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PERIODICO SEMESTRALE DELLA FAMIGLIA PISINOTA


ADERENTE ALL’UNIONE DEGLI ISTRIANI
Anno XLVIII - n. 132 - Febbraio 2020

"62° Raduno di Primavera" a Rovigo il 9 e 10 maggio

T O
V I A
R I N
N O
DU
RA

AT T E N Z I O N E :
all’interno troverete la pagina centrale da staccare per ricavarne la scheda per la votazione del Consiglio
Direttivo con le istruzioni di voto, ed il bollettino postale per le Vostre donazioni. C'è anche una bella
foto del cortile del Castello Montecuccoli di Pisino, inviataci dal socio Francesco Chiesa, da Novara.

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IL 62° RADUNO DI PRIMAVERA


Cari amici Pisinoti, stre temporanee e di numerosi altri merosa ad uno degli appuntamenti
eventi culturali, musei d’arte e, inte- più importanti nella vita della Fami-
Rovigo, piccolo gioiello tra i due ressantissimo, il Museo dei Grandi glia. Due giorni di spensieratezza,
fiumi, circondata da una terra ferti- Fiumi, all’interno del Chiostro degli di gioia, di “ciacole”, ricordando
le racchiusa tra Po e Adige, ci ac- Olivetani, che raccoglie reperti ar- i bei tempi andati. Chissà, se vi è
coglierà quest’anno per il rinnovarsi cheologici che documentano la sto- possibile anche questa volta, por-
della nostra bellissima consuetudi- ria del Polesine dall'età del Bronzo tate con voi nipoti e nipotini, che,
ne: ritrovarci ancora una volta as- al periodo rinascimentale. Una bre- come abbiamo potuto vedere ne-
sieme per il 62° Raduno di Prima- ve passeggiata nel centro storico gli anni scorsi, si sono subito am-
vera. conduce poi al cuore pulsante della bientati e sentiti fieri di appartenere
Guidati dal contagioso entusia- città, quella Piazza Vittorio Emanue- anche loro alla nostra grande Fami-
smo dell’amica Paola Carletto Fabris le su cui si affacciano il Palazzo Ro- glia.
e del marito Mario, che in occasione verella e il Palazzo Roncale, la Log- Cari Pisinoti, con queste pre-
della festa di San Nicolò accolsero gia dei Nodari, sede del Municipio messe non posso che augurarmi di
con gioia la mia proposta per il pros- e l’Accademia dei Concordi. Su tutti vedervi numerosi a Rovigo per ri-
simo raduno, trascorreremo un fine gli edifici vigila la colonna con il leo- prendere con allegria e morbin la
settimana in una piccola città anco- ne veneziano, a testimoniare l’ex ap- conversazione interrotta a Brescia.
ra poco valorizzata dai turisti, ma ac- partenenza della città alla Repubbli- Vi abbraccio e vi saluto cara-
cogliente ed elegante. La città vanta ca Ducale di Venezia mente, a presto
però una storia molto antica e un ric- Eccoci quindi a lanciare il nostro
co patrimonio di teatri, monumenti, appello ai Pisinoti ed agli amici di Paolo Penso
edifici pubblici e privati sede di mo- Pisino per una partecipazione nu-

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San Nicolò 2019


Festeggiato anche quest’anno il Patrono di Pisino

Nel frattempo erano giunti in se-


de molti altri pisinoti e, nella bella
sala Chersi piena, dopo aver ricor-
dato i nostri soci scomparsi e fatto
osservare il classico minuto di silen-
zio alla loro memoria, il presidente
Penso ha tenuto la relazione sull’atti-
vità svolta dalla Famiglia durante un
anno e subito dopo ha avuto luogo
la tradizionale consegna dei premi
di studio agli scolari ed agli studen-
ti meritevoli. Al termine due picco-
li pisinoti ci hanno regalato un mo-
mento musicale: Il sassofonista in
erba Luigi Stocco ha suonato alcuni
brani noti ed orecchiabili, molto ma
molto bene. Invece la brava pianista
Giulia Valli, che si era esibita anche
l’anno scorso, ha fatto cantare il co-
ro del Nabucco a tutti i presenti ac-
Forse perché è stato il nostro in- sali. Una volta parlando della jota compagnandoci fino all’ultima nota.
contro più recente ed il ricordo è con la nostra dolce Liana, mi con- E dopo il sempre commovente “Va
più vivo, la festa del nostro Patrono fermò che a Pisino si usava farla pensiero sull’ali dorate...” tutti nelle
quest’anno è sembrata più animata bella fissa e veniva chiamata “mine- salette vicine dov’erano allestiti i ta-
e più sentita del solito, forse anche stra de piron” termine che invece a voli per la festa.
per la presenza di parecchi bambi- Trieste si usava a suo tempo per i Come da tradizione, alcuni viva-
ni che hanno portato una ventata di contorni. Comunque, dagli antipasti ci frugoletti si sono impegnati con la
freschezza e tanta allegria. al dolce, “spazzolato” tutto nel giro distribuzione dei biglietti per i rega-
Le celebrazioni hanno seguito la di due orette e mezza, di buon pas- li, che come sempre facevano bel-
traccia degli anni precedenti con il so il gruppo ha raggiunto la bella la mostra di sé su un tavolo. Mentre
primo incontro dei partecipanti nella sede dell’Unione degli Istriani dove buzzolai, biscottini ed anche papar-
chiesa della Beata Vergine del Soc- si sono svolti i festeggiamenti. gnacchi, fatti dalle nostre brave gio-
corso dove, come ormai da tempo,
viene celebrata la Santa Messa per
il Patrono San Nicolò e sempre con
il labaro di Pisino presso l’altare. Du-
rante il rito religioso, il celebrante ha
spiegato ai fedeli il perché della no-
stra presenza annuale ricordando a
grandi linee la nostra storia e le no-
stre tradizioni, impartendoci infine la
sua paterna benedizione.
Dopo la Messa il gruppo si è por-
tato nel vicino ristorante “da Savron”
per il pranzo sociale. Per la soddi-
sfazione generale, il menù curatis-
simo comprendeva pure una porta-
ta di “jota pisinota” fatta su richiesta
del nostro presidente, che ha ri-
scosso l’entusiasmo dei commen-

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vani pisinote, stavano su ogni tavola no per un giorno quell’atmosfera che se a volte le rispettive residen-
in buona compagnia con bibite va- che era comune in tutte le nostre ze sono lontane e vedo con gio-
rie ed immancabili vini. Viva Pisin la case e che in queste riunioni rina- ia che sono contenti di portare ai
patria del morbin sì, ma mi sembra sce spontaneamente. Un grazie nostri incontri i loro piccoli pisinoti,
anche del bon vin! a tutti i partecipanti che contiamo cioè il nostro futuro.
Tra i vari premi anche quel- di riabbracciare al prossimo radu- Un grazie sincero a tutti i pisinoti
lo assegnato alla famiglia giun- no di maggio a Rovigo. Ormai an-
ed arrivederci a presto!
ta da più lontano. In effetti, parec- che i giovani genitori, quelli della
chie sono state le persone giunte “seconda generazione”, hanno da
a Trieste per riassaporare alme- tempo stretto amicizia tra loro an- Adriana Defilippi Marzini

