutte le altre e viceversa.
Vibrare in sintonia con questo Spirito, quindi
procurarsene gli effetti in maniera tangibile,
ecco alcune delle finalità primarie che animavano
la ricerca alchemica.
Ma certamente non era tutto lì. In che modo
infatti un semplice uomo poteva sperare d'imbrigliare
10 Spirito? In base a quali sviluppi intellettuali
poteva balenargli alla mente la possibilità
- ancorché remota - di divenire lui stesso
manipolatore di energie imponderabili, (imicn =5 1
al fine di assicurarsene i servigi?
All'origine della dottrina: "lo Spirito resosi materia" dxf rr»-> £ '-'A
' ' '

La spiegazione non è difficile: basta ricollegarsi alla


stessa mentalità che animava le prime confraternite
sacre di fabbri e fonditori di metalli. Fra costoro era
viva l'idea - che poi diverrà il fulcro della ricerca
alchemica - che tutto ciò che esisteva, quindi
anche i minerali, vivesse di vita propria, pur
tuttavia originata da un unico Dio attraverso la
corporificazione della suddetta sostanza spirituale.
L'universo intero era allora un insieme delle varie
aggregazioni che tale Spirito - resosi materia -
stabiliva sul piano dell'immanenza.
Così fra cielo e terra, fra religione e filosofia,
fra fisica e metafisica, non vi erano più differenze:
11 creato era unum in multa diversa moda. Tutto,
viveva, cresceva, si moltiplicava e, finito il suo ciclo,
moriva per ritornare trasmutato.
Il sapere alchemico: utilizzare per conoscere
e conoscere per trascendere
a Grande Madre
Lavorando le creature più semplici dunque, "il L Natura: lei sola
è dispensatrice di
filosofo per mezzo del fuoco" altro non voleva che sapienza per l'iniziato;
ripetere in piccolo ciò che Dio aveva fatto in grande, solo attraverso di
lei le operazioni di
e cioè ricreare un microcosmo, attraverso l'uso laboratorio si staccano
sinergico di tutte le sue conoscenze, avendo sempre dalla sfera profana e
cura di misurare i suoi passi - di più - di ricalcarli conducono ali 'arbor
scientiae (sopra).
su quelli della Natura.
E proprio qui sta una delle differenze sostanziali
UNA NATURA INDIVISIBILE 21

a Natura fa le
L sue rimostranze
al chimico che
pensava di penetrarne
i segreti utilizzando
la sola tecnica,
che separano il sapere fidando solo
alchemico dal campo delle sull'arte meccanica,
dimenticando invece
scienze contemporanee. Dove queste vogliono di "cogliere le
conoscere per sfruttare, quello utilizzava per simpatie" e cercare
conoscere, e in definitiva, per trascendere. l'illuminazione.
Ermete fra Democrito. Platone-
Socrate e Aristotele

Occorre ora una piccola


puntualizzazione. Chi
assai più di noi è esperto
di filosofia, sicuramente
avrà finito per trovare
moltissime analogie
fra l'ermetismo
in generale e
il pensiero di
molti filosofi
del passato.
Non c'è da
stupirsene. È tuttavia
assolutamente
impossibile stabilire,
sia sul piano della
cronologia sia su quello
meramente dottrinale,
quali siano state le
reciproche influenze che
intercorsero fra il pensiero
strettamente ermetico
e quello dei padri della speculazione filosofica in
Occidente. Vero è tuttavia che, a prescindere da
quanto trasmisero gli alchimisti di tutti i tempi
- soliti ad annoverare di volta in volta i vari filosofi rmete Trismegisto,
fra i Maestri di Dottrina - molteplici furono i punti E vale a dire "tre
volte grandissimo",
di contatto tra le opere di questi e gli insegnamenti
è Thot, la divinità
tradizionali su cui basarono i lavori i veri e propri egizia scopritrice di
"filosofi per mezzo del fuoco". Basterà continuare ogni arte umana, il
dio della generazione,-
in questa modesta operazione di estrinsecazione dei è Ermes, il messaggero
punti base della filosofia ermetica per rendersene degli dèi, dio della
conto. Quanta similitudine infatti, quanta vicinanza luce del mattino,
dei cieli e degli inferi;
fra la visio mundi strutturale a ogni alchimista è Mercurio, principio
e i punti cardine del pensiero di questi giganti della vita e della
morte. È il simbolo
dell'antica sapienza. Gli studi sulle proporzioni delle conoscenze
pitagoriche e ancora gli atomi di Democrito e le segrete dell'Antichità.
sfere di Platone, assieme agli esoterismi del pensiero Giamblico raccontava
che egli scrisse
socratico e gli elementi di Aristotele, tutti saranno 36.529 volumi
egualmente compresi dalla struttura sincretista del su tutte le scienze!
IL PENSIERO ERMETICO 23

concettualismo alchemico. Alla u tradizione


stessa stregua, quante frasi, quante
F costante per gli
alchimisti occidentali
affermazioni nelle opere dei filosofi annoverare fra i
potrebbero essere state scritte da Maestri di Dottrina
i grandi filosofi del
un qualsiasi alchimista medievale. passato e chiamare
Questo consente di affermare che loro stessi filosofi.
Ecco perché gli
fra queste grandi menti e i punti alchimisti - scrive
cardine della filosofia ermetica Garin - "furono i
esistette sicuramente un'osmosi, nuovi filosofi inquieti
e ribelli, una specie
anche se le reali modalità di di cavalieri erranti del

sapere, che si mossero


fra sogni e magie,
fra utopie e illusioni
di paci universali e
perpetue, fra riflessioni
critiche capaci di ogni
sondaggio interiore,
fra vagabondaggi
mistici in mezzo alle
anime delle stelle e a
formule matematiche
capaci di tradurne
i moti, finalmente
non più circolari".
quest'ultima sono tuttora lungi
dall'essere chiarite.
Un'ultima cosa va precisata,
a onor del vero; sarà solo in un
testo abbastanza tardo del Corpus
hermeticum, la Kore kosmou,
che si troverà finalmente
stigmatizzato in un'esposizione
coerente tutto quel background
concettuale che di lì in poi sarà
tesoro ideologico e spirituale
di ogni alchimista.
Lo spazio-tempo degli alchimisti,
e il loro sapere tradizionale
Un'opera come quella alchemica,
che pretende di ripetere in piccolo
la Creazione Macrocosmica
- almeno a livello metodologico -
genera, o piuttosto presuppone,
concezioni cosmogoniche
e cosmologiche proprie.
Queste - lo si vedrà con
tutta evidenza - si dimostreranno
sicuramente lontane dalle comuni idee li schemi sinottici
contemporanee, pur tuttavia non le si sottovaluti, G per la realizzazione
dell'opera filosofale,
poiché è proprio dal loro potenziale intuitivo che gli che adornano
antichi furono in grado di sviluppare una conoscenza numerosissimi trattati,
assai raffinata fondata su di un sostanziale, reciproco mostrano tutti delle
strettissime analogie
patto d'amore con la natura e il creato intero. con le concezioni
Scendendo nello specifico si vede allora come la cosmologiche e
metafisiche ermetiche.
visione ermetica delle cose partiva dal presupposto Tutto ciò per indicare
che esistesse una speculare identità - come recitava come l'opera
alchemica ricalcasse
la Tavola Smeraldina - tra alto e basso. In sostanza perfettamente lo
che tutto quello che competeva ai piani più elevati schema geometrico
dell'esistente trovasse speculare riscontro nei piani e progressivo delle
simpatie cosmiche e
progressivamente inferiori e negli altri, di rimando. che per ciò essa stessa
Ne derivava un'organizzazione dell'Universo fosse sacra e divina.
È proprio in questi
fondata su di una serie di sfere concentriche, il cui aspetti che, per
punto più elevato altri non era che il Macrocosmo dirla con Canseliet,
dei pianeti e delle stelle, sulla cui immagine, a loro l'alchimia svela il suo
volto di "metafisica
volta, erano stati ricalcati successivi Microcosmi sperimentale".
l'un l'altro collegati, più piccoli per misura, ma
MICROCOSMO E MACROCOSMO 25

strutturati sempre e comunque a immagine di umerose leggende


quello. Al di là del tutto, era il mondo empireo.
N simboliche
sorsero nell'Occidente
Macrocosmo era quindi il mondo, per il medievale per narrare
microcosmo essere umano, e altrettanto microcosmo l'origine della Tavola
Smeraldina; una di
diventava il regno minerale per l'uomo, che su di esso queste voleva che
volgeva la sua attenzione. Da tale contemplazione fosse stata ritrovata
da un monaco in una
attiva, questi poteva di conseguenza, penetrandone costruzione piramidale
i segreti, conoscere se stesso e di riflesso il Tutto. circondata
In effetti un posto di primo piano, fra tutti gli da aquile.
esseri viventi, era indubbiamente riservato all'uomo.
Latore più perfetto dello Spirito Universale e per
origine divino, esso appariva nella visione ermetica
come il vero e proprio termine medio. Dio attraverso
lo Spirito aveva creato l'Universo, il mondo e l'uomo;
quest'ultimo attraverso la sua capacità intellettiva
poteva comprendere le meccaniche della creazione,
le leggi che dal Caos primordiale e senza vita
avevano organizzato l'esistente. Tramite un
procedimento analogo a quello che permise
al Demiurgo di animare il cosmo per infusione
del suo Spirito, poteva finalmente creare
a sua volta un microcosmo su cui operare.
jOB L'Universo in simboli
L'alchimista, signore
dell'universo ermetico,
conoscitore dei segreti
del giorno e della
notte, della luce e
delle tenebre, appare
trionfante al centro
di una fantasmagoria
figurativa che
rappresenta
contemporaneamente
i principali simboli
cari agli alchimisti
occidentali. Alla sua
destra stanno i principi
maschili dell'opera:
nel chiarore diurno
campeggiano il feroce
leone rampante, il
Sole, l'uomo la fenice
e la fonte del fuoco
terrestre. Alla sua
sinistra si trovano
invece quelli
femminili: immersi
nelle tenebre il
"fedele servitore",
la Luna, la donna
dalle cui mammelle
sgorga il flusso vitale,
l'aquila, dalla terra
erompe la fonte
d'acqua pura. Attorno
a lui, gli alberi-metalli
del giardino filosofico.
Sopra, gli animali
simbolo delle fasi
dell'opera: il corvo
della putrefazione,
10 struzzo della
calcinazione,
11 dragone
mercuriale,
il pellicano
dell'imbibizione,
la fenice, la Pietra
filosofale. Più in alto
ancora, tra le sfere
angeliche, la Divina
Trinità: l'agnello
mistico, il Dio
degli ebrei e lo
Spirito Santo. Da
questa emana la vita;
al suo centro sta la
struttura armillare
della conoscenza
alchemica, l'unione
dei principi inferiori
a quelli superiori.
La differenza tra una cosmologia tradizionale, come 'alchimia rivela
quella ermetica, e la scienza analitica, dominata dalla
L nelle raffigurazioni
simboliche la sua
ragionalità, è ancor più evidente nella concezione natura di sapere
unitario; molteplici
e nella interpretazione del cosmo astronomico. La simboli, dal valore
stessa visione antica, per la quale la Terra era un polisemico, variabile,
disco sovrastato dalla volta del cielo stellato, era coesistono in armonia
all'interno di una
nell'immaginario alchemico colma di sensi più sola raffigurazione.
generali e più profondi, basati da un lato sul fatto Altrettanto uno
solo di questi
che questa rimaneva comunque vera nella sua simboli è sufficiente
qualità d'esperienza naturale dell'uomo, e dall'altro a spiegare tutta
quanta l'alchimia.
che poteva essere rivelatrice della stessa metodologia
GLI OPPOSTI AFFINI 29

conoscitiva specifica dell'alchimia. In essa "il


cielo, che con il suo moto misura il tempo naturale,
che determina le stagioni e il giorno e la notte,
che fa apparire e sparire i lumi ed elargisce la pioggia,
rappresentava il polo attivo e maschile dell'esistenza.
La Terra, invece,
che per l'influsso
celeste ne diventa
pregna e produce
piante e nutre
tutti gli esseri
viventi,
rappresentava
ia a livello
il polo passivo S concettuale che
e femminile" strettamente operativo
(ma in alchimia i due
scrive livelli non differiscono
Burckhardt. affatto) l'unione degli
Proprio qui sta opposti, la risoluzione
delle coppie
il modello e antinomiche in un
l'esempio di terzo ente che dai due
trae origine, ma che
numerose coppie di entrambi possiede
di opposti affini le nature armonizzate,
che in alchimia è scopo principale di
tutta quanta la Grande
sarà risolta Opera. Gli Antichi
nel Magisterio Maestri lo chiamarono
REBIS, la cosa doppia,
dello zolfo e del la risoluzione di ogni
mercurio, e nella dialettica nell'armonia.
loro successiva L'androgino ne
fu sovente la
riunificazione, coincidentia rappresentazione
oppositorum, rappresentata dal grafica: l'essere nuovo
Rebis, l'uovo filosofico, l'androgino. creato dall'Arte e
dallo Spirito, il corpo
Quando a questa si sostituì la glorioso che faceva
visione tolemaica del mondo, con al dire all'Adepto "tutti
si accordano in uno
centro la Terra, come un globo intorno che è diviso in due"
al quale roteano i pianeti in sfere (Symbola aurea
distanti circondate dal cielo delle stelle mensae duodecim
nactionum).
fisse e dell'estremo empireo senza stelle,
nulla venne tolto all'antica concezione,
né al suo substrato di esperienza naturale,
poiché nella sua sostanza, anche questo
modello cosmologico confermava due
punti saldi dell'ermetismo: uno relativo
alla sistematizzazione concentrica e
simpatetica dello spazio; l'altro che la stessa alchimia el corso
si trovava legittimata nella sua struttura di sapere N dei millenni
conoscenze scientifiche
assolutamente verticale, di conoscenza in cui ogni sempre più raffinate
dato percepibile a livello terrestre, altro valore non portarono ad
avvicendarsi svariati
aveva se non quello di poter essere, simbolicamente, modelli astronomici.
rivelatore di quelli superiori, graduati, finalmente Le concezioni
alchemiche tuttavia
riconducibili ad archetipi. non ne furono mai
intaccate poiché
Forse che tutto ciò poteva allora essere invalidato l'immanente altro
dalla rivoluzione Galileiana e Copernicana? ruolo non aveva per
Tutt'altro. La visuale eliocentrica infatti era gli alchemisti che di
fungere da supporto
già ben compresa in quell'identità ermetica Dio- simbolico per una
Illuminazione della quale il Sole e le sue influenze "conoscenza"
trascendente. Piatta,
sul piano terrestre da sempre erano simbolo. Inoltre, rotonda, ellittica;
il radicarsi di tale modello astronomico, non che importava
la forma di una
cambiava minimamente il ruolo di "essere Terra che bisognava
conoscente" destinato dal Creatore all'uomo. comunque lasciare
per arrivare
Semmai ne confermava la stretta dipendenza, in cielo?
a livello d'intuizioni
superiori, dal quel
Sole d'illuminazioni
- la cui origine sempre
e comunque divina -
era il punto fisso da cui
tutto proveniva e a cui
tutto, in un cammino
circolare, doveva
eternamente tornare.
Questa constatazione
consente finalmente
di gettare lo sguardo
anche su quella che fu
la concezione del tempo
degli alchimisti. La
medesima struttura
circolare infatti, le stesse
modalità temporali di
questo sapere, che già
da qui si mostravano
assolutamente eterne
e immutabili, volevano
che la visione ermetica
del tempo fosse
ricalcata, per analogia,
LO SPAZIO-TEMPO CIRCOLARE 31

[è1 l'emblema
serpente Uroboros
della
stessa alchimia.
È nella sua
raffigurazione
che si trova

su quella dello
spazio, e che di conseguenza la sua
macrostruttura, così come le sue
microstrutture, seguissero lo stesso andamento
circolare autoconcludentesi, o meglio, ciclico.
Lo spazio-tempo dell'alchimia non è dunque uno
spazio-tempo che si svolge in linea retta, ma è una
dimensione sola, continuamente avvolgentesi su
se stessa, permeata di Spirito Universale, in cui
determinismo divino, destino e determinazione
umana sono le coordinate principali entro cui
tutti gli esseri della creazione conducono le loro
esistenze. Questo e non altro stava a significare
l'antichissimo simbolo dell'Uroboros - il serpente
che stringe tra le fauci la propria coda così caro agli
alchimisti d'ogni era - e non una banale unità della
materia che nessuno fra gli antichi maestri si era
mai sognato di porre in discussione.
Cosa comportasse jYl
tutto ciò wUF

adombrato
tutto il
background
concettuale della
filosofia ermetica.
Testimonia inoltre
come che ogni cosa è legata
conseguenze dirette, al Tlitto, che la materia
sempre restando su un piano strettamente teoretico, e lo spirito sono
la stessa cosa e
è oltremodo semplice. Mentre la scienza profana, manipolandole si
tendenzialmente volta per curiosità alla pluralità possono compiere
inesauribile dei fenomeni, moltiplicando le meraviglie; che un
corpo può essere
esperienze e i modelli diveniva vittima di se stessa trasmutato!
frazionandosi in un cammino progressivo, viceversa
la conoscenza sacra - qualitativa
anziché quantitativa - che
animava l'alchimista mirando
essenzialmente verso un centro
spirituale dell'uomo e delle cose
per sua natura eterno, unico e
indivisibile - , restava essa stessa
unitaria e organica. Di più, si
legittimava nella sua sostanza
di disciplina tradizionale.
La Materia, gli elementi,
i metalli, i pianeti
Quello che l'uomo moderno
chiama materia non corrisponde
in alcun modo a ciò che
tale termine potè indicare
nell'ambito della filosofia
ermetica. Per gli alchimisti
infatti, in una visione sensibile
e spirituale al tempo stesso, la
materia e lo spirito erano i due
poli originari passivo e attivo,
entro cui tutto ciò che esisteva
doveva necessariamente essere
contenuto. In parole povere lo
spirito per manifestarsi doveva
avere un supporto materiale,
la materia per sussistere non
poteva prescindere da un certo
contenuto di natura spirituale.
Da tale postulato potè
svilupparsi una teoria degli
elementi che, prescindendo
dalla loro quantità, li suddivise
- secondo quanto insegnava
Aristotele - in base a delle
precise qualità alle quali
corrispondevano quattro
elementi-archetipi fondamentali
cui il tutto si riconduceva.
Ecco allora che gli aspetti della
materia-spirito poterono essere
L'ADEPTO GLORIFICATO 33

Ilalelementi
quaternario degli
circonda
scena: in alto
a sinistra, una
salamandra arde
incombusta nel
fuoco primordiale; alla
sua destra, un'aquila
dispiega le sue ali
nell'aria; in basso
a sinistra un piccolo
re domina sul leone e
sul drago che ruggisce
nelle viscere della
Terra; a cavallo di una
remora naviga invece
Artemide sull'acqua
marina, il menisco
lunare adorna la sua
fonte. Come apici di
un triangolo equilatero
capovolto, stanno gli
elementi del ternario
anima, spirito e corpo;
il Sole, la Luna, e la
pesante pietra ne sono
i rispettivi emblemi.
Il settenario trova
sua triplice
rappresentazione
nei raggi che emanano
dal centro-origine.
Sette come sette
sono i pianeti-metalli
dell'alchimia: Giove-
stagno è il primo in
basso, Saturno-piombo,
segue alla sua sinistra,
e così procedendo
troviamo nell'ordine
Marte-ferro, Sole-oro,
Venere-rame,
Mercurio-mercurio
e infine Luna-argento.
Negli spazi, inscritte
in singoli cerchi
sono sette allegorie
operative. Nella
fascia esterna la scritta
formula uno dei sensi
occulti dell'acrostico
V.I.T.R.I.O.L.; nel
centro il volto sereno
dell'Adepto glorificato
per azione dello
Spirito: le sue mani
stringono gli strumenti
dell'Arte alchemica,
i suoi piedi poggiano,
come quelli dell'angelo
dell'Apocalisse, sul
mare e sulla Terra.
riassunti nel quaternario "fuoco, aria, acqua, terra", ssai suggestiva è
qualità ontologico-elementali presenti in ogni cosa, A la teoria alchemica
riguardante la nascita
secondo la misura stabilita dal Creatore, e su tutti dei metalli, secondo
quell'elemento più prossimo alla perfezione e, per la quale essi vengono
perpetuamente
natura, centro dello spirito: la quintessenza. generati in seno
Volgendo dunque la propria attenzione al mondo alla Madre-Terra:
metallico - il microcosmo più prossimo per l'uomo dice il Cosmopolita
"...che tutte le cose
su cui operare - l'alchimia classificò altri sette si formano da un'aria
principi inferiori, corrispondenti alle qualità liquida o da un vapore
che gli elementi
intrinseche di altrettanti semplici metalli. Di qui distillano con un
il settenario "argento, mercurio, rame, sole, ferro, movimento perpetuo
stagno e piombo", da intendersi - si badi bene - come nelle viscere della
Terra. Questo vapore,
principii archetipali e non come elementi, a cui dopo che l'Archeo della
vennero fatti corrispondere, Natura l'ha ricevuto lo
per quella legge che voleva
che quel che era in basso
era come quel che era in alto,
rapporti precisi con il Sole,
la Luna e gli altri cinque
pianeti visibili a occhio nudo.
Ne derivava una
specularità diretta fra il
mondo terrestre (o della
materia spirituale) e quello
celeste (o dello spirito-
materiale), che per facilità
di lettura, si può riassumere
nel seguente modo:
Luna - argento, Mercurio -
mercurio, Venere - rame,
Sole - oro, Marte - ferro,
Giove - stagno, Saturno -
piombo.
sublima per i pori e
Le "simpatie" fra Terra e cielo con la sua sagacità lo
distribuisce in ciascun
luogo [...] e così grazie
Astrologia e alchimia saldavano così il loro alla varietà dei luoghi,
reciproco rapporto nell'ambito della filosofia anche le cose
ermetica, in modo a tal punto formidabile da provengono e nascono
differenti" (Novum
far sì che per qualsiasi alchimista la conoscenza lumen chimicum).
perfetta delle segrete "simpatie" fra Terra e cielo,
fra superiore e inferiore, divenissero patrimonio
di conoscenze indispensabili per "operare".
Gli elementi fuoco, aria, acqua e terra in base al
I QUATTRO ELEMENTI 35

er gli alchimisti
P i quattro elementi
sono a cardine
dell'esistente.
"Malgrado le
più straordinarie
sottigliezze, non si
potrà mai far sì che
i quattro elementi non
siano a fondamento
di tutta la creazione"
- scrive Canseliet in
Alchimia. "D'altronde
si manifestano sin
dalla più piccola
operazione a cui possa
essere sottomessa
qualsiasi cosa. Ciò
nella forma che è
propria a ciascuno,
e che quindi è fluidica,
liquida, gassosa oppure
solida, a seconda che
si tratti di fuoco,
di acqua, di aria
o di terra."

.loro grado manifestavano sul piano


sensibile le prime e fondamentali
distinzioni della Materia prima;
i pianeti, con le loro posizioni
reciproche, regolavano
contemporaneamente le varie
attività dello Spirito discendente
dal cielo alla Terra,- i metalli
rappresentavano, per parte
loro, i primi frutti della materia
elementare maturati dallo Spirito
nel grembo della Terra.
II. I MAESTRI E LA GRANDE RICERCA

e basi concettuali dell'ermetismo


L aprirono la strada a una particolare
modalità d'approccio nei confronti di
quell'unicum rappresentato dall'Universo.
Fecero percepire cioè la possibilità per
l'uomo d'incontrare la natura degli
elementi e... trasmutarla.

a luce che proviene


L dal forno è la stessa
che idealmente
illumina l'oscuro
senso dei trattati.
Teoria e pratica si
pongono dunque come
elementi indissolubili
nell'Opera filosofale.
Né poteva essere
altrimenti in una
disciplina come
quella alchemica
che per fine supremo
aveva la risoluzione
armonica di ogni
dualità; lo sviluppo
unitario di ogni
conoscenza possibile.
Il fondamento teorico a visuale ermetica
L della circolarità del
tempo, portò in seno
Le concezioni cosmologiche alla cultura alchemica
e cosmogoniche: altro la concezione di
una ciclicità cosmica
non erano che il punto ed esistenziale che
di partenza. Le basi investiva direttamente
concettuali: mero anche l'uomo stesso.
Chi era infatti
supporto ideologico l'alchimista se non una
di una concezione più figura "malinconica",
che al risultato della
globale i cui sviluppi sua ricerca affidava
applicativi venivano il compito di renderlo
a coincidere con la vera - per usare
un'espressione presa
essenza della ricerca alchemica. a prestito dal pensiero
Un'attenta lettura della sconfinata trattatistica buddista - "liberato
ermetica un fatto fra tutti pone in chiara evidenza, in vita", di farlo
sfuggire al ciclo
delle reincarnazioni
consentendogli così
la Pace? È per tale
ragione che moltissime
raffigurazioni della
Melancolia create in
età rinascimentale si
basano su simbologie
e raffigurazioni
alchemiche. Ecco
allora che accanto
all'angelo nero
appaiono il crogiolo
fiammeggiante, "la
cagna di Armenia",
la scala dei saggi,
la pietra squadrata,
la lampada a petrolio,
il quadrato di Giove,
la clessidra allegoria
dei tempi, il fuoco
di ruota, la bilancia
allegoria dei pesi, il
compasso simbolo
della misura e ancora
la sfera, gli strumenti
della Passione, le
chiavi della sapienza.
Insomma, i simboli
più cari agli alchimisti
di tutti i tempi.
MELANCOLIA O UMORE NERO

e non vi è bisogno " alcuno di


scomodare astruse concezioni psicoanalitiche
o complicati esoterismi tibetani per comprenderlo:
da Oriente a Occidente gli alchimisti secondo
L una medesima teoria, cercavano tutti
S ^ di ottenere lo stesso risultato pratico. ¿ifi
j m Ma quale era questa teoria? E £
I verso quale risultato era tesa? f,J y

'alchimista,
La risposta è facile. Se esisteva uno Spirito
Universale, base intelligente e fondamento vitale
L scienziato, mago
e sacerdote, guidato
di tutte le manifestazioni, posto che esso non dalla stella cometa
come i re magi che
solo animava tutti i corpi, ma che questi potevano giunsero a Betlemme,
persistere tanto più incorrotti nel loro stato quanto nutre il drago di
sostanza spirituale;
più ne erano colmi, allora, per dirla con Nuysement: così ne estinguerà
"Un grano di questo spirito d'origine celeste, preso la fiamma divorante
mondandone la natura
da solo, ha più efficacia di un vaso di medicina". tenebrosa e rendendolo
E non è tutto. Tale Spirito - igneo per sostanza, pronto per tutte le
manipolazioni. Dice
onnipotente per natura - veniva considerato al riguardo Flamel:
dagli alchimisti anche l'agente primario di "Contempla bene
questi due Dragoni...
ogni trasformazione in seno al creato. Possederlo quello che sta sotto,
significava quindi realmente poter cambiare un senza ali... è chiamato
qualsiasi corpo in un altro, o meglio, trasmutarlo. Solfo, o calidità
Non vi sono più dubbi allora che proprio la
corporificazione di questo Sacro Spirito è da sempre
10 scopo diretto delle fatiche alchemiche, così come
la trasmutazione, nient'altro che la prova, la conferma
del risultato ottenuto.
11 vaso "per contenere lo Spirito"
Il problema al quale era confrontato l'alchimista
- sempre restando sul piano teorico - diveniva a
questo punto un altro, e cioè, come poteva essere
raggiunto tale scopo se non attirando lo Spirito
all'interno di un contenitore capace di raccoglierlo
e non lasciarselo sfuggire? Come trovare un vaso
- per usare un termine caro agli alchimisti - atto a
contenere lo Spirito? Come aprirlo affinché questo
possa infondervisi? E infine, come fare a sigillare
"ermeticamente" tale vaso in modo che il suo
prezioso contenuto non sfugga di nuovo nell'etere?
Si trattava in sostanza di trovare un elemento
che se purificato in modo congruo per divenire
catalizzatore dello Spirito Universale, questo lo
avrebbe impregnato, rendendolo agente di reali
trasmutazioni sul piano fenomenico, e tale
concetto fu riassunto dagli alchimisti col misterioso
Magisterio del Magnete o Magnesia dei filosofi.
Ed è da qui che l'alchimia comincia a divenire
assolutamente esoterica. Proprio dove inizia a
balenare qualche spiraglio operativo, ecco che
improvvisamente questa comincia ad ammantarsi
di segreto; non infatti sul piano concettuale, ne tanto
meno su quello degli assunti fideistici o religiosi
stanno i misteri dell'alchimia, ma proprio su quel
sistema di pratiche, scientifiche e sacre insieme,
che portavano il ricercatore di sapienza a divenire
"filosofo per mezzo del fuoco".
Quante difficoltà pressoché insormontabili si
presentavano per chi, a questo punto, volenteroso di
mettersi sui passi dei filosofi, desiderava egli stesso
farsi alchimista! Quali erano infatti le operazioni da
compiere? Chi le conosceva? Dove erano contenute
le informazioni necessarie per chi ricercava le
tecniche dell'Arte Sacra? Non vi sono dubbi: per
chi non aveva la fortuna d'incontrare un vero
Maestro, altro non restava che affidarsi ai libri.
L'EPIFANIA DELLO SPIRITO 41

aria la Profetessa,
M forse sorella di
Mosé, nella sua Pratica
dell'Arte chimica pose
l'accento sulla
preponderanza del
vaso: "Tutti i filosofi
insegnano queste cose
eccetto il vaso di
Ermete, perché è
divino, nascosto e
proviene dalla
Saggezza del padrone
del Mondo; e coloro
che lo ignorano, non
sanno il regime di
verità, a causa
dell'ignoranza del vaso
di Ermete". Furono
poi Morieno e Khalid
che svilupparono la
trattazione su tale
arcano della Grande
Opera. Così il primo:
"Se gli antichi saggi
non avessero trovato
la quantità del vaso in
cui va messa la nostra
pietra, non sarebbero
mai giunti alla
perfezione di questo
magistero". Queste
invece le parole del re
musulmano: "Conosci
la misura, o il grado
del vaso della nostra
opera, perché il vaso è
la radice e il principio
del nostro magistero.
E questo vaso è
come la matrice
negli animali,
perché in quella
essi generano,
concepiscono e
parimenti nutrono
la generazione.
Perciò se il vaso del
nostro magistero non
è idoneo, tutta l'opera
è distrutta, la nostra
Pietra non produce
l'effetto della
generazione,
perché non trova
il vaso adatto
alla generazione".
I tanti trattati di una scienza segreta a tipologia dei
L trattati alchemici
è quantomai varia:
Perché mai sono stati scritti così tanti trattati diversi sono i formati,
riguardo una diversa la lunghezza
C U-iro f^lCi e la ricchezza delle
U^lìfcM-
scienza che voleva ., nXCi >Cfahòf** illustrazioni. Da una
-f //^.x. ¿ri* ^ •
nella sua intima 'ìf<0>}e 'itVi'C^nr
A
stima approssimativa
essenza restare ttytù- &£ Ì1JV1* .. Ci«- £«sembra
£»«- ne esistano
Va I orrrcì"*^-^tUYJftcufti.^
ci Si -r più di 100.000
segreta? La specificatamente
domanda ricorre composti ma, anche
se può sembrare
spesso. C'è una incredibile, pur
jksett*. •*
risposta che di -
]!
> • /
/ A J
*- -
»-T» »J
fl
p * avendo ciascuno
sicuro coincide 3U> X • ^-/t1 caratteristiche
peculiari, tutti parlano
pienamente con della stessa cosa. È
il solo paradigma tramite loro che si
snodano gli anelli
etico che della millenaria
l'alchimia sembrava catena dell'alchimia
imponesse ai suoi tradizionale.
seguaci. Si voleva
infatti che l'artista jrìrS?.
fosse "caritatevole" - ^ ¡ ¿ ^ y f
e "invidioso" al
tempo stesso,- e
cioè che dividesse
con altri i doni
materiali e sapienziali che la scienza « $ '--/Zi.
sacra era in grado di offrirgli, ma che
altrettanto non permettesse una
volgarizzazione di principii e tecniche *r'-"—» S^o--, -ij.
con una divulgazione indiscriminata
che avrebbe permesso a chiunque di
accedervi. Questo quindi il duplice scopo
dei trattati: da un lato fornire indicazioni
operative per aiutare "caritatevolmente"
i fratelli, dall'altro esporre i concetti
•—
attraverso un linguaggio e una forma
"invidiose" che fossero in grado di ; — • 1
< — — " -
separare il degno dall'indegno, cosi che
• "3 .'T^'V^---
solo colui che avesse avuto una genuina
vocazione, solo chi fosse stato disposto
a mettere in gioco tutto se stesso, i suoi
averi, la sua logica, la sua razionalità,
potesse alfine accedere alla Fratellanza •tiij-,1— -
—n
dei veri Filosofi.
LEGE, RELEGE, LABORA" 43

