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POLITECNICO DI TORINO

C.so Duca degli Abruzzi n. 24 – 10129 – TORINO

POLITECNICO DI TORINO
PROGETTO DI RADDOPPIO

MANICA DA 16 – D1 D2
PROGETTO ESECUTIVO
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
PROF. ING. FRANCESCO OSSOLA

STUDIO VALLE PROGETTAZIONI PROGER S.p.A.


Roma INGEGNERIA PER IL TERRITORIO

PROGETTAZIONE TIMBRI

STUDIO VALLE PROGETTAZIONI


GRUPPO DI COORDINAMENTO PROF. ING. GILBERTO VALLE
ARCH. EMANUELA VALLE
PROF. ING. GILBERTO VALLE
ARCH. EMANUELA VALLE RPA s.r.l.
ING. MARCO RASIMELLI ING. DINO BONADIES
ING. MARCO RASIMELLI
ING. LUIGI SPINOZZI
ING. LUCA BRAGETTA
GEOM. CARLO ROSI

OGGETTO: TAV.

RELAZIONE GEOTECNICA
RH01
DATA REV. B REV. C REV. REV. FILE PAG. 1 di 23
LUGLIO 2007 SETTEMBRE 2007 OTTOBRE 2007 E7RH500C
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INDICE

1. INTRODUZIONE ........................................................................................................................ 3

2. STRATIGRAFIA DI PROGETTO ................................................................................................ 5

3. PROBLEMATICHE ESISTENTI ................................................................................................. 7

4. TIPOLOGIA DI INTERVENTO ................................................................................................. 8


4.1 PROCEDURA PER LA REALIZZAZIONE DI COLONNE ................................................................. 8
5. DIMENSIONAMENTO DI FONDAZIONI TIPO ......................................................................... 10
5.1 DIMENSIONAMENTO DELLA COLONNA SINGOLA ....................................................................... 10
5.2 CAPACITÀ PORTANTE DI GRUPPI DI COLONNE ......................................................................... 16
6. TABULATI DI CALCOLO ......................................................................................................... 20

7. CONCLUSIONI ........................................................................................................................ 22
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1. INTRODUZIONE

La presente relazione si occupa delle problematiche geotecniche riguardanti il progetto esecutivo


“CITTADELLA POLITECNICA” per l’ampliamento del Politecnico di Torino – lotto “B”: è
prevista la costruzione di una manica da 16 m.

I due edifici D1 e D2, dal punto di vista dimensionale e architettonico perfettamente speculari, sono
costituiti da corpi di fabbrica rettangolare di dimensioni 17x42.5 m.

Le fondazioni sono costituite da una platea in c.a. di spessore variabile tra 70 e 100 cm, poggiata su
un sistema di sottofondazioni formato da colonne di terreno consolidato di lunghezza L=12 m (Jet-
Grouting), opportunamente ancorate al substrato roccioso.

Nei calcoli strutturali, la fondazione è stata schematizzata con elementi piastra con vincolo elastico
alla Winkler opportunamente modificato in corrispondenza delle colonne di Jet-Grouting, ovvero
considerando una k= 7.0 kg/cm3 in corrispondenza del jet e una k=0.5 kg/cm3 nella parte restante.

In figura 1.1 sono riportate in pianta le fondazioni sulle quali verranno costruiti gli edifici in
questione.
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Figura 1.1 – Pianta delle fondazioni della Manica da 16


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2. STRATIGRAFIA DI PROGETTO

I dati di base sono desunti dai risultati di una campagna di indagine effettuata per il
“Progetto Raddoppio”.

Il terreno di fondazione risulta costituito da una formazione granulare di sabbie, ghiaie e ciottoli che
si differenzia in funzione della profondità come segue:

LIVELLO A: da p.c. alla profondità di 5 ÷ 6 m, sabbia e ghiaia in matrice limosa con condizioni di
addensamento variabile.

LIVELLO B: da 5 ÷ 6 m alla profondità di 10 ÷ 11 m, ghiaia e sabbia in matrice limosa scarsa ben


addensate, presenza di ciottoli.