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Note e noterelle a lato della festa


di San Nicolò
di abbracci e sa- non solo dai bambini, e non solo
luti, mentre il fo- perché – come qualcuno ha giusta-
tografo “ufficia- mente fatto notare – “ciò, il frito se
le” (il “reclutato” sà che xe bon!” o perché “le pata-
David) “faticosa- te come ti le fa le xe bone”. In ogni
mente” li raduna caso, ben nota la ricetta e soprat-
in ordine davanti tutto ben noto il gusto, forse meno
al Labaro per la nota l’origine, che – come ci ha rac-
tradizionale foto contato Paolo Penso – risalirebbe
di gruppo. E all’assedio di Vienna da parte dei
anche i quattro Turchi del 1683, terminato con la
passi dalla piaz- sconfitta del nemico ottomano: fu
zetta Hortis al allora che i panettieri viennesi, per
ristorante, pas- celebrare la vittoria, si inventarono
Una Trieste meravigliosamente ad- sando davanti alla statua di Italo i kipfeletti dolci a forma di mezza
dobbata per le Feste natalizie, e Svevo, al Museo della Civiltà Istria- luna, come quella della bandiera
con tanto di navi da crociera illu- na Fiumana e Dalmata e al Museo ottomana, come a dir che “noi i Tur-
minate a giorno ormeggiate di fron- Revoltella, è un piacevole momento
te alla sfavillante piazza Unità, ha da condividere apprezzando il “sa-
accolto in uno scenario da sogno i lotto” cittadino che stiamo attraver-
Pisinoti in arrivo “da fuori” per la tra- sando, che per i Pisinoti di Trieste è
dizionale Festa di San Nicolò, ed è cosa normale, ma per gli altri è un
stato come se tutta questa bellezza valore aggiunto alla nostra festa.
e questo calore fossero lì per noi, Al di là dei momenti salienti della
ad accoglierci in “ganz parade” giornata – che puntualmente ci de-
(come diceva mio nonno Vittorio in scrive la nostra cara Adriana – an-
lingua “asburgo-pisinota” per dire che quest’anno mi fa piacere condi-
“con gran fasto”). Suggestiva corni- videre sul Notiziario fatti e fatterelli,
ce a una giornata intensa e gioiosa pensieri e piaceri collaterali della
come ogni nostra Festa di San Ni- nostra ricca giornata. Passando ad
colò. La predisposizione al piacere esempio – dopo quelli d’apertura
di stare insieme, di rievocare tradi- – alle note culinarie. Il nostro pre-
zioni e aneddoti, lessico familiare sidente, appassionato intenditore – chi se li magnemo!”. A quel punto
e morbìn si manifesta da subito, a ma anche estimatore – della buona tra le “putele” pisinote d’origine o di
fine Messa, quando i Pisinoti arriva- cucina, ha allietato i commensali ri- discendenza xè sta tutto un parlar
ti a intermittenza si attardano come unitisi al pranzo, Pisinoti e ospiti “fo- de ricette, quelle per Nadal o quelle
sempre in chiesa per i primi scambi resti”, con precise illustrazioni sul per tutti i giorni, chi i kipfel in bian-
menù istro-asburgico co chi in rosso…e il presntitz? Con
appena degustato, tra pasta lievitata o sfoglia? Beh si sa,
antipasti a base di tar- dipende se Pisinoto o se Triestino…
tufo bianco tipico del- e a questo punto mi sovviene uno
le nostre zone e salse scritto apparso sulla locandina di
tradizionali asburgi- una pasticceria di Muggia dedita
che, soffermandosi alle specialità tradizionali, che attri-
particolarmente sulla buirebbe l’origine di questo dolce e
storia dei “kipfeletti” del suo nome alla visita dell’Impe-
di patate: prelibatez- ratore Francesco Giuseppe e della
za casereccia “d’ordi- neo moglie Sissi attesa a Trieste
nanza” in ogni famiglia subito dopo le loro nozze. Tra i vari
pisinota, amatissima concorsi indetti dalle autorità fra gli

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artigiani (con premi di 100 fiorini) Passando alla seconda parte della
per celebrare l’evento con i miglio- festa, nella grande Sala Chersi del-
ri prodotti di ogni categoria, quello la nostra sede mancava quest’anno
per i pasticceri fu intitolato “Preis il tradizionale albero di Natale, ma
Princessin”, ovvero “Premio Princi- per far spazio ai Labari di tutte le
pessa”, e ne nacque il dolce omoni- Famiglie Istriane per la fase conclu-
mo a base di noci, cioccolato, uvet- siva – svoltasi la sera prima – delle
ta, pinoli, miele, burro e liquore, ben celebrazioni per i 65 anni dell’Unio-
presto amorevolmente storpiato dai ne degli Istriani. Con questo sfon-
Triestini col nome Presnitz. do più solenne, ma altrettanto caro,
Insomma le nostre pietanze tipiche il calore è arrivato comunque dai
sembrerebbero avere tutte origini nostri ormai immancabili accom-
nobili e celebri o legate ad eventi pagnatori musicali: Giulia Valli che
storici (a parte la Jota, cibo del “riu- – appena diplomatasi col massimo
so”, nella versione fissa da mangia- dei voti in pianoforte – ci ha diletta- gradito: un papargnacco! Io non
re quasi “col piròn” o in quella “sbro- ti prima con brani classici, per poi so se i papargnacchi che faccio io
dolaus”, per dirla alla Paolo Penso), “ingropparci” con il “Và pensiero” sono degni di questo nome, ho cer-
ma vera o no ‘sta storia, di sicuro il – inno spontaneamente cantato in cato di continuare la tradizione di
profumo aromatico del ripieno ben piedi da tutti i numerosi convenuti, mia mamma che li preparava appo-
bagnato di grappa (in anni recenti compreso il fotografo, che infatti sitamente per la lotteria e ogni anno
a casa mia sostituita col rum) ine- non immortala il momento – ; e poi il li porto con non poco pudore. Ma
briava la casa quando mia mamma giovane jazzista in erba Luigi Stoc- quando l’ultranovantenne Romanita
e mia nonna lo preparavano. Giorni co, che col suo sassofono ci ha ac- vedendo il pacchettino che le por-
fa, buttando via vecchie porcella- compagnati alla fase finale e gioco- gevo ha sgranato gli occhi e con
ne rotte, ho riconosciuto la grande sa della festa, quella dedicata alla una luce che le illuminava il volto ha
terrina in cui mia nonna Angelina, ricca lotteria dei premi. Come sem- gridato “un papargnacco!!!” non sa
seduta sulla panca del nostro tinel- pre tanta sana competizione per che è stata lei a far felice me, e non
lo, “missiava” il ripieno finché “no la accaparrarsi i coloratissimi pacchi il contrario, dando un riconosci-
se stancava i brazi”. Allora mi chia- della lotteria. Qualcuno non ha vinto mento di autenticità al mio prodotto.
mava per darle il cambio e per as- nulla (capita), ma tra questi c’è chi
saggiare se il gusto era buono. Mia è andato a casa con un premio di Federica Sassara
mamma invece mi consegnava, consolazione a suo dire ancor più (figlia di Mariuccia Cliselli)
con solennità e preoccupazione,
la terrina contenente l’impasto co-
perto da un canovaccio, da mettere
a lievitare sopra a un termosifone.
Ogni tanto poi andava a controllare
la lievitazione, e a volte – avendola
dimenticata per troppo tempo – la
si sentiva lanciare un urlo divertito
perché la pasta – gonfiatasi a di-
smisura col calore – iniziava a fuo-
riuscire dalla terrina.