Manuali per operare

Al riguardo non potrà


che convenire in tal
senso chi in futuro avrà
la pazienza e l'onestà di
chinare la fronte almeno
su di una piccola parte
dell'immenso patrimonio
scritto lasciato dagli
Antichi Maestri.
Sarà infatti chiaro sin
dalle prime pagine come,
attraverso espressioni
sibilline e una
esposizione atta a
stravolgere la "normale"
logica, il solo fine

di ogni libro sia "I veri artisti fanno a


gara nel proclamare
sempre stato che bisogna prendere la
unicamente quello materia che si presenta
di porsi come più prossima. Insomma
lo studioso farà lo
"manuale stesso per i libri, e li
d'istruzioni sceglierà tra i classici
reputati che già si
per operare". lamentavano dei
Se dunque si perniciosi sofisti. In
trovano nei testi mancanza di esemplari
antichi, diventati rari e
classici degli di costo molto elevato,
Adepti dei passi si rivolgerà alle nuove
edizioni, il più
o dei lunghi possibile lussuose.
capitoli dedicati Non si ottiene nulla
a speculazioni senza dare qualcosa in
cambio; non si deve
metafisiche, infatti dimenticare che
descrizioni lo stesso volume, in
quanto cosa animata,
cosmologiche costituisce un sostrato
e cosmogoniche, di reale magia. Nel
allegorie mistiche, corso dei secoli, i
successivi proprietari
e quant'altro di un libro di studio
ancora, non deve sviluppano, per suo
mezzo, una catena di
trarre in inganno cui questi è una maglia
poiché è certo che tangibile e durevole."
queste sono state Canseliet
interpolate talvolta per sviare il profano, talaltra "I commentatori
moderni si
- ed è il caso più frequente - per descrivere moltiplicano certo.
esotericamente tecniche e operazioni di laboratorio. Che beneficio
Quella che ricercava l'alchimista infatti non era sostanziale è lecito
attendersene, dato che
una sorta di Conoscenza Salvifica. Egli riteneva non maneggiano né
piuttosto - come ben individuato da Lucarelli - utensili né materiali?
che l'unica salvezza possibile gli potesse derivare Ne consegue che si
dimostrino incapaci di
da un contatto simpatetico con la materia, una chiarire il passo
Materia spirituale, a cui chiedere aiuto secondo sapiente o la scena
iconografica che
misura, tempi e modalità che un'antichissima utilizzano [...]. In
tradizione voleva restassero ammantati di segreto. alchimia nessun autore

Il linguaggio segreto degli alchimisti fa opera più dannosa


di colui che disserta
Il sistema con cui questa trasmissione esoterica aveva di operazioni di cui
non ha mai effettuato
possibilità di realizzarsi era senz'altro duplice. Da nemmeno la più
un lato contava infatti su di un intricato panorama elementare. Per costui
i testi sono per lo più
di simboli in cui dèi ed eroi, animali reali e fantastici, simbolici e di portata
mostri e silfidi, con i loro reciproci rapporti - a volte unicamente
amorevoli altre battaglieri - svelavano principii intellettuale, persino
quelli che si mostrano
e descrivevano operazioni. Dall'altro sfruttava un più espliciti nella
particolare sistema d'esposizione - per così dire - terminologia, senza
equivoci della pratica
labirintica, in cui la reale descrizione delle operazioni al forno."
da farsi, la loro successione cronologica, e così la Canseliet
loro concatenazione causale, veniva frammentata
IL VOCABOLARIO ERMETICO 45

al fine di creare "Il latino caballus


e il greco KafSaWaig,
contraddizione. significano entrambi
Un'operazione cavallo da somma,- ora
poteva essere la nostra cabala
sostiene realmente il
descritta partendo peso considerevole, la
dalla metà, per poi somma delle
passare alla fine conoscenze antiche
e della cavalleria o
e paradossalmente "caballería" medievale,
concludersi con grave bagaglio di verità
esoteriche trasmesse
quello che avrebbe per mezzo suo
dovuto essere il attraverso i secoli. Era
suo inizio. In altri la lingua segreta dei
cabalieri, cavalleggeri
casi un medesimo o cavalieri. Gli iniziati
procedimento e gli intellettuali
dell'antichità ne erano
operativo veniva smembrato in singole parti per tutti a conoscenza.
poi trovare collocazione in seno a più capitoli Gli uni e gli altri, per
della stessa opera, quando addirittura non accedere alla pienezza
del sapere, inforcavano
venivano descritti in più opere. metaforicamente
Ma c'è di più. Bisogna sapere infatti che raramente la cavalla, veicolo
spirituale la cui
in alchimia si attribuiva a un singolo termine sempre immagine tipica
lo stesso significato,- questo perché non lo si è il pegaso dei poeti
considerava mai sotto un solo punto di vista, ma al ellenici. Questo solo
facilitava agli eletti
contrario, in base al ruolo che di volta in volta come l'accesso a regioni
elemento, come principio, come soggetto od oggetto, sconosciute; offriva
loro la possibilità di
esso aveva modo di svolgere all'interno dell'Opera vedere e comprendere
filosofica. tutto, attraverso lo
spazio e il tempo,
A completare questo quadro poi, altri tre fattori l'etere e la luce..."
intervenivano in maniera determinante: il modus
Fulcanelli
operandi sembrava variare
da autore ad autore,- anche
le migliori opere, mentre
contenevano forzatamente delle
lacune, ugualmente si adornavano
di false ricette al fine di
accumulare contraddizioni.
Quasi dagli albori della sua
storia l'alchimia occidentale - per
esigenza di maggior segretezza -
volle nascondersi dietro un
raffinato sistema linguistico -
avulso da qualsiasi limitazione
sintattica - che prese il nome
di Cabala fonetica.
Àt Tj UO »SHiHUU -

ruam<
• tlnt» ttt- • ut u. a /.- Lattati'
!U(lli' 1 t L'i,tai fa Ut ci ufiftic lieti,
'ICCiUU. ' ¡t '1' ti fi ca* . ?}K a u t t u t t i ! qua
\inwcupendii /'. Matte qutJert 'netti un? u",<t4Mt¡irai: '><• ,;tuk/lL,
L - • ;/, //„;,/,>'*.
%t.t<Ji4L, /¡/llu fio/i/ Viti) Citi(
uoooov
o o oooo
oonooo

\ro.*i.cxtv'^'a.lwii- Ji-la. 5 fa Ut*, flutti 'njMut. / tefujjuUtiHi-«.

*
Il "Magistero"
di Nicolas Flamel
Svariate tavole
estrapolate dall'opera
detta il Magistero di
Flamel mostrano la
concatenazione del
processo operativo.
A fronte, sopra, è
svelata l'importanza
imprescindibile
dell'uso del mortaio,
strumento della
polverizzazione.
A fronte, sotto,
si evidenziano
le "aquile" e la
preparazione del
sale. A fianco, sopra,
è descritta la serie
delle corrispondenze
metalliche e cosmiche
che intervengono
nella confezione del
mercurio filosofico;
interessante notare
come il simbolo più
ricorrente sia qui il
globo crucifero, segno
della Terra. L'ultima
scena |a fianco, sotto),
è dominata dal
caduceo di Ermete,
vero specchio
complessivo di quella
"materia che è una
e tutte le cose, dicono
i filosofi, perché è il
principio radicale di
tutti i misti. Essa è in
tutto e simile a tutto
poiché è suscettibile di
ogni forma, ma prima
che sia specifica a
qualche specie di
individui dei tre regni
della natura" spiega
Dom Pernety. "È ciò
che dall'origine ha
penetrato tutto il cielo,
è il principio della vita,
la sua radice" scrive
Hoang-ti-nei-King.
Lo Spirito Universale
La scala dei saggi torna
a unire Terra e cielo,
nell'ampolla
consacrata è trattenuto
per effetto del magnete
10 Spirito Universale.
Scrive Flamel: "Ecco
perché Dardarius disse
nella Turba: Mercurio,
è l'acqua permanente,
senza la quale nulla si
fa; poiché la sua virtù
è un Sangue spirituale,
congiunto con il
Corpo, che cambia in
Spirito con la misura
che si fa di loro,- ed
essendo ridotto in
uno, si cambiano
l'uno nell'altro, poiché
11 Corpo incorpora
lo Spirito e lo Spirito
trasmuta il Corpo
in Spirito, lo tinge
e lo colora di Sangue,
poiché tutto ciò che
ha Spirito, ha anche
Sangue e il Sangue
è un umore
spirituale che
conforta la Natura".
La pietra occulta
Le raffigurazioni
mitologico-allegoriche
dei metalli e dei
pianeti (a fronte)
rendono omaggio
alla "... pietra occulta,
seppellita nel più
profondo di una
fontana, che è vile,
abbietta e valutata
nulla; ed è coperta di
fango e di escrementi;
a cui, come fosse uno,
si riflette ogni nome.
Perché, disse il Saggio
Morieno, questa pietra
non è pietra animata,
avendo virtù di
procreare e generare.
Questa pietra è molle,
prendendo il suo
inizio, la sua origine
e razza da Saturno o da
Marte, Sole e Venere"
come scrive Flamel.
A fianco, sopra, la
rappresentazione
di quel prodotto
dell'arte che possiede
combinate tutte
le nature: acquea,
terrestre, ignea e
celeste. Sotto, la
vergine filosofica del
filosofo Solidonius:
"Come una giovane
principessa abbandona
i suoi ricchi abiti, la
sera delle nozze, per
mostrarsi al marito
in tutta la sua nudità
virginale e sontuosa,
similmente la pietra
abbandona a uno
a uno i suoi colori
ammirevoli, per non
conservare che il
trasparente incarnato
del suo corpo esaltato,
in confronto al quale
lo stesso rosso è
qualificato come
falso dai più saggi"
commenta Canseliet.
m
¿ti-)!* ty azutw f
dau-A. ••ârtMff^-i-ttM^M^r-^^* *
cÁMMtíM h ímAUéL ¿ o A* W ' j m a 044
i f 2 a i r a -"tu
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% mtd-M La "via secca"
Viene qui
rappresentato, in una
struttura bipartita,
Io schema operatorio
della cosiddetta "via
secca". A fronte, i due
forni. Uno è alto,
turrito, destinato alle
calcinazioni, alle
congiunzioni e
separazioni. L'altro è
basato su di un sistema
di cottura particolare,
chiamato bagno di
sabbia, adatto alle
operazioni in cui sia
richiesto un regime di
calore dolce e costante,
è il forno dove si
compiono tutte le
lunghe operazioni
di assazione. A
destra, in una visione
sinottica ormai tanto
celebre da essere
chiamata "il serpente
crocifisso di Flamel",
troviamo riassunto, tra
i simboli della coppia
antinómica di zolfo
e mercurio, tutto il
Magistero della Pietra
filosofale.
La cabala ermetica j C \ U rZ C il \ 0 s

Distinta radicalmente
dalla Qhaballa ebraica,
con la quale tuttavia
conserva alcune rare
analogie metodologiche,
la Cabala delle opere
ermetiche trae origine
da quell'attitudine
tutta medievale per
l'espressione polisemica,
simbolica e allegorica.
Trovò il massimo
favore soprattutto
presso autori francesi,
ma non solo. Si può anzi
affermare che dal terzo a magia della parola
secolo del presente millennio, questa iniziò a divenire L si esplicita potente
nell'acrostico; un solo
la base linguistica principale con cui si adorneranno
fonema, significativo
poi tutte le principali opere alchemiche occidentali di per se stesso, sul
sino ai giorni nostri. quale come per
prodigio sensi-altri
Secondo quanto sostiene Fulcanelli, l'origine della si stratificano e si
parola deriverebbe dal greco Kap{5av (che parla un sviluppano portando
alla conoscenza. Ecco
linguaggio incomprensibile), e sempre al greco perché fu uno degli
- in particolare ai significati etimologici che certi artifici letterari
vocaboli avevano nel greco antico - questa farà preferiti dagli
alchimisti.
costante riferimento.
La principale fra le sue regole fu...di non averne!
In parole povere, il fondamento di tutta la
Cabala ermetica fu di mirare al più assoluto
esoterismo, innestando sulle metodologie
classiche della trattatistica alchemica
un sistema linguistico ibrido, basato
sull'assonanza, che sfruttava parole
d'uso corrente intendendole non solo
nel loro "senso comune" ma anche
nei "sensi" che queste - per affinità
fonetica - potevano venire ad
assumere nell'antico idioma ellenico.
Approfondendo l'analisi si vede come
spesso il vero significato alchemico di una
parola o frase poteva essere estrapolato solo
UNA FRATELLANZA PER INIZIATI 55

TE- R R A sezionandolo e ricomponendolo


secondo gli usi dei calambouis Iil lstringe
grande Paracelso
fra le mani
segreto dell'Azoth
e dei più giocosi anagrammi; o Mercurio dei filosofi
queste dunque le ragioni per cui - forse la più grande
incognita di tutta
gli antichi la poterono chiamare l'alchimia -, la sua
anche Gaia Scienza o Gaio conoscenza poggia
sullo studio del
sapere. volume cabalistico,
Non c'è che dire; tutte tutta l'illustrazione
queste cose assieme avevano dunque sembra
volerci ripetere
sicuramente la capacità l'ammonimento di
di conferire a un qualsiasi Eudossio: "Non vi
spaventate di fronte
trattato alchemico la natura a queste espressioni
di vero e proprio rompicapo! singolari; la nostra
Solo chi possedeva le chiavi arte è cabalistica"
scrive Limojon
aveva la possibilità di de Saint-Didier.
comprendere, di operare le
dovute distinzioni, e trarre così
i debiti insegnamenti atti alla pratica del laboratorio.
Come poteva pensare infatti un profano che dietro
un'opera intitolata Amilec ou la graine d'homme,
stesse in realtà un lavoro alchemico il cui vero
titolo - per anagramma - altri non era che
Alcmie (cablisticamente per Alchimie) ou
la crème d'Aum, ovvero che questo fosse
un trattato che conteneva le istruzioni
per procedere all'estrazione dello spirito
chiuso nella materia primitiva, o vergine
filosofica, che recava - per analogia -
lo stesso segno della Vergine celeste?
La stessa segretezza delle loro opere,
l'alchimia voleva rivestisse anche le
vere personalità dei suoi
praticanti; ecco perché solo
grazie all'interpretazione
cabalistica si può sapere in
che modo - restando loro
anonimi - vi furono
autori che si firmarono
per esempio Eireneo
Filalete, nome fittizio
che indicava il misterioso
filosofo che "pacifico"
era "amante della
verità"; e ancora Basilio Valentino che si dichiarava
re potente grazie alle prodigiose qualità della Pietra
filosofale; e per finire - ma si potrebbe continuare
a lungo - Marcel Palingène che combinava nel suo
nome ermetico Mars / il
ferro, HXiog / il sole,
e palingenesi / la
rigenerazione, per
indicare che egli era
colui che realizzava
la rigenerazione
del sole-oro,
mediante il ferro.
Furono questi gli stessi Maestri che affermavano
come nei loro scritti, ancorché celate, vi fossero
tutte le indicazioni per riuscire nell'opera. Per
questo raccomandavano Ora, lege, relege, labora
et invenis..., e cioè "prega, leggi, rileggi, lavora
e troverai...", poiché era convinzione comune
fra gli alchimisti che un animo pio e devoto,
un'ostinazione ferrea nello studio e nella pratica,
potessero essere alla fin fine le vere chiavi
in grado di spalancare al neofita le porte
della verità. Va da sé, in ogni caso,
che l'ammaestramento sulla retta
via da parte di un Maestro potesse
sicuramente costituire un
innegabile vantaggio.

ejyaa^
LES DOUZE CLEFS

PHILOSOPHIE
D Ê FRERE
BASILE VALENTIN.

LIVRE PREMIER.
Dr U Cimimi/ it !" P"" fri*ii*/ï
in ivifi rh-hfiri.*.
AVANT-PROPOS
MAESTRI E TRATTATI 57
iceva Schroeder:
D "Quando i filosofi
parlano senza raggiri,
10 diffido delle loro
parole,- quando si
spiegano per enigmi,
rifletto". I motivi
addotti per tale
oscurità di linguaggio
erano molteplici;
di natura morale,
culturale e religiosa.
11 principale tuttavia
sembra risiedere nella
capacità evocativa che
tale tipo d'espressione
recava in se stessa,
quasi che lo sforzo
necessario a
comprendere fosse in
grado di creare delle
vere illuminazioni:
"È fra queste
contraddizioni e fra
queste menzogne
apparenti che
troveremo la verità;
è fra queste spine che
coglieremo la rosa
misteriosa. Noi non
potremo penetrare in
questo ricco giardino
delle Esperidi, per
vedervi il bell'albero
d'oro e coglierne i
frutti preziosi, senza
aver ucciso il drago
che veglia sempre e ne
difende l'ingresso. Non
possiamo andare alla
conquista di questo
vello d'oro se non
fra le burrasche e gli
scogli di questo mare
sconosciuto, passando
fra i massi che
cozzano fra loro e si
frantumano, e dopo
aver annientato gli
spaventosi mostri
che lo custodiscono"
aggiunge Salomon
Tismosin.
Conviene concludere con un interrogativo non
privo di seduzioni. Riflettere - per un istante - su
come la denominazione più diffusa della cabala
ermetica presso gli antichi fu: "lingua degli uccelli".
Non può essere allora che forse, proprio per
Il trionfo ermetico
Le illustrazioni dei
trattati alchemici
custodiscono sensi
profondi che si
rivelano solo a chi sia
disposto a meditare a
lungo. Il frontespizio
del Trionfo ermetico
(a fronte), oltre a
svelare simboleggiata
da tre corone la triplice
scansione della Grande
Opera, mostra
palesemente il piano
astrale della stagione
propizia ai lavori, e
altrettanto pone in
evidenza come il
"fuoco dell'arte" si
sviluppi all'interno del
matraccio sostentato
dall'irraggiamento del
Sole e della Luna. Non
di meno, la settima
chiave (a fianco) di
Basilio Valentino (in
Le Dodici chiavi della
filosofia) illustra con
eloquenza la prima
delle operazioni del
magistero filosofico;
siamo nel regno di
Saturno, parla il gran
vecchio minerale: "Io
sono vecchio, debole e
malato Il Fuoco
mi tormenta assai, e la
Morte mi lacera le
carni e rompe le mie
ossa [...). L'Anima mia
e il mio Spirito
m'abbandonano.
Crudel veleno, io sono
equiparato al Corvo
nero (...1. Si trova nel
mio Corpo il Sale, il
Solfo e il Mercurio.
Che queste cose siano
come si conviene
sublimate, distillate,
separate, putrefatte,
coagulate, fissate, cotte
e lavate; affinché esse
siano ben nette delle
loro feci e delle loro
lordure".
legittimare il loro
operato, i frati minori
- presso i quali in gran
conto fu l'Arte Sacra -
tramandarono la
leggenda di un san
Francesco che capiva
e parlava proprio il
linguaggio degli uccelli?
L'iniziazione alchemica
A differenza di quanto
si viene osservando
ai giorni d'oggi, nei
quali da ogni dove si
propongono modelli
a cui tutti - chi più,
chi meno - cercano
di adeguarsi, se si
analizzano le vite dei
più celebri alchimisti,
si vede come questi,
pur essendosi fatti
seguaci di una disciplina
unitaria e immutabile
come la Natura e il
Tempo stessi, alla fin
fine presentano caratteri di unicità indiscutibile.
l forno fisico, vero
Sarebbe infatti sufficiente compararle per rendercene
subito conto. Il cenobita Rupescissa non assomiglia in
Ilaboratorio,
e proprio cuore del
luogo di
tutte le operazioni e le
alcun modo all'immagine che la storia ha lasciato di trasformazioni, teatro
Limojon de saint-Didier; Flamel e Jacques Coeur, sono d'azione del fuoco
lontani anni luce, l'uno con la sua umile professione naturale, delle fusioni,
delle calcinazioni e
di scrivano l'altro con il suo ruolo di banchiere. E dei "lavaggi", che in
tutto ciò a riprova di come l'alchimia non imponeva alchimia sono sempre
regole che non fossero quelle dettate dalla pratica del ignei: "Effettivamente
non bisogna
laboratorio. A ben vedere però un fatto aveva, e ha dimenticare che il
tuttora capacità di accomunarli in modo indiscutibile; fuoco, cioè l'elemento
di calore e di fiamma,
costoro erano tutti degli iniziati e pur tenendo conto artigiano capitale,
delle distanze di tempo e di luogo, si consideravano interviene sin dal
incondizionatamente fratelli. primo passo della
lunga e paziente
In cosa consisteva l'iniziazione alchemica? Difficile elaborazione filosofale"
precisa Canseliet.
dirlo, tutto ciò che è consentito dedurre è che questa
quasi mai corrispondeva al senso che comunemente crive Canseliet: "I
si è soliti attribuire alla parola. Scorrendo le S filosofi non fanno
mistero della loro
testimonianze dei principali Adepti, non si trovano volontà ragionata di
menzioni a quei complicati rituali che caratterizzano tenere discosti gli
invece quasi tutte le fratellanze di più basso lignaggio. indegni. Sanno che
questi sono privi,
Le sole cose che si richiedevano al neofita altro non alla base, della grazia
erano che si facesse semplice come la Natura che efficiente della
vocazione e, per
intendeva seguire, e che altrettanto giurasse di conseguenza della
conservare il segreto su conoscenze che era bene pazienza, dell'amore e
restassero appannaggio di pochi. Il resto, era del coraggio necessari.
Il grande sforzo
veramente inessenziale. richiesto li arresta
prontamente sulla
Rinascere filosofo... soglia del palazzo reale,
nel quale non si entrò
Accadeva tuttavia assai raramente di riuscire a mai senza preparazione
penetrare i misteri dell'Arte sacra con le proprie adeguata. In fondo la
Verità è semplice [...]
forze, contando sulla semplice lettura dei libri. Non si trova che nella
Nella norma tanti, troppi, restavano comunque gli Natura e non la si deve
dire che alla gente per
interrogativi, per chi solitario, cercava di organizzare bene." "Gli scrutatori
in un universo coerente le "invidiose" nozioni degli della Natura - quindi -
Adepti. Si badi bene,- non è una regola! Talvolta debbono essere tali
quali è la stessa
delle illuminazioni, delle rivelazioni di origine divina Natura, veridici,
stando ai loro racconti - permettevano agli semplici, pazienti,
costanti ecc. e, ciò
che è precipuo, pii,
timorosi di Dio, non
nocivi al prossimo."
aggiunge il
Cosmopolita.
Nella maggior parte dei casi però, la Grande Ricerca n un antico
rendeva imperativo l'incontro con un maestro Iconservato
manoscritto
alla
"caritatevole" che fosse in grado d'impartire sia Biblioteca Marciana
l'iniziazione che i primi rudimenti operatori. si legge la suggestiva
formula di un
Così, è con l'immaginazione che occorre inseguire il giuramento che
segreto, penetrando in un laboratorio in una pacifica la leggenda vuole
notte di primavera... di tanti anni fa. Ecco quindi un Ammaele avesse
dettato a Iside, moglie
maestro anziano e un allievo devoto avido di sapere. di Osiride: "Giuro pel
Attorno a loro, nella serena atmosfera della piccola cielo, per la Terra, per
la luce, per le tenebre;
stanza, illuminati da un tenue lucore opalino, gli giuro pel fuoco, per
strumenti per operare. Su di un modesto scaffale l'aria, per l'acqua
alcuni libri consunti per il gran uso. L'attimo è e per la Terra; giuro
per l'altezza del cielo,
solenne, il fuoco nel forno avvampa alimentato dal per la profondità della
mantice, l'intera essenza dell'apprendista è coinvolta Terra e per l'abisso
del Tartaro; giuro per
dalle istruzioni della sua guida, dai suoi gesti misurati. Mercurio e per Anubi,
Il giuramento dei Fratelli in Ermes è già stato pei latrati del drago
pronunciato ed egli ora attende le istruzioni precise Chercuroboro e del
cane tricipite Cerbero
per cominciare a operare. Sa che da questo momento custode dello inferno;
in poi non sarà più lo stesso, conosce i materiali, giuro pel nocchiero
conosce i tempi e le operazioni; quel che era prima, il dell'Acheronte; giuro
per le tre Parche, per
suo nome, la sua personalità, non significano ormai le furie e per la clava,
nulla poiché sta per uccidere col fuoco il dragone di non rivelare ad
alcuno queste parole se
velenoso, e quel che più conta è che dentro al crogiolo, non al nobile e diletto
assieme alla materia prossima al martirio igneo, vi è figlio mio. E ora va',
anche la sua più intima sostanza; egli sta uccidendo se cerca dell'agricoltore
e domandagli quale
stesso per rinascere di lì e per sempre filosofo... Una sia il seme e quale il
cosa doveva a lui esser chiara, tutto ciò in nessun raccolto. Tu imparerai
da lui che quegli che
modo costituiva un traguardo, anche se erano semina del grano
stati necessari anni e armi di studio e di raccoglierà del grano,
che quegli che semina
paziente ricerca per giungervi! Questo in dell'orzo raccoglierà
realtà era un vero e proprio punto di dell'orzo. Questo ti
partenza, l'inizio di un viaggio quant'altri condurrà all'idea ella
creazione e della
mai pericoloso: niente veniva promesso, generazione; e ricordati
immane la fatica, lastricata la strada da che l'uomo genera
l'uomo, che il leone
insidie e insuccessi. Tuttavia enorme genera il leone, che
poteva essere la ricompensa il cane riproduce il
per chi riusciva; un cane. È così che l'oro
produce l'oro, ed ecco
premio disprezzato tutto il mistero!".
dai più, ma
inestimabile per il buon
filosofo: l'incarnazione del
logos. L'epifania dello Spirito!
E con essi, infine, la pace.
m. IL FUOCO E LA PIETRA FILOSOFALE

I l vero scopo dell'alchimia è sempre


stato lo stesso: ottenere attraverso una
serie di operazioni segrete una sostanza
straordinaria, che rappresentasse sul piano
fisico il grado d'illuminazione spirituale
raggiunto dall'alchimista. Il nome con cui
la chiamarono gli Antichi Maestri è ormai
sinonimo di elemento etereo, di cosa
celeste, iperurania, e risponde al titolo
di...Pietra filosofale.

iò che distingue
C la via ermetica
da qualsiasi altra
di gnosi è il carattere
operativo; questa "non
si formula, si realizza:
si tratta dunque
evidentemente
di un'opera, e non
di una dialettica
filosofica..." scrive
Scwaller de Lubicz.
Come mostra l'angelo
tuttavia la conoscenza
è preclusa a chi non
spezzi le catene
e non possegga
le chiavi dei misteri!
"È chiamata Pietra utti i grandi
filosofale la più antica, T Maestri son
concordi nell'affermare
la più segreta o ignota, che il Magistero della
incomprensibile Pietra filosofale si
debba compiere
secondo natura, attraverso l'uso di un
celeste, benedetta solo corpo che per sua
e sacra Pietra dei natura, e aiutato
dall'Arte
Sapienti. Essa è dell'operatore, prima
descritta come vera, muore e infine rinasce
più certa della dalle proprie ceneri.
Fu per tali ragioni
certezza stessa, che la figura allegorica
l'arcano di tutti gli arcani, la virtù e la potenza della della fenice, il mitico
uccello che risorgeva
Divinità, nascosta agli ignoranti, termine e scopo di rinnovato dallo stesso
tutte le cose che si trovano sotto il cielo, conclusione fuoco che l'aveva
definitiva e meravigliosa delle operose fatiche di tutti consumato, venne
sempre utilizzato
i Sapienti, l'essenza perfetta di tutti gli elementi, quale simbolo primario
il corpo indistruttibile che nessun elemento può della Pietra filosofale:
il corpo nuovo che il
scalfire o danneggiare, la quintessenza; il mercurio philosophus per ignem,
doppio e vivente che ha in se stesso lo spirito divino, al termine della lunga
il trattamento per tutti i metalli deboli e imperfetti, e complessa catena
operativa, estraeva
la luce sempiterna, la panacea di tutti i mali, la dall'athanor, il forno
gloriosa Fenice, il più prezioso di tutti i tesori, il bene sacro.
più importante di tutta la Natura" recita il Musasum
Heimeticum.

La Pietra filosofale
Sotto la denominazione di Pietra
filosofale, gli alchimisti intesero
quel prodotto dell'Arte che alla
fine della catena operativa
manifestava al filosofo il
perfetto raggiungimento
del suo scopo, e cioè la
corporificazione dello Spirito.
Il possederla - secondo
quanto racconta la Tradizione
- elevava il semplice iniziato
al rango di Adepto, e cosa
questo significhi è ben descritto
da quasi tutti gli autori. Egli
ottenuta finalmente la Pietra, poteva
bruciare i libri; non vi era infatti più
nessun'altra cosa che potesse imparare né
'alchimista
L deificato, signore
della natura, riposa
finalmente nella quieta
armonia del creato.
Nelle sue mani stringe
felice la triplice rosa
della scienza ermetica,-
il suo volto sorridente,
rappresentato come
un Sole, è simbolo
di luce e fonte
d'illuminazione,-
lontano, tra le dolci
colline, in un cielo
sereno s'annuncia
l'aurora, l'alba della
sua nuova esistenza.
Giunto al termine dei
suoi sforzi egli "...non
ignora più che la Pietra
filosofale è la posta in
gioco della Grande
Opera, che essa è la
Medicina Universale e
non soltanto l'agente
della trasmutazione dei
metalli inferiori in
argento e in oro. Sa
che essa dota l'Adepto
(adeptus, colui che ha
raggiunto o ottenuto)
della vita eterna, della
conoscenza infusa
e delle ricchezze
temporali, nel senso
più assoluto di questi
tre vocaboli e dei
l'oTo epiteti" scrive
Canseliet. Nella sua
mente riecheggiano
ancora le parole di
Crassellame in Lux
desiderare. L'acquisizione del dono di Dio aveva il obnubilata: "Abbiate
cura di comprendere la
potere di conferirgli ricchezza, eterna salute e reale pietra dei filosofi, nello
conoscenza! stesso tempo voi avrete
raggiunto il
Non vi sono prove nella cultura ufficiale - né fondamento della
d'altra parte poteva essere altrimenti - che qualche vostra salute, il tesoro
delle ricchezze, la
alchimista sia mai riuscito in tale impresa, pur nozione della vera
tuttavia, spigolando nella letteratura alchemica e saggezza naturale e la
non, numerosissime sono le descrizioni che di tale conoscenza certa della
natura".
sostanza ci pervengono, e tutte sorprendentemente
concordanti. E non è tutto; troveremo anche
entusiastiche testimonianze dovute alla penna di
alcuni spettatori eruditi, sulla buona fede dei quali,
non ha proprio alcun senso
dubitare.
Il termine stesso di Pietra
filosofale significava, nella
lingua sacra, "pietra che porta
il segno del Sole". Tale segno
solare, è caratterizzato da
un color rosso cangiante. "Il
suo colore è rosso incarnato
che va verso il cremisi, oppure
color di rubino su color di
granato,- quanto al suo peso,
essa pesa molto di più di
quanto sembrerebbe dalla
quantità" precisa Basilio
Valentino. Sin da queste prime
parole, appare chiaro come la
natura della Pietra non la
faccia assomigliare
a nulla di già conosciuto. E
più simile infatti a un corpo
cristallino pur avendo gravità
tipicamente metallica.

