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ROMANTICISMO

Il Romanticismo è un movimento che interessa il periodo di tempo che va dal finire del Settecento
fino alla seconda metà dell'Ottocento(il romanticismo è la prima metà dell'Ottocento) il
romanticismo non è solo un movimento di pensiero o artistico, ma è lo spirito di un epoca e il
sentimento che ha accomunato un epoca romantica, tuttavia è difficile stabilire in pochi tratti in
che cosa consista dal momento che è molto complesso e variegato e i personaggi che ne fanno
parte hanno idee anche molto diverse tra loro ci sono ,comunque, delle comunanze che possono
aiutare a fare un po' di luce.
Il problema da cui nasce il movimento romantico e che già era iniziato con Rousseau, il quale viene
visto da alcuni come una sorta di protoromantico (Russel per esempio dice che il primo romantico
è stato Rousseau). Il problema di fondo è quello di Dio (durante la tradizione illuministica si era
affermata l’impossibilità di dimostrare razionalmente l'esistenza di Dio) nel Romanticismo si inizia
a pensare che l'esistenza della divinità non vada dimostrata con prove logico razionali ma si
dimostra piuttosto col sentimento cioè si sente all’ interno di sé quindi che con il sentimento
oppure con la fede religiosa si possa arrivare lì dove l’intelletto non arriva. Il sentimento sarebbe
per il Romanticismo una via alla conoscenza di tipo qualitativo e non quantitativo, a una
conoscenza di tipo intuitivo e immediato rispetto alla conoscenza illuminista che invece deve
passare per il ragionamento e deve essere argomentata (tratto comune a tutti gli autori romantici
è infatti la polemica contro l’intelletto illuministico che viene sentito come una istanza di
separazione di limite e proprio tale limite è ciò che i romantici vogliono abbandonare) vogliono
ritrovare una via per l'assoluto ovvero la possibilità di una totalità incondizionata di conoscere.
La e critica Kantiana alla conoscenza aveva stabilito dei netti limiti alla conoscenza umana ciò fu
importante per il loro valore regolativo all’interno dell’idea di mondo dove si trova anche la
possibilità della libertà e tutte e tre queste idee anima, mondo e Dio si legano alla moralità quindi
alla critica della ragion pratica. Dove diventano i tre postulati: esistenza della libertà, possibilità di
una vita eterna ed esistenza di Dio, inoltre, nella critica del giudizio Kant parla di un giudizio
estetico e di un giudizio teleologico che non hanno valenza conoscitiva ma hanno comunque certo
interesse, anche il giudizio teleologico può avere un valore operativo/regolativo, pur non avendo
finalità conoscitive. Queste limitazioni sono mal sopportate dallo spirito romantico che, invece,
vuole poter raggiungere la conoscenza di Dio. Questa non sarà più intellettuale (perché Kant ha
dimostrato chiaramente che l’intelletto ha un limite) ma sarà un’esperienza nel vissuto attraverso
il sentimento (la fede)
Questa ricerca dell’irraggiungibile la troviamo già nel circolo romantico di Jena e poi nella rivista
“Athenaeum” fondata a Berlino nel 1797, la filosofia romantica è infatti indissolubilmente legata
all'arte e la poesia viene spesso vista come vera filosofia e il poeta viene visto come filosofo e
profeta.
Nel romanticismo nasce un vero e proprio culto dell'arte al punto da dire di dire che il poeta
comprende la natura meglio che lo scienziato, scrive Novalis inoltre l'arte si configura insomma
come e principale chiave di lettura della realtà e all'arte vengono attribuite le stesse caratteristiche
gli stessi caratteri della divinità cioè l'infinità e la creatività mentre nell'uomo morale vi è ancora un
limite nell’ azione. Nell’arte l'uomo ha una sconfinata libertà, motivo per cui piacerà a Nietzsche. Il
romanticismo è un e movimento tedesco che investe tutta Europa però sentiamo diverso il
romanticismo tedesco da quello inglese, per esempio, molto più quieto e posato. I filosofi
dell'Ottocento celebrano la grandezza della musica, infatti, per Schopenhauer sarà la musica la
regina delle arti.
