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Corso di Civiltà e letterature in lingua francese (6 CFU)

a.a. 2014/2015
Prof.ssa Carolina Diglio

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Il Marocco deve il suo nome alla città di Marrakech, traslitterazione francofona
dell'arabo Marrākuš, derivato a sua volta dal termine tamazight Mur-Akush (ossia Terra di
Dio), che nel Medioevo era conosciuta in Europa come "Città di Marocco" (Cité de Maroc,
Ciutat de Marroc, ecc.); il nome di Marrakech (o anche Marrakesh) venne assegnato alla città
dal suo fondatore Yusuf Ibn Tashfin.
Le coste del Marocco sono bagnate dal Mar Mediterraneo e dallo Stretto di Gibilterra nella
parte settentrionale, dall'Oceano Atlantico in tutto il tratto a ovest.
I confini terrestri sono con la sola Algeria a est e sud-est, e con il territorio del Sahara
Occidentale a sud (poiché il Marocco rivendica la propria sovranità anche su questo
territorio, esso si considera confinante a sud con la Mauritania). Si contano anche alcune
exclave spagnole lungo la costa affacciata sul Mediterraneo: le città di Ceuta e Melilla, la
penisola di Peñón de Vélez de la Gomera e l'isola di Peñón de Alhucemas; anche le isole
Chafarinas, sulla costa del Mediterraneo, 45 km a est di Melilla, appartengono alla Spagna
(il Marocco chiede insistentemente la restituzione di queste exclave). Le Isole Canarie, al
largo del lembo più meridionale della costa atlantica del Marocco, appartengono alla
Spagna. Infine, l'isolotto di Perejil, uno scoglio disabitato presso lo stretto di Gibilterra, è
tuttora disputato tra il Marocco e la Spagna.

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Dati amministrativi:
Regno del Marocco
Lingue ufficiali: arabo, tamazight
Altre lingue: francese, spagnolo
Capitale: Rabat

Politica:
Forma di governo: monarchia costituzionale
Re: Muhammad VI
Primo Ministro: Abelillah Benkirane (PJD)
Indipendenza: dalla Francia 2 marzo 1956 – dalla Spagna 7 aprile 1956

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STORIA E POLITICA DEL MAROCCO
INTRODUZIONE
Il Marocco è uno stato situato nel Maghreb, che comprende Sahara Occidentale,
Marocco, Algeria e Tunisia, se considerato nella sua connotazione geografica, anche
Mauritania e Libia se inteso nell’accezione di unione politica. L’unione fu creata il 17
febbraio 1989 con il Trattato di Marrakech, detta Unione del Maghreb Arabo o anche
Grande Maghreb. È il terzo Paese per estensione territoriale della regione Nord
Africana nonché il primo per estensione costiera tra i paesi del Maghreb.
Geograficamente il Marocco è delimitato ad ovest dall'Oceano Atlantico, a sud dal
deserto del Sahara ed è attraversato dalle montagne dell'Atlante, spartiacque
importantissimo per la distribuzione delle attività economiche su tutto il territorio
nazionale, come verrà analizzato in seguito. Prevale la religione islamica e la
popolazione è divisa tra arabi e berberi.

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Le lingue parlate son l’Arabo, il Tamazight ed alcune lingue
europee, quali il francese, retaggio della colonizzazione.
Il Marocco è governato da una monarchia parlamentare con
un’immagine politica apparentemente stabile seppur situata in una zona
dell’Africa del Nord, il Maghreb, caratterizzata da regimi instabili e
conflitti tra i paesi stessi e spesso anche con l’Occidente. Molto del
suo potenziale sviluppo, infatti, dipenderà dalle scelte che verranno
adottate in futuro, specialmente per ciò che riguarda la revisione
costituzionale, già attuata senza successo il 1° luglio del 2011, con
lo scopo di rafforzare le prerogative del governo e del parlamento.
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REVISIONE COSTITUZIONALE
Prima della predetta revisione costituzionale, il Marocco era governato sulla
base della Costituzione del 1962, successivamente emendata, nel 1996, per
aumentare il potere del parlamento e introdurre un sistema bicamerale, con la
Camera dei Rappresentanti eletta a suffragio universale e la Camera dei
Consiglieri, eletta a suffragio indiretto. La Costituzione stabiliva che il sovrano
doveva essere di sesso maschile, che era a capo dello stato, con facoltà di
nominare il Primo ministro e l’intero Consiglio dei ministri, e delle forze
armate, nonché presidente del Supremo Consiglio di Giustizia, di cui i giudici
erano diretta emanazione.

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Con il discorso alla nazione del 17 giugno 2011 l’attuale sovrano, Mohammed
VI, ha presentato ufficialmente il testo della nuova costituzione, redatto in tre
mesi da una commissione ad hoc nominata dallo stesso re, ed ha celebrato la
"svolta storica nel processo di consolidamento democratico e nell’affermazione
dello Stato di diritto”.
Il progetto è stato ratificato il 1° luglio, tramite referendum, dopo una
campagna elettorale segnata dalla propaganda a senso unico dei media e dei
partiti per realizzare un consenso cieco e ostinato, dove non sono mancati gli
episodi di violenza. La nuova carta introduce alcuni innegabili avanzamenti
rispetto alle formulazioni precedenti.

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Vi si riconosce, per esempio, la lingua amazigh come idioma ufficiale
del regno; il diritto di voto dei marocchini all’estero e la volontà di
raggiungere la parità tra uomo e donna; il potere legislativo del
sovrano, che lo esercita tramite dahir (decreto reale), viene limitato
ad alcuni ambiti circoscritti; il re non è più "persona sacra", ma
resta inviolabile.
Tuttavia, nonostante gli apporti positivi sul piano del
riconoscimento dei diritti e delle libertà, restano vaste le
prerogative decisionali attribuite al sovrano e centrale il suo
potere di controllo nell’impianto istituzionale.
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