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UraversTÀ DI ROMA -
15 fil JTO DI
S CR A tº it., Azi)ICINA
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ſº TR AT T A T O

D E L L'

ANTIMONIO
3. CHE CONTIENE
L'Analiſi Chimica di queſto Minerale,
E D UNA RACCOLTA
Di gran numero di Operazioni, riferite
º all'Accademia Reale delle Scienze,
coi Ragionamenti creduti neceſſari.
O P E R A
º
Utile ai FISICI,
v
ealacoloro,
in Pratica che mettono
Medicina

D E L S I G NI O R

NICCOLÒ LE MERY
DELLA STESSA ACCADEMIA,
e Dottore in Medicina.

Traduzione dal Linguaggio Franceſe


nell'Italiano
-
DI SELVAGGIO CANTURANI.

IN BOLOGNA, 1717.
Nella Stamperia del Longhi. Con licenza del Sup.
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e , e - - i i i

NA, Llor ch'ebbi l'onore di eſſere,


I , ricevuto nell'Accademia Rea
º le delle Scienze l'Anno 1599.
E N -
º Opera,
º feci vn che
progetto delladovevo:
imprender prima,
ſcelſi l'Analiſi dell'Antimonio per cercare
in codeſto Minerale nuoui Medicamenti
utili alla Medicina, e quanto vi poteſſi ſco
prire di curioſo a favor della Fiſica. Avevo
già eſpoſte nelle mie Opere date in luce,
molte Oſſervazioni da me fatte ſopra l'An
cimonio, ma non avevo avuto nè il tempo,
nè l'opportunità di conſiderare la Materia,
e quanto merita e quanto può eſſere conſi
derata. - - - - - - -
Hò dunque creduto a propoſito per
conſeguire il mio fine, il fare un gran -
numero di Prove, è di Eſperienze, è per
rendere i fatti conoſciuti più chiari, e più
perfetti, è per diſtruggere le idee falſe,
è per iſcoprire qualche coſa di nuovo;
A queſto mi ſono applicato con ogni ſtu
dio e colla poſſibile diligenza. ---
- a 3 Nel
.."
ti i diſcorſi da me fatti ſopra queſta Mate
ria, e vi ho riferite le mie Eſperienze, fot
tomettendo il tutto alla cenſura della.
Compagnia. Non hò avuta difficoltà al
cuna di correggere i miei ſentimenti, e di
far nuove conſiderazioni, allorchè mi è
ſtato fatto conoſcere, potermi eſſere in
gannato in qualche circoſtanza; perchè
nelle noſtre Adunanze non ſi procede co
me è ſolito procedere in quelle, nelle quali
il deſiderio di comparire fà ſoſtenere oltre
ogni termine un'Opinione, ſolo perchè è
ſtata eſpoſta. Operiamo con ogni ſincerià,
e il trovare la Verità è noſtro unico fine.
Dopo aver condotta la mia fatica ad un
ragionevol periodo, e aver ſoddisfatto al
diſegno, che mi ero propoſto; h) adunate.
tutte le mie Oſſervazioni, e avendole giu
dicate d'una utilità aſſai grande per eſſere
preſentate al pubblico, le ho fatte impri
mere nel preſente Volume. . ..
Se alle volte ho ſtabilito alcuni ragiona
menti,ò piccoli,Siſtemi, che forſe non ſono
ſtati a genio comune, non ſi debbono met
- -
- -
-
- -
- -
- -- tere
-
tene, ehearmio conto particolare. I ragie
namenti Fifidi ſono ſovvente problematici,
e non ſi dee giudieare coſa d'ordinario ecº
cedente, dhe i ſentimenti de Fiſici non ſemi
pre ſi trouino d'accordo oi i b
A fine di aſſegnare un'ordine alla miaa
Opera, l'ho diviſa in quattro Parti: in Diſe
ſoluzioni, in Sublimazioni, in Diſtillazio
ni, & in Calcinazioni. Sotto le Diſſolu
zioni, ho compreſe le Infuſioni, le Dige
ſtioni, le Decozioni, e tutte le altre Atte
nuazioni, che poſſono farſi dell'Antimonio,
col mezzo di alcuni Liquori: Sotto le Su
blimazioni ho compreſi i Fiori, ei Cinabri:
Sotto le diſtillazioni ho compreſi gli Olij,
"
i Butirri,e tutti gli altri ſi trage
gono dall'Antimonio mediante il Lambic
co, o la Storta, o qualche altro Strumen
to, che produca un ſimil effetto: Sotto le
Calcinazioni ho compreſi i Regoli, i Fe
gati, i Bezzuarri, il Diaforetico di Anti
monio.
Ho diuiſa ogni Parte di queſto Libro in
Articoli; ma ſiccome certe Operazioni
hanno frà loro dipendenza, così, nonoſtan
te queſt'ordine, per intelligenza maggio
º i a 4 re»
re, non ho laſciato di metterne molte l'una -

dietro l'altra, le quali dovrebbono appar


tenere ad articoli differenti. Nelle Diſſo
luzioni, per cagione d'eſempio, ho parlato
di un Magiſterio, e di un Solfo di Anti
monio; nelle Sublimazioni ho parlato di
un Vino, e di un Tartaro amendue Eme
tici; nelle Diſtillazioni del Butirro di Anti
monio ho parlato del Cinabro di Antimo
nio, della Polvere di Algaroto,del Bezzuar
ro Minerale; nelle Calcinazioni ho parlatº
di molte tinture di Antimonio, de'Fiori di
" di Antimonio, del Vino Emetico
ordinario, del Tartaro Emetico. s
Non mi ho laſciato vincere da alcuna,
autorità; ho voluto conoſcere le verità da
me ſteſſo col far l'eſperienze; non mi ſono
ne meno fidato delle proprie mie prove,
quando non ſono ſtate fatte che una ſol
volta. E' facile l'ingannarſi in molte cire
coſtanze, che dependano dall'Operazione: -
ho reiterata la mia fatica più o meno volte,
ſecondo l'ho creduta neceſſaria per una .
confermazione ſuſficiente; e per eſſere tan
to più ſicuro ſopra la mia operazione, ho ſ
ſempre adoperato nelle repetizioni uno
-
ſteſſo
ſteſſo Antimonio, il quale è ſtato il più pu
ro, che abbia potuto trovare. Non ho cre
duto poter ſempre riuſcire nelle mie Prove:
ſe ne vederanno molte in queſto Trattato,
le quali non poſſono ſervire, che a trarre
d'inganno coloro, che le credon fattibili, e
le vorranno imprendere. Ho fatta pari
mente la Prova di alcune Preparazioni di
Antimonio, l'ordinarie eccedenti, le quali
ſi trovano in alcuni Libri famoſi, quando
vi ſono ſtate chiaramente deſcritte, 8 hò
riferito ciò che ne ho tratto, ma confeſſo,
ehe non ho voluto, nè potuto imprendere
un gran numero di Preparazioni accennate
in termini enimmatici ne Libri degli Alchi
miſti. Queſta Setta di Chimici è, come è
noto, tutta Miſterioſa, non parla che con
monoſcillabi, e ſcrive tanto oſcuramente,
cheil per
re intenderla
dono , ſarebbe
d'Indovin o. neceſſario ave
l

Mi ſono applicato a conſiderare con .


tanta diligenza le Preparazioni, che non hò
traſcurate quantità di piccole circoſtanze,
le quali potrebbono parere alle Perſone -
dotte, minuzie, o coſe inutili; ma trattan
doſi di Analiſi, non mai ſi eccede nello
-- - a 5 ſcru
-

ſcrupolo: voglio più toſto eſſere accuſato


di un'ecceſſo di cſattezza, che di troppa ne
gligenza. - - -

Forſe alcune Perſone attaccate unica


méte ai Fatti, che poſſon eſſer utili alla Me
dicina, daranno la dinominazione di Di
ſtrazioni inutili, a tutto ciò che ſi vede in .
queſto Trattato, alla ſola Fiſica apparte
nente: e altre che non avranno attenzione
che alla ſola Fiſica, mi biaſimeranno di eſ
ſermi diffuſo ſopra le virtù delle Prepara
zioni. Ma io proteſto, che queſt'Opera
non è ſtata fatta ſolo per la Medicina, nè
per la Fiſica in particolare: è ſtata mia in
tenzione il renderla utile in generale, all'
una, e all'altra Scienza: Mi terrò fortuna
to, quando io abbia conſeguito l'intento.

fissy MSS e iSSy ASSy


ASSy its Sºissy
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i

TA º
TA V O LA
DEGLI ARTICOLI.
i)ell'Antimonio in Generale, Tag. 1.

PARTE PRIMA.

Delle Diſſoluzioni dell'Antimonio. 6


ART. I Decozioni d'Antimonio, 7
ART II
-
Infuſioni dell'Antimonio in vari
fts -
tiri
ART III Diſſoluzioni dell' Antimonio con Accidi for
-
ti, - 9
ART IV piſoluzioni dell'Antimonio per via di Al.
calì. r5

ºr º Piſiºne all'antimoniº, con un sai mai


Aceido, e in parte Alcali. 18
ART VI. Diſſoluzione dell'Antimonioper via di Olij- zo

P A RT E se c o N D A.
pelle sublimazioni dell'Antimoniocrudo. 23

ART. I Fiori tratti dall' Antimonio ſenza addizio


ſoe, 24
ART II. Fiori tratti da due parti di Antimonio, e da
una parte di Salnitro, a6
e , a 6 ART.
- Tavola
ART. 111. Fiori tratti da parti uguali di Antimonio, e di
Salnitro. 3o
ART. IV. Fiori tratti dalla Meſoolanza di una parte di
Antimonio, e di tre parti di Salnitro. 3?
ART, V. Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti eguali di
Antimonio, e di Sal Marino. 34
ART. VI. Fioritratti dalla Meſcolanza di parti eguali di
- Antimonio, e di Allume ealcinato. 35
ART. VII. Fiori gialli di Antimonio tratti dalla Meſco
lanza di parti eguali di Antimonio, e di Sale
Armoniaco, - 36
ART, VIII. Fiori roſſi di Antimonio tratti dalla Meſcolan
n za di ott'oncie di Antimonio, e di quattro
oncie di Fiori di Sal Armoniaco, 3
ART. IX, Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti ali
di Antimonio, e di Sal fiſſo Armoniaco. 43
ART. X. Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti eguali di
Antimonio, e di Anatron. 44
ART. XI. Fiori di Antimonio tratti dalla Meſcolanza di
due parti di Antimonio, e di una parte di Sal
-

di Tartare.
, 45 - - 1

ART. XII. Fiori di Antimonio tratti dalla Meſcolanza di


due parti di Antimonio, e di una parte di Gea
mere Clavellata . 46
ART. XIII Fiori tratti dalla Meſcolanza di due parti di
Antimonio, e di una parte di Calcina. 47
Rifleſſioni ovvero Oſſervazioni ſopra i Fiori di
Antimonio e 48

- - -
-

- -
-
- v. º

º . . . - -

è
" , PAR,
f)egli Articoli,

PARTE TERZA,

Delle Diſtillazioni dell'Antimonio 51.


ART. f. Diſtillazione dell'Atimonio ſolo fvi
ART, II. Diſtillazione dell'Antimonio meſcolato colla
Sabbia. 53
ART. IIf Diſtillazione dell'Antimonio col salnitro. 34
ART. IV. Altra Diſtillazione dell'Antimonio col Salni
tro. . . - 57
ART. V. Diſtillazione di una Diſſolazione di Antimo
nio. 58
º ART, VI, Diſtillazione dell'Antimonio eol Vetriuolo, col
Sal comane, e col Salnitro, per fare vn'Acqua
regia impregnata di Antimonio. 6o
ART. VII. Diſtillazione dell'Antimonio col zucchero. 62
ART, VIII, Piſtillazione dell'Antimonio col Zucchero, e col
Sal Armoniaco. - 6s
ART. IX, Diſtillazione dell'Antimonio eol Mele, 66.
ART. X. Diſtillazione dell'Antimonio crudo, fermentato
nel Moſto, 67
ART, Xl, Diſtillazione del Fegato di Antimonio, fermen
tato nel Moſto, 63
ART. XII Distillazione del selfo di Antimonio fermentato
con Moto, 69
ART XIfi, Diſtillazione del Fegato di Antimonio fer
. . . - mentato con Sapa, 7r
ART, XIV Diſtillazione dell'Antimonio colla Fecasa, è Po
. .- . - ſatura del Vino vecchio, 75
ART. XV, Diſtillazione di molte preparazioni di Antimonio
toll' Aceto. 79
Tavola.
ART. XVI. Diſtillazione dell'Antimonio col Tartaro. 82
ART. XVII. Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimo
nio, di Tartaro, e Salnitro, qual adoperaſi d'or
dinario per far il Regolo di Antimonio, 86
ART. XVIII, Diſtillazione dell'Antimonio con molte Ma
terie inciſive , apritive, e antiſcorbuti
che - . . 88
ART. XIX. Diſtillazione dell'Antimonio crudo, penetra
to quanto può eſſere da gli Spiriti acidi di
a Sale, e di Vetriuolo, per fare un Liquore, che
- rappreſenti in qualità il Butirro, ovvero l'Olio
- glaciale di Antimonio, ot
ART. XX. Diſtillazione dell'Antimonio calcinato dal
fuoco , e penetrato dagli Spiriti di sale, e
di Vetriuolo. 97
ART. XXI. Diſtrllazione del Regolo di Antimonio Mar
ziale penetrato daili Spiriti di Sale, e di Ve
- - - - triuolo. 99

ART. XXII, Distillazione del Fegato di Antimonio pene


- trato dagli Spiriti di Sale, e di Vetri
- - uolo. I O2,
ART. XXIII. Diſtillazione dell'Antimonio calcinato, e
- penetrato dal ſolo Spirito di Sale. Io4
ART. XXIV Diſtillazione del Regolo di Antimanio ordina
- rio, collo Spirito di Nitro.
- . . fo6 .
ART XXV. Diſtillazione del Regolo di Antimonio pene.
N i trato da vna Meſcolanza di Acquaforte, e di
Spirito di Sale. 1o7
ART. XXVI. Diſtillazione del Regolo di Antimonio per
- netrato dal Sal Armoniaco, e dallo Spirito
- di Nitro. - - 1o8
ART. XXVII Diſtillazione del Solfo dorato di Antimo
- mio penetrato coll'Acqua Regia. - - - foº
Rifleſsioni, - il 2,
-

. «.
.
- - --- -
- -

a
- º ART.
TDegli Articoli.
ART. XXVIII. Diſtillazione dell'Antimonio Minerale,
meſcolato col Suklimato corroſivo in parti
eguali. I I 4
ART. XXIX. Diſtillazione dell' Antimonio col Sublimato
corroſivo in parti eguali. i 17
ART. XXX. Diſtillazione della Meſcolanza di ſette par
ti di Antimonio comune, con otto parti disu
blimato co roſivo. 1 i9
ART. XXXI. Diſtillazione della Mºſcolanza di tre parti
di Antimonio Minerale, con quattro parti
di Subl mato corroſivo. tvi
ART. XXXII. Diſtillazione della Meſcolanza di tre parti
di Antimonio comune, con quattro parti di
Sublimato corrºſivo. I ,O

ART. XXXIII. Diſtillazione della Meſcolanza di cinque


parti di Antimonio ordinario, con otto parti di
di Sublimato corroſivo. - I2 I
ART. XXXIV. Diſtillazion della Meſcolanza di una parte
di Antimonio
limato ordinario, con due parti di Sub
corroſivo. eI l. 2,

ART. XXXV Diſtillazione della Meſcolanza di due parti


di Antimonio Minerale, con una parte di Su
blimato corroſivo. 123
Ricapitolazioni delle quantità differenti del Bu
v tirro, e del Cinabro di Antimonio, che ſono ſta
te tratte dalle Meſcolanze variamente propor
zionate dell'Antimonio, e del Sublimato cor
roſivo. - I24
Della Polvere di Algaroto. I 29
-

Del Bezzu ,rro Minerale, I3a


Altra operazione fatta ſopra il Buttrro di Anti
monto, dalla quale riſulta una Polvere di Al
garoto corretta. º 136
Altra operazione fatta ſopra il Butirro di Anti
monio colla quale ſi fà un Tartaro emetico diſ
ſo
Tavola
folubile, 6 vna Panacea Antimoniale Vo.
mitiva- 1;8
Eſperienze fatte ſopra la Polvere di Algaroto,
meloe quali dopo averla penetrata con molti
acidi differenti, ſi regifica in Butturro di Anti
monio, poi ſe ne fà vn Bezzuarro Minerale. 14o
Vetrificazione della Polvere di Algaroto. I 42,
Correzione della Polvere di Algaroto, 143
Tintura di Polvere di Algaroto, I 44
Riduzione della Polvere di Algaroto in Regolo di
.Antimonio, - I 45
Revificaziºne della Polvere di Algarotto in Butirro
di Antimonio, - 146
Eſperienze fatte ſopra il Bezzuarro Minera
le. I 47
Diſtillazione del Bezzuaro Minerale, I 49
Calcinazione del Bezzuarro Minerale, - 1 5o
Pel Cinabro di Antimonio. I 53
Revificazione del Cinabro di Antimonio, I 54
Delle Diſſoluzioni del Cinabro di Antimo
3210a 1 57
Altre Diſſoluzioni del Cinabro di Antimonio, e ſua
Reuificazione. 166
Diſſoluzione del Cinabro di Antimonio, con un Sal
Alcali. 167
Riduzione del Cinabro di Antimonio in Mercurio
fluido, 169,
Continuazione delle Diſtillazioni dell' Antimo
mio. 163.
ART. XXXVI. Distillazione del Regolo di Antimonio or
dinario col Sublimato corroſivo, meſcolati in parti
eguali. izi
ART, XXXVII Diſtillazione della Meſcolanza di tre
parti di Regolo di Antimonio, e di quattro
parti di Sublimato corroſivo. I 75,
- ART.
pegli Articoli \
ART. xxxvilt. Diſtillazione della Meſcolanza di cinque
parti di Regole di Antimonio, e di otto parti di su
blimato corroſiuo , - 176
ART. XXXIX, Diſtillazione della Meſcolanza di una
rte di Regolo di Antimonio, e di due parti di Su
limato corroſivo, - 177
ART. xt. Diſtillazione della Meſolanza di tre parti di
Regole di Antimonio, º di otto parti di Sublimate
-- -

- torroſive, - 178
ART, X Ll. Diſtillazione di una parte di Regolo di Antimo
e s e mio comune, e di tre parti di Sublimato eorre
five. - . 179
ART, X Lir. Diſtillazione di vma parte di Regolo di
- Antimonio, e di quattro parti di sublimato eor
- voſito, - 18e
ART, XLIIl biſtillazione della Meſeolanza di una par
. . . . te di Regolo di Antimonio Marziale, e di due
- parri di Sublimato torroſivo, 18 a
- - - Riſteſioni ſopra e Diſtillazioni de Buttiri di An
- - - timonie. - 185
dnaliſi eſatta del Butirro di Antimonio tratto dal
- -- Regolo ordinario, º 189
è - Diſtillazione della Polvere di Algaroto, e molte al
- tre operazioni, a . . . . . oo
- Sezzuarro Minerale fatto col Butirro, tratto dal
- - Regolo di Antimonio. . o5
- Analiſi del Butirro di Antimonio, tratto dal Re
e - gelo Marziale, 196
- . Pretipitazione del Butirro di Antimonio nell'Aceta
i diſtillato. . . . . . . . i 98
ART, 2f LIV. Diſtallazione del Regolo di Antimonio
A ordinario collo Stagno, e col Sublimato cor
roſivo - - i 99
- - -- -

ART XLV. Diſtillazione di una Meſcolanza di Rego


- lo di Antimonio, di siſma, e di Sublimate
i ſpe e ti 2 o3
- da RT.
i Tavola:
ART. XLVI, Diſtillazione di vna Meſcolanza di Reggio di
Antimonio, di Piombo, e di Sublimato cor
, roſivo. a ' s .:. - 2o5
ART. XLVII. Distillazione di una Meſcolanza di Ree
golo di Antimonia, di Rame, e di Sublima
- to corroſivo. ao o o c º 3 2 co8
“ART. XLVIII, Diſtillazione di una Meſcolanza di Re
- - - - - golo diAntimonio, di Argento, e di Subli
& - mato corroſivo. . . » 2. IO
ART. XLIX. Diſtillazione di una Meſolanza di Re
- , galo di Antimonio, e di Argento ſenza Sub
a limato. .ssa 2. I 2,

ART. L. Diſtillazione di unas Meſcolanza di Regolo di


- - - Antimonio, di Arſenico, e di Sublimato
a corroſuo - - ºv è e- 2 17
ART. LI. - Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimo e
nio calcinato ſenza addizione, e di Sublima
- 2- to corroſivo, 2. 2. O
ART. LII. Diſtillazione di una Meſcolanza di Fegato di
: : Antimonio, e di Sublimato corroſivo. 223
ART LIII, Diſtillazione di una Meſcolanza di Anti
- monio Diaforettco , e di sublimato corros
- - - - ſito, º a “ : ' . 2 25
ART. LIV. Diſtillazione di una. Meſcolanza di Bezzuarro
- e, . . Minerale, e di Sublimata corroſiva. 226
ART. LV. Diſtillazione di una Meſeblanza di Solfo dorato
. . . . . . di Antimonio, e di Sublimat» corroſivo. 227
ART. LVI, Diſtillazione di una Meſcolanza di Magiſterio
º e sitº , di Antimonio, e di Sublimato corroſive. 228
2ART. LVII. Diſtillazione di una Meſcolanza di Fiori
sa, º º bianchi emetici di Antimonio, e di sublima,
te º se to corroſivo e' a - 2 29
a RT. LVIII. Diſtillazione di una Meſcolanza di Fiori
3 , reſi di Antimonio, e di Sublimato corre
èa - . ſino a a «• a r . . . . 13o
ART LIX. Dilazione di una Meſsalanza di fiori
ia di Re
- - - . Degli Articoli. - -

- º º º di Regolo di “Antimonio, e di Sublimato


- - - corroſivo. -º º º 23 I
ART. LX. Diſtillazione di rina Meſcolanza di Ginabro di
- Antimonio, e di Sublimato corroſivo. 233
ART. LXI. Diſtillazione di vna Meſcolanza di Antimonio
crudo, e di Sublimato corroſivo, 235
ART LXII. Diſtillazione di vna Meſcolanza di Regolo di
º Antimonio, e di Sublimato dolce. 138
ART. LXIII. Diſtillazione di vna Meſcolanza di Regolo
º di Antimonio, e di Panacea Mercuriale 239
ART. LXIV Diſtillazione di vna Meſcolanza di Antimo
e . mio crudo, e di Mercurio precipitato bian
toe 24 I
ART. LXV. Diſtillazione di una Meſcolanza di Regolo di
º Antinonio, e di Arcaridireipſtito bian
co. 2 44 --

ART. LXVI, Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimo


nio, e di Precipitato roſſo. 246
ART. LXVII. Diſtillaziºne di vna Meſcolanza di Re
golo di Antimonio , e di Precipitato Roſ
- , ſº - 2 47
A RT. LXVIII. Diſtillazione di una Meſcolanza di Anti
s - monio, e di Turbit Minerale, - 249
eART. LXIX. Diſtillazione di una Meſcolanza di An
v - , , , , timonio, e di Mercurio precipitato ver
- .- - • * . . . - - - - i 2 5o
“ART LXX. Diſtillazione di una, Meſcolanza di Anti
- - - monto, di Mercurio, precipitato di color di
- Roſa. - a5e
ART. LXXI. Diſtillazione di una Meſcolanza di Anti
e monio di Etiope Minerale. . , 2 54
ART. LXXII Diſtillazione di Antimonio, e di Cinabro
- - - - - - Cohºrigroe. - ivi
a RT. LXXIII. Diftillazione di una Meſcolanza di Anti
- monio cradº, e di Mercurio precipitato pavo
ºd2,2,9 • - 2 55
ART,
Tavola
ART. LXXIV. Diſtillazione di una Meſcolanza di Anti
- monio, e di Calcina viva. 2 56
ART. LXXV. Diſtillazione dell' Antimonio coll' Ori
- ſºdale - - 2 6o
ART. LXXVI. Diſtillazione dell'Antimonio coll'Olio di
Oliva. 1.6 I
ART, LXXVII. Diſtillazione dell'Antimonio eolla Tre
- mentina. - a 64
ART. LXXVIII. Diſtillazione dell'Antimonio eol Graſ
0 o n.6 5
ART. LXXXIX. Diſtillazione di vna Meſcolanza di An
timonie, o di Sapone. .. 266

PARTE QUARTA. -

Delle Calcinazioni dell'Antimonio. 268.


ART. I. Caleinazione dell'Antimonio per ridurlo in ve.
troe -. gton

ART. II. Vetrifieazione dell'Antimonio Caleinato. 271


- Delle Diſſoluzioni, e delle Tinture del Vetro
di Antimonio preparato ſenz'addizione 197
- Tintura di Vetro di Antimonio. - 3o7
Aitra Tintura di vetro di Antimonio. 316
Altra Tintura di Vetro di Antimonio. 319
- ART. III, Calcinazone dell'Antimonio crudo per trarnè
- º la Tintura. - 327
sa RT. IV. Calcinazione dell'Antimonio per trarne del Regolo
e del Solfo dorato. - - - - 335
ART. V.- Altra Calcinazione
Regolo. i
dell'Antimonio per trarne341
del
ART. VI. “Altra Calcinazione di Antimonio per trarne -
:: del Regolo. - -- 344
- - - A RT,
ART. VII. Altra Caleinazione di Antimonio per trarne del
Aegole - 345
- Fiori bianchi di Regolo di Antimonio, 349
- Analiſi del Solfo dorato di Antimonio. 356
ART. VIII. Caleinazione dell'Antimonio col Ferro per trar
- ne del Regolo di Antimonio Marziale. 36 I
ART, IX. Altra Calcinazione dell'Antimonio col Ferro,
pre trarne del Regolo Marziale, 365
ART. X. Altra Calcinazione dell'Antimonio col Ferro, per
trarne del Regolo Marziale. 366
ART. XI, Altra Calcinazione dell' Antimonio col Ferro,
per trarne del Regolo Marziale. 368
Della stella, che appariſce ſopra i Regoli di
Antimonio, - - 37o
Delle Virtù de'Regoli di Antimonio, e delle forme,che
d'ordinario loro ſi danno per ſervirſene. 375
- Fiori roſſi di Regalo di Antimonio 382
- Calcinazioni diverſe di Regoli di Antimonio. 384
ART. XII. Regolo di Antimonio solare. 388
Ceruſſa di Antimonio Solare.
- 389
ART. XIII. Regolo di Antimonio Lunare. - 3oo
Ceruſſa di Antimon o Lunare. 39 I
ART. XIV. Regolo di Antimonio Gioviale. 39 a
Antimonio Diaforetico Gioviale. 394
ART. XV. Regolo di Antimonio, e di Biſmut. 39 5
ART XVI. Regolo di Antimonio, e di Rame. 396
A RT. XVII. Regolo di Antimonio, o di Piombo. 397
ART. XVIII. Fegato di Antimonio fatto con proporzioni
eguali di Antimonio, e di Salnitro, 398
ART. XIX. Fegato di Antmonio preparato colle proporzioni,
-
di quattro parti di Antimonio, e di tre parti di
Salnitro, 4o I
ART.XX.
º º , a
Fegate di parti
di tre Antimonio preparato ecolle
di Antimonio, di proporzioni
due parte
- - di Salnitro. 4o ,
ART. XXI. Fegato di Antimonio preparato colle trº
- d .
Tavola i ri
i , sa di due parti di Antimonio, e di una parte di |
. Salnitro, - : 4o3
e - Caleinazione del Fegato di Antimo io, 4o 5
e Delle Lozioni del Fegato di Antimonio. 4o8
- - Pelle Infuſion e delle Diſſoluzioni dello Zaffera
- , no dei Metalli. . . . . .. 4I E
Del Tartaro Emetico ovvero Stibiato. 42,
- - Altr' Eſperienze, intorno alla Diſſoluzione del
e lo Zafferano de' Metalli. . . . . 431
r- Continuazione de'Fegati di Antimonio 432,
ART. XXII. Fegato di Antimonio preparata colle propor
- zioni di due parti di Antimonio e di tre
-

,-.parti di Salnitro, - 433


ART. XXIII. Fegato di Antimonio preparato colle propor.
- - zioni di una parte di Antimonia e di due
- parti di Salnitro. , a 434
ART. XXIV. Fegato e Rubino di Antimonio preparato
- - e con proporzioni eguali di Antimonio, di Sal
nitro e di Sal marina. 436,
ART. XXV. Fegato di Antimonio preparata con propor
zioni eguali di Antimonio, di Sal Nitro,
e di Sal Armoniaco. . . . 438
ART. XXVI. Crocus Antimoni Regulatus . . .439
- Dell' Antimonio Diaforetico, nomato anche
Diaforetico Minerale, o Calcina di Antrºpo
mio o Ceruſſa di Antimonio. . . 44o,
ART. xxVII. Antimonio Diaforatico ordinario. ivi.
ART. XXVIII. Antimonie Diaforetice fatto col Regolo di
Antimonio. 443
ART. XXIX. Antimonio Diaforetico fatto col Regolo di,
Antimonio Marziale. 446
ART. XXX. Antimonio Diaforetica fatta col Fegato di
Antimonio º - 448 ,
ART. XXXI. Antimanio Diaforetico fatto col Vetro di
Antimonio . - - -, 449
ART. XXXII, Antimonie Diaforetico fatto colla r".
- i
Tavola -

Algaroto. - 45e
Delle Diſſoluzioni dell'Antimonio Diaforetico -
- 45 I - - º - - - e -

... º Fiori di Antimonio eDiafonetico. . . ivi


-e Tintura de Antimºnio Diafaretio, º 453
Reviſicazione del Diaforetico Minerale in Regºlº
i ; di Antimoniº e s ... º --
- º - - - -- - - - - -- -
2, º
-
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' ι.

• • Vidit D. Sebaftianus Giribaldi. Cler. Regul.


Congreg. S. Pauli , & in Metropolitana_.
iæ Pœnitentiarius, pro Emincntiß.
& Reverendifsimo Domino D.Iacobo Card.
£*- Archiepifcopo, ac Principe
• © I. -

Die prima Iunij 1717.


Chymicum hoc Opus attentè percurri , &
nova impreffione dignum iudicavi.
Ego Io. Baptifta Gyraldus Philofophiæ, &
Medicinæ Do&or Collegiatus , in Patrio
Lyceo Publicus Le&or , & pro Sanétifs.
£gfione
3tO •
Tribunali Revifor de man

Stante prædiéta atteftatione ,


.
Amprimatur
Tr. Ioannes Vi&orius Maffa Vicarius San&i -

Oíficij Bononiæ .
TRATTATO
D E L Lº

ANTIMONIO,
Dell'Antimonio in Generale.

p Allorchè Io preſi la riſoluzione


di conſiderare con attenzion .
l'Antimonio in tutte le ſue cir
coſtanze, ho creduto coſa a
propoſito il cominciare da al
cune rifleſſioni ſopra la natura
di queſto Miſto e i luoghi ne'
quali naſce, ſopra i nomi che gli furono poſti, e
le ſue diverſità, ſopra la ſcelta che ne dev'eſſer
fatta e le ſue virtudi medicinali.
L'Antimonio è un Minerale peſante, fragile, Antimo
nero, lucente, molto ſulfureo, criſtallino, in . nium,
Lamette ovverAghi lunghi diſpoſto, ſenza odo-sin,
re, inſipido al guſto. Naſce in molte miniere s Lion roſ
di Europa vicino ai Metalli, in Ungheria, in ſo, Lupo
Tranſilvania, in Bretagna, in Poitù, in Aver- Radice,
nia. E nomato in Latino Antimonium oppure de Me
stibium. Gli Alchimiſti, i quali abbondano in talli,
nomi ſpecioſi, lo hanno dinominato Lion roſſo Proteo,
o Lupo, perchè nel fuoco divora la maggior par-Piombo
te de Metalli; lo hanno chiamato Radice de ſacro 9

Metalli, credendo che molti Metalli traeſſero Piombo


da lui l'origine; lo hanno talvolta nomato Pro- de' Filo
teo, perchè riceve diverſe forme e colori, altre ſoſi,
A - volte -
- Trattato
volte Piombo ſacro, Piombo de Filoſofi, perchè
hanno creduto che ſiccome codeſto Minerale »
molti Metalli divora, così aveſſe del rapporto
col Piombo il quale con molte metalliche mate
rie ſi uniſce.
... ,, Trouiamo appreſſo i Mercanti due ſpecie ge
ºrie di nerali d'Antimonio, l'uno minerale e non lavo
4ºº rato, l'altro fatto puro: il primo è qual vien -
º º tratto dalla miniera, carico o meſcolato con .
º più pezzetti di roccia, che dagli Artefici è detta
Ganga; i ſuoi Criſtalli, quando è ſpezzato, ſon
belli, riſplendenti, lunghi e larghi quaſi come
il dito minore, diſpoſti in figura di lama di ſpa
da. Codeſto Antimonio non è molto comune
appreſſo i Droghieri, perchè ne han poco ſpac
cio; è però ricercato da molti Chimici e all'al
tro preferito, perch'è naturale e non è in conto
alcuno abbruciato. Per queſta ragione chiamaſi
Antimo- Antimonio crudo; ma ſi dà lo ſteſſo nome all'
mio cru Antimonio ordinario, benchè abbia ricevuta
do - una purificazione dal fuoco, come diraſſi. Bi
ſogna ſcegliere l'Antimonio minerale bello, cri
Scelta - ſtallino, e il men caricato di Ganga.
L'altro Antimonio è quello che comunemen
Purifi- te ſi trova appreſſo i Droghieri; in altro non è
e, diverſo dal primo, ſe non nell'eſſere ſtato pur
dell'An 8ººº dalle parti ſaſſoſe e terreſtri da lui contenu
pannonaro te. Per fare codeſta purga ſi mette dell'Anti
393g ºpera monio tratto dalla miniera a fonderſi ſopra il
le - fuoco dentro alcuni Vaſi o Crogiuoli; poi ſi fa
paſſare per una piaſtra di ferro forata a guiſa di
meſtola, dentro altri Vaſi; le immondizie che
reſtano ſopra il Colatoio, ſi gettano via, e quan
do l'Antimonio è divenuto freddo, ſi ſpezzano
all'intorno i Vaſi, e ſi ſeparano, e ſi mandano a
noi i Pani, come gli vediamo. Il più be" mi- .
- - - gliOr
Dell'Antimonio, 3
glior Antimonio è quello che vien dal Poitù,
perchè più eſattamente purificato. Si dee ſce
gliere netto in Aghi lunghi e riſplendenti, faci
li ad eſſere ſpezzati. Oſſerviſi che gli Aghi dell'
Antimonio purificato ſono più minuti e più ap
puntati di quelli dell'Antimonio minerale, a
Per l'addietro ci venivan portati dall'Unghe-1Antimo
ria certi piccoli Pani d'Antimonio che peſava-,",
no ſolo tre o quattro libre, ripieni di piccoli Unghe
Aghi fra loro intrecciati, riſplendenti, argen-ri,
tini ; ma dacchè ſi ſono ſcoperte delle miniere
di Antimonio in Francia,non più fu ricercato ed
è divenuto più raro l'Antimonio di Ungheria,
Nella ſcelta dell'Antimonio domandano al- Antimo» -

cuni Autori ch'egli abbia un colore il quale tiri nio Roſe


al Roſſo oſcuro, perchè, diconeglino, queſto ſigno
più che gli altri alla qualità dell'Oro ſi accoſta;
ma, oltre l'eſſere l'Antimonio Roſſigno molto
raro e ritrovarſi difficile, codeſto colore non .
è di gran conſeguenza,perchè non deriva ſe non
da qualche calor ſotterraneo,il quale ha rarefat
toil Solfo dell'Antimonio più in quello che in .
altri luoghi.
. L'Antimonio crudo ſi adopera eſteriormente virtù,
in Medicina per mondare, per riſolvere, per
diſeccare; ma non molto ſi adopera interior
mente in ſoſtanza, e per ragione di certa ripu
f" che per codeſto Minerale ſi ſente il qua
e per l'addietro fu ſtimato come veleno, o per
chè ſi crede ch'eſſendo i di lui Principi nello ſta
to naturale troppo ben legati e uniti inſieme per
poterſi ſeparare nel corpo, non produrrebbe al
più che una leggiera traſpirazione. E' ſolito il
riſtrignerſi a darne al Beſtiame meſcolato nel
-
ſuo alimento: Non lo purga per via del vomito
nè per diſottoi, ma ſenſibilmente ſi vede che fa.
A 2, s'ill
4 Trattato
s'ingraſſi, e ſi abbelliſca, il che veriſimilmente
procede dal cacciare per li pori della pelle, ogni
ſuo umor cattiuo e dal far che ſi muti. Io ho vo
luto ſapere qual effetto produceſſe negli Uomi
ni, ne ho dato in polvere ſottile a molte Perſone
robuſte le quali avevano biſogno di vomitare,ſi
no a mezza dramma per doſe: ho veduto che -
per la maggior parte vomitavano ſenza molto
sforzo, ma che molte non s'erano purgate nè
per diſotto nè per diſopra: mi feci a credere che
codeſta diverſità di azioni procedeſſe dalla di
verſa natura de' Sali che nel ventricolo venivan
trovati: che quando l'Acido vi eraa ſufficienza,
l'Antimonio foſſe penetrato e muoveſſe al vo
mito: che per lo contrario quando ve n'era
poco o affatto niente, l'Emetico del Minerale ,
reſtaſſe inviluppato e privo di azione. A fine o
di eſſer certo del fatto per quanto mi era poſſibi
le di eſſerlo, ho fatto prender di nuovo dell'An
timonio crudo agl'Infermi che non avevano vo
mitato, e ho voluto vi beveſſero ſopra alcune
cucchiaiate di vn Liquor Acido, come di Limo
nea, di Agreſto: allora reſtarono per diſopra e
per diſotto purgati. -

La qualità turbolenta ed emetica dell'Anti


monio viene veriſimilmente da vn Solfo ſalino,
nel qual egli abbonda: codeſto Solfo eſſendo ſta
to poſto in un ſubito moto dal calore del corpo,
ſi rarefà nello ſtomanco, ne pizzica le fibre e le
irrita con forza baſtante ad eccitare le ſpecie di
convulſione dalla quale il vomito viene pro
dotto.
Ma quando le fibre dello ſtomaco ſi trovano
abbſtanza forti per reſiſtere, ſenza ſcuoterſi,
all'Antimonio, il Medicamento ſi precipita ab-.
baſſo e purgacol fare uſcire gli eſcrementi per le
parti
Dell'Antimonio. 5
parti di ſotto: quaſi ſempre anche avviene che
l'Emetico dopo aver fatto vomitare, purghi per
diſotto, perchè ſe n'è precipitata una parte negl'
inteſtini. - -

Quando l'Antimonio crudo preſo per bocca


non purga nè per diſopra nè per diſotto, non ſi
dee per queſto concludere che non produca alcun
effetto: dee operare per via della traſpirazione
nel corpo dell'Uomo, come opera nel corpo
d'ogni altro Animale.
Ho ſovente fatto prender per bocca una .
dramma di certa Polvere compoſta di parti egua.
li di Antimonio crudo, di Solfo comune e di Oc
-
chi di Cancro: Di rado fa vomitare; ma eccita
il ſudore e reca giovamento contro l'Aſma, con
tro la Rogna, e contro la Tigna.
Quello mi farebbe andare a rilente a dar l'
Antimonio crudo in ſoſtanza, è 'l poter ſucce
dere che non eſſendo lo ſteſſo giorno evacuata .
tutta la quantità preſa, ne reſti qualche porzion
nello ſtomaco, e negl'inteſtini: codeſto reſiduo
per verità può cadere e uſcire appoco appoco
inſieme cogli eſcrementi ſenza dar campo di ac
corgerſene, ma s'incontra alle volte in alcuni
Sali acidi che lo aprono, gli ſomminiſtrano una
nuova fermentazione, e fanno che produca ſco
mode ſoprappurgazioni. -

A 3 -. PAR
-
P A R TE
Delle Diſſoluzioni dell'Antimonio
crudo.
O cominciate le mie attente Conſi
derazioni da Meſtrui ovver Diſſol
venti più ſemplici , come ſono le
Acque comuni, le Decozioni di vari
ingredienti, l'Acqua piovana, la Rugiada, le
Acque minerali. Vi ho adoperato in ſecondo
luogo il Vino, l'Acquavite, gli Spiriti di Vino
ſemplice e tartarizzato, gli Spiriti di Saturno
e di Venere, l'Agreſto, l'Aceto e molti altri
Sughi eſtratti di nuovo o fermentati. Mi ſono
ſervito in terzo luogo di Acidi forti, come s
ſono gli Spiriti di Vetriuolo , di Solfo, di
Allume, di Sale, di Nitro, di Sale Armoniaco
fiſſo e l'Acqua regia. In quarto luogo ho cori
tinuato cogli Alcalì, come ſono lo Spirito vola
tile di Sal Armoniaco, l'Oglio di Tartaro, i
Liſſivi. Ho ſeguitato in quinto luogo a ſervir
mi di un Sale in parte Acido e in parte Alcali,
com'è il Sal Armoniaco. In ſeſto e ultimo
luogo, ho poſti in opera molti Olj.
Per dare un qualche ordine all'Eſperienze da
me riferite ſopra le Diſſoluzioni, dividerolle in
ſei Claſſi ovvero Articoli, ſecondo l'ordine nel
quale mi cadettero ſotto l'oſſervazione,
Dell'Antiminio, -7
s .

A R T I C O L O P R I M O,

Decozioni di Antimonio -

Uole l'opinione comune che la Decozion


di Antimonio ſia ſudorifica. Ciò non è
ſtato da me conoſciuto dall'uſo ; ma per eſſerne
più ſicuro , ho creduto come coſa a propoſito
il farne dell'eſperienze. - -

Ho poſto a bollire per molto ſpazio di tempo


dell'Antimonio crudo, ora nell'Acqua di Fonta
na, ora nell'Acqua di Fiume, ora nell'Acqua
di Pioggia ; non mi ſon in conto alcuno accorto
nè dal colore, nè dall'odore, nè dal ſapore che
l'Acque mentovate aveſſero tratta alcuna im
preſſione dall'Antimonio: ho fatto ne beveſſe
ro molte Perſone, ne ho bevuto Io fteſſo ſenza
riconoſcervi alcun effetto, diverſo da quello di
un Acqua bollita. E' veriſimile che Diſsolventi
tanto deboli quanto ſon l'Acque delle quali ho
parlato, ſcorrano ſopra l'Antimonio ſenza po
ter farvi alcuna penetrazione.
Ho fatto ſovente entrare dell' Antimonio in
certe Decozioni ſudorifiche o diſeccative inſie
me colla China, colla Salſapariglia, col Le
gno ſanto: non vorrei negare che allora egli a
veſſe fatta qualche impreſſion nel Liquore, per
chè i Sali delle Radici che nella Decozione ſi ſon
difſoluti, poſſono ſtaccare dal Minerale alcune
particelle più rarefatte; ma ſarebbe difficile il
diſtinguer coll'uſo di ſimili Decozioni, un effet
to particolare dell'Antimonio; e ſi toglie via il
Minerale dello ſteſſo peſo, della ſteſſa ſoſtanza
e dello ſteſſo colore, come appunto eravi ſtate
poſto. º
-
A 4 Se
8 Trattato
Se aggiungonſi nella Decozion di Antimonio
Ingredienti acidi come il Tartaro, i Tamarindi,
il Cedro, l'Uva ſpina, l'Aceto, ecciterà a .
coloro che ne beveranno, nauſee, e vomiti,
più o men forti, giuſta la quantità degli Acidi
che vi ſaranno ſtati aggiunti. -

Ho fatto bollire dell'Antimonio nella Ru


giada diſtillata, nelle Acque minerali di Paſci,
di Folge, di Santa Regina, di Vichi; non mi
ſono accorto nè dalla veduta, nè dall'odore, nè
dal ſapore che quell'Acque benchè impregnate
di molti Sali, aveſſero tratta impreſſione alcu
ma dall'Antimonio: ne ho bevuto e fatto bere
più volte a varie Perſone un aſſai buona quan
tità, nè ho conoſciuto che eccitaſſero alcuna
nauſea; ma non hanno rinfreſcato nè cavata la
ſete come ſoglion fare l'Acque minerali, ſemi
plici o nel lor eſſere naturale; anzi ne fu ſenti
to un pò di calore; il che può attribuirſi tanto
a i Sali di que Liquori meno ſtemperati di
quello ch'erano, a cagion dell'evaporazione
fattaſi di una parte del loro Flemma, mentre
hanno bollito, quanto alla diſsoluzione di qual- li
che leggera porzione dell'Antimonio.
A R T I C O L O I I, |
Infuſioni dell'Antimonio in vari Liquori. º

L'" crudo, poſto in infuſione e in


digeſtione per lo ſpazio di tre giorni nel º
Vino Vino bianco, lo ha reſo vomitivo, ma molto
emetico meno del Vino emetico comune, perchè l'An è
debole. timonio crudo è più difficile ad eſſere penetrato,
di quello ſia il Fegato di Antimonio che d'ordi
poſe. nario in queſta operazione s'impiega. La iº
- t
Dell'Antimonio, 9 .
del Vino reſo emetico dall'Antimonio crudo,
può eſſere da due ſino alle cinqu once. -
L'Agreſto, l'Aceto e molti altri Sughi aci- -

di, fermentati o non fermentati, hanno tratta


parimente dall'Antimonio crudo, una Virtù
emetica ſenza riceverne alcun colore.
L'Acquavite gli Spiriti di Vino ſemplice o
tartarizzato, gli Spiriti di Saturno e di Venere
null'hanno tratto dall'Antimonio crudo , ben
chè ogn'infuſione ſeparatamente ſia ſtata laſcia
ta in digeſtione per lo ſpazio di quindici giorni,
A R T I C O L O I I I.
n

Diſſoluzioni dell'Antimonio con Acidi forti.


I O poſto e laſciato in infuſione ſeparata
mente per lo ſpazio di otto giorni dell'
Antimonio crudo in polvere nello Spirito cau
ſtico di Vetriuolo, nello Spirito acido di Solfo
e nello Spirito di Allume; non ho veduto alcun
ebollimento nè diſsoluzione, benchè aveſſi poſti
i Vaſi in digeſtione a fuoco lento, gli Spiriti
non hanno cambiato nè color nè ſapore; e non
mi ſon accorto, che preſi interiormente, ec
citaſſero nauſea o vomito alcuno. Ho gettato
un poco di ognuno di queſti Liquori in molt'
Acqua comune per renderli deboli, non s'è pre
cipitata coſa alcuna; il che dà a vedere non eſ
ſervi coſa alcuna diſſoluta: è codeſto un con
traſſegno che le Punte di quegli Spiriti, ben
chè attiviſſime, non ſieno proporzionate a Pori
dell'Antimonio. Lo ſteſſo non avvenne riſpet
to allo Spirito di Sale ben difenmato, per
ch' eſſendovi ſtato poſto l'Antimonio in di
geſtione, ne reſtò penetrato; vi è º" Ulli

- eg
ro Trattato
leggiero ebollimento, ed egli fu quaſi affatto ri
|
dotto in una Polvere bianca in fondo al Vaſo, l
ma ſenz'altra diſſoluzione: perchè lo Spirito di
Sale che ſtava diſopra , era ſolamente indebo
lito, ma non teneva ſoſpeſa alcuna parte dell'
Antimonio; il che fu da me conoſciuto, facen
l
do evaporare una porzione di queſto spiritoſo
pra il fuoco, e non eſſendo reſtata coſa alcuna
nel fondo; e verſando un altra porzione dello
Spirito ſteſſo nell'Acqua, e non eſſendoſi coſa
alcuna precipitata. -

Ho ſcoſſo pian piano il Vaſo e facilmente ho


ſtaccata e ſeparata la Polvere bianca da po
ca materia nera ch'era rimaſta come attac
cata al fondo. Ho verſato dello Spirito di
Sale ſopra la materia nera, e di muovo l'ho po
fta in digeſtione , ma pochiſſima penetrazioni
vi ſi è fatta. E reſtata quaſi tanto nera quan
to era prima; l'ho lavata, l'ho poſta a ſece
carſi all'ombra, poi l'ho attentamente conſide
rata: ho trovato eſſer ella una parte più ſulfu
rea dell'Antimonio, alla di cui inciſione e di
viſione le Punte dello Spirito di Sale non ebbero
forza baſtante: l'ho poſta nell'Acqua regia co
mune; reſtò allora penetrata con ebollimento
e calore, e ridotta in una Polvere bianca: ho
meſcolate le due Polveri bianche inſieme, le
ho ben lavate, e le ho poſte a ſeccarſi. Mi ſi
sa fecero vedere in tutto ſimili al Magiſterio di
Magiſ: Antimonio ordinario.
rº ºi Lo Spirito acido di Sal Armoniaco ha pro
Aº dotto ſopra l'Antimonio lo ſteſſo effetto, dallo
º Spirito di Sal comune prodotto.
Ho poſto dell'Antimonio crudo in due Ma
tracci, ho verſato in uno dell'Acqua forte,
auattro volte altrettanta nel peſo, e nell'altrº
- - quat
f)ell'Antimonio, tr
quattro volte altrettanto peſo di Spirito di Ni
tro; riell'uno e nell'altro è ſucceduto l'ebolli
mento, non ſenza conſiderabil calore; mia prin
cipalmente in quello in cui era lo Spirito di Ni
tro: gli ho laſciati caldamente in digeſtione per
lo ſpazio di tre giorni; queſti Diſſolventi hanno
penetrato l'Antimonio, ma non lo hanno ridot
to ſe non in una Polvere bigia ch'è meno atte
fiuata e diviſa dell'Antimonio, dallo Spirito di
Sale diſſoluto ; il che fa vedere che le Punte
dello Spirito di Nitro non ſono tanto propor
zionate, quanto lo ſono quelle dello Spirito di
Sale, per entrare adentro nell'Antimonio e per
ſegregarne le parti. Ho aggiunto ſopra queſte
diſſoluzioni dello Spirito di Vetriolo, dello
Spirito di Solfo, dello Spirito di Allame; ma
l'attennuazione dell'Antimonio non è ſtata di
maggior eſattezza, ed egli non ha cambiato co
lore: vi ho aggiunta in fine la ſteſſa parte o cir
ca di Spirito di Sale, ſe n'è fatta allora un Aca
qua regia ch'eſattamente ha penetrato il Mine
rale con ebollimento accompagnato da calore,
e lo ha ridotto in una Polvere bianca ch'è altresì Magiſte
un Magiſterio di Antimonio. , rio di
Ho verſati per inclinazione gli Spiriti acidi Antimo
che ſtavati nuotando ſopra le polveri, e gli ho nio.
º poſti ad evaporare ſul fuoco dentro un Vaſo di
vetro; mi è reſtata una piccoliſſima quantità di
Materia bianca, in conſiſtenza di Butirro, di
un ſapore acidiſſimo, ardente. Queſta non può
trar l'origine ſe non da una leggiera porzion di
Antimonio ch'è ſtata diſſoluta e ſoſpeſa dagli
Acidi: queſta Materia ſi è inumidita in poco
tempo all'aria, e ſi è ridotta in chiaro Liquore,
Dopo fatta la diſſoluzione o rarefazione dell'
Antimonio crudo collo Spirito di Saie, ch'è
- tima
l. Trattato
una ſpecie di Acqua regia, ho voluto vedere
qual Acqua regia fral'altre ſopra codeſto Mine
rale meglio operaffe. A codeſto fine ho poſto in
due Matracci dell'Antimonio crudo ſottilmente
polverizzato, ho verſato in uno quattro volte
altrettanto peſo di Acqua regia, fatta con quat
tro parti di ſpirito di Nitro e una parte di Spi
rito di Sale, e nell'altro il peſo di quattro volte
altrettant'Acqua regia ordinaria compoſta con
ſal Armoniace e Spirito di Nitro: ho veduto
che codeſte due Acque regie operavano ſopra
l'Antimonio con molto ebollimento e calore;
ma parvemi che quella, la qual era fatta col
-
meſcuglio dello Spirito di Nitro e dello Spirito
di Sale, produceſſe un effetto più pronto e più
violento che l'altra; l'una e l'altra nulladime
no hanno ſolo egualmente rarefatto l'Antimo
nio in una Polvere aſſai bianca, la quale ſi è
Magiſte- precipitata nel fondo, e Magiſterio di Anti
rio di monio ſi appella. I Liquori ſoprannuotanti era
Antimo no limpidi e quaſi dello ſteſſo colore che l'Acqua
mio. regia ordinaria; gli ho ſeparati dalle Polveri
bianche per inclinazione, e gli ho conſervati.
Ho verſato ſopra i Precipitati ovver Polveri
bianche, dopo averle meſcolate, altrettant'
Acqua regia quanta prima ne avevo verſata, ho
poſta la Materia in digeſtione per lo ſpazio di
veniquattr'ore ſopra un po' di fuoco; ſi è fatto
un nuovo ebollimento con calore, ma è ſtato
men forte del primo: biſogna dire che il nuovo
Diſſolvente abbia ritrovati ancora dei Pori da
eſſere penetrati, e della Materia da eſſere rare
fatta. Ho ſeparato il Liquore ſoprannuotante e
di nuovo ho poſta la Polvere bianca precipitata,
in digeſtione con nuov'Acqua regia come prima;
non vi ho ſcoperto alcun i, , ma ſolo
-
llll
Dell'Antimonio, 13
un piccol calore che mi ha dato a conoſcere,
eſſere ſtata la Materia di nuovo acconcia ad eſ
ſere dalle Punte acide penetrata.
Hò tolto il Diſſolvente dalla Polvere e per la
uarta volta ve ne ho poſto di nuovo, l'hola
i" in digeſtione per pari ſpazio di tempo;
non vi ho oſſervato alcun calore nè alcuna fer
mentazione, il che fu la cauſa del non aver io
più reiterata l'operazione: ma ho tolto via come
prima il Liquore ſoprannuotante, l'ho meſe
colato cogli altri Liquori, da me già ſeparati
dalla Polvere bianca dopo ſeguite le diſſoluzio
ni; ho verſato ſopra queſti Liquori ſedici o di
ciſette volte altrettant'Acqua comune; eglino
non ſi ſono in conto alcuno intorbidati, e non ſe
n'è precipitata alcuna Materia, il che mi ha
fatto credere che non teneſſero diſſoluta nè
ſoſpeſa alcuna parte dell'Antimonio, Magiſte
Ho ben lavata la Polvere bianca e a ſeccarſi rio di
l'ho poſta: queſta è un Magiſterio di Antimonio Antimo.
ch'eſteriormente ſembra eſſer ſimile al prece- mio,
dente, ma è molto più diviſa e le ſue qualità ſo
no un pò differenti. Virtà

Il Magiſterio di Antimonio ordinario di cui de Ma:


parlammo ed è ſtato fatto con una ſemplice diſagiſteriº di
ſoluzione dell'Antimonio crudo nell'Acquare- Aº
gia,purga appoco appoco col far uſcir per diſot-º ordi
togli eſcrementi, e qualche volta col vomito. ººº
Altre volte eccita il ſudore perchè opera diver-ºſ:
ſamente ſecondo il temperamento e la diſpoſi-º
zion dell'Infermo, il quale ne ha preſo: La Do º º
ſe è da i quattro ſino ai dodici grani. "i,
Il Magiſterio di Antimonio penetrato più º
volte dall'Acqua regia, come ſi è detto, è ſtato "
fiſſato di tal maniera
purgativa, e più nonche ha perduta
opera i" ,
ſe non come º
"
la forza ſua irie
- * are -
14 Trattato
fare il Bezzuarro minerale e l'Antimonio dia.
foretico. -

Ho poſta una parte di queſta Polvere dentro


un Grogiuolo in mezzo al fuoco; ha traſmeſſi
molti fummi nel liquefarſi, ed è reſtata conver
tita in una Materia grigia roſſeggiante: l'hò la
ſciata diventar fredda e dopo averla ridotta in
Polvere, ho fatto prenderne otto grani da un
Infermo robuſto; ha fatto ch'egli lentamente
vomitaſſe e lo ha un poco per diſotto purgato:
da queſta eſperienza ho creduto dover conclu
dere che l'azione del fuoco aveſſe ſpogliato o
ſviluppato in parte l'Antimonio dagli Acidi
dell'Acqua regia,i quali rendono fiſſo il ſuo Sol
fo Salino, -

Ho provata la diſſoluzione dell'Antimonio


crudo collo Spirito di Vetriolo Filoſofico, ma
non mi è riuſcita: perchè dopo averne poſto cal
damente in digeſtione in queſto liquore per lo
ſpazio di venti giorni ho levato via il Meſtruo
nello ſteſſo ſtato in cui era, e l'Antimonio non
mi parv'eſſere in conto alcuno cambiato: que
ſto Diſſolvente è troppo flemmatico per pene
trare il Minerale,
Dopo tutte codeſte Eſperienze ho conoſciuto
che quanto più l'Antimonio crudo era ſtato pe
metrato e attenuato dagli Acidi, tanto più dive
muto era bianco, probabilmente perchè le ſue
parti le quali eſſendo unite facevano la ſua ne
grezza aſſorbendo la luce colla loro poroſità,
banno acquiſtata più ſuperficie coll'eſatta lor
diviſione e ſono ſtate reſe accòze a riflettere da
iù lati in rette linee il lune. Ora mi parve che
il Diſſolvente il quale meglio operaſſe ſull'An
- s. timonio, e lo riduceſſe in parti più ſottili e più
bianche , foſſe l'Acqua regia. Quì di paſſaggio
po
Dell'Antimonio, 15
potrebbe dirſi che l'Antimonio ha in queſto una
qualche conformità col l'Oro; perchè l'Acqua
regia è anche il Diſſolvente dell'Oro, ma l'An
timonio è molto più difficile dell'Oro ad eſſer
diſſoluto; perchè l'Acqua regia che riſolve in
teramente l'Oro in Liquore, non può dividere
l'Antimonio che in una Polvere bianca: queſta
difficoltà viene probabilmente dalla gran quan
tità di Solfo che in ſe dall'Antimonio è tenuto:
perchè le ſue parti ramoſe e intrigatrici allaccia
fra loro le Punte del Diſſolvente, e diminuiſco.
no la ſua azione di tal maniera che non può giu
guere ad una diſſoluzione perfetta. Non ho oſ
ſervata che una ſola diſſoluzione dell'Antimo
mio in Liquor chiaro; ed è quella, nella qualeſ.
ſendo ſtato il Minerale prima penetrato dagli
Spiriti di Sale e di Vetriuolo e poi diſtillato, co
me nel Butirro di Antimonio ſuccede, ſe ſi ver
ſa dello Spirito di Nitro, ſi fa un Acqua regia .
che termina di diſſolvere interamente l'Anti
monio e fluido lo rende. Parlerò di codeſta Ope
razione con diſtinzione maggiore, trattando
delle Diſtillazioni deli'Antimonio.

A R T I c o L o, I v.
Diſoluzioni dell'Antimonio per via di Acab,
Opo le Diſſoluzioni dell'Antimonio crudo -

col mezzo de'Diſſolventi Acidi, ho proc


curato di farne per via de' Diſſolventi Alcalì.
Ho poſto in vin Matraccio una parte di Antimo
mio ben polverizzato; vi ho verſato ſopra quat
tro volte altrettanto di Spirito volatile di Sal
Armoniaco; ho ben turato il Vaſo, e ho laſcia
tala Materia in digeſtione per lo ſpazio di quin
-- dici
16 Trattato
dici giorni ſovente agitandola; ma non mi for
accorto che il Meſtruo ſi foſſe caricato di parte
alcuna dell'Antimonio.
Ho poſto in altro Matraccio dello ſteſſo An
timonio polverizzato; vi ho verſato ſopra dellº
Olio di Tartaro fatto per deliquio all'altezza di
cinque in ſei dita ; ho collocato il Matraccio
ſulla ſabbia un pò calda, e dopo aver laſciata la
Materia in digeſtione ventiquattr'ore, ho ac
: creſciuto il fuoco e l'ho fatta bollire per lo ſpa
zio di mezz'ora o circa: il Liquore è divenuto
roſſo come ſangue, perchè l'Olio di Tartaro ch'
è un Sal Alcalì fiſſo riſoluto, ha diſſoluto il Sol
fo dell'Antimonio. Lo Spirito di Sal Armonia
co è parimente un Sal volatile riſoluto, ma co
m'è volatile,ſarebbeſi ſubblimato o ſarebbe fug
gito, ſe foſſe ſtata poſta l'infuſione ſul fuoco, e
per conſeguenza non avrebbe potuto diſſolvere
l'Antimonio. -

. Ho ſeparata la Tintura roſſa dalla Materia


del fondo, verſandola per anche calda in altro
Matraccio, e l'ho laſciata in ripoſo: ſe n'è pre
cipitata una ſpecie di Fecula di un roſſo oſcuro,
e il Liqnore ſoprannuotante è reſtato chiaro e di
color giallo rancio. L'ho feltrato, e ſopra vi ho
gettati degli Acidi: vi è ſucceduto l'ebollimen
to, ma non ſi è precipitato che un poco di Ma
giſterio di Tartaro. Ho ſentito nel tempo dell'
ebollimento un lieve odor ſulfureo il quale non
durò che un ſolo momento.
Ho ben levata la Materia roſſa per toglierne
l'impreſſione del Sal di Tartaro,e a ſeccarſi l'ho
poſta; ſi è ridotta in una Polvere roſſa che ha
molta ſomiglianza col Solfo dorato di Antimo
mio ordinario, e in fatti ella n'è uno; ma non ha
come quel Solfo, odor cattivo, e la ſua qualità
ſe meno
Dell'Antimonio, r7
è meno emetica: Ne attribuiſco la cauſa all'
Alcalì del Sal di Tartaro il quale ha aſsorbita -
una parte delle Punte dell'Antimonio,e per con
ſi ſequenza lo ha reſo più debole nella ſua azio
ne. Vero è che il Solfo dorato ordinario è ſta
l to parimente ſoggetto all'impreſſione del Sal
di Tartaro nella calcinazion delle Scorie del Re
golo di Antimonio, ma queſto Sal Alcalì è ſta Virtà.
to quaſi affatto diſtrutto dall'Acido col quale ſi
è fatta la precipitazione, e la ſua virtù eme v
tica è ſtata ripigliata dal Solfo. Ho fatto pren
dere ad alcuni Infermi della Materia roſſa o
Solfo di Antimonio da quattro fino a dieci gior
Doſe.
ni: ho conoſciuto che in alcuni non appariva
produrre alcun effetto, in altri eccitava nauſea,
ma ſenza vomito e purgavagli un po' per di
ſotto, altri faceva vomitar leggermente. Ho
anche creduto che alle volte provocaſſe la tra
ſpirazione; perchè ſpeſſo ho trovata certa umi
dità ſulla pelle di coloro che ne avevano preſo.
Stimo queſto Medicamento proprio per l'Aſ
ma e per le altre Infermità del petto, cui non
ſolo è confacevole il Solfo, ma ſi deſidera ec
citare vn vomito non violento. Può anche ſer
vire per la Rogna e per la Lebbra .
L'Antimonio reſtato in fondo al primo Ma
traccio dopo l'eſtrazione del Solfo, di cui ho
arlato, ſi era tanto indurito, che per trarne
o fu duopo ſpezzare il Vaſo: l'ho fatto ſecca
re e ne ho tratto il Regolo col metodo con
ſueto.
Ho fatto bollire dell'Antimonio crudo per lo
ſpazio d mezz'ora in un forte Liſſivo di Cenere
clavellata e di Caſcina viva: l'Antimonio e il
Liquore ſon divenuti gialli, perchè il Sal Alca
lì della Cenere clavellata, impregnato delle
B par.
18 Trattato -

particelle ignite della Calcina viva, ha diſſolu


toil Solfo dell'Antimonio: ho ſeparato per in
clinazione il Liquore ancora caldo: queſto nel
diventar freddo ſi è congelato e ha preſo un
color roſſo. La congelazione veriſimilmente è
ſucceduta, in primo luogo, perchè nel tempo
della diſſoluzione eſſendoſi il Sal Alcalì inti
mamente intralciato colle parti ramoſe del
Solfo dell'Antimonio, a cagione dell'avvilup
pamento, amendue hanno perduto il lor moto
e fatta una ſpecie di Sapone; in ſecondo luogo,
perchè il Sal e il Solfo uniti, non hanno tro
vato per eſtenderſi Liquor ſufficiente, eſſendo
la diſſoluzione aſſai denſa.
Ho fatta la ſeconda decozione dell'Antimo
nio ch'era rimaſo, con Acqua comune; reſtò
ella anche gialla: l'ho verſata per inclinazione
in una conca di terra; non ſi è congelata: l'ho
Solfo meſcolata colla prima , facendovi liquefar, il
coagulo: ho feltrato tutto il Liquore, e vi ho
dorato verſato dell'Aceto
di An diſtillato, ſi è fatto del Solto
timo
dorato d'Antimonio.
37 10 e Ho fatto ancora bollire dell'Antimonio in .
molti altri Liſſivi, ho trovato che i Liquori
erano tutti acconci per eſtrarne una Tintura e
un Solfo; ma operano con maggior o minor for
za, ſecondo il lor eſſere più o meno caricati di
Sal Alcalì .

A R T I C O L O V,

Diſſoluzione dell'Antimonio con un Sale in


parte Acido e in parte Alcalì -

O polverizzate e confuſe inſieme due on


. Il ce d'Antimonio crudo e quarci di
- G
- Dell' Antimonio, 19
Sale Armoniaco ben puro: ho poſto la meſco
lanza in un Matraccio, vi ho verſato ſopra ot
; t'once di Acqua comune, ho collocato il Ma
traccio ſopra un fuoco lento e ho laſciata la
Materia in digeſtione per lo ſpazio di venti

.
)
quattr'ore s non mi ſon accorto eſſerviſi fatto
alcun cambiamento di colore. Il Sal Armo
niaco ſi è criſtallizzato nel divenir freddo: ho
verſato ancora altrettant'Acqua comune calda
nel Matraccio, per diſſolvere il Sale Armonia
co, e ho gettata tutta la Materia ſopra un Fel.
º tro. Il Liquor è paſſato limpido come l' Ac
qua, e ſopra la Carta grigia è reſtato dell'An
timonio. Ho fatto evaporare il Liquore feltra,
to ſino alla ſiccità. Mi ſono reſtate quattr'on
ce e due dramme di Sale che mi parv eſſere e
d'un color bianco che ha del celeſte; è dunque
creſciuto al peſo di due dramme: ho poſto a
ſeccarſi all'ombra tutto l'Antimonio reſtato
ſopra il Feltro, poi l'ho peſato; non ne ho ri
trovato che un oncia e ſei dramme: fa dun
que meſtieri che ne ſieno ſtate diſſolute due
dramme dalle quattr'once di Sal Armoniaco,
e veriſimilmente queſto è quello che ha dato
al Sale un colore che ha del celeſte.
L' Antimonio dopo eſſere diſſeccato, tanto
mi parve nero e tanto pieno d'Lampi, quanto
lo era prima d'eſſer poſto a bollire col Sal Ar
II iOſ I ACO e

Ho fatti prender per bocca dodici grani di


queſto Sal Armoniaco impregnato di Antimo
nio; non eccitò alcuna nauſea, e cacciò per via
di orina come ſuol fare il Sal Armoniaco or
dinario. La ragione perchè non è emetico, è
veriſimilmente, perchè il Sal volatile orinoſo
e l'Alcalì che contiene il Sal Armoniaco, han
2 - IlQ
2o Trattato
no rintuzzate le Punte dell'Antimonio,
Vi è anche luogo di credere che codeſto Sa
le, oltre la ſua virtù apritiva, abbia quella .
eziandio di provocare la traſpirazione, ſe con
ſideraſi ch'è impregnato del Sal volatile e della
parte più ſtaccata dall'Antimonio.
A R T I C O L O VI.

- Diſſoluzione dell'Antimonio per via di Olj.

I O poſto in un Matraccio dell'Antimonio


ſottilmente polverizzato, vi hò verſato
ſopra dello ſpirito di Olio etereo di Trementina
in altezza di quattro dita, ho turato il Ma
traccio, e l'ho meſſo in digeſtione ſopra un fuo
co lento per lo ſpazio di ventiquattr'ore, muo
vendolo di quando in quando; ho poi accre
ſciuto un po' il fuoco ſino a far grillare il Li
quore per lo ſpazio di un ora; ho laſciato poi
divenir freddo e ripoſare il tutto; ho trovato
che il Meſtruo aveva preſo un colore giallic
cio; ho verſato per inclinazione il Liquore in .
altro Matraccio in cui avevo poſto dell'altro
Antimonio polverizzato, ho poſta in digeſtio
ne la Materia come prima; ho ſcoperto che il
Meſtruo aveva ricevuto un color giallo; ho
verſato ancora il Liquore ſopr altro Antimo
nio polverizzato, e dopo ſimile digeſtione, mi
parve che il colore del Diſſolvente foſſe un.
giallo più carico di quello era prima. Ho rei
terata per la quarta volta la ſteſſa infuſion e
digeſtione ſopra nuovo Antimonio, ma ho ve
duto che il colore del Diſſolvente reſtava sépre
lo ſteſſo; il che diemmi a credere che foſſe tan
to carico della ſoſtanza dell'Antimonio quanto
eſſer
-
N

Dell'Antimonio. 2 e'

eſſerlo poteva. Codeſta ſoſtanza non dee conſi


ſtere che in un Solfo più ſtaccato, perchè un
Meſtruo tale quale è l'Olio etereo di Tremen
tina, non è quaſi atto a diſſolver altro che un
Solfo. -

Mi ſarà forſe detto, poter eſſere che il color Obbie


giallo di cui ſi è parlato, venga dallo Spirito zione.
ovverClio medeſimo di Trementina, ſenza la - s -

partecipazione dell'Antimonio; perchè vedia


mo che l'Olio etereo, benchè molto limpido nel
ſuo ſtato naturale, acquiſta un color gialliccio,
quando ſe ne ha fatta evaporare o diſtillare
una parte col fuoco. Ora il fuoco di più di
geſtioni reiterate, non potrebbe aver fatto diſ
perderſi pe'l collo del Matraccio tanto della par
te più limpida dell'Olio di Trementina, coſicchè
poteſſe eſſer cauſa, che quella ch'è reſtata, aveſſe
preſa il colore che ſi preſenta alla viſta?
Ma non vi è fondamento per codeſta obbie- Riſpoſta,
zione. Il color gialliccio dell'Olio di Tremen
tina ſola, non ſopraggiugne ſe non allorchè ſe
ne ha tolta via una buona parte dello Spirito
più chiaro, e quello anche il quale reſta, non
è mai sì giallo come la Tintura di cui ho par
lato. Ora nella noſtra operazione troveraſſi che
non ſi è evaporata quaſi coſa alcuna, ſe con
ſideraſi il poco calore applicatovi, l'altezza
del Matraccio, e il ſuo Turacciolo che ha im s
pedito l'uſcita al Vapore innalzato, e ha co
ſtretta a cadere la maggior parte.
Queſta ſpecie di Tintura di Antimonio de Virtù,
v'eſſere riſolutiva , eſteriormente applicata.
Tutto l'Antimonio che dopo la digeſtione e
nel Matraccio è reſtato, ha ritenuto il ſuo co
lor nero, e non mi parve in conto alcuno
cambiato.
- i B 3 Pio
s
22 Trattato
Ho fatto digerire e bollire dell' Antimonio
in polvere ſottile dentro molti Olj, come di Oli
va, di Noce, di Lino, e ho creduto accorger
mi che gli Oli dopo eſſerſi ripoſati, aveſſero
ritenuta qualche leggiera Tintura dell'Anti
InOnIO, º

Nel rimanente benchè l'Antimonio crudo


contenga inolto Solfo, affatto ſimile al Solfo
comune, non ſomminiſtra agli Oljuna Tintura
roſſa, come fa il Solfo eziandio comune; per
chè il Solfo dell'Antimonio è intimamente
unito con parti ſalde e peſanti, che lo riten
gono e ne impediſcono lo ſtaccamento.
Termino con queſto l'eſporre le Diſsoluzio
ni dell'Antimonio crudo: ho trovato in gene
rale che molti Liquori s'impregnavano di qual
che ſoſtanza di queſto Minerale, e molti altri
conſiderabilmente divenivano rari; ma non nè
ho veduto alcuno che ne faceſſe un eſatta diſ
ſoluzione.

º , i , PAR
i
li

P A RT È º

SECONDA,
; Delle Sublimazioni dell'Antimonio
crudo.
« onſiſtono codeſte Sublimazioni nel ri
durlo in Fiori e in Cinabri. Comin
cerò da Fiori e per diſporre in qual
che ordine le mie Eſperienze, par
lerò in primo luogo de' Fiori che ſi
traggono dall'Antimonio ſolo: in ſecondo luo
go di quelli che ſi traggono da una meſcolan
za di Antimonio e di un Sal Acido, qual è
il Salnitro, il Sal marino, l'Allume: in ter
zo luogo di quelli che ſi traggono da una me
ſcolanza di Antimonio e di un Sal volatile che
partecipa dell' Acido e dell'Alcalì , come i
Fiori di Sale Armoniaco: in quarto luogo di
quelli che ſi traggono da una meſcolanza di
Antimonio e di un Sal fiſſo che partecipa dell'
Acido e dell'Alcalì, come il Sale che reſta .
dopo aver tratto lo Spirito volatile e i Fio
ri del Sal Armoniaco: in quinto luogo di quel
li che ſi traggono da una meſcolanza di Anti
monio e di um Sal Alcali fiſſo, qual è il Sale
di Tartaro, l'Anatron di Egitto: in ſeſto luo
go di quelli che ſi traggono da una meſcolan
za di Antimonio e di una Materia alcalina
fiſſa, qual è la Calcina, la Cenere clavellata.
Il nome di Fiori è Bſtato4 attribuito
)
a code
ſta
- 24 Trattato
ſta ſpecie di preparazione, a cagione di ſua
ſomiglianza colla Farina più fina che Fior di
Farina ſi appella.
Trattando di tutti codeſti Fiori di Antimo
mio, prenderò occaſione di parlare di alcune
preparazioni che ne han dipendenza, e ſono
utili alla Medicina.
Quanto al Cinabro di Antimonio, rimette
rò il trattarne dopo che avrò parlato di alcune
Diſtillazion che verranno nell'ordine loro, e se
ſon neceſſarie per rendere più intelligibile ciò
che avrò a dirne.