La natura è la più grande artista che si riversa nei singoli artisti, i quali sono già delle sue per,
infatti, quelle riuscite particolarmente bene sono i geni creativi (soprattutto i geni artistici). L’arte,
quindi, ha a che vedere con la morale per il romanticismo mentre non è così, ad esempio, per Kant
e non sarà così per Schopenhauer. Nel romanticismo troviamo l'anima bella di Schiller, in pratica
parte da Kant dove troviamo un dissidio tra l'uomo noumenico morale e l'uomo fenomenico. Il
primo ha per scopo il dovere mentre, il secondo, ha per scopo la felicità. Questa scissione non può
essere sanata e quindi si deve preferire il proprio dovere alla felicità. Inoltre, non piace ai
romantici e Schiller critica in maniera geniale, con questa costruzione dell’Anima Bella, il sublime
kantiano. Vi sono secondo Schiller alcune anime fortunate, l'anima bella, nel senso che non vi è
questa contrapposizione tra essere e dover essere, tra felicità e moralità, tra ciò che si vuole fare
ciò che si deve fare che è presente in Kant. Un’ anima bella si può educare, secondo Schiller,
attraverso un’educazione di tipo estetico che porta l'individuo a compiere azioni buone in quanto
belle e quindi piacevole all'anima. Non si tratta, come in Kant, di una scelta razionale dell'individuo
in questo caso nell’l'individuo stesso si comprendono la sensibilità assieme all’ intelletto (alla
razionalità).

Che rapporto hanno i romantici con la religione?


I romantici, generalmente, credono in Dio oppure hanno una visione religiosa dell’esistenza con
due modalità diverse: ci sono due filoni, quello panteista e quello teista. Il panteismo è il tentativo
di ravvisare Dio in tutto il mondo, il quale sarebbe una manifestazione della divinità e la natura e
tutto ciò che vi è dentro sarebbe essa stessa divina, si parla di panteismo nel momento in cui Dio e
mondo coincidono.
Il panteismo romantico, porta con sé una nuova immagine della natura come vivente, dinamica e
percorsa da una scintilla divina. Si vanno a recuperare nozioni quale anima del mondo e addirittura
a vedere nella natura una sorta di grande essere vivente. L’altra strada religiosa, quella del teismo,
cioè nella ripresa poi di culti tradizionali che vengono rivalutati anche nel loro significato storico
quasi folkloristico, nel senso di conoscenza del popolo. Quindi tutte quelle manifestazioni religiose
che derivano da una tradizione popolare che viene vista come rappresentante di un sentimento
profondo e radicato all’interno della vita di un popolo ben determinato storicamente. Molti autori
romantici riprendono in considerazione la religione tradizionale però lo fanno cambiando spesso
bandiera e magari convertendosi al cattolicesimo. Quest’ultimo piace a questi autori perché è
incrostato di tradizioni, di superstizioni e di santi rispetto alle religioni riformate. Un esempio è
Friedrich von Schlegel che aderisce ufficialmente al cattolicesimo da questa concezione della
religione tradizionale. Proviene anche un nuovo rinnovato amore per la storia, quindi possiamo
legare il panteismo alla concezione romantica della natura mentre la religione tradizionale si può
legare all’ interesse per la storia.
Quindi la natura viene intesa come un tutto vivente e viene rifiutata l'idea meccanicista, dove la
natura è un dispiegarsi di materia non pervasa da anime che viene regolata da una serie di leggi
intrinseche. Si preferisce la visione finalista, Kant è un po’ l’iniziatore di questa, infatti, aveva
specificato chiaramente che il giudizio teleologico poteva avere soltanto un valore euristico e non
certo un valore conoscitivo.