LIVELLO C: da 10 ÷ 11 m alla profondità 40 m ed oltre, ghiaia e sabbia con ciottoli da ben


addensate a molto addensate con livelli cementati di spessore variabile da pochi centimetri a 3 ÷ 4
m; la presenza dei livelli cementati è casuale e non forma orizzonti ben individuabili di spessore
costante.

La falda è stata individuata in questa zona alla profondità di 22 m dal piano campagna.

Nella figura 2.1 è riassunta la scheda di progetto con i parametri geotecnici adottati.

Il suolo può essere considerato di “categoria B”.


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3. PROBLEMATICHE ESISTENTI

Ai fini di poter procedere con la progettazione dell’intervento in fondazione si deve fare riferimento
alle problematiche da affrontare per lo svolgimento del compito nel migliore dei modi cogliendo
tutti gli aspetti ingegneristici da tenere in considerazione.

In particolare, la presente relazione si conconetra sulla soluzione fondazionale da adottare: questa


deve soddisfare i requisiti di capacità portante.
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4. TIPOLOGIA DI INTERVENTO

La tipologia di intervento prescelto è la tecnologia del jet grouting la quale prevede una
stabilizzazione del terreno con la formazione di colonne di materiale cementato che hanno per
legante il cemento iniettato sotto forma di boiacca e come inerte le frazioni che compongono il
terreno stesso, cioè nel caso specifico sabbia e ghiaia con presenza trascurabile di materiali fini.

Questo conglomerato cementizio che ha come inerte il terreno “soilcrete” verrà realizzato come
blocchi sotto le fondazioni e come paratia continua ai lati dei cunicoli.

Alla luce delle esigenze specifiche di questo progetto si ricorrerà alla tecnologia bifluido che
consente di ottenere penetrazione maggiore del getto e quindi un numero di operazioni più ridotto.

4.1 Procedura per la realizzazione di colonne

L’esecuzione del trattamento con jet-grouting per la formazione di colonne a sostegno delle
fondazioni è illustrata nella figura 4.1.1.

IFASE II FASE fluido

Fig. 4.1.1 - Fasi di formazione di una colonna jet-grouting


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Le operazioni di formazione di una colonna di terreno consolidato, soilcrete, avvengono in due fasi
distinte:

FASE 1: Perforazione – mediante rotazione si infigge nel terreno una batteria di aste fino a
raggiungere la profondità di progetto; la perforazione è facilitata dalla presenza di un attrezzo
disgregatore in punta e dalla fuoriuscita dalla punta stessa di acqua. Subito al di sopra della punta è
installato il monitor porta-ugelli. Raggiunta la profondità di progetto si chiude l’immissione di
acqua e si chiude la valvola di uscita inferiore del fluido con una sfera di acciaio.

FASE 2: Iniezione – si immette la miscela cementizia nelle proporzioni di progetto e l’aria; la


miscela cementizia fuoriesce dagli ugelli laterali a forte velocità, quindi con alta capacità di
penetrazione mentre l’aria forma una superficie conica coassiale all’ugello atturno al getto di
miscela con la funzione di impedire l’apertura del getto e quindi di renderlo quanto più penetrante
possibile. L’attrezzo con gli ugelli viene messo in rotazione e recuperato gradualmente in risalita
lenta. Operando in questa maniera il getto spazza delle circonferenze concentriche a profondità via
via inferiore sgretolando, rimescolando ed impastando con la miscela il volume desiderato di
terreno a formare una vera e propria colonna continua.
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5. DIMENSIONAMENTO DI FONDAZIONI TIPO

Le colonne in jet grouting dovranno rispondere a requisiti di resistenza tali da risultare compatibili
con i carichi ricevuti dalla struttura sia in termini di portata sia in termini di deformazioni.

5.1 Dimensionamento della colonna singola

I calcoli verranno effettuati in accordo con le “Norme Tecniche per le Costruzioni”.

