Sei sulla pagina 1di 24

LA GEOMETRIA DESCRITTIVA

DALLA TRADIZIONE ALLA INNOVAZIONE

a cura di
Cesare Cundari e Riccardo Migliari
Sapienza Università di Roma
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura
Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo

Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo

La geometria descrittiva
dalla tradizione alla innovazione
A cura di
Cesare Cundari, Riccardo Migliari

Presentazione di
Cesare Cundari

Contributi di
Maria Teresa Bartoli, Vito Cardone, Laura De Carlo, Agostino De Rosa, Mario Docci,
Fabrizio Gay, José Maria Gentil Baldrich, Andrea Giordano, Barbara Messina,
Riccardo Migliari, Alessandra Pagliano, Anna Sgrosso, Camillo Trevisan,
Strumenti del Dottorato di Ricerca
in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo

Nuova serie
diretta da Cesare Cundari

volume n. 2

Comitato scientifico
Albisinni Piero
Bianchini Carlo
Carnevali Laura
Carpiceci Marco
Chiavoni Emanuela
Cundari Cesare
De Carlo Laura
Ippoliti Elena
Migliari Riccardi

NB. Il presente volume è corredato da un CD con i testi integrali delle relazioni svolte al Seminario.

Impaginazione
Salvatore De Stefano

Copyright © MMXIV
ARACNE editrice int.le S.r.l.

www.aracneeditrice.it
info@aracneeditrice.it

via Raffaele Garofalo, 133/A-B


00173 Roma
(06) 93781065

ISBN 978-88-548-7532-6

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale,


con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.

Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell’Editore


I edizione: settembre 2014
Indice

Presentazione 9
Cesare Cundari

INTRODUZIONE 13
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione 15
Riccardo Migliari

LA GEOMETRIA NELL'ANTICHITA' 27
Sulla rappresentazione nell'antichità: la visione della
circonferenza e della sfera. 29
José Maria Gentil Baldrich

La misura nella geo-metria che descrive l’architettura 30


Maria Teresa Bartoli

I SECOLI DELL’OBLIO O, MEGLIO, DELLA CONSERVAZIONE


DEL SAPERE 31
I secoli dell'oblio o, meglio, della conservazione del sapere:
dall'astrazione bizantina ai valori ottici della forma di Giotto,
Mantegna e Donatello 33
Andrea Giordano

Le prospettive di Jean François Niceron: tra teoria


geometrico-matematica e sperimentazione artistica 34
Agostino De Rosa

La stereotomia - Concezione e verifica del progetto e


della struttura 35
Camillo Trevisan

Monge e la scuola politecnica 36


Vito Cardone

PONCELET E LA GEOMETRIA PROIETTIVA 37


Genesi proiettiva delle coniche. Le quadriche 39
Anna Sgrosso, Alessandra Pagliano
FARISH, SHLÖMILCH, POHLKE, E LA CODIFICA
DELL’ASSONOMETRIA 41
Un efficace modello per l'assonometria isometrica, che
consente anche una semplice formulazione della condizione
di perpendicolarità 43
Vito Cardone, Barbara Messina

Spunti e riflessioni per una storia della prospettiva parallela 44


Laura De Carlo

IL RITORNO DELL'OGGETTO CORPOREO NELL'EPOCA


INFORMATICA DELLA GEOMETRIA DESCRITTIVA 45
L'Apollo di Felix Klein: categorie geometriche e adeguazione
descrittiva 47
Fabrizio Gay

Il Ruolo della Geometria nella formazione


dell’architetto nel XXI secolo 48
Mario Docci

CONCLUSIONI 49
Considerazioni conclusive 51
Vito Cardone, Riccardo Migliari

Gli autori 53
Presentazione
Cesare Cundari
Coordinatore del Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo
Direttore della Scuola Nazionale di Dottorato

Nel presentare questo volume che raccoglie le relazioni svolte durante la Gior-
nata di studi che si è svolta a Roma il 9 giugno 2014, mi sembra opportuna
una riflessione circa il suo inquadramento sia nell'ambito del Dottorato di ri-
cerca di Roma sia nell'attività della Scuola nazionale di Dottorato.
Quando la sede della Scuola Nazionale si è spostata da Firenze e a Roma e,
contemporaneamente, ne ho assunto la direzione, erano già in atto le trasfor-
mazioni che, nelle varie sedi, hanno riguardato i Dottorati con processi di ac-
corpamento dovuti, dapprima alla forte e progressiva riduzione di borse di
studio disponibili, successivamente alle norme per l'accreditamento. Per ultimo,
anche il Dottorato in "Scienze della Rappresentazione e del Rilievo" di Roma,
pur con una dote di 4 borse annue, ha dovuto unirsi (a partire dall'anno acca-
demico 2013/14) con l'altro di Storia e Restauro per rispettare i parametri fissati
dal MIUR e dall'ANVUR per l'accreditamento.
Contemporaneamente, la Legge Gelmini (2010) ha soppresso il ruolo dei ri-
cercatori prevedendo, in sua vece, la figura del ricercatore a tempo determinato
e la possibilità di reclutamento nel ruolo dei professori associati subordinata-
mente al conseguimento dell'Abilitazione scientifica nazionale (della quale è
oggi in svolgimento la seconda tornata).
Queste modifiche normative - come ho avuto già modo di osservare - hanno
richiesto e richiedono una riflessione sulle funzioni di una Scuola Nazionale
di Dottorato la quale, oggi, è chiamata, oltre alla consueta funzione di coordi-
namento (pur nei limiti della autonomia delle singole sedi) dell'attività forma-
tiva dei dottorandi, anche a offrire occasioni di studio ed approfondimento nelle
tematiche principali oltre che in quelle nelle quali, in particolare, maggiori
sono gli effetti delle nuove tecnologie che - mentre aprono nuovi orizzonti -
suggeriscono puntualizzazioni metodologiche e procedurali.
Secondo me, in sintesi, la Scuola dovrebbe proporre occasioni di supporto alla
formazione scientifica e didattica anche oltre la formazione dottorale, anche e
soprattutto allo scopo di offrire dei riferimenti utili all'avanzamento nella
ricerca sia dei dottorandi che di coloro che già hanno concluso il ciclo di
formazione dottorale.
Secondo questa linea il Consiglio della Scuola, condividendo l'ipotesi di lavoro,
aveva deliberato l'attuazione di adeguate iniziative negli ambiti fondamentali
del settore disciplinare: la Geometria descrittiva, il Disegno dell'architettura,
il Rilievo dell'architettura; con l'intenzione di rivolgere anche la necessaria at-
tenzione ad ambiti operativi in certo senso di nuovo interesse, come quello
legato al Design.

9
Cesare Cundari, Presentazione

Con questi criteri già nel 2012 è stato organizzato un primo Seminario di studio
rivolto al Rilievo architettonico, ambito disciplinare fortemente investito da
innovazioni tecnologiche; quel Seminario si è svolto nel mese di luglio con la
partecipazione di autorevoli studiosi italiani e stranieri; l'utilizzo delle tecno-
logie informatiche vi delinea nuove problematiche operative e di gestione dei
processi; un nuovo Seminario di studio sarebbe previsto nel prossimo mese di
ottobre.
Nel mese di settembre dello scorso anno era previsto l'inizio di un Workshop
che si sarebbe svolto con la collaborazione di docenti del Politecnico di Milano
e della Sapienza di Roma sul Design; il sovrapporsi degli impegni e la necessità
di una migliore organizzazione hanno indotto uno slittamento della sua attua-
zione ai primi mesi di quest'anno; si tratta di una iniziativa che ha riscosso un
particolare interesse tra i dottorandi delle varie sedi. In questi giorni è alle
stampe il volume che raccoglie i contributi di studio prodotti nella fase svoltasi
presso il Politecnico di Milano, nelle prossime settimane è prevista la pubbli-
cazione del volume che raccoglie gli esiti delle attività svoltesi nella sede
romana.
Sin dall'inizio di quest'anno, ancora, era stata avviata l'organizzazione di una
Giornata sulla Geometria per il cui svolgimento si è voluto attendere, soprat-
tutto, la conclusione delle attività legate al Workshop sul Design.