Tuttavia, i romantici pensano di vedere le cose in una certa maniera e ricavano ciò che interessa a
loro, appunto che la natura sia finalisticamente ordinata. Perché la natura stessa è un grande
essere quindi come ogni esse è dotato di una sua propria sensibilità, di una sua anima o comunque
di un suo soffio vitale che la pervade. In tutto ciò non è che i romantici non si siano interessati alle
scienze anzi diciamo che sono stati in qualche misura ispirati dalle nuove scienze perché iniziano a
scoprire la scienza fisica e inizino a scoprire l’elettromagnetismo. Per esempio, sono di quegli anni
gli studi di Volta, l'elettricità faceva sognare i romantici e distoglieva l’interesse da semplici
rapporti di causa effetto, per questo si diceva che la natura era pervasa da uno spirito che poi si
manifestava per esempio nelle manifestazioni elettriche. Insomma per rimanere in ambito
filosofico ricordano un po' gli ionici e comunque quei primi filosofi della natura che ravvisano
appunto dei principi che magiari si combattono e tra loro (es. caldo-freddo)
Il romanticismo come movimento di pensiero non è molto interessante da un punto di vista di
filosofico perché erano interessati a tutto ciò che fosse strano, misterioso. Si lasciavano incuriosire
ma aveva poca costanza nel seguire una strada e quindi diciamo che buona parte dello sforzo
scientifico del periodo rimane senza frutto da un punto di vista filosofico gli scienziati puri non si
fanno influenzare.
I romantici criticano la tendenza degli illuministi a volere giudicare la storia, i quali dei valori di
riferimento quali la libertà, intesa nei suoi vari eccezioni per esempio libertà di parola, di pensiero.
E vedono miglioramenti o peggioramenti nella storia a seconda delle loro idee di riferimento dei
loro ideali di riferimento quindi pensano che la ragione possa giudicare la storia e che la storia
dovrebbe pian piano cercare di confermarsi alla ragione. dietro la storia è presente una mano
provvidenziale inoltre qui il vero soggetto della storia è Dio.
Si parla anche di genio della nazione cioè si inizierà sempre più a parlare di carattere di una
nazione, una sorta di spirito metafisico che poi si incarna nel popolo stesso e lo differenziano dagli
altri popoli; tutto ciò porta anche a una rivalutazione di tutte quelle strutture tradizionali, come
può essere lo Stato o la Chiesa. Molti romantici sono dei fautori della restaurazione per esempio e
della classe divisa per ceti, della nobiltà. C’è anche un recupero dei mondi storici e molto in voga
all'epoca come quei palazzi della Baviera (molto Disneyani) fatti costruire da Ludovico II in pieno
romanticismo che sono un po’ la testimonianza di come il romanticismo vedesse il Medioevo cioè
un’epoca di cavalieri, dame e magie (non sono minimamente somiglianti a quelli medievali ma
sono appunto opera di fantasia)
Nella filosofia questo bisogno di infinito vorrà rimpossessarsi di totalità che erano state negate
quindi Dio, non si parla più di Dio ma l'assoluto, oppure nella filosofia morale la spirazione una
nuova unità tra essere e dover essere, tra aspirazione e dovere. Nelle opere artistiche c'è proprio
una rappresentazione di questa nostalgia e di personaggi che vagano inquieti l’ignoto e lo
sentiamo proprio nella figura per esempio del “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich è una
delle figure più note dell'epoca. Il viandante è alla ricerca di un qualcosa di inattingibile,
dell'assoluto. Il titanismo è proprio tipico del romanticismo cioè il contrasto netto con la realtà e
soprattutto con quella sociale.
La differenza è tra l'idea di comunità illuminista e quella romantica è che per l'illuminismo la
comunità è fatta di cittadini, di individui che scelgono razionalmente di stare assieme e che si
uniscono tra loro mediante un contratto quindi contrattualismo mentre nel pensiero romantico la
comunità è tale prima dell'individuo, il quale si trova a vivere al l'interno di questa comunità non è
una scelta insindacabile. In qualche modo la comunità ti appartiene e tu appartieni alla comunità.