La Pietra benedetta
Il Cosmopolita spinge oltre la
sua descrizione chiamandone
in causa l'aspetto, la forma
e il grado di fusibilità: "Se
si trovasse il nostro soggetto
al suo ultimo stadio di
perfezione, fatto e composto
dalla natura, dovrebbe essere
fusibile come la cera o il burro
pesso protetti dai
(64°), e il suo color rosso, la sua diafanità e
limpidezza dovrebbero apparire esteriormente; allora
S potenti per mero
scopo di avidità
(questi speravano
sarebbe effettivamente la nostra pietra benedetta". di trarre ricchezza
"A queste caratteristiche fisiche - aggiunge dalle trasmutazionil
Fulcanelli - la pietra unisce potenti proprietà gli alchimisti erano
costretti a mostrare
chimiche, il potere di penetrazione, l'assoluta fissità, pubblicamente i
l'inossidabilità che la rende incalcinabile, un'estrema risultati delle loro
ricerche. Fu anche per
resistenza al fuoco, e infine la sua perfetta tale ragione che i veri
indifferenza nei riguardi degli agenti chimici." iniziati nascosero la
Medicina universale, elisir di lunga vita loro adesione alla
pratica filosofale.
e trasmutazione di metalli L'Adepto Sendivogius
opera una
In quale modo ritenevano i Maestri che la Pietra trasmutazione davanti
filosofale potesse essere utilizzata? Semplicemente all'imperatore Rodolfo
II di Praga (sopra].
orientandone la potenza verso il regno in cui si Quello di Rodolfo
voleva operare una trasformazione! Nella sua tuttavia fu un caso
confezione erano intervenuti contemporaneamente, particolare poiché è
certo che egli stesso fu
elementi di origine minerale, metallica e spirituale; grande estimatore della
e proprio per tali ragioni - attraverso preparazioni scienza ermetica.
congrue - la Pietra poteva
essere di volta in volta
utilizzata sugli uomini
e sugli animali, sui
vegetali e infine sui
metalli.
Non si persista dunque
nell'errore di continuare a
credere che gli alchimisti 'Opera al
cercassero semplicemente di "fare
l'oro". La trasmutazione dei metalli
L bianco, lo stato
semiperfetto della
Pietra filosofale.
vili in quello più perfetto altro non Gli alchimisti
era che una delle capacità che il parlandone spesso
citavano l'Apocalisse:
possesso della Pietra filosofale "Al vincitore io darò
assicurava all'Adepto. Nella sua forma una pietra bianca".
salina questa aveva la sua utilizzazione Di essa dice Northon
in Crede mihi: "spoglia
più specifica nei regni animale e l'uomo della vana
vegetale. Costituiva a tutti i livelli gloria, della speranza,
la Medicina universale atta a guarire del timore: impedisce
l'ambizione, la
le malattie umane, a conservare la violenza e l'eccesso
salute e a sviluppare prodigiosamente dei desideri:
addolcisce le più
la crescita dei vegetali. Disciolta in dure avversità.
alcool era la sola e vera aqua vitae, Iddio collocherà tra
l'oro potabile, l'elisir di lunga vita i suoi suoi santi
degli alchimisti orientali. gli iniziati
dell'arte
Al suo stato solido, fatta nostra".
fermentare per fusione
diretta con l'oro e
l'argento purissimi,
dava la polvere di
proiezione: una
massa traslucida,
rossa o bianca
secondo il metallo
adoperato,
polverizzabile e
adatta alla sola
trasmutazione
metallica. Era così,
che sempre attraverso
l'uso del crogiolo,
se proiettata su di un
metallo vile, aveva la
utti i testi
T alchemici che
trattano dell'ultima
parte del Magistero
della Pietra filosofale
concordano
nell'affermare che, in
seno aìl'athanor,
all'interno dell'uovo
filosofico, nella
materia in cottura, si
viene ad attuare una
particolare variazione
cromatica, fedele
testimonianza della
buona riuscita
dell'Opera e delle
variazioni sostanziali
che essa apporta. Il
colore è quindi
specchio della
transustanziazione
della materia per
mezzo dell'agente
spirituale: il compost,
prima nero [nigiedo)
poi diviene bianco
(albedo), vira verso il
giallo (citrinas), e
infine giunge al rosso
capacità di tingerne l'essenza trasmutandolo. (rubedo), e qui la sua
Moltiplicata all'infinito cambiava poi di forma, evoluzione è compiuta,
lo stato più che
e invece di riassumere lo stato cristallino, una volta perfetto, raggiunto. Era
raffreddata restava per sempre fluida, acquisendo la la pietra che consentiva
capacità di brillare di luce propria; di divenire fonte la trasmutazione
metallica; per
di luce, d'illuminazioni in definitiva. testimoniare tali
Ecco qui riuniti allora, secondo la spiegazione eventi fecero coniare
monete d'oro e argento
di Eugène Canseliet, i tre doni che recavano (detti] filosofici: creati
i Magi d'oriente al Salvatore! cioè alchemicamente
dal piombo.
Ecco la pietra che regalava all'Adepto il
triplice appannaggio dell'oro (fonte di ricchezze),
dell'incenso (simbolo della sapienza divina) e
della mirra (sostanza che sin dall'antica
tradizione egizia significava l'immortalità).
Ma in tal modo si è già nella fase terminale
del lavoro. Lungo era stato il cammino
sperimentale che finalmente aveva permesso
di giungervi. Numerosi e difficili, erano stati
quei procedimenti arcani che proprio per lo
sforzo immane che richiedevano, presero
tutti assieme il nome di Grande Opera.
La Grande Opera

Sotto tale denominazione


gli alchimisti intesero molto
più che una semplice serie
di operazioni.
Grande Opera infatti era già
stata la ricerca dei libri, il loro
acquisto e l'attenta lettura.
Grande Opera erano già
le notti insonni di preghiera
per una rivelazione.
Grande Opera era anche
lo scrutare il mondo con occhi
diversi: "guardandosi d'attorno
con esultanza, sollevando
una gleba odorosa, spiccando
un frutto, contemplando
le iridescenze di gioielli o
di cascate, lo splendore di
un incarnato umano o d'una
pelliccia o di una folgorante
colata di metalli" precisa
Zolla, iniziando così a capire
"la presenza animatrice che
ha plasmato e va plasmando
queste materie, e ora le stringe
e indurisce nel pugno, ora
le sbriciola e fa scorrere
líquidamente fra le dita, ora
le accarezza e fa brillare",
a percepire la sottile armonia
che tutto questo animava.
"Il segreto dell'arte alchemica
e di ogni sapienza era già
nella capacità d'intuire con
esaltazione questa mano solerte,
invisibile ai distratti e ai tristi."
Grande Opera era - in
definitiva - la sintesi di
quell'atteggiamento titanico che
consentiva a un semplice uomo
di farsi demiurgo del proprio
microcosmo. Prendere quindi una materia di per sé 'alchimista, a
caotica, purificarla e rianimarla affinché fosse poi in L fronte, contempla
nella sua struttura
grado di permearsi di Spirito, separare, mondare ed unitaria e armonica
esaltare le diverse nature di cui era formata, e tutta quanta l'Opera
filosofale, tutti
finalmente ricongiungerle in unità armonica per la quegli aspetti occulti
spiritualizzazione definitiva che l'avrebbe resa Pietra e manifesti che
filosofale. concorrono a
definirla quale
Non si fa difficoltà a comprendere allora come Grande. Al centro
Grande Opera sia sinonimo dell'alchimia stessa, della della raffigurazione
il soggetto minerale
sua essenza di sapere sacro e simbolico, di sistema d'elezione viene
filosofico definitivo. allegoricamente
Non comprendere tutto questo significa rappresentato dal
rospo nero. Altre volte
sicuramente restare al di sotto della logica alchemica. appare la testuggine,
Ecco allora perché nel Theatrum chemicum si altre ancora il drago
squamoso. Tuttavia
legge questa frase dall'indiscutibile capacità sintetica: il senso non cambia:
"Non devo mai chiedermi con ansia se sono davvero resta quell"'antimonio
in possesso di questo prezioso tesoro. Piuttosto mi che è delle parti di
Saturno e, in tutti i
modi, ne ha la natura"
per dirla con Artefio.
E quel "Chaos che
è come una terra
minerale, considerando
la sua coagulazione,
e tuttavia è un'aria
volatile, perché
all'interno, nel suo
centro, è il Cielo dei
filosofi, come scrive
Filalete. Infatti
- precisa Canseliet -
"all'inizio della sua
creazione, l'artista,
allo stesso modo di
Dio, deve disporre
della materia nel suo
caos". Esso, sotto tutti
gli aspetti, si presenta
quale grande vecchio
del microcosmo
metallico, che,
come mostra
eloquentemente la
tavola accanto, va
più volte purificato e
lavato in bagno igneo
per separarlo delle sue
parti volatili.
devo domandare se ho visto come è stato creato ochi trattati
il mondo; se sono a conoscenza della natura
P alchemici sono
rivelatori quanto
dell'oscurità egiziana; se so quale sia la causa quello che per volontà
dell'arcobaleno; quale sarà l'aspetto dei corpi del suo stesso autore
volle intitolarsi Mutus
resuscitati in tutta la loro gloria nel giorno della Liber. Nelle sue tavole
resurrezione universale". trovano precisa
descrizione tutte le
Pretendere dunque che in una realizzazione componenti dell'arte
microcosmica, rivelatrice dei più profondi misteri alchemica. Nella
del creato, potessero intervenire semplici aspetti tavola a fianco, la
coppia filosofica è
sperimentali, appare oltremodo riduttivo. Ma palesemente intenta
pretendere che a una tale forma di sapere non nella raccolta della
"rugiada"; tra gli astri
del giorno e della notte
un immenso ventaglio,
nettamente composto
da fasci differenti
di fluido ondulatorio
e di innumerevoli
particelle, scende per
portare il suo potere
vivificatore, nelle notti
di primavera (siamo
tra il Toro e l'Ariete],
necessario alle
operazioni di
agricoltura celeste
(l'alchimia era
anche chiamata così]
e terrestre.
Nella tavola a fronte,
il corpo glorioso
assurge in cielo; la
scala dei saggi è stata
ormai percorsa e gli
angeli cingono il capo
dell'Adepto vittorioso
con la corona degli
eroi e dei poeti; in
alto la luce del Sole
illumina la scena col
fulgore della sapienza.
fosse necessario un riscontro operativo è altrettanto trattati meno
fuorviarne. Nostrum non est opificium, sed opus
I "invidiosi" tendono
sempre a precisare le
naturae, dicevano i Maestri, poiché realmente al condizioni astrali
favorevoli a operare:
lavoro di laboratorio veniva affidato il compito di anche qui, come
ripetere quelle circostanze che accompagnarono mostra la tavola a
la Grande Opera del creatore. fronte, siamo sotto il
segno dell'ariete,
Questo andava regolato secondo leggi naturali periodo in cui, nelle
segrete e profonde, adeguandosi al ritmo delle notti stellate, è più
potente l'influsso
stagioni, attendendo pazientemente condizioni celeste. Scrive infatti
esteriori favorevoli. L'Universo, il cielo e la Terra, Canseliet: "Se vi è un
le stelle e i pianeti dovevano gioire dell'opera punto dell'Opera che
resta indubbiamente il
dell'alchimista, affinché attraverso la loro simpatia più nascosto da parte
questi potesse entrare in contatto con il suo degli autori, è proprio
microcosmo minerale, dominarlo e farlo contenitore quello delle condizioni
che devono essere
dello Spirito vitale. osservate per la sua
Non si abbiano più dubbi allora; è a tutto ciò e realizzazione positiva,
e di cui non sarebbe
forse ad altro ancora, a "questo genere" di operazioni, esatto dichiarare che le
che le descrizioni dei lavori fatte dagli Adepti sempre siano estranee. Infatti
vi è una cosa che lo
rimandavano, poiché fu loro natura "celare quando studioso non deve
scrivevano apertamente e rivelare quando invece dimenticare, e cioè che
nascondevano". il lavoro dipende tanto
da un'azione fisica a
distanza, quanto dalla
Le due vie trasformazione fisica
immediata".
È dunque proprio per queste caratteristiche insieme
trascendenti e operative che l'alchimia si pone come
"metafisica sperimentale",
per dirla con Canseliet,
un sistema segreto di
gnoseologia pratica in
cui, attraverso una catena
operativa che teneva
presenti infiniti fattori,
si mostrava possibile
generare un ché di
miracoloso.
Ma come pensarono
gli alchimisti di poter
ottenere quest'evento
straordinario?
Dalle descrizioni che
hanno lasciato - alcune
estremamente sintetiche,
altre assai prolisse -
/Questa scena
v j | d i laboratorio
(a fianco] mostra
le vie della doppia
elaborazione filosofale.
A destra l'artista sta
operando sulla via
secca: qui abbondano i
crogioli e gli strumenti
atti alle sempre
pericolose operazioni
metallurgiche. Sulla
sinistra, l'operatore
della via umida, deluso
e pensieroso, guarda
meditabondo la pancia
infranta di un grosso
matraccio caduto per
terra: attorno a lui
troneggiano i vari
apparati distillatori
in vetro e muratura.
sembrerebbe siano esistiti molteplici approcci a sperimentazione
operativi. In realtà è dato sapere come la vera L costante sulle due
vie, a volte persino
concatenazione causale dei procedimenti fu in simultanea, sembra
sostanza sempre la medesima, mentre quello che essere stata una
costante di molti
cambiava, semmai, era la via finale scelta per alchimisti, quasi che
metterla in atto. fossero in fin dei conti
Ci fu chi si servì e a lungo studiò sulla cosiddetta la stessa cosa. Queste
sono le parole di un
via umida, chi invece, e furono in tanti, preferì "filosofo" che ben
affidarsi alla via secca. (come dovrebbe sempre
essere) le conobbe
La prima chiamata anche via lunga per i tempi che entrambe: "Nelle
richiedeva, consisteva nella maturazione dell'uovo due vie, secca e
filosofico in pallone di vetro cristallino umida, ciò che è più da
temere è, nella prima,
opportunamente lutato. Era il metodo che il disseccamento delle
permetteva il controllo visivo delle varie fasi - e acque; una brucia e
di conseguenza - lo spettacolo della coda di pavone, dissecca, l'altra annega
o marcisce; e nei due
cioè il risultato materiale che mostrava all'alchimista casi la Natura, invece
attraverso una reiterata, cangiante mutazione di rendere il soggetto
proposto, ne offre un
cromatica, la perfetta riuscita della cottura altro che non è più
dell'amalgama filosofale, l'Opera" scrive
la vera transustansazione Etteila.
della materia.
La seconda invece, considerata la via dei meno
abbienti, aveva anche il nome di "breve". Ciò che Iil lqui
dragone tricipite sta
a simboleggiare
soggetto primo
la differenziava da quell'altra era l'uso costante del dell'arte, dal quale,
con varie operazioni
crogiolo. In sostanza si trattava di un metodo che (mediatore il sale), si
in linea di massima adoperava tecniche di più stretta ottengono le tre parti
dell'opera. Nella prima
derivazione metallurgica, si compie il mercurio,
nell'ambito delle quali la nella seconda lo
zolfo e nella
fusione aveva sicuramente terza, riuniti
un ruolo di rilievo. i principii,
la Pietra
Sarà il modus filosofale.
operandi prescelto
da Flamel e Filalete,
quello secondo il
quale indirizzarono
i loro sforzi un gran
numero di Maestri,
e che ai giorni nostri
è stato descritto
sapientemente dalla
seducente prosa di
Eugène Canseliet.

Le fasi sperimentali
della Grande Opera
Volendo scendere
nello specifico della
concatenazione causale
delle pure operazioni, ci
si trova in condizioni
d'imbarazzo assoluto.
D'altra parte, è proprio
questo il terreno di più
completa segretezza
di tutta l'alchimia!
Da quale materia partivano
infatti gli alchimisti? Quali
erano i tempi per iniziare e
concludere i lavori? Qual era
il numero esatto delle operazioni
da farsi?
Impossibile rispondere. L'unica cosa
possibile è lasciare spazio direttamente
agli Adepti sperando che le loro parole
possano essere d'aiuto.
Dice Rupescissa che "la
materia della pietra è una
cosa di poco prezzo, ovunque
reperibile...". Gli fa eco
Morieno affermando che
"Unica è la materia e in ogni
luogo la possiedono i poveri
e i ricchi; a tutti è sconosciuta,
è davanti agli occhi di tutti;
disprezzata dal volgo, che la
vende a poco prezzo come se
fosse fango, è ritenuta preziosa

ome dimostrano
dal Filosofo
C i filatteri che si
snodano ciascuno
che comprende". da ogni Maestro
A prescindere da queste di Dottrina, per
convergere comunque
affermazioni che ne nella scena sottostante
mettono in luce soprattutto che rappresenta il
laboratorio, esistettero
l'aspetto spirituale, sembra migliaia di descrizioni
verosimile affermare diverse della catena
che tutti i lavori degli operativa del
Magistero; tutte velate
alchimisti partivano dietro simbologie
da un unico corpo specifiche e immagini
allegoriche derivanti
d'origine di certo dall'universo di più
minerale. Lo immediato riferimento
conferma anche di ciascun autore.
Ciò non di meno, mai
Fulcanelli: "Benché dobbiamo dimenticare
interamente volatile, che essi parlavano
comunque della
questo mercurio stessa Opera.
primitivo,
materializzato per
l'azione essiccante dello
zolfo arsenicale, assume
l'aspetto di una massa solida,
nera, densa, fibrosa, fragile, friabile che la sua scarsa ice Canseliet:
utilità rende vile, abietta e disprezzabile agli occhi D "Anche senza
voler considerare le
degli uomini". condizioni esteriori,
Di qui a poter rivelare da quale nome sia oggi molto più lontane, la
corredata nella tavola degli elementi, è compito sola preoccupazione
dell'atmosfera
che sicuramente esula dalle nostre volontà. immediata, la
Passando all'aspetto dei tempi dell'Opera, sono necessità del rituale
benefico e purificatore,
troppi i riferimenti di carattere astrologico per non si manifestano in tutti
capire come l'equinozio di primavera fosse il periodo i migliori classici
canonico per cominciare i lavori. D'altra parte, per dell'antica scienza di
Ermete che allora
un'opera che voleva seguire la Natura, quale periodo assume realmente
poteva essere più propizio se non il medesimo che tutto il suo significato
di arte sacerdotale".
lo stesso Creatore aveva stabilito come inizio del Senza questo accesso
rinnovamento della Terra stessa? preliminare e
filosofico, una gran
Quanto all'epoca della loro conclusione vi si può parte delle operazioni
facilmente giungere per analogia e indicarla in quella alchemiche, ma
stagione estiva in cui tutti i frutti erano ormai giunti soprattutto la prima
parte della Grande
a maturazione. Opera, "non
Considerando ora il lato più squisitamente differirebbe dalle
manipolazioni che
operativo, in linee generali la Grande Opera era erano correttamente
suddivisa in tre fasi od Opere ben distinte, alle effettuate nelle officine
quali veniva rispettivamente assegnato il compito dei saggiatori (di
metalli)". Ecco perché
di produrre - mediatore il sale - prima il principio Filalete, in Intioitus,
mercuriale, poi quello sulfureo e infine, dopo la ne parla cosi: "...che
loro riunione, la grande cottura e finalmente la siano prese quattro
parti del nostro
Pietra. All'interno di queste, svariati procedimenti dragone infuocato
che variavano da autore ad autore in base al che, nel suo ventre,
nasconde l'Acciaio
patrimonio simbolico di più immediato riferimento. Magico, e nove parti
Alberto Magno indica cinque passaggi: riduzione del nostro Magnete;
mescolati insieme per
delle sostanze alla loro prima materia, estrazione da mezzo del Vulcano
questa del solfo e del mercurio, purificazione del bruciante, sotto forma
solfo ottenuto affinché diventi simile a quello di acqua minerale sulla
quale galleggerà una
dell'oro e dell'argento; preparazione dell'Elisir bianco; schiuma che bisogna
perfezionamento di questo sino rigettare. Scarta il
guscio e prendi il
a renderlo Elisir rosso. Le operazioni che regolavano Nucleo; purgalo a tre
tutto ciò erano quattro: decomposizione, lavaggio, riprese, per mezzo del
riduzione, fissazione. fuoco e del sale; il che
si farà facilmente, se
Altrove fra paralleli con i cicli dei giorni e dei Saturno ha guardato
mesi, le operazioni vengono fatte variare da sette a la sua immagine nello
Specchio di Marte".
dodici, mentre per quel che concerne il numero delle
volte che queste andavano reiterate nel corso delle
tre fasi, tranne rari casi il mistero è assoluto. Preziosa
dunque la testimonianza di Canseliet che riguardo
otto la guida
S esperta dell'anziano
Maestro gli allievi
attendono alle loro
operazioni: seduto in
primo piano a sinistra,
uno sta verificando la
giustezza dei pesi; in
piedi, davanti al forno
che avvampa, un altro
opera direttamente
sul fuoco. Tutt'intorno
a loro, allineati in
bell'ordine negli
scaffali e nelle mensole
a muro, stanno gli
strumenti della loro
arte: alambicchi e
cucurbite, matracci
e palloni, il mantice
e le tenaglie, i
crogioli, i libri e il
preziosissimo martello
della "separazione".
alle sublimazioni o aquile dell'opera seconda, dice
che debbono essere in numero di nove, e che la
grande cottura si compie in una settimana, al
termine della quale la scala musicale,
e quella cromatica, riveleranno
all'artista benedetto la sua riuscita, 13511 foltancb bafccgci
la nascita della Pietra, la perfetta meineftivì«m> rmn SifHlictr mjg.
Nirttf tfic/per (imi / ofn- ptt éveiiS
congiunzione degli opposti avvenuta |9i(Iti:m«iom/obain R-.haimni.-.m
h,.iuuf rr.f!Unrtufci: [Font ArrfiJ
nel forno e nel suo spirito. IgntififiligUnthot poti.

Il laboratorio 2>,iniacbfotral>abé
efcu ifinn ma sortiti mil
virtPdmovftcmfcii&ofct in fitfc«
Sembra ormai chiaro come la vera figura |7;r,!vm mini <1*10^ citi lodi KiX/
iflti'n mflnift folcii wiitfft / «116 vtii
dell'alchimista si distacchi di molto I (in !cdj'J Vcc VU CÌ-ÌK ;f<€e vufrrt
%R! refi \fiii'it gn0en.S»fÉguri(!
wic$icvii&citjiei.
dall'immagine canonica del negromante
da strapazzo e pasticcione, per lungo
tempo tramandata da tanta letteratura.
Quale delusione sarebbe allora balenata
agli occhi del moderno visitatore cui
fosse capitata la ventura di entrare in
un laboratorio alchemico! "Ma come
- si sarebbe domandato - dove sono i
teschi e le ossa, dove i barattoli con gli
omuncoli? Dove le ragnatele, la polvere,
il caotico allinearsi di storte ed
alambicchi? Dove ancora i pentacoli, le
formule esoreistiche, gli scaffali da cui
mirano con occhi vitrei, strani animali impagliati, a raffigurazione
simboli di chissà quali forze arcane?" Niente o quasi L del disco mostra
la duplice natura
di tutto ciò, vi avrebbe infatti potuto trovare,- tali dell'alchimia; la sua
favolosi apparati sono - ed è bene che lo restino - essenza di aite della
musica, vale a dire
patrimonio della finzione dall'armonia
letteraria, o tutt'al più, simbolizzata
dell'immaginazione dagli
di qualche ciarlatano.
È utile inoltre
sfatare subito una
leggenda assurta
ormai a luogo
comune tante
sono le volte
che è stata
pronunciata;
e cioè che il
vero
laboratorio
alchemico

©esaltai bucbs. XLvm

strumenti,
fra la
dimensione
fisica e metafisica.
A fianco, vari apparati
distillatori, per lo più
differisse da quello del fornaci in muratura,
comune soffiatore, per all'interno delle quali
la sua strutturazione venivano collocate
cucurbite in rame
bipartita in laboratorio sormontate ciascuna
vero e proprio e da uno o più
oratorio. Sciocchezze. alambicchi. Erano
gli strumenti che
La religiosità, la servivano sia agli
sacralità dell'alchimia spargisti e agli
iatrochimici sia ai
non potevano certo veri alchimisti. Assai
essere contenute in differente era tuttavia
una stanza! l'utilizzo specifico: i
primi erano archimici
L'alchimista non che studiavano per
cercava la fede; la utilizzare, gli altri
possedeva. "filosofi", cercatori
di Sapienza.
L'alchimista non
Modello per i pittori
Questo dipinto mette
in evidenza la tensione
speculativa che da
sempre anima la
ricerca alchemica. Vi
si respira un'atmosfera
quasi drammatica,
colma di significato
misterioso.
L'ammassarsi
disordinato di
utensili e accessori
vari, lo sguardo
assorto dell'alchimista,
immerso nella
consultazione
reiterata dei classici,
testimoniano con
precisione la lotta di
emozioni che è la sorte
di questo artista. Egli
è l'attore assoluto di
una ricerca solitaria
che richiede costanti
sforzi fisici e mentali,
che pretende un
travaglio interiore
teso a una ricerca
esoterica i cui frutti
più frequenti sono
la delusione e il sapore
amaro dello scacco.
Figlie della suggestione