La Giornata sulla Geometria


Uno dei motivi principali per i quali ho ritenuto importante questa iniziativa
risiede nella consapevolezza che la Geometria descrittiva è, in realtà, poco fre-
quentata dai ricercatori dell'area del Disegno. Una ricognizione attenta della
produzione scientifica degli ultimi anni consente di constatare una esuberanza
di esperienze legate all'utilizzo delle tecnologie informatiche nel disegno del-
l'architettura (in forma di modellazione) e nel rilievo architettonico (in forma
di scansioni elettroniche) a fronte di un numero molto limitato di studi geome-
trici. Naturalmente, la nostra attenzione non è rivolta alla quantità di studi ri-
volti a temi di geometria quanto al fatto che l'automatismo consentito da molti
software nella elaborazione di modelli allontani il ricercatore dall'apprendi-
mento e dall'approfondimento di quelle tematiche geometriche la cui cono-
scenza, sola, consente il controllo dei processi sviluppati dall'elaboratore e dei
risultati che ci propone.
Sulla base di questa consapevolezza ho chiesto a Colleghi (innanzitutto i proff.
Vitale Cardone e Riccardo Migliari) che a lungo hanno frequentato questioni
di geometria, di individuare una ristretta rosa di tematiche che, nel loro insieme,
avrebbero potuto delineare un percorso evolutivo della disciplina (senza, tut-
tavia, farne una esposizione storica) su cui chiedere la partecipazione ai Col-
leghi che maggiormente e con maggiore autorevolezza hanno svolto attività di
ricerca in quest'ambito. Tra questi era sin dall'inizio previsto il coinvolgimento

10
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

del prof. Baldrich, cattedratico di Geometria Descrittiva a Sevilla - Spagna,


che - a causa della concomitanza (in Spagna) di una Commissione di Dottorato
- ha svolto la sua apprezzata relazione il giorno 27 giugno.
Tutti i Colleghi interpellati hanno aderito all'iniziativa, concorrendo a costituire
le premesse di una molto positiva riuscita di una Giornata di studio con la quale
mi auguro si apra un itinerario di studio teso a valorizzare questo ambito di-
sciplinare talvolta non adeguatamente considerato, in special modo negli ultimi
lustri, anche a causa di fraintendimenti legati sull'utilizzo delle tecnologie in-
formatiche. Sono particolarmente grato, quindi, a ciascuno di essi per accolto
l'invito ed essere riusciti a conciliare questo ulteriore impegno con il novero
degli altri impegni nei quali sono istituzionalmente coinvolti; essi hanno di-
versa provenienza, come si evince dal programma già diffuso: ad affiancare i
proff. Laura de Carlo e Riccardo Migliari (docenti del nostro Dottorato) sono,
oggi, con noi: i proff. Agostino De Rosa, il prof. Fabrizio Gay, il prof. Camillo
Trevisan dell'IUAV; il prof. Andrea Giordano dell'Università di Padova, la prof.
Maria Teresa Bartoli dell'Università di Firenze, il prof. Vito Cardone dell'Uni-
versità di Salerno (che porta qui la sua esperienza di studioso ma che non igno-
riamo essere stato eletto da qualche settimana Presidente dell'Unione Italiana
del Disegno); mi sembra significativo sottolineare la presenza, tra i relatori,
della prof.ssa Anna Sgrosso - che a lungo ha insegnato come professore ordi-
nario della disciplina presso l'Università "Federico II" di Napoli - e della par-
tecipazione, accanto a Lei, di due colleghi che sono stati, a loro volta, suoi
allievi: il prof. De Rosa (oggi all'IUAV) e il prof. Giordano (oggi all'Università
di Padova). L'attività della Giornata di studi è stata seguita per via telematica
anche da altre sedi, così come è stata effettuata la videoregistrazione di tutti
gli interventi e del dibattito.
Un aspetto particolare merita di essere segnalato; accogliendo uno specifico
invito, ciascuno dei Colleghi che hanno partecipato alla Giornata ha segnalato
alcuni temi che avrebbero potuto essere oggetto di approfondimento da parte
di dottorandi, disponibile a seguirne il lavoro; mi risulta che l'occasione è stata
colta da diversi dottorandi. E' una occasione proficua per un giovane studioso
per attingere a saperi diversi, ad esperienza differenti, a tematiche tutte inte-
ressanti ed originali.
Dal quadro delle relazioni svolte è risultato con tutta evidenza come ampi
siano gli spazi praticabili per la ricerca scientifica.
Mentre era in fase avanzata di organizzazione la Giornata, è risultato evidente
anche l'opportunità di non trascurare il contributo fornito, nel tempo e nelle
varie sedi, all'insegnamento ed allo sviluppo della Geometria descrittiva. E'
noto, come sottolinea peraltro lo stesso collega Migliari, che la sopravvivenza
di interessi verso la Geometria descrittiva è legata, da decenni, al nostro settore
scientifico disciplinare, per le indubbie implicazioni nell'ambito della rappre-
sentazione. Anche per tale ragione non va trascurato l'impegno profuso, nel

11
Cesare Cundari, Presentazione

tempo e nelle varie sedi, da colleghi che ci hanno preceduto, per lo sviluppo
della ricerca in questo specifico ambito disciplinare.

Conclusioni
Non posso chiudere questa presentazione senza sottolineare che l'attuazione
della Giornata è stata possibile per la collaborazione di tanti: innanzitutto Ric-
cardo Migliari e Vito Cardone (che ha, peraltro, enormemente facilitato la par-
tecipazione del prof. Jentil Baldrich), ma anche di quanti si sono adoperati sul
piano tecnico ed amministrativo; la mia gratitudine è rivolta, comunque, a tutti
i Colleghi invitati per aver reso possibile sia la composizione di un ricco e
molto apprezzato palinsesto di esperienze di ricerca sia una esperienza nuova
ed originale per i dottorandi e quanti altri hanno partecipato.
Il consenso riscosso dalla Giornata mi ha indotto a promuovere la pubblica-
zione di questo volume che raccoglie - prevalentemente in formato digitale -
tutte le relazioni svolte con le conclusioni che, a valle del dibattito seguito allo
svolgimento delle relazioni, sono sintetizzate dai proff. Cardone e Migliari che
lo hanno coordinato.
Il mio auspicio è che la Giornata costituisca una prima occasione per l'avvio
di una collaborazione scientifica in quest’ambito disciplinare decisamente stra-
tegico per l’intero settore del Disegno, nella convinzione che essa risulterà
certamente proficua per la comunità scientifica.

12
INTRODUZIONE
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

Riccardo Migliari
Sapienza Università di Roma

Quando si parla di Geometria descrittiva, non è mai chiaro, in principio, se si sta parlando della scienza codi-
ficata da Gaspard Monge alla fine del Settecento o, piuttosto, della scienza già nota a Piero della Francesca
che, dalla più remota antichità, e per successivi sviluppi, è giunta fino a noi. Per evitare equivoci, si potrebbero
usare i termini Géométrie Descriptive, quando si allude a Monge e, semplicemente, geometria descrittiva,
quando si allude alla scienza della rappresentazione nel suo insieme. La differenza, infatti, non è trascurabile.
Perché nel primo caso le teorie sono quelle delle proiezioni ortogonali associate, la prospettiva è una mera ap-
plicazione, gli strumenti sono la riga e il compasso; mentre nel secondo caso le teorie comprendono la prospet-
tiva come metodo di rappresentazione, le proiezioni ortogonali sono un caso particolare della prospettiva e gli
strumenti comprendono il computer e i metodi della rappresentazione digitale.
Il seminario odierno vuole tratteggiare questo quadro generale, attraverso alcuni saggi che esplorano momenti
salienti della geometria descrittiva, suddivisi, per semplicità, in dieci capitoli principali:
le origini, Da Euclide a Vitruvio ovvero della esistenza di una ‘geometria descrittiva’ nell’antichità: l’ottica e
il suo ruolo nella invenzione della prospettiva (invenzione o riscoperta); i disegni (schemata) di Vitruvio; le
definizioni del I e del VII libro;
i secoli dell’oblio o, meglio, della conservazione del sapere: le testimonianze della pittura e della trattatistica
fino a tutto il Quattrocento;
Piero della Francesca e la nascita della prospettiva: lo studio della digradazione delle grandezze apparenti; il
punto di fuga come dato meramente empirico; i due ‘modi’ che si susseguiranno nei secoli fino a tutto il No-
vecento; la presenza delle proiezioni ortogonali, già capaci di operare nello spazio;
Desargues e ‘l’invenzione dell’infinito’, ovvero: il punto di fuga come immagine dell’infinito; le conseguenze
in ambito pittorico (le glorie); la nascita della geometria proiettiva;
la stereotomia come rappresentazione di forme solide e come strumento operativo; la sua storia come preludio
alla codifica delle proiezioni ortogonali; il ruolo di Monge a Mézières;
Monge e la scuola politecnica: Hachette, i volumi del Journal dell’école polytechnique;
Poncelet e la geometria proiettiva: la scoperta delle invarianti proiettive; il birapporto e le sue applicazioni; la
genesi proiettiva delle coniche e delle quadriche;
Farish, Shlömilch, Pohlke, e la codifica dell’assonometria: la storia dell’assonometria, il suo ruolo operativo,
l’assonometria come metodo di rappresentazione;
Fiedler e la generalizzazione dei metodi di rappresentazione: la prospettiva solida come metodo dal quale si
desumono tutti gli altri per successive specializzazioni;
la geometria descrittiva nell’era informatica.