A R TIC O LO PRIMO ,

Fiori tratti dall'Antimonio ſenza addizione,


O poſto dentro un Fornello un Vaſo di
terra non invernicato, il quale aveva
nel mezzo della ſua parte ſuperiore una piccol
apertura quadrata in forma d'uſcio, col ſuo
Turacciolo; ſopra il Vaſo ho adattati tre Alu
delli, e ſopra quello di cima un Capitello di
terra ſenza beccuccio, ma forato nella ſua ſom
mità con piccol buco, ſol acconcio a ricevere
un Cannello di penna da ſcrivere: ho turato il
piccol buco colla carta: ho poſto ſotto il Vaſo
del buon fuoco, e allorchè fu arroventato, vi
ho gettato dentro di mezz'ora in mezz'ora due
cucchiaiate di Antimonio in polvere, finat
tanto chè ve ne ſon andate ott'once: ho aper
to di quando in quando il piccol buco del Ca
pitello, per dar aria alla Materia, e per deter
minare i Vapori dell'Antimonio ad alzarſi;
ma l'ho ſubito chiuſo, temendo troppo ſe ne
diſperdeſſe; ho continuato ilfuoco per lo ſpa
- - - ZIO
Dell'Antimonio, 25
zio di dedici ore o circa, o finattanto chè i
Vapori abbiano ceſſato di comparire. E' da no
tarſi che per qualunque cautela ſiaſi oſſervata
per racchiudere i Vapori negli Aludelli, non
è ſtato poſſibile l'impedire ad una parte il diſ
perderſi, tanto per lo piccol buco di ſopra,
quando fu ſturato, quanto per lo buco di ſot
to, quando fu aperto, per gettare nel Vaſo
dell'Antimonio. Di più : le commeſſure del
buco nella parte inferiore tanto eſattamente non
chiudono, che non laſcin fuggire alcuni Vapo
ri; ma non ſi può fuggir queſta perdita; per
chè ſe il Vaſo non aveſſe alcuna apertura per
laſciarvi entrare un po' d'aria, le parti dell'An
timonio non avrebbono alcun azione, nè alze.
rebbeſi coſa alcuna.
I Vaſi divenuti freddi, gli ho ſeparati, e ne
ho tratto colla frangia di una penna una Polve
releggiera e bianca che s'era attaccata ai la
ti degli Aludelli, e proveniva da Vapor con
denſati: queſto è quanto sì dinomina Fior di
Antimonio; ve n'erano ſette dramme; ne avrei
tratto in maggior copia, ſe formato un piccol
buco rotondo nella parte ſuperiore del Vaſo per
farvi entrare il cannello di un ſoffietto, Io aveſſi
fatto ſoffiare ſull'Antimonio nel tempo della
Calcinazione , perchè allora ſarebbeſi alzata
maggior quantità di parti di quel Minerale;
ma non è ſtata mia intenzione di trarne ſe non,
i Fiori più volatili che ſon parimente più eme,
tici. Vengon eglino dalla parte più ſulfurea .
dell'Antimonio; ma non ſon puro Solfo, per
chè gettandoſene ſopra i carboni acceſi, non
producono in conto alcuno la fiamma.
Benchè l'Antimonio ſia neriſſimo in tutta la
ſua ſoſtanza, i Vapori che n'eſcono per via di
- - CQa
-- -
26 Trattato
eodeſta operazione, ſon bianchi, ma ſe, come
ho detto, vien eccitato con un ſoffietto, ſom
miniſtra allo ſpeſſo dei Fiori che tendono al
giallo ovvero al roſſo. Queſte diverſità di co
lori, vengon da Fiori ch'eſſendo ſtati con va
rietà rarefatti dall'azione, più o men forte,
del fuoco, a noſtri occhi ribattono in varie
maniere la luce,
º- a -, Il Fior di Antimonio è un Emetico poten
ºfº: te: la doſe n'è da uno ſino a quattro grani.
ºſº. Ho trovato nel fondo del vaſouna Maſſa nera,
la quale peſava quattr'once una dramma e mez
za; biſogna dunque che nella Sublimazione ſi
ſieno diſperſe due once ſette dramme e mezza
della Materia. Queſta Maſſa ch'era un Anti
monio calcinato, mi parve di dentro un po' fi
mile al Regolo, ma meno pura ; l'ho ridotta
in polvere, ne ho continuata a fuoco lento la
Calcinazione dentro un piatto di terra, finat
tanto chè più non mandaſſe fummo e foſſe gri
gia; poi ne ho fatto del Vetro di Antimonio
nella maniera ordinaria.
Ho fatto alcun Eſperienze ſopra i Fiori di
Antimonio. Ho voluto in primo luogo vedere
ſe a cauſa di gran loro rarefazione poteſſero
comunicare qualche impreſſione all'Acqua. A
codeſto fine ne ho fatto bollire per lungo ſpa
zio di tempo a fuoco fento, nell'Acqua co
mune; ho poi feltrato con ogni eſattezza il Li
quore, e ne ho bevuto; non mi ſon accorto di
alcun effetto. Queſto debol Meſtruo non pene
tra meglio i Fiori di Antimonio, benchè aſſai
rarefatti, che l'Antimonio crudo.
In ſecondo luogo, ho voluto vedere qual gra
do di forza e netica ſomminiſtraſſero al Vino.
Ho poſta e laſciata in infuſione dentro un Ma
a traC
Dell'Antimonio, 27
traccio, mezz'oncia di Fiori di Antimonio,
con ſedici oncie di Vino bianco per lo ſpazio
di tre giorni ad un calore rimeſſo, muovendo di
quando in quando la Materia: ho poi feltrata
l'infuſione, ne ho fatto prendere un oncia in
ogni Doſe; ho trovato ch'elfa operava con un Vino e
po' più di forza che il Vino emetico ordinario. metico
La Poſatura mi ha ſervito a far nuovamente »
vigoroſo
altro Vino emetico, come quella del Fegato di
Antimonio.
La ragione perchè il Vino emetico, fatto co'
Fiori di Antimonio è più vomi ivo di quello ch'
è ſtato preparato col Fegato di Antimonio,
non ſolo è, perch'eſſendo i Fiori di Antimo
nio più ſulfurei e più rarefatti del Fegato di
Antimonio, il Meſtruo ebbe facilità maggior
di riceverne l'impreſſione, ma ancora perchè i
Fiori che quì ſi adopran da noi, eſſendo ſtati
preparati ſenz'addizion di alcun Sale, le lor
parti inſenſibili che ſono ſtate diſſolute nel Vi
no, ſono più diſpoſte al moto, di quelle del Fe
gato di Antimonio che furono preparate col
Salnitro, e nelle quali è reſtata una porzion .
delle parti più fiſſe di queſto Sale. i

In terzo luogo ho eſaminato ſe il Tartaro


foſſe per diventare più emetico co' noſtri Fiori
che coll'altre preparazioni di Antimonio. Ho
meſcolato inſieme una parte di Fiori di Anti
monio e quattro parti di Criſtallo di Tartaro
polverizzato. Ho fatto bollire la meſcolanza
coll'Acqua comune in un Vaſo di Terra per
lo ſpazio di dodiei ore, muovendo di quando
in quando la Materia con una ſpatola di lei
gno; ho poi verſato il tutto per anche bollen
te ſopra un pannolino, ed eſſendo paſſato il
Liquore, l'ho porto ad evaporare
- º -
ini
alla
G

l
-
28 Trattato
ſiccità; mi è reſtato un Tartaro aſſai emetice,
il qual opera con violenza maggiore di quello
ch'è ſtato preparato col Fegato di Antimonio.
º Ciò avviene per la ſteſſa ragione da me aſſe
gnata parlando del Vino emetico; ma queſto
Tartaro emetico non ſi diſſolve più facilmen
te ne Liquori di quello fa il Criſtallo di Tar
poſe. taro puro. La Doſe che fu da me adoperata, è
ſtata da una ſino a quattro grani potrebbeſi far
ne prendere ſino a ſei grani da Perſone, nelle
quali il vomito con gran difficoltà vien eccitato.
A R T I C O L O I I,

Fiori tratti da due parti di Antimonio


e da una parte di Salnitro. -

O ridotte in polvere e meſcolate eſatta


mente inſieme ott once di Antimonio e
quattr'once di Salnitro ben ſecco, dall'altra .
parte ho diſpoſto dentro un Fornello un Vaſo
ſublimatorio, guernito de' ſuoi trè Aludelii e
di un Capitello come prima; ho ben impiaſtra
te di loto le commeſſure , ſotto il Vaſo ho
fatto buon fuoco, e poichè fu arroventato nel
fondo , vi ho gettato una cucchiaiata della .
Meſcolanza e ſubito ho turato il buco al Va
ſo; vi è ſucceduta una leggiera detonazione e
per lo ſpazio di un ora ſalirono molti Fum
mi bianchi , ho poſto di nuovo un altra cuc
chiajata della Meſcolanza dentro il Vaſo, e ho
gontinuate di ora in ora codeſte progreſſioni, fi
mattanto ch' è ſtata poſta in opera la Mate
ria. Il fuoco nello ſpazio di tutto quel tem
po è ſempre ſtato egualmente in vigore, e e
per dodici ore ſi ſono innalzati dei
i
r". Q
- Dell'Antimonio , 29
Ho poi laſciati diventar freddi i Vaſi e ho tol
to da eſſi il loto; ho trovato nella parte ſu
periore del Vaſo, dentro gli Aludelli e den
tro il Capitello dei Fiori bianchi attaccati a .
i lati; gli ho ſeparati e adunati con una penna;
furono del peſo di nove dramme e mezza, mi
parvero ſimili ai precedenti quanto alla forma e
al colore; ma ſiccome in queſta diſſoluzione ho
poſto in opera del Salnitro, così ho creduto,
ch'eſſendo aſceſa la parte volatile di queſto
Sale inſieme co' Fiori dell'Antimonio, ſe ne
foſſe ad eſſi unita una porzione che gli aveſſe
reſi men puri: Gli ho dunque lavati nell'Ac
qua, per toglierne il Sale e a ſeccarſi gli ho
poſti; me n'è reſtata un oncia. Sono di un co Peſo.
lor grigio che tende al bianco: ne ho dunque
ſeparata una dramma e mezza di Sale, ma .
ve n'è ancora veriſimilmente reſtata qualche e
piccola quantità, la qual eſſendoſi ſtrettamen
te unita colle lor parti ſulfuree, non ha potuto
eſſerne ſtaccata dalle Lozioni. Perchè codeſti
Fiori ſono un poco men vomitivi di quelli che Virtù e
ſono ſtati fatti ſenz'addizione di Sale, ſe ne può Doſe.
dare dai due ſino ai ſei grani. -
Ho trovato nella parte inferiore del Vaſo
ſett'oncie e ſei dramme di una ſpecie di Calcina
varia in colori; cioè, bianca, nera, grigia, roſſa:
biſogna che nel tempo della Sublimazione ſi
ſieno diſperſe tre once e mezza dramma della
º
Materia. Ho lavata eſattamente la Caicina .
nell'Acqua calda, e ſeccare l'ho fatta. Mi ſono
reſtate cinque once di Polvere grigia, ch è la .
parte più fiſſa delle ott once di Antimonio, di
cui mi ero ſervito. Ella fa vomitare ſenza vio Virths,
lentarla Perſona e parga per diſotto; la Doſe è Doſe -
dai quattro fino ai dieci grani.
- Si
va 3o Trattato

si può trar profitto dalle cinque once di Pol


vere grigia, in altra maniera. Perchè avendo
la meſcolata con tre once e mezza di Tartaro e
due once di Salnitro, polverizzati, ſe calcinaſi
la Meſcolanza, e metteſi a fondere ſul fuoco
dentro un Crogiuolo, ſe ne trarrà un buoniſſi
Regolo
di An mo Regolo, tanto vomitivo quanto comune.
Ho raccolte le Lozioni della Calcina di An
timonio,
timonio, le ho feltrate: eran limpide come l'
Acqua; ne ho tratto per evaporazione due once
e mezza di Sale. Queſto è un Salnitro fiſſo che ſi
può nomare Sal Policreſto Stibiale , perch'è
Sal Pº ſtato fiſſato dal Solfo di Antimonio. E' Alcalì,
lierº la ſua virtù è apritiva e un po'purgativa: la
Stibia-
e e
Doſe n'è da uno ſcrupolo ſino a una dramma.
::

Virtù e
Doſe. RT1co
A R T I C O L O I I I -

Fiori tratti da parti eguali di Antimonio e


di Salnitro.
O polverizzate e meſcolate inſieme ott'on
ce di Antimonio altrettante di Salnitro
ben ſecco, ho gettata la Meſcolanza cucchiaiata
a cucchiaiata nel medeſimi Vaſi ſublimatori,
l'inferiore de'quali era ſtato arroventato come
nelle operazioni precedenti. E' ſucceduta ogni
volta una gran detonazione e ſi ſono alzati mol
ti Fummi, de'quali non ho potuto impedire il
diſperderſi una buona parte. Ho laſciata la Ma
teria ſul fuoco per lo ſpazio di ſei ore per far ſu
blimare tutto ciò che poteva eſſere ſublimato; i
Vaſi poi divenuti freddi, ho tolto via da eſſi il
loto, vi ho trovati dei Fiori bianchi ſimili ai
l Peſo, precedenti , gli ho diſtaccati e raccolti , ve ne
furono ſei dramme e mezza, gli ho ben lavati,
per
Dell' Antimonio, 3r
per ſepararne il Sal volatile del Salnitro e gli ho s

fatti ſeccare; me ne ſono reſtate cinque dramme


e alcuni grani. Ho dunque tratto da queſti Fiori
quaſi una dramma e mezza di Salnitro: ſono più
bianchi dei precedenti. E n'è ragione l'eſſere
ſtati più attenuati da maggior quantità di Salni
tro, perchè quanto più l'Antimonio è ſtato ra
refatto o diviſo dagli Acidi tanto più acquiſtò
di bianchezza. -

Quanto alla loro virtù; ſono men vomitivi a


proporzione dell'aver ricevuta maggior quanti- Virtà.
tà di Salnitro, così l'eſperienza ci moſtra che »
operano con minor forza de precedenti, e poſ
Iſono eſſer dati in poſe da due fino a dieci grani. ººſº -
Ho trovato nel Vaſo di ſotto una Materia ten
dente al roſſo, bruna, lucente in qualche parte,
bianche in altre, grigia in alcune, di peſo di un
dici once e mezza. E' dunque duopo che nella
ſublimazione ſi ſieno diſperſe tre once cinque »
dramme e mezza della Miſtura. Ho polverizza
ta la Materia e l'ho ben lavata per privarla del -
Salnitro fiſſo da lei contenuto, poi l'ho poſta a
ſeccarſi ; mi è reſtata una Polvere tendente al
roſſo, la quale peſa ſei oncie e mezza. Queſta è z
una ſpecie di Zafferano de' Metalli, ma è nate. afrº,
riale o groſſo, perchè vi ſon confuſe le Scorie: iet mi
potrebbe tuttavia eſſer dato in mancanza del co- "
mune
ſino aiper eccitare
dieci grani.ilPotrebbe
vomito: anche
la Doſeſeruire
è dai nel ri
due fa,, groſs
le preparazioni del Vino e del Tartaro emetico; virt».
ma com'è impuro è meglio riſerbarlo per li Ca poi,
valli: ſe ne dà loro nell'Avena ovver nella Se- Medica
mola mezz'oncia ogni giorno: gli purga per tra-mento
ſpirazione, e gli rende più graſſi e più belli di perica.
prima - - - - valli
Ho fatto evaporare le Lozioni della Materia,
- - e ne
32 Trattato
Sal Poli- e ne ho tratte quattr'once e mezza di un Sal Po.
ereſto licreſto Stibiale.
Stibiale.
A R T I C O L O V I,

º Fiori tratti dalla Meſcolanza di una parte di


Antimonio e di tre parti di Salnitro.
O polverizzate e meſcolate eſattaméte in
ſieme quartr once di Antimonio e dodici
once di Salnitro; ho gettata la Miſtura cucchia
jataa cucchiaiata dentro alcuni Vaſi ſublimato
rj, diſpoſti in un Fornello ſul fuoco, come nelle
operazioni precedenti, ma in vece del Capitello
di terra, uno ve n'era di vetro con un piccolo
spirito Recipiente. Avvennero gran detonazioni; ho
di Nitro laſciato molto intervallo fralle progreſſioni,
impre- per dar tépo ai Vapori di ergerſi e di attaccarſi.
gnato di Ho conſumate ſei ore in codeſta operazione;ſo
Fiori di no paſſati nel Capitello dei Fummi roſſi, i qua
Antimo- li in parte ſi ſon riſoluti in Liquore, e ſono ca
mio. duti a goccia a goccia nel Recipiente. Quando i
Vaſi furono diuenuti freddi, ho tolto da eſſi il
loto, ond'erano impiaſtrati. Ho trovato nel
Recipiente due dramme e mezza di Spirito di
Nitro debole, accompagnato da pochi Fiori
bianchi, de quali ſi era impregnato, e aren
derlo debole avevamo contribuito. Ho ſtaccato
dalla parte inferiore del Capitello e dai lati de
gli Aludelli mezz'oncia di leggieriſſimi Fiori
bianchi, ſimili ai precedenti, gli ho ben lavati,
ea ſeccarſi gli ho poſti, ma ne ſono reſtate tre
dramme: contenevano dunque una dramma di
Salnitro che ſi era volatilizzato con eſſi. -

virtù. Codeſti Fiori ſono poco emetici, operano più


dolcemente che i precedenti, a cagione della e
gran
Dell'Antimonio, 33
gran quantità di Salnitro che nella loro prepara
zion è ſtato adoperato; ſe ne può dare da quat Doſe e
tro ſino a dodici grani.
Ho trovato nel Vaſo diſotto una ſpecie di
Calcina bianca che peſava dodici once e mezza,
ſi ſono dunque diſperſe per lo buco del Vaſo, in
tempo della detonazione,due once cinque dram
me e mezza delle parti volatili della Miſtura.
Ho poſta la Materia in molle nell'Acqua calda,
e l'ho ben lavata per ſepararne il Sale, poi a ſec.
carſi l'ho poſta. Mi ſono reſtate quattr'once di ntimo
un Antimonio diaforetico bianco atto a ſtrito
mio dia,
li larſi e ridurſi agevolmente in polvere impalpa
bile. Se ne dà per eccitare la traſpirazion degli foretico
Virtù e
umori dai ſei fino ai venti grani.
Con queſta operazione ſi trae tanto Antimo Doſee
nio diaforetico, quanto adoperoſſi Antimonio
comune: ſonoſi tuttavia eſaltate conſiderabil
mente alcune parti volatili di codeſto Minerale,
le quali avrebbono dovuto aver fatta una qual
che diminuzione al ſuo peſo, una in luogo delle
parti ſtaccate dall'Antinonio, vi ſi è unito del
Salnitro in aſſai buona quantità per riparare al
peſo. Codeſto Salnitro ritiene e fiſſa tanto ben .
l'Antimonio, che il Solfo nò può eſaltarſene, per
produrre alcun effetto vomitivo o purgativo.
Ho tratte per evaporazione dalle Lozioni
ott'once di Salnitro ſemi fiſſato e che arde an
che un poco ſopra i carboni acceſi: non è ſtato ſe
non ſemi-fiſſato, perchè nelle quattr' once di
Antimonio non ſi è ritrovato Solfo baſtante,per
farche ſi alzaſſero tutte le parti volatili di dodi
ci once di Salnitro.
Codeſto Sale tratto dalle Lozioni della Calci
ma di Antimonio, è un poco Alcalì, perchè nel
da calcinazione,il fuoco haCaperti i pori delmlaSal
-
34 Trattato
nitro, e lo ha reſo penetrabile dagli Alcidi. E'
attenuante, apritiuo, e riſolutivo: la Doſe è da
un mezzo ſcrupolo ſino ad una dramma.
Benchè nelle preparazioni da me riferite, io
abbia oſſervato preciſamente il peſo de' Fiori
tratti daogni quantità di Antimonio, non ne
faccio una regola generale: perchè codeſta cir
coſtanza può variarſi o dalla diverſa groſſezza
degli Aludelli, o dalla forza più o meno vigoro
ſa del fuoco,o dall'eſſere ſtato cd maggiore o mi
nore eſattezza nel tener fermo il turacciolo del
Vaſo, o da qualche altro ſomigliante acciden
tC »

A R T I C O L O V.

Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti eguali di


Antimonio, e di Sal Marino -

O polverizzate, e meſcolate inſieme ſei


once di Antimonio e altrettante di Sal
Marino ben ſecchi; ho gettato la Meſcolanza
cucchiaiata a cucchiaiata in un Vaſo ſublimato
rio di terra,arroventato e guernito de'ſuoi Alu
delli e del ſuo Capitello. Vi è ſucceduto uno
ſcoppiamento di decrepitazione, a cagion del
Sal Marino, e ſi ſono alzati molti Vapori ten
denti al bianco, per lo ſpazio di quattordici ore.
Allorchè più non ſe ne alzavano, ho laſciato
eſtinguerſi il fuoco e raffreddarſi i Vaſi; ho tro
vati dei Fiori bianchi attaccati a i lati interni
degli Aludelli, gli ho ſtaccati; giunſero al peſo
Peſo. idi ſei dramme e quarantacinque grani; il ſapor
loro era ſalato, gli holavati nell'Acqua calda,
e gli ho poſti a ſeccarſi; mi è reſtata mezz'oncia
con cinquantaſette grani di Sal Marino , il
- qua
Dell' Antimonio, 35
quale inſieme con eſſi eraſi volatilizzato e ſubli
Illa fC) ,
Codeſti Fiori ſono emetici, ma operano con Virtà
minor violenza di quelli che ſono ſtati tratti
dall'Antimonio puro a cagione di qualche parte
di Sal Marino, ch'è reſtata oſtinatamente attac
cata nelle lor partiramoſe,e fiſſa in qualche ma
niera il loro Solfo. La Doſe chè ſe ne può da- Doſe,
re, è da i due ſino ai ſei grani. -

Ho ritrovato nel fondo del Vaſo una ſpecie di


Calcina grigia, che tende al bianco. Peſava
nove once e tre dramme, è andata dunque diſ
erſa un oncia con ſei dramme e ventiſette gra
mi della Meſcolanza dell'Antimonio e del Sale,
C A P I T O L Q V I,

Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti eguali di


Antimonio, e di Allume calcinato,

PI Otr'oncie
polverizzato e meſcolato inſieme quat
di Antimonio crudo e altrettante
di Allume calcinato; ho proceduto quanto alla
Sublimazion della Meſcolanza, come nelle ope
razioni precedenti: la Materia ha traſmeſſi dei -

Vapori per lo ſpazio di ott'ore , ma eran molto -

deboli e rarefatti, Non m'hanno prodotto che Peſo,


cinque ſcrupoli di Fiori grigi, piccanti al guſto;
gli ho adoperati eſteriormente per mondare e Virtù.
conſumare le carni bavoſe. - -

Ho trouato nel fondo del Vaſo una Materia


bianca ſpugnoſa, quaſi come Allume bruciato,
he peſava cinque once ſei dramme e vino ſcru
polo. Reſtarono dunque diſperſe due once della
Meſcolanza, nella Sublimazione. Codeſta Ma
teria è deterſiva, e anche un poco eſcarrotica, Virtù,
C 2 IT13,
36 Trattatº
ma meno che l'Allume bruciato ſolo, perchè
l'Antimonio colle ſue parti ſulfuree ha dilatato
e un poco imbarrazzato il Sal acro dell'Allume
bruciato, può ſervire per conſumare le carni
bavoſe e le labbra troppo ſpugnoſe delle pia
ghe, eſſendo applicata ſola in polvere, ovvero
meſcolata in un Unguento mondificativo,
Ho proccurato di trarre collo ſteſſo metodo,
dei Fiori da una Meſcolanza di Antimonio e di
Vetriuolo di ſeccato in bianchezza. S'innalzaro
no dei Vapori deboli, ovvero in ſommo rare
fatti, ma non ſi ſon condenſati nè attaccati agli
Aludelli,perchè non vi ho ritrovata coſa alcuna.
Ho fatto la ſteſſa prova ſopra un altra Meſco
lanza di Antimonio e di Terra dolce di Vetriuo
lo, nè vi ebbi ſucceſſo migliore.
A R T I C O L O V I I,

Fiori gialli di Antimonio, tratti dalla Meſcolanza


di parti eguali di Antimonio e di
Sal Armoniaco.

H Oonce
polverizzate, e meſcolate inſieme ottº
di Antimonio e altrettante di Sal
Armoniaco; hopoſta la Meſcolanza dentro una
Cucurbita di terra comune, vi ho adattato un -
Capitello di Vetro e un piccolo Recipiente, ho
impiaſtrate col loto le commeſſure, e ho collo
cato il Vaſo ſopra un fuoco mediocre. Aſceſero
primamente alcuni Vapori bianchi, che per la
maggior parte ſi ſono riſoluti in Liquore e ſonº
corſi nel Recipiente, I Vapori ſeguenti appari
rono di vari colori e ſi ſono attaccati ai lati del
Capitello: Ho fatto continuare il fuoco quattrº
ore o circa, ovvero finattanto che foſſe termina
-
t3
º.
Dell'Antimonio. 37
ta la Sublimatione. Allora ho laſciato divenir
freddi i Vaſi e ho levato da eſſi il loto: ho trova
to nel Recipiente mezz'oncia di uno Spirito vo
latile orinoſo alcalino, acro e penetrante, ca
rico d'una porzion leggiera di Fiori tendenti al
roſſo. Ho trovato nel Capitello ott'once di Fio
ri diviſati in colori gialli, roſſi, bianchi, neri.
Ho trovato nella parte ſuperiore della Cucur
bita cinque once di una Materia grigia tendente
al nero, compoſta di Antimonio e della parte
men volatile del Sal Armoniaco. Queſta Mate
rias'era ſublimata e attaccata a i lati del Vaſo.
Erano reſtate nel fondo della Cucurbita due
once e due dramme e mezza d'Antimonio fiſſo,
che un poco accoſtavaſi al Regolo, ma meno
puro.
Ho rettificate le ott' once di Fiori trovati nel
Capitello, della maniera ſeguente. Gli ho po
ſti dentro una Cucurbita di Vetro aſsai grande, -

perchè non ne reſtò piena ſe non l'ottava parte di


ſua capacità, vi ho adattato un Capitello cieco
e dopo aver impiaſtrate di loto eſattamente le
ſue commeſsure, ho collocato il Vaſo ſopra la
ſabbià e vi ho ſomminiſtrato di ſotto a grado a .
grado il fuoco: ſi ſono alzati dei Fiori gialli,
tendenti al roſso, i quali ſi ſono attaccati al Ca
pitello: ho fatto continuare un fuoco da i due
al terzo grado finattantochè ho veduto che i Fio
ri i quali ſi ſublimavano, hanno cominciato ad
apparir bianchi; ho laſciato allora divenir fred
di i Vaſi e da eſſi ho tolto il loto, ho ritrovato
nel Capitello tre once di Fiori gialli; ma non
erano Fiori di Antimonio puri, vi s'erano me
ſcolati molti Fiori di Sal Armoniaco, che con
fuſamente s'erano ſublimati con eſſi: gli ho la
vati con acqua ai,, per ſepararne i Fiori di
3
N
38 Trattato
Sal Armoniaco, poi gli ho poſti a ſeccarſi; ho
avuto un oncia e mezza dramma di bei Fiori di
Antimonio di color giallo dorato ovver rancio,
tendente un poco al roſso. Ho conoſciuto dall'
l'irtù e
Èſperienze fattene da me, che purgano dolce
mente per via di vomito e col mandar fuora gli
eſcrementi per le parti di ſotto, eccitan anche
alle volte il ſudore, gli credo buoni per l'Epileſ
ſia, per la Maltnconia ipocondriaca, per la Feb
bre quartana: la Doſe è da i tre ſino a i dodici
Doſe. Ho econſervate le
g rant lozioni de' Fiori per farle
-

evaporare con altre della ſteſsa natura, delle


quali parlerò in altro luogo, -

Ho trovato nel fondo della Cucurbita dopo


la Sublimazione de' Fiori gialli, una Materia
bianca di ſopra e grigia di ſotto, che peſava quat
tr'oncie e ſei dramme. La parte bianca era pro
priamente un Sal Armoniaco, la parte grigia era
tina Polvere che partecipava dell'Antimonio e
del Sal Armoniaco: ho meſcolate codeſte Mate
rie colle cinque once di Materia grigia tendente
al nero, trovate da me ſublimate e attaccate al
la parte ſuperiore della prima Cucurbita. Ho
poſta la Meſcolanza dentro una Cucurbita di
terra, vi ho adattato un Capitello cieco, ho ini
piaſtrate di loto eſattamente le commeſsure e
con fuoco ſonminiſtrato a grado a grado per lo
ſpazio di tre ore o circa , ho fatto alzarſi nel
Fiori
Capitello un oncia e ſei drammie di Fiori roſſi;
roſſi di gli ho lavati e gli ho poſti a ſeccarſi, e ne ho
Anti
avute ſei dramme. Hanno le ſteſse virtù che t
monio e
Fiori gialli.
Ho trovata attaccata al collo della Cucurbita
una materia ch'era roſsa nella ſua figerficie e
grigia nella parte inferiore, che peſava un on
- - Cla
Dell'Antimonio, 39
cia e cinque dramme: quel color roſso veniva
da una leggiera quantità di fiori, che s'era ar
reſtata ſopra quella materia. -

Ho trovato nel fondo della Cucurbita cinque


oncie di utsale Armoniaco bianco in alcune e
parti e grigio in altre.
A R T I C O L O VIII.

Fiori roſſi di Antimonio, tratti dalla Meſcolanza


di ott once di Antimonio, di quattr'onee
di Fiori di Sal Armoniaco. -i

O polverizzate e meſcolate eſattamente in


ſieme ott'once di Antimonio a quattr'ori
ce di Fiori di Sal Armoniaco; ho proceduto al
la Sublimazione della Meſcolanza come nella
operazion precedente; ſono ſi alzati dei Vapori
roſſi, i quali ſi ſon condenſati in Fiori nel Ca
pitello: ho continuato un grado di fuoco ſempre
eguale; ma ho ſcoperto che dopo lo ſpazio di
due ore o circa, i Fiori che ſi ſublimavano, non
erano tanto roſſi quanto i primi. Allora ho ſtac
cato il Capitello della Cucurbita, e ſubito ne
ho poſto un altro in ſuo luogo il qual era cieco;
lo ben impiaſtrate di loto le commeſſure, e ho
accreſciuto un po' il fuoco, i Fiori che ſi ſono
alzati ſono ſtati di colori diverſi. Ho fatto con
tinuare lo ſteſſo grado di fuoco, finattanto chè
non comparirono più Vapori; ho allora laſcia
ti divenir freddi i Vaſi; ho trovato nel piccolo
Recipiente ch'era attaccato al primo Capitello,
un Liquore orinoſo ſimile a quello dell'opera
zion precedente, che peſava due dramme; e nel
Capitello, dei Fiori roſſi che peſavane due on
ce; gli ho lavati coll'acqua tiepida, per ſepa
C 4 tarile
ge Trattato
rarne il sal Armoniaco; poi gli ho poſti a fece
ſarſi; mi ſono reſtate ſei dramme e mezza di bei
Fiori roſſi di Antimonio, che mi parvero pro:
durre gli ſteſſi effetti che i Fiori gialli, de' quali
abbiamo parlato; non ſono perciò propriamen
te fra loro diverſi ſe non quanto allor colore più
O men Car ICO ,
Hoadunati i Fiori di color differenti, attac
cati al ſecondo Capitello, ve n'erano due once e
mezza, gli ho poſti in una Cucurbita di vetro,
vi
benhèimpiaſtrate
adattato undi Capitello cieco, e dopº
loto le commeſſure aver
e colloca
to il vaſo ſopra la ſabbia, ne ho fatto alzarſi
con un fuoco a grado a grado, dei Fiori gialli:
io fatto continuare il fuoco, finattanto che ho
veduto che iadvapori
minciavano appariri bianchi;
quali aſcendevano,
ho laſciatº cºal
Fiori lora diventar freddi i vaſi e ho tolto da eſſi illº:
gialli to; ho trovato nel Capitello, dei Fiori gialli
di Anti- i quali peſavano ſette dramme: gli ho ben lava
monio. tie due
-
e gliſcrupoli
ho poſtidia bei
ſeccarſi;
Fiori ho avuto due diamº
di Antimoniº di color
virtù. giallo rancio. Mi parve che aveſſero le ſteſſe e
qualità dei precodenti.
Potrebbono conſervarſi i Fiori roſſi ei fiori
gialli, ſenza lavarli, com'eſcono dal Capitel
io, ma ſarebbono ſoggetti ad inumidirſi ea cº
biar di colore in alcune parti. Di più: avrebbe,
no minorvirtù per eccitare il vomito, perchei,
SalArmoniaco troppo gl'inviluppereºe: º
tuttavia da oſſervarſi che quantunque filavinº
codeſti fiori, ritengono ſempre una piccola Pºº
zione di fiori disa Armoniaco: queſto è pari:
mente quello che modera la loro forzai perchè
toltone queſto piccolo freno oprarebbonº º
più vigore,
-- - Tutti
-
Dell'Antimonio, 4r
i Tutti codeſti Fiori dopo le loro Lozioni, han
no avuto un color più forte o più carico di pri
ma, perchè ſono reſtati privi di molti Fiori
bianchi del Sal Armoniaco, i quali dilatavano e
indebolivano il lor colore.
Non conoſco materia alcuna che tolga o ſu
blimi i Fiori di Antimonio, sì facilmente e in
tanta gran quantità, quanto il Sal Armoniaco.
Codeſti Fiori altro non ſono che un Solfo atte
nuato ed eſaltato. Credo che i Fiori gialli non
differiſcano dai Fiori roſſi, ſe non in quanto il
Solfo non è ſtato tanto rarefatto ne' primi quan
to ne' ſecondi. Perchè vediamo che quanto più
il Solfo di Antimonio è ſtato attenuato, tanto
più roſſo appariſce.
Ho raccolte tutte le Lozioni de' Fiori di An
timonio gialle e roſſe, le ho ben feltrate, e le ho
poſte ad evaporarſi a fuoco lento dentro una
Conca di Selce, ſino a pellicola, poi gli ho ia- , , ,..
ſciati criſtallizzarſi: vi ſi ſon fatti dei criſtalli Criſtalli
piumati, di una diſpoſizione che mi parve mol-pilºti
to grata e particolare; hanno la figura di piume
di uccelli, e ſono diſpoſti in ordine, d'intorno
alla parte inferiore del vaſo, come mazzetti di
fiori a roveſcio. Ognuno di codeſti mazzetti è
compoſto di un grandiſſimo numero di piccoli
Criſtallf filaccicoſi o piumati, bianchi come la
neve, riſplendenti e molto grati a vederſi. Sot
to queſti mazzetti di fiori, appariſcono in grtn
quantità altri piccoli ſimili Criſtalli; ma intri
gati e confuſi gli uni negli altri ſenz'ordine alcu
no: quelli del fondo della Conca, tendono un
poco al verde, rappreſentano aſſai bene tutti
inſieme una piccola foreſta di criſtalli.
Ho verſato per inclinazione in altra Conca il
liquore ſoprannuotante ai Criſtalli, l'ho "-
42. Trattato
ad evaporarſi e criſtallizzarſi, vi ſi ſono formati
dei Criſtalli fogliati e diſpoſti gli uni ſopra gli
altri, di color bianco. -

Gli uni e gli altri Criſtalli ſono Fiori di Sal


Armoniaco leggermente impregnati dell'Anti
virtù. monio col quale ſono ſtati fatti ſublimarſi; ſono
Doſe. ºººººº ad eccitare l'orina e la traſpirazion degli
umori ; la doſe è da quattro ſino a quindici
grani. - --

Prova Dopo aver tratti dei Fiori di Antimonio col


per trat. Terzo dei Fiori del Sal Armoniaco, ho voluto
º de º vedere ſe ne aveſſi potuto trarre col mezzo di
fiori di Sali volatili alcalini orinoſi.
4ºriº. Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on
º º ce di Antimonio ben ſecco, e un oncia di Salvo
ººº latile orinoſo Alcali, tratto dal Sal Armoniaco
º,ſº colla maniera ordinaria: ho poſto la Meſcolan
º za in una Cucurbita di vetro, vi ho adattato un
alealini Capitello e un piccolo Recipiente, ho impia
ºf ſtrate di loto eſattamente le commeſſare , ho la
ſciata la Materia in digeſtione per lo ſpazio di
due giorni, per dar tempo ſufficiente al Sal vo
latile di penetrar l'Antimonio. Ho poi ſcalda
toil Vaſo con fuoco di ſabbia mediocre. Il Sal
volatile s'è ſublimato nel Capitello nella ſteſſa
quantità come l'avevo adoprato, ſenz'aver ſeco
tolta alcuna porzione dall'Antimonio.
Ho fatta una ſimil eſperienza con una Meſco
lanza di Antimonio e di Sal volatile di Corno di
Cervo: è ſucceduta la ſteſſa coſa. Non ſi può
dunque togliere alcuna parte dell'Antimonio col
mezzo de'Sali volatili alcalini; ſono troppo leg
gieri e troppo in moto, per Iſtarſene attaccati
all'Antimonio quando vengono ſpinti dal fuoco.
I Fiori di Sal Armoniaco, ſono per verità una
ſpecie di Sal volatile; ma rinchiudono uni
O
Dell'Antimonio, 43 ..
do che modera la loro volatilità e meglio gli
uniſce e più inſeparabilmente al Solfo dell'
Antimonio,

A R T 1 c o L o 1x.
Fiori tratti dalla Meſcolanza di parti eguali di
Antimonio e di Sal fiſſo Armoniaco.

EIOtr polverizzate e meſcolate inſieme quat


once di Antimonio e altrettante del
Sal fiſſo, che reſta nel fondo della Cucurbita
dopo eſſere ſtati tratti lo Spirito volatile e i Fio
ri dal Sal Armoniaco, ho poſto la Meſcolanza
in una Cucurbita di terra, e dopo avervi adat
tato un Capitello e un Recipiente, e impia
ſtrato di loto eſattamente le commeſſure, ho
ſomminiſtrato di ſotto un fuoco aſſai vigoroſo
per lo ſpazio di quattr'ore. S'è ſublimata una
eggiera quantità di Fiori roſſi, e ſonoſi diſtil
lati nel Recipiente quattro ſcrupoli di Spirito
volatile orinoſo impregnato de medeſimi Fiori.
Queſti Fiori roſſi di Antimonio ſon veriſimil
mente ſtati eſaltati da qualche piccola porzione
di Fiori di Sal Armoniaco, che oſtinatamente
era reſtata col Sal fiſſo, dopo la diſtillazione
dello Spirito volatile, e la ſublimazione de' Fio
ri di s" 6 - -

Ho trovato nel fondo della Cucurbita ſett'on


ce e ſei dramme di una Materia agevole a ri
durſi in polvere, grigia ripiena di piccole par
ticelle riſplendenti, l'ho polverizzata e l'ho
poſta cucchiaiata a cucchiaiata in un Vaſo di
terra, guernito co' ſuoi Aludelli e arroventa
to. La Materia ha traſmeſſo dei Vapori per
lo ſpazio di dodici ore, eſſendo ſtato ſettipre
- GQIlva
44 Trattato
continuato il fuoco aſſai vigoroſo, affinchè il
Vaſo reſtaſſe arroventato nella parte inferiore.
Ho poi laſciati divenir freddi i Vaſi e ho lor
tolto via il loto ; ho trovato a i lati degli Alu
delli, cinque dramme e due ſcrupoli di Fiori
bianchi, di un ſapore ſalato acido; gli ho lava
ti con acqua calda e gli ho fatti ſeccare, me ne
ſono reſtate due dramme e mezza: v'erano dun.
" dentro le cinque dramme e due ſcrupoli
i Fiori di Antimonio, tre dramme e mezzo
ſcrupolo di Sale.
Virtù , Queſti Fiori eccitan delle nauſee, ma di rado
fan recedere, perchè reſtano ſempre impregnati
di una porzione di Sale, che inviluppa il Solfo
dell'Antimonio e modera molto il ſuo moto:
ſono ſudorifici, propri per le Scrofole, per lo
Doſe. Gozzo ovver enfiamento della gola: la Doſe è
dai quattro fino a dieci grani.
Ho trovato nel fondo del Vaſo una Materia ,
agevole a ridurſi in polvere in peſo di ſei once,
di colore gialliccio tendente al bianco, contiene
una parte regolina dell'Antimonio meſcolata ,
con Sali fiſſi,

A R T I C O L O X.

Fioritratti dalla Meſcolanza di parti eguali


di Antimonio e di Anatron .

EI Otrpolverizzate e meſcolate inſieme quat


once di Antimonio e altrettante di A
Cbe eo natron ovvero Soda bianca,che vien creduta da
ſa ſia molti Autori eſfere il Nitro degli antichi . Chè
d'Anas
ºrgae
che ſia, è un Sal Alcalì fiſſo che ſi trae per eva
orazione dall'Acqua del Nilo. Ho poſta la
Meſcolanza cucchiaiata a cucchiaiata in "Va
Q i
Dell'Antimonio, 43
i ſo di terra, arroventato e guernito de' ſuoi Alu
f delli e del ſuo Capitello come nelle operazioni
i precedenti. Se ne ſono innalzati dei Vaporis
- ma ſono ſtati deboli: ho continuato il fuoco per
i lo ſpazio di quattr'ore, non ho trovato negli
i Aludelli che cinquanta grani di Fiori bianchi un
ſi poco ſalati; ne ho fatto prendere per bocca ſei
i grani, non hanno prodotto alcun ſenſibil ef
di effetto.
1. Ho trovato nel fondo del Vaſo ſett'once e tre
dramme e mezza di Calcina roſſiccia, che a
i contiene del Regolo di Antimonio. Nella Sub
i limazione ſi ſono diſperſe tre dramme due
li ſcrupoli e dieci grani della Meſcolanza.
l A R T 1 c o L o xt.
Fiori di Antimonio tratti dalla Meſcolanza di
L due parti di Antimonio e di vna parte
t di Sal di Tartaro ,
º
l Hº polverizzate e meſcolate inſieme ottº
oncie di Antimonio e quattrº once di Sal
di Tartaro; ho proceduto per la Sublimazione
di codeſta Meſcolanza come nelle operazioni
precedenti; ſi ſono innalzati dei Vapori deboli
per lo ſpazio di ott'ore, non ho trovato negli
Aludelli che una dramma e mezza di Fiori bian virtà,
ehi ſimili a i precedenti: ne ho fatto prender Doſe,
t ſei grani, hanno prodotto delle nauſee, e purga
to per via degli eſcrementi delle parti di ſotto;
i Sali Alcilì diſtruggendo le punte ſaline dell'
è Antimonio, gli tolgono la maggior parte di ſua
virtù ermetica. - -

; Ho trovato nel fondo del Vaſo undici once e


una dramma di una Materia roſſiccia;
.
i ſono
tlila
46 . Trattato . -

dunque diſperſe in queſta Sublimazione cinque


dramme e mezza della Meſcolanza,
A RT I C O L O X I I ,

Fiori di Antimonio tratti dalla Meſcolanza di


due parti di Antimonio e di una parte
di Cenere clavellata,

O Polverizzate e meſcolate inſieme ottº


once di Antimonio e quattr'once di Ce
nere clavellata; ho proceduto per la Sublima
zione di queſta Meſcolanza, come nelle ope
razioni precedenti; ſi ſono innalzati de i Va
pori bianchi per lo ſpazio di ott'ore, e non ho
tratto dagli Aludelli che una dramma e mezza
di Fiori bianchi un po' ſalati, che mi parvero
avere la ſteſſa qualità che i precedenti, -

Quando ſi aveſſe preparata una conſiderabile


quantità di tutti codeſti Fiori, ſarebbe bene il
lavarli, e il farli ſeccare, a fine di poter conſer
varli ; perchè altrimenti ſarebbono ſoggetti a
diventarumidi, a cagione del Sal che conten
gono,
Ho trouato nel fondo del Vaſo una Materia
grigia nell'eſteriore e roſſiccia nell'interno, la
quale peſava undici once e due dramme; ſi ſon
dunque diſperſe in queſta Sublimazione quattro
dramme, e mezza della Meſcolanza,
Ho adunate le Materie reſtate nel fondo de'
Vaſi dopo le Sublimazioni, le ho polverizzate e
meſcolate con Tartaro e Salnitro, e ne ho trat
to col mezzo del metodo ordinario, del belliſſi
mo Regolo di Antimonio.

AR
E

Dell'Antimonio, 47

A R T 1 c o L o XIII.
Fiori tratti dalla Meſcolanza di due parti di An
r timonio e di vna parte di Calcina.

O polverizzate e meſcolate inſieme ottº


once di Antimonio, e quattr'once di Cal
cina'viva; ho proceduto per la Sublimazion del
la Meſcolanza, come nelle operazioni prece
denti: ſi ſono innalzati per lo ſpazio di ſett'ore
dei Vapori deboli, e non ho tratto dagli Alu
delli che una dramma e mezza di Fiori roſſicci.
Virtà,
Ne ho dato ad alcuni due grani per ogni Doſe,
in un bicchiere di Ptiſana ovvero Orzata, mi
parvero ſudorifici, e propri per aiutare la reſ
pirazione; ma non hanno eccitato vomito alcu
no: ne ho fatto prendere ad altri ſino a quattro
grani, hanno prodotto delle nauſee e molta al
terazione, la quale da me fu eſtinta, dando a
ber molto all'infermo,
Ho trovato nel fondo del Vaſo una Materia
bianchiccia inſipida al guſto, che peſaua due on
ce e una dramma; è dunque neceſſario che la
Materia ſiaſi accreſciuta in peſo di due dramme
e mezza,laddove doveva eſſerſi diminuita come
l'altre, a cagion dello diſſipamento che ſempre
è ſucceduto per l'apertura del Vaſo.
Sono codeſti i Fiori che volevo trarre dall'An
zimonio
gono crudo:preparazioni
da molte parlerò poi dide'queſto
Fiori Minerale
che ſi trag
do- a

po che avrà trattato delle ſue preparazioni.


48 Trattato i

Rifleſſioni ovvero oſſervazioni ſopra i Fiori


di Antimonio.

Utti i Fiori di Antimonio di qualunque


. . ſpecie e colore, vengono dalle parti vola
tili e ſulfuree del Minerale. -

. Hanno preſo vari colori ſecondo le diſpoſizio


nidate ad eſſi dalle varie nature de' Sali e gradi,
del fuoco: il ſol fuoco rarefà e divide a ſufficien
7a l'Antimonio per réder le ſue parti aſſai bian.
che, di nere ch'erano; ma il color bianco non è
quello che dimoſtra la più eſatta diviſione ovve-,
ro attenuazione che può riceverſi dall'Antino
nio. I Sali acidi come il Salnitro il Sal marino
non ſembrano eccitare nell'Antimonio rarefa
zione maggiore di quella vi eccita il ſolo fuoco;
erche vediamo che i Fiori i quali vengono dal.
alor Meſcolanza coll'Antimonio, non ricevo
no che lo ſteſſo color bianco. Il Sal Armoniaco
ch'è una Meſcolanza di Sal volatile Alcalì e
di Sal Acido, penetra e attenua l'Antimonio
aſſai più eſattamente di quello facciano i Sali
puramente Acidi; perchè il Sal Alcalì è il
vero diſsolvente del Solfo, di cui l'Antimonio
è ripieno. Ora vediamo che quando l'Antimo
nio crudo è ſtato tanto eſattamente diſſoluto
i" può eſſerlo, prende un color roſſo. Co
eſta è la ragione perchè la Meſcolanza dell'
Antimonio col Sal Armoniaco ci ha Rrodotti
tanti Fior roſſi.
I Fiori tratti dalle Meſcolanze dell'Antimo
mio e desali Aſcali fiſſi non hanno riceuto che
un color bianco, perchè non ſi ſono alzati di
codeſti Sali in gran copia inſieme co' Fiori, per
poter penetrare e rarefar eſattamente l'Antimo
IllO:
a - - 9
-
Dell'Antimonio, 49
nio, ma le Calcine che ſono reſtate nel fondo
de' Vaſi dopo le ſublimazioni, hanno preſo un
color roſſiccio, perchè ſono ſtate più profonda
mente penetrate da i Sali Alcalì: ſe codeſte
Calcine ſi fanno bollire nell'acqua diverranno
roſſe. - - - - -
I gradi di vigore e le varie virtù de' Fiori
di Antimonio, onde ho parlato, mi paion pa
rimente venire dalla natura de Sali che furono
adoperati per la lor Sublimazione, e dalla lor
quantità. Non abbiamo Fiori di Antimonio
che producano un effetto emetico più violento,
di quelli che ſono ſtati tratti dall'Antimonio ſo
lo, cioè, ſenza l'addizione de'Sali. Frà i Sali,
gli Acidi laſciano d'ordinario a i Fiori di An
timonio più virtù vomitiva, che i Sali Alcali;
e la ragione, che dar ne poſſo, è che codeſti
Sali Alcalì debbono molto più moderare il mo
to o l'azione dell'Acido naturale dell'Antimo
nio,che aiuta a produrre il vomito, di quello fac
ciano i Sali Acidi. Perchè codeſti Sali Acidi
non poſſono al più che aggravare un poco l'A-
cido dell'Antimonio; ma i Sali Alcalì lo aſ.
ſorbiſcono e rompono vna parte delle ſue o
Punte. i

E' da oſſervarſi che giuſta la quantità del


Sal Acido che s'è alzato co' Fiori di Antimo
nio, eglino ſono più o meno emetici; così i
Fiori tratti dalla Meſcolanza di una parte di
Antimonio e di trè parti di Salnitro, ſono men
vomitivi di quelli che ſono tratti dalla Meſco
lanza di una parte di Antimonio e di due º
parti di Salnitro. E quelli che ſono tratti dalla
Meſcolanza di una parte di Antimonio, e di
due parti di Salnitro, ſono men vomitivi di
quelli che ſono tratti dalla Meſcolanza di parti
- - D egua

º
5o Trattato
eguali di Antimonio e di Salnitro, perchè i
primi ſono ſtati carichi di una maggior quantità
di Acido che gli ultimi, come s'è detto.
- Il Sal Armoniaco che ſi alza co i Fiori di
Antimonio gialli e roſſi, corregge molto la lor
qualità emetica, principalmente a cagione de'
Sali Alcalì che contiene, Ma ſe codeſti Sali
Alcalì indeboliſcono l'emetico de' Fiori, ac
creſcono le lor altre virtù, perchè danno ad
eſſi la determinazione di eſſere alzati al cervel
lo e di cacciar gli umori da tutto il corpo col
mezzo della traſpirazione. -

Ho verſato dell'Acqua regia, e dello Spirito


di Nitro, ſeparatamente e ſucceſſivamente,
ſopra tutte le ſpecie de' Fiori di Antimonio
delle quali ho parlato, e gli ho laſciati in di
geſtione, non vi ho ſcoperto alcun ebollimen
to nè alcuna diſſoluzione, e i Diſſolventi non .
mi parvero aver perduto il lor vigore; il che
mi ha fatto credere ch'eſſendo ſtata in ſommo
ſottilizzata la materia dall'azione del fuoco, le
Punte acide dello Spirito di Sale, nè quelle dell'
Acqua regia non v'hanno trovata coſa alcuna
ch'elleno foſſero a penetrar ſufficienti, ovve
ro che reſiſteſſe al lor moto.

PAR
/ a a - - -
-

sr ,

- – - a - - -

- - -
T E R Z A.
. . - e -

Delle Diſtillazioni dell'Antimonio,


A R T I C O L O P R I M O,

Diſtillazione dell'Antimonio. -
O poſta dentro un Fornello una gran
Storta di terra, forata di ſopra con -
un buco rotondo grande come un -
- quarto di Ducato o circa col ſuo Tu
racciolo: vi ho adattato un Recipiente, ho
eſattamente impiaſtrate di loto le commeſſure,
vi ho fatto di ſotto del fuoco, e allorchè fu
riſcaldata, ho gettato dentro di eſſa per lo
buco, quattr'once o circa di Antimonio mi
nerale polverizzato; ho ſubito turato il buco,e
ſollecitato il fuoco a grado a grado fino a far ar:
roventare il fondo della Storta : ho aperto di
nuovo il buco di mezz'ora in mezz'ora, per di
menare con una ſpatola la materia e per aggiun
gerui dell'altro Antimonio; ve ne ho poſto in
tutto ventiquattr'once; ho poi continuato il
fuoco vigoroſiſſimo per lo ſpazio ancora di due
ore in circa; tutta l'operazione durò cinque ore,
ho trovato nel Recipiente, ſolo cinque dram
me e mezza di un Acqua chiara che aveva un
grande odore di Solfo e un ſapore po' poco
Acido. Codeſto Liquore
- -- - . D 2.
è da alcuni dino
Autori
g2 Trattato
Acetum dinominato , Acetum Antimonii, e lo ſtima
Antimo, no adattato per mettere in calma il troppo
mii. gran moto del ſangue e per reſiſtere alla mali
gnità degli umori: il ſuo odore di Solfo non eb
be durata, s'è diſperſo, ovvero s'è condenſato
nella parte flemmatica; perchè codeſto preteſo
Aceto altro non è che un Flemma leggiermente
impregnato dell'Acido di vnSolfo ſimile al Sol
fo comune che dall'Antimonio è rinchiuſo. - -
Ho tolto via l'Antimonio ch'era reſtato nella
Storta dopo la diſtillazione; era in una nera
Maſſa, che peſava ventidue once e una dram
ma. Eraſi dunque diminuito di un oncia e ſette
dramme. Queſt'Antimonio è ancora buono per
altre operazioni, come ſe non aveſſe in conto
alcuno ſervito, perchè quanto n'è uſcito, non -
ha cambiata in conto alcuno la ſua natura.
Ho tentata la ſteſſa operazione con Antimo
nio ordinario: ma il liquore che m'ha dato, mi
parve ſopra la mia lingua un puro Flemma: è
tuttavia neceſſario ch'egli contenga un poco di
Acido, perchè ha fatta diventar leggiermente a
roſſa la carta turchina.
Credo che la ragione, per la quale ſi tragga
più facilmente dell'Acido dall'Antimonio mi
nerale con queſta diſtillazione dall'Antimo
monio comune, ſia o perchè la Ganga, ovvero
materia pietroſa che il primo contiene, eſtende
le parti dell'Antimonio, e ſomminiſtra mag- .
gior facilità del ſuo Solfo per ſepararſi, o per
ch'eſſendo queſta ſteſſa Ganga carica di partive.
triuoliche, n'eſce col mezzo del fuoco qualche
poco di acido: Sia come ſi voglia, non faccio
gran caſo di codeſti Liquori. -

AR
Dell'Antimonio, 53

A R T I c o Lo II.
Diſtillazione dell'Antimonio, meſcolato
colla Sabbia. -

-
O meſcolate inſieme ſedici once di Anti
monio minerale polverizzato, e altrettan
r
te di Sabbia comune ben lavata e ſecca, ho poſta
la Meſcolanza dentro una gran Storta di ſelce;
non ne reſtò riempiuto che il terzo. Ho poſta la
Storta dentro un Fornello di riverbero, vi ho
adattato un Recipiente di vetro tanto riempiuto
d'acqua quant'era ſufficiente a fare che la bocca
del collo della Storta dentro ſi bagnaſſe; ho fat
to un fuoco a grado a grado ſotto il Vaſo,e aven
dolo accreſciuto ſino a far arroventarſi la Storta;
l'ho fatto continuare in quel vigore per lo ſpa
zio di due ore o circa; poi ho laſciati divenir
freddii Vaſi, e gli ho ſeparati.
Ho poſta in un altra Storta la Meſcolanza di
ſimil quantità di Antimonio minerale e di Sab
bia; ho poſta la Storta nel luogo della prima, e
v'ho adattato lo ſteſſo Recipiente, in cui ho la.
ſciato lo ſteſſo liquore. Ho proceduto nella di
ſtillazione della Materia come rima avevo fat
-
to, ho laſciati divenir freddi i Vaſi e gli ho ſe
parati. Ho reiterata la medeſima operazione ſi
no a ſei volte, adoperando ogni volta nuovo An
timonio e nuova Sabbia in ſomiglianti quantità,
e ſervendomi ſempre del Recipiente e della ſteſſa
Acqua avendo poi ſeparati i Vaſi per l'ultima
volta, ho ritrovato nel Recipiente un Acqua -
che aveva moltº odore di Solfo e il ſapore un po'
poco acido: l'ho feltrata e l'ho poſta a evaporar
ſi in un Vaſo di vetro con un calore aſſai lento,
D 3 ſino
54 Trattato di
ſino all'eſſerne reſtate ſolo tre once: ho avuto
Liquore un Liquore agretto, ch'è aſſai ſimile a un poco
agretto
tratto
di Spirito di Solfo, neſcolato in molt'acqua. ;
così la ſua Acidezza non deriva ſecondo il veri
dall'An ſimile, che dal Solfo dell'Antimonio.
trma onno
erudo e
Queſt'Acido diſtaccato non eccita vomito al
cuno: ma credo che quello il qual è unito alla ſo
ſtanza dell'Antimonio molto contribuiſca a .
renderla emetica, perchè pizzicando e irritando
con violenza il ventricolo, dà luogo alle ſcoſſe
ovvero ſpecie di convuolſioni che vi ſi fanno,
Ho ſpezzate le Storte, ho trovato in ciaſcuna
una Maſſa nericcia, che fu da me peſata: n”
erano trent' once e cinque dramme e mezza; la
Materia eraſi dunque diminuita di dieci dramme
e mella e

A R T I C O LO I I I.
- -
-
- -

Diſtillazione dell'Antimonio col Salnitro,

II O polverizzate e meſcolate inſieme ott'on


di Antimonio minerale quattr'once
ce e di
Salnitro : ho poſto la Meſcolanza dentro una
ſcodella di terra, la quale fu da me collocata in
un Vaſo di ſelce aſſai grande ſopra un piccol Va
ſo di ſelce lungo roverſciato e circódato d'acqua
comune nel fondo del Vaſo grande: ho acceſa la
Materia con un carbone infuocato, ho coperto
ſubito il Vaſo grande di ſelce con un coperchio
della medeſima terra, formato a volta e forato
con ſei piccoli buchi per dare un poco d'aria al
fuoco, perche ſenz'aria ſi ſpegnerebbe. La Matee
ria ſi è acceſa a cagione del Solſo dell'Antimonio
ch'è ſtato eſaltato dal volatile del Salnitro, ma ſi
è dolcemente e ſenza gran violenza infiammata,
-
- --- per
Del'Antimonio, 5;
perchè non conteneva ſe non una parte di Salni
tro ſopra due parti di Antimonio, il che non fa
ceva una porzion conveniente, per produrre un
ampia detonazione. Si ſon alzati molti Fummi
roſſi e denſi, dei quali una leggiera parte ſi è diſ
perſa per li buchi del coperchio, ma la maggior
quantità ha circolato dentro la capacità del Va
ſo, e s'è riſoluta nell'acque in un Liquor acido e
in un poco di Fiori bianchi. Nel tempo dell'ele
vazione e della circolazione di queſti Vapori, il
Vaſo e il ſuo coperchio hanno preſo un calore aſ
ſai grande. Ho conoſciuto che l'operazione era
terminata quando ſon divenuti freddi, ella non
ha durato più di mezz'ora: ho ſcoperto il Vaſo;
ho guſtato il Liquore che conteneva; ho trova
to ch'era agretto; ho levata dalla ſcodella una
Maſſa fiſſa che v'era reſtata, aveva un colore di
ſpuma di ferro e peſava dieci once e mezzaseraſi
dunque alzata un oncia e mezza di parti volatili
dell'Antimonio e del Salnitro.
Ho poſta nella ſteſſa ſcodella una ſimile Meſ
colanza di ott'once d'Antimonio e di quattr'on
ce di Salnitro; ho collocata la ſcodella nel me
deſimo Vaſo, ſenz'averne cavato il Liquore, ho
acceſa la Materia, e ho proceduto come prima -
Ho ſcoperto il Vaſo quando era divenuto fred
do, ho trovato che il Liquore in eſso contenuto,
era più acido di prima; l ho feltrato colla carta
rigia, era chiarº come l'acqua comune ne ho agia
atto evaporare il Flemma a fuoco di Sabbia. ".º
dentro un Vaſo di ſelce, finattanto chè il Li- ai".
quore che vi è reſtato ſia giunto ad eſser acido, "
quaſi come Spirito di Solfo; l'ho peſato, ve n' i
erano quattrº once. E codeſto propriamente un., ſal
Acido del Solfo dell'Antimonio meſcolato e mitro e
confuſo coll'Acido del Salnitro.
- D 4 Co
56 Trattato -

Virtù, Codeſto Liquore è apritivo, inciſivo, pene


trante, e può ſervire agli ſteſſi uſi a quali ſervo
no gli Spiriti di Solfo e di Vitriuolo: null'ha di
vomitivo, benchè in parte venga dall'Anti
InOnlo,

Ho trovato nel Feltro una leggiera quantità


di Fiori bianchi di Antimonio che ſarebbono
un poco vomitivi, quando ſi faceſſero prender
per bocca, come quelli che ſi ſono attaccati ai
lati del coperchio del Vaſo grande .
Queſta operazione ha molta relazione e ſo
miglianza con quella dello Spirito di Solfo co
mune che ſi fa con addizion di Salnitro, come
trovaſi deſcritta nel mio Corſo di Chimica a
carte 417.
Dopo aver conſervato per lo ſpazio di ſette
ovverotto giorni il mio Liquoracido dentro un
fiaſco ſenza mouerlo,ſono reſtato pié di ſtupore
nel ritrovarlo criſtallizzato nel fondo e anche ſia
no alla terza parte del fiaſco, in Aghi ſottili, ra
refatti, bianchiſſimi e molto ſimili alla neve, di
ſapore molto acido, ma grato. Codeſti criſtal
litraggon veriſimilmente l'origine dalle Punte
acide del Salnitro, e del Solfo dell'Antimonio,
che non avendo trovato Flemma ſufficiente per
reſtar ſempre molto ſteſe, e ſciolte, ſi ſono avvi.
cinate e colla lorunione hanno formato un Sale.
Biſogna anche ſupporre che gli Acidi del Solfo,e
del Salnitro alzandoſi nel Vaſo grande, hanno
eſaltato con eſſo loro qualche leggiera porzione
, della lor parte terreſtre: perchè ſenza codeſta
circoſtanza, non potrebbono, come non poſſo
- - - - - - no gli altri Sali fluori, renderſi da ſe ſteſſi con
- creti. Sarebbe facile il ſeparare queſti Criſtalli
- ---
dal Liquore, verſandolo per inclinazione in al
tro Vaſo. Potrebbonſi parimente far evapo
- - - Ma
-
Dell' Antimonio. 57
rare anche i due terzi del Liquore, poi laſciar
in ripoſo. Formerebbonſi dei nuovi Criſtalli;
ma durerebbeſi della fatica nel conſervare tutti
codeſti Criſtalli, ſecchi, perchè agevolmente
diverrebbono umidi. Nel reſto, è coſa molto
indifferente quanto alla qualità che queſto Sale
ſia concreto, ovverin Liquore. - -

- A R T I C O L O I V.

Altra diſtillazione dell'Antimonio col Salnitro,

O poſto in vn Fornell
o, un Vaſo di terra
H che nel mezzo della ſua ſommità era fora
to, al cui buco era adattato il turacciolo: vi ho
accomodati tre Aludelli l' un ſopra l'altro e un
Capitello di vetro col ſuo Recipiente, ho im
piaſtrate di loto le commeſſure e ho poſto buon
fuoco di carbone ſotto il Vaſo inferiore:allorch”
è ſtato arroventato, ho gettato dentro cucchia
jata a cucchiaiata una Meſcolanza di ott'once di
Antimonio e di quattr'once di Salnitro polveriz
zati; ſon ſuccedute alcune leggiere detonazio
ni, e ſonoſi alzati nel Capitello dei Vapori roſſi
i quaſi ſi ſono riſoluti in Liquore e ſono ſcorfi
nel Recipiente. Ho laſciati divenir freddi i Vaſi,
e gli ho ſeparati; ho trovato nel Recipiente tre
dramme di uno Spirito acido che aveva ſtraſci
nato con eſſo lui una piccola quantità di Fiori
bianchi di Antimonio, l'ho feltrato, mi parve
aſſai ſimile a quello che ho tratto dal Vaſo gran
de ma non ſi è criſtallizzato.

ar.
33 Trattato

A R T I C O L O V.
Diſtillazione di una diſſoluzione di Antimonio.
-

O poſta a diſsolverſi un oncia di Antimonio


in quattr’once di Acqua regia.Dopo la diſ
ſoluzione, ho trovato l'Antimonio precipitato
in Polvere bianca nel fondo del vaſo; ho rimeſ
colato il tutto, e l'ho peſato, ve n'erano tre on
ce e ſei dramme; la Materia erafi dunque dimi
nuita di dieci dramme nella diſsoluzione: l'ho
verſato in una Storta di vetro, l'ho collocata ſo
pra la Sabbia e con un fuoco a grado a grado, ne
ho fatto diſtillare un Liquor bianco; ho accre
ſciuto il fuoco ſul fine, ſino a far arroventare la
Storta, l'ho continuato finattanto chè non è più
uſcita coſa alcuna; ho trovato nel Recipiente
ue once e cinque dramme di Liquor bianco e
molto acido " laſciato ripoſare, ſi è precipi
tata nel fondo un poco di Polvere bianca. Ho
ſpezzata la Storta, vi erano alcuni Fiori bianchi,
attaccati ai lati, e ſi è trovato nel ſuo collo un
f" di Solfo giallo che peſava ſei grani, in
ammavaſi al fuoco come il solfo comune, e in
teramente era ſimile ad eſso. Ho trovate nel
fondo della Storta una Maſsa grigia, la quale pe
ſava ſette dramme e mezza di ſapore ſalato. E'
codeſta una porzione dell'Antimonio, fiſsata dal
Sal fiſso Armoniaco, ch'era entrato nella com
pºſizione dell'Acqua regia, nella qual era ſtato
diſſoluto l'Antimonio. º i - -
Ho ſeparato con un Feltro la Polvere bianca
la quale s'è trovata nel Liquor diſtillata, l'ho
lavata e l'ho poſta a ſeccarſi all'ombra, poi l'ho
peſata, ve n'erano dieci grani. E' codeſta
e
pro
Pria
Bell'Antimonio, 39
piamente una ſpecie di Fiori di Antimonio, è
emetica, ma opera con poca forza: veriſimil
mente, perchè i Sali dell'Acqua regia hanno fiſ
ſato in parte il ſuo Solfo: ſe ne può dare dai tre
fino ai dodici grani. - -

Ho meſcolato con molt'acqua una porzion del


Liquore diſtillato e feltrato, per vedere ſe alcue
ni piccoli corpi ſe ne foſſero ſeparati; ma non vi
ho ſcoperta alcuna ſeparazione, e ho conoſciuto
che quel Liquore era puramente un Acqua regia
un poco indebolita per verità da quello ch'era
prima della diſſoluzione dell'Antimonio; ma
pare che lo doveſſero eſſer anche più, atteſa la
gran fermentazione che ſi era fatta, allorchè
penetrò il Minerale. Biſogna che le parti dell'
Antimonio le quali ſon ſulfuree, abbiano cedu
to in parte al moto delle Punte acide, per non
iſpeziarne o rintuzzarne che una leggiera quan
tità. Ho voluto vedere ſe il Liquor diſtillato
foſſe ancora ſufficiente per diſſolvere dell'altro
Antimonio, - - -

Ho poſte in un piccolo Matraccio due dram


me di Antimonio in polvere; ho verſato ſopra
un oncia e mezza del Liquor acido diſtillato e º
filtrato; ho poſto il Matraccio ſopra un fuoco
lento, in digeſtione; è ſucceduta la diſſoluzione
dell'Antimonio, come nell'Acqua regia ordina
ria, e ſi è precipitata una Polvere bianca.
Ho poſto delle Foglie d'Oro in un altra por
! zione del Liquor acido diftillato e feltrato, vi
ſi ſono facilmente diſſolute, come nell'Acqua.
regia ordinaria. . . . .
Ho polverizzata e fatta calcinare dentro un
-

Crogiuolo a fuoco, aperto per lo ſpazio di due


| ore, la Maſſa grigia ch'era reſtata nel fondo
della Storta iella ha gettata poco fummo; l'ho
º a - - peſa
8o Trattato
peſata, e ho trovato ch'ella non era diminuita,
nel peſo, nè cambiata nel colore; ne ho fatto
prendere da un Uomo ſei grani: non hà prodot,
to alcun effetto ſenſibile: ne ho poſto nello spi.
rito di Nitro e nell'Aqua regia per vedere ſe ne
riſultaſſe qualche diſſoluzione, ma non ne ho
veduto alcuna. - -

A R T I C O L O V I,

Diſtillazione dell'Antimonio col Vetriuolo, col Sal


comune e eol Salnitro, per far un Acqua
regia impregnata di Antimonio. -

O polverizzate e meſcolate inſieme ott'on


ce di Antimonio,quattr'once di Vetriuolo
diſeccato in bianchezza, quattr'once di Sal comu
ne, quattrº once di Salnitro non paſſato per le
Ceneri, e vent once di Argilla ſecca: ho poſta
la Meſcolanza in una Storta, la metà della qual
è reſtata vuota; l'ho collocata ſopra un Fornello
di riverbero; vi ho adattato un gran Reci
piente di vetro; ho impiaſtrate eſattamente
di loto le commeſſure, e con fuoco dal primo al
ſecondo grado, ho fatto uſcire nel Recipiente,
dei Vapori roſſicci, i quali hanno circolato con
molta forza. Venivan queſti dalle parti volatili
del Salnitro unite co Solfi dell'Antimonio e del
Vetriuolo. Se aveſſi allora ſtimolato il fuoco
con più vigore; queſte parti di Solfo e di Salni
tro avrebbono ſpezzati i miei Vaſi; ma quando
ho veduto che i Vapori ſcemavano, e il mio Re
cipiente veniva a raffreddare,ho accreſciuto con
lentezza il fuoco ſino al quarto grado; ho con
tinuata codeſta forza di fuoco per lo ſpazio di
dodici ore, per fare uſcire gli spiriti acidi fiſſi;
º , sº
Dell' Antinomio, 6g
poi ho laſciati divenir freddi i Vaſi e ho tolto da
eſſi il loto: ho trovato nel Recipiente ſett once
e due dramme di un Liquore roſſiccio,acido co
ne lo Spirito di Sale e avendo un vigoroſo odo
re di Solfo, l'ho laſciato ripoſare; ſe n'è ſepara
ta appoco appoco una Materia roſſa che s'è pre
cipitata nel fondo del Vaſo e il Liquore è dive
nuto chiaro: l'ho verſata per inclinazione in al
tro Vaſo, e ho lavata molte volte la Materia ,
roſſa, poi l'ho poſta a ſeccarſi, e pesò quindici
l grani. E' codeſto un Solfo ch'è ſimile al Solfo
dorato di Antimonio , ne ho fatto prender ſei
grani per bocca da un Uomo; non lo ha fatto
vomitare; ma lo ha un poco purgato per diſot
to : forſe ecciterebbe qualche vomito leggiero,
ſe ne foſſe data una doſe maggiore: lo credo
buono per l'Aſma.
Il Liquor chiaro è apritivo, e proprio per
eccitare la reſpirazione e l'orina, quando ſe ne
prendano ſette ovver otto goccie per ogni do
ſe in un bicchiere di Liquore appropriato.
Ho poſte ſei parti di queſto Liquore ſopra una
parte di Antimonio polverizzato, e ho laſciata
la Materia in digeſtione; s'è fatta la diſſoluzione
di alcune parti di Antimonio e vna precipita
zione in Polvere bianca ma la maggior parte del
Minerale è reſtata di color nero. Codeſta ſpe
cie di Acqua regia è ſtata indebolita nella diſtil
lazione, da i Solfi dell'Antimonio e del Vetri
uolo, e non le reſta più forza per diſſolvere al
troAntimonio; ne ho poſto ſopra l'Oro; non ne
ha diſſoluto che una leggiera porzione.
Ho trovato nella Storta trentadue once d'una
Polvere cenericcia, nella quale vedevanſi mol
ti Aghi ſciolti, criſtallini, bianchi, ſenza ſa
pore, i quali non ſi liquefacevano fori la
- -- lſºre -,
61, Trattato
lingua: traevano l'origine dal Regolo di Anti
monio che ſi era criſtallizzato. Ho poſte ottº
oncie di queſta Materia nell'Acqua calda e l'ho
fatta bollire; ho feltrato il Liquore e ne ho
f" ad evaporare l'umidità al fuoco di Sab
ia, in una Conca di ſelce, ſino alla diminu
zion di due terzi; poi l'ho laſciata divenir
fredda per farne vna criſtallizzazione; non ſi
ſon formati ſe non alcuni piccoliſſimi Criſtal
li confuſi: ho fatta evaporare tutta l'umidità;
mi è reſtato un Sal gialliccio, che peſava un
oncia, di un ſapor acro ſalato, vetrvolico,
ſpiacevole. E' codeſta una Meſcolanza delle
parti più fiſſe del Sal Marino, del Salnitro, e
del Vetriuolo, impregnate di Antimonio; ne'
ho fatto prendere dieci grani per bocca, ha fat
to vomitar fuor d'ogni violenza: la credo un
poco più vomitiva che il Sal di Vetriuolo,
Ho poſta a ſeccare la Materia terreſtre re
ſtata dopo la feltrazione, e l'ho peſata: ve
n'erano ſett'once : è deterſiva e aſtringente;
potrebbe ſervire per l'eſterno.

A RT I c o L o v11.
Distillazione dell'Antimonio collo Zucchero,

o polverizzate e meſcolate indeme dodici,


oncie di Antimonio e altrettante di vera
Moſcovada , ovvero Caſtonada grigia, ch'è
lo Zucchero più naturale e men lavorato che
abbiamo. Ho fatto di ſeccare la Meſcolanza ad
un fuoco lento, per farne uſcire ſolamente il
Flemma, ho trovato che dopo il diſeccamen
to la Materia eraſi diminuita di dieci dramme
e mezai l'ho poſta dentro una Storta s"
Dell'Antimonio. 63
di vetro e con un fuoco graduato, e verſo il
fine aſſai vigoroſo, ne ho fatto diſtillare ſett'
ence e ſette dramme di un Liquore chiaro,
roſſo, che aveva l'odore di coſa abbruſtolata,
come il Zucchero bruciato, e un ſapore no
tabilmente acido: è uſcita parimente dalla Stor-
- º -
Olit0 e
ta, una dramma e mezza o circa d'Olio nero
e ſpeſſo; ma è reſtato attaccato a i lati del
Recipiente. Queſto è l'Olio dello Zucchero,
in cui veriſimilmente s'è meſcolato un poco ...
disolfo del più diſtaccato dall'Antimonio: è Virº -
ueſto deterſivo e conveniente per lo intarla
mento dell'oſſa.
Il Liquor roſſo ſi dinomina, Olio di Anti- olio di
monio, ma impropriamente; perchè altra co Antima de
ſa non è, che il Sal eſſenziale dello Zucche vot 9 e
ro, riſoluto in Flemma, e impregnato di al
cune particelle di Antimonio .
Queſto Liquore adoprafi in Medicina per Virtù.
nettare le piaghe, per le volatiche, e per le al
tre infermità della pelle: è apritivo, eſſendo ,
preſo interiormente: la Doſe è da quattro fino Doſe»
a venti gocce: non mi ſono accorto che foſſe
vomitiuo; fermentati cogli Alcali come fan gli
altri Acidi. -

Ho trovato nella Storta dopo la diſtillazione,


una Materia ſpugnoſa ovvero aſſai rarefatta,
che peſaua quattordici once e due dramme, ne
ra, inſipida al guſto, e inetta ad infiammar
ſi; ma che rendeva un odor di Solfo allorch'era
poſta nel fuoco, come fa l'Antimonio ſolo.
Ho polverizzata una parte di codeſta Materia,
l'ho poſta in molle e a bollire nell'acqua; ho
feltrato il Liquore e l'ho fatto evaporare; non
mi è reſtato alcun Sale, il che mi fa credere
che tutti i principi attivi dello Zucchero ſieno
paſ
64 V Trattato
paſſati nella diſtillazione, e non ne ſia reſtato
che il Capo morto. Ora come non avevo ado
perato in queſta operazione che dodici once di
Antimonio, e ſono reſtate nella Storta quattor
dici once e due dramme di Materia, pare che s
il ſoprappiù dalla terra dello Zucchero tragga
l'origine. Così le dodici once di Zucchero,
ovvero Moſcovada contenevano per lo meno
due once e due dramme di Capo morto: di
co, per lo meno, perchè veriſimilmente fi ſo
no ſtaccate alcune particelle dall'Antimonio
che ſon paſſate nella diſtillazione, e poſſon avere
un po' diminuito il peſo della ſua Maſſa: ora -
ſe il peſo dell'Antimonio è diminuito, biſogna
accreſcere a proporzione il peſo del Capo mor
to dello Zucchero. -

Ho poſte in un Crogiuolo due once della Ma


teria nera ſpugnoſa che avevo tratta dalla Stor
ta. Ho collocato il Crogiuolo in mezzo a un .
gran fuoco che fu da me fatto continuare per lo
ſpazio di due ore: ha fatto ella fummo come e
ſuol far l'Antimonio, ma non s'è poſta in fu
ſione, veriſimilmente perche le parti fiſſe del
lo Zucchero che s'erano intimamente meſcola
te coll'Antimonio, hanno impedito alle parti
di queſto Minerale, l'accoſtarſi a ſufficienza ..
Ho tolto il Crogiuolo dal fuoco, e ho trovato
che la Materia calcinata era di ſopra ſuperfi
cialmente bianca e criſtallina, ma il rimanente
era reſtato nero: ve n'era in tutto un oncia con
cinque dramme e mezza; eraſi dunque di due
dramme e mezza diminuita.
Ho poſta ſeparatamente in due ampolle una -
parte della Materia nera calcinata, e una parte
di quella che non l'era. Ho verſato ſopra l'una
e l'altra Materia quattro volte altrettant'Ac
qua
Dell'Antimonio. 65
º qua regia; la Materia non calcinata ha un po
iº co fermentato, e ſe n'è diſſoluta una porzio
ti ne; ma non s'è fatta bianca come ſuol farſi l'An
º timonio crudo, allorch'è ſtato penetrato dal
º medeſimo Diſſolvente. La Materia ch'è ſtata
a calcinata non ha fermentato, e in parte alcu
º ma non s'è diſſoluta. E' coſa degna di ſtupore e
a che le parti fiſſe dello Zucchero, abbiano di tal
a maniera cambiata la diſpoſizione de'pori dell'
iº Antimonio che codeſto Minerale non ſia più
i quaſi penetrabile dall'Acqua regia. -
l: Ho dato a due Cavalli della Materia calci
a nata e non calcinata mezz'oncia per doſe coll'
a avena: operarono come fa il Fegato di Antimo
nio. -

A R T I C O L O V I I I.
-
" Diſtillazione dell'Antimonio collo Zucchero,
l e col Sal Armoniaco. -

iti . . - - -

1. O polverizzate e meſcolate inſieme ſei on


f, ce di Antimonio minerale, quattr'once di
a vera Meſcovada, e due once di Sal Armonia
i co; ho poſta la meſcolanza in una Cucurbita -
º di ſelce, vi ho adattato un Capitello di vetro
e un Recipiente. Ho lutate le commeſſure e o
con un fuoco graduato e ſul fine aſſai vigoro
i; ſo, da me fatto continuare per lo ſpazio di quat
- tr'ore o circa, ho fatto diſtillare due oncie tre
º dramme e mezza di un Liquor roſſo, torbido:
l'ho laſciato ripoſare, ſe n'è ſeparato colla pre
cipitazione un poco di Fiori roſſi di Antimonie,
ed il liquore è divenuto chiaro e ſolamente roſe, olio di
i ſiccio, di un ſapore ſalato acido diſguſtoſo: ſi intimo,
i puo nomarlo Qlio di Antimonio, con tanta ra- mio.
i1 º gione quanto il precedenteTE - , -

Co
66 Trattato
5- a - Codeſto Liquore eccita delle nauſee o un .
- - - -

º leggiervomito, ſe prendonſene diciotto o ven


ti gocce in qualche Liquore. Eſteriormente ap
plicato è molto deterſivo e reſiſte alla can
Crema » -

Ho trovate nel Capitello e nella ſommità


della Cucurbita dieci dramme di Fiori, gli
uni bianchi, gli altri roſſicci. Son queſti Fro
ri di Sal Armoniaco e di Antimonio, i quali ſi
ſon ſublimati nella diſtillazione.
Ho trovato nel fondo della Cucurbita ott'on
ce di una Materia rarefatta, molto nera, di un
ſapore ſalato.
A RT I C O L O IX ,

Diſtillazione dell'Antimonio col Mele.

O meſcolate inſieme ott' once di Antimo


mio minerale ſottilmente polverizzato, e
ſedici once di Mele comune ſpeſſo, ho poſta la
Meſcolanza in un Piatto di terra, e ne ho fat
ta evaporare ad un fuoco lento l'umidità flem
matica, muovendo ſempre la Materia, finat
tanto chè divenuta fredda, foſſe divenuta du
ra agguiſa di pece: ho peſata codeſta Materia
dura e ch'era già nera; ho trovato che nel far
ſi dura, eraſi diminuita di ſei once ſei dramme:
l'ho poſta in una Cucurbita di terra; vi ho adat
tato un Capitello e un Recipiente; ho lutate e
le commeſſure, e con un fuoco mediocre, ma -
aſſai aumentato ſul fine, ho fatto diſtillare quat
tr once e ſei dramme di uno Spirito roſſo, più
acido di quello ch'è ſtato tratto dalla Meſcolan
za di Antimonio, e di Zucchero, ma dello
ſteſs odore, dello ſteſſo ſapore, e della ſteſſa -
quao
s
Dell'Antimonio, 67
qualità. Si può anche dinominarlo Olio di An- olio di
- rtl InOn1O - - Antimo
Si è attaccata al Capitello e al Recipiente , nio.
qualche leggiera quantità di Olio nero,con odo
re di abbruſtolato, e ſimile in tutto a quello
che ſi eſtrae dal Mele ſolo colla diſtillazione.
Ho trovate nella Cucurbita dodici once di
una Materia nera, rarefatta, ſpugnoſa, leggiera,
ſenz'odore, ſenza ſapore, e ſimile a quella che
mi era reſtata dalla diſtillazione dell'Antimonio
collo Zucchero: non ne ho potuto trarre alcun
Sale: contiene quaſi tutto l'Antimonio e il Ca
po morto del Mele. -

A R T I C O L O X.

Diſtillazione dell'Antimonio crudo, fermentato


nel Moſto.

O fatte macinare ſottiliſſimamente ſul por


fido dodici once di Antimonio crudo u
mettato cò un poco di Moſto,ovvero Sugo d'U-
ve mature di recente ſpremuto, ho poſta la Ma
teria in un gran Matraccio; vi ho verſato ſo
pra quarantott'once, ovvero tre fogliette del
lo ſteſſo Moſto; ho turato il Vaſo, l'ho poſto
nel letame caldo e ho laſciata digerir l'infu
ſione per lo ſpazio di due meſi, muovendola
di quando in quando, ne ho poi feltrata una por
zione, era un Vino emetico debole: ne ho fat
to prendere da un infermo due oncie; hanno
operato quaſi come fa d'ordinario un oncia di vino e
Vino emetico, preparato dal metodo comune metico
col Fegato di Antimonio. debole.
Ho meſcolato il rimanente dell'infuſione
e l'ho verſato con tutta la ſua feccia in una
2, Cu
68 Trattato -

Cucurbita di ſelce; vi ho adattato un Capitel


lo e un Recipiente; ho lutate eſattamente le e
commeſſure e ho fatto diſtillare il Liquore a .
fuoco di Sabbia, finattanto che la Materia è
reſtata in conſiſtenza di Mele. Queſto Liquo
re diſtillato è chiaro come l'Acqua, e non ha a
altro ſapore che quello di un Vino debole diſtil
lato. Ho fatto prender per bocca molte Doſe
di queſto Liquor diſtillato. Prima un oncia, poi
due once, poi tre once e in fine quattr'once e,
non hanno eccitata alcuna nauſea nè vomito,
Il che dimoſtra che il Solfo ſalino emetico dell'
Antimonio non è aſceſo nella diſtillazione; è
reſtato nella parte tartaroſa del Vino.
A R T I C O L O X I.

Diſtillazione del Fegato di Antimonio


fermentato nel Moio.
O fatte macinar ben ſottilmente ſul porfi
EI do ſei once di Fegato di Antimonio umet
tato col Moſto, l'ho poſto in un Matraccio;
ho verſato fopra quarantott' once, ovvero tre
fogliette dello ſteſſo Moſto; ho fatto digerirla
Materia nel letame per lo ſpazio di due meſi
come nell' operazion precedente: ho feltrata.
una parte dell'infuſione, e ho avuto del Vi
Vino e
no emetico: l'ho poſto in uſo; mi parve ope
rar con più forza che il Vino emetico prepara
º to col metodo ordinario . Ho rimeſcolato
ita:º, il rimanente dell'infuſione; l' ho verſata colla
moff º ſua feccia in una Cucurbita di ſelce, e ne ho
º” fatta diſtillare l'umidità a fuoco di ſabbia ,
ho avuto un Acqua chiara, ſimile alla prece
dente: ne ho fatto prendere in diverſe Doſe a
Va),
Dell'Antimonio, 69
varie Perſone, e ne ho preſo io ſteſſo, non vi
ho oſſervato alcun effetto uomitivo,

A R T I C O L O, I,

Diſtillazione del Solfo di Antimonio fer


mentato col Moſto,
O poſte in un Matraccio quattr'once di
Solfo dorato di Antimonio ſecco ; ho
verſato ſopra tre fogliette ovvero quarantott'
once di Moſto; ho poſta la Materia in dige
ſtione per lo ſpazio di due meſi; poi ho fel
trata una parte del Liquore; ho avuto del Vi l'ino
no emetico che nell'uſo mi parve un po'me emetico
no attivo di quello ch'è ſtato preparato col fatto
Fegato di Antimonio ; il che veriſimilmente coi sol.
deriva dall'eſſer entrato più Sal fiſſo nella pre 0 di
parazione del Solfo dorato di Antimonio, che anti
in quella del Fegato, perchè i Sali fiſſi modera- monio,
no molto la forza dell'Antimonio,
Ho rimeſcolato il rimanente dell'infuſione e
l'ho verſato colla ſua feccia in una Cucurbita di
ſelce, l'ho poſta a diſtillare fino alla conſiſten
za di Mele, come nelle operazioni precedenti;
ho avuta un Acquachiara come le altre; ma ſo
pra di eſſa appariva nel Recipiente una piccola
Nuvola graſſoſa. Ho fatto prendere di queſt'
Acqua diſtillata da due Infermi. Il primo era .
un Uomo aſſalito da una Paraliſia ſulla lingua;
queſt'Acqua della quale gliene ho fatto bere per
molti giorni ſucceſſivamente un oncia e mezza
per ogni giorno, ha fatto ch'egli molto ſputaſſe
e orinaſſe; ma ſenza vomito nè nauſea, e gli
ha reſa molto più libera e ſciolta la lingua. L'al
troInfermo era una Femmina, contro la quale
un umoracro e ſcorbutico aveva fatte ſtragi tam
R 3 iQ
76 “Trattato
to furioſe che il di lei cranio n'era ſtato in gran
parte roſo e levato, di modo che le ſi vedeva il
cerebro nudo, o ſemplicemente coperto da ſue
membrane: ho fatto ch'ella prendeſſe di queſt'
Acqua due volte il giorno in Doſe pari come l'
altro Infermo, in tempo ch'ella ſi lagnava di
maldi cuore, e per voglia di recere; ma code
ſto Medicamento invece di eccitarla al vomito,
le ha fatto paſſare il mal di cuore, e l ha ſolleva.
ta, e la piaga del ſuo capo ſe n'è parimente ri
trovata più bella. -

Codeſti effetti mi fanno credere che nella di


- ſtillazione ſi ſieno alzate alcune parti leggiere
del Solfo dell'Antimonio, le quali non hanno
forza baſtante per eccitare il vomito, ma ne han
no a ſufficienza, per attenuare gli umori, e per
renderli fluidi e iniſtato di diſperderſi per la via
che lor è più aperta; non ho oſſervate codeſte
qualità nelle diſtillazioni precedenti.
Nel rimanente i tre Liquori diſtillati, de'qua
li ſi è parlato ne tre ultimi Articoli, contengo
no un poco di Acido: perchè ne ho verſato una
porzione d'ognuno ſopra la Tintura di Torna
ſole, l'hanno tinta di roſſo. Queſt'Acido viene
dal Tartaro del Moſto; ma è aſſai debole, per
chè oltre il non diſtinguerſi ſulla lingua, non fa
ſugli Alcalì alcuna fermentazione. -

Ho meſcolate inſieme le Materie ch'erano re


ſtate in conſiſtenza di Mele nelle tre Cucurbite
dopo le diſtillazioni, vi ho aggiunto cinque o ſei
volte altrettanto d'Acqua comune; ho fatto bol
lire la Meſcolanza in un Vaſo di terra a fuoco
lento per lo ſpazio di un ora; ho poi colata la
decozione: l'ho laſciata poſare, e dopo averla
paſſata per un pannolino, ne ho fatta evaporar
adagio l'umidità ſino a conſiſtenza di Conſerva.
- - - E' que
Dell'Antimonio. 71
B'queſto un Eſtratto Antimoniale emetico,
ovvero un Eſtratto Tartaroſo del Vino impre- i"
gnato del Solfo ſalino dell'Antimonio: Purga "
per diſopra e per diſotto quaſi come il Tartaro er22eft Coe
emetico ordinario: la Doſe è da mezza dramma Virtù e
ſino a tre dramme. Doſe.
A R T I C O L O X I I I.