Lo sforzo
macroscopico,
la ferrea ostinazione
seguita spesso dallo
scacco, la tenacia di
una ricerca misteriosa
e solitaria, sono state
le dimensioni che più
hanno affascinato i
pittori che nelle loro
opere tenebrose hanno
costituito a oggetto
l'alchimia e gli
alchimisti: queste
tavole tuttavia
debbono apparirci
ormai, e assai di più,
come figlie della
suggestione che non
della verità, come
costrutti di un facile
sensazionalismo che
non di una vera
comprensione.
perdeva tempo a ingraziarsi Dio con pratiche
devozionali, ma l'adorava adorando la materia da Lui
creata, lavorandola, stabilendo con essa un rapporto
di sostanziale identità, spiritualizzandola insomma.
L'attività del laboratorio era in tutta la sua essenza
una vera preghiera, il contatto con la divinità, una
certezza che guidava ogni suo più piccolo passo.
L'Alchimia è arte usa ad adornarsi solo del
necessario. Se diveniva misteriosa, era solo perché
non poteva altrimenti; semplice doveva essere
l'animus dell'alchimista, e altrettanto semplice
l'arredo del suo laboratorio. Solo il necessario a
operare contava e, lo si creda o meno, era lo stesso
corredo di utensili che si sarebbe potuto trovare
migliaia di anni fa in un tempio d'Alessandria.
Davanti agli occhi appare quindi un personaggio
che non può non destare tutta l'ammirazione e
potendo ora accostarlo più da vicino, lo si può vedere
con gli occhi della mente nel suo ambiente. Seguirlo
insomma dentro il suo laboratorio perché mostri
senza mistificazioni, gli utensili della
sua Arte. Una stufa dalle pareti ben
imbottite atta a fondere e calcinare,
delle tenaglie, un mantice, alcuni
crogioli in terracotta refrattaria e
cucchiai a manico lungo. Questo era
l'essenziale. Seguivano, secondo
quanto raccomandavano i Maestri,
una libreria più o meno fornita, un
mortaio, dei contenitori e delle pentole s
in ceramica. Completavano questo
breve elenco alcuni apparati distillatori
e di filtraggio, fornelli per diversi
regimi di calore, pochi cristalli
adoperati per lo più come recipienti
per conservare le sostanze e infine, >
l'athanor. Ecco dunque il sancta
sanctorum degli alchimisti, un locale
areato, pulito, situato in posizione
propizia per catturare i fluidi vitali della
Natura, le sue polluzioni spirituali, le
irradiazioni cosmiche proiettate su questa
Terra dal Sole e dalla Luna.
cco l'alchimista
E nel suo laboratorio.
Ha gesti attenti
e sapienti; con il
mantice alimenta il
fuoco sotto la materia.
È circondato dai
semplici strumenti
della sua arte.
Sorveglia l'athanor,
il forno del fuoco
immortale (aSavaro?,
a-thanatos), l'Opera
della Natura. La sua
veneranda età ci deve
ricordare che i frutti
dell'alchimia
appartengono al
Giardino delle Esperidi
[eojtEpa, la notte): si
possono raccogliere
solo al termine di
uno sforzo costante,
quale coronamento
di un'intera esistenza
volta alla dimensione
spirituale.
TESTIMONIANZE
E DOCUMENTI
Genesi di un nome Avevano forse ragione Alberto Magno
e Frate Simone da Colonia, quando
nel Libei de Alchemia l'uno, e nei
Neil'accostarsi suoi Appunti alla pratica l'altro, ci
all'alchimia, svariati parlavano di un "eroe eponimo"
- certo Alchimus (Chimete l'egiziano)
interrogativi vengono Maestro di Dottrina - da cui questa
a proporsi ai nostri avrebbe tratto nome?
occhi, e primo fra Oppure dobbiamo prestar fede alle
parole di Gaston Duclo, il quale in
tutti quello della pieno Cinquecento, attraverso una
sua misteriosa improbabile operazione filologica,
denominazione. ne stabiliva l'origine dai termini
greci aX<; (sale) e Ku|iia (fusione)?
Cosa significa infatti Non sappiamo. Possiamo solo
la parola "alchimia", constatare come numerose quanto
diverse siano state le ipotesi
da quale cultura, etimologiche che nel corso dei secoli
da quale ceppo si sono accavallate senza tuttavia
linguistico trae riuscire a risolvere il mistero.
Scorrendo il cammino della
origine l'appellativo storia, vediamo come il primo studio
che il volto ragionato si debba addirittura a un
sperimentale acerrimo nemico della trasmutazione
metallica: il gesuita Martin del Rio.
dell'ermetismo Questi nel 1599 nel suo
assunse Disquisitionum Magicarum libri sex,
volendo condannare l'alchimia
nell'Occidente assimilandola alla magia, ne tentava
medievale{ un esame dell'etimo finendo per
attribuirgli molteplici origini: una
biblica dal nome Cham, un'altra
ebraica dai termini Alichim-Alich
(indicanti il moto di cosa fluida), e
per finire una terza, di origine mista,
che la faceva derivare dall'unione del
prefisso arabo al, unito al greco Kvw
o Kvvco (fondere). E in base a quelli
che sono i dati attualmente in nostro
possesso, si può affermare che almeno
nell'ultima delle sue ipotesi il gesuita
non era molto lontano dal vero.
In effetti il sostantivo arabo
al-kimija, la cui forma traslitterata
"alchimia" si diffuse in Europa
con le prime traduzioni in latino di
opere arabe sull'argomento, potrebbe
realmente derivare dall'unione attraverso l'area irano-mesopotamica.
dell'articolo determinativo al, di Altrettanto suggestiva poi l'altra,
origine araba, con tutte quelle forme che secondo quanto dichiarava
greche collegate alla radice fonetico- Plutarco - "L'Egitto, per
semantica del sostantivo Kujia il colore nero della sua terra, viene
(versamento, flusso) e del verbo Keg) chiamato chemìa..." - attribuisce
(versare, fondere, colare). al termine alchimia il significato
Se quest'ipotesi di "arte della terra
ci conferma -Vrtrr:f;IsjijT- t.\fA/.>JHC nera"; cioè "arte
KA. AAf rllt;,- ,, .J i ,na.-J 7; VAJIÌ (i y
però un dato re iln: r . v » t»ì Huiri^ dell'Egitto". E
che poi vedremo infatti il geroglifico
A^ r crtti c 7» XAAJC11 ri TSV £avw t
essere sicuro, e UiJAA.fAi0W A a H7VJi7««kM<il>H ... kmt, indicava
hM--
cioè che realmente AJ ff a A/ rryjryNXjtcAl realmente sia
la filosofia _}*rrrf-nr'" oìam c >-(-xiA/Ar»*Y/7«f/iE' il colore nero
7J-J KA*« TA/Ai/ fj^f^-jy
ermetica e con nmr^^rrMKiii-^.-r tt che l'Egitto,
essa l'alchimia CAt 611 UtJ C »U tHAUAÌ yAioAiWXA così chiamato per
ebbero straordinaria A »KVkiiAlt-xVJl.rfA^/AlfotXAIrn««« fAA7'
/e/t s 7a»; r tfiiufAt fs c h o c o>JnFh gli scuri depositi
diffusione XA.ncttwyrr°c>vècubiKAi t/JnTfP'c» di limo del delta.
/•J^HUC iiparJUfM<«nyrixM-fy%MAr"J
nei mondi K ¿4-J^ frJÀMIc KAi /i-i ei rt-nr' w» fHpf Pensiamo
rispettivamente A7--U1 A J s X - ^ r t ^ r J y/A ' AV -pfvK* tuttavia di non
enirvMelMU^XMrHCCPTMWfJ^Y*'
greco e arabo, tìtriy*WNXY~TT\AION hilorJTIfTKAMuK essere lontani dal
HMtfuiJTH* nrn (XIÌJI>H MA/AM C 75 rt-W
d'altro canto non fJMlKJ.-r-IMJMtJlJ A Yn'JMÀfKHtXt* vero, affermando
uMeWCCMifAJ-A&J OMllaH-TH'j'refi
è ancora sufficiente che, pur con tutto
a spiegarci almeno il loro potere
altri due filoni i , ¿ < A- A t v 7 * " r * + u * T t H- evocativo, queste
d'interpretazione ultime due linee
etimologica, che pur A r'TJU U-^Irrij^ Tri** T- interpretative
non completamente finiscono per
oggettivi, vengono y r r * " i r twa/ - ticn»iH mostrare il fianco
però a postulare UKt.cuAp„jj*.y-rMr>t t w w » « " " " a un attento esame,
ccr»rr7A*ye«uy/T«> cmtkM
affascinanti ipotesi 7J7'7)7TA)eA:tArw).--Aj KAJ n AA/»N non fosse altro
relative alle origini TIJCI-KUK «•>•»•* JY" fj"»"'- per l'esiguità di
stesse della cultura spessore filologico
alchemica. su cui fonda la prima, e per la
Secondo la tesi sostenuta considerazione che il termine chyma
da Mahdihassan e sviluppata poi era già presente nel vocabolario greco
da Dubs, la voce araba Kimija antico - e con tutte le specifiche
proverrebbe dal termine cinese jin-yi valenze semantiche del nostro caso -
(succo che fa l'oro, sperma aurifero), da epoca immemorabile.
parola che in epoca Tang sarebbe Andrea Aromatico
stata pronunciata ki'm-iàk,
giungendo così nel bacino a più antica testimonianza a noi
del Mediterraneo alle orecchie L ambito
giunta di tecniche alchemiche in
egizio-ellenistico. Il papiro, che
dei Maestri mediorientali,
contiene ricette per fabbricare vernici e
attraverso quelle vie commerciali tinture, è tratto dal Papyrus Holmiensis
che da epoca preislamica (III-IV sec.), conservato nella Kongelige
collegavano gli arabi alla Cina Biblioteket di Stoccolma.
I miti delle origini Solo secondo quest'ottica si potrà
concepire, come ben individuato
da Mircea Eliade, un'origine
Parlare dell'origine comune di tutte le conoscenze
- o meglio delle della trasmutazione da quel
mondo prestorico sciamanico,
origini - dell'alchimia, da quell'universo sacro e tecnico
significherà andare insieme dei primi fonditori di
alla scoperta di quei metalli, che permisero una comparsa
simultanea dell'alchimia, in luoghi
paesi, di quei popoli, assai lontani l'uno dall'altro.
di quelle culture, Tale conclusione ce la conferma
in seno alle quali anche quella serie di miti sacri con
cui gli Antichi Maestri - forse più
particolari condizioni preoccupati di trasmettere un sapere
ebbero modo di tradizionale che di fare storia - hanno
voluto raccontare le prime esperienze
realizzarsi. metallurgiche in seno ai vari popoli.
Ecco allora la leggenda di
Tubalcain, il prodigioso maestro
della lavorazione dei metalli
e padrone dei segreti della
trasmutazione. Ecco ancora le storie
di Prometeo e dei Titani, guardiani
del fuoco e dispensatori di
conoscenza. E per finire - ancora
ItXI-nj *»"* '
in Grecia - Efesto, il dio storpio
delle fucine, che nella sua
stessa rappresentazione ha
fornito all'Occidente l'immagine
dell'iniziato, da tempo immemore
raffigurato come "lo zoppo".
È per tutto questo allora che
riteniamo vadano individuate
almeno sei grandi matrici di cultura
alchemica, che nella notte dei tempi,
fra Occidente, Medio e Estremo
Oriente, nacquero e si svilupparono
- secondo vie parallele- più o meno
autonomamente in seno a civiltà
quali l'egizia, la greca, l'araba, la
mesopotamica, l'indiana e la cinese.
Sarà infatti proprio in seno alle
grandi culture rispettivamente
'insegnamento di Cleopatra, tratto
L dal codice Alchimie, Et Physica varia,
conservato nella Biblioteca Marciana
mesopotamica, egizia, e greca, e dalla
loro fusione rappresentata da quel
di Venezia. faro di sapere che fu Alessandria,
che l'alchimia crebbe e si sviluppò il felice incontro delle conoscenze
divenendo la forma di esoterismo mitiche e tecniche dei sacerdoti
principe del mondo occidentale. di Heliapolis con quelle greche
Giungendo in epoca propriamente - originate dai misteri iniziatici
storica, vediamo come i ritrovamenti di Samotracia e dal sapere dei curiti
documentali vengono a confermare di Creta e dei telchini di Rodi -
la nostra teoria relativa ai luoghi l'occasione attraverso cui l'alchimia
d'origine della scienza alchemica. occidentale inizierà ad acquisire un
Straordinari quelli di area suo volto ben delineato, e tutti quei
mesopotamica nei quali si trovarono caratteri che in definitiva le saranno
già perfettamente stigmatizzati sia peculiari sino ai giorni nostri.
gli aspetti manipolatori sia quelli Proprio alle scuole alessandrine si
teorici. In uno, appartenuto alla deve l'unificazione delle varie catene
Biblioteca di Assurbanipal, possiamo iniziatiche attraverso la creazione
trovare presentata nella sua forma della leggenda di Ermete Trismegisto
perfetta una delle teorie cardine del e la compilazione di tutti quei testi
sapere che stiamo studiando, e cioè che a lui saranno attribuiti, a partire
quella della Terra-Madre all'interno dai dialoghi del Corpus Hermaeticum
della quale i minerali vivono di una fino alla celeberrima Tavola
vita propria. In un altro, recante Smeraldina. Ma chi era in
l'orgogliosa iscrizione dell'imperatore realtà Ermete Trismegisto?
Sargon, è da ravvisarsi uno dei primi Purtroppo anche tale domanda
racconti mitici velato dal più squisito è destinata a restare senza risposta.
esoterismo verbale di stampo L'unica cosa che possiamo dire è che
alchemico, mentre ve ne sono altri mentre gli alchimisti di Alessandria
ancora che descrivendo procedimenti gli tributarono origine mitica e
pratici, dimostrano conoscenze sovrannaturale, assimilandolo di
tecniche estremamente evolute. volta in volta con gli dèi Thot ed
Ma sarà l'Egitto, e nella fattispecie Ermete, così come faranno poi gli
l'Egitto di lingua greca, il luogo arabi credendolo incarnazione del
di provenienza di tutta quella serie profeta Idris, i Maestri del Medioevo
di scritti che - da lì e per sempre - latino invece non avranno esitazione
rappresenteranno i veri "libri di a vedere in lui il primo grande Adepto
testo" dell'alchimia,- quei trattati della storia dell'umanità, e cioè
a cui tutti gli altri a venire altro il primo grande alchimista - padre
non faranno che adattarsi, formando della Tradizione - cui le potenze
così, di volta in volta, gli anelli della celesti concessero le tre parti della
grande catena dell'alchimia sapienza cosmica e con esse i segreti
tradizionale. Quello di Alessandria della trasmutazione. Vero è tuttavia
- caso più unico che raro - fu infatti che dall'apparizione dei primi
un esempio perfetto di sincretismo frammenti a lui attribuiti, l'identità
culturale e di unione armonica di ermetismo-alchimia venne via
diverse scuole e culture che, dalla via assumendo quei caratteri
reciproca fusione, seppero trarre il di assolutezza che portarono
massimo vantaggio, consentendo così gli alchimisti ad attribuirsi
uno sviluppo senza eguali delle varie il titolo di Filosofi Ermetici.
forme di sapere. Nel nostro caso sarà Andrea Aromatico
I Maestri arabi Ci sono dati sicuri che ci dimostrano
come dalla grande metropoli
dell'Egitto ellenizzato l'alchimia
"Colui... che si era già passata intorno al VI secolo
occupò pei primo di ad alcuni Adepti dell'Impero
pubblicare i libri degli bizantino; di qui la sua diffusione
al resto del mondo latino era stata
antichi sull'alchimia limitata dall'assoluta vocazione
fu Khalid [...]. Era un autarchica che sin dai suoi albori
aveva caratterizzato la cultura
predicatore, un poeta, ellenizzante di Bisanzio.
un uomo eloquente, Perché il verbo di Ermete
pieno di ardore e di Trismegisto potesse dunque trovare
diffusione era necessario accadessero
giudizio" riporta il due grandi svolte nella storia del
Fihrist a l - ' u l ù m I b n al- mondo allora conosciuto. Da un
lato la caduta dell'Impero romano
Se il principe
N a d ì m .
(all'interno del quale l'alchimia mai
Khalid fu il primo, il trovò diffusione) e dall'altro l'avvento
titolo di "Maestro dei dell'Islam. Sarà proprio da questi
veri cataclismi storici e dalle loro
Maestri" spetta invece conseguenze che svariate forme
a Jàbir, alias Geber. culturali verranno finalmente
in contatto interagendo così su
molteplici piani.
Smembrato che fu l'Impero romano
d'Occidente infatti, e riunito dalla
predicazione di Mohamed quel
coacervo di tribù che formava sino
allora il popolo arabo, l'Islam aveva
potuto dare vita a un movimento
espansionista senza eguali che così
come si estese sino alle rive del
Gange, ugualmente seppe occupare
nel Mediterraneo meridionale quel
posto che la svanita potenza di Roma
aveva reso vacante. E sarà proprio per
opera di questo straordinario popolo,
per natura curioso e studioso, avido
di cultura e filosofia, civilizzatore per
eccellenza, che la grande tradizione
di Alessandria potè dunque
sopravvivere, trovando, anzi, comuni
momenti d'interesse e di diffusione.
eber, il grande Maestro arabo
G dell'VIII secolo, esponente eminente
del pantheon degli alchimisti, in un
È un dato di fatto che l'invasione
dell'Egitto da parte degli arabi
ritratto seicentesco. permise un profondo radicamento
delle ricerche alchemiche in tutto forno sacro adibito alla cottura degli
il mondo islamico. embrioni minerali così chiamato dai
Tuttavia ci pare interessante filosofi arabi ed europei) secondo la
proporre un interrogativo di non spiegazione di Fulcanelli deriva dalla
poco conto,- in precedenza avevamo voce greca a-tìavccto<; e cioè fornace
constatato che dei testi arabi ¡al thnur in arabo) di quel fuoco
preislamici non ci è pervenuto quasi immortale che per gli alchimisti
nulla, e perciò diviene difficilmente era agente primario della vita
attestabile un cammino dell'alchimia e delle sue varie trasformazioni.
parallelo a quello avvenuto nelle Poco più di mezzo secolo dalla
culture poc'anzi prese in esame, venuta di Cristo l'Impero islamico si
ricollegandoci però a quello che estendeva ormai dall'Africa alle più
è il patrimonio di simboli della lontane regioni dell'Asia. L'arabo ne
scienza che stiamo studiando, ci era la lingua ufficiale e sacra.
pare legittimo chiederci: ma è ancora In Damasco regnava il Califfo
giusto pensare che un popolo che 'Umayyade Yazid; la sua storia qui
scrive il Corano, che innalza una tuttavia non c'interessa se non
bandiera con una luna crescente per il fatto che egli ebbe un figlio
in campo verde, che già prima di a nome Khalid. E quest'ultimo
Maometto adorava alla Mecca una infatti il "nostro" personaggio poiché
pietra nera, la Kaaba, con un giro secondo quanto tramandano fonti
deambulatorio reiterato sette volte, degne di fede fu il primo grande
dovesse giungere in Egitto per alchimista dell'Islam.
apprendere qualcosa di alchimia? Discepolo di un misterioso monaco
Non lo crediamo! Tutti questi dati cristiano chiamato Morieno, a sua
anzi, assieme alla facilità e all'amore volta allievo di Adfar, Khalid rinunciò
con cui l'Islam seppe integrare e al regno paterno per farsi seguace
sviluppare al suo interno le istanze di Ermete. Così ce lo descrive nel
parimenti derivate dalla Tradizione Fihrist al-'ulùm Ibn al-Nadìm:
greca, egiziana e bizantina, vengono a "Colui... che si occupò per primo
dimostrarci proprio il contrario; e di pubblicare i libri degli antichi
cioè che gli arabi all'epoca delle loro sull'alchimia fu Khalid ibn Yazid ibn
conquiste dovevano possedere un Moavia. Era un predicatore, un poeta,
livello culturale raffinato almeno un uomo eloquente, pieno di ardore
quanto quello dei popoli con cui e di giudizio. Fu il primo che si
vennero a contatto. Ne è prova fece tradurre i libri di medicina, di
il fatto che i Maestri musulmani, astrologia e di alchimia... Si assicura,
già nei loro primi documenti e Dio sa meglio di chiunque se questo
propriamente alchemici, dimostrarono è vero, che Khalid riuscì nelle sue
d'aver importato all'interno del loro imprese alchemiche. Ha scritto su
sistema fonetico espressioni di questa materia un certo numero di
strettissima derivazione ellenica: lo trattati e composto versi e ho anche
strumento che l'Occidente latino visto tra le sue opere il suo libro dei
conoscerà col nome di alambicco, Colori, il grande trattato della Shaifa,
trae la sua origine dall'arabo el il piccolo trattato della Shaifa e
ambich che a sua volta era derivato il libro delle sue raccomandazioni
dalla voce greca ambix-, l'athanor (il a suo figlio nei riguardi dell'Opera...".
Pur non essendoci tracce cui un luogo reale è reso mitico
delle opere in arabo del principe dalle fiabe incantate delle Mille
'Umayyade, nella tradizione latina e una notte, un territorio
resta però un piccolo "corpus" di dell'immaginazione e della leggenda
testi che gli sono attribuiti con la in cui geni e maghi, principesse
firma di Calid filius Iazachi, e in stregate ed esseri sovrannaturali
verità non c'è alcuna ragione per vivevano una vita propria fatta
porre dei dubbi sulla veridicità di tali d'incanti e ragione, vertigini
testimonianze. La sua opera infatti intellettuali e razionalismi
sarà studiata con devozione da quasi matematici, tutti ben riassunti in
tutti i maestri latini e così il suo quel precetto fondamentale di Halì
nome sarà ricordato col rispettoso ibn Al Farid che recitava così: "Veglia
epiteto di Adepto. per non voltarti con disprezzo
Se il principe Khalid fu il primo, all'orpello delle forme e di tutti i
d'altro canto non fu sicuramente domini dell'illusione e dell'irreale.
il più grande degli alchimisti arabi. Poiché nel sonno dell'illusione,
Tale titolo doveva spettare a colui l'apparizione delle ombre ti guida
che nei secoli sarà ricordato come il verso ciò che ti è mostrato attraverso
"Maestro dei Maestri"; il suo nome una tenda trasparente". Lo stesso eroe
fu Abu Abdallah Jàbir ibn Hayyan epico, curiosamente speculare con
ibn Abdallh as-Sufi, nella tradizione l'Ulisse dell'epos ellenico, è Sinbad
viene ricordato semplicemente il marinaio, l'avventuriero del
come Jàbir anche se l'Europa latina fantastico e dell'improbabile.
tramandò il suo insegnamento sotto E altrettanto simile a quella dei
quella denominazione che ormai due marinai viaggiatori è la storia
è sinonimo stesso dell'ermetismo di Jàbir, del quale le leggende ci
islamico: Geber. consegnano l'immagine di cavaliere
Jàbir, di una generazione posteriore errante del sapere. Da un lato
a Khalid, fu sicuramente seguace costretto a continue peregrinazioni
dello shì'ismò, quella particolare sia per sottrarsi alla curiosità
corrente della religione del Profeta interessata dei potenti sia per la
definita da Corbin "esoterismo ricerca di un luogo favorevole ai
dell'Islam". Ed è proprio nella sua suoi lavori, dall'altro perché autore
adesione alla shi'a, di per sé votata di uno straordinario numero di opere
a una interpretazione esoterica del che rappresentano le tappe tangibili
Corano e decisamente aperta verso di un viaggio spinto verso i territori
ogni forma di pensiero occulto, che più remoti del conoscibile.
riteniamo vadano ravvisate tutte Duecentoquindici trattati
quelle istanze che portarono il formano oggi il corpus jàbiriano
nostro ad avvicinarsi all'alchimia (anche se sembra che originariamente
e padroneggiare così i misteri ammontassero a più di tremila!],
della natura. e sono tutte opere in vario modo
D'altra parte era un po' tutto collegate all'alchimia. Tra queste
il suo mondo che si nutriva al pari sono annoverati testi fra i più
di scienza e di mistero; basti pensare importanti nella storia della filosofia
che la temperie culturale in cui si ermetica: lavori che per citare alcuni
viene a muovere Jàbir è la stessa in titoli vanno dal Libro della
Misericordia al Trattato sul Mercurio
Occidentale, dai Settanta libri al
Piccolo Libro della Clemenza, sino
ad arrivare ai centoquarantaquattro
volumi dedicati al problema dei pesi.
All'apparenza diversificati sia
per stile sia per conclusioni, tutti
questi presentano in realtà una
precisa fisionomia omogenea che
permette d'intenderli come opera di
un unico autore. Non per niente Jàbir
praticava - è lui stesso a dircelo -
una forma particolare d'insegnamento
basata sulla tahdid al'ilm, e cioè sulla
dispersione sistematica del sapere.
Il suo in sostanza era un metodo
(che poi diventerà pressoché canonico
per quasi tutta la trattatistica =t
ermetica), basato su di un sistema
"invidioso", il cui nocciolo
consisteva nel frammentare la
consequenzialità logico-operativa
di determinati procedimenti in
molteplici parti, per poi inserirla,
così smembrata, qua e là fra i capitoli
di uno o più trattati. È proprio per
questo allora che siamo d'accordo
con Lucarelli quando scrive che: costante e paziente lavoro di
"Probabilmente nessun altro autore copiatura e traduzione dall'egizio
ermetico si è spinto tanto in là nella e dal greco, operato in tali centri
descrizione analitica delle operazioni, si dovrà la sopravvivenza del
ma è certo che nessun altro ha spinto patrimonio dei testi alessandrini.
a tanta disperazione i profani che Ugualmente sarà proprio da
hanno osato avvicinarsi ai suoi queste scuole che proverranno
scritti". altri personaggi che con le loro
Giunti a questo punto non si pensi opere terranno accesa la fiaccola
però che dopo la scomparsa dei due della Tradizione. Ricordiamo al-Razi,
Adepti i semi del loro pensiero autore del Libro dei segreti, Toghrai
caddero nel vuoto. Tutt'altro! Alle (Artefio), Màslama ibn Ahmad (al-
spalle di entrambi infatti esisteva Magriti) e ancora Muhammad ibn
un terreno forse quant'altri mai Umail e, ultimo in ordine di tempo -
fertile, sul quale poterono facilmente al-Ghazali. Ma con questi nomi
attecchire e fruttificare. Soprattutto siamo già oltre l'anno Mille e proprio
dall'insegnamento di Jàbir sorsero questi sono i personaggi che di lì a
numerose catene iniziatiche e un po' poco l'Occidente latino si preparava a
ovunque nell'Islam presero a nascere venerare col solenne titolo di Maestri.
centri di cultura alchemica. Proprio al Andrea Aromatico
L'Europa cristiana Nella quiete dei conventi

e l'età (Toro Dobbiamo subito precisare che


l'alchimia, al pari di tutto il bagaglio
culturale proveniente dall'Antichità,
"Tra tutte le ebbe sicuramente nel popolo arabo
scienze coltivate nel il principale tramite di conservazione
Medioevo, nessuna, e trasmissione. Saremmo però fuori
strada se ci fermassimo a pensare
certo, fu più di moda che nelle sole conquiste operate
e fu più in onore della dai saraceni - e nella loro opera di
scienza alchemica" catechizzazione - vadano ravvisate
tutte le linee di penetrazione
scrive Fulcanelli. attraverso cui l'ermetismo trovò
Ma attraverso diffusione nel mondo latino.
Perché ciò potesse avvenire
quali vie era giunto infatti, era quantomeno necessario
nell'Occidente latino esistessero delle condizioni
l'antico sapere! Quale favorevoli. Saranno quindi
anche l'acceso spiritualismo del
percorso aveva seguito cristianesimo medievale, assieme
l'Arte Sacra degli egizi a una volontà diffusa di ricerca
sapienziale che già aveva in sé
per poter giungere i germi della Rinascenza, i due veri
intatta dai templi potenti fattori che spalancheranno
di Alessandria all'alchimia araba le porte
dell'Occidente medievale.
nell'Europa medievale, Ecco dunque la situazione: da un
per poi esplodere nella lato gli arabi conquistatori, con le
"follia" ermetica del loro conoscenze, dall'altro l'Europa
cristiana, con la sua sete di sapere,
Rinascimentol pronta ad accoglierle e integrarle.
Ed ecco ancora come ciò potè
accadere secondo quattro precise,
distinte linee spazio-temporali.
La prima di queste va senza dubbio
ravvisata in quella che chiameremo
la direttrice araba-iberica. Consistette
nell'effettiva opera di trasmissione
del sapere conseguente la conquista
della Spagna avvenuta nell' Vili secolo
da parte delle truppe saracene. La

articolare di una illustrazione del


P Trattato di Lambsprink, che raffigura
due pesci - a simboleggiare lo Spirito
e l'Anima, il mare essendo il Corpo.
seconda dovremo indentificarla nella un cammino parallelo a quello delle
direttrice bizantina; sappiamo bene altre forme di sapere. Come tutte
infatti come proprio nell'ellenizzante le altre opere dell'Antichità infatti,
Bisanzio era potuto sopravvivere un anche quelle alchemiche dovettero
importante centro di studi alchemici: passare per quel percorso obbligato
numerosi documenti che noi che, schematizzando, possiamo
studiamo tuttora come greci o egizi riassumere nelle tre tappe - originale,
- primo fra tutti la famosa Crisopeia copia araba, copia latino-greca
di Cleopatra - proprio di lì traggono tradotta dall'arabo - il cui singolare
la loro provenienza. La terza invece merito è da ascriversi all'opera
la chiameremo direttrice araba di colti frati cenobiti, benedettini,
mediterranea; in realtà in questa domenicani o francescani che fossero.
definizione abbiamo voluto Quale prodigioso destino stava
riassumere tutte quelle istanze di dunque spettando all'alchimia pochi
pensiero occulto orientaleggiante (del anni dopo il fatidico Mille! Se
quale l'alchimia fu la sicura matrice è vero infatti che gli arabi l'avevano
originaria) che i cavalieri crociati condotta a un elevatissimo grado
e templari del XII secolo portarono di splendore, tuttavia, pur non
seco di ritorno dalla Palestina. privandola del suo aspetto di scienza
E per concludere la quarta e ultima sacra l'avevano in certo qual modo
(di minor importanza) che verrà secolarizzata portandola fuori dai
stigmatizzata in direttrice siciliana; templi.
nel sud dell'Italia infatti, ma Giunta in Occidente al contrario,
in particolare in Sicilia, erano grazie anche alle particolari
sopravvisute delle sacche linguistiche situazioni socio-culturali in cui
e di pensiero legate ancora alla versava allora la gran parte della
tradizione della Magna Grecia: popolazione (l'alfabetizzazione si
va da sé che con la conquista araba praticava solo nei conventi, quindi
dell'isola e il conseguente contatto anche la copiatura di tutti i testi),
con le antiche conoscenze - ormai questa ridiveniva esclusivo
patrimonio organico delle genti del appannaggio delle classi sacerdotali;
Profeta - tali ellenismi poterono in sostanza dopo anni d'ostracismo
ben confluire nelle strutture Ermete stava ritornando nel tempio.
squisitamente sincretistiche di Secondo la tradizione ufficiale era
un pensiero come quello alchemico l'I 1 Febbraio 1144 quando Roberto di
cominciando a vivere di vita propria. Chester portava a termine la versione
"Dapprima esitante, l'alchimia, latina di un testo arabo che Morieno
poco per volta, iniziò a prendere aveva redatto per il suo allievo
coscienza di se stessa e non ci mise Khàlid. Oggi sappiamo come
molto tempo a consolidarsi. Essa tese probabilmente qualche manoscritto
a imporsi, e trapiantata nel nostro in greco sulle tinture dell'Arte sacra
suolo vi si acclimatò a meraviglia, era già provenuto da Bisanzio fra
sviluppandosi con tanto vigore che l'ottavo e il nono secolo,- in ogni
ben presto la si vedrà sbocciare in un caso la vera avventura dell'alchimia
abbondante fioritura" ricorda in Occidente iniziava proprio così,
Fulcanelli. I primi passi della scienza fra la penombra di cattedrali ancora
ermetica nell'Europa latina seguirono romaniche e il religioso silenzio
degli scriptoria conventuali... È nella secolo in poi iniziarono a essere
Chionica di Salimbene di Adam redatte numerose opere che, pur non
che troviamo una delle principali essendogli direttamente attribuibili,
testimonianze di tale fenomenologia. recheranno ugualmente la firma
Lo storico, raccontandoci le vicende del vicario di san Francesco,
di frate Elia da Cortona, lo a testimonianza della genuità di
identificava quale iniziatore della una catena iniziatica che in ogni
tradizione alchemica all'interno caso a lui faceva specifico riferimento
dello stesso ordine francescano. elevandolo al rango di icpoxo<; e u p e t e ì ;
Indossato il saio nel 1211 e assurto della tradizione alchemica minorità.
in breve a un ruolo di primo piano D'altronde dalle testimonianze di
fra i seguaci del santo di Assisi, Elia Salimbene un altro dato emergeva fra
nel 1217 era partito da Brindisi per tutti; e cioè che sotto il generalato di
un'opera di apostolato in Terra Santa, Elia, nell'Assisi della prima metà del
ed è assai probabile che proprio lì, 1200, l'alchimia stava diffondendosi
nella terra che per tanti secoli aveva con straordinario successo fra i frati
fatto da culla all'Arte trasmutatoria, francescani.
egli fosse venuto in contatto coi Soffermiamoci allora alcuni istanti
segreti dell'alchimia. a ricordare rapidamente i nomi dei
Una serie di fatti a questo punto, più celebri, perché è proprio fra
vengono a porci un interrogativo questi che l'Occidente latino
sconcertante: bisogna sapere che era inizierà ad annoverare i suoi Maestri.
il 1219 quando lo stesso Francesco Per primo desideriamo menzionare
raggiungeva Elia in Siria, luogo in l'autore dello straordinario Libei
cui ancora viva era la tradizione Compostella: Bernardo d'Iseo.
della misteriosa Harran, considerato Coetaneo di Elia fu definito dagli
ora come quella francescana sia uomini del suo tempo "sapiente,
sicuramente la più "gioiosamente ingegnoso e molto sagace, uomo di
spirituale", la più panica e onesta e santa vita".
filosoficamente tollerante delle Fra i traduttori di testi alchemici
dottrine ecclesiastiche, ci pare lecito spicca fra tutte la figura di Gherardo
chiederci: quanta importanza potè da Cremona, mentre per quel che
avere, in fin dei conti, il soggiorno concerne i "simpatizzanti" non
dei due confratelli in Oriente, per possiamo non menzionare Roberto
gli sviluppi di quel pensiero che Grossatesta, esponente di primo
- a posteriori - possiamo chiamare piano della Scuola Francescana di
"francescano"? Oxford e grande estimatore della
Sappiamo bene che a ciò forse scienza trasmutatoria. Passando ora
mai si potrà dare risposta, anche ai più grandi, quelli cui la tradizione
se alcuni dati permangono oggi riserverà un ruolo privilegiato
con una notevole evidenza. Al di nell'areopago degli Adepti, un
là delle testimonianze storiche discorso a parte meritano le figure
infatti - come non ricordare quelle di altri quattro frati francescani
di Angelo Clareno e Michele Scoto che in maniera pressoché speculare
che definivano rispettivamente Elia sapranno coniugare, in una precisa
"superiore alchimista" e "compagno unità d'intenti, vocazione religiosa
di ricerche alchemiche" - dal XIV e pratica filosofale. Il primo di questi
fu Ruggero Bacone. Allievo di Uno strano destino parallelo finirà
Grossatesta egli divenne una delle poi per accomunare Villanova a
figure d'intellettuale fra le più Rupescissa facendoli finire entrambi
brillanti della sua epoca, fondendo in carcere a causa delle numerose
sapientemente l'impostazione profezie di cui erano infarciti i
religiosa scientifico-filosofica della loro lavori letterari, che proprio
Scuola di Oxford con i suoi interessi per questo motivo vennero ritenuti
mistici, astrologici e soprattutto dall'Inquisizione vicini all'eresia
alchemici. Spirito indipendente di Gioacchino da Fiore.
e sperimentatore rappresenta tra Non vi sono dubbi tuttavia che
l'altro il primo esempio di alchimista proprio alla loro opera guarderà
perseguitato dalla Chiesa per le quattro secoli più tardi un medico
sue idee in vago sentore d'eresia; francese di famiglia ebrea il cui nome
scomparve misteriosamente dalle fu Michele di Notre Dame anche se
cronache nel 1292 e la sua fine è a orecchi moderni è assai più noto
una di quelle che cominciarono a come Nostradamus.
creare la leggenda sull'immortalità Su l'altro versante, e
degli alchimisti. contemporaneamente a come stava
Un frate catalano allievo di Bacone accadendo tra i frati minori, anche fra
doveva proseguire gli studi del gli altri ordini monastici il verbo di
Maestro. Questi fu Arnaldo da Ermete stava radicandosi in maniera
Villanova; legato al movimento degli straordinaria. Qui basti ricordare che
spirituali francescani eguagliò l'opera fu proprio un domenicano, Vincenzo
del suo predecessore estendendo di Beauvais, l'autore dello Speculum
il campo dei propri interessi alla Natuialis, una delle più importanti
medicina, alla iatrochimica e alla opere prodotte dal Medioevo
teologia, avendo grande cura di sull'argomento e che ugualmente
unificare nella sua vasta produzione fra gli Adepti appartenuti all'ordine
letteraria l'alchimia vera e propria viene ricordato il nome di Alberto
con numerose istanze profetiche di Bollstaedt - maestro di Tommaso
prese a prestito dalla dottrina d'Aquino - meglio conosciuto col
gioachimita. titolo di Alberto Magno.
E sarà proprio dall'insegnamento e Al riguardo è da menzionare
dall'opera di Villanova che trarranno quella leggenda, assai popolare tra
rispettivamente ispirazione altri due gli alchimisti, che tramandava come
grandi alchimisti: Raimondo Lullo 10 stesso san Domenico fosse stato
e Giovanni da Rupescissa. Spagnolo l'iniziatore della Tradizione
l'uno, francese l'altro, seppero alchemica domenicana, e come
divenire il primo continuatore 11 suo insegnamento relativo alla
degli studi del Maestro e a sua fabbricazione della Pietra filosofale
volta modello per innumerevoli fosse giunto tramite Alberto Magno
opere future; fedele seguace il allo stesso aquinate.
secondo che in tutta la sua articolata Riteniamo quasi superfluo poi,
produzione letteraria mai ometterà per concludere, ricordare come
di citare Magister Arnaldus, molti anni dopo una storia favolosa
tenendolo anzi sempre presente raccontava il ritrovamento dei
come sicuro modello cui adeguarsi. manoscritti di un grande alchimista
come sin quasi la fine del XIII secolo
jitbano^tripesarcitriominv.furnm
l'alchimia fu tranquillamente
'Ìhilojojìbormn.
studiata e praticata all'interno dei
conventi e dei vari ordini monastici.
D'altra parte essa rappresentava a
tutti gli effetti una forma di filosofia
naturale perfettamente ricalcata sulle
meccaniche della Genesi e mirata
integralmente alla conoscenza di
Dio. Insomma non vi è dubbio alcuno
che, sin dai suoi primi passi,
l'alchimia occidentale si era volta a
dar vita a una tradizione, che di lì in
poi, si mostrerà sempre e comunque
palesemente cristiana.
Due fatti tuttavia dovevano
cambiare l'atteggiamento della
Chiesa nei confronti dei seguaci
d'Ermete: il radicarsi di alcune
eresie tra monaci praticanti
l'alchimia, la qualcosa nella
mentalità degli inquisitori stava
'uovo filosofico nel cuore del forno: finendo per imparentare questa con
L una illustrazione del De secretis
naturae seu de quinta del francescano
quelle; la nascita di una nuova classe
Raimondo Lullo. d'intellettuali, ora non più
esclusivamente organici alla Chiesa,
benedettino che si credeva vissuto ma proveniente da tutte le classi
nel XIV secolo nella città di Erfurt; della società laica.
tali documenti - la leggenda li voleva Nei primi anni del 1300 il
conservati assieme a una porzione rapporto che legava clero e alchimia
di polvere di proiezione - avrebbero proseguiva ormai lungo canali
dovuto portare la firma di Basilio di estrema cautela ma era lungi
Valentino, uno dei personaggi più dall'estinguersi. Vi è chi ha pensato
controversi dell'ermetismo. che proprio per minare le basi di
Giunti a questo punto, riteniamo questo sodalizio ideologico nel 1317
opportuno sciogliere alcuni papa Giovanni XXII emanò la
interrogativi: come reagì infatti la decretale Spondei quas non exhibent
Chiesa allo straordinario successo che nella sostanza mirava a
che l'ermetismo e l'alchimia stavano condannare la fabbricazione
raccogliendo proprio nel suo seno? e la vendita di oro falso.
Quali furono in sostanza le reazioni La sua finalità però non era una
dei vertici religiosi all'esplosione confutazione dell'alchimia in quanto
di "follia" alchemica che, un po' tale, né tantomeno conteneva assunti
ovunque, stava contagiando le menti volti a smantellare l'edificio teoretico
più brillanti fra monaci e sacerdoti? su cui si basava la filosofia ermetica.
Facendo un piccolo passo indietro, La corretta lettura del suo testo
possiamo constatare con evidenza veniva al contrario a essere
sintomatica di ben altro fenomeno; professano, e nessuno è immune,
e cioè che l'alchimia aveva raggiunto perfino tra coloro che esercitano
una diffusione inimmaginabile ai un mestiere o tra i piccoli artigiani,
giorni nostri, e soprattutto che fra le orefici, gentiluomini, vetrai,
schiere di coloro che si dichiaravano smaltatori, farmacisti,
alchimisti, alcuni impostori dall'irresistibile desiderio di
cominciavano a nascondersi dietro maneggiare la storta. Anche se non
i paludamenti del filosofo ermetico. si lavora alla luce del sole, - l'autorità
Insomma dopo più di due secoli regale perseguita i soffiatori e i papi
di soli studi religiosi all'ombra dei scagliano fulmini contro di essi -
conventi, l'alchimia era ritornata per non per questo si trascura di studiare
il mondo, e tale volgarizzazione aveva di nascosto... Ci si disputano i
portato alla moltiplicazione di falsari manoscritti dei grandi Adepti, quelli
e millantatori che privi delle chiavi del cittadino di Panopolis Zosimo, di
per penetrare i sacri misteri, Ostanes, di Sinesio,- le copie di Geber,
l'avevano intesa esclusivamente di Razhès, di Artephius. I libri di
come un mezzo per facili, quanto Morieno, di Maria la Profetessa,
illeciti, guadagni. i frammenti di Ermes si vendono
a peso d'oro... Di quale passione,
Il Rinascimento: l'esplosione di quale respiro, di quali speranze la
della "mania ermetica" scienza maledetta avviluppa le città
gotiche addormentate sotto le stelle!
Questo dunque il punto in una età Fermentazione sotterranea e segreta
ormai prossima al Rinascimento: da che, non appena viene la notte,
un lato il persistere della tradizione popola di strane pulsazioni le
monastica, costretta a operare in profonde cantine, esala dagli spiragli
una sempre maggiore clandestinità, con luci intermittenti, sale con
dall'altro il fiorire rigoglioso di una volute sulfuree verso la sommità
tradizione laica, che se tra le sue fila dei pignoni!".
poteva annoverare numerosissimi E dunque questo il mondo in
veri iniziati, altrettanto saprà cui verranno a operare straordinari
produrre una turba di ciarlatani. personaggi quali il filosofo inglese
Ma lasciamo volentieri la parola a Jean Daustin, l'abate di Westminster
Fulcanelli, che prima e assai meglio Jean Cremer, Richard
di noi ebbe a descrivere tale (soprannominato Roberto l'inglese
situazione e ne trarremo un quadro e autore del Correctum alchymiae),
sconcertante: "L'alchimia nel XIV l'italiano Pietro Bono, Guillaume
secolo si è ormai diffusa dappertutto di Parigi (inventore dei bassorilievi
irradiandosi in tutte le classi sociali alchemici del portico di Notre-
nelle quali brilla di vivissimo Dame), Jehan de Mehun (detto
splendore. Ogni paese offre alla Clopinel e coautore del Roman
scienza misteriosa un vivaio di de la Rose), Hortolanus (il grande
discepoli ferventi e uomini di tutte commentatore della Tavola
le condizioni sociali si affrettano Smeraldina).
a offrirle sacrifici. Nobiltà, alta Più di ogni cosa però non dobbiamo
borghesia le si dedicano. Sapienti, dimenticare che è proprio questo il
monaci, principi e prelati la mondo in cui un semplice scrivano
parigino, residente in una modesta Ma il XV sarà soprattutto il secolo
dimora di rue Mariveaux, avrà modo che doveva tributare il periodo di
di passare alla storia cingendo la sua maggior splendore alla Scienza
fronte nel 1355 con la corona divina ermetica, sia per il gran numero
dell'Adepto. Il suo nome ancora oggi di Maestri sia per il loro valore che,
continua a essere pronunciato con anche su di un piano strettamente
religioso rispetto nei superstiti circoli letterario, avrà modo di distinguerli
ermetici, poiché corrisponde a quello da quelli delle età precedenti. Tra
di una delle figure più leggendarie e di essi vogliamo ricordare l'abate
misteriose della storia dell'alchimia; Tritemio, Isacco l'olandese, i due
eroe nazionale per i francesi, inglesi Thomas Norton e George
ricordato in tutto il mondo come Ripley, Lambsprinck, Georges
sinonimo stesso della filosofia Aurach di Strasburgo, Jacques Cœur
ermetica. Questi fu Nicolas Flamel. il tesoriere, il monaco Calabrese
Dal mito di Flamel, su cui la Lacini e il nobile Bernardo Trevisano,
tradizione orale, e non, costruiva che impiegò cinquantasei anni della
storie leggendarie, sorse una sua vita nella ricerca dell'Opera,
progressione geometrica dell'alchimia e il cui nome resterà nella storia
e degli studi genericamente definiti alchemica come simbolo
ermetici. di ostinazione, di costanza
Se quella del XIV secolo era stata e irriducibile perseveranza.
una "passione" quella che accese il Tornando alla Francia, vi sono
XV sarà una vera e propria "mania precise testimonianze relative alla
ermetica", che senza eccezioni, nascita di cenacoli e confraternite
coinvolse in un unico afflato tutta alchemiche. Celeberrimo, per
quanta l'Europa. esempio, il sodalizio che unì per
Non vi fu corte rinascimentale che lunghi anni Nicolas Valois,
non ospitò al suo interno astrologi Grosparmy e Vicot affratellandoli
e alchimisti, non vi fu biblioteca che nella ricerca del Lapis philosophicum.
non annoverasse fra i suoi volumi Due eventi affatto particolari invece
opere di Alchimia tradizionale. Alle - entrambi risalenti alla seconda metà
approssimative copie medievali si del '400 - stavano per incrementare
andarono man mano sostituendo ulteriormente la diffusione del verbo
raffinate redazioni manoscritte di Ermete nella penisola italiana con
puntellate dalla nuova vocazione una forza che non avrà più uguali: la
filologica dell'Umanesimo, che diaspora degli ebrei spagnoli e l'arrivo
dall'opera di Lorenzo Valla in poi, dei bizantini in fuga per la caduta di
saprà fornire agli appassionati Costantinopoli. È sostenuta proprio
ricercatori strumenti e codici sempre da questi eventi la vera "follia"
più corretti e quindi atti a operare. ermetica che di lì in poi comincierà
In Francia, la figura di Flamel a diffondersi come un contagio in
assurse a mito e in centinaia si posero tutte le signorie italiane. Uomini di
sui suoi passi alla ricerca della Pietra stato e mecenati iniziarono una vera
filosofale. In Germania, soprattutto corsa all'ermetismo e all'alchimia:
nei chiostri dei conventi, la ricerca a Firenze Marsilio Ficino traduce
e il dibattito diedero vita a una e pubblica in "edizione critica" il
messe di opere straordinarie. Corpus Hermeticum, Pico della
Mirandola si dedica a studi di vogliono essere chiamati alchimisti,
mnemotecnica ermetica; a Ferrara il grossolano idiota, il ragazzo
Borso d'Este è protettore di una e il vecchio, il barbiere, la vecchia,
signoria votata verso tutte le forme un consigliere arguto, il monaco
d'esoterismo fra le quali spicca tonsurato, il prete e il soldato.
senz'altro l'alchimia; a Urbino E proprio qui allora, nel momento
il fratellastro di Federico da del suo massimo splendore, che
Montefeltro, Ottaviano Ubaldini, cominciava l'inizio della fine per
è egli stesso alchimista. l'età dell'oro dell'Alchimia". Secondo
Tale situazione però, basata quella massima ermetica che recitava
soprattutto sulla buona fede "molti i chiamati pochi gli eletti",
di potenti mecenati disposti a le truffe e gli inganni dei più, gli
mantenere alchimisti e a promuovere insuccessi e la scarsità di risultati
le loro ricerche, sarà anche la stessa materiali in cui languivano i falsari,
che moltiplicherà in modo spropositato divennero i capisaldi di quella
il numero di falsi Artisti. Sentiamo mentalità che iniziò a spodestare il
al riguardo le parole di Franz sogno dorato degli alchimisti dalle
Gassman poiché sono sintomatiche attività più nobilmente umane per
di una situazione che stava ormai relegarlo nel mondo delle chimere.
giungendo al collasso: "Quasi tutti Andrea Aromatico