When we talk about descriptive geometry, it is never clear, in principle, whether we are talking about the science
codified by Gaspard Monge at the end of the Eighteenth century or, rather, about the science that was already well-
known to Piero della Francesca and which, from the remotest times, and through subsequent evolutions, has arrived
to us.
In order to avoid misunderstandings, we could use the term Géométrie Descriptive when we allude to Monge and,
simply, descriptive geometry when we refer to the science of representation as a whole. The difference, in fact, is
not insignificant. Because in the first case the theories are those of the associated orthogonal projections, the per-
spective is a mere application, the tools are the rule and compasses; whereas in the second case the theories contain
the perspective as a representation method, the orthogonal projections are a special case of the perspective, and
the tools include the computer and the digital representation method.

15
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

This seminar aims to briefly describe this overall picture, through some essays which explore some salient moments
of descriptive geometry, divided into ten main chapters:
the origins, from Euclid to Vitruvius or better about the existence of a 'descriptive geometry' in ancient times: optics
and its role in the invention of the perspective (invention or rediscovery); the drawings (schemata) of Vitruvius; the
definitions of the I and the VII book;
the centuries of oblivion or, better, of the preservation of knowledge; evidence of the painting and the treatise writing
up until the whole Fifteenth century;
Piero della Francesca and the birth of the perspective: studies on the diminishing of the apparent sizes; the vanishing
point as a purely empirical datum; the two 'manners' which follow one another during the centuries, up until the
whole Twentieth century; the presence of the orthogonal projections, already capable to operate in the space;
Desargues and the 'invention of infinity', or better: the vanishing point as an image of infinity; the consequences
within the ambit of painting (the 'Glories'); the birth of projective geometry;
the stereotomy as a representation of solid shapes and as an operational tool; its history as a prelude to the codi-
fication of the orthogonal projections; the role of Monge at Mézières;
Monge and the polytechnic school: Hachette, the volumes of the Journal of the École Polytechnique;
Poncelet and the projective geometry: the discovery of the projective invariants; the cross-ration and its applications;
the projective genesis of the conics and the quadrics;
Farish, Shlömilch, Pohlke, and the codification of the axonometry: the history of the axonometry, its operational
role, the axonometry as a representation method;
Fiedler and the generalization of the representation methods: the solid perspective as a method from which to draw
all the others through subsequent specialisations;
Descriptive geometry in the era of the computer.

Quando si parla di geometria descrittiva, occorre in- e Dragomir (1978)2, ma non oltre; mentre nel se-
nanzitutto rispondere a una domanda: stiamo par- condo caso (geometria descrittiva) il medesimo pa-
lando del metodo di rappresentazione codificato da norama si allarga, da un lato, al remoto passato
Gaspard Monge, o, più in generale, della scienza col- dell’Ottica di Euclide e delle ‘species dispositionis’
tivata dall’umanità, nel corso dei secoli, per rappre- vitruviane3, mentre dall’altro invade l’era informatica
sentare i corpi a tre dimensioni e l’architettura in con le innumerevoli teorie e applicazioni della rap-
particolare? Stiamo parlando della Scuola Politecnica presentazione digitale.
francese e delle sue conquiste scientifiche nell’Eu- Perciò, io mi sento in dovere di dichiarare che parlerò
ropa nel XIX e XX secolo, o, piuttosto, della Scuola della geometria descrittiva, ma ciò senza escludere
che nasce con Alberti e Piero della Francesca e che si possa e si debba studiare la Géométrie Descrip-
giunge, attraverso Monge, fino ai nostri giorni1? tive e che si possa, del tutto legittimamente, inse-
Potremmo dire, più semplicemente: stiamo parlando della gnarla ancora oggi e studiarla ai fini della ricerca
Géométrie Descriptive o della geometria descrittiva? scientifica4.
Questa precisazione è necessaria, perché nel primo Ciò premesso, vorrei gettare un rapido sguardo su
caso (Géométrie Descriptive) il panorama delle nostre quelle che, a mio avviso, sono le tappe più significa-
ricerche sarà quello descritto da Gino Loria (1921) e tive della Storia della geometria descrittiva5 e, per
René Taton (1951) ed è un panorama che, a volerlo ciascuna di esse, vorrei indicare problemi che, per
ampliare, si estende fino forse all’opera di Gheorghiu quanto ne so, appaiono ancora controversi e zone di

16
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

questo sterminato paesaggio che sono ancora quasi In sintesi queste tappe sono:
inesplorate e altre ancora che sono state esplorate ma
con lo sguardo del pittore, anziché con quello del il periodo che va da Euclide a Vitruvio;
naturalista. il Medioevo ovvero i secoli nei quali il sapere degli
Per sciogliere la metafora, farò subito alcuni esempi. antichi è stato custodito per trasmetterlo a noi come
Sul significato del termine Vitruviano ‘scenographia’ oggi lo possediamo;
e sulla interpretazione del passo relativo, non vi è an- il Rinascimento, con la prima teorizzazione della
cora, a tutt’oggi, alcuna certezza e l’idea che si tratti prospettiva;
della nostra ‘prospettiva’ è solo un comodo espe- il Seicento con quel momento essenziale che è stato
diente didattico, ma non vi è alcuna prova convin- giustamente definito ‘l’invenzione dell’infinito’
cente: dunque ecco un problema controverso, se non (Field, 1997);
insoluto6. il Settecento e la stereotomia di Frézier (1737), come
Vi sono poi argomenti, come le superfici minime, che preludio alla Géométrie Descriptive;
sono state ampiamente trattati per via analitica, ma le ‘Lecons’ di Gaspard Monge (1795 - 1799) e l’École
mai per via sintetica; eppure, la possibilità di model- Polytechnique;
lare queste superfici con vari espedienti fisici (come l’Ottocento e la codifica della geometria proiettiva
le bolle di sapone) e di rilevare tali modelli, dovrebbe (Poncelet, 1822);
suggerire studi di natura geometrico-descrittiva o e ancora l’Ottocento con la nascita e lo sviluppo teo-
quantomeno ibrida. rico e applicativo dell’assonometria (Tramontini,
Lo stesso Monge, com’è noto, auspicava l’avvento di 1811; Farish, 1820; Pohlke 1876);
una nuova scienza, capace di superare i limiti della la fine del secolo con il compendio innovativo di Fie-
Géométrie Descriptive grazie all’aiuto del calcolo7. dler (1871) e gli enciclopedici trattati di Fratel Gabriel
Sembra quasi un presagio, questo, dell’avvento dei Marie (1893, 1920, al secolo Edmond Brunhes);
computer! Ecco l’esempio di una zona inesplorata. infine l’era informatica e le profonde trasformazioni
Torniamo infine alla prospettiva, una disciplina che che ha indotto in geometria descrittiva, con la possi-
ha prodotto capolavori sui quali si è concentrata l’at- bilità di disegnare nello spazio e di utilizzare coniche
tenzione degli storici dell’arte e che perciò vanta una e quadriche nelle costruzioni e, se necessario, qual-
bibliografia enorme: ebbene, molti problemi di questa siasi altra figura.
scienza, che sono legati alla percezione umana dello Questo percorso, come si vede, non è breve.
spazio, sono ancora fecondi campi di indagine. Perciò io mi limiterò a ciò che ritengo particolarmente
Penso, ad esempio, ai caratteri, non solo geometrici, interessante nel quadro attuale della ricerca delsettore.
dell’illusionismo prospettico. L’Ottica di Euclide, come presupposto alla teorizza-
Penso ancora, per rimanere al rapporto con l’arte, alle zione rinascimentale della prospettiva (Brownson,
questioni sollevate dal saggio di Panofsky (1927). 1981), costruisce un modello della visione che è fon-
Ecco, ancora, un brano del paesaggio della geometria dato, essenzialmente, sulla riduzione delle grandezze
descrittiva che è stato visitato, e ampiamente, da viag- apparenti ed esclude concetti come il quadro e la
giatori tanto rapiti dalla sua bellezza da non accor- sezione dei raggi visivi.
gersi delle sue virtù nascoste, come avrebbe fatto, Ne consegue, da un lato, la nota distinzione tra pro-
invece, un naturalista8. spettiva naturale e prospettiva artificiale, dall’altro
È tempo, allora, di venire alle tappe del pensiero una prima teorizzazione della prospettiva che guarda
scientifico geometrico descrittivo, alle quali credo si quasi esclusivamente agli scorci e considera ciò che
debba prestare attenzione. noi oggi chiamiamo ‘punto di fuga’, semplicemente