I risultati delle prove effettuate in situ, in particolare dei sondaggi, consentono di ricavare i
parametri geotecnici necessari per la valutazione del valore caratteristico della resistenza a
compressione per una colonna.

Si fa riferimento alla stratigrafia di progetto riportata in figura 2.1, considerando per ciascuno strato
i valori medi dei parametri geotecnici.

L’analisi, condotta secondo l’approccio delle tensioni ammissibili. è tesa alla valutazione del carico
limite della singola colonna di jet-grouting, assimilata, ai fini del calcolo, ad un palo trivellato: è
stato utilizzato a questo scopo il codice di calcolo “CLAP” che si basa sul metodo delle “formule
statiche”, come esposto nelle “Raccomandazioni sui pali di fondazione” edite dall’Associazione
Geotecnica Italiana.

L’approccio delle “formule statiche” permette il calcolo del carico limite a partire dalle
caratteristiche di resistenza dei terreni, per le diverse modalità di esecuzione dei pali.

Con tale metodo, il carico limite Qlim del palo sia considerato convenzionalmente come somma di
due contributi: resistenza laterale Qs e resistenza alla base Qp (figura 5.1):

Qlim = Qs + Qp

ed i due contributi possono esprimersi come:


0
Qs = C(z)qs(z)dz

Qp = Apqp
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Figura 5.1 - Schematizzazione delle forze agenti su un palo

dove qs(z) rappresenta la tensione tangenziale limite alla generica profondità z e qp la pressione
limite alla base del palo, C(z) il perimetro su cui agisce qs(z) a Ap l’area di base.

Generalmente l’integrale della resistenza laterale si calcola semplicemente come sommatoria.

Il calcolo delle resistenze qs e qp si differenzia per i terreni incoerenti (sabbie e ghiaia e piroclastiti)
e coesivi (limi e argille).

Terreni incoerenti

Resistenza laterale

La resistenza laterale di un palo in un terreno incoerente si esprime con la formula:

qs(z) = µKσ’v(z)

in cui µ è un coefficiente di attrito, pari alla tangente dell’angolo d’attrito fra palo e terreno, µ=tgδ’,
e K è il coefficiente di spinta orizzontale; Kσ’v, rappresenta quindi la tensione efficace orizzontale
σ’h che agisce sul fusto del palo.
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L’intervallo di variazione di K è delimitato dal coefficiente di spinta attiva (valore minimo a cui
possono tendere i pali trivellati) e da quello di spinta passiva (valore massimo per pali infissi con
gradi spostamenti).

Per il coefficiente µ il limite superiore è rappresentato dalla tangente dell’angolo d’attrito del
terreno.

Per pali trivellati ad elica continua in terreni incoerenti è consigliato l’utilizzo della proposta di
Fleming – Thorburn (1983).

La resistenza laterale si può esprimere come:

τ = k s σ v ' tan δ

in cui

k s è un coefficiente che assuma valori tra 0.7 ÷ 0.9,

σ v ' è la pressione verticale efficace e

δ è l’angolo d’attrito palo-terreno ed è espressa dalla seguente relazione

⎧ ϕ ϕ ≤ 33°
δ=⎨
⎩ϕ[1 − 0.0166(ϕ − 33°)] 33° ≤ ϕ ≤ 45°

in cui ϕ è l’angolo d attrito interno del terreno.

Nel caso in esame, per colonne di terreno stabilizzato realizzate mediante jettiniezione, si ha:

δ = 0.75·ϕ; Ks = 1.0

Resistenza alla base

La resistenza alla base di un palo in un terreno incoerente si esprime con la formula:

qp = Nq⋅σ’v(z)
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Si è calcolata la resistenza alla base con z che varia da 0 a L, per permettere la determinazione del
carico limite su tutto lo sviluppo del palo e quindi individuare la lunghezza di palo cui corrisponde
il carico limite richiesto.

Nq è un fattore adimensionale analogo a quello utilizzato per le fondazioni superficiali, funzione, in


generale, dell’angolo d’attrito φ’ e del rapporto L/D.