Ìigures Dr. amfx

articolare della tomba di Nicolas Flamel nel Cimetière des Innocents a Parigi, e le
P sette figure del misterioso Livre d'Abraham l'Hébreu, descritte da Flamel nel suo
Livre des Figures hiéroglyphiques, radunate da Arnauld nel XVII secolo.
L'inizio della fine Attaccato da ogni lato, il prestigio
dell'alchimia sparisce. L'entusiasmo
decresce. L'opinione si modifica.
Sul finire del Alcune operazioni pratiche raccolte
Quattrocento si stava qua e là, riunite e poi rivelate e
avvicinando un'epoca insegnate, permettono ai dissidenti
di sostenere la tesi della nullità
tempestosa, un'età alchemica, di rovinare la filosofia
che all'orizzonte e di gettare le hasi dell'attuale nostra
chimica.
già mostrava le cupe Nel XVI secolo i soli eredi
nubi del razionalismo riconosciuti dell'esoterismo egiziano
pragmatico e le rinnegato dagli ultimi approdi del
Rinascimento, dopo esserne stato
folgori intransigenti corrotto, sono Sethon, Venceslao
della rimontante Lavinio di Moravia, Zachaire,
Paracelso - ricorda Fulcanelli.
Inquisizione. A partire Alcune eccezioni nel Cinquecento
da questo momento, - in aggiunta al lavoro di questi
l'ermetismo cade solitari artisti - brillano fra tutte
nello scenario del firmamento
in disgrazia. Anche alchemico; e tutte vanno riferite
i suoi partigiani, a quelle corti che dell'esoterismo e
esacerbati dell'alchimia fecero il vero e proprio
fulcro dei loro interessi culturali.
dall'insuccesso, Per prima consideriamo la corte
si rivoltano londinese di Elisabetta I, nella quale
"mago" altri non fu che quel John
contro di esso. Dee autore della Monade geroglifica,
da tutti riconosciuto come grande
filosofo ermetista, nonché fervente
sostenitore della trasmutazione
metallica. La seconda è da
indentificarsi con la vicenda
del sovrano che più di tutti seppe
comprendere il dirompente potenziale
filosofico e teoretico che si celava

a "distillazione", incisione tratta dal


L Commentarium alchymiae di Andrea
Libarius, pubblicato a Francoforte nel 1606.
dietro ai misteri del nostro antico a parte quello di Basilea, che al riparo
sapere. È ormai chiaro che stiamo dei veti delle due chiese cristiane
parlando di Rodolfo II d'Asburgo. seppe divenire il centro principale
Meravigliosa la sua storia: egli - il vero porto franco - per la
in preda a una passione esclusiva riproduzione di una sterminata serie
e divorante per gli studi d'alchimia, di opere a soggetto alchemico. Sarà
lasciato il legittimo governo dello proprio da una delle sue tipografie
stato a suo fratello, si ritirò a Praga che nel XVII secolo l'alchimista
nel castello di Hradgam trasformando italiano Gratarolo darà alle stampe
la capitale boema nella nuova una di quelle prime grandi raccolte
Alessandria. Chiamò a sé un di opere di alchimia, che da questo
gran numero di maghi, astrologi momento in poi incominceranno
e alchimisti, fondendo le loro a moltiplicarsi e a circolare fra
conoscenze assieme a quelle ricevute confraternite iniziatiche sempre più
dai rabbini cabalisti della nutrita ammantate di segretezza e di mistero.
comunità ebraica lì residente, e Ma con l'opera del nobile italiano,
proprio sotto la sua guida Praga assieme a quella degli altri grandi
si trasformò nella "Città Magica" divulgatori di miscellanee d'alchimia,
che noi tutti conosciamo e della siamo già agli sgoccioli dell'agonia
quale tuttora numerose vestigia dell'Arte Sacra in Occidente.
permangono a perenne ricordo, L'era del Barocco doveva ancora
prima fra tutte la strada che alla conoscere i lavori del cenacolo
stessa alchimia venne dedicata, ermetico romano della regina
conservando il suggestivo nome Cristina di Svezia, dei sonetti
di Siota Ulitza (Viuzza dell'Oro). alchemici del Marchese Francesco
La Praga di quegli anni benedetti fu Maria Santinelli, così come le parole
veramente la patria cosmopolita della di pietra della porta magica del
cultura ermetica. Non è sicuramente signore di Palombara - prezioso
un caso infatti se proprio lì, attratto grimoire votato alla più pura
in maniera irresistibile dall'atmosfera operatività alchemica -, ma nella sua
magica che vi si respirava, troveremo più intima essenza il XVII stava per
ancora una volta Dee in compagnia divenire il secolo che, salvo poche
del suo strano aiutante Edward Kelley. altre figure come quella del Lascaris,
Abbastanza simile a quella di del presidente d'Espagnet, del
Rodolfo poi la vicenda di Francesco polacco Sendivogius e del misterioso
de' Medici, che anch'egli praticante, Eireneo Filalete, finiva per sancire la
sarà ispiratore di opere d'arte a cancellazione dell'alchimia dal campo
soggetto strettamente alchemico. delle scienze umane. Cartesio e la
Esisteranno anche luoghi rivoluzione illuminista erano ormai
- per così dire - canonici per la alle porte. Kant stava per bandire lo
pubblicazione di opere ermetiche,- spirito dalle cose di questo mondo, e
è infatti a Strasburgo che nel 1616 di qui in poi, per i "filosofi per mezzo
viene pubblicato Le nozze chimiche del fuoco", si preparavano anni bui
di Christian Rosenkreutz, ultimo nei quali loro unica compagna
lavoro della trilogia che annunciava sarebbe stata la più assoluta
al mondo l'esistenza del sodalizio clandestinità.
ermetico dei Rosa-Croce. Uri discorso Andrea Aromatico
La clandestinità E questo è storia! Ma cosa era poi
da intendersi con il termine
"ragione"? Cosa in realtà era
Il Settecento viene pienamente "ragionevole" e cosa no?
sempre ricordato E poi quali erano allora i legittimi
come quello in cui, confini entro cui potersi muovere,
sicuri di essere ancora sotto la sicura
abbandonati ogni egida della piena "razionalità"?
residuo di mentalità Gli uomini del Settecento non
ebbero dubbi, e attraverso l'opera di
spiritualiste, lasciati due loro grandi paladini stabilirono
ormai alle spalle gli definitivamente un nuovo corso alla
irrazionali retaggi "mentalità comune" che tuttora non
accenna a diminuire la sua influenza.
di epoche definite Questi furono lo scienziato
"barbare", l'uomo Cartesio, vissuto un secolo prima,
e il filosofo tedesco Kant. Fu proprio
ritornava finalmente dalle loro opere infatti che, come
padrone del suo nella scienza, non venne lasciato più
destino, attraverso spazio per ciò che non fosse sempre
e comunque scientificamente
l'uso infallibile della dimostrabile: in parole povere se un
luce della ragione. esperimento avveniva una sola volta
e non era poi più possibile farlo...
beh, questo non era mai avvenuto!
Altrettanto nella filosofia, grazie
al sistema dell'inventore della
"ragion pura", se il divino era al di là
della ragione, al di là dei fenomeni
fisici, e quindi di per se inconoscibile
con la sola razionalità, allora questo
andava accantonato dal campo del
pensiero, relegandolo all'etereo
mondo della fede. In sostanza per
Kant Dio stesso diveniva un qualcosa
al di là della stessa natura, e per ciò
stesso ogni tentativo di comprensione
nei suoi confronti, andava circoscritto
nella sfera eterea della speculazione
metafisica.
Ma cosa significava, sintetizzando,
tutto ciò? Semplice! Una netta
separazione dello studio delle cause
primigenie e assolute, ritenute
assolutamente imponderabili,
l laboratorio alchemico in Lecture pour dai contingenti e relativi effetti.
Itous, nel 1903. Insomma si negavano tutti gli assunti
teoretici su cui poggiava l'intero delle fascinazioni tenebrose dei
sistema "simpatetico" della filosofia romanzi neogotici. Le storie stesse
ermetica e con esso dell'alchimia. degli alchimisti ce lo dimostrano,
L'alchimia voleva che solo un che da quelle affatto straordinarie
eletto, solo un illuminato potesse nella loro modestia e semplicità, quali
riuscire nell"'Opera", l'Illuminismo quelle di Lullo, Villanova, Rupescissa
settecentesco - figlio legittimo del e altri, arrivarono ad assumere
matematismo cartesiano - stabiliva le caratterizzazioni romantiche
che chiunque, nelle medesime e fantasiose di avventurieri, quali
condizioni, doveva ottenere un Giacomo Casanova, il misterioso
medesimo risultato un numero Conte di San Germano e il più
infinito di volte. Cosa tutto questo celebre fra i celebri Cagliostro.
insegni noi, è oltremodo semplice: E contemporaneamente continuò,
sulle ceneri dell'alchimia stava in gran segreto, a essere tramandata
nascendo la chimica. presso circoli iniziatici e praticata
Il nome di Lavoisier, a questo da molti Maestri, fra i cui nomi,
punto, veniva a legittimare la nuova uno mai ci saremmo aspettati
scienza che nasceva - si badi bene - di trovare: Isaac Newton.
non da e grazie all'alchimia, ma in Pochissimi sono a conoscenza
realtà in netta antitesi a questa. Se di come il padre della gravitazione
in Oriente infatti le vie della filosofia universale abbia dedicato la gran
naturale, nella loro sintesi di parte delle sue straordinarie capacità
religione e scienza, continuavano intellettuali, non tanto al campo delle
a essere praticate, in Occidente scienze esatte quanto piuttosto alla
la nuova mentalità voleva bandire ricerca del sogno degli alchimisti
definitivamente ogni traccia di di tutti i tempi: la Pietra filosofale.
misticismo dal mondo fenomenico, Sbaglia quindi chi crede che
affinché la comprensione delle Newton fu il primo dei grandi
meccaniche che lo regolavano scienziati dell'era moderna! Egli in
potessero piegarlo a suo uso e realtà, come ben individuò Keynes:
consumo. L'alchimia era stata quella "Non era il primo del secolo della
forma di sapere che utilizzava gli Ragione, era l'ultimo dei Maghi,
elementi per comprendere il tutto, l'ultimo dei babilonesi e dei sumeri,
la chimica diveniva la nuova scienza, l'ultimo grande spirito che penetrava
che voleva comprendere per sfruttare il mondo del visibile e dello spirito
gli elementi; c'era una bella con gli stessi occhi di coloro che
differenza! incominciarono a edificare il nostro
Non si pensi tuttavia che patrimonio intellettuale un po' meno
l'alchimia cessò d'attirare l'interesse di diecimila anni fa". Ci si consenta
di studiosi e menti illuminate. una precisazione tuttavia. Egli non fu
Tutt'altro! Uscita completamente dai neanche l'ultimo; in tanti poi, in un
circuiti della cultura ufficiale stava clima di sempre maggiore segretezza,
cominciando per lei uno strano, percorrendo la sua stessa strada, in
duplice destino. Da un lato infatti tempi sempre più difficili e ostili,
- di qui e per lungo tempo - si hanno continuato eroicamente
entrò nella leggenda, e le descrizioni a mantenere viva la Tradizione.
dell'alchimia diventarono territorio Andrea Aromatico
L'alchimia oggi Scomparsa dalle pagine della cultura
ufficiale, l'alchimia aveva continuato
un cammino sotterraneo per tutto il
Tra il 1926 e il 1930 XVIII secolo. Pochi filosofi avevano
l'editore Schemit osato esporsi pubblicando opere
pubblica a Parigi che rivelavano la lora adesione
alla pratica filosofale, e tra questi
due volumi, Il Mistero spiccano senz'altro i nomi di
delle cattedrali e Le Cyliani e Pernety; ciò nonostante
la Tradizione, per quanto occultata,
D i m o r e filosofali, era sicuramente rimasta viva.
che riveleranno al Si parlava di alchimia nelle più
mondo il pensiero esoteriche logge massoniche,
e in gran segreto vi era sicuramente
e la sapienza di un chi continuava a operare.
uomo straordinario. Passando poi in epoche più
prossime alla nostra, tutto faceva
I due testi lasciavano presagire una sua imminente e
trasparire un postulato definitiva scomparsa. Esistettero sì,
incredibile: l'alchimia scrittori che la costituirono a oggetto
delle loro trame, primi fra tutti
era ancora viva! Howthorn, Meyrink e Yates,-
Ma chi era quel altrettanto vi furono movimenti
Maestro che sulle vie d'ispirazione vagamente esoterica,
che in certa maniera cercavano di
dell'Antica Tradizione richiamarla in causa (a esempio
affermava in pieno citiamo Golden Dawn e Thelesma),
ma in realtà tutto faceva pensare
XX secolo di aver che le tracce della vera alchimia
fabbricato la Pietra tradizionale fossero ormai cancellate
filosofale! Nessuno per sempre...
al di fuori del suo Il mistero di Fulcanelli
discepolo ha mai
conosciuto la sua I due libri di Fulcanelli allora,
all'epoca della loro comparsa
vera identità e oggi (teniamo presente che siamo già
l'unica cosa che in pieno XX secolo), fecero il vero e
proprio effetto di un piccolo areolite
resta è il leggendario che piombi con forza nelle acque
pseudonimo con tranquille di uno stagno.
cui ha firmato le Dapprima la loro tiratura fu
limitata, destinata com'era a
sue opere: Fulcanelli! quella limitata cerchia di amanti
dell'insolito che gravitava attorno
al loro editore.
Ma poi, come un'onda che si spiega
propagando tutt'intorno gli effetti dei tre personaggi poc'anzi citati, ma
della sua causa, di lì a poco bensì un ingegnere della Compagnia
iniziarono ad avere una diffusione del Gas di Parigi che, durante una
inimmaginabile, mai raggiunta prima lunga discussione, ebbe tra le altre
da un libro di alchimia. E questo cose modo d'illuminarlo sui pericoli
non stupisca,- le parole di Fulcanelli insiti dietro il potere dell'energia
erano parole sacre, e il sacro è nucleare.
l'essenza dell'uomo, ecco perché Ed è proprio verso questo
il suo insegnamento potè attecchire misterioso ingegnere che i servizi
in cuori cui tale spiritualità era segreti alleati, nel corso della seconda
dai tempi stessi negata. guerra mondiale, diedero vita a una
Formidabili quei giorni, quando vera caccia all'uomo ritenendolo in
l'allievo prediletto aveva portato possesso delle conoscenze necessarie
all'editore il plico contenente, in una per produrre la bomba atomica.
splendida grafia manoscritta, le opere Una cosa è certa tuttavia: tra
del Maestro che voleva celare al leggenda e realtà, innumerevoli
mondo la sua identità! Dopo la prima sorsero le storie che lo ebbero
lussuosa edizione, altre ne seguirono; per protagonista.
una, due, tre...tutte impreziosite A quella incredibile che voleva
dalle prefazioni di Eugène Canseliet. Fulcanelli a capo di un importante
Innumerevoli furono le traduzioni, nucleo della resistenza antinazista
e il Mistero delle cattedrali e come Cavalier blanc, s'ispirò il
Le Dimore Filosofali, divennero romanzo di Gilbert Gadoffre Les
veri best-sellers internazionali. Ordalies, nel corso del quale si
L'alchimia come un'araba fenice racconta - non senza fantasia - la
stava così risorgendo dalle sue ceneri misteriosa scomparsa dell'Adepto;
più forte che mai, sorretta dal mito Fulcanelli non era mai morto ma
dell'Adepto che l'arte regale aveva semplicemente sparito da questo
consegnato a questo secolo. piano esistenziale...!
Ancora oggi le ipotesi si sprecano, Causa del mito fulcanelliano
le indagini si susseguono per cercare quell'altra più volte raccontata dallo
di dare un volto, un'identità a stesso Canseliet, nella quale l'allievo
colui che aveva sancito il risveglio affermava di aver rincontrato il
ermetico. C'è chi identifica Fulcanelli Maestro a notevole distanza di anni
nel pittore Julien Champagne, chi nel dalla sua sparizione.
libraio Dujols, chi ancora nello stesso Un fatto fra tutti merita la nostra
Canseliet. attenzione: narrava Canseliet che
Jaques Bergier afferma di averlo mentre lui era ormai anziano,
incontrato nel 1937; secondo la sua Fulcanelli appariva nell'aspetto
testimonianza questi non era nessuno di un quarantenne!!!

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Il Dossier Fulcanelli Per il Maestro venne dunque tempo
di seguire l'esempio degli Adepti del
Nulla sappiamo su chi trasmise passato e sparire anch'egli. Doveva
l'iniziazione a Fulcanelli, e possiamo solo scegliere il modo; molti si
aggiungere che la sua storia parte dal erano attribuiti morti stravaganti e
primo incontro che questi ebbe con fortemente simboliche: chi divorato
quello che poi sarebbe diventato il da un lupo, chi ingoiato da una
suo fedele allievo ed "apostolo". balena,- altri avevano inscenato dei
Canseliet ci racconta di averlo decessi mai avvenuti; altri ancora
incontrato a Marsiglia, negli anni in dettero vita a sparizioni spettacolari.
cui frequentava la Scuola di Belle Fulcanelli invece, consegnati i
Arti nella città del sud della Francia: manoscritti definitivi a Canseliet;
era il primo capitolo di un'amicizia salutati per un'ultima volta i suoi
che durerà ininterrotta fino alla discepoli, semplicemente, svanì
sparizione del Maestro. e più nulla di certo si seppe di lui.
Ritornato Fulcanelli a Parigi, Oggi, a suo ricordo, restano una
Canseliet lo seguì e assieme ad altri pianta che fruttifica tre volte l'anno,
appassionati diede vita al cenacolo due volumi straordinari, e un
iniziatico dei Fratelli di Heliapolis, interesse sempre crescente nei
un sodalizio dedito allo studio confronti dell'antica Arte Sacra.
dell'alchimia tradizionale stretto
intorno all'insegnamento del Gli allievi, le scuole, le riviste
Maestro. Dai racconti di Canseliet
sappiamo che questi si riunivano per La sua eredità, però, va ben al di là
sessioni di studio sulla Grande Opera, di tutto questo, poiché dall'opera di
e che altrettanto, alla loro attività, Fulcanelli hanno tratto insegnamento
più volte ebbero modo di avvicinarsi pressoché tutti gli alchimisti che
intellettuali e letterati interessati dopo di lui sono venuti.
d'ermetismo. Merito suo infatti è stato quello
Non priva di fascino dunque di aver fondato un modo nuovo di
l'immagine di questa Parigi diversa; trattare d'alchimia; niente visioni
al fianco della Ville lumière, un'altra rivelatrici, nessuna autobiografia
città si stava animando, occulta, simbolica né nozioni che potessero
nascosta, tesa verso ben altro tipo suonare estranee a una moderna
di "luce" che quella dei locali sensibilità, ma mascherati da analisi
alla moda della Belle Epoque. storiche, iconologiche, letterarie e
Si racconta che era il 1922 quando filologiche, ecco invece ancora una
Fulcanelli riuscì nell'Opera più volta trionfanti i concetti cardine
straordinaria che a essere umano sia della filosofia ermetica, gli
concesso di compiere. Realizzò la ammaestramenti del laboratorio,
Pietra filosofale, la preparò come l'arte cabalistica degli antichi trattati.
polvere di proiezione e ne diede Non vi sono dubbi, sarà proprio
una porzione a Eugène Canseliet, che seguendo il suo cammino che
con quella, nel suo piccolo vedranno la luce le opere dei suoi
laboratorio, alla presenza di tre allievi, fra le quali spicca senz'altro
testimoni, trasmutò duecento la figura di René Alleau, oltre a quella
grammi di piombo in purissimo oro. del già citato Canseliet.
Simili ma divergenti le storie
dei due. Mentre Alleau - figura quasi
di mistico - preferì tenersi sempre
appartato seguendo in questo
l'esempio diretto di quel Maestro
che mai conobbe, Canseliet dal
canto suo, ritenne opportuno
darsi completamente a un opera
di "apostolato ermetico".
Sin dalla suo pimo lavoro letterario
mai nascose il suo essere alchimista,
né mai venne meno al compito di
dispensatore di Dottrina che forse
una causa superiore gli aveva affidato.
Sempre gentile e prodigo di consigli
con tutti fu lui il diretto Maestro e
iniziatore dei filosofi contemporanei.
È dal suo insegnamento che hanno
preso vita, in Francia prima e in tutta
Europa poi, riviste esclusivamente
dedicate all'argomento. È in queste
che, richiamando lo stile che fu
di Fulcanelli, l'alchimia ritorna
a parlarci attraverso l'opera di
moderni esegeti tutti o quasi,
a loro volta, alchimisti.
Ricordiamo qui le due francesi
"Atlantis" e "La Tourbe des
philosophes", l'inglese "Ambix", le
italiane "Conoscenza Religiosa" e
"Abstracta", che di alchimia hanno
più volte trattato. E ancora Batfroi,
Laplace, Beatrice, Lucarelli poiché
sono questi i nomi degli allievi di
Canseliet, che, con i loro scritti e con
il loro lavoro quotidiano, continuano
a mantenere vivo l'insegnamento
di Fulcanelli e, con quello, sempre
luminosa la fiaccola dell'alchimia
tradizionale.

l cuore nella freccia (1960). André


I Breton.
Gli amici dell'alchimia avversatori, dall'altro dimostra come
l'interesse, nel bene e nel male, è più
Sarebbe tuttavia inesatto limitare vivo che mai.
il risveglio ermetico circoscrivendolo E allora; come disporci oggi
alla ristretta cerchia degli - ci si di fronte all'alchimia? Quale deve
conceda l'espressione - "addetti ai essere il nostro atteggiamento
lavori". Dopo anni in cui la scienza nei confronti di questo sapere
ufficiale ha voluto prendere le straordinario mentre speriamo
distanze dal mondo degli alchimisti, d'incontrare un Maestro che
ultimamente, da più parti, si stà possa svelarci i suoi segreti?
assistendo a una sua rilegittimazione. La risposta è semplice!
E non solo per opera di filosofi. Possiamo appassionarci, o
Quanta analogia infatti fra gli continuare a pensare che l'alchimia
approdi più recenti della fisica e abbia rappresentato e rappresenti
della chimica, con gli assunti più un sogno, forse il sogno più bello
arditi della filosofia ermetica. Come dell'uomo, tuttavia pur sempre
non riconoscere infatti più che un sogno; ma per dirla come
una similitudine, una identità, fra il Shakespeare, non siamo forse fatti
modello di spazio-tempo ricurvo su anche noi della stessa materia
se stesso, formulato da Einstein, e la di cui sono fatti i sogni?
concezione stessa del cosmo organica Scrutiamo allora con interesse
al pensiero degli alchimisti di tutte rinnovato l'universo che ci circonda,
le ere? Come non accorgersi che la apriamo la nostra mente all'insolito
medesima equazione su cui si basa e all'improbabile, e iniziamo a
il rapporto energia-materia E=MC2 curiosare con spirito critico fra
sempre derivato dalla mente geniale le antiche opere che adornano
di Einstein, altro non è che la le nostre città.
razionalizzazione di uno dei postulati E se così, per caso, ci capiterà di
su cui si fondava la stessa alchimia? scorgere tra le guglie di una cattedrale
Ma stiamo andando lontano. gotica un corvo che guarda lontano,
Mescoliamo inutilmente sacro e un drago posto a custodia di chissà
profano rischiando di perderci in un quali tesori, una salamandra che
cammino certamente affascinante, arde nel fuoco... ricordiamoci per
ma che ci porterebbe oltre quei limiti un istante degli alchimisti, della
che il nostro soggetto c'impone. loro opera millenaria, e facciamo sì
Non è infatti necessario spingersi che le parole di Eudossio nel Trionfo
tanto in là per trovare anche ai giorni ermetico, diventino le nostre: "Io
nostri degli "amici dell'alchimia". lodo estremamente la forza con la
Basta guardare con attenzione quale so che avete combattuto i
fra il gran numero di opere che si discorsi ordinari di certi Spiriti, che
pubblicano, fra gli articoli che escono credono che ne vada del loro onore
in giornali e riviste, per rendercene se non trattano da sogni tutto ciò che
conto. Il dibattito è ancora vivo non conoscono; perché non vogliono
e interessante e lo stesso mondo che si dica che altri possono scoprire
accademico pare diviso in un duplice delle verità di cui essi non hanno
atteggiamento che se da un lato alcuna comprensione".
è composto da approvatori e Andrea Aromatico
La nascita della materia (1940); Victor Brauner .
Incontri eccellenti Le meraviglie della natura