Diſtillazione del Fegato di Antimonio


fermentato con Sapa.
O meſcolate eſattamente dodici once di
Fegato di Antimonio macinato ſul porfido
e ridotto in Alcool, con trentadue once di Sapa
o di Sugo di Uve mature, evaporato ſul fuoco in
conſiſtenza di liquido Mele; ho poſta la Miſtu
ra in un Vaſo ſtretto nella bocca, l'ho turato e
l' ho poſto nel letame caldo; ho laſciata la Mate
ria in digeſtione per lo ſpazio di due Meſi, muo- -
vendola di quando in quando; poi l'ho poſta in
una Storta di ſelce, la quale fu da me collocata
dentro un Fornello, vi ho adattato un gran Re
cipiente, e dopo avere eſattamente lutate le
commeſſure,ne ho fatto diſtillare a goccia a goc
cia con un fuoco mediocre, un Liquor limpido
come l'Acqua comune. Quand' ho veduto che
con quel grado di fuoco nulla più diſtillava, ho
ſeparato il Recipiente, e ne ho tratta l'Acqua
diſtillata: ve n'erano venticinque once e una
dramma: ho di nuovo adattato il Recipiente e
dopo aver lutate le commeſſure, ho accreſciuto
il fuoco. Sono uſciti dei Vapori bianchi i quali
hanno circolato e ſi ſono riſoluti in liquore; ho
continuato a fare un gran fuoco finattanto chè i
Vapori abbiano ceſſato di farſi vedere; ho tro
E 4 vato
7z Trattato
vato nel Recipiente cinque once e ſei dramme
di un Liquore ſpiritoſo torbido, gialliccio, di
peſſimo odore.
Il Liquor limpido che a goccia a goccia è ſta
to diſtillato, ha un odore empireumatico diſgu
ſtoſo e un ſapore un po' ſalato, che tende all'a-
maro : il che deriva da una leggiera porzione o
del Sal volatile del Sapa ch'è aſceſa in quella pri
ma diſtillazione. Ho fatto prendere di codeſto
Virtù - Liquore da molti Infermi; mi parv'eſſere dia
foretico, proprio per lo Scorbuto, per le Feb
bri maligne: la Doſe è da due dramme ſino ad
Pºſe un oncia e mezza; non ha eccitata alcuna voglia
di vomitare.
Per conoſcere con maggior fondamento la na.
tura di queſto Liquore, ne ho verſato ſopra gli
Acidi, ſopra gli Alcalì, ſopra il Tornaſole, ſo
pra il Sublimato. Lo Spirito di Vetriuolo vi ha
fatto un leggieriſſimo ebollimento, ſenza cam
biar il colore. Il Sal di Tartaro non vi ha fatta
alcuna ſenſibilazione. La Tintura di Tornaſo
le non ne ha ricevuto alcun cambiamento di co
lore. La diſſoluzione del Sublimato corroſivo
n'è reſtata un poco intorbidata, e ha preſo un .
- color biancaſtro debole.
Queſt'eſperienze provano che il Sal volatile e
di cui è impregnato codeſto Liquore, e coſtitui
ſce la ſua virtù, è Alcalì; ma che ſiccome non è
ſtato moſſo che da una forza di fuoco mediocre,
così i ſuoi pori non ſono ſtati abbaſtanza aperti
per ricevere l'impreſſioni degli Acidi con tanta
avidità, con quanta la ricevono i Sali Alcalì or
dinarj.
Hofeltrato il Liquore ſpiritoſo che in ultimo
luogo avevo tratto dal Recipiente; ne ho ſepa
rata una leggiera quantità d'Olio in ºmº"
O
Dell'Antimonio, 73
do fetente:il Liquore feltrato ha parimente avu
to un odore cattivo, diſguſtoſo, e un ſapore »
molto ſalato, tendente all'amaro, ch'è deriva
to dal Sale del Sapa, il qual è ſtato volatilizzato
dalla fermentazione , e s'è ſtaccato e innalzato
dalla forza del fuoco nella diſtillazione. Queſto
Liquore è molto ſimile nell'odore, nel ſapore, e
nelle virtù, allo Spirito volatile che ſi trae dal
la feccia del Vino, col mezzo d'una ſimile di
ſtillazione; ma è veriſimile che nella noſtra ope
razione, ſi ſieno alzate alcune particelle di An
timonio. Sia come ſi voglia, dopò aver dato a
prendere di queſto Liquore a molte Perſone, ho Virtà » ,
conoſciuto ch'era acconcio ad attenuare e rare
fare gli umori groſſi, ad eccitare la traſpirazio
ne, a reſiſtere alla malignità degli umori, a di
ſperdere i vapori; non ha provocato il vomito,
ne ho dato per ogni Doſe da uno ſcrupolo ſino a
due dramme. Doſe.
Ho gettato ſopra una porzione di codeſto Li
quore alcune goccie di Spirito Acido di Vetri
uolo; ſubito vi è ſucceduto un vigoroſo ebolli
mento, il che dimoſtra che il Sal volatile il quale
coſtituiſce la principal qualità del Liquore,è Al
calì. E' codeſto lo ſteſſo Sale che regnava nel
primo Liquore; ma è ſtato più moſſo e più aper
to dall'azione del fuoco.
Ho trovato nella Storta dodici once e ſette ,
dramme di una Materia peſante, nera, riſplen
dente, ſenza odore, al ſapore un poco ſalata,
perchè conteneva il Sal fiſſo del Sapa: l'ho poſta
a calcinarſi dentro un Crogiuolo per lo ſpazio di
due ore ad un gran fuoco, di modo ch'è ſempre
ſtata roſſa, ha gettati alcuni fummi ed è divenu
ta in parte bianca, in parte grigia, e in parte ne
ra, ſenza odore, di un ſapore ſalato e "i
- 'l?O
74 Trattato
l'hè peſata dopo eſser divenuta fredda;ho ritro
vato non eſserſi diminuita che di mezz'oncia col
la calcinazione. L'ho poſta in infuſione ea bol
lire nell'Acqua, e ho feltrato il Liquore; è re
Solfo
ſtato ſul feltro un Solfo roſso di Antimonio:l'ho
reſo di poſto a ſeccare all'ombra, ve ne ſono ſtate tre
Anti
922ovato.
dramme e venti grani; ho verſato un Acido ſo
pra il Liquore feltrato, ſi è fatta ſeparazione di
un altra porzione di Solfo ch'era ſtata diſſoluta
dal Sal fiſſo Alcalì del Sapa, ch'è propriamente
un Sale di Tartaro: queſta ſeparazione ſi è fatta
perchè l'Acido ha penetrato e indebolito il Sal
Alcalì e lo ha obbligato a laſciare il Solfo da lui
tenuto ſoſpeſo. La ſermentazione ch'è riſultata
dal combattimento dell'Acido e dell'Alcalì, ha
fatto eſalare alcune particelle del Solfo dell'An
timonio impregnate di Sali, che hanno traſmeſ
ſo un odor cattivo come di fanghi ſmoſſi, e ſini
le a quello che ſenteſi quando ſi fa precipitare il
Solfo dorato di Antimonio ordinario; ho ſepa
rato col mezzo di un feltro il Solfo precipitato,
l'ho ben lavato e l'ho poſto a ſeccarſi, ſi è ridot
to in una Materia ſecca, ſtritolabile, roſſa, di
peſo di mezz'oncia. Queſto è il Solſo del Fegato
Solfo di Antimonio. Da molti uſi che ne ho fatto,
dorato parvemi che non foſſe diverſo nella qualità dal
del Fe Solfo dorato che ſi trae dalle Scorie del Regolo
gato di di Antimonio.
Anti Ho fatta ſeccar la Materia dalla quale ho trat
monio, ti i Solfi; è divenuta nera e ſenza ſapore; l'ho
peſata; ve n'erano dieci once e mezza, ſe ne ſon
dunque ſeparate quindici dramme di Sale, e di
Solfo,
Ho poſto in un Crogiuolo in mezzo a un gran
fuoco, le dieci once e mezza di Materia reſtata.
E quando ella è ſtata ben roſſa, vi ho gettato
- mezzi
Dell'Antimonio, - 75
mezz'oncia di Salnitro; s'è poſta in fuſione, l'ho
verſata in un mortaio di ferro e poich'è divenu
ta fredda, vi ho trovato nel fondo una piccola regolo
Maſsa di bel Regolo di Antimonio, che peſava tratto
quattr'once e due dramme, coperta da cinque dal Fe
once e mezza di Scorie, le quali erano aſsai ſi gato di
mili alla Spuma del Ferro: la Materia eraſi dum- Anti
que diminuita di dieci dramme. - monio e
Ho ſeparate le Scorie, le ho polverizzate e le
ho poſte a bollire nell'Acqua , ho feltrato il Li.
quore, e v'ho verſato ſopra dell'Aceto. Si è
ſeparato e precipitato un Solfo di Antimonio di
color roſso che tendeva al rancio: l'ho ben lava
to per toglierne l'impreſſione de' Sali, poi l'ho
poſto a ſeccarſi, ne ho avute tre dramme. E'
queſto un ſecondo Solfo del Fegato di Antino- i"
nio più bello del primo, ma non dee avere le " ai
medeſime qualità. Fegato
io fatte ſeccare le scorie lavate; me ne ſono,i Anti
reſtate cinque once; n'è dunque uſcita mezz'on monio e
cia di Solfoe di Sale. Queſte scorie ſono peſan
ti e di color bruno roſseggiante.
A R T I c o L o X I V.
Diſtillazione dell'Antimonio colla Feccia o
Poſatura del Vino Veeehio.

PiºAntimonio
fatte peſtar ſottilmente dodici once di
ordinario, l'ho meſcolato e
ſattamente con trenta due once di Poſatura di
Vino vecchio, ſpeſso come Mele; ho poſta la .
Miſtura in un Vaſo di terra, ſtretto di bocca;l'ho
turato e l'ho poſto in luogo caldo, dove ho la
ſciata la Materia in digeſtione per lo ſpazio di
due meſi, muovendola di quando in quando con
- talla
-
26 Trattato
una Spatola di legno, l ho poi poſta in una Stora
ta, l'ho collocata dentro un Fornello , vi ho
adattato un gran Recipiente, ho lutate le com
meſſure, e con fuoco mediocre, ne ho fatto di
ſtillare a goccia a goccia diciott'once e ſei dram,
me di un Liquor chiaro, ma gialliccio, di peſº
ſimo odore, di un ſapore meſcolato di acido e di
ſalato.
Allorchè non più diſtillò coſa alcuna con que
ſto grado di fuoco, ho tolto via ciò ch'era nel
Recipiente; e dopo averlo di nuovo adattato e
ben lutate le commeſſure, vi ho ſtimolato con .
iù vigore il fuoco; ſon uſciti de i Vapori bian
èhi i quali ſi ſono riſoluti in Liquore; ho accre
fciuto e continuato il fuoco ſinattanto chè nulla
più uſciva; ho trovato nel Recipiente un Li
quor ſpiritoſo, gialliccio, e di peſſimo odore;
l'hò feltrato colla Carta grigia, e ne ho ſeparate
ſei dramme di un Olio ſpeſſo, nero, fetido e ſi
mile a quello che ſuol trarſi dalla Poſatura del
“Vino ſenza meſcuglio. Il Liquore feltrato pesò
dieci once, ha un ſapor acro e molto ſalato.
PHo fatto prendere dell'uno e dell'altro Liquo
re per bocca; non hanno avuto alcun effetto vo
mitivo.
Il primo Liquore ha tinto di roſſo il Tornaſo
le, il che fa vedere che contiene un Acido; non
ha fatto però alcun ebollimento ſenſibile ſopra
gli Alcalì: il ſuo ſapore ſalato viene da una
porzione del Sal volatile della Poſatura che dal
flemma è ſtato portato feco nella prima diſtilla
zione Codeſto Sale, non eſſendo ſtato molto
agitato nè penetrato dal fuoco, è reſtato acido
com'era naturalmente dentro la Poſatura e
Il Liquore a cagione di queſto Sale dev' eſſer
acconcio ad escitare l'orina; ma il ſuo " VQ
, QQQa-

º -
N.

bell'Antimonio, 77
odore e il ſuo diſguſtoſo ſapore lo rendon diffi
sile da prenderſi, - -

Il ſecondo Liquore diſtillato, ch'è il più cari


co di Sale non ha quaſi fatto alcun cambiamen
to nella Tintura del Tornaſole; ha ſolo diminui
to un poco il ſuo color azzuro e lo ha fatto ten
dere al verde; ha fermentato cogli Acidi, e ha
fatto un Precipitato bianco nella diſſoluzione »
del Sublimato corroſivo, il che moſtra eſſere e
Alcalino, a l 4

Il ſapore aſſai ſalato e acro di queſto Liquore


viene dal Sal della Poſatura il quale colle fer
mentazioni ſi è volatilizzato, e colla diſtilla
zione è ſtato diſtaccato e ſtraſcinato in Liquore.
E' veriſimile che codeſti Liquori abbiano por
tato ſeco qualche leggiera porzione del Solſo
dell'Antimonio, perchè hanno più cattivo odo
re di quello ha d'ordinario la Poſatura di Vino
diſtillata ſola, ma codeſto Solfo è di tal manie
ra intricato dai Sali che non ha di eccitare il
vomito la forza. Sia come ſi voglia il noſtro
ultimo Liquore è buono per rarefare il ſangue,
e dargli un moto maggiore, per reſiſtere alla
malignità degli umori, per eccitare la traſpira
zione e le orine, per lo Scorbuto, -

Ho trovata nella Storta una Materia nera ,


peſante, riſplendente, ſenza odore e ſenza ſa-,
por apparente, il peſo di quattordici once:deb
bono dunque eſſere uſcite dalla Storta trent'on
ce di Liquore colla diſtillazione, ho polverizza
ta la Materia e l'ho poſta a calcinarſi per lo ſpa
zio di due ore dentro un Crogiuolo: ha traſmeſ
ſo alcuni fummi e ſi è diminuita nel peſo tre e
dramme; il ſuo colore era meſcolato di bianco,
di grigio e di nero; l'ho poſta in molle nell'Ac
a º qua calda e l'ho fatta bollire i non è
- - -
fi"
tlciº
73 Trattato
alcuna diſſoluzione nè ſeparazione di Materia
i gialla ſulfurea, come era ſucceduta nell'opera
zion precedente del Fegato di Antimonio col
Sapa; ho feltrato il Liquore, era limpido co
me l'Acqua comune, ſenza odore, di un ſapore
un poco ſalato. Sopra una porzione di queſto
Liquore, ho uerſato dell'Aceto, la Meſcolan
za non ſi è intorbidata, e non è ſucceduta alcu
na ſeparazione. Ho fatto evaporar dolcemente
l'altra porzion del Liquore ſino alla ſiccità ; mi
è reſtato un Sal grigio, ch'è il Sal fiſſo della Po
ſatura, impregnato di alcune parti più diſſolu
bili dell'Antimonio, ovvero propriamente una
ſpecie di Tartaro emetico, perchè la Poſatura
Tartaro è un Tartaro. E come codeſto Sale ſi è caricate
emetico della ſoſtanza dell'Antimonio, è divenuto eme
debole - tico. Ho conoſciuto dall'eſperienze che ne ho
fatte, che operava deboliſſimamente eſſendo
s dato in peſo di otto grani. Ne ho fatto prendere
fino quindici grani, ha prodotto maggior effet
to, ma ſenza sforzo. Codeſta debolezza di azio
ne, viene dal Sal fiſſo della Poſatura ch'eſſendo
Alcalì, ha aſſorbito e diminuito l'Acido natura
le dell'Antimonio, che unito col Solfo coſtitui
ſce la ſua virtù vomitiva.
Ho fatta ſeccare la Materia lavata; me ne ſo
no reſtate dodici once e mezza; biſogna dunque
che ne ſieno uſcite nove dramme di Sal fiſſo. La
Materia era peſante, di un color brun oſcuro,
ſenza odor nè ſapore. Era un Meſcuglio di An
timonio e di Capo morto di Poſatura di Vino;
poteva anche eſſervi reſtata qualche porzion di º
Sal ſiſſo, che non avevaſi potuto diſtaccare dall'
Acqua. -

AR
Dell'Antimonio. , 79

A R T I C O L O X V.

. Diſtillazione di molte preparazioni di Antimonio


- cqll'Aceto,
. -

T TO fatte diſtillare dentro alcune Cucùrbite


di Selce trenta Pinte o Mezzette ovvero
ſeſſanta libre o circa di buon Aceto roſſo, ſinat
tanto chè la Poſatura ſia giunta alla conſiſtenza
di Sciroppo. Queſta Poſatura è la parte più aci
da dell'Aceto; ho trovato che me n'eran reſtate
quarantaquattr'once: le ho diviſe in quattro
parti, coll'una delle quali ho meſcolate quattrº
once di Antimonio crudo ſottiliſſimamente pol-,
verizzato, coll'altra ho meſcolate quattr' once
di Regolo di Antimonio parimente ridotto in '
polvere; coll'altra ho meſcolate quattr'once di
Vetro di Antimonio in polvere ſottile ; e coll'
altra ho meſcolate quattrº once di Zafferano de'
Metalli : ho fatte le mie Meſcolanze dentro
Cucurbite di ſelce, le ho turate, e le ho poſte
in luogo caldo: vi ho laſciate le Materie in di
geſtione per lo ſpazio di due meſi, muovendole
di quando in quando con iſpatole di legno,n'eb
bi degli Aceti emetici: non gli ho ſeparati dall' Aceti
Antimonio, e non ne ho fatto prender per boc ematisi.
ca a cagione della lor troppo grande acidità, la
quale avrebbe potuto alterare il petto: Avrei
per verità potuto indolcirli, meſcolandoli collo
Zucchero e facendo degli Sciroppi emetici, ma
la mia principalintenzione era di farli ſtillare.
Ho dunque collocate le Cucurbite ſulla ſab
bia dentro alcuni Fornelli, e dopo avervi adat
tati i Recipienti e aver lutate eſattamente le e
commeſſure, ho fatto diſtillare i Liquorifinat
- - taſltO
So Trattato -

tanto chè la Materia è reſtata in fondo ai Vaſi


in conſiſtenza di Mele denſo. Ho trovato che
codeſti Liquori erano in tutto ſimili fra loro, di
un ſapor acido, come quello dell'Aceto diſtilla
to, e non appariva che aveſſero preſo coſa alcu.
ma dall'Antimonio: gli ho peſati, ve n'erano di
ognuno ſei once; ne ho fatto prendere ad alcuni
Infermi, ed io ſteſſo ne ho preſo; non vi ho ri
conoſciuto alcun emetico effetto.
Ho meſcolate inſieme tutte le Materie ch'e-
rano reſtate inconſiſtenza di Mele in fondo alle
Cucurbite e le ho poſte in una Storta: l'ho col
locata dentro un Fornello, vi ho adattato un .
gran Recipiente, e dopo aver lutate eſatta
mente le commeſſure, ho agitata la Materia
con un fuoco graduato. Ne ſon uſcite in primo
lucg ci once di un Liquore gialliccio,acro,
a l'odore dell'Empireuma: ho tolto
iſtillato fuori del Recipiente, e dopo
averſi nuovo adattato, ho accreſciuto il fuo
co ſino al quarto grado, e l'ho continuato ſinat
tanto chè non è uſcita più coſa alcuna. Ho tro
vate nel Recipiente cinque once di Liquore che
aveva un odor forte ed ingrato: l'ho feltrato, ſe
ne ſon ſeparate tre dramme d'Olio nero e ſpeſſo,
ſimile a quello che ſi trae dal Tartaro colla di
ſtillazione. Può egli aver ſeco ſtraſcinato nel
"
diſtillarſi porzion del Solfo dell'Anti
monio. Il Liquore feltrato era chiaro, roſſic
cio, di un ſapore moltº acido; ne ho fatto pren
dere per bocca, non ha eccitato alcuna nauſea,
nè vomito.
Ho trovata nella Storta una Materia nera ,
priva di odore di ſapore,la quale peſava diciott'
once e cinque dramme; l' ho calcinata in un
Crogiuolo, per lo ſpazio di due ore, ha "el al
- - p

Dell'Antimonio. 81
ſi alcuni fummi, e ſcemò di tre dramme; ha pre
ſo un color grigio in alcune parti, e reſtò nera
in altre: il ſuo ſapore è divenuto un poco ſala
to, perchè la calcinazione ha ſviluppato il Sal
fiſſo dell'Aceto, ch'era impegnato nell'Anti
monio. Ho poſta in molle e a bollire nell'Acqua
la Materia calcinata, poi l'ho feltrata: Hover
ſato dell'Aceto ſopra una porzione di codeſto
Liquore feltrato, non è ſucceduto alcun cam
biamento di colore nè ſeparazion di Materia.
Ho poſta l'altra porzion del Liquore al fuoco, e
ne ho fatto evaporare l'umidità; mi è reſtato un
Sale affatto ſimile a quello che fù dame tratto
dal Meſcuglio dell'Antimonio e della Poſatura
dopo la calcinazione .
Ho fatto ſeccare la Materia lavata e l'ho pe.
ſata, ve ne furono diciſett'once e cinque dram
me, è dunque neceſſario che l'Acqua ne abbia
diſtaccata e diſſoluta un oncia di Sale.
E' da oſſervarſi che queſta Materia conteneva
per lo meno un oncia e cinque dramme della .
parte fiſſa dell'Aceto ; perchè io avevo in tutto
poſto in uſo,in queſta operazione ſolo ſedici on
ce di Antimonio.Ora queſta parte fiſſa non era
veriſimilmente la ſola terra dell'Aceto; vi era re
ſtata una porzione del Sal fiſſo che l'Acqua di
ſimpegnare non aveva potuto.
Ho meſcolata queſta Materia fiſſa con quella .
ch'era reſtata dell'operazion precedente, e ne a
ho tratto del Regolo colla maniera ordinaria.
-
-

32. Trattato

A R T I C O L O X V I.

Diſtillazione dell'Antimonio col Tartaro.

O polverizzate e meſcolate inſieme ſedici


once di Antimonio minerale e trentadue
once di Tartaro roſſo: ho poſta la Meſcolanza
in una Storta di ſelce, l'ho collocata dentro un
Fornello, vi ho adattato un gran Recipiente, e
dopo aver lutate eſattamente le commeſſure, vi
ho poſto ſotto un fuoco graduato, vigoroſo ſul
fine, finattantochè non ſia uſcita più coſa alcu
na. La diſtillazione ha durato ott'ore ed è ſtata
più lunga di quello ſuol eſſere quella del Tarta
ro ſolo - Non è ſtato poſſibile l'impedire la tra
ſpirazione di alcuni Vapori per le commeſſure;
queſto ſteſſo accidente allo ſpeſſo ſuccede quan
do ſi fa diſtillare il Tartaro ſolo; la cagione ne
può eſſere una leggiera quantità di Spirito di
Vino, di cui il Tartaro è impregnato. Ho tro
vato nel Recipiente un Liquore che aveva un -
odore di coſa abbruciata, odore aſſai forte e diſ
guſtoſo, e peſava quattordici once e ſei dram
me; ne ho ſeparate col feltro due once e una -
dramma e mezza d'Olio nero fetido, come quel
lo del Tartaro. Il Liquore feltrato aveva il co
lore e l'odore dello Spirito di Tartaro, ma nè
diverſo in molte circoſtanze: perchè ſe lo Spiri
to di Tartaro è un poco acido, croſcia inſieme
cogli Alcalì, fa roſſo il Tornaſole, e ſi uniſce
alla diſſoluzione del Sublimato ſenza intorbidar
la; il noſtro Liquore ha un poco di amarezza ,
ſenza ſenſibil acidità; non fermenta nè cogli
Acidi, nè cogli Alcalì, non fa roſſo il Torna
ſole; intorbida così bene la disorio" Su
lIIld
Dell'Antimonio, 83
blimato, che ne ſuccede nel medeſimo iſtante un
Coagulo bianco, ſimile a quello che ſi farebbe,
ſe inſieme foſſe agitato dell'Olio colla diſſolu
tione del Sublimato. Codeſte eſperienze mi
danno a conoſcere che il Liquore feltrato, di cui
ſi tratta, è impregnato di una parte ſulfurea più
diſtaccata dall'Antimonio, dal Sal eſſenziale ,
del Tartaro ſtraſcinata ſeco nella diſtillazione;
ma è veriſimile che queſto Solfo ſia privo del Sal
emetico dell'Antimonio, perchè il Liquore non
eccita alcun vomito nè alcuna nauſea. L'ho co.
noſciuto buono per l'Aſma, per lo Scorbuto,
per purificare il Sangue: ne ho dato da mezza -
dramma ſino a mezz'oncia. -

L'Olio nero è molto riſolutivo, lo credo buo


no per lo bucinamento degli orecchi, per la Scia
tica, per gli Umori freddi, eſteriormente ap
plicato. l
Ho trovato nella Storta una Materia, per
metà in maſſa, per metà in polvere, che peſa
va trentadue once vna dramma e mezza, nera,
riſplendente, graſſoſa al tatto, a cagione del
Solfo di Antimonio che dal Sal di Tartaro era .
ſtato ſtaccato, di un odore di Tartaro abbrucia
to, di un ſapore aſſai falſo. Codeſta Materia ſi
è riſcaldata all'aria come fà la Calcina viva ..:
l'ho poſta a calcinarſi per lo ſpazio di due ore a
un gran fuoco, ha traſmeſſo molti fummi; ſi è
diminuita di ſette dramme e mezza: ho trova
to, allorchè giunſe ad eſſer fredda, che ſi era
ſpartita come in più mani di vari colori. La pri
ma ovverla ſuperiore era bianca, la ſeconda era
grigia, la terza era gialla, la quarta ovverº l'in
feriore era nera. Aveva perduto il ſuo odore e
ritenuto il ſuo ſapor ſalſo che veniva dal Tarta
ro, in iſpezieltà nelle prime mani.
2, EIo
- am
34 Trattato"
THo poſto in molle e a bollire codeſta Calcina
in molt'Acqua, è ſucceduta la ſeparazione di
Materia una Materia ſulfurea, gialla o roſſiccia dall'An
ſolfora- timonio che dal Sal di Tartaro era ſtata rarefat
ta dell'ta e diſſoluta; ho feltrato il Liquore, mi è reſta
Antimo.to ſul feltro la maggior parte di queſta Materia;
mio. l'ho lavata e l'hopoſta a ſeccarſi, ne ho avute e
ott’once: ſi è ridotta in una Polvere roſſiccia ,
bruna, ſenza odore, di un ſapore un poco ſala
...s to. Eſſendo codeſta Polvere gettata nel fuoco,
Virtù ha ſparſo un diſguſtoſo odore di Solfo, ma non
vi ſi è infiammata. E' un debole vomitivo, ope
poſe. ra con minor forza che il Solfo dorato di Anti
monio, e non è tanto diſguſtoſa: la Doſe è da i
quattro ſino ai dodici grani. -

Ho verſato dell'Aceto ſopra il Liquore feltra


to, ſe n'è ſeparato molto Solfo giallo, e la fer
mentazione che vi ſi è fatta dell'Acido e dell'Al
calì, ha prodotto lo ſteſſo effetto, per lo ſtac
camento di queſto Solfo e per lo cattivº odore »
che ne riſulta, il qual ſuccede quando ſi fà il Sol
fo dorato di Antimonio nella maniera conſueta:
ho gettatoil tutto ſopra un feltro, ho lavato il
solfo do-Solfo che ſopra è rimaſo, e l'ho poſto a ſeccarſi;
rato di ne ho avuto ſei once: è ſimile al Solfo dorato di
Antimo. Antimonio ordinario, e ne ha le virtù.
mio » Il Liquore feltrato dopo la ſeparazione di
queſto Solfo, era anche roſſiccio: l'ho diviſo in
quattro porzioni: ſopra l'una ho verſato dell'
Aceto, ſopra l'altra dello Spirito acido di Ve
triuolo, ſopra un altra dello Spirito di Sale,
ſopra la quarta dello Spirito di Allume. Sonoſi
fatte ne'quattro Liquori nuove fermentazioni,
e ſeparazioni in tutto ſimili di un Solfo giallo do
rato, più bello del precedente, ho meſcolati
queſti Liquori e gli hofeltrati; ho verſato fia
- m l
Dell'Antimonio, 85
il Liquore feltrato ch'era chiaro, nuovi Acidi,
ma non è più ſucceduta alcuna ſeparazione; ho
lavato il mio Solfo dorato, e l'ho poſto a ſeccar
ſi; ne hò avuto ſette dramme: il ſuo colore è -

roſso, la ſua qualità è ſimile a quella dell'al- Doſe e


tro; e ſe ne può dare nella medeſima Doſe, cioè,
da due ſino ad otto grani.
Ho fatto ſeccarla Materia antimoniale rima
ſta e ſeparata dal ſuo Solfo; ſi è ridotta in una
Polvere bruna o quaſi nera, che peſava dieci S
once e mezza; era codeſta la parte regolina -
ovvero la più fiſsa di una libra di Antimonio
minerale meſcolata col Capo morto di due li
bre di Tartaro; l'ho poſta in fuſione con gran
fuoco dentro un Crogiuolo, vi ho aggiunta un
oncia di Salnitro per renderla più atta a fon
derſi, poi l'ho verſata in un mortaio di ferro “Regolo di
ne ho tratta una piccola Maſsa di bel Rego-A, timo
lo, che peſava due once e cinque dramine, co- ni o.
perta di quattrº once di Scorie: queſto Regolo
è del tutto ſimile al Regolo preparato col me
todo conſueto: la Materia è diminuita nella
calcinazione quattr' once e ſette dramme e
. ITlc7. La e -

Ho polverizzate le Scorie e le ho fatte bol


lire nell'Acqua; ho feltrato il Liquore e ſa
pra vi ho verſato dell'Aceto. E' ſucceduta una
piccola fermentazione e la ſeparazione di un
bel Solfo giallo, collo ſteſso cattivº odore che
ſi fa ſentire nella preparazione di tutti i Solfi solfo
dorati di Antimonio. Ho ſeparato e lavato il dorato
Solfo per toglierne le impreſſioni de' Sali; poi di Anti
l'ho poſto a ſeccare; ne ho avute ſei dramme: moni.
ha la ſteſsa virtù che gli altri. -

Ho fatto ſeccare le Scorie lavate e ſpogliate


del loro Solfo; me ne ſono reſtate due once a
F 3 Imºl
-
36 , Trattato
mezza; ſono peſanti, di color grigio bruno,
ſenza odor nè ſapore; è duopo ne ſia uſcita
un oncia tre dramme e mezza, tanto di Solfo
d'Antimonio, quanto di Sal fiſſo del Salnitro.
A R T I C O L O X VI I .

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio, di


Tartaro, e di Salnitro, qual adopraſi d'ordi
mario per far il Regolo di Antimonio.
O polverizzate e meſcolate inſieme ottº
once di Antimonio crudo, ſei once di Tar
taro roſſo, e tre once di Salnitro; ho poſta la
Miſtura dentro una gran Storta e l'ho collocata
in un Fornello; vi ho adattato un aſſai groſſo
Pallone di vetro per Recipiente, ho lutate con
eſattezza le commeſſure; ho dato il fuoco a .
grado a grado ſotto la Storta . Allorchè la
Materia è divenuta calda , vi ſi è fatta una
detonazione che avrebbe fatto ſcoppiare il tut
to, ſe i Vaſi non aveſſero avuta molta capacità;
non ſi è parimente potuto impedire il diſper
derſi alcuni Vapori per via delle commeſſure .
Ho fatto continuare il fuoco, finattanto chè
non è più uſcita coſa alcuna, poi ho laſciati
divenir freddi i Vaſi; ho trovato nel Recipien
te un Liquor roſſo, che peſava cinque once e
ſette dramme, e l'ho feltrato. Non ſe n'è ſe
parata che una piccoliſſima quantità di Olio ne
ro, perchè quaſi tutto l'Olio di Tartaro è ſtato
rarefatto ed eſaltato dalla parte volatile del Sal
nitro. Ho conſiderato il Liquor roſſo feltrato.
IIa l'odore dello Spirito di Tartaro, il ſuo ſa
pore è ſalato, e il Sale da eſſo contenuto è
Alcalì, perchè ſcroſcia cogliAcidi. Fa meſtie
i Il
Dell'Antimonio. 87
ri che il Salnitro abbia volatilizzata in queſta
diſtillazione, una parte del Sal fiſſo del Tartaro,
e il fuoco l'abbia reſo Alcalì e poroſo. Il color
roſſo di queſto Liquore può procedere in parte
da una porzione di Solfo più diſtaccato dall'An
timonio, la qual è ſtata diſsoluta, e levata via
inſieme col Sal volatile; ma ſia come ſi voglia,
queſta parte di Antimonio non ha reſo emetico
il Liquor diſtillato; perchè ne ho dato a molte
Perſona ſino a due dramme per ogni Doſe, ſenz'
aver egli provocato in eſse alcuna voglia di re l'irtù,
cere: l'ho conoſciuto buono per eccitare la
traſpirazione degli umori , per lo Scorbuto,
e per riſolvere e togliere le Oppilazioni : la . Doſe.
Doſe è da mezza dramma ſino alle due dram
In e e

Ho rettificato queſto Liquore con una ſempli


ce diſtillazione a fuoco di Sabbia, per renderlo
più chiaro e men diſguſtoſo.
Ho trovato nella Storta una Maſsa ſpugnoſa
nera , di un odore di Tartaro abbrucciato,
di un ſapore un po' ſaiſo: l'ho peſata; ve n'
erano nov once e ſei dramme, le quali unite
alle cinque once e ſette dramme di Liquore,
fanno quindici once e cinque dramme; vi furo
no dunque un oncia e tre dramme di Vapori
diſperſi; perchè avevo poſto in uſo diciſett'on
ce di Materia.
Ho meſso in fuſione col fuoco la Maſſa ne
ra, e ne ho tratto una piccola Maſsa di Rego Regolo
lo ſtellato, la quale peſava due once ſei dram- di Anti
me e mezza, coperta di Scorie nericcie, di pe monio,
ſo di cinque once e una dramma; il fuoco ha
dunque fatto diſperderſi un oncia ſei dramme
e mezza della materia ,
Ho polverizzate le Scorie, le ho Atte bollire
4 nel
/ 38 Trattato
Solfo nell'Acqua, e ne ho tratto un Solfo dorato ſi
dorato. mile al precedente.
A R T I C O L O X VI II,

Diſtillazione dell' Antimonio con molte Materie


inciſive, apritive e antiſcorbutiche.
O grattugiata, peſtata e ben meſcolata
inſieme della Radice di Rafano ruſticano,
della Cipolla Scilla, della Cipolla comune, ſei
once di ognuna; dell'Aglio due once, del Sol.
fo dorato di Antimonio ſecco quattr'once; della
Senapa bianca in paſta, quale ſi adopra negli
intingoli, ſedici once; dell'Acqua ſpiritoſa di
Coclearia, cinqu'once: ho poſta la Miſtura in
una Cucurbita di Selce, alta e ſtretta di bocca,
l'ho ben turata e l'ho collocata in luogo cal
do, ve l'ho laſciata in digeſtione per lo ſpazio
di un meſe, poi l'ho poſta in diſtillazione a Ba
Aequa gnomaria, eſsendo i Vaſi eſattamente lutati;
antiſeor. ne ho tratto ott'once e mezza di un Acqua
butica - limpidiſſima, la quale aveva un odor diſguſto
ſo e un ſapore un po' acido: ne ho fatto pren
Virtà , der per bocca da mezza dramma ſino ad un on
cia. Non ha eccitato alcun vomito; ma ha fat
to molto orinare; è buona per lo Scorbuto, per
Doſe, la Renella, per le Oppilazioni. -

Ho tolto il loto da Vaſi, ho trovato la Ma


teria ch'era reſtata nella Cucurbita in conſiſten
- za di aſsai liquida paſta: ne ho preſo ott'once,
Eſtratto dalle quali ho cavato l'Eſtratto con dell'Acqua,
antiſeor. per via della maniera ordinaria ; ne ho avute
butico. ue once e tre dramme. E' giallo , di odor
diſguſtoſo, tendente a quello della Cipolla, di
Virtù. ſapore amaro. Ho fatto ne prendeſsero i"pla
Dell'Antimonio, 98
Infermi, gli uni aſſaliti da dolor Nefretico, gli
altri dallo Scorbuto, e altri da paſſione Iſteri.
ca, ſino a due ſcrupoli per Doſe. Ha fatto vo Doſe»
mitare, ma fuor d'ogni violenza, e ha prodotti
buoni effetti.
Ho tolto dalla Cucurbita il rimanente del
la Materia in paſta: l'ho poſta in una Storta,
e ne ho fatta la diſtillazione col mezzo di un
fuoco graduato: ne ſon uſcite in primo luogo
vent once e mezza di un Liquore aſſai chiaro
che aveva un cattivo odore, tanto a cagione
delle Materie delle quali era ſtato tratto, quanto
a cagione del fuoco di un ſapore un poco acido
e diſguſtoſo.
Dopo aver tolto queſto Liquore dal Recipien
te, l'ho adattato di nuovo al collo della Stor
ta, e ho accreſciuto il fuoco ſino al quarto
grado, per far uſcire dalla Materia, tutto ciò
che ne poteſſe eſſer tratto. Ha diſtillato anco
ra tre once di Liquore, l'ho verſato in un Fel
tro, è paſſata un Acqua roſſiccia, e ſono re
ſtate nella Carta grigia nove dramme di un Olio
ſpeſso, nero, fetentiſſimo, e molto ſimile in
conſiſtenza, in colore, e anche in virtù , a
quello che ſi eſtrae con ſimile diſtillazione da
molti Animali, come dalla Vipera, dal Corno
di Cervo.
Il Liquore feltrato è ſtato parimente di peſ
ſimo odore, di ſapore ſalſiſſimo e amaro; ne
ho meſcolato con Acidi e con Alcali; non vi
ha fermentato; non ha parimente fatto cam
biar colore alla Tintura di Tornaſole; ma ha
ſconvolta e fatta bianca la diſsoluzione del Su
blimato corroſivo. Codeſte eſperienze danno a
vedere che queſt'ultimo Liquore diſtillato è im
pregnato di un Salvolatile Alcalì, i pori del
- qua
9o Tartaro
quale non ſono appuntino abbaſtanz'aperti per
eſser ſenſibilmente penetrati dagli Acidi or
dinari.
I due Liquori diſtillati colla Storta, ſono
apritivi propri per lo Scorbuto, per la Pietra.
Ho trovato nella Storta tre once e ſei dram
me di una Materia rarefatta, leggiera, nera co
me carbone, ſenza odore, di un ſapore un poco
ſalato l'ho poſto a calcinarſi con un gran fuo
co per lo ſpazio di due ore: ha traſmeſso dei
fummi ed è diminuito di un oncia: ho trovato
nel Crogiuolo una ſpecie di Cenere bianca di
ſopra, grigia diſotto, nera in fondo più ſalata
di quello era prima della calcinazione. L'ho
poſta in molle e a bollire nell'Acqua; ho fel
trato il Liquore, ne ho preſa una porzione,
ſopra la quale ho verſato dell'Aceto e de
gli altri Acidi, non vi ſi è fatta alcuna ſe
parazione.
Ho fatto evaporar ſopra il fuoco l'altra por
Sale an- zione del Liquore feltrato; mi è reſtato un Sal
ziſcor- fiſso bianco, ſenza odore, di un ſapor aſsai acro,
butico, ma non ha fatto alcun ſenſibile ebollimento co
gli Acidi nè cogli Alcalì: ha reſa bianca leggier
mente la diſsoluzione del Sublimato, ma ſenza
precipitazione. Ha dato alla Tintura del Tor
naſole un poco di color roſso.
Ho dato di queſto Sale a molti Infermi da i
Effetti. ſei grani ſino ai dodici: non ha prodotto che
un effetto apritivo. Ne ho fatto prendere alcu
ni giorni dopo mezza dramma per Doſe agli
ſteſſi Infermi; ha eccitatº negli uni un vomito
leggiero e ſenza violenza, negli altri delle ſemi
plici nauſee: è neceſsario che queſto Sale ſi ſia
impregnato di qualche porzione del Solfo del
l'Antimonio; ma, oltre l'avere la calcinazio
'Ile
--
Dell' Antimonio, 9r
ne portato via la maggior parte di queſto Solfo,
quello che ne reſta è aſsai reſo grave dal Sal fiſ
ſo, perchè non abbia ſe non una leggiera diſpo
ſizione al moto e ad irritare le fibre dello
ſtomaco, -

Nel rimanente, benchè queſto Sale non ſia


gran fatto carico della Soſtanza ſulfurea dell'
Antimonio, vi è moltº apparenza che vi ſe ne
trovi a ſufficienza per turare i ſuoi pori, e per
impedire ad eſſo l'eſser Alcalì, perchè tutte le
Materie vegetabili fatte entrar nell' operazio
ne, ond'è tratto codeſto Sale, ſono di Sali
Alcalì ripiene.
Ho fatto ſeccare la Cenere lavata, eſsendo
ſecca ebbe il peſo di un oncia cinque dramme e
uno ſcrupolo : E' dunque uſcita dalla Cenere
calcinata un oncia con due ſcrupoli di Sale,
Cedeſta Cenere è aſsai peſante, di color gri
gio oſcuro, ſparſa di piccole particelle riſplen
denti, che procedono dall'Antimonio: ſi po
trebbe trarne un poco di Regolo per la via
conſueta,

A R T I C O L O x1x
Diſtillazione dell' Antimonio erudo , penetrato
quanto può eſſerlo dagli Spiriti Acidi di Sal o
di Vetriuolo, per far un Liquore che rappre
ſenti in qualità il Butirro ovver Oglio gla
ciale di Antimonio, -

i L Butire di Antimonio ſi eſtrae d' ordina


rio dalla Meſcolanza dell'Antimonio e del
Sublimato corroſivo. Il Butirro è la parte Re
golina dell'Antimonio penetrata per metà diſ
ſoluta dagli Spiriti di Sale e di Vetriuolo, i
- qua
92 Trattato
quali erano nel Sublimato; ma codeſto Subli
mato non entra in queſta operazione fenon co'
ſuoi Spiriti acidi. Il Mercurio che ne fa il cor
po vi è aſſolutamente inutile. Si può dunque
far aſſai bene un Butirro ovver Olio di Antimo
nio, coll'Antimonio e cogli Spiriti di Sale e di
Vetriuolo, ſenza l'aiuto del Sublimato. Ciò ſa
rà dimoſtrato dall' Eſperienze ſeguenti.
Ho poſto in una gran Storta di Vetro ſei once
di Antimonio crudo ſottilmente polverizzato;
villo verſato ſopra quattr'once di Spirito di Sal
e altrettante d'Olio di Vetriuolo; ho confuſo
inſieme la Meſcolanza. Queſti Acidi han pe
netrato l'Antimonio, ed è ſucceduto un leggie
ro ebollimento con calore; ho poſta la Storta
col becco all'insù, ſopra un piccol fuoco di di
geſtione, e ve l'ho laſciata ventiquattr'ore,
muovendola di quando in quando; ho trovato
che la Materia era divenuta bianca nella ſua ſu
perficie: ho poi collocata la Storta ſopra la Sab
bia in diſtillazione; vi ho adattato un Reci
piente, e dopo aver eſattamente lutate le com
meſſure, ho fatto ſotto un fuoco graduato, ma
ſono ſtato coſtretto a reggerlo con molta mode
razione, perchè quando la Materia fu riſcalda
ta,hà prodotte delle ſcoſſe sì vigoroſe nella Stor
ta, che il tutto ſarebbe ſcoppiato ſe foſse ſtato
ſollecitato con troppa violenza il calore. Il pri
mo Liquor diſtillato era bianchiccio, poi ſi ſon
alzati de i Vapori tendenti al roſso che ſono
venuti dal Solfo dell'Antimonio; ho continuato
il lento fuoco per lo ſpazio di ott'ore, e al
lorchè ceſsarono le ſcoſse nella Storta , ho ac
creſciuto ſino al terzo grado il fuoco: ſono uſci
ti dei Vapori bianchi, ho continuato il fuo
cq finattanto chè non è più uſcita coſa alcuna,
-- tº Que
Dell'Antimonio. 93
Oueſta diſtillazione durò in tutto ſedici ore e,
ch'è un tempo due volte più lungo di quello è
ſolito conſumarſi per la diſtillazione dell'Anti
monio col Sublimato corroſivo: e la ragione ſi
è, che gli Acidi del Sale del Vetriuolo, eſſen
do ſtati volatilizzati dal Mercurio, allorchè fu
fatto il Sublimato, ſono molto più in diſpoſi
zione di alzarſi coll'Antimonio, quando ſono
ſpinti dal fuoco, di quello ſieno lo Spirito di Sa
le e l'Olio di Vetriuolo ordinari di noſtra ope.
razione, che ſono Acidi fiſſi e difficili ad eſſere
eſaltati.
Ho trovato nel Recipiente un Liquor torbido
bianchiccio, del peſo di ſettonce e una dram
ma, i'ho verſato in una Caraffa di vetro per con
ſervarlo. Si è precipitata molta Materia denſa
quaſi come il Butirro, in parte bianca e in par
te gialliccia. Il Liquor di ſopra è divenuto
limpido come l'Acqua; ma vi reſtarono alcune
particelle gialle e ſulfuree dell'Antimonio ſo
prannuotanti. L'uno e l'altro Liquore è cau- ,
itico e opera come il Butirro di Antimonio lº
ordinario, per fare eſcara, per conſumare le ºººº
carni bavoſe ſono per verità un poco più debo-º".
i che iButirro, perchè gli spiriti dei sai delº"
Vetriuolo, de quali ſono compoſti, contengono di Anti.
del non
vo Flemma, e gli Acidi del Sublimato corroſi-"".
ne contengono. Varrà a

Ho preſo un oncia del Liquor cauſtico chiaro;


l'ho verſato in ottonce di Acqua tiepida: il Li
quore reſtò indebolito in modo tale,che gli Aci
di aon avendo potuto ritenere le particelie dell' Precipi
Antimonio da eſſi prima diſſolute e ſeco rapite, º ato bia
ſi è fatto un aſſai bel Precipitato bianco: l' ho co a An
ſeparato, l'ho ben lavato, e l'ho poſto a ſec trinomio,
carſi i mi è reſtata una dramma di Polvere bian
- - C33
94 Trattata
ca, ſimile alla Polvere di Algaroto ordinaria e
aveva le medeſime qualità. Ell'è propriamen
te un Antimonio eſattamente polverizzato, le
di cui ſuperficie aſsai moltiplicate ſono ſtate reſe
atte a riflettere da più parti la luce. Potrebbeſi
per curioſità rimettere facilmente codeſta Pol
vere bianca in Regolo, col mezzo del fuoco e di
un Sal reduttivo, ma rimetto il fare codeſta pic
cola Eſperienza, allorchè mi affaticherò intor
no alla Polvere di Algaroto ordinaria.
L'Acqua nella quale è ſtato verſato queſto
Liquor cauſtico è divenut'acida, quaſi come il
Spirito Liquore che ſi dinomina, spirito di Vetriuolo
di vetri Filoſofico, è buona quanto egli è, per rinfre
uolo Fi. ſcare e togliere la ſete. Se ne vien meſcolata una
loſofico. piccola quantità con molt Acqua, ha vn aggra
virtà. devole acidezza. -

Ho preſo un oncia del Liquor cauſtico ſpeſſo;


vi ho verſato ſopra ott'once di Acqua tiepida,e
ho proceduto come nell'altra operazione; ne e
ho tratti cinque ſcrupoli di Polvere, che nel
ſeccarſi ha preſo un color gialliccio, ſimile a .
Polvere quella della Polvere di Algaroto ch'è ſtata..
di Alga tratta da un Butirro d'Antimonio diſtillato a .
roto, troppo gran fuoco, e nella quale paſsò del Solfo
di Antimonio. Gli effetti di queſta Polvere ſo
no ſtati ſimili a quelli della precedente.
Ho confuſo il rimanente del Liquor cauſti
co, e ne ho poſto un oncia in un Vaſo di ve
tro; ho verſato ſopra altrettanto Spirito di Ni
tro di flemmato: è ſucceduto un ebollimento
con calore , e ſe ne ſon alzati de i Vapori
roſſi, di cattivo odore: ho fatto evaporare l'u-
midità ; mi è reſtata una materia bianchic
cia, ſopra la quale ho ancora verſato due vole
te dello Spirito di Nitro come prima,ſi l'ho
(iO
- -

-
Dell'Antimonio. 95
fatto evaporare della ſteſſa maniera. Mi ſono Bezzuar
reſtate tre dramme e mezzo ſcrupolo di Polvere romine.
bianca che nulla differiſce dal Bezzuarro Mine rale.
rale ordinario.
Ho ſpezzata la Storta e ho tratto dal ſito
fondo una Maſſa aſſai peſante, grigia-bian
chiccia nella ſua ſuperficie, nera e criſtallina nel
diſotto, ſimile a quella che reſta dopo la di
ſtillazione dell'Antimonio col Sublimato corro
ſivo, e la Sublimazion del Cinabro : ho peſa
ta queſta Maſſa; ve n'erano quattr' once e due
dramme e mezza; è dunque uſcita da ſei on
ce di Antimonio, da me già adoperato in .
queſta operazione, un oncia cinque dramme e
mezza di ſoſtanza, la quale unita ad ott once »
di Spirito di Sale di Vetriuolo, fatte da me ,
diſtillare coll'Antimonio, fa che ſieno in tut
tonov once cinque dramme e mezza. Non ho
tuttavia trovato nel Recipiente ſe non ſett on
ce e una dramma di Liquore; ſe ne ſono dun
que diſperſe due once e melza dramma. Co
detto diſpergimento, in primo luogo, è ſuc
ceduto, per la fermentazione delle Materie »,
durante la digeſtione; perchè penetrando gli
Acidi l'Antimonia , è ſucceduto calor ſuiti
ciente per far evoporare per via del collo del
la Storta, le parti più flemmatiche e più leg
giere degli Spiriti acidi. In ſecondo luogo, ſi
diſperdono ſempre alcuni Spiriti nel tempo
della diſtillazione, per quanto ſieno ben lutare
le commeſſure l -

Ho voluto vedere ciò che conteneva la Maſſa


fiſſa reſtata nella Storta; l'ho ben polverizzata e
meſcolata con parti eguali di Salmntro e di Tarta
ro, ho poſto il neſcuglio in fuſione dentro un
Crogiuolo, e ne ho tratto una piccola dalia
di
96 Trattato
Regolo di un bel Regolo ſtellato che peſava un oncia e
di Anti- cinque dramme, coperto di quattr'once e due
monio, dramme di Scorie grigie : ho tratto da queſte
Solfo do-Scorie nella maniera ordinaria, un oncia e ſette
rato di dramme di un Solfo roſſobruno e affatto ſimile
Antimo- al Solfo dorato di Antimonio ordinario.
mio- Le Scorie dopo l'eſtrazione di queſto Solfo, ſi
ſono ridotte in una Paſta leggiera grigia, che »
aveva un poco di cattivo odore e un ſapore inſi
pido. Queſta è propriamente la parte più ter
reſtre dell'Antimonio; ma non è aſſolutamente
privata de principi attivi; perchè ho conoſciu
to ch'era ancor vomitiva; l'ho peſata, ve n'era
no ſette dramme, ſe ne ſon dunque ſeparate tre
once e tre dramme di Solfo e di Sali fiſſi.
Dopo aver fatta codeſta ſpecie di Analiſi del
la Maſſa fiſſa, reſtata nella Storta dopo la diſtil
N lazione, mi accorgo che un oncia e cinque e
dramme di Regolo che n'è ſtato tratto, fa una
quantità che ſi accoſta a quella, la qual avrebbe
beſi potuto trarre ſenz'altra preparazione che
il metodo conſueto, da ſei once di Antimonio
crudo da me adoprate; è dunque coſa chiara che
non è paſſato molto Regolo di Antimonio nel
noſtro Liquor diſtillato. Il diſtaccamento che
ſi è fatto da queſto Minerale, dev'eſſere ſtato
principalmente della ſua parte ſulfurea.
Non mi ſon contentato di aver fatto diſtillare ,
l'Antimonio crudo cogli Spiriti di Sale di Vetriuolo:
bo fatte delle operazioni ſimili ſopra molte prepara
zioni di queſto Minerale come ſono per riferirle.

AR
Dell'Antimonio, - 97

A R T I C O L O X X,
-
: -

Diſtillazione dell'Antimonio, calcinato dal fuoco


e penetrato dagli spiriti di Sale di
Vetriuolo. i

O poſte dentro una Storta di vetro aſſai


11 grande due once di Antimonio calcinato a
fuoco lento, ſenz'addizione, e ridotto in Pol
vere grigia, come ſi fà quando ſi vuol farne del
Vetro di Antimonio: vi ho verſate ſopra tre
once d'Olio cauſtico di Vetriuolo e tre once di
Spirito di Sale; ho confuſo il Meſcuglio e l'ho
poſto caldamente in digeſtione, per lo ſpazio di
ventiquatt'ore: ſi è fatto un ebollimento con .
calore e ſe ne ſono alzati dei Vapori, ho collo
cata la Storta ſopra la ſabbia, vi ho adattato un
Recipiente, ho lutate le commeſſure, e con un -
fuoco mediocre, per lo ſpazio di ſei ore, ho fat
to diſtillar goccia a goccia un Liquore bianchic
cia, poi ho accreſciuto il fuoco ſino al terzo gra
do: ſono paſſati nel Recipiente molti Vapori,
i quali ſi ſon riſoluti in un Liquor bianco più
ſpeſſo del primo: ho fatto continuare il fuoco
finattanto chè non è più uſcita coſa alcuna; l'o-
perazione durò tredici ore: Ho trovato nel
Recipiente cinqu'once di Liquor bianco come e
Latte e della medeſima conſiſtenza, ſenza odo- Li quore
re, di un ſapore acidiſſimo cocente. Il ſuo co-over
lor bianco non può dirivare ſe non dalle parti olio
celle dell'Antimonio, dagli Acidi diſſoluto: Ho cauſtico
laſciato poſare il Liquore, ſe n'è precipitata una di Anti
Materia ſpeſſa come Latte rappreſo, e la par- monio.
te ſuperiore è divenuta limpida come Acqua di
Fonte. Codeſto Liquore e un Cauſtico debole, Virtù e
- G eſſen
98 Trattato
eſsendo eſteriormente applicato. E' proprio per
lo intarlamento dell'oſsa; deterge potentemen
te e conſuma le carni bavoſe; è vomitivo, quan
do ſe ne diano quattrº o cinque gocce per bocca,
in un gran bicchiere di orzata o di altro appro
priato Liquore.
Ho agitato il Liquor cauſtico e ne ho verſata
mezz'oncia in cinque o ſei once di Acqua comu
ne; ſi è fatto un bianchiſſimo Precipitato; ma -
queſta precipitazione è fucceduta più lentamen
te di quella ſuol farſi dal Butirro di Antimonio
ordinario, allorchè ſi getta nell'Acqua per trar
Preci ne la Polvere di Algaroto; ho ſeparato il Preci
pitato pitato con un Feltro, l'ho ben lavato e l'ho po
brico di ſto a ſeccarſi; ne ho avuti trenta grani. E' que
Antimo- ſta una Polvere bianchiſſima e più ſottile della
no. Polvere di Algaroto; è perfettamente ſimile al
Magiſterio di Antimonio e ne ha le qualitadiº
Magiſtº la ſottigliezza delle ſue parti la rende leggiera:
riº di queſta è la ragione perche ſta gran tempo a pre
Antimo-cipitarſi.
no- Il Liquore feltrato fu trovato acido, e dellº
ºpiº ſteſsa natura con quello che ſi dinomina, Spirito º
ºi Vetrº di Vetriuolo Filoſofico. -

ºººº Ho preſo un oncia di Liquor bianco; vi ho


ºſº verſato ſopra un oncia e mezza di spirito di Ni
tro, ho fatto ſcaldare la Meſcolanza; non vi è
ſucceduto alcun ebollimento, ho poſto ad eva
porare l'umidità; mi è reſtata ſolo una dramma
di materia butirroſa, bianchiccia, cauſtica.
Parmi in queſta operazione che l'Antimonio
calcinato, il quale ſtato in opera, ſia ſtato in
teramente penetrato e fottilmente diviſo, della
ſteſſa maniera della quale ſuol eſſerlo dall'Acqua
regia. Queſto ha fatto che il Liquor diſtillato,
non
-.
ha prodotto che una Polvere leggiera,quan
- - do
Dell'Antimonio, 99
do è ſtato gettato nell'Acqua comune, e non ha
ſcroſciato collo Spirito di Nitro, come fa il Bu
tirro di Antimonio: perchè acciò l'Antimonio
ſia diſtillato in Burirro ovvero in Liquore della
ſteſſa natura, biſogna non ſia ſtato penetrato
che per metà dagli Spiriti acidi, come di poi
proverollo. - -

Ho trovato nella Storta una Maſſa bianca aci


diſſima, cauſtica, che peſava due once e ſette
dramme. Si è ridotta da ſeſteſſa in Polvere: ſi
può adoperarla eſteriormente quando ſi tratta -
di penetrare, di aprire e di detergere; la ſua vi
oroſa acidità viene dalle parti più fiſse degli
si Vetriuolo e di " che ſono ſtate »
come oſtinatamente attaccate al corpo dell'An- . .
timonio, - º Diftil
È da oſservarſi che non appariſce eſserſi diſi istit
perſa che una dramma della Meſcolanza in tutta",
codeſta operazione. Ho fatto diſtillare della -,
ſteſsa maniera del Vetro di Antimonio con alcu-"
i
Antimo
ni Spiriti di Sale di Vetriuolo; ne ho tratto un,.
Liquore bianco, affatto ſimile a quello di cui ora" da
hº parlato, e mi è reſtata una bianca e cauſtica-, si.
Maſsa. - riti di

- Vetrino
A R TI COL O XX I. lo, e di
Sale a
Diſtillazione del Regolo di Antimonio Marziale
penetrato dagli Spiriti di Sal e di
-
Vetriuolo,

O poſte détro una Storta di vetro aſsai am


I l pia,due once di bel Regolo di Antimonio
Marziale, ſottilmente polverizzato; ho verſa- .
to ſopra di eſſe tre once di Qlio cauſtico di Vetri.
uolo e altrettante di Spirito di Sale; ho poſta la
- G a Ma
'roo Trattato
'Materia indigeſtione per lo ſpazio di ventiquat
tr'ore; vi ſon ſucceduti fermentazione e calo
re: ma non è divenuta bianca nella ſua ſuperfi
cie, come nell'altre operazioni: è reſtata nera
per tutto, il che procede veriſimilmente dall'
impreſſione e dalla tintura che dal Ferro è ſtata
al Regolo ſomminiſtrata: l'ho poſta poi a diſtil
lare a fuoco di riverbero graduato e ſtimolato
aſsai vigoroſamente ſul fine:ho fatto continuare
queſt'ultimo grado di fuoco, finattanto chè non
paſsò più coſa alcuna nel Recipiente. L'opera
zione ha durato tredici ore: ho laſciati diventar
freddi i Vaſi e da eſſi ho tolto il loto, ho tro
- vato nel Recipiente cinqu'once e tre dramme e
Liquore mezza di un Liquore, in parte chiaro come
ºr l'Acqua comune,in parte ſpeſso come il Butirro,
9ººt di color bianco e roſſiccio, con aſſai odore di
ſºiº di Solfo, e di un acidiſſimo Sapore. Il Liquor
4º chiaro potrebbeſser dato per bocca per far vo
mo
i "mitar dolcemente la Doſi è di cinque o ſei goc
Ce ; ma ſarebbe duopo il prenderlo in un aſsai

Dofi gran quantità di orzata ovvero di brodo, per


indebolirne gli Acidi a ſufficienza. -

Il Liquore ſpeſso che ſi può dinominar, Butir


ro di Antimonio Marziale è proprio per far eſ
Butirro cara e per mangiare le carni bavoſe, eſsendo
di Anti.eſteriormente applicato. -

m2onio Ho meſcolati i due Liquori inſieme, e ne ho


marzia- verſate due once in quindici o ſedici once di
le » Acqua comune; n'è ſucceduto un Precipitato
Precipi-bianco, l'ho ſeparato,l
e
'ho lavato e l'ho fatto ſec
me a
tato di care: ne ho avut due dram e mezz e otto
Antimo-grani; è divenuto roſſiccio: ne ho fatto pren
mio mar-dere da un Uomo ſei grani per bocca; ne reſtò
ziale. purgato per diſopra e per diſotto. Se ne può da
Vertà reda i due ſino agli otto grani ,
Doſe. L'Acs
Dell'Antimonio, ror

L'Acqua che ha ſervito a fare queſto Precipi diSpirito


Ve
tato è molto ſimile allo Spirito di Vetriuolo Fi
triuolo
loſofico, e ne ha le virtù. -

Ho preſa un altra porzione del Liquor meſco Filoſo


lato; vi ho meſcolata una egual quantità di Spi fico.
rito di Nitro, non è ſucceduto alcun ebolli
IneIltO e -
Codeſta diſtillazione è ſtata diverſa dalla
precedente in quanto ha prodotto più Butirro
condenſato, ed è ſtata accompagnata da un Sol
fo roſſo: la ragione perchè codeſto Solfo non è
ſtato ritrovato nell'altra diſtillazione, è che vi
avevo adoperato un Antimonio privo del ſuo
Soiſo groſſo e in tutto diſpoſto ad eſſere vetrifi
cato; ma nell'ultima diſtillazione, ho adopra
to un Regolo di Antimonio Marziale, che o
quantunque foſſe ſtato purificato quanto poteva
eſſerlo, ſempre conteneva ancora molto di que
ſto Solfo, ſenza mettere in conto quello del
Ferro che vi era incorporato.
e Ho ſpezzata la Storta e dentro ho trovata una
Maſſa rarefatta, grigia, ſenz'odore, e ſenza
ſapore apparente; l'ho peſata, ve n'erano due
once e mezza dramma: ſi ſono dunque diſperſe
nella fermentazione e nella diſtillazione, quat
tro dramme e mezza del Meſcuglio. Ho polve
rizzata queſta Maſſa, e l'ho poſta a calcinarſi a
gran fuoco dentro un Crogiuolo per lo ſpazio di
due ore; non ſi è liquefatta, non ha traſmeſſo
fummo, e non è diminuita nel peſo; ma è dive
nuta bianca: l'ho trovata inſipida al guſto, com'
era prima della calcinazione: biſogna tuttavia,
ch'ell'abbia ritenute delle Punte acide che fac
ciano una parte del ſuo peſo, perchè io non ave
vo adoperate che due once di Regolo di Antimo
mioin queſta operazione, e n'è paſſata una parte
s . G 3 nel
--
- - -

-
1o2 Trattato ,
nella diſtillazione che ha diminuita la ſua quan
tità. Queſti Acidi ſi ſono veriſimilmente sì ben
rinchiuſi e intricati nelle parti ramoſe dell'An.
timonio che il fuoco non ha avuta forza di ſe
pararli, -

A R T I C O L O X XII, i

1)iſtillazione del Fegato di Antimonio, penetrato


dagli Spiriti di Sal e di Vetriuolo,
O poſto dentro una Storta di Vetro, aſſai
grande, due once di Fegato di Antimonio
ſottilmente polverizzato;ho verſato ſopra di eſse
due once di Olio di Vetriuolo e altrettante di
Spirito di Sale; ho laſciata la Materia in digeſtio
ne per lo ſpazio di ventiquattr'ore,movendola di
quando in quando.Vi è ſucceduta una fermenta
zione che ha molto gonfiato, ſcaldato e fatto bi
anco il Meſcuglio; ho poſta poi a diſtillarla Ma
teria con un fuoco di riverbero graduato e l'ho
ſpinto all'eſtrema violenza, finattanto che non è
più uſcita coſa alcuna: l'operazione ha durato
Preci.
dieci ore; ho trovato nel Recipiente tre once e
mezza dramma di un Liquor bianco, in parte
pitato chiaro e in parte ſpeſſo, che aveva un odore di
hiameo
di Fe Solfo e un acidiſſimo ſapore: l'ho meſcolato e ne
ho verſata un oncia in nove ovver dieci once di
gato di
Anti Acqua tiepida: ſi è precipitata una Polvere e
monio. bianca ſimile al Magiſterio di Antimonio; l'ho
ſeparata, l'ho lavata, e l'ho poſta a ſeccarſi i
ne ho avuti due ſcrupoli, - -

Ho preſo un altra porzione dello ſteſſo Liquor


bianco meſcolato, l'ho meſcolata con peſo egua
le di Spirito di Nitro, non vi è ſucceduto alcun
ebollimento.
º Nel
- - Dell'Antimonio, ro3.
Nel rimanente queſto Liquor biancotratto dal
Fegate di Antimonio non differiſce da quello che
avevo tratto dall'Antimonio calcinato, ſe non
ch'egli è più ſpeſſo e ha un odore di Solfo: la ra
gione della conſiſtenza più ſpeſſa viene dall'
avervi io adoperato meno Spiriti acidi; e il ſuo
odor ſulfureo procede dal non eſſere ſtato il Fe
gato di Antimonio tanto depurato dal ſuo Solfo
groſſo che non gliene ſia reſtata qualche porzio
ne, e io non ne avevo laſciato in conto alcuno
all'Antimonio calcinato. Codeſto Solfo non ſi
è tuttavia trovato sì abbondante in queſta diſtil
lazione, come in quella del Regolo di Antimo
nio Marziale; perchè non vi è ſtato quì che un
odor leggiero, e tutto il Liquor diſtillato è ſta
to in ſommo bianco: ma nell'altro non ſolo vi è
fatto un vigoroſiſſimo odore di Solfo, ma ezi
andio un color roſſo, come ſi è detto.
Ho ſpezzata la Storta; ho trovata attaccata
ai lati interiori della ſua volta e del ſuo collo,
una ſpecie di Sal volatile bianchiſſimo, acido,
l'ho ſtaccato, e fu di peſo due dramme e mezzo
ſcrupolo: l'ho attentamente conſiderato; era
della ſteſſa natura che il Liquore ſpeſſo diſtilla
to; ma era concreto. Ne ho fatto prendere dieci
grani ad un Infermo in un bicchier di Acqua;
ha ſciolto il ventre, ma non ha eccitato il vo
mito e

. Ho trovato nel fondo della Storta una Maſſa,


bianca nella parte ſuperiore, grigia e gialliccia
nella parte inferiore, di un ſaporacido ſalate.
Queſto ſapore è derivato dal Salnitro fiſſo, che
reſta ſempre nel Fegato di Antimonio e da una
porzione degli Acidi più fiſſa, che vi ſi è attac
cata: queſta Maſsa peſava due once; l'ho pol
verizzata, l'ho poſta in molle nell'Acqua calda,
-- - G 4 e mol
te4 Trattato
e molte volte l'ho lavata; ho feltrate le Lozio
mi e le ho poſte ad evaporare a fuoco lento; mi
ſono reſtate due dramme e mezza di un Salaci
do bianco, aſſai ſimile al Sal di Solfo: ne ho fat
to prendere dodici grami per bocca, altro non
ha prodotto che un effetto apritivo per via d'
orine, -

Ho fatta ſeccarſi la Materia lavata ; me n'


è reſtata un oncia cinque diamme, il ſuo color
era grigio tendente al bianco: non vi ho trova
to odor nè ſapore. E' codeſta la parte più fiſſa
del Fegato di Antimonio, ne ho fatto prendere
dieci grani per bocca: non ha prodotto alcun
effetto ſenſibile: la credo ſimile nella virtù al
Bezzuarro minerale, ovvero all' Antimonio
diaforetico. -

A RT I C O L O XXIII,
-

Diſtillazione dell'Antimonio calcinato, e penetrate


dal ſolo Spirito di Sale.
O poſte in una Storta di vetro due once di
Antimonio calcinato a fuoco lento e ri
dotto in Polvere grigia; ho verſato ſopra d'eſ
ſo ſei once di Spirito di Sale; ho poſta la Mate-,
ria caldamente in digeſtione, per lo ſpazio di
ventiquattr'ore; s'è fermentata e divenuta bian
ca: l'ho poſta a diſtillare con fuoco graduato e
vigoroſo ſul fine, da me fatto continuare fintan
Liquore tochè non è più uſcita coſa alcuna: ho trovato
antimo- nel Recipiente cinque once e due dramme e mez
miale za di un Liquor bianco molt'acido; l'ho laſciato
bianco. poſare, vi ſi è precipitata una Materia ſpeſſa -,
Virtù. e il Liquore ſoprannuotante è divenuno chiaro
Poſe. Ho fatto prendere di queſto Liquor ci"
-- -
- - a
Dell'Antimonio, rest
a ſedici gocce per Doſe: ha eccitato negli uni
un Vomito leggiero, negli altri ha operato ſem
plicemente per via di orine. La Materia bianca
precipitata è penetrante, molto deterſiva o un
poco cauſtica, eſteriormente applicata; ſi po
trebbe darne anche per bocca ſino a quattro o
cinque gocce in un bicchiere di orzata, o nel
brodo; farebbe vomitare. s
Ho agitato e confuſo inſieme il Liquore chia
ro e la Materia precipitata; ne ho verſato una
parte nell'Acqua, ſi è fatto un Precipitato bian- Precipi
co o Magiſterio di Antimonio, come nelle ope- tato bia
razioni precedenti. co o Ma
. Ho meſcolata un altra parte dello ſteſſo Li-giſterio
quore agitato con peſo eguale di Spirito di Ni- di Anti
tro, non è ſucceduto alcun ebollimento. monio e
Ho ritrovato intorno alla volta della Storta .
una dramma di Fiori bianchi o di Sal volatile
acido, ſimile a quello che avevo tratto dopo la
diſtillazione del Fegato di Antimonio.
- Ho trovato in fondo alla Storta una Maſſara
refatta, quaſi affatto bianca, eccettuata la par
te inferiore nella qual era grigia, inſipida al ſa
pore: peſava due once e due dramme; è ſucce
duto dunque il diſpergimento di due dramme, e
mezza, tanto nella fermentazione quanto nella
diſtillazione; ma è neceſſario che la parte reſta
ta dell'Antimonio abbia ritenuto molt'acido;
perchè, quantunque le due once di Antimonio
calcinato, abbiano ſomminiſtrato nella diſtilla
zione molto di lor ſoſtanza, che dee averne di
minuito il peſo, la Materia rimaſa ha peſato due
dramme più che l'Antimonio.
Ho conoſciuto dall'uſo che quellº era un An
timonio fiſsato e reſo ſimile in virtù all'Antimo
mio diafoetico,
- º - - da Re
104, Trattato

A R T I C O L O XXIV,

Diſtillazione del Regolo di Antimonio ordinario


collo Spirito di Nitro.
O poſte dentro una Storta di vetro due on
ce di Regolo di Antimonio ordinario,fot
tilmente polverizzato; ho verſato ſopra di eſſo
quattr'once di Spirito di Nitro; ho poſta la Ma
teria caldamente indigeſtione, per lo ſpazio di
ventiquattr'ore: è ſucceduto l'ebollimento con
calore, e il Regolo è divenuto un poco bianco;
ho collocata la Storta dentro un Fornello, vi
ho adattato un Recipiente; ho lutate eſatta
mente le commeſsure, e ho fatto diſtillare tutto
il Liquore con un gran fuoco graduato e vigoro
ſamente ſtimolato ſul fine: Ho trovato nel Re
cipiente due once ſei dramme e mezza di un Li
quor chiaro, di un acidiſſimo ſapore, dal quale
non ſi è fatta alcuna ſeparazione di Materia: ne
ho verſata una porzione in molt'Acqua comu
me, non vi è ſucceduta precipitazione alcuna;
il che dà a conoſcere che lo Spirito di Nitro non
ha levata alcuna porzion della ſoſtanza dell'An
timonio nella diſtillazione. -

Ho trovato nel fondo della Storta una Pol


vere gialliccia, tendente al bianco, inſipida,
che peſava due once e tre dramme: ne ho fatti
prendere otto grani per bocca a un Uomo ro
buſto: lo ha fatto vomitare ſenza violentarlo e
lo ha un po' purgato col mandar fuora gli eſcre
menti del cibo per le parti diſotto. Potrebbeſi
col mezzo di un Sal reduttivo vivificare codeſta
Polvere in Regolo di Antimonio. .
« º» . .
e a AR
Dell'Antimonio, 1o?

A RT I c o L o XXV.
Diſtillazione del Regolo di Antimonio penetrato
da una Meſcolanza di Aequa forte e di
Spirito di Sale,
1-I oRegolo
poſte in una Storta di Vetro due once di
Antimonio ſottilmente polve
di
rizzato; ho verſato ſopra di eſso una Meſcolan
za di quattr'once di Acquaforte e di due once di
Spirito di Sale. Queſta è una ſpecie di Acquare
gia; ho fatto digerir caldamente la Miſtura,
per lo ſpazio di ventiquattr'ore, agitandola di
quando in quando: ſi è fermentata con calore,
ed è divenuta bianca: l'ho poſta a diſtillare con
fuoco graduato, e vigoroſiſſimo ſul fine: ho tro
vato nel Recipiente cinqu'once e due dramme di
un Liquor bianchiccio, molto acido ; l'ho la
ſciato ripoſare; non vi è ſucceduta alcuna ſepa
razione, si può ſervirſene applicandola eſte
riormente, per fareſcara,
Ho trovato nel fondo della Storta una Maſsa
bianca rarefatta, ſtritolabile, ſeminata di pic
cole particelle lucenti, di un ſapore un poco ſa
lato, peſava due once e tre dramme: è dunque
ſucceduto un diſpergimento di tre dramme del
la Materia, tanto nella fermentazione quanto
nella diſtillazione: Ho fatto prendere dieci gra
ni di queſta Maſsa bianca in Polvere a un Infer
md; non ne ha ſentito alcun effetto: ne ho fatto
prendere dodici grani a un altro, non n'è reſta
to più dell'altro commoſso: Credo ch'ella ope
ri come l'Antimonio diaforetico, o come il
Bezzuarro minerale. º
e, .

AR
to3 Trattato -

A R T I C O L O, XXVI.

Piſtillazione del Regolo di Antimonio, penetrate


dal Sale, Armoniaco e dallo Spirito
di Nitro.
H OunapoſtoMeſcol
dentro una gran Storta di vetro,
anza di due once di Regolo di
Antimonio ordinario, e di un oncia e mezza di
Sale Armoniaco polverizzati; ho verſato ſopra
di eſſi ſei once di Spirito di Nitro diſlemmato:
queſto ſpirito ha ſubito penetrata la Materia, e
ivi ſi è fatta una grand'efferveſcenza che ha dura
to mezz'ora o circa con molto calore: ſe ne ſo
no alzati allora dei Vapori di color roſſo ſmor
to. Queſta efferveſcenza in parte è proceduta
dalla diſſoluzione del Sale Armoniaco, nello
Spirito di Nitro, e in parte da quella del Rego
lo; ma è da oſſervarſi che l'ebollimento è fucce
duto molto più prontamente quì, di quello ſuc
cede quando ſi fa la diſſoluzione del Sale Arm
niaco ſolo. La ragione ſi è, ch'eſſendo "i
.Regolo di Antimonio penetrato il primo, ha
prodotto del calore, il quale ha affrettato la diſ
ſoluzione del Sale Armoniaco. Ho laſciata la
Materia in digeſtione ſenza fuoco per lo ſpazio
di quattordici ore; è divenuta tutta bianca: l'ho
poſta in diſtillazione ſopra un fuoco graduato e
aumentato vigoroſiſſimamente verſo il fine, di
modo che la Storta è reſtata gran tempo roſſa:
ho trovate nel Recipiente quattr'oncedi Liquor
chiaro, di un acidiſſimo ſapore; ne ho verſata
ana porzione in molt'Acqua; non n'è reſtata in
conto alcuno intorbidata: il che fa conoſcere
che codeſto Liquore non ha tolta ſeconella di
- A. ſtilla
Dell'Antimonio. ro9
ſtillazione alcuna parte del Regolo di Antimo
nio: ne ho fatte prendere molte volte per bocca
ſei once per ogni Doſe dentro un bicchiere di or
zata; non ha prodotto che un effetto apritivo.
Ho ſpezzata la Storta, e ne ho tratta una
Maſſa rarefatta, leggiera, ſtritolabile, bianca
diſopra, gialla diſotto, ſeminata di piccole par
ticelle lucenti, o piccoli Criſtalli, che ſi attac
cava fortemente alla lingua al minor tocco, e
non ſi ſeparava ſe non con un poco di fatica ,
ſenza ſapor apparente. Queſta Maſsa peſava
due once cinque dramme: ſi ſono dunque diſ
perſe nella fermentazione e nella diſtillazione,
dtie once e ſette dramme delle parti più volatili
della Miſtura. º
- Ho lavata la Maſsa, e l'ho poſta a ſeccarſi; ſi
è ridotta in una Materia bianchiccia: ne ho fat
to prendere per bocca ad un Uomo dieci grani
per Doſe, non ne ha ſentito alcun effetto: cre
do che abbia una qualità ſimile a quella dell'
Antimonio diaforetico, ovvero a quella del
Bezzuarro minerale. - -
-

A R T 1 c o L o xxv II.
Piſtillazione del Solfo dorato di Antimonio
penetrato coll'Aequa regia.
EI O poſte in una Storta di vetro due oncie di
Solfo dorato di Antimonio; ho verſato
ſopra di eſſo ſei oncie di Acqua regia ordinaria,
fatta coll'Acqua forte e col Sale Armoniaco ; ho
ben meſcolata la Materia e l'ho laſciata in dige
ſtione a freddo, per lo ſpazio di dodici ore: non,
vi ſi è fatta alcuna fermentazione nè cambia
mento di colore: ho poſto poi il Vaſo ad un fuo
- CO
=-al

I to Trattato
co lento; vi ſi è fatta vedere in poco tempo una
conſiderabilefferveſcenza con calore che durò
un quarto d'ora, e ſe ne ſono alzati dei Vapori
roſſi; la Materia è divenuta bianca, ho fatta,
continuare queſt'ultima digeſtione per lo ſpazia
di un ora, avendo poi collocata la Storta in ºn
Formello, ho fatto diſtillare il Liquore come a
nelle operazioni precedenti: ſono uſciti dei Va
pori bianchi ſul fine; ho trovato nel Recipiente
un Liquor bianchiccio, che peſava cinqu once e
ſei dramme, d'un odor vigoroſo e di un acidiſſi
mo ſapore. Eraſi parimente attaccato a ilati
del Recipiente un Solfo bianco che veniua da i
Vapori uſciti ſul fine della diſtillazione con un
gran fuoco; ho il tutto agitato e confuſo inſie
me, Il Solfo ſi è ſtaccato in particelle ſquamo
ſe; ho verſato il Liquore così intorbidato den
tro una Caraffa, e poſare ve l'ho laſciato. La
maggior parte di queſto Solfo ſi è precipitato
nel fondo, e il rimanete è reſtato ſoſpeſo nel Li
i" Ho fatto prender per bocca alcune gocce
li queſto Liquor bianchiccio, non ho conoſciu:
to produceſſe altro effetto, ſe non quello che gli
Acidi ordinari ſoglion produrre. La piccola.
quantità del Solfo ſoſpeſo nel Liquore è ſtata di
tal maniera alterata e imbarazzata dalle Punte
dell'Acqua regia, che non gli è reſtato moto
ſufficiente per irritare le fibre dello ſtomaco ed
eccitare il vomito,
Ho ſeparate un poco di piccole ſquame bian
che, le ho lavate, e ne ho poſto ſulla propria
mia lingua: mi parverograſſoſe, inſipide, e mi
hanno eccitato qualche nauſea. -

Ho ſpezzata la Storta, ne ho tratta vina Maſ


fa aſſai ſalda, gialla, bianchiccia e tendente al
verde, di un ſapore un po' ſalato, che ri"
d
Dell'Antimonio. 11 i

dal ſal fiſſo Armoniaco contenuto nell'Acqua


regia. Codeſta Maſſa ebbe il peſo di un oncia ſei
dramme e due ſcrupoli: ſi ſono dunque diſperſe
tre dramme e uno ſcrupolo della Meſcolanza e
nella fermentazione e nella diſtillazione. La ,
fermentazione appariva da principio ſtupenda;
perchè il Solfo dell'Antimonio ch'è aſſai ſimile
al Solfo comune, non avrebbe dovuto ſcroſcia
re cogli Acidi; ma biſogna quì conſiderare che
il noſtro Solfo dorato, è un Solfo aſſai impuro
e carico di molte particelle groſse e minerali,
ſopra le quali per penetrarle e dividerle l'Acido
ha preſa. Oltre chè può eſser reſtata in queſto
Solfo quando è ſtato preparato, qualche por
zione di Sal Alcali, di cui è proprietà il fermene
tarſi cogli Acidi.
La Maſſa rimaſa dopo queſta operazione è ſta
ta più ſalda di quelle che ſono reſtate dopo le di
ſtillazioni del Regolo di Antimonio cogli Spiri
ti acidi, Pare nulladimeno per ragion di diſcor
ſo, che doveſse eſsere più rarefatta, perchè il
Solfo è una materia molto più tenue e meno ſal
da che il Regolo: fa meſtiere che le parti del
Solfo ſi ſienoadunate e compreſse inſieme, dopo
eſsere ſtate penetrate dall'Aqua regia e ſtimola
te dal fuoco. - -

E' da oſservarſi che queſta Maſsa è ſalata al


guſto,e quella della precedente operazione,ben
chè foſse fatta coll'Acqua regia, non meno che
queſta, non ha alcun ſapore. Ciò veriſimil
ruente ſuccede, perchè il Regolo di Antimonio,
ha meglio legata & imbarazzata la parte fiſsa
del Sale Armoniaco di quello abbia fatto il Sole
fo dorato. - - - - -

Nelle precedenti operazioni, la Maſsa ch'è


-rettata dopo la diſtillazione, ha quaſi
- " º
º"
pe
at Q
-Il

12, Trattato
ſato più della Materia ſoda ch' era ſtata poſta in
uſo. In queſta è ſucceduto il contrario; vi era
no ſtate adoperate due oncie di Solfo dorato di
Antimonio e la Maſſa reſtante non ha peſato,che
un oncia ſei dramme e due ſcrupoli: la ragione
fi è, l'eſſere ſtato diſtaccato e tolto via aſſai più
dalle parti di queſto Solfo che da quelle del Re
lo.
ºi ovo anche da oſſervarſi in queſta operazio- |
ne, che avendo l'Acqua regia penetrato il Sol
fo di Antimonio gli ha tolto il ſuo color roſſo, e
gliene ha dato uno che ſi accoſta a quello del
Solfo comune. Queſto cambiamento di colore è
veriſimilmente venuto dall'aver l'Acido aduna
to e coagulato in certa maniera le parti inſenſi
bili del Solfo di Antimonio, ch'erano prima ſta
te fatte roſſe con un eſatta attenuazione: per
chè vediamo che il Solfo comune ch'è di un co
lor giallo bianchiccio,diviene roſſo con una diſ
ſoluzione eſatta, e ripiglia il ſuo colore allorchè
vi ſi meſcolano degli Acidi che ne avvicinano
le parti e lo coagulano.
Ho fatto prender per bocca otto grani della .
Maſsa reſtata nella Storta, dopo l'ultima ope
razione; non ne ho conoſciuto alcun effetto:
credo tuttavia che ſia diaforetica quaſi come il
Bezzuarro minerale,

Rifleſſioni.
Dopo aver parlato in generale delle diſtilla
zioni dell'Antimonio, penetrato da Spiriti Aci
disparmi coſa a propoſito il far oſservare la dif
ferenza che trovaſi fra il Liquore tratto dall'An
timonio crudo penetrato dagli Spiriti di Sale di
Nttriuºlo, ei Liquori tratti dalle rei
Dell'Antimonio. 113
di Antimonio penetrati da medeſimi Spiriti.
Il Liquore tratto dall'Antimonio crudo in
pregnato di Spiriti acidi, è molto ſimile nella
ſua ſoſtanza al Liquor glaciale ovvero Butirro
di Antimonio ordinario: è Cauſtico com'è quel
lo; ſe ne trae una Polvere di Algaroto : può ſer
vire a far del Bezzuarro minerale - -

I Liquori tratti dalle preparazioni di Anti


monio, impregnato del medeſimi Spiriti acidi,
ben hanno qualche ſimilitudine col Butirro di
Antimonio, tanto nella loroonſiſtenza, quanto
nella lor qualità cauſtica, ma non gli ſono ſimi
li in tutto, perchè vediamo che i Precipitati che
ſi ſeparano, ſono conſiderabilmente più aſsot
tigliati che il Precipitato del Butirro di Anti
monio, e queſta è la ragione, perchè la Spirito
di Nitro non opera ſopra queſti Liquori e non vi
fa alcuna diſſoluzione. º

Credo dunque che la diverſità di queſti Li


quori venga da queſto, che nella diſtillazion dell'
Antimonio crudo cogli Spiriti di Sale di Vetri
uolo, gli Acidi hanno trovata un aſſai gran ,
quantità di Solfo per imbarazzarli in qualche
maniera, e impedir loro il penetrare eſattamen
te l'Antimonio, di modo che non hanno fatto
che delle Molecule capaci di eſſere ancora divi
ſe da altri Acidi più ſottili:dove che nelle diſtil
lazioni de'Regoli e del Fegato di Antimonio gli
Acidi del Sale e del Vetriuolo hanno operato ſo
pra Materie prive di Solfo groſſo, più fragili e
più agevoli ad eſſer rarefatte, di quello ſia l'An
timonio crudo, e per conſeguenza le hanno diſ
ſolute con eſattezza e in parti tanto ſottili che lo
Spirito di Nitro non le ha più ritrovate pene
trabili. - - -

Continuando le mie Eſperienze ſopra le º


v --- - FI fie
I 14 Trattato
lazioni dell'Antimonio, è miº intenzione l'eſa
minare le diſtillazioni che poſſonº ſºffº di varie
Meſcolanze di Antimoniº º di Sublimato, affin
chè ſi poſſono ſceglier quelle ºf hanno maggior rap
porto col diſegno che ſi ha º di trar principalmen
te dell'Olio glaciale ovver Butirro di Antimonio,
o di trarre del Cinabro di Antimonio. Comincerò
dalle diſtillazioni dell'Antimº crudo meſcolato
ci suimato corroſivo in varie pºi poi paſſe
rò alle diſtillazioni delle preparazioni di Antimo
mio meſcolate collepreparazioni di Mercurio -

A R T I C O L O XXVIII.