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Premi di studio, anno 2019


I premi di studio – un simpatico ed emulativo mezzo per premiare scolari, studenti
e maturandi meritevoli – sono stati assegnati quest’anno nel corso della festa di San
Nicolò ai seguenti figli e/o nipoti dei nostri concittadini:

Scuola Primaria
Classe II.a
Biloslavo Thomas – Trieste
(mem. Ettore Motta)
Ferencich Federico – Muggia
(mem. Leo Marzini)
Senco Francesca – Brescia
(mem. Bruno Giacca)

Classe IV.a
Ferrari Pietro – Rovigo
(mem. Vanda Giacca)

Classe V.a
Stocco Luigi – Rovigo
(mem. Lucio Pesle)

Scuola Secondaria di Primo Grado


Classe III.a
Di Pasquale Giulia – Trieste (mem. Fiorenzo Cliselli, Maria e France-
sco Mizzan)

Scuola Secondaria di Secondo Grado


Classe I.a
Favarato Andrea - Monza (mem. Anna Picot Trippari)
Gianeselli Tommaso – Trieste (Mem. Roberto Pasquale)

Classe III.a
Strani Massimo – Trieste (mem. Giorgio Rustia)
Classe IV.a
Sassara Giulia - Udine (mem. Cliselli Mariuccia)
Marchi Carla - Gorizia (mem. Margherita e Enrico Ferencich)
Cogliati Nicola - Vicenza (mem. Livio Runco)

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Maturità Laurea
Valli Giulia Saveria - Mira Toniolo Silvia - Torino
(mem. Liana Runco) (mem. Bruna Delpiano)

Anno 1932: Renato Penso, Giovanni Toini, Tullio Bulian, Boris Premrù, Ferruccio Tromba, Maria Suplina, Nada Gortan, Luigi Brandis, Felice Eriani, Lino Ro-
slin, Bruno Fontanot, Nivio Bunicci, Giovanni Brighetti, Clemente Gianolla, Bruno Strolego,Giacomo Raunich, Erasmo Petronio.

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Appuntamento a Rovigo il 9 e 10 maggio


Cari Amici,
il rapido dilagarsi dell'epidemia Coronavirus recentemente sviluppatasi, e l'incertezza genera-
le sul comportamento da tenere, ci porta a spostare il nostro “62° Raduno di Primavera” a data da
destinarsi, fermo restando Rovigo come sede dell'atteso appuntamento. Confermando in linea di
massima il programma già elaborato.
Anche se per maggio la situazione dovesse migliorare, non è ad oggi programmabile una data
certa per l'incontro.

Programma del raduno:

SABATO 9 MAGGIO
Ore 9.00 - Partenza da TRIESTE con
mezzi propri
Ore 12.30 - Arrivo a Rovigo, pranzo
libero
Sistemazione al Best Western HO-
TEL CRISTALLO,
viale Porta Adige 1, tel. 0425-30701
Ore 16.00 - Ritrovo nella hall dell’al-
bergo
Ore 16.30 - Visita della città
Ore 20.00 - Cena in HOTEL

DOMENICA 10 MAGGIO
Ore 10.00 - incontro con il Sindaco
Prof. Edoardo Gaffeo nel Palazzo del
Comune, Piazza Vittorio Emanuele
Ore 10.30 - Deposizione della coro-
na al Monumento ai Caduti presso la
Loggia della Gran Guardia - piazza
Vittorio Emanuele
Ore 11.00 - Santa Messa Chiesa San
Domenico – via 10 luglio 19 (par-
cheggio piazza Merlin)
Ore 12.15 - Ritrovo al Ristorante Le
Betulle, Viale Regina Margherita 6,
tel. 0425-361540
Ore 12.30 - Assemblea Generale Or-
dinaria e Elettiva
Ore 13.30 - Pranzo conviviale
Ore 17.30 - Saluti e ritorno a casa.

Prezzi convenuti: albergo, ca-


mera doppia €. 99; singola €. 80; ce-
na al sabato €. 30 a persona, pranzo
alla domenica €. 35 dall'antipasto al
dolce, bevande incluse.

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In cucina con Renato Penso

Tra le tante ricette che Renato ha raccolto, in apertura d’anno vi proponiamo un piatto istriano
non ritrovabile nei ricettari di alcun altra regione: i “fusi”.

I Fusi
Scriveva Renato Penso:
"La mia amica carissima Ljuba Cerlenizza, figlia dell’ industriale Toni, “il re
della bauxite”, li preparava eccezionalmente ottimi, conditi con un delizioso sugo di
dindio, tacchino, di quelli nostrani di una volta, che non dovevano mai arrivare ai tre
chili. Più pregiate le femmine, le “dindiette”,con carne più tenera e delicata, generalmente
cucinate al forno ed usate per la carne. Per il sugo da condire la pasta si usavano i
maschi in “sguazzeto”, in umido, perché cuocendo più a lungo, danno di conseguenza il
sugo molto più saporito."
Ecco la ricetta per 4 persone che non seguono particolari
diete per indossatrici o top model:
- gr. 400 di farina, meglio “0” che “00”
- 2 uova;
- 2 cucchiai di olio di oliva;
- acqua e sale.
Setacciare la farina sulla spianatoia,
disporla a cono, fare un cratere al centro
come fosse un vulcano, mettervi le uova,
sbatterle con una forchetta e salare. Con
un po’ d’acqua formare un impasto (come
quando si prepara la pasta per le tagliatelle)
e lavorarlo vigorosamente con le mani. Dividerlo
successivamente in 4 pezzi, ed ogni singolo rilavorarlo
ancora. Poi, aiutandosi con un mattarello, formare una sfoglia sottile (come per
le tagliatelle), tagliarla in strisce di circa 4 cm. di larghezza, e con queste formare
dei quadrati di 4 cm. di lato. Piegare 2 angoli opposti del quadrato verso il centro
premendo perché si uniscano bene.
Cucinare i fusi in acqua bollente salata, scolarli con una schiumarola
assicurandosi che siano ben asciutti, versarli sul piatto di portata ben caldo,
condirli col sugo di tacchino, spolverizzare di grana fresco e …… buon appetito!
Si possono condire anche con altri sughi, goulash, gallo o gallina, ma la
ricetta classica vuole il tacchino.
Vini consigliati: Refosco Istriano
Tempo impiegato: un'oretta circa.

