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La produzione di rifiuti, il raddoppio dell’Inceneritore di

Modena

e la raccolta differenziata domiciliare

Alla periferia di Modena in Via Cavazza dal 1980 circa esiste un inceneritore di rifiuti urbani e speciali,
nasce con 2 forni da 30.000 tonnellate/anno. E’ stato già ampliato e adeguato nel 1992. Dal 2004 è
stata approvata la Valutazione di Impatto Ambientale e quindi l’ulteriore raddoppio da una capacità di
120.000 t/anno di rifiuti attuali trattati a 240.000 t/anno futuri.

Tale impianto rientra in un comparto multifunzionale che vede la presenza di altre tipologie di impianti
di smaltimento rifiuti. Nello stesso sito sono infatti presenti:

Impianto di trattamento chimico fisico di rifiuti liquidi gestito da Hera Spa,


Impianto di depurazione biologica di rifiuti liquidi e reflui civili gestito da Hera Modena Srl.

Le prime due linee, 60.000 t/anno, sono entrate in esercizio nel 1980; è stata realizzata una terza linea
da 60.000 t/anno nel 1992 che porta a 120.000 t/anno il quantitativo massimo annuo complessivo di
RSU trattabili. Per quanto riguarda i rifiuti sanitari, l'impianto può trattare una quantità non superiore a
5.000 t/anno.

Con l'entrata in vigore del DM 503/97 si è reso necessario un ammodernamento dell'impianto


adeguandolo all'allegato 1 del DM 503/97 ed introducendo due sistemi SNCR per l'abbattimento degli
ossidi di azoto e su tutte e tre le linee un sistema a secco (Neutrec) per l'abbattimento di gas acidi,
diossine/furani e metalli pesanti. Tali sistemi sono entrato a regime nell'anno 2003.

L’iter del raddoppio dell’ inceneritore attuale prende corpo nel 2003 con la presentazione dello Studio
di Impatto Ambientale da parte della allora proponente Meta: questo progetto prevede la aggiunta di un
quarto forno da 120.000 tonnellate/anno portando il totale a 240.000 t/a.

Il progetto viene sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dalla Provincia di Modena
( esaminato con i pareri positivi di Arpa, Ausl, Comune e VVF ) e viene approvato nell’ottobre del
2004.

Attualmente è in corso l'adeguamento di detto impianto di termovalorizzazione dei rifiuti che consiste
nella realizzazione di una quarta linea di combustione aggiuntiva ed in un parziale adeguamento della
linea n° 3 esistente con lo scopo di rendere l'impianto omogeneo.

L'impianto nella sua configurazione finale sarà costituito dalla nuova linea di combustione in fase
avanzata di costruzione ed il cui avvio è previsto nel 2° semestre 2008, autorizzata a trattare 180000
t/anno di rifiuto e dalla linea attuale n° 3 che verrà adeguata tecnologicamente ed autorizzata a trattare
60000 t/anno. A regime, dall'anno 2010 , verrà quindi garantito lo smaltimento di 240.000 t/anno come
previsto nel Piano Provinciale di Gestione Rifiuti della Provincia di Modena.

La potenzialità del nuovo impianto a regime, le modalità di esercizio e di gestione del periodo
transitorio sono già state definite nell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) rilasciata
dall'Amministrazione Provinciale di Modena con determinazione n° 74 del 02/02/2007.
L’area impiantistica Hera n. 2, che comprende anche l’inceneritore, si trova a 4 Km dalla Ghirlandina,
in un area densamente popolata, confina con un villaggio artigianale e di media industria, nel quale
lavorano parecchie persone, nei restanti lati perimetrali sono ben visibili file di case e il borgo della
Bertola.

Alla distanza di 2 Km si trovano la frazione di Albareto, la zona abitativa dei Torrazzi e il villaggio
artigianale, le frazioni di Villanova e dei Mulini nuovi .

Le zone sopra descritte sono presenti asili comunali e parrocchiali, asili nido, scuole elementari e
medie, quattro polisportive, il treno alta velocità e il canale Naviglio, il Minutara, il Fossa Monda e il
Cavo Argine .

A est, fra la frazione di Albareto e i Torrazzi, si trova la discarica di via Caruso, la più vecchia discarica
d’Europa (oltre 50 anni di vita) che si amplia ogni giorno di più (tuttora è in corso un ampliamento di
240.000 tonnellate anche della discarica).

Nello stesso sito della di discarica si trova l’impianto di trattamento del polverino degli elettrofiltri
dell’inceneritore Soliroc e il nuovo impianto di trattamento ceneri, denominato CIC ( tuttora è in corso
una autorizzazione di un nuovo impianto per la selezione dei rifiuti che provengono dalla raccolta
differenziata da cassonetto stradale).