Diſtillazione dell'Antimonio minerale, meſcolatº


coi sublimato corroſivo in parti gº
H o polverizzate e meſcolate inſieme ott'on
ci di Antimonio minerale, del più netto
che io abbia potuto trovare º altrettante di Su
binato corroſivo, ho poſta la Meſcolanº in
una storta di vetro aſſai grande perchè ſolo la
terza parte di eſſa ne reſtò piena i ho collocata
la Storta ſopra la Sabbia, vi hº adattato un Re
cipiente, ho lutate le commeſſure e fatto diſtil
lare con un fuoco
Liquore,ch'è mediocre,
reſtato in un
chiaro,poi primo luogodel
Liquorº un
la ſteſſa natura, ma che ſi è congelatºiº Ghiac
io nel collo della storta, e per farlo ſcºrsº
nel Recipiente fu neceſſario ſcaldarlo e liquefar
io accoſtandosi dei Carboni acceſi º fatto
continuare lo ſteſſo grado di fuoco, finattanto
che foſſe ceſſata la diſtillazione e ſi foſsero fatti
vedere dei vapori roſi: Allora ho ritirato il
mio recipiente
impiaſtrarlo di eloto;
ne hohoadattato un altro
accreſciuto ſenza
il f" nel
- Ora
- a º
-
Dell'Antimonio, Ir ;
Fornello ſino a far arroventare la Storta; ho
continuato di codeſta forza per lo ſpazio di tre,
ore, poi ho laſciati divenir freddi i Vaſi. Ho
trovato nel primo Recipiente un Liquore in par Peſo,
te chiaro, in parte glaciale, che peſava due on
ce e ſei dramme. Si noma Butirro ovver Olio Butirro
glaciale di Antimonio; queſto Liquore è bianco ovver
e aſsai puro, perch'è ſtato tratto a fuoco lento; O lio glas
ma ſe io lo aveſſi ſtimolato con un fuoco più vi º,
goroſo, avrebbe preſo un color bruno o tenden Antimo
te al nero, e vi ſarebbe paſsato del Mercurio flui mio,e ſua
do: ſul fine della diſtillazione, ſarei ſtato allo rettifica e
ra coſtretto a rettificarlo col metterlo in un al zione a
tra Storta, e col farlo diſtillar di nuovo a fuoco
;
lento. Queſto Butirro di Antimonio è un Cau Virtù,
ſtico potente, ſerve per far dell'eſcare e per con
ſumare le carni bavoſe.
Non ho trovata coſa alcuna nel ſecondo Re
cipiente; d'ordinario vi cade dell'Argento vivo
con un poco dell'ultimo Butirro e di Polvere ne.
ra, ch'è una piccola porzion del Cinabro; ma .
in queſta operazione, avevo fatto in modo che »
tutto il Butirro paſsaſse nel primo Recipiente,
facendo continuare il fuoco lento per tempo aſ
a ſai lungo, ovvero finattanto chè certo leggiero
Vapor bianco che appariva ſul fine ed è un ulti
ma porzione di Butirro di Antimonio, prendeſ

ſe un colore roſſiccio o bruno, perchè queſto è
quello che dinota il principio dell'elevazion del
Cinabro: queſto Vapor bruno ch'è ſulfureo,
avrebbe potuto condenſarſi e riſolverſi nel Re
cipiente, ſe le commeſsure de' Vaſi foſsero ſtate
impiaſtrate di loto , Ma allora ſarebbevi ſtato
riſchio di far ſcoppiare i Vaſi, nel tempo del
li
fuoco vigoroſo: è ſtato dunqne giudicata coſa a
i! propoſito di laſciarlo diſperderſi per l'aria,
H 2 Ho
ri& Trattato
Cinabro Ho ſpezzata la Storta, n'è uſcito un vigoroſo
di Anti- odore di Solfo, e ho trovato nel ſuo collo ſei on
monio. ce di Cinabro di Antimonio, la maggior parte
in Maſsa Criſtallina, roſsa-bruna, e l'altra in .
Polvere nericcia dalla quale ſi ſono ſeparate tre
dramme di Argento vivo. Parlerò poi del Cina
bro di Antimonio. -

Ho trovato nel fondo della Storta, una Maſ


fa fiſsa nera, un poco eriſtallina, che peſava .
quattr' once ſette dramme e un ſcrupolo; ſi ſo
no dunque diſperſe due once due dramme e due
ſcrupoli della Materia. Codeſto diſpergimento
ſi è fatto nel tempo della ſublimazion del Cina
bro, nella qual è ſtato neceſsario il fare un gran
fuoco. -

Ho voluto vedere ſe la Maſſa fiſſa foſſe inte


ramente priva di Regolo; l'ho polverizzata e
meſcolata con tre once di Tartaro e due once e
mezza di Salnitro; ho gettato il Meſcuglio den
tro un Crogiuolo arroventato; vi ha fatto deto
nazione e ſi è poſto in fuſione, l'ho verſato in vn
mortajo e quando fu divenuto freddo,ne ho trat
Rogolo ta mezz'oncia di un bel Regolo di Antimonio
di Anti- ſtellato. Da queſta eſperienza ſi conoſce che tut
monio, to il Regolo delle ott'once di Antimonio non
era paſſato in Butirro nella diſtillazione. Queſto
Regolo era coperto da quattr'once e ſei dramme
di Scorie, dalle quali ho tratto un Solfo dorato
Solfo i nella maniera ordinaria; l'ho lavato e l'ho fatto
i, ſeccare; eſſendo ſecco pesò tre dramme e due
º ſcrupol
mi - - -
Dell'Antimonio. 117

A R T I C O L O X XIX.

Diſtillazione dell'Antimonio ordinario col Subli


mato corroſivo in parti eguali.

O polverizzate e meſcolate inſieme ott'on


ce di Antimonio ordinario, del più puro
e del più criſtallino, e ott once di sublimato Butirrº
corroſivo; ho poſta la Meſcolanza in una Storta ºtººº
di vetro, e ne ho fatta la diſtillazione come nell' olio gli
operazion precedente: ne ho tratte tre once e ciale di
ſei dramme di Liquor glaciale ſimile all'altro. 4º
E'dunque quì da oſſervarſi che ottonce di Anti- mººº
monio comune ſomminiſtrano un oncia più di
queſto Liquor glaciale ovver Butirro di Anti Liattor
- - - - - -

monio, che un ſimil peſo di Antimonio Mine- i".


rale. di Anti
Dopo la diſtillazion del Butirro di Antimo- monio.
mio, ho cambiato il Recipiente e ho accreſciu
to il fuoco ſotto la Storta, per far ſublimare il
Cinabro, come nell'operazion precedente. . .
Eſſendo divenuti freddi i Vaſi, ho ſpezzata la L.
Storta: ho trovato nel ſuo collo del Cinabro di ginabro
Antimonio che in parte era in pezzetti minuti, di Anti
riſplendenti e in parte in polvere, e peſava in ºrº
tutto cinque once e ſei dramme: queſta opera
zione ha dunque ſomminiſtrato due dramrne me
no di Cinabro che la precedente, e i pezzetti ne -

ſono ſtati men denſi. Mi è ſucceduto più volte,


che in una operazion ſimile avendo adoperato
l'Antimonio ordinario, non ho potuto trar Ci
nabro, qualunque ſia ſtata la mia cautela: ne ho
attribuita la cauſa ad una certa natura di Anti
monio particolare; ma non ho mai laſciato di
- . H 3 trarne
v
rr8 Trattato
trarne quando mi ſono ſervito dell'Antimonio
Minerale,
Benchè il Cinabro di Antimonio in pezzo ab.
bia un color nericcio eſteriormente, è tuttavia
roſso nella ſua ſoſtanza: ciò ſi conoſce quando
ſia ſchiacciato con un coltello,
Ho trovato nel fondo della Storta una Maſſa
fiſsa, criſtallina, lucente, che peſava quattr'on
ce e tre dramme; ſi ſono dunque diſperſe nella
ſublimazion del Cinabro, dtte once e una dram
ma della Materia. Avrei potuto trarre da que
ſta Maſsa un Regolo di Antimonio come dalla
precedente; ma ne ho fatte altrº eſperienze,
L'ho poſta al fuoco dentro un Crogiuolo; ſi è
ridotta in fuſione e ha traſmeſſi molti fummi;
l'ho verſata in un Mortajo, e divenuta fredda
l'ho conſiderata con attenzione. Mi parve eſse
re un Antimonio rozzo; è diminuita cinque
dramme nella calcinazione: ho polverizzata un
oncia di queſta Materia calcinata, l'ho meſco
lata con tre volte altrettanto di Salnitro, e l'ho
gettata cucchiaiata a cucchiaiata in un Crogiuo
lo arroventato: è ſucceduto un poco di detona
zione, e la Materia è divenuta bianchiccia, l'ho
peſata allorch'è ſtata fredda, ve n'era un oncia
e tre dramme: l'ho poſta in molle nell'Acqua,
calda e ne ho ſeparato col mezzo di molte Lo
zioni il Salnitro che vi era reſtato, poi l'ho poſta
a ſeccarſi: me ne ſono reſtate ſette dramme e e
Antimo mezza. Queſto è un Antimonio diaforetico che
mio dia opera come il comune, quando ſe ne fa prender
foretico.per bocca.

AR-.
Dell'Antimonio, r19

A R T I C O L O X XX ,

Diſtillazione della Meſcolanza di ſette parti di


Antimonio comune con otto parti di
Sublimato corroſivo,

O polverizzate e meſcolate inſieme ſette


r once di Antimonio comune con ott'once
di Sublimato corroſivo: ho poſta la Meſcolan
za in una Storta di vetro, e ho proceduto per
la diſtillazione del Liquor glaciale e per la Su
blimazione del Cinabro, come nelle operazio
ni precedenti: ho tratte tre once e ſei dramme
di Butirro ovvero Liquor glaciale di Antimonio Butirro
ſei once di Cinabro e una dramma di Mercurio e Cina
fluido è reſtata in fondo della Storta una Maſ bro di
ſa fiſsa, che peſava tre once e tre dramme; ſi Anti
è dunque diſperſo nell'operazione un oncia e ſei monio
dramme della Materia.

A R T I C O L O XX X I,

Piſtillazione della Meſcolanza di tre parti di


Antimonio minerale con quattro parti
di Sublimato corroſivo,

O polverizzate e meſcolate inſieme ſei on


ce di Antimonio minerale e ott'once di
Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare la Meſ
colanza come nelle operazioni precedenti; ne ho Butirro
tratte due once e ſei dráme di Butirro di Antimo.
di Anti
nio ſimile agli altri, ho cambiato Recipiete ed ha
ſtimolata col fuoco la Materia reſtante: ho ſpez monio:
zata la Storta allorch'era divenuta fredda, n'è
uſcito un odor vigoroſo di Solfo: ho trovato nel
H 4 ſuo
- Italo- Trattato
Cinabrº ſuo collo ſei once e mezza di Cinabro, nero,
di Anti- roſſo in alcune parti, criſtallino, peſante come
mºniº • il Cinabro comune: quello dell'eſtremità del
collo della Storta era umido e roſso: ſi ritrova
rono parimente nel collo e nel Recipiente tre
dramme di Argento vivo.
Era in fondo della Storta una Maſsa rarefat.
ta, leggiera, nera, riſplendente, che peſava
due once, due dramme e due ſcrupoli; ſi è
dunque fatto un diſpergimento di due once e
uno ſcrupolo della Materia : Ho calcinata la
( Maſsa dentro un Crogiuolo, ha traſmeſſi mol
ti fummi ſulfurei, e mi è reſtata una Materia
rozza, ſimile alle Scorie: non ne ho potuto trar
re alcun Regolo.
A R T 1 c o L o xxxi I.
Diſtillazione della Meſcolanza di tre parti di
Antimonio comune con quattro parti
di Sublimato corroſivo.

- O polverizzate e meſcolate inſieme ſei on


ce di Antimonio ordinario, e ott once
di Sublimato corroſivo; ho poſta la Meſcolanza
in una Storta di vetro, e ho proceduto per la di
ſtillazione del Butirro di Antimonio e per la ſu
blimazione del Cinabro, come nelle operazioni
precedenti, ho avute tre once e ſei dramme di
Butirrº Butirro di Antimonio ſimile agli altri. Eſsen
di Anti- do la Storta divenuta fredda e ſpezzata , ha
mºtº - traſmeſso un odore di Solfo, e ho tratto dal
ſuo collo ſette once di Cinabro riſplendente, una
cinabro
, anti parte dele quale
pezzetti una inè ſtata in Aghi,
polvere e unnero,
di color altrameſ
iniz
moni, colata di roſso in alcuni luoghi. ose" ſi
-
- r -
-
Dell'Antimonio, rar
e trovato attaccato all'eſtremità del collo della
Storta, era umido e roſso: ho trovato nel Re
cipiente mezza dramma di Argento vivo.
i Era reſtata nel fondo della Storta una Maſsa
fiſsa aſsai ſalda, nera, riſplendente, che peſa
va due once: ſi ſono dunque diſperſe nella ſu
blimazion del Cinabro, nove dramrne e mezza
della Materia; ho tratta da queſta Maſſa col me
todo ordinario mezz'oncia e mezza dramma di
un belliſſimo Regolo, Le Scorie ch'erano ſopra
codeſto Regolo mi hanno ſomminiſtrato un -
poco di Solfo dorato.
A R T I C O L O X XXIII,

Diſtillazione della Meſcolanza di cinque parti


di Antimonio ordinario con otto parti
di Sublimato corroſivo.

O polverizzate e meſcolate inſieme cinque


once di Antimonio comune e ott'once »
di Sublimato corroſivo; ho poſta la Meſcolanza
dentro una Storta e ho proceduto nella diſtilla
zione del Butirro e nella Sublimazione del Ci- -

nabro, come nelle operazioni precedenti; ho Eutirre


tratte tre once e mezza e due ſcrupoli di Butir- di 4ºº
ro di Antimonio ſimile agli altri, e ſei once e ºººº
tre dramme di cinabro criſtallino, riſplenden-cinºrº
te, nero e roſſo, parte in pezzetti minuti, par
te in polvere : era caduta nel Recipiente una
dramma di Argento vivo. -

Ho trovato in fondo alla Storta una Maſſara


refatta, nera lucente, che peſava un oncia e mez
za dramma: non ho potuto trar Regolo: sì è
diſperſa nell'operazione un oncia con ſette dram
me, meno un mezzo ſcrupolo della Materia.
122, Trattato

A R T I C O L O XX X I V,

Diſtillazione della Meſcolanza di una parte di


Antimonio ordinario con due parti di
Sublimato corroſivo,

O polverizzate e meſcolate inſieme quat


tr'once di Antimonio ordinario con ottº
once di sublimato corroſivo, ho fatto diſtilla
Butirro re il Meſcuglio, ne ho tratte tre once e mezza
Cina di Butirro di Antimonio: ho poi fatto ſublima
iro di re il Cinabro, e allorch'è divenuta fredda la -

Anti Storta, l'ho ſpezzata: n'è uſcito un odore di


monio. Solfo men forte che nelle operazioni precedenti;
veriſimilmente, perchè vi era men Antimonio:
ho ftaccato dal collo della Storta ſei once e ſei
dramme di Cinabro, una parte del qual era in
piccoli Criſtalli riſplendenti, e l'altra in Polve
re di color nero e roſſo: ho trovato nel Reci
piente alcuni grani di Argento vivo, e nel fon
do della Storta una piccola Maſſararefatta, leg
giera, nera, riſplendente, che peſava ſei dram
me: non ne ho potuto trarne del Regolo. Que
ſta è propriamente la parte più terreſtre ovve
ro le Scorie di quattr'once di Antimonio da
me poſte in uſo nell'operazione: ſi ſono diſper
ſe nel tempo della Sublimazione del Cinabro,
ſette dramme e mezza in circa della Materia e

A R T I C O L O X X XV, f

In adeſſo ho adoperato per le diſtillazioni


F del Butirro di Antimonio, parti eguali di
Antimonio e di Sublimato corroſivo, ovvero una
minor quantità di Antimonio: in queſta ado
pre- -

-
º Dell'Antimonio. . . r23
rerò più Antimonio che Sublimato corro
ivo e S.

Diſtillazione della Meſcolanza di due parti di


Antimonio Minerale con una parte di
Sublimato corroſivo,

Ho polverizzate e meſcolate inſieme ott'on


ce di Antimonio minerale, e quattr'once di
Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare la Meſ
colanza della ſteſſa maniera che nelle operazioni ...
precedenti; ne ho tratte ſette dramme di Liquo- lºrº
re per metà chiaro, per metà butirroſo e inile º Butir
agli altri, eccetto chi era un po' più liquido: iº
che veriſimilmente è venuto da queſto, ch'eſsº
ſendo entrate nella Meſcolanza una maggior
quantità di Antimonio a proporzione del Su
blimato, ſe n'è ſeparato parimente più Flem
ma a proporzion del Butirro che n'è ſtato trat
to : perchè il Flemma che rende il Liquor chia
ro e fluido, non viene che dall'Antimonio e il
Sublimato non ne ſomminiſtra,
Ho cambiato Recipiente e ho ſollecitata con
un gran fuoco la Materia che reſtava nella Stor
ta, per lo ſpazio di tre ore: ſe n'è alzato del Ci
nabro e dell' Argento vivo, una porzione de'
quali hè diſtillato nel Recipiente, e l'altra è
reſtata nel collo della Storta: gli ho ſeparati: ..
ho avuto ſette dramme di Argento vivo. Il giºstrº
Cinabro ch'era attaccato all'eſtremità del collo di Anti
della Storta, e quello ch'era caduto nel Reci- mººº e
piente erano umidi e roſſi: ve n'era mezz'on
cia. Il Cinabro ch'era attaccato nella parte ſu
periore del collo, era ſecco, nero, e roſſo, ve
n'erano dieci dramme,
Ho trovato in fondo alla Storta una ".
- de
i 24, Trattato
fiſſa, ſalda, nera, criſtallina, che peſava ſei,
once una dramina e mezza; ſi ſono dunque diſ
perſe nella diftillazione e nella ſublimazione due
once due dramme e mezza della Materia. Ho
tratto da queſta Maſſa col metodo conſueto un
oncia e cinque dramme di Regolo di Antimo
nio ſtellato.

Ricapitulazioni delle quantità differenti del Bu


tirro e del Cinabro di Antimonio che ſono ſtate
tratte dalle Meſcolanze variamente proporzio
nate dell'Antimonio e del Sublimato corroſivo -
I-Opera
- Alla Meſcolanza di ott' once di Antimo
2,707go mio minerale con ott once di Sublimato
corroſivo; ho tratte due once e ſei dramme di
Liquor glaciale ovvero Butirro di Antimonio, e
ſei once di Cinabro di Antimonio. -

II. Ope- Dalla Meſcolanza di ott once di Antimonio


razione, ordinario con ott once di Sublimato corroſivo;
ho tratte tre once e ſei dramme di Butirro
di Antimonio e cinqu once e ſei dramme di
Cinabro.
ºpº- Dalla Meſcolanza di ſett once di Antimo
ººººººº mio ordinario con ott once di Sublimato corro
ſivo; ho tratte tre once e ſei dramme di Butirro
di Antimonio e ſei once di Cinabro.
IV.Ope- Dalla Meſcolanza di ſei oncie di Antimonio
razione, minerale con ott'once di Sublimato corroſivo;
ho tratte due onee e ſei dramme di Butirro di
V. Ope- Antimonio, e ſei once e mezza di Cinabro.
ra2,10Wa palla Meſcolanza di ſei once di Antimonio
ordinario con ott'once di Sublimato corroſivo;
ho tratte tre once e ſei dramme di Butirro, e s
VI. ope- ſett' once di Cinabro di Antimonio - . .
razione. Dalla Meſcolanza di cinqu'once di A"
a º Oroll
Dell'Antimonio, 12
ordinario con ott'once di Sublimato corroſivo;
ho tratte trè once e mezza e due ſcrupoli di Bu
tirro di Antimonio, e ſei once e tre dramme e
di Cinabro. - - -

Dalla Meſcolanza di quattr'once di Anti-VII.ops.


monio ordinario con ottonce di Sublimato cor-razione.
roſivo, ho tratte tre once e mezza di Butir
ro e ſei once e ſei dramme di Cinabro di An--
timonio. - .
Dalla Meſcolanza di ott' once di Antimonio VIII. O
con quattr'once di Sublimato corroſivo, non ho perazio
tratte che ſette dramme di Butirro di Antimo-ºe
nio e dieci dramme di Cinabro. º s
Da queſt'Eſperienze appariſce che una Meſi
colanza di tre parti di Antimonio ordinario,e di
quattro parti di Sublimato corroſivo, ſommi
niſtra tanto Butirro, quanto ne ſomminiſtra la .
Meſcolanza che di ordinario ſi fa di parti egua
li di queſti due ingredienti: credo dunque che
quando ſi vuol far del Butirro di Antimonio
coll'Antimonio crudo, ſi debba preferire queſta
a tutte le altre proporzioni: non per riſparmiar
l'Antimonio, perchè codeſta Droga non è di
prezzo moltº alto, ma per molte altre ragioni.
Prima: perche eſſendo il volume della Meſco
lanza minore, ſi può trar più Butirro con una .
- Storta ſola. Seconda perchè non eſſendo tanto
Antimonio nella Meſcolanza, ſi può più facil
mente far diſtillare il Butirro in bianchezza ;
perchè quel che lo rende nero quando il fuoco è
ſtato un po' troppo fortemente ſtimolato, è un .
Vapor ſulfureo dell'Antimonio: Terza: per
-
chè ſi debbon ſempre prendere i metodi più
facili e ſemplici, allorchè tendono al medeſi
mo fine: ora queſto è il più ſemplice, perchè
vi ſi adopera men Antimonio. Agli asi
del
il
22,6 Trattato º
Sublimato corroſivo baſta una certa quantità di
parti Regoline dell'Antimonio per contenerle;
quando ve n'è troppo, ſe ne diſperde una par
te, e l'altra reſta nella Maſſa fiſſa che trovaſi
nel fondo della Storta, dopo l'operazione. Si
dee anche oſſervare che poco vi vuole che la .
Meſcolanza di una parte di Antimonio con due
parti di Sublimato corroſivo non ſomminiſtri
tanto Butirro di Antimonio, quanto ne ſom
miniſtra quella di parti eguali di queſti due In
gredienti, -

Se per lo contrario ſi adopera nella diſtilla


zione più Antimonio che Sublimato corroſivo,
ſi trae poco Butirro per la quantità della Me
ſcolanza, come ſi può vedere nell'Articolo tren
teſimoquinto.
L'Antimonio comune ha ſempre ſommini.
ſtrato nelle diſtillazioni più Butirro o Liquor
glaciale, che l'Antimonio minerale - La ra
gion è, che l'Antimonio comune è purificato,
e il minerale è ripieno di Ganga ovvero di Ter
reſtreità, ſeco portata dalla Miniera della qua
le fu tratto, la qual gl'impediſce il contener
tanta Materia Antimoniale quanto l'altro -
Tutti i Butirri di Antimonio, de quali ho
parlato, mi parvero egualmente vigoroſi e cau
ſtici; ſono compoſti della parte Regolina dell'
Antimonio, impregnata e penetrata dagli Aci
di del Sublimato corroſivo; così le Punte degli
Spiriti di Sal e di Vetriuolo, le quali erano at
taccate all'Argento vivo del Sublimato e lo ren
devano sì mordente e sì corroſivo, ſono paſſa
te nell'Antimonio, nel quale ſi ſono diſpoſte a
produrre la ſteſſa azione di corroſivo. -

. È aſſai difficile l'eſplicare perchè queſti Aci


di laſcino il corpo del Mercurio per si
-
-
º
º
Dell'Antimonio, 12?
all'Antimonio. La ragione che da me può eſſer
ne aſſegnata, è che l'Antimonio eſſendo com
poſto di parti ſulfuree e per conſeguenza ramo
ſe e imbarazzanti, s'intralcia colle Punte acide e
ed eſſendo ſtimolato dall'azione del fuoco, ſeco
le porta, togliendole a forza dal corpo dell'Ar
gento vivo.
L'unione degli Acidi coll'Antimonio fa la .
coagulazione del Liquor diſtillato: perchè gli
Acidi hanno ſoſpeſo il lor meto e le loro flui
dità ne'pori dell'Antimonio, e hanno arreſtato
quello della ſoſtanza dell'Antimonio tenendola
imbarazzata.
Il color bianco del Butirro di Antimonio,
viene veriſimilmente dagli Acidi i quali prima
di eſſerſi intralciati coll'Antimonio, l'hanno
molto attenuato e ne hanno diviſe le parti; per
chè vediamo lo ſteſſo colore produrſi in tutte le
occaſioni, nelle quali l'Antimonio è ſtato ſot
tilmente penetrato.
Preſentaſi quì un altra difficoltà. Conſiſt'ella
nel ſapere perchè nelle noſtre diſtillazioni il Bu
tirro di Antimonio è ſempre uſcito, e colato
nel Recipiente prima che ſi foſſe alzato il Ci
nabro, perchè pare che la parte Regolina ovve
ro la più fiſsa dell'Antimonio, caricato degli
Acidi del Sublimato corroſivo, dovrebb'eſsere
più peſante e men diſpoſta ad alzarſi che il Ci
mabro, il qual è compoſto di Mercurio e di
Solfo, Ingredienti aſsai volatili: La riſpoſta che
Io poſso dare a queſta difficoltà, è che gli Aci
di del Sublimato eſsedo ſtati ſottilizzati ed eſal
tati dalla Sublimazione, ſono divenuti aſsai vo
latili per potere portar via le parti dell'Anti
monio, alle quali ſi ſono attaccati e per renderle
più leggiere che il Cinabro. Di più:benchè l'Ar
gen
i 2,8 Trattato
nto vivo e il Solfo ſieno Materie ſeparatamen
teaſsai facili ad eſsere alzate dal fuoco, non lo
ſono affatto così, eſsendo meſcolate, e incor
porate inſieme: perchè vi vuole un gran fuoco
per far Sublimare qual ſi ſia Cinabro quando ſe
ne fa la preparazione. -

- Se prendonſi per bocca due o tre gocce di Bu


lº tirro di Antimonio nel brodo o in altro Liquore
º º appropriato all'Infermità, faranno vomitare;
º e non ſi dee temere la lor qualità cauſtica in .
preſº quella occaſione; perch'ella non conſiſteva ſe
º non in certe Punte acide, le quali eſſendo debol
mente attaccate ne'pori dell'Antimonio, facil
mente ſi fon diſtaccate e ſtemperate nel Li
quore, ſubito che il Butirro è ſtato gettato.
Or queſti Acidi diſtaccati e temprati non ſo
no più corroſivi, di quello ſarebbe una goccia
o due di Spiriti di Vetriuolo e di Sale, meſ.
colate in un bicchier d'Acqua. Codeſto Butir
ro quì non opera dunque ſe non colla virtù delle
particelle d'Antimonio che contiene, e queſte
particelle ſono una Polvere di Algaroto. Non
poſſo tuttavia ben approvar l'uſo del Butirro di
Antimonio per bocca, perch'eſſendo miſurato
e doſato a gocce, ſi può facilmente ingannarſi
nella quantità della Polvere di Algaroto ch'egli
contiene e darne più o meno di quello ſi dee:
E' molto più ſicuro il far prendere agl'Infer
mi della Polvere di Algaroto preparata, ſecon
do il metodo conſueto, perchè ſi può doſarla e
farla peſare a ſua voglia.
Quì è da oſſervarſi che quantunque la corro
ſione del Butirro di Antimonio, venga dagli
ſteſſi Acidi che facevano quella del Sublimate,
le Materie operano nolto diverſamente quando
ſono ſtate gettate nell'Acqua ovvero in unie
le
- Dell'Antimonio, I 29
Licuore; perchè dove il Butirro di Antimonio
vi perde la ſua corroſione, come ſi è detto, il
Sublimato corroſivo vi conſerva la ſua intat
ta: la ragione ſi è che l'Argento vivo il quale
ne fa la baſe avendo i pori molto più piccoli
che quelli dell'Antimonio, le Punte acide vi
ſtanno più ſtrettamente attaccate, coſicchè le
ſcoſſe del Liquido per iſcuoterle non ſono vigo
roſe abbaſtanza: Queſto fa che l'Acqua del Su
blimato corroſivo è un non men periglioſo ve
leno, quando per iſventura è ſtata bevuta, che , a
il Sublimato medeſimo preſo in ſoſtanza,
Il Butirro di Antimonio è adoperato per má- Uſo del
giare l'intarlamento dell'Oſſa, eſſendovi ſopra Buttirro
applicato; ma affinchè ſia più liquido, ſi meſco di Anti
la alle volte col doppio del ſuo peſo di Spirito monio
di Solfo; e queſto è quel che ſi dinomina dal all'eſter
nome del ſuo Autore, Liquore di Pellegrino: no.
ſi adopera parimente per far dell'eſcare, e per Liquore
conſumare le carni bavoſe , o altre che ten- di Pelle
dono alla Cancrena. grino,

Della Polvere di Algaroto -


Opo aver trattato del Butirro di Antimo
nio, paſſo naturalmente alla Polvere di
Algaroto che ne deriva -
Ho verſato in due Libre o circa di Acqua tie
pida, quattr'once di Butirro di Antimonio: ſi
è eſteſo e precipitato in una Materia untuoſa,
un poco grumoſa, bianchiſſima e ſimile al Lat
te rappreſo. L'ho laſciata in infuſione cinque
o ſei ore, meſcolandola di quando in quando
con una Spatola di Avorio. Queſta Materia ſi
è ridotta in una Polvere un poco men bianca
di quello era quando era rappreſa; ho feliº
-
I l
13o Trattato
il Liquore, è reſtato chiaro come prima, ma ha
acquiſtato un ſapore conſiderabilmente acido.
Spirito Queſto è quanto ſi dimomina Spirito di Vetri
di Vetri uolo Filoſofico; ho lavata la Polvere molte vol
uolo Fi- te per privarla di tutta la ſua acidità, e l'ho po
loſofico. ſta a ſeccarſi. Si noma Polvere di Algaroto,
ovvero di Algeroto: ne ho avuto un oncia e ſei
Polvere dramme: è dunque neceſſario che nelle quattrº
di Alga- once di Butirro d'Antimonio, foſſero conte
ºrolo , nute due once e due dramme di Acidi. .
Peſo, E' bene che l'Acqua nella quale ſi verſa il
Butirro di Antimonio ſia tiepida, affinchè ſtem
peri più facilmente gli Acidi; ma ho ſempre oſ.
ſervato che per poco più calda ſi adoperi, la Pol
vere di Algaroto diviene dopo le Lozioni grigia
o gialliccia, perchè il calore fa avvicinarſi di
nuovo e in qualche maniera riunirſi, le parti
celle dell'Antimonio, le quali non avevano la
lor bianchezza ſe non dall'attenuazione nella
qual erano. Il Medicamento per altro non è nè
men buono nè migliore: perchè la diverſità di
colore non cambia la ſua qualità.
L'Acqua nella quale è ſtato poſto a ſtem
prarſi il Butirro di Antimonio potrebbe eſſere
di nominata con non men giuſto titolo, Spirito
di Sale che Spirito di Vetriuolo, perchè ha
tratta la ſua acidità egualmente dalle Punte
del Sale e del Vetriuolo, le quali erano ſtate
attaccate al Mercurio nel Sublimato, e ſeco
ſtraſcinate dall'Antimonio. Per quello riſguar
da l'Fpiteto di Filoſofico, l'è ſtato dato dagli
Alchimiſti che primi ritrovarono queſta prepa
razione: perchè come codeſti Signori ſi hanno
sépre attribuito il titolo di veri Filoſofi o di Filo
ſofi per eccelleza hanno creduto dover diffonde
re la preteſa lor qualità ſopra tutte le opere loro.
- Que
Dell'Antimonio. 13r
Queſto Spirito di Vetriuolo Filoſofico è dun
que compoſto delle ſteſſe Punte acide, che pro
ducevano prima la corroſione del Sublimato e
lo rendevano un gran veleno; poi eſſendo paſ
ſate nell'Antimonio, ne avevano fatto un Cau
ftico potente. Queſto Spirito però è un Medica
mento de più dolci che abbiamo, ed è incapace
di produrre alcun effetto violento. La ragione
ſi è che le Punte acide le quali producevano la
corroſione nel Mercurio e nell' Antimonio,
perch' erano come fitte da una eſtremità nepori
di quelle Materie, ſono preſentemente ſtem
prate, confuſe ed erranti nelle parti dell'Ac
qua, di modo chè la lor forza è molto inde
bolita, e non poſſon fare che una leggiera im
preſſione. - -

Lo Spirito di Vetriuolo Filoſofico è adopera Uſi del


lo Spi
to agli ſteſſi uſi che gli altri acidi Liquori: ſe ne rito di
meſcola nell'Orzata o nell'Acqua, ſino ad un Vito tuo
aggradevole acidità, per mettere in calma il lo Filo
troppo gran moto degli Umori, per rinfreſca ſofico -
re, per eccitare l'orina.
La Polvere di Algaroto ha preſo il ſuo no Etimo
me da un Medico nomato Algaroth ovvero Al logia e
geroth, che fra primi l'ha poſta in uſo. E' di
nominata Polvere emetica, perchè fa vomitar Polvere
molto. I Chimici antichi l'hanno nomata Mer Emeti
curiº di Vita, perchè credevano ch'ella foſſe Cai e

una lega di Mercurio e di Antimonio, ma ſi ſo


no ingannati e non vi è entrato Mercurio. Ella Mercu
nºn è che un Antimonio attenuato e aſſotti. rto di
Vita,
gliato: come ſarà facil coſa il provarlo col
l'Analiſi da me fatta di queſta Polvere, e fa
rà da me riferita. Si dinomina non ſolo Mer
curio, ma Mercurio di vita, a cagione degli Virtù
effetti ſalutari che ha prodotti in una iº"
I 2, l
132 Trattato
poſe, di occaſioni: Purga per di ſopra e per di ſotto
con aſſai violenza, ſe ne fa prendere da uno
ſino a ſei grani.
Del Bezzuarro Minerale,

Come il Bezzuaro minerale è una prepara


zione, dipendente dal Butirro di Antimonio,
ho giudicato coſa a propoſito il quì parlarne.
Ho poſte in un Matraccio due once di Butirro
di Antimonio; ho verſato ſopra di eſſo altrettan
to di Spirito di Nitro difenmato: ſi è fatta .
un poco dopo nella Meſcolanza una efferveſcen
za o fermentazione violenta che lo ha fatto al
zar di ſubito ſino alla ſommità del Vaſo, e ha
prodotto molto calore e gran copia di fummi
roſſi, di cattivo odore e pernicioſiſſimi al pet
to. Il Butirro di Antimonio è ſtato in poco tem
po affatto diſſoluto e il Liquore è divenuto
chiaro,ma roſſiccio, ſi è diminuito cinque dram
me: l'ho verſato in una ſcodella di ſelce e ne ho
fatta evaporare l'umidità a fuoco di Sabbia:
mi è reſtata una Maſſa bianca, che peſava un
oncia e mezza; Allorchè fu divenuta fredda,
vi ho gettate ſopra due once di Spirito di Ni
tro: non ha più fermentato. L'ho poſta in eva
porazion come prima, non è creſciuta nè dimi
nuita nel peſo; perchè dopo l'evaporazione, ne
ho trovato un oncia e mezza come prima: ho
verſato per la terza volta due once di Spirito di
Nitro ſopra la Materia; l'ho poſta ad evapora
re, e ſul fine ho accreſciuto un po' il fuoco per
levare ad eſſa e diſperdere il piu forte del cat
tivo odore del diſſolvente; mi ſono reſtate dieci
dramme e due ſcrupoli di Materia ſecca, che
ſi è ridotta in una Polvere groſſa, leggiera, gru
- - - moſa,
Dell'Antimonio, 133
moſa, ſtritolabile, bianca, acida, e aggrade
vole al ſapore . Queſto è quanto ſi dinomina
Bezzuarro o Bezzuatico minerale - Quando ſe
ne fa molto per volta e il Vaſo è piccolo, coſichè
il Bezzuarro no ſia abbaſtanza eſteſo ſul fine del
l'operazione, quello diſotto è d'ordinario gial
lo; ma ha la ſteſſa virtù di quello di ſopra ch'è
bianco: perde anche queſto color giallo collo ſta
realquante ore eſpoſto all'aria, e divien bianco.
Il nome di Bezzuarro minerale è ſtato dato a Etimo
queſta preparazione, perchè caccia gli umori per logia -
traſpirazione, come fa il Bezzuarro ordinario, Virtù e
cd è tratto dall'Antimonio ch'è un Minerale: la Doſe o

Doſe n'è da i ſei ſino a i venti grani: non pro


duce alcun effetto corroſivo nè emetico.
Si preſentano nell'operazione del Bezzuarro
minerale due circoſtanze che ſembrano ad eſpli
carſi difficili . La prima è, che il Butirro di
Antimonio ch'è un Acido violento e corroſivo,
ſcroſcia e fermentacollo Spirito di Nitro ch'è un
altro Acido corroſiviſſimo: non è maraviglia che
una Materia Alcalina, fermenti con un Liquor
acido, è codeſto un effetto comuniſſimo in Chi
mica; ma ſi vede aſſai di rado che un Acido
ſcroſci con un altro Acido ch'è della ſua ſteſſa
Ilatulra -
Per eſplicare codeſto effetto è neceſſario di far
un poco di rifleſſione ſopra la natura del Butirro
di Antimonio: parmi aver provato che codeſta
Materia ſia la parte Regolina dell'Antimonio
penetrata dagli Acidi di Sale e di Vetriuolo;
ma biſogna oſſervare che la penetrazione dev'eſ
ſere ſtata imperfetta, perchè quegli Acidi non
erano ſufficienti per rarefare nè diſſolvere eſat
tamente l'Antimonio: le lor Punte non ſono
entrate che per metà nella ſoſtanza del minerale,
I 3 e que
134 Tart?ayo
e queſto è quello che cagiona la corroſione di
queſto Butirro; perchè, affinchè gli Acidi me
ſcolati in qualche materia ſieno in iſtato di cor
roſione, biſogna che le lor Punte ſieno attaccate
o fitte di maniera nelle parti inſenſibili di quella
materia, che un eſtremità di ognuna di quelle
Punte eſca e ſi trovi in iſtato di penetrare e d'in
cidere le carni ſopra le quali ſono applicate. Ora
ſe queſte Punte acide aveſſero interamente diviſo
e diſſoluto l'Antimonio, ſi ſarebbero talmente
cacciate e intricate nelle parti ſolforate o mollic
cie di queſto Minerale, che vi ſi ſarebbono inte
ramente confuſe, e non ſarebbe lor reſtata al
cuna libertà di eſercitare la lor corroſione,
Dopo avere ſtabilito tutto ciò, parmi eviden
te che il Butirro di Antimonio altro non ſia che
un Antimonio per fietà diſſoluto: biſogna che
l'Acqua regia ſia adoperata per diſſolvere,quan
to eſattamente può eſſerlo, queſto Minerale. Ora
quando è ſtato verſato dello Spirito di Nitro ſo
pra il Butirro di Antimonio, ſi è fatta dell'Ac
qua regia. Non è dunque da ſtupirſi ſe ſia ſuc
ceduto un vigoroſo ebollimento accompagnato
da calore; perchè queſt'Acqua regia ha ter
minato di diſſolvere l'Antimonio che dagli Spi
riti di Sale e di Vetriuolo non era ſtato ſe non
ſuperficialmente penetrato.
La ſeconda e la terza volta che fu verſato del
lo Spirito di Nitro ſopra la materia, non è ſuc
ceduto alcun ebollimento, perchè il diſſolvente
non ha trovato più alcuna preſa ſull'Antimo
nio: tutte le ſue parti erano troppo ben diviſe
perchè poteſſe penetrarle. -

La ſeconda difficoltà è di ſapere come il Bu


tirro di Antimonio abbia perduto le ſue qualità
cauſtica ed emetica, col mezzo dello Spirito di
Nitro
Dell'Antimonio. r35
Nitro che pure è un gran Cauſtico. Lo ſciogli
mento di queſta difficoltà ſarà una conſeguenza
e una continuazione di quanto è ſtato detto.
La qualità cauſtica o corroſiva del Butirro di
Antimonio, non conſiſtendo che nella diſpoſi
zione e nell'ordine delle Punte acide, dee ſuc
cedere che quando queſte Punte non ſiano più
nella medeſima diſpoſizione, non più producano
lo ſteſſo effetto. Ora è coſa facile da compren
derſi che lo Spirito di Nitro ha cambiato la diſ
poſizione degli Acidi di Sal e di Vetriuolo, per
chè ha fatto diſſolvere affatto il Butirro di Anti
monio, il quale prima non era che un Antimo
nio mezzo diſſoluto: è dunque ſucceduto che tut
te le Punte acide ſi ſono fitte, confuſe, e di tal
maniera legate nelle parti ramoſe e imbarazzan
ti dell'Antimonio che non hanno più il moto nè
la forza che avevano, per fare alcuna corroſio
ne. Da queſto neceſſariamente ſegue che ſe gli
Acidi ſono ſtati fiſſati dalle parti dell'Antimo
nio, le medeſime parti dell'Antimonio ſono ſta
te fiſſate e aggravate dagli Acidi. Queſto è quel
lo in iſpezieltà che ha diſtrutta la virtù emetica
del Butirro di Antimonio: perchè codeſta virtù
conſiſteva in un Solfo Salino, che colla ſua di
ſpoſizione e col ſuo moto irritava le fibre del ven
tricolo. Ora queſto Solfo ſalino eſſendo legato e
imbarazzato con una gran quantità di Punte aci
de non ha più il potere di eſaltarſi, nè di fare al
cuna irritazione: tutto l'effetto che può produr
re è di ſpignere dolcemente per li pori qualche
leggiero Vapore. Aggiungo a queſto diſcorſo
che nell'evaporazioni che ſono ſtate fatte per lo
Bezzuarro minerale, ſi ſono diſperſe molte delle
parti più ſulfuree e più emetiche del Butirro di
Antimonio. Il ch'è facile da provarſi non ſolo
I 4 da
134 Trattato
da un odor Sulfureo eſtraordinariamente catti
vo, ch'è ſtato diffuſo da i Vapori; ma dalla di
minuzione del peſo della Materia: perchè dove
che dopo aver verſato ancora per due volte del
lo Spirito di Nitro ſopra la prima Maſſa bianca e
averla fatta evaporare, la Maſſa dovrebbe eſſe
re creſciuta nel peſo, perchè vi ſi ſono attaccate
in gran numero delle Punte acide ella per lo con
trario è nel peſo ſcemata. - -

Queſta preparazione di Bezzuarro minerale


ha molto rapporto con quella dell'Antimonio
diaforetico: perchè in vece di tre parti di Nitro,
ſopra una parte di Antimonio, le quali ado
pranſi per far l'Antimonio diaforetico, ſi me
ſcolano per la preparazione del Bezzuarro mine
rale, tre parti di Spirito di Nitro, ſopra una .
parte di Butirro di Antimonio.
Altra operazione fatta ſopra il Butirro di Antimo
nio, dalla quale riſulta una Polvere di
Algaroto corretta -

Ho poſto in un Matraccio un oncia di Bu


tirro di Antimonio; ho verſato ſopra altrettant'
Olio, o circa, di Tartaro fatto per deliquio :
è ſucceduto un gran'ebollimento, con calore, a
cagione dell'incontro degli Acidi del Butirro di
Antimonio , col Sale Alcalì del Tartaro: ho
continuato a verſare dell'Olio di Tartaro ſopra
la Materia, finattanto chè l'ebollimento ſia ceſ
ſato; ne ho adoprato in tutto tre once che ave
vo fatte con un oncia di Sal di Tartaro e due on
ce di Acqua; ho aggiunto al Meſcuglio ottonce
di Acqua calda, ſe n'è precipitata una polvere
bianca: ho laſciato il tutto in digeſtione per lo
ſpazio di ventiquattr'ore agitandolo di quado in
-- - quan
º
Dell'Antimonio, 137
quando poi l'ho fatto bollire dentro un Matrac
cio ſimilmente per due ore o circa: l'ho laſciato
poi divenir freddo e poſarſi: ho verſato il Li
uore per inclinazione, ho lavata la Polvere re
ata in fondo al Matraccio, e l'ho poſta a ſec
carſi all'ombra; ne ho avute tre dramme. E'
codeſta una Polvere di Algaroto corretta, nel
la quale una parte del Solfo Salino è ſtata ,
diſſoluta e tolta dal Sal di Tartaro . E' men- ...
vomitiva che la Polvere d'Algaroto ordinaria: Virtº
ſe ne poſſono dare ſino dodici grani per Doſe. Pºſº :
Ho fatto evaporare a fuoco di Sabbia, il Li
quore che avevo trato dal Matraccio e le Lo
zioni della Polvere: mi ſono reſtate ſette dramme
di un Sal ſalato bianco e un poco emetico che
non mi parve tanto atto a ricevere l'umidità dall'
aria quanto il Sal di Tartaro ordinario, veriſi- º
milmente perchè gli Acidi del Butirro di Anti- ".
monio,
rati da quali
in parte i ſuoi èpori:
ſtato èpenetrato, hanno tu-
queſto propriamente ſi "e
debole

un Tartaro emetico diſſolubile: opera dolciſſi


mamente per vomito: ſe ne poſſono dare ſino Doſe.
venti grani per Doſe.
Come avevo adoprata un oncia di Sal di Tar
taro in queſta operazione e non ne ho tratte che
ſette dramme, biſogna che ne ſia reſtata per lo
meno una dramma nella Polvere di Algaroto.
Queſta porzione di Sale contribuiſce molto a di
minuire la ſua virtù vomitiva, perchè non ſolo
in qualche maniera la fiſſa; ma colla ſua diſpo
ſizione Alcalina ne diſtrugge una parte del Sal
acido e ſulfureo, che fa la ſua qualità emeti
Cd »

Ala
138 Trattato

Altra operazione fatta ſopra il Futirro di Antimo


mio, colla quale ſi fa un Tartaro Emeti
co diſſolubile, e una Panacca Anti
moniale Vomitiva,

Ho meſcolata in un Matraccio un oncia di Bu


tirro di Antimonio, riſoluto da ſe ſteſſo in Liquo
re e ben puro,con due once di Criſtallo di Tarta
ro ſottilmente polverizzato;ho verſato ſopra do
dici once di Acqua di fiume calda: ho agitato il
tutto inſieme, il Criſtallo di Tartaro ſi è diſſolu
to quaſi affatto, ſenza fermentazione apparente
e la diſſoluzione ha preſo un color roſſiccio e un
aggradevole ſapor acro: ho collocato il Matrac
cio a fuoco di Sabbia, e vi ho fatta bollire la
Materia per lo ſpazio di ſei o ſett'ore; cambiò
“colore bollendo, ed è divenuta bianchiccia;vi ho
gettato appoco appoco dieci dramme di Sal di
Tartaro, vi è ſucceduta una grand'efferveſcen
za; terminata che fu, ho feltrato ancor caldo il
Liquore; non è reſtata nel Feltro che una leg
giera quantità di Materia terreſtre; perchè il Sal
di Tartaro aveva affatto diſſoluto il Criſtallo di
Tartaro: ho fatto evaporare il Liquore feltrato
a fuoco di Sabbia ſino alla ſiccità: mi ſono reſtate
tre once e una dramma di un Sal ſalato bianco
che tendeva al grigio, nel quale l'Acido più non
tartaro appariva, perch'eraSaleſtato aſſorbito dal Saldi
º Tartaro. Codeſto è un Tartaro emetico
emetico - - - -

diſſolu- diſſolubile, di una forza mediocre; ſe ne poſ.


pi, ſono date per ogni Doſe da quattordici ſino ai
Doſe. ſedici grani. -

Ho poſto una porzione di queſto Tartaro eme


tico nella Cantina, vi ſi è riſoluto in un Liquor
ſimile a quello di cui per lo addietro era coſtu
Ines
e dell'Antimonio. r 39

me il ſervirſi nello Spedale, detto degl'Invali-Panacea


di ſotto il nome di Panacea univerſale: opera univer
come il Tartaro emetico ſecco; la Doſe è dalle ſale
Virtù ,
otto fino alle ventiquattro gocce. Codeſto Eme
rico è dolce e non cagiona effetti violenti, per Doſe e
chè il Sal di Tartaro che vi è ſtato meſcolato, ha
fiſſate e rotte in parte le Punte del Solfo Salino
dell'Antimonio,

Eſperienze fatte ſopra la Polvere di Algaroto,


nelle quali dopo averla penetrata con molti Acidi
differenti, ſi revifica in Butirro di Antimonio,
poi ſe ne fa un Bezzuarro minerale,
RIo poſto in un piccolo Matraccio mezz'on
cia di Polvere di Algaroto; vi ho verſato ſopra
un oncia di Spirito ovver Olio cauſtico di Ve
triuolo rettificato, non vi è ſucceduto alcun
ebollimento nè fermentazion apparente: ho col
locato il Vaſo in un luogo un poco caldo e ve l'
ho laſciato per lo ſpazio di ventiquattr'ore: lo
Spirito di Vetriuolo ha penetrato inſenſibilmen
te la Polvere, l'ha reſa più bianca di quello
ch'era, e ſi è corporificato con eſſa in una .
Pappa o Paſta liquida, -

FIo poſta in un altro Matraccio mezz'oncia di


Polvere di Algaroto; vi ho verſato ſopra un on
tia di Spirito di Sal difenmato; ho poſta la Ma
teria in digeſtione come la precedente: non vi è
ſucceduta alcuna fermentazione apparente; ma
la Polvere è ſtata penetrata; perchè è ſtata fat
ta bianca, e quaſi tutto il Liquore ſi è corpori
ficato in liquida Paſta.
Ho poſto in un altro Matraccio mezz'oncia di
Polvere di Algaroto; vi ho verſato ſopra un
oncia di Spirito di Nitro diftemmato; ho collo
- Cato
-
-

14o Trattato º

cato il Vaſo in luogo caldo; non vi è ſucceduta


alcuna fermentazione, la Polvere non è divenu
ta bianca, e lo Spirito di Nitro non vi ſi è cor
porificato.
Ho meſcolata inſieme la Polvere di Algaroto
penetrata dallo Spirito di Vetriuolo e la ſteſſa
Polvere penetrata dallo Spirito di Sale; ho la
ſciato caldamente in digeſtione la Meſcolanza
per lo ſpazio di ſei ore, non vi ho veduta alcuna
fermentazione, è reſtata in conſiſtenza di Polpa
denſa, al guſto cocente; ma un po'meno roden
te che il Butirro di Antimonio. Queſta Mate
Butirro ria è tuttavia un Butirro di Antimonio revifica
di Anti-to: perchè la Polvere di Algaroto vi ha ripiglia
monio ti gli ſteſſi Acidi, da eſſa laſciati, allorchè era
reviſi- ſtato gettato il Butirro di Antimonio ordinario
cato. nell'Acqua: Ma come gli Spiriti di Sale e di Ve
triuol per difenmati che ſieno, ſono più imbe
vuti di flemma di quello foſſe il Butirro di Anti
monio ordinario; la noſtra Materia da me chia
mata Butirro di Antimonio revificato, è più li
quida e un po' men cauſtica. -

Ho aggiunto a queſta Materia la Polvere di


Algaroto penetrata dallo Spirito di Nitro, e an
che tre once di altro Spirito di Nitro: ho ben
confuſo inſieme il Meſcuglio, e l'ho poſto cal
damente in digeſtione; ve l'ho laſciato per lo
ſpazio di quattr'ore: non è ſucceduto che un leg
giero ebollimento con alcuni Vapori roſſi, ſi
mili in colore e in odore a quelli che ſi alzano
dalla Meſcolanza del Butirro di Antimonio col
lo Spirito di Nitro; ma la Materia non è ſtata -
diſſoluta in Liquore: è reſtato in fondo al Ma
traccio molta polvere bianca, come allorchè ſi
fa diſſolvere dell'Antimonio crudo coll'Acqua
regia, per fare del Magiſterio di Antinori, Q
-
- Dell' Antimonio, I 4r
Ho poſte in un piccolo Matraccio due dram Altra
me di Polvere di Algaroto; vi ho verſato ſopra Eſperi
ero2a e
ſei dramme di Acqua regia ordinaria.
Ho poſte in un altro piccolo Matraccio due
dramme di Polvere di Algaroto, vi ho verſato
ſopra degli Spiriti di Sal di Vetriuolo e di Ni
tro, di ognuno due dramme. E'codeſta un'al
tra ſpecie di Acqua regia: ho poſti i due Vaſi
in luogo caldo: nell'uno e nell'altro è ſucceduto
un poco di fermentazione; ho laſciate le Mate
rie in digeſtione per lo ſpazio di quattr'ore, ſo
no reſtate nel fondo del Matraccio delle Polveri
bianche, come nella operazion precedente.
Tutte queſte Polveri bianche ſono una Polve
re di Algaroto attenuata da Diſſolventi e ridot
ta in una ſottiliſſima Polvere. Se ſono lavate
con molt'Acqua, e ſono poſte a ſeccarſi, ſi ave
rà un Magiſterio di Antimonio, ma non è ſtata
mia intenzione il far queſta operazione, e le ho
adoperate per la ſeguente.
Ho meſcolate inſieme tutte le diſſoluzioni e
tutte le Materie penetrate dagli Acidi, ne ho
fatta evaporare l'umidità a fuoco di ſabbia: mi
è reſtata una bianchiſſima Maſſa, che peſava
quattr'ence e due dramme: vi ho verſato ſopra
un egual peſo di Spirito di Nitro e l'ho poſta in
evaporazione come prima, ſi è ridotta in una
Maſſa bianca, un po' più rarefatta della prima,
che peſava quattr'once: ho poſto di nuovo quat
tr'once e due dramme di Spirito di Nitro ſopra la
Materia, e ho fatto evaporare la Meſcolanza
come prima ; ma ho ſtimolato il fuoco ſul fine
un po' più vigoroſamente e per tempo più lun
go che l'altre volte: mi è reſtata una Materia
leggiera, ſtritolabile, bianchiſſima, eccettua
tene alcune parti, nelle quali è divenuta un poº
- - eg
I 42 Trattato
Bozzu- co gialla, e affatto ſimile al Bezzuarro minerale:
arro Mi ella ne ha parimente le qualità: ſi dee anche oſ.
nerale e ſervate che nell'evaporazioni, i Vapori che ne
ſono uſciti ſono ſtati in colore e in odore affatto
ſimili a quelli che ſi alzano quando ſi fa il Bez
- zuarro minerale ordinario. Codeſta Materia è
Peſo. ftata nel peſo due once e ſette dramme. Ora io
avevo adoperato in tutto nell'operazione due -
once di Polvere di Algaroto: pare dunque che la
Materia racchiuda per lo meno ſette dráme de
gli Acidi più fiſſi dell'Acque regie che vi ſono
ſtate poſte in uſo: dico per lo meno, perchè una
porzione del Solfo della Polvere di Algaroto,
potendoſi eſſere innalzata e diſperſa inſieme co'
fummi, potrebbe aver diminuito il ſuo peſo.
Queſti Acidi eſſendo legati e imbarazzati nel
la ſoſtanza della Polvere di Algaroto, l'hanno
fiſſata a ſufficienza per impedire ch'ella ſia reſta
ta vomitiva, e le hanno tolta la maggior parte
del ſuo moto. Di modo che quello le n'è reſta
to non è più atto che a cacciare per via della tra
ſpirazione, qualche leggiero Vapore, come fan
Virtà. no gli altri medicamenti, che ſi dimominan dia
foretici. - -

Vetrificazione della Polvere di Algaroto,

Ho poſta dentro un Crogiuolo ſu i Carboniac


ceſi un oncia di Polvere di Algaroto. Ha get
tati molti fummi, e ſi è f"
fuſione; l'ho
petro laſciata in quello ſtato nel fuoco ancor per lo
tratto ſpazio di un ora, poi l'ho verſata ſopra un mar
dalla mo: ho trovato che ſi era vetrificata, ma in un
Polvere Vetro groſſo, poco traſparente, gialliccio al
di Alga. di fuori, bianco e criſtallino al didentro, che
roto, peſava cinque dramme. E' dunque ſcemata tre
- a º - dram- l
Dell'Antimonio. 143
dramme nella fuſione. Ho fatto prendere quat Virtà,
tro grani di queſto Vetro per bocca; ha purga
to per diſopra e per diſotto, e mi parve della Doſe,
ſteſſa forza che la Polvere di Algaroto.
Ho meſcolato inſieme mezz'oncia di Polvere
di Algaroto e una dramma di Borrace polveriz
zato: ho poſta la Meſcolanza in fuſione dentro
un Crogiuolo, ha gettati dei fummi e ſi è vetri
ficato: l' ho verſato ſopra un marmo per laſciar
velo divenir freddo: ho avuto un Vetro che pe. Altro
ſava mezz'oncia, fragiliſſimo, ſimile nel colo- Vetro di
re al Vetro comune, ma ſcreziato di bianco: è polvere
un po' men vomitivo che la Polvere di Alga- di Algae
rOtO e ºfoto e

Correzione della Polvere di Algaroto.

THo meſcolato inſieme mezz'oncia di Polvere


di Algaroto, e altrettanto di Salnitro diſeccato:
ho gettata la Meſcolanza appoco appoco in un
Crogiuolo arroventato; non vi è ſucceduta al
cuna detonazione; ho laſciata calcinar la Ma
teria per lo ſpazio di un ora; ella è reſtata in
Maſſa bianca: l'ho laſciata di venir fredda, e
l'ho peſata; ho trovato che non era diminuita
che di due ſcrupoli ; l'ho lavata molte volte con
Acqua bollente, per ſepararne il Salnitro, poi
l'ho poſta a ſeccare all'ombra; mi e reſtata una
Polvere leggiera, bianchiſſima, inſipida al gu
ſto e ſenz'odore, che peſava tre dramme e mez Polvere
za. E'queſta una Polvere di Algaroto corretta, Algas
o indolcita col Salnitro: perch'eſſendoviſi inti di
r0t0 c0re
mamente unito codeſto sale, ne ha non ſolo retta e
.tolto il più volatile; ma in parte ha fiſſato o im
barazzato il Solfo ſalino che vi reſtava. Non Virtà e
pure
r4e Trattato -

purga che debolmente e di ordinario per diſot


Doſe, to; la Doſe è da ſei grani ſino a ſedici.
Si può interamente privare la Polvere di Al
garoto della ſua qualità purgativa , facendola
calcinare col triplo del ſuo peſo di Salnitro. Ne
parlerò quando tratterò degli Antimoni diafo
retl Cl e

Tintura di Polvere di Algaroto -


Ho meſcolato inſieme mezz'oncia di Polvere
di Algaroto e un oncia e mezza di Sal di Tarta
ro, ho poſta la Meſcolanza dentro un Matrac
cio; vi ho aggiunte quattr'once di Acqua co
mune; ho collocato il Vaſo ſopra un piccol fuo
co di Sabbia, e vi ho laſciata la Materia in dige
ſtione per lo ſpazio di alcune ore; poi l'ho fatta
bollire: il liquore ha preſo un colore giallo che
tendeva al roſſo, e la Polvere è reſtata grigia
bruna. Queſti colori mi hanno fatto conoſcete
che il Sal di Tartaro aveva fatta impreſſione ſo
pra la Polvere di Algaroto, e ne aveva eſtratto
del Solfo, ho verſato in una Conca di ſelce tut
to ciò ch'era dentro il Matraccio, e ne ho fatta
evaporare l'umidità: mi è reſtata una Materia
grigia dello ſteſſo peſo, di cui l'avevo poſta,
cioè, che peſava due once: l'ho calcinata in un
Crogiuolo fra i Carboni acceſi; ſi è poſta in fu
ſione: l'ho verſata in un Mortaio di ferro e l'ho
laſciata diventar fredda : ho avuta una Maſſa
bianca ſparſa di particelle riſplendenti e nere,
- le quali venivano dalla Polvere di Algaroto,
che dal Sale di Tartaro era ſtata revificata in .
- - Regolo: l'ho peſata; era diminuita mezz'on
cia nella calcinazione , l'ho polverizzata e l'ho
poſta dentro un Matraccio: vi ho verſato ſopra
- -- dello
Dell'Antimonio, I 45
dello Spirito di Vino, all'altezza di tre dita;
ho ben turato il Vaſo, e l'ho poſto ſopra la ſab
bia calda: vi ho laſciata la Materia in digeſtio
ne, per lo ſpazio di due giorni, facendola bol
lire di quando in quando. Lo Spirito di Vino ſi
è caricato di un color roſſo, il qualè veriſimil
mente venuto dal Solfo della Polvere di Alga
roto, ch'era ſtato già rarefatto dal Sal di Tarta
ro. E' codeſta una Tintura ſimile alla Tintura ,
di Antimonio ordinario, eccetto l'eſſere un po
co più debole, o un poco meno roſſa. Ha pari
mente le ſteſſe qualità eſſendo data in Doſe un
poco più vigoroſa. - -

Riduzione della Polvere di Algaroto in Re


golo di Antimonio.

THo polverizzato e meſcolato inſieme del Tar


taro, del Salnitro, e della Polvere di Algaro
to di ognun'un oncia: ho gettata la Meſcolan
za cucchiaiata a cucchiaiata dentro un Crogiuo
lo arroventato; ſe ne ſono alzati molti fummi;
ma la detonazione non è ſtata sì forte come fu
quella quando fu poſto in uſo dell' Antimonio
crudo, in vece della Polvere di Algaroto : la
ragione ſi è, che queſta Polvere non contiene
.tanto Solfo quanto l'Antimonio crudo: ho la
ſciata fonderſi la Materia, e l'ho verſata in un Regolo
Mortaio di Ferro; vi ho trovato, poichè fu di tratto
venuta fredda cinque ſcrupoli e mezzo di un Re dalla
golo di Antimonio puriſſimo inviluppato in un Polvere
oncia e mezza di Scorie bianche, come del Sal di Alga
di Tartaro . Da codeſta operazione ſi vede che roto
la Polvere di Algaroto tratta dall'Antimonio
crudo, non è compoſta interamente di Regolo.
Ho polverizzate le Scorie; le ho poſte in molle
- K e 3
T

--
146 Trattato
e abollire nell'Acqua: ho feltrato il Liquore,
vi ho meſcolato dell'Aceto: è ſucceduta una
precipitazione di una Polvere grigia, ma ſenza
ebollimento apparente, e ſenza cattivo odore:
l'ho ſeparata, l'ho ben lavata, e l'ho poſta a ſec
Solfo carſi, ne ho avuto quattordici grani. Queſto è
tratto un Solfo di Antimonio: Ho fatto che un Uomo
dalla- ne prenda ſei grani; gli hanno eccitate delle e
fºlvere nauſee, e gli hanno ſciolto il ventre. -

di Alga
reto e Revificazione della Polvere di Algaroto in
Butirro di Antimonio.

Ho meſcolate inſieme ſei dramme di Polvere


di Algaroto e un oncia di Sublimato corroſivo
polverizzato: ho poſta la Meſcolanza in una
Storta di Vetro e l'ho fatta diſtillare con un fuo
co di Sabbia mediocre, come ſi fa diſtillare il Bu
tirro di Antimonio ordinario: n'è uſcita una
Materia glaciale, bianca , criſtallina che ſi è
condenſata nel collo della Storta, di modo ch'è
ſtato neceſſario avvicinarne dei Carboni acceſi,
per liquefarla e farla colare nel Recipiente: ho
fatto continuare lo ſteſſo grado di fuoco, finat
- tanto chè non ſia più uſcita coſa alcuna: ho tro
Oliº glaevate nel Recipiente cinque dramme d'Olio gla
º ciale ovvero Butirro di Antimonio affatto ſodo,
ri ma peraltro ſimile a quello che ſi trae dalla Me
i" ſcolanza del Regolo di Antimonio col Sublima
moni, º corroſivo. Ho adattato un altro Recipiente
trat i” alla Storta, e ho ſtimolato ſotto il fuoco fino a
dalla farla diventar roſſa; poi l' ho laſciata diventar
Polvere fredda e l'ho ſpezzata; n'è uſcito un poco di
di Alga- odore di Solfo; ho trovate attaccate al ſuo col
, lo cinque dramme e mezza di Sublimato, ch'
era per la metà in Pietra aſſai ſtritolabile, bian
- Ca»
- Dell'Antimonio - I 47
ca, e per l'altra metà in Polvere grigia: Queſta
è la parte più Mercuriale o men Acida del Su
blimato corroſivo, meſcolata con qualche por
zione di Solfo che ſi è ritrovata nella Polvere di
Algaroto. Queſta Materia è ancora corroſiva,
e non vorrei interiormente ſervirmene: potreb
beſi adoperare eſteriormente per conſumare le
carni bavoſe, principalmente nelle piaghe e
ovver ulceri di mal Venereo.
Ho trovato in fondo alla Storta una Maſſa ,
leggiera bianca, ſtritolabile, gialliccia, inſipi
da al guſto, che peſava tre dramme e mezza: è
codeſta la parte più terreſtre o più materiale e
della Polvere di Algaroto.
Eſperienze fatte ſopra il Bezzuarro Minerale.

Ho meſcolato e peſtato inſieme in un mortaio


di Vetro, un oncia e mezza di Bezzuarro mine
rale e due once di Sal di Tartaro ben ſecco; non
vi ho ſcoperto alcuna fermentazione nè alcun
calore: ho poſto il Meſcuglio in un Matraccio:
vi ho verſato ſopra dell'Acqua comune all'altez
za di due dita: è ſucceduta una debolefferveſcen
za con un poco di ſtrepito; ma la Materia non
ſi è molto ſcaldata, per quello me ne ſon potu
to accorgere col toccarla: Ho poſto il Matrac
cio ſopra un fuoco di digeſtione: allora vi è ſuc
ceduto un più vigoroſo ebollimento che ha du
rato per qualche tempo, ovvero finattanto chè
l'Acidità del Bezzuarro Minerale ſia ſtata affat
to aſſorbita dal Sal Alcalì di Tartaro: ho accre
ſciuto il fuoco ſotto il Matraccio, e ho fatto bol.
lire la Materia: non ha cambiato colore. L'ho
verſata in una Conca di terra, e ne ho fatta eva
porare l'umidità : mi è reſtata una Maſſa bian
K 2. Cd a
148 Trattato
ca, che peſava tre once e mezza, di un ſapore
molto ſalato; l'ho calcinata ad un gran fuoco
dentro un Crogiuolo per lo ſpazio di un ora; ſi
è poſta in fuſione; l'ho verſata in un Mortajo,
e l'ho laſciata diventar fredda: è diminuita ſette
dramme e ha preſo dei colori grigio, giallo, e
bianco: l'ho polverizzata, e l'ho poſta dentro
un Matraccio; vi ho verſato ſopra dello Spirito
di Vino all'altezza di due dita; ho ben turato il
Tintura Vaſo; l'ho poſto in digeſtione ſopra un po' di
di Bez- fuoco, e ve l'ho laſciato per lo ſpazio di due gi.
zuarro orni: lo Spirito di Vino ſi è caricato di una Tin
Minera-tura roſſa ſimile a quella che ho tratta dalla Pol
le - uere di Algaroto; l'ho feltrata per conſervarla.
Ha un colore aggradevole, e una virtù ſimile
a quella della Tintura di Antimonio ordinario;
ma un po' più debole, o men colorita.
Ho voluto vedere ſe aveſſi potuto trarre qual
che porzione di Regolo dalla Materia reſtata,
nel Matraccio; l'ho verſata in una Conca di
terra, e l'ho poſta a ſeccare ſul fuoco: me ne ſo
no reſtate due once e tre dramme: l'ho meſcola
ta con ſei dramme di Salnitro; ho poſta la Me
ſcolanza dentro un Crogiuolo in mezzo al fuoco;
non vi è ſucceduta che una leggiera detonazio
ne, e la Materia vi ſi è liquefatta: l'ho verſata
in un Mortajo di ferro, vi ſi è indurita in Pietra
bianca gialliccia, che peſava due once ſette
dramme e mezza; l'ho ſpezzata; ma non vi ho
trovato Regolo; ne ho ſeparati i Sali colla la -
vatura e colla feltrazione: ho fatta ſeccare la
Materia lavata ; me n'è reſtata un oncia tre
dramme e mezza: mi parve inſipida al guſto:
ne ho fatto prender per bocca ſino venti grani;
ma non ne ho veduto alcun effetto : Vi è luogo
di credere che codeſtà Materia ſia della natura
di
Dell'Antimonio, 149
di quella dell'Antimonio diaforetico.
Le Lozioni erano chiare e gialliccie; le ho ſe
parate in molte porzioni; vi ho verſati diverſi
Liquori acidi; ſono divenute bianche, e ſe n'è
precipitata una picciola quantità di Materia ſul
furea, bianca, leggiera: l'ho ſeparata col mez
zo di una Carta grigia; l'ho ben lavata e l'ho
poſta a ſeccarſi: non mi ſon reſtati in tutto che
dodici grani di una Polvere bianca, farinoſa ,
inſipida al guſto: l'ho fatta prendere in due
Doſi per bocca, ma non ha prodotto alcun ſen
ſibil effetto,

Biſtillazione del Bezzuarro minerale,

Ho poſte in una Storta di vetro due once di


Bezzuarro minerale; vi ho adattato un Reci
piente; ho lutate le commeſſure, e ho ſtimola
tala Materia con un fuoco graduato, e ſul fine
violento, finattanto chè non ſia più uſcita coſa
alcuna, poi ho laſciati diventar freddi i Vaſi: ho
trovate nel Recipiente tre dramme due ſcrupoli
e mezzo di un Liquor chiaro come l'Acqua, di
un ſapore molto acido: nella ſommità del collo
della Storta vi era una lieve porzione di Materia
butirroſa, bianca, corroſiva.
Ho trovato in fondo della Storta una Palvere
gialla, un poco ſalata al guſto, che peſava un
oncia e mezza: l'ho meſcolata con altrettanto
Tartaro e altrettanto Salnitro polverizzati: ho
gettata la Meſcolanza per via di progreſſioni in
un Crogiuolo arroventato: è ſucceduta una pic
cola detonazione: ho fatto continuare un gran
diſſimo fuoco intorno al Crogiuolo, la Materia
a gran pena ſi è un poco liquefatta, e non ſe n'è
ſeparato Regolo alcuno. -

K 3 Il
15o Trattato
Il Liquor chiaro ch'è ufcito dal Bezzuarro.
Minerale colla diſtillazione, non è che una por
zione di Spirito di Nitro, più fiſſa ch'era ſtata
ritenuta dal Bezzuarro Minerale: è molto apri
tivo e proprio per la Pietra delle Reni o della .
Veſcica: la Doſe è di cinque o ſei gocce in un
Liquore appropriato.
Calcinazione del Bezzuarro minerale.

Ho fatte calcinare in un Crogiuolo per lo


ſpazio di due ore tre once di Bezzuarro minera
le: ne ſono uſciti dei Vapori roſſi, che veniva
no da una porzione di Spirito di Nitro, ch'era
reſtato ne' ſuoi pori, elevata e ſtaccata dal fuo
co: ho trovato nel Crogiuolo, già divenuto
freddo, una Polvere bianca, leggiera, inſipida
al guſto, che peſava due once e una dramma;
ne ho fatto prender per bocca ſino a venti grani;
non ne ho veduto alcun effetto: Credo ſi poſſa
attribuirle la qualità dell'Antimonio diaforeti.
coordinario: è codeſta propriamente una Cal
cina di Antimonio.
Ho proccurato di vetrificar queſta Materia;
ne ho in primo luogo rimeſſa una parte dentro
un Crogiuolo; l'ho coperto con una tegola e
l'ho collocato in mezzo a un fuoco di ruota vio
lento: ſi è liquefatta, ma non ſi è ridotta in Ve
tro: l'ho tolta dal Crogiuolo, e allorchè fù di
venuta fredda, l'ho polverizzata, e ne ho me
ſcolata un oncia con due dramme di Borrace pa
rimente in polvere; ho ripoſta la Meſcolanza
nel Grogiuolo, l'ho ſtimolata con un gran fuoco
come prima; ſi è poſta in fuſione; ma eſſendo
divenuta fredda, è reſtata in Pietra opaca, bian
ca, gialliccia; il Borrace non ha potuto eccitar
VI
Dell'Antimonio, 15 r
vi alcuna vetrificazione, benchè riduca facil
mente in Vetro molte altre preparazioni di An
timonio.
Ho fatto anche una prova per proccurare di
trar del Regolo dalla ſoſtanza di Bezzuarro mi
nerale. -
Ho poſto a calcinarſi come prima un oncia e
mezza di Bezzuarro minerale; l'ho meſcolato
con peſo eguale di Materia riduttiva compoſta
di Salnitro, di Tartaro, di Criſtallo e di Carbo
re calcinati inſieme: ho poſta la Meſcolanza
dentro un Crogiuolo, e l'ho ſtimolata con un
fuoco vigoroſo di ruota per lo ſpazio di tre ore;
non è ſucceduta alcuna ſeparazione nè revifica
zione: Credo dunque che ſia coſa difficiliſſima,
per non dire impoſſibile il rimettere il Bezzuarro
minerale in Regolo di Antimonio.
Ho voluto vedere ſe aveſſi potuto rimettere
il Bezzuarro minerale in Butirro di Antimonio,
come vi avevo rimeſſa la Polvere di Algarotio.
Ho meſcolato inſieme un oncia di Bezzuarro
minerale e altrettanto di Sublimato corroſivo
ſottilmente polverizzati ; ho poſta la Meſco
lanza in una Storta ; vi ho adattato un Reci
piente; ho lutate eſattamente le commeſſure;
e ho fatto diſtillarla Materia nella maniera con
ſueta: ne ho tratto in primo luogo con un fuo
co mediocre, un Liquore bianchiccio; poi ho
accreſciuto vigoroſamente il fuoco, ſino a far
diventar roſſo il Vaſo: ſi è alzato al collo della
Storta una Materia dura , bianchiſſima e riſ
plendente; ho continuato il gran fuoco finat
tanto chè più non ſi ſia ſublimata coſa alcuna;
poi ho laſciati diventar freddi i Vaſi e ho tolto
da eſſi il loto: ho peſato il Liquore bianchiccio
ch'era nel Recipiente; ve n'erano due dramme
K 4 e II1c2.a
r 52 Trattato
e mezza; il ſuo ſapore era molto acido e cocen
te. Ne ho verſata una parte nell'Acqua, non ſi
è precipitata che una leggieriſſima porzione di
Polvere bianca ſimile al Magiſterio di Ahtimo
nio; il che fa vedere che codeſto Liquore è poco
carico di ſoſtanza antimoniale.
. Ho ſpezzata la Storta, e ho peſata la Mate
ria bianca che nel ſuo collo era ſtata ſublimata:
ve n'erano ſette dramme e dodici grani: era que
ſto il Sublimato corroſivo che avevo poſto in uſo
nell'operazione, il qual è ſtato privato di una
piccola parte del ſuo Acido e ſi è impregnato di
qualche porzione più ſolforata del Bezzuarro mi
merale: è un poco men acro del Sublimato cor
roſivo ordinario; per altro non n'è molto i
ſo: corrode e fa dell'eſcare, eſſendo applicato
ſopra le carni. Il Sal di Tartaro e l'Acqua di
Calcina lo fanno diventar giallo e roſſo. Se ne
diſſolve facilmente una porzione nell'Acqua co
i mune, e codeſta diſſoluzione opera in tutto co
me l'Acqua di Sublimato ordinario: ſi diſſolve
parimente nello Spirito di Vino, e non vi ſom
miniſtra alcun colore. Avrei potuto ſenza ſcru
polo adoperarlo nella preparazione del Subli
mato dolce; ma lo riſerbo per quella del Butir
ro di Antimonio- -

RIo trovato in fondo alla Storta una Polvere


bianca farinoſa, inſipida al guſto, che peſava
ſei dramme e diciotto grani. Queſta è la parte
più fiſſa del Bezzuarro minerale: l'ho poſta a cal
cinarſi ad un gran fuoco; non vi ſi è poſta in fu
ſione, ma ha traſmeſſi alcuni fummi da princi
pio che l'hanno fatta diminuire nel peſo, qua
rantaquattro grani -

Del
p

Dell'Antimonio, I 53

Del Cinabro di Antimonio e

Dalle diſtillazioni precedenti da me fatte del


l'Antimonio crudo col Sublimato corroſivo in
proporzioni diverſe, e da me riferite, ho in
primo luogo oſſervato che ſi trae più ſicuramen
te e più di facile del Cinabro dall'Antimonio
Minerale che dall'Antimonio ordinario e che il
Cinabro dell'Antimonio minerale ſi trova nel
collo della Storta in Maſſa molto più denſa. In
ſecondo luogo ho oſſervato riſpetto alle propor
zioni, che quella di tre parti di Antimonio e
di quattro parti di Sublimato corroſivo, rende
di ordinario più Cinabro; perchè ho tratto dal
la Meſcolanza di ſei once di Antimonio mine
rale e di ott'once di Sublimato corroſivo ſino a
ſett' once di Cinabro: or ſe ne trae meno dall'
altre proporzioni: vero è che poco ci vuole che
ſe ne tragga la ſteſſa quantità dalla Meſcolanza
di cinque once dello ſteſſo Antimonio e da ottº
once di Sublimato corroſivo.
Queſto Cinabro di Antimonio è in Maſſa cri
ſtallina e riſplendente, roſſa-bruna: è compo
l ſto del Mercurio, ch'era contenuto nel Subli
mato corroſivo, e del Solfo dell'Antimonio, i
quali eſſendoſi uniti e legati molto intimamen
te inſieme, nel tempo della diſtillazione del Bu
tirro di Antimonio, ſono ſtati ſublimati dopo
queſta diſtillazione, nel collo della Storta da un
gran fuoco.
Parvemi nella compoſizione di queſto Cina
bro, non vi ſia ſtata che la parte più acida e la
più peſante del Solfo dell'Antimonio, che vi ſia
entrata, e ſi ſia ſtretta al Mercurio : perchè
la parte più ſulfurea e più leggiera ſi è si
a
-
154 Trattato
ſa in fummi neri pe 'l collo della Storta: dee
anch'eſſer ſucceduto che le Punte accide del Sol
fo di Antimonio abbiano penetrato da tutte le
parti i globetti e gli abbiano tanto bene con eſſe
loro intralciati, che il lor rotolarſi ne ſia ſtato
ſoſpeſo ed impedito. Il Cinabro di Antimonio
è poco diverſo dal Cinabro comune, e l'è ſolo
diverſo nel colore: l'Antimonio ha dato a que
ſto una Tintura nericcia, ovver roſſa bruna, do
ve l'altro è di un roſſo riſplendente: il Cinabro
di Antimonio eſſendo ſchiacciato, ovver ra
ſchiato con un coltello , diviene del tutto
roſſo.
Gli Autori hanno preteſo, che a cagione del
Solfo A timoniale che contiene queſto Cinabro,
egli debba produrre in Medicina effetti ſingolari
e molto più eccellenti di quelli del Cinabro
comune; ma dopo averne fatto prendere in mol
te occaſioni, non ho oſſervato che abbia ope
rato diverſamente dal Cinabro ordinario, ch'è
fatto col Solfo comune e col Mercurio.
Il Cinabro di Antimonio produce un buon
Virtà, effetto nelle infermità Veneree, come le altre
preparazioni di Mercurio; ma Io non ho mai
vedute ch'eſſendo preſo interiormente, abbia
eccitata la ſcilivazione: è ſtimato per l'Aſma ,
per l'Apopleſia, per l'Epileſſia, e per le altre
Doſe, Infermità del Cervello: la Doſe è da i ſei ſine
a i quindici grani. -

Rettificazione del Cinabro di Antimonio.

Ho poſte quattrº once di Cinabro di Antimo


mio polverizzato in un piccolo Matraccio; ma
aſſai grande perchè non ne reſtò piena al più
che la quarta parte: ho collocato il Vaſo ſo
- pra
Dell'Antimonio, 155
pra un fuoco graduato, il quale fu da me accre
ſciuto e continuato ſino a far divenir roſſo il
ſuo fondo: in quel tempo ho veduto, che il mio Prima
Cinabro ſi ſublimava e ſi attaccava alla ſom Subli
mità della capacità del Matraccio. Allorchè mazio -
non più ſi è alzato coſa alcuna , ho laſciato ºg -

eſtinguerſi il fuoco e divenir freddi i Vaſi:


l'operazione ha durato tre ore: Ho ſpezzato il
Matraccio, n'è uſcito un odore di Solfo; ho
ritrovate alcune fuligginoſità attaccate al ſuo
collo e nella ſommità di ſua capacità tre once e
ſei dramme di Cinabro un poco più bello e più
riſplendente di quello era prima della Sublima
zione: erano reſtati nel fondo del Vaſo quat
tro ſcrupoli di una Materia dura, ſalda, ne
ra, riſplendente in alcune parti , attaccata ,
aſſai forte al vetro, e ſimile alle Scorie.
Ho poſto dentro un altro Matraccio il Cina
bro che avevo tolto dal primo, e l'ho parimen Seconda
te ſtimolato con un gran fuoco. Si è ſublimato; Subli
mazio -
ho ſpezzato il Matraccio poichè fu divenuto fo6 a
freddo: n'è uſcito un odore di Solfo, e ho tro
vato le Materie diſpoſte come nella Sublima
zion precedente, e dello ſteſſo colore; ma non
vi erano che tre once e cinque dramme di Ci
nabro ſublimato nella ſommità della capacità del
Matraccio, cioè una dramma meno che nella .
prima rettificazione. Erano reſtati nel fondo del
Matraccio due ſcrupoli e mezzo di una Materia
dura, ſalda, fortemente attaccata al vetro, e
ſimile alla precedente.
Ho poſto a ſublimarſi per la terza volta il Terza
Cinabro dentro un nuovo Matraccio, poi ho Subli
ſpezzato il Vaſo: n'è parimente uſcito un odo maziys
re di Solfo, vi ho trovate tre once e mezza e
º6 e
uno ſcrupolo di Cinabro,chg non mi pari CatIl
latO
156 Trattato -

biato in coſa alcuna da quello ch'era dopo la ſe


conda rettificazione, eccettuato l'eſſerſi diminui
to nel peſo di due ſcrupoli. Ho tratto dal fondo
del Matraccio mezza dramma di Materia ſalda.
Ho reiterata ancora tre volte la rettificazione
Conti
ºtta2,10
o ſublimazione dello ſteſſo Cinabro, o finattan
me delle to che non vi ſia più reſtata Materia ſalda nel
fondo al Matraccio.
Sublie
mazioe Ho fatte le medeſime operazioni ſopra altro
mi, Cinabro di Antimonio, per vedere ſe mi foſſe
riuſcito lo ſteſſo: non ho conoſciuta diverſità
alcuna nelle circoſtanze.
Il Cinabro di Antimonio non mi parve mol
to più bello dopo le rettificazioni o ſublimazio
mi, delle quali ho parlato; di quello foſſe pri
ma: ma dev'eſsere più puro e migliore, perch'è
ſtato ſpogliato di una aſsai conſiderabil porzio
me della parte Antimoniale più fiſsa e più mate
riale da lui contenuta.
Riguardando ed eſaminando queſto Cinabro
rettificato, ho ſcoperto che ſe ne ſeparavano al
cuni grani di Argento vivo ; ho attribuito co
deſto effetto a queſto, cioè che nelle ſublima
zioni, eſsendoſi il Cinabro diſimbarazzato dal
la parte più groſsa del Sofo di Antimonio, non
gli reſta più Solfo a ſufficienza per legare e pee
netrare tutto il Mercurio come prima. Ora ciò
che non è più penetrato dal Solfo, dee appari
re in Mercurio colante. -

Si può quì oſservare che quantunque lo abbia


adoperato un fuoco violento nelle rettificazioni
del Cinabro di Antimonio, non è ſucceduto che
pochiſſimo diſpergimento della Materia: perchè
dopo aver peſato il Cinabro,e quanto era reſtato
in fondo al Matraccio dopo ogni ſublimazione,
non ho trovato nella prima che uno tempº di
-
l
Dell'Antimonio. , 157
diminuzione,e nell'altre ſeguenti,nò ve n'è ſtato
che mezzo ſcrupolo. Di più: biſogna compren
dere in codeſta diminuzione le fuliginoſità del
collo del Matraccio, e il Vapore che ha prodotto
l'odor ſulfureo, quando è ſtato ſpezzato il Vaſo:
di modo che ſi può dire ch'eccetto nella prima
rettificazione, non ſi è fatta quaſi perdita alcu
na: la ragione ſi è, che i colli de'Matracci da
me laſciati nella loro lunghezza ordinaria, han
no impedito il diſpergimento.
Ho eſaminata la Materia dura e ſalda reſtata
in fondo a i Matracci; ne ho poſte due dram
me in un Crogiuolo fra i carboni acceſi e le ho
calcinate, coſicchè la Materia è ſtata arroven
tata per lo ſpazio di un ora: è diminuita nella ,
metà del ſuo peſo, e divenuta leggiera, grigia,
inſipida al guſto: E'codeſta una porzione del
la parte più terreſtre dell'Antimonio, che ſi era
alzata col Cinabro. - - -

Delle Diſſoluzioni del Cinabro di Antimonio.