Il programma calcola il valore di Nq in funzione dell’angolo d’attrito del terreno alla base φ’b che è
stato considerato uguale a φ’.

A parità di φ’ sono stati proposti valori molto diversi di Nq, in dipendenza dal meccanismo di rottura
ipotizzato alla base del palo.

Per pali di medio diametro (D ≤ 0.8 m), in particolare per quelli infissi in terreni mediamente
addensati, le Raccomandazioni AGI propongono di utilizzare la curva di Berezantzev (1961),
riportata in figura , i cui valori si collocano al limite inferiore del campo di variazione, insieme a
quelle di Vesic e Terzaghi.

Per pali di grande diametro (D > 0.8 m) la valutazione della resistenza alla punta va effettuata anche
con riferimento ai cedimenti necessari per la sua completa mobilitazione. L’ordine di grandezza di
questi cedimenti è indicata come 0,1D per pali infissi e 0,25÷0,3D per pali trivellati. Per questi
ultimi le raccomandazioni AGI propongono l’utilizzo di valori ridotti Nq* (Berezantev, 1965),
riportati in figura 5.2 e 5.3.

Nel nostro caso è stata utilizzata la curva di Berezantzev per i valori ridotti di Nq* in funzione di φ’.

Con l’espressione

qp = Nq σv’(L)

si calcola un valore di qp corrispondente ad un cedimento alla base del palo dell’ordine di 0.06 ÷
0.10 D.
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Figura 5.2 Figura 5.3


Valori del coefficiente Nq in funzione dell’angolo Valori del coefficiente ridotto Nq*, in funzione
d’attrito. Berezantev (1961) dell’angolo d’attrito. Berezantev (1965)

Dato che i valori di Nq* sono forniti in funzione del rapporto L/D e che il programma effettua il
calcolo delle resistenze alla base lungo tutta la profondità, dal piano campagna fino alla base del
palo, il valore di Nq* dovrebbe essere riferito alla profondità corrente (Nq* = f(z/D)), assumendo
diversi valori all’interno di ciascuno strato. Tuttavia, considerato che la variazione di Nq* con L/D
è modesta si è optato per un valore unico di Nq* per ciascuno strato, definito con riferimento alla
lunghezza complessiva del palo.

In questo modo l’andamento della resistenza alla punta con la profondità rappresenta un valore
cautelativo (almeno per la maggior parte dei valori dell’angolo d’attrito del terreno); alla base del
palo il valore è invece corretto.

Nei riferimenti bibliografici non sono disponibili le formule per il calcolo di Nq* in funzione di φ’,
perciò i valori implementati nel programma di calcolo sono stati ricavati per via grafica; questo
significa che essi sono affetti da un’approssimazione che, in considerazione della qualità grafica
delle figure da cui sono stati tratti, si può ritenere non superiore al 2%.

Il programma fornisce un valore di portata ammissibile per la singola colonna di diametro 135mm,
pari a Qamm,singolo = 4136 KN (si vedano tabulati di calcolo al paragrafo 6 e figura seguente 5.5).
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Figura 5.5 – Carico ammissibile della singola colonna di jet grouting


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5.2 Capacità portante di gruppi di colonne

Poiché nella realtà non sono in progetto colonne singole o isolate tipo palificazione, ma sotto
ciascuna fondazione si avrà un intero blocco di terreno trattato con colonne compenetrate, a partire
dal carico ammissibile della singola colonna di jet grouting, si esaminano in questo paragrafo le
tipologie di fondazione prevedibili con plinti su blocchi di terreno stabilizzato formati da:

9 colonne (T-11),

10 colonne (T1-10/11),

23 colonne (T1/U-11/12),

20 colonne (T/U-9),

13 colonne (T-6/7),

23 colonne (T1/U-6/7).

In parentesi si fa riferimento ai plinti della Pianta delle Fondazioni e delle Sottofondazioni (file
e7ds500b.dwg).

La lunghezza delle colonne, di diametro minimo 1.35 m, è di 12 m, l’aera è pari a 1.43 m2.