Eminente specialista di dottrine


"Dopo anni di sforzi religiose ed esoteriche, Elémire
e di ricerche può Zolla ha vissuto una esperienza
capitare che accada straordinaria. Nei dedali della città
mediorientale dove lo seguiremo
l'incontro fatale. Le passo a passo, il corso di una vita
pagine che seguono verserà forse nell'incredibile...:
l'incontro con l'alchimista.
raccontano fatti più
veri del vero, storie Dovevo incontrare colui che aveva
che ben conosco promesso di portarmi dall'alchimista.
L'appuntamento era all'angolo del
perché sono 'la mia bazar, il vento scendeva dalle
storia': molto più che montagne che coronano Isfahan
a rapide folate, rimestando l'odore
testimonianze, esse di spezie e di barbabietole cotte.
sono atti di fede!" Mancava ancora qualche minuto
all'ora ed entrai nella serpentina del
Andrea Aromatico bazar, gremita, rumorosa - ma con
le sue ondulazioni calcolate dagli
architetti di Shah Abbas su una frase
musicale, essa addolcisce l'anima.
Mi fermai al chiosco d'un venditore
di erbe, gli domandai che cosa avesse
di eccezionale.
"Eccezionale? Ormai non ho più
niente, soltanto henne, quel che vede.
Lei quanti anni ha?"
Glielo dissi, e riprese: "Io
novantacinque, quando ne avrà
altrettanti non avrà più voglia
neanche lei di andare cercando
erbe in montagna". Gli si davano al
massimo cinquant'anni. Mi guardava
con occhi arguti, domandò: "Che
se ne fa delle erbe?".
"Voglio mettermi a studiare
alchimia."
"Ma, allora provi a modificare il
suo corpo, per cominciare. Rinunci
alla carne. Si cibi soltanto dei
latticini della sua mucca o della sua
capra. Deve prenderne cura lei stesso
hazès, medico e alchimista arabo,
R nel suo laboratorio a Bagdad. e così la sua essenza le sarà restituita
come quintessenza."
"Sicché, nemmeno un'erba mi dell'acqua d'una cisterna. "Ci teneva
dà?" un pitone, che adesso è nell'altra
"Ma perché vuole delle erbe, casa", sussurra l'aiutante,
quando ne può avere la quintessenza? spalancando l'uscio che dà su
Gliela daranno le sue api." un terrazzo. Il laboratorio si apre
Più oltre scostai una tenda su questo terrazzo,- ne esce per
e mi trovai in una scuola coranica. accoglierci il vecchio ammantellato,
Guardavo le code rosse dei gatti gli occhi ridenti nel volto cotto dal
fra l'erba del giardinetto, pensavo a sole. Il laboratorio è occupato dal
Molla Sadra, il filosofo del Seicento, matraccio, dagli alambicchi, da grossi
e a come esporre la sua teoria sacchi di juta e da scaffali di vasi
dell'immaginazione, quando uscì e bottiglie. Una boccia m'incatena
da una celletta un vecchio insegnante subito lo sguardo, col suo giallo
e dopo qualche convenevolo mi tenero, come emanante una luce
domandò: "E noto, da voi, Molla propria. La stanza è anche attrezzata
Sadra?". con una lampadina schermata
Era adesso l'ora dell'appuntamento, di azzurro per le operazioni più
tornai all'angolo e poco dopo apparve delicate, che la luce impedirebbe.
l'intermediario. Si camminò per più "Per cinquant'anni non feci che
di mezz'ora lungo le ampie strade praticare la medicina di Avicenna",
rumorose, poi si svoltò per un esordisce il vecchio. "Poi capii, per
vicoletto che costeggiava un modificare un detto di Ali, che decine
rigagnolo, allargandosi di quando in di migliaia di cellule di vita stanno
quando attorno a un antico albero sulla punta d'uno spillo, e ognuna ha
nutrito dall'acqua corrente. Si svolta bisogno del suo cibo. Così mi diedi
per un passaggio tra muriccioli, all'alchimia. Le medicine alchemiche
quindi si entra in un camminamento vanno direttamente a quelle cellule
coperto e si attraversano alcuni di vita, senza che lo stomaco le
cortili. Una porticina dà su un altro digerisca."
passaggio fra muri. Quando infilo Gli porgo in dono un po' d'olio di
un nuovo camminamento coperto, zolfo. Ringrazia con la mano al cuore
l'intermediario mi fa cenno di e dice: "Si può dire d'essere sulla via
abbassare la testa, sorridendo Tutto allorché si sa fabbricare gli olii dello
è silenzio, appena qualche gracidio zolfo, del mercurio, del sale, dell'oro.
di corvi per l'aria, non saprei certo 10 lavoro soprattutto a tritare e
ritrovare la strada del ritorno da sciogliere i gioielli". A un cenno il
solo. Più oltre si bussa a un uscio suo aiutante si distoglie dalla teiera
e compare l'aiutante dell'alchimista. per mostrarci dei barattoli pieni di
Adesso si entra fra le case di proprietà un tritume bruno-celeste: "agata,
dell'alchimista, concentrate a raggio rubino" ci indica via via. Disfa
attorno a un cortiletto. La prima 11 nodo di alcuni sacconi di juta
stanza dove penetriamo è un e appaiono nel primo i rubini,
ripostiglio di bottiglioni e di sacchi, nell'altro le agate, nell'altro le
da cui una scala ripida si alza verso perle ancora intatti.
una botola. Da questa si sbuca in "Dalle ceneri si ricavano gli olii",
uno stanzone più ampio, occupato riprende il vecchio. "Come faccio
da distillatori e dalla nera superficie a sciogliere i gioielli? Li metto
nell'acqua regia per un certo periodo, Il vecchio fa odorare l'olio di
quindi li martello fino a renderli ferro, nerastro, d'una potenza calda,
incandescenti, e per raffreddarli verso smisurata. "Il centro del ferro è oro.
sopra un decotto di erbe del deserto. Di fuori è come argento".
Dopo la diciottesima volta Arrugginisce infatti come l'argento
incominciano ad ammorbidirsi. Altre annerisce.
soluzioni li ammorbidiscono ancor "E lo stagno?" domando.
più e si arriva a liquefarli." Gli "E pronto a diventare argento."
annali del mondo antico parlano Un lama tibetano, Lobsang Lhalungpa
di Cleopatra e di Nerone che bevono mi insegnò che per comprendere
perle e altre gioie. Il vecchio mostra una via c'è una chiave, la domanda:
un bottiglione colmo d'un liquido "Che cosa fate dei vostri sogni?".
spesso e smeraldino: "È olio "I sogni mi indicano spesso i
di rubino, il più caldo. Per processi da seguire. Leggo il Corano
somministrarlo, bisogna correggerlo la notte e mi propongo di alzare le
senza sminuirne l'effetto - io lo dodicimila invocazioni al Profeta per
mescolo a distillato di fiori di natura dodici notti. Una delle notti sogno,
fredda, come quelli del ciliegio o vedo gente che esegue le operazioni.
del pesco. Con una mistura di olii Se no, vedo in sogno dei simboli.
curo il cancro alla mammella, essi Vado da un dottore della legge
attraggono ed estraggono tutte che interpreta i sogni, senza dirgli
le radici. Con un altro composto che sono un alchimista ed egli mi
lenisco la ferita". dà spontaneamente indicazioni
L'aiutante porge il tè. Il vecchio alchemiche. Non ho conosciuto
invita a zuccherare. "Ancora, alchimisti che non cercassero rifugio
ancora", ingiunge, quando arrivo nel XII Imam, l'Imàm nascosto,
alla decima zolletta. Va a prendere la l'Imam dell'ultimo giorno.
boccia che ha continuato ad attrarre I tre maestri che ho conosciuto
i miei occhi da quando sono entrato, chiedevano consiglio all'Imam per
e versa con un contagocce due stille ogni problema alchemico, ritirandosi
gialline nella mia tazza. "Oro liquido." per quaranta giorni a lanciare
Il gusto? Acre e insieme soave, invocazioni e per tutto quel
amaro e squisito, persistente per tempo attenendosi a una dieta
un tratto con una varietà di esclusivamente di zibibbo, datteri,
modificazioni e all'improwiso si alcune qualità di noci, riso e acqua."
scancella. Qualcosa di simile alla "Il ritiro di quaranta giorni del
mistura che raccomanda Ali Akbar sufismo!" esclama la mia guida.
Sàkkobóshì nella sua Guida alla Egli è tutto trasformato dalla scoperta
liberazione della morte artificiale e dall'affinità della sua via con
(ne è uscita un'edizione nel 1970 a quest'altra, alchemica.
Teheran), accanto ai bocci di rosa e ai "Quarant'anni fa", dice il vecchio,
semi di cumino, come terza panacea: "mi sottrassero due milioni di toman
il succo d'uva acerba, la più pregna che avevo destinato all'erezione d'un
di sole e ancor priva di zucchero, ospedale. Ero disperato. Andai al
mescolato a distillato di menta, cimitero e pregai il XII Imam. Un
medicina elettiva per irrobustire il giorno mi apparve alla porta un uomo
sangue e fermare i flussi delle donne. in turbante nero e mi disse: "Sono
venuto a guidarti". E additò sette Mir Damàd vide un giorno un
fra le medicine disposte tutt'attorno calzolaio misero misero e ne ebbe
sugli scaffali. Mi ordinò di pietà, posò la mano sul martello
polverizzarle e di versarle in un del poveretto, convertendolo in oro.
crogiolo. Prescrisse lo stesso regime "E adesso lo puoi vendere", disse
di fuoco che ci vuole per sciogliere Mir Damàd. "Perché dovrei?"
l'argento. A un tratto ordinò di domandò il calzolaio, "tu fallo
fermare l'operazione. Quando il tornare ferro, invece. Perché l'hai
crogiolo fu raffreddato, comandò di mutato in oro, dal momento che non
immergerlo nell'acqua e di romperlo 10 sai far tornare allo stato naturale?".
a martellate. Ne venne fuori una noce Mir Damàd rimase mortificato.
nerissima. Comandò di spezzarla a Allora il calzolaio gli disse di
martellate. Ne uscì una pallina rossa polverizzare un grumo di siero di
d'oro. "È per i poveri" disse. Lo latte essiccato. Mentre Mir Damàd
supplicai di poter trascrivere ciò eseguiva, la sua anima uscì dal corpo,
che avevo fatto ed egli rispose che vagò per l'Europa e capitò dove un
soltanto i santi hanno il segreto e uomo stava dando ordini contrari
quando Dio vuole che sia impartito all'Islam; allora urlò: "Smettila!".
il XII Imam viene a insegnarlo. Egli 11 calzolaio di rimando urlò a lui:
tornò dopo cinque giorni e si ripetè "Macina il tuo grumo di siero!". E
la stessa scena. Quando spaccai la soggiunse: "Ti ho detto di macinare
noce nerissima, ne uscì una pallina il siero, non di girovagare per
di platino. Se la mise in tasca l'Europa. Se vuoi arrivare al punto di
e mi domandò: "Capisci adesso la poter girovagare per l'Europa e nello
potenza di Dio? Forse che ho toccato stesso tempo macinare il grumo di
qualcosa? Sono rimasto seduto sulla siero, dovrai esercitarti e studiare a
sedia. Tu devi servire la gente come lungo!". Allora Mir Damàd chiese di
medico". Mi insegnò sei cose che mi diventare il discepolo del calzolaio e
stavano a cuore, ma il procedimento questi riconvertì in ferro il martello.
della fabbricazione dell'oro e del Gli bastò gettarvi lo sguardo.
platino non lo potei mai ricordare. Cioè vuol dire che il suo corpo
In verità da giovane non feci altro stesso era diventato alchemico. E
che prescrivere medicine secondo che egli aveva raggiunto lo stato in
la dottrina di Avicenna. Ero sempre cui operava le trasmutazioni con
immerso negli esercizi spirituali, l'occhio".
non peccavo, non mangiavo carne, Ringrazio Seyyed Jelaleddin
non lasciavo mai che i miei occhi Ashtiani d'un pomeriggio trascorso
vagassero, e giunsi al punto che a sfogliare i manoscritti alchemici
quando bussavano alla porta, ancor nella biblioteca della sua facoltà
prima di aprire, sapevo chi era. Poi a Mashhad, poiché da essi, specie
mi sposai e il mondo mi attrasse: dall'opera del Majridi (il Madrileno),
persi tutte le ispirazioni. Dopo, mi si vennero chiarendo le teorie
presi la via alchemica. I maestri erano che stanno sullo sfondo degli ardenti
tutti santi e tutti ispirati dall'Imam. discorsi uditi a Isfahan. Chi opera
Voglio, prima che lei vada, alchemicamente si rifà a due Nomi
raccontarle la storia del grande di Dio, il Sottilissimo (al-Latif]
Mir Damàd e del calzolaio. e il Generoso (al-Karim).
vaporare delle cose, il loro
assottigliarsi, appunto, in un'essenza
aromale. Come seppe di essere Imàm
il IX Imam? Si sentiva più minuscolo
del minimo atomo.
Dio come il Generoso fa sì che
una stilla d'olio alchemico versato sul
dorso unge il palmo della mano. È la
lettera zà, corrisponde al mondo dei
metalli e dei minerali, al momento
più terreo del terreo Capricorno, alla
ventiduesima mansione lunare, fra
la terra e il mondo vegetale.
La via dei Nomi di Dio è quella
della scuola gnostica ( 'erfan), ma
l'alchimia è anche appannaggio della
scuola illuminazionista, che sente gli
archetipi come figure senza potenza
e senza materia piuttosto che come
Nomi. L'iconografia alchemica
insegna a raffigurarsi gli archetipi via
via necessari. Per esempio vede come
"aquila" lo spirito d'un composto di
terra, cinabro e arsenico che si leva
come fumo nell'alambicco (mentre
l'anima si va a depositare sul fondo).
L'alchimista stabilisce un contatto
fra il suo spirito e quello dei metalli
grazie all'archetipo che impronta
e una parte del suo spirito e lo spirito
del metallo.
Elémire Zolla
L'alchimista (1985), Jacques Hérold.
L'alchimia come esempio
È Dio come il Sottilissimo che fa
procedere sangue dal cibo, seme dal Pauwels e Bergier: il primo fa
sangue, linfa dalla terra, ed Egli come occulista e poi surrealista, il secondo
tale corrisponde fra le lettere al bà, uomo di scienza e mitografo. Nella
che si scrive come una coppa con loro opera più famosa II Mattino dei
sotto un punto. 'Ali disse d'essere Maghi raccontano il loro incontro
il punto sotto il bà. Fra le scienze con un personaggio misterioso: forse
della casa di 'Ali è anche l'alchimia. Fulcanelli in persona.
Alla sfera del Sottilissimo spettano
i geni (ginn) degli elementi, a metà Fu nel marzo 1953 che incontrai
fra l'angelo e l'uomo; il ventiseiesimo per la prima volta un alchimista. Fu
grado della Luna; il tempo fra al caffè Procope, che a quell'epoca
Acquario (aria) e Pesci (acqua), il conobbe una breve ripresa di vitalità.
Un grande poeta, mentre io scrivevo persuaso del suo nulla e l'energia che
il mio libro su Gurdjiev, mi aveva deve giungere a possedere per passare
combinato l'incontro, e io dovevo all'essere reale. L'allievo deve trovare
rivedere poi spesso quell'uomo in se stesso, niente altro che in
singolare senza tuttavia penetrare se stesso, questa energia - 'questa
nei suoi segreti. Sull'alchimia e sugli volontà della volontà' dice
alchimisti avevo idee elementari, Gurdjiev -. Ora, questo procedimento
attinte al repertorio popolare, ed ero è parzialmente falso e non può
lontano dal sapere che c'erano ancora condurre che alla disperazione.
degli alchimisti. L'uomo che era Questa energia esiste fuori dell'uomo,
seduto di fronte a me, al tavolo di e si tratta di captarla. II cattolico che
Voltaire, era giovane, elegante. Aveva ingoia l'ostia: captazione rituale di
fatto seri studi classici seguiti da questa energia. Ma se non avete la
studi di chimica. In quel periodo fede? Se non avete la fede abbiate
si guadagnava la vita col commercio un fuoco: è tutta l'alchimia. Un vero
e frequentava molti artisti, oltre che fuoco. Un fuoco materiale. Tutto
alcune persone della buona società. comincia, tutto avviene attraverso il
Non tengo un diario, ma mi capita, contatto con la materia. 3 - Gurdjiev
in certe occasioni importanti, di non viveva solo, sempre attorniato,
annotare le mie osservazioni o i miei sempre in comunità. 'C'è una strada
sentimenti. Quella notte, ritornato nella solitudine, ci sono fiumi nel
a casa, scrissi queste note: "Che età deserto.' Non c'è strada, né fiumi,
può avere? Dice trentacinque anni. nell'uomo mescolato agli altri.
Questo stupisce. La capigliatura "Sull'alchimia gli pongo domande
bianca, riccia, tagliata sul cranio che debbono sembrargli di una
come una parrucca. Rughe numerose scorante stupidità. Finge di non
e profonde in una carnagione rosea, in accorgersene e risponde: "Niente
un viso pieno. Pochissimi gesti, lenti, altro che materia, niente altro che
misurati, abili. Un sorriso calmo e contatto con la materia, lavoro sulla
arguto. Occhi ridenti, ma che ridono materia, lavoro con le mani." Insiste
in modo staccato. Tutto indica molto su questo: "Vi piace il
un'altra età. Nelle sue dichiarazioni, giardinaggio? Ecco un buon inizio,
non una crepa, uno scarto, una caduta l'alchimia è paragonabile al
della presenza di spirito. Dietro giardinaggio." "Vi piace la pesca?
questo affabile viso, fuori del tempo, L'alchimia ha qualche cosa in
c'è una sfinge. Incomprensibile. E non comune con la pesca.""Lavoro da
è soltanto la mia impressione. A. B. donna e gioco da bambini." Non si
che lo vede quasi tutti i giorni da potrebbe insegnare l'alchimia. Tutte
settimane mi dice di non averlo mai le grandi opere letterarie che hanno
colto, neppure un secondo, in difetto varcato i secoli contengono una
'di obiettività superiore'. "Ciò che parte di questo insegnamento. Esse
gli fa condannare Gurdjiev: '1 - Chi sono il prodotto di uomini adulti
prova il bisogno di insegnare non vive - veramente adulti - che hanno
interamente la propria dottrina e non parlato a bambini, pur rispettando le
è al vertice dell'iniziazione. 2 - Alla leggi della conoscenza adulta. Non si
scuola di Gurdjiev non c'è garanzia coglie mai una grande opera in difetto
materiale tra l'allievo che è stato su 'i principi'. Ma la conoscenza di
questi principi e la via che porta a dovesse essere che fuggitiva. Io
questa conoscenza devono restare sono un uomo che ha fretta, come
nascoste. Tuttavia c'è un dovere la maggior parte dei miei
di reciproco aiuto per i ricercatori contemporanei. Ho avuto con
del primo grado. l'alchimia l'incontro più moderno
"Verso mezzanotte lo interrogo su che vi sia: una conversazione in un
Fulcanelli ed egli mi lascia intendere bistrot di Saint Germain-des-Prés.
che Fulcanelli non è morto: "Si può In seguito, quando cercai di dare un
vivere" mi dice "infinitamente più senso più completo a ciò che mi
a lungo di quanto l'uomo non sveglio aveva detto quel giovane, incontrai
immagina. E si può cambiare Jacques Bergier, che non usciva
totalmente di aspetto. Io lo so. I miei impolverato da una soffitta piena
occhi sanno. So anche che la Pietra di vecchi libri, ma da luoghi dove
filosofale è una realtà. Ma si tratta è concentrata la vita del secolo: i
di uno stato della materia diverso da laboratori e gli uffici di informazione.
quello che conosciamo. Questo stato Bergier cercava, anche lui, qualche
permette, come tutti gli altri stati, cosa sulla via dell'alchimia. Non
delle misurazioni. I mezzi di lavoro era per fare un pellegrinaggio nel
e di misurazione sono semplici e non passato. Questo straordinario
esigono apparecchi complicati: lavoro ometto interamente preso dai segreti
da donna e gioco da bambini..." dell'energia atomica aveva preso
Aggiunge: "Pazienza, speranza, quella strada come scorciatoia.
lavoro. E qualunque sia il lavoro, non Io volai, a velocità supersonica,
si lavora mai abbastanza". "Speranza: attaccato ai suoi panni, fra i
in alchimia, la speranza si fonda sulla venerabili testi concepiti da saggi
certezza che c'è un fine. Non avrei innamorati della lentezza, ebbri di
cominciato, disse, se non mi avessero pazienza. Bergier godeva la fiducia-di
chiaramente provato che questo fine alcuni fra gli uomini che, ancor oggi,
esiste e che è possibile raggiungerlo si dedicano all'alchimia. Era anche
in questa vita." apprezzato dagli scienziati moderni.
Questo fu il mio primo incontro Accanto a lui acquistai presto la
con l'alchimia. Se l'avessi abbordata certezza che esistono stretti rapporti
attraverso trattati di magia, credo tra l'alchimia tradizionale e la scienza
che le mie ricerche non sarebbero d'avanguardia. Vidi l'intelligenza
andate lontano: mancanza di tempo, gettare un ponte tra due mondi. Mi
mancanza di amore per l'erudizione avventurai su questo ponte e vidi che
letteraria. Mancanza di vocazione, reggeva. Ne provai una grande gioia,
anche: quella vocazione che prende un profondo senso di pace. Da tempo
l'alchimista quando ancora egli si rifugiatomi nel pensiero
ignora come tale, nel momento in antiprogressista induista di Gurdjiev,
cui apre per la prima volta un vecchio vedendo il mondo di oggi come
trattato. La mia vocazione non è di un principio di apocalisse, non
fare, ma di capire. Non di realizzare, attendendo più, con grandissima
ma di vedere. Io penso, come dice il disperazione, che una brutta fine
mio vecchio amico André Billy, che dei tempi e non molto sicuro
"comprendere è bello come cantare", nell'orgoglio di essere diverso dagli
anche se la comprensione non altri, ecco che vedevo il vecchio
passato e l'avvenire darsi la mano. arrivata fino a noi con ancora maggior
La metafisica dell'alchimista più forza, maggior peso, più pericoli e
volte millenaria nascondeva una più esigenze. Noi tocchiamo lo stesso
tecnica finalmente comprensibile, punto degli antichi, ma a una altezza
o quasi, al secolo XX. Le tecniche diversa. Piuttosto che condannare
terrificanti di oggi si aprivano su una lo spirito moderno in nome della
metafisica quasi simile a quella dei saggezza iniziatica degli antichi, o
tempi antichi. Falsa poesia, il mio piuttosto che negare quella saggezza
ritiro! L'anima immortale degli dichiarando che la conoscenza reale
uomini mandava le stesse luci comincia con la nostra civiltà,
da ciascun capo del ponte. Finii converrebbe ammirare, converrebbe
per credere che gli uomini, in venerare la potenza dello spirito che,
un lontanissimo passato, avessero sotto aspetti diversi, ripassa per lo
scoperto i segreti dell'energia e stesso punto di luce innalzandosi
della materia. Non soltanto con a spirale. Piuttosto che condannare,
la meditazione, ma con la ripudiare, scegliere, converrebbe
manipolazione. Non soltanto amare. L'amore è tutto: quiete
mentalmente, ma tecnicamente. Lo e moto nello stesso tempo.
spirito moderno, per vie diverse, per Vi sottoporremo i risultati delle
le vie a lungo sgradite, ai miei occhi, nostre ricerche sull'alchimia. Non si
della pura ragione, dell'irreligiosità, tratta, beninteso, che di abbozzi. Per
con mezzi diversi e che per molto portare sull'argomento un contributo
tempo mi erano parsi brutti, si realmente positivo, ci occorrerebbe
apprestava a sua volta a scoprire poter disporre di dieci o venti anni,
gli stessi segreti. Si poneva delle e avere facoltà che non abbiamo.
domande, si entusiasmava e Tuttavia, quello che abbiamo fatto
s'inquietava nello stesso tempo. e il modo in cui l'abbiamo fatto
Puntava all'essenziale, proprio come rendono il nostro piccolo studio
lo spirito della nobile tradizione. molto diverso dalle opere fin
Mi accorsi allora che l'opposizione qui dedicate all'alchimia.
tra la "saggezza" millenaria e Vi si troveranno pochi chiarimenti
la "follia" contemporanea era sulla storia e la filosofia di questa
un'invenzione dell'intelligenza troppo scienza tradizionale, ma alcuni
debole e troppo lenta, un prodotto barlumi su rapporti inattesi tra i
di compensazione da intellettuale sogni dei vecchi "filosofi chimici"
incapace di un'accelerazione forte e le realtà della fisica attuale.
quanto la sua epoca esige. Vi sono E così diciamo subito il nostro
più modi di accedere alla conoscenza intimo pensiero: l'alchimia, secondo
essenziale. Il nostro tempo ha i suoi. noi, potrebbe essere uno dei più
Antiche civiltà ebbero i loro. Non importanti residui di una scienza,
parlo unicamente di conoscenze di una tecnica e di una filosofia
teoriche. Vidi infine che, essendo appartenenti a una civiltà sepolta.
le tecniche di oggi, evidentemente, Ciò che abbiamo scoperto
più potenti di quelle di ieri, quella nell'alchimia, alla luce del sapere
conoscenza essenziale, che contemporaneo, non ci induce a
indubbiamente avevano gli alchimisti credere che una tecnica così sottile,
(e altri saggi prima di loro), sàrebbe complicata e precisa, abbia potuto
essere il prodotto di una "rivelazione l'alchimista diventa un "uomo
divina" calata dal cielo. Non svegliato". Ci sembra che quei vecchi
è che noi rigettiamo ogni idea di testi descrivano così il punto di arrivo
rivelazione. Ma non abbiamo mai di ogni conoscenza reale delle leggi
constatato studiando i santi e i grandi della materia e dell'energia, ivi
mistici, che Dio parli agli uomini il compresa la conoscenza tecnica.
linguaggio della tecnica: "Metti il È verso il possesso di una tale
tuo crogiolo sotto la luce polarizzata, conoscenza che si precipita la
figlio mio! Lava le scorie con acqua nostra civiltà. Non ci sembra
tridistillata". E neppure crediamo che assurdo pensare che gli uomini siano
la tecnica alchimistica abbia potuto chiamati, in un futuro relativamente
svilupparsi per tentativi alla cieca, prossimo, a "cambiare stato", come
minuscole manipola zioni di l'alchimista della leggenda, a subire
ignoranti, fantasie di maniaci qualche trasmutazione. A meno che
del crogiolo, fino a giungere a la nostra civiltà perisca interamente
ciò che si deve pur chiamare una qualche istante prima di aver
disintegrazione atomica. Saremmo raggiunto il fine, come forse altre
piuttosto tentati di credere che civiltà sono sparite. Ancora, nel
nell'alchimia restano i frammenti di nostro ultimo istante di lucidità, non
una scienza sparita, difficili da capire dispereremmo, pensando che se la
e da utilizzare, mancando il contesto. vicenda dello spirito si ripete, è ogni
Partendo da questi frammenti, ci volta a un grado più alto della spirale.
sono inevitabilmente procedimenti Noi lasceremmo ad altri millenni la
a tastoni, ma in una determinata cura di portare questa vicenda fino al
direzione. C'è anche un pullulare punto finale, fino al centro immobile,
di interpretazioni tecniche, morali, e spariremmo con speranza.
religiose. Vi è infine, per i detentori Pauwels e Bergier
di questi frammenti, l'imperiosa
necessità di conservare il segreto. Il maestro
Noi pensiamo che la nostra civiltà,
raggiungendo un sapere che fu forse Paolo Lucarelli, alchimista allievo
quello di una precedente civiltà, in di Eugène Canseliet, erede del sapere
altre condizioni, con un altro stato di Fulcanelli, evoca in un articolo
mentale, avrebbe forse il più grande carico di emozioni, l'evento che
interesse a interrogare con serietà la lo porterà a incontrare, nel 1975,
civiltà antica per affrettare il proprio faccia a faccia, l'uomo che sarebbe
progresso. Infine pensiamo questo: diventato il suo Maestro.
l'alchimista al termine del suo
"lavoro" sulla materia vede, secondo Penso di poter affermare, senza tema
la leggenda, operarsi in lui stesso una di smentita, che l'incontro con un
specie di trasmutazione. Ciò che Maestro è cosa rarissima oggigiorno
avviene nel suo crogiolo avviene (come sempre è stato d'altra parte).
anche nella sua coscienza o nella Ciò non di meno, se consideriamo
sua anima. Vi è mutamento di stato. attentamente la nostra epoca, sembra
Tutti i testi tradizionali insistono su che non vi sia stato altro periodo
questo, parlano del momento in cui nella storia, in cui gli uomini ne
la Grande Opera si compie e in cui siano sembrati tanto bisognosi. Nelle
vetrine delle librerie, nelle sale delle
conferenze, nei clubs, persino nel
piccolo schermo della televisione,
maestri - la " m " minuscola senza
dubbio - si offrono di rivelarci la via
per la "realizzazione dell'uomo".
Chi, come me, ha potuto ricevere
quel beneficio, che è già un Dono
di Dio, dell'insegnamento di un
Maestro, non può che rattristarsi
per l'errore di coloro che continuano
a scambiare l'ottone per oro.
Aimé, i nostri contemporanei
hanno delle idee preconcette sulla
figura del maestro. Questi ha da
essere bello, altero, imponente, dai
cupi occhi azzurri, la chioma fluente,
l'aria magnetica, la voce imperiosa.
Deve venire da lontano: meglio se da
una contrada ricca di misteri, anche E u g è n e Canseliet nel suo laboratorio.
se, in fin dei conti, il Tibet può essere
più che sufficiente. nidificano i corvi. Un piccolo
Per concluderne il ritratto, non crocevia protetto da una croce.
dimentichiamo che deve fare dei Una casa antica. Un uomo anziano,
miracoli. O, per meglio dire, si deve dagli occhi gioiosi di ragazzo che
raccontare che sia giunta voce che sorridevano dolcemente al pellegrino
faccia miracoli. Piccoli miracoli, che bussava alla sua porta per
meglio non esagerare con queste cose. apprendere il Gaio Sapere. Vedo
Per esempio, è sufficiente che ogni dunque che vi state inquietando,
tanto prenda a brillare, o che da lui si il Maestro non sta levitando! Non
spandano effluvi profumati, anche se è luminoso! Non è apparso avvolto
la levitazione sarebbe per certo nota in una lunga tunica arringando la
di merito e ha ferventi partigiani. folla dei discepoli con voce tonante!
Mi hanno chiesto: parlaci del tuo No signori, lo ammetto.
Maestro. Incontrai due volte Eugène Ma mi ero scordato di farvi
Canseliet, per la prima volta. Non partecipi di alcuni particolari: tutto
è un errore, è la verità. Nelle due era in pace in quella casa, dalle pietre
occasioni ho conosciuto una cosa del giardino alle tegole sul tetto.
ignorata dalla gran parte degli Lì il mondo aveva arrestato i suoi
uomini: la pace. cammini vorticosi, le cose si erano
La prima fu quando nel 1968 cristallizzate, i contorni addolciti...
acquistai a rate Le Dimore Filosofali. Se dovessi descrivere in poche parole
La seconda nel 1975, in un paesino il Maestro, cosa che sarebbe comunque
di campagna, d'aprile, i dintorni impossibile da farsi, direi: era
erano da poco in fiore, in una regione un uomo pacificato.
tranquilla dove le colline sono Mi hanno chiesto: che cosa devi
disseminate di querce su cui' al tuo Maestro? Probabilmente si
attendevano che rispondessi: e quanto mi sarei potuto augurare.
l'iniziazione ai misteri. Ecco Vi dichiaro fermamente che la mia
ancora un vocabolo che ci suggerisce riconoscenza durerà per tutto il resto
immagini per certo fallaci: che ci della mia vita".
porta erroneamente agli occhi la Paolo Lucarelli
vista di caverne tenebrose dove
qualche ierofante d'una setta segreta Canseliet e la glande cottura
ci conduce di fronte a un altare per
un rito complesso, alla fine del quale La grande cottura costituisce la
sussurrerà all'orrecchio "la parola". terza opera, quella che esige l'aiuto
In verità è molto più semplice e costante dello spirito cosmico. Nel
allo stesso tempo molto più difficile. corso degli anni, Canseliet ne fa un
Si potrebbe passare vicinissimi al resoconto epistolare, da cui è tratta
santuario e non vederlo affatto. Si questa lettera relativa a un tentativo
potrebbe incontrare il Maestro e non eseguito con un piccolo fornello
riconoscerlo nemmeno. Avete mai funzionante al gaz butano. Tratto
goduto di questo privilegio, chè un da L'Alchimie expliquée sur ses
bambino vi renda partecipe dei suoi textes classiques (Pauvert, Parigi).
tesori? Con gli occhi sorridenti,
pur tuttavia con grande serietà, vi 21 maggio 1951
mostrerà una spirale di ferro, oppure Carissimo,
una biglia di vetro colorato, e starà La grande cottura prosegue
a voi capire allora che non sono senza ostacoli, con la regolarità
lì i tesori, ma che queste piccole di un orologio e in una maniera
cose sono le chiavi per penetrare apparentemente così semplice e
nel mondo delle fate, dove tutto facile, che io non posso cacciare il
è meraviglioso, dove non esiste timore che non si verifichi da un
l'impossibile. Sono solo piccole momento all'altro qualche catastrofe
cose, ovunque le si può trovare: che venga a distruggere tutto e a
per conoscerle però è necessario che farmi pagare caro, con una brutale
solo un bimbo ve ne sveli i segreti, disillusione, queste ineffabili ore di
e ciò capita assai di rado! Il Maestro speranza sovrumana e di intensa
ha aperto la porta del santuario, felicità. Quale prodigiosa "armonia"
semplicemente. Come un bambino è questa operazione, quale soave
che svelasse i suoi tesori. "poesia" anche, dove il vocabolo
La mia iniziazione, per la quale greco rivela senza ambagi l'essenza
posso ben dirgli come Pirofilo: "Io non soltanto astratta e metafisica, ma
vi sono debitore di tutto quello che anche positiva e scientifica: Poiesis,
so e di tutto quello che spero ancora "confezione, esecuzione, operazione".
di scoprire nei misteri Filosofici... Nessun dubbio ormai, vecchio mio,
Non mi resta che rendervi molto e se Dio lo vuole, stasera ne avrò la
umilmente grazie che voi abbiate conferma, il "nero" dura sei giorni
voluto trattarmi da Figlio della e Vhebdomas hebdomadum degli
Scienza, parlandomi sinceramente, Adepti è realissima, ed è conclusa
e istruendomi in sì grandi misteri, dal settimo giorno, quello del riposo.
così chiaramente e in modo così Nel corso di quest'ultimo si devono
intelligibile quanto è permesso fare succedere rapidamente le due tappe
del bianco e del rosso, certamente attraverso il Libro che egli accede
con quell'assenza di ogni difficoltà all'adeptato. Il primo, di papiro,
che ci ricorda la quiete della pergamena, carta o altro, propone
domenica o "giorno del signore". il sapere sotto il velo dell'immagine,
Cosicché stasera dovrei sentire dell'allegoria, favola o mistero;
la nota che chiude l'ultimo il secondo, di materia minerale
giorno del lavoro, cioè la sesta, e metallica, offre la Conoscenza
contemporaneamente alla serie attraverso la ricerca sperimentale
sonora il cui crescendo si è della pratica.
presentato al mio orecchio Se capisci questo senza fatica,
altrettanto sicuramente sensibile può essere che il mio piccolo
della progressione graduata del peso trattato non ti dica niente, quando
e del calore nel loro costante ugualmente ti dirò che la libbra
sincronismo. Ecco i pesi rilevati (in francese libbra e libro, femminile
nello stesso istante in cui si faceva l'una, maschile l'altro si scrivono
sentire ciascuno dei leggeri sibili entrambi: livre) è l'unità di peso della
f+compreso): re (336,65), mi (354,8), Grande Opera. Abbi allora la bontà di
fa (368,6), sol (369), la (423,5), si considerare come sei stato fortunato,
(440,60). Attualmente mi tengo a ai tuoi inizi, a trovare un opuscolo
500° per quanto me lo permette al di tal fatta.
meglio possibile il mio eccellente Io non parlerò oscuramente come
pirometro, le cui divisioni però vanno costume, e descriverò sinceramente
di 20 in 20. Tuttavia l'apparecchio le operazioni affinché tu possa al
è molto preciso, poiché il composto meglio controllare i miei lavori coi
non ne soffre,- la sua crosta protettrice tuoi. Non confonderò l'ordine delle
è immutabile e non si solleva, operazioni, ma seguirò il piano esatto
nonostante l'enorme aumento di di L'Alchimia spiegata sui suoi testi
peso attualmente già passato a 440,6. classici (Canseliet) come potrai
Noto che gli intervalli sonori non riconoscere con facilità, visto che
sono rigorosamente 24 ore, che vi farò sovente riferimento.
variano da 10 a 12 minuti, come Potrà accadere che tu trovi presso
verifico sul pendolo della sala da di me qualche dettaglio che non
pranzo, che è molto esatto. Questo corrisponda alla tua opera; non
mi sembra particolarmente singolare. dubitare tuttavia che io ti stia
Eugène Canseliet mentendo, o che stia cercando
d'ingannarti, né che tu abbia mal
Piccolo trattato a uso del neofita operato; non tutte le strade portano
a Roma, e può essere che i materiali
Con il suo Rudimentum Alchimias non siano stati "abbastanza
(Basilea, 1996) Jean Laplace, allievo filosofici". Senza dubbio ci sarà
di Canseliet, consente a guidare anche chi giurerà che ciò che dico
il neofita nel "giardino ermetico", è impossibile, fantasioso, illusorio,
attraverso le "foreste di simboli" o so io cos'altro ancora. Che facciano
e i messaggi iniziatici. pure, non cercherò di convincerli del
contrario, né tanto meno che ciò di
È attraverso il Libro che l'uomo cui parlo in questo piccolo trattato
acquisisce la teoria dell'operae l'ho realizzato con le mie mani e non
ne scrivo per sentito dire. nefaste, e non leggere che quel che
Dunque, caro amico che sei agli porta il sigillo dell'opera, rigettando
inizi, e che già ti stai appassionando i Kant, Jung e tutti quanti a vantaggio
allAlchimia, mettiti subito in cerca di Platone, Rabelais, e gli altri Saggi.
della letteratura specifica affinché tu Tu farai crescere così, a poco a poco,
possa estrarne quel sapere di cui sei il tuo pensiero parallelamente
avido,- potrai trovare così negli altri all'albero della nostra Filosofia
autori tutto quello che non ho affinché possa coglierne i frutti
creduto opportuno ripetere. al tempo della tua maturità.
Attenzione però, non tutte le opere Ciò che accade troppo spesso,
che parlano di alchimia sono è che il neofita sia predisposto a
raccomandabili, ce ne sono anche divenire troppo sottile nelle sue
di pessime (e sono la più parte n.d.t.|, interpretazioni e che talvolta, ma ciò
soprattutto presso i moderni. È è più raro, che non lo sia affatto. Non
necessario perciò che tu sappia è facile impare a temperare la lettera
discernere scegliendole. Sappi per e lo spirito, soprattutto se si è
il momento che la facoltà di manchevoli di pratica. Abbi dunque
riconoscere le buone dalle cattive cura di non abbassare troppo la prima
ti sarà data dalla vocazione che e di esaltare il secondo più di quanto
è la prima grazia. Se non hai avuto non sia utile. L'armonia necessaria fra
questo dono farai meglio a rinunciare questi due poli si farà a poco a poco,
a degli studi che non possono farti in rapporto ai tuoi progressi nella
raggiungere quei territori a cui non nostra Scienza.
sei stato chiamato. Ma se tu vorrai Come prima cosa ti preoccuperai
accedervi comunque, anche se come di familiarizzare con gli autori
semplice dilettante, potrai trarre in classici, iniziando da Fulcanelli ed
ogni caso profitto dalla lettura dei Eugène Canseliet. Passato l'iniziale
Saggi; sii convinto tuttavia che sarà stordimento, avendo potuto appena
un danno irreparabile (restando a sorvolare i molteplici enigmi, ti
questo livello) lo sconvolegere la tua applicherai con pazienza allo studio
esistenza per finire nella miseria, la di ciascun simbolo. Imprimiti allora
povertà e quel che peggio, essendo nella mente che nessuno di questi
privo della consolazione filosofica. avrà un senso preciso che non sia
Se desideri votare la tua vita quello che esso viene ad assumere in
alla Scienza, e divenire un Figlio base al contesto in cui si trova, e che
dell'Arte, ti sarà necessario, inoltre, quindi non gli potrai mai attribuire
evitare quanto più puoi di fare una definizione definitiva. Due
paragoni fra l'alchimia e la scienza esempi al riguardo, il primo volgare,
moderna. Se c'è qualche analogia da il secondo filosofico: se tu collocassi
trarre da questa parentela pericolosa, un segnale di divieto di sosta in
ne potrai avere un qualche vantaggio un villaggio di primitivi, questo
solo quando avrai una conoscenza diventerebbe per loro un mistero
sufficente della pratica da poter di cui ciascuna interpretazione che
fare delle analogie senza il rischio fossero in grado di dare in base alle
di perderti. loro conoscenze sarebbe falsa, benché
Sii sempre vigile nel mantenere il essi saprebbero mostrarsi assai saggi
tuo spirito libero di tutte le influenze nello spiegare i simboli della loro
religione; nel tuo studio, non tarderai
a capire come il termine mercurio
designa un corpo volatile, ora questo
termine può altrettanto essere
rapportato ad una sostanza fissa, sia che
lo si guardi dopo che si è raffreddato,
sia che lo si guardi dopo che è stato
cotto con lo zolfo che ha la proprietà
di tagliargli le ali, anche nello stato
di semplice amalgama disseccabile.
Tu ti eserciterai, di conseguenza, a non
estrapolare mai il simbolo dal suo
contesto. Col passare degli anni,
arriverai all'acquisizione di una base
teorica semplice che ti permetterà di
accedere alla pratica. Tu saprai, per
esempio, ridurre la moltitudine dei
simboli in quattro elementi, tre
principi, due nature, dove comprenderai
che esiste una stretta analogia tra il
fuoco e la terra, e da questa dedurrai la
flagrante similitudine che lega l'aria
all'acqua: la pratica te lo confermerà.
Jean Laplace
opertina del Rudimentum Alchimia,
C ovvero Piccolo Trattato di Alchimia a uso
del neofita di Jean Laplace.