Modena è caratterizzata da un clima continentale detto anche di tipo padano che origina un quadro di
sostanziale ristagno di aria, con nebbie concentrate di inquinanti nei mesi autunnali e invernali e con
l’effetto ozono nel periodo estivo.

La zona è caratterizzata da inversione termica con ricadute di inquinanti al suolo.

L’area interessata alle ricadute degli inquinanti dell’inceneritore riguarda il foraggio e


conseguentemente l’allevamento, la produzione di latte, la produzione di formaggio grana,
l’allevamento di animali da carne (bovini e pollami) la produzione vinicola e dell’aceto balsamico,
l’apicoltura, la coltivazione di frutta, ortaggi e varie altre produzioni agricole, compreso gli stessi
agricoltori.

Nel febbraio 2007 è stata rilasciata dalla Provincia al richiedente Hera ( come previsto dalla Legge per
impianti di questo tipo ) l’Autorizzazione Ambientale Integrata al funzionamento dell’inceneritore
ampliato, che a seguito di ricorso e della sentenza del TAR n. 3365 del 26/11/07, è stata annullata.

Ora, il Consiglio di Stato, nei due ricorsi in appello proposti da Hera Spa, la Provincia di Modena e il
comune di Modena, assieme nel ricorso al Consiglio di Stato avverso alla sentenza del Tribunale
Amministrativo Regionale emiliano-romagnolo, che nell’ottobre 2007 aveva riconosciute valide le
ragioni proposte contro il raddoppio dell’inceneritore presentate da Italia Nostra, dal WWF e dal
“Comitato Modena Salute e Ambiente”, avevano presentato anche domanda di sospendere gli effetti
della sentenza per non dover interrompere il funzionamento dell’inceneritore.

La V sezione del Consiglio di Stato ha accolto le domande di sospensione della sentenza bolognese
«considerato che la società appellante (Hera) ha rinnovato la procedura di autorizzazione integrata
ambientale (cioè la richiesta di autorizzazione al funzionamento anche della quarta linea
d’incenerimento dei rifiuti, richiesta che le autorità modenesi dovevano approvare entro il 31 marzo e
che fino a oggi, 4 aprile, non è ancora stata approvata). I giudici romani hanno dichiarato di aver deciso
in tal senso dopo aver «valutati i contrapposti interessi pubblici sottesi all’appello in esame».

E’ importante chiarire che il dibattito della causa di appello al Consiglio di Stato non è ancora iniziato
e, dunque, la partita fra oppositori del raddoppio (Italia Nostra, WWF e Comitato Modena salute e
ambiente) e favorevoli (Hera, Provincia e Comune) è ancora tutta da giocare.

La grande quantità di rifiuti prodotti in Italia (circa 130 milioni di tonnellate all’anno) e a Modena
( oltre 600 Kg. pro capite/anno ) rappresenta il segno tangibile di un sistema orientato verso una sempre
maggiore dilatazione dei consumi, senza alcuna considerazione delle sue ricadute su ambiente e salute.
Pertanto sembra importante ormai perseguire l’obiettivo di decrescita e non più quello di sviluppo
sostenibile.

Inoltre la politica sui rifiuti attualmente fa ricorso in modo eccessivo allo smaltimento tramite
discariche e inceneritori.

Il legislatore comunitario ha introdotto una normativa, con la quale si intende stimolare un processo
virtuoso, innanzitutto, volto alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti e,
secondariamente, al recupero degli stessi, mediante riciclo, reimpiego o reintroduzione nei circuiti
produttivi.

Anche il D.Lgs 152/06 pone degli obiettivi sulla raccolta differenziata ed in particolare sul
raggiungimento a livello di Ambito Territoriale al 31/12/2007di almeno il 40%, al 31/12/2009 del 50%,
al 31/12/2011 di almeno il 60% e nel comma 1109 recita "...in vista di una progressiva riduzione della
quantità di rifiuti inviati in discarica e nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile
l'obbiettivo Rifiuti Zero".

Nell’Ambito Territoriale di Modena ( ATO 4 ) il sistema attualmente in uso di raccolta differenziata ha


raggiunto in questi ultimi mesi il 39-40% ancora lontano dal 55% previsto dal Piano Provinciale per la
Gestione dei Rifiuti ( PPGR) che doveva essere raggiunto a fine 2005.

Considerato che il PPGR impegna i comuni con popolazione uguale o superiore a 16.000 abitanti ad
adottare il sistema domiciliare porta a porta per la raccolta differenziata dei rifiuti. E che tale metodo,
nelle città e paesi ove è stato applicato, in pochi mesi ha raggiunto percentuali di raccolta differenziata
che variano dal 68% di Novara all'81% di Suzzara, al 75% di Fidenza fino all'eccellenza del Consorzio
Priula, che opera nella Provincia di Treviso, che su un bacino di 220.000 abitanti composto da 96.215
utenze di cui 11% non domestiche ha raggiunto e superato il 75% al 31/12/2005 e riducendo la tariffa
che i cittadini pagano per il servizio applicando la tariffa puntuale e cioè il concetto del “chi più inquina
più paga”.