IHo poſto in molle e a bollire nell' Acqua co
mune del Cinabro di Antimonio ſottilmente pol
verizzato: ho feltrata la decozione, e l'ho fatta
evaporare: non mi è reſtata che una piccoliſſi
ma quantità di una ſpecie di Sale graſſoſo, gri
gio, un poco acido, che Io credo eſſere una .
porzion di Butirro di Antimonio, di cui era
ſtato impregnato il Cinabro, ma l'Acqua co
mune è un diſsolvente troppo debole per diſſol
vere la ſoſtanza del Cinabro: ella ſcorre di ſo
pra, come ſopra la maggior parte dell'altre Ma
terie ſulfuree ſenza poterle penetrare, nè farvi
alcuna impreſſione. -

Ho verſato ſopra il Cinabro lavato, del Vi


- RO

-
-
158 Trattato
no bianco all'altezza di cinque o ſei dita; l'ho
laſciato caldamente in molle, e l'ho fatto bol
lire; ho feltrato il Vino, e ne ho date quattr'
once ; ha eccitate delle nauſee, e un po'purgato
per di ſotto: biſogna dunque che il Vino ſi ſia
impregnato di qualche porzione del Solfo dell'
Antimonio, e l'abbia a ſufficienza aperta e po
ſta in noto, perchè ſia ſtata capace di eccitare
una leggiera azione di purgativo : ma nè il
Vino nè il Cinabro mi parvero aver cambia
to colore. -

Ho ancora poſto in infuſione e fatto bollire di


verſe porzioni di Cinabro di Antimonio nello
Spirito di Vino tartarizzato, nell'Aceto diſtil
lato , nello Spirito di Allume, nello Spirito di
Vetriuolo: non vi ho ſcoperto alcuna diſſolu
zione, nè cambiamento di colore.
Ho poſto in un Matraccio quattr'once di Ci
nabro di Antimonio rettificato e polverizzato:
vi ho verſate ſopra quattr'once di Spirito di Ni
tro diſlemmato: è ſubito ſucceduto un grand'
ebollimento, con diſſoluzione calore, che han
no fatto alzarſi molti fummi roſſi. Paſſato l'e-
bollimento, ho poſto il Vaſo ſopra un fuoco
lento di Sabbia per lo ſpazio di un ora, la Mate
ria non mi ſi fece veder diſſoluta che per la metà
o circa, l'ho laſciata diventar fredda ſenza muo
verla s la ſua ſuperficie ſi è fatta vedere coper
ta di Criſtalli bianchi, ſottili e formati in la
me, la parte di ſotto aveva un color grigio bru
no. Ho poſto di nuovo il Matraccio ſul fuoco,
e allorchè la Materia è ſtata calda, ei Criſtal
di liquefatti, ho verſato per inclinazione il Li
quore in un altro Vaſo; mi è reſtata in fondo
al Matraccio una Maſſa grigia; vi ho verſato
ſopra ancora due once di Spirito di º" di
CPIN
Dell'Antimonio, r 59
flemmato, non è più ſucceduto nè ebbollimen
- to, nè diſſoluzione, benchè aveſſi poſto il Va
ſo ſopra un fuoco di digeſtione e ve lo aveſſi ,
laſciato per lo ſpazio di due ore; il che mi ha
fatto credere che lo Spirito di Nitro aveſſe fo
lamente diſſoluta la parte Mercuriale del Cina
bro, e la Maſſa grigia reſtata, non foſſe che la
parte antimoniale, che lo Spirito di Nitro non .
foſſe ſtato ſufficiente ſolo a diſſolvere. E'ne
ceſſaria l'Acqua regia per terminare queſta diſ
ſoluzione; ne parlerò altrove.
Ho feltrato la diſſoluzion del Cinabro di
Antimonio fatta nello Spirito di Nitro, e l'ho
ſeparata in quattro porzioni; ſopra una ho get- -

tata dell'Acqua ſalſa, vi è ſucceduto un Pre- Precipi


cipitato bianco; ſopra un altra ho gettato del-tati di
lo Spirito volatile di Sal Armoniaco, vi è ſuc- Cinabro
ceduto un Precipitato men bianco del primo, di Anti
ſopra un altra ho verſato dell'Olio di Tartaro mono
fatto per deliquio, vi è ſucceduto un Precipita
to giallo, ſopra un altro ho verſato dell'Acqua
di Calcina, vi ſi ſon fatte vedere alcune nuvo
le gialle, ma non vi ho oſſervata precipitazio
ne. Tutti codeſti Precipitati vengono in iſpe.
zieltà di Mercurio; ma mi parvero caricati di
qualche lieve porzione di un Solfo di Antimo
nio, che hanno preſa dal Cinabro , perchè il
colore del Precipitato giallo aveva maggior re
lazione con quello del Solfo dorato di Antimo
nio, quando ſi fa precipitare, che con quello
del Precipitato giallo ordinario di Mercurio, ho
lavati ſeparatamente tutti queſti Precipitati, e
gli ho poſti a ſeccarſi all'ombra. Quello ch'era
ſtato fatto coll'Acqua ſalſa ed era bianco, nel
ſeccarſi è divenuto gialliccio. Quello ch'era ſta
to fatto collo Spiritº di Sale Armoniaco, ha
- pre
16o Trattato
peſo un colore grigio bianco, un poco tenden
te al giallo. Quello ch'era ſtato fatto coll'Olio
pºirtà , di Tartaro ed era giallo, ſeccandoſi ha acqui
Doſe , ſtato un color bruno o roſſiccio. Ho dato per
bocca otto grani di ognuno di queſti Precipitati
ad una ſteſſa Perſona in tre giorni diſtinti, non
ne ho ſcoperto effetto molto ſenſibile, ſe non .
l'avere un poco ſciolto il ventre; non dubito
però che non abbiano operato inſenſibilmente,
come fanno molte altre preparazioni del Mer
curio, l'effetto delle quali benchè non appariſca
nel tempo in cui ſi prendono, non laſcia poi di
manifeſtarſi, -

Ho meſcolati inſieme quanti mi reſtavano


Precipitati, ve n'erano tre dramme e mezza;
gli ho meſcolati con tre volte altrettanto Sale di
Tartaro; ho poſta la Meſcolanza in una Storta,
l'ho collocata in un Fornello, vi ho adattato un
Recipiente ripieno d'Acqua e ho ſtimolata la
Materia con un gran fuoco; n'è uſcita una dram
ma e mezza di Argento vivo.
Ritorno alla Materia grigia antimoniale che
avevo laſciata nel Matraccio dopo la diffoluzio
me della parte Mercuriale del Cinabro di Anti
monio; ho detto che avevo verſato ſopra di eſſa
due once di nuovo Spirito di Nitro,e poſta avevo
la Materia in digeſtione; ma che non vi avevo
ſcoperto alcun ebollimento nè diſſoluzione; ho
aggiunte ſopra queſta Materia anche due once
di Spirito di Nitro, e un oncia di Sale armonia
co polverizzato, per fare un Acqua regia che
poteſſe diſſolvere l'Antimonio: da principio vi
è ſucceduto un ebollimento ch'è divenuto for
tiſſimo, con gran calore, e ſe ne ſono alzati
molti vapori roſſi; queſt'ebollimento durò gran
tempo; paſſato ch'ei fu, ho poſta di nuovo la
-
Ma
Dell'Antimonio, 16r
, Materia in digeſtione per lo ſpazio di venti
quattr'ore: non ſi è tuttavia impercettibilmen
te diſſoluta: è reſtata in polvere roſſiccia nel
fondo del Matraccio; ho verſato per inclinazio
ne il Liquore, e l'ho feltrato; vi ho gettata
ſopra cinque o ſei volte altrettant'Acqua di
fontana per indebolirlo; non ſe n'è ſeparata nè
precipitata coſa alcuna: ho diviſo in due porzio
mi il Liquore; ſopra l'una ho verſato dello Spi
rito volatile di Sale Armoniaco, e ſopra l'altra
dell'Olio di Tartaro fatto per deliquio: non vi
ſi è fatta alcuna ſeparazione; il che prova che
l'Acqua regia non aveva nella fermentazione, Solfo di
ſe non rarefatta la Maſſa grigia del Solfo di ntimo
Antimonio, e non l'aveva diſſoluta con eſat a 10 tratta
tezza: ho verſato dell'altra Acqua regia ſopra to dal
la Materia , non vi è più ſucceduta nè fer Cinabro,
mentazione nè rarefazione: ho lavata queſta
Materia più volte coll'Acqua calda, e l'ho po
ſta a ſeccarſi: me n'è reſtata un oncia e quat
tro ſcrupoli ; ſi è ridotta in una Polvere leggie
ra di colore incarnato, ch'è un Solfo di An
timonio: ne ho calcinata una parte; ſi è af
fatto diſperſa; ne ho meſcolata un altra por
zione che mi reſtava, la quale peſava due dram
me e uno ſcrupolo, con tre volte altrettanto
Sale di Tartaro, e ho poſta a calcinare la Me.
ſcolanza dentro un Crogiuolo, con un fuoco aſ
ſai forte per farla fondere: poi l'ho laſciata di
ventar fredda: Ho ſpezzato il Crogiuolo, e ne
ho ſeparata una Maſſa, bianca di ſopra, ma
gialla di ſotto, come il Solfo comune : ho pol
verizzata la Maſſa; l'ho poſta a bollire per lo
ſpazio di due ore nell'Acqua comune; il Li
quore ha preſo un colo: e roſſo pallido: l'ho fel
trato, vi ho meſcolato dell'Aceto diſtillato s
- L. vi
-

N.
162, Trattato
vi è ſucceduta una leggiera fermentazione che
ha prodotto un Latte, come nell'operazione del
Magiſterio di Solfo, eccettuato il non aver eſa
lato alcun odore cattivo. Eſſendoſi ripoſato il
Liquore, è ſucceduto un Precipitato ch'era aſ
ſai ſimile al Latte rappreſo: l'ho ſeparato col
feltro e l'ho ben lavato per ſepararne, per
Magiſte. quanto mi è ſtato i libile, l'impreſſione del
rio, Lat-Sal di Tartaro e dell'Aceto, poi l'ho poſto
te di sola ſeccarſi all'ombra, e ne ho avute due dram
fo diAn. Ine e mezzo ſcrupolo. E queſto un Magiſterio
timonio, ovvero Latte di Solfo di Antimonio aſſai dol
tratto ce, e ch'è da preferirſi al Magiſterio di Solfo
dal Ci- ordinario, perchè non avendo cattivo odore e,
nabro di non ſarà tanto diſguſtoſo. Dall'altra parte le
Antimo-qualità di queſti due Magiſteri ſono aſſai ſimili;
mio - ſe ne può dare per indolcire le agrezze del petto,
Virtù, per l'Aſina: Ne ho dato fino a dieci grani per
/
r
Doſe. Doſe.
Ho trovato nella Carta grigia, per la quale
avevo feltrato il Liquor roſſo pallido, un po
co di Materia grigia bruna; l' ho lavata e l'ho
poſta a ſeccari; ne ho avuto uno ſcrupolo.
Queſta è la parte più materiale e più terreſtre
del Solfo ch'era nel Cinabro di Antimonio, la
quale non potè eſſere diſſoluta dal Sal di Tarta
ro. Non è buona a nulla: .
In queſte ultime diſſoluzioni del Cinabro di
Antimonio, delle quali ho parlato, e nelle e
quali ho adoperato per primo Diſſolvente lo
Spirito di Nitro, parmi aver penetrato il Ci
nabro in tutte le ſue parti e averne fatta una
ſpecie di Analiſi. Ho procurato di fare la
ſteſſa operazione con un diſſolvente, men vigo
roio, e tutta volta della ſteſſa natura dello Spi
"
rito di Nitro, ma la mia ci per sala è ſtata
d
-
Dell'Antimonio. 163
la prima diverſa, non ſolo per la debolezza -
del Diſſolvente; ma per molte altre circoſtan
ze che furono da me ſtimate degne d'eſſere qui
riferite. -

Ho poſto in un Matraccio due once di Cina


bro di Antimonio rettificato da molte ſublima
zioni, come s'è detto, vi ho verſato ſopra, ſei
once di Acqua forte comune e ho poſta la Meſ
colanza in digeſtione ſopra un po' di fuoco: non
vi è ſucceduto che un leggiero ebollimento, e
a
er conſeguenza nen vi è ſtata diſſoluzione: le
Punte dell'Acqua forte ſono ſtate troppo deboli
per penetrare il Mercurio attraverſo il Solfo di
Antimonio, ond'è quì inviluppato , Il Cinabro
mi parve nel fondo del Matraccio nello ſteſſo
ſtato, in cui ve lo avevo poſto: ho ſeparato
per inclinazione, una porzione del Liquore ch'
era chiaro; l' ho diviſa in molte porzioni: ſopra
l'una ho verſato dell'Acqua ſalſa, ſopra l'al
tra dello Spirito di Sale, ſopra l'altra dello Spi
rito volatile di Sale Armoniaco, ſopra l'altra
dell'Olio di Tartaro fatto per deliquio: Non è
ſucceduta alcuna ſeparazione nè precipitazione
nei Liquori, eccetto in quello , nel quale ho
verſato dell'Olio di Tartaro: vi ſi è fatta ve
dere una leggiera quantità di Materia gialla -;
ma di ſubito è ſparita e non ſi è precipita
ta: il Liquore è divenuto chiaro, com'era -
l'llTia » » ,

Ho meſcolato a freddo con quanto era reſta


to nel Matraccio, mezz'oncia di Sale Arino
niaco polverizzato, per fare un Acqua regia;
ſubito vi è ſucceduto molto ebollimento e ca
lore, che ha durato almeno un quarto d'ora ..
Quì e da oſſervarſi che lo pirito di Nitro e l'Ac
qua forte, nel quali e ſtato meſcolato dell'An
- I 2 - il
164 Tratta o - |
timonio, diſſolvono il Sale Armoniaco molto
più preſto, che quando il Sale Armoniaco ſi
trova ſolo coll'Acqueforti: di queſto è la ra
gione; che dacchè il Sale Armoniaco è entra
to nello Spirito di Nitro o nell'Acqua forte,
queſto Liquore diventa Acqua regia, ed è al
lora atto a diſſolvere l'Antimonio: ora diſſol
vendo queſto Minerale, ſi ſcalda molto e acqui
ſta parimente moto baſtante per penetrare inte
ramente il Sale Armoniaco.
. Ho poſta la Materia in digeſtione ſopra un .
fuoco lento per lo ſpazio di due ore; ho tro
vato nel fondo del Matraccio una Polvere in .
parte bianca e in parte roſſa; ho agitato il tut
to e ho verſato col Liquore la Polvere bianca
ch'eſſendo più leggiera e in molto minor quan
tità che la Polvere roſſa, ſe n'è ſeparata e più
facilmente è ſtata levata via: ho gettato ſopra
il Liquor bianco cinque o ſei volte altrettant'
Acqua comune calda, e l'ho laſciato poſare:
la Polvere ſi è precipitata, e il liquore è di
venuto affatto chiaro: ho gettato il tutto in un
feltro, e quando l'Acqua ne fu ſeparata, ho
lavata la Polvere più volte, poi l'ho poſta a ſec
carſi all'ombra: ne ho avuto diciotto grani. E'
queſta una porzione della parte Antimoniale
del Cinbaro più rarefatta, ſopra la quale l'Ac
qua regia ha fatta più preſa. Ne ho dato una
- Doſe di dodici grani per bocca, non ha prodot
to alcun ſenſibil effetto.
Cinabro Ho lavata parimente la Polvere roſſa, e l'ho
, poſta a ſeccarſi, ne ho avuto un oncia e due ſcru
p
nono ſo,
pºi:e privato
roll0 o
E codeſto
di un
ſuaCinabro
ſoſtanzadimateriale,
Antimonioharoſ
le
A. qualità del Cinabro ordinario. - -

“ E'quì da oſſervarſi che l'Acqua regia ch'è ſta


- tº
Dell'Antimonio 165
ta adoperata in queſta diſſoluzione, non ha -
rodotto ſopra il Cinabro che l'effetto di un .
" ovvero di un lavatoio, nel qual eſſen
doſi queſto Cinabro ſpogliato della Tintura .
di Antimonio che lo rendeva nero, prende o
il ſuo color naturale di Cinabro, che dev'eſ
ſer roſſo. - - -

. Ho ſeparato in più porzioni il Liquor fel


trato: ſopra l'una ho gettato dell'Olio di Tar- Precipi.
taro; ſi è fatto un poco di Precipitato bianco: tati di
ſopra l'altra ho gettato dello Spirito volatile di Cinabro
Sale Armoniaco; ſi è fatto ancora un bianchiſe di Anti
ſimo Precipitato: ſopra un altra ho gettato monºo
molt'Acqua di Calcina; la Meſcolanza ſi è un .
poco intorbidata ed è divenuta bianchiccia: ſo
pra un altra ho verſato un poco di Spirito di
Sale; non vi ſi è fatta alcuna ſeparazione nè
alcun cambiamento di colore: ſopra un altra.
ho verſata dell'Acqua marina; la meſcolanza è
divenuta bianchiccia; vi ho aggiunto dello Spi
rito volatile di Sale Armoniaco, finattanto chè
più non iſcroſciaſſe ; è divenuta bianca come º
latte, ea miſura del ſuo riſchiararſi, ſi è fat
to un Precipitato bianco: ho gettati tutti code
ſti Precipitati ſopra uno ſteſſo feltro per ſepa
rarne l'Acqua, poi gli ho lavati e gli ho poſti a 2
ſeccarſi all'ombra, ne ho avute tre dramme - e
e due ſcrupoli. E' codeſta una porzione della .
parte Mercuriale del Cinabro di Antimonio ch'
è ſtata penetrata e diſſoluta dall'Acqua regia. Virtà e
» . Queſto Praecipitato è aſſai dolce negli effetti: ''
non eccita alcun vomito, nè purgazion per di-,
ſotto; e proprio per le Infermità Veneree,come ..
: altre preparazioni di Mercurio: dee, operare - e
quaſi, come, la Panacea Mercuriale per " -àvs
i tione del fermento Venereo e per traſpiraziº- , sv:
- --

L. 3 Ile:
- - s

166 Trattato
ne: ne ho dati ſino dodici grani; ma non ne ho
veduto ſenſibil effetto. ,

Altre diſſoluzioni del Cinabro di Antimonio


e ſua Revificazione. l
- - - e - a

Ho poſta in un piccolo Matraccio un oncia di


Cinabro di Antimonio ben polverizzato, e due.
.
once di Spirito di Sale: ho collocato il Matrac- .
- cio ſopra un fuoco di digeſtione, e ve l'ho la
ſciato per lo ſpazio di dodici ore: da principio è
ſucceduta un poco di fermentazione e la ſuperfi
cie della Materia è divenuta bianca; vi ho ag
giunte due once di spirito di Nitro, il qualcol
lo Spirito di Sale ha fatta una vera Acqua regia:
ho poſto di nuovo il Vaſo ſul fuoco di digeſtio
ne; vi è ſucceduta una efferveſcenza maggiore
di prima: ve l'ho laſciato ancora per lo ſpazio di
dodici ore, dopo le quali la Materia ſi vide per |
tutto bianca: ho verſato per inclinazione il Li
iquore, vi ho meſcolata
Sali Alcalì; dell'Acqua
vi ſi ſono fatti de icoinune e de
Precipitati l

Precipi bianchi, come nell'operazion precedente: ho


tati di lavata la Materia bianca, ch'era in fondo al
Cinabro Matraccio, e l'ho poſta a ſeccarſi; ne ho avu
di Anti- to mezz'oncia: è dunque ſtata diſſoluta imper
monio. cettibilmente mezz'oncia del Cinabro; la Ma
teria bianca ſeccandoſi ſi è ridotta in una Pol
vere farinoſa , molto ſimile al Magiſterio di |
. Antimonio. . .. .
Ho poſta queſta Polvere bianca in un piccolo
Cinabro Matraccio, e l'ho ſtimolata con un gran fuoco:
di Anti-ſi è ſublimata in Cinabro com'era prima, eccet.
monio to che aveva un poco cambiato il ſuo colore,
reviſi- perch'era affatto bruna, ſenza far vedere"coſa
ºato - alcuni di roſso: ſe nerano ſeparati alcuni grami
- - - a - di

l
Dell'Antimonio, 167
di Argento vivo. Ho ſpezzato il Matraccio,
n'è uſcito un odore di Solfo. Codeſta Materia
ſublimata è dunque un Cinabro di Antimonio
revificato : ſi è diminuita nella ſublimazione due
ſcrupoli e mezzo. -

Diſſoluzione del Cinabro di Antimonio con


un Sale Alcalì. - -

- - a -

Ho polverizzate e meſcolate inſieme quattrº


once di Cinabro di Antimonio e due once di Sal
di Tartaro; ho poſta la Meſcolanza in un Ma
traccio, vi ho verſato ſopra dell'Acqua comune
all'altezza di cinque o ſei dita: ho collocato il
Matraccio ſopra la Sabbia calda, e dopo avervi
laſciata la Materia in digeſtione per qualche
tempo, l'ho fatta bollire nel medeſimo Vaſo,
per lo ſpazio di tre o quattr'ore : il Liquore ha
preſo un odor di ſguſtoſo e quaſi ſimile a quello
che viene traſmeſſo da Porri ſchiacciati: ſi è pa Solfo
rimente diſtaccato dalla Materia un Solfo roſſo, roſſo
ma che ſi è precipitato nel divenir freddo ſopra tratto
la ſuperficie della Poſatura: ne l'ho ſeparato, dal Cia
movendo dolcemente il Liquore, e verſandolo mabro
ſopra un Feltro. Ho ben lavato queſto Solforoſ di An
ſo per toglierne, per quanto mi foſſe poſſibile, timab
l'impreſſione del Sal di Tartaro; poi l'ho poſto º210 •

a ſecca, ſi: ne ho avuti quattro ſcrupoli. Ne ho


dato per bocca ſino a otto grani : non ha eccita Virtà -
to alcun vomito; ma ſolamente ha prodotte al
cune nºn ſee, e un poco purgato per diſotto. Io Doſe,
giudico buono per l'Aſma. -

Ho preſo il Liquore che avevo feltrato ſepa.


rando il Solfo, ed era propriamente una ſpecie
di Olio di Tartaro impregnato dal Solfo più ſot
tile del Cinabro di Antinoºio. Queſto liquore
: L 4 GI a
168 Trattato
era chiaro come l'Acqua comune: ho verſato
ſopra di eſſo degli Acidi aſſai vigoroſi, come de
gli Spiriti di Vetriuolo e di Sale; non vi ſi è fat
ta tuttavia che una leggieriſſima e quaſi inſenſi
bile fermentazione, veriſimilmente a cagione e
del Solfo di Antimonio che teneva i pori del Sa
le di Tartaro aſſai turati, perchè le Punte aci
- de di queſti Spiriti, non vi poteſſero entrare, o ſe
vi entravano, vi ſi trovaſſero di tal maniera im
barazzate dalle parti ramoſe di queſto Solfo,
che non poteſſero farvi che delle leggiere ſcoſſe
e delle deboli ſeparazioni: ſia come ſi voglia, il
Liquore ha preſo un color giallo zafferanato:
l'ho laſciato poſare; ſi è precipitata nel fondo
una piccola quantità di Polvere leggieriſſima,
di un bel color giallo; l'ho ſeparata; l'ho ben la..
vata, e l'ho poſta a ſeccarſi: non me n'è reſtato
che quindici grani. E' queſto un Solfo di Anti
solfo monio; ne ho fatto prendere otto grani per boc
giallo ai non ne ho conoſciuto effetto ſenſibile ; ma
irati, lo credo buono per le infermità del petto, alle º
dal di quali ſon d'ordinario convenienti gli altri Solfi.
nabro di Ho lavato quello che mi è reſtato in fondo al
Antimo. Matraccio, e l'ho poſto a ſeccarſi: ſe n'è ſepa
mio. rata mezz'oncia e mezza dramma di Argento
virt?. vivo, perche una parte del Solſo di Cinabro,eſ
ſendo ſtata diſſoluta e tolta via dal Sal di Tarta
ro, quello che n'è reſtato non è ſtato ſufficiente
º per imbarazzare e contenere tutto il Mercurio,
Dopo ch'ebbi ſeparato il Mercurio, ho trovato
che la Materia la quale reſtavami era un Cina
bro di Antimonio. Ve n'erano due once, ſei
dramme e mezza, è dunque neceſſario che ſi
fieno diſtaccate dalle quattr'once di Cinabro di
Antimonio che avevo poſte in uſo in queſta ope
-razione, cinque dramme di Solfo. Queſto Ci
- - - Ila
- - º -i
Dell'Antimonio, r69
nabro, dopo che n'ehbbi ſeparato il Mercurio,
non è ſtato diverſo in coſa alcuna dal Cinabro º
di Antimonio ordinario, eccetto ch'era un poco
più roſſo: la ragione ſi è, che il Sal di Tartaro
aveva rarefatto il Solfo che gli reſtava. Avrei
affatto diſſoluto il Solfo di Cinabro, e ſeparato
per conſeguenza il ſuo Mercurio, ſe aveſſi con
tinuato a farlo bollire ne'Liſſivi forti, ma oltre
che avrei potuto togliere o diſſolvere qualche
leggiera porzion di Mercurio, confuſamente o
col Solfo, vi è un altra via più breve, più ſicu
ra e più comune per far codeſta operazione:ed è
quella di cui ſon per diſcorrere. -

Riduzione del Cinabro di Antimonio


in Mercurio fiuido. -

Ho meſcolato eſattamente inſieme quattr'on


ce di Cinabro di Antimonio ſottilmente polve
rizzato, e ott once di Sal di Tartaro: ho poſto
il Meſcuglio in una Storta di Selce, l'ho collo
cata dentro un Fornello: vi ho adattato un Re
cipiente ripieno di Acqua, e ho ſtimolata la Ma
teria con un fuoco graduato, e aſſai vigoroſo ſul
fine, come nella Riduzione del Cinabro ordi
nario in Mercurio fluido: Il Sal di Tartaro ſi è
.impregnato,e caricato del Solfo che ha trovato
nel Cinabro di Antimonio, come ſogliono fare
tutti i Sali Alcali, ſopra qual ſi ſia Solfo, e'l Mereu
Mercurio eſſendo diſimpegnato da queſto Solfori, revi.
che lo teneva legato, ſi è alzato in Vapore, ſi è ficato
riſoluto e diſtillato in Argento vivo nell'Acqua. al ci.
IAllorchè i Vaſi furono freddi, ho levato il Re pro di
cipiente. L'Acqua ch'egli conteneva, aveva un anti
odore di Solfo, e nuotava ſopra la ſua ſuperfi-,nio.
cie una pellicolabigia, ch'era parimente una
i rpor
17o Trattato
Peſo porzione di Solfo: Ho trovato in fondo a queſt'
Acqua tre once e una dramma di Argento vie
V0 e -

Ho ſpezzata la Storta, e vi ho trovato una o


Maſſa, che peſava ſett' once e una dramma,
gialla nella ſua ſuperficie, grigia diſotto, e ave
va nn cattivo odore ſimile a quello delle scorie
del Regolo di Antimonio.
E'da oſſervarſi che quantunque la Meſcolan
7a la quale da me fu poſta in diſtillazion nella
Storta, foſſe di quattrº once di Cinabro, e di ottº
once di Sal di Tartaro, che fanno il peſo di do
dici once,non ho tratto che tre once e una dram
ima di Mercurio fluido, e ſett' once e una dram
ma di Materia fiſſa reſtata nella Storta. Il che
non aſcende ſe non a dieci once e due dramme.
Biſogna dunque che nell'operazione ſi ſia diſ
perſa un oncia e ſei dramme di Materia. Queſta
Materia diſperſa non può eſſere tutta del Solfo
di Cinabro, perchè io non avevo adoperate che
quattr'once di Cinabro, e ne ho tratte tre once
e una dramma di Mercurio fluido o colativo.
Di più la Maſſa reſtata nella Storta dopo la
diſtillazione, conteneva del Solfo, come pro
verollo: Aggiugnete a queſto, che avevo ado
erato col Cinabro ott'once di Sal di Tartaro, e
la Maſſa della Storta dopo la diſtillazione, non
fu di peſo ſe non ſettonce e una dramma: biſo
gna dique che la diminuzione ſia venuta in par
te dal Sal di Tartaro, che per quanto ſecco ap
- -
pariſca, racchiude ſempre l'umidità che ha pre
fa dall'aria. Potrebbeſi anche dire che col gran
a
fuoco da me fatto ſotto la Storta, ho potuto dar
luogoalsolfo dell'Antinoniò, di togliere e far
e diſperdere una porzione del Sal di Tartaro: per
che ho ſovente offervato che il Sal di Tartaro,
- - - in
Dell'Antimonio, 17r
in una gran calcinazione, ſi volatilizza e ſe ne e
vola via. -

Da queſta operazione appariſce che quattrº


once di Cinabro di Antimonio contengano ſette
dramme di Solfo, ,

Ho polverizzato la Maſſa fiſſa reſtata nella


Storta dopo la diſtillazione: l'ho poſta in infu
ſione, e l'ho fatta bollire nell'Acqua, poi ho
feltrato il Liquore: non è reſtato nel Feltro che
una leggieriſſima quantità di Materia mericcia:
il Liquore feltrato era quaſi tanto chiaro quan
to l'Acqua comune, ma tendeva un poco al
roſſo:l'ho diviſo in molte porzioni: Soprauna ho
verſato dello Spirito di Vetriuolo, ſopra l'altra
dello Spirito di Sale, ſopra un altra dello Spiri
to di Nitro: è ſucceduto in tutte queſte Meſco
lanze l'ebollimento; ma non ſi ſon ſeparate che
alcune nuvole leggiere, le quali precipitandoſi
“non hanno prodotto che una piccoliſſima quan
tità di Polvere grigia: ho verſato ſopra un altra
porzione del Liquore, dell'Aceto diſtillato: è
divenuta torbida, ſe l'eſſerſi fatto ebollimento
apparente, e ſe n'è precipitata una Polvere roſ- Precipiº
ſiccia: ſopra un altra ho verſato dell'Acqua Al- tati di
luminoſa, ch'era una diſſoluzione di un poco Antimo
di Allume in molt'Acqua comune: vi ſi è fatto mio -
un aſſaiMateria
di una grande grigia.
ebollimento, e poi coagulazione
l

E' da oſſervarſi che in tutte le Meſcolanze del


Liquore cogli Acidi differenti, ſe n'è alzato un
i ingratiſſimo odore come di fango ſinoſſo, e ſi- Solfi S.
mile a quello che ſi fa ſentire, quando ſi prepara tratti
il Solfo dorato di Antrinomio: il che moſtra che dal Ci
i Precipitati de'quali ho parlato, procedono dal nabro di
Solfo di Antimonio, contenuto nel Cinabro, Antimo
che dal Sal di Tartaro era ſtato diſſoluto, e che mio.
i gli
l
r72 Trattato º
gli Acidi hanno fatto ſeparare e precipitarſi.
roſo..." meſcolati tutti i Liquori inſieme e col
mezzo di un Feltro, ho raccolti i Precipitati;
gli ho lavati per toglier loro l'impreſſione dei
Sali; poi gli ho poſti a ſeccarſi: ne ho avuto cin
que dramme e mezza: queſto Solfo era di un co
lor grigio roſſiccio, aſſai inſipide al guſto, e o
ſenza odore. a -

Dopo aver ſeparati i Precipitati col mezzo di


un Feltro, ho ancora verſati degli Acidi ſopra il
liquore feltrato ch'era chiaro; vi è ſucceduto un
Precipitato di bel color giallo rancio: l'ho ben
- lavato e l'ho fatto ſeccare; ne ho avuto mezza
dramma. E' queſto ancora un Solfo di Anti
monio. -

Virtù,
Ho meſcolati queſti Solfi inſieme e ne ho fat
to prendere otto grani per Doſe: non ne ho ve
Doſe, duto alcun ſenſibil effetto: Io gli credo diafore
tici e propri per l'Aſma, e per l'altre infermità
del petto, com'è il Magiſterio di Solfo ordi
nario. - , - -

Ho voluto vedere ſe queſto Solfo di Antimo


mio ſomminiſtraſſe agli Oli qualche Tintura ; ne
- , ho poſto una porzione in un Matraccio, vi ho
- , verſato ſopra dell'Olio etereo di Trementina
all'altezza di tre dita: ho poſta e laſciata la Ma
teria in digeſtione ſopra un po' di fuoco, per lo
ſpazio di otto giorni, agitandola di quando in .
quando: il Liquore ha preſo un color roſſo, che
moſtra una diſſoluzione fatta da eſſo d'una por
zione del Solfo di Antimonio. Ha le qualità del
Balſamoordinario di Solfo. - -
-

- - -

º - - - -- i
- - - - - - - -- -
º . - - - - : i
-
--
- ri: , -
-

i
. . . .. . e - i
. -
e
- - - s-

- - -- - -

s»,2 Ctm
Dell'Antimonio, «73

Continuazione delle Diſtillazioni dell' , “s -


Antimonio.

Dopo aver trattato delle Diſtillazioni dell'An


timonio crudo col Sublimato corroſivo, paſſo a quel
le del Regolo di Antimonio collo ſteſſo Sublimato,
ed eſamino negli Articoli ſeguenti, quali ſieno le ,
più acconce proporzioni di queſti due Ingredienti,per
trarne colla diſtillazione, il Butirro ovver Olio
Glaciale, Cauſtico di Antimonio.
A R T I C O L O X XX VI .

Diſtillazione del Regolo di Antimonio ordinario,


col Sublimato corroſivo, meſcolati in
parti eguali.
- s

H Oonce
polverizzato e meſcolato inſieme quattrº
di Regolo di Antimonio, e altret
tanto di Sublimato corroſivo : ho poſta la Me
ſcolanza in una Storta di Vetro, vi ho adattato
un Recipiente, e ho fatto diſtillare con un fuo
co mediocre, un Liquore ch'è caduto goccia a
goccia, ma ſi è congelato dacch'è ſtato nel Re
cipiente, in un Butirro d'Antimonio duro,
glaciale, di color roſſiccio; la diſtillazione ha olio gla
durato per lo ſpazio di un ora : ho levato il Re ciale o
cipiente, e ho peſato il Butirro che conteneva; Butirro
ve ne ſono ſtate due once e mezza: ho adattato di Anti- s

al collo della medeſima Storta, un altro Reci-monio.


piente pieno d'Acqua, che prima fu fatta da me
un poco ſcaldare, per timore che la freſchezza
di quell'Acqua faceſſe ſpezzarſi il collo della ,
Storta, come l' ho veduto ſuccedere alle volte
in ſimile occaſione; Ho ſtimolato il fuoco piu vi
- - goro
174 Trattato
-

goroſamente che prima ſotto la Storta: ne ſono


Merº-uſcite per diſtillazione due once e mezza di Ar
rio revi.
gento vivo accompagnato da una piccola quasi
ficato tità di Materia graſſoſa, ch'è la parte più fulfu
al Su
blimato
rea e più groſſa del Regolo di Antimonio.
Ho ſpettata la Storta, ho trovato nel ſuo
corroſi fondo, una Maſſa aſſai rarefatta, coperta nella
º0 a
ſua ſuperficie da un gra numero di Aghi lunghi,
bianchi e lucenti; Era al di ſotto nera e criſtalli
na; tutta la Maſſa peſava due once e ſei dram
me: ſi erano dunque diſperſe nel tempo delle di
ſtillazioni due dramme della Materia, compren
dédovi l'impurità graſſoſa che ha accompagna
to il Mercurio colativo. Ho poſta in fuſione la
Maſſa, che avevo tratta dal fondo della Storta:
ha traſmeſſi molti fummi, e ſi è ridotta in Rego
lo, che peſava due once e due dramme, coper
to di una dramma di Scorie quaſi vetrificate,ne
riccie: La Materia è dunque diminuita tre dram
me nella fuſione. Da codeſte Eſperienze appa
riſce che non ſono entrate ſe non dieci dramme
o circa di Regolo nelle due once e mezza di Ba
tirro di Antimonio che ho tratte colla diſtilla
zione, e che il rimanente è ſtato inutile. Si può
auche dire che queſta troppo gran quantità di
Regolo è ſtata di nuocumento nella noſtra ope
razione, perchè comunicando troppo Solfo a I
Butirro di Antimonio, gli ha ſomminiſtrato un
color roſſiccio, che gli ha impedito di eſſere º
tanto puro e tanto bello quanto lo ſarebbe ſtato,
fe meno ne foſſe ſtato poſto in uſo. Nºn parmi
dunque coſa a propoſito il fare il Butirro d a a
timonio colle proporzioni di parti eguali di Re
golo e di Sublimato corroſivo . Continuerò
l'eſame dell'aitre proporzioni. -

- - -- - -

AR
-- -
Dell'Antimonio, 17;

A R T I C O L O X XXV I I.

Diſtillazione della Meſcolanza di tre parti di Rego


lo di Antimonio, e di quattro parti
di Sublimato corroſivo .

FI O polverizzate e meſcolate inſieme tre on


ce di Regolo di Antimonio e quattr' once
di Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare con , Butirro
eſattezza la Meſcolanza, come nell'operazion ºver
precedente; ne ho tratte due once e mezza di ºlºgº:
Butirro di Antimonio tanto glaciale quanto il cielº di
primo,e più bianco, poi due once e mezia di Ar- º
gento vivo, accompagnato come l'altro da una . ººº:
leggiera quantità di Materia graſſoſa: mi ſono º º
reſtate nella Storta quindici dramme di una Ma-ºgº
teria rarefatta, grigia, ſplendente. Si è dun- º
que diſperſa nella diſtillazione una dramma del-"
la Meſcolanza, compreſa l'impurità graſſoſa .º”
che ha accompagnato il Mercurio colativo.
Ho poſto in fuſione, col fuoco, dentro un .
Crogiuolo, la Materia che avevo tratta dalla .
Storta dopo la diſtillazione: ha traſmeſſi dei
fumni, e ſi è ridotta in una piccola Maſſa di Re
golo di Antimonio, che peſava undici dramine,
e dodici grami, del tutto ſimile al Regolo di An- -
timonio ordinario, coperta nella ſua ſuperficie a

da due ſcrupoli e ſei grani di Scorie nericcie: ſi


ſono dunlue diſperſe, nella fuſione, tre dram- s .
me e ſei grani della Materia. Nel rimanente vi
è poco fondamento da farſi ſopra il più o ſopra
il meno della diminuzione di queſta Materia,
perchè bene ſpeſſo ſuccede a cagione del più o
meno fuoco, e del tempo che ſi ſon impiegati
per la fuioa-, e quanto più fatidioſono uſci
ti
- 176 Trattato -

ti dal Crogiuolo, tanto meno vi dee reſtar di


º Materia. - a

Le proporzioni in queſta diſtillazione ſono


ſtate più convenienti di quelle della precedente,
e come vi ſi è adoperato men Regolo di Anti
monio, così il Butirro n'è ſtato tratto più bian
co e più puro, ma è veriſimile che vi ſia entrato
ancora troppo Regolo, perchè di eſſo ne ſono
reſtate nella Storta undici dramme e dodici gra
ni: Trovo dunque che le proporzioni di tre par
ti di Regolo di Antimonio, e di quattro parti
di sublimato corroſivo non ſono giuſte paſſerò
all'altre -
-

A R T I c o L o xxxv I I I.
Diſtillazione della Meſcolanza di cinque parti di
Regolo di Antimonio e di otto parti di
Sublimato corroſivo.

O polverizzate e meſcolate inſieme due on


ce e mezza di Regolo di Antimonio ordi
nario, e quattr'once di Sublimato corroſivo;
ho fatto diſtillare la Meſcolanza, come nell'o-
Olio gla perazion precedente: ne ho tratte due once e
eiale mezza di Olio glaciale ovvero Butirro più bello
Butirro e più puro del precedente; ma della medeſima
di Anti conſiſtenza, e due once e mezza di Mercurio
monio, colativo, accompagnato da una piccoliſſima
quantità di Materia graſſoſa: ho ſpezzata la
Storta; ho trovato nel ſuo fondo undici dram
, me e mezza di una Materia rarefatta, grigia,
riſplendente; l'ho poſta in fuſione col fuoco, ne
lo avute dieci dramme di Regolo di Antino
mio copertotti un poco di Scorie nericcie e quaſi
V -
Dell'Antimonio, r77
vetrificate: In queſta operazione ſi è fatto po.
chiſſimo diſpergimento, -

Trovo che ancora è ſtato adoperato troppo


Regolo di Antimonio in queſta diſtillazione,
perchè ſe ne ritira la metà ch'è ſtata inutile: Il
Butirro però non laſcia di eſſer bello e di qualità
richieſta,

A Rr 1 c o L o xxxix.
N . -

Diſtillazione della Meſcolanza di una parte di


Regolo di Antimonio, e di due parti di
Sublimato corroſivo,

o polverizzato e meſcolato inſieme due


once di Regolo di Antimonio, e quattr'on
ce di Sublimato corroſivo, ho fatta diſtillare la olio o
Meſcolanza, come nelle operazioni precedenti; Betirro
ne ho tratte due once e mezza di Butirro glacia- glacia
le, bianco e bello, e due once e mezza di Mer- e di
curio colativo, accompagnato da una leggieriſ- anti
ſima quantità di Materia graſfoſa. Ho trovato monio e
nel fondo della Storta ſei dramme e due ſcrupoli
di una Materia grigia, molto rarefatta, ſtritola
bile, coperta in alcune parti da una ſpecie di
Neve bianca, che derivava dal Regolo di Anti
monio ridotto in Fiori: l'ho poſta in fuſione col
fuoco, ſi è ridotta in una piccola Maſſa di Re
golo, che peſava ſei dramme, e coperta di una
piccoliſſima quantità di Scorie roſſiccie per me
tà vetrificate, - - - -

E' ſtato ancora adoprato troppo Regolo diAn


timonio in queſta diſtillazione, perchè ne ſo
no reſtate inutili ſei dramme i le proporzioni
però che vi ſono ſtate oſſervate ſi accoſtano mol
to alla perfezione. .
M AR
-

r78 Trattato i -

. . . . . - - -

- A R T I C O L O X L.
v - 1.
Diſtillazione della Meſcolanza di tre parti di
º Regolo di Antimonio e di otto parti di
- s º Sublimato corroſivo,
- ,

O polverizzate e meſcolate inſieme tre on


ce di Regolo di Antimonio e ott once di
Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare la Me
Eutirro ſcolanza
otytner ho tratte come
,
nelle operazioni
quattr'once e mezza diprecedenti;
bel Butirro ne
di
oglio Antimºnº glaciale, più bianco de precedenti,
dopo di che ſi vide nella Storta molto Mercurio
glaciale
i , colativo, ſeparato dalla Materia terreſtre: l'ho
inio. ſtimolato con un fuoco più vigoroſo dopo avere
adattato alla Storta un Recipiente pieno di Ac
qua calda, ve ne ſono diſtillate cinque once: ho
, trovato in fondo alla Storta una piccola Maſſa
leggiera, bianca, criſtallina, plumacea nella .
- parte ſuperiore, nera e riſplendente nella infe
riore, che peſava ſette dramme e mezza: è dun
queſucceduto il diſpergimento di quattro dram
me e mezza della Materia nelle diſtillazioni. Ho
poſto a fonderſi col fuoco la piccola Maſſa in un
Crogiuolo; ha traſmeſſi dei fummi, e ſi è ri
dotta in una dramma e trentadue grani di Rego
lo di Antimonio, inviluppati in cinque ſcrupoli
e quattro grani di una ſpecie di Scorie, quaſi ve
trificate, di colore citrino; la Materia è dun
ue diminuita mezz'oncia e dieci grani nella fu
one. 3o
Le proporzioni che ſono ſtate oſſervate in
queſta operazione;ſono più giuſte di tutte l'altre,
perchè non vi ſi è trovata che una piccola quan
tità di Regolo
--
-- -
--
inutira ſi dee dunque darle la
- pre
-
Dellº Antimonio, 179
preferenza,e tanto più che il Buttrro n'è più bel
lo e più puro. La ragione di queſta bianchezza
maggiore , viene veriſimilmente dagli Acidi
del Sablimato corroſivo, i quali non avendo tro
vato che una mediocre quantità di Regolo di
Antimonio proporzionata alla lor forza, l'han
no rarefatta e ſottilizzata più eſattamente, di
quello hanno potuto fare nelle operazioni prece
denti, nelle quali era entrato più Regolo,
La quantità del Butirro appariſce un poco più
piccola in queſta che nell'altre operazioni; ma
queſta circoſtanza non dipende che dal maggio
re o minore diſpergiumento, fatto nella diſtilla
zione: In queſta ſe n'è fatto di più che nell'altre,
perchè la quantità della Meſcolanza eſſendovi
imaggiore, il Butirro che n'è uſcito ſi è arreſtato
e congelato nel collo della Storta, dal quale fu
neceſſario farlo diſcendere nel Recipiente col
mezzo di un carbone acceſo, Cra mentre ſi ſcal
da il collo della Storta, ſi diſperde ſempre una
parte della Materia che diſtilla. -

- - -- - - - º i sa a
A R T I C Q L Q : XLI, ,
- -

-
-
Diſtillazione di una parte di Regolo di An
timonia comune e di tre parti di Suhli e º
matº corroſiva, i
- - - - -- - ,
O polverizzata e meſcolata inſieme, un on- Buti
ia e mezza di Regolo di Antimonio, e "
i e mezza di sublimato corroſivo ho ".
atto diſtillare la Meſcolanza, come nelle ope- ,. -
rationi precedenti; ne ho tratte due once e tre i " ,
dramme di un bel Butirro di Antimonio ſimile ratiº
; al precedente, e due once e ſei dramma, di Mer-,
curio colativo, accompagnato da un pºcº di
- M 2, a
-

- - Trattato º -

Materia graſſoſa; ho trovate nel fondo della


ſtorta una Materia nera, che peſava due dram
rne e otto grani: è dunque ſucceduto il diſpergi
mento, nelle diſtillazioni, di mezz'oncia o cir
ca della Meſcolanza. Ho poſta la Materia rare
fatta del fondo della Storta, dentro un Crogiuo
lo, e l'ho ridotta in fuſione col fuoco; ne ho
tratto ventotto grani di Regolo, e una dramma
e ſei grani di una Materia nera quaſi vetrificata:
Si ſono dunque diſperſi quarantaſei grani della
Materia nel tempo della fuſione.
Queſta diſtillazione ſi accoſta molto alla pre
cedente nelle proporzioni della Meſcolanza e in
) quello che ſe ne trae. Sembra anche più giuſta
nelle proporzioni, perchè non ne ſono reſtati
che ventotto grani di Regolo dopo l'operazio
ne, e nell'altra ne ſono reſtati quattro ſcrupoli,
e otto grani - -

A RT IC O L O XLII.
piſtillazione di una parte di Regolo di An
timonio e di quattro parti di Subli.
mato corroſivo.
-
-

O polverizzata e meſcolata inſieme


un on
H cia di Regolo di Antimonio e quattr'once
di Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare la
. Meſcolanza come nelle operazioni precedenti;
Butirrº ne ho tratta un oncia e ſei dramme di bel Butir
ºººº ro di Antimonio, e un oncia di Mercurio colati
º., vo ho trovato attaccato alla somità del collo del
º" la storta un oncia e cinque dramme e mezza di
i , un sublimato bianco: Queſta è una parte del
º sublimato corroſivo, la quale non avendo tro
vato ſufficiente Regolo
- - - - i-
di Antimonio, per unire
VE
Dell'Antimonio, ziz
vi i ſuoi Acidi e fare un Butirro, ſi è ſublimata e
attaccata in ſoſtanza alla ſommità del Vaſo: ho
trovato nel fondo della Storta tre dramme di
una Materia grigia, bianchiccia, leggiera, inº
Polvere riſplendente. Si è dunque perduta nelle
diſtillazioni una dramma e mezza della Meſco
lanza: ho poſta codeſta Materia in un Crogiuo
lo in mezzo al fuoco, non ne ho potuto trarreal
cun Regolo; ſi è diſperſa nell'aria.
- Le proporzioni in queſta operazione non ſono
giuſte: v'è troppo poco Regolo di Antimonio
per la quantità del Sublimato corroſivo; perciò
ſi trae meno Butirro che nelle altre Meſcolanze
delle quali ho parlato: n'eſce parimente meno
Mercurio colativo, perchè tutto quello ch'era
nella Meſcolanza, non ſi è ſeparato, e n'è reſta
ta una buona parte nel Sublimato ch'è ſuccedu
to nel collo della Storta.Sarebbe dunque inutile
il portar più innanzi l'eſame delle proportioni
del i" ordinario di Antimonio, e del Subli
mato corroſivo, di cui ſi dee fare il Butirro. Paſ
ſerò alla diſtillazione del Regolo di Antimonio
marziale col Sublimato corroſivo, a fine di oſe
ſervare ciò che vi ſarà di particolare, e a fine di
poter mettere in " il Butirro che ne trar
rò, con quello che ho tratto dal Regolo di An
" enti ,
ordinario nelle diſtillazioni prece
-
sts I rattato , , ,

a R r 1 e o L o x tt 11
Diſtillazione della Meſcolanza di una parte di Re
gole di Antimonio marziale e di due parti li
-- - - Sublimato eorroſivo
- a - a - - -

EI ocepolverizzate e meſcolate inſieme due one


di bel Regolo di Antimonio marziale
ben purificato e quattr'onee di sublimato corro
ſivo: ho poſta la Meſcolanza in una storta di ve.
tro, della quale ſono reſtati vaeui dite terzi i ho
collocato il Vaſo ſopra un fuoco inediocre; vi ha
adattato un Recipiente;e ho lutate le commeſſia
re. La Materia ſi è poſta in fuſione in poco tépo,
e ſe n'è diſtillata goccia a goccia nello ſpazio di
mezz'ora, un oncia ſei drainne e due ſcrupoli di
Butirro Butirro ovver Olio glaciale di Antimonio b ico
ovver e molto puro:in quel tempo, quanto contenevaſi
olio gla-nella Storta ha ſempre bollito, il che non è ſucces |

Aciale di duto nelle precedenti diſtillazioni del Butirro di


Antimo. Antimonio. Quando la diſtillazione del Butirro
nio Mar. fu terminatº; quanto è reſtato di quella Materia
ziale e bollente nella Storta, ſi è ridotto in una Maſſa
- - nera, e non vi ſi è fatto vedere Mercurio colati
vo, ſeparato nel fondo, com'era ſucceduto nel
le preparazioni precedenti; codeſta diverſità
può eſſere derivata da tma porzione di Ferro
contenuta nel Regolo Marziale che avrà con
denſato e arreſtato il Mercurio. Ho levato il
Recipiente, e ne ha adattato un altro ripieno di
Acqua calda;ho aumentato il fuoco co molto vi
gore ſino a far arroventare la Storta, ſi ſon diſtil
ſate due once due dramme e mezza di Argento
vivo accompagnato da una Materia Sulfurea o
graſſoſa, peſante, e mera: ho ſeparata la Ma
- teria,
Dell'Antimonio, 183
teria, l'ho poſta a ſeccarſi all'ombra, poi l'ho
peſata: ve ne ſono ſtate nove dramme e dodici
grani. Credo che racchiuda un poco di Mer
curio , . . - r; - -

Ho ſpezzata la Storta; ho trovato eſſerſi ſu


blimata nella ſommità del ſuo collo, una Mae
teria ſplendente, criſtallina, nera; ma ſemi
nata di ſopra di alcuni Criſtalli bianchi, inſipida
al guſto: peſava una dramma e mezza i l'ho
eſaminata e ho conoſciuto eſſere una ſpecie di
Cinabro, perchè ne ho ſeparato del Mercurio e
del Solfo; queſto Cinabro è ſtato formato da una
porzione del Solfo, che ſi è ſtaccata dal Regola
di Antimonio marziale, e ſi è unita al Mercurio ,
del Sublimato corroſivo: perchè per quanto ſi
poſſa purificare il Regolo marziale, vi reſta ſem
pre una porzione di Solfo groſſo. Un CinabroCinabrº
ſimile non ſi forma allorchè in vece del Regolo
di Antimonio marziale, ſi ha adoprato il Regolo
di Antimonio ordinario, perchè queſt'ultimo
contiene men Solfo groſſo, come ne addurrò una
prova quando tratterò de'Regoli di Antimonio.
La Materia graſsoſa ch'è diſceſa coll'Argento
vivo nel Recipiente, è anche una porzione di
queſto Solfo,meſcolata con alcune particelle del
Ferro, contenuto dal Regolo Marziale. Se n'è
trovato in queſta operazione molto più che nel
le diſtillazioni precedenti, ed è più nero a cagio
ne della ſteſsa impreſſione del Ferro, e
Ho trovato " della Storta una piccola
Maſsa di Regolo di Antimonio, che peſava ſei
dramme: mi parve un poco più fragile, di queſ
lo foſse il Regolo di Antimonio marziale, pri
ma della diſtillazione: il che può derivare dall'
eſserne uſcita la parte mariate che contribuiva
a rédere il Regolo ben duro, ueſta piccola Maſ
-. M 4 ſa
184 Trattato
ſa di Regolo aveva in una delle ſue eſtremità
una leggiera quantità di Scorie terreſtri, e nere,
di peſo di venti grani,
iſo fatto un calcolo di quanto ho tratto da ,
queſta operazione, e ho trovato che ſei once di
Materia da me adoprata, me ne hanno date ſei
once e due dramme, men quattro grani. Queſto
accreſcimento viene veriſimilmente dall'eſſer
reſtate delle parti di Acqua nella Materia ſulfu
rea e nera, che accompagnò il Mercurio nella
diſtillazione; perchè quantunque io abbia fatta
ſeccare la Materia, una porzione dell'umidità
aequoſa vi ſi è inviluppata e trattenuta. Per
uello riſguarda il diſpergimento, che può eſſere
ſi fatto nelle diſtillazioni; non dev'eſſere conſi
derabile, perchè ho oſſervato che le commeſſu
re de' Vaſi foſſero ben lutate. Nel rimanente o
non è impoſſibile che la piccola Maſſa reſtata
nel fondo della Storta abbia ricevuto ſufficienti
particelle ignite ne' ſuoi pori, per potere avere
un poco accreſciuto il peſo, -

E'da oſſervarſi, che ſi trae men Butirro ovver


Olio glaciale dal Regolo marziale, che dal Re
golo di Antimonio ordinario, ma codeſti Butir
ri ſono di una medeſima conſiſtenza, d'un eguale
bellezza, e d'una ſimile qualità. Non mi par
ve ſino a queſto punto che il Butirro tratto dal
Regolo marziale partecipaſſe del Ferro : Ma -
rimetto il parlare con maggior ſicurezza ſopra.
queſto Articolo, allorchè io abbia più eſamina
ta la Materia, e ne abbia fatto un Analiſi eſatta.
La Maſſa di Regolo ch'è reſtata nella Storta.
dopo le diſtillazioni del Butirro di Antimonio
marziale e del Mercurio colativo, è di un peſo
eguale a quella ch'è reſtata dopo le diſtillazioni
in ſimili proporzioni del Regolo di
- º -
an"iº
Otuite
Dell'Antimonies 285
erdinario e del Sublimato corroſivo, -

Si potrebbe aſſai bene trar del Butirro di An


timonio marziale, con altre proporzioni d'In
gredienti, come colla Meſcolanza di un oncia e
mezza di Regolo di Antimonio marziale e di
quattr'once di Sublimato correſivo; ma è più
acconcio l'adoperare il Regolo di Antimonio
ordinario, quando ſi vuol fare il Butirro,perchè
più ne produce, -

Tutti i Regoli reſtati nelle Storte dopo le di


ſtillazioni, ſono tanto buoni quant'erano pri
ma, e poſſono eſſere adoprati in tutti gli uſi. Po
rrebbeſi per eſempio trarne del Butirro di An
timonio come ſe non vi aveſſero ſervito altre e
volte, purchè foſſero ſtati meſcolati col Sublima
to corroſivo -

Rifleſſioni fopra te diſtillazioni de Butirri


di Antimone e

Il Butirro di Antimonio ch'è ſtato fatto col


Regolo, ha molto rapporto e molta ſimilitudine
con quello ch'è ſtato tratto dall'Antimonio cru
do: Vi ſono però alcune piccole differenze ne'
Meſcugli, nell'operazione, nella quantità che
ſe ne trae, nella conſiſtenza e nella purità. Co
mimcio da Meſcugli. -

Allorchè adopraſi il Regolo per trarre il Bu


tirro di Antimonio, baſtano tre once ſopra ottº
once di Sublimato corroſivo, come ſi è detto;
ma quando ſi adopera l'Antimonio crudo,ſi met
tono di ordinario parti eguali dei due Ingredie
ti, ovvero almeno tre patti di Antimonio ſopra
quattro parti di sublimato corroſivo, perchè in
queſta quantità di Antimonio, non ſi trova ſe e
non quello è neceſſario di parti Regoline per la
e quane
186 Trattato i -

quantità degli Acidi del Sublimato, e il rima»


nente reſta inutile per lo Butirro.
Alle volte mi è ſucceduto che pocotépo dopo
di aver fatto il Meſcuglio del Regolo di Antinº
nio col sublimato corroſivo,riſcaldoſſi da ſeſteſº
ſa conſiderabilmente la materia, ſenz'eſſere tº
ta poſta vicina al fuoco: ho attribuito quel calº
se alla penetrazione degli Acidi del Sublimato
nel corpo del Regolo, come in Materia alcalina,
e allo ſtrofinamento violento delle parti inſenſi
bili l'une coll'altre. Non ho mai oſſervato che i
auna ſimile fermentazion ſuccedeſſe nella Meſco
lanza dell'Antimonio crudo, e del Sublimato.
veriſimilmente, perchè la gran quantità delle º
parti Sulfuree e molli dell'Antimonio crudo
impediſcono agli Acidi l'operare con tanta
prontezza con quanta operano nel Regolo.
La meſcolanza del Regolo di Antimonio e
del Sublimato corroſivo eſsedo collocata in una
storta a fuoco lento, ſi mette facilmente infil
ſione, perch'eſſendo gli Acidi del Sublimato
eccitati dal calore, hano in poco tempo rarefat
ro,e diffoluto il Regolo di Antimonio:il Butirro
allora facilmente diſtillaſi, e in poco tempo. La
ſteſſa facilità non ſi trova affatto allorchè ſi prº
cede alla diſtillazione della Meſcoianza dell'Am
timonio crudo e del Sublimato corroſivo: per
che la Materia non ſi mette in fuſione, e il Bu
tirro ſi diſtilla più lentamente e con fatica mag
giore, perchè gli Acidi non hanno trovata tanta
diſpoſizione ad attaccarſi nelle parti Regoline
dell'Antimonio ea portarle con eſſi. - -

- l'operazione
si trae più col
intirò di Antinomio quando ſi fa
Regolo, che quando ſi fa coll”
Antimonio crudo: perchè dal Meſcuglio di tre
a once di Regolo di Antimonio ordinario,ottº
e di
- bell'Antimonio, r87
ott'oree di Sublimato corroſivo, ho tratte fino
suattr'onee e mezza di Butirro: e dalla Meſco
1anza di ott'omce di Antimonio crudo e di ottº
once di Sublimato corroſivo, non ho potuto
trarre che tre once e ſei dramme di Butirro. La
ragione ſi è che tutti gli Acidi del Sublimato
erroſivo ron poſſono attaccarſi unicamente alla
parte regolina dell'Antimonio crudo,come ſi at
taccano al Regolo di Antimonio ſeparato e puri
ficato: una parte di queſti Acidi è aſſorbita e s
rintuzzata dal Solfo di queſt'Antimonio crudo, e
per conſeguenza è incapace di far del Butirro ,
Il Butirro di Antimonio tratto dal Regolo è
più glaciale, e ne ſi riſolve in Liquore che quel.
io il qual è ſtato tratto dall'Antimonio crudo: la
ragion è che nell'Antimonio crudo trovaſi ſem.
pre una " di Flemma, che ſi me.
feola nel Butirro nel tempo della diſtillazione;
e queſto fa che le prime gocce del Butirro che
eadono nel Recipiente ſono fluide e chiare come
l'Olio: mt codeſto flemma né ritrovandoſi o ri.
trovandoſi meno nel Regolo,il Butirro che ſe ne
trae, dev'eſsere più condenſato e più duro. Suc- -
cede nulla di meno che nella diftillazione della .
º Meſcolanza dell'Antimonio erudo e del subli.
º mato corroſivo,dopo che il Liquor chiare, di cui
ho parlato, è uſcito, il 8ttirro che lo ſegue, ſi
º eondenſa molto più ſpeſso nel collo della stor
; ta e vi si induriſce a che più fortemente che a
i nella diſtillazione della Meſcolanza del Regolo
e di Antimonio e del Sublimato corroſivo, il che
può provenire dall'unione che ſi è fatta di qual
ſi che porzione dal Solfo dell'Antimonio crudo,
i cogli Acidi e colle parti Regoline .
r . ll Butirro di Antimonio ſi trae molto più fa
i
l
cilmente,
.
bianco dal Regolo, che dall'Anti
lida
:
r88 - Trattato i -

monio crudo,e ſi può anche dire ch'è ſempre più


bianco,qualunque ſia la cautela oſſervata nella -
diſtillazione dell'altro, perchè il primo è ſtato
privato dell'impreſſione del Solfo groſſo dell'
Antimonio crudo. Ma ſe vuolſi avere il Butirro
diAntimonio nella ſua bellezza perfetta, e nella
i" maggiore, è neceſſario adoprare nella
.ſua preparazione, del Regolo tanto puro, quane
ſto può eſſerlo: perchè a proporzione delle imr
purità ſolforoſe che da eſſo ſaran contenute e,
ſomminiſtrerà Butirro in più piccola quantità e
men bello. . . . . -

3 Nel rimanente coloro i quali non hanno altra


intenzione che di trarre del Butirro di Antimo
nio, e non ſi curano del Cinabro, debbono pree
ferire l'operazione nella quale ſi fa entrare il R
golo di Antimonio ordinario: perchè oltre il
render egli una maggior quantità di Butirro di
quello renda l'Antimonio crudo, queſto Butirro
è più bianco, più puro, e per conſeguenza mi
gliore per gli uſi della Medicina. -

Se non vi è la diligenza di ritirare il Recipien


te dal collo della Storta, dachè la diſtillazione e
del Butirro di Antimonio è terminata, vi cade
alle volte dell'Argento vivo, ma ſi divide e ſi
toglie agevolmente dallo ſteſſo Butirro: perchè
ſiccome il Butirro è condenſato e glaciale, così'
l'Argento vivo non ſi uniſce ad eſſo, e ſi fa colare
in qualche Vaſo chinando la Storta: Ma ſi po
trebbe domandare ſe qualche porzion di Mercu
rio ſia incorporata nella Soſtanza di queſto Bue
tirro di Antimonio: Queſto ho eſaminato nell'
Analiſi ſeguente. I a º -
-
-,
è - - - º i -

- -
, « Ana
m

Dell'Antimonio, . 18,
Analiſi eſatta del Butirro di Antimonio, tratto
dal Regolo ordinario. s
Ho poſte in ſedici once o circa di Acqua co
mune tre once di Butirro glaciale di Antimonio,
tratto dalla Meſcolanza di tre parti di Regolo di
Antimonio, e di otto parti di Sublimato corroſi
vo: vi ho laſciato in molle e ſtemperarſi queſto s
Butirro, per lo ſpazio di ventiquattr'ore: vi ſi
è precipitata una Polvere di Algaroto bianchiſ.
ſima, e il Liquore è reſtato chiaro come l'Ac
qua, ma di un ſapºre cºnſiderabilment'acido spirito
Oueſto è quanto ſi dimomina Spirito di Vetriuo di pre
lo Filoſofico. L'ho verſato per inclinazione, ho triuolo
ben lavata la Polvere, ne ho conſervate le Lo- Filoſo
zioni, e l'ho poſta a ſeccarſi all'ombra; poich' fico.
ella è ſtata ſecca, ne ho trovato due once e dici- Polvere
otto grani:E' dunque uſcito da tre once di Butir- di Al
º ro di Antimonio un oncia meno diciotto grani garoto
di Punte acide di Sale di Vetriuolo, che dal Su- fatta
blimato corroſivo vi erano ſtate ſomminiſtrate. col Bue
Queſta Polvere di Algaroto non è diverſa da tirro
i" che ſi fa col Butirro dell'Antimonio cri- tratto
o, ſe non in quanto è più bianca, e in quanto dal Re
ſe ne trae in quantità maggiore:perchè da quat golo di
tr'once di Butirro di Antimonio crudo, non ne Anti
ho tratto che un oncia e ſei dramme:dove che da monio,
tre once di Butirro di Regolo di Antimonio, ne
ho tratto due once e diciotto grani, com'è ſtato
detto: queſta differenza di quantità viene dall'
eſſere il Butirro, tratto dal Regolo di Antimo
nio, più glaciale, più ſaldo e più carico di parti
regoline che l'altro. - -

Ho meſcolate le Lozioni della Polvere di Al


garotocollo
se lº
Spirito di Vetriuolo Filoſofico;
fel
ho
g99 Trattato
feltrata la Meſcolanza e l'ho poſta ad evaporare a
fuoco lento in un Vaſo di Vetro, ſi è interainen.
te conſumato, e non è reſtata materia alcuna nel
fondo del Vaſo. Il che moſtra che il Liquore non
-- conteneva Mercurio: perchè ſe foſse ſtato im
pregnato di codeſto metallo, farebbe reſtato
corporificato cogli Acidi piu forti, in Sal bian
co dopo l'evaporazione; è già dunque coſa cer,
ta che lo Spirito di Vetriuolo Filoſofico e pri
vato del Mercurio che potrebbe cadere in ſo
ſpetto eſsere nel Butirro di Antimonio. Biſogna
neceſsariamente che ſe ve n'e, ſi ritrovi nella ,
Polvere di Algaroto: Addurrò in queſto pun
to l'eſperienze da me fatte per venire in chiaro,
Ditazione della polvere di alzarsi ente
altre operazioni. - -

i - - - i - - -

º Ro poſto in una piccola Storta di Vetro mezz'


oncia della Polvere di Algaroto, della quale ho
parlato, vi ho adattato un Recipiente; holuta
te eſattamente le commeſſure; ho collocato il
, Vaſo in un piccolo Fornello, e ho ſtimolata la
Materia, in primo luogo, con un fuoco medio
cre: N'è uſcito un poco di Liquor, chiaro cos
- me l'Acqua, e poi ho diftillato una l ggiera
- , quantità di una Materia butirroſa aſſai bianca;
e la Polvere ch'era nella Storta, è divenuta gri
-
gia: ho accreſciute appoco appoco il fuoco fino
a far arroventare la Storta: ne ſono uſciti alcuni
Vapori roſſi i quali hanno diſſoluto il Butirro, e
gli hanno dato il lor calore:ho continuato il fuo
i" vigoroſo, coſichè la Storta è reſtata roſsa per
lo ſpazio di un ora;ha poi laſciati divenir freddi
i Vati, e gli ho ſeparati i ho trovato nel Reci
piente ſeſſantadue grani di un eans:º
- Crolla
Dell'Antimonio. 19 I
roſſiccio, che aveva qualche lieve odor di em
pireuma, o di fuoco, di un acidiſſimo ſapore
e cauſtico, come Butirro di Antimonio: hover
ſato ſopra di ciò dell'Acqua comune; ſi è fatto
ſubito un Latte; poi in poco tempo ſi è precipi.
tata una Polvere bianca: l'ho ſeparata con un
feltro:l'Acquafeltrata è ſtata uno Spirito di Ve
triuolo Filoſofico; l'ho fattº evaporare, null'ha
faſciato in fondo del Vaſo. Ho indolcita la Pol
vere precipitata lavandola più volte; poi l'ho
poſta a ſeccarſi, ne ho avuto quattordici grani.
Èrano dunque nel Liquor roſſiccio diſtillato,
quarantotto grani di Spirito acido. Queſta Pol
vere è più leggiera che la Polvere di Algaroto,
aſsai bianca, ripiena di piccoli Aghi riſplenden
ti, come i Fiori di Regolo di Antimonio. L'ho
poſta in un piccoliſſimo Crogiuolo in mezzo di
un gran fuoco; non ſi è diſperſa coſa alcuna, ma
ſi è un poco liquefatta e ridotta in Maſsa bianca;
il che da a conoſcere che non conteneva Mercu a

rio; perchè ſe ve ne foſse ſtato, ſarebbe fuggito


dal gran fuoco. - - - -

E' veriſimile che il Liquor diſtillato, di cui ho


fatta menzione, foſse una piccola porzione di
Butirro di Antimonio, reſtata nella Polvere di
Algaroto, e dall'Acqua comune non penetrata:
la Polvere ch'è dirivata da queſto Liquore per la
Lozione e per la precipitazione era una Polvere
di Algaroto, una parte della quale ſi era ridotta
in Aghio in Fiori per l'azione del fuoco ſul fine.
; della diſtillazione. - -

c Ho ſpezzata la Storta; ho ritrovato nel ſuo


- e

concavo e nel ſuo collo, dei piccoli Aghi riſ


pleudenti in forma di leggieriſſimi Fiori, che a

; peſavano quattro granti nel fondo della Storta


trovolli una piccola Maſsa gialliccia,
o!
i
z9 a Trattato -

fragile, diſpoſta a faccette, criſtalline, quaſi


come l'Orpimento, ma più riſplendenti, che
peſava tre dramme e ſei grani. E' queſta una
Polvere di Algaroto per metà vetrificata. Nella
diſtillazione non ſi è diſperſa coſa alcuna della
Materia. - -

Non ho ſcoperto in tutto il corſo di queſta


operazione, alcun grano di Mercurio; e vi ſa
rebbe luogo al concludere dopo una ſimil eſpe
rienza, che la Polvere di Algaroto non ne con- A
tiene: ma prima di venire alla deciſione intera,
parmi a propoſito il riferire una diſtillazione e
della Polvere di Algaroto col Sal di Tartaro, ſi
mile a quella che ſi fa col Cinabro di Antimonio
quando ſe ne vuol ſeparare il Mercurio cola
tivo e - -- º

Ho meſcolato un oncia e mezza di Sal di Tar


taro ben puro e ben bianco, con ſei dramme di l
Polvere di Algaroto, tratta dal Butirro di Re
Attrº golo di Antimonio: ho poſta la Meſcolanza in
diſtilla- una piccola storta, e l'ho ſtimolata con un fuo
º co graduato, ſino a farlaſciandola
arroventare la Storta
della liquefarſi la Materia, in quello ſtato,e
º per lo meno un ora, poi ho laſciati diventar
º º freddi i vaſi: Non ho trovato nel Recipiente ſe
sº non un Acqua flemmatica , chiara, inſipida,
che altro non era ſe non il flemma del Sal di
Tartaro: l'ho peſata, e ve n'era una dramma e
mezza e ſedici grani: Era reſtata nel fondo della
Storta, una Maſſa fiſſa, bianca, che peſava due
once e venti grani.
Da codeſta operazione non ho tratto Argento
vivo, come non l'ho tratto dalla precedente;
il che mi fa concludere che la Polvere di Alga
roto è affatto priva del Mercurio ch'era nel Su
blimato corroſivo. - -

- Rio
Dell'Antimonio, 193
PHo ritrovati alle volte nella Polvere di Al
garoto dei grani di Argento vivo; ma veniva
no dall'avere ſtimolato il fuoco un po'troppo for
temente ſul fine della diſtillazione del Butirro di:
Antimonio; ovvero dal non aver tolto preſto
a ſufficienza il Recipiente dal collo della Stor
ta, coſicchè un poco di Mercurio colativo eraſi
diſtillato e meſcolato col Butirro di Antimonio,
ſenza però eſſerviſi diſſoluto: perchè ne reſta
agevolmente ſeparato, allorchè gettaſi codeſto
Butirro nell'Acqua, per fare della Polvere di
Algaroto. - -

Dopo eſſere ſtato convinto che la Polvere di


Algaroto è eſente dal Mercurio del Sublimato
corroſivo: è facile il concepire che altro non .
ſia, ſe non un Regolo di Antimonio attenuato
e diviſo dagli Acidi. Ho voluto vedere ſe foſſe
poſſibile il trarre una Tintura roſſa, da queſta -
Polvere fatta col Regolo, come ne ho tratto
dalla Polvere di Algaroto fatta coll'Antimonio
crudo. A codeſto fine ho meſcolato inſieme una
Parte di queſta Poluere e tre parti di Sal di
Tartaro; ho poſta la Meſcolanza in fuſione den
tro un Crogiuolo, e ve l'ho laſciata per lo ſpa
zio di mezz'ora, poi l'ho verſata in un Mortajo,
l'ho ſottilmente polverizzata, e l'ho poſta an
cor calda in infuſione e in digeſtione nello Spiri
to di Vino, ſopra un fuoco lento nella maniera
ordinaria. La Materia lungo tempo ha bollito;
ma non è ſucceduta alcuna Tintura: ne ho at
tribuita la cauſa a queſta Polvere di Algaroto
da me adoperata e già tratta dal Regolo, per
chè non conteneva alcun Solfo groſſo di Anti
monio: dove che l'altra ch'era ſtata tratta dal
l'Antimonio comune, era impregnata di queſto
Solfo; perchè non vi è ſe non il Solfo groſſo
- , N nel
v,
=m

194 - Trattato -

nell'Antimonio, che ſia atto a dare una Tin


tura roſſa allo Spirito di Vino.
Mi ſarà ſenza dubbio domandato, che coſa
che ſia Io intenda per Solfo groſſo di Antimonio; per
il solf, chè non ci appariſce in queſto Minerale ſe non
groſſo di una ſpecie di Solfo ch'è ſimile al Solfo comune,
Anti- come l'ho detto in altro luogo, -

monio. Per riſpondere a queſta domanda, dico che


quantunque non vi ſia che una ſpecie di Solfo
nell'Antimonio, ve lo riconoſciamo differente,
ſecondo il ſuo eſſervi differentemente legato e
fiſſato, e ſecondo il ſuo ritrovarſi per conſe
v guenza diſpoſto a diſtaccarſi.
La parte più ſuperficiale, ovvero meno lega
ta colla Materia regolina; e per conſeguenza più
diſpoſta ad alzarſi dal fuoco, e ad eſſere attenua
sta da i Diſſolventi Salini e ſulfurei , può
eſſere dinominata Solfo groſſo, ovvero Solfo
più groſſo; ma quella ch'è meglio unita e più
fiſſata col Regolo, e non ne reſta ſeparata ſe non
con fatica da i Diſſolventi, dev'eſſere diſtin
ta col nome di Solfo puro, ovvero di Solfo
più puro. - -

L'ultima operazione che ho provata, moſtra


bene che la Tintura roſſa la quale ſi trae dal
l'Antimonio , col mezzo del Sal di Tarta
ro, procede affatto dall' Antimonio , ſen
za eſſerle comunicato dal Sal di Tartaro al
cun colore; perchè ſe la Tintura di cui ſi tratta,
veniſſe dal Sal di Tartaro, come potrebbe dubi
tarſi, dovrebb'eſſere ſucceduto che la Meſco
lanza del Sal di Tartaro e della Polvere di Al
garoto tratta dal Regolo di Antimonio, aveſſe
fatta una Tintura roſſa nello Spirito di Vino,
come l'ha fatta la Meſcolanza del Sal di Tar
taro e della Polvere di Algaroto tratta dall'An
- r. timo
Dell'Antimonio, 195
timonio crudo, ma Io mi eſtenderò più in que
ſta prova, allorchè ſeguendo l'ordine che mi
ſono prefiſſo, avrò a trattare in iſpezieltà delle
Tinture di Antimonio.
Dopo avere inutilmente tentato di trarre una
Tintura dalla Polvere di Algaroto, fatta col
Regolo; ho feltrato lo Spirito di Vino, e ho
raccolta la Materia ch'era in fondo al Matrac-Riduzio.
cio: vi ho meſcolato un poco di Salnitro, e ho ne della
poſta la Meſcolanza in fuſione in un Crogiuolo Polvere
ſul fuoco; ne ho tratto del Regolo di Antimo. di Alga
nio . Queſta reviſicazione ſi è fatta , perchè ºro o trº
avendo i Sali Alcalì interamente aſſorbito gli Regolo
Acidi, che avevano fatta la diviſione delle parti di Anti
dell'Antimonio, il fuoco le avvicina facilmen mov mio -
te di nuovo, e le fa ritornare nella forma che
- º
avevano prima di eſſere ſtate diviſe. Codeſto
Regolo era coperto di un Sale aſſai bianco, che
appariva dalle Scorie, ma dopo averlo diſſoluto
nell'Acqua, e avervi ſopra verſato un Liquor
acido, non vi ho trovato alcuna porzione di
Solfo. Era queſto un Salaffatto puro. -

Nel rimanente, ho fatto ſopra la Polvere di


Algaroto tratta dal Regolo, le altr'Eſperien
ze che avevo fatte ſopra quella ch'era ſtata -
tratta dall'Antimonio crudo : ſon elleno ſimil
mente riuſcite. . - a -

Bezzuarro Minerale fatto col Butirro, tratto


dal Regolo di Antimonio.
e

Ho proceduto nell'operazione di queſto Bez


zuarro Minerale , della ſteſſa maniera che in
quella del Bezzuarro Minerale,di cui ho già par
lato, e fu da me preparato col Buttrro tratto
; dall'Antimonio crudo: Mi parve affatto ſimile,
-- . N a ' Ila
r96 Trattato
ma a proporzione ne ho avuta una quantità
i maggiore; perchè dove un oncia di Butirro,
tratto dall'Antimonio crudo, non mi aveva pro
dotte,che cinque dramme e uno ſcrupolo di Bez
zuarro Minerale; un oncia del noſtro Butirro
tratto dal Regolo di Antimonio, me ne ha pro
dotte ſei dramme e due ſcrupoli: attribuiſco que
ſto maggior peſo, all'eſſere il Butirro tratto dal
º
Regolo, più ſodo.
Analiſi del Butirro di Antimonio, tratto dal
Regolo Marziale.
Dopo aver fatta l'Analiſi del Butirro tratto
Bº dal Regolo di Antimonio ordinario; ho creduto
ºrº come coſa a propoſito il far quella del Butirro,
º tratto dal Regolo di Antimonio Marziale, a fi
º ne di eſaminarne le ſoſtanze, di farne le compa
PºPº , razioni, e di vederne le differenze.
" Ho preſo mezz'oncia del Butirro di Antimo
i"
timo
nio Marziale; ne ho fatto del Bezzuarro Mine
rale nella maniera ordinaria, e ne ho avute tre
mio dramme e uno ſcrupolo. Queſta quantità a pro
, porzione è ſimile a quella che me n'era ſtata
, prodotta dal Butirro del Regolo di Antimonio
comune. Queſti due Bezzuarri ſono parimente
Polvere comparſi affatto ſimili nel lor colore e nella
di Al- lor qualità - -

garoto . Ho gettato nell'Acqua tiepida un oncia di Bu


mar tirro di Antimonio marziale: vi ſi è fatta una
ztale, Polvere di Algaroto, e l'Acqua è divenuta -
spirito acida come dev'eſſere lo Spirito di Vetriuolo
di Ve- Filoſofico: ho lavata la Polvere e l'ho poſta
triuolo a ſeccarſi; ne ho avuto mezz'oncia e due ſcru
Filoſo- poli e mezzo: il che a proporzione è una quan
ſico. tità minore di quarantadue grani, poſta in pa
« ----
- - - pºle
Dell'Antimonio, 197
ragone con quella della Polvere di Algaroto,
tratta dal Butirro di Regolo di Antimonio ordi
nario: dall'altra parte queſta Polvere è un po
comen bianca dell'altra; il che puo attribuirſi,
oa qualche impreſſione del Marte, o all'eſſere »
il Regolo di Antimonio marziale più pieno di
Solfo che l'altro. Sia come ſi voglia, non è
piccola la differenza: codeſta Polvere di Alga
roto tratra dal Butirro di Antimonio marzia
le, mi parve affatto ſimile in colore e in qualità,
a quella che ſi fà col Butirro, tratto dall'Anti
monio crudo. - -
Ho meſcolata una porzione della Polvere di
Algarotomartiale con tre volte altrettanto Sale
di Tartaro, e dopo aver calcinata la Meſcolan
za, e averla poſta in fuſione e in Maſsa, come » .
avevo fatto nell'operazion precedente, l'ho pol
verizzata, e ho proccurato di trarne una Tin
tura collo Spirito di Vino: ella non ha ſommi
niſtrato a codeſto Meſtruo, che un leggier co
lore gialliccio. Codeſto colore non dee venire
che dalla piccola porzione di Solfo groſso, che a
la Polvere di Algaroto aveva ritenuta dal Rego
lo di Antimonio Marziale; perchè la Polvere
di Algaroto fatta col Regolo di Antimonio, nel
quale non ſia ſi trovato Solfo groſso, non ha co
municato alcun colore allo Spirito di Vino.
Hofeltrato il Liquore, e ho poſta di nuovo Riduzio
la Materia reſtante in fuſione in un Crogiuolo ne della
con un poco di Salnitro, ne ho tratta una pic- Polvere
cola quantità di Regolo di Antimonio, la qua- di Alga
le ha fatto la metà del peſo o circa della Polve- roto
re di Algaroto che avevo adoprata. Queſto marzia
Regolo, a mio parere, null'ha ritenuto di Mar- le in Re
ziale: era coperto e inviluppato di Scorie, e golo.
più toſto di un Sale aſsai bianco, dal quale non
- - N 3 ho
-
i

198 Trattare
no potuto trarre alcun Solfo. -

Sopra la ſteſsa Polvere di Algaroto,tratta dal


\ Butirro di Antimonio Marziale, ho fatte dell'
Eſperienze ſimili a quelle che avevo fatte ſo
pra le altre Polveri di Algaroto : ho trovato
che ſono riuſcite della ſteſſa maniera ,i e non vi
ho oſservata alcuna differenza,

Precipitazione del Futirro di Antimonio


nell'Aceto diſtillato,

Dopo aver fatto precipitarſi de i Butirri di


Antimonio nell'Acqua, per trarne la Polvere
di Algaro o, com'è ſtato detto, ne ho fatto
precipitarſi nell'Aceto diſtillato, a fine di ave
re una Polvere di Algaroto un poco meno vo
mitiva dell'altra. -

Ho poſto un oncia di Butirro di Antimonio


in Liquore: perch eſsendo conſervato ſi liquefà
in parte e diviene in conſiſtenza di Olio : l'ho
- verſato in ottonce di Aceto diſtillato: ſe n'è
º ſeparata e precipitata una polvere di Algaroto
º º aſsai bianca; l'homoſsa e laſciata in infuſione
" per lo ſpaziodi qualche ora: poi avendola ſepa
º parata dall'Aceto con un feltro, l'ho lavata, e
".f" l'ho poſta a ſeccarſi all'ombra; me n'è reſtata
"“mezz'oncia e uno ſcrupolo. Ne ho dato a mol
te Perſone otto grani per Doſe; ha fatto vomi
tare e andar di corpo: mi parve aver ella quaſi
la forza del Tartaro emetico ordinario, e ope
rare più debolmente che la Polvere di Algaroto
precipitata dall'Acqua comune. La ragione ve
riſimilmente ſi è, perchè una porzion delle Pun
te acide dell'Aceto ſi è legata e di tal maniera -
imbarazzata nelle parti rumoſe e ſulfuree di
queſta polvere, che le ha un poco iassosi e l
Dell'Antimonio. I99
il moto loro non ſi fa con tanta forza nel ventri
colo, per eccitare il vomito.
Le Lozioni di queſta Polvere mi ſembrarono
più acide che lo Spirito di Vetriuolo Filoſofico
ordinario: le ho poſte ad evaporarſi lentamente
al fuoco di Sabbia, mi è reſtata mezza dramma
di un Sale, grigio, amaro, e acro.
-
A R T I C O L O X L IV.