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Mularia del Burai, memorie di Pisino


Cari vecchi muli del nostro rione, gere. Altro che telefono azzurro! E quel di Pisinvecchio a vendemmia-
del Burai. dove siete? Quanti ricor- se a casa venivano a saperlo, c'era il re di nascosto o a far man bassa
dano quel “rato” che cominciava dal saldo finale. Ricordate le esplorazio- di mele, pere e susine ancora ver-
Belvedere sulla Foiba e finiva sotto le ni in foiba? I nidi? I bagni nelle poz- di; quelle buone le gustavamo gra-
possenti mura del Castello? Era “el zanghere melmose della Granda, la tis sotto la Losa dalle brente. Qual-
Burai” dove abbiamo trascorso gran “Picia”, il Jas, il Crof, e il Lido attrez- che domenica, con 80 centesimi, si
parte della nostra giovinezza! D'in- zato dal buon ingegnere Camillo “fa- andava al cine; ma anche con due
verno diventava una pista: facevamo zo mi”? E ricordate la plena? Un vero mezzi biglietti attaccati con la sali-
le gare con le nostre slitte costruite spettacolo! Ricordate Canes, zona di va e tenuti tra le dita sotto lo sguar-
con vecchie tavole; faceva freddo, “operazioni militari” per noi guerrieri do del cerbero ma bravo Bravin! E
eravamo senza guanti ne cappotto, armati di spade di legno e scudi fat- guardavamo due volte Tom Mix,
col naso rosso, tra le muraglie di ne- ti coi fondi delle seggiole rotonde del Charlot, Za la Mort, Valentino, Ridoli-
ve, dove sfrecciava la “Krassin”, con caffe Punz? ni. Ricordando una mia birbonata ho
cinque o sei scavezzacolli aspiranti E San Nicolò e l'albero di Natale un rimorso che dura da settant'an-
suicidi nel '29. Non sentivamo le “bu- ornato con catene di carta colorata, ni. “La mlekariza”, per portarci il lat-
ganze” tormentarci i piedi e non sen- bambagia, qualche candela, arance te, passava “sora i frati” per un viot-
tivamo più le mani nel gelido mattino, e noci appese, magari qualche car- tolo. Io scavai una buca e la copersi
quando per lavarci bisognava rom- ruba, e sotto, ritagliato, il Presepe? di stecchi leggeri e di erba. La po-
pere il ghiaccio della mastella, men- Aspettavamo mezzanotte giocan- verina ci mise un piede e si rovesciò
tre un pallido sole filtrava dai vetri do alla tombola. E a Pasqua le pin- con tutto il recipiente che aveva sul-
istoriati dal gelo. C'era Bruno, il “Pa- ze e le titole profumate con le uova la testa. Le chiedo scusa ancora og-
renzan”, che andava per le fiere pae- tinte? Diventammo più grandi, Bruno gi che non c'e più. Nel Burai abitava
sane a vendere piccoli oggetti, e Fe- mise insieme la Spes squadra stu- la strana coppia del Gigi lungo e del
dentesca di calcio fiera avversaria corto Talpa. Ricordo che facevano il
dele con la sua scatola di bomboni a
della operaia i cui componenti da- “saldame” per lucidare le pignatte.
tracolla a fare altrettanto, Gigi aiutan-
narosi potevano avere le maglie ne- Avevano una mucca da pascolare
te barbiere, invidiato perché fumava
ro-blu come l'Ambrosiana. Dopo le ed erano scalzi; li rivedo – scusate
addirittura le Macedonia col bocchi-
gare, sudati, ci si dissetava alla fon- – farsi la pipi sui piedi per scaldar-
no dorato, e Milan commesso da Le-
tanella del zoto Pilat il cavaliere col li dalla brina. Un amico era lo spaz-
nardon con I' hobby delle foto, c'e-
piede elefantino. Oppure si finiva in zacamino Max. Ma adesso ricor-
ra Nato che lavorava con papà, c'era
il capobanda Amedeo Raffaelli, ven-
ditore di polli, già orfano a 14 an-
ni, e Carletto, futuro poeta, e anco-
ra gli studenti Bruno detto “Punzn”,
Guido Granbassi, Silvio Mattei, Nini
Verdin e il sottoscritto. Giocavamo al-
le s'cinche, al pandolo, al zurlo, alle
piastre, alla tria e ai bottoni, dispera-
zione delle mamme. E prendevamo
in giro il gobbo impiza ferai. In tan-
ti, premiati per una recita in quinta,
andammo col maestro Ughi in gita
(indimenticabile!) a Roma. Ci ricor-
diamo con affetto di lui, suonatore di
violino e castigamatti, nonostante le
“sardelle” che lasciavano il segno, le
ginocchia unte e doloranti per il con-
tatto col pavimento dietro la lavagna.
Una volta mi ficcò in un armadio e
mi dimenticò; fui liberato nel pome- Al “Iass” posano davanti all'obiettivo, in tenuta da bagno (da sinistra): Giorgio Giorgetti detto “Jure”,
riggio dalla bidella che mi sentì pian- Biagio Lussi detto Gorki ed Elvino Tomasi

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do anche Renzo ed Etto Albanese litari e venne la guerra. Alcuni non corato. Bruno ebbe un occhio e una
che abitavano in piazza della Fon- ritornarono o ritornarono menomati. mano fuori uso; Nato, dopo sei an-
tana, accanto alla quale mettevamo Toni andò in Spagna, fu ferito e de- ni di prigionia in Africa, visse amma-
i secchi in lunga fila per l'ac- lato e pieno di incubi; al mio
qua che la siccità rendeva ritorno dall'Albania non vidi
preziosa; ma loro due, buo- più l'Istria ne mio papà fucila-
ni e simpatici erano di un'al- to nel ’43, ne gli amici disper-
tra categoria, quella dei “sio- si dall'esodo. La nostalgia del
ri”. Noi studenti ci recavamo passato, povero ma felice, mi
in gita sul Monte Maggiore prende spesso assieme al de-
col prof. Gravisi, o a S. Pietro, siderio di incontrare, finché sa-
o a Cas'cerga, in allegra bri- rà possibile la superstite mula-
gata. Diventammo avanguar- ria del Burai.
disti e la vita cambiò. Poi mi-
Giuliano Mattiassi, 1996