L’evidenza delle zone in cui è stato adottato tale sistema in modo rigido è tale che i risultati si vedono
già dopo pochi mesi. E’ il caso del Comune di Carpi in cui dall’ottobre 2006 è partita la raccolta porta a
porta in un quartiere con 12.000 abitanti. Già ora la raccolta differenziata arriva quasi al 70% senza
incrementare in modo significativo i costi: cioè il maggior costo del servizio di raccolta viene
compensato con il minor costo dello smaltimento. Ora il servizio è stato allargato ad un altro quartiere
della città e poi lo sarà all’intera area urbana.

La giusta informazione, motivazione e perseveranza di amministratori e cittadini hanno dato buoni


frutti.
Il caso invece meno positivo della realtà della frazione di Corlo è stato associato ad una più carente
informazione della popolazione interessata, ad una minore organizzazione ed al contestuale passaggio
da tassa a tariffa che ha ingenerato un maggior esborso per i cittadini e l’equivoco che la raccolta porta
a porta aumentasse i costi.

Dall’ottobre 2007 Hera sta sperimentando la raccolta domiciliare dei rifiuti nella frazione di Albareto
con lo stesso metodo utilizzato da Aimag a Carpi ed il risultato è positivo.

Differenziare i rifiuti è un dovere morale e ambientale dei cittadini, di risparmio e recupero delle
materie prime (petrolio, gas, alluminio, rame e tanti altri materiali sempre più difficili da trovare e
sempre più costosi).

Il sistema più efficace per effettuare la raccolta differenziata è il porta a porta. L’ultima grande città che
ha adottato il porta a porta per la raccolta dei rifiuti è Parigi ( 5 milioni di abitanti). E’ già adottato
anche a Praga, New York e San Francisco.

Riducendo i rifiuti del 80% il raddoppio dell’inceneritore non sarà più necessario, con un beneficio
della salute per tutti i cittadini e per le future generazioni.

Con la raccolta differenziata porta a porta non si inquina l’ambiente, si recuperano i materiali e con la
vendita degli stessi il costo del servizio si abbasserà e potrà essere abbassata anche la tariffa che pagano
i cittadini oltre a chiedere lo spegnimento graduale dell’inceneritore.

Anche nel Comune di Modena, dopo aver sperimentato per anni diversi tipi di raccolta differenziata e
non aver raggiunto gli obiettivi prefissati, sembra opportuna e auspicabile la riorganizzazione graduale
del servizio a partire da un quartiere per allargarla in tempi ragionevoli a tutta la città effettuandola
avvalendosi solo delle modalita’ di raccolta domiciliare porta a porta, stazioni ecologiche attrezzate,
servizi su chiamata e punti di restituzione presso la rete commerciale.

Nel settembre 2007, Vittorio Ballestrazzi per il WWF, Nino d’Eugenio per gli Amici di Grillo e Sandra
Poppi per il Comitato Modena Salute e Ambiente presentano in Comune a Modena la delibera
sottocitata a firma di oltre 400 cittadini:

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA DEI CITTADINI DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO


COMUNALE DI MODENA AI SENSI DELL’ART.3 DEL REGOLAMENTO DEGLI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE
DEL COMUNE DI MODENA RIGURDANTE LA “ISTITUZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI NEL
TERRITORIO DEL COMUNE DI MODENA CON IL METODO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
DOMICILIARE (PORTA A PORTA) CON TARIFFA PUNTUALE”

Il 17/04/2008, dopo 210 giorni dalla presentazione, inizia l'iter in consiglio comunale della proposta dei
cittadini per la raccolta domiciliare dei rifiuti con il metodo porta a porta. Con la riduzione a monte
degli imballaggi e il ripristino del "vuoto a rendere" è l'unico metodo che può portare alla riduzione
delle discariche e, soprattutto, a non costruire e/o raddoppiare gli inceneritori. Si tratta di una materia
che non ha altro modo di gestione se si vuole salvaguardare l'ambiente della pianura padana ed è una
scelta ineludibile. La bocciatura di questa proposta avvenuta il 12 maggio scorso ha significato
rimandare alle generazioni prossime un problema che noi abbiamo creato e che potrebbe non essere
risolvibile in futuro.
Il Sindaco, prima che venisse trattata in Commissione Seta e in consigli aveva già anticipato,
scorrettamente, alla stampa che non sarebbe passata ma le motivazioni non sono convincenti dopo che
sono stati investiti da Hera circa 80 mil di euro sul raddoppio dell'inceneritore. Quelle ipotizzate nella
delibera non sono cifre che il comune non possa sopportare, potrebbe prevederle per esempio per il
2009.

Per ulteriori informazioni: www.modenasaluteambiente.it