- Diſtillazione del Regolo di Antimonio ordinarie,


collo Stagno, e col Sublimato corroſivo.
O meſcolato inſieme col mezzo della fuſio
ne parti eguali di Regolo di Antimonio,e
di Stagno fino; ho avuto una Maſſa ch'era mol
to ſimile al Regolo di Antimonio puro; ho pol
verizzate e meſcolate due once di queſta Maſſa
con quattr'once di Sublimato corroſivo; ho po
ſta la Meſcolanza in ura Storta di vetro che non
n'è ſtata riempiuta ſe non nel terzo; l'ho collo
cata ſopra la Sabbia, e vi ho adattato un Re
cipiente aſſai grande: ho lutate eſattamente le
commeſſure, e ho fatto di ſotto un fuoco del
primo grado: ho ſcoperto che in pochiſſimo
tempo, e al minor calore, ſi è alzata una gran.
quantità di fummi bianchi, che hanno riempiti
ta la Storta e il Recipiente: diſtillò parimeu
te nello ſteſſo tempo a goccia a goccia un Li
quor bianco, che ſi è condenſato in Butirro - I
Vapori bianchi continuarono ad uſcire colla -
ſteſſa forza, per lo ſpazio di mezz'ora o circa -:
ho poi accreſciuto un po' il fuoco: diſtilloſſi un
Liquore meno fumante che ſi è indurito, co
me Olio glaciale di Antimonio ordinario. Que
ſta diſtillazione durò in tutto un ora e mezza ea
- N 4 Quaſi
-

º -

aeo Trattato
Quando ho veduto che più non diſtillavaſi coſa
alcuna a quel grado di fuoco, ho tolto via il
Recipiente, e ne ho adattato un altro mezzo
pieno di Acqua: ho accreſciuto il fuoco, e ho
fatto uſcire dalla Storta del Mercurio colativo
nella mattiera conſueta.
Ho trovato nel primo Recipiente un oncia e
Butirro mezza dramma di Butirro ovvero Olio glaciale
ovver bianco: ha gettato alcuni fummi allorchè fu ſtu
Olio gla-rato il Recipiente: ho voluto ſtaccare codeſta,
ciale di Materia dal Recipiente, col leggiermente ſcal
Antimo- darla; ma benchè poco Io l'abbia al fuoco av..
mio e di vicinata, ſe ne ſono innalzati in abbondanza
Stagno. eſtraordinaria dei Vapori bianchi, denſi e si
Liquor acri che m'impedivano la reſpirazione, ecci
fummi. tandomi una toſſe violenta: Sono ſtato coſtretto
do e a turare di nuovo con ogni celerità il Vaſo:
ho poſto un pezzetto della Materia in un vetro
ſotto il cammino ſenza fuoco; ne ſono uſciti
dei funmi finattanto chè e giunto ad eſſere »
affatto diſperſo. Avvenne parimente che una
leggieriſſima porzione della ſteſſa Materia eſ
ſendomi caduta ſopra le dita, ed avendola. Io un
poco umettata, ſe n'è alzata una nuvola di fum
mo bianco denſo, che tanto mi ha circondata
la mano, che Io non potevo vederla, e ſono
ſtato coſtretto immergerla ſubito nell'Acqua per
far che ceſſaſſero que Vapori acri in formino
pregiudiciali al petto. Poiche codeſto Butirro è
ftato per qualche tempo in ripoſo , e giunto ad
eſſer i" nel Recipiente turato più non traſ
mette il fimo; ma ſe gli vien dato di nuovo il più
tenue calore,a fummare di nuovo comincia. Que
ſto fummo ha particolarméte l'origine dal Solfo
dello Stagno che dagli Acidi del Sublimato cor
roſivo è ſtato penetrato e poſto in moto: pie
- - . - c
-
f

Dell'Antimonio, 2or v e

fe faſi diſtillare lo Stagno ſolo, col Sublimato


corroſivo ſenza Meſcolanza di Antimonio, il
Liquore, che ſe ne trae , getta ſimili fum
nn l e
Ho trovato nel ſecondo Recipiente due on
ce e mezza di Argento vivo accompgnato da ,
una Polvere precipitata, grigia, graſſoſa; l'ho
ſeparata dall'Acqua, e l'ho poſta a ſeccarſi. E'
codeſta una parte dell'ultimo Butirro ch'è ſtata
ſtimolata dal fuoco grande; ne ho avuto una
dramma e mezza: l'Acqua aveva un ſapor acro,
che tendeva al dolce, il quale ad eſſa veniva .
dal Butirro precpitato. - -

Ho ſpazzata la Storta: ho trovata attaccata


al ſuo collo una Materia dura, ſalda, aſſai pe.
ſante, nel ſapor acra, che peſava ſei dramme.
Queſta è la porzione più groſſa del Butirro di
Antimonio, e di Stagno,ch'è ſtato innalzato dal
gran fuoco: l'ho ſcaldata; ha ſparſi molti Va
pori bianchi, ma non in sì gran quantità come
l' altra - -

Ho trovato nel fondo della Storta una Maſſa


Metallica peſante, ſalda, di color grigio, bru
na o nericcia, riſplendente nel di dentro, la .
quale peſava nove dramme.
Ho fatto la prova del Butirro del primo Reci virt».
piente; ne ho applicato ſopra una carne che do
veva neceſſariamente eſſer conſumata: mi par
ve tanto corroſivo quanto il Butirro di Antimo
mio ordinario - Quello che fu da me ſtaccato
dal collo della Storta non l'era tanto. -

Ho poſto una dramma di ognuno di queſti Bu


tirri nell'Acqua calda: ſi ſono ſtemperati e pre
cipitati in una Polvere grigia, e l'Acqua ha pre
ſo un ſaporacido, come lo Spirito di Vetriuolo
Filoſofico: ho lavate le Polveri grigie, e le ho
- --- - ppa
2 o2, Trattato
Polvere poſte a ſeccarſi; ne ho avuto di ognuna quaran
di Alga-taſei grani: ne ho fatto prender per bocca ſino a
rotºgº- ſei; hanno fatto vomitar ſenza violenza. Si
viale : poſſono dinominare Polveri di Algaroto Gio
Pirtù. viale.

ºſº. Ho poſto in un piccolo Matraccio una dram


ma del Butirro del primo Recipiente; vi ho ver,
ſato ſopra, altrettanto Spirito di Nitro; vi è
ſucceduto un vigoroſo ebollimento, e il Butirro
ſi è diſſoluto: ho verſata la diſſoluzione in un .
piccol Vaſo di Vetro piano, e ne ho fatta evapo
rare l'umidità a fuoco di ſabbia: mi è reſtata
una paſta ſecca bianca;vi ho aggiùta una dram
ma di Spirito di Nitro, e l'ho poſta in evapo
razion come prima: mi è reſtata una Materia a
bianca, più ſtritolabile che la prima; vi ho verº
ſato per la terza volta una dramma di Spirito di
Nitro, e l'ho poſta di nuovo in evaporazione e
ſino alla ſiccità: ho avuto un Bezzuarro Mine
rale, che peſava cinquantatrè grani: è ſimile a
z- quello che ſi fa col Butirro di Antimonio ordi
zu, nario: ſi può dinominarlo Bezzuarro mineral
, al Gioviale. Coloro che hanno attribuito allo
gia Stagno delle gran virtù per le infermità della -
le eMatrice, preferi ranno in queſte occaſioni le e
g"verif
delle quali ho parlato, alle comu
i: perchè imilmente vi è entrato tante
Stagno, o circa, quanto Antimonio, ma codeſte
preteſe virtù non traggono il lor fondamento
che dall'immaginazion degli Alchimiſti e degli
Aſtrologi, i quali pretendono che Giove abbia
dominio ſopra la Matrice
Ho poſto in fuſione dentro un Crogiuolola -
Maſſa fiſſa che avevo tratta dal fondo della Stor
ta, ha traſmeſſo molti fummi bianchi e un poco
acri, ſimili a quelli che ſomminiſtrava il Bu
- - tlr
Dell'Antimonio, 2o3
tirro. Paſſati queſti Vapori, vi ho gettato un
a poco di Salnitro: è ſucceduta una leggiera de
tonazione; ho verſata la Materia liquefatta in
in Mortajo di ferro, vi ho trovato, doppo eſſer
divenuta fredda, quattro dramme e mezza di un
bel Regolo bianco, e diſpoſto al di dentro come
a faccette, ſimile al Biſmut. Ne ho poſto una
arte nell'Acqua forte: vi è ſucceduto un leggie
ro ebollimento che non ha molto durato: vi hè
aggiunto dello Spirito di Sale, per fare un Ac
qua regia, l'ebolimento allora è ſtato vigoroſo,
e la Materia ſi è diſſoluta, come ſuol fare il Re
golo di Antimonio nel medeſimo diſſolvente :
A RT 1 c o L o x L v.
Diſtillazionedi una Meſcolanza di Regolo di
Antimonio, di Biſmut, e di Sublimato
corroſivo .

o meſcolate col mezzo della fuſione, par


ti eguali di Regolo di Antimonio ordi
ma io e di Biſmut, ho avuta una Materia aſſai
ſimile al Biſmut puro. Si fa entrarne nello Sta
gno comune quando ſi vuol renderlo ſuonante.
io voluto vedere ſe codeſta Materia ſi diſſol
veſſe nello ſteſſo diſsolvente che diſſolve il Biſ
mut; ne ho poſto una parte nell'Acqua forte; vi
è ſucceduto un ebolliméto di molta violenza, ma
tutta la Materia non ha potuta eſſere diſſoluta
da queſto diſſolvente: è reſtata nel fondo del Va
ſo una Polvere grigia; vi hò aggiunto dello Spi
rito di Sale per fare dell'Acqua regia, ma non è
più ſucceduta alcuna diſſoluzione: ho ſeparata
codeſta Polvere grigia i mi parv'eſſere Regolo
; di Antimonio puro,
-
EI
9
-
e 264 . Trattato
Ho polverizzate e meſcolate inſieme tre on
ce di Sublimato corroſivo e un oncia e mezza
della Meſcolanza del Regolo di Antimonio e dei
Biſmut: Ho fatto diſtillar la Materia,come nell' .
operazion precedente; n'è uſcito in poco teme
po con un piccoliſſimo fuoco, in primo luogo,
un Butirro aſsai bello, bianco, criſtallino; poi
n'è venuto uno roſſiccio, ma benchè il Biſmut
a compariſca uno Stagno, non ha prodotti Vapo
-ribianchi come nell'altra operazione. La ra
gione n'è veriſimilmente, perchè il Biſmut è un
Regolo di Stagno che nella purificazione ha per
duto il ſuo Solfo volatile fummoſo. Tutto il
Butirro è ſtato diſtillato nello ſpazio di un ora;
ho tolto via il Recipiente, e ne ho adattato un .
altro per metà pieno di Acqua calda; ho accre
ºſciuto il fuoco per far diſtillare il Mercurio del
Sublimato. - : - - -

Butirrº Ho trovato nel primo Recipiente undici


º verº dramme e mezza di Butirro ovver Olid glacia
ºliº glº:le, che mi parve tanto cauſtico quanto il Butir
eiale ºro di Antimonio ordinario, e ſi potrebbe ado
Antimo perare efferiormente per far dell'Eſcare.
ººº Ho trovato nel ſecondo Recipiente un'on
ºſº cia e mezza di Argento vivo accompagnato da
º una legggiera quantità di Materia grigia ſul
furea. - -

Cinabro Ho ſpezzata la Storta: ho trovato nel ſuo


li Anti collotrè dramme di Cinabro grigio e roſſo: ſi
monio e dev'eſsere formato dalla Meſcolanza del Solfo
di Biſ del Biſmut, col Mercurio del Sublimato. Co
mut, deſto Cinabro può eſsere adoperato eſteriore
mente per guarire dalla Rogna, come ſi adope
Uſo. rano le altre preparazioni del Mercurio. -

3 Ho trovato nel fondo della Storta una picco,


la Maſsa ſalda, peſante, regolina, nera, riſ
i plen
Dell'Antimonio, aos
plendente al didentro, che peſava una dramma
"due ſcrupoli e quattro grani: era coperta di una
Materia rarefatta, o poroſa come Scorie, leg
giera, bianca, e farinoſa nella parte ſuperiore,
che peſava otto ſcrupoli e tre grani.
Ho fatto, col Butirro tratto da queſta opera
zione, della Polvere di Algaroto, e del Bezzuar
ro minerale, che mi parvero affatto ſimili a .
quelli che ſi traggono dal Butirro di Antimonio
ordinario; ma non ho avuto l'ardimento di far
ne prendere perbocca, perchè diceſi che coloro
i quali fanno il Biſmut, vi meſcolano alle volte
un poco di Arſenico, per renderlo più bello.
A RT 1 c o L o xL v1.
- Diſtillazione di una Moſcolanza di Regolo
di Antimonio, di Piombo, e di
- Sublimato corroſivo.

O meſcolate inſieme colla fuſione,


parti
EI eguali di Regolo di Antimonio e di Piom
bo; ho polverizzata e meſcolata un oncia di que
ſta Meſcolanza con due once di Sublimato cor
roſivo: ho fatto diſtillare la Meſcolanza come
nelle operazioni precedenti, ne ho tratta mezz' Butirro
oncia meno ſei grani di un Butirro che ſempre ſi ovvero
è fatto vedere aſsai bianco, eccetto ſul fine dell' Olio glae
operazione, perchè allora è uſcito quaſi tanto ciale di
roſso quanto è il Sangue. Queſto colore è deri Antimo
vato dal Solfo del Piombo; ho cambiato il Re nto e di
cipiente e ne ho adattato uno pieno di Ac º Piombo.
ho aumentato il fuoco ſino a far diventar roſsa o
arroventata la Storta; diſtillaronſi tre dramme
due ſcrupoli e quattro grani di Mercurio colati
vo, accompagnato da una Materia grigia ſulfu
Iea e
ao6 Trattato
rea, ſenza odore, la quale fu da me ſeparata e
poſta a ſeccarſi; ne ho avuti quaranta grani: è
un poco ſalata, il che viene da qualche impreſe
ſione degli Acidi del Sublimato corroſivo. L'Ac
qua nella qual era ſtata lavata non aveva tutta
via alcun ſapore apparente. Codeſta Polvere e
viene particolarmente dal Piombo, ma può eſ
ſerviſi incorporata qualche leggiera porzione di
Argento vivo: ell'è rifolutiva e diſeccativa ,
eſteriormente applicata.
Ho ſpezzata la Storta; ho trovato attaccato
al ſuo collo dall'alto ſino al baſſo un Sublimato
che peſava nove dramme, bianco, e riſplenden
te, quello in iſpezieltà ch'era nella parte ſupe
riore, quaſi ſimile al Sublimato dolce: compa
riva tuttavia bruno, a miſura dell'avvicinarſi
all'eſtremità del becco, ſenza odore, e quaſi in
ſipido al guſto: l'ho eſaminato: è codeſta una
arte del Sublimato corroſivo, la qual è ſtata
indolcita innalzandoſi co Solfi dell'Antimonio
e del Piombo; ſi può ſervirſene eſteriormente e
per la Rogna, come delle altre preparazioni
del Mercurio.
Hotrovato in fondo della Storta una piccola
Maſſa di Regolo bello, riſplendente, che peſa
va una dramma e venti grani, era inviluppata
in cinque dramme e mezza di Scorie dure, fal
de, peſanti, gialliccie, lucenti, e quaſi vetrifi
cate, ſenza odore, ho eſaminato il Regolo, l'ho
trovato fragile, riſplendente e puro Antimo
nio, per lo meno non mi parve eſſervi reſtato
Piombo,
Le scorie ſono provenute dalla parte più fiſſa
del Piombo, la quale non avendo potuto eſse
re elevata dal fuoco, ſi è quaſi vetrificata nel
fondo del Vaſo. Il color giallo viene veriſimil
- .- u.en
m
Dell'Antimonio, zo7
mente da una biacca o terra gialla, che ſi trova
ſempre nel Piombo, e ſe ne ſepara allorchè ſi
purifica; ma codeſto colore non era che ſuperfi
ciale: perche ho polverizzata una parte della
Materia; è divenuta bianca come la Ceruſſa, e
di un ſapor dolce quaſi come il Sale di Saturno,
ma accompagnato da un poco più di agrezza ..
La dolcezza procede dall'anione che ſi è fatta
degli Acidi del Sublimato colle parti del Piom
bo, perchè ogni volta che il Piombo è ſtato
penetrato da qualche Acido, acquiſta un ſapor
dolce e acro.
Ho poſte due dramme di queſte Scorie in un
Crogiuolo nel mezzo a Carboni acceſi: ſi ſono
poſte in fuſione in poco di tempo e hanno traſ
meſſi molti fummi bianchi; eſsendo poi dive- -

nute fredde, ho trovato ch'erano diminuite per


la metà, ed erano ritornate com'erano prima º a

della calcinazione, ma di colore più bruno. -

Ho gettato nell'Acqua calda una dramma di Polvere


Butirro di Antimonio e di Piombo, vi ſi è pre- di Alga
cipitato una bianchiſſima Polvere; l'ho lavata, rotºim
eè l'ho poſta a ſeccarſi; ne ho avuti trenta grani, pregºººº
diverſa dalla Polvere di Algaroto nell'eſſere di Piom
talcoſa o ſulfurea; il che viene dal Piombo. ºº -
Ho poſta un altra porzione dello ſteſso
Butirro nello Spirito di Nitro: vi ſi è fatta - Bezzu.
diſsoluzione con grand ebollimento: ho fatta ,i.
evaporare l'umidità del Liquore; mi è reſtata merale,
una Materia ſimile al Bezzuarro minerale
narlO e ,
ordi,, gnato
in predi
Non vorrei in conto alcuno dar per bocca di piombo,
queſte due ultime preparazioni, a cagione del -

Piombo da eſse contenuto: perchè quantunque


il Piombo poſsa eſsere adoperato per bocca in
molte occaſioni, non mi pare ſia conveniente
- nella
no8 Trattate
nella Polvere di Algaroto, nè nel Bezzuarro
minerale.

A R T I C O L O X LV II,

diſtillazione di una Meſeolanza di Regole


di Antimonio, di Rame, e di Subli
mato corroſivo.

O polverizzate e meſcolato inſieme mezz'


oncia di Regolo di Antimonio ordinario,
mezz'oncia di Verderame, e due once di Subli
mato corroſivo: ho fatta diftillare la Meſcolan
za, come nelle operazioni precedenti: n'è pari
olio, mente uſcito un Liquor bianco come Latte; poi
B, è venuto un Butirro bianco,indi un Butirro gial
,Ant, liccio: ho fatto continuare il fuoco mediocre e
monio e ſotto la Storta, finattanto chè non è più uſcita
di Rame.coſa alcuna: ho cambiato allora il Recipiente,
e ne ho poſto uno pieno di Acqua: ho accreſciu
to vigoroſamente il fuoco nel fornello, ſino a .
far arroventare la Storta; l'ho fatto continuare
per lo ſpazio di un ora o circa, poi ho laſciati
divenir freddi i Vaſi.
Ho peſati i Liquori del primo Recipiente; ve
n'erano in tutto cinque dramme e mezza e dici
ottogiani; ma i tre quarti della Materia erano
in Liquor bianco come Latte. La liquidità eſtra
ordinaria di queſto Butirro, non è provenuta, ſe
non dallo Spirito Acido di Verderame, che vi ſi
era meſcolato; perchè ne aveva aſſai forte l'o-
dore, il ſuo ſapore era acidiſſimo; ma non era
sì Cautico, nè sì cocente quanto quello del Bi
tirro di Antimonio ordinario. Ho meſcolato
con un poco di calore il Butirro denſo col Liquor
bian
Dell'Antimonio, zo9
bianco; ho verſate due dramme della Meſcolan
za in quattr'once di Acqua comune: vi ſi è preci
pitata
un unaacido
ſapor Polvere bianca, eho
aggradevole: l'Acqua
lavataha preſo.
queſta e e

Polvere, e l'ho poſta a ſeccarſi; ne ho i"


uarantaquattro grani: è mediocremente bian
º Ecodeſta " di Polvere di Algaroto, :
impregnata di un poco del Solfo del Rame : la rei,
credo migliore della comune per l'Epileſſia, pregna
perchè ho conoſciuto che lo Spirito di Venere i di
era buono per queſta infermità - - - Rame.
Ho meſcolata una dramma e mezza dello ſteſ
ſo Liquore con tre volte altrettanto di Spirito
di Nitro: non vi ſi è fatto alcun ebollimento;
ho poſta la Meſcolanza in evaporazione; me neBezzuar
ſono reſtati due ſcrupoli di un Bezzuarro mine- -

rale, in tutto ſimile a quello, che ſi prepara col "i


Butirro di Antimonio ordinario: lo credo unº i.
poco più diaforetico, a cagione dell'impreſſio- ſi i
neHo
chetrovato
ha ricevuta del Rame.una IMae i
dal SolfoRecipiente
nel ſecondo re e

teria grigia bianchiccia, precipitata, e il Li


quor era acido come Spirito di Vetriuolo Filo
ſofico: ho ſeparata la Materia grigia, l'ho ben
lavata, e l'ho poſta a ſeccarſi all'ombra; ne ho
avute due dramme e mezza: è provenuta dalla
parte più fiſſa del Butirro di Antimonio e di Ra
me, che non ha potuto eſſere ſpinta nel Reci
piente ſe non da un gran fuoco; e come codeſto
Butirro ha trovato dell'Acqua nel Recipiente,
vi ſi è in una Polvere precipitato. E'dunque an
che queſta una Polvere di Algaroto coll'impreſ
ſione del Solfo di Rame; può parimente eſſer
viſi meſcolato eſattamente un po' di Mercurio.
Ho ſpezzata la Storta: ho trovato nel ſuo col
o, mezz'oncia di Argento vivo, come invia
- , O luppa
11o Trattato
- luppato in cinque dramme e mezza di una ſpe
Cinabro " º" e grigio, che ſi può "
ºººº- minare Cinabro di Venere, perch'è del ſtato
ºe e col Solfo del Rame e col Mercurio fatto
Sublima
to. Lo credo anche migliore per l'Epileſſia di
a quello ſia il Cinabro di Antimonio, a cagione
" queſto Solfo di Rame. . . . .
Non ho tratto dal fondo della Storta ſe non
.

trè dramme e mezza di una Materia grigia, ſal


da, molto appiccata al vetro, ma che non era
- - -
altro ſe non un adunanza di Scorie terreſtri.

2
A R T I C O L O X LV III a
- --
, -

- Diſtillazione di una Meſcolanza di Regolo di


Antimonio, di Argento e di Sublimato
-
-
- - corroſivo. -

-
: -

H O polverizzato e meſcolato inſieme mezz'


I 1 oncia di Regolo ordinario di Antimonio,
mezz'oncia di Argento diſſoluto coll'Acqua for
te, precipitato con una piaſtretta di Rame, ben
lavato e ſeccato, e due ence di Sublimato cor
roſivo: ho proceduto nella diſtillazione della ,
Meſcolanza, come nelle operazioni precedenti:
ho avute ſette dramme e mezza di un bel Butirro
Butirrº di Antimonio glaciale bianco: ho tolto via il
ººººº Recipiente e dopo averne adattato un altro mez
ºlºgºzo pieno di Acqua, ho violentemente ſtimolato
º º il fuoco: ſono uſcite dieci dramme di Mercurio
º colativo, accompagnato da un poco di Materia
" grigia, graſſa, e ſulfurea, che poteva eſſere
º una parte più fiſſa del Butirro di Antimonio,
º che il primo fuoco non aveva potuto far diſtilla
re, ed è paſſata inſieme col Mercurio nel Reci
- piene
Dell'Antimonio, art
piente: perchè l'Acqua nella quale s'era tuffato,
era un po' acida. -

Ho ſpezzata la Storta ; ho trovati nel ſuo col


lo alcuni piccoli Fiori criſtallini; riſplendenti,
argentini, e di un ſapor acido aggradevole: gli
ho ſtaccati e peſati; non ve n'erano che ſei gra
ni: credo ſieno venuti dal Regolo di Antimonio
e abbiano ricevuta la loro acidità da una leggie
ra impreſſione del Butirro di Antimonio, ch'-
era paſſato nel collo della Storta, nel qual era
no attaccati - i

Ho trovato nel fondo della Storta una Maſſa


ramoſa, grigia bruna, ovver nericcia, che pe
ſava mezz'oncia e un ſcrupolo, forata con gran
numero di piccoli buchi, per li quali veriſimil
mente il Mercurio è paſſato nel tempo della di
ſtillazione. Queſta Maſſa è nella ſua baſe, groſ
ſa come una Caſtagna mediocre, ſchiacciata e
che ſi eſtende nella ſua circonferenza in iſpezie
di ramuſcelli, all'altezza di un pollice o circa;
di modo che il tutto rappreſenta aſſai bene una Pianta
piccola Pianta ramoſa. Codeſta Materia è quaſi di Ar
tutta Argento: perchè il Regolo di Antimonio gent0 e
ſi è convertito in Butirro cogli Acidi del Subli
mato corroſivo, e il Mercurio è paſſato nel Re
cipiente: è anche veriſimile, che ſiaſi meſcola
ta qualche leggiera porzione dell'Argento nel
Butirro: queſto ſarà da me conoſciuto dal peſo,
allorchè avrò fatta ritornare la Maſſa ramoſa .
in Argento colla fuſione con un poco di Sal
nitro. , , - -

- -
- -

Ho fatto precipitare una parte del Butirro di Polvere


Antimonio e di Argento nell'Acqua; ne ho a- di Alga
vuta una Polvere di Algaroto che non è ſtata in rotoiu.
conto alcuno dalla comune diverſa: ſi può dino- mare.
minar Polvere di Algaroto Lunare.
- O 2 Ho
-

a 12 Trattato |

Ho fatto parimente collo ſteſſo Butirro del


BºBezzuarro minerale, che mi parve in tutto ſimi
ºººººle a quello che ſi fa col Butirro di Antimonio or
º
ºaº - dinario: ſi può dinominarlo
le Lunare. Bezzuarro minera
a . .
Coloro che attribuiſcono all'Argento delle
virtù per le infermità del capo, preferiranno
queſte preparazioni alle comuni per l'Epileſſia,
per l'Apopleſſia, per la Letargia, per la Ma
nia; ma codeſte qualità ſon molto mal fondate,
perchè non ſono ſtabilite che ſopra quello viena
cader nel penſiero, ſenza alcuna prova; cioè
che l'Argento riceva delle influenze dalla Luna,
le quali (diceſi) debbono fortificare il Cer
vello, - -. - l

A R T 1 c o L o x L1x. –

diſtillazione di una Meſcolanza di Regolo


di Antimonio, e di Argento ſenza
- - - Sublimato . " - º

- i O polverizzato e meſcolato inſieme un on


Il cia di Regolo di Antimonio ordinario e s
due once di Precipitato di Argento fino fatto
coll'Acqua ſalata; ho poſto a diſtillare la Me
ſcolanza come nelle operazioni precedenti; n'è
uſcita in primo luogo una dramma o circa di Li
quor chiaro come Acqua; poi ſon venuti de
fummi bianchi, i quali eſſendoſi condenſati,
hanno fatto un Butirro liquido, e ſi vide nel
- Recipiente un ebollimento con un poco di calo
- re: ho aumentato il fuoco per gradi, e l'ho fat
«e » to continuare finattanto chè non è più uſcita -
coſa alcuna. -

Ho trovato nel Recipiente un oncia e mezza


- - dram
Dell'Antimonio, 2 13
dramma di Butirro, in parte liquido e in parte ......
glaciale: la parte liquida era gialliccia, la par º
te glacial era bianca: amendue avevano un odo-º di
re di Acqua regia ſi poſſono dinominarle Bu-º" º
tirro ovver Olio glaciale di Antimonio Luna- i":
re. L'ebollimento ch'è ſucceduto nella Materia"."
del Recipiente, è veriſimilmente venuto dall'”
avere gli Spiriti di Nitro e di Sale, i quali ſono
uſciti dall'Argento precipitato, e colla lor unio
ne hanno fatto un Acqua regia, dall'aver, dico
codeſti Spiriti, penetrato il Regolo di Antimo
nio diſtillato; della ſteſſa maniera della qtale ,
allorchè ſi mette dello Spirito di Nitro ſopra il
Putirro di Antimonio ordinario, ſi uniſce cogli
Spiriti di Sale e di Vetriuolo, e fa un Acqua.
regia, che diſſolvendo l'Antimonio, cagiona .
un ebollimento. -

Ho ſpezzata la Storta, ho trovato il ſuo col


lo e quaſi tutti i ſuoi lati interiori tappezzati di
piccoli Fiori bianchi argentini, riſplendenti:
gli ho diſtaccati, non ve n'era in tutto che mez
za dramma: Sono acidi a cagione di una im
preſſione da eſſi preſa dal Butirro di Antimonio:
Queſti ſono Fiori di Regolo di Antimonio.
Ho trovato nel fondo della Storta, una Maſ
ſa dura, ſalda, peſante, difficile da eſſere ſpez
zata; ma che ſi riduceva tuttavia in Polvere, di
un Sapor ſalato, che viene veriſimilmente da
un poco di Sale marino ch'era reſtato nell'Ar
gento, non avendo potuto eſſere portato via.
dalie Lozioni: codeſta Maſſa peſava un oncia
e ſette dramme: era eſteriormente grigia, bian
ca e azzurra, e interiormente nera e ".
te, quaſi come il Regolo di Antimonio. L'ho
poſta in fuſione per via di un gran fuoco con un
aſ
poco di Salnitro: ha traſmeſſi molti fummi che
. O 3 - Veni
2 14 - º rattato -

venivano dall'Antimonio; l'ho verſata in un .


Mortaio; ho trovato l'Argento ſeparato dalle
Scorie nericcie, e antimoniali. Peſava queſta .
piccola Maſſa un oncia e mezza. Ho voluto ve
dereſe c&teneſſe ancora qualche porzion di An
timonio; l'ho poſta di nuovo in fuſione ſenza
Salnitro; ha di nuovo traſmeſſo per lungo ſpa
zio di tempo dei fummi,contraſſegno che l'An
timonio vi era reſtato. Ho continuata queſta -
calcinazione, finattanto chè non ſe n'è più alza
ta coſa alcuna; poi l'ho laſciata divenir fred
da: reſtò diminuita di una dramma; l'ho poſta
in diſſoluzione nell'Acqua forte; vi ſi è quaſi af
fatto diſſoluta, non ſono reſtate indiſſolubili
che alcune particelle di una Materia bruna e ne
riccia: Ho ſeparate eſattamente quelle parti
celle di Materia, le ho lavate e le ho poſte a ſec
carſi; peſarono mezza dramma: è ſtata codeſta
una Polvere grigia, mediocremente peſante »:
l'ho poſta in fuſione col fuoco in un Crogiuolo;
ma difficilmente: non vi ho veduta coſa eſtra
ordinaria vi ho aggiunto alcuni grani di Borra
ce,per vedere ſe ne reſtaſſe ſeparato qualche po
co di Metallo; ma non ſe n'è ſeparata coſa alcu
na. La Materia è reſtata la ſteſſa, eccetto l'eſ
ſerſi un poco vetrificata. E' codeſta una porzio
ne più fiſſa e più terreſtre del Regolo di Anti
monio. - - º , , -

Ho ſeparato l'Argento dall'Acqua forte colla


precipitazione e colla fuſione, ſecondo il me
todo conſueto, ne ho avute dieci dramme: è pu
riſſimò . : -

E da oſſervarſi che le due once di Precipitato


di Argento che erano da me ſtate adoperate in .
queſta operazione, non potevano contenere ſe
non lo ſteſsopeſo di Aigento ch'è ſtato ritirato,
- - - - - per
Dell'Antimonio, * 21;
perchè l'Argento diſsoluto e precipitato dall'
Acqua ſalata, ritiene ſempre delle Punte acide
dello Spirito di Nitro,e qualche porzione del Sa
le Marino; il che lo fa creſcere notabilmente nel
peſo: così dopo aver diſsolute, precipitate, la
vate, e ſeccate due once di Argento fino, ſi tro
vano per lo meno due once e ſei dramme di Pre
cipitato: è dunque aſsai probabile che non ſiaſi
meſ olato Argento nel Butirro Cauſtico ch'è ſta
- to tratto da codeſta diſtillazione, e che il Preci
pitato di Argento non abbia ſomminiſtrati che i
ſoli Acidi, come il sublimato ſomminiſtra i
ſuoi nella diſtillazione del Butirro di Antimonio
ordinario. -
Nel rimanente il noſtro Butirro preparato
colla Meſcolanza del Regolo di Antimonio, mi
parve un poco meno rodente, di quello che ſi
prepara nella maniera ordinaria: ne attribuiſco
la ragione a queſto, ch'eſſendoſi fatto un ebol
limento in queſto Butirro, allorch'era per an
che nel Recipiente, le Punte acide ne ſeno ſta
te un poco rintuzzate: dove che nel Butirro di
Antinonio comune, le Punte acide ſono reſta
te nell'eſſer loro, attaccate ſuperficialmente all'
Antimonio . . . . , . . .. . . .

Ho poſte ſei dramme del Butirro fatto colla


Meſcolanza del Regolo di Antimonio e dell'Ar
“gento, in ottonce o circa di Acqua tiepida; vi
ſi è precipitata una Polvere bianca; l'ho laſcia
ta in molle, il Liquore è divenuto acido, quaſi Spirito
come lo Sprito di Vetriuolo Filoſofico ordina di Ve.
rio, eccetto che queſt'Acido mi parve tendere.» triuolo
un poco al ſalato: L'ho feltrato e l'ho poſto a Filoſo
º evaporarſi a fuoco lentoin un Vaſo di Vetro, fi fico. -
mattanto chè non ve n'è quaſi più reſtato: l'ho
laſciato
«, e i
divenirfreddo: viOſi ſono
4
formati alcu
ni
216 Trattato
ni piccoli criſtalli, aſſai ſimili ai Fieri che ave
vo tratti dal collo della Storta; ma non gli ho
potuti ſeperare, perchè oltre il non eſſervene
º che un aſſai piccola quantità, ſi diſſolvevano
per poco che foſſe moſſo il Liquore: Queſto Li
quore era Cauſtico come l'Olio di Vetriuolo
Ho terminato di far evaporare tutta l'umidità;
mi ſono reſtati trentotto grani di un acidiſſimo
Sale, , ,
Ho levata la Polvere bianca e l'ho poſta a ſec.
Tolve carſi all'ombra: ne ho avute tre damme e uno
re di Al ſcrupolo: ell'è ſimile al Magiſterio di Antimo
garoto - nio, ed è più farinoſa della Polvere di Algaroto
ordinario. La ragion è , che le parti del Rego
lo di Antimonio le quali erano entrate nel Bu
tirro, dal quale codeſta Polvere è ſtata tratta,
erano ſtate più penetrate e più eſattamente divi
ſe che quelle del Butirro ordinario di Antimo
nio, a cagion dello Spirito di Nitro ch'è uſcito
dall'Argento e col Salmarino ha fatto un Acqua
regia, e nel Butirro di Antimonio ordinario non
ſi "aiono che degli Spiriti di Vetriuolo e di
Sale . -

E' veriſimile che queſt'Acqua regia abbia fiſſa.


to in parte l'Antimonio contenuto nel Batirro,
ed abbia diminuita la ſua azione; perchè la no
ſtra Polvere bianca non è tanto vomitiva quan
to la Polvere di Algaroto. Opera con minor
ſorza. - - ; - . . . -

Ho poſte in un piccolo Matraccio due dram


me del Butirrotratto dalla Meſcolanza del Re
golo di Antimonio e dell'Argento: ho verſato
ſopra di eſſa tre volte altrettanto Spirito di Ni
tro: viſon ſucceduti ebollimento e calore, ma
non con tanta forza con quanta ſuccedono,quan
do ſi fa l'operazione col Butirro di an"
- - OrGle
Dell'Antimonio, - 217
ºva ordinario; perchè queſto Butirro era già ſtato -

i ho penetrato per la meta, come s'è detto. Ho po. Bezza


ene ſta ad evaporarſi la Meſcolanza ſul fuoco: ſi è ººº
1m0 fatto unalBezzuarro
giunſe minerale
peſo di quattro bianchiſſimo,
ſcrupoli - º
che ri
ºrografa
Li.
lo,
i;
II)
A R T 1 c o L o L.
Diſtillazione di una Meſcolanza di Regalo di ,

tt. s. Antimonio, di Arſenico e di


i - Sublimato corroſivo.

O polverizzato e meſcolato inſieme mezzº


- oncia di Regolo di Antimonio, mezz'on
- cia di Orpimento ovvero Arſenico giallo,e due
once di Sublimato corroſivo : ho fatto diſtillare
la Meſcolanza come nelle operazioni preceden-Butirro
- ti; ne ho tratta un oncia di un Butirro glaciale di Anti
ch'è venuto bianco ſul principio, e poi giallo: monio e
ho cambiato il Recipiente, e ne ho adattato di Arſe
uno mezzo pieno di Acqua : ho aumentato il nico.
fuoco ſino a far arroventare la Storta: ho tro
vato che l'Acqua del Recipiente era divenuta.
- acra, e s'era precipitata nel fondo una Polvere
a nera, peſante, dalla quale ſeparavanſi alcuni
º" di Mercurio colativo: l'ho poſta a ſeccar
ſi; ne ho avuta mezz'oncia. Queſto è un Mer
curio diviſo da una porzione del Solfo dell'Ar
ſemico: ſarà facile il reviſicarlo per le vie con
ſuéfe
Ho- ſpezzata la Storta:
e n'è uſcito un odor
- - - º idi
-

Solfo ch'è venuto dall'Arſenico, benchè in nul


la differiſſe da quello dei Solfo commune; il ſuo
collo era ripieno di un Cinabro di vari colori, Cinabro
roſſo nella parte ſuperiore, gialliccio nel mez- di Arſe
-ao, e bianco verſo il becco, aſſai peſante i" nico e
: .. ..
- . .-
Clle
aa 8 Trattato º
tile a romperſi, ſenz'odore, inſipido al guſto:
- ha peſato in tutto un oncia e tre dramme - è
derivato dal Solfo dell'Arſenico e dal Mercu
rio del Sublimato: il Regolo di Antimonio ch'è
privo di Solfo groſſo non può avergli ſommini
ſtrato coſa alcuna: così può eſſer di nominato
Cinabro di Arſenico: Lo credo buono per la
Uſo. Tigna, meſcolato negli Unguenti ed eſterior
mente applicato. -

Eraſi attaccata al fondo e ai lati della Storta


un poco di Materia nera, ſimile alle Scorie: l'ho
diſtaccata; non fu nel peſo in tutto ſe non due
ſcrupoli. - º
Il Butirro di Regolo di Antimonio e di Orpi
mento, di cui ho parlato, non mi parve giu
ºſtamente tanto corroſivo quanto il Butirro di
º º Antimonio ordinario: ne attribuiſco la ragione
- - - - - º all'Arſenico giallo ch'è aſſai ſulfureo, il quale -
º ha in parte legate le Punte acide delle quali ha
- º l'impreſſione, e ha moderata la lorazione.
- Ho poſta in infuſione nell' Acqua tiepida,
mezz'oncia di queſto Butirro arſenicale: vi ſi è
e precipitata una Materia grigia gialliccia: l'ho
ſeparata dall'Acqua e l'ho poſta a ſeccarſi; ne
ſono reſtate tre dramme. L'Acqua nella quale
queſta Materia è ſtata in infuſione è divenuta
acida , quaſi come Spirito di Vetriuolo Filo
ſofico, o? . - - -,

º Hopoſta a diſſolverſi mezz'oncia dello ſteſſo


Butirro di Antimonio Arſenicale, in tre volte »
º altrettanto Spirito di Nitro : è ſucceduto un
grand'ebollimento: ho fatto evaporare il Liquo
. ºre: mi è reſtata una Materia ch'è molto ſimile e
- º al Bezzuarro minerale ordinario, ma è anche
-» più bianca.
. sì. - a º . -3 ; i 9,
º º Ho voluto vedere
º
sanamera"
ian
Dell'Antimonio e 2 ro
tianco invece dell'Orpimento, l'eſperienze foſ.
ſero ſimili: ho fatto diſtillare una Meſcolanza di Diſtili
lazione
mezz'oncia di Regolo di Antimonio, di mezz'
di una
oncia di Arſenico, e di due once di Subblimato ieſco
corroſivo; ne ho tratto con un fuoco mediocre,
-

lanza -
un Butirro bianco e glaciale, ho accreſciuto un di Rea
po'il fuoco ſul fine : è venuta una lieve quantità golo di
di Butirro roſſiccio: ho tolto via il Recipiente, º,i
e ne ho adattato un altro mezzo pieno di Acqua: ionio,
ho ſtimolato il fuoco ſino a far arroventare la di A,
Storta: ho trovato nel primo Recipiente ſette ſenico
dramme di Butirro cauſtico, ne ho poſta una par- traneo,
te nell'Acqua , ſi è convertita in una Polvere, e di suº
bianca ch'era ſimile alla Polvere di Algaroto,e l' blrmato
Acqua è divenuta acida, ho poſta a ſeccarſi la corroſi
Polvere dopo averla ben lavata; ha preſo un co- vo .
lor gialliccio, ma tendente molto al bianco, nel Butirro
che differiſce dalla precedente ch'era grigia, di An
gialliccia: Codeſta differenza viene veriſimil- timonio
mente dall'Arſenico bianco che contiene men arſeni
Solfo che l'Orpimento. cale
Ho poſto a diſſolverſi nello Spirito di Nitro,
un altra porzion di Butirro, tratto dall'Antimo
nio e dall'Arſenico bianco : ho fatto evaporare
la diſſoluzione ; mi è reſtata una Materia bianca
ſimile alla precedente. -

Ho trovato nel ſecondo Recipiente in fon


co all'Acqua una Polvere nera mercuriale; l'ho
ſeparata dall'Acqua ch'era inſipida, e l'ho po
ſta a ſeccarſi, ne ho avute cinque dramme e
mezza . ' -

- Ho ſpezzata la Storta; non ſe n'è alzato al- ..


cun odore di Solfo, benchè ſe ne foſſe altato s",
molto nell'altra operazione arſenicale. Ho tro- ”º ai
vata attaccata al ſuo colloun oncia e ſette dram- "ſº
me di Cinabro di Arſenico, peſante, lucente, “
- Vee

\
2 2o Trattato
vetrificato ſugli orli ſuperiori, di color grigio e
giallo rancio, meſcolato di un poco di bianco
Non eran reſtati nel fondo della Storta ſe non,
ſei grani di una Materia leggiera giallicia, vetri
ficata. - -

Mi guarderei molto dal far prender per boc


- ca alcuna di queſte preparazioni, nelle quali en
tra l'Arſenico, ma ſi potrebbe eſteriormente o
ſervirſene, come ſi è detto. -
a
Dopo aver tratti dei Butirri ovver Olj glaciali
da i Regoli di Antimonio: ho procurato trarne da .
molte altre preparazioni, che ſu queſto Minerale e
ſi fanno. - -

- º

A RT I c o L, o L I.
s . Biſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio,
.. . calcinato ſenz'addizione, e di Sublimato
r, º
- e i corroſivo.
- ºa . . . -
( EI O preſa un oncia di Antimonio calcinato e
I l ridotto in Polvere grigia, come allorche
ſe ne vuol fare del Vetro:l'ho meſcolata con due
once di Sublimato corroſivo polverizzato: ho
poſta la Meſcolanza in una Storta e ho procedu
to nella diſtillazione come ſi procede per far del
Butirro di Antimonio, ma non è caduta coſa al
cuna nel Recipiente,quantunque io abbia ſtimo
lata la Materia con un fuoco aſſai vigoroſo per
lo ſpazio di tre ore. Ho laſciata diventar fredda
la Storta e l'ho ſpezzata: n'è uſcito un vigoroſo
- odore di Solfo; ho trovato il ſuo collo affatto ri
º, c pieno di un Subimato ilritolabile, bianco qua
ºº ſi per tutto, grigio in alcuni luoghi, e un pocº
º giallo verſo la parte ſuperiore: vedevanſi "
º, nella ſua ſuperficie alcuni grani di Afgºoyivo;
- si pela
Dell'Antimonio, i1 i
peſava in tutto un oncia ſette dramme e quaran
ta due grani. Queſto Sublimato era cauſtico co
me Butirro di Antimonio,principalmente quello
che occupava l'eſtremità inferiore, e ho cono
ſciuto ch era un Butirro di Antimonio molto
ſecco e indarito di nuovo, nel qual ſi era meſco
lata una parte del Mercurio del Sublimato: per
chè il Mercurio che ſi era alzato ſul fine dell'ope
razione, avendo trovato il paſſo affatto turato,
era ſtato determinato ad aggrapparſi alla Mate
ria ſublimata, che impediva ad eſſo l'uſcita.
La volta o concavità della Storta era tappez
zata nel didentro da fuliginoſità grigie: le ho
diſtaccate e peſate; ve n'era una dramma. Era
no queſte alcune parti antimoniali ſulfuree e,
coll'impreſſione di una leggiera porzion del
Mercurio, e avevano un poco del Cinabro di
Antimonio. -

Ho trovato nel fondo della Storta una piccola


Maſſa fiſſa, peſante, grigia, riſplendente in
alcune parti, ſpumoſa nella parte ſuperiore ag
guiſa di Scorie, che peſava cinque dramme e
cinquantaquattro gràni: l'ho polverizzata e me-,
ſcolata con Tartaro e Salnitro: ho poſta in fu
ſione
Regolola di
Meſcolanza e ne ho tratti alcuni grani di
Antimonio, - - -º 'I

- Ho preſe due dramme di Butirro corroſivo


ch'era attaccato al collo della Storta; l'ho poſto
in molle in quattr'once di Acqua tiepida; è
reſtato in Maſſa ſenza ſtemperarſi.
Ho poſte due dramme dello ſteſſo Butirro in
una Caraffa, ho verſato ſopra di eſſo due volte
altrettanto Spirito di Nitro: non vi ſi è fatto
che un leggiero ebollimento, e la maggior par
te della Materia è reſtata indiſſolubile.
Ho meſcolata un oncia e tre dramme che mi
teſta»
22,2 Trattato
reſtavano di queſto Sublimato, o Butirro corro
ſivo con mezz'oncia di Antimonio calcinato in
Polvere grigia: ho poſta la Meſcolanza in diſtil
lazione, come prima per vedere ſe ne aveſſi trat
to un Butirro più diftinto e più liquido : diſtil
latonſi nel Recipiente due dramme e mezza di
un Liquor torbido, grigio, da me conoſciuto
come Butirro di Antimonio liquido meſcolato
con un poco di Argento vivo.
Ho ſpezzata la Storta: ho trovato nel ſuo col
i lo un Sublimato cauſtico, fatto nero al difuori
dall'Argento vivo, bianco al didentro, in peſo
di ſei dramme e due ſcrupoli: ho tratto anche
dal collo della Storta due dramme di Mercurio
colativo.
Ho trovato in fondo alla Storta una piccola
Maſſa riſplendente, gialliccia, coperta di belli
Aghi bianchiſſimi, che ſono fiori di Antimo
IllO, -
- - -- Ho fatte le ſteſſe preparazioni con una Meſco
Piº lana di vetro di Antimonio preparato ſenz'ad
" dizione, e di Sublimato corroſivo: hanno pro
"ſdotto coſe ſimili. . . . . . -

, Trovo dunque che nè l'Antimonio calcinato,


, nè il vetro di Antimonio ſon atti a far Butirro
, di Antimonio. Sono materie troppo ſecche e -
, , troppo ſpogliate di Solfo per ſervire a queſta
sulle operazione, nella qual è neceſſario entri una
ma, certa quantità di Materia untuoſa e ſulfurea.
gorro
ſive,

AR
Dell'Antimonio, 423
- º e - e -
- e g . . - e s , - - -

r . A R T I C Q L O L II.
-

: -

Diſtillazione di una Meſcolanza di Fegato di


Antimonio e di Sublimato corroſivo. - s
e

., - .- I ,
O polverizzato e meſcolato inſieme un on- º
1 cia e mezza di Fegato di Antimonio e due i
once di Sublimato corroſivo; ho poſta la Meſco
lanza in una Storta e l'ho fatta diſtillare nella .
maniera conſueta: ne ſono uſciti in poco tempo
col mezzo di un fuoco moderato dei Vapori
bianchi, poi alcune gocce le quali ſi ſono conge
late in Butirro; ho tolto via il Recipiente »,
quando non è più venuta coſa alcuna a quel gran
do di fuoco, e ne ho adattato un altro, mezzo
pieno d'Acqua: ho accreſciuto il fuoco fino a
far arroventare la Storta, il . . .
Ho trovato nel primo Recipiente cinque ſcru- Butirro
poli e mezzo di Butirro bianco cauſtico,e affatto tratto
ſimile a quello ch'è ſtato tratto dal Regolo di da una
Antimonio ſino a far arroventare la Storta. Meſco
Ho trovato nel ſecondo Recipiente una Mate- lanza.
ria in parte bianca, in parte grigia, e ſei dram di Fega
me e mezza di Argento vivo. La Materia bian to di dn
ca veniua da un reſiuo di Butirro di Antimonio, timonio
che non aveva potuto eſſere ſtimolato ſe non da e di Sº
un gran fuoco: aveva reſa l'Acqua del Recipien- blimato»
te acida, com'è il Liquore che ſi dimomina Spi
rito di Vetriuolo Filoſofico. Era queſta duti
que propriamente una Polvere di Algaroto. La
parte grigia era una Materia Mercuriale e ſul
furea, come ſempre ne diſtilla, allorche dopo
aver tratto il Butirro di Antimonio, ſi ſtimola il
fuoco con maggior forza per far uſcire l'Argen
to vive, o per far ſublimare il Cinabro: Ver "
; i atà
22 4 “Trattato
ſata tutta la Materia confuſamente in un feltro;
l' ho lavata, e l'ho poſta a ſeccarſi; né ho avute
due dramme, e due ſcrupoli e mezzo, la parte
bianca è reſtata in pezzetti,i ſeparata dalla par
te grigia, - -

cinabro Io " la Storta, n'è uſcito un odor di


tratto Solfo; trovato nel ſuo collo, e nella ſua volta
di asti. ºººavita tre dramme e mezza di un Cinabro
criſtallino e ſimile al Cinabro
" dinario. i ,
di Antimonio or f

i, Ho trovato in fondo alla Storta una Maſſa


mediocremente peſante nericcia, ſimile alle ,
ſcorie, che peſava un oncia meno due grani: ho
voluto provare ſe poteſſi trarne del Regolo: l'ho
polverizzata e meſcolata con ſei dramme di Tar
taro e altrettanto Salnitro: ho poſta a detonare
e a fondere la Meſcolanza in un Crogiuolo, e
allorch è divenuto freddo, ho trovato nel ſuo
fondo, cinque ſcrupoli e mezzò di un bel Regolo
..., di Antimonio, ſtellato, inviluppato da Sco
i" rie, bianche di ſopra, nere di ſotto: ho polve
dal º. rizzate le scorie, le ho poſte a bollire nell'Ac
ato di º e dopo averne feltrata la decozione, vi ho
º", verſato ſopra dell'Aceto: vi è ſucceduto un
, ebollimento di cattivo odore, e ſi è precipitato
un poco di Solfo roſſiccio: l'ho ſeparato, l'ho
lavato, e l'ho fatto ſeccarſi: non ne ho avuto
che quattro grani: ha preſo un color bruno.
Codeſta operazione moſtra che il Fegato di
Antimonio contiene molto più Solfo che il Re
golo; perchè ſe nè trae del Cinabro, e non ſe
ne può trarre del Regolo. -

s .
a

AR
Dellº asimeni, o a 25

Vl:
A R T I C O L O L III,

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio


diaforetico, e di Sublimato corroſivo.
o polverizzato e meſcolato inſieme un on
cia e mezza di Antimonio diaforetico e al
trettanto Sublimato corroſivo: ho poſta la Me
ſcolanza in diſtillazione, come nelle operazioni
precedenti: non ne ſono uſcite che alcune goc.
ce di Liquore chiaro, flemmatico, inſipido, di
cattivº odore -
Ho ſpezzata la Storta ; ho trovato attaccato
al ſuo collo tutto il Sublimato corroſivo che ave
vo adoperato nell'operazione; era ſtato alzato
dal fuoco, era un poco graſſoſo, di un bian
co ſalato, peſava un oncia e mezza, e mez
za dramma: mi parv eſſere un poco men cor
roſivo di quello era prima dell'operazione.
Ho trovato nel fondo della Storta l'Antimo.
nio diaforetico in Polvere, nella ſteſſa forma ,
che ve lo avevo poſto, ma di un color bianco,
che tendeva al giallo, e meno peſante; perchè
non ve n'era che un oncia due dramme e due
ſcrupoli. -

Vedeſi da queſta Eſperienza ch' è entrata


qualche porzione della Soſtanza dell'Antimo
mio diaforetico, nel Sublimato ch'è ſtato trova
to nel collo della Storta, ma non ve n'è ſtato,
V
º
a ſufficienza per far un Butirro.
Ho conſiderato con diligenza queſto Sublima
to; ne ho fatto diſſolvere una parte, nell'Ac
qua calda:ho diviſa la diſſoluzione in molte por
zioni: ſopra l'una ho gettate alcune gocce di Spi
rito volatile di Sale amico, vi ſi è " un
ICe
226 Trattato i
Precipitato bianco, ſopra l'altra, ho gettato
dell'Olio di Tartaro fatto per deliquio; vi ſi è
fatto un Precipitato roſſo: ſopra la terza ho ver
ſato dell'Acqua di Calcina; vi ſi è fatto un Pre
cipitato giallo; Codeſti colori che ſuccedono nel
Sublimato il qual era ſtato tratto dal collo della
Storta, non aveva molto cambiato di natura.
-

A R T I C O L O L IV -

Diſtillazione di una Meſcolanza di Bezzuarre


- minerale e di Sublimate corroſivo.
O polverizzato e meſcolato inſieme un on
cia e mezza di Bezzuarro minerale e altret
tanto Sublimato corroſivo: ho fatto diſtillare la
Meſcolanza colla Storta; non è ſcorſo nel Reci
piente altro che tre dramme di uno Spirito bian
chiccio, che aveva un Sapore acro cocente e
che tendeva all'amaro; ho verſato ſopra di eſſo
molt'Acqua; non vi è fatto alcun Precipitato.
Era queſto ſolamente uno Spirito di Nitro, uſci
to dai pori del Bezzuarro minerale.
Ho trovata nel collo della Storta, un oncia
e mezza di Sublimato corroſivo, tanto bello e
criſtallino, quant'era prima di eſſere ſtato ado
perato in queſta operazione.
Era retata in fondo della Storta una Polvere
gialla, che peſava nove dramme: l'ho poſta a
calcinarſi in un Crogiuolo: ha traſmeſſi alcuni
fummi roſſici ed ha accreſciuto il peſo di uno
ſcrupolo: codeſto accreſcimento viene dalle par
ti di fuoco che ſi ſono introdotte ne' pori dell'.
Antimonio: ho provato di reviſicare codeſta
Materia in Regolo col mezzo de Sali riduttivi;
ma non ho potuto avere l'intento e -

- - - - - ARe
Dell'Antimonio, 227

A R T 1 c o L o Lv.
Diſtillazione di una Meſcolanza di Solfo dorato
di Antimonio, e di Sublimato corroſivo.

H Ooncepolverizzato e meſcolato inſieme due


di Solfo dorato di Antimonio, e un Butirro
oncia e mezza di Sublimato corroſivo: ho poſta del Solfo
a diſtillare la Meſcolanza a fuoco graduato, dorato
-
e aſſai vigoroſo ſul fine, per far arroventare la di Anti
Storta: diſtilloſſi in primo luogo un poco di Li- monio,
quore bianchiccio, poi n'è uſcito un roſſo in -
arte chiaro,in parte un poco ſpeſſo: il tutto ha º
peſato ſette dramme: codeſto Liquore era cau- -

ſtico, ma non quanto il Butirro di Antimonio. Cinabro


Ho ſpezzata la Storta, dopo eſſere divenuta tratte
fredda: n'è uſcito un vigoroſo odore di Solfo: dal sol
ho trovato nel ſuo collo mettoncia di Cinabro, foderato
una piccola porzion del qualera roſſa come ſan- di Anti
gue, e il rimanent'era nero e ſimile ad altro monio e
Cinabro di Antimonio: ho ſeparato parimente dal su
dal collo della Storta mezz'oncia di Argento olimato.
VIVO «
Ho trovato nel fondo della Storta una Mate
ria rarefatta nera, che peſava un uncia e tre
dramme; l'ho poſta a calcinatſi : ha traſmeſſi
molti fummi, e ſi è diminuita ſette dramme: -

la Materia ha preſo un color grigio variato e Polvere


bianco e un ſapore molto ſalato, ch'è venuto di alga
da Sali di Tartaro e di Nitro reſtati nel Solfo diroto trat.
Antimonio, non oſtanti le Lozioni, che n'era- ta dal
no ſtate fatte. Solfo do
Ho poſte nell'Acqua due dramme del Liquor rato di
diſtillato; è divenuto bianco, e ſe n'è precipi Anti
tata una Polvere di Algaroto che fu da me lava: monto,
2, ta
s-
|
2 a2 Trattafo
ta e poſta a ſeccarſi ; ne ho avuti ſeſſantaſei
grani: è grigia gialliccia, di cattivº odore come
di porri arroſtiti, ne ho fatto prender ſei gra
ni, ha eccitato un leggier vomito fuori di ogni
Bez- violenza, - ».

zuarro Ho verſato ſopra il rimanente del Liquore,


Mine- dello Spirito di Nitro, vi è ſucceduto un ebol
ralefat-limento con alcuni Vapori; ne ho tratto per via
º col d'evaporazione due dramme e uno ſcrupolo di
Butirro Bezzuarro Minerale, tanto bianco quanto è
º fattº quello che ſi prepara col Butirro di Antimonio
" ordinario, ed ha delle virtù ſomiglianti.
a Anotte
monio » A R T I C O L O IL VI,

Diſtillazione di una M ſcolanza di Magi


ſterio di Antimonio, e di Subli
mato corroſivo.

O polverizzate e meſcolate inſieme due


Butirro once di Magiſterio di Antimonio e altret
ovvero tante di Sublimato corroſivo : ho proceduto
- olio gla.nella diſtillazione della Meſcolanza come nelle
ciale operazioni precedenti: non ſe ne ſon diſtillati
tratto che otto ſcrupoli di un Liquore bianco, in parte
dal Ma. denſo, in parte liquido, di un odor vigoroſo,
giſterio di un ſaporacido corroſivo: ho laſciata diventar
di Anti fredda la Storta e l'ho ſpezzata: n'è uſcito un
mento. odore viviſſimo di Solfo: ho trovato nel ſuo col
lo un Sublimato criſtallino, che peſava due on
ce, mediocremente corroſivo, di un odor in
grato, di color bianco, tendente al grigio. E'
code tra la maggior parte del Sublimato ch'era
entrato nell'operazione, la quale ſi è alzata con
una porzione del Magiſterio di Antimonio: una
piccola quantità di queſto Sublimato, itra
Bell'Antimonio, a 29

nell'eſtremità del collo della Storta era umida,


ſulfurea, roſſa, acidiſſima, fumante.
Ho trovato nel fondo della Storta una Mate
ria leggiera, bianca, parte in Maſſa, parte in
Polvere, ſenza odore, ſenza ſapor apparente e,
che peſava un oncia e mezza e trenta due gra
ni: queſta è la maggior parte del Magiſterio di
Antimonio, la quale non avendo potuto eſſer
alzata dal fuoco era reſtata, ma aveva perdu
to molto del ſuo colore; perchè ne mancava .
molto ch'ella foſſe tanto bianca, quanto è il
Magiſterio di Antimonio: l'ho calcinata con .
una Materia reduttiva; non ne ho potuto trarre
alcun Regolo,
Ho verſato nell'Acqua il Liquor diſtillato:
ſivere
è precipitata una piccoliſſima
grigia, tendente al bianco.quantità di Pol
r

/ A R T I C O L O LVII,

Piſtillazione di una Meſcolanza di Fiori biana


chi emetici di Antimonio e di Sublima
to corroſivo ,

O preſo dei Fiori di Antimonio tratti ſene


- z'addizione cogli Aludeli; ne ho meſco
lata un oncia e mezza con un oncia di Sublimato
corroſivo in polvere: ho poſto a diſtillare la Me
ſcolanza , come nelle operazioni precedenti:
non è ſcorſo nel Recipiente che mezza dramma
di un Butirro bianco e cauſtico. Ho ſtimolato ilsatira
fuoco aſſai vigoroſamente ſul fine; eſſendo poi tratta
divenuta fredda la Storta, l'ho ſpezzata; ho da'Fio
trovato attaccata al ſuo collo una ſpecie di Ci- ri di
nabro, o di Sublimato grigio e nero, in alcune Anti
parti riſplendente, un poco umido e graſſoſo monia v

3 - º nell'
- e
23e Trattato
nell'eſtremità inferiore, cauſtico e che aveva un
poco del Butirro di Antimonio ordinario, ma
di cattivº odore che peſava un oncia,
Ho trovato in fondo alla Storta una Mate
ria rarefatta, grigia, bianchiccia, che peſava
polvere undici dramme: -

, ai . Ho poſto dell'Acqua ſopra il Butirro: ſi è ri


garoto dotto in una Polvere bianca, l'ho lavata, e l'ho
tratta, poſta a ſeccarſi; non me ne ſono reſtati che ſei
da Fro grani: è aſſai bianca e farinoſa come il Magi
ri di ſterio di Antimonio; tuttavia è una ſpecie di
Anti Polvere di Algaroto, -

monio. Ho meſcolata la Materia grigia con un Sal re


duttivo, e l'ha poſta in fuſione con un gran ,
Regolo fuoco; non ne ho tratti che ſei grani di Regolo:
ratto i Fiori che ho adoperati in queſta operazione,
da Fio- e non ſono che la parte più volatile e la più ſul
ri bian- furea dell'Antimonio, non poſſono racchiude
chi
Antia
di re molto Regolo. -

ºgna 10 e A R T I C o L O Lv I I I. -

Diſtillazione di una Meſcolanza di Fiori roſſi di


Antimonio e di Sublimato corroſivo e

O meſcolate due otice di Fiori roſſi di An


timonio con altrettante di Sublimato cor
olio roſivo, polverizzato, ho poſta a diſtillare la
ov, Meſcolanza
patire in come
primo luogo nelle
ne ho operazioni
tratta col mezzoprecedenti:
di un fuo
tratto comediocre, un oncia di Liquor roſſiccio ch'è
2, rio. un liquidiſſimo Butirro di Antimonio, ha ſtra
ri roſſi ſcinata ſeco qualche leggiera 'intura da Fiori:
di n. ho cambiato Recipiente, e ho accreſciuto il
timo fuoco: ſon uſcite dieci draminte di Argento vi
nie vo: ho laſciati diventar freddi i Vaſi, e º "-
- - - 2tà
-
Dellº Antinorio e 23r
rata la Storta.
dramma -
Ho trovato
di Cinabro
- --
nel ſuo collo euna
nero e riſplendente, - nel liina
Ad

fondo una Materia nera aſſai fiſſa, ſalda, cri- tratto

ſtallina e riſplendente, quaſi come Regolo di "gio.


Antimonio, che peſava un oncia e mezza: i ſe
l'ho polverizzata e meſcolata con un peſo egua- , ai
le di Tartaro e di Salnitro; ho poſta la Meſco- timo
lanna in fuſione col fuoco, ne ho tratte due s no.
ſi di amme di Regolo. Queſta Eſperienza moſtra
che quando ſi fanno i Fiori roſſi di Antimonio
il Sale Armeniaco non porta via ſolamente le Regolo
parti ſolforate di Antimonio, ma fa parimente fattº
fublimare le regoline. da fio:
Ho verſato il Liquor roſſiccio, ovvero il Bu.ri roſſidi
tirro di Antimonio nell'Acqua: ha fatto un Lat- Anti
te, e ſe n'è precipitata una Polvere grigia ce- ººººº
americcia, ch'è una ſpecie di Polvere di Algaro.
to: l'Acqua nella quale è ſtata in molle, è dive- psive
nuta acida, come ſuol eſſere lo Spirito di Ve- , ,
triuolo Filoſofico: ho lavata la Polvere; e l'ho Alga
poſta a ſeccarſi; ne ho avute tre dramme. E ,
vomitiva come ſono i fiori roſſi di Anti- tratta,
monio. da'Fio
- ri roſſi
A R T I C O L O LIX. - - di Ane
- timo
Diſtillazione di una Meſcolanza di Fiori di mio,
Regolo di Antimonio, e di subli
mato corroſivo,

Hº polverizzate e meſcolate inſieme ſei


dramme di Fiori di Regolo di Antimo
mio, e un oncia e mezza di Sublimato corro
ſivo: ho poſta a diſtillare la Meſcolanza come s
nelle operazioni precedenti; ho trovata nel Re
cipiente una Materia dura, glaciale, bianca, ſi
- - P 4 ITI i
2 34 "Trattare
Butirro
9g oey
mile al Butirro di Antimonio ordinario; ma
Olio
meno cauſtica, che peſava ſei dramme, di un
amaro e acriſſimo ſapore. Ne ho poſta in mol
glaeia le una parte nell'Acqua calda, non ſe n'è ſepa
le trat
2e da' rata e precipitata che una leggiera porzione di
1. iori
Polvere bianchiſſima, farinoſa, e ſimile al Ma
bianchi gifterio di Antimonio: tutto il rimanente è re
ſtato duro come Pietra . -

di Re
golo di Ho meſcolata un altra porzione della ſteſſa
Anti Materia ch'era nel Recipiente, collo Spirito di
monio, Nitro: non vi è ſucceduto alcun ebollimento,
nè alcuna diſſoluzione.
Ho ſpezzata la Storta ; ho trovato nel ſuo
collo ſei dramme e mezza di un Sublimato bian
co, grigio e giallo; mediocremente corroſivo:
codeſta è una parte del Sublimato che avevo
adoperato in queſta operazione s parte la quale
ha ricevuta l'impreſſione da'Fiori di Antimo
nio, e ſi è alzata; ma ſenza potere ſcorrere e
nel Recipiente , per difetto di Liquor anti
moniale.
Ho trovato nel fondo della Storta una Maſſa
leggiera, grigia o bianchiccia intorno intorno,
gialla nel mezzo, che peſava cinque dramme e
uno ſcrupolo: l'ho meſcolata con un Sal redut
tivo, e l'ho poſta in fuſione col fuoco, per ve
dere ſe aveſſi potuto farla ritornar in Regolo;
ma inutilmente; non ſe n'è veduto.
Dell'Antimonio, a 33

a RT 1 c o L o Lx.
pitillain di una Mºſtranze di cine
! bro di Antimonio e di Sublimato
. - - corroſivo,

O polverizzate e meſcolate inſieme un


oncia e mezza di Cinabro di Antimo
mio, e ſei dramme di Sublimato corroſivo: ho
f" Meſcolanza in diftillazione, come nel
e operazioni precedenti i diſtillaronſi ſolamen
te due ſcrupoli di un Liquore, torbido, giallic- olio
cio: v'ho poſta ſopra de l'Acqua; vi ſi è pre- tratto
cipitata una Polvere di Algaroto, e vi ſi è fat- da ana
to dello Spirito di Vetriuolo Filoſofico: ho la Meſeo
vata la Polvere, e l'ho poſta a ſeccarſi ; ne tanza.
ho avuti dieci grani: è grigia e più graſſoſa nel dr Cie
v toccarla ehe la Polvere di Algaroto ordinaria; nebre
parvemi ancora che aveſſe minor forza emetica, di Aº
perchè ne ho fatto prendere ſei grani, i quali time
non Non
hanno
haprodotto che una leggiera evacuazio-
che da º º
ne. potuto dirivar queſta Polvere Sublie
una porzione del Solfo del Cinabro di Antimo- ºººº
nio, ch'è ſtata penetrata da alcuni Acidi del ºrrº
Sublimato, e ſpinta dal fuoco nel Recipiente, º
Ho ſpezzata la Storta, ho trovati nel ſuo col- iº"
lo otto ſcrupoli di Mercurio colativo, e un oi di Al
cia e cinque dramme di Cinabro nero e meſco º
lato di roſſo ordinario,
Antimonio quaſi per tutto comeverſo
eccetto il Cinabro di
il becco, i
i te

ov'era grigio: non ſono reſtati nel fondo della "i


Storta, ſe non due ſcrupoli di una Polvere leg- i
iera grigia bruna - E'codeſta una porzione ,
el Solfo più groſſo del Cinabro di Antimonio, sin.
Benchè il Sublimate corroſivo, sa è entrato -

Rià
234 "Trattato
in queſta operazione, abbia depoſta una parte
de'ſuoi Acidi e della ſua forza, nel poco Butir
ro o Liquore che ha diſtillato, e quello che
l
glieh'è reſtato , ſia ſtato ancora conſiderabil
mente indolcito dal Cinabro di Antimonio, col
quale ſi è intimamente meſcolato e ſublimato
nel collo della Storta: non ho tuttavia voluto
farne prender per bocca, ſenz'averlo ancora più
dolcificato. A codeſto fine ho polverizzato ſot
tilmente tutto il Sublimato ovvero il Cinabro
che avevo tratto dal collo della Storta: la Pol
vere è ſtata di color roſſo bruno; vi ho meſco
lato in un Mortaio di marmo tanto Mercurio
crudo, quanto ne ha potuto aſſorbire ovver
eſtinguere,ma non ve n'è entrata che una dram
ma; ho poſto il Meſcuglio in un piccol Matrac
cio, e l'ho ſtimolato con un fuoco graduato,
accreſcendolo vigoroſiſſimamente ſul fine; tutta
la Materia ſi è i" traſmettendo dei fum
mi neri; ho laſciato diventar freddo il Vaſo e
l'ho ſpezzato: il sublimato ſi è ridotto da ſe
ſteſſo in una Polvere nera, che peſava un oncia
e tre dramme, aſſai ſimile all' Etiop Minerale,
di cui ho fatta la deſcrizione nel mio Trattato di
Chimica, ſenza odore e ſenza ſapore: ſe ne ſo
no ſeparati alcuni grani di Mercurio crudo. Ho
dati dieci grani di queſta Polvere per bocca;non
ha prodotto alcun effetto ſenſibile: ma dev'eſſer
buona per le Malattie Veneree, come l'altre
preparazioni di Mercurio. -

Dopo aver trattato delle Diſtillazioni dell'An


timonio col Sublimato corroſivo; ho creduto eſſer
coſa a propoſito l'eſaminar quelle che ſi poſſono
fare dell'Antimonio meſcolato con altre prepara -
zioni di Mercurio,
e

AR
- Dell'Antimonio, º 235
A R T I C O L O LXf. º

i Diſtillazione di una Meſcolanza di Anti


monio crudo e di Sublima
- - - to dolce e -

- - - Cinabro
Hºoncepolverizzate e meſcolate inſieme due tratto
di Antimonio crudo e altrettante di da una
Sublimato dolce; ho poſto a diſtillare il Meſcu- Meſeo
glio come nelle operazioni precedenti; corſe s lanz da
nel Recipiente un Liquore il quale ſi è conden- di An
ſato in una Materia di color bruno roſſiccio che timonio
peſava ſei dramme e due ſcrupoli, ho cambiato e di sub
il Recipiente, e accreſciuto il fuoco, diſtilla- limatº
Aronſi dieci dramme di Mercurio colativo, ºººº
Ho ſpezzata la Storta, allorchè divenuta º Butirre
fredda; n'è uſcito un odore di Solfo; ho ſtacca- "
.te dal ſuo collo tre once di un Cinabro, affatto "
ſimile al cinabro di Antimonio, fatto col me i
- - - - mt fa
todo ordinario. Ho trovato nel fondo della . , e
Storta una Maſſa nera, che peſava un oncia, tre ,
dramme e due ſcrupoli e ne ho tratte col meto- ,-
do ordinario tre dramme di belliſſimo Regolo, ea
- di Antimonio, e le Scorie mi hanno ſommini- polvere
ſtrato un Solfo dorato. di Ala

- Ho attentamente conſiderata la Materia di-garet,


ſtillata nel primo Recipiente: ho trovato ch'era tratta,
un Butirro di Antimonio, ma ch'era merio co- dall'
cente di quello ch'è ſtato fatto col Sublimato Anti
corroſivo. Ne ho poſte tre dramme in infuſione monio
tell'Acqua: il Butirro ſi è precipitato in una diſtilla
- Polvere bianca, e l'Acqua è divenuta acidai to col
IIo lavata la Polvere, e l'ho poſta a ſeccarſi; subli
ne ho avuta una dramma e dieci grani : ella - mato
è men bianca che la Polvere di asso" dolce.
le
234 Trattafo
dinaria, e mi parve anche un poco meno
Emetica. -

Sopra il rimanente del Putirro, he verſato


appoco appoco tre volte altrettanto Spirito di
Nitro; vi è ſucceduto un grand'ebollimento e
una gran diſsoluzione con alcuni Vapori roſſi:
, Bezzaar ho poſto ad evaporar il Liquore; mi ſono reſta
9o protºee
raie, º º dramme di un Bezzuarro Minerale biane
, chiſſimo, e affatto ſimile al Bezzuarro Minera,
dai gu- le ordinario. -

ir, di ... Da codeſta Diſtillazione, ſi vede che gli Aci


Anti di i quali ſono reſtati nel Sublimato dolce,
monio quantunque ſpuntati o rintuzzati dal Mercurio,
fatto colº dalle reiterate ſublimazioni, ſono per anche
subli- capaci di molt'azione: perchè la vigoroſa aci
mato dità del Butirro, che ho tratto, non può venire
dolce, che dal Sublimato dolce; ma è molto veriſimi
le che le proporzioni da me oſſervate riſpetto
alla quantità delle Materie, non fieno tanto giu
ſte quanto potrebbon eſſere: perchè quantun
que d'ordinario ſi adoprino parti eguali di Su
blindato corroſivo e d'Antimonio crudo quan
do ſi vuol trarre il Butirro dall'Antimonio;
non dev'eſſer quì affatto lo ſteſſo, perchè il Su
blimato dolce contien molto men partiacide che
il Sublimato corroſivo; e queſti Acidi ſon an
che rintuzzati, come si è detto. E' dunque be
Attra ne l'adoperare più Sublimato dolce che Anti
rigina-monio, quando ſi vuol fare queſta diſtillazone.
2, A queſto ho avuto mira nell' operazione ſe
dell'An guente - , . -

,i, Ho polverizzato e meſcolato inſieme un on


, cia e mezza di Antimonio e tre ence di Subli
, sa- mato dolce: ho poſta la Meſcolanza in diſtilla
timato zione, come nelle operazioni precedenti ; ſi è
dolce. diſtillata un oncia di Butirro men bruno che il
- pre
Dell' Antimonio, 237
precedente; ma un poco più vigoroſo, e molto Butirro
ſimile al Butirro ordinario di Antimonio; ne ho tratte
fatto della Polvere di Algaroto e del Bezzuar- dall'Ana
ro Minerale tanto bianco quanto quelli che co- timonie
munemente ſi fanno, e colle medeſime lorqua- e dal Sº
lità, ho cambiato Recipiente, e ho ſtimolato ºlimate
più vigoroſamente il fuoco ſotto la Storta; n'è dºlce
uſcita un oncia di Mercurio colatiuo. Polvere
Allorchè la storta è divenuta fredda, l'ho di 4"
ſpezvata; ha traſmeſſo un grand'odore di Sol- gººº.
ſo: ho trovato attaccato al collo un oncia e tre º º
dramme di Cinabro, affatto ſimile al preceden- º
te: ho trovato nel fondo una Maſſa nera, che º
peſava ſette dramme; l'ho poſta in fuſione con i b º
i": ro,
un Sal reduttivo, non ne ho tratto che due ſcru-
poli di Regolo; le scorie hanno ſomminiſtrato" ntre
un Solfo dorato. . . ",
E'coſa facile il vedere che queſt'ultima ope, " s.
razione è da preferirſi alla precedente, perchè in i,
oltre il trarſene più Butirro e più Cinabro di ,
Antimonio, il Butirro è più bello, più pur
ro, più cauſtico e più atto per far della Pol
vere di Algaroto e del Bezzuarro Minerale.
Ho fatto ancora delle diſtillazioni di varie »
Meſcolanze di Antimonio crudo e di Sublima
to dolce; ma non ne ho trovata la più perfetta
di quella, nella quale ho adoperato una par- -

te di Antimonio, e due parti di Sublimate


dolce e

AR
238 Trattato

- A R T I C C) L O L XII, ra

Diſtillazione di una Meſcolanza del Regola


di Antimonio, e del Suàli.
mato dolce,

Eutirrº o polverizzato e meſcolato inſieme un on


e 9 vero cia di Regolo ordinario di Antimonio, e
oliogia.tre once di sublimato dolce: ho poſta la Meſ
ciale , colanza in diſtillazione, come nelle operazio
tratta ni precedenti: n'è uſcito con ua fuoco medio
dalla cre, un oncia e una dramma di Batirro, parte
Meſco- grigio, parte bianco e parte roſſiccio, in ſom
lanza di mo corroſivo. Ho cambiato Recipiente e ho fat
Kegolo to diſtillare il Mercurio colativo; nè ho avute
di Anti- due once e due dramme; era accompagnato
monio e da una leggiera quantità di Polvere nera ſul
di Su furea. - -

ºlimate Ho ſpezzata la Storta allorch'è giunta ad eſ.


delee ſer fredda: vi ho trovata nel fondo una Materia
aſſai ſalda, grigia, che peſava mezz'oncia, co
perta di bianchiſſimi Fiori, ſimili a quelli che
ſi traggono dal Regolo di Antimonio: ve n'era
Polvere uno ſcrupolo. Ho poſta in fuſione col fuoco, la
di Alga- mezz'oncia di Materia grigia; ſi è ridotta in
roto trat Regolo, e peſava due dramme e mezza: ho po
ta dal ſta nell'Acqua una porzione del Butirro, e ne
Negolo ho tratta della Polvere di Algaroto della ſteſſa
di Anti natura colla comune.
ºonio e E' ben l'avvertire che nelle diſtillazioni, del
dal su le quali ho parlato, e che propriamente ſono
- blimato ſtate prove, mi ſono più appigliato alla quan
delee - tità del Butirro che potevaſi da me trarre da una
Meſcolanza, di quello Io mi ſia appigliato alla
bianchezza; ma ſi può col governare e issis
- 1
Dell'Antimonio, 239
il fuoco dolcemente, far del Butirro di Anti
monio, tanto bianco e tanto perfetto quan
to quello ch'è ſtato preparato col Sublimato
corroſivo. - -

Nel rimanente coloro i quali hanno avver


ſione al Sublimato corroſivo nelle preparazioni
che adopranſi in Medicina per bocca, vorran
forſe piuttoſto la Polvere di Algaroto, e il Bez
zuarto minerale, de'quali ho parlato, che ſo
no fatte col Sublimato dolce, che quelli che ſi
preparano nella maniera ordinaria col Sublima
to corroſivo, º , i
-
º

A R T 1 c o L o Lx II 1.
Diſtillazione di una Meſcolanza di Regolo
di Antimonio, e di Panacea
Mercuriale.