Prendevamo il sole …
Qualcuno potrebbe pensare a goglio, di malcelato campanilismo. questa era appena tagliata la tecnica
una forma di megalomania paesana Si cominciava col dire che a Pisino suggeriva di strisciare un po' la pian-
ma la sistemazione del “pozzo” cre- quasi tutti sapevano nuotare, benché ta del piede prima di appoggiarla.
ato dal torrente Foiba favorì una sa- non ci fossero il mare, ne le piscine, C'erano poi dei rami protesi sull'ac-
na, anche se modesta, evasione di ne i grandi laghi, come il Balaton de- qua, dai quali lasciarsi cadere, come
tanti giovani; lo specchio d'acqua gli ungheresi che stupivano il mondo Tarzan: mancavano soltanto le lia-
era lungo 180 metri, con una profon- vincendo le gare di nuoto. Tutti, ma- ne e i coccodrilli. Ma c'erano molte
dità che raggiungeva i 7 metri e ciò schi e femmine, avevano imparato a lucertole - le guscerize che prende-
consentiva ai più coraggiosi qualche nuotare in acqua dolce. II nostro ma- vano il sole come noi, e qualche bi-
tuffo spettacolare con tante nuotate. re - ecco la spiegazione - era il tor- scia d'acqua, che non ho mai visto,
La prima volta che tornai a Pisi- rente Foiba, chiamato in gergo il “po- ma che un giorno ho sentito sotto il
no dopo la guerra erano gli anni ses- tok”, che lungo il suo corso prima di piede nel pozzo dei Tre. Certo I'ac-
santa, credo, dopo che fu abolito il vi- inabissarsi nella cavità omonima for- qua non era cosi trasparente da po-
sto sul passaporto - chiesi all'amico mava delle vasche, grandi e picco- terla facilmente vedere, e il pozzo dei
Claudio, che guidava l'automobile, di le, per la gioia dei bagnanti. La valle Tre era anche più fangoso del poz-
fare una capatina fino al Lido. Si era che percorreva era aperta e soleg- zo dei Sassetti o del pozzo dei Ca-
d'estate e mi era venuto il desiderio giata. Prati e campi, alberi e cespu- vai o del pozzo dei Nudi. Questi nomi
di ripercorrere la strada che si faceva gli lo accompagnavano da Novac- ed altri ancora - la Picia, la Granda,
per andare “al bagno”. Ma fu una de- co verso Pisino. II tappeto verde dei la Tornina, Krof - si alternavano nel-
lusione. Arrivammo in un baleno: un prati talvolta scendeva fino alle sue la scelta delle giornate estive, quan-
po' di curve su strada bianca ed ec- sponde oppure si arrestava davanti do si doveva decidere dove andare
coci sul ponte del Lido. Sotto, in mez- ai massi rotolati nel suo letto, talvolta a bagnarsi. E alla sera o il giorno do-
zo ad una folta vegetazione di arbusti invece si fendeva in più alti e scosce- po ognuno aveva la sua piccola sto-
e rovi, stagnava un'acqua giallogno- si pendii di terra friabile che chiama- ria da raccontare, perché ogni pozzo
la, irriconoscibile. Vero che la memo- vamo “assel” e da cui sceglievamo le era immerso in un paesaggio diver-
ria gioca brutti scherzi, che la lon- scaglie da lanciare per farle saltella- so con elementi più o meno affasci-
tananza contribuisce a rievocare le re sullo specchio dell'acqua. Chi non nanti di contorno, come la frutta degli
cose ed i luoghi con i colori della fan- c'ha provato almeno una volta? Certi alberi vicini o le pannocchie di gra-
tasia, che il tempo trascorso aveva piattelli di pietra, ben levigati, lancia- noturco da abbrustolire fra le “pie-
dato tono e ricchezza indicibili a que- ti con abilità, riuscivano a fare sette, tre” o qualche sorgente di acqua fre-
sti colori... ma questo non era il Lido! otto salti, o anche di più, e spesso fi- sca potabile dove si beveva nel cavo
Quando ne parlavamo nei primi anni nivano in una scia d'acqua e di lute o della mano o, i più raffinati, nel cali-
dell'esodo, specie se vi erano degli addirittura raggiungevano la riva op- ce di foglie. La freschezza e la pu-
interlocutori estranei cui bisognava posta. Molte rive erano trampolini na- rezza dell'acqua dove bagnarsi era-
spiegare le cose, sentivo nei discorsi turali per i tuffi ed offrivano belle rin- no i piaceri più ricercati e variavano
dei vecchi pisinoti una punta di d'or- corse a piedi nudi sull'erba: quando di giorno in giorno da un pozzo all'al-