17
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

come un dato sperimentale dal quale deriva un co- passaggio dalle prospettive accademiche dell’Otto-
modo artificio grafico (Piero della Francesca, seconda cento, alla prospettiva parallela che caratterizzerà il
metà del secolo XV). movimento moderno11.
Credo che ci sia ancora ampio spazio alla esplora- Le cronache del tempo ci raccontano che Gaspard
zione di quel momento della Storia della prospettiva Monge era stato assunto dalla Scuola militare di Mé-
nel quale, gradualmente, il metodo si svincola dal re- zières per occuparsi del taglio delle pietre (Dupin,
taggio dell’antichità, per dotarsi di una teoria auto- 1818; Taton, 1951).
noma, quella stessa che aprirà poi le porte alla Abbiamo dunque notizie certe sulla connessione tra
geometria proiettiva9. gli sviluppi teorici della stereotomia, dovuti soprat-
E non si tratta soltanto di questioni meramente tutto a Frézier (Salvatore, 2008), e la codifica
geometriche ma anche, come sempre quando si tratta mongiana del metodo delle proiezioni. Peraltro, la
di prospettiva, di questioni che attengono la potenza Storia del metodo delle proiezioni ortogonali asso-
dell’illusione prospettica: ad esempio, le modalità ciate è un’altra delle zone del panorama geometrico
della veduta vincolata, la possibilità di volgere in- descrittivo che sono solo parzialmente esplorate.
torno lo sguardo che, negata da Piero, diviene poi, nel Infatti, i lavori dedicati all’argomento, come quelli di
Seicento, il fulcro della meraviglia illusionistica. Loria e Taton, sono incentrati sulla figura di Monge
Nelle ultime decadi del Quattrocento si assiste, inol- e fanno solo un cenno allo sviluppo che questo modo
tre, ad un altro mutamento epocale: il passaggio dalla di rappresentare gli oggetti a tre dimensioni presen-
illustrazione in forma letteraria (ékphrasis10) alla illu- tava prima della Rivoluzione.
strazione in forma grafica. Alcuni lavori della Scuola romana sono dedicati a
Rispetto alla rappresentazione albertiana della città di colmare queste lacune (Conti et al., 2000; Inglese,
Roma (Alberti, 1445), il trattato De Prospectiva Pin- 2000; Bianchini, 2008), ma molto vi è ancora da
gendi di Piero della Francesca rappresenta una vera e studiare, in particolare per quanto riguarda Piero
propria rivoluzione: è il nuovo che supera l’antico, la della Francesca (Maltese, 1993) e, in generale, i
potenza dell’immagine che si affianca al testo scritto trattati di architettura, civile e militare (Zerlenga,
e lo esplicita. Cirafici, 2012).
Al tempo stesso, però, non si può non vedere nella Se le ‘Lecons’ di Gaspard Monge, tenute alla Scuola
Descriptio urbis Romae un archivio digitale ante-lit- Normale tra il 1794 e il 1795, stenografate dai sui
teram (Vagnetti, 1968). È il momento della nascita allievi e poi pubblicate nel 1799, rappresentano la
dell’illustrazione scientifica, un evento che nell’am- posa della prima pietra, gli studi maturati in seno alla
bito dei nostri studi non è ancora stato indagato. sua scuola, formano il vero edificio della Géométrie
Quanto al Seicento, appunto, è qui che avviene quel Descriptive.
coraggioso superamento dei limiti dello spazio eucli- Infatti, nel trattato di Monge si trovano i fondamenti
deo, che porterà poi alla geometria moderna. del metodo di rappresentazione e poche applicazioni
Si deve a Kepler (1604) e Desargues (1639) la prima esemplificative, mentre è soltanto nei numerosi
formulazione dei punti e delle rette ‘all’infinito’ che volumi del Journal de l’École Polytechnique
tanta importanza hanno avuto nella Storia della pro- (1795-1939)12, che si può cogliere appieno la
spettiva e nel quadraturismo barocco. fecondità del pensiero mongiano e cioè l’idea,
Questo ‘sviluppo dell’idea dei punti all’infinito’ (Cas- del tutto originale per l’epoca, di usare la rappresen-
sina, 1921) è un argomento che merita di essere ap- tazione sintetica dello spazio per fare ricerca, e, in
profondito, anche per i rapporti che ha con la particolare, per ‘dedurre dalla descrizione esatta
rappresentazione dell’architettura, basti pensare al dei corpi tutto ciò che necessariamente segue dalla