La figura 5.5 riporta la distribuzione delle colonne per la tipologia di fondazione adottata.
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Figura 5.5 Interventi di consolidamento del terreno sotto le fondazioni

La verifica del carico ammissibile del gruppo di colonne viene effettuata considerando il gruppo
come un singolo elemento (fondazione profonda) che trasferisce i carichi al terreno sia lateralmente
sia alla base.

La portanza del gruppo di colonne viene valutata a mezzo della definizione della efficienza “E”della
colonna nel gruppo, che si calcola con l’equazione di Converse-Labarre:
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arctan d( i) (m − 1) ⋅ n + (n − 1) ⋅ m
E =1− ⋅
π m⋅n
2

Dove:

d = diametro dei pali = 1.35m;

i = interasse tra i pali;

n = file di pali;

m = numero di pali per ogni fila.

I valori dell’efficienza E ottenuti per ciascun plinto, sono stati moltiplicati per il valore di carico
ammissibile derivante dal codice di calcolo CLAP per la singola colonna Qamm,singolo = 4136 kN,
ottenendo in questo modo il carico ammissibile per ogni plinto, ridotto dell’effetto sulla resistenza
dato dal gruppo di colonne.

In tabella sono riassunti i risultati ottenuti:

NUMERO DI EFFICIENZ Qamm


FILI N (kg)
COLONNE A (kg)
T - 11 9 0.48 201490 92000
T1 - 10/11 10 0.33 137073 79400
T1/U -
11/12 23 0.42 175792 87240
10329
T/U - 9 20 0.42 178086 0
T - 6/7 13 0.47 198815 82446
T1/U - 6/7 23 0.42 178136 92917

I valori di carico ammissibile ricavati per ciascun gruppo di colonne, messi a confronto con l’azione
media dovuta al carico strutturale N (si veda la Relazione Tecnica Strutturale – file e7rs500b.doc),
risultano elevati e sensibilmente superiori ai carichi agenti.

Si è ritenuto quindi opportuno rivedere, a favore di sicurezza, i valori di carico ammissibile dei
gruppi di colonne considerando il contributo di portata laterale per intero ed il contributo di portata
di punta ridotto invece del 20% (Qamm,r).
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I calcoli derivanti dalle considerazioni fatte sono riassunti nella tabella che segue: risulta che i
valori di carico ammissibile ridotto Qamm,r risultano sempre superiori alle sollecitazioni N agenti alla
testa delle colonne di jet grouting.

FILI N (kg) Qamm,r (kg)


T - 11 92000 168845
T1 - 10/11 79400 114864
T1/U -
11/12 87240 147310
10329
T/U - 9 0 149233
T - 6/7 82446 166603
T1/U - 6/7 92917 149275
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6. TABULATI DI CALCOLO

CARICO LIMITE ED AMMISSIBILE DI UN PALO CALCOLATO CON L'APPLICAZIONE DELLE


FORMULE STATICHE.

CASO : colonne jet-grouting manica da 16

1. RIFERIMENTI

Il calcolo del carico limite ed ammissibile del palo è stato effettuato secondo
i criteri dettati dal Decreto Ministeriale 11 marzo 1988 "Norme tecniche
riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii
naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la
progettazione, l'esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e
delle opere di fondazione" e con riferimento alle indicazioni contenute nelle
"Raccomandazioni sui pali di fondazione" dell'Associazione Geotecnica Italiana.

2. DESCRIZIONE DEL PALO

Il palo in considerazione è di tipo trivellato.

Diametro = 1.35 m
Lunghezza = 18 m

3. DESCRIZIONE DEL TERRENO. Dati geometrici, meccanici e parametri di calcolo.

Nel calcolo il terreno è assimilato a 3 strati orizzontali.


La superficie piezometrica è posta alla profondità di 22 m sotto piano campagna.