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tro. Non si parlava certo di inquina- cino una terrazza-solarium e le scale bra sotto il ponte. I più ardenti riusci-
menti, ma ci si chiedeva se era pio- per scendere dalla camionale, subi- vano a baciare le “mule” sotto acqua.
vuto a monte, perche la piena del to dopo il ponte, tutto in pietra bian- I più ardimentosi, ad ora tarda, si tuf-
torrente portava rami e foglie ed altri ca ed in cemento. E poi da una vi- favano nudi, magari solo per poterlo
detriti. Per la verità c'era anche qual- cina sorgente raccolse l'acqua in un raccontare. Non c'erano radioline, ne
cuno che inquinava talvolta le acque, serbatoio cubico, la “iazera”, nasco- chioschi di rivenditori rumorosi; sol-
andando a pescare con la “cocco- sto fra gli arbusti e munito di un pas- tanto il disturbo di qualche nube di
la”, una polvere che si comperava da so d'uomo dal quale i più spavaldi si polvere dalla strada al passaggio dei
Rovis in drogheria e che prima di get- calavano dentro per rinfrescarsi. Da rari veicoli. II luogo si raggiungeva a
tarla in acqua per stordire i pesci si lì fece scendere l'acqua con i tubi fin piedi per le stradine di campagna,
mescolava con la m... L'operazione sotto il ponte dove nella frescura si raramente per la strada di cui ho par-
era del tutto singolare, come si può poteva fare la doccia. Così i pisino- lato, che sembrava così lunga, pie-
immaginare, e richiedeva un volon- ti se la spassavano, pancia al sole, na di ghiaia e di curve. Rivedendola
tario che procurasse all'ora giusta la tra il profumo delle acacie e dell'er- dopo tanti anni questa strada mi par-
materia prima servita su un piatto di ba spagna e il ronzio di qualche ca- ve molto più corta. Ma il Lido era co-
pietra. Poi con una “sbizza”, cioè un labrone qualcuno diceva di qualche munque irriconoscibile: un rigagnolo
ramo secco, si facevano i lanci del- “zeIon”. - che succhiava il nettare dei brutto con le sponde mal disegnate e
le esche. I pesci si prendevano con papaveri e delle “cucuvize”. E dopo con le balaustre del ponte semidiroc-
le mani, perche erano addormenta- la nuotata e qualche tuffo - i più co- cate. Evidentemente il sito non servi-
ti. Quando il torrente era piuttosto in raggiosi si buttavano dal pilone del va più, alcuni opifici a monte aveva-
secca si potevano prendere i pesci ponte e il Tullio Ghersetti anche dalla no inquinato le acque, i nuovi pisinoti
con le mani, anche senza la “cocco- balaustra - risalivano dalle scalette di andavano al mare, quello vero, sul-
la”: era una prova di abilita non co- legno, con sussiego come nei bagni la costa di Parenzo, anzi di Porec,
mune, che consisteva nel costringe- imperiali di Abbazia, e consumava- a Plava Laguna. Che dire? Solo nel
re il pesce in “corner” da dove non no la merenda al sacco. Questo era il cuore dei vecchi pisinoti è rimasto un
poteva fuggire. Ma parliamo del Li- fascino del Lido il Lido di Pisino, per posto per il vecchio Jas e nel loro al-
do. Qualcuno in Comune pensò be- noi famoso come il Lido di Venezia - bum di fotografie c'é ancora un posto
ne di fare un argine per creare una frequentato non solo da giovanotti e per una vecchia cartolina con la dici-
piscina naturale nel posto più bello e da ragazze, ma anche da mamme e tura sul retro “tipografia Zanini” e sul-
più comodo per arrivarci lungo la ca- bimbi. I più fortunati ci arrivavano in la fronte “Lido di Pisino”.
mionale per Sarezzo. E ci costruì vi- bicicletta e la posteggiavano all'om- Renzo Cliselli, 1994

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Ci scrivono
Si è laureato il 31 Ottobre 2018, a 23 anni,
Eugenio Lorenzo Stefani presso l’Uni-
versità di Bologna, in Business and Eco-
nomics, con una tesi sulle blockchain di-
gitali.

È nipote di Bruno Stefani “Punz” di cui


l’anno prossimo corre il trentesimo anno
della morte.

Al Presidente, al direttivo e ai mol-


ti collaboratori!
con immensa gratitudine ringra-
zio di tutto cuore di inviarmi il Noti-
ziario ed ho visto con piacere l’ultimo
numero annesso alla rivista dell’U-
nione degli Istriani. Ebbi l'occasione
di incontrarne diversi in occasione
del pranzo di gala tenutosi durante le
celebrazioni del 50° anniversario del-
la fondazione della Famiglia Istriana
di Melbourne, della quale mio papà
è stato fondatore e primo presiden-
te. Spero che il mio sogno si avveri e
che possiate continuare a trasmette-
re tutte le belle, e meno belle, notizie
e le foto, anche se ormai non ricono-
sco più nessuno.
Sono andata via da Pisino a 12 an-
ni (ora ne ho 85) sono venuta in Au- cello e Gemma Agostinis. Festeg- Buon Anno, buona fortuna e tanta sa-
stralia a 17 anni con mamma e papà giate in allegria San Nicolò, auguro lute… e buon proseguimento.
e la nonna Pepina Dorci-Barlè, Mar- a tutti Voi un sereno e lieto S.Natale, Con affetto, Ornella Mocnik

RADO E BRUNA MOGOROVICH DA PISINO E POI ...

Tra Pisa e Milano, la dinastia dei Mogorovich procede verso il futuro con le nuove
generazioni. Nella foto vediamo una giovane ultranovantottenne, la bisnonna Bruna
Chicco con in braccio l’ultimo bisnipotino nato a Milano, Samuele Mogorovich. Bru-
na è però già bisnonna di Achille ed Ascanio Mogorovich, nati a Pisa. Grazie alle sue
buone condizioni di salute, la bisnonna Bruna non ha problemi a spostarsi ogni tanto
da una città all’altra e può godere dei suoi piccolini sia a Pisa sia a Milano. Un augu-
rio affinché tutto proceda per il meglio ed un abbraccio a tutti: alla bisnonna, ai non-
ni, ai genitori ed ai piccolini!

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PISINOTO

Caro Notiziario Pisinoto,


Vi ringrazio che, senza alcun me-
rito mio, continuate a inviarmi il Noti-
ziario!
La Pisino che conosco io (ora ho
86 anni) è quella degli anni 20 (esat-
tamente dal 22 al 27): un mondo da
“sogno” che purtroppo non esiste
più e mai ho potuto visitare.
Negli anni 70 (credo) sono ritorna-
to a Laurana e ad Abbazia, dove in-
vece, dal 36 fino all'inizio della guer-
ra, mi portavano a fare i bagni, ma
anche Fiume dove ricordo un gran-
de ponte che a suo tempo le guardie Il biglietto di auguri da Mario Trippari
di confine a noi bambini permetteva-
no di attraversare, ma non ai genito- a mettere ordine (che purtroppo si- Vostri archivi, e quindi Ve la mando
ri, ed un gran negozio di scarpe che gnifica distruggere!) tutte le carte di con tutto il cuore!
c'era dall'altra parte. mia Nonna, fra le quali ho trovato una L'ultimo pisinoto “dei miei tempi”
In seguito, molto dopo, sono ar- bellissima foto del cortile del Castello (con cui ho avuto a che fare) è stato
rivato anche Pirano, patria di Tartini, di Pisino! (vedasi pagina centrale). il dott. Solari di Treviso, mancato già
ma era già nelle mani dei... titini e per Esiste ancora o la guerra se l'è da anni alla bella età di 103!
le strada che portava alla venezianis- portato via? Mi ricordo bene che è Voi altri siete tutti..discendenti,
sima chiesa di San Giorgio mi pare, stato usato anche come prigione dai ma bravissimi a tener vivo il ricordo!
ho notato le caratteristiche delle ca- tedeschi prima e dai partigiani poi, Con i saluti più affettuosi e gli au-
se, che ricordavano Venezia così da ma ora? In ogni caso ritengo che guri più belli
vicino, ma abitate da gente che con questa foto possa essere utile per i Francesco Chiesa
quella località non aveva proprio nul-
la a che fare, mi sono sembrati zin-
gari e straccioni...,.che tristezza! Gentile Famiglia Pisinota, sono Silvia Toniolo nipote della defunta pi-
A Pirano ci aveva abitato a lun- sinota Bruna Delpiano.
go anche Bruno Ughi, padre del fa- Mi sono laureata il 09/10/2019 in Scienze dell'educazione motoria e
mosissimo Uto Ughi per il quale ho delle attività adattate presso l’Università degli Studi di Torino con vota-
lavorato a lungo in seguito e che mi zione 110/110 con lode.
raccontava di quando ai tempi suoi Titolo della Tesi: “La diminuzione della forza nell'invecchiamento:
(classe 1909,) passando sotto al mo- studio su campioni di anziani in ambiente urbano,extraurbano e agri-
numento di Tartini, sognava di poter colo a confronto”.
un giorno suonare il violino come lui: Cordiali saluti, Silvia.
il Signore l'ha più che accontentato
in suo figlio!
Ma non c'entra con Pisino: i ricor-
di di Pisino li devo tutti a mia Mamma
che vi ha frequentato tutti gli anni del
Liceo (K.K. Liceo Carli, naturalmen-
te: è sull'annuario. Marina Poletta) e
che ce ne ha parlato cosi tanto e con
così tanto entusiasmo (lei era nata ad
Oneglia- Imperia) da farcela sentire
anche un poco nostra..
A suo tempo vi ho inviato già un
racconto dettagliato e diverse foto
(che avete pubblicato), di quando
mio nonno, l'ing. Poletta, era il diret-
tore della locale sede delle corriere...
Ora anch'io mi avvio alla scaden-
za naturale — anche se la data la sà
solo il Signore — e mi sono trovato