18
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

loro forma e dalla loro posizione reciproca’. che perdura ancora ai nostri giorni e che vede, da un
Una ricognizione completa degli studi che il Journal lato, la pura teoria del metodo della proiezione cen-
ha dedicato all’approccio sintetico raccomandato da trale e, dall’altro, i procedimenti pratici degli artisti e
Monge, porterebbe, credo a scoperte interessanti, degli architetti.
come dimostra il saggio sul problema di Apollonio e Il primo modo, sviluppandosi nell’opera di Guidou-
la teoria dei radicali di Louis Gaultier , maturato baldo del Monte (1600), Brook Taylor (1715), e molti
nell’ambito della Scuola romana (Fallavollita, 2008). altri (vedi Luigi Vagnetti, 1979), fiorisce infine, con
Quando Piero della Francesca compone la prima teo- Poncelet (1822) in una geometria nuova, capace di
rizzazione, illustrata, della prospettiva, utilizza tre ricomprendere tutte le altre , che è la geometria
metodi di rappresentazione. proiettiva. Anche qui gli architetti eredi della
Al primo di questi metodi, che è la rappresentazione tradizione accademica italiana si trovano di fronte a
in pianta e alzato nota agli architetti di ogni tempo, una teoria che, sebbene sia stata esplorata nelle sue
egli allude semplicemente con le espressioni ‘dise- espressioni bidimensionali dalla scuola palermitana
gnare in propria forma’, e ‘figura della larghezza’ e e napoletana, promette ancora molto negli sviluppi
‘figura dell’altezza’, per indicare, appunto, ciò che tridimensionali (Aschieri 1883 – 1895, Enriquez
noi oggi chiamiamo prima e seconda proiezione. 1926) oggi facilmente accessibili in forma visiva,
Quando la dimensione del foglio lo consente, queste grazie alla rappresentazione digitale (Fallavollita,
due figure sono associate per mezzo delle linee Salvatore, 2012).
di richiamo13. Come vedremo tra poco, con la geometria proiettiva
Il disegno ‘in propria forma’ serve, soprattutto, per la geometria descrittiva acquisisce un potente mezzo
costruire la prospettiva di corpi di forma complessa, di indagine e giunge, alla fine del Secolo XIX, alla
attraverso operazioni che sono quelle a noi note come piena maturità.
proiezione e sezione, portate a compimento usando Ma, precedentemente, il primo degli scopi della di-
pianta e prospetto come un modello tridimensionale sciplina, così come enunciati da Gaspard Monge, e
a tutti gli effetti. cioè quello che consiste nella mera rappresentazione
Si noti, dunque, che il metodo delle proiezioni orto- grafica e visiva dei corpi a tre dimensioni, diviene og-
gonali è usato da Piero non solo per rappresentare ma, getto di altri metodi, che ricercano una sintesi più
e ciò è notevole, anche e soprattutto per operare. efficace ed il superamento di quell’immagine sdop-
Ma ciò che più interessa, nel trattato di Piero, non è piata in pianta e alzato che qualche perplessità susci-
forse questo secondo modo, quanto invece il primo. tava nello stesso padre costituente14: questi metodi
Nel primo modo, infatti, Piero costruisce le figure sono quelli dell’assonometria, prima descritta da
solide direttamente nello spazio prospettico, avvalen- Giuseppe Tramontini (1811), poi da William Farish
dosi della relazione che intercede tra la figura (1820) e altri.
piana in vera forma e la medesima in prospettiva, L’assonometria, come la prospettiva, presenta due
nella quale relazione noi facilmente riconosciamo facce: quella del metodo vero e proprio, autonomo e
una omologia. capace di costruire le forme a tre dimensioni senza
Questo modo di fare la prospettiva, senza compiere ma- fare ricorso ad altre rappresentazioni, e quella del
terialmente l’operazione di proiezione e sezione punto procedimento pratico che, sostenuto ad poche consi-
a punto, avrà nei secoli una fortuna distinta dal secondo derazioni teoriche iniziali (Sclömilch, 1856, Cfr.
modo e sarà tanto amata dai matematici quanto il Loria, pag. 415; Pohlke, 1860 - 1876), si sviluppa in
secondo modo è stato amato, invece, dagli artisti. una congerie di regolette pratiche ad uso di architetti
Ha qui origine una dicotomia del sapere prospettico e ingegneri progettisti.

19
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

Tuttavia, come metodo di rappresentazione, l’assono- Alle applicazioni della geometria proiettiva alla de-
metria, o per meglio dire la prospettiva parallela, è scrittiva, va anche ascritto lo sviluppo della fotogram-
forse tra tutti quello meno stabilmente codificato, tan- metria teorica e applicata, da Finsterwalder (1899,
t’è che vi è ancora spazio alla ricerca, soprattutto per vedi Loria a pag. 494), fino ai moderni metodi di
ciò che riguarda i problemi di perpendicolarità. Image Based Modeling che sono fondati, appunto,
Una delle più importanti applicazioni della geometria sulla sua teoria dei nuclei (kernpunkte), oggi nota
proiettiva alla descrittiva, è quella che permette di co- come geometria epipolare16.
dificare la prospettiva solida (detta anche, ma in am- Nei due modi di Piero della Francesca si identificano,
bito artistico, prospettiva-rilievo). altresì, le due facce della realtà che, un po’ semplici-
Wilhelm Fiedler (1871 – 1874) descrive gli elementi sticamente, sono state definite: come appare e come
di una macchina geometrica capace di trasformare lo è (‘as it looks and as it is’, Arnheim, 1977)17.
spazio cartesiano e isotropo, delle forme quali esse La realtà come appare trova nella prospettiva del
sono, nello spazio prospettico e anisotropo delle primo modo il suo laboratorio di sperimentazione e
forme quali esse appaiono ad un osservatore che sia il cantiere delle sue costruzioni, che operano, diret-
immerso nel medesimo spazio. tamente, nello spazio contratto della percezione vi-
E trova infine che da questa prospettiva in tre dimen- siva; la realtà come è trova invece espressione nel
sioni, per successive specializzazioni, si ricavano tutti secondo modo, nel quale tutto discende dalla forma
i metodi di rappresentazione15. propria della larghezza e della altezza e il cantiere
Si tratta, a ben vedere, di una trasformazione che ha delle costruzioni geometriche abita lo spazio isome-
notevoli affinità con i metodi di visualizzazione im- trico e cartesiano della realtà fisica (intesa, pur sem-
piegati nella rappresentazione digitale. pre, in un breve intorno dell’operatore).
In ogni caso, la Parte C del suo trattato, ‘L' omologia Le ambiguità insite nella netta classificazione del
dei sistemi solidi considerata come la teoria dei me- come è e del come appare, sono state studiate dalla
todi dell' arte di modellare’ attende ancora una rilet- scuola transazionalista (Kilpatrick, 1967) che,
tura che, avvalendosi della odierna possibilità di negli anni Cinquanta, ha stabilito il dominio del
disegnare nello spazio, le renda il merito dovuto. cervello sul riconoscimento della forma trasmessa dai
Merito che riguarda, innanzitutto, l’enunciazione di segnali visivi.
una legge generale che comprende in sé tutte le altre. I risultati di questa attività di ricerca sono stati poi ri-
Ma c’è anche un altro trattato, che, pubblicato a presi da Gregory (1966).
più riprese tra la fine del Secolo e l’inizio del succes- La potenza dell’illusione prospettica dipende, dun-
sivo, vorrei ricordare: è quello di Fratel Gabriel Marie que, non solo dalla collimazione tra la prospettiva li-
(F.G.M., 1893 -1920), appartenente all’Ordine neare e gli spigoli dell’oggetto rappresentato, peraltro
dei Frères des Ecoles Chrétiennes, al secolo Edmond ingannevole, ma anche, e soprattutto, dalla riconosci-
Brunhes. bilità del modello archiviato nella nostra mente18.
Oltre a suggerire molte e notevoli innovazioni, È evidente, perciò, che la conoscenza di questi mec-
F.G.M. compila un repertorio di oltre settecento canismi percettivi è essenziale nello studio della pro-
problemi, spesso commentati anche da un punto di spettiva in generale e in particolare nello studio delle
vista storico. prospettive architettoniche, nelle quali, deroghe
Una piccola parte di questi problemi sono stati riela- alle leggi geometriche, correzioni e artifici vari,
borati, dimostrando le potenzialità di un approccio non indeboliscono e anzi spesso sapientemente raf-
sintetico innovativo che si avvale della rappresenta- forzano il potere illusorio dell’immagine, perché
zione digitale (Casale, 2013). compensati dalla presenza dell’architettura, con