/IN
Dal caos alla luce "Non siamo molto lontani dal poter
tendere la mano, al di là dei secoli,
a Pitagora e alla sua Scuola che
Séverin Batfroi avevano cercato di costruire una
chiarisce gli grande sintesi dell'Universo sulla
base Legge-Armonia. Perché, chi non
aspetti che legano si avvede di questa Armonia della
strettamente gli Natura, delle sue leggi, delle sue
alchimisti alla pratica iniziative microscopichel Colui che
si affigge attentamente allo specchio
filosofale. Anche la della realtà esterna distingue con
mente più pragmatica stupore, al di là di alcune impurità
da cui sono macchiate le contingenze
non potrà non avvertire dell'attività puramente umana, la
tra queste righe, grande, l'immensa, la serena bellezza
l'aspirazione alla delle cose della Natura. " E con
queste parole di fean Charon che
Conoscenza, alla Sévérin Batfroi introduce il suo
Grazia Efficiente, Du Chaos à la lumière (Editions
Trédaniel, 1978).
alla spiritualità
ermetica e Qual è dunque quella strana volontà
contemplativa che che ci spinge a volere entrare nel
da sempre fonde il più grande dei segreti naturali,
quello della Creazione? Si potrebbe
medium ermeticum certamente credere, non senza
e l'alchimia che ne pertinenza, che le tenebre della
morte, che ci avvolgono ciascun
è la via sperimentale. giorno maggiormente, facciano sì
che noi si volga risolutamente e
Emblema XLII. Dt[ryctù con nuovo vigore la nostra faccia
Iti Ch>'riV'i verfinti Nat«M,Rnm,E>:peÉientù!k Icilio, al Sole. Fatto è che ogni giorno è
Tali fcipìo,perizia jia Ijinpa;.
una rinascita ma anche una scadenza
supplementare che ci fa più prossimi
alla Scadenza ultima. Su questa
Terra, l'uomo nasce per assistere alle
continue peripezie della natura, agli
impossibili sponsali degli astri che
si inseguono, ai cicli indefiniti del
mondo vivente che, di nascita in

a Natura guida l'alchimista e, a fronte,


L il leone verde, simbolo dei Mercurio,
materia base della Grande Opera.
rinascita, tracciano nello spazio la "orizzontale" dello zodiaco, e
linea continua dell'Evoluzione Vitale. dunque, in modo generale, di un
Ciascun mattino è un miracolo, luogo elevato nel senso geografico
a tal punto importante e complesso, del termine.
nelle sue architetture nascoste, Il Cristianesimo rivela all'uomo
che l'apprenderlo rimarrà per sempre un luogo privilegiato universale, un
impossibile a colui che non sia stato, tabernacolo indistruttibile, quello del
precedentemente, "illuminato". Da suo corpo. L'Alchimia, dal canto suo,
quel momento, l'uomo si consuma propone allo studente di verificare
affinché tutto ciò che è divino in lui le modalità di manifestazione
ritorni alla sua sorgente, poiché vi fu di ogni forma di vita, attraverso
una sorgente, ed essa divenne fiume, l'interpretazione di un insieme di
ed essa divenne mare, talmente operazioni che permettono all'artista
immensa che la terra stessa farà di comunicare con l'universale. In
fatica a contenerla nei prossimi queste due "pratiche", il cardine della
decenni. Terrificante flusso e riflusso, rivelazione è l'essere umano, quale
quello della marea umana! lo volle il Creatore da sempre. Non
Non si può affrontare così, a pie' vi è che da seguire, per ciascuna
sospinto, un campo che le Sacre di loro, l'opera occulta dello Spirito,- e
Scritture stesse delimitano alquanto che cos'è quest'ultimo, se non Luce?
male, e che è quello tracciato dal L'Universo, nel quale stiamo
Raggio Primordiale uscito dalla penetrando assieme al lettore
scintilla del "Fiat" unico. E come si lungo queste pagine, è insieme il
potrebbe abbordare l'inabbordabile, più segreto ed il più straordinario che
dato che nulla, nell'incrollabile corso si possa presentare all'uomo. Sono
del tempo, ci fornisce, in qualsiasi paradossi in cui
momento, il salutare arresto, si intralciano, a
generatore di Eternità? Allora una prima analisi,
soltanto si manifesterà difficoltà e facilità,
l'Assoluto, che è quell'altra oscurità ed
faccia della Realtà vitale. evidenza; mondo
Ben poco numerosi sono complesso della
i simboli di questo ivelazione ultima che
punto fisso, asse segna confini ultimi delle
privilegiato della facoltà umane. Al di là, il
contemplazione regno divino, il piano
dell'infinito dell'eterno presente,
del Mondo. dell'Universale Chiarezza
Comprendiamoci dello Spirito, dove le realtà
bene. Non si si fondono nell'unità della
tratta affatto Luce, promessa agli uomini
di un axis sin dalla
mundi, creazione
di un asse del mondo.
attorno al
quale gira
la ruota
ncisioni
I tratte dal De
distillationibus,
pubblicato da
Giambattista
della Porta a
Roma nel 1608,
raffiguranti vasi
e simbologie
connesse.

Una simile ricerca, nel nostro viviamo è una specie di "parata"


secolo ventesimo, si mostra finale, a cui partecipano tutti
particolarmente interessante, gli attori del dramma che si
quantunque immenso ne sia il è rappresentato sotto i cieli,
compito, e che occorre affrontare attori archetipi che si mostrano
umilmente, senza presunzione simultaneamente sulla scena del
alcuna. Il fatto è che siamo, mondo. La vita dell'umanità, eccetto
innegabilmente, ad una fine di ciclo il fattore tempo, è in ogni punto
e che un simile periodo si presenta simile a quella dell'uomo in quanto
particolarmente fecondo di scoperte. individuo, poiché tutti gli esseri
Al crepuscolo dell'Era dei Pesci, viventi sono tributari del "piano
ecco giunto l'istante della grande esistenziale" che li conduce al loro
ricapitolazione, illuminata dalla termine. Questo fu scelto da Dio
Rivelazione. stesso e niente e nessuno potrà mai
"Gli Stati, gli Imperi, le Civiltà sviare la creazione dalla Via che
nascono, crescono, raggiungono le fu tracciata da ogni eternità.
l'apogeo della loro gloria e della Certo, il libero arbitrio esiste e si
loro potenza, declinano e si spengono, mostra profondamente agente)...].
lasciando al posto delle città alcune Per giungere a questo scopo, il
tombe sepolte sotto la sabbia di Compimento universale, il tempo
un deserto. Ma le civiltà non hanno non conta, poiché non esiste in
l'importanza che di un seguito di quanto entità. La sola realtà è quella
stagioni: una primavera, un'estate, entro la quale sono incluse le forme
poi un autunno e un inverno. Le viventi; i soli dati temporali reali
gemme si aprono sulle cime dei rami, sono i ritmi che qualificano la storia
le foglie coprono l'albero. Poi si dell'Universo e non le durate di vita
scolorano e cadono; non resta più che inerenti a ciascuna di quelle forme.
l'albero; dopo anni, o secoli, l'albero La vita di un pianeta è simile,
crolla o lo abbatte un qualche qualitativamente, a quella di una
boscaiolo; ma la foresta sussiste". (A. particella atomica la cui durata è
Egret: La voie tiiomphale, pag. 13). infinitamente piccola, perché tutte e
Questa selva indistruttibile due hanno pienamente vissuto le loro
è quella nel cui seno sbocciano le rispettive vite. In quanto, all'uomo,
creature che formano il mondo e che forte del suo ragionamento, facoltà
seguono, ineluttabilmente, la linea di preziosa ma alquanto perniciosa,
Vita che ha tracciato loro il Creatore. inventa di tutto punto una
E la grande ricapitolazione che noi conclusione a un problema,
allorquando questo sia virtuale, che sarebbe, in un qualche
eccessivamente arduo. E quello del modo, il costituente di un "Universo
Tempo lo è al massimo e si complica parallelo"...
all'estremo se vi si proiettano le In questo tempo di ricapitolazione
proprie angosce. Secondo noi, lo storica, dunque, un denso flutto
ripetiamo, il Tempo non esiste, di idee e di tendenze si presenta al
e svilupperemo in uno dei nostri sincero studioso che cerca, al di là
capitoli questi pensieri che hanno dei pregiudizi, la Verità una e
forse, sin d'ora, provocato un buon perenne. Ci siamo noi stessi immersi
numero di alzate di spalle. Ciò che risolutamente e senza speranza di
intendiamo dire, più esattamente, ritorno entro la corrente impetuosa
è che non vi è affatto un Tempo di questo torrente che è il ventesimo
separato dallo Spazio, per lo meno secolo, e dobbiamo ammettere che
nell'Universo, tal quale noi lo dopo essere stati sballottati da ogni
conosciamo, il che è egualmente parte, come un fuscello di paglia, ci
il postulato della "Relatività" in restano ancora le cicatrici profonde
breve. Del resto, il nostro Spazio- delle ferite provocate dai duri scogli
Tempo potrebbe essere benissimo che hanno intralciato il nostro
il "rivelatore" di uno Spazio-Tempo cammino, e che si proponevano a noi

ue illustrazioni tratte dal Della tiamutatione metallica di G.B. Nazari, pubblicato


D a Brescia nel 1572, raffiguranti la materia originale e un Mercurio amputato...
'ultima tavola del Musaeum Heimeticum, pubblicato a Francoforte nel 1625, traccia
•fin dieci medaglioni la creazione del mondo fino all'apparizione di Adamo ed Eva.

quali illusori isolotti di salvezza. la testa immersa nell'acqua,


Abbiamo nuotato a lungo, prima che scrutavano il letto del fiume,
ci fosse tesa una solida pertica. Ed era credendo di scoprirvi un qualche
quella di un passante, che navigava segno che fosse di natura tale da
sulle acque, ma non contro corrente, poterli guidare. Gli uni come gli altri
e neppure sul più rapido dei flutti, ma si spezzavano immancabilmente le
che seguiva la riva! facendo frequenti ossa contro qualche roccia che non
soste col suo vascello, singolare fra avevano avuto modo di vedere, troppo
ogni altro. E prima, ne avevamo ben assorti com'erano nella loro sterile
ricevuti dei consigli riguardo alla ricerca. Vi erano poi degli smarriti
condotta della nostra che, nuotando
navigazione, e ne contro corrente,
avevamo bevute intraprendevano un
di lunghe sorsate di inutile e sovrumano
quell'acqua glaciale! sforzo. Presto o tardi,
Non era servito a finivano annegati,
nulla: avevamo un soffocati da dubbi di
bel cambiare il nostro ogni specie. Non è certo
modo di combattere i così che si ritorna alle
flutti, finivamo sempre ^ origini, alla sorgente
per lasciarci andare, di quel fiume
stanchi di tutti quegli inutili universale che è il
sforzi, sul filo della corrente. Oh, dinamismo vitale. La nostra zattera,
certo, su quella vasta zattera, in quanto a lei, veniva da quella
bisognava ora pagare il proprio tributo sorgente stessa,- essa aveva
in lavoro personale, tirando le funi, attraversato ciascuna delle contrade
alando l'unica vela, trattenendo che il fiume solcava dopo che il
il timone allorquando, per caso, Creatore, scartando bruscamente
ci trovavamo impegnati entro delle lo scoglio che ostruiva l'entrata
rapide impetuose. Venivamo talvolta della caverna, permise alle Acque
sorpassati da alcuni imprudenti, i di fuggirsene in flutti ribollenti.
quali, volgendo ogni tanto il loro E quel vascello, messo in scena
volto verso il cielo, con un'aria beata, sovente nelle Mitologie, è lo stesso
nuotando sul dorso, cercavano nella che la città di Parigi reca sul proprio
pluralità dei mondi abitati le risposte stemma, nave inaffondabile dei
alle loro domande riguardanti il Filosofi, costruita con gli alberi della
mistero della vita,- mentre altri, con foresta edenica, che, dalle origini alla
damo ed Eva sono qui considerati l'uomo-Sole e la donna-Luna, la coppia alchemica
A primordiale.

Fine dei Tempi, permette agli umili ricapitolazione, che è la nostra era.
di compiere un piacevole viaggio. Tutti gli aspetti culturali, filosofici
Si riconoscerà in questo, senza e scientifici si propongono
dubbio alcuno, "L'Arca ermetica". indifferentemente e sta all'uomo
La Verità, tuttavia, assume in operare la salutare scelta, atta a
questo secolo dei curiosi abiti, di condurlo verso la Verità ultima.
modo che un ricercatore che volesse Lungo è il cammino che stiamo
mostrarsi degno di questo nome, percorrendo, e il disegno può già sin
sente l'obbligo di essere più che d'ora sembrare pretenzioso. Bisogna
mai attento. Si credevano morte essere convinti, tuttavia, che in
le vecchie eresie, dopo che i Concili cammino ci aspettano numerosissime
si impiegarono a dimostrarne gli sorprese, e che dovremo
errori, ma non se ne è fatto niente. generosamente ripulirlo dai rovi che
Il Concilio di Nicea e il Papa rallentano ogni progressione. Questi
Silvestro non fecero che arrestare rovi sono costituiti dalle idee ricevute
momentaneamente, nel 325, i e dalle nebulose teorie, derivate
pregiudizi dell'Arianesimo, mentre principalmente dall'orgoglio e
10 spirito di Giuliano l'Apostata dall'ignoranza che, troppo
aleggia ancora su un buon numero sovente, accecano l'uomo. Da quel
di dottrine del momento. momento ogni tiepidezza diviene
Similmente, il Nestorianesimo non pregiudizievole, e dovremo dunque
si è affatto estinto col Concilio di sostituirla con una vigorosa e sana
Efeso nel 431. Lasciamo al lettore difesa della Verità.
11 ricercare da se stesso i luoghi ove Invitiamo perciò il lettore ad
i semi, che il vento temporale ha accompagnarci per un tratto su
spinto sino a noi, siano germinati, col questa "via lattea" che conduce
favore delle cure di alcuni diligenti a Compostela ove brilla la Stella.
giardinieri, poiché non è affatto Che di concerto noi si stampi
nostra intenzione scrivere un i nostri passi sulla sabbia di un
"libello". Fra l'altro sappiamo che cammino ove la solitudine, ahimé!,
tutto ciò che non segua la logica resta alquanto spesso il destino
vitale impressa da Dio nell'Universo, comune a ogni viaggiatore, e che
muore irrimediabilmente e dalla materia alla Luce Essenziale
definitivamente. Queste risorgenze noi si possa beneficiare dei soavi
si spiegano perfettamente quando si accordi della Musica delle Sfere,
consideri, secondo quanto abbiamo testimone dell'Armonia del Mondo.
affermato precedentemente, l'era di Sévérin Batfroi
Alchimia & Co. Spagina, archimia, iatrochimica

Per quanto ciò possa venire a cozzare


Amati, odiati, spesso con uno stereotipo ormai consacrato
temuti, l'alchimia e dalla comune visione delle cose,
noi ci sentiamo di affermare che
gli alchimisti hanno la chimica non derivò in alcun
attraversato gli ultimi modo dall'alchimia, ma che anzi,
secoli accompagnati essa nacque e si sviluppò da posizioni
antitetiche a quelle stesse su cui
da una fama ambigua, si basava l'Arte Sacra.
spesso vicino al Mentre l'alchimia era - e continua
sospetto per chi non a essere - figlia legittima di una
mentalità spiritualista, la chimica
ne ha condiviso lo invece trae origine da una visione
spirito. Eppure non razionalista e materialista che da
sempre è stata presente nello storia
è sempre stato così. dell'umanità. Le due discipline
La storia della insomma, lungi dall'essere anche
cultura è ricca di lontanamente sorelle, appaiono
di contro come le figlie leggittime
testimonianze che di due diverse visioni del modo,
raccontano come la di due diversi modi di porsi nei
confronti di esso.
scienza ermetica fu Ecco allora che mentre per scoprire
a più riprese un vero le origini dell'alchimia abbiamo
vero e proprio faro dovuto attingere assai più alla storia
delle religioni che a quella della
per l'umanità, e gli scienza, per quel che concerne
alchimisti, delle figure la chimica invece, andremo a
cui era riconosciuta incontrare le sue antenate fra universi
forse anche similari a quello dell'arte
una precisa funzione ermetica, ma tuttavia da essa
sociale... nettamente distinti poiché originati
da, e verso scopi, del tutto alieni a
qualsiasi aspetto abbia mai assunto
nella sua storia la pratica filosofale.
Già da epoche in cui abbiamo
notizie precise riguardo all'alchimia
- stiamo parlando dell'età di Zosimo
e Ostanes - vediamo come accanto
a essa erano già venuti a svilupparsi
due diversi livelli di ricerca più
propriamente chimica; queste
presso gli antichi presero il nome
di spagiria e archimia.
Ma che cosa le distingueva dunque
dall'alchimia? Non è difficile
rispondere: entrambe erano due
branche di una medesima arte
essoterica. La spagiria (dai verbi
greci jiaw-OTtao (separo, estraggo|
e aYEipco-cryEipo (riunisco, combino)
assomigliava molto da vicino alla
moderna chimica. Come indica la
sua etimologia altro non era che
una scienza mirata a ottenere
determinati risultati di tipo pratico,
scomponedo e ricomponendo
sostanze diverse. Metallurghi, pittori
farmacisti, vetrai, tintori, tutti questi
dovevano possedere conoscenze
spagiriche di base per poter svolgere
i loro mestieri. Non c'è dubbio quindi
che la spagiria sia stata a tutti gli
effetti la vera paleochimica.
Quanto all'archimia, vediamo
come questa rappresenti una (Z(imposizione (1933), Joan Mirò.
categoria speciale - e forse più
oscura - fra le scienze genitrici della della disciplina chiamata
moderna chimica. Lo scopo che si iatrochimica, assieme a quello
prefiggevano i suoi praticanti "aveva del suo più grande promulgatore:
qualche analogia con quello degli Teofrasto Paracelso.
alchimisti, ma i materiali e i mezzi Strano caso quello del dottor
di cui disponevano per raggiungerlo Paracelso; uomo saggio e capace,
erano unicamente dei materiali e dei modesto ma sanguigno, pronto a
mezzi chimici. Trasmutare i metalli difendere persino con la spada le idee
gli uni negli altri; produrre oro e in cui credeva, egli stravolse il campo
argento partendo dai minerali volgari degli studi medici nella prima metà
o da composti metallici salini., .ecco del 'Cinquecento. Inseguiva infatti
ciò che si proponeva l'archimico. In un sogno; poter trasporre sul piano
definitiva, era uno spagirista della sua professionalità, le cognizioni
arroccato nel regno minerale..." derivategli dal suo essere alchimista.
scrive Fulcanelli Si ascolti quanto affermava:
Ora poteva essere che un "Qualcuno ha scritto a proposito
alchimista fosse anche chimico, dell'alchimia che essa serve a
ovvero spagirista - il che equivale fabbricare argento e oro. 11 vero
a dire poteva ben essere che scopo per me non è questo, ma
l'alchimista avesse anche una solo lo studio delle doti e delle
dimensione profana accanto a quella proprietà medicinali".
sacra - ma è ovvio che mai avrebbe Fu infatti Paracelso medico
potuto verificarsi il contrario. e contemporaneamente ancora
E proprio secondo questa ottica oggi viene ricordato come uno dei
allora che dobbiamo valutare il caso principali maestri che l'Arte Ermetica
abbia mai avuto. Operò a Basilea Alchimia e religioni rivelate
dove ottenne risultati miracolosi
e guarigioni che fecero gridare al Avevamo visto in precedenza come
prodigio. Ma in realtà non vi era nulla la complessa natura dell'alchimia
di magico o sovrannaturale nella sua ne aveva permesso una diffusione a
attività; nient'altro che buon senso e livello planetario facendola divenire
umanità, congiuntamente all'utilizzo una scienza pressoché cosmopolita.
di alcuni medicamenti alchemici, Ciò nonostante un attento esame
che nella loro preparazione e della trattatistica ermetica, viene a
posologia di nient'altro avevano mostrare alcune lievi sfumature - per
tenuto conto che non fosse esempio tra le opere europee e quelle
nell'ordine naturale delle cose. orientali - incentrate soprattutto
Il suo pensiero tuttavia ebbe sugli universi simbolici di
l'effetto d'un vento di tempesta riferimento.
che entri dentro una casa polverosa Il perché di tale fenomeno è
le cui finestre non venivano aperte da ricercarsi nella duplice natura
da tempo. dell'alchimia, che se da un lato
Scompigliò le ormai la portava ad essere un sapere
stantie concezioni dogmatiche universalmente sacro, dall'altro
dell'accademia di allora, importò nel la rivelava nella sua essenza
piano della medicina, concezioni ed di escatologia privata.
etica prese a prestito dall'alchimia,- Vi furono allora alchimisti arabi,
fece tremare i polsi agli imparruccati ebrei e buddisti, taoisti e cristiani,
suoi colleghi. Voleva infatti che che ricorsero all'analogia con il
anche l'atteggiamento del terapeuta sistema religioso loro più prossimo,
mutasse radicalmente affinché questi per occultare le varie fasi della
abbandonasse le vesti sontuose della Grande Opera. Diciamo meglio,
saccenza per vestire gli umili panni fu costume presso i Maestri di tutto
del filosofo; "sono sporchi come il mondo, connettere il comune
fabbri e carbonai - diceva dei medici patrimonio simbolico con quello
alchimisti - e perciò la loro apparenza della religione di più specifico
è modesta, parlano poco e non riferimento.
chiacchierano ai loro pazienti, non Tale prassi non ha ancora oggi
lodano i propri rimedi perché sanno terminato di suscitare polemiche
che l'opera deve lodare il maestro fra gli storici delle religioni ed alcuni
e non il maestro l'opera... Essi perciò - forse troppo entusiasti - studiosi
disprezzano simili atteggiamenti e si d'ermetismo. I primi arroccati su un
dedicano al lavoro con i loro crogioli giudizio di valore fondamentalmente
e approfondiscono lo studio negativo nei riguardi dell'alchimia,
dell'alchimia". guardano con occhi intransigenti
È stato dunque nella sua opera che il reiterato connettersi dell'arte
per un istante razionale e spirituale ermetica alle religioni segnandolo col
sono a riusciti a toccarsi, coesistere marchio della follia; i secondi un po'
in una disciplina che ha rappresentato pazzamente annegati in una visione
il solo mondo parallelo, il solo tiait- di massima, vogliono l'alchimia come
d'union fra le scienze profane comune origine delle grandi religioni
e l'alchimia vera e propria. rivelate, che di questa altro non
rappresenterebbero - sempre nella fra arte e alchimia, era già ben
loro ottica -che devianze essoterico- evidenziata nella costante abitudine
cerimoniali, da una comune via da parte degli alchimisti nel chiamare
esoterica, iniziatica e rituale. la loro scienza Arte, e loro stessi
La questione dobbiamo dire è artisti.
insolubile; desideriamo tuttavia L'artista-pittore, poeta, musicista
concludere con due constatazioni, che sia - crea un immagine, imita
l'ultima delle quali non mancherà e perfeziona la natura; gioca col
di proporci interrogativi inquietanti: pensiero, la coscienza, il sentimento,
è innegabile che i forti rapporti attraverso il potere plasmante
esistenti fra l'ermetismo e del linguaggio; traduce in armonia
le religioni, sono assai più da determinata il caos dei suoni.
evidenziarsi su di un piano archetipo- Egualmente l'alchimista ricreava un
strutturale che non sostanziale; però, universo, vi si calava personalmente
non è forse altrettanto vero che anima e corpo, vibrava al diapason
le radici dell'alchimia, affondando col creato attraverso il potere
in quell'universo prestorico degli formante della sua sapienza.
sciamani-metallurghi, ne postulano Ma qui siamo ancora nel versante
innegabilmente un'antecedente dei "perché", quello che invece dovrà
origine rispetto a quella delle interessarci più da vicino è capire le
grandi religioni rivelate? diverse modalità attraverso cui questi
due campi - veri e propri universi
Arti e Alchimia

Fra le tante attività del


fare umano ve n'è una in
particolare che all'universo
ermetico-alchemico fu
sicuramente più volte
tangente; per chi al pari
è ricercatore di bellezza
e conoscenza, è ormai
chiaro che stiamo parlando
del campo artistico,
e possiamo affermare
che in ciò, non vi è proprio
nessuna stravaganza. Infatti,
se da un lato era
assolutamente ragionevole
che un contesto come
quello dell'alchimia potesse
costantemente venire a
catalizzare l'interesse di
chi, come l'artista, svolgeva
un'attività estetica e quindi otogramma del firn (Delavaux) tratto dal romanzo
conoscitiva,- d'altra parte FL'Opera al Nero, di Marguerite Yourcenar, con Gian
l'analogia teorica esistente Maria Volonté nella parte di Zenone.
contigui - ebbero modo d'interagire, in verità nascondevano significanze
dando vita a liriche e prose, dipinti direttamente e provatamente
e sculture, melodie e architetture, alchemiche - universo
fra le più belle che la storia ricordi. metodologicamente analogo per
Quella che quindi vogliamo la realizzazione della stessa prassi
proporre alla sagacia del lettore artistica; lavori in cui i temi, ma
è una griglia interpretativa, una soprattutto gli strumenti concettuali
schematizzazione in definitiva, dell'alchimia (purificazione,
in grado di riassumere le relazioni spiritualizzazione della materia,
dirette che intercorsero fra il trasmutazione) venivano estrapolati
multiforme campo delle arti dal loro contesto, e utilizzati come
e quello dell'alchimia. guida per la creazione di opere.
Come avvenne allora che le arti Nella prima categoria troveremo
e l'alchimia intrecciarono le loro i quadri di Balthazar Van der
strade? Semplicemente seguendo Bossche (1518-1580), Stradano
quegli stessi canali tradizionali - che sicuramente era uno che se ne
attraverso cui una qualsiasi attività intendeva - (Van der Straet 1523-
umana ebbe modo d'interessare in 1605), Teniers (1610-1690), Thomas
se l'artista, e per quello che essa Wyck (1616-1677), Adrien Van Ostade
rappresentava. L'alchimia allora potè (1610-1685), Mathieu Van Ellemont
divenire: - oggetto di curiosità da (1623-1679 circa), Hendrik Heerschop
parte degli artisti e quindi soggetto sino ad arrivare a Joseph Wright of
essoterico delle loro rappresentazioni Derby. E ancora il disegno dall'esegesi
(stiamo parlando di quelle opere in così complessa di Bruegel il Vecchio
cui troviamo rappresentato il lavoro, (1525-1569) dal quale l'editore Cock
la vita quotidiana degli alchimisti nei attraverso l'opera dell'incisore Galle,
loro laboratorii); - oggetto e soggetto trasse una serie di stampe.
esoterico dei loro lavori, matrice Nel versante della letteratura, per
primaria d'ispirazione per opere primo dobbiamo ricordare il Faust
simboliche che, al pari dei trattati di Goethe, archetipo dell'identità
ermetici veri e propri, sotto forme alchimista-dannato, eroe romantico
mitologiche, religiose e fantastiche, votato alla conoscenza a qualunque
costo. Altrettanto non possiamo soprattutto, Paracelso. Fra le opere
dimenticare Hugo, con la sua della seconda specie, e cioè quelle
fantasmagorica descrizione del esotericamente alchemiche diciamo
laboratorio dell'abate Frollo in Notre subito che l'elenco sarebbe troppo
Dame de Paris-, l'avversione di lungo, ed elencandone anche una
Howtorn per l'alchimia incarnata sola parte rischieremo sicuramente
nelle sue opere dalla saturnina figura di superare il compito che qui ci
di Rapacini; le malie mitteleuropee è stato assegnato. Ci basti ricordare
di Meyrink ne L'Angelo della finestra velocemente i due volumi di
d'Occidente sino a La casa Fulcanelli che l'uno in campo
dell'alchimista-, il folle terrore di di architettura e plastica religiosa
Yeates e Maugham, che con Rosa [Il Mistero delle cattedrali), l'altro
alchemica e II mago, parlano di spostato su edilizia e scultura civili
alchimia ma da un ottica esaltata che [Le Dimore filosofali) hanno ben
ne stravolge la più dimostrato di quale
genuina essenza. potere figurativo
E come sia stato foriero
ancora non l'esoterismo
citare Shakespeare, alchemico nei
con la sua figura secoli più belli
del mago-alchimista della sua storia.
Prospero [La Saremo tuttavia
tempesta), e di tacciabili di
contro Ben Johnson, superficialità se,
con il suo Dottor sempre restando
Sottile, falso nelle arti figurative,
alchimista, ci dimenticassimo
incarnazione della produzione
stessa di tutti i pittorica di tre
luoghi comuni che pittori essi stessi
portarono il volgo assai vicino
ad ascrivere fra all'ermetismo,
le frodi l'antica tralasciando poi
arte ermetica. di trattare più da
Fra le moderne vicino l'opera che
opere desideriamo a nostro avviso
si tenga presente è da considerarsi
il romanzo emblematica per
di Marguerite la comprensione
Youcenar L'Opera di qualsiasi altro
al Nero, il cui lavoro segretamente
protagonista altri alchemico.
non è che quello Nel primo caso
Zenone, i cui stiamo parlando
tratti principali onclusione ( 1926), Vasilij Kandinskij rispettivamente
lo accostano a C e, a fronte, Medicus
Giordano Bruno, e (XVIII sec.), Johan Jacob Haid.
Alchemista di Bosch, Van Eyck
e Parmigianino, tra
i quali gli ultimi due sicuramente cara agli alchimisti cristiani, la
furono alchimisti; nel secondo materia filosofale; osserviamo proprio
vogliamo invece far riferimento alla sotto la veste dell'angelo, il mantice,
splendida incisione a tema ermetico strumento da fonditori atto ad
Melancolia I di Albrecht Diirer [p.38]. alimentare i fuochi più incandescenti
Indugiamo allora alcuni istanti nel seno della fornace di fusione; alla
sull'opera, per scoprire sotto il velo cintola le chiavi ermetiche, le chiavi
delle apparenze, quali significati in grado di aprire secondo la misura
ctonii tenga racchiusi in se stessa. stabilita dal compasso, il libro chiuso
Non facciamo difficoltà ad affermare ch'esso tiene sulle ginocchia. Sopra
che questa si pone in tutto e per tutto il suo capo stanno nell'ordine, il
come allegoria della Grande Opera: quadrato di Giove, una campanula,
l'incisione illustra un angelo nero, una clessidra emblema dei tempi,
simbolo da un lato dello stato una bilancia emblema dei pesi,
malinconico che gli antichi ponevano concludono il tutto la scala a pioli
sotto l'influsso di Saturno. Ma eretta verso il cielo e l'arcobaleno
ugualmente rappresenta la Materia - speculare semanticamente alla
prima degli alchimisti, anch'essa coda di pavone - simbolo palese
negra e saturnina, la cui volatilità della concordia fra cielo e Terra,
sostanziale è ben rappresentata dalle dell'unione degli opposti, della
ali poste sulle spalle dell'angelo. realizzazione definitiva e completa
Aguzziamo ulteriormente lo sguardo dell'Opera, salutata dall'aurora
allora, e puntiamo la nostra che sorge.
attenzione da sinistra verso destra, Anche la letteratura di questo
con moto circolare, prima tipo è assai vasta, e per questo noi
discendente e poi ascendente: ci limitiamo a ricordare tre elementi
resteremo sbalorditi dal gran numero importanti, quanto forse inattesi;
di messaggi alchemici che Diirer molte fiabe tradizionali - prime
ci ha voluto lasciare! Ecco infatti il fra tutte Cappuccetto rosso e Pelle
crogiolo fiammeggiante, strumento d'asino -, la lirica Vocali di Rimbaud
che già avevamo visto essere e pressoché tutte le opere di Rabelais.
imprescindibile per il laboratorio, Per quel che concerne la terza
ecco la pietra squadrata, e poco e ultima delle categorie suddette,
sotto il martello, strumento della ricordiamo qui brevemente le
separazione, e ancora la cagna di opere di André Breton (e di tutti
armenia e il lucignolo della lampada Surrealisti) che nel Manifesto del
a petrolio - precisa indicazione di Surrealismo ringrazia gli alchimisti,
determinati regimi di calore -, il pittore italiano Giorgio de Chirico
assieme alla macina circolare e per finire gli americani Rotko
rappresentazione di quel fuoco e soprattutto Pollok, che con la
di ruota mirabilmente descritto sua serie di dipinti Alchemy,
da Fulcanelli; scopriamo più sotto altro non voleva che compiere
la sfera-microcosmo, la squadra, egli stesso un'operazione
la pialla e la sega con gli assi e i alchemica; 11 action-painting
chiodi della crocifissione, emblemi diveniva così un modo di
del martirio igneo cui andava trasfusione dell'artista nell'opera,
sottoposta, secondo la simbologia il quale attraverso un lavoro misto
di volontà e determinismo, plastica imagopoietica, comunicativa,
trasmutava l'essenza volgare dei in ultima istanza, spirituale,
colori sintetici industriali, in materia Andrea Aromatico

L ' o r a metafisica (1955 ca.), Giorgio de Chirico.