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PISINOTO

I nostri lutti
In vista del traguardo dei 100 anni, è scom-
parso a fine settembre Ennio Corradina, da
lungo tempo assiduo frequentatore dei raduni
e degli incontri tra Pisinoti. Da anni insediato-
si a Teglio Veneto, al confine tra Veneto e Friu-
li Venezia Giulia, dove è stato eletto sindaco
per più mandati, è stato anche professore di
materie scientifiche. Alla moglie e alla figlia le
più sentite condoglianze da parte della Fami-
glia Pisinota.

presente sin da quan- ta la vita e nei lunghi discorsi che


do ero bambino. In- facevamo quando andavo a tro-
somma la mia zia di varla sin da adolescente me lo ha
Padova, come la chia- sempre trasmesso a parole affin-
mavo, è sempre sta- ché io sia a conoscenza di questa
ta una di quelle figure parentesi della storia d’Italia an-
fondamentali della fa- cora oggi, purtroppo, non del tut-
miglia e che per la sua to rimarginata. Io ho avuto la for-
importanza mi porterò tuna di parlare con un testimone
sempre dietro nei miei lucido e preciso e assolutamente
ricordi. Il giorno della fuori dalle logiche politiche in rife-
sua scomparsa coin- rimento a questo tema e spero ci
cide con la “Giorna- siano altri coetanei che abbiano
ta del Ricordo” in cui avuto o possano avere in futuro la
si commemorano tutte
mia stessa fortuna. Da parte mia
le persone uccise nel-
sono consapevole che, per fortu-
le Foibe ma anche tut-
na, non proverò le stesse delusio-
te le persone che han-
Maria Ghersetti (dx) con la sorella Relina ni e sensazioni di vuoto o di man-
no dovuto scappare
canza provate da mia zia o da mia
Lunedì 10 febbraio 2020 è ve- dalla propria terra natia in quello
nonna nel corso della loro vita, ma
nuta a mancare alla straordina- che viene ricordato come l’Esodo
Istriano. Con la scomparsa di mia potrò raccontarle e trasmetterle
ria età di 95 anni Maria Gherset-
ti ved. Rinaldi, sorella maggiore zia si perde un altro testimone di per come loro lo hanno racconta-
di mia nonna paterna Relina Gher- uno dei drammi d’Italia del seco- to a me, cercando di comunica-
setti, originaria della città di Pisino. lo scorso e che ancora oggi pur- re il dramma profondo di quel pe-
Seppur si tratti della mia prozia, la troppo, per ragioni principalmen- riodo. Mia zia ci teneva molto a
sua è stata una figura importantis- te politiche, non trova una visione rivendicare di essere un’istriana
sima nel corso di questi miei 29 comune. Assieme a mia nonna e italiana, una cittadina della città di
anni di vita, soprattutto a seguito a tutta la sua famiglia, ha dovuto Pisino ed è per questo che vorrei
della scomparsa di mia nonna or- abbandonare come altre miglia- salutarla attraverso questo testo
mai avvenuta più di dieci anni fa. ia di persone la propria casa, la sul giornale che ha voluto legge-
Oltre a dimostrarmi giornalmente propria terra, tutti gli effetti perso- re fino all’ultimo.
il suo affetto ed avermi voluto so- nali ed andarsene per sempre, la- Ciao Zia, da parte di tuo nipo-
stenere economicamente nei mo- sciandosi tutto alle spalle. Questo te Giacomo.
menti di difficoltà, è sempre stata dolore l’ha accompagnata per tut- Gacomo Manià