20
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

le sue ripetizioni, le sue simmetrie, le sue familiari spazio, secondo le intuizioni di Adriaan Van Roomen
strutture linguistiche. (1596), è una prova efficace di quanto si è detto.
L’era informatica ha indotto profonde trasformazioni Abbiamo così gettato uno sguardo sul quel paesaggio
in geometria descrittiva, che non possono essere esau- che dicevo, all’inizio, ancora parzialmente inesplo-
rientemente descritte in una breve comunicazione rato. La parte più interessante della geometria descrit-
come questa. tiva si trova proprio in quelle zone nelle quali ancora
Di questo argomento, tuttavia, ho scritto in diverse troppo pochi o nessuno affatto si sono addentrati. È
altre occasioni. la geometria descrittiva che verrà dopo di noi, o,
Mi limiterò qui a ricordare i risultati conseguiti dalla quanto meno, dopo di me.
scuola romana nello sforzo di dare, se possibile, Vorrei ricordare però che i sentieri che percorrono
una nuova giovinezza alla scienza della quale ci quelle zone si dipartono tutti dalle zone già ben co-
occupiamo. nosciute, si dipartono, cioè dalla Storia.
In primo luogo, il riconoscimento dei metodi di rap- Il rapporto con la Storia è sempre fecondo e, secondo
presentazione digitale, accanto ai metodi di rappre- me, non dovrebbe mai essere trascurato.
sentazione grafica e, in particolare del metodo di Così come non dovrebbero mai essere trascurati gli
rappresentazione matematica e del metodo di rappre- strumenti di indagine che la tecnologia va svilup-
sentazione numerica. pando, sempre più agili e sempre più potenti.
Altri preferiscono usare i termini NURBS Based Mo- Il futuro della disciplina, forse, è tutto qui, nella sin-
deling e Mesh Based Modeling, che a me paiono ri- tesi tra passato e presente, tra un codice antico e la
duttivi, perché troppo legati al dato meramente sua riproduzione digitale, tra un affresco e la sua
tecnico e avulsi dalla Storia. esplorazione multispettrale, tra la teoria delle super-
Ma poco importa, la sostanza non cambia. fici e il dialogo tra modelli fisici e virtuali che la
Il fatto è che la rappresentazione, oggi, si avvale descrivono alla vista e al tatto.
anche di due nuovi metodi e tali sono, e non semplici
procedimenti, perché hanno teorie loro proprie e 1
Esiste, e perdura, una concezione scolastica che vede la prospet-
campi specifici di applicazione e affinità notevoli con tiva, come la teoria delle ombre e del chiaroscuro, e altri argo-
i metodi tradizionali, quanto all’uso che se se ne menti ancora, quali mere applicazioni della geometria descrittiva
di Monge. Pensare ciò, equivale, esattamente, a credere che la
fa (progetto e valenza metrica, visualizzazione e prospettiva e il chiaroscuro siano applicazioni software, pro-
valenza percettiva). grammi per computer. Infatti il metodo delle proiezioni ortogonali
In secondo luogo, la scuola romana ha riconosciuto e codificato da Gaspard Monge è uno strumento utile a rappresen-
sperimentato le nuove possibilità offerte dal disegno tare le forme solide e a operare su di esse, come lo è la modella-
zione digitale.
tridimensionale e dalla accuratezza offerta da tale tec-
Pensare ciò, inoltre, significa ridurre la geometria descrittiva di
nica (cento volte maggiore che in passato!). Monge a un insieme di regole elementari raccolte nel metodo
Ciò significa poter usare, nelle costruzioni, le coniche delle proiezioni ortogonali associate.
(ellisse , parabola e iperbole) e non solo la retta e il La realtà storica è ben diversa: in primo luogo perché la prospet-
cerchio, come in un passato che prescriveva l’uso tiva, affondando le sue radici nell’astronomia degli antichi e
nell’Ottica di Euclide, e protendendo i suoi rami dal ‘secondo
esclusivo di riga e compasso. stile’ al Rinascimento, fino all’Illuminismo, ha formato il nervo
Ciò significa, altresì, la possibilità di utilizzare nelle centrale della scienza della rappresentazione; in secondo luogo
suddette costruzioni le superfici quadriche, dise- perché il capitolo più importante e ricco della geometria descrit-
gnando nello spazio piani e sfere, ellissoidi, parabo- tiva di Monge e della sua scuola, non è il metodo di rappresenta-
zione, ma lo studio delle superfici e delle loro proprietà.
loidi e iperboloidi. 2
Geometry of architectural forms, che è una delle più moderne e
La soluzione del problema di Apollonio esteso allo
innovative trattazioni sintetiche delle superfici che io conosca:

21
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

propone un uso originale della assonometria obliqua, sfruttando rappresenta, dunque, una sfida per chi si occupa del disegno, delle
una estensione del teorema di Pohlke e nello spazio in tal modo sue applicazioni e dei suoi fondamenti teorici. La ricostruzione
controllato, costruisce superfici continue e forme reticolari che filologica di queste antiche e moderne descrizioni è uno stimo-
preludono agli studi di Helmutt Pottmann (2007). lante argomento di studio.
3 11
‘Species dispositionis , quae graece dicuntur idéai, haec sunt: Oltre al già citato saggio di Cassina, uno studio dal taglio più
ichnographia, orthographia, scenographia’. Sulla prospettiva filosofico, ma non meno interessante è quello di Paolo Zellini
nell’opera di Vitruvio, vedi Tybout (1989). (1980). Sul fronte storico artistico, invece, è notevole il lavoro
4 della Field (1997).
Se consideriamo la Géométrie descriptive costituita di due parti,
12
conformemente ai deux objets principals dichiarati da Gaspard Il Journal contiene molti e notevoli Mémoire, dedicati agli svi-
Monge nel suo Programme, possiamo identificare ambiti di ricerca luppi teorici e alle applicazioni della Géométrie Descriptive.
nell’uno come nell’altro. Al primo appartengono, ad esempio, le Fu pubblicato con cadenza prima annuale e poi semestrale, ma
ricerche di Michele Inzerillo sulla prospettiva, così come quelle irregolarmente, tra il 1794 e il 1939, prima come espressione della
di Vito Cardone e Laura De Carlo sull’assonometria; al secondo École centrale des travaux publics, poi dell’École polytechnique
capitolo appartengono gli studi di molti giovani della scuola ro- (come Bulletin du travail fait à cette École) e, ancora, come Jour-
mana, sui poliedri (Baglioni, 2009, 2012), sulle quadriche e sulla nal de l'École royale polytechnique e infine come Journal de
ricerca dei relativi assi (Fallavollita, Salvatore , 2008 – 2012). l'École impériale polytechnique.
5 Le annate del Journal si possono consultare sul sito della Biblio-
Vedi, sull’argomento, l’imponente studio di Anna Sgrosso, Ago-
stino De Rosa e Andrea Giordano (2000-2002). thèque Nationale de France (http://gallica.bnf.fr/).
13
6
Vedi Tybout (1987). Sull’uso del metodo delle proiezioni si veda Corrado Maltese
7
‘Il serait à désirer che ceux deux science fussent cultivées en- (conferenza del 1989, pubblicata nel 1992).
14
semble: la Géométrie descriptive porterait, dans les opérations Monge stesso descrive lo sforzo cui è chiamato chiunque debba
analytiques les plus compliquées, l’évidence qui est son caractère, giudicare della forma tridimensionale di un oggetto, osservando
et à son tour, l’Analyse porterait dans la Géometrie la généralité una tavola nella quale i due piani di proiezione appaiono sovrap-
qui lui est propre’ Monge (1799), I, 10. Queste parole non descri- posti. Oltre tutto non bisogna dimenticare che, nella sua formu-
vono forse il metodo della rappresentazione matematica del quale lazione generale, il metodo contempla i quattro quadranti dello
oggi disponiamo sui nostri computer? spazio riferito ai piani di proiezione, sicché la seconda proiezione
8
Qualche eccezione non manca, come ad esempio il lavoro di di un punto può trovarsi sotto la linea di terra insieme alle prime
di altri punti e viceversa.
Kemp (1990), quello di Field (1997). Tuttavia una lettura di questi
Purtroppo, pur avendolo citato in altre occasioni, non riesco a ri-
testi segnala una discrepanza tra l’approfondimento storico arti-
trovare la fonte.
stico e quello scientifico. Un difetto analogo, ma inverso, presenta 15
il voluminoso studio di Kirsti Andersen (2008). Probabilmente il L’innovativa impostazione data da Fiedler alla disciplina, ap-
superamento di queste discontinuità lo avremo solo quando riu- pare in tutta la sua attualità anche semplicemente scorrendo l’in-
sciremo, finalmente, a vincere le incomprensioni reciproche e a dice dell’opera, la cui prima parte è dedicata alla ‘Dottrina dei
stringere una reale e solida collaborazione interdisciplinare. Ciò metodi di rappresentazione svolta nello studio delle forme geo-
avviene, con successo, nei rari casi in cui l’Autore comprende in metriche elementari e delle loro semplici combinazioni’, vale a
sé, per formazione, le competenze filologiche e quelle matemati- dire la descrizione del primo ‘object’ mongiano. Segue, nell’am-
che (Boffito, 1993). bito di questa prima parte, ‘A.
9
Sulle questioni evolutive legate alla geometria, torna sempre di La proiezione centrale come metodo di rappresentazione e se-
condo le sue leggi generali’. Cui segue ancora il capitolo ‘C.
grande utilità la lettura di quelle premesse o capitoli introduttivi
L’omologia dei sistemi solidi considerata come la teoria dei me-
che i matematici hanno dedicato alla storia della disciplina. In
todi dell’arte di modellare’.
particolare sono illuminanti i commenti di Francesco Severi 16
(1936), Guido Castelnuovo (1969), Harold Coxeter (1989, 2003). Sull’argomento si legga De Luca (2011). Questo libro, notis-
10
L’ékphrasis è una figura retorica che consiste in una descrizione simo per la sua utilità didattica, è un buon esempio di come le
tecnologie hardware- software, in continua evoluzione, possano
tanto accurata da sostituire l’immagine. Naturalmente i margini
e debbano essere ricondotte dall’ambito squisitamente tecnico-
di libertà interpretativa restano ampi, come nel celebre caso della
commerciale nel quale fioriscono, ad una discussione e critica di
descrizione della villa Laurentina di Plinio il Giovane (Epistula-
natura teorica, inserita nella storia della disciplina e documentata
rum libri, II, 17, A Gallo). Con la Descriptio Urbis Romae, tutta-
dalle fonti teoriche relative e da esperienze applicative.
via, Alberti escogita un metodo che annulla ogni ambiguità e che, 17
essendo formato da coordinate polari, è ripetibile senza errore È vero, il mondo ha due facce: quella cartesiana e quella pro-
(salvo quello eventualmente commesso dai copisti). L’ékphrasis spettica, quella metrica e retta e quella contratta e convergente.