TAVOLA DEI SIMBOLI ALCHEMICI

- zftadtts. Acido
t /Ti ' t J * tTT*
rri? f- C/fcido* m arili—*— Acido marino
ijTtcùfc. rùfi'itjue^, Acido nitrico
cJhùd&y tjuljiiritjue^. Acido solforico
KD '
Sfc/'er. Acciaio
dtim/uit, d piìicfcjiittjHt^. Calamita e Fuoco filosofico
3timcuit a'&s Calamita dei Saggi
••A
Cftr. Aria
*J?fa/nècc.. Alambicco

jsr.cK.oiii .cMwL.de, rocJie-j. Allume, Allume di rocca


cJnun. cfe, jtltwte^. Allume di penna
tjò/tz/'/i- ¿t •iìlìsj C/i/vre. calcùtè* . Bronzo bruciato. Rame calcinato
(jhnafyatites. Amalgama

& cfona/yeane. jthiasejJuyttcjiivrta/i K- . Amalgama filosofico primario


Jtf/ntdyanie..^pjii'ywt, tj^le/iaur. Amalgama filosofico superiore

Si.K &u •fìaJ àejptUó. Raccolta, Parti uguali


Anno
0"<9-
3uà/lloillAJ. Antimonio
•dfryeiitj Argento, Luna
Argilla
n ?
Cfcjcnìc,, rfotilej. Arsenico, lega
ctftnauor. Atanòr

&tram<2/i? (vifriol UcuicJuJ. Atramento (vetriolo sbiancato)


©-e:
3f/rCWt<21l?~ (j>/tnoìIVtUp) -Mediar. Atramento (vetriolo arrossito) Perossido
3fzur. Azzurro
V' g

i UQaùi. Bagno

yòaifL- cUjfiunÙj •. Bagno di letame


a
Oòaìn.. <Jf(cu'ìt*>. Bagnomaria
A . M
.a. , AB JècriiLule, tSaUt*. Bagno di Sabbia

<JÒ¿u'/u-de, oa/iaur. Bagno di vapore

iJòauntv. Balsamo

UòiflnuJL- Bismuto

3òltutc~ ci 'Sy/ayna-j. Bianco di Spagna

DòeJ J'<Jtriu4jiÌ£>. Bolo d'Armenia


Borace
V^cb.cS. *JòorctxJ.
(ED, E) Jòit'tjue,. Mattone
c r . B , « ,F: pu/féj-ÙSAe.. Manone polverizzato
# Jòi-cyeTj (on'hu 'alien-. Tritare, triturazione

A/RjC— Ga/cStw, caJcùuitìoiu*. Calcinare, calcinazione


«Sb^flO, i o « » Canfora
Z-,1n. (^nidi/tu', ¿¿//idJifatic/L* Cementare, cementazione
•E,e Gene/ne* Cenere
G^/tdrej^rauele'cs . Ceneri in grani
Cerussa
G.G.C, @ , v (3/?aux~ /rtèfàJlrjues. Calce metallica
^ ,<5E (jfytaux- d'aw^s. Calce di uova
C7.Q C2Jiaùx~d'cr. Calce d'oro
d/iawKs de, uitrioL. Calce di vitriolo

(3Aaitx* Calce viva


Cinabro

M d ' a/iti/ncùi£j . Cinabro d'antimonio

£.«,+ C^'re,. Cera

Gcagultt". Coagulare

K GdxilC. Cobalto
Z, A Congelare
0, (3oraiL.. Corallo
¿^tf.cc Gor/u, de Corna di cervo
(3*'anA ìuimain—. Cranio umano
Gneitset- Crogiolo
<3 Cristallo, Cristallizzazione

9» (Sviste/ de. <$atuni£s. Cristallo di Saturno


(jjKJtr/jifcs.
OAA Cucurbita

9 , 9 Ot/iihS. Rame, Venere

hB Decozione
2.
1 ¿Denudarli &. Mezza parte

8,fi ¿¡Dyirtr. Digerire


(AJtMoìution- Dissoluzione

©.a.a.cv** ¿Dùtrfh*, cQiótì/bfibn^ Distillare, Distillazione

s ^ v , « « óau— Acqua
(oau />(>fu/&wtès. Acqua bollente
-C.S Sau commwie,. Acqua comune

V Acqua di calce
San d&> cftaux-,.
Acqua forte
Acqua madre
•Vl^w ¿a te .
Acqua di pioggia
Sau de, p/uie..
Acqua regale o stigiale
dì)au recale, cu feriale-,
Acqua di vita
¿au—de ine, .
Ebollizione
te ¿¿ulàtioJi-.
Scorza di granata
(èco ree. deyre/La da .
Schiuma di nitro
©,c (s>cu/ne, de. /titre/.
Efervescenza
'roé/èencAj.
EF Elisir dei filosofi
è CsJpcù' des p7ii/of,ojtbj.

¿Sf.ritL. Spirito

2ytrtC Spirito di vino

<C*Sju-iL- de OÙL- reciditi,. Spirito di vino rettificato

(SDsjiriL. de iviricL.. Spirito di vetriolo


Stagno, Giove

¿dei-. Etere

tLJ Garitte, ti* h tot**t. Farina di mattone


Ferro
«('.d'.F.V,-^ Sfcrnwfo&H ti /&-par te satfte tìtspjti'i* J
Fermentazione dell 'oro con lo zolfo dei filosofi
&ej-nieitter, Fermentare
FE Fuoco
A
o, ® &at de none Fuoco di ruota

EEJR. Coagulare
yi/CtJion-j&ifttm-. Filtrazione, filtrare
Fiala, Flaccone
Fissare
Flemma

d'anù'moùu^. Fiori d'antimonio

ss de. ctu'unts. Fiori di rame

V» ó^/ett/u de. cfaftwnéj.


de. cfOH^re^.
Fiori di Saturno
Fegato di zolfo

&0/wtte/ut ' Fornello

®=,T S/ttmùr de cAevaZ. tSfieti— Letame di cavallo. Fieno

Cj'a/mte,.
(j'cuì&vrZs. Ginepro
C^1emme.. Gomma

Y Gesso

fÒeu/'e* Ora
follili . Olio

*.fc.qn fonile de Qiri/lo»<k ci-i/taL Olio di Cristo o di cristallo


A E fìiiile, essejdjelle,. Olio essenziale

V fattile,-fixe^. Olio fisso


/5 uìle. de, (fatarne,, Olio di Saturno
foniltsde, Olio di zolfo
fattile, de, sucan.—. Olio di ambra

43 Òiule, de fitrlro. Olio di tartaro


fonile, eie iHÙ'icl. Olio di vetriolo

ÙJ 3%
'ucctytcfer. Incorporare

-Hi/fon. Ottone
_EL ut rècejit— Lane recente
-Girne, de, //téfa.l-J/ryia^aiL. Lama di metallo imperfetta
03 •¿ui/rte, d'or. Lama d'oro
fc.P -¿loryteJ. Lampada
—£rnuu/fó d'actej <. Limatura d'acciaio
nnaiUe.de^r. Limatura di ferro
Litargirio

DL,Ò d' cuy&dr. Litargirio d'argento

riarde- d'or. Litargirio d'oro

de> <£ajuajuc&,\ Luto di sapienza

u,ISr Lutare

<d2/'jtuzjrt' deijt¿otti i calcine.. Liquore di piombo calcinato

M cJ/ayrstej'u, de. (^attutii,. Magistero di Saturno

M.tS.MP UVajti&sieJ. Magnesia


cJ/arcaSSlùt,. Marcassite
O^Ltlidjye. jt netti io/ . Prima Materia

Oftaliene, p tediarne, de /'Qjwnes. Materia prossima all'Opera


¡JHZJtts. Stoppino
tMerCWCs. Mercurio
s? One/ ir/// ir a utmt. jylitjue. CÌèJj* cSoj&s. Mercurio animato o filosofico, Sale dei Saggi
s.a Mercurio d'antimonio
^Dkej-ciLre, (f'attfinwùiO.
zjfifnc/ire, e/ulfe. Mercurio esaltato
^erc/i/'A jrrtzcytìftL. Mercurio precipitato

i P Afferei ira. a/arrie>. Mercurio di Saturno


Mercurio sublimato

v.a.tt. o9/encui'e. de oìe, . Mercurio di vita

T,^», Te C^i'rrium-. Minio

oJloùs. Mese

B cMcifii.. Metà

zJ/lolIiL; de tatuuur . Madido di conciatura di pelli

S zftili*,, (3/ttytÌfr*,. Nitro, Salnitro

?.?,x Olmi:. Notte

¿KÓ G£'ffihi/o/inÀiouts • Uovo filosofico

O.O.B.O.G? Oro

Or c/r/cjné-. ' Oro calcificato


ft.io (Dr chìmJtfttej «* herméfÌ<JH£j. Oro chimico o ermetico
Or tic. none.. Oro di miniera
f.B (Dr en^titil/eJ. Oro in foglie
Orrnìmmt. Orpimento

¿.dP ^/ttrfttJ ey/i/ej . Parti uguali


Pasta aurea
tfcrfd,. Perla
A is/w/n/tor*^. Fosforo
esterne, cn/cinèe.. Pietra calcinata
PC.IC c 7terve/ cniimùiaìrtj. Pietra calaminaria
$ {JÌerrej fihi/ojojiìtaìe-/. Pietra filosofale

$ &'e/Te,jytlwle, <m C/cm/t e. da tWdrt-. Pietra filosofale o Polvere del primo ordine
&
?.c Sferre,pjtLtìe. thò'orrire.
3erre, cSonijm'/ie,.
f\^yj^ Pietra filosofale del terzo ordine (Corona del
Pietra sanguigna
Saggio)

Piombo, Saturno

•+1 Potassio
P.t.è Scucine,. Polvere
ifriajuler . &rt£ipiLilùm_ Precipitare, Precipitazione
Prendete
tjiirifiér. C/urìflcalicii- Purificare, Purificazione
Putrefare, Putrefazione

5/E.QE J^jiùitis/enci.. Quintessenza

Realgar
effettiva- Rettificare, Rettificazione
i"y&yule, ti' anKmoùte.. Regola d'antimonio

l oJLà/u/e. ayentc~> •
rd&ileraìton—
Regola
Reiterazione
d'arsenico

RR
Resina
"Ri
a , 2 c.tfeforie,. Grnue^ • Ritorta, Storta

4fe.,5 ^Sahle,. Sabbia

tifi <£«£rut. »• Zafferano


Zafferanare
f . i
Zafferano magistrale

JfafiwLt/e. ZWaty . Zafferano di Marte


J)<yrd/L de ¿¿»«J. Zafferano di Venere
Scìntine, ¿¿aviari— Salmiac secretum
S - o k - o f
• .ir, i Sctnftintyuc^. Sandracca
SaHy-cflirujtn. - Sangue di Drago
2) ufo/i—, Sapone

W sSai*ciL nct'r. Sapone nero

SH ¿Scemi, fiejmèh'tjne.-. Sigillo ermetico

J>el <! Ì*utlì—, Sale alcali

©J Sei tiìcali-^ìxa. . Sale alcali fisso

©A SJaìcatL ixrfutiì. Sale alcali volatile

S*, R cr/lejul'fcth. • Sale Alembroth


•j/ V piV j£eì ii'rvTWiuuc—. Sale ammoniaco

Sei cr/nniu/L— • Sale comune


e,
rtej Celeri nò . Sale dei Pellegrini

A <iél J><uj[*<i •
ctt Q?//cie Je. Safi"
Sale dei Saggi
Sale o Zucchero di Saturno

J)W ,ie (oart e. . Sale di Tartaro


©
Sai J'tiri"*-'. Sale d'urina
G>el^Jcmmc^. Sai gemma

fi-I C$<ytt Ofé/atiX^


(^ùjiUiini—
Sette metalli
Sigillo

H'^.Jc' C$oude '. Soda

r O^cup-A, COmmwi_ Zolfo comune


C^joup/L. noir. Zolfo nero
(¿fiottai-*, dot 0/tilosojthej. Zolfo dei Filosofi
dai @i'Oji/tì£u. Zolfo dei Profeti
Zolfo vivo

trailer .<d)frnti^Ìcatioit-*- Stratificare, Stratificazione

SSS^JHF (StrahinL. éufiOJ' ófralum-*. Stratum super stratum


Sublimato
sr,=G=
f . à (^uùlùne, pai' Sublimato con lo zolfo

Aift)/¿h C$nbìwver. Sublimare

SM (SSii/kstcuice- ml/a/li'ifue-^. Sostanza metallica

S (¿Succili—* Succino

00 (2Sucr^ . Zucchero

W, <2 Talco

X (OaU-jìyìbk-'- Talco fusibile


/wir. Talco nero
Sartre . Tartaro

Tt (OrHJiiiir^'. Tintura
'Ce'/ -¿/le/tt/iini-. Trementina

"féerro. Terra

* Terra assorbente

marti,. Testa morta

S TsrìHifcr. ^srìturatioiL- Triturare, Triturazione

ft/?,® TotifìeJ. Tuzia

Tuzia sublimata

(3,-ffl-

-^.a», e Verderame

o^-.'tei^lta-o Oèrre^. Vetro


® Vetro d'Antimonio
d'ctfulùnoìiijtJ.
"ECL. Vino

CJÌ>I-/>/culc. . Vino bianco


CJi/ufuteycs. Vino rosso

CJìuai^fiMj. Aceto

"XJi/uuyrc, />/auc Aceto bianco

Cj/ziao^rres roiiye. Aceto rosso

(Jï/raij'TtL- dt/tiiU Aceto distillato

Uftrtc/. Vetriolo

ZÏÏvï/IflUC,.
M, Vetriolo bianco

Uìfno/fiL t'eiL. Vetriolo blu

CjfòJoI de C^t'/^Jioury. Vetriolo di Salzbourg

CJ/fì-tol veri. Vetriolo verde

cJoidó eL (-j/tesu Pesi e Misure

CP/iOjU/uL (oft/rt. U6SJ Chopine (litri 0,465)


C^idl/ejee,. Cucchiaiata
Demi-dragme (grammi 1,91)

(M&nì-jraùt- "265) Demi-grain (grammi 0,0265)

¿fienài. ¿ione ( Wt-y.ySJ Demi-livre (grammi 244,75)

¿demi* o/ice, (tffgf. •&)<>) Demi-once (grammi 15,295)

¿Demi*, afa -ulules (oyr. óòflsj Demi-scrupule (grammi 0,63725)

CjìuÙL-(otp-. 06$J Grain (grammi 0,053)

^/wtf ou' dnaymet fi<p\ Si.) Gros 0 dragma (grammi 3,82)

-C/'ure- (ttyjjr. SoJ Livre (grammi 489,50)

cJ/lanyiuUs Manipolo

O/tc&Còojr.St}) Once (grammi 30,59)

$'tde> t^olur*.jfimsj Pinte (litri 0,931218)

Xliuirlk/t»L ( >22gr. òjSJ Quarteron (grammi 122,375)

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avola dei simboli dell'antica alchimia tratta dal volume Aspetti dell'Alchimia
T
tradizionale di René Alleau.
INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI
Copertina 1618. Parigi, Bibliothèque Nationale, ©.
L'Alchimista, dipinto di Joseph Wright 18 (sotto) Il cosmos, miniatura tratta da
of Derby, 1770. Derby Museum and Les Très Riehes Hernes du Due de Berry,
Art Gallery. © Parigi, Giraudon. 1416. Chantilly, Musée Condé. © AKG
Photo.
Dorso 19 L'Universo quale era raffigurato nel
Incisione ispirata a Basilio Valentino, XVII. 1520, tavola a colori in L'Atmosphère
© D.R. et la météorologie populaire, Parigi, 1888,
Camille Flammarion. © AKG Photo.
IV Tabula Smaragdina Heimetis, figura 20-21 (sopra) La Natura-Alchimia,
allegorica, La Rose Croix, 1785. © Roma, miniatura tratta dal Tractatus alchemici,
Ikona. XV secolo. Londra, British Library.
© Roma, Ikona/Gustavo Tomisch/AFE
Apertura 21 (sotto) Le Rimostranze della Natura
1, 3, 5, 6, 7, 8 Miniature tratte dallo all'alchimista errante, miniatura di
Splendoi Solis, manoscritto tedesco, XVI J. Perreal, 1516. Parigi, Musée Marmottan.
secolo. Berlino, Kupferstichkabinett. © Parigi, Jean-Loup Charmet.
© AKG Photo. 22 Ermete Trismegisto e i simboli
9 Idem, © Parigi, Giraudon. precursori, incisione tratta da Symbola
2, 4 Miniatura tratte da Splendor Solis, Aureae, Francoforte, 1617, M. Maier.
manoscritto tedesco, 1589. Londra, British ©D.R.
Library. © Parigi, Bridgeman-Giraudon. 23 (sopra) I tre filosofi, dipinto di
11 L'Alchimista, dipinto di Cari Spitzweg Giorgione, 1508-1509. Vienna,
11808-1885). Stuttgart, Staatsgalerie. Kunsthistorisches Museum,
© AKG Photo. Gemäldegalerie. © Magnum/Eric Lessing.
23 (sotto) I viaggi di Democrito in Egitto,
Capitolo I incisione tratta da Symbola Aureae,
12 Ermete Trismegisto, particolare del Francoforte, 1617, M. Maier. © D.R.
pavimento in marmo del Duomo de 24 Schema del Cosmos, figura tratta da
Siena. © Firenze, Scala. Musaeum Hermeticum, Francoforte, 1625,
13 Caduceo di Ermete, in Le Livre des Lambsprink. Versailles, Bibliothèque
figures hiéroglyphes di Nicolas Flamel, municipale. © Firenze, Scala.
manoscritto di Denis Molinier, 1772-1773. 25 La parabola della Tavola Smeraldina,
Parigi, Bibliothèque Nationale, © . miniatura tratta da Aurora Consuigens,
14 Rilevamento di una tavoletta manoscritto del XV secolo. Zurigo,
proveniente dalla biblioteca di Zentralbibliothek, ©.
Assurbanipal a Ninive, in R. Campbell 26-27 Le corrispondenze tra microcosmo
Thompson, Assyrian Chemistry, 1925. alchemico e macrocosmo, incisione tratta
Londra, British Museum, ©. da Musaeum hermeticum,
15 Al-Iraqui Abu 1-Qasim Kitab, Al-Akalim Francoforte, 1625, Lambsprink. © Parigi,
As-Sab 'Ah et ali tractatus, manoscritto lean-Loup Charmet.
arabo del XVIII secolo, Londra, British 28 L'androgino, miniatura tratta dal
Library. © Roma, Ikona/Araldo de Luca. Tractatus alchemici, inizio del XVI secolo.
16-17 Orefici e fabbri, dipinto murale, Leida, Biblioteca dell'Università. © Roma,
Tomba de Rekmara, Tebe, XVIII dinastia. Ikona/Gustavo Tomisch.
© Dagli Orti. 29 (a sinistra) L'androgino e l'uovo
17 Pagina del Synosius, trattato d'alchimia filosofico, miniatura tratta da La Toyson
greco, manoscritto copiato nel 1478 da d'or di Trismegin Salomon, manoscritto
T. Pelecanos. Parigi, Bibliothèque del XV-III secolo. Parigi, Bibliothèque
Nationale, ©. nationale, ©.
18 (sopra) Il cosmos, incisione colorata a 29 (sopra) L'androgino, miniatura tratta
mano, di M. Maier, in Atalanta fugiens, da Aurora Consurgens, manoscritto del
XV secolo. Zurigo, Zentralbibliothek. et alchemicum, manoscritto del XVIII
30 II giardino delle delizie, dipinto di secolo. Roma, Biblioteca Casanatense.
Hieronymus Bosch, 1503-1504. Madrid, ©D.R.
Prado. © Firenze, Scala. 43 Gli alchimisti Geber, Arnaud de
30-31 L'Uroboros, miniatura tratta dal Villeneuve, Rhazès, Ermete Trismegisto
Synosius, trattato d'alchimia greco, mentre istruiscono gli iniziati, miniatura
manoscritto copiato nel 1478 da tratta da Ordinai de Norton, manoscritto
T. Pelecanos. Parigi, Bibliothèque della fine del XV secolo. Londra, British
Nationale, © . Library. © Parigi, Bridgeman-Giraudon.
32-33 Emblema alchemico, disegno 44 L'alchimista nel suo laboratorio,
acquerellato, trattato alchemico del XVIII miniatura tratta da una poesia alchemica
secolo. Amsterdam, Biblioteca tedesca, manoscritto del XVII secolo.
dell'Università. © D.R. Oxford, Bodleian Library, ©.
34 La nascita dei metalli, incisione 45 (sopra) L'anima s'intinge dello Spirito,
in Musaeum Hermeticum, Francoforte, emblema inciso tratto da Musaeum
1625, Lambsprink. Versailles, Bibliothèque Hermeticum, Francoforte, 1625,
municipale. © Firenze, Scala. Lambsprink. Versailles, Bibliothèque
35 (sopra) I quattro elementi, miniatura municipale. © Firenze, Scala.
tedesca del XV secolo. Vienna, National 45 (sotto) Il corpo è come il mare, Idem.
Bibliothek. © Parigi, Bridgeman-Giraudon. © Firenze, Scala.
35 (sotto) Simbolo alchemico, miniatura 46-53 Strumenti di laboratorio (forni,
del trattato di Nicola Antonio degli Agli, alambicchi, mortai e vasi) accompagnati
1480. Roma, Biblioteca apostolica vaticana. da motivi allegorici, pagine illustrate
© Roma, Ikona/Biblioteca apostolica acquerellate tratte da Alchimie de Flamel,
vaticana. manoscritto di Denis Molinier del 1772-
1773. Parigi, Bibliothèque Nationale, © .
Capitolo II 54-55 (sopra) Ignis, Chaos, Terra, tavole
36 L'Alchimista, dipinto di Hippolyte incise, in La Scala dei saggi, di Barent
de la Roche (1797-1856). Londra, Wallace Coendens Van Helpen, 1693. © Parigi, Jean-
Collection. © Parigi, Bridgeman-Giraudon. Loup Charmet.
37 Emblema alchemico tratto da L'Arte 54 (sotto) Tabula Smaragdina Hermetis,
misteriosa di Raimondo Lullo, in figura allegorica, La La Rose Croix, 1785.
Biblioteca Filosofica Hermetica, 55 (sotto) Paracelso, ritratto, incisione
Amsterdam, 1696. © Roma, Ikona. XVII secolo. © Parigi, Jean-Loup Charmet.
38 Albrecht Durer, Melancholia 1, 56 Le Dodici chiavi della filosofia, Frate
incisione a bulino, 1514. Parigi, Louvre. Basilio Valentino, frontespizio e figura
© R.M.N. della nona chiave. © D.R.
39 L'alchimista e il drago, miniatura tratta 57 II Guerriero ermetico, miniatura tratta
da Clavis Artis di Zoroastro, manoscritto da La Toyson d'or di Salomon Trismosin,
del XVII secolo. Roma, Biblioteca manoscritto del XVIII secolo. Parigi,
dell'Accademia dei Lincei, Fondi Bibliothèque nationale, © .
Verginelli-Rota. © Roma, Ikona. 58 L'antica guerra dei cavalieri o il trionfo
40-41 Un laboratorio alchemico, incisione ermetico, tavola incisa in Le Dodici
secondo Pieter Bruegel il Vecchio. © D.R. chiavi..., op. cit. ili. 56. © D.R.
41 Allevate nel sangue il nostro drago 59 Figura simbolica dell'Azoth o Prima
morto, affinché viva, miniatura tratta operazione, in Le Dodici chiavi..., op. cit.
dal Tractatus Alchymicae Germanick ili. 56. © D.R.
Splendor Solis, manoscritto del 1589. 60 Laboratorio ricostituito nelle sale
Londra, British Library. © Parigi, storiche dell'Ospedale Santo Spirito in
Bridgeman-Giraudon. Sassia, Roma. © Roma, Ikona/Giuseppe
42 Pagina dal Compendium chimicum et Cocco/AFE.
alchemicum, manoscritto del 1699. Roma, 61 L'Alchimista, particolare di un dipinto
Biblioteca Casanatense. © D.R. di Jan Stradanus, 1570. Firenza, Palazzo
42-43 Pagina dal Compendium chimicum Vecchio, Cabinet di Francesco I de' Medici.
© Firenze, Scala. 73 II Bagno filosofico, miniatura tratta da
62 Gli Alchimisti, dipinto di Pietro La Toyson d'or di Salomon Trismosin,
Longhi, 175/ ca., Venezia, Ca' Rezzonico. manoscritto del XVIII secolo. Parigi,
© Alinari-Giraudon. Bibliothèque nationale, ©.
62-63 Strumenti alchemici, collezioni 74 Esposizione della rugiada ai raggi
dell'Ospedale Santo Spirito in Sassia, cosmici, tavola incisa in Mutus Liber,
Roma. © Roma, Ikona/Giuseppe edizione di J.-J. Manget, 1702. © D.R.
Cocco/AFE. 75 Fine della Grande Opera, Idem. © D.R.
76-77 (sotto) Laboratorio alchemico,
Capitolo III tavola in Cabala, speculum artis et
64 Un laboratorio, particolare di una naturaein alchymia, 1654, S.
tavola acquerellata in L'Alchimie de Michelspacher. © D.R.
Flamel, 1772-1773, manoscritto di Denis 77 (sopra) Alchimista al lavoro, xilografia
Molinier. Parigi, Bibliothèque Nationale, ©. tedesca, 1519. Londra, British Library.
65 L'Angelo recante le chiavi dei misteri, © Parigi, Bridgeman-Giraudon.
miniatura tratta da Arbamasia sive 78 L'Alchimista del villaggio, particolare
naturalis et innaturalis, manoscritto di un dipinto di J. Steen, vers 1600. Londra,
del XVII secolo. Roma, Biblioteca Wallace Collection. © Parigi, Bridgeman-
dell'Accademia dei Lincei, Fondo Giraudon.
Verginelli-Rota. © Roma, Ikona/Gustavo 79 Alchimisti, particolare di un dipinto di
Tomisch. Mehdi, 1893. Teheran, Golestan Palace.
66 (sopra) La Fenice, miniatura in 80-81 II Drago tricefalo, miniatura tratto
Tractatus alchemici, manoscritto da Clavis Artis di Zoroastro, manoscritto
dell'inizio del XVI secolo. Leida, Biblioteca del XVII secolo. Roma, Biblioteca
dell'Università. © Roma, Ikona/Gustavo dell'Accademia dei Lincei, Fondi
Tomisch. Verginelli-Rota. © Roma, Ikona.
66 (sotto) Schema dei componenti la Pietra 81 (sopra) Quattro alchimisti al lavoro,
filosofale, miniatura tratta da una raccolta sotto la guida di Geber, incisione
di testi alchemici, XVII secolo. Parigi, colorata tratta dal Theatrum Chemicum
Bibliothèque Nationale, ©. Britannicum, XVII secolo. Oxford, Bodleian
67 L'Unità della natura, miniatura tratta Library, ©.
dal Clavis Artis di Zoroastro, manoscritto 83-87 Le tappe della Grande Opera, tavole
del XVII secolo. Roma, Biblioteca tratte da Praetiosissimum Donum Dei,
dell'Accademia dei Lincei, Fondi manoscritto del XVII secolo. Parigi,
Verginelli-Rota. © Roma, Ikona. Bibliothèque de l'Arsenal, ©.
68-69 Sendivogius opera una 88 Un alchimista al lavoro con i suoi
trasmutazione davanti all'imperatore assistenti, illustrazione di un poema
Rodolfo II, a Praga, incisione secondo un alchemico tedesco del XVII secolo. Oxford,
dipinto di W. von Brozik (1851-1901). Bodleian Library, ©.
© Courtesy of Fisher Scientific Company, 88-89 Quattro esempi di fornaci, xilografia
Pittsburgh. tedesca, 1519. Londra, British Library. ©
70 Rosa Alba, miniatura tratta da Parigi, Bridgeman-Giraudon.
Praetiosissimum Donum Dei, manoscritto 89 L'Oratorio e il laboratorio, tavola incisa
del XVII secolo. Parigi, Bibliothèque de di Henri Khunrath, in Amphitheatrum
l'Arsenal, ©. Aeterae Sapientiae, 1609. © Parigi, Jean-
71 (sopra) Le Quattro sfere,incisione a Loup Charmet.
colori, in Atalanta fugiens, 1618, M. 90-91 Alchimista nel suo laboratorio,
Maier. © D R. dipinto di Thomas Wych (1616-1677).
71 (sotto) Medaglia alchemica, XVII secolo. Parigi, Louvre. © Parigi, RMN.
Parigi, Musée d'histoire de la médecine. 92 L'Alchimista, dipinto di Cornelis
© Parigi, Jean-Loup Charmet. Pietersz, 1663. New York, Shickman
72 L'Adepto, tavola acquerellata in un Gallery. © Parigi, Bridgeman-Giraudon.
trattato alchemico a rullo di George Ripley, 93 (sopra) L'Alchimista di Adriaen van
XVII secolo. Oxford, Bodleian Library, ©. Ostade (1610-1685), particolare. Londra,
National Gallery. Libavius. Francoforte, 1606. © D.R.
93 (sotto) L'Alchimista di David Ryckaert 116 I Direttori della Société Alchimique et
III (1612-1661), particolare. Le Havre, Astrologique de France nel loro laboratorio,
Musée des Beaux-Arts André Malraux. in Lecture pour tous, 1903. © Parigi, Jean-
© Parigi, Giraudon. Loup Charmet.
94-95 (sopra) L'Alchimista, dipinto di 121 II Cuore nella freccia (1960), André
David Teniers il Giovane (1610-1690). Breton. © Archivi Electa.
Bayonne, Musée Bonnat. © Parigi, RMN. 123 La nascita della materia (1940), Victor
94 (sotto, a sinistra) Fornace, tavola Brauer. © Archivi Electa.
acquerellata di La chiave del segreto dei 118 Firma autografa di Fulcanelli,
segreti, raccolta di trattati cabalistici, riprodotta nel Dossier Fulcanelli, La Tour
XVII secolo. Parigi, Bibliothèque Saint-Jacques, n° IX. © D.R.
Nationale, ©. 124 L'alchimista arabo Rhazès ,
95 (sotto, a destra) Athanor, tavola illustrazione tratta da un'opera di
acquerellata tratta da una raccolta di testi L. Figuier, XIX secolo. © Parigi, lean-Loup
alchemici, XVI-XVII secoli. Parigi, Charmet.
Bibliothèque Nationale, ©. 128 L'alchimista (1985), Jacques Hérold.
96 L'Alchimista, dipinto di loseph Wright © Archivi Electa.
of Derby, 1770. Derby Museum and Art 133 Eugène Canseliet nel suo laboratorio.
Gallery. © Parigi, Giraudon. © Parigi, lean-Loup Charmet.
137 Copertina del Rudimentum
Testimonianze e documenti Alchimiae, Jean Laplace. © D.R.
97 Ora, lege, relege et invenis..., tavola 138 La Natura guida l'alchimista,
in Mutus Liber, edizione di J.-J. Manget, emblema inciso, tratto da Atalanta
Ginevra. 1702. ©D.R. fugiens, 1617, M. Maier. Parigi,
98 Chimici al lavoro in Mesopotamia, Bibliothèque Nationale, ©.
III millenio a.-C., illustrazione tratta da 139 II leone che divora il Sole, incisione
Chemistry and Chemical Technology in tratta dal Rosarium philosophorum,
Ancient Mesopotamia, M. Levey. © D.R. Francoforte, 1550. © D.R.
99 Papiro con ricette per fabbricare vernici 140 (sotto) Figura alchimica tratta da
e tinture, tratto da Papyrus Holmiensis. G. della Porta, in De distillationibus,
Stoccolma, Kongelige Biblioteket. Roma, 1608. © D.R.
© Archivi Electa. 141 Figure alchemiche tratte da Gian
100 L'insegnamento di Cleopatra, tratto dal Battista Nazari, Della trasmutazione
codice Alchimie, Et Physica varia. Venezia, metallica. Brescia, 1572. © D.R.
Biblioteca Marciana. © Archivi Electa. 142-143 Tavola incisa in Musaeum
102 Geber, ritratto in Chionique de hermeticum, Lambsprink, 1625. © D.R.
Thevet, XVII secolo. © Parigi, Jean-Loup 142 (sotto) Figura alchemica tratta da
Charmet. G. della Porta, in De distillationibus,
105 Pagina di un manoscritto arabo Roma, 1608. © D.R.
del XVII secolo. © D.R. 145 Composizione (1933), Joan Mirò. 147
106 Particolare di illustrazione del Trattato Fotogramma del film L'Opera al Nero, di
di Lambsprink. © D.R. Delvaux. © Archivi Electa.
110 L'uovo filosofico in De secretis naturae 148 Medicus Alchemista (XVIII sec.), Johan
seu de quinta essentia, Raimondo Lullo. lacob Haid. © D.R.
Roma, Biblioteca Casanatense. © D.R. 151 L'ora metafisica (1955 ca.), Giorgio de
113 Incisione raffigurante la tomba di Chirico.© Archivi Electa.
Nicolas Flamel, tratta dal Livre des Figures 152-159 Tavola dei simboli alchemici, in
Hiéroglyphes. © D.R. Aspetti dell'Alchimia tradizionale, René
114 Apparecchio di distillazione, tavola Alleau.
in Commentarìum alchymiae di Andreas