Hºtimonio
polverizzata un oncia di Regolo di An
ordinario: l'ho meſcolata con
tre once di Panacea Mercuriale : ho poſto a di- .
ſtillare le Meſcolanza, come nelle operazioni Butirro
precedenti; ne ſon uſcite ſette dramme di un ovvero
Butirro bianco e corroſivo, quaſi ſimile a quel-oliogla.
lo ch'è ſtato tratto dalla Meſcolanza del Regolo ciale ,
di Antimonio e del sublimato dolce: ho cam- tratto
biato Recipiente e ho accreſciuto il fuoco per dal Re
far diſtillare il Mercurio colativo: ne ſono uſci-golo di
te due once e mezza con un poco di Materia ſul Anti-.
furea nericcia. - monio e
Ho ſpezzata la Storta: vi ho trovato nel fon- dalla
do, una piccola Maſſa di Regolo di Antimo Panacea
mio; che peſava trè dramme e due ſcrupoli, mercu
coperta di una leggiera quantità di Fiori riale -
bianchi, -
-
i

E' -
vs - e
v s4e Trattato
E' da oſſervarſi che ho tratto men Butirro e
più Argento vivo dalla Meſcolanza del Regolo
di Antimonio e della Panacea, di quello ne ho
tratto dalla Meſcolanza del medeſimo Regolo
e del Sublimato dolce. Di ciò è la ragione, che
eſſendo la Panacea ſtata ſublimata aſſai più vol
te che il Sublimato dolce, ha perdute più de'
ſuoi Acidi, e non è per conſeguenza più in iſta
to di far tanto Butirro ; perchè il Butirro non
i"
vien che a proporzione degli Acidi,
i quali penetrano l' Antimonio. Per quello ri
f" la quantità del Mercurio colativo, che
i trae dall'una e dall'altra operazione dev'eſ.
ſere maggiore in queſta, perchè nella Panacea,
ſi ritrovan gli acidi in minor copia, perchè il
Sublimato dolce e la Panacea non ſono compo
ſti che di Mercurio e di Acidi.
E' coſa ſtupenda che nella Panacea Mercu
riale, eh'è ſtata indolcita con tante prepara
zioni, ſi trovi ancora un Acido corroſivo; per
chè il Butirro ch'è ſtato tratto colla noſtra ul
tima operazione, non può avere la ſua corroſio
ne ſe non dagli Acidi che ha preſi dalla Panacea.
I medeſimi Acidi verifimilmente ſon quelli, i
quali fanno che la Panacea Mercuriale ecciti fo
- vente una leggera purgazione per diſotto a co
º loro che cominciano a prenderne. Il sublimato
di Alsº dolce produce queſto effetto più comunemente,
", e con un poco più di vigore, perchè è caricato
re i di queſti Acidi:
º". - - - -

Ho ſeparato il Butirro di Antimonie in due


monio e º eguali; ſopra l'una ho verſate ſei once di
" Aequa tiepida i vi ſi è precipitata una Polvere
di Algaroto aſſai bianca, e l'Acqua è divenuta
conſiderabilmente acida, e quaſi quanto lo Spi
riale, sito di Vetriuolo Filoſofico ordinario; ho lava
13)
Dell' Antimenio o 241
ta la Polvere, e l'ho poſta a ſeccarſi: ve ne ſo
no ſtate due dramme: è bella, bianca, e della
ſteſſa natura con quella che ſi prepara col me
todo conſueto; per lo meno non vi ho oſſerva
ta alcuna differenza.
Ho poſto appoco appoco ſopra l'altra por
zione di Butirro di Antimonio, tre volte i"
trettanto Spirito di Nitre: vi è ſucceduto un i
grand'ebollimento e una grande diſsoluzione: i
ne ho poi fatto del Bezzuarro minerale, tanto siairro
bello e buono quanto il commune: ve ne furo- ,
no tre dramme. dal Re

A R T I C O L O
-

LX I V.
golo,
dalla
e
- - ,. . . . . Panacea
Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio merci,
crudo, e di Mercurio precipi- i rtale e
tato bianco,

O polverizzate e meſcolate inſieme tre on- , . .


H ce di Antimonio crudo e altrettanto Mer- Butirro
curio precipitato bianco: ho poſta la Meſcolan- ºrº
za in una Storta, e l'ho fatta diſtillare con fuo-dºº ºº.
-

co graduato: è colato nel Recipiente un Li golo d'


Anti
quore che ſi è interamente condenſato e indu monio e
rito in una Materia ſecca, bianca, la quaie pe.
ſava mezz'oncia e mezza dramma, d'un ſapore dal Pre
molto acro e acido - Ne ho gettato una parte cipitato
nell'Acqua; ſi è ridotta in una Polvere ſimile ebianco,
la Pol
al Magiſtero d'Antimonio: è codeſta una ſpecie vere d'
di Polvere d'Algaroto.
Ho poſta l'altra parte del Butirro di Antimo Algaro,
nio nello Spirito di Nitro: ha ſcroſciato, ma
leggiermente e ſi è diſsoluta : Ne ho fatto del Bezzuar
Bezzuarro minerale coll'evaporazione dell'urni-romine.
dità nella maniera ordinaria. - rale:
Q- Do
2,42 - Trattato
Dopo la diſtillazion del Butirro, ho cambia
toil Recipiente, e ne ho adattato uno, mez
zo ripieno di Acqua: ho accreſciuto il fuoco
ſotto la Storta ſino a farla arroventare; poi
l'ho laſciata divenir fredda: ho trovato nel Re
Cinabro cipiente nove dramme d'Argento vivo.
Ho ſpezzata la Storta : eraſi attaccato al ſuo
dal Re,
collo, del Cinabro d' Antimonio: l'ho diſtac.
golo di cato e peſato: ve n'erano tre dramme e uno
anti ſcrupolo: ho trovato nel fondo dello ſteſſo Va
monio ſo una Maſſa fiſſa, nera, che peſava tredici
d dramme e mezza: l'ho meſcolata col Tartaro e
Precipi- col Salnitro, e ne ho tratte col mezzo della fu
tato ſione, due dramme di Regolo d'Antimonio.
Da queſta operazione ſi vede che ſi può trarre
- un Butirro cauſtico ovver Qlio glaciale dalla
Meſcolanza dell'Antimonio e del Precipitato
bianco; ho voluto provare ſe mi foſſe riuſcito
il trarre altrettanto Butirro, adoperando pro
Altra porzioni diverſe degli ſteſſi ingredienti.
diſtil. Ho polverizzato e meſcolato inſieme un on
lazione cia di Antimonio crudo e due once di Mercu
d' una rio precipitato bianco i ho poſta a diſtillare -
Meſco- la Meſcolanza come nelle operazioni preceden
lanza ti: ſono colate nel Recipiente col mezzo d'un
d' Aoti- fuoco mediocre tre dramme e mezza di Butirro
monio d'Antimonio, tanto bianco quanto quello che
crudo e ſi trae col metodo conſueto: Ho accreſciuto un
di Mer- po'il fuoco; è uſcita ancora una dramma di que
fºtº ſto Butirro: ma aveva un color bruno: ho cam
Preº- biato il Recipiente, e ho accreſciuto aſſai rigo
Piº roſamente il fuoco, per far diſtillare il Mercurio
ºia ºrº colativo, e alzare il Cinabro; eſſendo poi dive
Butirro nuti freddi i Vaſi, ho trovato nel Recipiente
"7 nove dramme d'Argento vivo. -

che ſe Ho ſpezzata la Storta, e ho diſtaccato dal


ne trae. - ſuo
Dell'Antimonio, 243
ſuo collo cinque dramme e mezza di Cinabro cinabro
d'Antimonio: era reſtata nel fondo una Maſ- tratto
ſa nera, che peſava mezz'oncia e uno ſcrupo- dall'An.
lo: ne ho tratto co mezzi ordinari ſeſſantadue timonio
grani di Regolo d'Antimonio. e dal
Con una porzione del Butirro ch'è ſtato di- Preci
ſtillato nel primo Recipiente, ho fatto della pitato
Polvere d'Algaroto, la quale mi parve men bianco.
vomitiva di quella
todo conſueto. Lech'è ſtataerano
Lozioni preparata col me ºolvere
conſiderabile
mente acide e quaſi come quelle del Butirro di foto
Antimonio comune.
ººsº o

L'altra porzion del Butirro mi ha ſervito per


far del Bezzuarro minerale: vi ho verſato ſo
pra tre volte altrettanto Spirito di Nitro: non
vi è ſucceduto che un leggiero ebollimento e un
mediocre calore, ho fatto evaporare l'umidità
della Meſcolanza per terminare l'operazione:
queſto Bezzuarro minerale era bianco e ſimile a
quello che d'ordinario vien fatto.
Le proporzioni che ho oſſervate in queſta ul
tima operazione, per gl'Ingredienti che v'en
trano, mi ſembrano migliori.
Come vi ſono molte e varie maniere di pre- Di qual
parare il Mercurio precipitato bianco, deſcrit- natura
te dagli Autori, è bene il dar quì avvertimen- ſia il
to, che mi ſono ſervito in queſte due diſtilla- Mercu
zioni d'una preparazione comune, che trove- ris pre
raffi nel mio Corſo di Chimica, a carte 2 15. cipitato
Ella non conſiſte che nel diſſolvere il Mercu- bianco,
rio nello Spirito di Nitro: poi nel farlo preci- che ho
pitare in primo luogo coll'Acqua ſalata, e poi adope
collo Spirito volatile di Sale armoniaco. Si rato -
lava codeſto Precipitato quando è ſtato ſepa:
rato; ma non ſi può impedire che non vi reſti
una impreſſione del diſſolvente e de' Sali preci
Q- º pitan
i 244 Trattato
i pitanti, che vi fanno come la Materia d'un Ac
qua regia . Queſta impreſſione ha cagionato
- nelle noſtre dittillazioni di Butirro d'Antimo
mio alcune circoſtanze diverſe da quelle degli
º altri, e da me ſaranno notate nell'Articolo ſo
guente. - -

A R T I C O L O L X V.

- - - Diſtillazione di una Meſcolanza di Regole di


- - Antimonio e di Mercurio preci
- pitato bianco.
- O polverizzato e meſcolato inſieme un on
Butirro cia di Regolo d'Antimonio e tre once di
i" Mercurio precipitato bianco: ho poſto a diſtil
cia i" lare la Meſcolanza come nelle operazioni pre
tratto cedenti: ne ſono uſcite col mezzo di un fuoco
dal Re- mediocre ſei dramme e due ſcrupoli di un Bu
tirro bianchiccio, che tendeva un poco al gial
golo di lo, molt'acido, ma un poco meno eocente,
-

i. del Butirro d'Antimonio ordinario: Ho cam


giº, biato il Recipiente, e con fuoco più vigoroſo
cipitato ho fatto diſtillare due once e due dramme di
biane, Mercurio colative accompagnato da un poco
di Materia grigia fulfurea.
Ho ſpezzata la Storta; ho trovato nel ſuo
- . fondo una Maſſa rarefatta, leggiera, nera ,
lucente, che peſava mezz'oncia e un ſcrupo
lo; ne ho tratto una dramma e mezza di Re
- golo d'Antimonio. . -.

-- - -- Ho fatto col Butirro d'Antimonio tratto con


queſt'ultima operazione, della Polvere di Al -

garoto, bianca come la comune; ma un pò più


farinoſa. - - ;
Trovo quì molte coſe degne di oſſervazio
- - .
-
- lº
- ne »
-
pell'Antimohio. 2 45 :
ne. La prima, che i Butirri fatti coll'Antimo
nio e col Precipitato bianco, non ſono giuſta
mente sì cauſtici, come quelli che ſi prepa-,
rano nella maniera ordinaria coll'Antimonio
e col Sublimato corroſivo. La ragion è, che se
quando ſi fà il Precipitato bianco, non ſi re-.
ſta contento di verſar dell'Acqua ſalata ſopra -
la diſſoluzione del Mercurio, per fare la pre
cipitazione: Vi ſi aggiugne dello Spirito vo
latile di Sale armoniaco , come s'è detto,
queſto Spirito eſſendo ripieno d'un Sal Alca- ,
lì, rintuzza o rompe il più ſottile delle Pan
te del Diſſolvente: coſicchè le priva d'una par
te della lor corroſione; dove che nel Butirro d'
Antimonio preparato col Sublimato corroſivo,
le Punte del Sale e del Vetriuolo ſono anco
i º ra nel lor eſſere affatto, e per conſeguenza
più in iſtato di operare.
La ſeconda cſſervazione è , che il Butirro
tratto dall'Antimonio e dal Precipitato bian
co ſcroſcia aſſai meno collo Spirito di Nitro,
di quello fa quello ch'è ſtato tratto dall'Anti
monio e dal Sublimato corroſivo. La ragion .
è, che nel Precipitato bianco, ſi ſon trovati
dello Spirito di Nitro e del Sal Marino , i
quali avendo fatta inſieme una ſpecie di Ac
qua regia , l'Antimonio ne ha dovuto eſſere
penetrato più profondamente, di quello l'è d'
ordinario, dagli Spiriti di Sale e di Vetriuo
lo, i quali entrano nella compoſizione del Su
blimato corroſivo . Or comc l' Antimonio è
ſtate penetrato in molte delle ſue parti nei
noſtro Buttirro, lo Spirito di Nitro che vi è
ſopra verſato , non può cecitarvi un aſſai
gran moto; perchè l'ebolimento più o men.
forte, in queſte occaſioni ſuccede, ſecondo
Q 3 che
246 Trattato
che lo Spirito di Nitro trova più o men re.
ſiſtenza , o Materia di Antimonio da eſſere
diſſoluta,
La terza oſſervazione è che la polvere d'
Algaroto tratta da queſto Butirro di Antimo
mio, è più farinoſa che la comune . La ra
gion è , che le parti antimoniali ſono ſtate
più aſſottigliate in queſto che nell'altro Bue
tirro, poichè ſono ſtate penetrate più adden
tro. Queſto è anche ciò che gli ſomminiſtra
una ſomiglianza col Magiſterio d'Antimonio:
perchè queſto Magiſterio è un Antimonio diſ,
ſoluto dall'Acqua regia e poi precipitato. Per
le ſteſſe ragioni queſta Polvere di Algaroto,
tratta dall'Antimonio e dal Precipitato bian
co, è parimente men vomitiva che la comu
ne; perch'eſſendo ſtato l'Antimonio più pe. -

netrato , è più carico di Acido , più fiſſo e


meno in iſtato di far delle ſcoſſe nel ventri.
colo, per eccitare il vomito,
A RT 1 c o L o Lxvi.
Diftillazione di una Meſcolanza di Antimonio e
di Precipitato roſſo, \
v
v

O polverizzate e meſcolate inſieme due


once di Antimonio crudo e altrettanto
Mercurio precipitato roſſo ordinario, deſcrit
to nel mio Corſo di Chimica, a carte 1 2 3. ho
poſto a diſtillare la meſcolanza come nelle ope
razioni precedenti; non ne ſono uſcite con un
fuoco mediocre ſe non due gocce di un Li.
quore chiaro acidiſſimo, il quale propriamen
te non era che una porzione di Spirito di Ni
tro, reſtata nel Precipitato roſſo: ho ſtimola
to
Dell'Antimonio, 247
to più vigoroſamente il fuoco : è paſſata nel
Recipiente un oncia e cinque dramme di Mer.
curio eolativo, accompagnato da sma dram
ma di Materia nericcia, che ho riconoſciuta
eſſere del Cinabro di Antimonio, »

Ho laſciati diventar freddi i Vaſi, e ho.


ſpezzata la Storta: n'è uſcito un odore forte,
di Solfo : ho trovati attaccati alla ſua volta
o concavità e al ſuo collo due ſcrupoli e mez.
zo di Cinabro d'Antimonio, e nel fondo una
Maſſa fiſſa, nera, che peſava un oncia e ſet
te dramme: è codeſta un'Antimonio ſpoglia
to di una porzione di Solſo groſſo, e che può
eſſere adoperato in ogni altra operazione.
a R T 1 c o L o 1xvii.
Piſtillazione di una Meſcolanza di Regolo di
Antimonio e di Precipi
tato roſſo,
- º -

Opolverizzate e meſcolate inſieme due ,


once di Regolo di Antimonio, e quat
tronce di Precipitato roſſo ordinario: ho po.
ſta la Meſcolanza in diſtillazione con fuoco
mediocre; ma non n'è uſcita coſa alcuna: ho
accreſciuto il fuoco appoco appoco, ſino ad
arroventare la Storta: ſono allora paſſati nel
Recipiente dei Vapori roſſicci, i quali ſi ſon .
eondenſati: ho fatto continuare il fuoco, fin.
attinto che non è più uſcita coſa alcuna, poi
ho laſciati divenir freddi i Vaſi: ho trovato
nel Recipiente due once d'una Materia grigia,
e in alcune parti roſſiccia, aſſai peſante, inſi
pida al guſto, e diciotto dramme di Mercurio
colativo. -

- Q 4 FIo
2 A8 Trattato
Ho ſpezzata la Storta; ho trovate attacca
te alla ſua volta a cavità e al ſuo collo ſet
te dramme di Fiori bianchi inſipidi e ſimili a
quelli che ſi traggono dal Regolo di Antimo
Rio, ſolo: era reſtata in fondo alla Storta una
Maſſa grigia, gialliccia e nera, in alcune par
ti riſplendente, che peſava ſei dramme; ne ho
tratte col mezzo della fuſione tre dramme di
Regolo di Antimonio. -

Ho attentamente conſiderata la Materia ,


contenuta nel Recipiente ; ne ho lavata una
parte coll' Acqua comune : Ne ho ſeparato un
poco di Mercurio colativo, e il rimanente ſi è
ridotto in una polvere grigia antimoniale. -
Ho poſta un altra parte della ſteſſa Materia
nello Spirito di Nitro: ſubito vi ſon ſucceduti
ebollimento e diſſoluzione.
Iſo meſcolata un altra parte della ſteſſa Ma
teria con Sale di Tartaro ; ho poſta la Meſ
colanza dentro una Storta, e l'ho ſtimolata con .
gran fuoco : N'è uſcito un poco di Mercurio
colativo: ho lavato ciò ch'era reſtato fella Store
ta: ne ho avuta una Polvere di Antimonio di
colore roſſiccio. - -

L'Acido del Precipitato roſſo è ſtato di tal


maniera inviluppato in queſta operazione, nel-,
le parti ramoſe dell'Antimonio, che vi ha per
duta la ſua forza. -, -

Si vede dalle due ultime operazioni che il


Mercurio Precipitato roſſo, benche racchiuda
dell'Acido, non è atto a produrre alcun Bu
tirro coll'Antimonio, come hanno fatto i Su
blimati e i Precipitati bianchi di Mercurio e
di Argento. La ragione di queſta differenza è
che per fare un vero Butirro di Antimonio,
biſogna ſi trovi neceſſariamente nella "-
Dell'Antimonio,
249 .
lanza che ſi vuol diſtillare , dello Spir ito di
Sale, come altrove l'ho oſſervato. Ora queſt'.
Acido ſi ritrova ne' Sublimati, o ne'Precipi
tati bianchi de'quali ho parlato; ma non ſi ri
trova nel Precipitato roſſo, perchè non entra
nella preparazione di queſto Mercurio ſe non
dello Spirito di Nitro.
i Se mi vien domandato perchè l'Acido del
Nitro non è atto a fare del Butirro di Anti
monio come quello del Sale; non poſſo aſſe
gnare altro per ragione, ſe non la diſpoſizione º
ovvero la configurazione naturale de'Pori dell'
Antimonio i Soneglino penetrati dallo Spirito º
di Sale ch'è una ſpecie di Acqua regia, e le
Punte del quale ſono proporzionate alla loro -.
figura: dove che non poſſon eſſerlo a ſufficien
za colloSpirito di Nitro, le di cui Punte ſo
no forſe troppo ſottili ovvero di una groſſez
za di una figura, le quali non convengono a
queſti pori , -

-. A R T I C O L O L X VI I I.

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio e,


di Turbit Minerale. -

sì. O polverizzato e meſcolato inſieme due ,


-
once di Antimonio crudo e altrettante di
Tnrbit Minerale di cui troveraſſi la deſcrizione
nel mio Corſo di Chimica a carte 232. Ho poſta
a diſtillare la Meſcolanza come nelle oa:razioni
precedenti; ne ſon uſciti in Vapori bianchicci,
col mezzo di un fuoco mediocre, due ſcrupoli e
mezzo di un Liquor chiaro e molt'acido: ho cam
biato il Recipiente, quando ceſſarono di farſi
vedere i Vapori, e ho accreſciuto il fºsi
ſtil
23o Trattato º

ſtillarono un oncia e mezza di Mercurio colati


vo e una dramma di Materia nericcia che ſi è at
taccata al Recipiente, e da me fu conoſciuta eſe
ſer Cinabro di Antimonio. e
Cina
bro
Ho ſpezzata la Storta; ho trovata attaccata
di alla ſua volta o cavità e al ſuo collo una dram
Anti
monio
ma e mezza di Cinabro di Antimonio, e nel
graf lo
fondo una Maſſa nera che peſava un oncia e ſei
dall' dramme. E' codeſto un Antimonio privato di
una parte del ſuo Solfo più groſſo. i
Anti
monio e Ho gettata dell'Acqua comune ſopra il Li
dal quor diſtillato nel primo Recipiente, è divenu
Turbit to un poco bianco, e ſe n'è precipitata al fondo
Mime una piccola quantità di Polvere bianca: Una ſi
rale. mile ſeparazione e precipitazione non ſi è fatta
nella piccola quantità di Liquore che ho tratto
colla diſtillazione dall'Antimonio e dal Precipi
tato roſſo. Il che dimoſtra che lo Spirito di Ve
triuolo, di cui aveva ricevuta l'impreſſione il
4.
Turbit minerale, è ſtato più atto a penetrar
l'Antimonio, e ad attaccarviſi, di quello ſia
ſtato lo Spirito di Nitro, di cui era carico il Pree
cipitato roſſo.
A R T I C O L O LXIX.

piſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio e


di Mercurio precipitato verde .
T o polverizzato e meſcolato inſieme due
once di Antimonio crudo e altrettante di
Precipitato verde preparato giuſta la deſcrizio
ne che ne ho eſpreſſa nel mio Libro di Chimica a
carte 218.Ho porta a diſtillare la Meſcolanza;ne.
ſono uſciti con aſſai violenza, benchè con fuoco
mediocre, dei Vapori rcſſicci , i graliſi ſono
i li Q
Dell'Antimonio, 23r
riſoluti in un Liquor chiaro, ma verdiccio, aci
do quaſi come Spirito di Nitro debole:l'ho trat
to dal Recipiente; ve n'erano ſette dramme; vi
ho meſcolata moltºAcqua, queſta non ſi è nè in
torbidata nè imbiancata; il che prova ch'ella
non conteneva alcuna parte di Antimonio: Non
era che uno Spirito di Nitro e di Aceto coll'im
preſſione di Rame, che aveva reſo il Precipita
to verde,
E' da oſſervarſi che la violenza colla quale i
Vapori ſon uſciti, viene dal Precipitato verde
che contiene un Solfo di Rame meſcolato con
dello Spirito di Nitro, i quali inſieme ſono diſ,
poſti a rarefarſi e anche ad infiammarſi, quaſi
come farebbe una Meſcolanza di Spirito di Vi
no o di qualche altro Spirito ſulfureo con dello
Spirito di Nitro:perchè ſe per curioſità ſtimola
te col fuoco, il Precipitato verde che ſia ſtato
peſto ſopra la Sabbia in una Conca di terra; ne
uſcirà in primo luogo un fummo groſſo e poi una
fiamma, la quale ſi lancerà agguiſa di piccoli
razzi; di modo che in poco tempo non reſterà
nella Conca che la Polvere nera del Rame. Si
può aggiugnere che ciò contribuiſce a rendere
i Vapori ch'eſcono nel Recipiente, più attivi Butirro
e più vigoroſi, è parimente il Solfo dell'Anti t ratto
monio, ch'è meſcolato nella noſtra operazio dall'-
ne e
Anti
Ho adattato di nuovo alla Storta il Recipien monio
te voto e ho ſtimolato il fuoco per gradi, ſino a dal
far arroventare la Storta: ſono uſciti cinque Mercu
ſcrupoli di una ſpecie di Butirro molle, bianco, r io pre
aſſai acido: l'ho poſto nell'Acqua; ſe n'e preci cipata
pitata una piccola quantità di Polvere bianca, t
o vet
della Natura del Magiſterio di Antimonio.
Ho ſpezzata la Storta dopo eſſere
's,
º" rede
2 52 - Trattato -

Cinabro fredda; n'è uſcito un odor di Acquaforte: ho


tratte dal ſuo collo tre di amme e mezza di Mere
", curio colativo e due dramme di Cinabro nero,
" coperto di alcuni Fiori di Antimonio bianchi e
traoº10 - - - - - --

", in Aghi inſipidi al guſto.


rHo trovato in fondo alla Storta una Maſſai
Precipi
tato nera, riſplendente al didentro, che peſava due
verde, once e uno ſcrupolo: è codeſto un Antimonio,
privato di un poco del ſuo Solfo groſſo e meſco
lato col Rame ch'era nel Precipitato verde: l'ho
Regolo meſcolato col Salnitro e col Tartaro : ho poſta
di An- la Meſcolanza in fuſione col finoco, e ne ho trat
timonio te ſei dramme e mezza di Regolo: le Scorie vi
e di furono più attaccate e più difficili da fepararſi
Venere - che quelle del Regolo ordinario di Antimonio -
A R T I C O L O L XX, A.

- Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio


di Mercurio precipitato, di color di Roſa.

HOcepolverizzato e meſcolato inſieme due on


di Antimonio crudo, e altrettante di
Mercurio precipitato, di color di di Roſa pallida,
di cui troveraſſi la deſcrizione nel mio Libro di
Chimica a carte 2 18. Ho poſto a diſtillare la
Meſcolanza come nelle operazioni precedenti:
ne ſon uſcite con un mediocre calore, tre dram
me e uno ſcrupolo di Liquor chiaro: ho toltovia
il Recipiente quando ho veduto non ufcir più
coſa alcuna, e ne ho adattato un altro; ho ac
creſciuto il fuoco fino a far arroventarſi la Stor
ta, e l'ho fatto continuare in quello ſtato per lo
ſpazio di due ore, poi ho laſciati diventar fred
, di i Vaſi. - -

Ho eſaminato il Liquor diſtillato


-
r" 3 CCl
Dell'Antimonio, 2 53
Recipiente: aveva un vigoroſo odore di orina,
e un ſaporacido ſalate: l'odere era in eſſo diri
vato dal Mercurio precipitato di color di Roſa;
“perch entra dell'orina nella ſua preparazione,
come ſi può vedere nel mio Libro di Chimica.
fio verſato dell'Acqua ſopra queſto Liquor di
ſtillato; non ſi è imbiancato; l'ho ſeparato in
molte porzioni, e vi ho verſato nell'une degli
Acidi, e nell'altre degli Alcalì; non ſi è fatta .
alcuna ſeparazione o precipitazione. Codeſto
Liquore non era dunque che una porzione dell'
Acido dell'Acqua forte che aveva ſervito a diſ
ſolvere il Mercurio, meſcolato con un altra ,
piccola porzione del Sal dell'Orina che era ſtata
adoperata per farlo precipitare.
Ho trovato nel ſecondo Recipiente cinque
dramme di Mercurio colativo, accompagnato
" leggiera quantità di terra grigia graſ
ſoſa. - ,

Ho ſpezzata la Storta, ha traſmeſſo un odor Cinahro


di orina: ho ſeparato dal ſuo collo e dalla ſua tratto -
volta, un oncia di Cinabro di Antimonio ne dall'An
ro e grigietto, in parte in Polvere: ho trovato timonie
nel ſuo fondo una Maſſa nera riſplendente, che e dal
peſava un oncia ſei dramme e due ſcrupoli. E' Precipiº
queſto un Antimonio ſpogliato di una porzion color
del ſuo Solfo.
fºtº ºdi
Con queſta diſtillazione ſi conoſce, eſſer im- Rºſa -
poſſibile il trarre del Butirro ovver Olio glacia
le dalla Meſcolanza dell'Antimonio e del Preci
putato di color di Roſa. e

- - AR
zy, - Trattato

A R T I C O L O L XXI.

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonia


e di Etiope Minerale, -

Opoluerizzato e meſcolato inſieme due on


ce di Antimonio crudo altrettante di Etio
pe minerale, preparato, giuſta la deſcrizione
che ne ho fatta nel mio Corſo di Chimica. Ho
poſta la Meſcolanza in diſtillazione come nelle
operazioni precedenti: non ha diſtillato con un
fuoco mediocre che ſette over otto gocce di Ac
qua flemmatica inſipida, la quale non è divenu
ta bianca, allorchè l'ho meſcolata con Acqua
comune: ho adattato di nuovo il Recipiente, e
ho accreſciuto il fuoco ſotto la Storta: ha diſtilº
late ſette dramme di Mercurio colativo.
- Ho ſpezzata la Storta dopo di eſſere divenuta
Cinabro fredda: ho diſtaccato dal ſuo collo dieci dram
di Anti me di Cinabro, ſimile in tutto al Cinabro ordi
ºntº nario di Antimonio : ho trovato nel fondo della
fº. Storta una Maſſa nera, riſplendente, che peſa
ººl"4º va un oncia e ſei dramme. E' codeſto Antimo
ºnioº privo
e dall' - º
di una parte del ſuo Solfo groſſo, per
- -

Etiope
chè n'è paſſato nel Cinabro.
322aa2a e A R T I C O L O IL XXI I.
rale.

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio


e di Canabro comune. -

O polverizzato e meſcolato inſieme due


once di Antimonio crudo, e altrettante di
Cinabro comune, di cui può vederſi la deſcri
zione nel mio Corſo di Chimica a carte i Ho
- porta
E

Dell'Antimonio, 255
poſta la Meſcolanza in diſtillazione come nelle
operazioni precedenti: non ne ſon uſcite con un
fuoco mediocre ſe non cinque o ſei gocce di un
Flemma chiaro, di cattivº odore, inſipido al
guſto; ho accreſciuto il fuoco è colato nel Re
cipiente mezz'oncia di Argento vivo.
Ho ſpezzata la Storta, allorch'era diventata
fredda, ho diſtaccato dal ſuo collo e dalla ſua cinabro
volta un oncia e cinque dramme di Cinabro, af-,
fatto ſimile al Cinabro ordinario di Antimonio. ,
Ho trovato nel fondo del Vaſo, una Maſſa ne- tratto
ra e brillante, che peſava quattordici dramme coll'An.
e mezza. E' codeſto un Antimonio ſpogliato timonia
di una parte del ſuo Solfo groſſo. - e col Ci
Ho fatta la ſteſſa operazione con una Meſco- nabro
lanza di due once di Antimonio crudo e di al comune.
trettante di Cinabro di Antimonio, non ne ſo.
no uſcite con un fuoco mediocre che alcune goc
ce di Flemma: ho accreſciuto il fuoco: ha di
ſtillato nove dramme di Mercurio colativo.
Ho trovato nel collo della Storta un oncia di
Cinabro di Antimonio: è reſtata nel fondo una
Maſſa di Antimonio, che peſava un oncia ſei
dramine e uno ſcrupolo - -

A R T I C o L O L XXIII.

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio


crudo e di Mercurio precipitato
Pavonazzo.

O polverizzato e meſcolato inſieme due


once di Antimonio crudo e altrettante di
miei curio precipitato pavonazzo, di cui trove
raſſi la deſcrizione nel mio Libro di Chimica.
Ho poſta a diſtillare la Meſcolanza come nelle
ope
a 36 Trat?ape º
operazioni precedenti: ne ſon uſcite con un fuo,
co mediocre dieci o undici gocce di un Liquer
chiaro acido, ch è divenuto bianco, quando è
ſtato verſato nell'Acqua, e ſe n'è precipitata
una leggieriſſima quantità di Polvere bianca; ho
accreſciuto il fuoco ſotto la Storta ſin che ſi è
arroventata, poi divenuta fredda, l'ho ſpezza
Cinabro tas n'è uſcito un odore di Solfo. Ho trovate
, attaccato al ſuo collo del Cinabro di Antimo
dall'an. nio, che peſava quindici dramme e mezza, e nel
rimonio fondo del Vaſo una Maſſa di Antimonio, che a
dal conteneva quindici dramme.
Mereu. Non ſi può trarre alcun Butirro di Antimonie
rio pre- dalle Meſcolanze, delle quali ho parlato in ul
eipitato timo luogo: con queſto dò fine a codeſte Eſpe
pava rienze. Paſſo ad alcune altre diſtillazioni di
nazzo. Antimonio che a far mi reſtano, -

A R T I C O L O LX X I V. -

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio,


e di Calcina Viva,

O polverizzato e meſcolato inſieme dell'


Antimonio minerale e della Calcina vi
va, di ognun due once : ho poſta la Meſcolanza
dentro una Storta di Selce, che aveva un buco
ſul dorſo col fuoturacciolo: ho collocata la .
Storta in un Fornello di riverbero: ho adattato
al ſuo collo un gran Recipiente, e dopo aver lu
tate con eſattezza le commeſſure, ho verſato
ſopra la Polvere per lo buco del Vaſa, venti
quattr'once di Acqua comune: ho ſubito rime
ſcolato il tutto muovendolo con un baſtone, e º
l' ho ridotto in paſta; poi ho turata l'apertura col
ſuo turacciolo, con ogni poſſibil atti La
- at
Dell' Antimonio, 257
Materia ſi è riſcaldata ſenza fuoco, come ſuol
fare la Calcina bagnata, e ha diſtillato nel Re
cipiente col mezzo dello ſteſſo calore, un Acqua
chiara: ho laſciati divenir freddi i Vaſi, e ho
tratto dal Recipiente quell'Acqua; ve n'erano
quattr'once e mezza: era chiara come l'Acqua
comune, ma aveva un poco di cattiv'odor ſulfu
reo, ſenza ſapore apparente: l'avrei ſtimata un /

vero Flemma, ſe non aveſſe fatta gialla la diſ


ſoluzione del Sublimato corroſivo : era dunque
veriſimilmente coll'impreſſione di alcune parti
cole di fuoco, le quali erano ſtate da eſſa porta
te ſeco dalla Calcina col mezzo della diſtillazio
ne: perchè l'Acqua ovvero l'Infuſione di Calci
ma viva produce lo ſteſſo effetto, per verità con
maggior forza, perch'è più caricata delle ſteſſe
particelle ignite. .

Ho adattato lo ſteſſo Recipiente al collo della


Storta: ho laſciata macerarla Materia reſtata
nella Storta, per lo ſpazio di ventiquattr'ore;
poi l'ho ſtimolata con un fuoco graduato e for
tiſſimo ſul fine . Ho trovato nel Recipiente,
poichè i Vafi furono divenuti freddi, dicinove
once di un Liquor chiaro come l'Acqua, ma ſo
pra il quale era ſoprannuotante una pellicola
graſſoſa, e quaſi ſimile a quella che ſi trova ſo
pra l'Acqua di Calcina, ma più ſottile e men
forte, e una piccola quantità di Solfo leggiero e
roſſiccio il quale veniva dall'Antimonio: tutto
cedeſto Liquore aveva un odor ſulfureo diſguſto.
ſo, il fuoſapore era inſipido e ſciocco: l'ho fel
trato e l'ho diviſo in molte porzioni; ſopra l'una
ho verſato dello Spirito di Vetriuolo; ſopra l'al
tra ho verſato dell'Olio di Tartaro fatto per de
liquio; ſopra un altra dello Spirito volatile di
Sal Armoniaco; ſopra un altra dell'Orina, ſo
R pra
º 33 - Trattato
pra un altra della diſſoluzion di Vetriuolo; ſo
pra un altra della Tintura di Tornaſole, non vi
è ſucceduto alcun cambiamesto: ſopra un altra
dello Spirito di Vino, vi è ſucceduto un poco di
calore, il che attribuiſco ad alcune parti di fuo
co contenute nell'Acqua diſtillata, le quali eſ
ſendo meſcolate col Solfo dello Spirito di Vino,
hanno eccitata qualche fermentazione; ma que
ſta fermentazione non è ſtata ſcoperta che per lo
co calore, perchè non vi è ſucceduto alcun
ſenſibil ebollimento, o mutazione . Sopra un
altra porzione del liquore, ho verſato della
diſſoluzione di Sublimato corroſivo: la Meſco
lanza ha preſo un color giallo quaſi come l'Ac
qua Fagedenica ordinaria; ma il Precipitato ch'
è ſucceduto, s'è fatto vedere poco tempo dopo
di color bianco: nel ch'è ſtato diverſo da quello
dell'Acqua Fagedenica, la qual è ſempre gialla
o roſſa. Queſte diverſità di colori vengono for
ſe dalle varie forze dell'Acque di Calcina, e
avrei molta inclinazione a credere, che il Preci
pitato il quale proviene dalla noſtr Acqua di
Calcina diſtillata, meſcolata colla diſſoluzione
del Sublimato, non abbia preſo ſe non un color
bianco in vece del giallo, ovver roſſo che pren,
de da l'Acqua Fagedenica, ſe non perchè la no
ſtr'Acqua diſtillata non contiene tante parti di
fuoco quante ne contiene l'Acqua Fagedenica
comune: perchè ho ſovente oſſervato che quan
to più l'Acqua di Calcina colla quale s'e fatta
l'Acqua Fagedenica, è ſtata forte e di recente
preparata, tanto più il colore del Precipitato ha
avuto del roſſo dopo eſsere ſtato giallo rancio,
Se poi m vien domandato perchè l'Acqua di
Calcina, ma debole, ſomminiſtri al Precipitato
piuttosto un color bianco che un altro, riſpon
- i - - do
Dell'Antimonio. 339
do che la ragion viene dalla poca impreſſione
che ha fatta queſt'Acqua ſul Sublimato; perchè
queſto Precipitato è un Sublimato che ha preſo
di nuovo facilmente lo ſteſſo colore bianco, che
naturalmente aveva, dacchè le parti di fuoco,
che lo avevano reſo giallo pallido, ſono ſtate
ſeparate o diſperſe: non così avviene al Precipi
tato fatto coll'Acqua di Calcina forte: la gran
quantità di Corpicciuoli igniti ch'egli contiene,
e co quali ſi è precipitato, imprimono un moto
aſſai grande, nelle ſue parti per ſomminiſtrargli
un colore giallo carico, ovvero roſso,
Ho tratta dalla Storta una Materia ſtritolabi
le, bianca, ſenz'odore, inſipida al guſto, che
peſava ventitrè once, men mezza dramma: l'ho
poſta a bollire nell'Acqua, per lo ſpazio di un
ora, è divenuta gialla e di cattiv'odore, perchè
la Calcina ha diſsoluto il Solfo dell'Antimonio;
ho feltrato il Liquore; è ſtato chiaro; l'ho divi
ſo in due parti, ſopra l'una ho verſato dell'Ori
ma fatta di recente e feltrata, e ſopra l'altra dell'
Aceto diſtillato i s'è fatto nell'una e nell'altra
un Precipitato di bel color giallo, ch'è un Solfo
dorato di Antimonio; ma quella nella quale ho
verſato l'Aceto, ha traſmeſſo un cattivº odore,
più piccante e più forte, di quella nella quale ho
gettata l'orina. Ho feltrato il liquore, e ho an
che verſato ſopra di eſſo dell'Aceto diſtillato è
dell'orina; ma non ſi è ſeparata coſa alcuna, e
non v'è ſtato più Precipitato alcuno; Ho ben
Solfoo
lavati i Solfi dorati, finattanto chè ho tolta da dorat
eſſi la maggior parte del lor cattivº odore; furo- di An
no allora affatto ſimili, benchè fatti con diffe- tra ono
renti Precipitanti: gli ho meſcolati inſieme, e va il 9
gli ho fatti ſeccare; eſſendo ſecchi ine ne ſono icoll
rettate tre dramme e mezza: Codeſto Solfo ſec. Calcina,a
R a C All
i86 . .. Trattato " ,
candoſi ha preſo un aſſai bel color roſſo. Ne ho
Virtà, fatto prendere ſei grani per bocca ha fatto vo
mitar dolcemente. Credo poterſi alle volte ado
Doſe e prare codeſto Solfo per l'Aſma. - -

i :

-
A RT 1 c o L o Lxx v.
- - - - º
-

Piſtillazione dell' Antimonio coll'Orina.


o polverizzata ſottilmente una Libra di
II Antimonio Minerale purgato dalla ſua .
Ganga: o dalle particelle di pietra dura che por
ta ſeco dalla Miniera: l'ho poſto a bollire len
tamente per lo ſpazio di cinque ore nell'Orina
umana fatta di recente, muovendo ſovente la
Materia con nna Spatola di legno: mi è reſtate
un Liquor giallo, il quale non aveva altro odo
re ſe non quello dell'Orina, di un ſapore ſala
to: e l'Antimonio è reſtato in fendo al Vaſo,
ſenza apparir alterato in coſa alcuna; ho feltra
ta la metà o circa di queſto Liquore, e l'ho at
tentamente conſiderato per ſapere ſe conteneſſe
alcuna parte Antimoniale: l'ho diviſo in più
porzioni e vi ho meſcolati dei Liquori di di
verſa natura: gli Acidi, gli Alcalì, la decozio
ne di Galla non vi hanno prodotto alcun cam
biamento: la diſſoluzione del Vetriuolo l'ha re
ſo torbido e come graſſoſo di color grigio bian
chiccio: Succede quaſi lo ſteſſo effetto, allorchè
fi meſcola dell'Orina naturale colla diſſolutio
ne di Vetriuolo; ma allora la Meſcolanza tende
meno al bianco. Il noſtro Liquore ha reſo roſſo
il Tornaſole; ma lo ſteſſo produce l'Orina pu.
ra: ha egli confuſa e intorbidata la diſſoluzione
del Sublimato corroſivo; l'orina pura fa lo ſteſ
ſo. Non mi ſon dunque fin quì accorto che foſſe
ſuc
Dell'Antimonio, 24,
ſuccednta alcuna diſſoluzione nell'Orina, diali
cuna parte di Antimonio. ,
Ho fatto evaporare l'altra parte del Liquore
e Decozione con tutto l'Antimonio, ſino a con
ſiſtenza di Mele ho poſta la Materia in una Store
ta e con un fuoco graduato, ma ben vigoroſo
ſul fine. Ho fatto elevare dello Spirito di Sal
volatile e dell'Olio nero e fetentiſſimo: ho
preſe delle porzioni del Sal volatile ch'era biane
ſco e delle porzioni dello Spirito: vi ho verſati
dei Liquori Acidi per vedere, ſe qualche pare
te Antimoniale ſe ne foſſe ſeparata, ma non
ne ho ſcoperto alcuna: ho parimente conſidera
to con diligenza l'Olio, ma non vi ho conoſciu
ta coſa particolare, nè coſa diverſa dall'Olio
che ſi trae dall'Orina pura. Così ho luogo di
credere non eſſerſi alzata coſa alcuna dell'Anti:
monio in queſte diſtillazioni. - i
Ho trovato nel fondo della Storta una Mate
ria nera rarefatta, un poco ſalata; perchè come
teneva il Sal fiſſo dell'Orina: l'ho poſta a bol
lire nell'Acqua per lo ſpazio di un ora, poi ho
feltrata la decozione, e vi ho verſato ſopra,
dell'Aceto : ſe n'è ſeparato e precipitato una
Solfo dorato di Antimonio ſimile al comune.
A R T 1 c o L o Lxxvi.
Dilillazioni all'antimºniº di oli
-- - - -

, at Oliva, - n . -
/
-. . - it, - ... -

EI o poſta in un Matraccio una libra di An- º


timonio in Polvere ſottile; vi ho verſato º
ſopra dell'Olio di Oliva in altezza di ſei dita;ho
béturato Matraccio, l'ho poſto indigeſtio
e
nel letameil caldo i ve l'ho
- .
laſciato per lo fiº - e esº

iº ma - R 3 l
es . , vantato -

di quindici giorni, agitando di quando in quan.


do la Materia: ho poi poſto il vaſo ſopra un
fuoco di Sabbia dal primo al ſecondo grado, e
ve l'ho laſciato per lo ſpazio di dodici ore; eſ.
fendovi ſtata la Materia ſempre conſiderabile
mente calda; eſſendo poi il tutto poſato, ho
trovato che l'Olio aveva ricevuto dall'Antirnos
mio qualche colore gialliccio bruno, ovvero
tendente un poco al roſſo. Queſta leggiera tine
tura è veriſimilmente venuta dalla diſſoluzione
di una porzion del Solfo di Antimonio: ho ver.
fato il tutto in un bacino; vi ho aggiunta del
l'Acqua comune, e ho fatto bollire la Meſco
lanta per lungo ſpazio di tempo a fucco lento,
muovendola di continuo con una Spatola, per
vedere ſe ne poteſſi trarre una più forte tintura
di Antimonio; ma dopo eſſere ſtata conſumata
l'Acqua, non mi ſono accorto che l'olio foſſe
più colorato, nè che l'Antimonio foſſe diminui
to nella ſua quantità ,
Ho poſto in fuſione col fuoco in aſſai buona
quantità di altro Antimonio, e l'ho verſata nel
bacino, muovendo tutta la Materia con una
spatola; con queſto mezzo ho fatto afferbirl'
Olio; di modo che il tutto ſi è ridotto in una ſpe
cie di paſta, che peſava ventinov'orice. Ho po
ſta in una Storta la paſta e l'ho fatta diſtillare
con un fuoco graduato, e vigoroſiſſimo ſul fine:
ho trovato nel Recipiente dopo la diſtillazione,
cinque once e mezza di Olio di conſiſtenza aſſai
Olio ſ" , benchè fluida, di color bruno, che tene
soll'sm eva al roſſo, di un odor fetente e ſimile a quel
preſſione 1o dell'olio di Mattoni, di un ſapore olioſo e
di Anti inſipido: era accompagnato da un altro Liquo
amonio o re acquoſo, chiaro come l'Acqua, che peſava
un oncia, ſentendo molto dell'Empireuma, e
- - - - e aveſi
-

Dell'Antimonio, 163
avendo un ſapore poco acido, tendente allº
i" con una impreſſione come di abbruſto»
atO e
Il colore del noſtr'olio diſtillato non proce
de tutto dal Solfo di Antimonio, che vi ſi è meſ
colato; l'impreſſione del fuoco vi ha avuto un
poco di parte. Ho voluto fare qualch'Eſperien
za di queſt'Olio, per rapporto alla Medicina ;
ne ho fatt'ugnere e ſtropicciare molte volte del
le Glandole o Coccie e dei Tumeri ripieni di
umori viſcoſi: vi ha prodotto dell ammellimen
to e della riſoluzione: lo ſtimo aſſai conveniere
te per li Reumatiſini, provenienti da tumori fred
di e in tutte le occaſioni, nelle quali è neceſs
ſario il rarefare e l'attenuare, eſſendo eſtee
riormente e caldamente applicato. Tutta la a
ſua virtù non viene dall'impreſſione che ha rice,
vuta dall'Antimonio; i corpicciuoli di fuoco
che ſi ſono introdotti nelle ſue parti, contri
buiſcono veriſimilmente a renderlo penetrante
e riſolutivo, come vediamo nell'operazione»
dell'Olio di Mattoni; perche quantunque l'O-
lio di Oliva non poſſa trar coſa alcuna da Mat
toni, non laſcia di acquiſtar della penetrazione
e della virtù coll'eſtinzione, e infuſione de'Mata
toni arroventati che vi ſi fa, e colla diſtilla,
mldtne e - - - - - -

Il Liquore acquoſo e acido che diſtilloſſi cole


l'Olio, viene o dall'Antimonio, o dall'Olio
di Oliva, o forſe dall'uno e dall'altro,
Ho ſpezzata la Storta; vi ho trovato nel forte
do una Maſſa di Antimonio, peſante, nera, ra»
refatta, e per fopra granoſa, per di ſotto ſale
da. Potrebbe adoperarſi in molte calcinazioni,
come l'altro Antimonio che non aveſſe ſervito
a coſa alcuna, perchè l'Olio non ne ha tratta che
- lì 4 - alla,
e2 , , ramato, -

di quindici giorni, agitando di quando in quan


do la Materia: ho poi poſto il vaſo ſopra un
fuoco di Sabbia dal " al ſecondo grado, e
ve l'ho laſciato per lo ſpazio di dodici ore; eſe
fendovi ſtata la Materia fermpre conſiderabile
mente calda; eſſendo poi il tutto poſato, ho
trovato che Folio aveva ricevuto dall'Antimo
mio qualche colore gialliccio bruno , ovvero
tendente un poco al roſſo. Queſta leggiera time
tura è veriſimilmente venuta dalla diſſoluzione
di una porzion del solfo di Antimonio: hover
fato il tutto in un bacino; vi ho aggiunta del
l'Acqua comune, e ho fatto bollire la Meſcº
lama per lungo ſpazio di tempo a fuoco lento,
muovendola di continuo con una Spatola, per
vedere ſe ne poteſſi trarre una più forte tintura
di Antimonio; ma dopo eſſere ſtata conſumata
l'Acqua, non mi ſono accorto che l'olio foſſe
più colorato, nè che l'Antimonio foſſe diminui
io nella ſua quantità ,
io poſto in fuſione col fuoco
-

un aſſai buona
|
quantità di altro Antimonio, e l'ho ve rſata nel
èacino, muovendo tutta la Materia con una
spatola; con queſto mezzo ho fatto aſſorbirl'
olio; di modo che il tutto ſi è ridotto in una ſpe
cie di paſta, che peſava ventinov'orice: Hº po
ſia in una storta la paſta e l'ho fatta diſtillare
con un fuoco graduato, e vigoroſiſſimº ſul fine:
ho trovato
cinque oncenel recipiente
e mezza dopo
di Olio la diſtillazione,
di conſiſtenza aſſai

Olio
ſ" , benchè fluida, di color bruno, che teº
eva al roſſo, di un odor fetente e ſimile a quel
soll'sm lo dell'olio di Mattoni, di un ſapore olioſo e
preſſione inſipido: era accompagnato da un altro Lº
di Anti
amemio »
re acquoſo, chiaro come l'Acqua, che peſava
un oncia, ſentendo molto dell' Empireuma, e
e - . - aveſi
i
Dell'Antimonio, 163
avendo un ſapore poco acido, tendente allº
i" con una impreſſione come di abbruſto»
atO e -

Il colore del noſtr'olio diſtillato non proce


de tutto dal Solfo di Antimonio, che vi ſi è meſ
colato; l'impreſſione del fuoco vi ha avuto un
poco di parte. Ho voluto fare qualch'Eſperien
za di queſt'Olio, per rapporto alla Medicina ;
ne ho fatt'ugnere e ſtropicciare molte volte del
le Glandole o Coccie e dei Tumeri ripieni di
rumori viſcoſi: vi ha prodotto dell ammellimen
to e della riſoluzione: lo ſtimo aſſai conveniere
te per li Reumatiſmi, provenienti da tumori fred
di e in tutte le occaſioni, nelle quali è neceſs
ſario il rarefare e l'attenuare, eſſendo eſter
riormente e caldamente applicato. Tutta la a
ſua virtù non viene dall'impreſſione che ha rice
vuta dall'Antimonio; i corpicciuoli di fuoco
che ſi ſono introdotti nelle ſue parti, contri
buiſcono veriſimilmente a renderlo penetrante
e riſolutivo, come vediamo nell'operazione»
dell'Olio di Mattoni; perche quantunque l'O-
lio di Oliva non poſſa trar coſa alcuna da Mat
toni, non laſcia di acquiſtar della penetrazione
e della virtù coll'eſtinzione, e infuſione de'Mata
toni arroventati che vi ſi fa, e colla diſtilla,
lotne « - - - -

Il Liquore acquoſo e acido che diſtilloſſi cole


l'Olio, viene o dall'Antimonio, o dall'Olio
di Oliva, o forſe dall'uno e dall'altro,
Ho ſpezzata la Storta; vi ho trovato nel fon
do una Maſſa di Antimonio, peſante, nera, ra
refatta, e per fopra granoſa, per di ſotto ſale
da. Potrebbe adoperarſi in molte calcinazioni,
come l'altro Antimonio che non aveſſe ſervito
a coſa alcuna, perchè l'Olio non ne ha tratta che
lì 4 e alla,
-

644 Traepato
una porzione del Solfo più facile ad eſſere diſtac
cata, e non ha potuto toccare il Regolo. -

A R T I c o L o L xxv II.
. - - - ---- i -

- e Diſtillazione dell'Antimonio colla ,


- - - -. Trementina , - -

-
- . .
- - -

I O incorporate dentro un Mortajo ſedici on


I 1 ce di Antimonio crudo ſottilmente polve
rizzato, con quello fu neceſſario di Trementina
chiara per fare una Paſta: ho poſta in una Storta
codeſta Paſta: ho turato il Vaſo, e l'ho poſta in..
digeſtione in un letame caldo: ve l'ho laſciato
per lo ſpazio di quindici giorni a fine di dar temi
po ſufficiente alla Tremetina per penetrar l'An
timonio: ho poi collocata la Storta in un For
nello, e dopo avervi adattato un Recipiente e,
ho fattodiſtillarla Materia con un piccol fuoco
da principio: N'è uſcito un Liquor bianchiccio
evvero un poco tendente all'eſſer di Latte, co
'è ſolito l'uſcirne allorchè ſi fa diſtillare la.
rementina ſola. Ho tolto via il Recipiente si
ve ne ſono ſtate nove dramme:ho di nuovo adat
tato il Recipiente, e ho accreſciuto il fuoco:
ha diſticcato un Qlio gialliccio che aveva quaſi
la confiſtenza dell'Olio di Oliva, e ſul fine un,
Olio un poco più ſpeſſo, bruno, e carico di Sol
fo di Antimonio, a - - - - 3 : :
- - -

Il primo Liquore, ſecondo quello ſi vede ha


elevate ſeco poche parti Antimoniali nella di
ſtillazione; perchè non l'ho trovato in conto al
cuno diverſo dall'Olio Etereo, ovvero Spirito
ordinario di Trementina, Coll'eſſere conſerva
s
to ſi è fatto chiaro, perchè il ſuo color Lattee
n6 procedeva che davna rarefazione delle parti
- a º º Olio
Dell'Antimonio, a65
Olioſe, fatta dal Sal volatile acido della Tre
mentina. Ora eſſendoſi le parti di queſto Sale »
riunite o precipitate appoco appoco, il Liquore
dee ripigliare il ſuo ſtato naturale. -

L'Olio bruno ultimo diftillato e coll'impreſe º


ſione ricevuta dall'Antimonio, dev'eſſere più
riſolutivo e più deterſivo che l'Olio Ordinario
di Trementina, - -

Ho ſpezzata la Storta: vi ho trovato nel fon


do una Maſſa di Antimonio, come granoſa al di
ſopra, che peſava quindici once e mezza : bi
ſogna dunque che gli Oli di Trementina abbia
no alzata ſeconel diſtillarſi mezz'oncia o circa
della Soſtanza dell'Antimonio, che dev'eſſere il
Solio più diſtaccato - -

N -

A RT 1 c o L o LxxvIII.
--- - - e - - e
Distillazione dell'Antimonio col Graſſo. -
e e

- O poſto in digeſtione ea bollire ott'ence e


di Antimonio, ſottilmente polverizzato
con ſei once di Graſſo di Porco; ho poſta la Me
ſcolanza in una Storta, e ne ho fatta la diſtilla
ne: n'è uſcito un Liquore che ſi è condenſato
nel Recipiente: l'ho coobato due volte ſopra la
Poſatura reſtata nella Stortaine ho avute quattr'
pnce e mezza di un olio roſſiccio, fetente e ſi ..
mile affatto all'olio tratto dalla Meſcolanza di oliº di
antimonio e di Olio di Oliva: ho parimente» Antiº
ſeparato in ogni diſtillazione o coobazione un miº º,
f" di Liquore acquoſo acido, ch'è venuto dal º esi
l'Antimonio o dal Graſſo, Graſſo di
Ho ſpezzata la Storta; vi ho trovata una. ººººº
Maſſa di Antinoaio cone granoſa nella parte
i periore, ſteſsa i lati e fino alla vºli -
e ana
Ya 8g Trattato -

fante ſett'oncee tre dramme: biſogna dunque


che l'Olio nelle diſtillazioni abbia portato ſeco
cinque dramme o circa della Soſtanza ſulfurea
dell'Antimenio.
Virtà. Queſt'Olio è molto riſolutivo e proprio per
le infermità che vengono da un umor viſcoſo e
- freddo; non ſi può ſervirſene ch'eſteriormente.
Il Sal volatile, di cui il Graſſo era informato
ed è paſſato per via della diſtillazione nell'Olio,
contribuiſce a rendere la ſua qualità attiva e o
fondente, - -

A RT 1co1 o L X X I X. -
- -

Diſtillazione di una Meſcolanza di Antimonio


e di Sapone e -

º
o fatto ſtruggere ott once di Sapone ordi
nario in tre libre o circa di Acqua comu
re; vi ho meſcolate ott'once di Antimonio in
polvere: ho poſta a bollire la Meſcolanza len
tamente in un vaſo di Terra, per lo ſpazio di
due ore, muovendola con una Spatola: ne ho
poi fatta evaporare l'umidità a fuoco leto,finat
tanto che la Materia ſia ftata ridotta in una Paſta
aſſai ſoda e nera: l'ho peſata; ve n'erano diciott'
- once e mezza: l'ho laſciata caldamente in di
, , ,
geſtione per lo ſpazio di due giorni: poi l'ho po
ſta in una Storta, della qualla metà è reſtata vo
“ º ta: l'ho fatta diſtillare con un fuoco graduato e
vigoroſo ſul fine:ho trovate nel Recipiente ſett'
onee e mezza di liquore fetente, e l'odorerafi.
mile a quello dell'Olio che ſi trae dal Sapone e
º ſenza Meſcolanza, ma un poco più forte: l'ho
verſato in un feltro:ſe ne ſono ſeparate tre once
e ſei dramme di un liquor flemmatico chiaro
- son'
Dell'Antimonio º idr
eom'Acqua, e quaſi inſipido al guſto; tutto ciò
ch'è reſtato nel feltro, è un Olio fluidiſſimo, di
color roſſo bruno, di un ſapore inſipido olioſo; olio di
ueſt'olio ha l'impreſſione di una portion del Antino.
Solfo dell'Antimonio; perch'è più carico nel mio trat
colore dell'olio che ſi trae dal ſolo Sapone, Ilio col sas
Sal Alcalì ch'entra nella compoſition del Sapo-pone,
me, ha facilitata la diſſoluzione del solfo dell'
Antimonio nell'Olio, -

E' molto reſolutivo eſteriormente applicato; ...


è er
buono perleserofole, per i Gozzinafcenti, ºe
la Rachitide, e perli Reuſmatiſmi, - a

io ſpettata la storta; vi ho trovata una Maſ.


fa dura, nera peſante undici oncet era quaſi tut
to l'Antimonio che avevo adoperato nell'opera
pinne, meſcolato col Sal Alcalì del Sapone: ho
polverizzata queſta Maſſa, e l'ho poſta a bollire
i" per lo ſpazio di un ora o circa i hºsolf, dee
feltrata la decozione, era chiara, ma roſſiccia,
di un odor ſulfureo, vi ho verſato dell'Aceto; ſi tratto
è fatta la precipitazione di un Solfo dorato di diram,
Antimonio ſimile a quello che ſi prepara col timonio
Metodo conſueto. . . .. e dal sas
parlerò di molte altre diſtillazioni dell'Anti-pena.
monio, trattando dalle calcinazioni che far debe
be ſopra queſto Minerale, , i
, i
-
e 1, a - a sº º
, i ... . . . . . . .. . . . tv
- . . . . . . . . . . o nº i
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.. .
-
a . . - . . . . - - « -
i Delle Calcinazioni dell'Antimonio, a

k, , ,º -
a RTIcolo Primo.- : - - - ,
caleinazione dall'Antimonio per ridurlo in Vetrº.
a --

L diſegno, che imprendeſi in queſta prima


operazione, è di ſpogliare a ſufficienza,
-
s ..: l'Antimonio del ſuo Solfo più groſſo, ove
vero men legato, e di rendere le ſue parti
. . . . più ſalde e più in iſtato di eſſere vetrificate.
. Ho polverizzate ventiquattr'once di Antimo
a mio crudo, e l'ho calcinato con un fuoco medio,
, cre in un piatto di terra che non era didentro
vernicato, muovendo e agitando ſempre con una
, Spatola la Materia: ha ella traſmeſſi molti Fum
... mi ſalfurei, e ſi vide anche per lungo ſpazio di
tempo nellaſua ſuperficie una piccola fiamma
azzurra che proveniva dal Solfo acceſo: perchè
l'Antimonio contiene molto Solfo, il quale non
è in conto alcuno diverſo dal Solfo comune:que
ſto Solfo cagiona incomodo all'Artefice nella .
calcinazione dell'Antimonio e in iſpezieltà nel
le prim'ore: perchè ſi ſtrugge o ſi liquefà facil
mente dal calore, per moderato che ſia e fa di
ventar grommata la Materia, di modo che è
neceſſario interrompere la calcinazione per
mettere in polvere le gomme, altrimenti ſareb
be imperfetta, perchè reſterebbe come oſtinata
- º, i mene
-
- Bell'Antimonio. , 169
mente in quelle gomme, qualche quantità di
solſo groſſo, che impedirebbe la vetrificazione
dell'Antimonio. Ho continuata codeſta calci-Antimo
inazione per lo ſpazio di quindici ore, oppure fi- mio cal
nattanto chè non ſi ſieno più alzati Vapori, e la cinato in
Polvere abbia preſo un color grigio cenericcio: Polvere
l'ho allora laſciata divenir fredda, e l'ho peſata, grigia
ne ho trovate quindeci once e mezza. E dunque cenericss
coſa patente che nella calcinazione ſi ſono di Peſo- s
ſperſe in Fummi ott once e mezza della Mate- . ssa
ria, che debbon eſſere le parti ſulfuree, più di
ſtaccate dall'Antimonio; ma può eſſere che ſe
ne ſieno anche in maggior copia diſperſe, e ſie
no entrati nell'Antimonio calcinato dei corpic
ciuoli igniti i quali hanno impedito ch'egli ſi tro)
vaſse tanto diminuito nel peſo quanto avrebbe
fatto: perchè vediamo che il Regolo di Antimo
nio, ch'è molto ſimile a codeſta preparazione,
accreſce il ſuo peſo col mezzo della calcinazione si
fatta al fuoco ovvero al Sole. ; -
Ho reiterata la medeſima calcinazione ſopra Raitrae
ventiquattr'once di altro Antimonio, zione.
Me n'è reſtata un'oncia di più, perchè la Pol. ,d.
vere grigia ben calcinata giunſe al peſo di ſedici .." º
once e mezza: queſte diverſità di peſo dopo ſi- "
mili calcinazioni, derivano o dal contenere più i 3
parti regoline un Antimonio che l'altro, o dallº
eſservi entrate più parti di fuoco. ,
Ho peſato il mio Antimonio calcinato poſto -

in paragone con egual mole di Antimonio crudoºeſpoſti


avendo proccurato che l'una e l'altra Materia º º
foſsero ſottiliſſimamente polverizzate: ho trova- 2º”
to che l'Antimonio calcinato peſava più che l'al
tro, d'una quinta parte: biſogna dunque che la
parte più ſulfurea dell'Antimonio ch'è ſtata di
ſperſa foſse più leggera, - º i
v - Queſt'
a7o Trattate -

Queſt'Antimonio calcinato è un Regolo pià


- f" più ſecco e più ſodo di quello che ſi fa col
,,, l'addizione del Salnitro e del Tartaro : è pari
- - - , mente più vomitivo, perchè il Solfo ſalino ch'è
- reſtato come impregnato nella ſua ſoſtanza, non
è ſtato reſo grave da Sali fiſſi, come l'è ſtato
º , quello del Regolo ordinario di Antimonio.
serenda Ho voluto vedere ſe calcinando ancora la Ma
calcina teria, le foſse ſuccedute altro cambiamento: l'
sione, ho poſta ſopra un fuoco un poco più vigoroſo di
prima, e ve l'ho agitata e moſsa per lo ſpazio di
tre ore: ella ſi è quaſi liquefatta, s'è fatta groine
moſa, ed ha anche traſmeſſi alcuni fumni ſul
furei : l'ho polverizzata dopo la calcinazione, l'
ho peſata: ho trevato cheraſi diminuita di una
dramma, e il ſuo colore era più bianchiccio di
prima: ha parimente acquiſtato più peſo; per
chè avendola peſata in egual mole in paragone
rofpshiº" Antimonio calcinato una ſol volta, ſi è
in para trovatº più peſante d'una ſettima parte: il che
i siſimilmente viene dall'ºrni il fuºco fatte
diſperdere le parti più volatili o le più leggiere.
- . . . Ho parimente peſato il mio Antimonio im
Refºſi biancato o calcinato due volte, poſto in confron
º para-to con un egual mole di Regolo ordinario di An
Sºnº - timonio polverizzato; ho trovato che meno pe.
fava di un ottava parte e la ragione che aſsegnar
ne poſso, è che il noſtro Antimonio calcinato
avendo ricevuto una più lunga calcinazione di
- quella ha ricevuto il Regolo di Antimonio, ha
ricevuta l'impreſſione di aſsai più parti di fuoco,
che lo rendono a proporzione più leggero in
egual nuole, perchè tengono le ſue patti rare
fatte ed eſteſe in forma di calcina, dove che a
clle del Regolo ſono unite e ſtrette inſieme
ta loro con ogni eſattezza. H
- O
- Dell'Antimonio, 27 r.
Ho voluto vedere poco appreſſo la quantità
del Solfo ch'è reſtata in queſto Antimonio calci.
nato; ne ho meſcolata una parte con tre parti di
Salnitro, ho gettata la Meſcolanza in un Cro
giuolo arroventato; vi ſi è poſta in fuſione, ed
è reſtata per lo ſpazio di mezzo quarto d'ora ſen
za ſuccedervi alcuna detonazione ; ma final
mente n'è ſucceduta una molto più leggiera di
quella ſuccede, quando ſi calcinano inſieme fia
mili proporzioni di Regolo di Antimonio e di
Salnitro, il che prova che il noſtro Antimonio
calcinato non contiene tanto Solfo, quanto il
Regolo di Antimonio: perchè la detonazione e
non ſuccede più o men vigoroſa in queſte occa
ſioni, ſe non giuſta la quantità del Solfo che ſi
meſcola col volatile del Salnitro; non infiam
mandoſi queſto Sal minerale in modo alcuno da
ſe ſteſſo, come credo averlo provato nel mio Li
bro di Chimica. - -

Ho lavata la Materia calcinata, e l'ho poſta Aetimo


a ſeccarſi: ho avuto un Antimonio diaforetico” o, fºtº
aſſai bianco, to collº
Amt, poco
A R T I C O L Q II, mio cal
ti mal 0 e
- º

Vetrificazione dell'Antimonio calcinato.

I O poſto a fonderſi eſattamente dentro un


Crogiuolo con un gran fuoco due once di
Antimonio calcinato, come ſi è detto, ho volu
to vedere in che ſtato foſſe dopo l'eſſerſi ſempli
cemente fonduto; l'ho verſato ſopra un marmo
caldo; vi è caduto con una ſomma preſtezza, e
poich'e divenuto freddo e condenſato, ſi è fatto
vedere in una ſpecie di Pietra dura, fragile, pe
ſante, grigia, opaca, ch'eſſendopol uerizzata,
e . - llM
s72 Trattato
emi parve poco diverſa da quello era prima del
ſuo eſſer fondata: l'ho pofia di nnovo nel Cro
giuolo e le ho dato un fuoco di fuſione violento,
per lo ſpazio di un ora: ha ſempre traſmeſſi dei
Fummi ed ha acquiſtato appoco appoco una con
ſiſtenza viſcoſa ovvero untuoſa, e men fluida:
Queſto è il primo carattere della Vetrificazione
dell'Antimonio. Ne ho preſo una piccola por
zione coll'eſtremità di un fil di Ferro: ha get
tato un filo lungo e traſparente: Queſto è il ſe
condo carattere. La Materia attaccata all'eſtre
mità del filo di Ferro ſi è trovata vetrificata; ma
codeſta non è ſtata una prova che tutto ciò era
nel Crogiuolo, foſſe parimente vetrificato; per
chè ne reſta allo ſpeſſo nel fondo una parte che
non ha per anche ricevuta alcuna vetrificazione;
nel luogo cioè nel quale il fil di Ferro non è ſta
to ſpinto. E'da oſſervarſi che la Materia a mi
ſura del vetrificarſi nel Crogiuolo, diviene più
leggiera, e ſta ſopra a quella che non è tale:Que
V, ſto e il terzo carattere di Vetrificazione.
Quando poco appreſſo ho veduto, che tutto
l'Antimonio calcinato era ſtato vetrificato; l'ho
verſato dolcemente ſopra un marmo caldo; è ;
ſcorſo, come farebbe una materia mucilagino
ſa, ovvero un Olio aſſai ſpeſſo, e non ſi è trova
ta coſa alcuna che non foſſe cambiata in Vetro;
ma ſe vi foſſe reſtata qualche parte dell'Antimo:
nio che non foſſe ſtata vetrificata, ſarebbe reſta
ta nel fondo del Crogiuolo, ſeparata ſenſibil
mente dal Vetro,e ſarebbe ſcorſa con molta pre
ºſtezza ſopra il marmo, come un Regolo di An
timonio liquefatto, a cui è affatto ſimile. Può
eſſer ridotta in Vetro in un altra operazione.
A miſura del verſarſi il Vetro di Antimonio
ſul marmo, vi ſi ſtende in pezzi piatti, e ſul fi
lº 2
-
Dell'Antimonio. 273
ne, ſe ne forman delle belle fila roſe e traſpa
renti aſſai lunghe, ma fragiliſſime. Queſto Ve
Atro nel diventar freddo ſcoppia e fa del romore,
come Criſtal minerale che ſia ſtato verſato in un
bacino, perchè l'aria trova della reſiſtenza nel
paſſare per li ſuoi pori che ſon troppo piccoli: i
ſuoi petti ſi rompono ad ogni modo ſovente, e ſi
dilungan fra loro quà e là. -

Il mio Vetro di Antimonio fu di bel colore ,


Vetre
roſſo ma carico, ſimile a quello del Rubino, non di Aa
avendo nè odore, nè ſapore, e peſava dieci timo
dramme: la Materia ha dunque diminuito di ſei mio.
dramme in queſte due fuſioni,
E coſa maraviglioſa che l'Antimonio calci Peſo,
nato acquiſti con una lunga fuſione, maggior
leggierezza, e una conſiſtenza più ſpeſſa e
più viſcoſa di quella che aveva biſogna che il
fuoco ne abbia ſviluppato il Solfo più fiſſo;abbia
reſe le ſue parti più eguali, più untuoſe, più po
lite e meglio legate.
Per quello riſguarda la ſua vetrificazione, par
minon poter ella originarſi ſe non dai corpicci
uoli del fuoco che paſſando e ripaſſando con .
preſtezza nella Materia, formano dei pori aſſai
feremi e aſſai dritti per poter reſtare ſtabili, al
lorchè l'Antimonio è divenuto freddo. La con
figurazione di queſti pori è quella che fa quì la
traſparenza, perchè da la libertà alla luce di
paſſare e ripaſſare a traverſo del Vetro.
(Il celor roſſo preſo dall'Antimonro nel vetrifi
carſi, viene verifimilmente anche dal ſuo Solfo
più fiſſo che eon una lunga e vigoroſa fuſione, ſi
è ſviluppato e ſteſo in tutta la ſua ſoſtanza: per.
chè vediamo che il Solfo dell'Antimonio di or
dinario è roſſo. -
Il Vetro di Antimonio, preparato ſenz'addi Virtù,
- - - 8 zione,
274 , Trattato
zione, com'è quello che ho deſcritto, purga con
Doſe, violenza per diſopra e per diſotto, quando ſe ne
facciano prendere cinque o ſei grani per bocca:
Codeſto effetto dee procedere dallo ſteſſo Solfo,
di cui ſi è fatta menzione, il qual eſſendoſi poſto
in agitazione nel ventricolo e poi negl'inteſti
nij, ne irrita vigoroſamente le fibre, e vi ca
giona delle piccole convulſioni. Ma mi ſarà
obbiettato , che il Fegato di Antimonio e
molte altre preparazioni di queſto minerale,
le quali contengono molto più Solfo che il
Vetro, ſono tuttavia più deboli vomitivi. Riſ
pondo, ch'eſſendo ſtate fatte quelle preparazio
mi con una Meſcolanza di Sah, il Soifo ch'è lor
reſtato, è ſtato in qualche maniera fiſſato o ſoſ
peſo nella ſua volatilità, dalla parte fiſſa di que
Sali, de'quali elle hanno ricevuta l'impreſſione:
di modo che il Solfo non ha ritenuta tutta l'a-
zione che aver poteva. Ma il Vetro di Antimo
mio eſſendo ſtato preparato ſenz'addizione di Sa
li, il Solfo che gli reſta, benchè in minor quan
tità ed uſcito dal più profondo del Minerale, ha
nelle ſue parti inſenſibili molto maggior moto
cd azione, perchè quelle parti nulla trovando
che le ritenga, ſeguono la lor determinazione
e ſi lanciano con tutta la lor forza contro le pa
reti o lati dello ſtomaco. . . - .
Ho poſto in polvere il Vetro di Antimonio e
ho conoſciuto che la vetrificazione aveva fatto
in tutte le maniere cambiar colore alla Materia;
perchè, laddovel'Antimonio calcinato e pol
verizzato, di cui ſi è fatto il Vetro, era di un
grigio quaſi bianco, il Vetro di Antimonio in .
polvere e di un grigio, un poco tendente al ver
de. -

- -
Ho voluto vedere ſe il peſo della Materia ſi
foſſe
Dell'Antimonio, a 275
foſſe cambiato, come il colore: ho peſata una Peſ pe
quantità di Antimonio calcinato e ſottilmente a mºle
polverizzato, poſta in confronto di una egual
quantità di Vetro di Antimonio parimente ri parago.
-
dotto in polvere; ho trovato che il Vetro di An
timonio peſava meno una nona parte. Queſta
leggierezza che fu dal Vetro acquiſtata coiio ſta
re in fuſione ſul fuoco, e della quale ho parlato,
mi dà molta inclinazione a credere che la parte
mercuriale dell'Antimonio, che dev'eſſere la
più peſante, ſia fuggita e volata via nel tempo
della Vetrificazione, e che il Vetro di Antimo
nio non poſſa farſi ſe non colla privazione di
ueſto Mercurio,
Ho confrontato il Vetro di Antimonio che ho
fatto, con quello che viene di Qlanda, ed è ven
duto da Droghieri: gli ho trovati ſimili quanto Vetro di
all'eſteriore; ma poſti in polvere ſono ſtati nel Anti
colore diverſi, perchè il mio Vetro è di un gri º20mag
gio tendente al verde, come ho detto, e quello de Qlie
di Qlanda è giallo. Ho peſate due quantità egua da o

li di queſti due Vetri polverizzati l'uno poſto in


confronto dell'altro; ho trovato che il mio peſa
va la decima parte meno di quel di Olanda que
ſte varietà di colore e di peſo vengono da gradi
di calcinazione, dati agli Antimoni, dequali
ſono ſtati fatti i Vetri; credo che la ragione per
la quale il Vetro di Antimonio di Olanda è più
giallo di quello che ho preparato, ſia, che non
eſſendo ſtato calcinato giuſtamente per sì lungo
tempo, ha ritenuto più Solfo; e ſia più peſan
te in egual mole, perchè non eſsendo reſtato per
sì gran tempo nel fuoco, ha laſciato diſperderſi
meno di ſua parte mercuriale,
La maniera di fare il Vetro di Antimonio,
di cui ho parlato, è la migliore e la più utita
/ S a ta,
276 , . Trattato
ta; ma come mi parve che nella Vetrificazio
ne, ſi diſperdeſsero molti Fiori bianchi, ho
cercato un mezzo di raccoglierli quanto più mi
foſse poſſibile, e di valermene facendo l'ope.
razione: a codeſto fine ho poſto in un Vaſo di
terra ordinario, che non era invernicato al di
dentro, tre once dello ſteſso Attimonio calci
nato e polverizzato che avevo adoperato nell'
operazion precedente: ho collocato nel mezzo
del Vaſo, tre o quattro dita ſopra la Polvere,
un piccol coperchio della medeſima terra, fo.
rato con piccol buco nel mezzo, e ſopra il Va
ſo un altro coperchio; ho poſto il vaſo ſul fuo
co, e ho proceduto nella ſublimazione de'Fiori,
come in quelle del Regolo di Antimonio, del
le quali parlerò di poi. Si ſon alzati e attacca
ti alla ſuperficie della Materia e al coperchio
Fiori di del mezzo, in due ſublimazioni cinque ſcrupo
Anti-, li di Fiori riſplendenti argentini, diſpoſti in .
– monio ſottiliſſimi Aghi lunghi e belli, e affatto ſimili a
calciº quelli del Regolo di Antimonio, gli ho raccol
32apo e ti, e dopo avere adattati di nuovo i coperchi
ſopra il Vaſo, l'ho poſto di nuovo ſopra il fuo
co: me avrei tratti ancora dei Fiori, ſe aveſ
ſi continuata l'operazione collo ſteſſo grado di
fuoco; ma ho voluto vedere ſe coll'accreſcer
lo e renderlo ben vigoroſo ſotto la Materia,aveſ
fi potuto farla vetrificare nello ſteſſo Vaſo, men
tre ſi ſublimaſſero i Fiori Ho dunque fatto un aſ
ſai gran fuoco ſotto queſta Materia, e l'ho fat
to continuare per lo ſpazio di due ore; poi
avendo laſciato diventar freddo il tatto, ho tro
vato ncn eſſermi riuſcita codeſta ultima prova;
perchè i Fiori che ſi erano ſublimati erano ſtati
per metà liquefatti dal gran fuoco, e nel dive
nir freddi, erano reſtati attaccati al
-
co" l -
Dell' Antimpaio, 277
diſotto in iſpecie di ſquame grigie: le ho pe
ſate, ve n'erano due dramme e uno ſcrupolo.
-La Materia ch'era reſtata in fondo al Vaſo,
non era vetrificata; ma era ſecchiſſima, ſqua
moſa, fragile, grigia, e peſava due once e due
dramme: Appariſce dunque non eſſerſi diſperſe
ſe non due dramme dell'Antimonio calcinato
in tutta codeſta operazione: ho polverizzata la
Materia reſtata in fondo al Vaſo, e l'ho poſta
in fuſione con un gran fuoco: Subito ſi è vetri
ficata, e ne ho avuto un Vetro di Antimonio Vetro
roſſo bruno, affatto ſimile al primo, l'ho pe. di Anti
ſato; ve n'erano due once: la Materia è dun monio -
que diminuita di due dramme nella vetrifica
2l One ,
Ho voluto vedere le diverſità del peſo de Peſpoſti
Fiori, dei quali ho pariato, in egual mole coll'in para
Antimonio calcinato e col Vetro d'Antimo sene,
nio: ho trovato che i primi Fiori bianchi e cri º
iſtallini ben ammaſſati, peſavano due terzi ine - - - -
no dell'Antimonio calcinato polverizzato e ben s .
spremuto, e due quarti e mezzo meno del Vetro e -

di Antimonio in polvere ben premuto. Gli ul


timi Fiori ch'erano ſtati per metà liquefatti dal
-fuoco, e da me ſtaccati dal coperchio in iſpecie
diſquame grigie, peſavano un po' meno dell'
Antimonio calcinato, e un po' più del Vetro di
Antimonio. I - , -
l'irtù
tr E da oſſervarſi che quantunque l'Antimonio
de' Fiori
calcinato ſia vomitivo, i primi Fiori che ne fu di An
rono tratti, non lo ſono in conto alcuno: deb
timonio
bon eſser buoni per eccitare la traſpirazion de
calcina,
gli umori. Si può ſervirſene per le Febbri in
iermittenti, e per gli altri uſi, ne' quali ſi ado i 9 e
prano quelli del Regolo di Antimonio : biſo
igna che il fuoco abbiaScosì3 ben cambiato di
l'or
i
a78 Trattato
dine e la configurazione delle parti dell'Anti
monio, che non abbiano più la diſpoſizione d'
irritare le Fibre del ventricolo, come avevano
prima. . . . Fiori
. . ſi ſono trovati molto diverſi
-

Gli ultimi
da primi, non ſolo nella lor forma, e nel lor
colore, ma anche nella lorazione i perchè ſono
un poco vomitivi: è neceſsario che il fuoco vio
lento il quale ſe gli ha come pietrificati colla
fuſione, abbia ſomminiſtrata un'altra diſpoſi
zione alle lor parti, o piuttoſto abbia impedito
il cambiarſi a quelle dell'Antimonio,
Metodo . Benchè le prove che ſono ſtate fatte nell'ul.
per trar. tima operazione, non ſieno affatto riuſcite, non
re de ſi laſcierà di trarne qualche titilità º perchè
Fiori quando ſi vorrà fare ai Vetro di Antimonio,
ianchi ſi potrà trarre una certa quantità di Fiori biana
prepa- chi e criſtallini dall'Antimonio calcinato col
rando il metodo che ho riferito, non vi adoperando
vetro a che un fuoco mediocremente vigoroſo, ſenza
Anti- volere vetrificar la Materia nello ſteſso Vaſo.
monio. Dopo aver ſeparati e tolti via i Fieri, altro
non avraffi a fare che mettere dentro un Cro
giuolo, ciò che ſarà teſtato in fondo al Vaſo,
e farlo ſtruggere a gran fuoco: ſubito ſi vetri
ficherà: Si verſerà allora ſopra un marmo cal
do, e auraſſi un bello e buon Vetro di Anti
monio, e collo ſteſso mezzo dei Fiori, s.