22
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

Eppure, quante ambiguità nasconde questa classificazione: infatti, l’esperienza, come la verticalità dei pilastri e l’orizzontalità dei
a ben vedere, il mondo come è, è solo una costruzione mentale, marcapiani; condizioni, queste, che sono assunte come ipotesi, e
un modello razionale. non sono affatto certe.
18
Il nostro cervello opera esattamente come un disegnatore im-
pegnato a restituire forma e misure dell’edificio rappresentato in
una fotografia (e in una soltanto): in questo caso, infatti, si è co-
stretti a introdurre nel processo di restituzione vincoli desunti dal-

Bibliografia

Ho citato i libri e i saggi ai quali ho fatto riferimento, volutamente trascurando quanto è stato scritto dai miei colleghi,
relatori in questa giornata di studi, e da me.
C’è una sola eccezione a questa regola, che vuole essere un omaggio alla tenacia e alla passione per la scienza di
Anna Sgrosso.
Non ho trascurato, invece, i contributi di alcuni colleghi più giovani e anche giovanissimi, perché essi sono testimoni
della vitalità della geometria descrittiva.
A tutti i dottorandi e dottori di ricerca presenti è invece attribuito il compito di mantenere in vita questa scienza nobile
e antica, che oggi è affidata unicamente agli architetti e agli ingegneri, avendola i matematici abbandonata da tempo.

[1] Munus Non Ingratum: Proceedings of the International Symposium on Vitruvius'De Architectura and
the Hellenistic and Republican Architecture : Leiden 20-23 January 1987. 1989: Stichting Bulletin
Antike Beschaving.
[2] Munus Non Ingratum: Proceedings of the International Symposium on Vitruvius'De Architectura and
the Hellenistic and Republican Architecture : Leiden 20-23 January 1987. 1989: Stichting Bulletin
Antike Beschaving.
[3] ALBERTI, L.B., J.-Y. BORIAUD, and F. FURLAN, Descriptio Vrbis Romae. Biblioteca dell'"Archivum Ro-
manicum". Serie I, Storia, letteratura, paleografia. 2005, Firenze: L. S. Olschki. 153 p., [2] p. de pl.
[4] ANDERSEN, K., The Geometry of an Art: The History of the Mathematical Theory of Perspective from
Alberti to Monge. 2008: Springer.
[5] ARNHEIM, R., The Dynamics of Architectural Form. 1977: University of California Press.
[6] ASCHIERI, F., Geometria Projettiva e Descrittiva Lezioni di Ferdinando Aschieri professore nella
R. Università di Padova - Volume Primo Geometria Projettiva. Vol. I. 1883, Milano: Hoepli.
[7] ASCHIERI, F., Geometria Projettiva dello Spazio. 1895, Milano: Hoepli.
[8] BAGLIONI, L., La discretizzazione delle superfici continue, 2009, 'Sapienza' University of Rome. p. 225.
[9] BAGLIONI, L., The method of mathematical representation in the analysis of planar quadrilateral
meshes, in Descriptive geometry and digital representation: memory and innovation, M. Rossi, Editor.
2012, Mc Graw-Hill: Milan. p. 43-51.
[10] BOFFITO, M., Dentro la Geometria. 1993, Genova.
[11] BROWNSON, C., Euclid's Optic and its Compatibility with Linear Perspective. Archive for History of
Exact Sciences, 1981(24): p. 165-194.
[12] CASALE, A.E.A., Geometria descrittiva e rappresentazione digitale - Memoria e Innovazione. Vol. I.
2013, Roma: Edizioni Kappa.

23
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

[13] CASALE, A.E.A., Geometria descrittiva e rappresentazione digitale - Memoria e Innovazione. Vol. II.
2013, Roma: Edizioni Kappa.
[14] CASSINA, U., La prospettiva e lo sviluppo dell'idea dei punti all'infinito, in Periodico di Matematiche,
O. Chisini, Editor. 1921, Zanichelli: Bologna. p. 326-337.
[15] CASTELNUOVO, G., Lezioni di Geometria Analitica 1969, Milano-Roma-Napoli-Città di Castello:
Società Editrice Dante Alighieri.
[16] CONTI, C., ET AL., Il disegno e la pietra. Strumenti del Dottorato di Ricerca in Rilievo e Rappresenta-
zione dell'Architettura e dell'Ambiente - Università degli Studi di Roma 'La Sapienza'. 2000, Roma:
Gangemi Editore.
[17] COXETER, H., Introduction to Geometry. 1989, Great Britain: John Wiley & Sons.
[18] COXETER, H.S.M., Projective Geometry. 2003: Springer.
[19] COXETER, H.S.M. AND H.S.M. Coxeter, Introduction to Geometry. 1989: Wiley.
[20] DE LUCA, L., La fotomodellizione architettonica: rilievo, modellazione, rappresentazione di edifici a
partie da fotografie. 2011: Flaccovio Dario.
[21] DE ROSA, A., A. SGROSSO, AND A. GIORDANO, La geometria nell'immagine. Storia dei metodi di rap-
presentazione. Vol. 1. 2000: UTET.
[22] DE ROSA, A., A. SGROSSO, AND A. GIORDANO, La geometria nell'immagine: Rigore scientifico e sensi-
bilità artistica tra Rinascimento e Barocco. Vol. 2. 2001: UTET.
[23] DE ROSA, A., A. SGROSSO, AND A. GIORDANO, La geometria nell'immagine: Dal secolo dei Lumi al-
l'epoca attuale. Vol. 3. 2002: UTET.
[24] DESARGUES, G., Œuvres de Desargues, N.G. Poudra, Editor 1876, Librairie Scientifique Ancienne &
Moderne,: Paris. p. 1 online resource (2 v.).
[25] DUPIN, C., Essai historique sur les services et les travaux scientifiques de Gaspard Monge. 1818.
[26] École polytechnique, Journal de l'École polytechnique, 1795, Imprimerie de la République, Imprimerie
impériale, Imprimerie royale, Bachelier, Mallet-Bachelier, Gauthier-Villars: Paris.
[27] ENRIQUEZ, F., Lezioni di Geometria Proiettiva. 1926, Firenze: Zanichelli.
[28] F.G.M., F.G.-M., Géométrie Descriptive - Tome I - Éléments. Cinquième ed. 1893, Tours-Paris.
[29] F.G.M., F.G.-M., Géométrie Descriptive - Tome II - Exercices. 1920, Tours-Paris.
[30] F.G.M., F.G.-M., Exercices de Géométrie, comprenant L'exposé des méthodes géométriques et 2000
questions résolues. 1920, Tours-Paris.
[31] FALLAVOLLITA, F., L'estensione del problema di Apollonio nello spazio e l'École Polytechnique, in
Ikhnos - Analisi grafica e storia della rappresentazione. 2008, Lombardi editori: Siracusa. p. 29-42.
[32] FALLAVOLLITA, F. A ruled surface through three given skew straight lines and the Chasles’s theorem: a
rereading through virtual laboratory. 2010. Kyoto.
[33] FALLAVOLLITA, F. AND M. SALVATORE, Construction of the three principal axes of quadric ruled surface,
in The 15th International Conference on Geometry and Graphics (ICGG 2012), S.A. Zsombor-Murray
Paul, Angeles Bruno Editor 2012: Montreal. p. 184-193.
[34] FARISH, W., On Isometrical Perspective. 1820: University of Cambridge.
[35] FIEDLER, W., Die darstellende Geometrie: Ein Grundriss für Vorlesungen an technischen Hochschulen
und zum Selbststuduim. 1871: Teubner.
[36] FIEDLER, W., Trattato di geometria descrittiva. 1874.
[37] FIELD, J.V., The invention of infinity : mathematics and art in the Renaissance. 1997, Oxford ;

24
La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

New York: Oxford University Press. xii, 250 p.