Strato n. 1 (Incoerente)

Profondità tetto strato = 0.00 m


Profondità base strato = 5.50 m
Stato di addensamento : mediamente addensato
Peso di volume = 19 kN/m³
Angolo d'attrito = 34 gradi
Coefficiente di spinta orizzontale K = 1
Angolo d'attrito palo-terreno = 25.5 gradi
Coefficiente Nq = 15.83
Angolo d'attrito alla base = 34 gradi

Strato n. 2 (Incoerente)

Profondità tetto strato = 5.50 m


Profondità base strato = 10.50 m
Stato di addensamento : mediamente addensato
Peso di volume = 19.5 kN/m³
Angolo d'attrito = 37 gradi
Coefficiente di spinta orizzontale K = 1
Angolo d'attrito palo-terreno = 27.75 gradi
Coefficiente Nq = 22.6
Angolo d'attrito alla base = 37 gradi
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Strato n. 3 (Incoerente)

Profondità tetto strato = 10.50 m


Profondità base strato = 25.00 m
Stato di addensamento : addensato
Peso di volume = 19.5 kN/m³
Angolo d'attrito = 38 gradi
Coefficiente di spinta orizzontale K = 1
Angolo d'attrito palo-terreno = 28.5 gradi
Coefficiente Nq = 25.3
Angolo d'attrito alla base = 38 gradi

4. RISULTATI.

Nel seguito sono riportate, in funzione della profondità, le tensioni efficaci


litostatiche e le pressioni interstiziali nel terreno, le resistenze unitarie ed
i carichi limite ed ammissibile risultanti dal calcolo.
Il carico ammissibile è stato calcolato, tenendo conto del peso proprio del palo
(W), come: Qamm=(Qlim/Fs)-W ed il valore del coefficiente di sicurezza (Fs)
adottato è pari a 2.5.

Profondità Tensione Pressione Resistenza Resistenza


verticale interst. laterale unitaria
efficace unitaria alla base
[m] [kPa] [kPa] [kPa] [kPa]

0.0 0.00 0.00 0.00 0.00


0.5 9.50 0.00 4.53 150.38
1.0 19.00 0.00 9.06 300.77
1.5 28.50 0.00 13.59 451.15
2.0 38.00 0.00 18.13 601.54
2.5 47.50 0.00 22.66 751.92
3.0 57.00 0.00 27.19 902.31
3.5 66.50 0.00 31.72 1052.69
4.0 76.00 0.00 36.25 1203.08
4.5 85.50 0.00 40.78 1353.47
5.0 95.00 0.00 45.31 1503.85
5.5 104.50 0.00 54.98 2361.70
6.0 114.25 0.00 60.11 2582.05
6.5 124.00 0.00 65.24 2802.40
7.0 133.75 0.00 70.37 3022.75
7.5 143.50 0.00 75.50 3243.10
8.0 153.25 0.00 80.63 3463.45
8.5 163.00 0.00 85.76 3683.80
9.0 172.75 0.00 90.89 3904.15
9.5 182.50 0.00 96.02 4124.50
10.0 192.25 0.00 101.15 4344.85
10.5 202.00 0.00 109.68 5110.60
11.0 211.75 0.00 114.97 5357.27
11.5 221.50 0.00 120.26 5603.95
12.0 231.25 0.00 125.56 5850.62
12.5 241.00 0.00 130.85 6097.30
13.0 250.75 0.00 136.15 6343.97
13.5 260.50 0.00 141.44 6590.65
14.0 270.25 0.00 146.73 6837.32
14.5 280.00 0.00 152.03 7084.00
15.0 289.75 0.00 157.32 7330.67
15.5 299.50 0.00 162.62 7577.35
16.0 309.25 0.00 167.91 7824.02
16.5 319.00 0.00 173.20 8070.70
17.0 328.75 0.00 178.50 8317.37
POLITECNICO DI TORINO E7RH500C.DOC
PROGETTO DI RADDOPPIO
MANICA DA 16 – D1 D2 Data: Ottobre 2007
PROGETTO ESECUTIVO
Pag. 22 di 23
Relazione Geotecnica