Ho voluto anche vedere ſe l'Attimonio cal


- cinato poteſse eſser ridotto affatto in fiori, co
ne fa il Regolo di Antinonio: ne ho poſto
due once dentro un Vaſo di terra guernito co'
ſuoi due coperchi, come ſi è detto, e ho fatto
del fuoco diſotto nella maniera conſueta; ma
non ho potuto trarre con più ſublimazioni rei
terate, ſe non due dramme e uno ſcrupolo di
- - - Fiori
Dell'Antimonio. 27,
Fiori bianchi e criſtallini: mi è reſtata in fon
Fieri di
º do al Vaſo una Materia dura, ſecca, grigia,
la quale non ha più traſmeſso fummo ſotto i 4ºº"
coperchi, veriſimilmente perchè non v'era aria
ſufficiente: l'ho ſeparata dal Vaſo, e l'ho pe.
ſata; ve n'era un oncia e mezza, e mezza dram
ma; l'ho polverizzata, e l'ho poſta dentro un
Crogiuolo, in mezzo a un gran fuoco: ha co
minciato di nuovo a traſmetter de i filmmi, lº
ho laſciata in quel grado di fuoco finattanto
che reſtò ſenza parti volatili, e non ſi alzò più
coſa alcuna. Ho allora provato di mettere in
fuſione e in Vetro una Materia grigia ch'era ,
reſtata nel Crogiuolo; a codeſto fine ho accre
ſciuto vigoroſiſſimamente il fuoco intorno al
i Crogiuolo, e l'ho fatto continuare nello ſteſso
vigore, per lo ſpazio di moltº ore. Ia Materia
è divenuta molle e ſi è liquefatta; ma non ha
ricevuto una vera fuſione, ne per conſeguen
za alcuna vetrificazione: forſe l'avrei ridotta
in vetro con un fuoco di fuſione, anche più
violento di quello che ho adoprato, ovvero al
Sole collo ſpecchio ardente; ma avrei luogo
di dubitare che quello foſse Vetro di Anti
" per
-

di poi ,
le ragioni che ſaranno eſpreſse e
-

Ho laſciato diventar freddo il Crogiuolo: º erra


ho trovato dentro una Maſsa grigia, ſecca , di Antre
aſsai peſante, e ch'era fimile ad una Terra manio,
pura : l'ho peſata; ve n'erano nove dramme
e mezza: ſi ſono dunque diſperſe della Mate
ria, dopo averla io ſtimolata co fuochi vigo
roſi, tre dramrne di parti antimoniali che ve
riſimilmente erano Fiori, ma non poterono
'da me eſser raccolti: è ben verifimile che co
deſta Materia grigia ſia quaſi tutta una Ter
- - . S 4 - I3
48o 4, frattato - - -

ra che l'Antimonio aveva preſa dalla Minie


ra, e aveva tenuta incorporata, non oſtante
la purificazione che ne ſuol farſi dagli Artefi
ci, per metterlo nello ſtato nel qual lo tro:
viamo appreſſo i Mercanti, perch'ella ha il
colore e il peſo della Ganga, o pietra terro
ſa, che ſi trova nell'Antimonio Minerale,
L'ho peſata in egual mole, ponendo nell'al
tra parte della bilancia l'Antimonio calcina
to, che mi ſerve a fare il Vetro: ho trova
sto che peſava meno di un poco più di un un
decima parte, e ſi accoſtava al peſo del Ve
tro di Antimonio i parmi dunque che quan
tunque l'Antimonio che da noi è adoperato,
i ſia ſtato purificato in uſcire dalla Miniera,
vi ſia reſtata conſiderabilmente della Terra; -
ma non credo che tutta codeſta Terra ſia im
purità nell'Antimonio : è veriſimile che la .
maggior parte ſerva di baſe e di matrice, per
incorporare e ritenere il Solfo coll'altre par
ti eſſenziali di queſto Minerale, Ho fatti pren
ider per bocca ſei grani di queſta Materia ter
reſtre ad un'Uomo robuſto, non ne ho veduto
Altra alcun ſenſibil effetto. - :
calci Ho voluto vedere ſe con un altra maniera
mazio di calcinar l'Antimonio, ſe ne traeſſe altrettan
ne dell' taTerra: ho poſte dentro un Crognolo ſedi
Anti ci once di Antimonio ordinario polverizzatº:
monio, ho collocato il Crogiuolo in un fuoco aſſai
grande, per mettere l'Antinopio in fuſione:
ha traſmeſſi molti fummi: ho fatta continua
re ladieci
ver calcinazione per finattanto
ore, ovvero lo ſpazio di
chènove
non ºº.
ha
traſmeſso più fummo: non è reſtato in fondº
al Crogiuolo che un oneia e uno ſcrupolº di
Materialeggiera, roſsa lucente, ovvero di co
“a a - s - lore
Dell' Antimonio, 23r
lore ehe ſi accoſta a quello del fegato di An
timonio ſenza odoro ſapere: l'no peſata poſta
in paragone con egual mole del mio Vetro
di Antimonio polverizzato : ho trovato che
gueſto Vetro era più peſante di una nona par- Peſ po
te e mezza. Ho fatti prendere ſei grani di que- ti inta
ſta Materia per bocca ad una Perſona robu- para
ita: le ha eccitato un leggier vomito : è ve- gºº e
riſimile non eſser ella eſente dal Solfo ſalino
antimoniale ch'è vomitivo: ve n'è reſtato un
poco, benchè non gettaſse più fummi eſsen- -,
-do, nel fuoco: non è dunque una Terra tan
to para , quanto è quella che ho tratta dall'
Antimonio, coli operazion precedenti; ma è a
una Materia terreſtre più fiſsa di tutte le al- - -
tre parti del Minerale, r . - -
- Benchè le operazioni, delle quali ho par
lato, tendeſsero ad un medeſimo fine, ch'era. ..
-il ſeparare le parti terreſtri dell'Antimonio,
ſono diverſamente riuſcite, perche queſt'ulti
ma caleinazione ha laſciato a proporzione e
molto meno di parti terreſtri di quello abbia
laſciate la prina. La ragione ſi è che il fue
co di fuſionè, ch'è ſempre ſtato dato all'An
- timonio , ha fatto alzare e diſperderſi una
gran parte della Terra ch'ei conteneva ; ma
nella calcinazione precedente, ch'è ſtata fata
ta in un piatto di Terra, e nella quale il ſuo
sta è ſempre ſtato moderato, di modo che la
Materia non è ſtata in conto alcune poſta in
fuſione, tutte le parti terreſtri dell'Antimonio
vi ſono reſtate º - - - t: sv - i ,
- Per quanto riſguarda le diverſità nel colo
re e nel peſo di queſte due Materie; vengano
dal più o meno di Materia antimoniale che vi
- s ci oi i 3 .
a º - Ri
28a Trattato --

Ritorno alla Vetrificazione dell'Antimonio,


è neceſsario perchè ſia fatta bene, che l'Anti.
monio ſia ſtato privato del ſuo Solfo groſso e
inutile da una calcinazione lenta e lunga, come
ſi è detto, ma come queſt'Antimonio calcina
- ' to non ſi mette per anche molto facilmente in
Vetro, benchè vi ſi adopri un gran fuoco, ſos
- no ſtati cercati i mezzi di facilitare codeſta Ve.
trificazione. Queſto è quanto ſarà da me rife
rito nelle operazioni ſeguenti. , l . . º

Maniera . Ho meſcolate inſieme due once di Antimo


aivesri-º calcinato in polvere grigia, e due dramme
pea, e di Antimonio crudo polverizzato: ho poſta la
Antimo. Meſcolanza dentro un crogiuolo, l'ho coper
nuo cal-to con una tegola, e l'ho collocato in un gran
anate, fuoco di fuſione: la Materia ſi è ſtrutta e vetri
ma poco ficata in poco tempo, e più prontamente che
tempo, nella precedente operazione: li ho verſata ſopra
- un marmo caldo, ſopra di cui ſi è condenſata
in un'Vetro di Antimonio tanto bello quan
to il primo, del quale ho parlato: l'ho peſato,
ve n'era un oncia e ſei dramme: Si è dunque di
ſperſa mezz'oncia della Materia nel tempo della
Vetrificazione. - º
Ho fatta la ſteſsa vetrificazione di una Meſ
scolanza di Antimonio calcinato con un otta
va parte di Solfo comune, in vece di Antimo
mio crudo. º
Queſte Materie le quali ſon meſcolate coll'
Antimonio calcinato, eſsendo ſulfuree e in
fiammabili, gli ſomminiſtrano più calore, lo
rarefanno di vantaggio, e lo rendono per con
ſeguenza più diſpoſto alla fuſione, e alla vetri
sficazione; ma perchè ſi faccia la vetrificazio
re, è neceſsario ſeno diſperſi queſti soli, pºi,
chè, frattanto che l'Antimonio
-, - -
sonº" O
- Dell'Antimonio, 183
Solfi groſſi intrecciati nelle ſue parti, i ſuoi po
ri non poſson eſser reſi diritti a ſufficienza dal
fuoco, perchè vi paſſi e ripaſſi agevolmente la
luce, e vi ſi faccia la traſparenza .
. Ho voluto vedere ſe poteſse farſi il vetro di
Antimonio con un metodo più corto e abbrevia
to di quello di cui ho parlato. Ho poſto in un
Crogiuolo ſedici once di Antimonio comune;
l'ho collocato in mezzo a carboni acceſi: la
Materia ſi è poſta in fuſione e ha traſmeſſi
molti Fummi bianchi che ſono Fiori; l'hola
ſeiata per lo ſpazio di molte ore nel medeſimo
fuoco, mirando di quando in quando s'ella ſi
vetrificaſse; ma quando ho veduto, che non vi
ſi ſcorgeva un vero Vetro, e nel Crogiuolo
non reſtava della Materia più che mezza la
quarta parte o circa, l'ho verſata ſopra un
marmo caldo: vi ſi è condenſata in un Vetro vetro di
groſso, o piuttoſto in una materia ſemivetrifi Anti
cata, aſsai peſante, nera, che peſava due ore monio
ce e cinque dramme e ſi ſono dunque diſper groſſo
ſe con queſta calcinatione tredici once e tre - è - s
dramme dalle parti dell'Antimonio, il ch'è
molto più che nella calcinazione da me già
fatta a fuoco lento; perchè non ſi erano diſ
perſe della medeſima quantità di Antimonio
che ſei once al più di parti volatili. La ra
gione di queſte diverſità, viene dalla calcina
zione ch'è ſtata fatta a fuoco lento dentro uti
catino di terra, non ha tolto via 3he il Solfo
groſso dell'Antimonio, eſsendo interamente re
ſtata la parte regoſina di queſto Minerale; ma
la calcinazione ch'è ſtata fatta a fuoco vigoro
ſo dentro di Crogiuolo, ha diſperſo non ſolo
il Solfe groſso dell'Antimonio, ma la maggior
parte del Regolo, ch'è aſceſa sestarsi coſì
- . c1S0a
.284 . Trattato
eſso. Ciò ch'è reſtato in vetro è dunque il ri
manente della parte regolina dell'Antimonio;
ma com'ella ha ritenuto troppo Seſſo, non ha
potuto eſsere ſufficientemente vetrificata, ed è
reſtata in un Vetro imperfetto di Antimonio,
Per quello riſguarda il ſuo color nero, ei vie
ne veriſimilmente dal Solfo groſso: perche ve
diamo che l'Antimonio comune il quale n'è ca
rico, è nero, e quando n'è privo, è grigio.
Queſto Vetro di Antimonio nero, benche groſ
ſo, non laſcia di eſsere vomitivo come il roſso.
Il Vetro di Antimonio eſsendo un emetico
violento, è cagione che molti ſi applicano a re
primere la ſua forza troppo grande: ciò ſi di
nomina correggerlo; Eccone un modo.
; Ho polverizzato e meſcolato inſieme tre on
ce di Vetro di Antimonio e un'oncia di Salnitro:
e Calei- ho poſto a calcinarſi la Meſcolanza ad un gran -
naziº:. fuoco dentro un Crogiuolo per lo ſpazio di un
ºe del ora, muovendolo con una ſpatola: non vi ſi
ºººi è fatta alcuna detonazione, perchè non v'era.
º Solfo groſso: ho poi coperto il Crogiuolo, e
ººººº avendo accreſciuto il fuoco di nuovo con mag
gior vigore; ho poſta la Materia in fuſione per
vedere s'ella ritornaſse in Vetro, ma non è
e ſucceduta alcuna vetrificazione, benchè abbia
mantenuta per gran tempo la fuſione: l'hola
ſciata diventar fredda, e l'ho tolta dal Cro
giuolo in una Maſsa di color bianco pallido,
o tendente al giallo: l'ho poſta in molle nell'
Acqua calda, e l'ho ben lavata per ſeparare
Re il Sale; poi l'ho potia a ſeccarſi: mi è re
ſtata una Polvere grigia bianchiccia , ſenza
odoro ſapore, che peſava due once, ſei dram
i me e due ſeripoli, Qracome avevo adopera
ate in queſta operazione tre once di Vetro di An
- - il T19
- ---

Pell'Antimonio, 285
timonio, appariſce non eſſerſene diſperſi colla ,
calcinazione ſe non quattro ſcrupoli, ma non ſi Vetra
può aver certezza della quantità della diminu- di Ane
“zione: perchè da una parte è coſa aſſai proba- timo
bile che non oſtanti le Lozioni che ne furono nºto core
fatte al vetro d'Antimonio calcinato, è reſta- retto
ta come oſtinatamente ne'ſuci pori una porzion : :
delle parti più fiſse del Salnitro che vi era ſtato
adoperato, come ne reſta in molte altre pre
parazioni di Antimonio. Dall'altra parte, può
eſſere che queſto Vetro ſi ſia impregnato nella
calcinazione, delle parti di fuoco che accreſco
no il ſuo peſo: Sia come ſi voglia, e coſa certa , e

che ha perduto molto di ſua qualità emetica; il


che attribuiſco principalmente alla fiſsazione
delle ſue parti ſulfuree che ha prodotto il Sal
nitro. - i :
Si può far prender per bocca di queſto Vetro Doſe.
di Antimonio corretto, dai quattro ſino ai quin
dici grani: Fa vomitar dolcemente, è poi purga Virtù.
per diſotto. . . . - - - -
Ho peſato queſto Vetro di Antimonio, cor- .
retto, poſto in paragone con egual mole di Ve- poſipo
“tro di Antimonio puro polverizzato; ho trova- º º
to eſsere men peſante una quinta parte e mezza. Pº”
Ho fatti parimente dei Vetri di Antimonio º
con addizion di Borrace: ho polverizzate e me- - - e

ſcolate inſieme tre once di Antimonio calcina-ºriº


to, tre dramme di Antimonio crudo, e ſei gra- º,
ni di Borrace affinato: ho fatto vetrificare la º º
meſcolanza come nelle operazioni precedenti: i 7º
ſho avuto due once, e mezza di bel Vetro roſ- li è ag
ſo, gialliccio e ſcreziato al di fuori: ſi ſono duri. " e

q e diſperſe colla fuſione, ſette drammie e ſei i"


gani delia Atte:ia, ho poi veri cita una par- “
te di queſto Vetro, la Polvere ne gialla: l'ho
- peſa-
436 Trattato
Poſi peſata in paragone con egual mole di vetro pus
i" : ro di Antimonio, parimente polverizzato: ha
º peſato meno una ſettima parte,
ºgº Queſto Vetro poco differiſce in virtù dal Ve
º tro di Antimonio fatto ſenz'addizione: perche
la piccola quantità di Borrace che vi è entrata,
Virtà. nºn uò aver cagionata una grand'alterazione
alla Materia.
Ho polverizzato e meſcolato inſieme due on
ce di Antimonio calcinato a fuoco lento e ridot
Vetre di to in polvere grigia cenericcia, come s'è detto,
T" e "i ºrrºri º nºia"
, va infuſione con fioco aſsai vigoroſo i vetrº
º catain un Vetro di color citrino che peſava due
once meno uno ſcrupolo; vi è dunque ſtata una
diminuzione di due dramme e uno ſcrupolo: il
Vetro di Antimonio ridotto in polvere è giallo
bianchiccio: l'ho peſato poſto in paragone col
'eſ pg- Vetro di Antimonio, fatto ſenz'addizione e
i in- polverizzato in mole eguale: fu più leggiero la
ir,
go e
"i
ne emetica del Vetro di Antimonio fiſsando il
ſuo Solfo: perchè diviene men voinitivo, a pro
porzione di quello ſe n'è fatte entrare ,
Ho aggiunto ancora al Vetro di Antimonio,
eitrino, di cui ho parlato, due dramme di Bore
race:ho poſta la meſcolanza in fuſione col fuoco:
ſi è fatto un Vetro di color citrino, più bello e
più traſparente di prima, che peſava due once
e uno ſcrupolo; vi ſono ſtate duno, due dram
me di diminuzione, in tempo del fonderſi . Ne
ho poſta in polvere una parte: ha preſo un co
lor bianchiccio, tendente al giallo: ha peſato
in egual mole, un poco meno che il prece
dente. -

Ho polverrizate e meſcolate inſieme due e


eace
-
- Dell'Antimonio, 237
ence di Antimonio calcinato e un oncia di Bor
race: hº fatta vetrificare la Meſcolanza; mi ha
prodotte due once e mezza, e mezza dramma -
di un belliſſimo Vetro giallo traſparente o di co
lor d'oro. Si ſono dunque diſperſe tre dramme
e mezza della Materia nella fuſione. Ha peſato
un po'meno che il Vetro precedente in pari mos
le. Eſſendo polverizato, il ſuo colore è ſtato
bianco, tendente al giallo- -

Ho polverizzato e meſcolato inſieme due on


ce di Antimonio calcinato e altrettante di Bor
race: ho poſta a vetrificarſi la Meſcolanza in un
Crogiuolo a fuoco di fuſione, ne ho avute tre on
ce e tre dramme di un bel Vetro di color ci -
trino: ſi ſono dunque diſperſe cinque dramme
della Materia, nella fuſione; ne ho polveriz
zata una parte; la polvere n'è ſtata più bian
ca e più leggiera di quella del Vetro prece
dente. A - - --

E' da oſſervarſi che quanto più Borrace ſi


meſcola coll'Antimonio calcinato, tanto più
agevolmente ſi mette in fuſione e ſi vetrifica,
e il Vetro che ne proviene è men peſante.
Queſti Vetri eſſendo conſervati diventano
bianchicci e quaſi opachi, in più o men tem
po, ſecondo l'eſſervi ſtato poſto inſieme più o
men Borrace. Di queſto è la ragione, che il
Borrace il qual è un Sale, ſi inumidiſce facil
mente e tura i pori della Materia, coſicchè non
vi può più paſſar la luce. Si porge rimedio a
queſt'accidente, ſe baſſi la diligenza di mettere
i Vetri, dicchè ſon fatti, in un luogo aſciut
to, come ſotto un cammino, ovvero in una
fluſa per conſervarveli. -

Ho parimente voluto vedere ciò che foſſe


per ſuccedere della fuſione di vari Metalli col
si -. Ve
-
- Trattato i -

Vetro di Antimonio: ho polverizzate e meſco.


late inſieme due onee di Antimorio e ſtrinato,
due dramme di Antimonio criti e uno ſetupolo
di Oro in foglia; ho fatta vetrificare la Meſco
Vetro di lanza con un gran fuoco ; ho avite quindici
Anti- dramme e mezza di un Vetro di Antimonio,
monio, Solare, di color roſſo, tendente al dorato nelle
Solare e parti, nelle quali ſi è trovato eſſer molto ſot
tile, e ne ſuoi fili che ſi formano ſul fine, allora
chè è verſato ſul Marmo . Ne ho polverizzata .
una porzione: la polvere è ſtata gialla, in para
te a cagione dell'Oro, perchè ci vuol di molto
che il Vetro di Antimonio preparato ſenz'ad
dizione ſia tanto giallo, quando è ſtato ridotto
in polvere. Ho peſato queſto Vetro Solare pol
ref po. verizzato, poſto in paragone con egual mole di
ſti in- Vetro di Antimonio ordinario, parimente pol
isº verizzato ho trovato che peſava meno una duo
decima parte:il che veriſimilmente ſuccede dale
l'aver Io adoperato nella ſua preparazione un ota
tava parte di Antimonio crudo, e non ne avevo
adoperato nell'altra, ,

Mirtù, Queſto Vetro Solare di Antifronio è Emeti


co, come quello ch'è ſtato fatto ſenz'addizione,
e non mi parve che l'Oro vi aveffe portato alcun
cambiamento quanto alle qualità. Alcuni tutta
via credono che l'Oro gli abbia comunicata una
virtù acconcia a fortificare il cuore, dopo aver
purgati gli umori. - - --

Ho polverizzate meſcolate fei dramme di


queſto Vetro Solare, con una dramma e mezza
di Borrace: ho fatto vetrificarſi la Mefcolanza;
ho avute ſette dramme di un Vetro aſſai bello;
la Materia dunque non e diminuita che dimez
za dramma. Ho polverizzato codeſto Vetro: la
polvere n'era pallida bianchiccia: l'ho peſata
- po
Dell'Antimonio, 239
poſta in paragone con egual male di vetrosola-ºſ º
re, fatto ſenza Borrace e polverizzato: ha pe ºººº
fato meno una decimottava parte. Queſto Ve- rºgº
tro, nel qual è entrato del Borrace, è men vo
motivo che il comune.
Ho fatta una Meſcolanza di due once di Anti
monio calcinato , due dramme di Antimonio Vetro
crudo, e uno ſcrupolo di Argento in foglia: ho Lunare
fatta vetrificarſi la Meſcolanza con un gran fuo- di Anti
coin un Crogiuolo; ho avute quindici drammemonte
e mezza di un Vetro roſſo bruno:Si ſono diſper
ſi nella vetrificazione, otto ſcrupoli e mezzo
della Materia; ho polverizzata una parte di que
ſto Vetro; la polvere n'è ſtata bruna roſſiccia:
il che moſtra che l'Argento ha dato un celere s
al Vetro di Antimonio; perche quello ch'è ſta- -

to fatto ſenz'addizione, eſſendo polverizzato ha


un colore giallicio grigio, tendente un poco al
verde: ho peſato il Vetro di Antimonio, Ar Peſ po
gentato o Lunare, poſto in paragone con egual ſti in.
mole di Vetro di Antimonio, fatto ſenz'addi- parago
zione, ha peſato meno una duodecima parte; il ne.
che viene ſenza dubbio, dall'aver Io fatto en
trare nella ſua compoſizione, un ottava parte e
di Antimonio crudo, a fine di facilitare la fuſio
ne . Non mi ſon accorto dall'uſo Medicinale
che ne ho fatto, che l'addizione dell'Argento
aveſſe fatto alcun cambiamento nelle qualità di
queſto Vetro: perchè opera per l'appunto come
il Vetro di Antimonio ordinario , fatto ſenz'
addizione: Coloro che credono aver l'Argento Virtù.
qualche virtù contro le infermità del capo, lo
preferiranno agli altri nell'Epileſſia, nella Para- e
liſia, nella Apopleſſia. Vetrº
Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on- Marzia.
ce di Antimonio calcinato, due dramme di An- le di Ane
Tl timo- timonies
a
- 29o Trattato ,
- timonio crudo e uno ſcrupolo di limitura di
Acciaio: ho fatta vetrificarſi la Meſcolanza con
- un gran fuoco dentro un Crogiuolo: ne ho avu
todue once e mezzo ſcrupolo di un Vetro nero
oſcuro e poco traſparente: la Materia è dun
que diminuita due dramme e mezzo ſcrupolo
nella fuſione. Ho polverizzata una parte di que
reſi pe ſto Vetro di Antimonio, la polvere è ſtata roſ
ai n. ſicsia bruna; l'ho peſat a poſta in paragone con
egual mole di Vetro di Antimonio, fatto ſenz'
parago-
90g e addizione, parimente in polvere, ha peſato me
no una decima parte: Non ho conoſciuto che a
l'aggiunta del Ferro in queſto Vetro aveſſe cam
biate in conto alcuno le ſue virtù Medicinali;
ma queſto Metallo lo ha reſo bruno, e men
traſparente,
Vetro Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on
Giovia- ce di Antimonio calcinato, due dramine di An
le di An- timonio crudo e due ſcrupoli di Calcina di ſta
timonio. gno, preparata giuſta la deſcrizione che ne ho
- atta nel mio Corſo di Chimica a carte 1o6. Ho
-
fatto vetrificarſi la Meſcolanza con un gran
fuoco, ho avute due once e mezza dramma di
un Vetro roſſo bruno poco traſparente. La Ma
teria è dunque diminuita due dramme e mezzo
ſcrupolo. Ho polverizzata una parte di queſto
Vetro; la polvere n'è ſtata di color bruno oſcu
º º io l'ho peſata poſta in paragone con mole egua
º º le divetro di Antimonio fatto ſenz'addizione:
lº ha peſato meno una ſeſta parte o circa. -

Me e Queſto Vetro di Antimonio è ſtato un poco


corretto dallo Stagno : Mi parve faceſſe vo-,
Virtà. mitare con minor violenza che gli altri - Co
loro che ſtimano lo Stagno come Iſterico, daran
no a queſto Vetro la preferenza nelle infermità
della Matrice. -
\ Ho
Dell'Antimonio e C9E
Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on- Vetro
ce di Antimonio calcinato, due dramme di An- di as
timonio crudo e due ſcrupoli di Zafferano di timo
Rame, preparate come ſi trova deſcritto nel mio e di
mio Corſo di Chimica a carte 14o, &c. Ho fat- Venere,
ta vetrificarſi la Meſcolanza con un vigoroſiſſi
mo fuoco: ho avute due once di un Vetro di co
lor brune, tendente al roſſo, poco traſparente,
Si ſono dunque diſperſi otto ſcrupoli della Ma
teria nella fuſione. Ho polverizzata una parte
di queſto Vetro, la polvere è ſtata di un grigio
bruno; l'ho peſata potta in paragone con egual º e
mole di Vetro di Antimonio, fatto ſenz'addizio- ſº dire
ne e polverizzato: ha peſato un ottava parte ºgº
l'Inc nº « log o

Queſto Vetre è per lo meno tanto veniti.


vo, quanto ognuno dei precedenti; ma opera Virtà.
con più aſprezza, a cagion del Rame che con
tiene; credo che ſarebbe buono per l'Epileſſia,
eſſendo dato in piccola Doſe, come da uno ſi
no a quattro grani, perchè ho conoſciuto che
molte preparazioni tratte dal Rame, produce
vano un buon cifetto in queſta infermità,
Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on- Vetro di
ce di Antimonio calcinato, due dramme di An- Anti
timonio crudo e mezza dramma di Minio: ho monio e
fatto vetrificarſi la Meſcolanza con un gran fuo- di Sa
co; ne ho avute due once e una dramma di un tºrneº
Vetronero come Giaetto; ſi è dunque diſperſa.
una dramma e mezza della Materia, nella fu
ſione. Il color nero viene dal Minio, il quale di
roſſo ch'era, ha preſo di nuovo il ſuo color natu
rale di Piombo. Ho polverizzata una parte di
queſto Vetro, la polvere n'è ſtata quaſi tanto
nera quanto la Miniera di Piombo: credo che a
il Minio abbia quì perduto il ſuo color roſſo,
- A per
29i - Trattato i
perchè la fuſione ne ha ſpremuti i corpicciuoli
- . del fuoco che glielo davano, o piuttoſto che co
, rnunicavano alle ſue parti un rapidiſſimo moto
º intorno al lor centro. Ho peſato il vetro dopo
Peſi po- averlo polverizzato, poſto in paragone con egual
ſti in pa mole di Vetro di Antimonio, ordinario part
ragone, mente polverizzato: ha peſato una terza parte
meno: il ſuo effetto Emetico è ſtato rallentato
dall'addizione del Piombo; perchè non fa vomi.
tare ſe non dolcemente. -
- è In tutte le vetrificazioni delle quali ho parla
to; ſi ſono fatte delle diſperſioni della Materia
--
- - - in quantità differenti , giuſta la volatilità o fiſ
ſità degl'ingredienti che ſono ſtati aggiunti all'
Antimonio calcinato, e ſecondo l eſſere ſtato
laſciato il Crogiuolo più o meno nel fuoco.
Ho fatto parimente dei Vetri di Antimonio
con addizione di Arſenico nella maniera ſe
guente, i .
* Ho polverizzate e meſcolate infieme due on
Vetro di ce di Antimonio calcinato e due dramme di Ar
Antimo-ſenico braneo: ho fatta vetrificarſi la Meſcolan
mio e di za con un gran fuoco,ſe ne ſon alzati molti fum
Arſenico mi bianchi; ho verſato il Vetro ſopra un marmo
bianco. caldo e l'ho laſciato diventar freddo; è di un
color roſſo bruno, e peſa un oncia e ſette dram
me. Si ſono dunque difperſe nella fuſione tre e
dramme della Materia, ho polverizzata una por
Peſi poſti zione di queſto Vetro, la polvere n'è ſtata
in para- gialia : l ho peſata poſta in paragone con -
gone. egual mole di Vetro di Antimonio comune,
Vetro di parimente in polvere, pesò nenò una ſettima
Antirac- parte. - º
mio e di Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on
Orpirni- ce di Antimonio calcinato e due dramme di Ore
lo e pimento : tto fatta vetrificarſi
- - e
º Macoli,
c
Dell'Antimonio. º 93
ſe ne ſono alzati alcuni vapori bianchi: hover
ſato il Vetro ſopra un Marmo: è ſtato nero,
peſava due once: Si ſono dunque diſperſe nella
fuſione due dramme della Materia. Ne ho pol
verizzata una porzione, la polvere fu bruna eſ- a
curº ,l'ho peſata poſta in paragone con egual a
mele di Vetro di Antimonio comune spesò me. Poi po
no la ſettima parte. -, .. ſti in pa
Queſte due ultime preparazioni di Vetro di ragone
Antimonio ſono ancora più vomitive che il ve
tro di Antimonio comune, a cagion dell'addi
zione dell'Arſenico ch'è un Emetico de'più vio
lenti; ma non vorrei ſervirmene interiormente, º
perchè avrei timore che faceſſero uei corpo una
qualche troppo aera impreſſione.
e Baſilio Valentino Autor Chimico aſſai famo- Prove
ſo ha eſpoſta la deſcrizione di una preparazione, della
da lui nomata Rubino di Antimonio, perchè prepa
pretende che ſe ne debbano alzare, certe ſpecie razzo-,
di Rubini, tanto belli quanto i Rueini orien, ne, detta
tali. Ho voluto vedere ſe col ſeguire eſattamen- Rubino
º la ſua deſcrizione, mi poteſſe riuſcire il i
farle. - - timoni o
1. Hº poſte in fuſione ſopra il fuoco due once di saf.
di Solfo comune: vi ho meſcolate e incorpora- lio Va
te eſattamente lontano dal fuoco quattro ace di lentino,
Aigºto vivo: ſi è fatta una Maſia grigiabru
na: ho polverizzata e meſcolata la Maſacon.
dºs once di Antimonio, due once di Arſenico -

rºſſo, un oncia di Zafferano di Marte, e quat st .


ºr ºnce di Mattone: hopoſta la Meſcolanza in
Sublimazione ſul fuoco dentro un Matraccio,
nella Maniera ordinaria; ma non ſe n'è alzato
che un Cinabro grigio di “ſopra e roſſo di ſot
iº che non aveva rapporto alcuno co Rubi.
mi Qrientali; il she dimoſtra, non eſſer coſa ſi,
-1 il T 3 cu
29 Trattato -

cura il preſtar fede a quanto dicono gli Autori,


per famoſi che fieno,
Ho proccurato far del Vetro di Antimonio
coll'addizione di Allume,
Prove Ho polverizzate e meſcolate inſieme dite on
di ve- ce di Antimonio calcinato e due dramme di Al
ºrfeº: lume di rocca: he poſta in fuſione la Meſcolan
º di za, vi è ſtata per gran tempo, e non ſi è vetri
º ficata. Ho verſata la Materia ſopra un Marmo
Meſº e l'ho peſata, ne ho trovato un oncia e cinque º
lanza- dramme, Si è dunque diminuita cinque dram
º º me nella fuſione era ſalda, peſante, opaca,
: liſcia nella ſuperficie, di color grigio lucente;
; º ne ho polverizzata una porzione , la polvere e
“ reſtata grigia cenericcia: l'ho peſata poſta in
paragone con egual mole di Vetro di Antimo
poſi ps- mio, fatto ſenz'addizione e parimente polve
sti in rizzato, pesò meno la decima parte e mezza.
parago- Ho proccurato far del vetro di Antimonio
ase. coll'addizione di Sal Armoniaco,
Ho polverizzate e meſcolate inſieme dite on
ce di Antimonio calcinato e due dramme di sal
ºrº Armoniaco; ho poſta la Meſcolanza in fuſione º
º di An- dentro un Crogiuolo; ſi è agevolmente vetrifi
º cato, traſmettendo molti fummi o vapori bian
i" d chi. Per accidente è ſucceduto, che mentre la
2.". Materia era affatto arroventata dentro il Crogi
de Sal uolo, vi è caduto dentro un piccolo carbone ac
Armo. ceſo; il carbone eſſendoſi meſcolato col vetro,
1, vi ha cagionata una piccola detonazione, e vi
ſi è alzata la fiamma quaſi come avviene quan
do ſi getta del carbone nel Salnitro liquefatto
al fuoco; ma la fiamma che verifiniilmente trae
va l'origine dal Sal Armoniaco e dal Carbone e
era verdiccia, e quella che dal Salnitro vien ec
citata, è bianca. Ho verſata la
- - - -
attie- C2
Dell'Antimonio. 29 ;
ficata ſopra un Marmo; ho avuto due once di un
bel Vetro roſſo, tendente un poco al rancio,fra
giliſſimo e anche un po ſtritolabile e la Materia
ſi è dunque diminuita nella fuſione, due dram
me. Ne ho polverizzata una parte e l'ho peſata Peſ pee
poſta in paragone con egual mole di Vetro di ſti in
Antimonio, fatto ſenz'addizione, e parimente para
polverizzato, ha peſato meno la ſettima parte; gone e
queſto Vetro è ſtato corretto dal Sal Armonia ,...,
co, e molto vivuole che non ſia altrettanto vo-º
mitivo quanto il comune, ſe ne poſſono dare
ſino dieci grani alla Dote. - Doſe o

Ho proccurato far del Vetro di Antimonio


coll'addizione del Sal di Tartaro. ..
Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on. Vetrº di
ce di Antimonio calcinato e due dramme di Sal 4º
di Tartaro: ho fatta vetrificarſi la Meſcolanta; ºººº
ſe ne ſono alzati alcuni fummino verſata la Ma fº
teria ſopra un Marmo , ho avuto due once º ia
e quattro
co ſcrupolila diMeſcolanza
traſparente un vetro non
grigioè dunque
bruno,pºdi "i
" d
minuita nella fuſione ſe non due ſcrupoli: ne ho Tarta
polverizzata una porzione, la polvere è ſtata gro e

sigiai l'ho peſata in paragone con egual mole Peſi r-


di Vetro di Antimonio, fatto ſenz'addizione ha fi
-

i ts
peſato meno la ſettima parte o circa. parago
Queſto Vetro è ſtato inoltr corretto o indebo- ,“
lito nel ſuo effetto Emetico, dal Sal di Tartaro: "virtà.
perchè eſſendo codeſto Sal Alcalì, ha aſſorbito
o diſtrutto una gran parte dell'Acido ſulfureo
dell'Antimonio che fa l'azione di vomitivo: si
potrebbono far prendere ſino quindici grani di r.a
queſto Vetro per Doſe. - Doſe -
Ho proccurato fare del Vetro di Antimonio
con addizione di Salgemma. ,
Ho polverizzate e meſcolate inſieme due on
- - T 4 CG
-

296 trattato i
petro di ce di Antimonio calcinato e due dramme di Sad
Anti- gemma: ho fatta vetrificarſi la Meſcolanza e
monio l ho verſata ſul Marmo: ho avuto due once e di
fatto eb ciotto grani di un bel Vetro roſſo traſparente,fa
addi- cile a romperſi, un poco ſalato al guſto: vede
zione di vaſin ſu queſto Vetro delle figure in gra numero
Salgem- che al lume di una candela rappreſentavano con
ma e perfezione delle piccole tazze d'Oro: ho trovato
- parimente in fondo al Crogiuolo, dopo averne
- stolto via il Vetro, una dramma di Salgemma in
fuſione, che ſi era ſeparato dal Vetro ſenza ve.
trificarſi: Si ſono dunque diſperſi nella fuſione
cinquantaquattro grani della Materia: ho pol
verizzata una parte del Vetro: la polvere nera
reſi po- ſtò gialliccia, tendente al bianco i l'ho peſata in
ſi impa. Paragºne cºn egual nole di Vetro di Antimo
ragone. ººº fatto ſenz'addizione e parimente polveriz
- zato i ha peſato meno quaſi la ſettima parte. Co
deſto Vetro è ſtato un poco corretto dal Salgcm
ma che vi ſi è fatto entrare; ma non tanto è re
- ſtato corretto quanto il precedente. Di ciò è la
ragione che il Salgemma, il qual è un Sale Sala
- to acido, altro non fa che fiſſare un poco ovvero
moderare il moto del Solfo Salino dell'Antimo
- - -
-

- nio, ma non lo aſſorbiſce come fa il Sal Alcalì.


l'irtus - Si potrebbono ºdare fino
f ad otto
i
grani di queſto - -- -

Vetro alla Doſe, per far vomitare e purgar per


- Doſe - diſ -
p, di ººº' -s .. - -

-
a ºtt. Ho provata la ſteſſa operazione col Sal Ma
- - - - - • -

monio ºº º º vece di Salgemma: è riuſcito lo ſteſ


fatto chi fo, eccetto che le piccole figure non v, ſono
comparſe sì bene, -

i , Ho preccurato far del Vetro di Antimò:


Sal Ma. dio º con addizion di Vctriuolo; ma non mi
rino i è riuſcito il farlo; non ne ho avuto che una
- Materia ſalda, grigia, bruna, opasa, un po
. - -
CO
nell'Antimonio. 297
coacra al guſto. E' emetica per l'Antimonio
e per lo Vetriuolo, a

Delle Diſſoluzioni e delle Tintare del Vetro


di Antimonio preparato ſenz'ad
- , dizione º

Ho veluto vedere in primo luogo ſe il vetro


di Antimonio fatto ſenz'addizione alcuna, fa
geſſe alcuna impreſſione nell'Acqua comune.
fio poſto in infuſione per lo ſpazio di otto gior
ini, ottonce di Vetro di Antimonio polverizza
to ſottilmete in otto pinte o mezzette di Acqua Infuſo--
eomune: ho fatto bollire dolcemente l'infuſio ne del
ne, fino alla diminuzien di tre quarti; ho fel l'etro di
trato il Liquor reſtante, era reſtato chiaro e Anti
non aveva preſo alcun colore, nè odore, nè ſa monio
pore del Vetro di Antimonio: Ne ho bevuto e nell'.
ne ho fatto bere; non vi ho ſcoperto alcun ſen Aequa e
ſibil effetto. Ho fatto ſeccare eſattamente il ve. tongº -

tro di Antimonio, reſtato in fondo del Vaſo, e P2 e a


ne ho ritrovato il medeſimo peſo che vi avevo
adoperato. Da queſta Eſperienza ho concluſo
che l'Acqua comune non è ſufficiente a diſ
ſolvere alcuna porzione del Vetro di Anti º -

monio; -

- - - Altra Eſperienza, infuſio


sme del
Vetro di
Hº poſto in infuſione e a bollire ſeparata Anti-.
ºnte delle porzioni di Vetro di Antimonio monia
.
sºttilmente polverizzato,nell' Acque diſtillate in
di Piantaggine, di Ciano, di Eufraſia, di Ce que Ace
ot
idonia, di Finocchio, di Roſa; ho feltrati italmie
Liquori, non hanno ricevuto colore alcunº;
º nº ſono ſervito per alcune infermità degli emiche
º Q9
o

2 e3 Trattato -

Occhi; mi parvero più deterſivi di quello foſſe


ro le ſteſs'Acque diſtillate, nelle quali non era
ſtato il Vetro di Antimonio. Può dunque eſe
ſere ſucceduto che queſt'Acque le quali conten
gono un poco di Saleſſenziale o Acido che ognu
ma di eſſe ha tratto dalla ſua Pianta, ſi ſieno
impregnate nell'infuſione e nel cocimento, di
qualche ſeggiera porzione del Vetro di Antimo
nio . Sia come ſi voglia, è ſolito il ſervirſi
ſovente in Medicina per l'Ottalmia e per mol
t'altre infermità degli Occhi, del Vetro di An
timonie, poſto in infuſione in una dell'Acque
Ottalmiche, da me accennate,
Ho fatto prender per bocca due once di al
cune di queſte infuſioni di Vetro di Antimo
nio, non hanno prodotto alcun effetto vomi
-
tivo nè purgativo. - -

Altra Eſperienza. -

Ho poſte in un Matraccio due once di Vetro


di Antimonio ſottilmente macinato: vi ho ver
fato ſopra dello Spirito cauſtico di Vetriuolo al
l'altezza di tre dita: ho meſcolato il tutto, e
piſce
Pho poſto caldamente in digeſtione, per lo ſpa
luziane zio di quindici giorni, col muoverlo di quando
in quando : non ſi vide ebollimento nè fermen
del Ve tazione; ma è neceſſario vi ſia ſucceduta una
tre di
“Anti diſſoluzione inſenſibile e leggiera: perchè il Ve
mongo . tro di Antimonio precipitato in fondo al Vaſo,
avello è divenuto bianco nella ſua ſuperficie,come ſuol
spirito fare dell'Antimonio diſſoluto o penetrato dal
ſuo diſſolvente. Nel rimanente lo Spirito di Ve
di yie- triuoto non ha preſo alcun colore, nè odore,
º

o,
nè ſapore, diverſi da quelli che prim'aveva:
º nn
º
ſiè trovato un poco indebolito,

veriſimilmen
tc
Dell'Antimonio, 299
te, perchè ha laſciate alcune delle ſue punte ne
pori del Vetro di Antinonio. Queſta eſperien.
ta dimoſtra che lo Spirito di Vetriuolo non è
Metrao a ſufficienza conveniente per diſſolvere
il Vctro di Antimonie,

Altra Eſperienza,
Hopoſta caldamente in digeſtione in un Ma -.
traccio , mezz'oncia di Vetro di Antimonio, Diſſo
polverizzatº con quattr'once di spirito di ve lnziºne
triuolo filoſofico: ve l'ho laſciato per lo ſpazio del Pt.
di quindici giorni, non vi ſi è veduta alcuna fer. ºre di
mentazione: ho acereſciuto appoco appoco il º
fuoco ſotto il Matraceio, e ho fatta bollir la "
Materia dolcemente per lo ſpazio di due ore, , i.
avendola poi laſciata di venir fredda e poſarſi, i"
ho trovato che la polvere ehe ſi era precipitata, tria º,
era bianca, quaſi
" ſino alla metà nella parte ſu.
mi ha moſtrata una diſſoluzione:
si
ſof.
do

o ſeparata la parte bianca, e ho poſto dell'al- º -


tº Spirito di Vetriuolo Filoſofico fopra quella
ch'è reſtata, ed era grigia : Ho poſta la Meſco.
lanta indigeſtione, e l'ho fatta bollire come pri
ma Tutta la Materia è ſtata penetrata ed è di.
venuta bianca come l'altra i ho meſcolati inſie
mº! Precipitati bianchi, gli ho ben lavati per prei.
toglier loro l'acidità, e gli ho poſti a ſeccarſi, potete
si dee oſſervare che lo spirito di vetritolo Fi. i,
lºſofico, reſtante e ſoprannuotante a precipita. ivi,
ti, aveva perduto molto della ſua forza a cagion di As
della penetrazione che aveva fatta del vetro di un
Antimonio, mio. -
. Allorch'è ſtato ſecco il Precipitato, l'ho pe. -

fato, ne ho trovato mezz'oncia e due ſcrupoli: esſo.


ºra come io non avevo adoperata in queſta ope
- - - de
goe Trattato i
razione che inezz'oncia di Vetro di Antimonio,
biſogna, che ſieno reſtati ne'ſuoi pori, due ſcru
polt di Punte acide dello Spirito di Vetriuolo
Filoſofico. Queſto Precipitato ſi è fatto vedere
ſimile al Magiſterio di Antimonio comune, di
Virtà, cui altrove ho parlo, ma ho conoſciuto ch'e-
ra un poco più emetico. La ragione è veriſimil
mente, perchè lo Spirito di Vetriuolo Filoſofi
º co, non eſſendo un diſſolvente tanto vigoroſo
-ºsº quanto l'Acqua regia ordinaria, non ha potuto
* - attenuare sì ſottilmente le parti dell'Antimo
- nio, come ha fatto l'Acqua regia: Ora quanto
º più l'Antimonio è ſtato attenuato o diviſo dagli
“ º Acidi, tanto più ha perduto di ſua qualità eme
“ tica, come altrove l'ho detto. La Doſe del no,
Piſa. ſtro Precipitato di vetro di Antimonio, dev'eſi
º ſere da due ſino ad otto grani. E'codeſto un Ve.
tro di Antimonio corretto, che purga per diſot
i to, e per diſopra, ma fuori d'ogni violenza. .
Da queſta operazione ſi vede che lo Spirito di
Vetriuolo Filoſofico diſſolve meglio il Vetro di
Antimonio, che lo Spirito di Vetriuolo ſempli
ce. Di ciò è la ragione; che queſto primo diſſol
vente, contiene dello Spirito di Sales ch'è una
dell'Acque regie. - a , -

. e
piſto-
luzione
,
i º r” Altra
c
Eſperienza -
. . . i
e r; -

del ve. -i Hopoſta caldamente in digeſtione per lo ſpa


tre di zio di quindici giorni mezz'oncia di Vetro di
Anti. Antimonio fottilmente polverizzato, con due º
monio a once di Spirito di Allame: vi è ſucceduta una
collo a fermentazione, e la Materia ſi è ridotta in una
spirito ſpecie di bianchiſſimo Butirro, ſenza liquore ſo
di. Aà prannuatante, di rinfapor acida aſſai piccante;
lume - ºssea avesse assessori
-ai- Lla
-
e

Dell'Antimonio. 3or
ſua forza nella penetrazione . Ho ben lavato
queſto Butirro: ſi è ridotto in una Feculabianº
ca: l'ho fatto ſeccarſi all'ombra: mi è reſtata e
mezz'oncia e due ſcrupoli di una Paſta ſecca, ſi
mile quanto alla forma e al colore all'Amtdo: la
Materia del Vetro di Antimonio è dunque cre
ſciuta nel peſo due ſcrupoli. Queſto accreſci
mento viene dalle Punte acide dello Spirito di
Allume, una parte delle quali è reſtata attacca: V
ta ne'pori del vetro di Antimonio. Ho fatto pittr..
prendere ſei grani di queſta Paſta ſecca bianca di a sa º
un Uomo aſſai robuſto; non ha eccitato ſe non, e avv.
delle nauſee, e ha purgate mediocremente per -º se.

diſotto: Un altra Perſona men robuſta avendo ott. -


ne preſa una ſimil doſe, è ſtata purgata aſſai rad
gionevolmente per diſopra e per diſotto. Si può - : “ .
beniſſimo ſtabilire la Doſe di queſta preparazio
ne, dai tre ſino a dieci grani. E' codeſto pari, Doſe.
mente un Vetro corretto: mi parve più fiſſato e
un poco meno venitivo che il precedente.
- -
-

- - - - - - - - - - -

- Altra Eſperienza: - e si
Ho poſto caldamente in digeſtione, per lo
ſpacio di più giorni due once di Vetro di Anti Diſſolu
monio, ſottilmente polverizzato con ott'once, z ione
di Spirito di Sale difenmato : vi ſi è fatta una del Ve
lenta fermentazione, e il Vetro di Antimonio è tro, di
ſtato penetrato, di modo ch'è divenute bian Antia
chiſſimo, il che dimoſtra che lo Spirito di Salemonio e
come le altre ſpecie di Aequa regia, è un piſol collo
vente del Vetro di Antimonio, ma queſti Diſ Spirito
ſolventi altro non fanno che penetrarlo e atte- di Sale,
nuarlo; non ſoſpendono le ſue particelle atte: - . -

nuate; perchè ſempre ſi trova quì tutta la Ma - . le

teria preoipitata in Polvere bianca nel fondo e , i


i del
3o a Trattato “
del Vaſo; e il Liquore ſoprannuotante, eſſendo
gettato in molt Acqua, non laſcia dividerſi da
ſe alcun corpo. - - - - -

Ho dunque ſeparata la Polvere bianca preci.


pitata : l'ho lavata e l'ho poſta a ſeccarſi; ne ha
avttto un oncia ſette draunme e mezza: Orace.
me avevo adoperate in queſta operazione due a
ance di Vetro di Antimonio, la diminuzione è
- ſtata di mezza dramma : Si può attribuirla al re
Megi ſtar " nel Vaſo e nel Feltro qualche por
Aeriº di zione del Precipitato. Si può dinominar queſto
ºetrº di Precipitato, Magiſterio di Vetro di Antimo,
4º: no; perch'e affatto ſimile a quello che ſi trae s
ºººº º dall' Antimonio crudo, ed a cui è ſtato dato lo
/ ſteſſo nome.
Virtù Purga dolcemente col vomito e call'andate di
corpo - Se ne poſsono dare ſino dodici grani per
Doſti molto ci vuole che non abbia altrettanta
forza quanta il vetro dal qualè tratto: la ragion
è, ch'eſsendo impregnato colle Punte dello Spi
rito di Sale, il ſuo Solfo ſalino che fa la ſua vir
tù è oppreſso e indebolito nella ſua azione,
-- - Altra Eſperienza. º

Ho poſte e laſciate in digeſtione caldamente


Diſſolu- in un Matraccio, per lo ſpazio di quindici gior
aie, ni, due once di Vetro di Antimonio in Polvere,
dei ve- con ott'ouce di buono Spirito di Nitro, muoven
tre di do di quando in quando la Meſcolanza; non vi
lanti ſi è veduta alcuna fermentazione; ma è neceſsa
monio rione ſia ſucceduta una inſenſibile e leggierai
cella perchè il Vetro di Antimonio precipitato fra
spirito bianco neila ſua ſuperficie, quaſi come quello
di Ni- ch'era ſtato in digeſtione nello Spirito di Vetfi
tre uolo; il rimanente del Vetro era reſtato ſuo "
- - COIQI
-

Dell'Antimonio. 3o3
color naturale, e lo Spirito di Nitro era ſtato
pochiſſimo indebolito: il che fa vedere che que- “
ſto Meſtruo, benchè per altro potentiſſimo e at- - º

tiviſſimo, non è ſufficiente a muovere abba


ſtanza le parti del Vetro di Antimonio per far- Piſa
ne un'eſatta diſsoluzione. luzione
Ho aggiunte nel Matraccio quattrº once di dei Vi
Spirito di Sale, e ho ben agitata e moſsa la Me- º di
ſcolanza: ſi è fatta allora un Acqua regia, che Mºº
ha penetrato il Vetro di Antimonio molto più º
vivamente, e vi ſi è fatto ebollimento con ca- º º
lore: Ho laſciata la Materia in digeſtione per lº º
lo ſpazio di quattro giorni: ho trovato tutto il sº “
Vetro di Antimonio precipitato in fondo al Ma- ,
traccio in una bianchiſſima Polvere l'ho ſepara magi.
ta e lavata, come avevo fatto nelle operazioni ieri di
precedenti: Eſſendo ſecca, ha peſato un oncia Vetro di
ſette dramme e uno ſcrupolo: è codeſto un Pre- Ants.
cipitato o Magiſterio affatto ſimile al prece- monio.
dente, - , : -

Ho poſta in digeſtione della ſteſſa Materia,


un oncia di Vetro di Antimonio con quattr'on Piſº:
ce di Acqua regia ordinaria, fatta coll'Acqua º
forte e col Sal Armoniaco: ſi è fatta una diſſo-ºgliº:
luzione ſimile alle precedenti. Mi giunſe dun- i ael
que a notizia dopo tutte codeſte eſperienze, che vetro di
le Acque regie e lo Spirito di Allume ſono i più Anti
pronti e migliori Diſſolventi del Vetro di An- º
timonio, . . . . i , tt var

- . º 13 º º Infuſio
Altra Eſperienza. ne del
- - Veteo di
Ho poſte in infuſione caldamente dentro un Anti.
Matraccio, per lo ſpazio di quindici giorni, due monio
ºnce di Vetro di Antimonio ben polverizzato, nel vino
in ſedici once di Vino bianco, agitandolo di bianco
- - - quan
3e4 rrattato
º, quando in quando: non mi ſon accorto eſſerviſi
º fatta alcuna fermentazione, nè il vino aver
º preſa alcuna Tintura dal vetro di Antimonio.
- - -
- - -

fatto -

-
col Vee Il Vine però è divenuto emetieo: il che prova,
-

i.º diIn hofeltrato


ave: diſſolute alcune particelle
il Liquore, dellaprendere,
e ne ho fatto Materia:
sonia, º ºº ººº" fare lo ſteſſo effetto che il
Vino emetico ordinario preparato collo Zaffe
i rane de'Metalli. Avrei potuto mettere ancora
Effetti più volte del Vino ſopra la poſatura, e far nota
to vino emetico, ma ho traſcurata queſta con
tinuazion di operazione, perchè ho a trattar poi
º più ampiamente e con maggior eſattezza del
Vino emetico. Ho lavata la feceia o poſatura ,
reſtata in fondo del Mattaccio e l'ho fatta ſec
a care; poi l'he porta di nuovo eolla fuſione, in .
un Vetro roſſo bruno, come era prima: ha pe:
fato un oncia ſei dramme e mezzo ſcrupolo: è
- dunque diminuito cinque ſcrupoli e mezzo:
credo che queſta diminuzione venga più dal fuo
co che dalla diffoluzione ", ab
º bia potuto fare del Vetro di Antimonio, perchè
m'è ſucceduto più volte, che dopo aver fatte ſi
no dodici infuſioni d'uno ſteſſo Vetro di Anti
monio in polvere nel vino bianco, e aver per
curioſità poſta a ſeccare eſattiſſimamente la Pol
vere reſtante, ho trovato non eſſer diminuita .
più di uno ſcrupolo per oncia: nulla dimeno tut
to il Vino era ſtato reſo emetico: il che fa cono
e ſcere che una piccoliſſima quantità della ſolian
- za di queſto Vetre, è ſufficiente a produrre
molto effetto. E' vero poter dirſi che il Vino ha
tratto più della Soſtanza del Vetre di Antimo
nio; ma che ſono entrate ne'pori di queſto Ve
tro, delle particelle tartaroſe del Vino che vi
ſi ſono incorporate e hanno accreſciuto iaio
- a
Dell'Antimonio. 3o 3
della Materia. Sia come ſi voglia, ho date di 2
queſta Polvere molte doſi di quattro e di ſei
grani l'una per bocca: parvemi che il Vomito - ,
da eſſe eccitato, non ſia ſtato sì vigoroſo, quan- . tv,
to è quello che produce in pari Doſe il Vetro di . . ,
Antimonio che non ha ſervito: il che mi fa cre
dere che le parti tartaroſe del Vino abbiano un sis
poco fiſsata e moderata l'azione violenta del ve
tro di Antimonio. -
! . - - - i
- Altra Eſperienza. Infuſio
-- - - - i mi del
Ho poſto in infuſione caldamente per lo ſpa- Vetro di
zio di molti giorni nello Spirito di Vino e nell' Anti
Acquavite, varie porzioni di Vetro di Anti- monio
monio ſottilmente polverizzato: ho poi feltra- nello
te le infuſioni : non avevano mutato color : spirito
ne ho fatto prendere varie Doſi dentro delle Or di Vino
zate; non mi ſon accorto che aveſsero prodotto e nell'
alcun effetto emetico nè catartico: Veriſimil- Acque
mente perchè, come queſti Liquori ſpiritoſi non vite.
" alcuna parte tartaroſa, non hanno
forza ſufficiente
Soſtanza emetica per penetrare
del Vetro e diſsolvere la Infuſio
di Antimonio.
- - me del
- - Vetro di
- Altra Eſperienza. º i s Anti
22012a 0

Ho poſta in infuſione caldamente dentro un nell A


Matraccio, per lo ſpazio di quindici giorni, un ceto bi
oncia di Vetro di Antimonio ſottilmente pol amato 3
verizzato, in ottonce di Aceto bianco del più aceto e
forte, muovendo ogni giorno il Matraccio: ho meteo
poi feltrata l'infuſione; non aveva preſo alcun . col ve
colore dal Vetro di Antimonio; ma l'Acidità tro di
dell'Aceto era ſtata leggiermente rintuzzata: Il Anti
Liquore feltrato era un Aceto
te V emetico. - Ho mogtºige-
i" Trattato
Sughi t o fatte delle ſimili infuſioni del vetro di
i
e' idi reſi Antimonio
Uva ſpina,neSughi acidididiAgreſto,
di Berberi, Melogranato, di
di Coto
"i gno: codeſti Liquori furono tutti reſi emetici,
sro di 5 ſi potrebbefarne prendere ſino ad un oncia Per
Antin, Dolº; ma a cagione della loro acidità che i
," trebb'eſſere di pregiudicio al petto, non è ſolito
il ſervirſene, ſenz' aggiugnervi lo Zucchero,
Doſe, ed eſſere ridotti in Sciroppo. Queſto è quanto ſi
"Sciroppo emetico: e ne dà "
Sciroppo una "
Doſe
ro che maggiore proporzione dello Zucche
ore aa propo -

ºttº Ho fatto diſtillare in parte alcuni di queſti Li


quori emetici, la parte diſtillata non ha avuta
alcuna qualità emetica; ma la parte ch'è reſtata
nella Cucurbita dopo la diſtillazione è ſtata più
, vomitiva, di quello foſſe tutto il Liquore pri
ma di eſſer poſto ad eſſere diſtillato: il che di
moſtra che la parte emetica del Vetro di Anti
monio è tutta reſtata nella ſoſtanza tartaroſa del
-
- - - - "
nella diſtillazione.
ſtata tanto volatile per alzarſi
-
E veriſimile che i vari Liquori che ho a
doperati nelle infuſioni, delle quali ho parla
to, per la maggior parte hanno diſſoluta qual
che porzione del Vetro di Antimonio, perchè
ne ſono ſtati reſi emetici o purgativi, ma non .
hanno ricevuta alcuna Tintura, perchè gli ho
º tratti dello ſteſſo colore ch'erano prima. Ho
dunque proccurato di trovare altri mezzi per
i la Tintura del Vetro di Antimonio. Di que
o ho a trattare di preſente - . .
- - - - - - , - . . . . .
se e i vºti , º
-
« i a o ai rigºri
Dell'Antimonio. go7
Tintura di Vetro di Antimonio,

IHo poſte dentro un Matraccio ſei once di Ve


tro di Antimonio, fatto ſenz'addizione, e ſot
tilmente polverizzato: ho verſato ſopra di eſſo
dell'Aceto diſtillato in altezza di tre dita: ho
turato il Vaſo e dopo averlo ben agitato, l'ho
poſta in digeſtione ſopra la ſabbia calda, dove
l' ho laſciato per lo ſpazio di venticinque giorni.
Il quarto giorno cominciò a comparire una leg
giera Tintura gialliccia; ſi è accreſciuto appo
co appoco, e nel venteſimo giorno il Liquore è
ſtato di color roſſo, tendente al rancio: la dige
ſtione de'cinque giorni ſeguenti, non ha fatto
accreſcerſi il colore; il che mi fece credere che
l'operazione foſſe terminata ; ho feltrato co
deſta Tintura: ha l'odore e il ſapore dell'Aceto
diſtillato: ne ho preſo e ne ho fatto prendere da
un Aſmatico, per lo ſpazio di ſei giorni, venti
gocce per ogni preſa in un poco di Acqua di Sca. Virtà e
bioſa: non ha eccitato alcuna purgazione nè di
ſopra nè di ſotto, e non me ne ſon accorto di al
cun effetto, toltone di eſſere un poco aſtringen
te: perchè parvemi riſtrignere un poco il Ven
tre - - , . . . -, , ,

Queſta Tintura ha preſo il ſuo colore da una


parte fulfurea che l'Aceto diſtillato ha diſſoluta
e ſeparata dal Vetro di Antimonio; mà è veriſi
mile che quel Solfo ſia ſtato ſeparato ſenza me
ſcolanza del Salacido Antimoniale, perchè la
noſtra Tintura non è nè emetica nè catartica.
E quì da notarſi che i Liquori caricati di Tar
taro, come il Vino, l'Aceto e molti altri Sughi
de'Frutti, traggono facilmente la " eme
tica dal Vetro di Antimonio; ma che gli ſteſſi
- - - - - - - V a Su
o “Trattato º
Sughi ſe ſono ſtati diſtillati e per conſeguenza
privati della lor parte tartaroſi, non ſono più
atti ad eſtrarre la Virtù purgativa da queſto Ve
tro: quindi la noſtra Tintura ch'e ſtata tratta .
dall'Aceto diſtillato, non ha purgato nè per di
ſopra nè per diſotto.
Ho verſato ſopra mezz'oncia di queſta Tin
tura appoco appocotina dramma di Olio di Tar
taro, fatto per defiquio: vi è ſucceduto l'ebolli.
mento, e la Tintura ha cambiato colore; per
che la Meſcolanza è divenuta bianchiccia, ten
dente un po' poco al giallo, e ſe n'è ſeparato e
precipitato un Sale aſſai ſimile al Magiſterio di
Tartaro, ma molto più dolce. L'Acido dell'
Aceto è ſtato parimente diſtrutto in parte dall'
Alcalì dell'Olio di Tartaro; perchè il Liquore s
ha preſo un ſapore piuttoſto ſalato che acido,
come neceſſariamente ſucceder doveva. -
Allorchè ſi meſcola dell'Olio di Tartaro coll'
Aceto diſtillato, ſi precipita un poco di Sal bian
co nel fondo del Vaſo, ma non in tanta quan
tità, come nell'operazione, della quale ho par
lato. . - - - - - - - - - -

Lo Spirito volatile di Sale Armoniaco ha pro


dotto ſopra un altra parte della Tintura lo ſteſ
ſo effetto che l'Olio di Tartaro, per la ſteſſa ra
gione ... ... ... . . . -

Gli Spiriti acidi di Vetriuolo, di Nitro, di


Sale, di Allume, verſati ſeparatamente o me
ſcolati inſieme, ſopra la Tintura, ne hanno in
teramente annichilato il colore, ed è divenuta -
chiara com'Acqua.
- Ritorno all'eſtrazione della Tintura del Ve
tro di Antinonio. Dopo la Feltrazione di quel
la dici ho parlato, ho verſato ſopra la Poſa
tura ch'era reſtata nel Matraccio, del nuovº A
- Ccto
Dell'Antimonio, 309
ceto diſtillato in altezza di due dita: ho poſta la
Meſcolanza indigeſtione, come prima, e ve l'ho
laſciata per lo ſpazio di quindici giorni: ſi è fatta
una nuova Tintura; l'ho feltrata; mi parve
tanto carica, quanto la precedente. Avrei po- seconda
tuto trarre ancora qualche debol Tintura dalla Tº
Materia reſtante, col metodo iſteſſo, ma l'ho rº
traſcurata, a fine di continuare l'operazione con
ſucceſſo maggiore. . . . . . ,
. Queſta Materia ſi era indurita di nuovo sì be
ne in fondo al Matraccio, che non ho potuto
º" ſenza ſpezzarlo: era in una Maſſa
ſalda, gialla nella ſuperficie, bianca nel mezzo,
e grigia diſotto; l'ho poſta a ſeccarſi con eſattez
za e l'ho peſata; ve n'erano cinqu'once e ſette e
dramme. Eraſi dunque diminuita una dramma,
perchè avevo poſte in opera ſei once di Vetro di
Antimonio. Queſta diminuzione ancorchè pic
cola, ha forſe prodotta tutta la Tintura ch'è
ſtata tratta: forſe la diminuzione è ſtata mag
iore, ma ſi ſono incorporate delle Punte acide
" ne'pori del Vetro di Antimonio, le
quali vi ſon dimorate, e hanno accreſciuto il ſuo
cio e, s a to - -- - - -

Ho ritornato facilmente in vetro colla fuſio:


" la Materia ſeccata; ha traſmeſſi de' fummi
bianchi; ma non ſi è diminuita che mezza dram
ai ne ſono dunque reſtate cinqu'once, ſei
dramme e mezza. Non mi parve codeſto Vetro
eſſerſi in conto alcuno cambiato da quello era ,
prima che ſe ne aveſse tratta la Tintura: l'ho
polverizzato, e l'ho poſto dentro un Matraccio Terzig
in infuſione e digeſtione con Aceto diſtillato co Tintu
me prima: ho trovato che la Tintura vi ſi face ºra e
va con aſsai maggiore preſtezza che nella prima
volta: perchè
« .
rieſi ſoli due giorni, ſi -

è fat
3
3ro Trattato
è fatta un aſsai forte Tintura; ho continuata la
digeſtione, e nell'ottavo giorno ho coneſciuto
che codeſta Tintura era più caricata che l'altra,
la quale non aveva potuto eſser fatta che nello
ſpazio di venti giorni : ho fatta continuare an
cora per alcuni giorni la digeſtione; ma come
non mi ſono accorto che la Tintura ſi aumentaſ
ſe nel colore; l'ho feltrata e ho ſpezzato il Ma
traccio per avere la Materia del fondo ch'era in
Maſsa dura: l'ho fatta ſeccare con eſattezza, e
l'ho peſata: ve n'erano cinqu'once, due dramme
e due ſcrupoli:li è dunque diminuita di tre dram.
me, due ſcrupoli e mezzo: queſta diminuzion è
maggiore di quell'era ſtata quella della Materia
reſtata dopo la prima Tintura: la ragion è, per
chè coll'elaborazioni le quali ſono ſtate date al
Vetre di Antimonio, per trarne la ſeconda Tin
tura, ſono ſtate reſe le ſue parti più diſſolubili,
e l'Aceto ſe n'è più fortemente caricato.
Ho polverizzata la Materia ſecca: Era di ſo
ſtanza talcoſa, di color grigio cenericcio: l'ho
poſta di nuovo a vetrificarſi con un gran fuoco
dentro un Crogiuolo: ne ho tratte cinqu'once di
Vetro ſimile al Vetro di Antimonio ordinario;
dunque ſi ſono diſperſe col fuoco, due dramme
e due ſcrupoli della Materia: il che è una diſperi
ſione molto maggiore di quella era ſucceduta
nella riduzione precedente della Materia in Ve!
tro: perchè non era diminuita ſe non due dram
me: intanto ho fatto i fuochi quaſi eguali in un
medeſimo Fornello, e mi ſon ſervito di uno ſteſ.
ſo Crogiuolo per le due vetrificazioni: v'è dun
que luogo di credere che le digeſtioni aſſai lun
ghe e reiterate, abbiano reſe le parti del Vetro
di Antimonio più tenere, più leggiere, e più
in iſtato di eſſere tolte via dal fuoco. RI -

- - Q
Dell'Antimonio. 311
Ho polverizzato ſottilmente queſto Vetro di 2
Antimonio, che peſava cinqu'once; l'ho poſto Quarta
in un Matraccio: ho verſato ſopra di eſſo dell' º
Aceto diſtillato, e ho fatto digerirla Materia . “ “
come prima:ſi è fatta nello ſpazio di cinque gior- ,
ni un aſſai bella Tintura: l'hofeltrata e meſco
lata coll'altre: ho fatta ſeccarſi eſattamente la ,
Materià reſtata nel fondo del Matraccio: ha per
ſate quattr'once, cinque dramme e mezza: vi è
ſtata dunque diminuzione di due dramme e mez
za: l'ho fatta vetrificare col fuoco; mi ha ſom
miniſtrate quattr'once e due dramme di un Ve
tro di Antimonio roſſo bruno ſcreziato, nel qua
le ſi è ritrovata una dramma o circa di Regolo:
ho poſta di nuovo la Materia dentro il Crogiuo
lo, e l'ho tenuta in fuſione in mezzo a un gran.
fuoco, per lo ſpazio di mezz'ora per vedere ſe il
Regolo ſi foſſe vetrificato; ma il tutto fu inutil
mente: è reſtato in Regolo. - - -

Ho reiterato ancor dieci volte della ſteſſa ma


niera, l'eſtrazione della Tintura dello ſteſſo Ve- Eſtra
tro di Antimonio, ovvero finattanto chè la Ma- zione ,
teria abbia ceſſato di ſomminiſtrar colore al diſ- della .
ſolvente: le ultime Tinture ſono ſtate deboli di medeſia
color roſſo pallido, benchè io aveſſi conſumato ma .
più tempo in queſte digeſtioni che nelle prime, Tintur
Il Vetro di Antimonio ha parimente perduto di ra an
ſua traſparéza e ha preſo un color più nero a mi- eora -
fura del trarſene della Tintura; è divenuto in fi- dieci
ne in una Materia polita ovvero liſcia eſterior- volte.
mente; ma opaca e nera, che peſava dieci dram
me:ha ſomminiſtrato in molte fuſioni un poco di
Regolo. Ho conoſciuto che queſta Materia era -
anche un poco vomitiva e purgativa: perchè
avendone dati ad un Infermo quattro grani, ha
- - - V 4 VQ
312 trattato
vomitato ed è ſtato purgato per diſotto,ma aſsai
dolcemente. . . . . . . . . .

Dopo aver tratta la Tintura dal Vetro di An


timonio, coll'Aceto diſtillato; ho voluto ve
dere ſe ne poteſſi trarre una ſimile collo ſteſso
meſtruo, dall'Antimonio calcinato ch'è la Ma
teria propria del Vetro. Ne ho dunque ſottil
mente polverizzata un oncia, e l'ho poſta in di
geſtione per lo ſpazio di un Meſe e mezzo
nell'Aceto diſtillato, oſservando le medeſime
eircoſtanze che avevo oſservate nel trar la Tin
tura dal Vetro di Antimonio; ma non è ſucce
duta alcuna Tintura, e l'Aceto diſtillato non ,
ha cambiato colore: mi ſono ſolamente accorto
che aveva perduta un poco della ſua acidità, ho
fatto ſeccare eſattamente la Materia, ch'era pre.
cipitata in fondo al Matraccio, non ne ho trovate
che ſette drammie: ſi è dunque diminuita di una
dramma; che ſarà ſtata diſsoluta dall'Aceto,
Queſta Materia ſeccata era di un grigio più bian
chiccio di quello foſse prima di eſsere ſtata poſta
in infuſione; il che non può venire ſe non da una
rarefazione che v'era ſtata fatta dal Meſtruo.
E'coſa maraviglioſa che la Materia del Vetro
di Antimonio la quale non differiſce da eſso ſe
non perchè non ha ricevuto fuſione alcuna, non
ſomminiſtri Tintura com' egli la ſomminiſtra;
biſogna che la Vetrificazione abbia reſe le ſue a
parti ſulfuree, che fanno la Tintura, più diſim
pegnate e più diſsolubili in fatti il Vetro di An
timonio è di una Soſtanza più untuoſa che l'An
timonio calcinato. Ciò è facile da conoſcerſi,
per poco queſte due Materie ſieno con diligenza
conſiderate. - -

- Ho poſte in una Cucurbita di Vetro ventottº


a - - v. once
- Bell'Antimonio, 313 ,
once della Tintura di Vetro di Antimonio, di Diſtil
cui ho parlato; vi ho adattato un Capitello e un lazione
Recipiente: ho lutate eſattamente le commeſsu della .
re: ho collocato il Vaſo ſopra la ſabbia in un Tintu
Fornello, e con un fuoco moderato, ho fatto ra º, r.
diſtillare i due terzi o circa del Liquore in un Ac- tro di
quachiara: l'ho attentamente conſiderata; al- Anti
tro non era che Aceto diſtillato, il qual era ſta-,io.
to un poco indebolito dal Solfo del Vetro di An
timonio: può ſervire ad altre operazioni . La
Tintura ch'era reſtata nella Cucurbita era torbi
da di color roſso bruno,tendente un poco al gial
lo: l'ho laſciata poſare: ſe n'è precipitato appoco
appoco in fondo una Materia ſulfurea e aſsai den
ſa; che ha portato via quaſi tutto il colore, e il
iquore, ch'è reſtato di ſopra, è divenuto chia
ro e giallicio. Ho poſto di nuovo il tutto in di
ſtillaziºne a fuoco lento; ne ho tratto ancora del
l'Aceto; e il Liquore reſtato nella Cucurbita, è
reſtato ridotto in una ſpecie di Gelatina ovvero
di Eſtratto roſſo, di conſiſtenza di Mele e peſa
va rove dramme; ho allora ſcoperta la Cucur
ita, e ho fatto ſeccare queſta Gelatina con un
lentiſſime calore ſenza muoverla: mi è reſtata -
una Paſta ſecca, ma untuoſa, che peſava cin- ...
gue dramme e mezza, di color roſſo bruno, ec-Tiº
cettuatane una parte di ſua ſuperficie, nella qual º
era verde, di un odor forte e piccante, che ave º º
te,dell'Aceto
va tendente undi poco
un ſaporacido e acro
all'amaro;ne ho penetran-
poſta una ºº
Paſta
articella ſul fuoco; ha fummato, e ſi è diſper- ſecca -
a come fanno per la maggior parte i Solfi i
Non ſi può quaſi dubitare dopo quanto è ſtato
da me riferito, che la noſtra Tintura non venga
idalla parte più ſulfurea del Vetro di Antimonio;
ma per reſtar anche più convinto della vi".
- º Q
ºra, • Trattato -

ho fatta l'eſperienza ſeguente. Ho preſo dell'


Antimonio calcinato e ridotto in polvere grigia
cenericcia, della quale ſi fa il vetro: l'ho cal
cinato ancora ſul fuoco per lo ſpazio di due ore,
inceſſantemente muovendolo: ha gettati molti
fummi, e ha preſo un color bianchiccio: l'ho
pºſto in Vetro con un gran fuoco; ma aſſai diffi.
cilmente a cagion dell'ultima calcinazione, che .
ne aveva tolte quaſi tutte le parti ſulfuree ho ri:
ciotto queſto Vetro in Polvere ſottile e l'ho poſto
in infuſione e in digeſtione per lo ſpazio di un
Meſe non ſi è fatta Tintura alcuna. Io ne at
tribuiſco la cauſa all'eſſere ſtato il vetro di Anti
ºmoniº privato dalla calcinazione delle ſue parti
“volatili e ſulfureech erano le più facili a diſtac
carſi, e perciò l'Aceto diſtillato non ha trovato
coſa alcuna ch'egli di diſsolvere aveſse la forza.
Ma ſi domanderà forſe come l'Aceto diſtillato
poſsa diſsolvere il Solfo del vetro di Antimonio,
perchè non ſi vede in Chimica che gli Acidi diſi
ſolvano partieolarmente il solſo di un Miſto.
Riſpondo che l'Aceto non è un Acido puro:con
tiene molte parti ſpiritoſe o ſulfuree del vino
ch'egli ha reſe gravi e mezzo fiſſate, come cre
do averlo provato nel mio Corſo di Chimica,
9ra queſte parti ſulfuree unite agli Acidi, ſono
ſufficienti a rarefare e diſſolvere , particolar
mente il Solfo del Vetro di Antimonio, che non
reſtarebbe diſſoluto dagli Acidi puri.
Ho voluto vedere ſe giuſta la deſcrizione di
alcuni Autori, l'Aceto diſtillato incitato da un
poco di Spirito di Vetriuolo, traeſſe più facil.
mente la Tintura dal Vetro di Antimonio, di
quello faccia l'Aceto diſtillato ſolo.
Ho poſta in un piccolo Matraccio un oncia di
Vetro
º a
di Antimonio ſottilmente polverizzate;
ho
-

-
- - Dell' Antimonio, 315
ho verſato ſopra di eſſe quattr'once di Aceto di
ſtillato e una dramma di Spirito di Vetriuolo:
ho poſta la meſcolanza in digeſtione ſopra la
Sabbia calda , dove l'ho laſciato per lo ſpa
zio di ventiquattro giorni: non vi ſi è fat
ta alcuna Tintura , la Materia però è ſtata
penetrata; perchè il vetro che ſi era preci- .
pitato nel fondo, era divenuto bianco nel
la ſua ſuperficie. Lo spirito di vetriuolo è dun
que quì più atto ad impedire l'eſtrazione della .
Tintura che ad eccittarla.Credo eſſerne la ragio
ne, perch'egli fiſſa e ritiene troppo le parti ſul
furee dell'Aceto, coſicchè non ſono in diſpoſi
zione di attaccarſi particolarmente al Solfo del
Vetro di Antimonio, come ſarebbe neceſſario
faceſſero per eſtenderlo e per diſſolverlo. Ritor
no alla Tintura del Vetro di Antimonio, tratta
dall'Aceto diſtillato, la qual è ſtata da me laſcia
ta in una Paſta ſecca, - -

Ho ſcacciata la Paſta, e l'ho poſta in un Ma


traccio; ho verſato ſopra di eſſa cinque once di
Spirito di Vino: ho turato il Matraccio,adattan
dovene un altro per fare un Vaſo d'incontro:ho
fatto circolar la Materia, per lo ſpazio di due a
giorni con un calor mite: tutta la Paſta ſi è ſtem
perata nello Spirito di Vino e ha fatto un Liquor
torbido roſſo: l'ho laſciato poſare:ſi è riſchiarato
nella parte ſuperiore, perchè la parte ſpeſſa è
caduta appoco appoco alla parte inferiore del
Vaſo: ma ſono reſtato ſtupito in vedere che il aTintu
vera
Liquor chiaro era verde: l'ho feltrato e l'ho con- e vi
ſervato a parte, ha un odor grato, nel quale iro,
domina quello dello Spirito di Vino: il ſuo ſa- ,
pore è acro e aſſai penetrante. La ſua natura, ,.
il ſuo odore, e il ſuo ſapore mi fanno credere che ris,
poſſa eſser buono per furtificare le parti nobili, -

per
316 - Trattato -
Doſe. lapertraſpirazione
dar maggiordegli
motoumori,
al sangue, e per eccitare
ſe ne vengon date
dodici o quindici gocce per Doſe.
Tintura il Liquore torbido e ſpeſſo ch'è reſtato in fon
roſſa- do, è di color roſſo, tendente al giallo, tigne,
ſpeſſº le mani come fa il Solfo ordinario di Antimo
del Ve nio, di un odor ſimile a quello del Liquor ver
º º de; ma di un ſapore più acide, e un poco più
º piccante: Queſto Liquore è ſtimato eſſere lave i
º ra Tintura roſſa del Vetro di Antimonio: Baſi-,
lio Valentino, lo dinomina Aleſiterium Antimo
Alexite niale: Non è nè vomitivo, nè purgativo, per
rium, lo contrario è fortificante e cardiaco: è buono
Anti- per l'Aſma, per la Tiſichezza, per la Malin
rionale, conia, per le febbri maligne, per la Rogna, ed
Virtù anche per l'Infermità Venerea: caccia gli umo
ri per traſpirazione. La Doſe è dalle quattro ſia
no alle dodici gocce, preſe in qualche appropria
Doſe to Liquore.Si può ridurlo in coſiftenza più ſpeſ
ſa, facendo evaporare una parte dello Spirito di
rinture Wºº che contiene, e allora ſe ne faranno, più
2, 3, piccole le Doſi. Se vuolſi anche torne l'acidità,
, temendolo nuocivo al petto, baſta ridurlo in
º, Paſta meſcolandolo con una quantità ſufficient
, di Materia alcalina, come ſono gli Occhi dei
ma e cor- Granchi preparati, o il Corno di Cervo calci
retta, nato, e ſottilmente peſtato. . . . .
eon Ma- i . - . . . . .
terie al. Altra Tintura di Vetro di Antimonio. -
ealine. - . . . . .
-
Ho poſta in un piccolo Matraccio un oncia a
di Vetro di Antimonio fatto ſenz'addizione, e
ſottilmente polverizzato: ho verſato ſopra di eſe,
ſo dello Spirito di Venere all'altezza di due dita:
ho poſta la Materia in digeſtione caldamente per
lo ſpazio di due giorni: ſi è fatta una Tiptra
i - - - - gial
l
. . , Dell'Antimonio. , 317
giallabruna: ho continuata la ſteſſa digeſtione, (

Tintue
per lo ſpazio di due altri giorni: la Tintura è di ra del
venuta roſſa: ho continuata la medeſima dige
ſtione ancora per lo ſpazio di più giorni; ma il Vetro di
Anti
colore non è creſciuto. Da queſto dunque ſi vede monio
che queſta Tintura può eſſer fatta in molto mi tratta e
nor tempo che la precedente: biſogna che l'im dallo
preſſion ſulfurea di Rame ch'è nello Spirito di Spirito
Venere, ſomminiſtri all'Aceto facilità maggio:
re ad eſtrarre la parte sulfurea del Vetro di An ret Venea
o
timonio. Ho feltrata la Tintura, ho trovato in
eſſa un odore di Rame e un ſapor dolce, tenden.
te all'acerbo: ne ho fatto prendere dodici gocee
in un mezzo bicchiere di Acqua di Bertonica:ha
cagionate alcune leggiere nauſee, che da meſo
no attribuite piuttoſto allo Spirito di Venere chè
al Vetro di Antimonio: la credo buona per l'
Epileſſia. .
Ho meſcolato con una porzione di queſta Tin
tura un poco di Olio di Tartaro, fatto per de
liquio: il color roſſo ſi è diſperſo, e ſe n'è ve.
dato un verdiccio. Allora il ſapor dolce e ſta
to cambiato in un ſapor acerbo, tendente all'
amaro:
Sal grigio.ſi è parimente
- s: i
precipitato un poco di
Dopo aver feltrata la Tintura, della quale ho
parlato: ho verſato ſopra la feccia ch'erà rettata
in fondo del Vaſo per la ſeconda volta dello Spi
rito di Venere, all'altezza di due dita: l'ho porto
in digeſtione come prima: ſi è fatta una feconda Secida -
Tintura, ma più debrle della prima; l'ho felttaº Tintu
ta,e ho fatto ſeccare con eſattezza ſopra il fuoco ra di
la Materia reſtante:era grigia bianchiccia;hºpe
ſato eſſendo ſecca fette draunine e trenta grafi: Vetro di
Anti
il vetro di Antimonio e dunque diminuito hi. monio,
queſte infuſioni quarantadue grani, e queſta
Iſl
di
a º,
A 318 Trattato -

minuzione viene veriſimilmente dalla parte Sul


furea ch'è paſſata nella Tintura; ho fatto vetrifi
care queſta materia col fuoco dentro un Crogi
uolo: ne ho avute ſei dramme, due ſcrupoli e
mezzo di un bel Vetro di Antimonio, che non
mi parve differire in coſa alcuna da quelle ch'era
- . prima che io lo aveſſi adoperato nella Tintura:
la Materia ſi è dunque diminuita quarantadue ,
grani nella vetrificazione: Ho polverizzato ſot
tilmente il Vetro,l'ho poſto di nuovo in infuſio
- ne e in digeſtione caldamente nello Spirito di
Venere come prima: vi ſi è fatta nello ſpazio di
quattro giorni una Tintura roſſa, ſimile alla
prima; l'ho ſeparata, e ho fatto ſeccare eſatta
imente la Materia reſtante ch'era grigia ceneric
gia: ha peſato ſei dramme e mezza: è dunque di
minuita di uno Scrupolo nella Tintura: l'ho ve
trificata col fuoco, ho avuto un Vetro di Antimo,
nio roſſo, più bello di quello era prima di tutte
queſte operazioni: ha peſato cinque dramme, e
due ſcrupoli e mezzo:ſi ſono dunque diſperſi col
fuoco due ſcrupoli della Materia. Queſto Vetro
è tanto e metico quanto ſe non aveſſe ſervito alle
Tinture:ne avrei potuto trarre ancora molt'altra
Tintura ſimile ſe aveſſi reiterata l'operazione an.
cora più volte e avrei potute ridurre le mie Tin
ture in Maſſa o Paſta ſecca, come ho fatto nell'
operazion precedente e poi diſſolvere e far cir
colare la Paſta nello Spirito di Vino; ma non .
avrei fatt'altro ſe non replicare una operazione,
? ch'è di già ſtata aſſai lunga.
. . . . La Tintura del Vetro di Antimonio, tratta
dallo Spirito di Venere, non differiſce da quel
la ch'è fatta coll'Aceto diſtillatº, ſe non in quan
to è più penetrante e più volatile.
- e , - -
-
i
- - . . .::. -
-
.
Al- -
-

Dell'Antimonio, 319
a e : -- e . - -

Altra Tintura di Vetro di antimonio. :

Dopo aver tratte delle Tinture dal Vetro di


Antimonio cd alcuni Liquori acidi e ſulfurei,ho
provato trarne co'Liquori alcalini e fulfurei,
Ho poſto in un Matraccio due once di Vetro
di Antimonio, fatte ſenz'addizione e ſottilmen
te polverizzato; ho verſato ſopra di eſſo dell'
Olio di Tartaro in altezza di quattro dita; ho
poſta in digeſtione caldamente la Meſcolanza,
ier lo ſpazio di quindici giorni; poi l'ho fatta
ollire nello ſteſſo Matraccio per tre o quattrº
ore; non mi ſi è fatta vedere alcuna Tintura;
ho verſato il tutto in un Catino di Terra, e n
ho fatta evaporare l'umidità ſul fuoco: mi è re- Ti
ſtata una Materia ſalina grigia cenericcia, che ini
peſava ſei once, l'ho poſta in fuſione e in dige- ir, i
ſtione caldamente nello spirito divino in altez- , "
za di tre dita, per lo ſpazio di due giorni in un montº
Vaſo d'incontro poi ho accreſciuto un po'il fuo- ,
co, e ho fatto bollire il liquore, per lo ſpazio "i
di un ora: ho preſo un color roſso: l'ho feltrat , Tar. -

to, poich è divenuto freddo. ho avuto una bel , ,