[38] FIELD, J.V., The invention of infinity : mathematics and art in the Renaissance. 1997, Oxford ;
New York: Oxford University Press. xii, 250 p.
[39] FRANCESCA, P.D., De prospectiva pingendi. 1984, Firenze: Le Lettere. lxx, 219 p., xlix leaves of plates
(some folded).
[40] FRÉZIER, A.F., La Theorie et La Pratique de la Coupe Des Pierres Et Des Bois, pour la Construction
Des Voutes et Autre Parties des Bâtiments Civils & Militaires, ou Traité de Stereotomie a l'usage de
l'Architecture Par... 1737, Paris.
[41] GHEORGHIU, A. AND V. DRAGOMIR, Geometry of Structural Forms. 1978, Bucharest (?): Applied Science.
[42] GREGORY, R.L., Occhio e cervello - La psicologia del vedere. 1966, Milano: Il Saggiatore.
[43] HASELBERGER, L. Die Zeichnungen in Vitruvs De Architectura. in Proceedings of the International
Symposium on Vitruvius' De Architectura and the Hellenistic and Republican Architecture. 1987. Lei-
den: Orientaliste.
[44] INGLESE, C., Progetti sulla pietra. Strumenti del Dottorato di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione
dell'Architettura e dell'Ambiente - Università degli Studi di Roma 'La Sapienza'. 2000, Roma:
Gangemi Editore.
[45] KEMP, M., The science of art : optical themes in western art from Brunelleschi to Seurat. 1990,
New Haven: Yale University Press. viii, 375 p.
[46] KEMP, M., Prospettiva e significato: illusione, allusione e collusione, in Immagine e verità: per una
storia dei rapporti tra arte e scienza, M.Z. Wallace, L., Editor. 1999, il Saggiatore: Milano.
[47] KEPLER, J., Ad Vitellionem paralipomena. 1604, Francofurti: Apud Claudium Marnium & Haeredes
Ioannis Aubrii.
[48] KEPLER, J., Harmonices mundi libri V. 1619.
[49] KEPLER, J., Optics: Paralipomena to Witelo & optical part of astronomy. 2000: Green Lion Press.
[50] KILPATRICK, F.P.E.A., La psicologia transazionale. 1967, Milano: Bompiani.
[51] LORIA, G., Storia della Geometria Descrittiva dalle origini sino ai giorni nostri. 1921, Milano:
Hoepli.
[52] MALTESE, C. Piero della Francesca e l’applicazione delle proiezioni parallele alla pittura. in Studi
di storia dell’arte sul Medioevo e il Rinascimento nel centenario della nascita di Mario Salmi. 1989.
[53] MONGE, G., Géométrie Descriptive - Lecons données aux Écoles normales, l'An 3 de la République;
Par Gaspard Monge de l'Istitut national. 1799, Paris: Baudouin, Imprimeur du Corp législatif et de
l'institut.
[54] PANOFSKY, E., La Prospettiva come "forma simbolica" e altri scritti. 1966, Milano.
[55] POHLKE, K., Darstellende Geometrie. 1876: Rudolph Gaertner.
[56] PONCELET, J.V., Traité de Propriétés Projectives des Figures; Ouvrage outile a ceux qui s'occupent des
applications de la Geométrie Descriptive et d'operations géométriques sur le terrain; par J.V. Poncelet.
1822, Paris: Bachelier, Libraire, Quai des Augustins.
[57] PONCELET, J.V., Traite des proprietes projectives des figures Vol. I. 1865: Gauthier Villars.
[58] PONCELET, J.V., Traité des propriétés projectives des figures. Vol. II. 1866: Gauthier-Villars.
[59] POTTMANN, H. AND D. BENTLEY, Architectural geometry. 2007: Bentley Institute Press.
[60] ROMANUS, A., Problema Apolloniacum, quo datis tribus circulis, quaeritur quartus eos contingen ...
constructum. 1596: Georg. Fleischmannus.

25
Riccardo Migliari, La geometria descrittiva dalla tradizione alla innovazione

[61] SALMI, M., Studi di storia dell'arte sul Medioevo e il Rinascimento nel centenario della nascita di
Mario Salmi: atti del convegno internazionale, Arezzo-Firenze, 16-19 novembre 1989. 1992: Edizioni
Polistampa.
[62] SALVATORE, M., La stereotomia scientifica in Amedée François Frézier - Prodromi della geometria de-
scrittiva nel taglio delle pietre. 2008, Firenze: Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Pro-
gettazione dell'Architettura - Dottorato di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione dell'Architettura e
dell'Ambiente.
[63] SALVATORE, M., Prodromes of descriptive geometry in the Traité de stéréotomie by Amédée François
Frézier. Nexus Network Journal, 2011. 13(3): p. 671-699.
[64] SEVERI, F., APPLICAZIONI DI GEOMETRIA DESCRITTIVA Lezioni date nella Facoltè di Architettura
della R. Università degli Studi di Roma, raccolte da Michele Campanella. 1936.
[65] SINISGALLI, R.F., I sei libri della prospettiva di Guidobaldo dei Marchesi del Monte dal latino tradotti
interpretati e commentati da Rocco Sinisgalli. 1984, Roma: "L'Erma" di Bretschneider Editrice.
[66] TATON, R., L'oeuvre scientifique de Monge. 1951, Paris: Presses Universitaires de France.
[67] TATON, R., L'Oeuvre matematique de G. Desargues - Textes publiés et commentés avec une introduction
biographique et historique. 1951, Paris.
[68] TAYLOR, B., Linear Perspective or, a New Method Of Representing justly all manner of Objects As they
appear to the Eye in all Situations. 1715, London: R. Knaplock.
[69] TRAMONTINI, G., Delle Projezioni Grafiche e delle loro principali applicazioni Trattato Teorico - Pra-
tico ad uso della Reale Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria come ancora di tutti i giovani ar-
chitetti ed ingegneri civili. 1811, Modena.
[70] TYBOUT, R.A. Die Perspektive bei Vitruv: Zwei Überlieferungen von scaenographia. in Munus non in-
gratum. 1987. Leiden.
[71] VAGNETTI, L., De Naturali et Artificiali Perspectiva. 1979, Firenze: Edizione della Cattedra di Com-
posizione architettonica IA di Firenze e della L.E.F. (Libreria Editrice Fiorentina).
[72] VAGNETTI, L. AND L.B. ALBERTI, La "Descriptio urbis Romae" : uno scritto poco noto di Leon Battista
Alberti (contributo alla storia del rilevamento architettonico e topografico). 1968, Genova: Istituto di
Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti, Università degli studi di Genova. p. 25-78.
[73] WYLIE, C.R., Introduction to Projective Geometry. 2011: Dover Publications.
[74] ZELLINI, P., Breve Storia dell'Infinito. 1980, Milano: Adelphi.
[75] ZERLENGA, O. AND A. CIRAFICI, Geometria – Costruzione – Architettura nel trattato delle fortificazioni
di Galasso Alghisi. 2012. 2012.

26