17.5 338.50 0.00 183.79 8564.05


17.9 346.30 0.00 188.03 8761.39
18.0 348.25 0.00 189.08 8810.72

Profondità Carico Carico Carico Peso Carico


limite limite limite Palo Ammissibile
laterale alla base
[m] [kN] [kN] [kN] [kN] [kN]

0.0 0.00 0.00 0.00 0.00 0.00


0.5 4.80 215.26 220.06 17.89 70.13
1.0 19.22 430.52 449.74 35.78 144.11
1.5 43.24 645.78 689.02 53.68 221.93
2.0 76.87 861.04 937.91 71.57 303.59
2.5 120.11 1076.30 1196.41 89.46 389.10
3.0 172.96 1291.56 1464.52 107.35 478.45
3.5 235.42 1506.82 1742.23 125.25 571.65
4.0 307.48 1722.07 2029.56 143.14 668.68
4.5 389.16 1937.33 2326.49 161.03 769.57
5.0 480.44 2152.59 2633.04 178.92 874.29
5.5 581.34 2367.85 2949.19 196.82 982.86
5.5 581.34 3380.51 3961.85 196.82 1387.92
6.0 703.37 3695.92 4399.28 214.71 1545.00
6.5 836.27 4011.32 4847.59 232.60 1706.44
7.0 980.06 4326.73 5306.79 250.49 1872.22
7.5 1134.72 4642.13 5776.85 268.39 2042.36
8.0 1300.26 4957.54 6257.80 286.28 2216.84
8.5 1476.68 5272.95 6749.63 304.17 2395.68
9.0 1663.97 5588.35 7252.33 322.06 2578.87
9.5 1862.15 5903.76 7765.91 339.95 2766.41
10.0 2071.20 6219.17 8290.37 357.85 2958.30
10.5 2291.13 6534.57 8825.70 375.74 3154.54
10.5 2291.13 7315.25 9606.38 375.74 3466.81
11.0 2529.32 7668.34 10197.66 393.63 3685.43
11.5 2778.74 8021.43 10800.17 411.52 3908.54
12.0 3039.38 8374.52 11413.90 429.42 4136.14
12.5 3311.25 8727.60 12038.85 447.31 4368.23
13.0 3594.35 9080.69 12675.04 465.20 4604.81
13.5 3888.67 9433.78 13322.45 483.09 4845.89
14.0 4194.22 9786.87 13981.08 500.99 5091.45
14.5 4510.99 10139.95 14650.94 518.88 5341.50
15.0 4838.99 10493.04 15332.03 536.77 5596.04
15.5 5178.21 10846.13 16024.34 554.66 5855.07
16.0 5528.66 11199.22 16727.88 572.56 6118.60
16.5 5890.34 11552.30 17442.64 590.45 6386.61
17.0 6263.24 11905.39 18168.63 608.34 6659.11
17.5 6647.37 12258.48 18905.85 626.23 6936.11
18.0 7042.72 12611.57 19654.29 644.12 7217.59
POLITECNICO DI TORINO E7RH500C.DOC
PROGETTO DI RADDOPPIO
MANICA DA 16 – D1 D2 Data: Ottobre 2007
PROGETTO ESECUTIVO
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Relazione Geotecnica

7. CONCLUSIONI

Con riferimento alla situazione dei terreni di fondazione della futura estensione della Cittadella
Politecnica, si intende eseguire le fondazioni delle future opere su terreno stabilizzato con jet-
grouting sia perché, in relazione al terreno presente in sito, rappresenta un ottimo sistema di
fondazione, sia per evitare spostamenti di materiale e scavi.

Per quanto riguarda l’esecuzione della “Manica da 16”, il trattamento con jet goruting verrà
eseguito con bifluido e si farà riferimento ad un diametro effettivo di colonna compreso tra 1.35m e
1.50m.

Al centro delle colonne verranno posti in opera 2 spezzoni di barre in acciaio ϕ 30mm, lunghi 4m,
con il solo scopo di aiutare la testa della colonna e ridistribuire e trasmettere il carico delle strutture
in profondità.