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Elargizioni e offerte
da Mario Trippari, Trieste, in me- da Fulvia Buttolo, Trieste, per il No-
ELARGIZIONI:
moria della mamma Anna Picot, €. tiziario, €. 15
da Federica Sassara, Udine, per 300
borsa di studio in memoria della da Ida Ferencich, Trieste, per il
da Fiorella Sindici, Cusano Mila-
mamma Mariuccia Cliselli, €. 100 Notiziario Pisinoto, €. 10
nino (MI), a ricordo della mamma
da Adriana Defilippi Marzini, Mug- Edda Angelini, deceduta il 5/7/19 da Fulvio Gasparini, Sesto San
gia (TS),per ricordare il marito Leo €.50 Giovanni (MI), rinnovo associazio-
Marzini, €. 50
da Cilla Marzini, Schio (VI), per ne, €. 20
da Adriana Defilippi Marzini, Mug- borsa di studio in ricordo del fratel-
gia (TS), in memoria dei suoceri At- da Gianna Kreissl, Castelfranco
lo Leo , €. 100
tilio e Mimi Marzini, €. 50 Veneto (TV), per la Famiglia, €. 50
da Lidia Sferco, Genova, in memo-
da Germana Simic Toccafondi,
ria della professoressa Nerina Fe- da Marino Marini, Lecco, per il No-
Gradisca d’Isonzo (GO), per borsa
resini, €. 30 tiziario Pisinoto, €. 70
di studio in ricordo dei propri cari
Toccafondi e Depiera, €. 100 da Eufemia Tosti, Marghera (VE),
da Anna Russo, Monza (MB), per
da Luisa Tuzzato, Mira (VE), in me- in ricordo dei genitori e delle sorel-
le Maria e Romana, €. 100 la Famiglia Pisinota, €. 100
moria di Livio Valli dalla moglie Lu-
isa, €. 100 da Anna Russo, Monza (MB), in da Fabio Velicogna, Abano Terme
da Giuliana Valli, Mira (VE), in me- ricordo dei defunti della famiglia (PD), per premi di studio, €. 30
moria dei nonni Rosina e Mario Val- Russo, €. 100
li, dalla nipote Giuliana, €.50 da Anna Russo, Monza (MB), in da Claudia Rabar, Ferrara, contri-
memoria di Edina Angelini, €. 50 buto per la Famiglia Pisinota, €. 30
da Oscar Bernes, Torino, in memo-
ria della mamma Maria Blascovich, da Fulvio Mizzan, S. Donà di Pia- da Ferruccio Sirotti, Trieste, pro Fa-
€. 30 ve (TV), a ricordo del papà Bruno, miglia Pisinota, €. 50
da Clorinda, Mario e Franco Clisel- €. 25
li, Udine, per borsa di studio in me- da Siria Cacciari, Pasian di da Flavio Cergna, Farra d’Isonzo
moria di Renzo Cliselli,€. 100 Prato,(UD), in memoria del dott. (GO), pro Notiziario Pisinoto, €. 50
da Dario Motta, Trieste, per borsa Gino Cogliati nel 27° anniversario da Bruna Miaschi, La Spezia, per il
di studio in memoria del papà Etto- della scomparsa, €. 50
re, €. 100 Notiziario Pisinoto, €. 20
da Mary Pesle, Trieste, in memoria OFFERTE: da Maria Almani, Gorizia, per la
dei cari defunti della famiglia Pe- Famiglia Pisinota, €. 97
sle, €. 50 da Arianna Sartori, Firenze, per la
da Gianfranco Quarantotto, Cervi- Famiglia Pisinota, €. 30 da Licia Colombo, Villotta di Chions
gnano (UD), in memoria della ma- da Silvana Ghersetti, Legnano (PN), per il notiziario della Famiglia
dre Clelia Cogliati, €. 100 (MI), per il Notiziario, €. 50 Pisinota, €. 100

Per chi volesse ricordare i propri cari


e/o sostenere “La Famiglia Pisinota”
ricordiamo le coordinate bancarie:
IBAN IT06S 02008 02292 0000 0523 0780
conto postale 10223 27157

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Come eravamo foto inviate da Claudia Baselli

Da cartoline dell'epoca, alcuni scorci di Pisino

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Una poesia di Giuliano Mattiassi

Rimpianto
Guardo le vece foto
del mio Burai scasado
e la caseta de l'infansia
che me fa lustri i oci
e de malinconia me oprime
Iera el mio nido, picio
ma de quei grandi e bei
che i stava in piasa
no gavevo invidia mai
De quel tempo lontan
rivedo el viale ombroso
che la mama povereta
ala sua amica de qua,
la ghe diseva, sincera,
che forse el somiliava
ai Campi Elisi parigini
Credo che de Pisin
la conosesi solo la contrada,
povera vecia mia
morta lontan de casa
consunta de dolor
per el papà fucilà per strada.
Vedevo bel el Corso streto
e la Piasa del Ginasio enorme!
La go rivista quarantani fa
svodada dela Scola e del Teatro
“Che picia” go pensado che la se!
Iera i oci de mulo fato grande
portado dala guera per el mondo.
Go pìanto amaro
e son scampà per l'ilusion provada
che gavevo rubado el sogno
Vivo in un logo bel, visin al mar azuro
ma penso ala mia Foiba,
ala mia cesa, al cimitero
dove riposa i nostri morti
che più no i pol patir.
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FAMIGLIA PISINOTA

Elezioni per il Rinnovo del Consiglio Direttivo,


del Collegio dei Revisori dei Conti
e del Collegio dei Probiviri per il triennio 2020-2022

Candidati per il Consiglio Direttivo

 BASELLI CLAUDIA .............................................................................................................................................


 BELLANI GUERRINO .........................................................................................................................................
 DEFILIPPI MARZINI ADRIANA ..........................................................................................................................
 MOTTA GIANFRANCO....................................................................................................................................... 
 PENSO PAOLO...................................................................................................................................................
 RAICOVI BUSSANI ANNAMARIA ......................................................................................................................
 SASSARA FEDERICA..........................................................................................................................................

Votare al massimo 7 nominativi

Candidati per il Collegio dei Revisori dei Conti

 BELLANI LUCA...................................................................................................................................................
 GIANESELLI RICCARDO....................................................................................................................................
 MARION FULVIO.................................................................................................................................................
 MOTTA DARIO....................................................................................................................................................

Votare al massimo 4 nominativi

Candidati per il Collegio dei Probiviri

 MARCHI PENSO MARIELLA...............................................................................................................................


 PRIORA GINO.....................................................................................................................................................
 RUNCO PASQUALE LUISELLA .........................................................................................................................
 SVAGELJ PILAT LUCIANA.................................................................................................................................
 RUNCO FULVIA..................................................................................................................................................

Votare al massimo 5 nominativi


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Elezioni per il Rinnovo del


Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti
e del Collegio dei Probiviri per il triennio 2020-2022

REGOLAMENTO

1. Votare al massimo 7 candidati per il Consiglio Direttivo, 4 candidati (3 effettivi e 1 sup-


plente) per il Collegio dei Revisori dei Conti e 4 candidati (3 effettivi e 1 supplente) per
il Collegio dei Probiviri.

2. Nelle righe tratteggiate a fianco degli elenchi gli elettori possono aggiungere altri no-
mi di candidati non suggeriti dal Comitato elettorale rimanendo sempre nel numero
massimo indicato al punto 1.

3. Si vota con una crocetta sul quadratino a fianco dei candidati proposti, oppure scri-
vendo il nome di un altro pisinoto.

4. La scheda va consegnata al seggio elettorale che sarà istituito DOMENICA pres-


so il Ristorante in occasione del RADUNO. La scheda può essere consegnata in bu-
sta chiusa anche da persona delegata, che dovrà però indicare agli scrutatori il nome
dell’elettore.

5. La busta può anche essere spedita per posta, in busta chiusa, contenuta in un’altra
busta indirizzata alla Famiglia Pisinota, via Silvio pellico 2 – 34121 Trieste, con l’indi-
cazione del nome dell’elettore mittente sul retro della busta stessa.

6. La busta chiusa senza nome può contenere più schede purché vengano indicati sul-
la busta esterna, indirizzata alla Famiglia, il nome degli elettori mittenti.

7. Lo scrutinio avverrà in sede a Trieste, dopo il RADUNO.

8. I votanti potranno chiedere al seggio elettorale le schede necessarie.

9. Chi spedisce per posta ed ha bisogno di più schede, può fare più fotocopie in base
al numero degli iscritti alla Famiglia.